LA COOPERAZIONE SOCIALE PIEMONTE. Le Cooperative di tipo A

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LA COOPERAZIONE SOCIALE PIEMONTE. Le Cooperative di tipo A"

Transcript

1 r e g i o n e p i e m o LA COOPERAZIONE SOCIALE IN PIEMONTE Le Cooperative di tipo A n t e

2

3 LA COOPERAZIONE SOCIALE IN PIEMONTE Le Cooperative di tipo A

4 ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI Direzione Politiche sociali Direttore Attilio Miglio Settore promozione attività altri soggetti pubblici e del privato sociale Dirigente Sergio Di Giacomo Corso Stati Uniti Torino Tel fax Pubblicazione a cura di: Maria Ludovica Chiambretto Responsabile ufficio Promozione del terzo settore Con il contributo di: Cristina Gallasso cooperative di tipo A Annalisa Maggiorotto cooperative di tipo B Con la collaborazione di: Carmen Prado Nadia Miletto C.S.I. Piemonte Si ringraziano inoltre le funzionarie dell Assessorato Antonella Gianesin (responsabile ufficio formazione del personale socio-assistenziale) Giovanna Tresso (responsabile ufficio sistema informativo servizi sociali) Nel sito internet della Regione Piemonte Nella sezione tematica Famiglia e politiche sociali è attiva la voce cooperazione sociale N.B. Si può digitare direttamente 4

5 INDICE Le Cooperative Sociali di tipo A 7 Provincia di Alessandria 41 Provincia di Asti 51 Provincia di Biella 61 Provincia di Cuneo 71 Provincia di Novara 83 Provincia di Torino 93 Provincia del Verbano Cusio Ossola 109 5

6

7 LE COOPERATIVE SOCIALI DI TIPO A Le cooperative sociali, che comunemente vengono definite di tipo A, sono cooperative che operano nel settore dei servizi sociali e, in modo specifico, secondo il dettato dell art. 1 della legge quadro n. 381/91, hanno lo scopo di.. perseguire l interesse generale della comunità alla promozione umana e all integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi. Come è noto, da anni i servizi sociali pubblici sono gestiti o in forma diretta con personale dipendente o attraverso convenzioni con le cooperative sociali di tipo A. Quest ultima modalità gestionale si inserisce appieno nel moderno sistema di Welfare, così come delineatosi alla luce della recente riforma del Titolo V della Costituzione, nel quale è riconosciuto alle formazioni sociali un importante ruolo nell ambito della sussidiarietà orizzontale. La specifica finalità del perseguire l interesse generale da parte della cooperazione sociale, già evidenziata dalla Legge quadro n. 381 Disciplina delle cooperative sociali è stata inoltre ripresa e sottolineata dalla legge n. 328 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nonché dal legislatore regionale con L.R n. 1 Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento Ciò premesso, è fuori dubbio che l albo regionale costituisca anche il primo ambito di riferimento per gli operatori pubblici e le cooperative sociali che intendano entrare a far parte della rete integrata dei servizi. Ed è in considerazione di ciò che la presente trattazione è dedicata esclusivamente alle cooperative di tipo A cui, per la prima volta in sede regionale, è dedicato un approfondimento. Non è possibile, pertanto, come per le cooperative di tipo B disporre di un quadro di confronto per il commento dei dati. Ai sensi dell art. 2, della L.R. n. 18/94, è previsto che l albo sia pubblicato, almeno una volta all anno, sul B.U.R.. Secondo i dati relativi all ultima pubblicazione le cooperative sociali di tipo A attive, iscritte al sono Supplemento al n. 39 del B.U. del , dalla data della rilevazione all ultima pubblicazione si registra l iscrizione di 36 nuove cooperative. 7

8 Le informazioni riportate nella presente pubblicazione risalgono all epoca della rilevazione congiunta con l ISTAT, quando le cooperative A iscritte erano 216. Queste cooperative costituiscono pertanto l universo considerato. Come è noto, dal 1 gennaio 2002, le competenze relative alla tenuta dell albo, con l istituzione delle sezioni provinciali dello stesso, sono state trasferite alle Province. In considerazione di ciò, a questa parte introduttiva di carattere generale, segue una sezione dedicata alla presentazione delle singole realtà provinciali. Per un approfondimento specifico sulle cooperative A si rimanda, sia alla numerosa pubblicistica, sia alla normativa di settore e ai successivi atti di indirizzo e applicativi. La presenza sul territorio Rapportando il numero delle 216 cooperative attive nel 2002 alla popolazione piemontese di quello stesso anno ( abitanti), si ha la presenza di una cooperativa sociale di tipo A ogni abitanti, vale a dire 5,28 cooperative ogni abitanti. Le sezioni provinciali dell albo regionale Province Cooperative % Alessandria 23 11% Asti 12 6% Biella 8 4% Cuneo 29 13% Novara 17 8% Torino % V.C.O. 7 3% Vercelli 13 6% Piemonte 216 8

9 Come prevedibile, la realtà della provincia di Torino rappresenta la metà della cooperazione sociale di tipo A in Piemonte. In particolare, su 107 cooperative di questa provincia, 69 (il 65%) hanno sede legale nel capoluogo, 38 (il 35%) nelle altre città; segue la Provincia di Cuneo con una presenza pari al 13,4% e Alessandria con il 10,6%. Per avere un idea del radicamento sul territorio delle cooperative, può risultare forse più interessante il confronto tra il numero di cooperative iscritte nelle sezioni provinciali e la densità della popolazione dei vari territori, ne emerge la situazione illustrata dal grafico che segue. La situazione si presenta abbastanza omogenea nelle varie Province e il rapporto cooperative/abitanti si attesta in generale intorno alla media regionale, con un picco di 7,4 cooperative nel territorio della Provincia di Vercelli. 9

10 L anzianità Il dato relativo all anno di costituzione è stato rilevato dall ISTAT, per cui ha un valore indicativo, risultando calcolato per 145 cooperative pari al 67% dell universo considerato. 2 Dai dati relativi agli anni di costituzione, si ricava la seguente situazione. Il 51,7% delle cooperative attive alla data del 2002 si è costituito nell ultimo decennio, cioè nel periodo successivo alla legge quadro nazionale, 1992/2002, con un picco tra il 1992 e il Una cooperativa risulta costituita nel 1966, trascorrono 10 anni (1976) prima delle successive costituzioni. Si può senz altro concludere che, pur trattandosi di una realtà relativamente recente, in Piemonte, la cooperazione sociale di servizi alla persona era ampiamente presente quando il legislatore nazionale è intervenuto a disciplinare e riconoscere il fenomedata costituzione cooperative % sul totale prima del % % % % % Coop Come precisato in premessa rispetto alla 216 iscritte alla data del censimento, soltanto 145 cooperative hanno compilato il questionario dell ISTAT, inoltre le informazioni ISTAT sono al

11 no; infatti circa il 49% delle cooperative, oggi presenti ed operanti, si era già costituito prima del 1991, (il 39,2% nel periodo 1982/1991 e il 9% prima del 1982). Se si considera la data di iscrizione all albo regionale il quadro che ne risulta è seguente: anno iscriz. Coop. 1994/ / / / / Tot. *276 *N.B. Il totale di 276 è comprensivo delle 24 cooperative in seguito cancellate. Con l entrata in vigore della L.R. n. 18/94 e, quindi, a pochi mesi dall istituzione dell albo regionale delle cooperative sociali, si registra il picco delle iscrizioni. Successivamente il fenomeno si è stabilizzato su una media di circa 23 nuove iscrizioni all anno ed un incremento di 51 nuove iscrizioni tra il 2002 e il 2004, in coincidenza con il passaggio delle competenze dalla Regione alle Province. Se ne può dedurre che il fenomeno imprenditoriale, collegato alla cooperazione sociale A, oltre ad essere relativamente recente, è ancora in espansione e, malgrado vi siano difficoltà soprattutto dovute alla situazione di esposizione al credito delle cooperative, che in prevalen- 11

12 za lavorano con gli enti pubblici, mostra notevole tenuta e vitalità. Infatti, il numero delle cooperative iscritte negli ultimi tre anni è superiore a quello delle cooperative sociali cancellate dal 1994 ad oggi. 3 Le risorse umane Al , le risorse umane, complessivamente considerate, presenti nelle 216 cooperative sociali di tipo A sono costituite da persone 4, secondo la seguente collocazione in cooperativa: Occupati Collaboratori Volontari 765 Obiettori 274 Altri soci Totale risorse Nel corso degli anni, in base al disposto dell art. 5 della L.R. n. 18/94, sono state cancellate dall albo, 24 cooperative; in realtà le cancellazioni sono state 26, ma due di queste, sono state successivamente riscritte. La legge regionale n. 18 prescrive che una cooperativa cancellata non abbia la possibilità di ripresentare domanda se non trascorso un anno dalla cancellazione. Si tratta di una norma di doppia garanzia sia per l amministrazione che tiene l albo sia per le cooperative sociali. 4 Si può credibilmente presumere che, ad oggi, considerato l incremento di 36 nuove iscrizioni nel periodo 2003/2004, complessivamente le risorse umane siano intorno alle unità. 12

13 La compagine sociale è così composta: Soci persone fisiche Soci persone giuridiche 58 Tot. Soci % persone fisiche 99,65% % persone giuridiche 0,35% I soci sono di cui persone fisiche (99,65%) e 58 persone giuridiche (0,35%). Queste ultime si compongono di 27 cooperative sociali, 22 associazioni e 9 persone giuridiche private. Tra i soci persone giuridiche, malgrado la legge nazionale ne preveda la possibilità, non vi sono persone giuridiche pubbliche. Le persone giuridiche nelle cooperative A sono numericamente inferiori rispetto alle cooperative B. La presenza nella compagine sociale anche di persone giuridiche è importante e può essere un indicatore della propensione a lavorare in rete con altri soggetti del terzo settore, nonché della capacità di gestire un servizio in raccordo con il territorio. Si tenga peraltro presente che tali esigenze possono già in parte essere soddisfatte con la partecipazione ad un consorzio sociale. I soci persone fisiche sono così suddivisi: soci persone fisiche lavoratori % volontari 765 5% Altri soci* % totale % *La significativa voce altri soci, indica un numero piuttosto elevato di soci, pari al 16% dell intera compagine sociale, che non sono stati indicati né come volontari, né come lavoratori in senso stretto, si può supporre che siano soci fondatori, lavoratori momentaneamente non impiegati, forme di volontariato atipico, collaboratori occasionali, qualche religioso, etc. E sembrato opportuno mettere in evidenza questa categoria anche al fine di stimolare un successivo ulteriore approfondimento al riguardo. 13

14 La composizione di genere della compagine sociale. La cooperazione sociale di tipo A ha una composizione di genere prevalentemente femminile: l 81% (13.579) dei soci sono donne, mentre il 19% (3.155) sono maschi. E interessante constatare come in ambito provinciale si registrino delle differenze notevoli. In alcune Province (Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli) la presenza dei soci maschi non raggiunge la quota media regionale del 19%. Il quadro provinciale è il seguente: Province Soci totale soci % di Femmine Femmine Maschi sul totale AL % AT % BI % CN % NO % TO % VCO % VC % Piemonte % 14

15 I volontari e gli obiettori di coscienza Una significativa presenza, quella femminile, che diventa invece quasi paritetica a quella maschile nell ambito della categoria dei soci volontari: 385 sono le socie volontarie e 380 i volontari maschi. Complessivamente i soci volontari rappresentavano il 5% della totalità dei soci. Siamo di fronte ad un dato molto al di sotto della previsione dell art.2 della legge n 381/91 e ancora al di sotto del dato della Lombardia, dove le volontarie nelle coop.a sono circa il 10% (9,6). Si tenga peraltro presente che qualche forma di volontariato può essere presente nel 16% di soci che sono stati definiti altro non essendo né lavoratori né volontari in senso stretto. La presenza dei 765 soci volontari e degli obiettori nelle Province: Province Soci Volontari Obiettori Totale soci %volontari sui soci AL % AT % BI % CN % NO % TO % V.C.O % VC % PIEMONTE % Gli obiettori di coscienza sono 274, un dato molto basso considerato l insieme di risorse umane che muove la cooperazione A. In alcune province la presenza di obiettori è quasi inesistente, si tratta di una circostanza su cui riflettere anche in vista delle possibilità che si offrono, per il futuro, con l introduzione del servizio civile volontario 5. 5 La sospensione della leva obbligatoria ha aperto le porte al servizio civile nazionale, regolato dalla legge 6 marzo 2001 n. 64. Dal 1 gennaio 2005 tutti i ragazzi (uomini e donne) tra i 18 e i 28 anni possono scegliere di dare volontariamente il proprio contributo alla difesa della Patria con mezzi e attività non militari svolgendo appunto il servizio civile nazionale. Un servizio che può rappresentare per i giovani un occasione di formazione ed un esperienza di solidarietà nei settori dell assistenza, della protezione civile, della difesa dell ambiente e della promozione culturale. Per le cooperative sociali e per gli altri enti che in passato hanno accolto gli obiettori di coscienza impiegandoli come supporto nella loro attività e che ora con la sospensione della leva rischiano di veder venir meno il loro contributo, la legge 64 costituisce una nuova possibilità. E previsto infatti uno specifico percorso di accreditamento al termine del quale diviene possibile per gli enti presentare progetti di servizio civile nazionale e richiedere per la realizzazione degli stessi un certo numero di volontari da inserire nel proprio organico. 15

16 Gli occupati Nelle cooperative A gli occupati in modo stabile sono Fra loro sono soci lavoratori (86,5%) e lavoratori dipendenti (13,5%). Secondo i dati dell Osservatorio regionale del lavoro, in Piemonte, nel 2002, sono occupate persone. La percentuale degli occupati, in modo stabile, nelle cooperative di tipo A rappresenta quindi, lo 0,86% degli occupati a livello regionale, con una media di occupati per cooperativa pari a 71 unità. Ancora una volta bisogna sottolineare la significativa presenza di donne, così suddivise fra lavoratrici socie e dipendenti: socie lavoratrici (75%) e (25%) dipendenti. Fra i lavoratori, il dato relativo alla presenza di genere è superiore in percentuale rispetto alla stessa presenza registrata tra i soci. Infatti se l 81% dei soci della A sono donne, fra gli occupati rappresentano l 86% dei lavoratori, con punte, come nella Provincia di Asti, del 95%. Provincia Socie Dipendenti Tot. lav. Tot. % di femmine lavoratrici donne donne occupanti sul tot. degli occ. AL % AT % BI % CN % NO % TO % V.C.O % VC % PIEMONTE % 16

17 Rapporto tra gli occupati e il totale degli occupati nelle Regione. occupati occupati nelle coop. nelle coop. A Totale occupati ogni lavoratori AL AT BI CN NO TO VCO VC PIEMONTE Come emerge dalla rappresentazione grafica, in alcuni territori provinciali, la consistenza numerica degli occupati nella cooperazione sociale dei servizi alla persona è considerevole; nella Provincia di Alessandria e in quella di Vercelli, in particolare, è molto superiore alla media regionale di 86 unità lavorative. Tra i dipendenti, il 78% (1.606 lavoratori) è a tempo indeterminato, il 21,4% (441 lavoratori) a tempo determinato, mentre lo 0,6% (13 lavoratori) sono in contratto di formazione lavoro. Si tratta dunque di situazioni lavorative che presentano caratteristiche di stabilità. Le figure professionali che ricorrono maggiormente sono:adest, educatori professionali, infermieri professionali, fisioterapisti, psicoterapeuti, docenti, badanti, assistenti d infanzia, animatori, consulenti di progetti, operatori di teleassistenza e, negli ultimi anni, anche mediatori culturali, musicoterapisti. 17

18 La forza lavoro complessivamente considerata. La forza lavoro delle cooperative sociali di tipo A è caratterizzata, inoltre, dalla presenza di un certo numero di collaborazioni e consulenze:1.452 sono le collaborazioni continuate, 804 le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, per un totale di unità. La forza lavoro complessiva soci lavoratori dipendenti collaborazioni Totale Gli operatori impiegati in attività di assistenza alla persona. 6 Dei lavoratori (collocati stabilmente in cooperativa o in forma di collaboratori), , il 73%, risultano impegnati a vario titolo in attività di assistenza (di cui ben nella Provincia di Torino e nella Provincia di Alessandria), il restante è impegnato in attività diverse, quali funzioni di carattere amministrativo e contabile, trasporto, mensa, pulizie delle strutture etc.. Il dato conferma il forte 6 Per disporre del quadro complessivo delle varie figure professionali nelle cooperative di tipo A e della situazione, concernente il possesso in capo agli operatori dei requisiti professionali necessari allo svolgimento delle mansioni, la scheda di rilevazione conteneva una sezione riservata agli operatori impegnati nell attività di assistenza diretta alla persona e/o in attività di supervisione e di coordinamento tecnico. Oltre alle esigenze informative appena evidenziate, la rilevazione di dettaglio è servita anche a svolgere alcune considerazioni più specifiche sulla presenza delle cooperative sociali nei servizi piemontesi. 18

19 peso della cooperazione sociale nella gestione dei servizi sociali piemontesi. Il quadro che ne emerge è il seguente: Provincia Occupanti soci e collaborazioni Totale Operatori alla Op. alla persona/ dipendenti persona altro person. Alessandria % Asti % Biella % Cuneo % Novara % Torino % Verbania % Vercelli % Regione % Entrando nel dettaglio dei vari profili del personale impiegato in attività di servizio alla persona, risulta che la figura professionale prevalente è quella dell assistente domiciliare e dei servizi tutelari (7.253), seguono gli educatori professionali o specializzati (3.030), gli infermieri e i terapisti della riabilitazione (556), gli animatori professionali (340), gli assistenti sociali (210). Per quanto riguarda le qualifiche professionali che hanno una definizione normativa a livello regionale, educatori professionali (E.P.) e assistenti domiciliari e dei servizi tutelari (ADEST), la situazione rispetto alla presenza nelle varie Province e al possesso dei titoli risulta la seguente: 7 7 Nel 2002, anno di riferimento per l indagine, era appena stata attivata la laurea triennale interfacoltà per educatore professionale, contestualmente alla soppressione dei corsi regionali di base per E.P., e venivano attivati i primi corsi per operatore socio sanitario: pertanto le qualifiche prescritte erano ancora quelle di E.P. e ADEST, ottenute in esito alla frequenza dei corsi di formazione regionali. 19

20 ASSISTENTI DOMICILIARI E DEI SERVIZI TUTELARI Totali Qualifica Gié iscritti con req. Senza req. O.T.A. Altro ai corsi di per riqual. per riqual. riqual. AL AT BI CN NO TO VCO VC PIEMONTE EDUCATORI PROFESSIONALI O SPECIALIZZATI Totali Qualifica Gié iscritti con req. Senza req. Laurea Altro ai corsi di per riqual. per riqual. con ind. riqual. E.P. AL AT BI CN NO TO VCO VC PIEMONTE Si rileva una buona presenza di operatori in possesso delle qualifiche o frequentanti i corsi di riqualificazione (1.724 E.P. e ADEST) 8. 8 La situazione risulta fotografata alla fine del 2002, pertanto, la gran parte degli operatori al momento iscritti a corsi di riqualificazione dovrebbero aver conseguito il titolo. E sembrato ugualmente interessante riportare l informazione come era stata, a suo tempo, rilevata. Come è noto fino all anno 2002, gli operatori di base nei servizi erano l OTA ( operatore 20

21 Rimane ancora consistente, al 2002, il numero di operatori in possesso dei requisiti per accedere ai corsi di riqualificazione, non ancora inseriti negli stessi (644 E.P. e 810 ADEST): è, peraltro, ipotizzabile che una quota consistente sia stata nel frattempo inscritta ai corsi. 9 Un dato problematico è invece la presenza di operatori che svolgono le funzioni di E.P. e di ADEST senza aver ancora maturato i requisiti per l accesso alle riqualificazioni (fra cui, si ricorda, l aver conseguito due anni di servizio nella funzione). Si tratta di 293 E.P. e di 635 ADEST. Nonostante già nel 1995 la L.R. 62/95 prescrivesse l obbligo del possesso delle qualifiche suddette, anche negli anni più recenti sono stati evidentemente reclutati operatori senza qualifica. Non si è in grado, peraltro, di affermare se tale situazione sia dovuta o meno a una difficoltà di reperimento di operatori qualificati in determinate aree della Regione. E comunque auspicabile che si tratti di una situazione in via di esaurimento, a fronte del costante gettito formativo di operatori qualificati. Per quel che riguarda questi operatori è probabile che un congruo numero possa aver maturato i requisiti per la riqualificazione entro i termini prescrittivi previsti dalla L.R. 8/01/2004, n. 1 Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento e che possa quindi vedere sanata la propria situazione in tempi brevi. tecnico addetto all assistenza, figura istituita nel 1991, che a seguito di un corso di 670 ore veniva inserito nei servizi sanitari) e l ADEST. Quest ultimo operatore, che aveva trovato una definizione normativa dal 1984, a seguito di un percorso formativo di 900 ore, veniva inserito nell ambito dei servizi sociali.vi era, peraltro, la necessità di individuare una figura unica ed integrata di operatore di base, spendibile sia in campo sanitario sia nei servizi sociali. Con D.M si prevedeva l istituzione di questo operatore, il cui profilo professionale è stato definito nella Conferenza Stato Regioni del febbraio Con deliberazione della Giunta regionale n del sono state definite le linee di indirizzo per la formazione di base per il conseguimento della qualifica professionale di operatore socio-sanitario O.S.S. Il nuovo percorso formativo prevede un programma di studio di complessive 1000 ore. A seguito delle definizione del profilo, la Regione Piemonte ha attivato la formazione integrativa per il raggiungimento delle 1000 ore, destinata agli OTA e agli ADEST, pertanto non si attivano più corsi sui vecchi profili. Rimane inteso che gli operatori in possesso delle qualifiche di ADEST e OTA, che non intendano conseguire il titolo di OSS, possono continuare ad operare esclusivamente nei servizi dei rispettivi comparti. 9 Negli anni 2002 e 2003 sono stati attivati, infatti, 7 corsi di riqualificazione per E.P. e 34 corsi di riqualificazione destinati agli ADEST per il conseguimento della nuova qualifica di operatore socio sanitario OSS. 21

22 Più controverso è il dato relativo alla figura dell animatore professionale, evidenziato nella tabella di seguito riportata: ANIMATORI PROFESSIONALI Con Senza TOTALI qualifica qualifica AL AT BI CN NO TO V.C.O VC PIEMONTE A fronte di 340 operatori che svolgono tale funzione, si riscontrano solo 73 operatori in possesso della qualifica. Si tratta di una figura professionale relativamente nuova, in cerca di una definitiva legittimazione, sia per quanto riguarda il percorso formativo, sia per quanto riguarda la collocazione dello stesso nell ambito della formazione professionale o a livello universitario. La Regione, infatti, ha sospeso al momento i corsi di formazione, in attesa di un chiarimento nazionale con l approvazione della legge nazionale sulle professioni sociali, che deve ancora essere emanata. Le altre figure presenti sono le seguenti: Ass.sociali psicologi medici inf.prof.li terapisti altro riabilitazione AL AT BI CN NO TO V.C.O VC Piemonte Dalla scheda emerge una consistente presenza di operatori sanitari (infermieri, terapisti della riabilitazione, medici: nel complesso

23 unità) cui vanno aggiunti 178 psicologi, impiegati in massima parte nei servizi socio sanitari in convenzione con le A.S.L. Ciò testimonia il forte impegno delle cooperative sociali nei servizi degli enti del sistema sanitario piemontese. Tale circostanza è inoltre evidenziata dal fatto che anche una quota consistente di operatori, con funzioni di E.P. e ADEST, sono impiegati in servizi convenzionati con la Sanità. Quest ultima considerazione emerge dal confronto con i dati sugli operatori del comparto socio assistenziale, ricavabili da altre fonti di rilevazione regionali. Ci si riferisce in particolare alla Relazione annuale sull attività degli enti gestori dei servizi socio assistenziali e la Scheda ISTAT - Regione sui presidi socio assistenziali 10.I dati relativi alle due rilevazioni, con opportune normalizzazioni, consentono di avere una fotografia degli operatori presenti nei servizi, esclusivamente per il settore socio assistenziale. Prendendo come riferimento l anno 2002, risultano lavorare nei servizi socio assistenziali facenti capo agli enti gestori dei servizi sociali, complessivamente ADEST e E.P. 11 Si tratta di operatori alle dirette dipendenze dell ente gestore, e di operatori impiegati nei servizi in convenzioni con cooperative sociali. Confrontando questi dati con quelli emergenti dalla rilevazione sulle cooperative sociali, in base ai quali ADEST e gli E.P. sono rispettivamente e 3.030, si può ragionevolmente dedurre che una quota consistente di essi lavori 10 Si tratta di due strumenti utilizzati con cadenza annuale dalla Direzione regionale Politiche Sociali per raccogliere informazioni di varia natura sui servizi socio assistenziali presenti nel territorio regionale, all interno dei quali è presente una sezione dedicata al personale. In particolare la relazione annuale serve ad acquisire informazioni di varia natura sulle attività svolte dagli enti gestori dei servizi sociali e sulle spese relative, mentre la scheda presidi è rivolta a tutti i presidi socio assistenziali piemontesi. 11 Si tenga presente che il dato è sottostimato a causa delle mancate risposte da parte dei presidi, pari a circa il 15%. 23

24 in servizi in convenzione. In particolare, per gli E.P., è ipotizzabile che una buona parte si impiegata nel comparto sanitario, considerato che vi é quasi coincidenza fra gli E.P. delle cooperative e dei servizi socio-assistenziali. Passando all esame degli altri profili riscontrati nelle cooperative sociali, risultano presenti 210 assistenti sociali. Un numero abbastanza consistente, se si considera che si tratta di una figura che per il suo specifico professionale lavora in buona parte alle dipendenze di enti pubblici e che non trova difficoltà di collocazione lavorativa presso gli stessi.a titolo di raffronto si cita il dato relativo alle assistenti sociali operanti presso gli enti gestori dei servizi sociali e i presidi socio assistenziali, pari rispettivamente a 854 e a 82, per un totale di 936 (dato ricavato dalle citate Relazione enti gestori e Scheda presidi ). Un ultima considerazione riguarda la voce altro prevista dal questionario, che raccoglie ben operatori impegnati nell attività di assistenza diretta alla persona non compresi nelle figure professionali summenzionate. Rientrano in questa voce: psicomotori, musicoterapisti, assistenti scolastici, puericultrici, insegnanti di scuola materna, badanti, sociologi, pedagogisti, mediatori culturali. Una molteplicità di figure professionali, molte delle quali, evidentemente, impiegate in servizi socio educativi.tuttavia la presenza in questa voce di figure afferenti al settore socio - sanitario (es. badanti, mediatori culturali, psicomotori), da un lato, arricchisce il quadro delle tipologie di figure professionali presenti nei servizi nonché sollecita i diversi livelli istituzionali coinvolti ad una seria riflessione sulle figure professionali del sociale e sulla loro legittimazione, dall altro, conferma l ampio ventaglio di servizi coperti dalle cooperative sociali, anche in aree molto specifiche e relativamente nuove. Gli organi sociali I Consigli di Amministrazione: Su 216 cooperative sociali attive nel 2002, si contano 980 amministratori che ricoprono le cariche di presidente, vicepresidente e consigliere. Se, come visto, la cooperazione sociale di tipo A è composta in prevalenza da socie e lavoratrici femmine il rapporto di genere risulta pressoché equivalente nei consigli di amministrazione, dove la prevalenza femminile è di poco superiore, infatti, dei 985 consiglieri: 485 sono gli uomini (49,5%) e 495 le donne (50,5%). 24

Terzo settore. risorsa economica e sociale del VCO

Terzo settore. risorsa economica e sociale del VCO risorsa economica e sociale del VCO TERZO SETTORE: risorsa economica e sociale per il territorio Il censimento 2011, a 10 anni di distanza dal precedente, ci restituisce informazioni che mettono in luce

Dettagli

Inserimento professionale dei diplomati universitari

Inserimento professionale dei diplomati universitari 22 luglio 2003 Inserimento professionale dei diplomati universitari Indagine 2002 Nel corso degli ultimi anni l Istat ha rivisitato e notevolmente ampliato il patrimonio informativo sull istruzione e la

Dettagli

Le politiche integrate per l accesso ai servizi socio-assistenziali e sanitari. Raffaella Vitale Direttore Politiche Sociali Regione Piemonte

Le politiche integrate per l accesso ai servizi socio-assistenziali e sanitari. Raffaella Vitale Direttore Politiche Sociali Regione Piemonte Le politiche integrate per l accesso ai servizi socio-assistenziali e sanitari Raffaella Vitale Direttore Politiche Sociali Regione Piemonte 1 Integrazione socio-sanitaria Per integrazione socio-sanitaria

Dettagli

DELIBERAZIONE N. DEL. Dipartimento: DIPARTIMENTO PROGRAMMAZ. ECONOMICA E SOCIALE Direzione Regionale: FORMAZIONE E LAVORO Area:

DELIBERAZIONE N. DEL. Dipartimento: DIPARTIMENTO PROGRAMMAZ. ECONOMICA E SOCIALE Direzione Regionale: FORMAZIONE E LAVORO Area: REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. DEL 381 02/09/2011 GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N. 12312 DEL 09/06/2011 STRUTTURA PROPONENTE Dipartimento: DIPARTIMENTO PROGRAMMAZ. ECONOMICA E SOCIALE Direzione Regionale:

Dettagli

LA COOPERAZIONE SOCIALE PIEMONTE. Le Cooperative di tipo B

LA COOPERAZIONE SOCIALE PIEMONTE. Le Cooperative di tipo B r e g i o n e p i e m o LA COOPERAZIONE SOCIALE IN PIEMONTE Le Cooperative di tipo B n t e LA COOPERAZIONE SOCIALE IN PIEMONTE Le Cooperative di tipo B ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI Direzione Politiche

Dettagli

Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli o associati Anno 2010

Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli o associati Anno 2010 Ministero Lavoro e le Politiche sociali Conferenza le Regioni e le Province Autonome Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli o associati Anno 2010 SEGRETO STATISTICO, OBBLIGO DI

Dettagli

A relazione degli Assessori Cavallera, Porchietto:

A relazione degli Assessori Cavallera, Porchietto: REGIONE PIEMONTE BU27S1 05/07/2013 Deliberazione della Giunta Regionale 17 giugno 2013, n. 10-5950 Nuove disposizioni in merito alla promozione di corsi formativi integrativi per gli operatori occupati

Dettagli

Nome dell Associazione, Nome e Cognome del Responsabile dell Associazione, Telefono ; Fax. e-mail (o indirizzo di posta elettronica certificata)

Nome dell Associazione, Nome e Cognome del Responsabile dell Associazione, Telefono ; Fax. e-mail (o indirizzo di posta elettronica certificata) Spett.le Comune di Trezzo sull Adda Servizio cultura, sport, politiche giovanili Via Roma 5 20056 Trezzo sull Adda OGGETTO: CENSIMENTO DELLE ASSOCIAZIONI LOCALI Nome dell Associazione, Nome e Cognome del

Dettagli

OPERATORE SOCIO ASSISTENZIALE Misure compensative

OPERATORE SOCIO ASSISTENZIALE Misure compensative Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 3 del 17 gennaio 2005 Allegato A REGIONE CAMPANIA OPERATORE SOCIO ASSISTENZIALE Misure compensative Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 3 del 17

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL ALBO COMUNALE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO;

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL ALBO COMUNALE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO; REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL ALBO COMUNALE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO; Approvato con deliberazione di G.M. n. 57 del 24/03/2003 REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL

Dettagli

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Il quadro Istituzionale organizzativo in Regione Veneto Dirigente Regionale Servizi Sociali dott. Mario Modolo

Dettagli

ALLEGATO N.2 SCHEDA DI RILEVAZIONE DELLA POPOLAZIONE E DELLE POLITICHE SOCIALI

ALLEGATO N.2 SCHEDA DI RILEVAZIONE DELLA POPOLAZIONE E DELLE POLITICHE SOCIALI ALLEGATO N.2 SCHEDA DI RILEVAZIONE DELLA POPOLAZIONE E DELLE POLITICHE SOCIALI 1 SEZ.A. DESCRIZIONE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE A1. Suddivisione della popolazione per sesso e classi di età e stranieri

Dettagli

INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010)

INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010) REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE 7 DICEMBRE 2010 N. 19 INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010) Il Consiglio regionale

Dettagli

Registro delle associazioni e degli enti che operano a favore degli immigrati - Prima sezione Attività 2014

Registro delle associazioni e degli enti che operano a favore degli immigrati - Prima sezione Attività 2014 Direzione Generale dell Immigrazione e delle Politiche di Integrazione Divisione II Registro delle associazioni e degli enti che operano a favore degli immigrati - Prima sezione Attività 2014 A cura della

Dettagli

***************************************

*************************************** CONVENZIONE TRA IL COMUNE DI CREMONA E L ISTITUTO FIGLIE DEL SACRO CUORE DI GESU DI CREMONA PER LA GESTIONE DELL ASILO NIDO SACRO CUORE DI VIA G. DA CREMONA N. 19 IN CREMONA PER L ANNO SCOLASTICO 2014/2015.

Dettagli

modelli organizzativi dell Istituto e la gestione del personale INPDAP, politiche di bilancio e patrimoniali,

modelli organizzativi dell Istituto e la gestione del personale INPDAP, politiche di bilancio e patrimoniali, INPDAP Tavolo tecnico regionale di coinvolgimento degli stakeholder (portatori di interesse qualificati), Torino 22 dicembre 2011 Concorso del Difensore civico quale Autorità istituzionale terza e indipendente.

Dettagli

LA COOPERATIVA SOCIALE DI TIPO A

LA COOPERATIVA SOCIALE DI TIPO A LA COOPERATIVA SOCIALE DI TIPO A Cooperazione Sociale di tipo A Impresa tra: Welfare Non Profit Occupazione di genere "La Cooperazione Sociale di Tipo A" Elisabetta Caschili- LEGACOOP 2 Primo Censimento

Dettagli

L ASSISTENZA PSICOLOGICA NELLE RESIDENZE PER ANZIANI. Raffaella Bonforte - Angelita Volpe

L ASSISTENZA PSICOLOGICA NELLE RESIDENZE PER ANZIANI. Raffaella Bonforte - Angelita Volpe L ASSISTENZA PSICOLOGICA NELLE RESIDENZE PER ANZIANI Raffaella Bonforte - Angelita Volpe "La R.S.A. è una struttura extra-ospedaliera per anziani disabili, prevalentemente non autosufficienti, non assistibili

Dettagli

d iniziativa dei senatori BORNACIN, GUSTAVINO, PINOTTI, RIZZI, SACCOMANNO e COSTA

d iniziativa dei senatori BORNACIN, GUSTAVINO, PINOTTI, RIZZI, SACCOMANNO e COSTA Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 2437 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori BORNACIN, GUSTAVINO, PINOTTI, RIZZI, SACCOMANNO e COSTA COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 10 NOVEMBRE 2010 Disposizioni

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA

LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA Disciplina del sistema regionale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Abrogazione delle leggi regionali 15 dicembre 1994, n. 77,

Dettagli

Assessorato al Lavoro e alle Attività di Orientamento per il mercato del lavoro

Assessorato al Lavoro e alle Attività di Orientamento per il mercato del lavoro Assessorato al Lavoro e alle Attività di Orientamento per il mercato del lavoro Obiettivo della esposizione Fornire (attingendo alle diverse fonti) le principali informazioni sulle dinamiche occupazionali

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome COLELLA ANNA MARIA Telefono Ufficio 011 Fax Ufficio 011 E-mail istituzionale 011 4322366 011-4325935 Agenziaadozioni-internazionali@regionepiemonteitinternazionali@regionepiemonteit

Dettagli

Aggiornamento luglio 2009

Aggiornamento luglio 2009 - Ufficio Studi - Aggiornamento luglio 2009 Confartigianato Imprese Piemonte Via Andrea Doria, 15-10123 Torino - Tel. 011/8127500 011/8127416 Fax 011/8125775 www.confartigianato.piemonte.it e-mail: info@confartigianato.piemonte.it

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 30 DEL 09-09-1998 REGIONE LIGURIA

LEGGE REGIONALE N. 30 DEL 09-09-1998 REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE N. 30 DEL 09-09-1998 REGIONE LIGURIA RIORDINO E PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI DELLA REGIONE E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 8 AGOSTO 1994 N. 42 IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE LAFFRANCO, BIANCONI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE LAFFRANCO, BIANCONI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 572 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI LAFFRANCO, BIANCONI Disciplina della professione di educatore di asilo nido e istituzione

Dettagli

EDUCATORE PROFESSIONALE STATISTICHE. Quale andamento ha il mercato del lavoro? Quali sono le previsioni di occupazione?

EDUCATORE PROFESSIONALE STATISTICHE. Quale andamento ha il mercato del lavoro? Quali sono le previsioni di occupazione? EDUCATORE PROFESSIONALE STATISTICHE Quale andamento ha il mercato del lavoro? Quali sono le previsioni di occupazione? Laureati I corsi di laurea che preparano gli EDUCATORI PROFESSIONALI sono: - Educazione

Dettagli

Città di Enna AREA 5 G.R.I.T.

Città di Enna AREA 5 G.R.I.T. Città di Enna AREA 5 G.R.I.T. SEZIONE 1. DATI ANAGRAFICI DELL ORGANIZZAZIONE Denominazione dell Organizzazione Acronimo (Sigla) Indirizzo della sede Presso¹ CAP Telefono Comune Fax E-mail PEC Sito web

Dettagli

REGIONE PUGLIA Assessorato Sanità e Servizi Sociali Settore Servizi Sociali

REGIONE PUGLIA Assessorato Sanità e Servizi Sociali Settore Servizi Sociali REGIONE PUGLIA Assessorato Sanità e Servizi Sociali Settore Servizi Sociali PIANO REGIONALE DELLE POLITICHE SOCIALI Interventi e Servizi Sociali in Puglia (approvato con Del. G.R. n. 1104/2004 in attuazione

Dettagli

LA GIUNTA REGIONALE. SU PROPOSTA dell Assessore alle Politiche Sociali e Famiglia;

LA GIUNTA REGIONALE. SU PROPOSTA dell Assessore alle Politiche Sociali e Famiglia; Oggetto: Piano di utilizzazione annuale 2011 degli stanziamenti per il sistema integrato regionale di interventi e servizi sociali. Approvazione documento concernente Linee guida ai Comuni per l utilizzazione

Dettagli

JOB RECRUITMENT. www.puntoservice.org

JOB RECRUITMENT. www.puntoservice.org JOB RECRUITMENT www.puntoservice.org CHI SIAMO CERCHIAMO Punto Service è operatore leader in Italia nel settore dei servizi alla persona, dedicati in particolare alla terza età ed all infanzia, con un

Dettagli

REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO SANITARIA N. 6 VICENZA PROVVEDIMENTO DEL DIRIGENTE RESPONSABILE

REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO SANITARIA N. 6 VICENZA PROVVEDIMENTO DEL DIRIGENTE RESPONSABILE REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO SANITARIA N. 6 VICENZA PROVVEDIMENTO DEL DIRIGENTE RESPONSABILE Servizio Risorse Umane e Relazioni Sindacali delegato dal Direttore Generale dell Azienda con

Dettagli

COMUNE DI SAN GIOVANNI LUPATOTO Provincia di Verona

COMUNE DI SAN GIOVANNI LUPATOTO Provincia di Verona COMUNE DI SAN GIOVANNI LUPATOTO Provincia di Verona REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE DELL ALBO DELLE LIBERE ASSOCIAZIONI E DEGLI ORGANISMI DI PARTECIPAZIONE. INDICE Art. 1 Finalità Art. 2 Istituzione dell

Dettagli

LA SANITÀ DIVENTA SISTEMA AZIENDALE

LA SANITÀ DIVENTA SISTEMA AZIENDALE LEZIONE: ELEMENTI DI LEGISLAZIONE SANITARIA (SECONDA PARTE) PROF. MASSIMO BUJA Indice 1 INTRODUZIONE --------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI

I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI Dall anno 2003 l Unione Province Piemontesi raccoglie, con la collaborazione

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 28 del 16 Settembre 1996 REGIONE LOMBARDIA Promozione, riconoscimento e sviluppo dell' associazionismo

LEGGE REGIONALE N. 28 del 16 Settembre 1996 REGIONE LOMBARDIA Promozione, riconoscimento e sviluppo dell' associazionismo LEGGE REGIONALE N. 28 del 16 Settembre 1996 REGIONE LOMBARDIA Promozione, riconoscimento e sviluppo dell' associazionismo Pubblicata sul BOLLETTINO UFFICIALE della REGIONE LOMBARDIA n 38 del 21 settembre

Dettagli

D.G.R.n.94-4335 del 13.11.2006

D.G.R.n.94-4335 del 13.11.2006 D.G.R.n.94-4335 del 13.11.2006 Approvazione criteri per l assegnazione contributi ai Soggetti gestori delle funzioni socioassistenziali per le attività delle Equipe Adozioni e per la promozione dell affidamento

Dettagli

Catalogo Welfare. Attività formative e servizi

Catalogo Welfare. Attività formative e servizi Catalogo Welfare Attività formative e servizi Irecoop Emilia Romagna, in qualità di ente di formazione di emanazione di Confcooperative Emilia Romagna, dal 1979 sviluppa progetti di formazione a servizio

Dettagli

Osservatorio sull Imprenditoria femminile in provincia di Cuneo 4 edizione. Lunedì 24 novembre 2008 ore 15.00

Osservatorio sull Imprenditoria femminile in provincia di Cuneo 4 edizione. Lunedì 24 novembre 2008 ore 15.00 Osservatorio sull Imprenditoria femminile in provincia di Cuneo 4 edizione Lunedì 24 novembre 2008 ore 15.00 1 L IMPRESA E E FEMMINILE (cfr. L. 215/92) SE: Ditta individuale con titolare donna Società

Dettagli

La laurea giusta per trovare

La laurea giusta per trovare La laurea giusta per trovare un lavoro stabile e soddisfacente Diplomati e laureati: quanti trovano lavoro Con un titolo di studio elevato si riesce a trovare lavoro più facilmente. Lo confermano i risultati

Dettagli

CONTRATTAZIONE DECENTRATA REGIONALE Formazione personale docente, educativo, ata

CONTRATTAZIONE DECENTRATA REGIONALE Formazione personale docente, educativo, ata CONTRATTAZIONE DECENTRATA REGIONALE Formazione personale docente, educativo, ata VISTO il Decreto Legislativo 30.03.2001 n. 165 Norme generali sull ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni

Dettagli

Giunta Regionale della Campania

Giunta Regionale della Campania Bollettino Ufficiale della Regione Campania n 19 del 08 aprile 2002 REGIONE CAMPANIA - Giunta Regionale - Seduta del 15 marzo 2002 - Deliberazione n. 1079 - Area Generale di Coordinamento Att. Soc. - Ass.

Dettagli

Ovvero: Azione Volontaria, Terzo Sistema, Economia Civile, Terza Dimensione, Privato Sociale, Settore Non Profit

Ovvero: Azione Volontaria, Terzo Sistema, Economia Civile, Terza Dimensione, Privato Sociale, Settore Non Profit TERZO SETTORE Ovvero: Azione Volontaria, Terzo Sistema, Economia Civile, Terza Dimensione, Privato Sociale, Settore Non Profit E l insieme di soggetti organizzativi di natura privata volti alla produzione

Dettagli

SCHEMA TECNICO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI INNOVATIVI. art. 4, comma 2, lettere b) e g) ANNO 2008

SCHEMA TECNICO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI INNOVATIVI. art. 4, comma 2, lettere b) e g) ANNO 2008 Allegato 3 SCHEMA TECNICO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI INNOVATIVI ai sensi della l.r. n. 23/99 Politiche regionali per la famiglia art. 4, comma 2, lettere b) e g) ANNO 2008 Progetto presentato all

Dettagli

Il voucher per la conciliazione lavoro-famiglia. Franca De Battista

Il voucher per la conciliazione lavoro-famiglia. Franca De Battista Il voucher per la conciliazione lavoro-famiglia Franca De Battista Definizione di voucher Strumento di conciliazione vita lavoro Supporto nei percorsi di politiche attive del lavoro Bonus spendibile per

Dettagli

Nome Cognome. Data nascita Comune Nascita. prov. Codice Fiscale sesso M. Nazionalità Cittadinanza. Residente in Via CAP Città

Nome Cognome. Data nascita Comune Nascita. prov. Codice Fiscale sesso M. Nazionalità Cittadinanza. Residente in Via CAP Città RISERVATO ENTE Domanda pervenuta il / / n. RICHIESTA DI AMMISSIONE A CORSO DI RIQUALIFICA PER OPERATORE SOCIO SANITARIO (O.S.S.) 300 ore (2011-1318.5-6/RE) CON INTERA QUOTA DI PARTECIPAZIONE A CARICO DEL

Dettagli

- 172 ore, Percorso 1, Sezione Agente immobiliare - Agente munito di mandato a titolo oneroso

- 172 ore, Percorso 1, Sezione Agente immobiliare - Agente munito di mandato a titolo oneroso REGIONE PIEMONTE BU32 09/08/2012 Deliberazione della Giunta Regionale 30 luglio 2012, n. 31-4234 Nuove modalita' di svolgimento del corso di formazione professionale rivolto all'agente di affari in mediazione.

Dettagli

La laurea giusta per trovare

La laurea giusta per trovare La laurea giusta per trovare un lavoro stabile e soddisfacente? Diplomati e laureati: quanti trovano lavoro? Con un titolo di studio elevato si riesce a trovare lavoro più facilmente. Lo confermano i risultati

Dettagli

Nel caso in cui la denominazione dell'ente non sia presente nell'elenco, inserire la Denominazione nella casella sottostante.

Nel caso in cui la denominazione dell'ente non sia presente nell'elenco, inserire la Denominazione nella casella sottostante. Dati identificativi MICRO 1. Ente Comune: Denominazione Soliera Ente Associato: Denominazione Nel caso in cui la denominazione dell'ente non sia presente nell'elenco, inserire la Denominazione nella casella

Dettagli

4I LAUREATI E IL LAVORO

4I LAUREATI E IL LAVORO 4I LAUREATI E IL LAVORO 4 I LAUREATI E IL LAVORO Meno disoccupati tra i laureati oltre i 35 anni La formazione universitaria resta un buon investimento e riduce il rischio di disoccupazione: la percentuale

Dettagli

Le organizzazioni nella rete dei servizi sociali

Le organizzazioni nella rete dei servizi sociali Università degli Studi di Milano Bicocca Facoltà di Sociologia Corso di laurea in Servizio Sociale Anno Accademico 2008/09 Corso Organizzare un servizio Le organizzazioni nella rete dei servizi sociali

Dettagli

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA Il settore dell assistenza e dell aiuto domiciliare in Italia L assistenza domiciliare. Che cos è In Italia l assistenza domiciliare (A.D.)

Dettagli

DELIBERAZIONE N X / 3612 Seduta del 21/05/2015

DELIBERAZIONE N X / 3612 Seduta del 21/05/2015 DELIBERAZIONE N X / 3612 Seduta del 21/05/2015 Presidente ROBERTO MARONI Assessori regionali MARIO MANTOVANI Vice Presidente VALENTINA APREA VIVIANA BECCALOSSI SIMONA BORDONALI MARIA CRISTINA CANTU' CRISTINA

Dettagli

PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO

PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO La legge regionale n. 20 del 6 novembre 2002, ed il relativo regolamento attuativo (n. 1 dell 8 marzo 2004) come più volte integrato e modificato,

Dettagli

Rapporto Irisnetwork seconda edizione Questionario potenziali imprese sociali

Rapporto Irisnetwork seconda edizione Questionario potenziali imprese sociali Rapporto Irisnetwork seconda edizione Questionario potenziali imprese sociali nome e cognome intervistato: indirizzo email di contatto: sito internet dell impresa: I sezione: Costituzione dell impresa

Dettagli

Scheda Progetto L.R. 46/95 Annualità 2008

Scheda Progetto L.R. 46/95 Annualità 2008 ALLEGATO Scheda Progetto L.R. 6/9 Annualità 008 Comune Capofila di Porto Sant Elpidio Ambito Territoriale Sociale N Ambito Sociale n 0 Popolazione 8.8 Il Progetto è stato presentato in ٱSingola Forma ٱAssociata

Dettagli

In data 24 settembre 1976 ha conseguito il Diploma di Educatore Specializzato, presso la Scuola per Educatori Specializzati di Torino

In data 24 settembre 1976 ha conseguito il Diploma di Educatore Specializzato, presso la Scuola per Educatori Specializzati di Torino Dott. Luisa Ferrara Residente a Oleggio (No) Nata a Brescia il 22 giugno 1953 ISTRUZIONE E FORMAZIONE In data 24 settembre 1976 ha conseguito il Diploma di Educatore Specializzato, presso la Scuola per

Dettagli

RISOLUZIONE N. 10/E. OGGETTO: Interpello Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Attività consultoriale a pagamento - Qualificazione ONLUS.

RISOLUZIONE N. 10/E. OGGETTO: Interpello Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Attività consultoriale a pagamento - Qualificazione ONLUS. RISOLUZIONE N. 10/E Direzione Centrale Normativa Roma, 23 gennaio 2015 OGGETTO: Interpello Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Attività consultoriale a pagamento - Qualificazione ONLUS. Con l interpello

Dettagli

CONSIDERATO CONSIDERATO VISTA VISTA VISTA PRESO ATTO VISTA VISTO

CONSIDERATO CONSIDERATO VISTA VISTA VISTA PRESO ATTO VISTA VISTO INTESA BIENNALE PER GLI ANNI SCOLASTICI 2015/2016 E 2016/2017 TRA L UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER L EMILIA-ROMAGNA E LA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PER LA PROGRAMMAZIONE E LA GESTIONE COMPLESSIVA DELLE SEZIONI

Dettagli

COMUNE DI CARUGATE Provincia di Milano REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL REGISTRO DELLE ASSOCIAZIONI

COMUNE DI CARUGATE Provincia di Milano REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL REGISTRO DELLE ASSOCIAZIONI COMUNE DI CARUGATE Provincia di Milano REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL REGISTRO DELLE ASSOCIAZIONI Approvato con deliberazione di C.C. n. 12 del 19/04/2001 ART. 1 FINALITA 1. Il Comune di Carugate riconosce

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa della deputata VEZZALI. Istituzione della figura professionale

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa della deputata VEZZALI. Istituzione della figura professionale Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI DOCUMENTI CAMERA DEI DEPUTATI N. 3319 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa della deputata VEZZALI Istituzione della figura

Dettagli

MERCATO DEL LAVORO: ATTORI E FUNZIONI NOZIONE FINALITÀ AUTORIZZAZIONE: REGIME ORDINARIO AUTORIZZAZIONE: REGIME PARTICOLARE ACCREDITAMENTO

MERCATO DEL LAVORO: ATTORI E FUNZIONI NOZIONE FINALITÀ AUTORIZZAZIONE: REGIME ORDINARIO AUTORIZZAZIONE: REGIME PARTICOLARE ACCREDITAMENTO MERCATO DEL LAVORO: ATTORI E FUNZIONI NOZIONE FINALITÀ AUTORIZZAZIONE: REGIME ORDINARIO AUTORIZZAZIONE: REGIME PARTICOLARE ACCREDITAMENTO REQUISITI GIURIDICI GENERALI REQUISITI GIURIDICI E FINANZIARI PARTICOLARI

Dettagli

RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI

RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI Il tema della disabilità mette a prova tutti i passaggi dei cicli di vita delle persone. Attraverso le vicende biografiche di chi attraversa questa particolare condizione è possibile

Dettagli

Finanziamenti a sostegno delle persone con disabilita' e delle loro famiglie. Approvazione criteri di ripartizione e di assegnazione. Anno 2011.

Finanziamenti a sostegno delle persone con disabilita' e delle loro famiglie. Approvazione criteri di ripartizione e di assegnazione. Anno 2011. REGIONE PIEMONTE BU41 13/10/2011 Deliberazione della Giunta Regionale 3 ottobre 2011, n. 1-2646 Finanziamenti a sostegno delle persone con disabilita' e delle loro famiglie. Approvazione criteri di ripartizione

Dettagli

Prime note circa le modifiche alla DGR 846/07

Prime note circa le modifiche alla DGR 846/07 O.S.E.A. Opere di Servizi Educativi Assistenziali AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA Reggio Emilia Prime note circa le modifiche alla DGR 846/07 TESTO ATTUALE 1.3.2 Personale a) Personale educativo

Dettagli

Disposizioni in materia di tirocini ai sensi dell art. 41 della legge regionale n. 3 del 2009

Disposizioni in materia di tirocini ai sensi dell art. 41 della legge regionale n. 3 del 2009 giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATO A Dgr n. 337 del 6.03.2012 pag. 1/9 Disposizioni in materia di tirocini ai sensi dell art. 41 della legge regionale n. 3 del 2009 - Art. 1 Definizioni...2 - Art.

Dettagli

Comune di Castiglione del Lago (Provincia di Perugia) REGOLAMENTO PER L ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI ED ISTITUZIONE DELLE CONSULTE.

Comune di Castiglione del Lago (Provincia di Perugia) REGOLAMENTO PER L ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI ED ISTITUZIONE DELLE CONSULTE. Comune di Castiglione del Lago (Provincia di Perugia) REGOLAMENTO PER L ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI ED ISTITUZIONE DELLE CONSULTE. INDICE TITOLO I ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI art. 1 Finalità

Dettagli

LINEE GUIDA PER I PIANI DI ZONA

LINEE GUIDA PER I PIANI DI ZONA Milano Milano LINEE GUIDA PER I PIANI DI ZONA La legge 328/00 attribuisce agli enti locali, alle regioni ed allo Stato il compito di realizzare la programmazione degli interventi e delle risorse del sistema

Dettagli

Il contributo del FSE per lo sviluppo dei Servizi per la prima infanzia nella Regione Friuli Venezia Giulia: la formazione degli operatori

Il contributo del FSE per lo sviluppo dei Servizi per la prima infanzia nella Regione Friuli Venezia Giulia: la formazione degli operatori Investire nei bambini in Italia: strumenti dell'ue e opportunità di finanziamento Il contributo del FSE per lo sviluppo dei Servizi per la prima infanzia nella Regione Friuli Venezia Giulia: la formazione

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome DELEDDA PIERA Indirizzo VIALE DEGLI OLEANDRI, 08100, Nuoro Telefono 0784/204021 349/6079100 Fax 0784/230596

Dettagli

Note Brevi LE COOPERATIVE NELL AMBITO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA ITALIANA NEL PERIODO 2007-2008. a cura di Francesco Linguiti

Note Brevi LE COOPERATIVE NELL AMBITO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA ITALIANA NEL PERIODO 2007-2008. a cura di Francesco Linguiti Note Brevi LE COOPERATIVE NELL AMBITO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA ITALIANA NEL PERIODO 2007-2008 a cura di Francesco Linguiti Luglio 2011 Premessa* In questa nota vengono analizzati i dati sulla struttura

Dettagli

Newsletter n. 5. L agricoltura sociale e l esperienza degli agrinidi

Newsletter n. 5. L agricoltura sociale e l esperienza degli agrinidi Newsletter n. 5 L agricoltura sociale e l esperienza degli agrinidi Presentazione Nell ambito del nostro progetto sull agricoltura multifunzionale, realizzato nel quadro del Piano di sviluppo rurale (Psr),

Dettagli

IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328, DELLA LEGGE REGIONALE 12 MARZO 2003, N. 2

IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328, DELLA LEGGE REGIONALE 12 MARZO 2003, N. 2 INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007, PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2007 DEL DISTRETTO DI CESENA VALLE SAVIO E DEI PROGRAMMI PROVINCIALI IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE

Dettagli

Articolazione e aspetti generali del mercato del lavoro del nonprofit

Articolazione e aspetti generali del mercato del lavoro del nonprofit Convegno Osservatorio sulle Risorse Umane nel Nonprofit Quale futuro per le persone nel nonprofit Milano Lunedì 23 maggio 2005 Articolazione e aspetti generali del mercato del lavoro del nonprofit Carlo

Dettagli

Comunicato stampa. L identikit e le scelte dei diplomati calabresi

Comunicato stampa. L identikit e le scelte dei diplomati calabresi Comunicato stampa L identikit e le scelte dei diplomati calabresi I diplomati calabresi si raccontano prima e dopo il diploma. Quest anno la Regione Calabria ha esteso il progetto AlmaDiploma - l associazione

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE LAFFRANCO, FUCCI, BERNARDO, BIANCONI, CIRACÌ, COR- SARO, FABRIZIO DI STEFANO, MAROTTA, SALTAMARTINI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE LAFFRANCO, FUCCI, BERNARDO, BIANCONI, CIRACÌ, COR- SARO, FABRIZIO DI STEFANO, MAROTTA, SALTAMARTINI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2614 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI LAFFRANCO, FUCCI, BERNARDO, BIANCONI, CIRACÌ, COR- SARO, FABRIZIO DI STEFANO, MAROTTA, SALTAMARTINI

Dettagli

si conviene e si stipula quanto segue

si conviene e si stipula quanto segue Allegato A) Convenzione tra la Regione Piemonte e l Università degli Studi di Torino, stipulata ai senti dell art. 15 della L. 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo

Dettagli

TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007

TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007 REGIONE LIGURIA TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007 INTERVENTI DI PREVENZIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE E MISURE

Dettagli

Avviso pubblico n. 2/2015 - Finanziamento di strutture e interventi sociali e sociosanitari per soggetti beneficiari privati OBIETTIVI Favorire,

Avviso pubblico n. 2/2015 - Finanziamento di strutture e interventi sociali e sociosanitari per soggetti beneficiari privati OBIETTIVI Favorire, Avviso pubblico n. 2/2015 - Finanziamento di strutture e interventi sociali e sociosanitari per soggetti beneficiari privati OBIETTIVI Favorire, attraverso il supporto agli investimenti di organizzazioni

Dettagli

I progetti sulla sicurezza integrata nella Regione Piemonte. Gruppo di lavoro regionale sulla sicurezza integrata

I progetti sulla sicurezza integrata nella Regione Piemonte. Gruppo di lavoro regionale sulla sicurezza integrata I progetti sulla sicurezza integrata nella Regione Piemonte Analisi dei bandi provinciali 2011 2012 Incontro con i referenti provinciali Gruppo di lavoro regionale sulla sicurezza integrata 1 Unosguardod

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato CARUSO. Delega al Governo per l istituzione dell Albo dei mediatori interculturali

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato CARUSO. Delega al Governo per l istituzione dell Albo dei mediatori interculturali Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 652 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato CARUSO Delega al Governo per l istituzione dell Albo dei mediatori interculturali Presentata

Dettagli

5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE

5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE 5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE 5.1 DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ 82 Sono più spesso le donne ad intraprendere gli studi universitari A partire

Dettagli

A relazione dell'assessore Cavallera: Premesso che:

A relazione dell'assessore Cavallera: Premesso che: REGIONE PIEMONTE BU44 31/10/2013 Deliberazione della Giunta Regionale 7 ottobre 2013, n. 10-6456 Art.6 comma 8 L.184/83: approvazione criteri in materia di interventi a sostegno delle adozioni di minori

Dettagli

,O7HPSRGHOOH'RQQH $1$/,6,(17,($=,(1'(',6(59,=, /HRUJDQL]]D]LRQLLQWHUYLVWDWH

,O7HPSRGHOOH'RQQH $1$/,6,(17,($=,(1'(',6(59,=, /HRUJDQL]]D]LRQLLQWHUYLVWDWH ,O7HPSRGHOOH'RQQH Progetto ID 158160 Azioni di sistema E1 FSE Obiettivo 3 http://www.iltempodelledonne.it $1$/,6,(17,($=,(1'(',6(59,=, /HRUJDQL]]D]LRQLLQWHUYLVWDWH Per lo studio dei servizi sul territorio,

Dettagli

Le strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie nella provincia di Piacenza

Le strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie nella provincia di Piacenza Provincia di Piacenza Osservatorio del sistema sociosanitario Le socio-assistenziali e socio-sanitarie nella provincia di Piacenza I dati riassuntivi di seguito esposti sono elaborati dal Settore Sistema

Dettagli

INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007 PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 DEL DISTRETTO N. 1

INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007 PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 DEL DISTRETTO N. 1 INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007 PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 DEL DISTRETTO N. 1 IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328 E DELLA LEGGE REGIONALE

Dettagli

Banca Dati Rete Consortile. Questionario raccolta dati cooperative di tipo A

Banca Dati Rete Consortile. Questionario raccolta dati cooperative di tipo A Pagina 1 di 14 Questionario raccolta dati cooperative di tipo A Il presente questionario intende promuovere un indagine finalizzata a rilevare le informazioni necessarie per la redazione del bilancio sociale

Dettagli

La vita quotidiana di separati e divorziati in Italia

La vita quotidiana di separati e divorziati in Italia 10 maggio 2004 La vita quotidiana di separati e in Italia Media 2001-2002 Ogni anno le indagini Multiscopo condotte dall Istat rilevano i comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana

Dettagli

Dati Regionali 2010 check list

Dati Regionali 2010 check list Dati Regionali 2010 check list Dr. Sergio Miaglia CHECK LIST REGIONALE di SORVEGLIANZA NUTRIZIONALE 1 CHECK LIST REGIONALE informazioni anagrafiche/strutturali/organizzative Comune di Denominazione struttura

Dettagli

FIGURA PROFESSIONALE DI OPERATORE SOCIO-SANITARIO

FIGURA PROFESSIONALE DI OPERATORE SOCIO-SANITARIO Allegato A alla D.G.R. 28.09.2012, nr. 621 FIGURA PROFESSIONALE DI OPERATORE SOCIO-SANITARIO ARTICOLO 1 NOZIONE 1. Il profilo professionale dell operatore socio-sanitario è stato regolamentato a livello

Dettagli

A.S.P. BASSA EST SAN MAURO ABATE Consiglio di Amministrazione IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. Deliberazione n 26 del 25 ottobre 2011

A.S.P. BASSA EST SAN MAURO ABATE Consiglio di Amministrazione IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. Deliberazione n 26 del 25 ottobre 2011 Deliberazione n 26 del 25 ottobre 2011 A.S.P. BASSA EST SAN MAURO ABATE Consiglio di Amministrazione OGGETTO: RIDETERMINAZIONE DOTAZIONE ORGANICA E PROGRAMMAZIONE TRIENNALE DEL FABBISOGNO DI PERSONALE

Dettagli

Da ultimo si sottolinea che la relazione al conto annuale recepisce la disciplina di cui alla Legge n. 1/09.

Da ultimo si sottolinea che la relazione al conto annuale recepisce la disciplina di cui alla Legge n. 1/09. Al Ministero dell Economia e Finanze DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO ISPETTORATO GENERALE PER GLI ORDINAMENTI DEL PERSONALE E L ANALISI DEI COSTI DEL LAVORO PUBBLICO - UFFICI III, IV,

Dettagli

CARATTERISTICHE ED EVOLUZIONE DEI TIROCINI ATTIVATI IN PROVINCIA DI PIACENZA

CARATTERISTICHE ED EVOLUZIONE DEI TIROCINI ATTIVATI IN PROVINCIA DI PIACENZA CARATTERISTICHE ED EVOLUZIONE DEI TIROCINI ATTIVATI IN PROVINCIA DI PIACENZA In questa analisi vengono presi in esame i dati relativi alle comunicazioni obbligatorie pervenute al Sistema Informativo Lavoro

Dettagli

La valutazione come occasione di confronto per la programmazione del Piano di Zona. Giovanni Bertin

La valutazione come occasione di confronto per la programmazione del Piano di Zona. Giovanni Bertin La valutazione come occasione di confronto per la programmazione del Piano di Zona Giovanni Bertin Il livello di conoscenza del sistema di offerta http://pdz.venetosociale.it La rilevazione Piani

Dettagli

20 anni al servizio delle persone

20 anni al servizio delle persone 20 anni al servizio delle persone CHI SIAMO Nata a Bologna nel 1994, Àncora è una Cooperativa sociale di servizi alla persona che si occupa della gestione di servizi socio assistenziali, sanitari ed educativi

Dettagli

LE PROPOSTE DEL FORUM A.S. ALLA XIII COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA

LE PROPOSTE DEL FORUM A.S. ALLA XIII COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA LE PROPOSTE DEL FORUM A.S. ALLA XIII COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA Consegnate alla Commissione agricoltura della Camera dei deputati il 26 aprile 2012 1. Il Forum per una legge nazionale Il Forum

Dettagli

MIUR.AOODRER.REGISTRO UFFICIALE(I).0013937.12-11-2014

MIUR.AOODRER.REGISTRO UFFICIALE(I).0013937.12-11-2014 MIUR.AOODRER.REGISTRO UFFICIALE(I).0013937.12-11-2014 INTESA BIENNALE aa.ss. 2013/2014 2014/2015 TRA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE E REGIONE EMILIA-ROMAGNA PER LA PROGRAMMAZIONE E LA GESTIONE COMPLESSIVA

Dettagli

I PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI E SOCIO-SANITARI

I PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI E SOCIO-SANITARI 14 dicembre 2012 Al 31 dicembre 2010 I PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI E SOCIO-SANITARI In Italia i presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari attivi il 31 dicembre 2010 sono 12.808

Dettagli

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO ALLEGATO 6 TITOLO DEL PROGETTO: Insieme per fare, insieme per ESSERE SETTORE e Area di Intervento: Settore: Assistenza Ambito: A06 - Disabili OBIETTIVI DEL PROGETTO ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO Il

Dettagli

PROVINCIA DI LECCO Allegato alla deliberazione della Giunta Provinciale n. 42 del 07.06.2010

PROVINCIA DI LECCO Allegato alla deliberazione della Giunta Provinciale n. 42 del 07.06.2010 PROVINCIA DI LECCO Allegato alla deliberazione della Giunta Provinciale n. 42 del 07.06.2010 All.2 Schema di Convenzione tra la Provincia di Lecco e l'azienda Sanitaria Locale di Lecco per la regolazione

Dettagli

I principali servizi educativi gestiti direttamente dal comune sono i nidi, le scuole dell infanzia e i ricreatori.

I principali servizi educativi gestiti direttamente dal comune sono i nidi, le scuole dell infanzia e i ricreatori. I Servizi Educativi del Comune di Trieste rappresentano una tradizione storica, un patrimonio di tradizione culturale di cui la città e le famiglie vanno orgogliose. Un patrimonio storico che negli anni

Dettagli