Politica Economica Europea. a.a

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1 Politica Economica Europea 4

2 Aggiustamento a shock asimmetrici: il ruolo dei salari reali Paese indipendente Abbiamo visto che in caso di shock asimmetrici permanenti la politica monetaria nazionale sarà finalizzata ad aumentare la competitività tramite il deprezzamento del cambio. Questa politica tuttavia ha efficacia temporanea e se ripetuta genera inflazione. Affinché l efficacia della stessa sia duratura bisognerebbe rompere il legame prezzi-salari (es: caso Italia ) in modo che l inflazione causata dalla svalutazione non comporti incrementi salariali. In questo caso l aggiustamento avviene di fatto tramite una perdita di potere d acquisto dei salari (W/P diminuisce)

3 Paese membro di una UM Politica monetaria è paralizzata (lo shock è asimmetrico) e il riequilibrio dovrebbe avvenire tramite una riduzione dei prezzi per recuperare competitività. I salari dovrebbero diminuire determinando una diminuzione del costo del lavoro per le imprese. Anche in questo caso l aggiustamento passa dai salari che diminuiscono in termini reali.à svalutazione interna o internal devalutation à gravi implicazioni sociali e di finanza pubblica

4 Confrontiamo i due casi Nota: In entrambi i casi l aggiustamento passa dai salari che diminuiscono in termini realià perdita di potere d acquisto. I salari reali W/P possono diminuire perché aumentano i prezzi (denominatore) o perché diminuiscono i salari nominali (numeratore). Nota: in un paese indipendente l effetto è tramite il denominatore (il livello dei prezzi aumenta a causa della svalutazione); in un paese membro di un UM l effetto è tramite il numeratore.

5 L aggiustamento nel mercato del lavoro in presenza di shock asimmetrici da domanda W/P E Ne D D O O 1. Lo shock negativo della domanda si riflette anche sulla domanda di lavoro: le imprese domandano meno lavoro a parità di salario reale. Al livello esistente del salario, N diminuisce. 2. Se escludiamo interventi di politica economica, un possibile nuovo equilibrio è in corrispondenza di un più basso livello di occupazione (e di produzioneà reddito) 3. Se la perdita di occupazione e la situazione di crisi indeboliscono le condizioni di offerta di lavoro, il salario a cui si è disponibili a lavorare diminuisce à la curva di offerta di sposa verso il basso (O ) fino a tornare al preesistente livello di occupazione (Ne),

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8 In pratica le modalità che portano alla riduzione del salario reale sono diverse nei due casi. Nel caso di un paese indipendente i salari reali diminuiscono essenzialmente perché aumentano i prezzi al consumo a causa della svalutazione ma non vi sono rivendicazioni e i salari rimangono costanti In una UM i salari reali diminuiscono a causa di una riduzione dei salari nominali. Premesso che ridurre i salari reali non è mai semplice e genera iniquità, è più facile nel primo dei due casi (illusione monetaria). Inoltre la svalutazione è meno recessiva di una deflazione interna. Storicamente alcune svalutazioni pre-um sono servite ad apportare aggiustamenti una tantum rilevanti (Francia, Danimarca) che avrebbero invece richiesto politiche restrittive più onerose una volta nell UM.

9 Altre osservazioni Deprezzamentoà effetto immediato sulla domanda Svalutazione internaà effetto immediato sull offera aggregata. ma non è detto che l offerta stimoli la domanda! Effetti sul bilancio La svalutazione interna è più difficile, riduzione dei salari nominali osteggiata e riduzione dei consumi, riduzione di output prolungata ed effetti prolungati su deficit e debito

10 L aggiustamento nel mercato del lavoro con interventi di politica economica W/P E Ne O O D 4 D D 4. Un intervento di politica monetaria che inducesse un deprezzamento, potrebbe contenere la riduzione di occupazione e del salario reale grazie alla spinta alla domanda (D ) proveniente dalle esportazioni. Analogamente, interventi di politica fiscale a sostegno della domanda aggregata spingerebbero ad un aumento della domanda di lavoro (D ) alleggerendo un aggiustamento altrimenti più difficile.

11 Efficacia delle politiche monetarie nazionali nel caso di shock temporanei Shock temporanei asimmetrici: es cicli economici asincroni. Nel caso dei cicli economici l obiettivo della PE è quello della stabilizzazione (politiche di stabilizzazione). Non sono sensati correttivi basati su cambiamenti strutturali (es: mobilità dei lavoratori) Sono sensate politiche economiche nazionali (es: tasso di cambio). In generale, il paese in recessione tenderà ad adottare pol monetarie espansive. Queste politiche non sono possibili in una UM perché la Pol monetaria è paralizzata. Tuttavia, usare la politica monetaria a scopi di stabilizzazione nazionale non è sempre consigliabile perché può creare altri problemi (vedi modello Barro-Gordon più avanti)

12 Riassunto Shock asimmetrico permanente Es: innovazione tecnologica, cambiamento nei gusti. Cambia l equilibrio I meccanismi automatici (flex salari, mobilità), se funzionano, possono essere ragionevoli. In una unione monetaria il tasso di cambio tra i paesi membri non esiste e la politica monetaria è paralizzata da due situazioni opposte. Politica fiscale nazionale: problemi di sostenibilità e equità intergenerazionale. Politiche fiscali centralizzate: problemi di moral hazard e equità intra-regionale Tra stati indipendenti: tasso di cambio (es: deprezzamento o svalutazione), non sarà efficace nel lungo periodo e genererà inflazione (svalutazioni ricorrenti). Ma nel breve periodo (una tantum) potrebbe essere utile Il processo di aggiustamento al nuovo equilibrio nel caso di paesi indipendenti è diverso da quello di paesi in una unione. Riduzione dei salari reali è più semplice se dettata da aumento dei prezzi com è il caso in uno stato indipendente- che da una riduzione del salario nominale com è il caso di stati in una unione monetaria

13 Riassunto Shock asimmetrico transitorio Es: ciclo economico asincrono I meccanismi automatici (specialmente la mobilità) sono poco ragionevoli visto che il disequilibrio è transitorio. Vanno adottate politiche economiche di stabilizzazione. Monetaria e/o fiscale? Se i paesi fanno parte di una unione monetaria, politica monetaria è di nuovo paralizzata e il tasso di cambio non è disponibile; politiche fiscali possono essere vincolate (regole, sostenibilità)à problema non risolvibile a livello centralizzato Se i paesi sono indipendenti, il tasso di cambio (es: deprezzamento o apprezzamento) è uno strumento possibile ed efficace nel breve periodo. Più in generale utilizzo della politica monetaria espansiva o restrittiva tramite variazioni del tasso di interesse è uno strumento utilizzabile. Esistono dei rischi quando la politica monetaria viene usata come politica di stabilizzazione? (vedremo il modello di Barro Gordon) Politica fiscale va bene ma attenzione a deficit e debiti

14 Altri fattori che influenzano il costo della perdita del tasso di cambio Abbiamo visto l efficacia e quindi l importanza del tasso di cambio quale strumento di politica economica di breve e di lungo periodo. Quali altri fattori possono influenzare la gravità della perdita del tasso di cambio? In particolare è possibile che l efficacia del tasso di cambio sia anche legata al grado di apertura commerciale? Perché?

15 Efficacia del tasso di cambio e scambi commerciali Hp: shock negativo. Intervento di PE: svalutazione del tasso di cambio. X e M reagiscono alla svalutazione. X aumentaà DA aumenta; Prezzi M aumentano à OA si riduce à effetto incerto su Y ma positivo sui prezzià possibile inflazione nel paese. L entità di questi effetti sulla DA e sulla OA dipende dagli scambi commerciali? Scambi commerciali = totale importazioni (M) ed esportazioni (X) in percentuale al PIL Scambi commerciali = (X+M)/Y.

16 Tasso di cambio e grado di apertura economica/ integrazione commerciale P P OA DA Nel paese più aperto l inflazione importata a causa della svalutazione è maggiore; l offerta si riduce. Y Nel paese meno aperto le variazioni indotte di domanda e offerta aggregata sono minori Y L utilizzo sistematico del tasso di cambio danneggia di più l economia aperta perché genera una spirale inflazionistica e una maggiore variabilità dei prezzi. Mc Kinnon (1963) conclude quindi che per il paese più aperte l uso sistematico del taso di cambio è alla fine più dannoso che per le economie meno aperte

17 Più integrato il paese all area (maggiori gli scambi commerciali) minore la perdita dovuta al tasso di cambio. Maggiore integrazione significa anche maggiore sincronia nei cicli economici, quindi minore probabilità di shock asimmetrici. Costo di aderire Scambi commerciali

18 Complessivamente, la perdita del tasso di cambio va valutata considerando: 1. il ruolo dello strumento nel breve periodo 2. Il ruolo dello strumento nel lungo periodo 3. il ruolo dello strumento in caso di disequilibri transitori vs permanenti 4. Il ruolo dello strumento rispetto al grado di apertura del paese agli scambi commerciali

19 La probabilità del verificarsi di shock asimmetrici La probabilità di shock asimmetrici è legata alla presenza di una UM? Partecipare ad una UM riduce o aumenta il rischio di shock asimmetrici? Due diversi punti di vista

20 Visione ottimistica La prob di shock asimmetrici diminuisce in UM 1.0 L'unione monetaria consente un'integrazione economica via via maggiore. Al crescere dell integrazione economica la struttura produttiva delle varie regioni diventa più simile e ciò riduce il rischio di shock asimmetrici. Attualmente il commercio tra paesi europei aderenti all'ue è intrasettoriale, cioè uno stesso settore è localizzato in più paesi; shock settoriali non possono quindi essere shock 'di paese o di regione. (posizione sostenuta dalla Commissione Europea). 1.1 Secondo Mundell (1973) gli shock asimmetrici sono meno probabili in un unione monetaria perché gli stessi shock possono essere a volte causati o accresciuti dalla presenza dei tassi di cambio.

21 Shock asimmetrici e unione monetaria Grado di simmetria Commissione Europea Integrazione economica e finanziaria à unione monetaria

22 Visione pessimista La prob di shock asimmetrici aumenta 2. La liberalizzazione del commercio porta a sfruttare al massimo le economie di scala favorendo la concentrazione settoriale in aree ben precise e quindi la tendenza alla specializzazione dei paesi. Questo renderebbe gli shock asimmetrici di nuovo rilevanti (posizione espressa e sostenuta in questi anni da Krugman -1991).

23 Shock asimmetrici e unione monetaria Grado di simmetria Krugman Integrazione economica e finanziaria à unione monetaria

24 Quale delle due visioni sembra avere maggiore riscontro? 1. Studi empirici trovano che nelle unioni monetarie aumentano gli scambi commerciali. 2. L aumento degli scambi commerciali favorisce l integrazione economica (es: maggiore sincronia dei cicli economici) 3. Nel settore dei servizi le economie di scala sono meno rilevantià l unione monetaria non dovrebbe favorire le concentrazioni regionali come succede per l industria. 4. Le differenze istituzionali (es: funzionamento mkt del lavoro), le politiche fiscali gestite in modo autonomo costituiscono di per sé delle fonti di shock asimmetricià integrazione politica?

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