Progetto realizzato con il contributo della Regione Veneto DDSE n. 1 del Direzione Sviluppo Economico, Ricerca e Innovazione L.R.

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1 Progetto realizzato con il contributo della Regione Veneto DDSE n. 1 del Direzione Sviluppo Economico, Ricerca e Innovazione L.R. 4 aprile 2003 n. 8 Disciplina dei Distretti Produttivi ed interventi di politica industriale locale, di cui al bando 2005 (DGR n del ) CREAZIONE DI UN OSSERVATORIO DEL DISTRETTO VENETO DELL'INFORMATICA E DEL TECNOLOGICO AVANZATO RAPPORTO CONCLUSIVO BOZZA

2 INDICE Premessa Pag. 3 Obiettivi e risultati attesi Pag. 5 Difficoltà emerse Pag. 10 Analisi del contesto Pag. 14 Linee di sviluppo e politiche di governo Pag. 31 Il sistema formativo Regionale Pag. 41 Ambiti di sviluppo Pag. 56 Il processo di comunicazione Pag. 70 Analisi dati rilevazione Pag. 73 Conclusioni Pag. 108 Fonti informative e Bibliografia Pag

3 PREMESSA 3

4 Quanto riportato all interno del presente rapporto costituisce il risultato di una serie di azioni che sono state realizzate dal Consorzio VITA scarl all interno di un progetto rientrante nelle iniziative regionali volte alla promozione dei distretti produttivi del Veneto; in particolare fa riferimento al bando di finanziamento "Distretti 2005". La legge regionale n. 8 del 4 Aprile 2003 (e successive modificazioni) prevede il sostegno, da parte della Regione Veneto, nella realizzazione di iniziative, progetti e sperimentazioni volti a promuovere lo sviluppo e la crescita delle aziende aderenti ai patti di sviluppo riconosciuti dalla stessa Regione. La presente iniziativa rientra all interno della misura prevista dal bando di cui sopra, relativa alla realizzazione di banche dati ed osservatori. Al fine di consentire interventi più mirati ed efficaci e raccogliere una serie più approfondita possibile di elementi conoscitivi delle imprese aderenti al patto è stato pertanto attivato questo osservatorio di settore. Il Distretto VITA è un patto di sviluppo riconosciuto dalla Regione Veneto e disciplinato attraverso la Legge Regionale n. 8 del 4 Aprile 2003 e integrata dalla Legge Regionale n. 5 del 16 Marzo Di seguito viene pertanto riportata la descrizione dei risultati ottenuti, delle attività svolte e delle indicazioni formulate. 4

5 OBIETTIVI E RISULTATI ATTESI 5

6 Obiettivo del progetto era quello di analizzare una serie di elementi cercando di individuare le specificità del comparto e puntando ad elaborare le informazioni in modo da: fornire a quanti si occupano a livello territoriale di programmazione e sviluppo di avere riferimenti precisi relativamente a un comparto particolarmente strategico quale quello dell'ict; trasmettere alle aziende del comparto stesso dati e riferimenti utili ad acquisire una maggiore consapevolezza del sistema e della necessità di fare rete in funzione dello sviluppo; Nel dettaglio gli obiettivi del progetto possono essere ricondotti ai seguenti: monitorare lo stato del settore, in termini qualitativi e congiunturali, a livello di sistema individuare e analizzare potenziali ambiti di sviluppo e individuare expertise di riferimento individuare ed analizzare best practices legate a singole realtà organizzative piuttosto che a sistemi esterni al distretto promuovere lo scambio di esperienze e soluzioni tra le aziende del distretto fornire alle aziende del sistema veneto informazioni di base sulle attività dell osservatorio e quindi del distretto in modo da allargare la copertura e l attività del distretto sviluppare e condividere elementi relativi a professionalità e profili che possano essere di riferimento per il contatto con le scuole professionalizzanti, con le università e con i canali di mediazione al lavoro individuare e analizzare fabbisogni strutturali e organizzativi individuare e analizzare soluzioni innovative realizzate in altri contesti o in ambiti accademici individuare ed analizzare elementi utili alla progettazione, sviluppo e realizzazione di progetti di intervento comuni costituirsi come interlocutore e riferimento per: gli organi regionali deputati alla programmazione, alla gestione e 6

7 all amministrazione; veneto innovazione, veneto sviluppo I risultati attesi erano stati individuati nei seguenti: il rafforzamento della rete di contatti sia all interno del distretto sia con soggetti esterni il rafforzamento del concetto di distretto e di sistema-impresa la condivisione di oneri ed obiettivi legati a particolari attività di monitoraggio ed analisi l individuazione ed analisi di: prospettive di sviluppo situazioni legate ad altri contesti esempi di eccellenza realizzati in altre realtà la raccolta ed analisi di informazioni e dati integrati ed allargati l analisi integrata di aspetti legati al comparto ma che riguardano attori differenti quali mondo delle imprese e sistema dell istruzione la diffusione di esperienze la condivisione di informazioni utili all avvio di nuove imprese lo scambio di opportunità un più efficace confronto con il sistema delle rappresentanze e con le amministrazioni pubbliche la rilevazione dei fabbisogni delle aziende del distretto, utile poi a consentire ai soggetti preposti la programmazione e realizzazione di soluzioni mirate ed efficaci condividere fabbisogni organizzativi e di sviluppo una maggiore spinta all innovazione di prodotto e processo L'implementazione di un osservatorio di sistema è nata proprio per rispondere a questi bisogni andando ad intervenire sul piano dell analisi e monitoraggio delle differenti dinamiche che intervengono a livello di sistema veneto. In Veneto il comparto ha comunque avuto notevole sviluppo sia per quanto riguarda numero di imprese attive sia per quanto attiene al numero di addetti occupati. 7

8 Il progetto ha posto particolare attenzione all'acquisizione di dati, riferimenti e informazioni utili ad attivare azioni e quindi ottenere risultati a livello sistemico. La costituzione dell osservatorio è strettamente funzionale alle attività di rappresentanza e sviluppo che il patto di distretto si propone di promuovere per il settore e per le aziende aderenti. L attivazione della rete consentirà di rilevare elementi, dati, informazioni in termini allargati ed integrati che, in un ottica di sistema, è elemento fondamentale per il successo dell iniziativa. A maggior ragione in un settore che del knowledge management fa l elemento centrale. In particolare, la costituzione dell'osservatorio è mirata ad obiettivi che possono portare ad un impatto a livello di sistema, quali: costituire un tavolo di lavoro allargato ed integrato che possa poi continuare il dialogo e il confronto sistematizzare un modello di analisi dei fabbisogni strettamente connesso allo specifico settore di riferimento favorire, anche se non direttamente, processi di programmazione didattica individuare elementi che possono poi essere impiegati, da soggetti competenti, per promuovere processi e percorsi di informazione all interno del comparto di riferimento L osservatorio si inserisce in un settore che ha visto una elevata volubilità delle prestazioni e degli andamenti, un incremento esponenziale del fatturato, della nascita di nuove imprese, dello sviluppo di nuove professionalità e prodotti, di occupati ma anche di cessazione di attività, di ridimensionamenti, di crisi, di stalli, e, ora, di ripresa. La domanda da parte delle aziende così come degli utenti privati è maturata, ma resta ancora inferiore rispetto alle potenzialità che il settore e le sue applicazioni possono apportare al sistema. Il settore, più di ogni altro, si connota per l elevato grado di innovazione quale elemento imprescindibile. 8

9 Il tessuto imprenditoriale è però comunque composto per lo più da micro e piccole imprese che si trovano a confrontarsi con colossi multinazionali, con pesanti oneri legati all innovazione, alla ricerca e sviluppo, agli investimenti in risorse umane e in immobilizzi tecnologici. Ogni azienda del settore si trova pertanto a gestire almeno due differenti tipologie di attività: offrire servizi richiesti dal mercato soddisfando la domanda fare ricerca e sviluppo in modo continuativo e mirato Emerge pertanto chiaro il bisogno di fare sistema proprio in funzione della promozione di innovazione e sperimentazione ma anche rispetto alla necessità, nel contesto veneto delle PMI, di promuovere soluzioni mirate e tagliate sulle specifiche esigenze del tessuto locale. Da queste considerazioni la volontà e l interesse condiviso di realizzare un impianto di analisi specifica del contesto veneto, del sistema impresa e della domanda da parte delle aziende e degli utenti. Questo consentirà di mantenere la focalizzazione sul sistema impresa veneto che si connota per alcune peculiarità che hanno un peso determinante sia sulla domanda di servizi ICT sia sulla loro erogazione e sviluppo 9

10 DIFFICOLTÀ EMERSE 10

11 Uno dei primi elementi di analisi è focalizzato sulle difficoltà che connotano il sistema. Si è deciso di sottolineare da subito alcuni limiti per dare risalto alla concretezza dell'impianto e perchè gli obiettivi delle azioni di sistema devono sempre avere carattere duplice: valorizzare i punti di forza sviluppare i punti di debolezza in questo quadro si vogliono inserire aree differenti, alcune proprie delle stesse aziende del comparto, altre invece proprie del sistema imprenditoriale e socio-economico veneto in termini allargati. Per quanto concerne le aziende del settore: la maggior parte sono di piccole e micro dimensioni (in linea con quella che è la realtà imprenditoriale veneta). Questo comporta un valore aggiunto in termini di flessibilità, controllo, contenimento dei costi di gestione. Ma comporta anche difficoltà di rappresentanza, di investimento, di ricerca, di interfaccia con enti territoriali. legato al precedente è emerso un altro aspetto; molte aziende del settore, di micro dimensioni, puntano sulla flessibilità dei servizi, sulla copertura allargata dei bisogni delle aziende clienti. Questo costituisce sicuramente un vantaggio competitivo, specie in termini di fidelizzazione dei clienti; nel contempo rischia di generare una situazione dove emerge grande disponibilità, prezzi contenuti ma anche non adeguata professionalità, rincorsa delle esigenze dei clienti, mancanza di pianificazione della crescita e dello sviluppo. la partecipazione alle attività previste dall'osservatorio è stata limitata, con una scarsa disponibilità da parte delle aziende aderenti al patto di distretto di partecipare all'iniziativa e quindi di rispondere ai questionari; questa non è certo una peculiarità delle aziende del settore ICT ma connota, ancora una volta, le configurazioni organizzative di piccole dimensioni; mancanza di un referente aziendale, mancanza di tempo a disposizione, sovraccarico di questionari e indagini condotte da svariati organismi di ricerca, associazioni di categoria ecc. altro segnale in linea con il precedente è la ridotta partecipazione delle aziende aderenti al patto di distretto ai progetti di sviluppo che i bandi di finanziamento 11

12 consentono di realizzare. Questo fa capo alla mancanza di programmazione di attività di innovazione e sviluppo, difficoltà di dedicare risorse tempo, uomo e denaro a progetti di sviluppo. Nel contempo mancando una pianificazione delle attività manca la visione sul medio termine del ritorno di questi progetti che vengono quindi un po' snobbati. nonostante il settore sia relativamente giovane (o forse proprio per questo) manca uno spirito di sistema sia tra aziende sia tra queste e i soggetti territoriali preposti allo sviluppo (enti di ricerca, università, scuole...) le aziende sono fortemente connotate dall'aspetto commerciale, delle vendite. Considerata la difficoltà con la quale le aziende utenti si spingono ad investimenti tecnologici, lo sforzo commerciale risulta particolarmente importante. Nel recente passato questa tendenza è stata ossessionata e ha portato all'affermazione numerose aziende più brave a vendere che a soddisfare i bisogni dei clienti. Questa non è certo una peculiarità del comparto ICT ma ha portato anche un po' di diffidenza da parte delle aziende utenti nei confronti del sistema nel suo complesso. Per quanto concerne le difficoltà e i limiti del sistema veneto sono da sottolineare i seguenti: il sensibile calo degli studenti che scelgono gli istituti tecnici ad indirizzo informatico. La diminuzione delle iscrizioni coincide poi con un livello mediamente più basso degli studenti che vi si iscrivono. Questo comporta la mancanza di professionalità tecniche di base cui fare riferimento per le aziende del settore. la difficoltà di confronto con enti di ricerca e università. Gli atenei e le facoltà stanno cercando di promuovere un maggior scambio di esperienze. Subentrano però delle difficoltà di dialogo in quanto molto spesso i presupposti sono differenti. Le aziende (specie di piccole e medie dimensioni) si aspettano dall'università risposte, concrete, immediatamente spendibili, che consentano loro di avere un vantaggio competitivo e costi ridotti; le strutture universitarie ricercano invece fondi privati per poter mantenere strutture di ricerca efficaci, qualificate e valide. le aziende utenti pur essendo più mature e consapevoli del ruolo delle nuove tecnologie nel determinare il successo del loro business, fanno ancora fatica a pianificare investimenti corretti; non sono ancora, molto spesso, in grado di valutare 12

13 il ritorno che investimenti in innovazione e gestione tecnologica delle informazioni, sono in grado di garantire loro. Questo porta a spese parziali, distribuite nel tempo, non ottimali. Manca inoltre molto spesso un'idea chiara dei bisogni e degli obiettivi cui mirare; questo comporta poi, in alcuni casi, l'acquisizione di prodotti e sistemi non ottimali, non efficaci con costi contenuti ma con una spesa elevata in termini di non efficienza. Una delle problematiche emerse è invece specificamente riferibile alla metodologia di indagine prevista a livello progettuale. Al fine di rendere la rilevazione delle informazioni periodica, di facile accesso e in linea con le innovazioni previste a livello di distretto, era stato previsto di somministrare differenti sezioni del questionario periodicamente attraverso l'utilizzo del portale di distretto. Questo avrebbe dovuto essere sviluppato attraverso un altro progetto finanziato dalla Regione Veneto. In realtà il progetto non è stato poi realizzato e quindi la somministrazione del questionario è avvenuta in un unico momento e attraverso i tradizionali canali di comunicazione. 13

14 ANALISI DEL CONTESTO 14

15 Stabilito l ambito di lavoro e indagine, definiti gli obiettivi di massima, stabiliti gli esiti attesi, il primo passo compiuto è stato quello di individuare le specificità del comparto. Questo al fine di tenere presenti gli elementi strutturali del settore e progettare strumenti di rilevazione e percorsi di analisi mirati e strettamente connessi con le specificità del sistema. Questo ha consentito di mettere in luce alcuni aspetti di particolare rilievo. Il settore dell'ict riveste un peso particolare all'interno del contesto regionale veneto rispetto a 2 principali elementi: il numero di aziende e addetti che coinvolge il ruolo che ha nel promuovere innovazione e servizi in tutti i comparti e in tutte le applicazioni (professionali e private/civili) sul territorio Il settore si caratterizza per un forte boom nella fine degli anni '90, con un incremento di aziende attive, servizi offerti e addetti impiegati di assoluto rilievo e importanza. Molte aziende arrivano a quotarsi in borsa, generando così una sezione dedicata alle sole aziende innovative sia nel mercato statunitense sia in Italia. I primi anni 2000 hanno visto invece protagonista lo stesso settore con riferimento agli eventi collegati agli attentati del 2001 ma anche alla specifica crisi connessa all'esplosione della bolla speculativa che aveva visto protagoniste numerose aziende del settore quotate in borsa sia in Italia sia a livello mondiale (in particolare negli Stati Uniti). Conseguenza prima di quel periodo è stata, per l'italia, la chiusura del comparto del tecnologico avanzato della borsa di Milano. Questo a fronte del fatto che c era stato un crollo del valore nominale delle azioni di numerose aziende, crollo cui era corrisposto un significativo calo dell attenzione nei confronti dei movimenti e della compravendita azionaria. Il settore si è pertanto caratterizzato con un andamento altalenante delle prestazioni e dei risultati. La ripresa economica che sta contraddistinguendo l'attuale configurazione dei mercati, tanto internazionali quanto locali, sta consentendo un nuovo recupero anche al settore informatico. Le aziende utenti sono comunque più oculate negli investimenti e gestiscono i sistemi e i prodotti acquistati in passato con particolare attenzione. È finita l epoca dello sviluppo percentuale a due cifre e le prospettive europee per il settore 15

16 parlano, per il biennio in corso, di una crescita allineata con il resto dei comparti tradizionali. Gli ultimi rapporti annuali sul settore curati da Federcomin, Assinform e Anasin testimoniano come alla ripresa corrisponda ancora una notevole incertezza. Gli ultimi anni hanno visto una notevole dinamicità rispetto a fenomeni quali cessazione di attività e acquisizioni. Il trend di nascita di nuove imprese nel settore è notevolmente ridimensionato. Sono aumentati in modo considerevole i contratti precari e i casi di mobilità. Questa è una situazione di particolare rilievo per un settore che a livello nazionale occupa più di un milione di addetti pari a circa il 5% dell intera forza lavoro nazionale. La perdita di forza del sistema è un elemento di particolare rilievo in quanto il rischio è triplo: l uscita dal comparto di professionalità e skills il rischio di perdita di servizi, efficacia e qualità per l intero sistema impresa nazionale la diminuzione di investimenti in aggiornamento e ricerca e sviluppo Le potenzialità di sviluppo del comparto, in termini di richiesta ed acquisto di servizi, sia a livello business sia a livello utenti privati, sono notevoli. Questa situazione nazionale trova analoga configurazione in Veneto. Le richieste delle aziende stanno riprendendo, però resta una situazione di incertezza. Questo breve quadro descrittivo porta ad individuare alcune specifiche necessità del comparto: continuare gli investimenti in innovazione unire le forze delle aziende del comparto creare sistema per risolvere e affrontare situazioni congiunturali diffuse allargare contatti e scambi tra imprese e sistemi correlati (associazioni di categoria, enti territoriali, istituti scolastici, università) Per quanto concerne le aziende utenti i dati parlano di una situazione regionale superiore alla media nazionale dal punto di vista della diffusione dei collegamenti internet aziendali, dell accesso alla rete, dell utilizzo della mail come strumento di lavoro. Questi però sono dati ed elementi che, pur confortando dal punto di vista della cultura di innovazione, non garantiscono sviluppo al sistema. Le applicazioni diffuse 16

17 sono comunque quelle basilari, manca ancora invece l affermazione di strumenti, metodologie e prodotti di gestione informatizzata, di comunicazione avanzata ecc. In termini di specificità sono stati poi individuati una serie di aspetti che vengono di seguito delineati. L'ICT è un settore decisamente particolare se paragonato ad altri comparti di stampo più classico o tradizionale, e questo per differenti motivi: - l'innovazione non può essere una scelta ma è un elemento di base del settore - lo sviluppo del settore e dei servizi offerti, così come delle aziende, è stato estremamente rapido Rispetto al primo punto ci sono una serie di considerazioni che hanno un peso di particolare rilievo nell'analisi delle dinamiche che caratterizzano le aziende e il comparto nel suo complesso. Il settore dell'ict, in Veneto, è costituito per la maggior parte di piccole e medie imprese, in conformità a tutto l'assetto imprenditoriale regionale. Come per tutti gli altri comparti, le dimensioni aziendali, il numero ridotto di addetti, le ridotte dotazioni finanziarie, il peso decisionale dell'imprenditore, ostacolano gli investimenti in innovazione. Ma, come specificato e sottolineato, il comparto dell'ict deve vivere di innovazioni per poter offrire alle aziende nuovi servizi, nuovi prodotti e nuove soluzioni. L'innovazione è strettamente connessa, in questo quadro, sia all'affermazione competitiva sul mercato delle singole aziende, sia alla soddisfazione delle esigenze delle imprese utenti/clienti. Altro elemento connotativo è riconducibile al fatto che l'innovazione nel comparto dell'ict, rispetto ai settori tradizionali, ha una duplice matrice. Da una parte, come per gli altri settori, c'è l'innovazione di prodotti e servizi; dall'altra però c'è e ci deve essere l'innovazione delle competenze degli addetti. Questi due elementi sono strettamente legati e connessi e non possono essere disgiunti. Altro elemento da considerare sempre in relazione all'innovazione di prodotti e servizi è il fatto che in questo comparto non ci si può limitare a soluzioni di dettaglio, alla creatività, alla personalizzazione, al processo. Nell'ICT l'innovazione è legata ai linguaggi, alle applicazioni, agli utilizzi, a tutta una serie di elementi allargati e interconnessi. 17

18 Un altro aspetto che si inserisce in questo specifico quadro fa riferimento al fatto che le aziende ICT contribuiscono ad aumentare il livello di competitività delle aziende in genere del contesto veneto. L'informatizzazione dei processi, le applicazioni web, i sistemi di informazione, la gestione e la trasmissione delle informazioni, la gestione e il controllo dei processi produttivi ecc sono tutti elementi funzionali all'aumento dell'efficacia e dell'efficienza delle aziende venete, a qualsiasi livello o comparto si pongano. Ma uno degli elementi critici legati allo sviluppo tanto dell'innovazione quanto del settore nel suo complesso è, nuovamente, connesso con la specifica connotazione del tessuto imprenditoriale locale. Le aziende di piccole dimensioni, che costituiscono circa il 90% delle aziende venete, hanno difficoltà nel programmare gli investimenti, nell'individuare e valutare soluzioni gestionali, nel cambiare modello gestionale, nell'innovare i processi; sono più orientate all'innovazione rispetto alla qualità, al design, alla flessibilizzazione, meno, appunto, all'innovazione tecnica connessa alla comunicazione, alla gestione dei dati. Le aziende utenti di servizi ICT venete non esprimono una domanda di prodotti e servizi al pari di aziende di medie e grandi dimensioni presenti in altri contesti nazionali e, soprattutto, internazionali. Questo comporta maggiori difficoltà rispetto all'innovazione da parte delle aziende ICT; maggiore sensibilizzazione da parte delle aziende utenti e maggiore apertura nei confronti dell'innovazione consentirebbero alle aziende ICT di pianificare con maggiore sicurezza e precisione i processi di innovazione e gli investimenti. Molto spesso invece le aziende ICT devono proporre e promuovere innovazioni di piccola portata che risultano più facili da vendere, meno incisive nei cambiamenti organizzativi delle imprese utenti però più articolati da gestire, più dispendiosi sul medio termine e meno efficaci nella gestione degli obiettivi. Nello stesso quadro si inserisce un'altra difficoltà per le imprese ICT: avere la certezza di sviluppare soluzioni potendo contare su una determinata domanda da parte del mercato. Anche questo è un elemento che manca. E anche qui è una sorta di circolo vizioso. Nel senso che le aziende ICT di piccole dimensioni non sono strutturate con una rete vendita in grado di spingere prodotti e servizi sul territorio perchè vorrebbe dire sostenere costi fissi di rilievo e la necessità di maggiore strutturazione 18

19 organizzativa. La scelta è pertanto spesso quella di approntare servizi e prodotti sulla base delle richieste; mantenere pertanto un'apertura all'innovazione nel momento del confronto con aziende e interlocutori ed essere pronti a offrire soluzioni personalizzate sul breve termine. Ritorna anche in questo caso il tipico modello imprenditoriale veneto: massima disponibilità e capacità di adattamento rispetto alle richieste del mercato e dei clienti. Questo però comporta necessariamente maggiore dispendio energetico, maggiori costi e la difficoltà di approntare un approccio commerciale in grado di ottimizzare gli investimenti. Rispetto al secondo punto più sopra declinato e legato alla velocità di sviluppo che ha contraddistinto il comparto, sono presenti alcuni elementi di rilievo che risultano fortemente connotativi dell'attuale configurazione del settore. La fine degli anni '90 ha visto un forte incremento di domanda di servizi di base legati all'informatica e all'ict; questo ha portato alla nascita di molte aziende che hanno intravisto l'occasione di creare un business. Le conseguenze di questa impennata di domanda e offerta ha però portato fondamentalmente a due conseguenze: la mancanza di strutturazione del sistema e del comparto che è cresciuto in modo disorganico l'abbassamento della qualità del servizio con molte aziende e professionisti che riuscivano a proporre e vendere soluzioni, prodotti e servizi a prezzi contenuti ma anche, appunto, di bassa qualità Il primo elemento ha portato alla mancanza di un'identità di sistema, alla difficoltà di interagire con interlocutori istituzionali, di programmare e sostenere i cambiamenti e le innovazioni, di creare strutture e servizi specifici di supporto. La seconda conseguenza della crescita così veloce ha invece portato molte aziende utenti a sostenere investimenti e spese che non hanno portato i risultati sperati o promessi. Questo elemento, in particolare, ha creato, in molte aziende, diffidenza rispetto all'utilità dell'informatizzazione dei servizi e dei processi. E a questo proposito è emerso, nel corso dell'analisi, un altro circolo vizioso. Le aziende utenti per poter inserire con efficacia soluzioni e servizi ICT all'interno delle proprie strutture organizzative non possono limitarsi all'acquisto ma hanno bisogno di: 19

20 acquisire competenze e risorse in grado di gestire l'innovazione interna che non è solo tecnica ma anche di competenze e di cultura avere elementi di valutazione delle innovazioni da introdurre in modo da attivare cambiamenti funzionali ed efficaci e non quelli proposti da consulenti esterni sapersi interfacciare con consulenti esterni in modo da esprimere le proprie peculiarità e le proprie esigenze definire obiettivi e risultati attesi dall'innovazione. Solo così possono introdurre innovazione in modo efficace e controllare l'esito delle scelte interne e del lavoro dei consulenti e fornitori. Questo può costituire un ulteriore piano di attività e azione per il distretto dell'informatica e per una rete territoriale integrata. La promozione di una cultura diffusa dell'informatizzazione e dell'innovazione è elemento essenziale per lo sviluppo del comparto. Promuovere un cambiamento culturale nel tessuto imprenditoriale locale, la formazione di personale interno per la gestione dei processi di innovazione, lo sviluppo di competenze nella valutazione delle offerte ma anche dell'impatto economico e funzionale di nuove installazioni, strumenti soluzioni, sono elementi che possono e dovrebbero essere promosse da un organo sovraordinato alle singole imprese ICT. Questo garantirebbe la reale crescita del comparto, partendo dalla domanda da parte delle aziende utenti, ma puntando all'innovazione, alla qualità e all'affidabilità delle imprese del sistema. L'osservatorio, in questa fase, ha comunque centrato la propria attenzione e le rilevazioni con specifico riferimento alle aziende del comparto. Non sono state prese in considerazione le esigenze e le visioni delle aziende utenti. Questo potrebbe però essere un passo successivo per verificare le carenze di comunicazione e promozione delle aziende ICT. Nel corso della realizzazione delle varie attività previste dal progetto sono stati raccolti, documenti, articoli, risultati di analisi e indagini, rapporti che di seguito vengono riepilogati fornendo un quadro allargato del comparto e delle sue connotazioni. 20

21 Secondo stime elaborate da Eurostat ESPON Progetto 2.1.1, il Veneto è una delle regioni in Europa con i più alti potenziali in termini di tassi di crescita del reddito, rispetto alle politiche di telecomunicazioni. La stessa fonte evidenzia, a fronte della potenzialità di sviluppo in termini di politiche, un moderato livello di assorbimento delle stesse tecnologie da parte delle imprese. Questo è un elemento di particolare rilievo rispetto alla maturità delle imprese utenti ma anche della capacità del settore stesso e quindi dell impresa di promuovere e indirizzare il mercato locale delle telecomunicazioni e dei servizi tecnologici avanzati. Un altro studio intitolato competitiveness and the export performance of the Euro area e realizzato per conto della BCE, sottolinea come l Europa sconti una particolare carenza nell esportazione di prodotti e servizi ad alta connotazione tecnologica. Lo studio evidenzia, inoltre, come l Italia sia posizionata nettamente sotto la media europea rispetto ai prodotti e servizi ad alta tecnologia. Punto forte dell Europa è invece l area di prodotti legati alla media tecnologia che, pur non avendo subito particolari sbalzi negli ultimi anni, non è in grado di garantire buone prospettive di sviluppo dell export sul medio-lungo periodo. Il riconoscimento del ruolo strategico della tecnologia per lo sviluppo dell economia e della competitività può essere anche collegato alla volontà del Consiglio Europeo di istituire un istituto europeo di tecnologia (IET). L istituto, in particolare, dovrà colmare il divario esistente tra insegnamento superiore, ricerca e innovazione (Comunicazione della Commissione al Consiglio Europeo del 06/08/2006). Già in fase di lancio comunque risulta in primo piano lo sviluppo di una strategia in grado di integrare istruzione, ricerca e innovazione, con particolare attenzione al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, andando così a costituire un triangolo della conoscenza a livello europeo. Obiettivo strategico dell Istituto sarà quello di porsi come propulsore di innovazione, sperimentazione e sviluppo di modelli. Questo nell ottica dell affermazione di una società sempre più centrata e fondata sulla conoscenza. L IET garantirà il confronto e l integrazione tra i centri di eccellenza per la ricerca e l innovazione presenti in Europa andando a costituire una rete integrata ed operativa. Con la Comunicazione 208/06 Portare avanti l agenda di modernizzazione delle università istruzione, ricerca e innovazione, la Commissione ha confermato la 21

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