Ambiente e produzione di energia da fonti rinnovabili: minaccia o opportunità

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1 Ambiente e produzione di energia da fonti rinnovabili: minaccia o opportunità I giovani imprenditori di Confagricoltura credono fermamente nello sviluppo delle energie rinnovabili ed in particolare delle agroenergie: anche le imprese agricole vogliono contribuire ad una delle più grandi sfide che si dovranno affrontare nei prossimi anni in relazione ai cambiamenti climatici, alla diminuzione del fabbisogno energetico nazionale. Non solo grandi strategie. Il quadro economico attuale impone sempre più di diversificare la produzione agricola al fine di integrare i redditi. Soprattutto in fasi economiche negative per l agricoltura italiana, come quella attuale, la multifunzionalità è uno degli elementi fondamentali per assicurare la sopravvivenza del settore agricolo; la capacità del settore primario di dare origine a produzioni connesse (beni fisici, servizi diversi ed esternalità ambientali positive) costituisce un elemento di valore strategico per lo sviluppo del settore e un importante opportunità economica per le imprese agricole anche in relazione alla creazione di sistemi produttivi integrati. Lo sviluppo delle agroenergie, quindi, può essere considerata una concreta opportunità per dare un futuro ai giovani imprenditori agricoli, ed assicurare la presenza delle aziende agricole sul territorio nei prossimi decenni, garantendo così il proseguo del binomio indissolubile agricoltura-ambiente e della centralità dell agricoltura nella tutela dell ambiente e nella difesa del paesaggio. Strategia Le agroenergie, però, per divenire effettivamente una reale opportunità, necessitano di un quadro normativo, tecnico ed economico chiaro e puntuale, di una strategia condivisa e coordinata a livello nazionale e regionale. Altrimenti, oltre a non favorire lo sviluppo del settore, si rischia di dare sempre maggiore voce a chi vede nelle bioenergie, con il supporto di dati parziali e non collegati alla realtà dell agricoltura europea, una minaccia per l umanità a causa della sottrazione di terreno agricolo destinato alla produzione di cibo, allo spreco di risorse naturali, ecc. Mentre gli altri Paesi europei hanno sfruttato con grande determinazione i nuovi obiettivi industriali, energetici, agricoli ecc., derivanti dalle strategie ambientali europee, il sistema Italia altamente burocratizzato e complesso - ha frenato notevolmente lo sviluppo delle agroenergie. Per tali motivi i ritardi fino ad ora accumulati nel definire il quadro normativo nazionale, con particolare riferimento ai maggiori incentivi destinati alle biomasse derivanti dal settore agroforestale, e nell individuare una idonea strategia complessiva non sono più giustificabili. Perché i giovani agricoltori di Confagricoltura chiedono di confermare il maggiore incentivo per le agro energie? Perché produrre energia da biomassa coinvolge tutta la filiera produttiva agricola, artigianale, industriale, commerciale. E l unico settore produttivo energetico che coinvolge in modo così profondo l economia di un territorio assicurando occupazione non solo nella fase di produzione di energia ma soprattutto nelle fasi produttive agricole, con il coinvolgimento di tutto il settore dei fattori di produzione (macchine agricole, ecc.).

2 Difatti, permette all azienda agricola di proseguire la propria attività con coltivazioni dedicate, da la possibilità di riutilizzare i sottoprodotti derivanti dalle diverse filiere produttive anche con effetti ambientali positivi. Anche per tale motivo le filiere agro energetiche, rispetto ad altre fonti energetiche rinnovabili, garantiscono una maggiore efficienza a livello economico e sociale. La produzione di energia da biomasse, le tecniche di coltivazione che permettono di assorbire maggiori quantitativi di CO2, la presenza di colture vegetale e dello stesso suolo, rendono quindi sempre più determinante il ruolo dell attività agricola nel raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. In relazione a quanto detto i giovani agricoltori di Confagricoltura chiedono di intervenire con rapidità e determinazione sui seguenti settori: incentivi all energie rinnovabile e risorse finanziarie; misure di accompagnamento delle energie rinnovabili; ricerca, innovazione tecnologia, sperimentazione, informazione, formazione e assistenza tecnica Incentivi all energie rinnovabile e risorse finanziarie Con il Decreto 18 dicembre 2008 si è conclusa la prima fase attuativa della finanziaria In relazione al fatto che gli incentivi previsti non garantiscono un adeguata remunerazione degli investimenti nel settore delle agroenergie, occorre dare seguito alle iniziative governative e parlamentari dirette ad attuare rapidamente gli incentivi (tariffa omnicomprensiva e coefficiente moltiplicatore per i certificati verdi) stabiliti per le biomasse ed il biogas di origine agricola, da filiera corta. In questa direzione è stata accolta favorevolmente la proposta del Governo che, a fronte di una riduzione dell incentivo, permetterebbe una rapida applicazione della tariffa omnicomprensiva. Ciò detto occorre: confermare per gli impianti più piccoli sino a 600 kw la tariffa omnicomprensiva di 0,30 / kwh e prevedere lo 0, 28 fino ad 1 MW, ciò proprio in relazione al ruolo determinante che può svolgere l attività agricola; estendere il nuovo sistema di incentivazione anche agli impianti di aziende agricole, agroalimentari, di allevamento e forestali, alimentati da biogas in esercizio alla data del 31/12/07; difatti non è accettabile che le aziende agricole che sono state pioniere dello sviluppo delle agroenergie paghino pesantemente il non inserimento nel nuovo sistema; completare rapidamente il quadro normativo anche per gli impianti di potenza superiore ad 1 Mw. Contemporaneamente occorre approfondire gli aspetti legati al contributo ambientale generato dall attività agricola anche nel ruolo di carbon sink, prevedendo specifici incentivi e la possibilità di scambiare le quote di emissione a livello aziendale ed extraziendale, visto che anche l agricoltura sarà chiamata nei prossimi anni a diminuire le proprie emissioni.

3 In merito ai finanziamenti, va sottolineato che oggi i PSR rispondono solo parzialmente all esigenza di sostenere gli imprenditori agricoli negli investimenti nella filiera agroenergetica. I vincoli imposti, potenza massima ammissibile, prevalenza dell autoconsumo dell energia, potrebbero non rendere sostenibili dal punto di vista economico gli investimenti. Occorre prevedere un sistema meno rigido anche con il supporto del nuovo regime di aiuti all ambiente e del regolamento europeo che prevede uno specifico regime di esenzione per gli investimenti nelle energie rinnovabili. Tale impostazione lascia ancora più perplessi alla luce dei nuovi interventi previsti dalla Health Check sui cambiamenti climatici e sulle energie rinnovabili. Per tali motivi i giovani agricoltori chiedono di predisporre un grande piano di investimenti nel settore delle agro energie rivolto anche alla soluzione dei problemi territoriali ambientali quali ad esempio il carico di azoto nelle aree vulnerabili. Misure di accompagnamento delle energie rinnovabili Il sistema autorizzativo Nonostante le ulteriori semplificazioni introdotte dalla finanziaria 2008 in merito agli adempimenti autorizzativi, permane il problema dei tempi estremamente lunghi per il rilascio delle autorizzazioni, delle interpretazioni restrittive dell attuale normativa, spesso difformi a livello territoriale, dei troppi vincoli paesaggistici esistenti, si pensi alle aree Natura 2000, nelle quali risulta difficile effettuare investimenti. Lo sviluppo delle agroenergie necessita invece di iter procedurali più semplici, che nel rispetto dell ambiente, diano certezza all imprenditore della riuscita delle iniziative, in questa direzione occorre rilanciare gli sportelli unici prevedendo servizi dedicati alle energie rinnovabili, inseriti nell ambito dei servizi decentrati delle amministrazioni agricole regionali. L impressione è che occorra intervenire in maniera più significativa dal punto di vista legislativo anche attraverso l emanazione delle linee guida nazionali previste dal d.lgs. 387/03 (comma 10 dell art. 12) relativamente all attuazione del procedimento unico. La normativa ambientale Collegato ai problemi legati al sistema autorizzativo, è la classificazione dei materiali in entrata ed uscita dagli impianti di produzione di energia da biomasse. Anche alla luce della nuova direttiva europea in materia di rifiuti (98/2008), occorre escludere dalla normativa sui rifiuti tutte le biomasse residuali vegetali ed animali che derivano dalla produzione agricola ed agroindustriale, dirette alla produzione di energia. Allo stesso modo i materiali derivanti dalla produzione di energia, quali il digestato e le ceneri, devono poter essere riutilizzati nel settore agricolo come fertilizzanti o a loro volta recuperati nella filiera agro energetica. La conoscenza del territorio

4 Si sente la necessità di disporre di strumenti operativi finalizzati a governare lo sviluppo delle agro energie al fine di evitare che si creino pressioni ingiustificate a livello territoriale. In questo ambito è necessario affermare la necessità di collegare le diverse iniziative al settore agricolo, situazione che assicura lo sviluppo di una micro generazione diffusa e sostenibile nell ambito di filiere produttive leggere. Ciò si può raggiungere con una conoscenza del territorio, della sua vocazione di produrre agro energie partendo dalla disponibilità di sottoprodotti e di colture dedicate. La programmazione dello sviluppo delle bioenergie deve essere sempre più associata alla sviluppo dell agricoltura che deve divenire sempre più protagonista indispensabile di una programmazione territoriale finalizzata anche alla tutela dell ambiente. In tale contesto i giovani agricoltori di Confagricoltura guardano con molta attenzione alle possibilità che si svilupperanno per le imprese non solo agendo come singoli imprenditori ma anche e soprattutto in forma associata per organizzare al meglio la trasformazione in energia dei prodotti e dei sottoprodotti. Allacciamento alla rete Occorre ancora promuovere un più organico sviluppo della rete elettrica al fine di facilitare l accesso e il collegamento del maggior numero di impianti, anche di piccola taglia. I tempi di allaccio devono essere rispettati, pena specifiche sanzioni, ed i costi devono essere trasparenti e ridotti al minimo. Ricerca, innovazione tecnologia, sperimentazione, informazione, formazione e assistenza tecnica L innovazione tecnologica L Italia spende in R&S una cifra pari ad appena l 1,1% del suo Pil, uno dei valori più bassi tra le economie avanzate. È basso sia l investimento pubblico che quello privato, quest ultimo anche a causa della ridotta dimensione delle imprese che caratterizza la nostra struttura produttiva. Anche i riflessi sulle agro energie sono pesanti. Siamo quasi del tutto dipendenti dalla tecnologia fornita da altri Paesi con problemi conseguenti nella gestione degli impianti. Le cause di questo ritardo sono molteplici e non tutte presentano soluzioni immediate, ma molto si può e si deve fare. Sulle agroenergie occorre prevedere un maggiore coordinamento tra i vari istituti di ricerca pubblici e privati al fine di fornire risposte puntuali agli agricoltori. Anche la sperimentazione e la divulgazione devono essere notevolmente implementate coinvolgendo in tutte le fasi gli agricoltori. I biocarburanti di seconda generazione, impianti a più alto rendimento, nuove e diverse prospettive per la produzione di energia, come il biometano da distribuire direttamente alla rete, o la creazione di centraline di rifornimento per gli autoveicoli elettrici all interno delle aziende agricole dotate di impianti fotovoltaici, nuove colture come le micro alghe, possono divenire realtà solo con il supporto della ricerca. Informazione, formazione, assistenza tecnica

5 La diffusione delle tecnologie dirette a diminuire l impatto ambientale, ad aumentare la capacità di assorbimento del carbonio, e lo sviluppo delle energie rinnovabili necessita di un supporto continuo agli agricoltori. Nella prossima revisione dei PSR occorre incentivare le azioni di informazione e formazione dei giovani agricoltori. Contemporaneamente occorre creare un sistema di assistenza tecnica valido e diffuso nel territorio. Su tali aspetti chiediamo anche l aiuto di Confagricoltura e di Agroenergia per creare una valida rete di tecnici.

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