Technical Manual TSA Arket Srl

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1 Technical Manual TSA Arket Srl

2 Contents Chapter 1 Chapter 2 Chapter 3 Chapter 4 Chapter 5 Chapter 6 2 Introduzione al manuale 1 Convenzioni 1 Clausole 1 Generalità di TSA 2 Introduzione 2 Avvertenze generali 3 Modalità di funzionamento del modulo Replica Dati 3 Modalità di funzionamento del modulo Replica Oggetti 5 Modalità di funzionamento del modulo Replica Spool 5 Modalità di funzionamento del modulo IFS 5 Modalità di funzionamento del modulo DLO 5 Installazione 7 Introduzione 7 Creazione interfacce di comunicazione 7 Installazione: Sincronizzazione orario macchine 7 Trasferimento files di salvataggio su AS/400 9 Ripristino librerie prodotto 10 Set-Up prodotto sul sistema sorgente 11 Set-Up prodotto sul sistema Target 13 Attivazione chiave di licenza 15 Attivazione moduli aggiuntivi 16 Installazione: Attivazione lavori di controllo 16 Parametri di sistema 18 Introduzione 18 Configurazione generale 18 Configurazione prodotto 23 Introduzione 23 Attività sulla tabella hosts 23 Attività preventive per modulo oggetti 24 Definizione sistema 27 Definizione ambiente Introduzione 40 Gestione tipologie di replica 40

3 Contents Chapter 7 Chapter 8 Chapter 9 Chapter 10 Chapter 11 Chapter 12 Gestione istanze di giornale 42 Definizione librerie e oggetti da replicare 46 Definizione replica dati 47 Definizione regole di replicazione dati 51 Definizione Replica Oggetti 56 Oggetti replicati 60 Definizione Replica Code di Output 62 Definizione IFS Replica integrated File System 65 Definizione DLO Replica Document Library Object 69 Attivazione ambiente 72 Introduzione 72 Attivazione ambiente: processo di attivazione 72 Attivazione ambiente dati: processo di attivazione 73 Attivazione ambiente oggetti: processo di attivazione 77 Attivazione ambiente spool: processo di attivazione 79 Attivazione ambiente IFS: processo di attivazione 80 Attivazione ambiente DLO: processo di attivazione 82 Gestione log di sistema 84 Introduzione 84 Utilizzo 84 Operazioni tracciate per il sistema Target 87 Operazioni loggate per il sistema Source Monitor Introduzione 92 Monitor base sistema TSA 93 Impostazione programmi switch 95 Introduzione 95 Inserimento parametri 96 Cambio ruolo 97 Introduzione 97 Switchover 98 Mirror Back 102 Ripristino operatività normale 104 Cambio ruolo con parametri di switch 108 Introduzione 108 Switchover 109 Mirror Back 111 Ripristino operatività normale 113 3

4 Contents Chapter 13 4 Appendici 115 Appendice1: Prerequisiti per l'installazione su AS/ Appendice2: Se TSA e Duplo 118 Appendice3: Cambio AS/

5 Introduzione al manuale 1 Il presente manuale è parte integrante del prodotto TSA ed ha l obbiettivo di fornire le principali indicazioni necessarie ad una corretta installazione, configurazione e gestione del prodotto stesso. Pertanto, prima di installare, configurare ed utilizzare il prodotto TSA, è consigliabile leggere attentamente e capire completamente questo manuale. L obbiettivo nel redigere questo manuale è stato quello di aiutare chi utilizza il prodotto TSA. Sperando di aver realizzato un manuale che incontri i favori di chi lo utilizza, Arket S.r.l. rimane a disposizione per rispondere ad ogni chiarimento e per ricevere commenti su come migliorare questo manuale. Convenzioni Il testo scritto in neretto è di particolare importanza: leggerlo con particolare attenzione. Normalmente oltre ai titoli di capitolo e di paragrafo, sono scritte in neretto le informazioni particolari che non sono avvertenze. Questo simbolo contraddistingue tutte le indicazioni e le avvertenze importanti: la mancanza osservanza di queste può provocare un funzionamento non corretto del prodotto TSA. Questo simbolo indica l inizio di una procedura di installazione, configurazione e/o intervento del sistema TSA. Ogni procedura va seguita e rispettata in modo preciso. Questo simbolo indica che è presente un altro punto del manuale dove ci sono informazioni interessanti che riguardano l argomento trattato: cliccando su questo simbolo si va automaticamente al punto collegato. Clausole Le informazioni contenute nel presente manuale sono soggette a modifiche: esse potranno avvenire senza preavviso e non rappresentano un impegno da parte della ditta Arket rl. Per nessun motivo possono essere riprodotte, in qualsiasi forma o mezzo (come registrazione o fotocopia) parti del manuale senza il permesso scritto di Arket S.r.l. Chapter 1 Introduzione al manuale 1

6 Generalità di TSA 2 Introduzione Avvertenze generali Modalità di funzionamento del modulo Replica Dati Modalità di funzionamento del modulo Replica Oggetti Modalità di funzionamento del modulo Replica Spool Modalità di funzionamento del modulo IFS Introduzione TSA (Twin Systems Architecture) è un sistema di alta disponibilità per sistemi IBM iseries. Il sistema si basa sui seguenti moduli: Replica Dati: gestisce la replica delle informazioni contenuti su files, aree dati e code dati. Replica Oggetti: gestisce la replica di tutti i tipi di oggetto del sistema operativo OS/400 non compresi nel modulo dati. Replica IFS: gestisce la replica delle cartelle IFS Replica Spool: Gestisce la replica degli spool del sistema Replica DLO: Gestisce la replica delle cartelle condivise e gli indirizzari Monitor: permette di effettuare il monitoraggio e il controllo dell applicazione Il modulo di base del prodotto è rappresentato dal modulo dati che garantisce la replica di Files, code dati e aree dati tra il sistema definito come SOURCE SYSTEM (di seguito indicato come SOURCE) e il sistema di backup definito come TARGET SYSTEM (di seguito indicato come TARGET). I moduli di replica Oggetti, Spool, IFS, DLO sono raggruppati nella feature replica oggetti, mentre il Monitor è una feature opzionale che si interfaccia ad un server SNMP per effettuare la gestione del monitoraggio del prodotto. Il software permette di creare degli ambienti di replica dove raggruppare in modo logico le informazioni da sincronizzare. Ad esempio, se un'azienda gestisce più società sulla stessa macchina, è possibile creare tanti ambienti di replica quante sono le società, piuttosto che segmentare il sistema informativo in ambienti applicativi diversi. Questa soluzione permette di avere una grande flessibilità nella gestione delle informazioni e durante la fase di upgrade dei prodotti. Ciascun modulo del prodotto ha le proprie peculiarità operative, che sono illustrate nei capitoli specifici di questo manuale. L installazione del TSA in modalità data recover o high availability prevede la presenza di almeno 2 iseries sui quali è necessario eseguire un processo di installazione. La sequenza di installazione deve essere ripetuta per ciascun sistema coinvolto nel processo di replica dei dati. Per ciascun sistema è necessario verificare i prerequisiti di sistema, che prevedono tra gli altri requisiti che ci sia una sola release di sistema operativo di differenza tra le macchine coinvolte nel processo di alta affidabilità. 2 Chapter 2 Generalità di TSA

7 Generalità di TSA 2 Avvertenze generali Perché il prodotto TSA possa essere installato e utilizzato, è necessario rispettare i seguenti prerequisiti: I prodotti programma previsti nell Appendice 1 devono essere installati su entrambe le macchine Il protocollo TCP/IP deve essere installato e funzionante. Il protocollo SNA deve essere installato e funzionante. Tra la macchina SOURCE e la macchina TARGET non deve esserci più di una release di differenza di sistema operativo. I prerequisiti e i limiti tecnici relativi allo specifico sistema operativo devono essere attentamente rispettati. Il modulo TSA installato sulla macchina deve essere quello specifico per la release di sistema operativo. Modalità di funzionamento del modulo Replica Dati Il modulo dati del prodotto TSA è stato sviluppato per tenere perfettamente allineati i files di database, le aree dati e le code dati di una sistema AS/400. La tecnica di replica che permette di tenere sincronizzati i files tra la macchina definita con ruolo *SOURCE e il sistema iseries definito come *TARGET si basa sul journaling. Sul sistema SOURCE vengono sottomessi ad uno o più giornali i files che si vuole vengano replicati sul sistema TARGET. I giornali vengono replicati sul sistema TARGET tramite remote journal, e sul sistema di backup è attivo un sottosistema con una serie di processi che hanno il compito di applicare le variazioni che sono state registrate sui giornali. Questo sistema permette di minimizzare l'impatto del prodotto relativamente alle performances nella macchina normalmente utilizzata dagli utenti. Il processo di funzionamento del modulo è il seguente: I file vengono sottomessi ad un giornale sul sistema *SOURCE. Questa operazione permette di catturare qualsiasi variazione avvenga a livello di file sia in termini di cambiamento del contenuto sia in termini di variazione di struttura. Il sistema operativo invia le informazioni catturate dal giornale sul sistema *TARGET tramite remote journal. Un processo di applicazione nella macchina *TARGET legge dal giornale remoto le variazioni avvenute e le applica nell equivalente tabella nel sistema di destinazione rispettando l ordine con cui le variazioni sono state generate. Prima di iniziare la fase di sincronizzazione dei dati è necessario effettuare un trasferimento iniziale delle tabelle coinvolte nella macchina TARGET. Di solito questa operazione si può effettuare tramite l'interfaccia del prodotto che si preoccupa di inviare le tabelle coinvolte nel sistema di destinazione e poi iniziare il processo di replica. Questa funzione, in caso di presenza di linee lente (ad esempio per installazioni in server farm) può essere sostituita con un tradizionale ripristino dei dati da supporto magnetico. Ovviamente questo principio di funzionamento è indipendente dal numero di macchine coinvolte nel processo, per cui l'architettura può prevedere oltre le due macchine che sono il prerequisito architetturale minimo del prodotto altri sistemi iseries presenti in altri siti. Il principio di funzionamento non cambia. Il sistema *SOURCE invierà le variazioni a piu sistemi definiti *TARGET che avranno a loro volta un processo di applicazione locale. Nota importante: l aggiornamento delle tabelle sottoposte al controllo del modulo dati può avvenire in due modi: Tramite aggiornamento per chiave (se è presente almeno una chiave univoca nelle viste logiche legate alla tabella) Tramite n.ro relativo di record Chapter 2 Generalità di TSA 3

8 Generalità di TSA 2 Questo significa che le tabelle tra il sistema principale e il sistema secondario devono essere perfettamente identiche prima di procedere con l attivazione del processo di replica. Questa funzione viene garantita dalla funzione di attivazione ambiente. Nel caso ci sia il dubbio che le tabelle non siano identiche effettuare l operazione di invio degli oggetti sul sistema target. Se non viene effettuato un allineamento dei dati tra le macchine il sistema non sarà in grado di garantire la perfetta efficienza della macchina TARGET in caso di switch. 4 Chapter 2 Generalità di TSA

9 Generalità di TSA 2 Modalità di funzionamento del modulo Replica Oggetti Il modulo oggetti è stato implementato per tenere allineati gli oggetti che non sono già trattati dal modulo dati su due o più sistemi iseries. Quando un oggetto nella macchina *SOURCE subisce una variazione, questo viene catturato e invito alla macchina *TARGET. Il sistema utilizzato per venire a conoscenza del cambiamento di un oggetto nella macchina si basa sull AUDIT del sistema iseries. Il sistema TSA prevede l attivazione dell audit in fase di installazione con le opzioni necessarie (il processo di attivazione è indicato nell apposito capitolo). Quando il sistema TSA tramite la lettura del giornale di audit viene informato del cambiamento di un oggetto, lo salva e lo spedisce al sistema di destinazione, tenendo così allineata la macchina TARGET. La funzione di audit viene attivata su entrambe le macchine, per garantire la funzionalità anche in caso di MIRROR BACK (cioè nel caso in cui l'azienda lavori per un periodo di tempo nella macchina TARGET a causa dell'indisponibilità del sistema SOURCE e si vogliano catturare le variazioni per inviarle al sistema SOURCE una volta che torna ad essere disponibile). Modalità di funzionamento del modulo Replica Spool Il modulo di replica degli spool ha come obiettivo la cattura e la spedizione degli spool presenti nelle code di output configurate dalla macchina *SOURCE alle macchine *TARGET. Il modulo prevede la scelta delle code di output che si vogliono replicare. Tutti gli spool presenti nelle code definite a livello di configurazione e quelli che vengono generati o spostati in una di quelle code di output, vengono replicati sulla corrispondete coda di output nei sistemi di destinazione. Quando uno spool viene eliminato da una coda sottomessa al TSA viene replicata la cancellazione. Il modulo di configurazione prevede l aggiunta di una coda dati alla coda di output configurata. Nel caso in cui esista già una coda dati definita per quella coda di output, il sistema salva l informazione relativa alla coda esistente e dopo aver processato l informazione nella propria coda dati invia il messaggio alla coda di output precedentemente configurata, in modo da garantire il funzionamento delle altre applicazioni. Modalità di funzionamento del modulo IFS Il modulo IFS si basa sull utilizzo del giornale per la replica delle informazioni. Analogamente al modulo dati il processo di funzionamento del modulo prevede le seguenti fasi: Le cartelle dell IFS vengono sottomesso a giornale sul sistema *SOURCE. Questa operazione permette di catturare qualsiasi variazione avvenga a livello che riguardi la cartella in sincronizzazione o uno dei documenti in essa contenuti. Il sistema invia le informazioni catturate dal giornale sul sistema *TARGET tramite remote journal. Un processo di applicazione legge nella macchina *TARGET le variazioni avvenute e le applica nell equivalente cartella IFS del sistema di destinazione rispettando l ordine con cui le variazioni sono state generate. Ovviamente anche in questo caso il principio di funzionamento è indipendente dal numero di macchine coinvolte e dal numero di documenti. Modalità di funzionamento del modulo DLO Il modulo DLO si basa sull utilizzo del giornale per la replica delle informazioni. La tecnica per la cattura delle informazioni è la lettura del giornale specifico delle cartelle condivise e l'invio degli oggetti modificati alla macchina TARGET. Il completamento delle operazioni relativo alle cartelle condivise avviene replicando i comandi che vengono intercettati per quanto riguarda tutte le operazioni che non siano la modifica di un oggetto. Chapter 2 Generalità di TSA 5

10 Generalità di TSA 6 Chapter 2 Generalità di TSA 2

11 Installazione 3 Introduzione Creazione interfacce di comunicazione Trasferimento files di salvataggio su AS/400 Ripristino librerie prodotto Set-Up prodotto sul sistema sorgente Set-Up prodotto sul sistema Target Attivazione chiave di licenza Attivazione moduli aggiuntivi Introduzione Prima di procedere con l installazione della parte AS/400 verificare di aver soddisfatto a tutti i prerequisiti di sistema elencati nell Appendice 1. L installazione del software TSA su un sistema AS/400 prevede il trasferimento del file di salvataggio nella corretta release. L operazione di trasferimento si effettua tramite comandi FTP e l acceso deve essere effettuato con un utenza con adeguati diritti. Creazione interfacce di comunicazione La prima cosa da fare è pianificare le comunicazioni tra gli AS/400 coinvolti nel processo. Si consiglia di creare una linea di comunicazione dedicata tra le macchine che hanno istallato TSA, in modo da ottimizzare il passaggio dati tra le macchine. Devono quindi essere definite le interfacce TCP/IP su cui il sistema dovrà comunicare, le relative linee di comunicazione, controller e device. Quando il sistema SOURCE è in grado di ricevere risposte positive dal sistema TARGET è possibile procedere con l installazione del prodotto. Per testare il corretto funzionamento delle lineee di comunicazione configurate è necessario effettuare i seguenti comandi: STRPASTHR dalla macchina SOURCE alla macchina TARGET STRPASTHR dalla macchina TARGET alla macchina SOURCE E' inoltre opportuno testare Il trasferimento di un oggetto tramite il comando SAVRSTOBJ SAVRSTOBJ dalla macchina SOURCE alla macchina TARGET SAVRSTOBJ dalla macchina TARGET alla macchina SOURCE Ci sono diverse considerazioni da fare su come creare le interfacce e gli altri elementi necessari alla comunicazione, che dipendono dalla configurazione hardware e dalle prestazioni che si vogliono ottenere in fase di trasferimento dati. Si consiglia di consultare l apposito manuale IBM. Installazione: Sincronizzazione orario macchine Per fare in modo che le due macchine abbiano lo stesso orario si consiglia di attivare la sincronizzazione dell ora con un server NTP. Il server NTP può essere interno all azienda o è possibile usare un servizio pubblico. In questo secondo caso è possibile utilizzare uno dei seguenti indirizzi: ntp1.inrim.it it.pool.ntp.org time.ien.it Chapter 3 Installazione 7

12 Installazione 3 Per modificare l orario per prima cosa è necessario impostare il corretto Time Zone: WRKSYSVAL SYSVAL(QTIMZON) Compare il pannello di gestione del valore di sistema. Con l opzione 2 si va a modificare il valore e si inserisce il valore appropriato. Per l Italia è QP0100CET2 (Central European Daylight Saving Time). Si vanno poi a modificare le impostazioni del servizio NTP dell AS/400: CHGNTPA RMTSYS(IT.POOL.NTP.ORG) AUTOSTART(*YES) POLLITV(120) MINADJ(1000) MAXADJ(20) ACTLOG(*NONE) Sul parametro RTMSYS si deve impostare o l indirizzo del server NTP interno alla LAN (se presente) o come nell esempio si utilizza un servizio esterno. Si chiude l operazione facendo partire il servizio: STRTCPSVR SERVER(*NTP) 8 Chapter 3 Installazione

13 Installazione 3 Trasferimento files di salvataggio su AS/400 Collegarsi quindi su AS/400 con un utente con adeguati diritti (ad esempio QSECOFR) e creare il file di salvataggio necessario per il ripristino della libreria del prodotto immettendo il comando: CRTSAVF FILE(QGPL/Q1ARKTSA) TEXT('FIle di salvataggio temporaneo per restore TSA') Aprire un prompt comandi e collegarsi al sistemas iserie tramite FTP con un utenza con adeguati privilegi. Dopo aver settato il trasferimento in modalità binaria (tramite il comando FTP BIN) effettuare il trasferimento del file su AS/400. Se necessario impostare il naming dell'ftp tramite il comando QUOTE SITE NAMEFMT 0. Una volta completato il trasferimento chiudere la sessione FTP tramite il comando QUIT. Chapter 3 Installazione 9

14 Installazione 3 Ripristino librerie prodotto Il processo di installazione procede da questo momento in avanti su AS/400 con l installazione del programma su licenza. Collegarsi quindi su AS/400 con un utente con adeguati diritti (ad esempio QSECOFR) ed effettuare il processo di installazione tramite il comando: RSTLICPGM LICPGM(1ARKTSA) DEV(*SAVF) SAVF(QGPL/Q1ARKTSA) Verificare che i parametri inseriti siano coerenti con la videata precedente. Una volta lanciato il processo di installazione il processo di set-up mostra un pannello che necessita l inserimento di alcuni parametri. I parametri da inserire dipendono dal tipo di sistema che si sta installando. I due paragrafi successivi indicano la corretta parametrizzazione del sistema. Una volta premuto Invio dopo la fase di ripristino degli oggetti compare la videata che permette di diversificare l'installazione a seconda che siamo su sistema SOURCE o su quello TARGET. Il sistema deve infatti comportarsi in modo diverso a seconda del ruolo che assume. 10 Chapter 3 Installazione

15 Installazione 3 Set-Up prodotto sul sistema sorgente I parametri da selezionare sono i seguenti: Identificativo del sistema: Indica la sigla da 3 caratteri che identifica all interno del prodotto TSA il nome del sistema. Il primo byte della sigla deve essere necessariamente alfanumerico. Libreria: Indica la libreria di installazione del prodotto. Il default è TSAV2. Nome del sottosistema: Indica il nome del sottosistema come compare nella gestione dei lavori attivi. Anche in questo caso il default è TSAV2. Ruolo del sistema: Indica quale ruolo svolge nei processi di alta affidabilità il sistema su cui stiamo effettuando l installazione. Se il sistema su cui stiamo installando è il sistema da cui vengono originate le transazioni selezionare *SOURCE, se invece è il sistema di backup che deve ricevere le transazioni selezionare *TARGET. Sottosistema di controllo: Indica il nome del sottosistema a cui sottomettere i job di controllo del TSA. E' importante scegliere un sottosistema diverso da quello in cui gira il prodotto in modo da poter controllare lo stato effettivo dei job. Il processo di installazione creerà tutti gli oggetti necessari al funzionamento del prodotto. Al termine dell installazione compare il seguente messaggio di stato: Chapter 3 Installazione 11

16 Installazione Al termine dell installazione non viene attivato nessun sottosistema. 12 Chapter 3 Installazione 3

17 Installazione 3 Set-Up prodotto sul sistema Target Sul sistema TARGET il processo di installazione è identico al SOURCE per quanto riguarda il ripristino del file di salvataggio e l esecuzione dei comandi di installazione programmi su licenza. Al momento dell esecuzione del programma di set up del prodotto è necessario specificare i parametri specifici del sistema TARGET. Bisogna prestare attenzione al fatto che l identificativo del sistema deve necessariamente essere diverso da quello del sistema SOURCE e il ruolo del sistema deve essere di tipo *TARGET. E quindi necessario per questi due parametri cambiare i default proposti dal comando. Per completare la fase di installazione del sistema TARGET è necessario inserire due ulteriori parametri, che sono l'ip del sistema SOURCE e il punto di controllo: Chapter 3 Installazione 13

18 Installazione 3 I due parametri richiesti servono al sistema per stabilire una comunicazione tra il sistema target che si sta configurando in questo momento e il sistema *SOURCE precedentemente configurato. L indirizzo IP da specificare è quello dell interfaccia del sistema sorgente che comunica con il sistema *TARGET, mentre per il punto di controllo remoto va indicato il parametro Nome punto controllo locale reperito tramite il comando DSPNETA della macchina *SOURCE. Lo stesso pannello è visualizzabile tramite il seguente comando: TSASYSCMN INTNETADR(' ') RMTCPNAME(S65903B0) Nell esempio sono riportati i parametri dell AS/400 sorgente utilizzato come esempio nel presente manuale nel paragrafo 4.2. Sull indirizzo IP è stato specificato l IP del sistema sorgente, e su punto di controllo remoto l indirizzo del control point name del sistema *SOURCE. Al termine dell installazione viene sottomesso il lavoro TSADMN alla coda QSYSNOMAX che ha il compito di attivare i vari lavori necessari al funzionamento del TSA. Questo lavoro deve essere attivato all avvio del sistema AS/400 modificando il QSTRUP e sottomettendo il seguente comando: TSAV2/TSASTART E' possibile attivare il TSA anche tramite la sottomissione manuale del seguente job: SBMJOB CMD(CALL PGM(TSAV2/TSADMN)) JOB(TSADMN) JOBD(TSAV2/TSA) JOBQ(QSYSNOMAX) USER(TSAUSER) INLLIBL(*JOBD) Attenzione: In questa fase su sistema TARGET viene aggiornata anche la tabella hosts dove viene inserita la voce relativa ai parametri appena inseriti. Si rimanda alle considerazione sulla tabella hosts del capitolo 4 per la gestione delle voci di tabella hosts già esistenti. 14 Chapter 3 Installazione

19 Installazione 3 Attivazione chiave di licenza Il sistema una volta installato è attivo per 90 giorni che corrisponde al periodo di prova del prodotto. Per rendere definitiva l installazione è necessario inserire il codice di licenza che viene rilasciato al momento dell effettivo acquisto del prodotto. L inserimento del codice viene fatto tramite il comando ADDLICKEY e sostituendo i caratteri XXXXX-YYYYYY-ZZZZZZ con il codice fornito da Arket. Una volta confermato l inserimento della chiave l installazione è completata. Se non viene inserita la chiave il prodotto funzionerà in modalità completa per 90 giorni, per poi fermarsi. Se siamo alla presenza di un architettura complessa che prevede anche una terza macchina in un sito remoto è necessario ripetere su questa macchina l operazione di installazione del prodotto con ruolo *TARGET. In questo caso verificare attentamente che la sigla di riconoscimento del sistema non sia già stata utilizzata. Alla fine dell installazione nel sottosistema di controllo compaiono i job che TSA utilizza per gestire i controlli con il prefisso di 3 byte corrispondenti al valore dell identificativo del sistema. Chapter 3 Installazione 15

20 Installazione 3 Attivazione moduli aggiuntivi L installazione programmi su licenza attiva automaticamente il modulo Dati. Per poter attivare i moduli aggiuntivi Oggetti, Spool, IFS e DLO è necessario effettuare le seguenti operazioni: Ripristinare dal SAVF TSAPARM tutti gli oggetti contenuti con il comando: RSTOBJ OBJ(*ALL) SAVLIB(TSAV2_OBJ) DEV(*SAVF) SAVF(ARKET/TSAPARM) RSTLIB(TSAV2) Dal menu principale del TSA lanciare il comando CALL PGM(TSAPARM) Compare la seguente videata. Spostando con i tasti freccia su e giù la posizione del cursore è possibile attivare i moduli premendo la barra spaziatrice. Una volta attivati i moduli necessari premere Invio per uscire dal modulo di attivazione. Ripetere l operazione per tutti i TARGET installati. Attenzione: al termine dell operazione rimuovere il programma TSAPARM e il savf che lo contiene. Installazione: Attivazione lavori di controllo Per avere la garanzia dell'allineamento delle macchine è possibile schedulare dei lavori che hanno il compito di effettuare il controllo dell'allineamento tra source e target sia per quanto riguarda i dati che per quanto riguarda gli oggetti. Per effettuare il controllo sull'allineamento oggetti è necessario schedulare il seguente job sulla macchina SOURCE: ADDJOBSCDE JOB(S01_DIFOBJ) CMD(TSAOBJCMP ACTION(*PRINT) MIRROR(*YES)) FRQ(*WEEKLY) 16 Chapter 3 Installazione

21 Installazione 3 SCDDATE(*NONE) SCDDAY(*ALL) SCDTIME(033000) JOBD(*USRPRF) JOBQ(QSYS/QSYSNOMAX) USER(TSAUSER) Nell'esempio si ipotizza di far partire il job alle ore 3:30 del mattino, un orario dove presumibilmente non ci sono transazioni in corso. Per attivare invece il lavoro di controllo relativo ai files è necessario schedulare un comando sia sulla macchina SOURCE che su quella TARGET, avendo l'accortezza di far partire il job sul TARGET dopo che è stato lanciato sul SOURCE: Macchina SOURCE: ADDJOBSCDE JOB(S01_DIF_PF) CMD(CALL PGM(TSAV2/TSADIFCL)) FRQ(*WEEKLY) SCDDATE(*NONE) SCDDAY(*ALL) SCDTIME('03:00:00') JOBD(*USRPRF) JOBQ(QSYS/QSYSNOMAX) USER(TSAUSER) Macchina TARGET: ADDJOBSCDE JOB(T01_DIF_PF) CMD(CALL PGM(TSAV2/TSADIFP) PARM(S01)) FRQ(*WEEKLY) SCDDATE(*NONE) SCDDAY(*ALL) SCDTIME('03:05:00') JOBD(*USRPRF) JOBQ(QSYS/QSYSNOMAX) USER(TSAUSER) Chapter 3 Installazione 17

22 Parametri di sistema 4 Introduzione Configurazione generale Introduzione La parte relativa ai parametri di sistema permette di specificare i valori di configurazione a livello di sistema TSA. Queste impostazioni sono particolarmente importanti in quanto permettono di pilotare il funzionamento del prodotto in una serie di aspetti, come ad esempio se il sistema deve aggiornare solo per n.ro relativo di record o se può aggiornare i files per chiave, i tempi di esecuzione dei programmi di controllo, i parametri che saranno ereditati dai vari ambienti o il comportamento in caso di un record duplicato e così via. La modifica di questi parametrri deve essere fatta con particolare attenzione ed oculatezza, in quanto incidono sul comportamento del prodotto. Il cambiamento di parametri quali "cerca indici univoci" quando il prodotto è già in funzione devono essere pianificati con particolare cura, in quanto richiedono delle particolari operazioni per ricostruire la situazione pre-esistente. Configurazione generale Per accedere ai parametri generali di sistema è stato predisposto un apposito comando TSACFG che effettua la gestione dei programmi di configurazione. Quando di lancia il programma viene visualizzata la seguente videata: I parametri visualizzati sono i seguenti: Identificativo del sistema: Indica la sigla da 3 caratteri che identifica all'interno del prodotto TSA il 18 Chapter 4 Parametri di sistema

23 Parametri di sistema 4 nome del sistema. Nome del sottosistema: Indica il nome del sottosistema di controllo del TSA. Giornale di sistema TSA: Indica il nome del giornale di sistema TSA che viene utilizzato per l'allineamento delle configurazioni tra le varie macchine coinvolte. Giornale di sistema remoto: Indica il nome del giornale di sistema TSA nel sistema remoto. Cerca indici univoci: Il sistema TSA può aggiornare i files sottomessi per chiave (nel caso ci sia una vista logica univoca legata ad una tabella) o per n.ro relativo di record. Se questo parametro viene impostato a *NO il sistema aggiornerà solo per n.ro relativo di record. *NO: indica che il sistema utilizzerà solo il n.ro relativo di record per l'aggiornamento delle tabelle. *AUTO: indica che il sistema cerca l'indice univoco di aggiornamento per la tabella al momento della sottomissione del file al TSA. Se non trovo un indice univoco il sistema aggiornerà la tabella per n.ro relativo di record. *LIST: indica che al momento della configurazione il sistema permettere di scegliere manualmente la vista logica più adatta. Se in corso d'opera si vuole cambiare questo parametro ci sono alcune operazioni manuali da eseguire: Passaggio da *NO ad *AUTO: Questa operazione prevede che il sistema invece che aggiornare solo per n.ro relativo di record vada a ricercare le chiavi univoche per ciascuna tabella (in dice definito UNIQUE e senza selezioni o omissioni nella vista logica) e le utilizzi per aggiornare i record del file. Per poter fare questa modifica è necessario seguire in seguenza le seguenti operazioni: 1. Chiudere il sistema di replica nel TARGET con il comando TSAQUIT 2. Nel sistema TARGET cancellare i programmi di aggiornamento TSA* nelle librerie di work dei vari ambienti 3. Nel sistema SOURCE lanciare il comando di conversione della modalità di aggiornamento TSACVTIDX e attendere che abbia eseguito tutte le operazioni 4. Nel sistema SOURCE modificare il parametro da *NO ad *AUTO 5. Nel sistema TARGET far ripartire il TSA con il comando TSASTART e attendere che rigeneri i programmi applicatori Passaggio da *AUTO ad *NO: Questa operazione prevede che il sistema invece che aggiornare per chiave univoca quando il file ne ha una con adeguate caratteristiche aggiorni solo per n.ro relativo di record. Per poter fare questa modifica è necessario seguire in seguenza le seguenti operazioni: 1. Chiudere il sistema di replica nel TARGET con il comando TSAQUIT 2. Nel sistema TARGET cancellare i programmi di aggiornamento TSA* nelle librerie di work dei vari ambienti 3. Nel sistema SOURCE eseguire il seguente comado da prompt SQL: UPDATE TSAV2/ TSAPGM00F SET KULIBP0 = ' ', KUFILP0 = ' ', KUFMTP0 = ' ' 4. Nel sistema SOURCE modificare il parametro da *AUTO ad *NO 5. Nel sistema TARGET far ripartire il TSA con il comando TSASTART e attendere che rigeneri i programmi applicatori Intervallo ricev: intervallo massimo di attesa da parte del ricevitore giornale quando non sono state ricevute voci prima di effettuare un'ulteriore lettura. Valore consigliato 10 sec. Spool delay time: Indica il tempo di attesa per il job di sincronizzazione spool. Questo parametro può essere settato da 15 a 60 secondi. Intervallo Lav.Sched.: Intervallo per il controllo dei lavori schedulati, ovvero ogni quanti minuti il sistema verifica se uno dei lavori schedulati è stato modificato. Il valore minimo è di 15 minuti. Intervallo Monitor: Indica ogni quanti secondi il lavoro che controlla la sincronia dei files viene attivato. Dal momento che questo job effettua un controllo su tutti gli elementi che vengono Chapter 4 Parametri di sistema 19

24 Parametri di sistema 4 sincronizzati tra il sistema *SOURCE e il sistema *TARGET questa parametrizzazione va impostata in relazione al numero di oggetti in sincronia e la necessità di avere informazioni aggiornate sul funzionamento del sistema. Il paametro è valirdo solo se nei parametri aggiuntivi il parametro attivazione job di controllo è impostato a *YES. Intervallo Control Job: Indica la frequenza del lavoro di controllo dei jobs attivi. Questo parametro regola ogni quanti secondi il sistema verifica se tutti i lavori che dovrebbero essere attivi sono effettivamente attivi. Azione su errore insert: Indica il default generale che verrà ereditato dagli ambienti coinvolti nel processo di replica per gestire il comportamento del sistema quando in fase di inserimento trova il record già esistente. Le opzioni possibili sono: *UPDATE: Converti l'inserimento in aggiornamento *IGNORE: Ignora l'inserimento *PARK: Parcheggia il record negli errori Azione su errore update: Indica il default generale che verrà ereditato dagli ambienti coinvolti nel processo di replica per gestire il comportamento del sistema quando in fase di aggiornamento non trova il record. Le opzioni possibili sono: *INSERT: Converti l'aggiornamento in inserimento *IGNORE: Ignora l'aggiornamento *PARK: Parcheggia il record negli errori Azione su errore delete: Indica il default generale che verrà ereditato dagli ambienti coinvolti nel processo di replica per gestire il comportamento del sistema quando in fase di cancellazione non trova il record. Le opzioni possibili sono: *IGNORE: Ignora la cancellazione *PARK: Parcheggia il record negli errori Licenza replica dati: Indica se il sistema è abilitato alla replicazione dei dati. Questo parametro dipende dalla licenza. Licenza replica oggetti: Indica se il sistema è abilitato alla replicazione degli oggetti. Questo parametro dipende dalla licenza. Licenza replica spool: Indica se il sistema è abilitato alla replicazione dei file di spool. Questo parametro dipende dalla licenza. Licenza replica IFS: Indica se il sistema è abilitato alla replicazione degli oggetti contenuti nell'integrated File System. Questo parametro dipende dalla licenza. Premendo il tasto funzione F10 è possibile visualizzare gli altri parametri generali: Spazio API ricevitore: E lo spazio iniziale per la lettura del giornale e indica la dimensione in kb di spazio viene allocato per leggere le voci di giornale. Più spazio implica maggiore utilizzo di memoria, ed un più rapido smaltimento di arretrati. Nell'uso normale, un valore tra e e' sufficiente. Se invece la mole di dati è molto elevata questo valore va aumentato. Consegna voci di giornale: Specifica se le voci giornale vengono copiate in modo sincrono oppure asincrono. Questo parametro viene usato durante l attivazione del giornale remoto. Se viene usata la modalità sincrona il sistema scrive le voci di giornale in modo sincrono quando vengono generate. Questo garantisce maggiore sicurezza, ma penalizza leggermente le performances. Prefisso Programma: E il prefisso generazione programmi di scrittura dati. Max Numero Moduli: Indica il numero massimo di moduli dati in un programma di scrittura. Minore 20 Chapter 4 Parametri di sistema

25 Parametri di sistema 4 è il numero più veloce è la ricostruzione di un singolo programma a seguito di modifica. Cancell. ricevitori SOURCE: Specifica le regole di cancellazione dei ricevitori per il sistema SOURCE. I valori possibili sono i seguenti: *ALL: Cancella i ricevitori dei giornali sottomessi al TSA (indipendentemente che siano stati creati dal TSA o dall'utente) *TSAONLY: Cancella solo i ricevitori dei giornali creati dal TSA *NONE: Non cancella i ricevitori Cancell. ricevitori TARGET: Specifica le regole di cancellazione dei ricevitori per il sistema TARGET. I valori possibili sono i seguenti: *ALL: Cancella i ricevitori dei giornali sottomessi al TSA (indipendentemente che siano stati creati dal TSA o dall'utente) *TSAONLY: Cancella solo i ricevitori dei giornali creati dal TSA *NONE: Non cancella i ricevitori Cancell. ricevitori remoti: Specifica le regole di cancellazione dei ricevitori remoti. I valori possibili sono i seguenti: *ALL: Cancella i ricevitori remoti dei giornali sottomessi al TSA (indipendentemente che siano stati creati dal TSA o dall'utente) *TSAONLY: Cancella solo i ricevitori remoti dei giornali creati dal TSA *NONE: Non cancella i ricevitori remoti Replica schedulazione lavori: Questo parametro permette di sincronizzare i lavori schedulati sul sistema *TARGET. Sincronizza valori di sistema: Indica se TSA deve sincronizzare i valori di sistema dalla macchina principale a quella di backup. Con valori di sistema si intendono i valori visualizzabili con il comando DSPSYSVAL. Si consiglia di impostare nel sistema *TARGET i valori a mano. Forza ora sul sistema remoto: Imposta sul sistema *TARGET la stessa ora (valore di sistema QTIME) del sistema *SOUCE. E consigliabile impostare su entrambe le macchine un servizio esterno di sincronizzazione dell orario. Chapter 4 Parametri di sistema 21

26 Parametri di sistema 4 Forza copia nella RGZPFM: indica se il sistema deve forzare la copia del file sul sistema TARGET quando viene effettuata la riorganizzazione nel sistema SOURCE. Avvio lavoro di controllo: Indica al sistema se deve avviare il job che controlla ad intervalli schedulati l'allineamento delle macchine. Max tentativi salvataggio: Indica il n.ro massimo di tentativi che il sistema effettua per salvare un oggetto in caso di allocazione o altri tipo di problema. 22 Chapter 4 Parametri di sistema

27 Configurazione prodotto 5 Introduzione Attività sulla tabella hosts Attività preventive per modulo oggetti Definizione sistema Definizione ambiente Attivazione ambiente Introduzione La fase di configurazione ambiente prevede la definizione dei sistemi coinvolti nel processo di alta disponibilità/data recovery, la creazione degli ambienti di replica e la selezione delle librerie, file e oggetti che si vogliono sincronizzare con il sistema *TARGET La fase di configurazione ambiente prevede quindi. La definizione delle caratteristiche dei sistemi I ruoli svolti dai sistemi coinvolti La definizione degli ambienti di replica La selezione degli oggetti da replicare La scelta delle regole di sincronizzazione Tutte le configurazioni vanno effettuate sul sistema installato con ruolo *SOURCE, il quale provvederà a ridistribuire sui sistemi *TARGET le relative configurazioni. Attività sulla tabella hosts Prima di iniziare la configurazione del sistema è necessario effettuare la seguente verifica: dal pannello di configurazione voci di tabella host TCP/IP controllare che non siano già state definite specifiche per la macchine che stiamo configurando. Chapter 5 Configurazione prodotto 23

28 Configurazione prodotto 5 Se, come nell esempio, fossero già presenti delle voci è necessario eliminarle tramite il comando di conferma rimozione voci della tabella hosts TCP/IP e aggiungerle manualmente al temine della definizione dei sistemi. Attenzione: fino alla release V5R4M0 è possibile specificare solo 4 nomi sulla tabella hosts per ciascun indirizzo IP, per cui è necessario verificare con attenzione l effettivo utilizzo di alcuni nomi. Attività preventive per modulo oggetti Prima di iniziare la configurazione del sistema è necessario effettuare alcune operazioni: Trasferimento dei profili utente: Questa operazione permette al momento dell attivazione degli ambienti di ripristinare tutti gli oggetti necessari con le corrette autorizzazione. Il processo di trasferimento dei profili utente prevede i seguenti passi: 1. Dalla macchina installata come *SOURCE bisogna effettuare il comando di salvataggio delle autorizzazioni: SAVSECDTA DEV(*SAVF) SAVF(QGPL/TSASECDTA) DTACPR(*YES) 2. Trasferire il file di salvataggio dalla macchina SOURCE alla macchina TARGET 3. Ripristinare i profili utente tramite il comando: RSTUSRPRF DEV(*SAVF) USRPRF(*NEW) SAVF(QGPL/TSASECDTA) SECDTA(*PWDGRP) Attivazione AUDIT: Questa è necessaria per attivare l audit di Sistema, la modalità utilizzata dal TSA per recuperare le variazioni agli oggetti del Sistema operative. L'audit deve essere attivato su entrambi i sistemi per garantire, in caso di mirror back, il corretto funzionamento del modulo oggetti. L attivazione dell audit prevede la creazione di un giornale di sistema che conterrà tutte le informazioni relative alla variazione degli oggetti. E' consigliabile creare una libreria dedicata dove posizionare i ricevitori del giornale di audit. Per prima cosa è necessario creare il ricevitore di giornale: 24 Chapter 5 Configurazione prodotto

29 Configurazione prodotto 5 CRTJRNRCV JRNRCV(AUDITRCV/AUDRCV0001) Creazione del giornale di audit: CRTJRN JRN(QSYS/QAUDJRN) JRNRCV(AUDITRCV/AUDRCV0001) DLTRCV(*YES) Modificare il valore di sistema QAUDCTL: WRKSYSVAL SYSVAL(QAUDCTL) Compare la videata di gestione valori di sistema. Immettere 2 di modifica in corrispondenza di QAUDCTL. Inserire i valori *AUDLVL, *NOQTEMP e *OBJAUD e confermare con Invio. Si procede poi con la modifica del valore di sistema QAUDLVL, dove si va ad indicare il controllo di riservatezza del sistema. WRKSYSVAL SYSVAL(QAUDLVL) Compare la videata di gestione valori di sistema. Immettere 2 di modifica in corrispondenza di QAUDLVL. Chapter 5 Configurazione prodotto 25

30 Configurazione prodotto Inserire i seguenti valori: *CREATE *DELETE *OBJMGT *SAVRST *SECCFG *SPLFDTA Effettuare la conferma tramite il tasto Invio. Con questa operazione l audit del sistema è stato attivato e il TSA è in grado di gestire le modifiche agli oggetti. Ripetere la stessa operazione per le macchine definite come TARGET. 26 Chapter 5 Configurazione prodotto 5

31 Configurazione prodotto 5 Definizione sistema La fase di configurazione dei sistemi sul prodotto TSA permette di definire le caratteristiche operative dei sistemi coinvolti nel processo di replica. Per accedere a questa funzione è necessario collegarsi sul sistema AS/400 installato con ruolo *SOURCE con un utente con adeguati diritti (ad esempio QSECOFR) e digitare il comando TSA. Compare il menu principale del prodotto da cui è possibile accedere alle varie funzioni di configurazione tra cui la gestione dei sistemi. Tutte le funzioni del menu sono accessibili anche tramite comando. Per accedere alla gestione dei sistemi tramite comando digitare TSASYS e premere Invio. Normalmente il comando visualizza la lista dei sistemi, ma in fase iniziale, dal momento che non ci sono sistemi definiti, apre automaticamente il pannello di inserimento di un nuovo sistema proponendo come identificativo del sistema il valore S01. Se questo valore non è gradito è sufficiente premere F12 e inserire l identificativo di sistema desiderato. Se non sono stati definiti in precedenza sistemi la videata di apre identificando come *SOURCE il sistema che si sta inserendo. Il termine *SOURCE indica il ruolo che svolge nei processi di alta affidabilità il sistema su cui stiamo effettuando l installazione. Se il sistema su sui stiamo operando è il sistema da cui vengono originate le transazioni sarà di tipo *SOURCE, se invece è il sistema di backup che deve ricevere le transazioni comparirà come *TARGET. Questa fase di configurazione prevede che per prima cosa sia definito il sistema indicato in fase di installazione con il ruolo di sistema *SOURCE. Identificativo del sistema: Indica la sigla da 3 caratteri che identifica all'interno del prodotto TSA il nome del sistema. Il primo byte deve essere alfanumerico. Una volta inserito l identificativo di 3 byte sulla prima riga sotto la voce ID si preme Invio e compare la Chapter 5 Configurazione prodotto 27

32 Configurazione prodotto 5 videata che permette di inserire i parametri del sistema. Per la configurazione del sistema è necessario specificare tutti i parametri: Indirizzo IP del sistema: Indicare l'indirizzo IP del sistema. Un indirizzo Internet è un indirizzo a 32 bit solitamente scritto con quattro numeri decimali, ognuno dei quali rappresenta otto bit dell'indirizzo. Un esempio d'indirizzo Internet è Porta: Specifica il numero porta o l'intervallo di numeri porta che identificano la porta o le porte che devono essere limitate. I valori validi sono compresi tra 1 e Tuttavia, alcune porte comprese tra 1 e 1023 vengono utilizzate dalle applicazioni TCP/IP fornite dal sistema. Se l'utente specifica una di queste porte, può interferire nel funzionamento di queste applicazioni. Descrizione del sistema: E' la descrizione del sistema immessa durante la fase di codifica. Nome del database relazionale: Specifica il nome del database relazionale identificato sull'ubicazione remota. Per il nome è possibile specificare un massimo di 18 caratteri. Il database relazionale MVS consente un massimo di 16 caratteri. Se si sta configurando un sistema con ruolo *SOURCE si consiglia di impostare il nome del database relazionale con l'identificativo del sistema. Nome del punto di controllo: Specifica il nome del punto di controllo del sistema remoto. L'informazione si reperisce utilizzando il comando DSPNETA sul parametro Nome punto controllo locale. Per un sistema di tipo *SOURCE è il valore della macchina locale, per il sistema remoto è quello della macchina *TARGET. Profilo utente di servizio: Indica il profilo utente utilizzato dal TSA per accedere al sistema. Password utente: Indica la password del profilo utente utilizzato dal TSA per accedere accedere al sistema. 28 Chapter 5 Configurazione prodotto

33 Configurazione prodotto 5 Nome libreria sistema TSA: Indica la libreria oggetti del prodotto TSA. Release sistema operativo: Indica la versione del sistema operativo. Una volta completate tutte le informazione premendo Invio appare la decodifica dell'indirizzo IP. Si preme F6 per confermare. In questo modo il sistema da cui saranno distribuiti i dati è stato correttamente configurato. A questo punto è necessario configurare il sistema *TARGET. Il processo di configurazione è lo stesso operato per il *SOURCE. Dall elenco dei sistemi ci si posiziona sulla prima riga e si procede con l inserimento dell identificativo del sistema *TARGET. Chapter 5 Configurazione prodotto 29

34 Configurazione prodotto Si preme invio e si apre la videata che permette di inserire i parametri di configurazione del sistema TARGET. 30 Chapter 5 Configurazione prodotto 5

35 Configurazione prodotto 5 A questo punto confermando con il tasto F6 il sistema procede con la creazione degli elementi di sistema necessari per il funzionamento del TSA sorgente verso il sistema appena configurato. Al termine delle operazioni viene visualizzata la videata relativa alla lista dei sistemi configurati. Il dettaglio delle operazioni effettuate in modo automatico dal sistema sono visualizzabili utilizzando il comando TSALOG o dal menu del prodotto l opzione 20 Gestione log di sistema. Attenzione: gli elementi creati dal sistema come ad esempio il nome del database relazionale piuttosto che il giornale remoto non devono essere cancellati per nessun motivo. La cancellazione di uno di questi elementi porta al mancato funzionamento del prodotto. Nel caso siano state rimosse le specifiche relative ai nomi host, queste vanno ripristinate aggiungendo i vecchi nomi a quelli definiti dal TSA. Nell esempio citato all inizio del capitolo dobbiamo aggiungere la voce backup tramite il comando CHGTCPHTE: Chapter 5 Configurazione prodotto 31

36 Configurazione prodotto 5 Una volta completata la fase di definizione dei sistemi è necessario effettuare le seguenti verifiche: Sistema *SOURCE: Controllare la presenza del sottosistema TSACTRL Controllare la presenza del sottosistema TSAV2 Nel sottosistema TSACTRL deve comparire il lavoro TSADQLOG. Se è stato abilitato il trasferimento dei lavori schedulati compare anche il lavoro SNDT01SCD. Sistema TARGET Controllare la presenza del sottosistema TSACTRL Controllare la presenza del sottosistema TSAV2 Nel sottosistema TSAV2 del TARGET devono essere presenti due job: TSARCVSYS: Lavoro che replica le configurazioni di sistema TSAS01RCV: Lavoro che elabora i comandi provenienti dal sistema SOURCE NB: I lavori vengono attivati in modo automatico dal lavoro TSADMN attivato nella coda QSYSNOMAX. Nel sottosistema TSACTRL del TARGET non compaiono lavori. 32 Chapter 5 Configurazione prodotto

37 Configurazione prodotto 5 Nel sottosistema di controllo del SOURCE il lavoro TSADQLOG si occupa di monitorare il risultato delle operazioni eseguite sul TARGET. Chapter 5 Configurazione prodotto 33

38 Configurazione prodotto 5 Il sistema provvede ad allineare automaticamente i dati di configurazione nei sistemi di destinazione, da cui nei sistemi TARGET è possibile effettuare la sola consultazione dei dati di configurazione. 34 Chapter 5 Configurazione prodotto

39 Configurazione prodotto 5 Definizione ambiente Il prodotto TSA introduce il concetto di ambiente per quanto riguarda le risorse da sincronizzare sul sistema di backup. Il concetto di ambiente nasce per poter diversificare le risorse da portare nel sistema di destinazione che possono quindi essere sincronizzate separatamente. Separare in più ambieti porta dei vantaggi per quanto riguarda la parallelizzazione dei lavori di replica. E' infatti più performante demandare a più job di applicazione il lavoro di relpica piuttosto che lasciare ad un unico job il compito. C'è evidentemente un linimte di convenienza nel frazionare i lavori e una corretta pianificazione dell'installazione deve anche tener conto della suffivisione ottimale sia per le caratteristiche del sistema informativo che delle macchine coinvolte.ad esempio il concetto di ambiente è molto utile per i sistemi informativi che operano con più società all interno della stessa macchina. L ambiente permette di differenziare le varie società e creare delle configurazioni separate di replica. Per accedere alla configurazione degli ambienti si seleziona dal menu principale del TSA le voce 2. Gestione ambienti di replica, o, come per la gestione sistemi, è possibile attivare l applicazione tramite l apposito comando TSAENV. Al primo accesso la lista degli ambienti è vuota ed è necessario procedere con la definizione del primo ambiente operativo. Si procede con l inserimento di un nuovo ambiente posizionandosi sulla prima riga, mettendo 1 nel campo scelta e andando ad indicare il seguente parametro: Identificativo dell ambiente: E una stringa di 3 byte alfanumerici (in cui il primo carattere è obbligatoriamente una lettera) che andranno ad identificare all interno del sistema TSA l ambiente operativo. Chapter 5 Configurazione prodotto 35

40 Configurazione prodotto 5 Una volta immessi i dati e premuto invio compare la videata della definizione dell ambiente: I parametri richiesti per completare la definizione dell ambiente sono i seguenti: Descrizione sistema: E la descrizione dell ambiente che permette di identificare in modo più chiaro lo scopo dell ambiente. Priorità di esecuzione: Indica la priorità di esecuzione del processo di applicazione per l ambiente in fase di configurazione. Sistema sorgente: In questo campo vanno immessi i 3 bytes identificativi del sistema sorgente. Sistema destinazione: In questo campo vanno immessi i 3 bytes che identificano il sistema target. Libreria di lavoro: Il sistema per poter gestire correttamente le repliche a livello di ambiente crea una libreria di lavoro dove ha la possibilità di creare giornali, ricevitori di giornale e tutti gli altri oggetti necessari al suo funzionamento. In questo campo va immesso il nome della libreria. Per rendere la libreria di lavoro facilmente identificabile si consiglia di utilizzare come prefisso al nome della libreria TSAWRK seguito da un progressivo numerico. Congelamento ambiente: L ambiente nasce in uno stato di non sincronizzazione, stato che può essere utilizzato per sospendere temporaneamente l applicazione delle variazioni. Per sospendere l applicazione delle variazioni in un ambiente è possibile operare su questo parametro congelando le operazioni. Azione su errore Insert: Indica il valore applicato per l'ambiente che si sta configurando nel processo di replica per gestire il comportamento del sistema quando in fase di inserimento trova il record già esistente. Le opzioni possibili sono: 36 Chapter 5 Configurazione prodotto

41 Configurazione prodotto 5 *UPDATE: Converti l'inserimento in aggiornamento *IGNORE: Ignora l'inserimento *PARK: Parcheggia il record negli errori Azione su errore Udpate: Indica il valore applicato per l'ambiente che si sta configurando nel processo di replica per gestire il comportamento del sistema quando in fase di aggiornamento non trova il record. Le opzioni possibili sono: *INSERT: Converti l'aggiornamento in inserimento *IGNORE: Ignora l'aggiornamento *PARK: Parcheggia il record negli errori Azione su errore Delete: Indica il valore applicato per l'ambiente che si sta configurando nel processo di replica per gestire il comportamento del sistema quando in fase di cancellazione non trova il record. Le opzioni possibili sono: *IGNORE: Ignora la cancellazione *PARK: Parcheggia il record negli errori Ignorare CLRPFM/RMVM/DLTF: Indica al sistema di non applicare le operazioni potenzialmente pericolose quali la CLRPFM (pulizia del membro) la RMVM (rimozione del membro) e la DLTF (cancellazione di un file) sul sistema target. Qualora questo parametro venga impostato a *YES questo tipo di operazioni non verranno propagate dal sistema origine a quello di destinazione. Se il parametro viene impostato a *YES il sistema non è più in grado di garantire la corretta sincronia dei files. Attivare questa opzione solo se si è certi dell'operazione. Ignorare l'operazione RGZPFM: Indica al sistema di non applicare le operazioni di riorganizzazione dei membri RGZPFM (riorganizzazione del membro). Dal momento che il sistema aggiorna utilizzando il numero relativo di record, se questo parametro viene impostato a *YES per l'ambiente in oggetto il sistema non è più in grado di garantire la corretta sincronia dei files. Attivare questa opzione solo se si è certi dell azione che si vuole intraprendere. Premendo il tasto Page Down è possibile visualizzare i parametri relativi a: Stato dei trigger Allocazione oggetti Chapter 5 Configurazione prodotto 37

42 Configurazione prodotto 5 Stato dei trigger sul target: Indica se i trigger nel sistema di destinazione devono essere in stato *ENABLED e quindi scattare durante gli aggiornamenti effettuati nella tabella che ha applicato il trigger, o se devono rimanere in stato *DISABLED e quindi non agire al momento dell'aggiornamento del record. Se vengono replicati tutti i files anche con lo stato *DISABLED dei trigger i files risultaranno aggiornati. Lasciare i trigger in stato *ENABLED solo se si è certi dell'operazione. Allocazione oggetti sul target: Indica se in fase di partenza il TSA deve allocare in modo esclusivo gli oggetti sul sistema remoto. Un oggetto allocato non può essere aggiornato da altre applicazioni oltre a quella che ha effettuato l'allocazione. Tramite questa tecnica è possibile garantire che nessun'altra applicazione, a parte l'applicatore di variazioni del TSA, aggiorni i files nel sistema remoto evitando così errori da parte di utenti che si dovessero collegare per errore. Si preme F6 per effettuare la conferma dei dati. La conferma dei dati relativi all ambiente Al termine dell operazione di creazione dell ambiente viene visualizzata la videata della lista ambienti con il messaggio di avvenuta creazione dell ambiente. L ambiente appena creato visualizza i flag relativi ai dati, oggetti, spool, IFS e DLO in rosso in quanto nessun ambiente di replica è attivo. 38 Chapter 5 Configurazione prodotto

43 Configurazione prodotto Chapter 5 Configurazione prodotto 5 39

44 6 Introduzione Gestione tipologie di replica Gestione istanze di giornale Definizione librerie e oggetti da replicare Definizione replica dati Definizione regole di replicazione dati Oggetti replicati Definizione Replica Oggetti Definizione Replica Code di Output Definizione IFS Replica integrated File System Introduzione La definizione dell'ambiente ci ha permesso di definire "il contenitore" all'interno del quale operare per definire le repliche da effettuare. Per poter definire le risorse coinvolte nel processo di alta affidabilità è necessario andare a dettagliare in modo puntale gli oggetti che compongono l'ambiente. La fase di configurazione degli oggetti in replica prevede la selezione delle librerie e degli oggetti da replicare nel sistema di backup. Questa parte della configurazione prevede quindi La definizione delle librerie da replicare Le regole di inclusione e di esclusione relative ai files, aree dati e code dati La definizione degli oggetti da replicare La configurazione delle code di output da replicare La configurazione delle cartelle IFS da replicare La configurazione delle cartelle e dei documenti DLO da replicare Tutte le configurazioni vanno effettuate sul sistema installato con ruolo *SOURCE, il quale provvederà a ridistribuire sui sistemi *TARGET le relative configurazioni. Gestione tipologie di replica Il TSA prevede che possano essere configurati diversi ambienti per avere una suddivisione logica delle repliche. Ad esempio se in un sistema iseries ci sono diverse società è tendenzialmente bene creare tanti ambienti quante sono le società, piuttosto che il sistema è concettualmente diviso per moduli (ad esempio modulo contabile, magazzino e vendite) per cui è bene creare tre diversi ambienti. Per ciascun ambiente è possibile scegliere le diverse tipologie di oggetto da replicare. In sostanza ogni ambiente avrà al suo interno, suddiviso per tipologia di oggetto, l'elenco delle risorse coinvolte nel processo di replica. Quando si accede al pannello di gestione ambienti, con l'opzione 12 è possibile andare nel dettaglio della configurazione dell ambiente. Compare la videata che permette la configurazione delle diverse tipologie di replica. Le tipologie di replica disponibili dipendono dal tipo di licenza in possesso: DAT Replica dati. Questo tipo di replica è sempre attiva, perché è compresa nella licenza di base del prodotto. 40 Chapter 6

45 6 OBJ Replica Oggetti. Prevede l attivazione del modulo Oggetti SPL Replica Code Di Output. Prevede l attivazione del modulo Spool IFS Replica Integrated File System: Prevede l attivazione del modulo IFS DLO Replica delle cartelle condivise: Prevede l attivazione del modulo DLO Ogni tipologia di mirror permette di configurare gli elementi specifici della replica abilitata. Quando si apre per la prima volta la videata delle scelte del tipo di replica i tipi di replica appaiono in colore rosso. Il software da delle indicazioni sullo stato della configurazione utilizzando i colori. Il colore rosso indica che la tipologia di replica non è stata ancora attivata. Quando si accede per la prima volta il dettaglio dell ambiente compare un messaggio che richiede la creazione di un giornale. Il prodotto TSA si basa sui giornali per poter catturare le variazioni, di conseguenza è necessario indicare un giornale che il TSA utilizzerà per ricevere le informazioni di variazione dei files e dei record. Se il sistema informativo non dispone di giornali è possibile creare un giornale che catturi le informazioni per l ambiente selezionato tramite il tasto F18. La funzione di F18=creazione del giornale di default crea nella libreria di work dell ambiente EV1 (nell esempio TSAWRKEV1) un giornale denominato TSAWRKEV1. Al momento dell attivazione della libreria o dell ambiente il sistema sottometterà tutti gli oggetti definiti per quell ambiente al giornale indicato. Chapter 6 41

46 6 Gestione istanze di giornale Prima di poter definire le librerie coinvolte nel processo di alta disponibilità è necessario specificare su che giornale saranno registrate le informazioni relative alle variazioni che intercorrono su file, aree dati, cartelle IFS, ecc.. Se il sistema informativo prevede già l utilizzo dei giornali per la gestione del ciclo di sincronia, è possibile utilizzare i giornali già presenti nei sistemi informativi. Dal momento che sono un elemento necessario al funzionamento del prodotto se non sono presenti è necessario effettuare la creazione. Dal menu di Gestione tipologie di Mirror tramite il tasto F18 è possibile creare uno o più giornali per la cattura delle variazioni. Quando si effettua la creazione automatica del giornale il sistema crea un giornale sul sistema *SOURCE nella libreria di work dell ambiente con un nome predefinito e lo collega in modo automatico al sistema *TARGET definito per quell ambiente con la creazione dell equivalente giornale remoto. Se invece abbiamo già dei giornali che possiamo utilizzare per la funzione di replica o se vogliamo creare un giornale con un nome specifico, dalla gestione delle istanze di giornale tramite il tasto F6 possiamo accedere al pannello di creazione giornale. La funzione di creazione giornale ci permette di specificare i seguenti parametri: ID Giornale: sono 3 byte identificativi del giornale per quell ambiente. L ID del giornale compare come suffisso nel nome del job applicatore nel sistema Target. Giornale Source: Indica il nome del giornale da creare nel sistema *SOURCE Libreria Source: Indica il nome della libreria dove creare il giornale Giornale Target: Indica il nome del giornale remoto da creare nel sistema *TARGET Libreria Source: Indica il nome della libreria dove creare il giornale nel sistema *TARGET Prefisso ricevitori: Indica il nome del prefisso dei ricevitori Libreria ricevitori: indica la libreria dei ricevitori. 42 Chapter 6

47 6 Se non viene specificato uno dei parametri (ad esempio il nome del giornale Target) il sistema crea il nome in modo automatico quando viene confermata la scelta dei parametri. L opzione 2 permette di modificare il parametro relativo al n.ro di giorni di conservazione dei ricevitori di giornale: Chapter 6 43

48 6 Bisogna prestare attenzione quando si immette un n.ro di giorni maggiore di 0 in quanto i ricevitori occupano spazio disco, per cui è necessario calcolare l effettiva occupazione generata dai ricevitori in un giorno e determinare lo spazio disco disponibile. L opzione di congelamento permette di sospendere l applicazione delle variazioni nella macchina *TARGET. L attivazione di questa opzione comporta un temporaneo disallineamento dell ambiente. L opzione 6 rilascia l applicatore precedentemente congelato. Il sistema riprende l allineamento dei dati e riallinea l ambiente precedentemente congelato. L'opzione 12 fornisce l'elenco dei files sottomessi al giornale selezionato. 44 Chapter 6

49 6 La lista mostra gli oggetti sottomessi al giornale, indicando se l'oggetto è attivo per la replica e la modalità di sottomissione dell'oggetto. Chapter 6 45

50 6 Definizione librerie e oggetti da replicare Per poter definire le librerie coinvolte nel processo di alta disponibilità è necessario accedere all ambiente precedentemente definito e identificare il le librerie da replicare suddivise per tipologia di oggetto. Per accedere a questa funzione si seleziona la vice 2 del menu del TSA Gestione ambienti di replica. Compare il solito pannello di parzializzazione con il valore predefinito *ALL. Premendo invio compare la lista degli ambienti configurati. Per accedere alla configurazione degli oggetti da replicare si immette l opzione 12 in corrispondenza dell ambiente da configurare e si preme invio. Compare il pannello di gestione tipologie di Mirror che permette all utente di indicare per tipologia gli elementi da sincronizzare. La videata che mostra le tipologie di dato da sincronizzare dipende dal tipo di licenza installata. Se è stato installato il solo modulo base compare solo la prima voce, mentre se sono state installate anche le opzioni aggiuntive compaiono anche le altre voci. Immettere nuovamente l opzione 12 in corrispondenza della tipologia di mirror da configurare. 46 Chapter 6

51 6 Definizione replica dati Selezionando con l opzione 12 la voce DAT Replica dati si apre il pannello che permette di configurare gli oggetti da replicare di tipo dato. In questo pannello vanno indicate le librerie da sincronizzare che contengono dati, aree dati e coda dati. Con il solito sistema di posizionarsi sulla prima riga e con l opzione 1 si procede all inserimento del nome della libreria desiderata. In fase di inserimento sono ammessi i seguenti valori: *USRLIB: Carica tutte le librerie utente Chapter 6 47

52 Nome*: Carica tutte le librerie che cominciano con i caratteri precedenti l asterisco Nome: Carica la libreria con quel nome specifico. 48 Chapter 6 6

53 6 Quando si mette il valore *USRLIB o Nome* li sistema applica di default la regola base di includere nella replica tutti gli oggetti contenuti nella libreria che rispettano la tipologia di oggetto dell ambiente da replicare. In qualunque momento, tramite l opzione 2 di modifica regole, è possibile andare ad inserire le regole di inclusione o di esclusione per le librerie immesse. Se invece viene inserito il nome di una libreria singola quando si preme Invio appare la videata dell inserimento delle regole di replica. Da questo pannello è possibile specificare quali oggetti si vuole replicare sul sistema *TARGET e quali devono essere esclusi. Il sistema propone la regola generale di replicare tutti gli oggetti di qualunque tipo delle libreria. Se si vogliono replicare tutti gli oggetti della libreria è sufficiente premere F6 per confermare la propria scelta, in alternativa, se si vogliono inserire delle regole di inclusione o di esclusione di alcuni oggetti o di tipi di oggetto si procede con l inserimento delle regole. La spiegazione dettagliata del pannello si trova nel paragrafo successivo. Il modulo di replica dei dati prevede la sincronizzazione di alcuni tipi di oggetto specifici, di conseguenza nel pannello di gestione delle regole di inclusione/esclusione sarà possibile selezionare solo le seguenti tipologie di oggetto: File fisici (gli oggetti di tipo *FILE con attributo PF e LF) Aree dati (gli oggetti di tipo *DTAARA) Code dati (gli oggetti di tipo *DTAQ) Una volta che si conferma la scelta delle regole da applicare si torna nella videata di gestione delle librerie in replica, che sarà di colore rosso riporterà lo stato dell ambiente come *INACTIVE, in quanto stiamo lavorando in un ambiente non ancora attivato. Chapter 6 49

54 6 L'opzione 2 permette di definire le regole di replica per quanto riguarda la parte dati e permette di includere o escludere determinati tipi di oggetto includere o escludere oggetti specifici Il dettaglio relativo alla definizione delle regole di replica è trattato nell'apposito capitolo. L'opzione 4 permette di effettuare la rimozione dalla replica di una libreria dati. Quando si tolgono le librerie trsamitye l opzione 4 è necessario tenere presente alcune cose: Non viene rimossa l area dati QDFTJRN presente nella libreria, in quanto l area dati indica in quale giornale sottomettere i nuovi files che vengono creati nella libreria e non è consigliabile toglierla in modo automatico Non viene rimosso il link con il giornale remoto. Per effettuare questa operazione è necessario: Disattivare il giornale remoto tramite il comando: CHGRMTJRN Rimuovere il giornale remoto con il comando: RMVRMTJRN RDB(T01) SRCJRN(TSAWRKPG1/ TSAJ01JRN) TGTJRN(TSAWRKPG1/T01J01JRN) L'opzione 8 effettua l'attivazione dell'ambiente. Anche questa funzione è descritta nell'apposito capitolo. L'opzione 9 serve per rendere operative le regole specificate. Quando si definisce una regola questa non diventa attiva fino a che non sia stata fatta l'opzione 9 di attivazione delle regole. Questa particolarità permette a chi effettua la gestione di decidere di inserire delle regole, ma di aspettare a renderle operative. 50 Chapter 6

55 6 Definizione regole di replicazione dati Selezionando l opzione 2 dalla lista delle librerie ambiente è possibile accedere al pannello di modifica delle regole. Le regole di replica possono essere regole di inclusione oggetti (sempre appartenenti alla libreria selezionata) o di esclusione. Sono supportate regole di inclusione ed esclusione degli oggetti parziali (nome dell oggetto, parte de nome+ * e il valore speciale *ALL). Ad esempio se voglio escludere dalla replica tutti gli oggetti di tipo *DTAARA sarà sufficiente posizionarsi sotto il campo opzione, immettere l 1 di immissione seguito dai valori *ALL sul nome oggetto e *DTAARA sul tipo e premere Invio. Se invece si voglio escludere oggetti che iniziano con un certo nome sul nome dell oggetto sarà necessario indicare le iniziali del nome seguito dal carattere *. Il carattere * è un carattere jolly che indica che i caratteri successivi non sono verificati. Chapter 6 51

56 6 Compare la videata di conferma delle regole che riporta i dati precedentemente immessi e richiede di specificare se l oggetto selezionato deve essere incluso o escluso dalla replica. Quando si preme Invio il sistema riporta alla videata delle regole legate alla libreria. 52 Chapter 6

57 6 Nell esempio sopra riportato vengono escluse dalla replica tutte le aree dati della libreria TSATEST fatta eccezione per l area dati SDYGENAD che viene invece replicata (regola di inclusione). Si procede quindi con questa tecnica per selezionare tutti gli oggetti che si desidera replicare o escludere. Quando si preme F6 per confermare le scelte effettuate un processo applica le regole selezionate. La cancellazione di una regola non corretta o non più valida si effettua tramite l opzione 4. Una finestra di conferma rimuove la regola, che non diventa subito operativa al momento della conferma. Chapter 6 53

58 6 Bisogna infatti fare una considerazione relativa allo stato dell oggetto. Se il file è stato escluso dalla replica significa che adesso è disallineato, per cui si deve procedere all allineamento con l opzione 88 dell oggetto e successivamente andare ad abilitare manualmente la replica. 54 Chapter 6

59 6 Dalla lista dei files immettere l opzione 88 per riallineare il files. Poi tramite l opzione 2 si va a cambiare lo stato della replica che da *NONE deve essere poretato a *FULL. Chapter 6 55

60 6 Definizione Replica Oggetti Selezionando con l opzione 12 la voce OBJ Replica oggetti dal pannello di Gestione tipologie di replica si apre il pannello che permette di configurare gli oggetti da replicare che non siano files fisici, logici, aree dati code dati, code di output, ifs e folder, per i quali esiste un ambiente di replica specifico. Quando si seleziona l opzione si apre il pannello delle librerie in replica: Le librerie compaiono in colore rosso se non sono state attivate. Da questo pannello è possibile inserire le librerie oggetti da replicare tramite l opzione 1. In fase di inserimento sono ammessi i seguenti valori: *USRLIB: Carica tutte le librerie utente Nome*: Carica tutte le librerie che cominciano con i caratteri precedenti l asterisco Nome: Carica la libreria con quel nome specifico. Quando si inserisce la libreria si va ad indicare al sistema TSA di replicare tutti gli oggetti contenuti in quella libreria esclusi gli oggetti di tipo files fisici, logici, aree dati e code dati che sono già trattati da un apposito ambiente. Come nel modulo dati invece è prevista in questa fase la possibilità di limitare gli oggetti da trasferire. L opzione 4 di cancellazione rimuove la libreria dall elenco delle librerie oggetti da sincronizzare per quell ambiente. Quando si opera con l opzione 4 è necessario tenere presente alcune cose: Non viene rimossa l area dati QDFTJRN presente nella libreria, in quanto l area dati indica in quale giornale sottomettere i nuovi files che vengono creati nella libreria e non è consigliabile toglierla in modo automatico Non viene rimosso il link con il giornale remoto. Per effettuare questa operazione è necessario: Disattivare il giornale remoto tramite il comando: CHGRMTJRN Rimuovere il giornale remoto con il comando: RMVRMTJRN RDB(T01) SRCJRN(TSAWRKPG1/ 56 Chapter 6

61 6 TSAJ01JRN) TGTJRN(TSAWRKPG1/T01J01JRN) L'opzione 5 permette di indicare quyali oggetti si possono escludere dalla replica. La definizione dell'oggetto è per libreria ed è necessario specificare il tipo di oggetto che si vuole replicare. Quando si apre le prima volta la videata compare il seguente pannello: Per inserire un nuovo oggetto si inserisce 1 nella riga, si specifica il nome dell'oggetto e il tipo e si preme invio. Chapter 6 57

62 6 Automaticamente il sistema mette in esclusione l'oggetto specificato. Le opzioni 3 e 6 permettono rispettivamente di includere ed escludere l'oggetto selezionato e l'opzione 4 di cancellare la definizione. La cancellazione dell'oggetto da includere/escludere non chiede la conferma. L'opzione 7 permette di introdurre un filtro per i tipi di oggetto replicati. Il default prevede che tutti gli oggetti vengano replicati, ma ad esempio si può decidere che gli oggetti di un certo tipo non vengano inviati al sistema TARGET. 58 Chapter 6

63 6 L opzione 8 effettua l attivazione della libreria oggetti. Questa funzione è spiegata in dettaglio nell apposito capitolo. Anche per quanto riguarda gli oggetti l'opzione 9 rende operativa la regola inserita sia con l'opzione 5 che con l'opzione 7. Chapter 6 59

64 6 Oggetti replicati Dal pannello delle librerie dati in replica è possibile accedere tramite l opzione 5 al dettaglio degli oggetti di tipo *FILE, *DTAATA e *DTAQ sottomessi al processo di replica. La lista degli oggetti che compare è l elenco che è stato generato al momento della conferma dell applicazione delle regole. Da questo pannello è possibile aggiungere o eliminare oggetti dal processo di replica. Sarà cura del prodotto inserire queste scelte nella tabelle delle regole da applicare in modo da memorizzare le scelte effettuate. Come per le altre videate del prodotto TSA il colore rosso indica che stiamo operando in un ambiente/ libreria non attivata. Le opzioni disponibili sono le seguenti: 2: Cambia stato: Permette di cambiare lo stato della replica dell oggetto. L opzione apre una finestra che permettere di scegliere la modalità di replica. Il significato degli stati è il seguente *Full: viene effettuata sia la replica dei dati che dell oggetto (la struttura del file) *Obj: viene replicato solo la struttura dell oggetto. Questa opzione è utile ad esempio per i files di work, che devono essere presenti come struttura, ma non serve la replica del contenuto. *None: non viene effettuata la replica. 24: Cerca KU: Per i file sottomessi con aggiornamento a chiave il sistema cerca la chiave univoca di aggiornamento e la imposta nei parametri relativi alla tabella. Tutte le opzioni lavorano a livello di singolo oggetto e le scelte vanno ad interagire con la tabella delle regole che memorizza le scelte fatte. Tramite il tasto funzione F21 è possibile filtrare la vista dell ambiente. Il default presenta tutti gli 60 Chapter 6

65 6 oggetti (files fisici e logici, aree dati e data queue), se si preme ulteriormente il tasto F21 mostra solo i files fisici, come ultima possibilità premendo nuovamente il tasto F21 mostra quelli attivi. Gli oggetti che vengono inseriti in una libreria in replica vengono automaticamente replicati nella macchina target. La funzione 9 di attivazione delle regole, che è possibile attivare dal pannello delle librerie in replica, rigenera il dettaglio dell ambiente e permette l applicazione delle nuove regole selezionate. Chapter 6 61

66 6 Definizione Replica Code di Output Selezionando con l opzione 12 la voce SPL Replica Code di Output dal pannello di Gestione tipologie di replica si apre il pannello che permette di configurare le code di Output da tenere allineate con il sistema di destinazione. Gli spool contenuti nelle code di output elencate in questo pannello verranno inviati al sistema di destinazione contestualmente al loro arrivo nella coda di output del sistema *SOURCE. Per inserire una nuova coda ci si posiziona sulla prima riga indicando l opzione 1 nel campo Opz, sui campi Nome Coda e Libreria si inseriscono i dati relativi alla coda di output da sincronizzare e premendo Invio la coda viene aggiunta all elenco. E possibile anche in questo caso inserire le code sulla base di regole. Nome* carica tutte le code di output che cominciano con i caratteri precedenti l asterisco. 62 Chapter 6

67 6 In questo caso il sistema seleziona tutte le code che iniziano con SDY33 e le sottomette alla funzione. Le code in colore rosso in quanto non attive. Chapter 6 63

68 6 Le opzioni possibili sono le seguenti: 3 = Congela: Questa opzione fa in modo che tutti gli spool non vengano inviati al sistema di destinazione. Questa opzione blocca anche il passaggio dell informazione della ricezione dello spool nella coda anche ad eventuali altre code dati in cascata. 4 = Cancella: Toglie la coda dalla replica e ripristina l eventuale coda dati agganciata alla coda di output prima dell attivazione. 6 = Rilascia: Ripristina l invio degli spool alla macchina *TARGET ed ad eventuali altre code dati. 8 = Attiva: Questa funzione effettua l attivazione della coda, operazione descritta nel dettaglio nel capitolo successivo. 9 = Disattiva: Toglie la coda dalla replica attiva e ripristina l eventuale coda dati agganciata alla coda di output prima dell attivazione 64 Chapter 6

69 6 Definizione IFS Replica integrated File System Selezionando con l opzione 12 la voce IFS Replica integrated File System dal pannello di Gestione tipologie di replica si apre il pannello che permette di configurare le cartelle IFS da replicare nel sistema *TARGET. Tramite il tasto F6 è possibile aggiungere un indirizzario da sincronizzare. Si apre il pannello di inserimento indirizzario, dove è necessario specificare il nome. Chapter 6 65

70 La funzione controlla la correttezza del nome inserito e lo aggiunge alla lista. 66 Chapter 6 6

71 6 Se ci sono più giornali definiti per l ambiente e non viene specificato alcun giornale nel campo ID Giornale si apre la finestra di scelta del giornale. Se invece c è un unico giornale e non si specifica nulla viene usato quell unico ID di giornale come default. La funzione è predisposta per sincronizzare tutte le sottocartelle. In pratica tutto quello che è contenuto in quella cartella, documenti e sottocartelle compresi, verrà replicato nella macchina *TARGET Le opzioni attive per la gestione sono le seguenti: 4=Cancella. Permette di rimuovere un indirizzario precedentemente inserito. 5=Visualizza. Dal momento che il nome della cartella potrebbe eccedere il n.ro di caratteri previsto nella mappa tramite questa opzione è possibile visualizzare il nome completo. Chapter 6 67

72 6 8=Attiva: Questa funzione effettua l attivazione della funzione di replica della cartella, operazione descritta nel dettaglio nel capitolo successivo. Non è possibile indicare la root (/) come cartella da trasferire. In questo caso infatti trasferirebbe tutto l IFS, comprese le cartelle di configurazione di alcuni servizi di sistema, per cui è stata volutamente disabilitata. 68 Chapter 6

73 6 Definizione DLO Replica Document Library Object Selezionando con l opzione 12 la voce DLO Replica Document Library Object dal pannello di Gestione tipologie di replica si apre il pannello che permette di configurare le cartelle condivise da replicare nel sistema *TARGET. Si accede al pannello di dettaglio di gestione DLO. Chapter 6 69

74 6. Da questo pannello è possibile inserire le cartelle condivise che vanno replicate nel sistema TARGET. Tramite l'opzione 1 si inserisce il nome della cartella. La funzione controlla la correttezza del nome inserito e lo aggiunge alla lista. Le opzioni attive per la gestione sono le seguenti: 4=Cancella. Permette di rimuovere una cartella precedentemente inserita. 8=Attiva. L'attivazione dell'oggetto prevede l'invio della cartella nel sistema di destinazione e l'attivazione della replica. I dettagli dell'operazione sono spiegati nell'apposito capitolo. 70 Chapter 6

75 Chapter

76 Attivazione ambiente 7 Introduzione Attivazione ambiente: processo di attivazione Attivazione ambiente dati: processo di attivazione Attivazione ambiente oggetti: processo di attivazione Attivazione ambiente spool: processo di attivazione Attivazione ambiente IFS: processo di attivazione Introduzione Le operazioni fatte fino a questo momento servono allo scopo di definire quali sono gli oggetti da replicare. L ambiente però non è ancora operativo e le sincronizzazioni non sono attive, in quanto non è stato eseguito il processo di attivazione, che è la funzione che comunica al TSA che abbiamo finito con la fase di configurazione e che l ambiente può iniziare ad operare. Attivazione ambiente: processo di attivazione Una volta completate tutte le operazioni relative alla definizione degli oggetti da sincronizzare si procede con la fase di attivazione. Questa fase può essere fatta a livello di ambiente, di libreria o di oggetto. Su tutte le videate relative a questi argomenti compare l opzione 8 di attivazione dell ambiente. L operazione di attivazione dell ambiente comporta una sequenza di operazioni sia sul sistema locale che sul sistema remoto. Ogni tipologia di mirror effettua delle operazioni specifiche, che permettono il corretto funzionamento dell ambiente di replica. 72 Chapter 7 Attivazione ambiente

77 Attivazione ambiente 7 Attivazione ambiente dati: processo di attivazione Quando si effettua il processo di attivazione per l ambiente dati vengono effettuate le seguenti operazioni: Ri-applicazione delle regole di definizione degli oggetti Creazione dell area dati QDFTJRN in ciascuna delle librerie definite a livello di ambiente. L area dati contiene le informazioni che il sistema utilizza per giornalizzare in modo automatico gli oggetti che verranno creati/ripristinati/copiati su questa libreria. Questo oggetto non deve essere cancellato in quanto provocherebbe un non corretto funzionamento del sistema. Sul sistema sorgente, il processo effettua una serie di operazioni relative al giornale di cattura dei dati: nel caso in cui si sia scelto un giornale diverso da quello a cui sono sottomessi i files, il processo sgancia dal giornale a cui sono sottomessi, tutti i file coinvolti nel processo di replica e li sottomette al giornale di ambiente del TSA. nel caso in cui si sia scelto di usare lo stesso giornale a cui sono sottomessi i files il processo controlla la corretta modalità di sottomissione Salva gli oggetti dal sistema locale e li invia al sistema remoto. Sul sistema remoto ripristina gli oggetti precedentemente salvati Sottomette gli oggetti appena ripristinati al giornale definito nei parametri del giornale del TSA sul sistema remoto, per permettere al sistema di effettuare il processo di applicazione delle variazioni in modo transazionale. Attivazione del lavoro di lettura e applicazione variazione sul sistema *TARGET. Questo lavoro si preoccupa di generare l ambiente di applicazione con la generazione dei programmi di applicatori. Quando si seleziona l opzione 8 dai seguenti pannelli: Gestione ambienti Gestione librerie ambiente compare la seguente videata: Chapter 7 Attivazione ambiente 73

78 Attivazione ambiente 7 Sottomissione in batch: Esegue il lavoro in modalità batch se impostato a *YES. Anche già attivi: Se impostata a *YES questa opzione ri-esegue l'attivazione dell'oggetto anche per gli oggetti che in precedenza sono già stati attivati. Se questo parametro viene impostati a *NO se un oggetto è già stato oggetto di attivazione in precedenza non viene sottoposto nuovamente a questo processo. Trasferimento gli oggetti: Questo parametro indica se si vuole il trasferimento degli oggetti nel sistema target. Se si imputa *YES su questo parametro il sistema provvederà ad effettuare il salvataggio, il trasferimento dei dati sul sistema target e il ripristino di tali oggetti sulla base dei parametri, sostituire gli oggetti remoti e salvare gli oggetti allocati. Sostituire gli oggetti remoti: Tramite questa opzione si da al TSA la possibilità di sostituire nella macchina di backup gli oggetti nel caso in cui esistano. Se in questa opzione viene specificato *YES il sistema, nel caso siano già presenti oggetti con lo stesso nome, va a sostituire gli oggetti in destinazione, in caso contrario manterrà in destinazione l oggetto originario. E eviente che in una situazione di questo tipo, se non è garantita l esatta uguaglianza dei files sia sul sistema di origine che su quello di destinazione è impossibile garantire un corretto funzionamento del prodotto. Salva gli oggetti allocati: Questo parametro specifica le regole di salvataggio dell oggetto sorgente. Posto che la prima sincronizzazione dovrebbe essere fatta ad ambiente dedicato per evitare qualunque tipo di problema, è possibile salvare un oggetto in uso. I valori possibili per questa opzione sono i seguenti: *NO: Gli oggetti impegnati non vengono salvati. Non è possibile aggiornare gli oggetti durante il loro salvataggio. *LIB: Gli oggetti contenuti in una libreria possono essere salvati mentre sono impegnati da un altro lavoro. Tutti gli oggetti di una libreria raggiungono un punto di controllo contemporaneamente 74 Chapter 7 Attivazione ambiente

79 Attivazione ambiente 7 e vengono salvati in modo congruente rispettando le relazioni che esistono tra loro. *SYNCLIB: Gli oggetti contenuti in una libreria possono essere salvati mentre sono impegnati da un altro lavoro. Tutti gli oggetti e tutte le librerie nell'operazione di salvataggio raggiungono un punto di controllo contemporaneamente e vengono salvati in modo congruente rispettando le relazioni che esistono tra loro. Nota: Se si specifica questo valore e si stanno salvando molte librerie, è possibile che si impieghi un lungo lasso di tempo per raggiungere il punto di controllo per tutti gli oggetti e librerie nell'operazione di salvataggio. *SYSDFNB: Gli oggetti contenuti in una libreria possono essere salvati mentre sono impegnati da un altro lavoro. Gli oggetti di una libreria possono raggiungere un punto di controllo in momenti diversi e potrebbero non trovarsi in uno stato congruente rispettando le relazioni che esistono tra loro. Attivazione oggetti: Indica se effettuare il processo di attivazione che comprende la sottomissione al giornale e la replica delle variazioni. La prima operazione di attivazione prevede che il sistema SOURCE scriva una particolare voce di tipo USER per comunicare al sistema TARGET che è stata richiesta l'attivazione dell'ambiente. La funzione procede poi con l'invio (se previsto) dei dati al sistema TARGET. L operazione di allineamento può richiedere diversi minuti per l esecuzione, dipende dalle dimensioni delle librerie coinvolte e dalla linea di comunicazione tra gli AS/400. Una volta completata l operazione, se è stata sottomessa in modalità interattiva, gli indicatori relativi al tipo di ambiente compaiono in colore verde. Se sottomesso in modalità batch bisogna attendere la fine del job prima di vedere l ambiente attivo. Il colore bianco dell indicatore e la lettera P indicano un attivazione parziale. Una volta che è iniziato il processo di attivazione e il sistema TARGET viene informato che c'è in corso un'attivazione dell'ambiente l'indicatore passa in stato Q e in colore blu, che sta ad indicare che l'attivazione è in coda (QUEUED.) Chapter 7 Attivazione ambiente 75

80 Attivazione ambiente 7 Anche andando in successivo dettaglio, una volta attivato l ambiente il colore rosso viene sostituito dal verde come indice di normale funzionamento dell ambiente e dei suoi elementi. E ovviamente possibile consultare il risultato dell operazione di attivazione andando a consultare il log del sistema *SOURCE. 76 Chapter 7 Attivazione ambiente

81 Attivazione ambiente 7 Attivazione ambiente oggetti: processo di attivazione L attivazione dell ambiente oggetti può essere fatta direttamente dalla lista delle librerie in replica a livello di Tipologia di Mirror OBJ o nell attivazione generale a livello di ambiente. Quando si seleziona l opzione 8 dai seguenti pannelli: Gestione ambienti Gestione librerie ambiente compare la seguente videata: Sottomissione in batch: Esegue il lavoro in modalità batch se impostato a *YES. Anche già attivi: Se impostata a *YES questa opzione ri-esegue l'attivazione dell'oggetto anche per gli oggetti che in precedenza sono già stati attivati. Se questo parametro viene impostati a *NO se un oggetto è già stato oggetto di attivazione in precedenza non viene sottoposto nuovamente a questo processo. Trasferimento gli oggetti: Questo parametro indica se si vuole il trasferimento degli oggetti nel sistema target. Se si imputa *YES su questo parametro il sistema provvederà ad effettuare il salvataggio, il trasferimento dei dati sul sistema target e il ripristino di tali oggetti sulla base dei parametri, sostituire gli oggetti remoti e salvare gli oggetti allocati. Sostituire gli oggetti remoti: Tramite questa opzione si da al TSA la possibilità di sostituire nella macchina di backup gli oggetti nel caso in cui esistano. Se in questa opzione viene specificato *YES il sistema, nel caso siano già presenti oggetti con lo stesso nome, va a sostituire gli oggetti in destinazione, in caso contrario manterrà in destinazione l oggetto originario. E evidente che in una situazione di questo tipo, se non è garantita l esatta uguaglianza dei files sia sul sistema di origine che su quello di destinazione è impossibile garantire un corretto funzionamento del prodotto. Salva gli oggetti allocati: Questo parametro specifica le regole di salvataggio dell oggetto sorgente. Chapter 7 Attivazione ambiente 77

82 Attivazione ambiente 7 Posto che la prima sincronizzazione dovrebbe essere fatta ad ambiente dedicato per evitare qualunque tipo di problema, è possibile salvare un oggetto in uso. I valori possibili per questa opzione sono i seguenti: *NO: Gli oggetti impegnati non vengono salvati. Non è possibile aggiornare gli oggetti durante il loro salvataggio. *LIB: Gli oggetti contenuti in una libreria possono essere salvati mentre sono impegnati da un altro lavoro. Tutti gli oggetti di una libreria raggiungono un punto di controllo contemporaneamente e vengono salvati in modo congruente rispettando le relazioni che esistono tra loro. *SYNCLIB: Gli oggetti contenuti in una libreria possono essere salvati mentre sono impegnati da un altro lavoro. Tutti gli oggetti e tutte le librerie nell'operazione di salvataggio raggiungono un punto di controllo contemporaneamente e vengono salvati in modo congruente rispettando le relazioni che esistono tra loro. Nota: Se si specifica questo valore e si stanno salvando molte librerie, è possibile che si impieghi un lungo lasso di tempo per raggiungere il punto di controllo per tutti gli oggetti e librerie nell'operazione di salvataggio. *SYSDFNB: Gli oggetti contenuti in una libreria possono essere salvati mentre sono impegnati da un altro lavoro. Gli oggetti di una libreria possono raggiungere un punto di controllo in momenti diversi e potrebbero non trovarsi in uno stato congruente rispettando le relazioni che esistono tra loro. Attivazione oggetti: Indica se effettuare il processo di attivazione che comprende la sottomissione al giornale e la replica delle variazioni. Quando si conferma il pannello tramite il tasto F6 vengono fate le seguenti operazioni: Salvataggio della libreria dal sistema *SOURCE Ripristino della libreria nel sistema *TARGET Attivazione del job si spedizione oggetti sul sistema *SOURCE 78 Chapter 7 Attivazione ambiente

83 Attivazione ambiente 7 Attivazione ambiente spool: processo di attivazione L attivazione dell ambiente spool viene fatta automaticamente dalla funzione di attivazione ambiente, ma può essere attivata anche dal pannello della lista delle code in replica tramite l opzione 8. L attivazione della replica code effettua le seguenti operazioni: Se presente una coda dati collegata alla coda di output la rimuove e la mette nell elenco delle code dati a cui inviare il messaggio di ricezione/variazione spool Effettua la creazione della coda dati nel sistema *TARGET (se non è già presente) Invia gli spool contenuti nella coda al sistema *TARGET. Al termine dell operazione di attivazione, se andata a buon fine, il colore delle code cambia da rosso a verde. Tramite l opzione 32 è possibile andare è possibile andare ad indicare se il messaggio che viene inviato dal sistema relativamente all'arrivo o al cambio di stato di uno spool deve essere inviata alla precedente coda dati. I valori possibili sono i seguenti: *AFT: indica che l'invio viene effettuato dopo che il TSA ha processato lo spool *BEF indica che viene inviato il messaggio prima della completa elaborazione dello spool *NONE che non viene inoltrato alcun messaggio. Chapter 7 Attivazione ambiente 79

84 Attivazione ambiente 7 Attivazione ambiente IFS: processo di attivazione L attivazione dell ambiente IFS viene eseguita dalla funzione di attivazione a livello di ambiente, tipo di replica o cartella dal pannello di Gestione Directory. Il processo di attivazione esegue le seguenti operazioni: Sottomissione al giornale selezionato delle cartelle nel sistema *SOURCE Salvataggio e trasferimento delle cartelle nel sistema *TARGET Ripristino delle cartelle nel sistema *TARGET Sottomissione al giornale specificato delle cartelle ripristinate Sottomissione in batch: Esegue il lavoro in modalità batch se impostato a *YES. Anche già attivi: Se impostata a *YES questa opzione ri-esegue l'attivazione dell'oggetto anche per gli oggetti che in precedenza sono già stati attivati. Se questo parametro viene impostati a *NO se un oggetto è già stato oggetto di attivazione in precedenza non viene sottoposto nuovamente a questo processo. Trasferimento gli oggetti: Questo parametro indica se si vuole il trasferimento degli oggetti nel sistema target. Se si imputa *YES su questo parametro il sistema provvederà ad effettuare il salvataggio, il trasferimento dei dati sul sistema target e il ripristino di tali oggetti sulla base dei parametri, sostituire gli oggetti remoti e salvare gli oggetti allocati. Sostituire gli oggetti remoti: Tramite questa opzione si da al TSA la possibilità di sostituire nella macchina di backup gli oggetti nel caso in cui esistano. Se in questa opzione viene specificato *YES il sistema, nel caso siano già presenti oggetti con lo stesso nome, va a sostituire gli oggetti in destinazione, in caso contrario manterrà in destinazione l oggetto originario. E evidente che in una situazione di questo tipo, se non è garantita l esatta uguaglianza dei files sia sul sistema di origine che su quello di destinazione è impossibile garantire un corretto funzionamento del prodotto. Come per gli altri ambienti l'indicazione relativa allo stato di attivazione è data dai coloti dei flag e del 80 Chapter 7 Attivazione ambiente

85 Attivazione ambiente 7 significato: Rosso con lettera N: Non attivo ed Blu con lettera Q: In coda Bianco con lettera P: Parziale Verde con lettera Y: Attivo Chapter 7 Attivazione ambiente 81

86 Attivazione ambiente 7 Attivazione ambiente DLO: processo di attivazione L attivazione dell ambiente DLO può essere effettuata da: Elenco ambienti Scelta repliche Gestione DLO Il processo di attivazione esegue le seguenti operazioni: Salvataggio delle cartelle nel sistema *SOURCE Trasferimento delle cartelle nel sistema *TARGET Attivazione processo di cattura e invio variazioni Sottomissione in batch: Esegue il lavoro in modalità batch se impostato a *YES. Anche già attivi: Se impostata a *YES questa opzione ri-esegue l'attivazione dell'oggetto anche per gli oggetti che in precedenza sono già stati attivati. Se questo parametro viene impostati a *NO se un oggetto è già stato oggetto di attivazione in precedenza non viene sottoposto nuovamente a questo processo. Trasferimento gli oggetti: Questo parametro indica se si vuole il trasferimento degli oggetti nel sistema target. Se si imputa *YES su questo parametro il sistema provvederà ad effettuare il salvataggio, il trasferimento dei dati sul sistema target e il ripristino di tali oggetti sulla base dei parametri, sostituire gli oggetti remoti e salvare gli oggetti allocati. Sostituire gli oggetti remoti: Tramite questa opzione si da al TSA la possibilità di sostituire nella macchina di backup gli oggetti nel caso in cui esistano. Se in questa opzione viene specificato *YES il sistema, nel caso siano già presenti oggetti con lo stesso nome, va a sostituire gli oggetti in destinazione, in caso contrario manterrà in destinazione l oggetto originario. E eviente che in una situazione di questo tipo, se non è garantita l esatta uguaglianza dei files sia sul sistema di origine che su quello di destinazione è impossibile garantire un corretto funzionamento del prodotto. 82 Chapter 7 Attivazione ambiente

87 Attivazione ambiente 7 Salva gli oggetti allocati: Questo parametro specifica le regole di salvataggio dell oggetto sorgente. Posto che la prima sincronizzazione dovrebbe essere fatta ad ambiente dedicato per evitare qualunque tipo di problema, è possibile salvare un oggetto in uso. I valori possibili per questa opzione sono i seguenti: *NO: Gli oggetti impegnati non vengono salvati. Non è possibile aggiornare gli oggetti durante il loro salvataggio. *LIB: Gli oggetti contenuti in una libreria possono essere salvati mentre sono impegnati da un altro lavoro. Tutti gli oggetti di una libreria raggiungono un punto di controllo contemporaneamente e vengono salvati in modo congruente rispettando le relazioni che esistono tra loro. *SYNCLIB: Gli oggetti contenuti in una libreria possono essere salvati mentre sono impegnati da un altro lavoro. Tutti gli oggetti e tutte le librerie nell'operazione di salvataggio raggiungono un punto di controllo contemporaneamente e vengono salvati in modo congruente rispettando le relazioni che esistono tra loro. Nota: Se si specifica questo valore e si stanno salvando molte librerie, è possibile che si impieghi un lungo lasso di tempo per raggiungere il punto di controllo per tutti gli oggetti e librerie nell'operazione di salvataggio. *SYSDFNB: Gli oggetti contenuti in una libreria possono essere salvati mentre sono impegnati da un altro lavoro. Gli oggetti di una libreria possono raggiungere un punto di controllo in momenti diversi e potrebbero non trovarsi in uno stato congruente rispettando le relazioni che esistono tra loro. Quando si seleziona l opzione 8 di attivazione il sistema immette il lavoro in modalità batch. Al termine del processo di attivazione la cartella compare in colore verde e indica la corretta conclusione dell operazione. Chapter 7 Attivazione ambiente 83

88 Gestione log di sistema 8 Introduzione Utilizzo Operazioni tracciate per il sistema Target Operazioni loggate per il sistema Source Introduzione Il sistema TSA fornisce un sistema di log relativo alle operazioni di configurazione effettuate che permette di consultare i risultati di un operazione avvenuta sia sul sistema sorgente che su quello di destinazione. Utilizzo Il log è consultabile tramite l apposito comando TSALOG o selezionando la voce 20 del menu del TSA. Quando viene attivato il comando viene visualizzata la lista dei sistemi disponibili: Si seleziona il sistema desiderato tramite l opzione 5. Quando si sceglie il sistema si deve tenere in considerazione che le operazioni relative alla creazione di un sistema target vengono visualizzate sotto l identificativo di quel sistema target, mentre tutte le operazioni a livello di ambiente sono visualizzabili dal sistema sorgente. 84 Chapter 8 Gestione log di sistema

89 Gestione log di sistema 8 Il log mostra in dettaglio le macro operazioni effettuate sia a livello di sistema che di ambiente. E possibile tramite l'opzione 1 andare a vedere il dettaglio delle operazioni effettuate per l'ambiente: Chapter 8 Gestione log di sistema 85

90 Gestione log di sistema L'opzione 5 riporta i dettagli del singolo messaggio per permettere un tacking più preciso relativamente alla situazione analizzata: 86 Chapter 8 Gestione log di sistema 8

91 Gestione log di sistema 8 Operazioni tracciate per il sistema Target Quando si seleziona il sistema Target si entra nel dettaglio delle operazioni effettuate su quel sistema. Le operazioni effettuate a livello di creazione sistema sono identificate sotto la colonna Ambiente dal valore CRT che indica che l operazione non riguarda un ambiente specifico, ma un operazione a livello di sistema di replica. Tutte le altre operazioni che invece coinvolgono un ambiente specifico riportano l identificativo dell ambiente su cui viene effettuata l operazione. L opzione 5 mostra il dettaglio del messaggio visualizzato, dove è possibile consultare la data e l ora dell operazione. Selezionando il record relativo al processo con l opzione 1 è possibile invece consultare la lista delle operazioni effettuate da quel processo. In testata sono riportati i macro dettagli del processo e a livello di riga si possono consultare le singole operazioni effettuate. Chapter 8 Gestione log di sistema 87

92 Gestione log di sistema 8 La videata mostra il processo di attivazione per il sistema Target. Il log riporta tutti i messaggi generati dal sistema *TARGET e tutte le operazioni effettuate sul sistema *SOUCE. Anche in questo caso con l opzione 5 vi visualizza il dettaglio del messaggio. 88 Chapter 8 Gestione log di sistema

93 Gestione log di sistema 8 Si scorre tra le righe del log con i tasti di paginazione per verificare l esecuzione delle single fasi del processo di attivazione. Il log mostra in dettaglio le azioni effettuate dal processo (sia interattivo che batch) in modo da avere un riferimento storico alle azioni effettuate. Operazioni loggate per il sistema Source Sul sistema *SOURCE vengono tracciate tutte le operazioni a livello di sistema e di ambiente. Chapter 8 Gestione log di sistema 89

94 Gestione log di sistema Anche in questo caso con l'opzione 1 si va a verificare nel dettaglio le operazioni eseguite: 90 Chapter 8 Gestione log di sistema 8

95 Gestione log di sistema 8 e con l'opzione 5 si arriva al dettaglio specifico del messaggio di errore.ì: Il dettaglio delle operazioni permette di verificare che problema si è verificato. Chapter 8 Gestione log di sistema 91

96 Monitor 9 Introduzione Struttura del sistema di monitoraggio Monitor base sistema TSA Monitor ambiente Introduzione Il sistema TSA è strutturato in modo da essere controllato tramite un sistema di monitoraggio. Il prodotto fornisce due livelli di monitoraggio Base: E integrato ai moduli di sincronizzazione dati e sincronizzazione oggetti e fornisce informazioni basilari sul funzionamento del sistema. Il monitor base funziona solo con l interfaccia nativa iseries, e permette di verificare lo stato dell'allineamento della macchina. Con questo modulo non è previsto un sistema di alerting via mail. Questo capitolo tratta il funzionamento del sistema di monitoraggio base. Avanzato: E un modulo specifico che permette di monitorare l andamento del sistema anche da uno smartphone o via browser e risponde ai requisiti standard SNMP. Questo modulo oltre alla flessibilità di utilizzo fornisce una serie di informazioni aggiuntive che aiutano nella funzione di monitoraggio. Il presente capitolo non descrive le funzionalità di questo modulo, che è trattato in un apposito manuale. A differenza di tutte le altrer funzioni del prodotto il monitoraggio si effettua nel sistema TARGET. La logica prevede infatti che per ogni TARGET collegato al sistema SOURCE ci sia una situazione diversa, per cui per effettuare il monitoraggio è necessario collegarsi ad ogni singola macchina. La visione d'insieme dei vari sistemi è possibile solo dal modulo di monitoraggio avanzato. 92 Chapter 9 Monitor

97 Monitor 9 Monitor base sistema TSA Il monitoraggio del sistema è attivabile dall'opzione 28 del menu TSA del sistema TARGET che si desidera analizzare: Si apre un pannello che mostra l'elenco di tutti i giornali gestiti dal TSA divisi per ambiente. Il primo giornale definito *System è il giornale di AUDIT del sistema. Tramite il tasto F5 è possibile effettuare il refresh del video. Se il sistema si trova in stato EOJ significa che il processo di applicazione ha applicati tutte le variazioni presenti nel giornale e non ha ulteriori attività da fare. Se invece compare l'ultima voce ma il sistema non è in stato EOJ (End Of Joiurnal) è possibile andare a verificare tramite l'opzione 5 i dettagli della situazione del giornale. Chapter 9 Monitor 93

98 Monitor 9 Il pannello di dettaglio mostra i dettagli del giornale, il n.ro totale di voci presenti, qual'è l'ultima voce letta da parte dell'applicatore e quante voci sono ancora da applicare. E' quindi possibile avere un monitoraggio di base relativamente alla situazione degli ambienti. Un ulteriore controllo è garantito dai job di verifica allineamento files ed oggetti che vengono attivati tutte le notti. 94 Chapter 9 Monitor

99 Impostazione programmi switch 10 Introduzione Inserimento parametri Introduzione C è la possibilità di automatizzare la fase di switch dalla macchina SOURCE alla macchina TARGET, in modo da non avere operazioni manuali da svolgere in caso di simulazione o di crash del sistema principale. Anche se fatto in modo automatico lo switch deve prevedere tutte le azioni personalizzate che l azienda deve fare per avere una macchina perfettamente funzionante, per cui si ricorre alla realizzazione di programmi scritti in Control Language (CLP o CLLE) che siano in grado di effettuare tutte le operazioni. Questi programmi vengono poi legati alla procedura di switch tramite questa funzione. Ciascun programma è specifico per la macchina su cui si sta operando la configurazione. Il sistema SOURCE avrà i propri programmi personalizzati di switch e così anche il TARGET. Questi programmi non vengono allineati dal SOURCE al TARGET per evitare che possano essere confusi. Si consiglia di chiamare i programmi con un prefisso che identifichi il ruolo della macchina. Durante la fase di switch le macchine coinvolte possono assumere diversi stati: Normal to Hold: Passaggio da funzionamento normale a congelato Hold to Normal: Passaggio da funzionamento congelato a normale Hold to Back: Passaggio da ruolo sorgente a backup Back to Hold: Passaggio da ruolo di backup a normale Chapter 10 Impostazione programmi switch 95

100 Impostazione programmi switch 10 Inserimento parametri Selezionando l opzione 11 del menu principale del TSA si accede alla videata di impostazione programmi di switch. Per impostare i programmi di switch è necessario inserire il nome della libreria e del programma nello spazio previsto a seconda del cambio stato. I cambi di stato previsti sono i seguenti: Normal To Hold: Indica che il sistema passa dal funzionamento normale a quello congelato. Questo stato è utilizzato nei test switch. Normal To Hold: Riporta il sistema al funzionamento normale. Hold to Back: Porta il sistema dallo stato congelato allo stato di backup. In questa modalità il sistema si predispone per ricevere i dati. Back to Normal: Porta il sistema dallo stato di backup al funzionamento normale. Per ciascun sistema (*SOURCE e *TARGET) vengono indicati i programmi specifici relativi al ruolo svolto dal sistema. Una volta impostati correttamente i parametri in caso di switch per effettuare il cambio di ruolo è sufficiente selezionare la funzione 50 di cambio ruolo di sistema e selezionare lo stato desiderato. Alla conferma dell operazione viene eseguito il programma di switch associato al cambio di stato. 96 Chapter 10 Impostazione programmi switch

101 Cambio ruolo 11 Introduzione Switchover Mirror Back Ripristino operatività normale Introduzione Un prodotto di alta disponibilità viene installato per sopperire all indisponibilità dell hardware principale. Questa operazione può essere effettuata in modo controllato (switchover) per testare il funzionamento del prodotto o in modo non controllato, come succede in caso di guasto (FAILOVER). Se sono stati impostati i programmi di switch nell apposita funzione (11. Impostazione programmi di Switch) tutte le operazione elencate in questo capitolo vengono svolte in modo automatico. Il capitolo 12 descrive questa funzionalità con l utilizzo dei programmi di switch. Questo capitolo contiene la traccia delle operazioni minime da inserire nei programmi di cambio stato. Chapter 11 Cambio ruolo 97

102 Cambio ruolo 11 Switchover La modalità di cambio ruolo denominata switchover permette di simulare l indisponibilità del sistema SOURCE e fare in modo che il sistema TARGET prenda provvisoriamente il ruolo di macchina principale. E fondamentale eseguire questa operazione per testare il corretto funzionamento della macchina in caso di switch, in quanto si deve certificare il corretto funzionamento di tutti i prodotti programma installati, oltre che addestrare il personale addetto alle operazioni di switch ad effettuare le corrette operazioni durante questa fase. La procedura utilizza gli identificati di sistema S01 per identificare il sistema SOURCE e T01 per il sistema TARGET. Per attivare questa funzionalità è necessario collegarsi con utente con autorità SECOFR dalla console del sistema ed eseguire i seguenti comandi dalla macchina S01, in modo da comunicare alla macchina SOURCE che deve cedere il ruolo di macchina principale alla TARGET. Si consiglia di automatizzare tutte le procedure di cambio ruolo utilizzando gli appositi programmi di switch per evitare di fare manualmente queste operazioni. La manualità comporta una possibilità di errore e in un momento di reale necessità come l'eventuale rottura del sistema è preferibile demandare ad un processo ben testato l'operazione. Sequenza di operazioni da eseguire nel sistema S01 1. Messaggio di invito agli utenti allo scollegamento immediato: SNDBRKMSG MSG ('Attenzione, il sistema verrà chiuso per manutenzione tra 5 minuti. Siete pregati di scollegavi immediatamente. Grazie.') TOMSGQ(*ALLWS) 2. Chiusura del sottosistema QINTER: ENDSBS SBS(QINTER) OPTION(*IMMED).Se l azienda utilizza più sottosistemi QINTER è necessario chiuderli tutti. 3. Disattivazione dell interfaccia TCP/IP di collegamento utenti: ENDTCPIFC INTNETADR(xxx.xxx.xxx.xxx) dove si deve indicare l indirizzo di collegamento degli utenti. 4. Viene ora richiamata la funzione che comunica alla macchina SOURCE che deve assumere lo stato di macchina indisponibile. Selezionare l'opzione 50 dal menu principale del TSA, o richiamare da riga comandi il seguente programma: CALL PGM(TSAV2/TSASTSV). Compare la seguente videata: 98 Chapter 11 Cambio ruolo

103 Cambio ruolo 11 Viene scelto lo stato Hold e si conferma con il tasto F6. Compare il messaggio Done in rosso che indicata l attivazione della modalità Hold. Attendere che i lavori sottomessi al sottosistema TSAV2 denominati TSASND* vensano chiusi. A questo punto è possibile disattivare i sottosistemi e le interfacce di rete: 5. Chiusura del sottosistema TSAV2 e TSACTRL ENDSBS SBS(TSAV2) OPTION(*IMMED) ENDSBS SBS(TSACTRL) OPTION(*IMMED) 6. Disattivazione dell interfaccia TCP/IP di comunicazione del TSA ENDTCPIFC INTNETADR(xxx.xxx.xxx.xxx) dove si deve indicare l indirizzo di comunicazione tra i due sistemi del TSA. E' consigliato inserire tutte queste operazioni nell'apposito programma di switch per la fase NORMAL TO HOLD. E ora necessario effettuare una serie di operazioni sul sistema TARGET, utilizzando sempre un utenza con autorità SECOFR, per fare in modo che il sistema TARGET possa temporaneamente assumere il ruolo di SOURCE. Chapter 11 Cambio ruolo 99

104 Cambio ruolo 11 Sequenza di operazioni da eseguire nel sistema T01 Per il cambio di ruolo è necessario connettersi al sistema con autorità SECOFR dalla console del sistema. La sequenza delle operazioni da eseguire è la seguente: 1. Attendere che i lavori di applicazione delle variazioni abbiano terminato la fase di applicazione delle variazioni. Dal menu principale del TSA accedere alla funzione 28 e verificare che tutti i giornali siano in stato EOJ. 2. Viene ora richiamata la funzione che comunica alla macchina TARGET che deve assumere lo stato di sistema principale. Selezionare l'opzione 50 dal menu principale del TSA, o richiamare da riga comandi il seguente programma: CALL PGM(TSAV2/TSASTSV) Ritornare la menu con il tasto F12 ed attendere che tutti i lavori di applicazione siano chiusi. Rimangono attivi solo i alvori di ricezione dello spool e di configurazione di sistema. Chiudo nella macchina T01 i lavori di controllo in quanto inutili in questa fase: ENDSBS SBS(TSACTRL) OPTION(*IMMED) Chiudo nella macchina T01 il sottosistema TSAV2 ENDSBS SBS(TSAV2) OPTION(*IMMED) Disattivo l interfaccia di rete di collegamento utenti ENDTCPIFC INTNETADR(xxx.xxx.xxx.xxx) dove xxx.xxx.xxx.xxx è l indirizzo IP dell interfaccia di rete di collegamento utenti del sistema T01 Effettuo l attivazione dell interfaccia di rete ex SOURCE sul TARGET STRTCPIFC INTNETADR(yyy.yyy.yyy.yyy) dove yyy.yyy.yyy.yyy è l indirizzo IP dell interfaccia di rete di collegamento utenti del sistema S01 Chiudo nella macchina T01 i lavori di controllo in quanto inutili in questa fase: ENDSBS SBS(TSACTRL) OPTION(*IMMED) Chiudo nella macchina T01 il sottosistema TSAV2 Chapter 11 Cambio ruolo

105 Cambio ruolo 11 ENDSBS SBS(TSAV2) OPTION(*IMMED) 9. Disattivo l interfaccia di rete di collegamento utenti ENDTCPIFC INTNETADR(xxx.xxx.xxx.xxx) dove xxx.xxx.xxx.xxx è l indirizzo IP dell interfaccia di rete di collegamento utenti del sistema T01 10.Effettuo l attivazione dell interfaccia di rete ex SOURCE sul TARGET STRTCPIFC INTNETADR(yyy.yyy.yyy.yyy) dove yyy.yyy.yyy.yyy è l indirizzo IP dell interfaccia di rete di collegamento utenti del sistema S01 Chiudo Una volta completate queste operazioni gli utenti possono cominciare ad operare sul sistema T01. E' consigliato inserire tutte queste operazioni nell'apposito programma di switch per la fase NORMAL TO HOLD. Attenzione: Se il test deve durare più di una giornata oppure è previsto lo spegnimento dell macchina è necessario sostituire il programma di QSTRUP della macchina TARGET con quelo della macchina SOURCE. Di solito in questa fase di test si fanno alcune operazioni tipo l inserimento di ordini, la generazione di DTT e l emissione di fatture in modo da certificare il corretto funzionamento della macchina TARGET nella modalità di switchover. E importante testare anche le funzionalità di stampa ed eventuali connessioni con applicazioni esterne. Un buon test simula il funzionamento di tutta l infrastruttura con la macchina Target nel ruolo di macchina di produzione. Nota tecnica: alla fine della procedura verificare il contenuto del file TSABKU00F nel sistema T01, che deve contenere una voce per ogni giornale dato o IFS sottomesso al TSA. SELECT * FROM TSAV2/TSABKU00F Chapter 11 Cambio ruolo 101

106 Cambio ruolo 11 Mirror Back La modalità di Mirror back viene utilizzata per ripristinare un temporaneo switchover o failover. A seconda della capacità disco della macchina di backup è possibile catturare gli aggiornamenti che vengono generati dagli utenti nella macchina di backup per più giorni e applicarli alla macchina principale quando questa ritorna disponibile. E evidente che questa modalità è utilizzabile alla condizione che non sia stato necessario effettuare un ripristino dei dati sulla macchina principale. In questo caso è necessario effettuare un backup dei dati della macchina di backup e un restore nella macchina principale. La procedura di Mirror back prevede che il sistema SOURCE sia disponibile e assuma la funzionalità di sistema TARGET fino a che non siano state inviate tutte le variazioni generate dagli utenti. Sequenza di operazioni da eseguire nei due sistemi: Sistema S01: Effettuo l attivazione dell interfaccia di rete di comunicazione del TSA tramite il comando: STRTCPIFC INTNETADR(xxx.xxx. xxx.xxx) dove xxx.xxx.xxx.xxx è l indirizzo IP dell interfaccia di comunicazione dedicata al TSA del sistema S01 Sietema S01: Attivazione della modalita Mirror Back Selezionare l'opzione 50 dal menu principale del TSA, o richiamare da riga comandi il seguente programma: CALL PGM(TSAV2/TSASTSV). Premere F6 per confermare lo stato. Quando compare la scritta Done l operazione è stata completata con successo. Uscire a riga comandi tramite il tasto F12. E' consigliato inserire tutte queste operazioni nell'apposito programma di switch per la fase HOLD TO MIRROR. 102 Chapter 11 Cambio ruolo

107 Cambio ruolo 11 Nota tecnica: alla fine della procedura verificare il contenuto del file TSABKU00F, che deve essere vuoto nel sistems T01, in quanto quando il sistema S01 prende il ruolo di mirror back cancella il contenuto di questo file sul TARGET. SELECT * FROM TSAV2/TSABKU00F Sistem T01: Nel caso siano stati attivati i sottosistemi del TSA è necessario effettuare la chiusura sottosistemi: ENDSBS (TSAV2) OPION(*IMMED) ENDSBS (TSACTRL) OPION(*IMMED) Sistema T01: Attivazione della modalità Mirror back: CALL PGM(TSAV2/TSASTSV) Confermare con F6. Compare il messaggio di Invio delle voci per il ricevitore, che significa che ha agganciato i giornali del sistema T01 ai giornali semoti nel sistema S01. Quando ha ultimato l operazione compare la scritta Done in rosso. E' consigliato inserire tutte queste operazioni nell'apposito programma di switch per la fase HOLD TO MIRROR. Sistema T01: Attivazione sottosistemi STRSBS SBS(TSAV2/TSAV2) STRSBS SBS(TSAV2/TSACTRL) Sistema S01: Attivazione i sottosistemi: STRSBS SBS(TSAV2/TSAV2) STRSBS SBS(TSAV2/TSACTRL) All avvio del sottosistema TSAV2 il sistema si crea tutti i programmi per applicare le variazioni che arrivano dal sistems T01. La durata di questa attività è legata al numero di files sottomessi al TSA. Chapter 11 Cambio ruolo 103

108 Cambio ruolo 11 Una volta che è stato completato l allineamento della macchina S01 è necessario fermare l attività utente per riportare le macchina allo stato di origine. Ripristino operatività normale Il ripristino della normale attività comporta che il sistema T01 che sta temporaneamente operando cone SOURCE torni a ricoprire il ruolo originario. Questa operazione si fa quando gli utenti operanti sulla macchine T01 sono disconnessi. Gli utenti potranno ricollegarsi quando sarà completata questa operazione. Sequenza di operazioni da eseguire nel sistema T01 1. Messaggio di invito agli utenti allo scollegamento immediato: SNDBRKMSG MSG ('Attenzione, il sistema verrà chiuso per manutenzione tra 5 minuti. Siete pregati di scollegarvi immediatamente. Grazie.') TOMSGQ(*ALLWS) 2. Chiusura del sottosistema QINTER ENDSBS SBS(QINTER) OPTION(*IMMED) 3. Disattivazione dell interfaccia TCP/IP utenti della macchina T01 facente funzioni di SOURCE ENDTCPIFC INTNETADR(xxx.xxx.xxx.xxx) dove si deve indicare l indirizzo di collegamento degli utenti ex SOURCE 4. Viene ora richiamata la funzione che comunica alla macchina TARGET che deve assumere lo stato di normale funzionamento. Selezionare l'opzione 50 dal menu principale del TSA, o richiamare da riga comandi il seguente programma: CALL PGM(TSAV2/TSASTSV). Si conferma con il tasto funzione F6. Compare il messaggio in rosso che indica che è stata attivata la modalità normale. Uscire a riga comandi con il tasto F12 ed attendere che i lavori di spedizione vengano chiusi. Rimane attivo il lavoro di rivezione comandi TSAxxxRCV. 5. Disattivazione sottosistemi nella macchina T Chapter 11 Cambio ruolo

109 Cambio ruolo 11 ENDSBS SBS(TSAV2) OPTION(*IMMED) ENDBS SBS(TSACTRL) OPTION(*IMMED) E' consigliato inserire tutte queste operazioni nell'apposito programma di switch per la fase MIRROR TO NORMAL sulla fase BEFORE Sequenza di operazioni da eseguire nel sistema S01 1. Richiamare la funzione che comunica alla macchina S01 che deve ri-assumere la funzione di SOURCE e quindi ripristinare lo stato di normale funzionamento. CALL PGM(TSAV2/TSASTSV) Compare la seguente videata: Si conferma con il tasto funzione F6. Compare il messaggio in rosso che indica che è stata attivata la modalità normale.. Uscire a riga comandi con il tasto F12 ed attendere che i lavori di ricezione vengano chiusi. Non deve rimanere alcun lavoro attivo nel sottosistems TSAV2. 2. Disattivazione sottosistemi nella macchina T01 ENDSBS SBS(TSAV2) OPTION(*IMMED) ENDSBS SBS(TSACTRL) OPTION(*IMMED) 3. Attivazione dell interfaccia TCP/IP utenti della macchina SOURCE STRTCPIFC INTNETADR(xxx.xxx.xxx.xxx) dove si deve indicare l indirizzo di collegamento degli utenti. 4. Attivazione sottosistemi nella macchina T01 STRSBS SBSD(TSAV2/TSAV2) STRSBS SBSD(TSAV2/TSACTRL) Chapter 11 Cambio ruolo 105

110 Cambio ruolo 11 E' consigliato inserire tutte queste operazioni nell'apposito programma di switch per la fase MIRROR TO NORMAL 106 Chapter 11 Cambio ruolo

111 Cambio ruolo 11 Sequenza di operazioni da eseguire nel sistema T01 1. Attivazione dell interfaccia TCP/IP utenti della macchina TARGET STRTCPIFC INTNETADR(xxx.xxx.xxx.xxx) dove si deve indicare l indirizzo di collegamento degli utenti TARGET 2. Attivazione sottosistemi nella macchina TARGET STRSBS SBSD(TSAV2/TSAV2) STRSBS SBSD(TSAV2/TSACTRL) A questo punto le attività di ripristino della situazione originaria sono state completate e i sistemi lavorano in modalità normale. E' consigliato inserire tutte queste operazioni nell'apposito programma di switch per la fase MIRROR TO NORMAL sulla fase AFTER Attenzione: Se nella fase di test è stata effettuata la sostituzione del programma di QSTRUP della macchina TARGET con quelo della macchina SOURCE è necessario ripristinare la msituazione iniziale. Chapter 11 Cambio ruolo 107

112 Cambio ruolo con parametri di switch 12 Introduzione Switchover Mirror Back Ripristino operatività normale Introduzione Un prodotto di alta disponibilità viene installato per sopperire all indisponibilità dell hardware principale. Questa operazione può essere effettuata in modo controllato (switchover) per testare il funzionamento del prodotto o in modo non controllato, come succede in caso di guasto (failover). 108 Chapter 12 Cambio ruolo con parametri di switch

113 Cambio ruolo con parametri di switch 12 Switchover La modalità di cambio ruolo denominata switchover permette di simulare l indisponibilità del sistema SOURCE e fare in modo che il sistema TARGET prenda provvisoriamente il ruolo di macchina principale. La procedura utilizza gli identificati di sistema S01 per identificare il sistema SOURCE e T01 per il sistema TARGET. Per attivare questa funzionalità è necessario collegarsi con utente con autorità SECOFR ed eseguire i seguenti comandi dalla macchina S01, in modo da comunicare alla macchina SOURCE che deve cedere il ruolo di macchina principale alla TARGET. Sequenza di operazioni da eseguire nel sistema S01 1. Selezionare la voce 50. Cambio ruolo sistema del menu del TSA : Compare la seguente videata che permette di effettuare il cambio di stato al sistema: Viene scelto lo stato Hold e si conferma con il tasto F6. Compare il messaggio Done in rosso che indicata l attivazione della modalità Hold. Si attende che i lavori sottomessi al sottosistema TSAV2 denominati TSASND* vengano chiusi. E ora necessario effettuare una serie di operazioni sul sistema TARGET, utilizzando sempre un utenza con autorità SECOFR, per fare in modo che il sistema TARGET possa temporaneamente assumere il ruolo di SOURCE. Chapter 12 Cambio ruolo con parametri di switch 109

114 Cambio ruolo con parametri di switch 12 Sequenza di operazioni da eseguire nel sistema T01 Attendere che i lavori di applicazione delle variazioni abbiano terminato la fase di applicazione delle variazioni. Si controlla con il comando WRKACTJOB i lavori del sottosistema TSAV2 e si verifica che non ci siano lavori in stato *ACTIVE. Viene ora richiamata la funzione che comunica alla macchina TARGET che deve assumere lo stato di sistema principale. Selezionare la voce 50. Cambio ruolo sistema del menu del TSA Ritornare la menu con il tasto F12 ed attendere che tutti i lavori di applicazione siano chiusi. Rimangono attivi solo i lavori di ricezione dello spool e di configurazione di sistema. Una volta completate queste operazioni gli utenti possono cominciare ad operare sul sistema T01. Nota tecnica: alla fine della procedura verificare il contenuto del file TSABKU00F nel sistema T01, che deve contenere una voce per ogni giornale dato o IFS sottomesso al TSA. SELECT * FROM TSAV2/TSABKU00F 110 Chapter 12 Cambio ruolo con parametri di switch

115 Cambio ruolo con parametri di switch 12 Mirror Back La modalità di Mirror back viene utilizzata per ripristinare un temporaneo switchover o failover. A seconda della capacità disco della macchina di backup è possibile catturare gli aggiornamenti che vengono generati dagli utenti nella macchina di backup per più giorni e applicarli alla macchina principale quando questa ritorna disponibile. E evidente che questa modalità è utilizzabile alla condizione che non sia stato necessario effettuare un ripristino dei dati sulla macchina principale. In questo caso è necessario effettuare un backup dei dati della macchina di backup e un restore nella macchina principale. La procedura di Mirror back prevede che il sistema SOURCE sia disponibile e assuma la funzionalità di sistema TARGET fino a che non siano state inviate tutte le variazioni generate dagli utenti. Sequenza di operazioni da eseguire nei due sistemi: Sistema S01: Attivazione della modalità Mirror Back. Selezionare la voce 50. Cambio ruolo sistema del menu del TSA Premere F6 per confermare lo stato. Quando compare la scritta Done l operazione è stata completata con successo. Uscire a riga comandi tramite il tasto F12. Nota tecnica: alla fine della procedura verificare il contenuto del file TSABKU00F, che deve essere vuoto nel sistema T01, in quanto quando il sistema S01 prende il ruolo di mirror back cancella il contenuto di questo file sul TARGET. SELECT * FROM TSAV2/TSABKU00F Chapter 12 Cambio ruolo con parametri di switch 111

116 Cambio ruolo con parametri di switch 12 Sistema T01: Attivazione della modalità Mirror back. Selezionare la voce 50. Cambio ruolo sistema del menu del TSA Confermare con F6. Compare il messaggio di Invio delle voci per il ricevitore, che significa che ha agganciato i giornali del sistema T01 ai giornali remoti nel sistema S01. Quando ha ultimato l operazione compare la scritta Done in rosso. All avvio del sottosistema TSAV2 il sistema si crea tutti i programmi per applicare le variazioni che arrivano dal sistema T01. La durata di questa attività è legata al numero di files sottomessi al TSA. Una volta che è stato completato l allineamento della macchina S01 è necessario fermare l attività utente per riportare le macchina allo stato di origine. 112 Chapter 12 Cambio ruolo con parametri di switch

117 Cambio ruolo con parametri di switch 12 Ripristino operatività normale Il ripristino della normale attività comporta che il sistema T01 che sta temporaneamente operando cone SOURCE torni a ricoprire il ruolo originario. Questa operazione si fa quando gli utenti operanti sulla macchine T01 sono disconnessi. Gli utenti potranno ricollegarsi quando sarà completata questa operazione. Sequenza di operazioni da eseguire nel sistema T01 Selezionare la voce 50. Cambio ruolo sistema del menu del TSA Si conferma con il tasto funzione F6. Compare il messaggio in rosso che indica che è stata attivata la modalità normale. Uscire a riga comandi con il tasto F12 ed attendere che i lavori di spedizione vengano chiusi. Rimane attivo il lavoro di ricezione comandi TSAxxxRCV. Chapter 12 Cambio ruolo con parametri di switch 113

118 Cambio ruolo con parametri di switch 12 Sequenza di operazioni da eseguire nel sistema S01 Selezionare la voce 50. Cambio ruolo sistema del menu del TSA Si conferma con il tasto funzione F6. Compare il messaggio in rosso che indica che è stata attivata la modalità normale.. Uscire a riga comandi con il tasto F12 ed attendere che i lavori di ricezione vengano chiusi. Non deve rimanere alcun lavoro attivo nel sottosistema TSAV2. Attenzione: Se nella fase di test è stata effettuata la sostituzione del programma di QSTRUP della macchina TARGET con quello della macchina SOURCE è necessario ripristinare la situazione iniziale. 114 Chapter 12 Cambio ruolo con parametri di switch

119 Appendici 13 Appendice1: Prerequisiti per l'installazione su AS/400 Appendice2: Se TSA e Duplo Appendice3: Cambio AS/400 Chapter 13 Appendici 115

120 Appendici 13 Appendice1: Prerequisiti per l'installazione su AS/400 Effettuare il Log On sul sistema AS/400. Da linea comandi AS/400 digitare GO LICPGM. Compare il menu relativo ai programmi su licenza. L opzione 10 ci permette di visualizzare i programmi su licenza installati. Da questa videata è possibile verificare la release di sistema operativo installato e i programmi su licenza indicati come prerequisito. In particolare è necessario verificare la presenza dei seguenti prodotti programma sul licenza: 5761CM1 IBM Communications Utilities per System i 5722WDS ILE RPG 116 Chapter 13 Appendici

121 Appendici 13 Premendo il tasto F11 deve infatti comparire sotto la voce Release Installato la versione di sistema operativo presente in macchina. Scaricare dal sito Arket ftp.arket.it/tsa il file di salvataggio del prodotto corrispondente alla release presente in macchina. Ad esempio: TSAV6R1M0: Prodotto TSA per la release V6R1M0 di sistema operativo. TSAV5R4M0: Prodotto TSA per la release V5R4M0 di sistema operativo. TSAV5R3M0: Prodotto TSA per la release V5R3M0 di sistema operativo. Protocollo SNA e Anynet Per fare in modo che si possano utilizzare le feature del protocollo SNA e del TCP/IP è necessario attivare il supporto Anynet. Il prerequisito per il funzionamento di Anynet è l attivazione del sottosistema QSNADS su tutte le macchine coinvolte nel processo di alta affidabilità o disaster recovery. E necessario modificare il QSTRUP della macchina in modo che il sottosistema riparta in automatico ad ogni riavvio del sistema. Se la comunicazione tra i due AS/400 passa tramite dei router è necessario aprire il servizio APPCoverTCPIP (numero porta 397). Se non fosse presente è necessario installare il seguente oggetto di sistema operativo: 5761CM1 *BASE IBM Communications Utilities per System i. Chapter 13 Appendici 117

122 Appendici 13 Appendice2: Se TSA e Duplo si presenta la necessità di utilizzare Duplo con il sistema di alta disponibilità TSA è necessario effettuare alcune parametrizzazioni sui sistemi coinvolti. Attenzione: I parametri di tipo generale vanno settati un unica volta mentre per i parametri a livello di ambiente è necessario ripetere l operazione per ciascun ambiente coinvolto. Sul sistema *SOURCE è necessario impostare DUPLO in modo che sia in grado di condividere i giornali da leggere con il TSA. Per effettuare questa operazione si effettua la seguente parametrizzazione: Operazioni da effettuare nel sistema SOURCE per il prodotto Duplo: Chiudere il sottosistema DUPLO70 Richiamare il programma DPLPARMV dopo avere aggiunto la libreria DUPLO70. Richiamando il programma compare la seguente videata: Impostare sul flag Altro Prodotto il flag Y e impostare nel campo Utente il valore TSAUSER. Attivare il sottosistema DUPLO70 sul sistema *SOURCE. 118 Chapter 13 Appendici

123 Appendici 13 Operazioni da effettuare per tutti gli ambienti definiti sul prodotto TSA: Togliere dalla replica i files DPLJRN*, inserendo una regola nel pannello di esclusione oggetti. Escludere gli oggetti JOBLIST e JOBQUIT di tipo *USERIDX dalla libreria DUPLO70. Operazioni da effettuare sulla console di Duplo per ciascun ambiente: Verificare che nei parametri del lettore di giornale di Duplo sia impostato per ciascun sistema DUPLO il nome del giornale e la libreria specificati per il TSA. Chapter 13 Appendici 119

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