La croce di Cristo Obiettivi Durata Materiale Sequenza e Modalità

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1 CORSO ANIMATORI PRIMA BASE PROGETTO CAMMINIAMO INSIEME ANNO

2 INDICE 1) La Croce di Cristo (San Nicolò - p. 03 2) La ricetta della felicità (San Nicolò - p. 05 3) Reagisci alla vita (San Nicolò - p. 06 4) Il gioco della cartigienica (Sarmato - ) p. 07 5) La palude(sarmato - ) p. 08 6) Mi conosco o mi conoscono? (Podenzano - ) p. 09 7) Positivo o negativo (Podenzano - ) p. 10 8) Giuseppe e i suoi fratelli (San Lazzaro - ) p. 11 9) Meglio l uovo oggi o la gallina domani? (San Lazzaro - ) p ) Tutti giù la maschera (San Lazzaro - ) p ) Chi va con lo zoppo impara a zoppicare? (San Lazzaro - ) p ) Seconda stella a destra (Corpus Domini - ) p ) Guarda il cielo e conta le stelle (Corpus Domini - ) p ) Indovina chi viene a cena (Corpus Domini - ) p ) Proprio come un albero (Corpus Domini - ) p ) Rosso come il cielo (N.S. Lourdes - ) p ) Sogno guidato sulle paure (N.S. Lourdes - ) p ) Il gioco del mappamondo (Mau ) p ) Simili e diversi (Mau ) p ) Il gioco del barbone (Sam - ) p 26 21) Parole Sante (Sam - ) p 28 Allegato 1 (A e B): La cartina dei sentimenti (N.S. Lourdes - ) Allegato 2: Scheda Tabù Giuseppe per attività n 8 Allegato 3: Scheda Rosso come il cielo per attività n 16 Allegato 4: Scheda Sogno guidato sulle paure per attività n 17 Allegato 5: Scheda Simili e diversi per attività n 19 2

3 La croce di Cristo Obiettivi: 1. Scoprire in Cristo, il Dio vicino, capace di farsi carico dei miei pesi e delle mie sofferenze. 2. Sviluppare la capacità di leggere il proprio vissuto 3. Sviluppare la capacità di raccontare le proprie fatiche al gruppo. 4. Ottenere una maggiore conoscenza reciproca (conoscenza delle fatiche di ognuno) come momento di crescita, di comunione e di sviluppo dei rapporti. Durata: più di un ora Materiale: una Croce, 3 post-it x ogni partecipante, sagoma di cartone raffigurante persona sorridente, biro, brano di Vangelo adeguato (per es. Gv 8,1-11, la donna peccatrice). Sequenza e Modalità: - su un cartellone mettiamo una sagoma di una persona sorridente - copriamo la sagoma (soprattutto il viso) con un numero di post-it pari a circa 3 volte il numero dei ragazzi - chiediamo ai ragazzi di pensare a: o un loro atteggiamento\peccato (che ritengono da correggere) che sentono come qualcosa che a volte li divide dagli altri, un peccato che crea divisione o un atteggiamento\peccato (che ritengono da correggere) che sentono come qualcosa che a volte li divide da Dio o un atteggiamento\peccato (che ritengono da correggere) che sentono come qualcosa che produce del male a loro stessi. - Man mano che gli viene in mente cosa scrivere prendono un post-it per volta dal cartellone e lo conservano in mano. Per riflettere: Riconoscere gli atteggiamenti di male che ci abitano è il primo passo verso il cambiamento Come reagisco quando una persona o un evento mette in luce un mio errore\peccatto\atteggiamento sbagliato? Nego tutto, anche a me stesso, dicendo che semmai sono gli altri che mi fraintendono? Oppure ne faccio l occasione di una seria riflessione sul mio modo di essere, cercando di capire dove sbaglio cosa posso fare per migliorare? In tutto questo il Signore lo chiamo in causa? Che ruolo gli do? Spesso siamo molto bravi a vedere i peccati\errori\atteggiamenti sbagliati degli altri, specie quando ne paghiamo le conseguenze in questi casi come mi comporto? Sparlo di questa persona con tutti per vendicarmi o semplicemente perché credo sia giusto così Faccio finta di niente, ma al momento opportuno gli rinfaccerò duramente i suoi atteggiamenti. Mi comporto male con lei senza troppe spiegazioni.. infondo se l è cercata! 3

4 Provo a far capire a questa persona (nel caso in cui c è un rapporto di conoscenza\amicizia) dove sbaglia o comunque provo a guardare questa persona, al di là dei suoi errori, senza giudicarla troppo, cercando di capire da dove nascono i suoi atteggiamenti... Che immagine ho di Dio? Un Dio che se sbaglio mi punisce? Un Dio che me la fa pagare cara? Un Dio che mi giudica severamente? Un Dio che - Alla fine leggiamo a più voci il Vangelo. - Due paroline di commento - Deponiamo i foglietti ai piedi di una croce sulla quale appoggiamo una stola segno della confessione. 4

5 La ricetta della felicità Obiettivi: 1. Sviluppare uno spirito Critico nei confronti dei messaggi dei media 2. oggettivare i propri desideri e la propria ricerca della felicità. Durata: un ora circa. Materiale: alcuni clips di pubblicità scaricabili da youtube (con messaggi fuorvianti circa la felicità), foto stampate che esprimano in vari modi simbolici la felicità, cartellone. Sequenza e Modalità: proiezione video commenti osservazione foto (ogni ragazzo sceglie la foto che maggiormente rappresenta gli ingredienti della sua ricetta della felicità). Si raccoglie su un cartellone gli ingredienti scelti di ognuno Riflessione\dibattito conclusivi 5

6 Reagisci alla vita! Obiettivi: 1. Sviluppare uno sguardo positivo su se stessi e sulle situazioni della propria vita. (dalla parte della soluzione e non del problema!) 2. sviluppare una sana reattività di fronte ai problemi (ricerca di soluzioni). Durata: 40 minuti circa Materiale: due cartelloni. Sequenza e Modalità: Da una parte del cartellone l educatore avrà segnato situazioni problematiche tipiche della quotidianità dei ragazzi. Dall altra parte una serie di non-soluzioni (verosimili, cioè che si possono riscontrare già nei comportamenti dei ragazzi). Si tratta di atteggiamenti non-costruttivi o non-propositivi: di rassegnazione al problema o che scaricano la responsabilità su altri o che si riducono alla lamentosità. L attività consiste nel collegare la problematica alla falsa-soluzione. Discussione: ti rispecchi in qualche atteggiamento? Vivi questi problemi? Attaccare sul cartellone un foglio che copre le false soluzioni con segnate delle soluzioni positive e propositive. Discussione finale esempio di situazione problematica: - a scuola non riesco in matematica esempio di falsa soluzione: - la mia prof non mi capisce oppure sono negato in matematica. Esempio di vera soluzione: - mi impegno di più! (Cerco di capire come cambiare questo problema) 6

7 Il gioco della Cartigienica Obiettivi: è uno strumento versatile per effettuare una raccolta di idee organizzate o sotto forma di brainstorming, senza ricorrere allo spiazzante metodo della scheda. Durata: arbitraria Materiale: un rotolo di cartigienica Sequenza e Modalità: prima di specificare il tema della discussione, si chiede ai ragazzi di prendere tanta cartigienica quanta pensano di usare nella giornata. Una volta fatto, si chiederà ai ragazzi di scrivere un pensiero, un concetto, un idea (a seconda di ciò di cui si vuole parlare) per ciascun pezzetto di cartigienica preso. Le cose da scrivere possono essere risposte alle più disparate domande: cosa apprezzo nei miei amici?, cosa mi fa paura?, quali sono le qualità che cerco nelle persone?, cosa mi piace/non mi piace della comunità cristiana?. L elaborazione dei concetti può essere individuale o di gruppo. Note per il conduttore: qualche ragazzo, per scherzare, potrà prendere una vagonata di carta. Dato che le regole vanno rispettate e per ogni pezzo si deve scrivere qualcosa, evitate che venga presa troppa cartigienica rispetto a ciò che si vuol far pensare dai ragazzi. 7

8 La palude Obiettivi: testare la compattezza del gruppo in una situazione critica, per poi ragionare su come è stata affrontata. Durata: mezz ora circa. Materiale: un pavimento piastrellato sufficientemente grande. Regole: L animatore crea su un foglio quadrettato uno schema del pavimento, che sarà la palude da attraversare. Su questo schema segna alcune piastrelle, che saranno le rocce, ossia le piastrelle salve. Lo scopo di questa sfida è fare in modo che tutto il gruppo riesca ad arrivare dall altra parte della palude. I ragazzi dovranno attraversare l area trovando le piastrelle salve e camminandovi sopra fino alla fine. Le altre piastrelle saranno così sabbie mobili e chiunque vi passerà sopra dovrà tornare all inizio del percorso. Gli spostamenti devono avvenire in maniera ordinata, con un passo per volta, dal membro più avanti a quello più indietro della squadra: chi finisce nelle sabbie mobili si rimette in fondo alla coda ricominciando da capo. L unico modo che si ha per capire se una piastrella è salva o no è tentare: da qui l importanza del gioco di squadra per scoprire e memorizzare il percorso. Una volta che i ragazzi si sono ambientati con le regole del gioco (circa a metà del percorso) si potrà rendergli la vita difficile inserendo delle penalità: ad es, un tal ragazzo non può più parlare ed un altro viene bendato. In questo modo l animatore può mettere in difficoltà le normali dinamiche di gruppo, ammutolendo un leader o rendendolo cieco, e costringendo gli altri ad assumersi la responsabilità di guidare le sue mosse per farlo arrivare sulle piastrelle salve. Chi riesce a completare il percorso, cioè arrivare all altra estremità della palude, non può più aiutare in alcun modo chi sta giocando. I ragazzi dovranno rendersi conto da soli che per vincere dovranno fare gioco di squadra e non lasciare indietro i ciechi, altrimenti non arriveranno più. Note per il conduttore: il conduttore non deve intervenire per aiutare il gruppo in alcun modo, ma lasciare che si organizzino, e approfittare per sondare le reazioni che si sviluppano. L assegnazione delle penalità ai singoli dovrà essere mirata a ribaltare l equilibrio della squadra, per valorizzare il ruolo di chi normalmente ha un atteggiamento passivo nel gruppo. 8

9 Mi conosco o mi conoscono? Obiettivi: stimolare la riflessione sul giudizio degli altri, far comprendere che spesso giudichiamo gli altri ma non conosciamo neanche noi stessi, far comprendere che ognuno ha lati positivi e negativi, far comprendere che come noi giudichiamo gli altri anche gli altri giudicano noi. Durata: 30 minuti circa Materiale: un foglio per ogni ragazzo preparato dall educatore con 4 riquadri e biro Metodi: preparare il foglio con 4 caselle con il titolo: cosa penso di positivo di me, cosa pensano di positivo di me, cosa penso di negativo di me, cosa pensano di negativo di me Sequenza e Modalità: per ognuno dei 4 riquadri i ragazzi devono scrivere 5 cose lasciando loro il tempo di pensarci. Note per il conduttore: il gioco riesce bene se i ragazzi non comunicano tra di loro. 9

10 Positivo o negativo Obiettivi: comprendere ciò che i ragazzi giucano positivamente o negativamente della diversità Durata: 30/40 minuti Materiale: fogli bianchi e biro Metodi: Preparare il foglio con una tabella di 2 colonne e 11 righe(una per il titolo della colonna positivo e negativo ) e 10 spazi bianchi Sequenza e Modalità: i ragazzi devono cercare di completare nel tempo di 25/30 minuti gli spazi relativi concentrandosi sulle proprie opinioni e i propri sentimenti. Il foglio poi verrà letto e se il ragazzo vuole può commentarlo come meglio crede Note per il conduttore: l attività deve essere svolta in modo individuale, i ragazzi possono spargersi dove preferiscono nella stanza ma se possibile senza comunicare. 10

11 Giuseppe e i suoi fratelli Obiettivi: Importanza del gruppo e del farne parte; riscoprire il perdono Durata: 6 incontri Materiale: La Bibbia, Film Giuseppe ed i suoi fratelli Metodi: Gioco, lettura, esperienza del perdono Sequenza e Modalità: 1^ incontro: raccontiamo ai ragazzi, come se fosse una favola, cambiando il nome di Giuseppe in Peppino o come si vuole, la prima parte del racconto Biblico, ed arriviamo fino al momento in cui i fratelli decidono di venderlo. Ci interrompiamo e chiediamo ai ragazzi, divisi in gruppi, di costruire un finale specificando bene 1) i motivi che spingono i fratelli a volerlo vendere 2) il perché della scelta del finale. I ragazzi presentano al gruppo le loro conclusioni. Diciamo ai ragazzi che è il racconto Biblico di Giuseppe e dei suoi fratelli Leggiamo la prima parte del brano della Bibbia, evidenziamo l invidia dei fratelli di Giuseppe. 2^ Incontro: Riprendiamo il lavoro della volta passata, riflettiamo sull invidia dei fratelli di Giuseppe. Giuseppe aveva un sacco di qualità apprezzate dal Padre. Attività- ognuno di noi scrive su un foglietto una sua qualità Le mettiamo in un cestino. Poi a copie ogni ragazzo individua una qualità dell altro e la scrive su un altro foglietto. Mescoliamo i fogli e trascriviamo su un grande cartellone tutte le qualità emerse. Il nostro gruppo è un insieme di tante qualità di ognuno che messe insieme possono aiutare il gruppo a crescere ed ognuno ad usare le qualità dell altro. 3^ Incontro Leggiamo il pezzo della Bibbia nel quale Giuseppe viene arrestato perché non ha ceduto alle avances della moglie di. Gioco dei ruoli. Siamo in Tribunale esaminiamo il fatto: Giuseppe è stato onesto fino in fondo ed ha pagato in prima persona, ingiustamente, con il carcere la sua onestà Gruppo 1 Difende la scelta di Giuseppe Gruppo 2 Sostiene la tesi che Giuseppe avrebbe potuto approfittare della situazione tanto nessuno se ne sarebbe accorto Alla fine lasciamo che i ragazzi traggano da sé le conclusioni. 4^ Incontro vediamo lo spezzone del film nel quale Giuseppe rincontra i suoi fratelli, li riconosce, mette in atto qualche piccola vendetta e poi li perdona Parliamo del perdono umano Per Giuseppe è difficile, ma nella società oggi? Dove troviamo esempi di perdono? Intorno a noi? Prepariamo le confessioni della prossima settimana come richiesta di perdono nostro ed atto grande 11

12 di amore di Dio 5^ incontro.- confessioni 6 ì incontro gioco Tabù di Giuseppe (allegato al file di excell) Meglio l uovo oggi o la gallina domani? Obiettivi: Capire che non si può ottenere tutto subito Disponibilità verso le esigenze dell altro. Durata: 3 incontri Materiale: Giornali, Canzone uomini di molta fede, testimone Metodi: Gioco, ascolto, testimonianza Sequenza e Modalità: 1^ Incontro Abbiamo una finta gallina morta e una confezione di uova, Chi sceglie la gallina, chi sceglie le uova. Si formano 2 gruppi, ognuno dei quali prepara ed espone una tesi sulla propria scelta. Chi dice che è meglio l uovo oggi, chi dice che è meglio la gallina domani. Brain storm su due cartelloni diversi Discussione. Lasciamo una domanda. Ma noi cosa c entriamo con le uova e le galline. 2^ Incontro Dividiamo i ragazzi in 2 gruppi, Portiamo dei quotidiani, gli stessi per ogni gruppo I ragazzi devono individuare nei quali, in qualche modo, vengano raccontate situazioni di chi ha voluto tutto subito o di chi ha investito oggi per il futuro. Confronto tra di loro. Portiamo l uovo e la gallina nella nostra esperienza quotidiana. Ognuno trova nella sua esperienza episodi di uovo o gallina Ascoltiamo la canzone Uomini di molta fede di Caparezza Commenti 3^ Incontro - Testimonianza di Gianni che per scelta ha lasciato il lavoro in banca e si dedica ai senza tetto 12

13 Tutti giù la maschera! Obiettivi: Introdurre la quaresima: attività legata al vangelo della domenica successiva all incontro con tema la trasfigurazione di Gesù. Durata: un incontro Materiale: - cartoncini, elastici, pennarelli e cancelleria varia - candela - una montagna (noi abbiamo impilato delle seggiole e le abbiamo coperte con teli marroni e verdi) Metodi: analizzare delle situazioni verosimili e lettura suggestiva del Vangelo Sequenza e Modalità: - Il narratore inizia a parlare del carnevale e chiede hai ragazzi come lo hanno vissuto, se a loro piace travestirsi e in quali personaggi - Si divide il gruppo (compresi gli animatori) in 3 sottogruppi ognuno dei quali dovrà preparare una scenetta sui seguenti temi: A) Un ragazzo finge di essere quello che non è davanti ai suoi genitori per evitare rimproveri o per farli contenti. B) Un insegnante si accanisce sempre contro gli stessi alunni. C) Un ragazzo per piacere al gruppo fa cose che non vorrebbe fare. - Ma prima dovranno costruire delle maschere che rappresentino i personaggi (Prof., genitore, alunni, ecc ) - Rappresentazione delle scenette con finali a sorpresa - In cerchio chiediamo ai ragazzi di ipotizzare quali siano i motivi che spingono i vari personaggi a comportarsi a quel modo - Ci si sposta intorno alla montagna dove c è sulla sommità una candela accesa e si abbassano le luci - Il Don, mentre tutti tengono le maschere sul volto, legge il brano del vangelo fino al momento della trasfigurazione, poi, in silenzio, uno alla volta appoggia la sua maschera alla montagna. Per ultimo si finisce il brano del Vangelo. 13

14 Chi va con lo zoppo impara a zoppicare? Obiettivi: stimolare i ragazzi a : - ragionare con la propria testa - saper prendere posizione anche se diversa dal gruppo - fare scelte coraggiose Durata: 5 incontri di 1 ora Materiale: 1 incontro: Riviste con molta pubblicità e quotidiani 2 incontro: The Simpson Marge non essere orgogliosa 3 incontro: Gioco 4 incontro: Testimonianza di Don Fabio (parrocchia di Sant Antonio PC) 5 incontro: Film Little Miss Sunshine Metodi: 1 incontro: riflessione individuale e condivisione col gruppo 2 incontro: discussione sul condizionamento 3 incontro: attività divertente per ricordarsi dell esempio di Gesù 4 incontro: incuriosire con un esperienza di vita reale 5 incontro: conclusione e verifica Sequenza e Modalità: 1 incontro: - presentazione del cartellone CHI VA CON LO ZOPPO IMPARA A ZOPPICARE??????????????????????? che sarà presente per tutti i 5 incontri! - il gruppo si divide in piccoli sottogruppi; alcuni analizzeranno le riviste e dovranno trovare nelle pubblicità gli inganni, gli escamotage, o i trucchi che invogliano il lettore a comperare un prodotto; alcuni devono trovare nei quotidiani notizie di fatti estremi in positivo o in negativo oppure notizie dove il giornalista non si limita a esporre i fatti, ma, tra le righe, esprime anche la propria opinione. - in cerchio condivisione di quanto trovato con il gruppo - breve riflessione sul condizionamento sia della pubblicità che dei giornali e su come, invece, sarebbe tanto meglio valutare tutto con la nostra testa. 2 incontro: - visione dei Simpson - riflessione personale in cerchio sull episodio (condizionamento della pubblicità, condizionamento degli amici, importanza della famiglia e dei suoi valori) 3 incontro: - Gioco: il gruppo viene di viso in due sottogruppi, a turno un elemento dei singoli sottogruppi dovrà eseguire un percorso correndo nel modo suggerito da un animatore (salto della rana, all indietro, ecc.). Il primo che arriva si guadagna il diritto di esporre un episodio del vangelo dove Gesù è andato contro corrente (per esempio quando scaccia i mercanti dal tempio, quanto guarisce di sabato, ecc..). Ad 14

15 ogni esempio corretto viene assegnato un punto. Alla fine si vede chi ha vinto. - complimenti perché, come del resto ne eravamo certi, conoscono benissimo il Vangelo - esortazione a prendere come esempio Gesù (guidato dall amore per Dio) per trovare la giusta strada nelle scelte che dobbiamo fare ogni giorno 4 incontro: - ci mettiamo in cerchio e presentiamo l ospite misterioso: anche attorno a noi ci sono persone che hanno fatto scelte molto diverse da quelle che fanno la maggior parte della gente: per esempio Don Fabio - accoglienza del nostro ospite e racconto in prima persona della sua scelta di vita - domande a go-go - giro di opinioni sulla scelta fatta e sulla attività svolta 5 incontro: - Film - In cerchio: opinioni sul film - cosa vi lascia questa attività? 15

16 SECONDA STELLA A DESTRA (sussidio ODL nasinsù cre-grest2009 manuale dei responsabili p.24) Durata: un ora (dipende molto dalla lunghezza del percorso che si riesce a preparare, dal luogo se nel cortile dell oratorio o fuori città, un po in collina) Materiale: lumini,accendino, plaid, stereo e canzone ( L isola che non c è di Bennato). (l attività è realizzabile unicamente di sera, al buio, in uno spazio aperto. L ideale sarebbe una camminata notturna, lontano dalle luci del centro abitato. Poi si fa quel che si può ) Sequenza e Modalità: Gli educatori avranno prima preparato un percorso coi lumini a terra. Non deve per forza essere un tragitto lungo, l importante è che ci si metta un po in cammino. Prima tappa in giardino o uno spiazzo. Si invita i ragazzi a sedersi a terra e a mettersi in ascolto della canzone: l isola che non c è di bennato (eventualmente si può distribuire il testo della canzone, ma calcolando la poca luce e soprattutto che la canzone è molto nota, sconsigliamo!) Prosegue il giro e si arriva in cortile-giardino. Gli educatori avranno precedentemente steso a terra dei plaid. Ci stendiamo e guardiamo il cielo! Si invita i ragazzi a fissare una stella (qualora ci fosse brutto tempo.. fategli chiudere gli occhi e dite loro di immaginare la stella). Sottolineiamo l importanza del cammino fatto. Il cammino nella notte è per l incontro con gli altri e con l Altro. Fissiamo il cielo e ci rendiamo conto della nostra piccolezza di fronte a tanta immensità. Sentiamo il bisogno di seguire una stella, che ci guidi nel cammino. Come le stelle illuminano il cielo e rendono la notte un tempo affascinante, così l Amore di Dio illumina la nostra vita aiutandoci a scorgere quanto di bello e profondo essa contiene. Approfittando del clima di silenzio, si invita i ragazzi a fare qualche preghiera spontanea. Per concludere si potrebbe cantare la preghiera della sera AL CADER DELLA GIORNATA. Allegati: AL CADER DELLA GIORNATA Al cader della giornata, noi leviamo i cuori a Te Tu l'avevi a noi donata, bene spesa fu per Te Te nel bosco e nel ruscello, Te nel monte e Te nel pian Te nel cuore del fratello, Te nel mio cercai d'amar. Se non sempre la mia mente in Te pura s'affissò E talora stoltamente da Te lungi s'attardò Mio Signor ne son dolente, te ne chieggo, o Dio, mercè Del mio meglio lietamente, io doman farò per Te. I tuoi cieli sembran prati, e le stelle tanti fior Son bivacchi dei beati, stretti in cerchio al lor Signor 16

17 Quante stelle, quante stelle, dimmi Tu la mia qual è? Non ambisco alla più bella, basta sia vicino a Te. L ISOLA C HE NON C E di Bennato Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto, fino al mattino poi la strada la trovi da te porta all'isola che non c'è. Forse questo ti sembrerà strano ma la ragione ti ha un po' preso la mano ed ora sei quasi convinto che non può esistere un'isola che non c'è E a pensarci, che pazzia è una favola, è solo fantasia e chi è saggio, chi è maturo lo sa non può esistere nella realtà!... Son d'accordo con voi non esiste una terra dove non ci son santi né eroi e se non ci son ladri se non c'è mai la guerra forse è proprio l'isola che non c'è. che non c'è E non è un'invenzione e neanche un gioco di parole se ci credi ti basta perché poi la strada la trovi da te Son d'accordo con voi niente ladri e gendarmi ma che razza di isola è? Niente odio e violenza né soldati né armi forse è proprio l'isola che non c'è... che non c'è Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto, fino al mattino 17

18 poi la strada la trovi da te porta all'isola che non c'è. E ti prendono in giro se continui a cercarla ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te 18

19 GUARDA IL CIELO E CONTA LE STELLE (sussidio ODL nasinsù cre-grest2009 manuale responsabile p.22) Durata: un ora Materiale: un soffitto, carta blu per il cielo, biadesivo x incollare carta e stelle, carta gialla x le stelle, scale, penne o pennarelli per scrivere, bibbia (in particolare Genesi 15, 1-6) Sequenza e Modalità: Nella stanza dove il gruppo si ritrova di solito, abbiamo riprodotto un cielo appiccicando la carta blu al soffitto. Iniziamo leggendo insieme i primi 6 versetti del capitolo 15 del libro della Genesi e dopo aver brevemente commentato lo stretto legame che intercorre tra il bisogno di senso espresso da Abramo e la promessa del Signore, distribuito ai ragazzi una stella ciascuno invitandoli a pensare a quali bisogni, desideri custodivano nel loro cuore. Dopo averli scritti sulla stella, ognuno di loro è andato ad appiccicare la sua stella al soffitto- cielo. Ci siamo messi poi tutti distesi sotto al soffitto-cielo stellato e abbiamo dato iniziato alla lettura e al commento (senza giudizio) delle cose che ciascuno aveva scritto. Guardare il cielo ci aiuta ad assumere una prospettiva più aperta, ci permette di salire in alto e guardare con maggior distacco e più chiarezza ciò che ci sta succedendo, aiutandoci a distinguere le cose davvero importanti da quelle che importanti appaiono ma non sono. Abbiamo concluso chiedendo al Signore di aiutarci ogni giorno a scoprire ciò di cui abbiamo veramente bisogno. 19

20 INDOVINA CHI VIENE A CENA ( sussidio AZIONE CATTOLICA ingresso libero guida educatori gvs p.36) Durata: un ora (anche di più se dalla condivisione si crea un bel clima ed emerge qualche spunto interessante ) Materiale: una tavola apparecchiata metà in maniera elegante (piatto di ceramica, bicchiere di cristallo, tovaglia bella, ecc ) metà più alla valà-che-vai (tovaglietta americana, piatto di plastica,posate di plastica..ecc..), fogli bianchi, penne, vangelo (in particolare il brano Lc 19, 1-10) Sequenza e Modalità: I gvs trovano nella stanza la tavola imbandita. Si chiede ai gvs di pensare a come accoglierebbero nella propria casa, per una cena, varie persone (alcuni esempi: migliore amico, un prof, un tizio importante e Gesù). Si chiede loro di pensare al menù, a come apparecchierebbero e di motivarlo. Si da loro un foglio e una penna per scrivere il tutto. Si lascia loro 15 minuti di tempo ( a seconda dei presenti il tempo può variare) Si fa raccontare dai gvs cos hanno scritto. Poi si legge il brano del vangelo di Zaccheo. Si sottolinea come Gesù abbia voluto incontrare Zaccheo nel suo intimo, proprio a casa sua. E la stessa cosa vuol fare con noi. Ma noi come lo accogliamo? 20

21 PROPRIO COME UN ALBERO Durata: un ora e mezza (anche di più se i ragazzi sono tanti) (se gli educatori hanno tempo e voglia sarebbe bello realizzare un MEGA ALBERO con scritto all interno del tronco il testo della canzone e iniziare la serata attorno a questo albero.) Materiale: stereo con canzone L ALBERO di Jovanotti, bristol bianchi o comunque un rotolone di carta, colori (tempere, pennarelli..) Sequenza e Modalità: Si ascolta coi ragazzi la canzone. Ognuno dirà poi a voce alta quale frase l ha colpito di più. Si chiede ai ragazzi di disegnare un albero, invitandoli a personalizzarlo a piacere, decorarlo come vogliono. Si dirà loro che l albero rappresenta loro stessi. Si lascia il tempo necessario per il disegno. Successivamente i ragazzi scriveranno sulle radici le persone che rappresentano per loro un punto fermo, una certezza. Un albero senza radici non potrebbe crescere. Le radici rappresentano il nostro passato. Un passato senza cui però oggi non saremmo qui. Noi siamo figli di quelle radici. Il tronco rappresenta il presente. Come siamo oggi? Chi fa parte della nostra vita? Invitiamo i ragazzi a scriverlo sul tronco. E poi i rami che rappresentano il futuro. I nostri sogni, i nostri desideri. A cosa aspiriamo? Verso quale cielo i nostri rami tendono? A lavoro ultimato, si cerca di creare un clima di condivisione: seduti a terra ognuno racconta la storia del suo albero!! È interessante scoprire la vita dei ragazzi in questo modo. Durante la condivisione potrebbe emergere che qualcuno ha personalizzato il suo albero aggiungendo anche pioggia e sole. Riprendendo il pezzo della canzone prendo il sole in faccia, bevo molta pioggia si sottolinea come un albero abbia bisogno sia del sole che della pioggia per crescere.. il sole sono tutte le esperienze positive che abbiamo fatto e che faremo, la pioggia rappresenta le difficoltà, il dolore, la sofferenza che è presente nella nostra vita. Ci son giorni dove piove e basta, altri in cui esce un sole bellissimo però. Allegati: L ALBERO di Jovanotti Proprio come un albero che vive in mezzo agli alberi mi sento quando giro per il mondo cerco di far si che il vento non mi butti giù e di affondar le mie radici nel profondo, prendo il sole in faccia per far si che le mie foglie stiano bene appiccicate lungo questi rami ospito tra le mie braccia nidi di uccellini e do rifugio nel mio fusto a molti sciami. Proprio come un albero mi spoglio e mi rivesto a seconda se c'è freddo o c'è calore dentro la genetica la mappa delle cellule descrive a quale genere appartengo se sono una quercia oppure un salice piangente oppure un baobab od un saggio di pianura quello che è importante è che al mondo ci sia spazio per qualsiasi espressione di natura. Prendo il sole in faccia bevo molta pioggia (2v) io non ho problemi a convivere con gli altri sono pronto ad accettare la mia sorte sono consapevole del fatto che più o meno presto o tardi ci sarà per me la morte quella che Totò ha definito la livella e che alla fine ci livella tutti uguali alberi bestiole re profeti presidenti calciatori poveretti ed animali. Quello che io penso come albero parlante è che la vita sia questione di radici più sono profonde più ti puoi portar lontano incontrando gente conquistando amici perché io ho scoperto che le mie radici in fondo sono lì per procurarmi le risorse cosicché con le mie foglie io possa affrontare venti forti e possa farmi delle corse. Prendo il sole in faccia bevo molta pioggia (4v) Andare di qua e di là sconfinare allegramente farmi un pò ogni tipo di esperienza incontrare gente 21

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