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1 Archivio Storico news NEWSLETTER N. 22 LUGLIO 2014 In primo piano / Studi e Ricerche / Pubblicazioni / Eventi Inventari / Biblioteca Storica / Fonti Iconografiche e Audiovisive / Archivi del Gruppo / Acquisizioni / Curiosità IN QUESTO NUMERO Una sinergia virtuosa Il lavoro di ricerca e salvaguardia delle carte del patrimonio immobiliare p. 2 EDITORIALE I documenti del patrimonio immobiliare di Intesa Sanpaolo Dall archivio storico alla documentation strategy Francesca Pino Aggiornata la mappa storica del Gruppo Monti di pietà e Mediocrediti regionali entrano nelle pagine web a disposizione degli utenti p. 4 Nuova luce sul patrimonio IMI Recuperate e inventariate le carte degli immobili dell Archivio storico IMI p. 6 IN REDAZIONE Direzione Francesca Pino Coordinamento Barbara Costa Realizzazione editoriale Nexo, Milano Hanno collaborato a questo numero Matilde Capasso Paola Chiapponi Carla Cioglia Silvia Guagliumi Rossella Laria Alessandro Mignone Giancarla Moscatelli Sara Pedrazzini Chiara Rinaldi Elena Sommaruga Newsletter a cura di Archivio Storico Intesa Sanpaolo Via Morone Milano In questo numero della Newsletter si celebra un obbiettivo perseguito a lungo e finalmente raggiunto: quello di individuare, selezionare e inventariare i giacimenti preesistenti della documentazione immobiliare e architettonica (tra magazzini urbani, archivi di deposito e uffici della Direzione Immobili), ricordando, in parallelo, i cospicui progressi nella curatela della documentazione fotografica sugli stessi. Il lavoro ha coinvolto i tre patrimoni milanesi (Cariplo, Bav e Comit) e l IMI di Roma e ci ha portato a pubblicare online gli inventari di oltre 500 faldoni. A seguito dei processi di fusione, infatti, la Direzione Immobili aveva ricreato il proprio working archive dei documenti di proprietà, delle pratiche edilizie ordinarie o legate ai beni vincolati dalle Soprintendenze ai Beni architettonici, e trattenendo altri dati e studi di valore; aveva potuto utilizzare il materiale disponibile negli uffici, senza poter procedere all indietro nella documentazione più remota, la quale, tra l altro, in taluni casi era praticamente irreperibile. D altro canto l Archivio storico, constatando che i vuoti nella documentazione antica ereditata erano macroscopici, ha avviato come di dovere ricerche per completare le acquisizioni, con l aiuto e il consenso dei colleghi della Direzione Immobili, tornando a segnalare i documenti utili per l operatività corrente. Nell ultimare i grandi lavori di inventario, siamo ora a proporre di alzare l asticella della qualità, con operazioni di approfondimento quali: 1) identificare le valutazioni complessive dei patrimoni immobiliari stilate in epoche diverse da ciascun Istituto, come validi quadri di contesto; 2) cercare di reperire le carte e i disegni di progetti di costruzione o riadattamento, specialmente nei casi in cui siano intervenuti architetti famosi su committenza delle nostre banche; 3) collegare il contestuale riordinamento delle fotografie storiche, che sta consentendo da qualche tempo l incrocio delle informazioni e l identificazione degli artisti, ivi compresi i realizzatori di opere scultoree e decorative. In questo modo, il tradizionale lavoro d ordine degli archivisti assume una connotazione proattiva - quella che nella teoria nordamericana è chiamata documentation strategy - e che è particolarmente valida per gli archivi di concentrazione di fondi archivistici diversi. La strategia vede molto coinvolti i colleghi della Direzione Immobili (di cui ospitiamo con piacere un intervento In primo piano), soprattutto nei recuperi della documentazione (ormai multimediale) dei progetti architettonici di maggiore spicco, fino al nuovo grattacielo di Renzo Piano, di imminente inaugurazione a Torino. 1. Sede della Comit di Roma, 1922, foto Vasari; 2. Loggia d Ercole di Palazzo Leoni Montanari, Vicenza, [ ], foto Tapparo & Trentin 3. Disegno di progetto per Palazzo Fodri a Cremona, [ ] 4. Sede IMI di via Quattro Fontane, Roma, [ ]

2 N. 22 LUGLIO Una sinergia virtuosa La collaborazione fra la Direzione Immobili e l Archivio storico per la salvaguardia delle carte del patrimonio immobiliare Elena Sommaruga* Linea conduttrice delle varie attività che svolge la Direzione Centrale Immobili del nostro Istituto è la gestione e la valorizzazione del vasto patrimonio immobiliare in proprietà di Intesa Sanpaolo e delle banche e società del Gruppo. L obbiettivo è quello di garantire la massima efficienza ed efficacia nei servizi di progettazione, ristrutturazione e manutenzione in capo alla Direzione. Nell ottica del più razionale utilizzo in termini di costi, superfici e valore dei palazzi ad uso strumentale, molta importanza viene data sempre di più all attività di archiviazione e raccolta documentale. Frequente è in questa fase il reperimento di materiali utili per la vasta attività che svolge l Archivio storico di Intesa Sanpaolo, quali scritture, disegni di progetti e fotografie. La recente mostra sul Palazzo Comit di Luca Beltrami ha consolidato la stretta collaborazione tra la Direzione Immobili e l Archivio storico con la testimonianza delle molte fotografie d epoca, raccolte La Serie Corrispondenza dell Ufficio Immobili della Banca Commerciale Italiana, Carla Cioglia È stata recentemente aperta alla consultazione l ultima parte dell archivio dell Ufficio Immobili denominata fin dall origine Corrispondenza. È suddivisa in due sottoserie (filiali italiane e estere) e le carte coprono un arco cronologico che va dal 1906 al 2002 per un totale di 82 cartelle complessive (la consultazione è libera fino agli anni Settanta). Questa serie permette di seguire il percorso di ogni filiale, dalla scelta dell istituzione alla valutazione degli immobili, all acquisto o all affitto dello stabile prescelto, ai lavori per l apertura e per eventuali ristrutturazioni significative, fino alla chiusura stessa. Particolarmente interessante è la corrispondenza con gli architetti che si occuparono dei lavori di ristrutturazione o realizzazione degli edifici. Tra le carte troviamo testimonianza del lavoro di Carlo Emilio Aschieri, Vittorio Ballio Morpurgo, Saverio Dioguardi, Giorgio Giorgi di Vistarino, Agenore Soncini, Gigiotti Zanini. Il materiale, che è molto abbondante dagli anni 50, periodo che vide effettivamente un intenso fervore edilizio, risulta invece e catalogate nel dedicato Quaderno fotografico. La ricerca di sempre nuove informazioni ed il lavoro di salvaguardia documentale, rafforzato dalla tecnologia digitale a disposizione, possono aprire nuovi orizzonti ad una sempre più fattiva attività di collaborazione tra le due strutture. In quest ottica si inserisce l intrapresa raccolta di materiali a testimonianza dei grandi progetti firmati da grandi architetti. Esempi fra i più recenti sono la costruzione del Nuovo Centro Direzionale di Torino progettato da Renzo Piano e le sale del percorso museale delle Gallerie d Italia di Piazza della Scala a Milano firmate dall architetto Michele De Lucchi. Il valore storico e artistico di tutto quanto verrà reso disponibile - compresi i filmati delle varie fasi di cantiere nonché degli incontri progettuali con gli architetti - diventano parte integrante di questo grande lavoro. *Intesa Sanpaolo Group Services, Ufficio Patrimonio carente per i primi due decenni del secolo. Un eccezione a questo riguardo è Roma, di cui si conserva un carteggio tra l architetto Marcello Piacentini e Pietro Fenoglio, risalente all epoca della costruzione dello stabile (anni Venti). Per le filiali estere - dove prevalgono le carte relative alla seconda espansione territoriale della Comit dalla fine degli anni 60 - è interessante il carteggio tra l Ufficio Immobili e l architetto Gino Valle in occasione della ristrutturazione dell edificio di One William Street, sede della Banca Commerciale Italiana a New York. Cospicua è la presenza dei ritagli di stampa che riflettono le polemiche e il consenso suscitati nella realtà locale da interventi di grande entità. Da segnalare sono anche le corrispondenze legate all attività di artisti, pittori, scultori per dotare i palazzi della Comit di opere d arte, di cui il più assiduo è lo scultore Francesco Barbieri. Per quanto riguarda le filiali estere è ricca la corrispondenza relativa all acquisto e installazione di opere d arte contemporanea, talvolta corredata da fotografie ed INCONTRI ED EVENTI From Factory to FaceBook Alcune riflessioni sulla conferenza annuale dell ICA/SBL Barbara Costa Il aprile scorso si è svolta a Londra la annuale conferenza dell International Council on Archives (ICA), Section for Business and Labour Archives (SBL) dedicata quest anno al tema From Factory to FaceBook. New ways to engage with business archives. Scopo della conference è stato quello di confrontarsi sull utilizzo efficace dei social media per promuovere - passo ulteriore e per certi versi più maturo rispetto all atto del valorizzare - gli archivi d impresa e per supportare i cambiamenti che stanno avvenendo al loro interno. L idea era quella di presentare soprattutto casi concreti - di business archives ma anche di archivi di altri enti - al fine di mostrare con quali modalità, aspettative e risultati essi abbiano usato una molteplicità di risorse web, e i social media in particolare, come strumento di comunicazione, anche per la salvaguardia degli archivi d impresa a rischio di sparizione. Le esperienze presentate erano molto variegate e per alcuni versi agli antipodi, ma quasi tutte hanno ruotato intorno ad un cardine, gli utilizzatori dell Archivio, vero target di ogni processo comunicativo. Il ruolo storicamente assunto dall archivista, quello cioè di mediazione fra il documento e il suo fruitore, non deve dunque tralasciare l aspetto essenziale della comunicazione, e per questo gli archivi devono sforzarsi di sviluppare una serie di strumenti di comunicazio-

3 N. 22 LUGLIO elenchi. Di un certo interesse per la storia locale sono le numerose segnalazioni di calamità naturali (alluvioni, come quella di Firenze del 1966, e terremoti) e qualche ritrovamento di beni artistici e archeologici, come l affresco del Quattrocento ritrovato a Brescia. Infine è da segnalare la notevole quantità di fotografie conservata all interno delle due sottoserie: sono oltre 3300 per le filiali italiane e più di 600 per le filiali estere. Accanto alle fotografie meno significative (relative ai lavori di ristrutturazione o alle vicende minute della vita delle filiali) abbiamo numerose immagini delle facciate dei palazzi storici, dell apertura e dell allestimento delle filiali estere (spesso conservate in album), dei particolari dell arredamento e della vita quotidiana delle filiali. A titolo di esempio, citiamo il diario di lavoro scritto dall ingegner Renato Salvadori in occasione della costruzione della filiale di Istanbul corredato da 48 fotografie originali dall inizio dei lavori fino all apertura della sede di Palazzo Agopyan Han (1956). Prima pagina del diario - giornale tenuto dall ing. R. Salvadori, 9 marzo 1955 Le carte della città ideale Cariplo Progetti, planimetrie, mappe catastali e fotografie del patrimonio immobiliare dell Istituto Barbara Costa e Sara Pedrazzini Nel 1979 Giordano Dell Amore, presidente ormai dimissionario della Cariplo, ricordava la grande espansione immobiliare, per molta parte avvenuta proprio sotto la sua presidenza: nel Museo storico della Cariplo esiste un espressivo plastico il quale dimostra che l Istituto dispone oggi di un complesso di immobili di propria pertinenza (sempre valutati una sola lira) tale da costituire, nell insieme, un grande centro urbano capace di accogliere una popolazione superiore ai 100 mila abitanti. Il plastico della città ideale - così lo chiamavano tutti e in parte è ancora conservato nell Archivio storico - riproduceva in miniatura e fedelmente tutti gli immobili di proprietà, circa quattrocento palazzi: filiali e case di abitazione, edifici monumentali e case per le vacanze, aziende agricole, magazzini, centri sociali, un collegio universitario e persino delle chiese (come quella di San Giuseppe in via Verdi a Milano). Comunicazione inviata all Ispettorato per la difesa del risparmio e per l esercizio del credito relativa all acquisto di uno stabile ad Assisi, 5 giugno 1940 ne, che si affianchino e potenzino quelli di descrizione inventariale. E che la mediazione sia diventata un fatto di comunicazione è un concetto molto forte nei paesi di cultura anglosassone. Esperienze come il sito dei National Archives britannici - - fanno toccare con mano che cosa vuol dire cogliere le opportunità del web, coniugando una eccezionale articolazione delle risorse alla ricchezza dei contenuti. Appunto, i contenuti: sono loro che possono fare la differenza. Proprio su questo punto però è emersa la divaricazione fra le esperienze degli archivi di grandi multinazionali (Coca Cola, Unilever, ecc.) impegnati in modo quasi esclusivo nel supporto alle funzioni dell azienda - quelle del marketing ma anche quelle della internal communication - e quella di istituti come l Archivio storico della Bank of England o della Royal Bank of Scotland, il cui approccio metodologico ci è apparso estremamente convincente: all archivista viene chiesto di elaborare una strategia ma anche di dare conto in modo dettagliato della sostenibilità dell investimento (e in questo senso, le relazioni hanno spesso fornito veritieri resoconti delle risorse investite e delle criticità incontrate). Infatti, l accettazione delle sfide che il digitale offre si lega inscindibilmente alla questione fondamentale della scelta del modello di gestione da adottare. Nel 2015, il 15 e 16 giugno, la conference dell ICA/SBL si terrà a Milano, città dell EXPO, e sarà promossa dall Archivio storico di Intesa Sanpaolo. Una prima bozza del titolo, ancora non definitiva, recita: Core competences for Business Archivists? The ever changing requirements for skills, knowledge and technology.

4 N. 22 LUGLIO Fino al 1954 era il Servizio Tecnico ad occuparsi della gestione di questo ingente patrimonio (dal 1934 fu affiancato dal Servizio Gestione Espropri limitatamente a quegli immobili divenuti di proprietà dell Istituto a seguito di espropriazione coattiva). Il grande incremento degli stabili di proprietà avvenuto nel dopoguerra indusse gli amministratori ad affiancare al Tecnico anche il Servizio Amministrazione Immobili. Il primo si occupava in particolare della progettazione e costruzione di nuovi stabili e delle ristrutturazioni, della manutenzione e degli impianti; al secondo spettavano la gestione delle operazioni di compravendita e delle affittanze, nonché la sorveglianza della gestione attraverso ispezioni periodiche. Le pratiche relative al patrimonio immobiliare della Cariplo, comprese fra gli anni Venti del 900 e il 2000 interamente riordinate e inventariate, contengono per lo più documentazione prodotta dai due servizi sopra citati e sono state versate in diverse tranches all Archivio storico; purtroppo, negli scorsi decenni, l Archivio ha subìto significative perdite dovute a ingenti operazioni di macero effettuate dagli uffici. Il fondo archivistico comprende sia la documentazione sui palazzi di direzione, sia quella sulle dipendenze e stabili diversi. Recentemente, anche grazie all importante sinergia con la Direzione Immobili, è stato portato a termine il lavoro di riordino e inventariazione della serie documentale denominata Dipendenze e stabili diversi, composta da 180 faldoni. La serie, a sua volta divisa in sottoserie, comprende: - dipendenze A-Z: immobili o parti di essi di proprietà Cariplo o in affitto in cui si trova una filiale della Cassa; - stabili diversi: immobili di proprietà destinati a svariati utilizzi (per esempio la Casa al mare di Alassio o la Colonia marittima di Follonica, ma anche i Magazzini Generali); - immobili estero: locali in affitto sedi di Uffici di Rappresentanza e filiali; - stabili del Fondo Pensioni: non di proprietà diretta Cariplo, ma gestiti di fatto dall Istituto. Le tipologie di documenti conservate comprendono: progetti, planimetrie, mappe catastali, documenti di acquisto, contratti di affitto, fotografie (oggetto di uno specifico progetto di selezione e inventariazione che ha riguardato oltre immagini), relazioni di stima del valore commerciale dello stabile, delibere del Comitato esecutivo della Cariplo. Questo fondo archivistico, molto eterogeneo e variegato, si presta per l approfondimento di molteplici discipline e viene sin d ora messa a disposizione degli utenti la documentazione fino alla metà degli anni Settanta. Tra le curiosità, segnaliamo la pratica relativa all acquisto, nel 1940, di un immobile ad Assisi in via del Seminario 5 destinato a ricoverare valori ed archivi in caso di emergenza ; la pratica fu definita il 6 giugno 1940, qualche giorno prima dell entrata in guerra dell Italia. Importanti documenti per la storia dell architettura si trovano nelle pratiche relative a palazzi storici divenuti sedi di filiali: è il caso, solo per citare due esempi, di Palazzo Fodri a Cremona (cfr. n. 15 del novembre 2012) e del Palazzo della Cassa di Risparmio di Voghera, di cui avremo modo di parlare nei prossimi numeri. Plastico della città ideale, 1962 Aggiornata la mappa storica del Gruppo Inseriti i profili di oltre 50 Monti di pietà e Mediocrediti regionali Alessandro Mignone Da qualche settimana è disponibile on line all'indirizzo l'aggiornamento della mappa storica di Intesa Sanpaolo. Prosecuzione del lavoro svolto nel 2010 (cfr. Newsletter n.8, gennaio 2011), quando furono censiti oltre 250 istituti all'origine dell'attuale gruppo bancario, la ricerca si è concentrata questa volta sulle incorporazioni di Monti di pietà e Mediocrediti regionali che, per la loro particolare natura, si era scelto di trattare in sede separata. Per la redazione dei profili storici sono state utilizzate sia fonti a stampa sia archivistiche e, come per la prima parte della ricerca, anche questa volta si è dimostrata indispensabile la consultazione dell'archivio storico della Banca d'italia per colmare alcune lacune di conoscenza dovute all'origine spesso molto antica dei Monti di pietà o, al contrario, troppo recente dei Mediocrediti. L'aggiornamento ha permesso di incrementare il totale degli istituti rilevati, portandolo ora ad oltre 300. Resta inteso che la ricerca è soggetta a continui aggiornamenti grazie anche all'intervento di studiosi o di semplici appassionati di storia locale che continuano a contribuire all'ampliamento della mappa attraverso le loro segnalazioni.

5 N. 22 LUGLIO L ultimo salvataggio: gli immobili del Banco Ambrosiano Veneto Ritrovata la documentazione degli anni Cinquanta-Settanta Paola Chiapponi FONTI ICONOGRAFICHE E AUDIOVISIVE Una foto, una storia: la filiale nel grattacielo Progetto di modifica delle aperture del palazzo di piazza Signoria a Firenze, Nei decenni passati il patrimonio archivistico del Banco Ambrosiano poi Banco Ambrosiano Veneto ha subìto numerosi spostamenti, essendo stato traslocato attraverso diversi uffici e da un archivio di deposito all altro. In tempi recenti il processo di accorpamento degli archivi di deposito in un archivio centralizzato dotato di piattaforma informatica - in cui sono stati registrati tutti i pacchi ivi custoditi - ha permesso di localizzare importanti serie archivistiche mancanti, tra queste la documentazione prodotta dall Ufficio Immobili, di cui non era disponibile alcuna lista di versamento. È stato così possibile identificare, selezionare, inventariare e aprire alla pubblica fruizione un archivio integro e molto ben conservato, fondamentale per ricostruire la storia del patrimonio immobiliare, del processo di apertura e chiusura delle filiali, del rapporto tra banca e territorio nonché per approfondire la storia economicasociale e anche dell architettura bancaria. La documentazione inventariata è per lo più relativa al periodo compreso tra gli anni Cinquanta e la fine degli anni Settanta, arco temporale in cui si determina lo sviluppo della rete territoriale e degli investimenti immobiliari. Ricordiamo che il patrimonio immobiliare degli istituti bancari non riguarda solo fabbricati adibiti a filiali, ma anche appartamenti e/o interi edifici acquistati specificatamente come bene rifugio. Per quanto riguarda la Banca Cattolica del Veneto, l ufficio produttore risulta particolarmente meticoloso: è presente un fascicolo nominativo, inventariato per località, in cui viene raccolta la documentazione suddivisa ordinatamente in sotto cartelle: atti di compravendita, autorizzazione della Banca d Italia, delibere del Consiglio di Amministrazione, corrispondenza con terzi (comune, vicini di proprietà, ditte responsabili dei lavori di ristrutturazione o di realizzazione di nuovi impianti), planimetrie e spesso fotografie. In qualche caso sono presenti anche modifiche al tracciato urbanistico della località; nei casi di palazzi di pregio sono allegate le relazioni di storici e di architetti. Sono inoltre state reperite, sia per la Banca Cattolica del Veneto che per il Banco Ambrosiano, le cosiddette perizie di stima realizzate a fine anni Settanta, particolarmente accurate: si tratta per entrambi gli istituti di schede singole (poi rilegate) relative a ciascuna proprietà, in cui sono presenti: la descrizione sommaria dell immobile, la data di costruzione, il volume complessivo, le finiture, gli impianti, il degrado globale (alcune perizie sono a fine assicurativo), le fotografie e la mappa di localizzazione nella singola località, la valutazione contabile. In particolare, si segnala il recupero delle perizie relative alla Banca Mobiliare Piemontese e al Banco d Imperia (istituti fusi nel 1977 dal Banco Ambrosiano), particolarmente preziose perché suppliscono a una quasi totale mancanza, almeno fino a questo momento, di altro tipo di documentazione. Nella documentazione sono presenti molte immagini che vanno a incrementare la sezione fotografica dell Archivio storico di Intesa Sanpaolo. Forse non tutti sanno che Milano vanta il primato di aver costruito il primo grattacielo più alto del mondo in cemento armato sito in piazza della Repubblica e inaugurato l 8 dicembre 1955 alla presenza del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi: 117 metri d altezza, suddivisi in 29 piani serviti da dieci ascensori. L ingegnere Pio Cappelli ha diretto e organizzato l impresa che lo ha costruito. Il primato sarebbe passato pochi anni dopo al grattacielo Pirelli di piazza Duca d Aosta, noto come Pirellone, costruito sempre in cemento armato con una altezza pari a 123 metri. Siamo negli anni in cui Milano progetta e costruisce il proprio Centro direzionale. I primi sette piani del grattacielo sono adibiti a uffici; la hall possiede i servizi solitamente presenti in un grande albergo: l ufficio telegrafico, il giornalaio, il fiorista, il tabaccaio e una filiale del Banco Ambrosiano scorgiamo l insegna dell agenzia al piano terreno - progettata dall architetto Matteo Longoni e realizzata in collaborazione con l Ufficio Tecnico dell Istituto. La filiale si sviluppa sull angolo del grattacielo tra viale Tunisia e via Vittor Pisani, servendo una zona molto popolata nei pressi della Stazione Centrale; si presenta dotata di moderni mezzi tecnici: posta pneumatica, servizio postale e tele-

6 N. 22 LUGLIO Nuova luce sul patrimonio immobiliare IMI Terminato il lavoro di inventariazione del fondo Servizio Tecnico e Provveditorato Matilde Capasso Album fotografico sulla sede di viale dell Arte 25, , foto Tullio Leonori. Copertina della relazione di collaudo della sede di via Quattro Fontane, L archivio storico IMI, in linea con gli altri patrimoni del Gruppo, ha recentemente recuperato e inventariato le carte degli immobili concentrate nel fondo Servizio Tecnico e Provveditorato. Inizialmente denominato Ufficio Immobili, esso confluì negli anni nell ambito della Direzione Bilancio e Programmazione con la denominazione di Servizio Tecnico e Provveditorato. Le carte sono state riversate all Archivio storico nel 2009, in occasione del trasloco dell archivio di deposito dell IMI. Il fondo conserva le carte sugli immobili funzionali e gli immobili a destinazione diversa (compreso il piano di vendita attuato negli anni Ottanta), la documentazione riguardante le attività dell ufficio e quella relativa alle varie società di gestione immobiliare. Le tipologie di carte trovate sono varie: progetti con planimetrie, collaudi, stime degli immobili, alcuni atti di acquisto, corrispondenza e promemoria, carte delle società di gestione immobiliare, locazioni e fotografie. Molte sono le lacune riscontrate e non si esclude che in futuro si possano recuperare altre carte, presumibilmente conferite agli uffici decisionali per tracciare il patrimonio immobiliare nel momento dei vari processi di fusione (con il San Paolo nel 1998, e poi successivamente nel 2007 con Intesa). Per ora solo una parte del fondo sarà aperta al pubblico (36 buste). Tra le carte degli immobili funzionali troviamo la documentazione sulla costruzione di varie sedi dell IMI a Roma: negli anni 50 l edificio sede IMI e UIC (Ufficio Italiano Cambi) in via Quattro Fontane a Roma; all inizio degli anni 60, un edificio in viale dell Arte 68 ad uso ufficio; infine, negli anni 70, l immobile di viale dell Arte 25. Troviamo notizie e tracce degli immobili di sedi regionali e di società del gruppo a Firenze, Milano, Bari, Catania, Padova, Venezia, Genova, Torino, Bologna, Napoli, Londra e Washington. Molte sedi regionali erano poste all interno di palazzi nobiliari o sotto vincolo architettonico, come ad esempio nel Palazzo Piccioli a Firenze oppure in Palazzo Contarini Corfù utilizzato come sede di rappresentanza a Venezia. Invece, tra gli immobili a destinazione diversa, troviamo le carte riguardanti la costruzione del Circolo Sportivo dell IMI in località di Acqua Acetosa (Roma) e quelle relative a vari complessi edilizi ad uso abitativo e commerciale a Roma e Milano. In molti casi gli immobili furono acquistati dall IMI comprando pacchetti azionari di società immobiliari (Januense, Immobiliare Bella Venezia, Società Vittorio Edile, Valmauri, ecc.); in altri, occasioni di acquisizioni derivavano da normali attività della banca: è il caso, ad esempio, dell immobile con terreno in località Due Ponti (Roma), acquistato in seguito ad un contenzioso, e successivamente affidato in comodato d uso ad un organizzazione benefica. L analisi di altre fonti correlate consente di tracciare una precisa cronologia degli immobili acquistati dall IMI, di conoscere i nomi degli architetti coinvolti (ricorrenti gli studi Pediconi-Paniconi e Passarelli), e, in alcuni casi, di avere informazioni relative ad opere d arte acquisite o commissionate dall Istituto. L inventario ha offerto anche occasione di rilevare la consistente presenza di fotografie all interno delle pratiche, per cui è stato avviato in parallelo un progetto di catalogazione nella Sezione fotografica, che sarà argomento di approfondimento nel prossimo numero della Newsletter. grafico, locale corazzato per cassette di sicurezza. La fotografia, datata 8 dicembre 1955 (Bromofoto), è in realtà una cartolina stampata come "vera fotografia" (la qualità infatti è altissima), incollata all interno di una raccolta stampa del Banco Ambrosiano conservata nell Archivio storico di Intesa Sanpaolo. Una particolarità: l immagine ci mostra l edificio nella sua interezza, restituendo quindi il contesto in cui si collocava l agenzia del Banco; si tratta quasi di un unicum in quanto le immagini conservate ritraggono per lo più gli spazi dell agenzia e la sua inaugurazione. CURIOSITÀ Palazzo Leoni Montanari raccontato ai bambini Rossella Laria Tra i molti modi di raccontare la storia di un palazzo barocco del tardo Seicento sono pochi quelli che utilizzano un linguaggio semplice e immediato che sappia arrivare ai bambini. Lo fa il volume Invito a Palazzo Leoni Montanari. Storia di una famiglia vicentina e della sua fiabesca dimora edito nel 2000 dal Banco Ambrosiano Veneto, dedicato al palazzo vicentino che oggi ospita una sede delle Gallerie d Italia. Nella prima parte, illustrata ad acquerelli, si racconta la storia della famiglia partendo da quella di Antonio, il tessitore di un paesino dei colli Berici che, alla fine del 500, decise di tentare fortuna in città fondando la famiglia dei Montanari ; di suo figlio Bernardino che unì alle capacità tecniche paterne quelle commerciali; del giovane Giovanni Leoni che ereditò i possedimenti

7 N. 22 LUGLIO La costruzione di Milano dal 1860 al 1987 Mappe catastali e piani regolatori nel patrimonio cartografico della Cariplo (II parte) Barbara Costa e Chiara Rinaldi All interno della raccolta di mappe censuarie e cartografiche raccolte dalla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, di cui abbiamo scritto nello scorso numero della Newsletter, un discorso a parte merita la raccolta di mappe catastali e di piani regolatori relativi alla città di Milano, che copre un arco cronologico che va dal 1860 circa al 1987, per un totale di 65 mappe. Come noto, Milano ebbe la sua prima mappa censuaria dettagliata nel 1722, aggiornata poi nel 1751, alla ripresa delle operazioni catastali dopo l interruzione avvenuta fra 1733 e In questo secondo momento, oltre all aggiornamento, si procedette con la fondamentale misurazione e stima degli edifici. Un ulteriore adeguamento si ebbe in età napoleonica e, soprattutto dal 1818 con la realizzazione del Catasto Lombardo Veneto. Si ricorda che, dal punto di vista amministrativo, fino al 1873 Milano era di fatto divisa in due: la città racchiusa all interno delle cinquecentesche mura spagnole da una parte, e i cosiddetti Corpi Santi dall altra, vale a dire quella sorta di prolungamento della città posta a ridosso delle mura e costituito da insediamenti rurali e aggregati suburbani. Tra la fine dell Ottocento e i primi decenni del Novecento alcune zone esterne ai Corpi Santi (ad esempio Baggio) sono poi diventate a tutti gli effetti quartieri della città. Mappa censuaria della città di Milano, , foglio 21 (particolare): la piazza del Duomo subito dopo la ristrutturazione Se l interesse odierno per questa tipologia di documenti è soprattutto legato allo studio del territorio e della sua evoluzione nei secoli, non bisogna dimenticare che la raccolta del patrimonio cartografico di base catastale serviva agli uffici della Cassa di Risparmio e in particolare al Servizio Mutui e al Credito Fondiario per avere sotto controllo i confini amministrativi delle proprietà nel momento in cui esse venivano poste sotto ipoteca per approntare la pratica concessione di un mutuo. Milano e il suo hinterland rappresentavano per la Cassa di Risparmio la zona d azione privilegiata e di gran lunga economicamente più rilevante. Le mappe che rappresentano la città sono quattro: quella del 1875 e suoi aggiornamenti fino al 1901 (lustrazioni); 1902 e suoi aggiornamenti fino al 1905; 1929; Ogni mappa è divisa in alcune decine di fogli: quelle del 1902 e del 1929 arrivano ad un totale di 41 fogli per la descrizione di una Milano molto meno estesa di quella che conosciamo oggi. Infatti, la cartografia del comune milanese non comprende i Corpi Santi; la descrizione di questa porzione di territorio è divisa per porte. Disponiamo di 6 mappe per i Corpi Santi di Porta Romana ( ), 7 per Porta Garibaldi ( ), Porta Magenta e Porta Nuova (ante ), 8 per Porta Ticinese e Porta Venezia (ante ). Il Piano Regolatore Generale del 1953 è documentato nell addenda. Si conservano in Archivio 12 versioni del PRG che si differenziano fra loro per scala e tematica. Di questo Piano possediamo gli aggiornamenti fino al 1987 e alcune cartine più dettagliate di del nonno materno e alla sua morte aggiunse al proprio cognome quello dei Montanari, per arrivare alla costruzione del palazzo nella Contrada di Santa Corona, voluto con l obiettivo di farsi accettare dalla nobiltà vicentina. Nella seconda parte del libro, illustrata con fotografie e acquerelli, viene descritto il palazzo partendo dal rigore della sua facciata e fino alla ricchezza delle decorazioni delle sale interne, senza mai smettere di stuzzicare la fantasia dei bambini nella descrizione dei personaggi mitologici raffigurati. Il volume si conclude con Adesso giochiamo, allegato composto da 19 schede ludico-didattiche. L obiettivo viene ben illustrato nella dedica iniziale: a questi bambini, alla loro curiosità e simpatia, l Ambroveneto dedica il presente libro, con l augurio che le attuali, piccole, suggestioni di storia e d arte, contribuiscano a formare la ricchezza della loro memoria e l armonia delle loro future personalità. PUBBLICAZIONI "Luigi Guagliumi. Architetto, Ingegnere e Docente Universitario in Milano Silvia Guagliumi Questa agile monografia dedicata a Luigi Guagliumi, redatta e pubblicata dai figli ad un secolo di distanza dalla sua nascita, intende ricordare ed illustrare sinteticamente, attraverso la riproduzione di un ricco corredo di documenti, le varie fasi della vita professionale e della sua perso-

8 N. 22 LUGLIO alcune nuove zone. Infine un ultima curiosità: nel fondo sono conservate non solo le mappe, ma anche progetti di edifici di notevole interesse che furono in parte finanziati attraverso mutui fondiari concessi dalla Cassa di Risparmio: citiamo, ad esempio, il progetto della Galleria Vittorio Emanuele II dove la nuova struttura è sovrapposta alle particelle delle case (indicate con il nome del proprietario uscente) e il Macello di piazza Sant Agostino. Gli indici dei verbali del Consiglio di Amministrazione del Banco Ambrosiano Giancarla Moscatelli Gli indici dei verbali del Consiglio di Amministrazione del Banco Ambrosiano descrivono il processo di creazione, sviluppo e gestione della banca svoltosi nell arco di quasi un secolo. La serie, relativa al periodo , riguarda l indicizzazione di 20 volumi manoscritti, più 2 dattiloscritti, tutti in buono stato di conservazione. Le voci indicizzate sono 1036; il criterio di selezione e organizzazione formale degli argomenti, pur prendendo spunto da lavori analoghi sui verbali della Comit, ha necessariamente rispecchiato la natura dell Istituto. Il Banco, infatti, ha una serie di attività sue proprie, quali ad esempio la beneficenza. Il dettaglio e la strategica ridondanza di alcune voci, permettono di rintracciare facilmente gli argomenti, le attività e i personaggi rilevanti della Per la descrizione dettagliata delle singole mappe si rimanda alla catalogazione on line (http://intesasanpaolo.xdams.org > sezione Iconografia) E possibile consultare in rete l'atlante dei Catasti Storici e delle Carte Topografiche della Lombardia (http://archiviomilano.cineca.it) On-line sono anche disponibili le Mappe del Catasto Teresiano, del Catasto Lombardo-Veneto e del Nuovo Catasto Terreni dell'archivio di Stato di Milano (http://archiviomilano.cineca.it) Primo verbale del Consiglio del Banco Ambrosiano, 5 ottobre 1896 vita del Banco, offrendo quindi la possibilità di creare dei veri e propri percorsi di studio ed approfondimento personalizzati. I primi anni sono sicuramente i più interessanti dal punto di vista storico: poche persone riuniscono idee, ideali cattolici e risorse per creare una nuova banca con un solo sportello. Nelle loro prime riunioni emerge la necessità di far fronte alle contingenze, più che la messa a punto di strategie di mercato e le voci ci raccontano delle tante piccole imprese finanziate che vengono indicate nominalmente durante le sedute, per poi lasciare posto al libro fidi e scomparire definitivamente dai verbali negli anni a venire, salvo ritornare nel dopoguerra solo per le operazioni più rilevanti. Ai primi del 900 il Consiglio inizia a parlare di espansione territoriale: i profitti sono buoni, gli investimenti hanno prodotto i fondi necessari per iniziare ad aprire nuovi sportelli e nasce la voce filiali. Pagina dopo pagina, scorre quindi gran parte del 900, con i dipendenti richiamati al fronte della Grande Guerra prima e della Seconda Guerra Mondiale poi, con l ascesa del fascismo, i provvedimenti in materia bancaria e le azioni a salvaguardia del Banco e dei suoi dipendenti che si leggono tra le righe dedicate alle provvidenze ai famigliari e ai rapporti con la Banca d Italia. E dopo la guerra, però, che iniziano ad essere poste le premesse della banca moderna. Le voci degli indici diventano sempre più di carattere istituzionale e finanziario, nelle sedute si parla sempre più di immobili, partecipazioni, situazione valutaria e fusioni. Mentre le voci relative al personale, da sempre articolate e ricche di informazioni - tanto da supplire pienamente laddove ci siano lacune di materiale d archivio -, si riducono piano piano ad una semplice conta delle maestranze in essere. Il Consiglio diventa un organo di governo che registra, decide, investe, fa profitti. nalità attraverso la formazione universitaria, l'esperienza accademica, i progetti architettonici e urbanistici, le realizzazioni, le principali pubblicazioni e la mai sopita passione per gli acquarelli a tema storico-architettonico. Laureato nel 1937 nell'allora Istituto Superiore di Ingegneria, nel dopoguerra rientrato in Italia dopo la prigionia negli USA, sarà libero docente in Disegno I e II e Tecnica Urbanistica nella Facoltà di Ingegneria e di Elementi costruttivi alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Tra i numerosi concorsi a cui partecipa durante la lunga carriera professionale è da ricordare il primo premio nel Concorso Cisav per la progettazione del quartiere Saint Gobain di Pisa; si classifica primo fuori gara nel Concorso Internazionale per la realizzazione delle infrastrutture dell'aeroporto Intercontinentale Ezeiza di Buenos Aires. Collabora all'elaborazione dei Piani Regolatori di Milano, Verona e Brescia, alla pianificazione dei trasporti aerei ed alla progettazione degli Aeroporti in Lombardia. Realizza numerosi edifici tra i quali la sede commerciale in Milano dell'industria Farmaceutica Hoechst (casa madre a Francoforte) e la ristrutturazione ed ampliamento dell'ospedale Sant'Orsola di Brescia. Nei vari capitoli, attraverso le didascalie descrittive, i disegni e le illustrazioni, vengono sottolineati i caratteri distintivi della personalità professionale e della sua opera dagli esordi sino alla maturità per giungere al bilancio complessivo dell'attività svolta al servizio della società civile con i riconoscimenti delle istituzioni quali la Benemerenza e l'ambrogino d'oro del Comune di Milano e la Medaglia d'argento per i 35 anni di insegnamento presso il Politecnico di Milano nelle Facoltà di Ingegneria ed Architettura. Un capitolo è dedicato ai suoi contributi editoriali, in particolare sono riportati tre saggi pubblicati sulla rivista «Cà de Sass» (edita dalla Cariplo), tra cui un ricordo del sommo artista urbinate Raffaello Sanzio analizzato sotto il profilo di maestro della pittura e di architetto discepolo di Donato Bramante, del quale ricorre quest'anno il 500 anniversario della scomparsa. A completare il volume alcune suggestive immagini della vasta produzione di disegni e acquarelli presentati in bianco e nero e a colori. Il volume è disponibile per la consultazione nella sala di studio dell Archivio storico di Intesa Sanpaolo.

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