Debian Tutorial. 30 settembre Estratto

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1 Debian Tutorial Havoc Pennington 30 settembre 2007 Estratto Questo è il Debian Tutorial. Esso è rivolto ai nuovi utenti di Debian GNU/Linux. Non richiede precedenti conoscenze su GNU/Linux o altri sistemi simili a Unix, ma presume conoscenze molto generiche riguardo i computer e l hardware. Traduzione e adattamenti in italiano a cura di Beatrice Torracca <beatricet(at)libero(dot)it>, Hugh Hartmann <hhartmann(at)libero(dot)it>, Vieri Giugni <v.giugni(at)gmail(dot) com>. Revisione a cura di Beatrice Torracca <beatricet(at)libero(dot)it>.

2 Avviso di Copyright 1998 Software in the Public Interest and individual contributors. Permission is granted to make and distribute verbatim copies of this manual provided the copyright notice and this permission notice are preserved on all copies. Permission is granted to copy and distribute modified versions of this manual under the conditions for verbatim copying, provided also that the sections that reprint The GNU General Public License, The GNU Library General Public License, and other clearly marked sections held under separate copyright are reproduced under the conditions given within them, and provided that the entire resulting derived work is distributed under the terms of a permission notice identical to this one. Permission is granted to copy and distribute translations of this manual into another language under the conditions for modified versions. The GNU General Public License and The GNU Library General Public License may be included in a translation approved by the Free Software Foundation instead of in the original English. At your option, you may distribute verbatim and modified versions of this document under the terms of the GNU General Public License, excepting the clearly marked sections held under separate copyright.

3 i Indice 1 Riguardo il Tutorial Ringraziamenti Introduzione Che cosa è Debian? Cos è un sistema operativo e che tipo di sistema operativo è Debian? Chi crea Debian? Cos è il software libero? Come leggere questo Tutorial Il Linux Documentation Project Incominciare Un sistema operativo multiutente e multitasking Fare il login Tasti Storico dei comandi e modifica della riga di comando Fare il login come utente root Console virtuali Spegnere il sistema I fondamenti La riga di comando e le pagine man Descrizione della riga di comando File e directory Introduzione ai file

4 INDICE ii Usare i file: un tutorial Processi La shell Gestire i processi con Bash Alcune caratteristiche della Bash Completamento dei comandi con Tab Gestire la propria identità Leggere la documentazione e ottenere aiuto Tipi di documentazione Usare info Visualizzare file di testo con more e less Gli HOWTO Ottenere aiuto da una persona Cosa fare e cosa no, quando si pone una domanda Ottenere informazioni dal sistema Usare la shell Variabili d ambiente Processi genitori e figli Dove abitano i comandi: la variabile PATH Alias e funzioni della shell Controllare input e output Specificare come e quando avviare i comandi Espansione dei nomi di file ( Metacaratteri ) Interattiva/non-interattiva Shell interattive Di più sui file I permessi La proprietà dei file Modalità

5 INDICE iii I permessi in pratica Quali file ci sono sul proprio sistema? Dove si possono mettere i propri file? Usare un file manager Creare e modificare file di testo Che cos è un file di testo? Editor di testo Creare e modificare un file di testo con vi Creare un file Modificare un file esistente Personalizzare la shell file.rc e ls -a Configurazioni a livello di sistema e specifiche dell utente Il sistema X Window Avviare l ambiente X Introduzione: cos è X Operazioni di base di X Il mouse Client X Risoluzione dei problemi Abbandonare l ambiente X Personalizzare l avvio di X Strumenti per il testo Espressioni regolari Strumenti per gestione file Strumenti di backup Compressione di file con gzip Dividere file in parti più piccole Trovare file Determinare il contenuto di un file

6 INDICE iv 13 Usare i dischi Concetti mount e il file /etc/fstab Montare un filesystem Esempio: montare un CD-ROM /etc/fstab: Automatizzare il processo di mount Dischi rimovibili (floppy, Zip disk, etc.) PPP Introduzione Preparazione Il modo semplice: wvdial Configurazione manuale Rimuovere e installare software dpkg l utilità per i pacchetti Che cosa fa un utilità per la manutenzione dei pacchetti Apt Configurare Apt Usare apt-get Usare dselect Usare dpkg manualmente Compilare software da se stessi Software proprietario non in formato.deb Risoluzione di problemi Debian si è bloccata o è andata in crash Il terminale non funziona correttamente Il computer emette un avviso sonoro quando si preme un tasto e il video mostra un file di testo o molti simboli ~

7 INDICE v 17 Concetti avanzati Introduzione allo scripting di shell Cosa e perché Un semplice esempio File avanzati La vera natura dei file: hard link e inode Tipi di file Il filesystem proc Aspetti avanzati dei permessi sui file chattr Copiare su larga scala Altri concetti non ancora affrontati, ma che dovrebbero esserlo Compilare il kernel Alcune parole riguardo la sicurezza Programmazione su Linux E ora con cos altro leggere? Altri manuali Debian da leggere Alre risorse Contribuire a Debian: come si può aiutare? Segnalare un bug Altre cose A Un breve esame delle applicazioni disponibili 111 A.1 (Le sottosezioni potrebbero copiare la struttura del sistema di menu) B Sommario dei componenti di un sistema GNU/Linux 113 C Appendice C: Avviamento del sistema 115 D Miscellanea 117 D.1 Storia di Unix D.2 La storia di GNU/Linux D.3 La numerazione delle versioni del kernel Linux

8 INDICE vi

9 1 Capitolo 1 Riguardo il Tutorial Questo è il Debian Tutorial. Esso è rivolto ai nuovi utenti di Debian GNU/Linux. Non richiede precedenti conoscenze su GNU/Linux o altri sistemi simili a Unix, ma presume conoscenze molto generiche riguardo i computer e l hardware (si dovrebbe conoscere quali siano le componenti principali di un PC e per cosa venga utilizzato un computer). Questo manuale è scritto per essere letto ordinatamente; ciascun capitolo presume la conoscenza dei precedenti, comunque può risultare utile anche se letto senza seguire un ordine preciso. È in previsione anche una Guida di riferimento Debian, che sarà più completa ma meno introduttiva. Il tutorial richiede che si abbia già installato e configurato Debian GNU/Linux in accordo con il manuale di installazione (che al momento di questa stesura è ancora incompleto). Tuttavia si potrebbe voler dare uno sguardo al tutorial prima di procedere con l installazione in modo da imparare qualcosa su Debian. In generale il tutorial prova a spiegare il perché delle cose e aiuta a capire cosa succeda nel sistema. L idea è quella di potenziare le proprie capacità nella risoluzione di nuovi problemi e ottenere il massimo dal proprio computer. Così il tutorial abbonderà di teoria, di storia e di cose divertenti alternate alla parte esplicativa in stile How-To del manuale. Per cortesia, inviare commenti riguardo il tutorial alla mailing list del Debian Documentation Project Siamo particolarmente interessati a sapere se il tutorial è stato di aiuto e a come possiamo migliorarci. Se si è confusi durante la lettura o si nota che usiamo un termine senza prima spiegarlo, inviare una . Per cortesia NON si inviino all autore richieste tecniche riguardanti Debian: ci sono altri forum per questo. Vedere Ottenere aiuto da una persona a pagina 31. All indirizzo succitato inviare solo riguardanti il manuale. Per trovare l ultima versione di questo manuale andare su: e seguire i link.

10 Capitolo 1. Riguardo il Tutorial Ringraziamenti Molte persone hanno dato il loro aiuto per la redazione di questo manuale. Il ringraziamento più grande va a Larry Greenfield e alla sua Linux User s Guide, che ha costituito la base di partenza per il manuale. La Linux User s Guide è parte del Linux Documentation Project. Molti ringraziamenti vanno a tutti coloro che mi hanno aiutato nella stesura del manuale rendendolo di gran lunga migliore. Se questo manuale è risultato di piacevole lettura, si mandino i ringraziamenti a Thalia Hooker e Day Irmiter. Grazie a Richard Stallman della Free Software Foundation per i consigli, le correzioni e l offerta di pubblicare il testo. Grazie a James Treacy per avermi permesso di utilizzare alcuni suoi scritti dal sito Debian. Grazie a tutti quelli che hanno scritto parti del manuale: Craig Sawyer ha scritto sulla shell, Ole Tetlie sta scrivendo riguardo la programmazione, Oliver Elphick ha contribuito con spiegazioni di alcune utilità di base, Ivan E. Moore II ha contribuito con la spiegazione su PPP. Molte persone hanno inviato correzioni e commenti, Touloumtzis. inclusi Eric Fischer and Mike Molte grazie ad Ardo van Rangelrooij per avere ideato e per mantenere il DebianDoc DTD utilizzato per scrivere il manuale. Naturalmente, è impossibile ringraziare le centinaia di sviluppatori Debian e le migliaia di autori di software libero che ci hanno fornito qualcosa da usare e un argomento su cui scrivere. Grazie anche a tutti coloro che ho dimenticato, poiché sicuramente avrò fatto qualche pasticcio. Spero che nessuno si offenderà; per piacere inviare una se si pensa che il proprio nome avrebbe dovuto apparire qui.

11 3 Capitolo 2 Introduzione 2.1 Che cosa è Debian? Debian è un sistema operativo (OS) libero per il proprio computer. Un sistema operativo è l insieme di programmi e utilità di base che rendono il proprio computer utilizzabile. Al cuore del sistema operativo c è il kernel. Il kernel è il programma fondamentale del computer: esso svolge tutte le funzioni di gestione di base e permette di avviare altri programmi. Debian utilizza il kernel Linux, un software completamente libero ideato da Linus Torvalds e sviluppato da (probabilmente oltre 1000) programmatori in tutto il mondo. Una larga parte degli strumenti di base che completano il sistema operativo provengono dal (progetto GNU (http://www.gnu.org)) e anche questi strumenti sono liberi. Naturalmente la gente ha bisogno di software applicativo: programmi che la aiutino a fare ciò di cui ha bisogno, dall editing di documenti, alla gestione di un attività, ai giochi elettronici e alla scrittura di altro software. Debian viene distribuito con oltre 1000 pacchetti (software precompilato confezionato in un pratico formato per una facile installazione sulla propria macchina); è tutto software libero. È un po come una torre. Alla base c è Linux. Poi ci sono gli strumenti di base, per lo più di provenienza GNU. Infine c è tutto il software applicativo che si può eseguire sul computer: molto del quale è ancora GNU. Gli sviluppatori Debian agiscono come architetti e coordinatori: organizzano con cura il sistema e confezionano il tutto in un sistema operativo integrato e stabile: Debian GNU/Linux Cos è un sistema operativo e che tipo di sistema operativo è Debian? Un sistema operativo è l insieme del software che rende un computer utilizzabile. Esso gestisce i dispositivi hardware e fornisce utilità e applicativi. Debian GNU/Linux si basa sul sistema operativo Unix che ha una lunga storia (vedere Storia di Unix a pagina 117). Debian è sostanzialmente compatibile con Unix, ma aggiunge un significativo numero di ulteriori caratteristiche. La filosofia progettuale di GNU/Linux (e Unix) è quella di dividere le sue funzionalità in piccole parti polifunzionali. In questo modo si possono facilmente aggiungere nuove funzionalità e

12 Capitolo 2. Introduzione 4 nuove caratteristiche combinando le piccole parti (programmi) in modi nuovi. Debian è simile a un kit di costruzioni; si può realizzare qualsiasi tipo di cosa con esso. Quando si utilizza un sistema operativo, si vuole minimizzare il lavoro necessario per portare a termine il proprio compito. Debian fornisce molti strumenti che possono aiutare in questo, ma solo se si sa cosa essi siano in grado di fare. Perdere un ora provando a fare qualcosa e alla fine rinunciarci non è molto produttivo. Questo manuale insegnerà l uso degli strumenti fondamentali disponibili in Debian: quale strumento usare e in quale situazione e come concatenare i vari strumenti tra loro Chi crea Debian? Debian è un progetto di sviluppo internet composto solo da volontari. Ci sono centinaia di volontari che ci lavorano. Molti sono incaricati di un piccolo numero di pacchetti software e sono intimi conoscitori del software di cui creano i pacchetti. Questi volontari lavorano insieme seguendo un rigido insieme di linee guida che stabiliscono come debbano essere assemblati i pacchetti. Queste linee guida sono sviluppate cooperativamente con discussioni in mailing-list internet e su forum internet relay chat (IRC). 2.2 Cos è il software libero? Quando gli sviluppatori e gli utenti Debian parlano di software libero, si riferiscono alla libertà piuttosto che al prezzo. Debian è libero in questo senso: si è liberi di modificarlo e ridistribuirlo e a tale scopo si può sempre avere accesso al codice sorgente. Le Debian Free Software Guidelines (http://www.debian.org/social_contract#guidelines) (Linee guida per il software libero Debian) descrivono in maggior dettaglio cosa si intenda esattamente per libero. La Free Software Foundation (http://www.fsf.org), fondatrice del progetto GNU, è un altra fonte di informazioni. Si può trovare una più dettagliata discussione sul software libero sul sito web Debian (http://www.debian.org/intro/free). Il software libero viene talvolta chiamato software Open Source (R); Open Source è un marchio certificato. Siccome Open Source (R) è un marchio commerciale, solo il software realmente libero può chiamarsi Open Source (R). Si possono incontrare venditori che provano a ingannare affermando che il loro software è libero, mentre in realtà ha dei vincoli significativi. Il marchio Open Source (R) dà assicurazioni che il software è realmente software libero. Software Open Source è occasionalmente abbreviato OSS. Ci si può domandare: perché qualcuno dovrebbe spendere ore del suo tempo a scrivere software, assemblarlo con cura e poi renderlo disponibile a tutti? Le risposte sono tanto variabili come la gente che vi contribuisce. Molti credono nello scambio di informazioni e nell avere la libertà di collaborare l un con l altro, e sentono che il software libero incoraggia tutto ciò. C è una lunga tradizione iniziata negli anni 50 che sostiene questi valori, alle volte chiamata Etica Hacker. (Si può leggere altro in merito nel piacevole libro di Steven Levy s, Hackers: Heroes of the Computer Revolution.)

13 Capitolo 2. Introduzione 5 Altri vogliono imparare qualcosa sui computer. Sempre più persone sono alla ricerca di modi per evitare i prezzi gonfiati del software commerciale. Una crescente massa di persone contribuisce come ringraziamento per tutto il grandioso software libero che ha ricevuto da altri. Molti in ambiente accademico creano software libero per facilitare un più ampio uso dei risultati delle loro ricerche. Imprese aiutano nel mantenimento di software libero così possono avere voce in capitolo su come viene sviluppato: non c è via più veloce per avere una nuova caratteristica che quella di implementarla da sé o pagare un consulente per farlo! Le imprese sono anche interessate alla maggiore affidabilità e all abilità di scegliere fra fornitori di assistenza. Ancora, altri vedono il software libero come un bene sociale che rende democratico l accesso alle informazioni, previene la eccessiva centralizzazione dell infrastruttura mondiale dell informazione. Naturalmente, molti di noi lo trovano semplicemente molto divertente. Debian è così impegnato sul fronte del software libero che abbiamo pensato fosse utile che ciò fosse formalizzato in un documento di qualche tipo. Il nostro Social Contract (http://www. debian.org/social_contract) promette che Debian sarà sempre software libero al 100%. Quando si scarica un pacchetto dalla distribuzione Debian, sezione main, si è sicuri che esso rispetti le nostre linee guida sul software libero. Sebbene Debian creda nel software libero, ci sono casi in cui la gente vuole o necessita di avere software proprietario sulla propria macchina. Ogni qualvolta sia possibile Debian supporta ciò; sebbene il software proprietario non sia incluso nella sezione main, esso è talvolta disponibile nei siti ftp nella directory non-free e c è un numero crescente di pacchetti il cui unico compito è quello di installare software proprietario che noi non siamo autorizzati a distribuire direttamente. È importante distinguere il software commerciale dal software proprietario. Il software proprietario è software non-libero, mentre il software commerciale è software venduto per denaro. Debian ammette che il software commerciale faccia parte della sezione main, ma non così per il software proprietario. Ci si ricordi che l espressione software libero non si riferisce al prezzo; è infatti possibile vendere software libero. Per maggiori chiarimenti sulla terminologia, vedere: o categories.html. 2.3 Come leggere questo Tutorial Il modo migliore per imparare quasi qualsiasi programma per computer stà nel proprio computer. La maggior parte delle persone trova che leggere un libro senza usare il programma non apporti benefici. Il modo migliore per imparare Unix e GNU/Linux è quello di usarli. Si usi GNU/Linux per tutto ciò che si può. Si sperimenti. Non si abbia paura: è possibile fare pasticci, ma si può comunque sempre reinstallare. Si facciano i backup e ci si diverta! Debian non è così intuitivamente comprensibile come alcuni altri sistemi operativi. Perciò probabilmente finirete per leggere almeno i primi capitoli. GNU/Linux assomiglia a una macchina da corsa, alla cucina di un grande chef o a un romanzo classico; la sua potenza e complessità rendono difficile il primo approccio, ma poi, nel tempo, è molto più gratificante.

14 Capitolo 2. Introduzione 6 Il metodo suggerito per imparare è quello di leggere un poco, poi provare un altro poco. Si continui a provare fino a che non si è presa confidenza con i concetti, poi si inizi a saltare tra le varie parti del libro. Troverete che viene affrontata una varietà di argomenti, alcuni dei quali saranno interessanti e altri risulteranno noiosi. Dopo un po si dovrebbe avere sufficiente confidenza da iniziare a usare i comandi senza sapere esattamente cosa essi facciano. Questa è una buona cosa. Una cosa utile da sapere: se si scrive un comando per sbaglio, o non si sa come uscire da un programma, la sequenza C-c (il tasto Ctrl e la lettera c minuscola premuti contemporaneamente) spesso interromperà il programma. 2.4 Il Linux Documentation Project Questo manuale è basato grandemente sulla Linux User s Guide del Linux Documentation Project, scritta da Larry Greenfield. Grazie Larry! Questo progetto ha numerosi altri eccellenti manuali, molti dei quali destinati a utenti più esperti ed amministratori di sistema. Il LDP mantiene anche gli HOWTO di Linux, un impareggiabile risorsa con la quale si dovrebbe avere familiarità. Potete trovare LDP sulla loro pagina web (http://sunsite.unc.edu/ldp/).

15 7 Capitolo 3 Incominciare Così si è finito di installare Debian! Congratulazioni. Allora immergiamoci e iniziamo a imparare ad usarlo. Come parte del processo di installazione, si dovrebbe aver capito come fare il boot del sistema Debian (con uno speciale disco floppy, semplicemente accendendo il computer oppure premendo il tasto Alt al prompt di LILO e selezionando Linux). 3.1 Un sistema operativo multiutente e multitasking Come ricordato precedentemente ( Che cosa è Debian? a pagina 3), il progetto di Debian GNU/Linux discende dal sistema operativo Unix. Diversamente dai comuni sistemi operativi desktop come il DOS, Windows e MacOS, Unix si trova abitualmente su grossi server e sistemi multiutente. Ciò significa che Debian ha caratteristiche che mancano in questi altri sistemi operativi. Permette a tantissime persone di utilizzare il medesimo computer contemporanemamente, purché ogni utente abbia il proprio terminale 1. Per permettere a più utenti di lavorare nello stesso momento, Debian deve permettere a molti programmi e applicazioni di essere eseguiti contemporaneamente. Questa caratteristica è chiamata multitasking. Molta della complessità (e potenza) dei sistemi simili a Unix deriva da queste due caratteristiche. Per esempio, il sistema deve avere un modo per impedire agli utenti di cancellare accidentalmente i file degli altri, e deve coordinare tutti i programmi che sono eseguiti contemporaneamente, per esempio per assicurarsi che non utilizzino tutti il disco fisso nello stesso momento. Se si tiene presente ciò per cui Debian fu progettato originariamente, molti aspetti di esso parranno più sensati. Si imparerà ad avvantaggiarsi della potenza di queste caratteristiche. 1 (Un terminale è composto solamente da una tastiera e un monitor connessi al computer attraverso la rete, mediante un modem o direttamente. La tastiera e il monitor costituiscono un terminale che risulta direttamente collegato al computer: questo terminale speciale è chiamato spesso console.)

16 Capitolo 3. Incominciare Fare il login Per usare Debian è necessario farsi riconoscere dal sistema. Solo così esso sa chi siamo, quali permessi abbiamo e quali siano le nostre preferenze. A tale scopo, si ha un nome utente o login; se si ha installato Debian da soli, dovrebbe essere stato chiesto di fornire tale nome durante l installazione. Se si sta facendo il login su un sistema amministrato da qualcun altro, si deve richiedere un account sul sistema con un nome utente corrispondente. Si ha anche una password, così nessuno può fingere di essere qualcun altro. Se non si ha una password, chiunque può fare il login da Internet sul computer e fare cose brutte (vedere Alcune parole riguardo la sicurezza a pagina 105). Se si è preoccupati della propria sicurezza, si dovrebbe avere una password. Molte persone preferiscono aver fiducia nel fatto che gli altri non utilizzino in modo malevolo il loro account; si spera che il proprio ambiente di lavoro non incoraggi la paranoia. Questo è un atteggiamento perfettamente ragionevole; dipende dalle proprie personali priorità e dal proprio ambiente. Ovviamente un sistema casalingo non necessita della sicurezza di una installazione militare. Debian rende possibile essere più o meno sicuri a propria scelta. Quando si avvia Debian, si vedrà il prompt; una richiesta da parte del computer di alcune informazioni. In questo caso il prompt è login:. Si deve digitare il proprio nome utente e, quando richiesta, la propria password. La password non appare sullo schermo mentre la si digita, cosicché nessuno possa vedere, da dietro le spalle dell utente, quale essa sia. Premere Enter dopo aver digitato sia nome utente, sia password. Se si digita il proprio nome utente e password non correttamente, si deve ricominciare. Se si fa tutto correttamente, si vedrà un breve messaggio e poi un prompt col simbolo $. Il simbolo $ viene stampato a video da uno speciale programma chiamato shell ed è quindi chiamato prompt della shell: qui è dove si danno i comandi al sistema. Provare ora a digitare il comando whoami. C è un cursore alla destra del prompt di shell. Il cursore è un piccolo simbolo di sottolineatura o un rettangolo che indica dove si sta digitando; dovrebbe muoversi mentre si digita. Premere sempre RET (il tasto Invio o Return) quando si è finito di scrivere un comando di shell. whoami fornisce il proprio nome utente. Verrà poi riproposto il prompt della shell. Per il resto del tutorial, quando viene detto di digitare un comando, si dovrà scriverlo nel prompt della shell e premere il tasto INVIO. Su alcune tastiere, questo tasto è indicato con Enter e su altre con Return (N.d.T.: sulle tastiere italiane anche con Invio). Stesso tasto, nomi diversi. Quando si sarà finito di lavorare, si vorrà effettuare il logout dal sistema. Per uscire dalla shell, digitare il comando exit. Si tenga a mente che se si rimane autenticati sul sistema, potrebbe arrivare qualcuno ad utilizzare l account. Se si ha fortuna si può avere fiducia che coloro che sono nel proprio ufficio o a casa non facciano queste cose; ma se non si ha fiducia in chi è nello stesso ambiente, ci si dovrebbe assicurare di effettuare il logout quando ci si allontana.

17 Capitolo 3. Incominciare Tasti Prima di proseguire, è importante prendere confidenza con le convenzioni presenti nel tutorial riguardo i tasti usati nei comandi. Quando si devono premere simultaneamente più tasti, sarà utilizzata una indicazione tipo C-a. Ciò significa premere il tasto control, e battere la lettera minuscola a. Altre abbreviazioni includono il tasto Alt, A, e il tasto Meta M. Alcune tastiere possiedono sia Alt che Meta; molti computer hanno solo il tasto Alt ma esso funziona come il tasto Meta. Così se non si ha il tasto Meta, si provi Alt al suo posto. Tasti come Alt e Meta sono chiamati tasti modificatori perché cambiano il significato dei tasti standard tipo la lettera A. Alcune volte si ha bisogno di premere più di un modificatore; per esempio, M-C-a significa premere simultaneamente Meta, Ctrl e la lettera minuscola a. Alcuni tasti hanno una notazione speciale; per esempio, RET (Return/Enter/Invio), DEL (Delete o alcune volte Backspace), ESC (Escape). Questi dovrebbero essere sufficientemente comprensibili da soli. Lo spazio al posto del trattino - significa premere i tasti in sequenza. Così per esempio, C-a x RET significa premere contemporaneamente Ctrl e la lettera a minuscola, seguita dalla lettera x, seguita dalla pressione di Invio. 3.4 Storico dei comandi e modifica della riga di comando Qualsiasi cosa si scriva dopo il prompt di shell prima della pressione del tasto Invio è chiamata riga di comando: essa è una riga di testo che ordina al computer di fare qualcosa. La shell predefinita di Debian offre molteplici caratteristiche per facilitare l inserimento di righe di comando. Si può ritornare ai comandi precedenti per eseguirli nuovamente o per modificarli leggermente e poi rieseguirli. Si provi a fare questo: digitare un comando qualsiasi, tipo whoami; poi premere il tasto freccia su. Il comando whoami riappare dopo il prompt. Si può allora premere Invio per eseguire whoami una seconda volta. Se si sono inseriti diversi comandi, si può continuare a premere il tasto freccia su per andare indietro a rivederli. Questa caratteristica è utile se si fa la stessa cosa per più volte o se si digita un comando non correttamente e si vuole tornare indietro per correggerlo. Si può premere il tasto freccia giù per muoversi nell altra direzione, verso i comandi più recenti. Se non ci sono più comandi oltre, il computer emetterà un avviso sonoro. Ci si può anche muovere dentro la riga di comando per effettuare delle modifiche. La via più semplice è con le frecce destra e sinistra; provare digitando whoasmi invece di whoami, poi usare il tasto freccia sinistra per muoversi indietro fino alla lettera s. Si può cancellare la lettera s con i tasti Backspace o Canc. Ci sono anche caratteristiche più avanzate (tuttavia non è necessario memorizzarle tutte adesso). Provare a digitare C-a. Questo porta all inizio della riga. C-k (la k sta per kill, uccidi )

18 Capitolo 3. Incominciare 10 cancella fino alla fine della riga; provarlo dal mezzo della riga di comando. Utilizzando C-a seguito da C-k, si può cancellare l intera riga di comando. C-y incolla l ultima cosa che è stata uccisa, inserendola alla posizione attuale del cursore (y sta per yank, come in yank it back, tirare indietro violentemente ). C-e muoverà il cursore alla fine della riga di comando. Si continui a fare prove sulla riga di comando modificandola per prendervi confidenza. Si sperimenti. 3.5 Fare il login come utente root Poiché Debian è un sistema multiutente, è progettato per impedire ad un utente o programma qualunque di danneggiare l intero sistema. Il kernel non permetterà agli utenti normali di modificare file di sistema importanti. Ciò significa che le cose rimangono dove si presuppone che siano, sicure da problemi, virus e persino da scherzi malevoli. Diversamente da altri sistemi operativi, Debian è al sicuro da queste minacce: non si avrà bisogno di un programma antivirus. Tuttavia, qualche volta si ha bisogno di modificare dei file di sistema importanti; per esempio, si potrebbe voler installare nuovo software o configurare la propria connessione di rete. Per farlo si dovrà avere più poteri di un utente normale; si dovrà diventare l utente root (anche chiamato superutente). Per diventare root, fare semplicemente il login con il nome utente root e con la relativa password se è disponibile. Si spera che ci si ricordi la password introdotta quando si è installato il sistema; altrimenti, è un problema. 2 In molti casi, solo l amministratore del sistema ha la password di root, e solo l amministratore del sistema può svolgere i compiti che devono essere fatti dall utente root. Se si sta usando il proprio computer, voi siete naturalmente l amministratore del sistema. Se non si hanno i privilegi di root, si dovrà ricorrere al proprio amministratore di sistema per svolgere i compiti che richiedono i privilegi di root. Qualche volta si avrà la password di root anche su un server condiviso di un ente o di un istituzione scolastica, perché l amministratore di sistema ha fiducia che sarà usata correttamente. In questo caso, si potrà aiutare ad amministrare il sistema e ad adattarlo per le proprie necessità. Si dovrà però essere sicuri di usare la password responsabilmente, rispettando allo stesso tempo gli altri utenti. Adesso, se si ha la password, si provi a fare il login come root. Si digiti il comando whoami per verificare la propria identità. Poi fare il logout immediatamente. Quando si è root il kernel non proteggerà l utente da se stesso, perché root ha i permessi per fare qualunque cosa sul sistema. Per esempio, si potrebbe digitare rm -rf / e cancellare il proprio intero sistema con poche battute. (È superfluo dire che NON si deve digitare questo comando.) Non fare esperimenti 2 La soluzione a questo problema è piuttosto tecnica. Si deve avviare con un disco di recupero, montare la propria normale partizione di root e modificare il file /etc/passwd per rimuovere la vecchia password di root. Si chieda aiuto se ciò risulta incomprensibile (vedere Ottenere aiuto da una persona a pagina 31).

19 Capitolo 3. Incominciare 11 mentre si è root. In realtà, non fare nulla come root che non sia assolutamente necessario. Questa non è una questione di sicurezza, ma piuttosto di stabilità. Il proprio sistema funzionerà molto meglio se può impedire di commettere stupidi errori. Si può trovare il comando su più conveniente che fare il login come root. su permette di assumere l identità di un altro utente, solitamente root a meno che non si specifichi qualcun altro. (Si ricordi che su sta per Super User, anche se alcuni dicono che stia per Set UserID.) Provare questo: 1 Fare il login come utente, cioè non come root. 2 whoami Conferma il proprio nome utente. 3 su Inserire il comando su. Esso richiederà una password; si digiti la password di root. Se si dà la password corretta, si dovrebbe vedere un nuovo prompt di shell. In modo predefinito, il prompt di shell di root è # invece che $. 4 whoami Questo restituirà root come proprio nuovo nome utente. 5 exit Uscire dalla shell di root. Il proprio prompt ritornerà $. 6 exit Uscire dalla propria shell. Quando si sta svolgendo attività di amministrazione del sistema, si dovrebbe fare il più possibile da utente normale. Poi usare su, svolgere quelle mansioni che richiedono i privilegi di root e poi usare exit per disattivare i privilegi, così da non potere più danneggiare niente. Si può utilizzare su per assumere l identità di qualsiasi utente sul sistema, non solo root. Per fare questo, digitare su utente dove utente è l utente che si vuole diventare. Si dovrà naturalmente conoscere la sua password, a meno che non si sia root in quel momento oppure che l utente non abbia una password. 3.6 Console virtuali Il kernel Linux supporta le console virtuali. Questo è un modo di rendere il proprio singolo schermo e la tastiera simili a molteplici terminali, tutti connessi al medesimo sistema. Fortunatamente, utilizzare le console virtuali è una delle cose più semplici di Debian: ci sono delle scorciatoie da tastiera per spostarsi fra le console velocemente. Per provare, fare il login sul proprio sistema, e digitare A-F2 (premere insieme i tasti Alt e F2, che è il tasto funzione numero 2).

20 Capitolo 3. Incominciare 12 Ci si ritroverà a un nuovo prompt di login. Non ci si spaventi: adesso si è sulla console virtuale (VC) numero 2! Fare il login qui e dare qualche comando, ancora whoami o qualsiasi altro, per confermare che questa è veramente una shell di login. Ora si può ritornare alla console virtuale numero 1, con A-F1. Oppure è possibile spostarsi sulla terza console virtuale, in modo ovvio (A-F3). Debian è dotato di sei console virtuali abilitate in modo predefinito, accessibili con il tasto Alt e i tasti funzione F1-F6 (tecnicamente ci sono più console virtuali abilitate, ma solo 6 di loro permettono di fare il login. Le altre sono utilizzate per il sistema X Window o altri scopi particolari). Se si sta utilizzando il sistema X Window, esso generalmente si avvierà sulla prima console virtuale inutilizzata, probabilmente VC 7. Inoltre per spostarsi dalla console virtuale X a una delle prime sei, si dovrà aggiungere il tasto Ctrl alla sequenza. Così C-A-F1 sposta sulla VC 1. Ma si può andare da una VC di testo alla console virtuale di X usando solo Alt. Se non si lascia mai X non ci si dovrà preoccupare di questo; X automaticamente passa sulla sua console virtuale quando si avvia. Una volta che ci si sarà abituati ad esse, le console virtuali diventeranno probabilmente uno strumento indispensabile per fare più cose nello stesso momento. (Il sistema X Window serve allo stesso scopo fornendo finestre multiple piuttosto che console multiple.) Si può avviare un programma differente in ogni VC o fare il login come root su una VC e come utente normale in un altra. Oppure tutti in famiglia possono usare la propria VC; ciò è specialmente comodo se si usa X, in tale caso si possono avviare numerose sessioni di X contemporaneamente, su differenti console virtuali. 3.7 Spegnere il sistema Non si deve solo spegnere il computer! Si rischia di perdere dati importanti! Se si è l unico utilizzatore del proprio computer si potrebbe volere spegnere il computer quando si è finito di usarlo. 3 Diversamente dalla maggior parte delle versioni del DOS, è una cattiva pratica quella di spegnere semplicemente il computer quando si è finito di usarlo. È anche male riavviare la macchina (con il pulsante di reset) senza prima prendere adeguate precauzioni. Il kernel Linux, al fine di aumentare le prestazioni, possiede una cache su disco. Ciò significa che immagazzina temporaneamente le informazioni destinate alla memorizzazione permanente, nella RAM; siccome la memoria è migliaia di volte più veloce di un disco, ciò rende molte operazioni su file assai più veloci. Periodicamente, le informazioni che Linux tiene in memoria vengono di fatto scritte sul disco. Ciò è chiamato sincronizzazione. Per potere spegnere o riavviare il computer, si dovrà permettere al computer di spostare ogni cosa dalla memoria e di salvarla definitivamente. 3 Per evitare la possibilità di indebolire alcuni componenti hardware, si spenga il computer solo quando si ha finito di utilizzarlo per tutto il giorno. Accensione e spegnimento sono le due maggiori cause di logoramento dei componenti del computer. Accendere e spegnere il computer solo una volta al giorno è probabilmente il miglior compromesso tra il proprio conto dell elettricità e la longevità del computer.

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