Nuovi ordinamenti nella scuola primaria... e ora, che fare?

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1 Nuovi ordinamenti nella scuola primaria... e ora, che fare? A cura di Pier Francesco Ramero coordinatore nazionale settore primario Passato il grande clamore sulla cosiddetta "riforma Gelmini", che forse sarebbe più giusto chiamare "riforma Tremonti", e distribuiti gli organici alle Regioni, alle province ed alle scuole resta, ora, da pensare a come ci si possa materialmente organizzare perseguendo l'obiettivo di realizzare una scuola seria ed efficiente rispettando le norme, vecchie e nuove. Proviamo qui di seguito ad offrire spunti di riflessione dal punto di vista organizzativo, ben sapendo come il nostro non può essere un discorso esaustivo e tanto meno valido ed applicabile in tutte le realtà. PREMESSA Tutto parte dalla Legge 30 ottobre 2008, n. 169, la quale, anche in applicazione dell'art. 64 dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, prevede, all'art. 4, una nuova organizzazione delle scuola primaria. Non stiamo qui a sottolineare troppo, perché non rientrante nell'argomento che intendiamo trattare, gli altri articoli della Legge 169/08: dall'introduzione della nuova disciplina "Cittadinanza e Costituzione" all'introduzione della valutazione del comportamento degli alunni, che, in ogni caso, è innegabile dia il senso di una scuola con il compito di educare ed insegnare senza prescindere dal richiedere un comportamento corretto. Nella primaria, come si sa, non si è arrivati alla determinazione del voto di condotta numerico, ma certo l'effetto del maggior rigore dovrà essere avvertito anche lì. C'è poi l'art. 3 sulla valutazione del rendimento in voti e non più in giudizi, che anche qui tenta di dare l'idea, precisa e diretta, della situazione scolastica degli alunni, evitando i tanti giri di parole cui, spesso, eravamo obbligati un pò per scelta di buonismo non sempre condivisibile ed un pò per evitare spiacevoli interpretazioni da parte dei genitori e le conseguenti reazioni, anche di natura legale. L'articolo che vogliamo qui richiamare più diffusamente è l'art. 4, titolato"insegnante unico nella scuola primaria" il quale reca:"...è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola". La precisazione sulle esigenze delle famiglie ha consentito scelte sicuramente distanti dall'ipotesi "24" ore, ipotesi che, pare, abbia ottenuto il gradimento solo del 3% delle famiglie italiane. Precisiamo, in ogni caso, che il "maestro unico" non è realizzabile per una serie di motivi: Il contratto prevede un orario di servizio di 22 ore settimanali di insegnamento per i docenti elementari, tanto che il comma 2 dell'art, 4 citato prevede: "Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto all'insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali". Con l'attuale contratto, dunque, niente maestro a 24 ore. Nei casi in cui si renda indispensabile l'apporto dello specialista di Religione o di'inglese la previsione della legge si realizza ancor meno. Da quanto sopra possiamo trarre una prima conclusione, importante per il prosieguo del nostro discorso: la Legge, così com'è scritta, non può trovare applicazione letterale, nonostante il comma 2-ter del più volte citato art. 4 rechi: "La disciplina prevista dal presente articolo entra in vigore a partire dall'anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico". COMPRENDERE LO SPIRITO DELLA LEGGE PER POTERLA APPLICARE Poiché, come sopra dimostrato, la norma non è applicabile letteralmente occorre cercare di capirne lo spirito per poter realizzarne una applicazione coerente e fattibile. La volontà acclarata della legge, peraltro ripresa a chiare lettere dallo "Schema di regolamento" recante "Revisione dell'assetto ordina mentale, organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione..." è quella di: superare l'organizzazione modulare caratterizzata dalla ripartizione più o meno uguale delleoredi insegnamento frai tredocenti operanti sulla classe; superare la compresenza. Concetto questo che necessita di una ulteriore distinzione tra semplice "compresenza e"contemporaneità" chenonvuoldiredue insegnantiinsiemenellastessa aula, ma suddivisione della classe in gruppi per specifiche attività.

2 Comunque è un fatto che il regolamento prevede il superamento di questa modalità organizzativa a livello di determinazione dell'organico dei docenti tanto che il nuovo calcolo non lascia spazio (o ne lascia pochissimo) per realizzare compresenza ed anche contemporaneità. Quanto al maestro unico, lo stesso regolamento prevede che esso sia "insegnante unico o prevalente. CHE PESO DARE ALLE SINGOLE DISCIPLINE nelle classi prime? Cominciamo il ragionamento dalle classi prime, dove gli effetti della nuova normativa si fanno più sentire. Per le altre classi, compatibilmente con le risorse di organico, credo sia opportuno stravolgere il meno possibile l'esistente. Il primo problema che ci si deve porre, prima di prevedere abbinamenti di discipline è quello del peso orario delle stesse. Nella scuola primaria non vi è una norma che determini tale peso. In applicazione della Legge 148/90 (moduli) fu emanato al riguardo il D.M. del con il quale si indicava il numero di ore settimanali minimo per ogni materia, con l'avvertenza che il tetto massimo lo avrebbe stabilito il Collegio Docenti e la misura effettiva sarebbe stata decisa nell'ambito del modulo; prime, esempio, anche se burocratico e farraginoso di autonomia organizzativa "ante litteram". Noi qui vorremmo richiamarlo alla memoria, questo decreto, non per nostalgia del passato, ma perché ci risulta che le scuole, più o meno, l'abbiano sempre tenuto in conto, salvo alcuni adattamenti derivanti dalla normativa più recente (introduzione dell'informatica; inglese fin dalla prima - con un orario predeterminato dal D.L.vo 226 del in ragione di un'ora la settimana; Cittadinanza e Costituzione). Ecco le soglie minime allora stabilite: lingua italiana 4 ore - matematica 3 ore - scienze 2 ore - storia, geografia, studi sociali 3 ore - educazione all'immagine 2 ore - al suono e alla musica 2 ore - motoria 2 ore. Per un totale, trattandosi delle quote minime, di sole 18 ore, cui dovevano essere aggiunte 2 ore di I.R.C. ed, ora, debbono ulteriormente sommarsi 1 ora di inglese, 1 ora di informatica e 1 ora di Cittadinanza e Costituzione, il cheportala somma a 23 ore. Per le classi a 27 ore restano solo 4 ore da poter usare per potenziare qualche materia. Qui ovviamente scatta la decisione della scuola. Nella nostra prima ipotesi prevediamo un incremento di 2 ore di lingua e di 2 di matematica per cui si otterrebbe: 2 ore I.R.C.; 1 ora di inglese; Tuttavia alcuni pensano che un'ipotesi quale quella sopra rappresentata, sia troppo limitata, specie in italiano e matematica e preferiscono ridurre il tempo da destinare alle tre educazioni per potenziare quello di italiano e matematica. Ciò anche nella convinzione che la lingua italiana comprenda, specie nella fase di espressione orale, l'avvicinamento e la comprensione, tramite descrizione, di opere d'arte importanti e che lo studio della matematica, in quanto scienza dei numeri si possa collegare alla scansione ritmica, base della cultura musicale. D'altro canto, come abbiamo più volte sostenuto, l'autonomia lascia spazio all'organizzazione da parte dei Docenti ed il D.M. citato non ha alcuna validità cogente, riferendosi ad una normativa ormai superata. Noi stessi lo abbiamo citato come semplice esempio. Per cui verrebbe una ripartizione di questo tipo: SCELTA 2 lingua italiana 8 ore; matematica 6 ore; scienze 2 ore; storia, geografia, studi sociali 3 ore; educazione all'immagine 1 ora; educazione al suono e alla musica 1 ora; educazione motoria 1 ora; I.R.C. 2 ore; 1 ora di inglese; SCELTA 1 Lingua italiana 6 ore; matematica 5 ore; scienze 2 ore; storia, geografia, studi sociali 3 ore; educazione all'immagine 2 ore; educazione al suono e alla musica 2 ore; educazione motoria 2 ore; ALCUNE OSSERVAZIONI DI CARATTERE GENERALE Sia chiaro: gli esempi di possibili scelte sopra indicati sono solo alcuni dei tanti possibili. È fuori discussione che, alla base di ogni scelta, debba esserci una motivazione sensata.

3 Per effetto dell'autonomia scolastica, le scuole possono anche prevedere una quota di curricolo specifico di istituto in relazione a specifiche esigenze locali il che costituirebbe una ulteriore variante. Ci sia tuttavia concessa una riflessione, forse un poco tradizionale, ma certo, pensiamo, sempre valida: nella limitatezza del tempo (27 ore settimanali) forse è opportuno potenziare gli insegnamenti che offrono ai bambini solide basi per affrontare i successivi studi. Gli esempi sopra riportati, come quelli che seguono, relativi all'assegnazione delle discipline ai docenti sono riferiti a 27 ore di insegnamento settimanale per gli alunni. Abbiamo utilizzato questo riferimento perché ci sembra quello più realisticamente possibile: 24 ore le hanno chieste in pochissimi e, probabilmente, non, troveranno attuazione pratica se non in misura assolutamente modesta; 30 ore non sempre possono essere garantite, se non ci sono specialisti o classi a tempo pieno a cui attingere per un pò di ore in più. Non sarà così semplice mantenerle in futuro, ad ogni buon conto non è difficile incrementare di 3 ore gli esempi sopra (e sotto) riportati, se si ha disponibilità di organico. Come è noto l'insegnamento nella scuola primaria non è e non deve essere frammentato e di carattere disciplinaristico, ma unitario. Ciò vuol dire che la suddivisione in materie e in tempi da destinare a 'ciascuna di esse non può e non deve essere rigida, ma gestita con il consueto buon senso da parte dei docenti. L'abbinamento delle materie deve seguire una certa logica di incastro, in modo tale che esse si integrino il meglio possibile, ma è imprescindibile che esso debba tenere anche conto: 1. delle scelte dei docenti (ad esempio: se in questi anni uno si è "specializzato" o comunque ha approfondito determinate discipline è pensabile che gli vengano ri-assegnate) 2. della specializzazione in lingua straniera, al momento non ancora posseduta da tutti e dell'idoneità all'insegnamento di I.R.C., anche questa non posseduta da tutti. L'assegnazione delle discipline al singolo docente, come l'assegnazione alle classi, è responsabilità del Dirigente Scolastico il quale, ovviamente, opera sulla base di eventuali proposte del Collegio Docenti. PREVALENTE A QUANTE ORE? Abbiamo già detto prima che la norma non può essere applicata letteralmente quando si parla di "insegnante unico", per cui occorre coglierne lo spirito e prevedere la prevalenza temporale che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, non significa prevalenza di "importanza" ma solo di tempo passato nella classe. Pensiamo alla scuola secondaria: se così non fosse solo i professori di lettere conterebbero... Prevalente a quante ore? È una domanda alla quale non vogliamo rispondere perché una risposta non esiste: da 18 (o poco meno, se no non è più prevalente) a 22 ore tutto è legittimo (nel senso di applicazione "intelligente" di una norma non applicabile letteralmente, come abbiamo più volte chiarito). L'importante è cercare una organizzazione che consenta ai vari Docenti in campo di avere un carico di lavoro sopportabile. Per esempio, chi svolge materie con correzione compiti impegnative dovrebbe avere una sola classe, o quantomeno un numero inferiore di classi; chi opera su.più classi dovrebbe avere un minor onere di correzione. E SUL TEMPO PIENO? Per quanto attiene il tempo pieno il ragionamento cambia poco. Due insegnanti a 20 ore ciascuno si può dire che rientrano sia nello spirito della norma che nella tradizione del tempo pieno. Uno a 22 ore e l'altro a 18 sicuramente è una scelta inappuntabile. Le 4 ore che restano (22x2= ) possono quindi essere 2+2 o 4 di un solo docente e possono essere utilizzate, sempre in base al POF, su altre classi o sulla stessa, per attività di laboratorio da svolgersi per gruppi di alunni. PROVIAMO A FORMULARE IPOTESI o, meglio, suggerimenti Parliamo sempre di classi prime, perché, come già detto, è meglio che l'organizzazione delle altre classi sia ritoccata il meno possibile.

4 SE OCCORRONO GLI SPECIALISTI DI INGLESE E RELIGIONE Va premesso che l'organico, per ciascuna classe, deve essere calcolato su 27 ore settimanali (C.M. n. 38 del 2/4/09 - organici) di scuola comune più 2 ore di specialista ed 1 ora dispecialista di inglese. Le 27 ore, che corrispondono ad un docente più 5 ore potrebbero trovare le suddivisioni che seguono e che tengono conto di un fatto importante: per il Docente a 5 ore (che opera su 4 classi più un paio d'ore per eventuali mense o altre attività) occorrerebbe pensare a discipline di una certa importanza pur tuttavia non troppo impegnative sotto il profilo della correzione degli elaborati altrimenti il carico di lavoro (4 classi corrispondono a circa 100 alunni!) diventa insostenibile. Perché non pensare a storia, geografia e studi sociali abbinato ad una educazione o a scienze, per un totale di 5 ore oppure abbinato a cittadinanza e costituzione, per un totale di 4 ore con completamento in servizio mensa o magari in attività per gruppi di alunni, soprattutto nei momenti in cui alcuni alunni svolgono attività laboratoriali visto che in laboratorio è indispensabile la presenza di un contenuto numero di alunni (informatica è un esempio classico). IPOTESI N. 1 incasodi SCELTA 1 perleore da attribuire alle discipline Docente A): 6 ore lingua italiana; 3 ore storia, geografia, studi sociali; 2 ore educazione all'immagine; 2 ore educazione al suono e alla musica; 2 ore educazione motoria; DocenteB): 5 ore matematica. Docente C): - specialista - 1 ora inglese. Docente D): - 2 ore I.R.C. Questa ipotesi rappresenta il caso più classico, che dovrebbe essere il risultato di un organico correttamente gestito: per ogni classe un maestro (22 ore) + 5 ore docente, per un totale di 27. In questo caso al Docente A) restano 3 ore che vengono utilizzate in momenti di lavoro per gruppi o in mensa, mentre il docente B) opera su 4 classi, residuando 2 ore da utilizzare come sopra. IPOTESI N. 2 incasodi SCELTA 1 per le ore da attribuire alle discipline DocenteA); 6 ore lingua italiana; 5 ore matematica; 2 ore educazione all'immagine; 2 ore educazione al suono e alla musica; 2 ore educazione motoria; DocenteB): 3 ore storia, geografia, studi sociali. Docente C)-specialista -1 ora inglese Docente D) - 2 ore I.R.C. Anche questa ipotesi prevede per oggi classe un maestro (22 ore) + 5 ore-docente, per un totale di 27. Al Docente A) restano 3 ore che vengono utilizzate in momenti di lavoro per gruppi o in mensa, mentre il docente B) opera su 4 classi, residuando 2 ore da utilizzare come sopra. IPOTESI N. 1 in caso di SCELTA 2 per le ore da attribuire alle discipline Docente A): 8 ore lingua italiana; 3 ore storia, geografia, studi sociali; 1 ora educazione all'immagine; 1 ora educazione al suono e alla musica; l ora educazione motoria; Docente B): 6 ore matematica. Docente C) -specialista-1orainglese Docente D) 2ore I.R.C. Questa ipotesi è realizzabile in presenza di una certa disponibilità di organico ed in questo caso il docente B) opererebbe solo su tre classi. Le ore residue (4 per A e 4 per B) vengono utilizzate in momenti di lavoro per gruppi o in mensa. IPOTESIN.2incasodi SCELTA2perleore da attribuire alle discipline DocenteA): 8 ore lingua italiana; 6 ore matematica; 1 ora educazione all'immagine; 1 ora educazione al suono e alla musica; 1 ora educazione motoria; DocenteB): 3 ore storia, geografia, studi sociali. DocenteC)-specialista-1orainglese Docente D) -2 ore I.R.C. In questo caso al Docente A) restano 3 ore che vengono utilizzate in momenti di lavoro per gruppi o in mensa, mentre il docente B) opera su 4 classi, residuando, in tutto, 2 ore da utilizzare come sopra.

5 LE IPOTESI SONO INFINITE Ovviamente le ipotesi sono infinite, sia a livello di aggregazione di materie che di attribuzione delle stesse ai docenti. Nulla vieta anche di pensare che il docente prevalente possa svolgere alcuni insegnamenti su altra classe dove prevalente non è. Non è facile da realizzare questa ipotesi, soprattutto se si vuole evitare che gli insegnamenti impartiti sull'altra classe siano diversi da quelli impartiti sulla sua classe di riferimento. A meno che non si pensi ad una prevalenza minima di 15/16 ore. In tal caso gli incroci di classe potrebbero divenire più agevoli; c'è tuttavia da chiederci se sia poi così utile un'organizzazione di tal genere. SE NON OCCORRONO GLI SPECIALISTI DI INGLESE E RELIGIONE L'organico per ciascuna classe non varia (1 Docente + 5 ore), il problema, però è che non esistono ore di completamento, perché, mentre nel caso sopra rappresentato abbiamo per un totale di 30 ore docentesu27orealunno,in questosecondocaso abbiamo 27 ore docente su 27 ore alunno. PROVIAMO A FORMULARE IPOTESI o, meglio, SUGGERIMENTI IPOTESI in caso di SCELTA 1 per le ore da attribuire alle discipline. (*) 6 italiano (*) 5 matematica (**) 2 ed.immagine (**) 2 ed. suono e musica (*) 2 ed. motoria (*) 1 informatica (*) 1 cittad. e cost. (***) 2 scienze (***) 3 studi sociali (*) 1 inglese (*) 2 I.R.C. (**) 6 italiano (**) 5 matematica (**) 2ed.immagine (**) 2 ed. suonoemusica (**) 2 ed. motoria (*) 1 informatica (**) 1 cittad. e cost. (***) 2scienze (***) 3 studisociali (*) 1inglese (*) 2I.R.C. (*) Docente prevalente nella classe A (18ore inae4inb). (**) Docente prevalente nella classe 13 (18 ore in B e 4 in A). (***) Docente non prevalente (5 ore in A e 5 in B. ovviamente opererà su altre 2 o 3 classi, per completare l'orario). Ovviamente inglese ed I.R.C. vanno assegnate ai docenti che ne hanno titolo; nel nostro esempio l'assegnazione è casuale.

6 IPOTESI in caso di SCELTA 2 per le ore da attribuire alle discipline. CLASSE A CLASSE B (*) 8 italiano (**) 8 italiano (*) 6 matematica (**) 6 matematica (*) 1 ed. immagine (*) 1 ed. immagine (**) 1 ed. suono e musica (**) 1 ed suono e musica (**) 1 ed. motoria (**) 1 ed. motoria (**) 1 informatica (**) 1 informatica (**) 1 cittad. e cost. (**) 1 cittad. e cost. (***) 2 scienze (***) 2 scienze (***) 3 studi sociali (***) 3 studi sociali (*) 1 inglese (*) 1 inglese (*) 2 I.R.C. (*) 2 I.R.C. (*) Docente prevalente nella classe A (18 ore in A e 4 in B). (**) Docente prevalente nella classe B (18 ore in B e 4 in A). (***) Docente non prevalente (5 ore in A e 5 in B. ovviamente opererà su altre 2 o 3 classi, per completare l'orario). Nei due casi sopra prospettati ed in tutte quelle occasioni in cui nella scuola non ci sono specialisti o posti di tempo pieno, da cui recuperare alcune risorse di organico per attività per gruppi di alunni o per le mense, discende che i rientri pomeridiani, o certe attività di laboratorio, vengono fortemente compromesse, ove non precluse. SUDDIVISIONE DELLE RISORSE Ovviamente il problema è anche quello della suddivisione delle risorse tre i vari plessi (o punti di erogazione del servizio, come vengono pomposamente chiamati oggi) proprio perché la ristrettezza delle risorse impone un attenta gestione. È evidente che la miglior distribuzione dovrebbe essere quella basata sul numero delle classi, tenendo anche conto del numero degli alunni; in tal modo ogni plesso acquisisce la facoltà, entro le scelte comuni del POF, di organizzarsi come meglio reputa. Non dimentichiamo che l'art. 3 del DPR 275/90 precisa che il POF "comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità". Va altresì rammentato che il CCNL, comparto scuola, all'art. 6, lettera h), attribuisce alla contrattazione di scuola la seguente materia, comunque collegata all'organizzazione della scuola: modalità di utilizzazione del personale docente in rapporto al piano dell'offerta formativa e al piano delle attività. Infine, poiché la possibilità di operare è legata alla presenza delle persone, ma anche alla disponibilità di fondi, non sarebbe inopportuno che fosse data facoltà ad ogni plesso di impegnare, detratte ovviamente le risorse necessarie per far funzionare la scuola nel suo complesso (collaboratori del Dirigente, attività aggiuntive di progettazione per elaborare il POF e quant'altro), un certo "budget" di risorse per organizzarsi al meglio. CLASSI SUCCESSIVE ALLA PRIMA Per quanto riguarda le classi successive alla prima non pensiamo di aggiungere molto. Gli schemi forniti per la prima possono essere utilizzati, anche se in situazioni diverse, con un organico un po' più sostanzioso (30 ore e non 27), ma certo un consiglio ci sentiamo di darlo: meno si tocca e meglio è, atteso che il maestro prevalente è obbligatorio per le prime e non per le altre classi. Chi già ce l'ha può continuare a tenerlo, chi non l'avesse può benissimo non realizzarlo.

7 ALCUNE OSSERVAZIONI Intanto un osservazione preliminare: l'organico per le classi dalla II alla V è calcolato a 30 ore settimanali, cioè 1 maestro per classe più 8 ore. Sostanzialmente 2 ore in più rispetto al vecchio modulo 4 su 3, che, per 3 classi, prevedeva 4 maestri, cioè 88 ore settimanali, mentre ora sono previste 90 ore. Chi, per necessità, avesse già in adozione questo modulo non deve apportare correzioni di tiro; per gli altri forniamo alcuni spunti di riflessione. CHE PESO DARE ALLE SINGOLE DISCIPLINE nelle classi successive alla prima Nelle classi successive alla prima molte classi funzionano a 30 ore, un numero più limitato a 27, alcune a più di 30 ore e, data la ristrettezza dell'organico, proprio questo tipo di organizzazione diventa difficile da realizzare. CLASSI A 27 ORE Rispetto agli esempi sopra riportati occorre prevedere una contrazione oraria per alcune materie, atteso che inglese passa da 1 ora in prima a 2 in seconda e, per le altre classi, a 3. CLASSI A 30 ORE Per le classi a 30 ore, invece, l'incremento delle ore di inglese rispetto alle prime viene pienamente assorbito con le tre ore in più; anzi residua qualche spazio orario da aggiungere a qualche altra disciplina PROVIAMO A FORMULARE IPOTESI o, meglio, SUGGERIMENTI per la distribuzione delle materie fra i docenti Il primo esempio che ci viene da segnalare è quello del modulo classico: operando 4 docenti su tre classi ed essendo, in queste classi, liberi dall'obbligo di applicare il prevalente viene da pensare ad una suddivisione del tempo abbastanza omogenea tra i 4 docenti: 7 ore in una classe, 7 nell'altra e 8 nella terza. In questo modo a ciascun docente vengono assegnate delle discipline per il totale di ore indicato che, sostanzialmente vengono ripetute sulle tre classi. Un'altra possibilità è quella di prevedere una organizzazione con la presenza di un maestro prevalente che opera su due classi e del terzo che opera su tre. Ad esempio: CLASSE A (*) 16 ore (**) 6 ore (****) 6 ore CLASSE B (*) 6 ore (***) 16 ore (****) 8 ore CLASSE C (**) 16 ore (***) 6 ore (****) 8 ore (*) prevalente in A (**) prevalente in B (***) prevalente in C (****) operante sulle 4 classi. È ovvio che le materie ed anche il numero delle ore per classe varia a seconda delle situazioni (presenza di specialisti o meno, ecc.) e dalle decisioni didattiche dei Docenti. Abbiamo ipotizzato un prevalente a 16 ore per consentire un completamento sull'altra classe più sostanzioso, fra l'altro non essendo vincolati da alcune norma sulla prevalenza. Nella classe A mancano 2 ore alle 30 che potranno essere realizzate da altro Docente. Come sopra abbiamo già detto il modulo 4 su 3 produce 88 ore su 3 classi, mentre ne occorrono 90 per raggiungere le 30 ore a classe. A cura di Pier Francesco Ramero coordinatore nazionale settore primario

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