1) Quale figura professionale si intende identificare con l acronimo

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1 Questionario n. 1 L O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare 1) Quale figura professionale si intende identificare con l acronimo OTA? A) L operatore tecnico ausiliario B) L operatore di assistenza di base C) L operatore tecnico addetto all assistenza D) L operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria 2) Quale delle seguenti competenze non afferisce al profilo professionale dell OTA? A) Attuare manovre di pronto intervento e di primo soccorso B) Rifacimento del letto non occupato e igiene dell unità di vita del paziente C) Trasporto degli infermi in barella e in carrozzella e loro accompagnamento se deambulanti con difficoltà D) Aiuto al paziente nel cambio della biancheria e nelle operazioni fisiologiche 3) Chi è l AADB? A) L addetto assistenziale domiciliare B) L addetto all assistenza di base C) L assistente aiuto di base D) L aiuto assistenziale disabili 4) Quale di questi interventi igienico-sanitari di semplice attuazione non spetta all AADB? A) Il controllo nell assunzione farmacologica B) L effettuazione e/o il cambio di piccole medicazioni C) La prevenzione di piaghe da decubito D) L utilizzo di apparecchi medicali

2 8 Parte I - Ambito istituzionale e legislativo 5) Qual è la competenza dell operatore socio-assistenziale multicul turale? A) Offrire supporto dal punto di vista psicologico a persone con problemi di dipendenza B) Offrire supporto alle persone in età avanzata C) Offrire supporto alle persone straniere ed extracomunitarie nel processo di integrazione sociale D) Non esiste tale figura professionale 6) Chi è l ADEST? A) L assistente domiciliare per il periodo estivo B) L assistente domiciliare e dei servizi tutelari C) L aiuto domestico tecnico assistenziale D) Non esiste tale figura professionale 7) L operatore socio-sanitario è una figura professionale istituita con: A) D.M. 10 febbraio 1984 B) D.P.R. 28 novembre 1990, n. 384 C) Atto del 22 febbraio 2001 della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome D) Piano sanitario nazionale ) Quali sono gli enti che provvedono alla formazione professionale dell operatore socio-sanitario? A) Le Regioni e le e Province autonome B) Le aziende UU.SS.LL. e le aziende ospedaliere C) I policlinici universitari D) Le istituzioni private, purché accreditate secondo legge 9) Quali sono i requisiti per l accesso ai corsi di formazione per operatore socio-sanitario? A) L aver conseguito il diploma di scuola media secondaria di I grado B) L aver conseguito il diploma di scuola dell obbligo e aver compiuto il diciassettesimo anno di età alla data di iscrizione al corso C) La circostanza di ricoprire l incarico professionale di operatore tecnico addetto all assistenza

3 Questionario n. 1 - L O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare 9 D) I requisiti sono definiti dalle singole Regioni che vi provvedono con determinazione del rispettivo Assessorato alla sanità e/o Assessorato alle politiche sociali 10) Il corso di formazione per operatore socio-sanitario si articola: A) In un modulo di base e in un modulo facoltativo B) In un modulo professionalizzante e in un modulo di formazione integrativa C) In un modulo di base e in un modulo professionalizzante, cui può aggiungersi uno di formazione integrativa D) I moduli sono discrezionalmente definiti dalle singole Regioni che vi provvedono con determinazione del rispettivo Assessorato alla sanità e/o Assessorato alle politiche sociali 11) Quali mansioni rientrano nell area delle competenze relative agli interventi igienico-sanitari e di carattere sociale che compie l operatore socio-sanitario? A) Osservare e collaborare alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio-danno dell utente, collaborare all attuazione degli interventi assistenziali, valutare, per quanto di competenza, gli interventi più appropriati da proporre, collaborare all attuazione di sistemi di verifica degli interventi, riconoscere e utilizzare linguaggi e sistemi di comunicazione e relazione appropriati in riferimento alle condizioni operative, mettere in atto relazioni-comunicazioni di aiuto con l utente e la famiglia, per l integrazione sociale e il mantenimento e recupero della identità personale B) Utilizzare strumenti informativi di uso comune per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio, collaborare alla verifica della qualità del servizio, concorrere, rispetto agli operatori dello stesso profilo, alla realizzazione dei tirocini e alla loro valutazione, collaborare alla definizione dei propri bisogni di formazione e frequenza corsi di aggiornamento, collaborare, anche nei servizi assistenziali non di ricovero, alla realizzazione di attività semplici C) Assistere la persona, in particolare non autosufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale, realizzare attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico, collaborare ad attività finalizzate al mantenimento delle ca-

4 10 Parte I - Ambito istituzionale e legislativo pacità psico-fisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale, realizzare attività di animazione e socializzazione di singoli e gruppi, coadiuvare il personale sanitario e sociale nell assistenza al malato anche terminale e morente, aiutare la gestione dell utente nel suo ambito di vita, cura la pulizia e l igiene ambientale D) Tutte le mansioni e le competenze sono discrezionalmente definite dalle singole Regioni che vi provvedono con determinazione del rispettivo Assessorato alla sanità e/o Assessorato alle politiche sociali 12) Quali sono i professionisti dell area socio-sanitaria che possono essere ammessi al percorso formativo per operatore sociosanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria? A) Coloro che abbiano conseguito il titolo di infermiere professionale B) Coloro che abbiano conseguito il titolo di assistente sociale C) Coloro che siano in possesso dell attestato di qualifica di operatore socio-sanitario D) Coloro che provengono dal profilo ad esaurimento dell operatore tecnico addetto all assistenza (OTA), di cui al D.M. 26 luglio 1991, n ) Qual è la fonte normativa che istituisce la figura professionale dell operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria? A) La legge regionale B) L Atto del 22 febbraio 2001 C) La L. 42/1999 sulle professioni sanitarie D) Il D.L. 12 novembre 2001, n. 402, come convertito 14) Le mansioni dell operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria sono definite: A) Dalle singole Regioni che vi provvedono con determinazione del rispettivo Assessorato alla sanità e/o Assessorato alle politiche sociali B) Dall allegato A all Atto del 22 febbraio 2001 C) Dall allegato A all Accordo 16 gennaio 2003 D) Dalla legge quadro sui servizi sociali, L. 328/2000

5 Questionario n. 1 - L O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare 11 15) Quale tra le seguenti mansioni non è di stretta competenza dell operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria? A) La mobilizzazione dei pazienti non autosufficienti per la prevenzione di decubiti e alterazioni cutanee B) La cura, il lavaggio e la preparazione del materiale sanitario per la sterilizzazione C) La rilevazione e l annotazione di alcuni parametri vitali (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e temperatura) del paziente D) La registrazione del carico e dello scarico dei medicinali, dei disinfettanti, dei veleni e degli stupefacenti, la loro custodia e sorveglianza sulla distruzione, nonché la custodia delle apparecchiature e delle dotazioni di reparto 16) Qual è il monte ore minimo per il modulo di formazione complementare in assistenza sanitaria? A) 300 ore B) 200 ore C) 250 ore D) 100 ore 17) L O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria è in grado di eseguire la somministrazione, per via naturale, per via intramuscolare e sottocutanea della terapia prescritta: A) Non può eseguire la somministrazione, per via naturale, per via intramuscolare e sottocutanea della terapia prescritta B) In assoluta autonomia decisionale C) Conformemente alle direttive del responsabile dell assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione D) Può procedere alla somministrazione della terapia esclusivamente per via naturale, mai per via intramuscolare e sottocutanea 18) Nello svolgimento dei propri compiti l O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria operano: A) Su delega dell infermiere professionale B) Su delega del medico responsabile C) Su precisa attribuzione dell infermiere o dell ostetrica D) Come unici responsabili del risultato assistenziale

6 12 Parte I - Ambito istituzionale e legislativo 19) Tra i contesti residenziali nei quali svolgono la propria professione l O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria non rientrano: A) Gli hospice B) Le residenze sanitarie assistenziali C) I convitti e i semiconvitti D) Le comunità terapeutiche 20) Cosa sono le strutture semiresidenziali nelle quali l O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria prestano la propria attività professionale? A) Centri che offrono accoglienza permanente a coloro che sono bisognosi di cure e/o che non sono più in grado di vivere autonomamente presso il proprio domicilio B) Centri che offrono alle persone parzialmente non autosufficienti la possibilità di un assistenza tutelare diurna C) Articolazioni organizzativo-funzionali della ASL sul territorio D) Ospedali destinati a centro di riferimento della rete di servizi di emergenza 21) Cos è l home care? A) L assistenza ospedaliera domiciliare resa ad alcune categorie di assistiti B) L ospedalizzazione diurna C) L assistenza sanitaria territoriale ambulatoriale D) L assistenza sanitaria territoriale semiresidenziale 22) Quale dei seguenti servizi non rientra nell home care? A) Servizio lavanderia e guardaroba B) Servizio di igiene ambientale e di riordino dell abitazione C) Servizio di accompagnamento nel disbrigo delle pratiche sanitarie D) Servizio di assistenza medico-geriatrica 23) Che cos è il day hospital geriatrico? A) Una forma di ospedalizzazione dei pazienti anziani di due giorni B) Una forma di ospedalizzazione effettuata a casa del paziente anziano

7 Questionario n. 1 - L O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare 13 C) Una forma di ospedalizzazione diurna che non richiede la degenza dei pazienti anziani D) Una forma di ricovero dei pazienti anziani in casa di riposo 24) A quali strutture fa riferimento l acronimo RSA? A) Residenze sociali anziani B) Residenze anziani senza famiglia C) Residenze sanitarie assistenziali D) Residenze sanitarie anziani 25) Le residenze sanitarie assistenziali operano come: A) Strutture di accoglienza a carattere semiresidenziale B) Strutture di accoglienza a carattere residenziale C) Centri di eccellenza medico-sanitaria D) Presidi ospedalieri non costituiti in azienda 26) Quale dei seguenti non è un requisito tecnico-strutturale delle RSA? A) Una capacità ricettiva numericamente quantificata B) Un area destinata alla residenzialità C) Un area destinata alla valutazione e alla terapia D) Un area di ospitalità per le famiglie dei degenti 27) Cosa sono gli hospice? A) Strutture assistenziali destinate ad offrire ospitalità a tutti i malati di cancro in fase terminale di malattia B) Piccole strutture (o appartamenti strutturati come vere e proprie comunità familiari) destinate ad accogliere persone anziane con un adeguato grado di autonomia o persone in stato di difficoltà sociale C) Strutture con attività di prestazione assistenziale diurna normalmente destinate all accoglienza dei disabili D) Non esistono tali strutture 28) I centri socio-riabilitativi svolgono attività di prestazione assistenziale a carattere: A) Semiresidenziale notturna B) Semiresidenziale diurna C) Residenziale D) Non esistono tali strutture

8 14 Parte I - Ambito istituzionale e legislativo 29) La «casa protetta» può essere definita: A) Presidio assistenziale per anziani non autosufficienti B) Ospedale non costituito in azienda ospedaliera C) Ospedale scorporato dall azienda ASL e costituito in azienda autonoma dotata di personalità giuridica e autonomia imprenditoriale D) Dipartimento di emergenza di secondo livello 30) Cosa si vuole intendere con l espressione «lavoro multi professionale» riferita all attività espletata dall O.S.S. e dall O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria? A) La sinergia professionale ed operativa con altri operatori sanitari B) La formazione multidisciplinare prevista per le citate figure professionali C) L esercizio della professione intramoenia D) La formazione permanente e continua cui sono sottoposte le citate figure professionali 31) Non rientrano fra le strutture del SSN presso le quali l O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria svolgono la propria attività: A) I consultori B) Gli asili nido comunali C) I SERT D) Le strutture ospedaliere 32) Nel lavoro di assistenza prestato in day hospital l O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria: A) Non svolgono alcun compito B) Collaborano con l infermiere nelle attività dell assistenza di base C) Eseguono le indicazioni dei medici D) È ammesso esclusivamente l O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria 33) La procedura: A) Aumenta la discrezionalità dei comportamenti del singolo B) Promuove i comportamenti del singolo

9 Questionario n. 1 - L O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare 15 C) Valuta i risultati raggiunti D) Riduce la discrezionalità dei comportamenti del singolo 34) Quali sono le fasi del processo assistenziale? A) Informativa, organizzativa ed esecutiva B) Informativa, organizzativa, esecutiva, valutativa C) Informativa e organizzativa D) Organizzativa ed esecutiva 35) Nel processo assistenziale, l analisi dei dati raccolti confluisce: A) Nel PAI B) Nel protocollo C) Nella procedura D) In nessun documento 36) L infermiere, nello svolgimento dell attività assistenziale: A) Delega attività all OSS B) Delega responsabilità all OSS C) Delega attività e responsabilità all OSS D) Non delega, ma attribuisce attività

10 1) Risposta esatta: C Risposte al questionario n. 1 L OTA è l operatore tecnico addetto all assistenza, la cui figura è stata introdotta nel comparto sanità con il D.P.R. 28 novembre 1990, n. 384 (Regolamento per il recepimento delle norme risultanti dalla disciplina prevista dall accordo del 6 aprile 1990 concernente il personale del comparto del Servizio Sanitario Nazionale) e regolamentata sotto il profilo dello stretto mansionario e dei contenuti dei corsi di qualificazione dal D.M. 26 luglio 1991, n Si tratta di una figura professionale nella quale convergono competenze di tipo igienico ed alberghiero, oltre che assistenziali in forma di collaborazione subordinata con l infermiere. In particolare, l operatore tecnico addetto all assistenza svolge la propria attività nei seguenti campi, operando sotto la diretta responsabilità dell operatore professionale della 1 a categoria con funzione di coordinatore (Capo sala) o, in assenza di quest ultimo, dell infermiere professionale responsabile del turno di lavoro: attività alberghiere; pulizia e manutenzione di utensili, apparecchi, presidi usati dal paziente e dal personale medico ed infermieristico per l assistenza al malato; collaborazione con l infermiere professionale per atti di accudimento semplici al malato. Questa figura è oggi definita, dalla contrattazione collettiva valida per il comparto Sanità, profilo ad esaurimento contestualmente all istituzione, nelle dotazioni organiche di ciascuna azienda del SSN, del profilo dell operatore socio-sanitario. 2) Risposta esatta: A Ai sensi del D.M. 26 luglio 1991, n. 295 che ne definisce il profilo professionale, l OTA operatore tecnico addetto all assistenza esegue le seguenti funzioni: lavaggio, asciugatura e preparazione del materiale da inviare alla sterilizzazione e relativa conservazione; trasporto degli infermi in barella ed in carrozzella e loro accompagnamento se deambulanti con difficoltà; trasporto del materiale biologico, sanitario ed economale secondo protocolli stabiliti; rifacimento del letto non occupato e igiene dell unità di vita del paziente (comodino, letto, apparecchiature); preparazione dell ambiente e dell utente per il pasto e aiuto nella distribuzione e nell assunzione; riordino del materiale e pulizia del malato dopo il pasto; aiuto al paziente nel cambio della biancheria e nelle operazioni fisiologiche; comunicazione all infermiere professionale di quanto sopravviene durante il suo lavoro in quanto ritenuto incidente sull assistito e sull ambiente;

11 Risposte al questionario n partecipazione con l équipe di lavoro, limitatamente ai propri compiti; esecuzione dei compiti affidati dal Capo sala. Non afferisce al profilo professionale dell operatore tecnico addetto all assistenza lo svolgimento delle manovre di pronto intervento e di primo soccorso. 3) Risposta esatta: B L AADB è l addetto all assistenza di base che svolge la sua attività nell assistenza diretta e nella cura dell ambiente di vita del malato, sia presso il domicilio dell assistito che nelle strutture di cura residenziali di natura pubblica e/o privata, anche convenzionate. Le sue aree di intervento sono: aiuto per il governo della casa; aiuto alle attività della persona; aiuto per favorire l autosufficienza nella quotidianità del malato. 4) Risposta esatta: D All AADB spettano i seguenti interventi igienico-sanitari di semplice attuazione: controllo dell assistito nell assunzione farmacologica; effettuazione e cambio di piccole medicazioni; prevenzione delle piaghe di decubito. Non è affidato alla competenza dell AADB, invece, l utilizzo di apparecchi medicali. 5) Risposta esatta: C L OSA (operatore socio-assistenziale) lavora nel sociale in enti pubblici e privati con diversi ambiti assistenziali. In particolare si riconoscono: l operatore socio-assistenziale per l infanzia; l operatore socio-assistenziale per gli anziani; l operatore socio-assistenziale per disabili; l operatore socio-assistenziale per tossicodipendenti; l operatore socio-assistenziale turistico per disabili. L operatore socio-assistenziale multiculturale, in particolare, offre supporto e affiancamento al processo di integrazione sociale delle persone straniere ed extracomunitarie presenti nel territorio italiano. 6) Risposta esatta: B L acronimo ADEST indica la figura professionale dell assistente domiciliare e dei servizi tutelari. Si tratta di un operatore dotato di una specifica preparazione professionale di tipo teorico-pratico che fornisce prestazioni sostitutive delle cure familiari attraverso attività integrate di aiuto domestico, assistenza diretta alla persona, aiuto nella vita di relazione, prestazioni igienico-sanitarie di semplice attuazione, qualora esse siano complementari alle attività socio-assistenziali e

12 18 Parte I - Ambito istituzionale e legislativo coincidano con quelle svolte ordinariamente da un familiare. Le funzioni svolte da tale operatore, siano esse di supporto al malato o riassumibili nei cosiddetti interventi igienico-sanitari di semplice attuazione, vengono svolte in collegamento funzionale e in collaborazione con il personale sanitario competente (medico/ infermiere). 7) Risposta esatta: C Con proprio provvedimento datato 22 febbraio 2001, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome ha dato atto all accordo intercorso tra il Ministro della Salute, il Ministro per la Solidarietà sociale, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, finalizzato all individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell operatore socio-sanitario, operante nell ambito socio-sanitario, e per la definizione dell ordinamento didattico dei corsi di formazione, ciò in attuazione di quanto disposto dall art. 3octies, comma 3, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, laddove il legislatore rinvia alla norma regolamentare il compito dell individuazione dei profili professionali dell area socio-sanitaria. 8) Risposta esatta: A La formazione professionale dell operatore socio-sanitario è materia di competenza delle Regioni e Province autonome, le quali provvedono all organizzazione dei corsi di qualificazione e alla definizione delle relative attività didattiche. Le Regioni e le Province autonome, in particolare, sulla base del proprio fabbisogno annualmente determinato, provvedono all accreditamento delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere e delle istituzioni pubbliche e private che rispondono ai requisiti minimi specificati dal Ministero della Salute con apposite linee guida, ritenuti indispensabili per l effettuazione dei corsi di formazione. 9) Risposta esatta: B Il titolo di studio, richiesto per l accesso ai corsi, varia a seconda della Regione: può essere previsto anche il diploma di scuola secondaria di secondo grado. Secondo la Conferenza Stato-Regioni, per l accesso ai corsi di formazione dell operatore socio-sanitario è richiesto il diploma di scuola dell obbligo e il compimento del diciassettesimo anno di età alla data di iscrizione al corso. 10) Risposta esatta: C Il corso di formazione per operatore socio-sanitario, di durata annuale, comprende i seguenti moduli didattici: un modulo di base per un numero minimo di ore 200; un modulo professionalizzante per un numero minimo di ore 250. Alle Regioni e alle Province autonome è riconosciuta, inoltre, la facoltà di prevedere moduli didattici riferiti a tematiche specifiche sia mirate all utenza (ospedalizzata, anziana, portatrice di handicap, psichiatrica, con dipendenze patologiche etc.) sia alla struttura di riferimento (residenza assistita, domicilio, casa di riposo, comunità, etc.). In questo caso, oltre al corso di qualificazione di base sono pre-

13 Risposte al questionario n visti moduli di formazione integrativa mirati a specifiche utenze quali utenti anziani, portatori di handicap, utenti psichiatrici, malati terminali, e specifici contesti operativi, quali contesto residenziale, ospedaliero, casa alloggio, RSA, centro diurno, domicilio etc., per un massimo di 200 ore di cui 100 di tirocinio. A questi si aggiungono esercitazioni/stages per un numero minimo di 100 ore ed il tirocinio guidato, presso le strutture e i servizi nel cui ambito la figura professionale dell operatore socio-sanitario è prevista, per un numero minimo di 450 ore. La frequenza ai corsi è obbligatoria. 11) Risposta esatta: A L operatore socio-sanitario svolge attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona, nell ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario, nonché a favorire il benessere e l autonomia dell utente. Nell area delle competenze relative agli interventi igienico-sanitari e di carattere sociale rientrano le seguenti mansioni: osservare e collaborare alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio-danno dell utente, collaborare alla attuazione degli interventi assistenziali, valutare, per quanto di competenza, gli interventi più appropriati da proporre, collaborare alla attuazione di sistemi di verifica degli interventi, riconoscere ed utilizzare linguaggi e sistemi di comunicazione e relazione appropriati in riferimento alle condizioni operative, mettere in atto relazioni-comunicazioni di aiuto con l utente e la famiglia, per l integrazione sociale e il mantenimento e recupero della identità personale. 12) Risposta esatta: C Il percorso formativo dell operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria è aperto agli operatori in possesso dell attestato di qualifica di operatore socio-sanitario o di titolo equipollente, come sancito dall articolo 13 dell accordo del 22 febbraio In materia, tuttavia, si ritiene che le Regioni abbiano discrezionalità nel decidere in merito all equipollenza degli attestati pregressi, in ossequio al principio della possibilità di equiparare precedenti percorsi formativi o, quanto meno, di riconoscere una sorta di credito formativo per quanto svolto nel passato e formalmente dimostrabile. Infatti, i percorsi formativi per qualifiche riconosciute dal SSN (ad es. OTA, etc.) sono regolamentati con atti ministeriali validi a livello nazionale, le qualifiche regolamentate in ambito sociale si sono da sempre caratterizzate per la peculiarità dei percorsi formativi. 13) Risposta esatta: D L art. 1, comma 8 del D.L. 12 novembre 2001, n. 402, convertito con modificazioni, in L. 8 gennaio 2002, n. 1 consente all operatore socio-sanitario di operare in forma collaborativa con l infermiere o con l ostetrica e di svolgere alcune attività assistenziali in base all organizzazione dell unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive dell assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la loro supervisione. In questo caso occorre che l operatore socio-sanitario completi il percorso formativo con un modulo di formazione complementare in assistenza sanitaria che può essere regolamentato dalle Regioni, ma deve avere una durata minima di 300 ore.

14 20 Parte I - Ambito istituzionale e legislativo 14) Risposta esatta: C Il profilo dell O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria è disciplinato espressamente con Accordo 16 gennaio 2003 tra il Ministro della Salute, l allora Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano il cui allegato A ne definisce le mansioni. 15) Risposta esatta: D L allegato A all Accordo 16 gennaio 2003, che disciplina il profilo dell O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria, precisa che quest ultimo oltre a svolgere le competenze professionali del proprio profilo, coadiuva l infermiere o l ostetrica/o e, conformemente alle loro direttive o sotto la loro supervisione, è in grado di compiere le seguenti mansioni: la somministrazione, per via naturale, della terapia prescritta; la terapia intramuscolare e sottocutanea su specifica pianificazione infermieristica; i bagni terapeutici, impacchi medicali e frizioni; la rilevazione e l annotazione di alcuni parametri vitali (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e temperatura) del paziente; la raccolta di escrezioni e secrezioni a scopo diagnostico; le medicazioni semplici e bendaggi; i clisteri; la mobilizzazione dei pazienti non autosufficienti per la prevenzione di decubiti e alterazioni cutanee; la respirazione artificiale e il massaggio cardiaco esterno; la cura, il lavaggio e la preparazione del materiale per la sterilizzazione; l attuazione e il mantenimento dell igiene della persona; la pulizia, disinfezione e sterilizzazione delle apparecchiature, delle attrezzature sanitarie e dei dispositivi medici; la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti differenziati; il trasporto del materiale biologico ai fini diagnostici; la somministrazione dei pasti e delle diete; la sorveglianza delle fleboclisi. La registrazione del carico e dello scarico dei medicinali, dei disinfettanti, dei veleni e degli stupefacenti, la loro custodia e sorveglianza sulla distruzione, nonché la custodia delle apparecchiature e delle dotazioni di reparto rientrano tra le mansioni dell infermiere professionale ai sensi del D.P.R. 225/ ) Risposta esatta: A Il modulo di formazione complementare in assistenza sanitaria, disciplinato con ampia discrezionalità dalle Regioni, deve avere una durata minima di 300 ore. 17) Risposta esatta: C L O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria, conformemente alle direttive del responsabile dell assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione, è in grado di eseguire la somministrazione, per via naturale e per via intramuscolare e sottocutanea della terapia prescritta.

15 Risposte al questionario n ) Risposta esatta: C L O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria si definiscono stretti collaboratori al processo di assistenza infermieristica, nel quale svolgono precipui compiti e attività assistenziali che sono loro attribuiti dal responsabile dell assistenza infermieristica od ostetrica e della cui corretta esecuzione sono responsabili. Infatti, il profilo professionale dell OSS testualmente declara che tale operatore «osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio dell utente». 19) Risposta esatta: C Tra i servizi residenziali nei quali svolge la sua opera l O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria rientrano, con elencazione non esaustiva, i seguenti: case protette; case albergo; comunità alloggio o gruppi appartamento; residenze sanitarie assistenziali; comunità terapeutiche; hospice. Non vi rientrano, invece, i convitti e i semiconvitti, contesti di tipo scolastico nei quali non hanno luogo d essere prestazioni di tipo socio-sanitario. 20) Risposta esatta: B Le strutture semiresidenziali nelle quali l O.S.S. e l O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria prestano la propria attività professionale sono i centri che offrono alle persone parzialmente non autosufficienti la possibilità di un assistenza tutelare diurna attraverso prestazioni di natura alberghiera, prestazioni sociali e tutelari, prestazioni che favoriscono la socializzazione, l animazione e l autonomia delle persone. 21) Risposta esatta: A L home care è la cd. ospedalizzazione domiciliare, ovvero l assistenza sanitaria prestata presso il domicilio dell assistito. Si tratta, solitamente, di un servizio assistenziale di base in cui vengono erogate prestazioni integrate tra vari operatori sanitari, sociali, assistenziali, la cui sede è il distretto. La tipologia dell assistito a domicilio è molto variabile, di norma, comunque, si tratta di: persone anziane; persone anziane non autosufficienti o con disturbi neurologici dovuti all età (demenza senile); persone affette da malattie respiratorie e cardiovascolari; diabetici cronici; pazienti oncologici; pazienti paraplegici o portatori di protesi.

16 22 Parte I - Ambito istituzionale e legislativo 22) Risposta esatta: C Solitamente nell ospedalizzazione domiciliare rientrano i seguenti servizi assistenziali: servizio alimentazione, per coloro che non hanno la possibilità di provvedere alla propria nutrizione; servizio alloggio o case protette, specie per anziani autosufficienti che non richiedono cure particolari e non posseggono un proprio domicilio; servizio recupero e riabilitazione per tossicodipendenti e disadattati; servizio di lavanderia e guardaroba; servizio di assistenza sociale; servizio di assistenza psicologica; servizio di igiene ambientale e di riordino dell abitazione; servizio di assistenza infermieristica; servizio di assistenza medico-geriatrica. Non vi rientra il servizio di accompagnamento nel disbrigo delle pratiche sanitarie. 23) Risposta esatta: C Con l espressione day hospital geriatrico si intende una forma di ospedalizzazione diurna nella quale si effettuano terapie di durata limitata e interventi chirurgici che non richiedono la degenza dei pazienti anziani, in modo da evitare l allontanamento traumatico dal proprio nucleo familiare. 24) Risposta esatta: C L acronimo RSA ha il significato di: Residenze sanitarie assistenziali. 25) Risposta esatta: B Le residenze sanitarie assistenziali (RSA) operano in qualità di strutture di accoglienza a carattere residenziale che ospitano per un periodo temporaneo persone non auto suf fi cienti, che non possono essere assistite in casa e che necessitano di specifiche cure mediche prestate da un équipe di specialisti e di una complessa assistenza sanitaria. Le residenze sanitarie assistenziali sono gestite da enti pubblici o privati ed offrono: l assistenza medica ed infermieristica; l assistenza nella riabilitazione; l assistenza nello svolgimento delle attività quotidiane; l attività di animazione e socializzazione; le prestazioni alberghiere (servizio di ristorazione, lavanderia e pulizia degli ambienti di vita). 26) Risposta esatta: D Le Residenze sanitarie assistenziali (RSA) devono presentare determinati requisiti tecnici e strutturali, vale a dire: una capacità ricettiva non inferiore a una determinata soglia (in genere almeno 20 posti letto) e non superiore ad un altra (in genere 120 posti letto);

17 Risposte al questionario n un area destinata alla residenzialità, composta da camere da letto, servizi igienici attrezzati per la non autosufficienza, ambulatorio e medicheria, cucina attrezzata, spazi collettivi di vita anche comune; un area destinata alla valutazione e alla terapia, come locali con attrezzature idonee per prestazioni assistenziali, o locali per l erogazione delle prestazioni di riabilitazione; un area di socializzazione; un area generale di supporto con uffici amministrativi, cucina, magazzini, camera ardente, depositi. Non rientra fra i suddetti requisiti tecnico-strutturali, invece, la dotazione di un area riservata all ospitalità delle famiglie dei degenti. 27) Risposta esatta: A Gli hospice sono strutture ad elevato livello di assistenza sanitaria e infermieristica destinate ad offrire ospitalità a tutti i malati di cancro (anche di età pediatrica) in fase terminale di malattia. Per «malati terminali» si intendono persone affette da cancro per le quali non vi è più l indicazione di un trattamento chemioterapico o radioterapico volto alla guarigione o al rallentamento della malattia tumorale. 28) Risposta esatta: B Si tratta di strutture a carattere semiresidenziale con attività di prestazione assistenziale diurna normalmente destinate all accoglienza dei disabili, alle quali sono affidate attività di assistenza e cura della persona collegate ai bisogni primari e al benessere psicofisico; attività educative indirizzate all autonomia personale; attività terapeutico-riabilitative mirate all acquisizione e/o al mantenimento delle capacità comportamentali, cognitive e affettivo-relazionali; attività ludiche, motorie e ricreative; attività espressive; attività di socializzazione e d uso degli spazi di vita del territorio; attività con significato occupazionale. 29) Risposta esatta: A Si tratta di un presidio assistenziale in cui vengono accolti temporaneamente e permanentemente anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti (per stati degenerativi tipici della vecchiaia o per motivi legati a specifiche patologie pregresse e stabilizzate), privi di validi supporti familiari e parentali e, quindi, nella impossibilità di permettere una adeguata assistenza domiciliare. 30) Risposta esatta: A Per lavoro multiprofessionale si intende la metodica organizzativa dell attività professionale in virtù della quale l operatore socio-sanitario e l operatore sociosanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria svolgono le mansioni afferenti il proprio profilo professionale in collaborazione e in sinergia con gli altri operatori professionali preposti all assistenza sanitaria e a quella sociale ed educativa.

18 24 Parte I - Ambito istituzionale e legislativo 31) Risposta esatta: B Le strutture del SSN presso le quali l OSS e l OSS con formazione complementare in assistenza sanitaria svolgono la propria attività assistenziale sono le seguenti: centri di accoglienza quali consultori e SERT; strutture ospedaliere; dipartimenti di salute mentale; distretti sanitari di base. Fra le suddette strutture non rientrano, quindi, gli asili nido comunali. 32) Risposta esatta: B Nell erogazione dei servizi assistenziali relativi al day hospital l OSS e l OSS con formazione complementare in assistenza sanitaria collaborano con l infermiere nelle attività dell assistenza di base: igiene, alimentazione, vestizione, deambulazione etc., nonché in tutte le attività inerenti all igiene e al comfort ambientale. 33) Risposta esatta: D Per procedura si intende la formalizzazione di una sequenza di comportamenti, anche piccoli, allo scopo di standardizzare un attività assistenziale, riducendo, dunque, la discrezionalità dei comportamenti del singolo. La procedura corrisponde a un insieme di azioni professionali finalizzate a un obiettivo; in generale descrive le modalità di esecuzione di un azione assistenziale ed ha come scopo quello di rendere oggettivo, sistematico e verificabile lo svolgimento di un attività. Si tratta di uno strumento che intende uniformare determinate azioni, al fine di garantire la qualità dei risultati delle azioni stesse. In sintesi, la procedura è solo quella parte del protocollo che serve a dettagliare le modalità con cui si realizza una determinata azione assistenziale. Il protocollo, invece, non si limita a questo, ma considera formalmente problemi e soluzioni, così da costituire uno strumento metodologico assai più potente, anche ai fini della valutazione dell efficacia delle prestazioni. 34) Risposta esatta: B Il processo assistenziale infermieristico (nursing), in quanto metodo scientifico di risoluzione dei problemi della persona, consiste in fasi distinte che mirano a risolvere i problemi e a soddisfare i bisogni dell assistito e che si possono raggruppare nel modo seguente: Fase informativa (o di accertamento dei dati), questa può avvenire attraverso: intervista e osservazione diretta e prevede l analisi dei dati, l identificazione dei bisogni e problemi, la pianificazione, per consentire a tutti i professionisti, compreso l OSS, di lavorare insieme per il raggiungimento dello stesso obiettivo prefissato in questa fase; Fase organizzativa: preparazione del materiale occorrente. Ciò permette di attuare l intervento con efficacia ed efficienza; Fase esecutiva (o attuazione degli interventi) in cui ci si adopera per soddisfare i bisogni dell assistito, in base alle proprie competenze, con particolare

19 Risposte al questionario n attenzione a lasciarle i suoi tempi, si osserva con attenzione la presenza di eventuali segni o sintomi e si riferisce, in tempi e luoghi idonei, alla figura professionale di riferimento (interazione con l equipe di lavoro); durante questa fase bisogna tenere presente due aspetti molto importanti: il primo è la relazione empatica ed il secondo è l attenzione a non contaminare l ambiente; Fase valutativa o autovalutazione, in cui si svolge la verifica del risultato raggiunto, cioè dell efficacia del progetto assistenziale. 35) Risposta esatta: A L analisi di tutti i dati raccolti è finalizzata alla coordinazione e definizione del PAI (Piano di assistenza individualizzato): analizzando i problemi reali o potenziali del paziente, definendo obiettivi, priorità, decisioni operative, tempi e verifica di figure coinvolte, si giunge alla individuazione delle aspettative assistenziali dell utente. In questa fase vengono formalizzati o modificati gli interventi già attuati prima della stesura del PAI, secondo una logica di priorità riportando su schede inserite nella cartella infermieristica le decisioni per ogni problema. 36) Risposta esatta: D A norma di legge (D.P.R. 739/1994 e L. 42/1999) l infermiere è il responsabile dell assistenza infermieristica, intesa come la risposta ai bisogni della persona non più autosufficiente, finalizzata a promuoverne il miglioramento della salute e del benessere: l infermiere, in quanto unico responsabile del risultato assistenziale, non delega attività o responsabilità all O.S.S. e all O.S.S. con formazione complementare in assistenza sanitaria, ma può (ove necessario) attribuire attività in base all organizzazione dell unità funzionale di appartenenza. Ciò vuol dire che nell ambito del campo proprio di competenza, l infermiere può far svolgere compiti di tipo esecutivo a figure di supporto, mantenendo la responsabilità del processo decisionale.

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