TRACCIA 6 I diritti di uso e di abitazione spettanti al coniuge superstite TRACCIA N. 6

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1 TRACCIA 6 I diritti di uso e di abitazione spettanti al coniuge superstite TRACCIA N. 6 I diritti di uso e di abitazione spettanti al coniuge superstite (Cass., Sez. Un., 27 febbraio 2013, n. 4847). SOMMARIO: 1. Premessa. 2. I diritti ex art. 540, comma 2, c.c. Generalità. 3. Qualificazione tecnico-giuridica. 4. Collocazione dei diritti nell ambito della tutela dei legittimari. 5. La sentenza delle Sezioni Unite: la vicenda. 6. Operatività dei diritti di uso e abitazione nell ambito della successione legittima. 7. Criteri di calcolo della quota intestata al coniuge superstite. 1. Premessa. Le Sezioni Unite sono state chiamate ad affrontare due questioni di particolare importanza concernenti le discusse figure giuridiche dei diritti, riservati al coniuge del defunto, di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano. La prima questione, trattata marginalmente e risolta in maniera scontata dalla dottrina meno recente, concerne la spettanza o meno dei diritti de quo nell ambito della successione legittima. La seconda, oggetto di contrastanti opinioni dottrinali e pronunce giurisprudenziali, riguarda l incidenza di tali diritti sulla quota intestata prevista dagli artt. 581 e 582 c.c., e cioè se tali diritti debbano essere imputati alla quota spettante al coniuge, ovvero debbano aggiungersi, cumularsi, alla stessa. Appare chiaro che i risvolti applicativi in ordine all accoglimento dell una o dell altra soluzione rivestono un interesse non indifferente dal punto di vista pratico. 2. I diritti ex art. 540, comma 2, c.c. Generalità. All indomani della Riforma del diritto di famiglia (legge 19 maggio 1975, n. 151) il coniuge superstite si trova investito di una posizione giuridica completamente diversa rispetto a quella del passato. L impianto del codice civile del 1942 riservava a beneficio di questo soggetto un trattamento meno favorevole rispetto ai più stretti congiunti, mentre la Riforma gli ha assegnato un ruolo certamente preferenziale 1. Come è noto, prima del 1975 il coniuge superstite era destinatario solo di un usufrutto uxorio, e pertanto di un diritto temporaneo sull asse ereditario del coniuge defunto. Legittimario sui generis, in quanto riservatario di un diritto di godimento su beni destinati ad altri soggetti, e non di una quantità di beni a titolo di quota ereditaria. Dopo il 1975, invece, il legislatore individua nel coniuge il destinatario di una quota del patrimonio del de cuius (variabile a seconda delle possibili ipotesi di concorso) e in più, come vedremo, gli riconosce altri diritti (cfr. art. 536, comma 1, e 540 c.c.), la cui ratio è quella di consentire al coniuge superstite di mantenere i legami con 1 G. RIDELLA, Le sezioni unite sui diritti di uso e abitazione spettanti al coniuge superstite, in Notariato, 2013, 3, 265, le cui riflessioni vengono riprese di seguito nel testo. 67

2 SEZIONE III Le successioni l ambiente domestico in cui ha condotto la propria vita. Lo scostamento dai principi propri delle successioni, e per l oggetto e per il soggetto beneficiario, ha alimentato il dibattito dottrinale nel corso degli anni, tanto è vero che si è autorevolmente ravvisata un ipotesi di vocazione anomala a favore del coniuge. Vi è, infatti, un individuazione qualitativa di diritti riservati ad una dei soggetti legittimari che in materia di legittima non ha eguali. Come è noto, il sistema successorio italiano è basato sull intangibilità quantitativa: il legislatore individua un quantum riservato ai più stretti congiunti del soggetto de cuius ma non specifica quali diritti e non impone al testatore di preservare diritti determinati nei confronti dei soggetti legittimari. Nel caso del coniuge superstite, invece, si riscontra un anomalia, una specificità nel trattamento successorio: alla componente qualitativa dei diritti di uso e abitazione si affianca quella patrimoniale o quantitativa. Il legislatore individua così specifici diritti qualitativi riservati al coniuge superstite oltre alla quota di patrimonio, sottolineando, quindi, come questi diritti non vengono attribuiti in conto di legittima, ma, piuttosto, in più rispetto alla legittima, poiché devono essere computati sulla quota disponibile. In aggiunta ai problemi - che saranno trattati unitamente all esame della sentenza - circa l operatività dei diritti di uso e abitazione nella successione legittima ed i criteri di calcolo della quota intestata al coniuge superstite, le principali questioni connesse alla pronuncia delle Sezioni Unite riguardano la qualificazione dei diritti de quo e la loro collocazione nell ambito della tutela dei legittimari. 3. Qualificazione tecnico-giuridica. Con riferimento al primo problema, è stato sostenuto in passato che i diritti di uso e abitazione andassero ad integrare la quota di eredità del soggetto coniuge superstite. Tali diritti si acquisterebbero a titolo universale, o perché costituirebbero un ampliamento della quota ereditaria di riserva, o perché rappresenterebbero una riserva autonoma e separata rispetto alla quota astratta del patrimonio relitto, conseguibile dal coniuge in modo cumulativo o alternativo a quest ultima. La tesi dell acquisizione a titolo universale è oggi superata. I diritti di uso e abitazione sono diritti essenzialmente temporanei e specificamente indicati dal legislatore: temporaneità del diritto e specificità dello stesso depongono in maniera univoca nel senso della delazione ex lege a titolo particolare. Delazione a titolo particolare che necessariamente implica un attribuzione distinta rispetto alla chiamata ereditaria. Con la conseguenza che, in un primo caso, il testatore potrebbe anche non attribuire alcunché al coniuge superstite sì che, secondo l opinione nettamente prevalente, la delazione a titolo particolare sorgerebbe comunque all apertura della successione. Oppure, in un secondo caso, potrebbe istituire erede il coniuge superstite, il quale, nell ipotesi in cui rinunciasse all eredità devoluta in suo favore, conseguirebbe comunque i diritti di uso e abitazione nascenti ex lege al momento dell apertura della successione. Nell ambito della qualificazione dei diritti in esame in termini di successione legale a titolo particolare è discusso se siano configurabili come prelegati oppure come 68

3 TRACCIA 6 I diritti di uso e di abitazione spettanti al coniuge superstite legati. Parte della dottrina ha qualificato tali diritti come prelegati ex lege da soddisfare per l intero a carico di tutta l eredità prima della divisione. Le obiezioni che sono state mosse a questa tesi muovono dalla lettura del combinato disposto degli artt. 540, comma 2, e 661 c.c. In particolare, l attribuzione dei diritti di uso e abitazione è posta espressamente dal legislatore, in prima battuta, a carico della disponibile (e non di tutta l eredità); si tratta, inoltre, di un attribuzione a favore di un soggetto che potrebbe anche non essere erede; infine, se si trattasse di prelegato - proprio perché il prelegato è una disposizione a carico di tutta l eredità e a favore di uno dei coeredi - secondo i principi generali si conseguirebbe in prededuzione rispetto alla massa ereditaria, invece, a norma del comma 2 dell art. 540 c.c., in primo luogo si computano le quote di coeredità e di legittima, in secondo luogo si stabilisce qual è la porzione disponibile e qual è la porzione riservata ai legittimari, e, infine, si computano i diritti di uso e abitazione sulla quota disponibile. La dottrina e la giurisprudenza prevalenti qualificano l attribuzione in esame in termini di legati ex lege. Assegnare la natura di legati, come si diceva in precedenza, significa anzitutto ravvisare una delazione autonoma rispetto all istituzione di erede (art. 649 c.c.): il coniuge superstite, si ripete, può rinunziare all istituzione di erede pur conseguendo i legati ex lege, e viceversa. La dottrina sottolinea come, in realtà, essendo due i diritti riservati al coniuge superstite, due sono i legati in suo favore: il legato di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il legato di uso sui mobili che la corredano. Per cui, dal punto di vista tecnico-giuridico, è ammissibile non solo che il coniuge superstite rinunzi all eredità e consegua il legato, ma è ammissibile altresì che consegua uno solo di questi legati per rinunziare all altro. In conclusione, alla diversità dei diritti riservati al coniuge superstite fa riscontro la duplicità delle attribuzioni ex lege in suo favore. 4. Collocazione dei diritti nell ambito della tutela dei legittimari. Nella seconda parte del comma 2 dell art. 540 c.c., il legislatore compie delle scelte in ordine alla distribuzione del peso dei legati ex lege, disponendo che tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli. Come si diceva in precedenza, il legislatore, facendo gravare i diritti di uso e abitazione sulla disponibile, dimostra di voler trattare i legati ex lege non come un attribuzione da imputare sulla legittima spettante al coniuge superstite, ma come un attribuzione che costituisce un quid pluris rispetto alla sua legittima. In conseguenza di ciò, si afferma pacificamente in dottrina che nel caso in cui il testatore attribuisca testamentariamente la casa familiare al suo coniuge, quest ultimo avrebbe diritto al controvalore in denaro, poiché, appunto, avrebbe un diritto in più rispetto alla quota di legittima strettamente intesa. È evidente che l unico mezzo per ottenere questo incremento è rappresentato dall ordinaria azione 69

4 SEZIONE III Le successioni di riduzione, esperibile contro onorati testamentari e donatari. La norma prosegue disponendo che, in caso di incapienza della disponibile, i diritti in oggetto gravano sulla legittima del coniuge e, in seconda battuta, sulla legittima dei figli. Il legislatore, quindi, prevede innanzitutto l ipotesi più diffusa di concorso coniugefigli, risolvendola con una soluzione che, dal punto di vista sistematico, è piuttosto forte. Un esempio può chiarire la reale portata della norma: l asse ereditario è composto dalla sola casa familiare; il valore dei diritti di uso e abitazione è tale da andare a gravare sulla disponibile, sulla legittima del coniuge superstite e sulla legittima dei figli. In questa ipotesi, i figli si trovano una legittima gravata e, dinnanzi a ciò, non possono agire né con un azione di riduzione, né potranno invocare l art. 549 c.c., perché si tratta di un effetto testualmente previsto dal legislatore all art. 540, comma 2, c.c. La norma solleva un altro problema di ordine tecnico-giuridico. Vi è infatti un altra ipotesi prospettabile, cioè quella in cui, in mancanza di discendenti, il coniuge superstite concorra con ascendenti. In quest ultimo caso come trova applicazione la norma? Come si ripartisce il peso del legato di uso e abitazione? L ordine da seguire è ancora quello ex art. 540, comma 2, seconda parte, c.c., oppure è possibile riservare al coniuge un trattamento maggiormente favorevole in considerazione del fatto che concorre con soggetti diversi dai figli? Parte della dottrina ritiene che, nulla avendo detto il legislatore al riguardo, si debba trattare l ipotesi di concorso tra coniuge e ascendenti del defunto così come previsto dal legislatore per il concorso tra coniuge e discendenti. Altra parte della dottrina, non trovando l ipotesi del concorso tra coniuge e ascendenti una regolamentazione specifica nel dato normativo, si ritiene che essa debba venir ricostruita sulla base dei principi generali (art. 662 c.c.), di talché i legati ex lege andranno a gravare proporzionalmente su tutti i soggetti coeredi. In primo luogo andranno a gravare sulla disponibile e, in seconda battuta, proporzionalmente sulla legittima sia del coniuge sia degli ascendenti. È discusso in dottrina il problema che si pone allorquando il testatore attribuisca testamentariamente i noti diritti ad un soggetto diverso dal coniuge. Una prima teoria, che risale al Ferri e che è stata ripresa recentemente in sede giurisprudenziale, afferma che i diritti di uso e abitazione, essendo legati che si acquistano ipso iure all apertura della successione - salva la facoltà di rinunziarvi (art. 649 c.c.) - sorgono anche nel caso in cui il testatore abbia disposto della casa familiare a favore di terzi. Sarebbe, perciò, sufficiente esperire l agevole azione di rivendica al fine di ottenere i legati di uso e abitazione. Questa teoria trova un approfondimento dottrinale nella tesi secondo la quale, poiché il comma 2 dell art. 540 c.c. è una norma imperativa, la disposizione testamentaria contraria a norma imperativa sarebbe affetta da nullità parziale. Del resto, ha osservato la Suprema Corte in una nota pronuncia, anche l art. 549 c.c. prevede, nell ambito della successione necessaria, un analogo automatismo di nullità per quanto concerne l eliminazione di eventuali pesi o condizioni gravanti sulla 70

5 TRACCIA 6 I diritti di uso e di abitazione spettanti al coniuge superstite legittima. Pertanto, nell ipotesi in cui il testatore disponga della casa familiare a favore di terzi, la disposizione consegnata alla scheda testamentaria sarebbe valida per la nuda proprietà e nulla per i diritti di uso e abitazione. Ampia parte della dottrina, invece, muove dal dato per il quale, nell ipotesi di disposizione lesive dei diritti dei legittimari, la tutela degli stessi non è affidata alla sanzione della nullità per lesione di norme imperative, bensì all azione di riduzione, la quale postula e determina un inefficacia sopravvenuta relativa e, soprattutto, eventuale - perché potrebbe anche non essere mai azionata da parte dei soggetti legittimari lesi o pretermessi - delle disposizioni lesive. Se il sistema di tutela dei diritti del legittimario è affidato all azione di riduzione, secondo questa tesi, all azione di riduzione deve essere affidata anche la tutela dei diritti di cui all art. 540, comma 2, c.c. Si tratta di una ricostruzione che, tuttavia, deve giungere a ritenere che si tratti di una riduzione peculiare, svincolata dall ordine di caducazione previsto per le disposizioni lesive, perché diretta a recuperare specifici diritti. In altri termini, nel caso in esame l unica disposizione oggetto di riduzione sarebbe quella che lede i diritti di uso e abitazione, di talché sarebbe diretta esclusivamente contro il soggetto che è stato beneficiato del lascito lesivo dei diritti di uso e abitazione sulla casa adibita a residenza familiare. Sia consentito svolgere alcune riflessioni sulle due teorie dominanti testé richiamate. Il problema della lesione dei diritti di uso e abitazione, invero, diventa ancora più complicato nell ipotesi in cui con il testamento si realizza una lesione solo qualitativa e non anche quantitativa della legittima del coniuge superstite. Un esempio potrebbe essere utile per comprendere la problematica: Tizio attribuisce testamentariamente la casa familiare a terzi e attribuisce al coniuge superstite altri beni di valore corrispondente alla legittima e al valore monetizzato dei diritti di uso e abitazione. In primo luogo si condivide l assunto per il quale le disposizioni lesive di legittima, per quanto siano disposizioni che contrastino con dei principi generali dell ordinamento successorio (cfr. art. 457, comma 3, c.c.), non sono affette da nullità, e non lo sono né per il caso di lesione quantitativa né per il caso di lesione qualitativa. In secondo luogo, l azione di riduzione potrebbe non essere uno strumento congruo per tutelare i diritti di uso e abitazione. Ciò può essere confermato volgendo lo sguardo all impianto normativo del codice del 1942, ove l azione de qua è volta a tutelare il legittimario da lesioni esclusivamente quantitative. Ed è nello spirito di questa tutela che si giustifica l intero sistema normativo dettato per l azione di riduzione. Ebbene, se applicassimo al caso in esame la tesi secondo la quale la tutela dei diritti di uso e abitazione è offerta esclusivamente dall azione di riduzione, ci accorgeremmo che, mediante l esperimento della stessa, il coniuge non potrebbe in alcun modo conseguire i legati ex lege di uso e abitazione. Si osserva, infatti, che il coniuge (leso dalla disposizione avente ad oggetto i diritti di uso e abitazione), al fine di agire in riduzione dovrebbe imputare alla propria quota quanto abbia 71

6 SEZIONE III Le successioni ricevuto iure successionis (art. 564 c.c.). Tuttavia, una volta fatta l imputazione e verificata l assenza di lesioni quantitative nei suoi confronti, si accorgerebbe di aver ottenuto tutto ciò che iure successionis poteva ottenere (beni di valore corrispondente alla legittima e al valore monetizzato dei diritti di uso e abitazione). Detto ciò, si potrebbe dedurre che l unico strumento a tutela dei diritti di uso e abitazione, avverso una lesione testamentaria solamente qualitativa, debba concretizzarsi in un azione di condanna sui generis, una particolare azione svincolata dai presupposti di cui all art. 564 c.c. Con questa soluzione, il soggetto coniuge superstite potrebbe aggredire la disposizione lesiva dei diritti di uso e abitazione senza dover imputare alla propria quota quanto abbia ricevuto dal defunto, neutralizzando in questo modo il programma testamentario volto ad escludere dalla casa familiare il coniuge superstite a mezzo di una monetizzazione autoritaria dei diritti di uso e abitazione. 5. La sentenza delle Sezioni Unite: la vicenda. Tizio decede ab intestato lasciando a se superstiti la moglie e i due figli. Il patrimonio relitto è composto dalla casa familiare e da altri beni immobili. Viene chiesto, con giudizio instaurato innanzi al Tribunale di Venezia, lo scioglimento della comunione ereditaria con assegnazione in natura della quota spettante agli eredi (un terzo ciascuno) previa detrazione del valore del diritto di abitazione spettante ex lege al coniuge superstite. Il Tribunale di Venezia dichiara lo scioglimento della comunione ereditaria osservando tra l altro che, vertendosi in materia di successione legittima, alla quota spettante al coniuge superstite ai sensi degli artt. 581 e 582 c.c. non potevano cumularsi i diritti di abitazione e di uso previsti in tema di successione necessaria ai sensi dell art. 540, comma 2, c.c. Tale ultima conclusione viene ribadita dalla Corte di appello di Venezia. Le Sezioni Unite sono state all uopo interpellate dalla II Sezione della Suprema Corte, che vi ha rimesso la questione con sentenza interlocutoria del 4 maggio 2012, al fine di ottenere la soluzione di due questioni di particolare importanza che, come ormai è noto, riguardano: 1) il riconoscimento o meno al coniuge superstite, in tema di successione legittima, dei diritti di uso e abitazione previsti dall art. 540, comma 2, c.c.; 2) i criteri di calcolo del valore della quota intestata al coniuge superstite ai sensi degli artt. 581 e 582 c.c. 6. Operatività dei diritti di uso e abitazione nell ambito della successione legittima. In merito al primo problema, le Sezioni Unite confermano l indirizzo largamente prevalente in dottrina e in giurisprudenza secondo il quale i diritti di uso e abitazione competono al coniuge superstite in ogni caso, e quindi anche nelle successioni ab intestato, nonostante gli artt. 581 e 582 c.c. non li contemplino espressamente. La dottrina tradizionale, cui si faceva riferimento nel paragrafo introduttivo, aveva 72

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