Rete di sportelli bancari e sistema dei pagamenti

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1 Rete di sportelli bancari e sistema dei pagamenti * Struttura e funzionamento della rete bancaria *Rocco Corigliano è Docente di Economia degli intermediari finanziari, Università degli Studi di Bologna. Il sistema finanziario è forse il settore che più di ogni altro, nel campo economico, si presta alla esemplificazione del concetto di rete. In questo articolo faremo riferimento a due esempi di rete che rivestono una grande importanza per l economia nel suo insieme ma anche, a ben vedere, per la vita di ciascun individuo: la rete degli sportelli bancari e la rete del sistema dei pagamenti. Se pensiamo al funzionamento di una banca tradizionale (quelle al dettaglio, per intenderci, o meglio le banche retail, che sono poi quelle che, nella gran parte operano nel nostro sistema), salta subito agli occhi il concetto di rete: la banca opera nel territorio di competenza, organizzata per sportelli, ovvero punti-vendita di prodotti e servizi finanziari, distribuiti sul territorio secondo una logica ben precisa, che riflette la necessità di essere presenti in modo diffuso e il più vicino possibile agli operatori economici, vale a dire, in buona sostanza, alle famiglie e alle imprese. La prossimità fisica al cliente è ancora, per il nostro sistema bancario, un fattore di successo, poiché è prevalente, nei rapporti bancari, il rapporto personale diretto. Ciò vale in primo luogo per il risparmiatore, col quale si instaura un rapporto fiduciario che è alla base sia della circolazione della moneta bancaria (mezzi di pagamento che affiancano la moneta legale, quali ad esempio, gli assegni) sia della opportunità di vendere (classare, in gergo tecnico) strumenti finanziari delle varie specie (dal conto corrente alle diverse tipologie di obbligazioni, polizze di assicurazione, fondi comuni, ecc.). In secondo luogo, la prossimità vale anche nei confronti dell utilizzatore del credito, tipicamente l impresa locale di piccole dimensioni, che cerca nella banca un interlocutore diretto cui affidare la soluzione, possibilmente, di tutti i fabbisogni finanziari dell impresa e dell imprenditore. La banca, in tali casi, si avvantaggia di detti contatti diretti e della prossimità per acquisire sul cliente affidato tutte quelle informazioni utili alla definizione più realistica del rischio di credito. La rete degli sportelli è organizzata da un centro propulsore (la sede territoriale o centrale, a seconda della dimensione della singola banca), che ha il compito di coordinarne l attività e controllarne l efficace svolgimento; persegue obiettivi ben definiti, normalmente in termini di volumi di raccolta (depositi, obbligazioni, polizze, fondi comuni, ecc.) e di impie- 108

2 ghi (prestiti), accompagnati sempre più spesso, da qualche tempo, anche da requisiti di rischiosità delle singole operazioni; opera, infine, secondo una strategia conforme al raggiungimento di quegli obiettivi e, solitamente, rispettosa delle caratteristiche di ciascun elemento della rete. Il funzionamento di una rete siffatta necessita anche di controlli. In linea generale, i controlli servono a verificare il rispetto delle regole che sono a fondamento del funzionamento efficace di una rete (disegno delle strutture organizzative, delle procedure necessarie a processare l attività corrente ecc.); nel caso delle reti bancarie, i controlli sono altresì necessari per monitorare nel continuo il verificarsi di eventi che possano in qualche misura accrescere l esposizione ai rischi di credito (segnali premonitori del deteriorarsi del grado di affidabilità dei debitori) o di quelli operativi (perdite legate agli errori umani, disfunzioni operative, truffe, ecc.). Il valore degli sportelli Una conferma indiretta del valore degli sportelli è data dagli interventi dell Autorità garante della concorrenza e del mercato (l Antitrust), nelle fusioni bancarie realizzate di recente nel nostro sistema bancario. In tutti i casi più importanti (Intesa Sanpaolo, Unicredit-Capitalia, Montepaschi-Antonveneta) l intervento pubblico è stato rivolto a evitare che in singoli mercati bancari, per effetto degli accorpamenti, si creassero condizioni limitatrici della concorrenza (monopolio, duopolio e simili). A tal fine si è fatto obbligo alle nuove entità di cedere ad altri operatori bancari quegli sportelli che avrebbero impedito il libero gioco della concorrenza. Tipo intermediario Struttura del sistema finanziario italiano Inclusi nei gruppi 31 dicembre 2006 Numero intermediari Non inclusi nei gruppi Totale Inclusi nei gruppi 31 dicembre 2007 Numero intermediari Non inclusi nei gruppi Totale Gruppi bancari Banche di cui: banche spa banche popolari banche di credito cooperativo La rete degli sportelli che fa capo alle banche italiane era costituita, alla fine del 2007, da oltre dipendenze, sparse sull intero territorio nazionale e concentrate, in particolare, nei grandi centri urbani. Fonte: d Italia, Relazione Annuale L organizzazione della rete descritta più sopra coincide con la situazione tipica della banca di territorio, ovvero di una banca tradizionale di non grandi dimensioni, che opera in un Paese come il nostro, caratterizzato dalla presenza diffusa di piccole imprese (la maggioranza della nostra struttura produttiva) su un territorio ricco di storia e di tradizioni ben radicate (l Italia dei campanili!). È bene precisare che la crisi finanziaria che stiamo viven

3 do ha messo in chiara evidenza che questo modello di banca (la banca al dettaglio) è quello più solido e che meglio risponde alle esigenze dello sviluppo in condizioni di stabilità e del servizio alla comunità nella quale è inserita. È proprio la necessità di essere vicini ai soggetti economici (famiglie e imprese) che conferisce valore alla rete degli sportelli, tanto è vero che si sono introdotte tutte le innovazioni possibili al fine di facilitare questo contatto e, grazie alla tecnologia, renderlo anche continuo e senza necessità di spostamenti fisici. Sono nati così nuovi canali di distribuzione che, normalmente, si aggiungono alla rete fisica degli sportelli e aggiungono efficacia alla capacità di cattura da parte delle banche. Ci riferiamo alla rete dei cosiddetti promotori finanziari e al canale telematico (altra rete di ben più vaste dimensioni!) che si sono aggiunti in questi ultimi anni e che vanno assumendo un importanza crescente. I promotori finanziari I promotori finanziari sono agenti specializzati nell offerta di prodotti/servizi finanziari realizzata al di fuori del tradizionale sportello o della sede della società per cui lavorano (tipicamente una banca, una società di gestione del risparmio - SGR o una società di intermediazione mobiliare - SIM); sono obbligati a limitare l offerta dei prodotti/servizi di un solo intermediario (agenti monomandatari) e devono essere iscritti a un apposito albo, tenuto presso la Consob, previo accertamento dell esistenza dei requisiti di onorabilità e professionalità previsti dalla normativa vigente (Testo Unico della Finanza e disposizioni Consob). I promotori trattano una materia alquanto sensibile, ovvero il risparmio, tutelato dalla nostra Costituzione: è per questa ragione che la loro attività è sottoposta a una normativa molto rigorosa ed è per la medesima ragione che il loro utilizzo deve essere accuratamente controllato dal singolo intermediario, giacché questi si espone non solo a perdite dirette, ma anche a un grande rischio reputazionale qualora dovesse incorrere in incidenti legati alla correttezza di ciascun promotore. L organizzazione e il controllo di una rete di promotori è perciò un tema molto complesso, che richiede una cura specifica, tanto da suggerirne un uso specialistico da parte di intermediari che si specializzano, appunto, in questo canale di distribuzione. In Italia un esempio da manuale di questa tipologia di intermediari è rappresentata dalla Mediolanum con la sua rete di family banker e lo sviluppo delle transazioni (disposizioni, in gergo) realizzate via computer o con i telefoni cellulari. Il canale telematico Il canale telematico, ovvero la banca on line, è l esempio più recente e promettente di distribuzione di prodotti/servizi finanziari ed è legato alla diffusione sempre più massiccia dei personal computer, oltre alla continua estensione e facilitazione delle reti di trasmissione delle informazioni (fenomeni del cablaggio e delle reti wireless). Lo sviluppo tecnologico applicato alla rete bancaria ha fatto passi da gigante in questi ultimi anni sia in termini di economicità delle singole transazioni (costi) sia in termini di sicurezza e imper- 110

4 meabilità da attacchi esterni (certezza delle transazioni e tutela della riservatezza). Di pari passo si sono sviluppati i servizi che si possono utilizzare e che vanno dalla effettuazione di ogni tipologia di pagamento (carte di credito/debito, bonifici, giroconti, accesso al circuito postale, ecc.), alla conclusione di negoziazione di titoli (trading on line), investimenti in strumenti finanziari (fondi comuni, polizze di assicurazione, ecc.) e informazioni preliminari sulle diverse tipologie di finanziamento. Data per scontata la convenienza/comodità per il singolo utilizzatore dei servizi bancari telematici, resta da evidenziare come l organizzazione di una rete siffatta richieda un forte investimento in tecnologia da parte di ciascuna banca, tanto da spingere a una progressiva concentrazione dell offerta nelle mani di pochi operatori, i quali saranno via via chiamati a offrire i propri servizi a una pluralità di banche. La rete dei sistemi di pagamento Un altro esempio di rete che assume un grandissimo rilievo in campo finanziario è sicuramente costituito dal sistema dei pagamenti. Tutti i pagamenti che non avvengono in contanti e quindi direttamente fra i contraenti di un qualsiasi scambio, hanno luogo grazie alla rete costituita dalle singole banche sotto l attenta regia della Centrale. Si tratta di una fitta rete di relazioni, per lo più elettroniche, che consentono non solo il trasferimento virtuale dei fondi sui conti accentrati presso la Centrale, dopo essere stati oggetto di compensazioni fra le parti tali da dar luogo solo al trasferimento dei saldi, ma anche alla consegna materiale dei documenti (tipicamente gli assegni bancari) in apposite stanze organizzate anch esse presso le filiali più importanti della Centrale. Come si può facilmente immaginare si tratta di un volume enorme di transazioni: pur se il nostro sistema rappresenta ancora, all interno dell Eurosistema (i paesi che adottano l euro) il paese che fa minore uso di strumenti di pagamento alternativi al contante, aumentano costantemente gli utilizzi di assegni bancari (e postali) e le disposizioni elettroniche (bonifici automatizzati e addebiti preautorizzati). Le banche si fanno carico del funzionamento di questo sistema e la Centrale lo coordina sia a livello nazionale sia a livello sovranazionale; in particolare per l area dell euro, si sta mettendo a punto una piattaforma elettronica per i pagamenti all ingrosso (TARGET Trans European Automated Real Time Gross Settlement Express Transfer System) e per quelli al dettaglio (SEPA - Single Euro Payment Area) che consentiranno pagamenti sempre più sicuri, rapidi e poco costosi. La complessità e la delicatezza del funzionamento di un tale sistema non ha bisogno di ulteriori aggiunte: basti solo pensare alla numerosità delle transazioni quotidiane e alla pervasività del meccanismo; per inciso, un aspetto importante del funzionamento di questo meccanismo è incentrato sul mercato monetario, ovvero sul mercato nel quale avvengono le transazioni fra le banche e sul quale si forma il tasso d interesse chiamato Euribor, il cui inceppamento è in questo periodo oggetto di attento intervento da parte dei vari governi. Il funzionamento di questo sistema garantisce che l effettuazione degli scambi di beni e servizi possa avvenire in tutte le parti del territorio, in qualsiasi mercato e nei confronti di una qualsiasi controparte, nazionale o estera, senza problemi di comunicazione, con certezza di effettuazione e a costi contenuti. Si tratta di una vera e propria rete, poiché c è un centro propulsore (la Centrale 111

5 e il sistema bancario), un obiettivo (la circolazione degli strumenti di pagamento col mantenimento del potere d acquisto della moneta) e una strategia (la politica monetaria che regola non solo la quantità di moneta, ma anche la capacità di moltiplicazione della stessa grazie al concorso del sistema bancario). Rete semplificata del sistema dei pagamenti Centrale Sistemi di Regolamento (Conti di regolamento) Sistemi di Compensazione A B C D Poste E F G H I Legenda: Procedure di scambio interbancarie Clienti Relazioni bilaterali Fonte: R. Corigliano, L intermediazione finanziaria, vol. 2. Rischi e controlli, Bup

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