CSTG-Newsletter n lug-ago 14 della learning community del Centro Studi di Terapia della Gestalt

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1 CSTG-Newsletter n lug-ago 14 della learning community del Centro Studi di Terapia della Gestalt Edit Edit 1 Topic 3 Scuola e dintorni 9 Eventi 16 Dare Corpo 16 Segnalazioni 19 Perls s pearls 21 Risonanze 21 Visti e letti 22 Da giornali e riviste 23 Dibattito aperto 27 Fatti della vita 28 Poiesis 30 Witz e Giochi 32 Orthos 33 E.N.T.R.Y 34 Questo numero della nostra NL riunisce i n. 97 e 98 che unifica luglio ed agosto. Siamo quindi in ritardo per luglio e in anticipo per agosto. In medio stat virtus, raccontiamocela così e concediamoci un più leggero carico di scrittura, per noi, e di lettura per voi. Come topic comparirà la prima parte del mio contributo su L approccio gestaltico al sogno in corso di stampa su IL SOGNO CROCEVIA DI MONDI, a cura di Angela Peduto e Giorgio Antonelli (editore ALPES, Roma). Vengono riportati i primi 11 paragrafi dei 54 (sic!) che verranno esplorati nell articolo completo la cui uscita in libreria è prevista per ottobre. Si tratta di uno scritto che riassume il risultato di anni di ricerca ed applicazione clinica che si rifanno alla tradizione gestaltica nelle sue coordinate più autentiche almeno nella intenzione dello scrivente ma che si configurano in uno stile molto particolare di lavoro che gli allievi della Scuola hanno avuto modo di osservare in questi anni. Una ulteriore evoluzione all approccio gestaltico-archetipico sarà oggetto di una prossima pubblicazione, ma sarà anche materia dell imminente workshop di fine luglio su Sogno, Mito e Archetipi, giunto alla sua sesta edizione, con la integrazione di lavoro teorico-esperienziale mia e di Giorgio Antonelli Nella rubrica Scuola e dintorni verranno riportate le informazioni relative sulle ultime INIZIATIVE PER L ESTATE promosse dal CSTG. DAL 4 agosto la struttura residenziale di Noceto è a diposizione per periodi di riposo e studio autogestiti per gli allievi (Soci aderenti al CSTG) e Programmi personalizzati di riposo, meditazione e disassuefazione da forme diverse di dipendenze (affettive, tabacco, alcol, psicofarmaci, gioco d'azzardo, internet) con programmi personalizzati o condivisi con lo staff di Orthos (Programma CLEAN: all'origine delle nostre dipendenze) per i quali contattare Si è svolto nei giorni giugno 2014 un significativo incontro su MOMENTI DI TEMPOMINDFULNESS condotto da GHERARDO AMADEI e VIVIANA FABIANI. Come è noto, questa riedizione in chiave moderna di antiche pratiche meditative ispirate al Vipassana, è molto diffusa attualmente ed offre interessanti possibilità di applicazione e verifica sui risultati in ambito clinico che, nel nostro caso, sono in via di sperimentazione nei casi di dipendenza da gioco e da sostanze. L incontro ha rappresentato una iniziazione ad una pratica che alcuni potranno decidere di approfondire in successive occasioni di formazione, la prima delle quali partirà ad ottobre. Coloro che fossero interessati possono contattare la Segreteria per conoscere una forma agevolata di partecipazione per gli Allievi della Scuola. Si sono conclusi i programmi residenziali dei corsi di formazione nella psicoterapia e nel counseling che hanno avuto quest anno una profondità e partecipazione come non mai. Ne è traccia la testimonianza di Luca V. (una delle tante) che alleghiamo, come le foto di Luca S. come anche gli haiku che hanno cercato di cogliere un tratto significativo dell anima di ciascun allievo del quarto anno del corso di psicoterapia. A chiusura del terzo anno di Counseling si è tenuta una sessione di GestaltArt condotta dalla scultrice Ursula Corleis presso la sua residenza di Istine a Radda in Chianti. Un luogo davvero magico museo vivente popolato anche delle sculture di Herbert Hoffman di cui ricorreranno a giorni i due anniversari dalla scomparsa. Si è tenuto, dal 18 al 20 giugno nella città di Yeri a Cipro l incontro conclusivo del Progetto ENTRY, coordinato dal

2 CSTG, con la presentazione del MANIFESTO sulla Prevenzione della violenza tra i giovani nella sua versione definitiva che viene riportato a fine NL. Invitiamo tutti coloro che hanno interesse a questo ambito di intervento di firmare il foglio di adesione-sostegno al Manifesto che stiamo raccogliendo per completare la lista degli stake hoders sia a livello personale che istituzionale. Vi hanno partecipato Michela Parmeggiani (che coordina l avvio per altri progetti europei, se qualcuno fosse interessato Filippo Petrogalli con il quale abbiamo avviato la sperimentazione di uno schema di intervento di formazione per trainers e per giovani sullo stesso tema e Matteo Covelli che si sta occupando anche della raccolta bibliografica su questo vastissimo argomento. Chi avesse materiale o contributi su questo importante tema è pregato di farceli avere per aiutarci a produrre del materiale adeguato alla vastità dell argomento. E a diposizione il programma del convegno della FIAP su: L EMERGERE DEL SÉ IN PSICOTERAPIA. NEUROSCIENZE, PSICOPATOLOGIA E FENOMENOLOGIA DEL SÉ che si svolgerà dal 3 al 5 Ottobre del 2014 al Centro Congressi Riva del Garda. Allo stesso sono stati accettati i contributi mio e di Michela Parmeggiani. Dispiace che contributi interessanti, come ad esempio quelli comparsi in alcune tesi di fine corso, non siano stati presentati in tempo. Su iniziativa di Elena Santoro, è nata la nuova rivista on-line del CSTG GESTALT WORLD. L iniziativa si propone di offrire maggiori informazioni sul mondo della Gestalt terapia con articoli e interviste ai tanti personaggi del largo mondo internazionale della gestalt. La rivista, assolutamente gratuita, è accessibile all inidirzzo: ma è possibile accedere alla rivista anche dal sito della scuola: NEWS. Sul nuovo profilo Twitter della nostra scuola, https://twitter.com/cstggestalt, troverete inoltre tutte le notizie che riguardano le nostre attività e la segnalazione di eventi interessanti per il nostro mondo. Si è regolarmente concluso a giugno il primo modulo di 3 settimane del programma PRIMA (Psicoterapia Residenziale Intensiva Mirata per Aree) in collaborazione con la Fondazione ERIS di Milano, titolare di Strutture residenziali specialistiche per alcol e polidipendenti accreditate SSR e di due Sert/Smi a Milano e Meda con la direzione del dr. Pietro Maria Farneti. Dello stesso si riportano alcune informazioni in appendice alla NL. Il Modulo di Orthos n. XXVI si è concluso del pari con successo come pure l incontro di verifica del modulo precedente a cui hanno partecipato tutti gli utenti a dimostrazione dell impegno per una vita che può risorgere dalle macerie di una vita devastata dal gioco d azzardo patologico. In tema di impegno per i diritti umani, è in previsione un incontro a fine ottobre con la partecipazione del pastpresident del partito democratico del Tibet Chime Youngdung con il quale mi sono incontrato a Milano recentemente che già è stato nostro sopite più volte su iniziative di sostegno alla autodeterminazione del popolo tibetano. Si segnala l uscita del volume IL DOLORE E LA BELLEZZA. ATTI DEL III CONVEGNO DELLA SOCIETÀ ITALIANA PSICOTERAPIA GESTALT (Ed. FrancoAngeli editore Collana Psicoterapia della Gestalt) a cura di Gianni Francesetti, Michele Ammirata, Silvia Riccamboni, Nunzia Sgadari, Margherita Spagnuolo Lobb che raccoglie gli atti dell interessante convegno della SIPG tenutosi a Palermo nel dicembre 2012 e che molti degli allievi hanno partecipato. Il corredo fotografico riporta alcune immagini tratte durante il corso residenziale presso il podere di Noceto invitaci da Luca S. con questa nota di accompagnamento Cari amici viaggiatori, questa per inviarvi il mio personale diario dell'esperienza da pochi giorni conclusa. Ho voluto realizzare una sorta di sintesi sensoriale di quanto i miei sensi hanno percepito e archiviato; ossia ho assemblato le immagini che i miei occhi hanno catturato e le parole e i suoni che le mie orecchie hanno ascoltato. Ci tengo a condividerlo e a ringraziarvi per quanto vissuto durante questa seconda tappa del nostro cammino insieme. Luca Grazie e buona lettura Riccardo Zerbetto e lo Staff della Scuola 2

3 Topic L APPROCCIO GESTALTICO AL SOGNO di Riccardo Zerbetto in corso di stampa su IL SOGNO CROCEVIA DI MONDI, a cura di Angela Peduto e Giorgio Antonelli (editore ALPES, Roma) 1. Premessa Il dreamwork, o lavoro sul sogno, rappresenta sicuramente uno degli ambiti applicativi più originali dell approccio gestaltico. È noto come Freud, nella sua opera L interpretazione dei sogni, considerava il sogno come la via regia nel processo dell autoconoscimento. È tuttavia merito di Perls aggiungere alle due dimensioni del passato (approfondita da Freud) e del futuro (approfondita da Jung) quella focalizzazione sul presente che facilita il raccordo con gli aspetti esistenziali che il soggetto sta vivendo, appunto, nella attuale fase della propria vita. L elemento innovativo introdotto da Perls fu quello di estrapolare questo principio applicandolo ad una dimensione esistenziale ed evolutiva dell individuo. «La qualità più importante e interessante di una gestalt è la sua dinamica, la necessità imperiosa che una gestalt possiede che la porta a chiudersi e a completarsi» (Perls, 1951, 78). La oniromanzia è una scienza antica e rappresentava lo strumento di cura più importante che veniva praticato nei templi-ospedali dell antichità greca dedicati a Esculapio. Negli stessi si andava dormire nel portico del sognatore per avere dal dio attraverso la mediazione dell oniromante, l indicazione sulla origine del male e sulla via per superarlo. Freud non ha fatto altro, quindi, che recuperare il potenziale curativo del sogno reintroducendolo nella cultura scientifica moderna e cercando di tradurlo nei codici a questa accessibili. Su questa base si sono sviluppate forme diverse di approfondimento come quelle proposte da Ferenczi, Jung e, per quanto riguarda il presente contributo, Fritz Perls. Quale che sia il suo codice di riferimento, si richiede una grande esperienza e conoscenza specifica su quello che E. Fromm definisce il linguaggio dimenticato. Nell approccio gestaltico tuttavia, nel lavoro sul sogno, come in generale, si evita un approccio interpretativo a favore di quello esperienziale. Il fatto stesso di far emergere il materiale onirico, attraverso il racconto che se ne può fare a chi è disposto ad ascoltare, è comunque utile a favorire il processo integrativo e della consapevole assunzione delle parti scisse che puntualmente costituiscono una parte strutturale della produzione onirica. In sintesi possiamo dire che il lavoro sul sogno rappresenta una utile opportunità di esplorazione del sé e delle sue modalità di contatto e di cambiamento, specie se utilizzato con una attitudine di ascolto partecipe che favorisca la riappropriazione della parti scisse, la presa di coscienza dei vissuti rimossi nonché l apertura a quegli scenari immaginali che il pensiero anticipativo del sogno ci propone. Per dare la parola a Perls (1947, p. 251): Tutti i differenti elementi del sogno sono dei frammenti della personalità. Essendo il fine di ciascuno di noi divenire una personalità sana, vale a dire unificata, si tratta quindi di mettere insieme i diversi elementi del sogno. Dobbiamo riappropriarci degli elementi proiettati, frammenti della nostra personalità, e recuperare quindi il potenziale contenuto nel sogno. Interessante, al proposito, la convergenza sul tema con quanto afferma Jung (tr. It. 1980) Tutta la creazione onirica è sostanzialmente soggettiva, e il sogno è un teatro in cui chi sogna è scena, attore, suggeritore, regista, critico, autore e pubblico insieme. Questa semplice verità è la base della concezione del significato del sogno da me definita con il termine di interpretazione al livello del soggetto. Come dice il termine, questa interpretazione concepisce tutte le figure del sogno come tratti personificati della personalità di chi sogna. Un contributo a ponte tra questi due grandi ed innovativi continuatori dell opera di Freud è sicuramente quello di James Hillman che sottolinea come Nell approccio della Gestalt si penetra empaticamente in ciascuna persona e scena d un sogno o d una fantasia e si arriva a riconoscere che sì anche questo è nostro (1977, p.88). Ritengo che questa sovrapposizione nell approccio al sogno sia di grande significato e a questa dedicherò la seconda parte del contributo dopo aver riportato gli ingredienti che ritengo più significativi nell approccio gestaltico al sogno. Quando lavoriamo un sogno in Gestalt partiamo da questo punto, ma la strada che percorriamo non muove dall interpretazione (che presuppone un soggetto-terapeuta che dà la sua lettura su un oggetto-cliente che è tenuto ad accoglierla) ma da un coinvolgimento più diretto e responsabile del cliente che è chiamato ad essere quanto più possibile soggetto dei suoi vissuti, anche se percepiti come estranei, assumendo, ad esempio, la parte del persecutore e non solamente della vittima con la quale, primariamente può identificarsi. Se il sognatore è scena, attore, suggeritore, regista, critico, autore e pubblico insieme, entriamo in questa consapevolezza e la viviamo. Invece di interpretare, ne facciamo oggetto di un percorso esperienziale (Zerbetto, 2011). Nella concezione isomorfica di Perls, per venire ai contenuti che il sogno ci propone, la dimensione biologica non può separarsi da quella psicologica e sociale dal momento che l uomo, pur esaminato a diversi livelli, appartiene contemporaneamente ed ineluttabilmente a queste diverse dimensioni. Di qui, conseguentemente, la dimensione olistica spesso invocata nella concezione della Gestalt. 3

4 Si inserisce, a questo punto, un quesito relativo alla dimensione simbolica dei vissuti ed alla polisemia di significati che inevitabilmente evocano (Zerbetto 2004). Non di solo pane vive l uomo ci ricorda il Vangelo. Ed in effetti, quale sia il dio in causa, l uomo vive anche di simboli, di significati. L homo, oltre che faber, è per sua natura symbolicus, investe di significati le cose. La gestalt che si enuclea in figura dal racconto di un cliente, rispecchia quindi una gestalt archetipica nella quale le relazioni tra gli elementi in gioco si riflettono isomorficamente, per taluni aspetti, sia a livello individuale storicizzato che universale e metastorico. In tal senso, per tornare a Jung (tr. It. 1984) il sogno utilizza figure collettive perché non sta esprimendo un problema della vita di quella persona ma un problema umano eterno che si ripete all infinito. Il rischio, in tale prospettiva, sarebbe sia quello di limitarsi ad osservare il fenomeno senza coglierne il riflesso archetipo, sia quello di cogliere l universale perdendo di vista il particolare, la unicità irripetibile del vissuto del sognatore nella dimensione spazio-temporale in cui si declina nel presente. Il processo della guarigione, in questa prospettiva, non si configura unicamente come operazione che si gioca nella relazione tra paziente e terapeuta. Implica una funzione mediativa di quest ultimo nei confronti del sistema simbolico nel quale il paziente cerca di ri-configurarsi. Riportando S. Ginger (1987) il sogno permetterà l integrazione della memoria individuale alla nostra memoria collettiva assicurando così una funzione essenziale di sintesi dell innato e dell acquisito. Prima di addentrarci negli aspetti teorico-metodologici dell approccio gestaltico al sogno ritengo opportuno riportare la trascrizione di un mio lavoro anche se sono consapevole della parzialità di una tale trasmissione di informazioni a persone che non siano state esposte ad una personale esperienza in tal senso. 2. Un sogno Queste alcune sequenze di lavoro sul sogno con alcune note di commento su alcuni passaggi significativi. I nomi sono ovviamente fittizi. Paola - che indicheremo con una P è una donna di 30 anni circa, laureata in lingue e alla ricerca di una professione che corrisponda alla sua propensione per la dimensione umanistica e la relazione di aiuto. Riferisce di un sogno che ciclicamente le si presenta sempre nella stessa forma. In premessa riferisce che l anno scorso, nel giorno della festa della mamma, si è suicidato un suo zio di circa 40 anni che abitava negli USA prendendo pillole e tuffandosi in piscina da cui è stato estratto poi dai propri genitori e nonni di Paola. Nel raccontare il sogno, usando il tempo presente come si usa in Gestalt, Paola racconta sono sul bordo della piscina e ho i piedi che toccano l acqua; non riesco a muovermi, mi sento come pietrificata di fronte allo zio che è nell acqua annegato, disteso davanti a me coi capelli lunghi come quando era giovane. Aggiunge, per inciso, che questa piscina i nonni l hanno fatta costruire per me, per farmi restare con loro in questa casa nel Texas e facevano di tutto per farmi felice affinché restassi più tempo con loro anziché tornare in Italia dai miei genitori. Aggiunge anche che, in un altro sogno antecedente alla morte dello zio, io ho i capelli lunghi intorno al viso e mi sono suicidata nell acqua, non riuscivo a respirare e stavo morendo da quando è morto lo zio faccio il sogno ricorrente di me sul bordo della piscina che non riesco a muovermi. Sento delle presenze, come se qualcuno cercasse di avvicinarmi, ma è come se fossi io la piscina, come se io contenessi lo zio che vi è immerso ed ora è morto e aggiunge aveva già tentato il suicidio prima e viveva coi nonni (suoi genitori). Alla mia domanda sulle motivazioni che possano averlo portato al gesto suicida risponde lo zio non era riuscito a farsi una vita autonoma; aveva avuto una fidanzata ebrea con cui non si era potuto sposare per contrasti sulla religione. Mio padre è venuto via da casa all età di 17 anni ed è venuto in Italia a studiare dove poi ha conosciuto mia madre. I nonni non hanno lasciato andare via lo zio che poi è caduto in depressione. Tornando al vissuto onirico precisa come la stessa percezione del tempo era caratterizzata da un senso di staticità e immutabilità come se il tempo si fosse fermato, inceppato nel suo fluire. La scena si fissa in una immobilità che non ha sviluppo e si carica di angoscia alla quale Paola non sa come sottrarsi. Lei si vede sul bordo della piscina senza sapere cosa fare e senza riuscire ad allontanarsi da questa posizione pietrificata. La metodologia che impiego è quella classica del lavoro gestaltico sul sogno: le chiedo di immedesimarsi nel vissuto, più che di astrarne un significato o, tantomeno, di avanzare io una ipotesi interpretativa. Cerco, in altri termini, di recuperare l erlebniss, la dimensione olistica del vissuto che condensa una componente immaginale, emozionale e di pensiero cercando di riunificare e non scindere le diverse dimensioni dell esperienza onirica. Le chiedo quindi di presentificare il momento che ha riferito come se lo stesse vivendo in presa diretta chiedendole 4

5 qual sia il suo stato d animo, cosa che Paola riferisce come mi sento qualcosa di opprimente qua, sulla gola e sulla bocca dello stomaco mi sento di non poter muovere le gambe. Nella prospettiva di superare questa empasse e di dar voce al vissuto paralizzante, le chiedo cosa si sentirebbe di dire allo zio (si deenfatizza, in tal caso, il dato di realtà relativo al fatto che lo zio sia morto dando comunque valore alla comunicazione implicita tra lei e lo zio). La risposta, con voce carica di dolore e quasi di rimprovero, è zio, dovevi andartene via prima, mi spiace. A questo punto le propongo di assumere lei la posizione dello zio al fine di portare avanti la comunicazione tra i due. Paola pende la posizione dello zio e, dopo un lungo silenzio, risponde: non ho potuto ero bloccato. Tuo padre mi ha lasciato qui, ti voglio bene ma tu non seguirmi. La tecnica utilizzata è quella del monodramma nel quale si fanno assumere, alternativamente, al paziente i ruoli dei personaggi del sogno sostenendo una interazione dialogica tra gli stessi nel rispetto, ovviamente, dei tempi opportuni affinché al significato delle parole si associ il vissuto emotivo corrispondente. Le chiedo di specificare meglio il senso di questa comunicazione e Paola aggiunge non debbo essere come lui, non devo arrendermi, debbo fare quello che sento senza sottostare alle pressioni altrui anche io mi stavo facendo soffocare da una persona ( e allude ad un ex-fidanzato che la ostacolò nell iscriversi alla facoltà d psicologia adducendo una ipersensibilità emotiva che avrebbe precluso a Paola di percorrere questa strada). Tornando nei panni dello zio prosegue con non fare come me: vai via se vuoi andare, scegli la strada che vuoi tu, stai con le persone che ti amano come vuoi essere amata e non come loro ritengono di volerti amare. Paola resta a lungo con questa sensazione e, tornando nei suoi panni, sente che qualcosa si è sbloccato e che non è più inchiodata sul bordo di quella piscina dove si è consumato il suicidio dello zio come espressione di una esistenza mancata per usare un termine caro a Binswanger. Prosegue, al contrario, dicendo come io amo nuotare, forse ho imparato prima a nuotare che a camminare, mi piace esplorare, conoscere, ho vissuto all estero per studiare e tutte le volte che ero via ho avuto paura di non dover tornare. Non l avevo mai visto il sogno sotto questo aspetto, nonostante lo abbia sognato molte volte. Ma era così brutto che in fondo lo rimuovevo. Ed anzi, a volte, avevo il terrore di addormentarmi per il timore di rivivere questa situazione da incubo. I sogni non sono mai brutti aggiungo io - i sogni ci parlano con delle immagini che si caricano di un pathos proporzionato alla importanza del messaggio che ci consegnano: il tuo sogno ti dice, attraverso lo zio, come fosse una guida interiore : Paola, non fare come me, non stare qui a morire in questa piscinetta che ti tiene imbrigliata a vecchi legami impedendoti di affrontare il rischio del vivere e di fare la tua strada. Certo anche questa scelta è difficile e comporta inevitabilmente il dolore collegato al recidere un cordone ombelicale e lasciare una dimensione più rassicurante per una più incerta. Nel dire questo, non interpreto, ma riprendo semplicemente in modo rafforzativo il messaggio che il sogno le ha dato. In ogni caso Perls chiederebbe: perché questo sogno adesso? quale è il passaggio evolutivo nel quale sei impegnata in questa fase del tuo percorso esistenziale?. Questa domanda implica un presupposto importante nel lavoro sul sogno che si riferisce alla tridimensionalità del tempo e che io chiamo tripode delfico. Il sogno (e non solo perché, come ci ricorda Calderon de la Barca, la vita è sogno ) presuppone sempre una dimensione temporale che si riferisce al passato (più o meno remoto), una al presente ed una che implica uno scenario possibile che si proietta sul futuro. Puntuale la ripresa di Paola debbo prendere delle decisioni per cui tanti sogni, tra cui anche questo e così sintetizza il suo momento critico mi sono laureata in scienza del linguaggio, adesso non so cosa farci con questa laurea; prima ho fatto un anno di Ostetricia, ma quando mi trovavo davanti alla sofferenza non ce la facevo a fermarmi lì, sentivo che avevano bisogno di parlare: una madre che aveva perso il bambino ho pensato di iscrivermi a psicologia ma il fidanzato di allora mi diceva che io lo volevo fare solo per lo zio depresso e che non sarei stata capace di studiare psicologia. Così ho fatto lingue, per me è stato facile, mi sono laureata con ottimi voti ma non sono soddisfatta e da quando non sono più insieme a questa persona che mi bloccava per sei anni, adesso mi sto sbloccando. Una indicazione di cambiamento forte, quella evocata dal sogno, che Paola porterà con sé come immagine-guida a cui tornare nell assumere le scelte di vita che la attendono. So, a distanza di qualche tempo, che Paola ha intrapreso un percorso di crescita personale nel quale si propone di recuperare quella spinta ad impegnarsi nelle relazioni di aiuto che sente maggiormente corrispondere alla sua natura più intima. Da allora il sogno di viversi nella immobilità angosciosa non si è ripresentato. 3. Alcuni aspetti di carattere teorico-metodologico Nei paragrafi che seguono cercherò di mettere a fuoco alcuni degli elementi costitutivi del lavoro gestaltico sul sogno iniziando da quelli di carattere teorico per seguire con quelli di carattere metodologico. Utilizzerò, in tal senso, miei scritti precedenti sul tema a cui rimando per contenere lo spazio del presente contributo (Zerbetto, 1998, 2010, 2012) ma darò spazio soprattutto a Perls riportando alcune sue espressioni significative sul tema in oggetto 5

6 traendole in particolare dal suo testo The Gestalt Approach & Eye Witness to Therapy (trad. it. L approccio della Gestalt. Testimone oculare della terapia) nel quale descrive, in particolare, la sua originalissima forma di approccio al lavoro sul sogno. 3.1 Il sogno come processo primario. Prima di chiederci che cosa il sogno significhi e come poterci lavorare è importante tenere presente che, se il sogno fa parte dell esperienza di noi mortali (ed anche dei mammiferi, in particolare se primati), significa che assolve di per sé ad una funzione biologica di primaria importanza. Sogniamo infatti mediamente per il 20% del tempo in cui siamo immersi nel sonno e lo facciamo già da prima di nascere. Nella concezione di Perls è importante acquisire questa dimensione organismica dell individuo prima di costruire sovrastrutture intellettuali che spesso deformano più che rendere accessibili dati fondamentali di realtà Il bisogno è il fatto primario, se tu non avessi bisogno non faresti nulla. Se tu non avessi bisogno di ossigeno, non respireresti (1968, p.28). E ancora (ibid. p. 76) Il sogno è il nostro prodotto più spontaneo in assoluto. Si presenta indipendentemente dalle nostre intenzioni, dalla nostra volontà, dalle nostre decisioni. Il sogno è l espressione più spontanea dell esistenza dell essere umano. 3.2 Il sogno ha già un valore autocurativo di per sé. Coerentemente con acquisizioni sul versante neurofisiologico sembra che la funzione integrativa dell'attività onirica sia chiamata, nell ininterrotto flusso di coscienza, ad integrare impressioni, esperienze passate con quelle presenti in modo da poter anticipare scenari futuri a cui il soggetto può venire chiamato a far fronte. Anche se a livello inconscio, quindi, il sogno svolge una funzione integrativa ed anticipativa che il lavoro analitico-psicoterapeutico può amplificare e rendere più efficace e consapevole. Ferenczi, in particolare, sottolinea la funzione riparativa che il sogno svolge nello sciogliere vissuti traumatici nel sognatore. 3.3 Raccontare i propri sogni. Al di là della qualifica di chi li può accogliere, è già importante, per il sognatore, poter raccontare i propri sogni. Pare che il buon livello di salute mentale registrato tra i pellerossa sia riconducibile anche alla abitudine delle madri di farsi raccontare i sogni dai loro piccoli al risveglio. Di qui l uso dell acchiappasogni, quella retina giocosamente utilizzata per impedirle che si involino senza averli prima accolti ed assimilati. Un usanza, questa, che ritroviamo in molti genitori che abitualmente si soffermano a farsi raccontare i sogni dai propri figlioletti e che esprime generalmente un livello ammirevole di confidenza nella comunicazione genitori-figli. La semplice narrazione dei contenuti onirici rappresenta un'opportunità di rispecchiamento della parte cosciente sui contenuti inconsci (o di cui non siamo ancora consapevoli) che facilita di per sé la familiarizzazione ed il contatto con gli stessi. Seppure la comprensione di tali contenuti non sia sempre chiara, è comunque utile favorire il processo dello stare con tali contenuti dal momento che sono emersi. Come sintetizza Pio Scilligo nel suo I sogni, una guida al futuro (1988) Un passaggio fondamentale è quello di invitare il cliente a raccontare il sogno così come lo si è sognato, in prima persona, usando i verbi al presente, come se chi ha sognato rivivesse il sogno in prima persona nell hic et nunc. Mentre il cliente racconta il sogno, il compito del terapeuta è quello di sentire il sogno a livello emotivo in modo da immedesimarsi con esso e cogliere quello che suscita in se stesso, pur mantenendo una distinta posizione di osservatore oggettivo ed empatico. Questa modalità d ascolto risulta funzionale nel formulare delle prime ipotesi di lavoro a partire anche dalla propria intuizione. Finita l esposizione del sogno, è importante chiedere al sognatore quale è il sentimento dominante alla conclusione del sogno e quali sono stati due o tre punti particolarmente salienti e importanti per lui. Il modo di sentire empaticamente e i punti salienti individuati dal sognatore possono dare una prima conferma o smentita a quanto il terapeuta ha sperimentato, connettendosi personalmente con il materiale onirico. 3.4 L'immaginario onirico, inteso come poiesis. Il sogno rappresenta una mirabile creazione autogena della coscienza, ha una sua ricchezza ed originalità che merita attenzione e contemplazione prima ancora di essere ricondotta alla sua intelligibilità attraverso gli schemi della logica concettuale. Come davanti ad una produzione artistica di carattere figurativo o musicale si tratta innanzitutto di assorbire l'impatto sensoriale ed emozionale dell'opera, prima di tentarne una comprensione, così di fronte alla autopoiesi onirica è fondamentale esporsi emozionalmente ai contenuti prima di cercare di operarne una analisi e cercare di tradurla (per Freud trasdurla ) in una comprensione. Per Perls (1980, 76): Ogni sogno è un opera d arte, più di un romanzo o di una commedia grottesca. Che si tratti di arte valida oppure no, questa è tutt altra faccenda, ma c è sempre un gran movimento, scontri, incontri, ogni genere di cose. Se dunque questa mia convinzione è nel giusto, come ovviamente penso che sia, tutte le diverse parti del sogno sono frammenti della nostra personalità. 6

7 3.5 Il sogno come gestalt. Un lavoro attento sul sogno evidenzierà a mio parere senza eccezioni come gli elementi che lo compongono non sono assemblati in modo casuale e senza una logica interna che ne rivelerà, appunto, la gestalt intesa come quella forma-struttura che è più della somma delle parti che la compongono. La morfogenesi onirica, in altre parole, manifesterà quella struttura che darà senso a tutti gli elementi che convergono a comporla. Si tratta, in altre parole, di una reale creazione di cui spesso non possiamo sottovalutare la componente artistica in termini di genialità e fantasia ben al di là di quanto la nostra immaginazione cosciente avrebbe potuto immaginare. Il sogno rappresenta quindi una gestalt in sé per usare un termine caro a Perls che, nel suo In and Out the Garbage Pail (1968) cerca di esprimere qualcosa che lui stesso percepisce come inesprimibile: una gestalt è un fenomeno irriducibile. E' un'essenza che c'è e che sparisce se si frammenta il tutto nelle sue componenti. Giungeva alle stesse conclusioni, interrogandosi sul significato di Gestalt, Koffka (1935) a conclusione della sua opera poderosa sulla Psicologia della Forma con una sintesi che colpisce ancora per la sua forza definitoria La parola "Gestalt" designa un'entità concreta e individuale, che esiste come qualcosa di staccato e che ha come uno dei suoi attributi la forma, o configurazione" e per Kohler, (1929) Una Gestalt è perciò un prodotto dell'organizzazione e l'organizzazione è il processo che produce la Gestalt. 3.6 La gestalt onirica come fenomeno naturale ed il processo della gestaltung. Alla domanda se non esiste dunque la possibilità di un orientamento ontico nel quale il dasein manifesta se stesso, comprensibile senza spiegazioni? Perls non esita a rispondersi con un Gestalt! Come posso far capire che la Gestalt non è solo un altro concetto fabbricato dall'uomo? Come posso dire che la Gestalt è qualcosa che è inerente alla natura?. Sembra qui di alludere alla Gestalt come a qualcosa che inerisce la struttura stessa della realtà, la natura delle cose (concetto che richiama il De rerum natura di Lucrezio ed, ancor prima, il peri phiseos dei filosofi presocratici). Se sappiamo vederla, in altri termini, una gestalt non ha bisogno di essere interpretata, ma semplicemente accolta. Lo stesso universo, ai diversi livelli nei quali si esprime, può essere visto come un universo morfogenetico che non evolve in modo caotico ma attraverso forme-strutture. Concetto, questo, anticipato da un mio contributo su ma che trova nelle Metamorfosi di Ovidio un prestigioso e mirabile antecedente. Il termine gestalt, a ben vedere, non è appropriato dal momento che indica una struttura-forma nella sua staticità. Più corretto sarebbe chiamare gestaltung tale processo morfogenetico che di fatto indica un processo in movimento che, in qualche modo, rimanda al panta rei di Eraclito. Tale processo viene attualmente definito autopoiesi. Un processo molto complesso e misterioso di cui cominciamo solo ora a conoscere le leggi che possono giustificare il passaggio da atomi semplici a strutture molecolari più complesse ma sappiamo ancora molto poco dei passaggi evolutivi che hanno portato dalla materia inanimata alla formazione di materiale organico e alla evoluzione delle forme viventi. Viene il sospetto che il processo che sottende la aggregazione della materia secondo direttrici così complesse implichi un disegno intrinseco la cui origine è veramente difficile spiegare. La fenomenologia sconfina quindi nell ontologia e la possibilità di descrivere si arresta di fronte all indescrivibile. Se la ipotesi creazionista appare semplicistica appare del resto inadeguata l ipotesi che le forme di vita siano frutto di del caso. 3.7 Oltre il caso e la necessità? Nel suo famoso saggio su Il caso e la necessità il premio Nobel Jaques Monod ha sottolineato l elemento del caso nel contribuire ai processi evolutivi della materia organica. Nelle sue riflessioni filosofiche, a partire dalle sue esperienze di scienziato, egli sostiene come alle leggi immutabili della natura, sia a livello inorganico che organico, si associa un fattore di tipo casuale che tuttavia, lungi dal potersi considerare un mero accidente che viola le leggi immutabili, rappresenta l elemento di innesco per i fenomeni di cambiamento e potenziale evoluzione. Alla visione di Monod reagiscono infatti Prigogine e Stengers (1981) nel saggio La nuova alleanza dove sostengono la tesi per la quale i fenomeni, anche ad un livello materico ed inconsapevole, siano comunque espressione di un groviglio irriducibile di contingenze e di necessità e non di un miracolo di contingenza entro l edificio granitico della necessità (da Monod, op. cit., p. XV). Il Cosmo sarebbe quindi intelligente, come suggerisce P. Davis (1989, p. 261) per il quale L universo è libero di creare se stesso mentre si evolve. Lo schema generale di sviluppo è predestinato ma non lo sono i dettagli. Così è inevitabile ad un certo punto la comparsa della vita intelligente, perché ciò è scritto nelle leggi della natura (da Zerbetto, 2002). Da queste considerazioni possiamo arguire come anche i processi morfogenetici che si rispecchiano nella poiesis onirica possano derivare da elementi casuali che prendono forma grazie a schemi processuali non casuali che regolano le leggi dello psichismo (sulla Mitopsicopoeiesi vedi anche Zerbetto 2012). 3.8 Un approccio esistenziale. Dando la parola a Perls La terapia gestaltica è un approccio esistenziale; questo significa che non ci occupiamo soltanto di trattare con i suoi sintomi o con la struttura caratteriale, ma sono l esistenza e i problemi dell esistenza ad essere trattati nei sogni e con estrema chiarezza (1968, p.75). Un espediente spesso utilizzato in TDG è quello di chiedere al cliente di ri-raccontare il proprio sogno spezzettandolo in 7

8 brevi sequenze a cui far seguire la frase questa è la mia vita. E stupefacente constatare come spesso, pur trovandosi di fronte a contenuti onirici incomprensibili all inizio della narrazione, spesso gli stessi disvelano il loro senso in modo chiaro ed immediatamente accessibile a mano a mano che il sognatore si apre ad accoglierli come riflessi autentici del sé e non come elementi estranei e, di conseguenza, incomprensibili. 3.9 La autoregolazione organismica. Coerentemente alla impostazione autoregolativa ed autoplastica della visione gestaltica, anche i contenuti di coscienza esprimono il processo morfogenetico teso alla configurazione dei dati esperienziali in gestalten significanti. La tendenza fondamentale dei viventi alla crescita trova un antecedente nella funzione della autoregolazione organismica introdotta da Kurt Goldstein (1939). Tale concetto implica una continua negoziazione tra individuo e ambiente tendente alla attualizzazione delle risorse potenziali ed al raggiungimento di una situazione di equilibrio energetico. Tale principio rappresenta forse l assunto epistemologico fondante dell approccio gestaltico e fa dire a Perls (1951) "L'organismo sano raccoglie tutte le proprie potenzialità per la gratificazione dei bisogni in primo piano. Immediatamente, appena un compito è terminato, recede sullo sfondo e permette a quello che nel frattempo è diventato il più importante di venire in primo piano. Questo è il principio dell'autoregolazione organismica" Il principio auto-realizzativo. Coerentemente a quanto riportato e commentando la nota espressione di Gertrude Stein «una rosa è una rosa, è una rosa» Perls (1968, p. 23) asserisce come «ogni individuo, ogni pianta, ogni animale, ha solo una meta implicita, un ruolo obiettivo innato: attualizzarsi per quello che è!». In una visione olistica di interazione tra i diversi livelli di complessità tra loro circolarmente interagenti Perls introduce il concetto di naturalità biologica intendendo con questo termine non solo gli accadimenti della sfera organica, bensì i diversi livelli di complessificazione che, in una dimensione comunque di sostanziale omogeneità ed isomorfismo, ne derivano. "Se le attività psichiche e fisiche sono dello stesso ordine, possiamo osservare entrambe come manifestazione dello stesso fenomeno: l'essere dell'uomo". (ibid., p. 85). Il sogno, coerentemente con questa concezione, viene quindi considerato come uno strumento che si struttura in modo autogeno teso alla attualizzazione delle potenzialità immanenti dell individuo. Di qui la vicinanza con il concetto di daimon della tradizione filosofico-sapienziale greca ed il concetto junghiano di guida interiore nella sua funzione di rettifica nei confronti delle deformazioni autopercettive dell Ego Il potenziale umano. Coerentemente alla concezione della Psicologia umanistica, di cui la TDG è espressione, Il processo di crescita che un intervento di psicoterapia è chiamato a facilitare dovrebbe svolgere una funzione riparativa (secondo il paradigma di Ferenczi), di qualcosa che presumibilmente non ha funzionato nel processo educativo (inteso etimologicamente come e-ducere, come accompagnamento da una condizione infantile ad una condizione adulta). Ciò che veniva considerato solo un disturbo da eliminare (depressione, angoscia, senso di colpa, senso di inferiorità) viene reinterpretato dalla psicologia umanistica come un segnale di lotta interna verso una qualità di vita più alta. Il terapeuta si avvicina ad un disagio non come ad un male da eliminare, ma come ad un messaggio da decodificare, meglio se investendo in questa ricerca lo stesso portatore del disagio che da paziente può diventare soggetto e protagonista attivo del processo di auto-conoscimento e cura del sé. Si può essere liberi di essere ciò che si vuole solo riconoscendosi come vero protagonista e modellatore della propria vita (Maslow 1971). La nevrosi, quindi, esprime di fondo una interruzione nel processo di crescita e di autorealizzazione dell individuo. La stessa parola nevrosi, per Perls è inappropriata. La uso anch io, ma si dovrebbe parlare di disturbo della crescita (1968, p.36). la cura, in tal senso, equivale alla attualizzazione del potenziale umano inteso come condizione di adultità ed individuazione, per usare un termine caro a Jung, al quale le istruzioni del sogno danno un formidabile contributo se sapute accogliere e decodificare. 8

9 Scuola e dintorni (a cura di: Antonella Chieffo Ciclo di incontri di presentazione del CSTG Il Centro Studi terapia della Gestalt promuove un ciclo di incontri sulle più attuali prospettive di intervento nel campo della psicoterapia. Gli incontri si propongono di offrire a quanti interessati la possibilità di entrare in contatto con alcune esperienze portate avanti in questi anni sia da terapeuti esperti, professori associati della scuola, che da giovani didatti. Calendario degli incontri 2014 settembre - Le parole della Gestalt per l interculturalità. Luisella Imparato e Filippo Petrogalli 19 settembre - Psicoterapia della Gestalt: gli inizi nell ambiente artisticoculturale della New York degli anni 50. Sara Bergomi 10 ottobre - La violenza sulle donne e la resilienza. Donatella de Marinis e Michela Parmeggiani 1 novembre - Lutto e perdita nella prospettiva Gestaltica. Silvia Ronzani e Edward Callus 5 dicembre - Il contributo della gestalt alla psicologia scolastica. Anna Fanetti e Filippo Petrogalli CSTG Via Mercadante 8 Milano (MM Loreto) Il CSTG è co-fondatore della Federazione Italiana di Scuole e Istituti di Gestalt (FISIG), membro della Associazione Europea di Gestalt Terapia (AETG), Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia-FIAP e della European Association for Psychotherapy (EAP). Gli incontri sono aperti e gratuiti (ore 20.00) Nel corso della serata è previsto un rinfresco per l inaugurazione del percorso di incontri di promozione del CSTG. Per informazioni:

10 PROSSIMI EVENTI PROMOSSI DAL CSTG nel 2014 Presso la sede dei Programmi residenziali a Noceto (Via di Grotti-Bagnaia Ville di Corsano, Siena) luglio RICCARDO ZERBETTO con la partecipazione di PRIMO LORENZI, Seminario intensivo sul mito, con particolare attenzione a Oreste, Arianna ed Afrodite luglio RICCARDO ZERBETTO, Psicoterapeuta didatta ord. FISIG e Direttore del CSTG, Mito, archetipi e sogno con la partecipazione di GIORGIO ANTONELLI 29 luglio - 3 agosto RICCARDO ZERBETTO con DANIELA SANTABBONDIO e ANDREA BALLATI Inner healing: le nostre ferite primarie e le dipendenze affettive 3 8 agosto ANURAG DAVID HEY, Laureato in Scienze Sociali e Conduttore di seminari su dipendenze affettive, Essenza, Enneagramma e Meditazione e DISHA DANIELA SANTABBONDIO Professional Counsellor e Psicoterapeuta EAP, Ritiro di ricerca interiore e alleggerimento dietetico DAL 4 agosto la struttura residenziale di Noceto è a diposizione per - periodi di riposo e studio autogestiti per gli allievi (Soci aderenti al CSTG) - Programmi personalizzati di riposo, meditazione e disassuefazione da forme diverse di dipendenze (affettive, tabacco, alcol, psicofarmaci, gioco d'azzardo, internet) con programmi personalizzati o condivisi con lo staff di Orthos (Programma CLEAN: all'origine delle nostre dipendenze). Segue programma più dettagliato 10

11 Laboratorio su sogno, mito e archetipi Il sogno è una specie di attacco frontale al cuore della nostra non-esistenza F. Perls Il sogno rappresenta l'appagamento allucinatorio di un desiderio..s. Freud Abbiamo trasformato gli dei in malattie C.G. Jung Percorso tra Gestalt e psicologia archetipica condotto da Riccardo Zerbetto con la partecipazione di Giorgio Antonelli Il workshop teorico-esperienziale, che rappresenta ormai un appuntamento annuale alla sua sesta edizione, prevede un lavoro sui contenuti onirici presentati dai partecipanti in un ottica gestaltica con integrazioni teoriche in una prospettiva freudiana, junghiana e hillmaniana. Verrà approfondito il tema della dimensione immaginale e della psicologia archetipica e verranno tratteggiati, nello specifico, i grandi archetipi (divinità olimpiche) della tradizione greca con applicazione nel lavoro clinico della prospettiva gestaltico-archetipica. Sede e orario: Il workshop, di 30 ore, è accreditabile per il Master su Dreamwork e mondo immaginale promosso dal CSTG e si svolgerà presso il nostro Portico del sognatore presso il Podere di Noceto (Ville di Corsano), Via di Grotti-Bagnaia 1216, da mercoledì 23 luglio ore 20,00 a domenica 27 luglio ore 13, Last call Costo : 320 euro comprensivi di vitto e alloggio e 260 per i soci-aderenti al CSTG. Dal 21 al 24 si terrà un seminario intensivo sul mito con la partecipazione di Primo Lorenzi, psichiatra e autore di Donne e Dee (Alpes Italia Ed.). Verranno affrontati, sempre in un ottica teorico-esperienziale, i miti di Arianna, di Oreste e la figura di Afrodite. Il costo è di 300 euro. Per l intera settimana dal 21 al 27 il costo è di 630 euro. Conducono il seminario: Riccardo Zerbetto, psichiatra, direttore Centro Studi Terapia della Gestalt Giorgio Antonelli, psicoanalista junghiano, già presidente della Associazione di Psicologia e letteratura fondata da Aldo Carotenuto 11

12 Inner Healing Ritiro di guarigione interiore sulla ferita narcisistica e la dipendenza affettiva Riccardo Zerbetto con Daniela Santabbondio e Andrea Ballati Podere Noceto (Siena) dal 29 luglio sera al 3 agosto 2014 Prosegue nella sua terza edizione questo appuntamento annuale sulla ricerca della guarigione interiore. Un seminario dedicato a noi stessi, al prenderci cura di quel qualcosa che rimane fonte di inquietudine e a cui spesso non sappiamo dare un volto o una motivazione accessibile alla coscienza ordinaria. Un occasione per dedicare ad una possibile ferita antica, ad una esigenza profonda rimasta insoddisfatta o ad un nucleo di solitudine, quella attenzione e quella cura che forse ci chiede da tempo di essere accolta. Particolare attenzione verrà riservata al lavoro gestaltico sul trauma inteso come ferita del sé e della sua immagine, alla violazione dei nostri confini e al disturbo delle funzioni di contatto. L accompagnamento ad un lavoro di rievocazione drammatizzata consentirà di attualizzare il vissuto e superare la condizione vittimizzata e confusivo-collusiva, andando verso la riappropriazione delle possibilità di scelta e di una più consapevole relazione Io/Altro. Conducono il seminario Riccardo Zerbetto, psichiatra e psicoterapeuta, direttore del CSTG e formatosi nella Terapia familiare, nella Caratteroanalisi reichiana e nella Primal reintegration con William Swartley Daniela Santabbondio Professional Counsellor formatasi presso il CSTG e L Ecole Parisienne de Gestalt (con certificato europeo di psicoterapia) specializzatasi in dipendenze affettive e pratiche di consapevolezza Andrea Ballati, psichiatra e psicoterapeuta, didatta associato del CSTG, omeopata, già aiutodirigente in servizi di salute mentale e cultore di medicine naturali e da 18 anni di sciamanesimo buriata con Nadia Stephanova La struttura del seminario prevede: - yoga con Mabel Pradelli, insegnante di Kundalini Yoga certificata IKYTA, meditazione e lavoro psico-corporeo - un lavoro gestaltico sul sogno, sulle funzioni di contatto e del sé - un periodo di riposo dalle alle con possibilità di fare un bagno, in loco o nelle vicinanze - lavoro sugli unfinished buisness (nodi irrisolti) con tecniche di regressione e psicodramma gestaltico alla ricerca di quei nuclei irrisolti del bambino interiore che ancora ci legano ad un passato impedendoci di vivere più pienamente il presente interferendo, in particolare, sulla qualità delle nostre relazioni intime. Particolare cura verrà dedicata all'alimentazione con la collaborazione di Jennifer Tessa Cantù, dieto-naturopata, nella linea di Corpo e Immagine (www.corpoeimmagine.it) Sono previste sessioni individuali con Mabel Prandelli Reiki, Theta Healing, tecniche di massaggio, di rilassamento, di attivazione energetica e sciamanesimo della tradizione Lakota. Last call: Il costo per il seminario è di 560 euro (450 per i soci-aderenti del CSTG) con 100 euro in più per chi arriva il 27.7 sera. Per informazioni: Centro Studi di Terapia della Gestalt (www.cstg.it): o Sulle dipendenze affettive. Daniela Santabbondio. cell Noceto, Via di Grutti-Bagnaia 1216 di Ville di Corsano (Monteroni d Arba) cell

13 RITIRO DI RICERCA INTERIORE E ALLEGGERIMENTO DIETETICO Anurag David Hey e Disha Daniela Santabbondio ESSENZA e ADVAITA Podere Noceto (Siena) dal 3 agosto sera al 8 agosto 2014 Si volge per il terzo anno consecutivo, fra le colline toscane, questo seminario dedicato a noi stessi, al prenderci cura di quel qualcosa che rimane fonte di inquietudine e a cui spesso non sappiamo dare una chiave di lettura da un punto di vista della coscienza ordinaria. Un occasione per dedicare al nostro vero Sé quel riconoscimento che rimane spesso sopito nella frenesia del quotidiano in una vita improntata più nel fare che all'essere. Portando un ascolto attento al giudice interiore contatteremo quello spazio che si rivela appieno quando cessa la costante e spesso opprimente attività della mente. Con riferimento al lavoro del Diamond Approach(di Faisal e Almaas) approfondiremo le qualità essenziali, quest'anno nello specifico le qualità della fiducia e dell'autenticità. Un lavoro profondo e trasformativo che va a toccare diverse dimensioni del nostro essere. Il programma specifico di alleggerimento dietetico, diretto dalla nutrizionista e naturopata Jennifer Tessa Cantù, sarà parte integrante del seminario, La struttura del seminario prevede: - 1 ora al giorno di yoga con Mabel Pradelli,insegnante di Kundalini Yoga certificata IKYTA - meditazioni da diverse tradizioni. - lavoro di indagine psicologica e spirituale della nostra realtà interiore e di integrazione delle nostre qualità essenziali. - un periodo di riposo dalle alle con possibilità di fare un bagno, in loco o nelle vicinanze -esplorazione dei 3 diversi livelli di consapevolezza -lavoro sulle funzioni di contatto e del sé Per chi lo desiderasse è possibile prenotare sessioni individuali con Mabel Prandelli(Reiki, Theta Healing, tecniche di massaggio, di rilassamento, di attivazione energetica e sciamanesimo della tradizione Lakota). Il costo per l intero seminario è di 700 euro Per informazioni: Disha Daniela Santabbondio cell Noceto, Via di Grotti-Bagnaia 1216 di Ville di Corsano (Monteroni d Arba) Disha Daniela Santabbondio Professional Counsellor, si è formata presso il Centro Studi Terapia della Gestalt a Milano e L Ecole Parisienne de Gestalt a Parigi, conseguendo l European Certificate of Psychotherapy. Si è specializzata nel corso degli anni nell ambito delle dipendenze affettive. Porta nel suo lavoro l'esperienza della sua pratica clinica unita a lunghi soggiorni India dove ha sviluppato una visione di guarigione globale dell'uomo che integra il livello mentale, quello spirituale e quello fisico- emotivo. Anurag David Hey Laureato in Scienze Sociali all Università del Michigan (Usa).Consegue il Master in Programmazione Neuro- Linguistica (PNL) presso l Università della California e il Master in Ipnosi Ericksoniana. Si è formato con lo psichiatra Thomas Trobe in Codipendenza e problemi di coppia. E stato per molti anni DIamond Logos teacher, Conduce gruppi e seminari su dipendenze affettive, Essenza, Enneagramma e Meditazione. E' scrittore di saggi su sviluppo personale e crescita spirituale. Fra le sue pubblicazioni il libro I nove colori dell anima e Travels in Consciosness. Per informazioni: Centro Studi Terapia della Gestalt CSTG tel Per sistemazioni logistiche: o contattare Francesco cell

14 Programma CLEAN a Noceto Il Programma CLEAN prevede una o più settimane, a seconda delle esigenze, destinate a favorire una messa a punto del proprio Progetto di vita vuoi sotto il profilo esistenziale (processi di cambiamento in tema di rapporti affettivi, costellazione valoriale, scelte in ambito lavorativo) che della revisione sullo stile di vita, (regime dietetico, ritmo sonno-veglia), dipendenze comportamentali (affettive, gioco d azzardo, Internet, lavoro compulsivo etc.) o da sostanze (legali, illegali o alcol). Sul modello acquisito in otto anni di ricerca e di sperimentazione conseguito attraverso il Progetto Orthos sul gioco d azzardo (www.orthos.biz) e sul tema dell alleggerimento ponderale (www.corpoeimamgine.it) si è sviluppata la innovativa metodologia di intervento definita come Modello PRIMA (Psicoterapia Residenziale Intensiva Mirata per Area) elaborato da Riccardo Zerbetto e che si fonda sui seguenti presupposti: Una impostazione professionale che si fonda su un approccio di psicoterapia e counseling coerente (nel nostro caso la Gestalt Terapia) seppure con integrazioni a discipline organicamente integrabili per presupposti epistemologici e strumenti applicativi (www.cstg.it) Un periodo definito del tempo e che, in genere, si tende a far rientrare in un massimo di tre settimane. Tale intervento intensivo in ambito residenziale si integra, laddove ritenuti utili, con alcuni incontri di verifica e consolidamento dei risultati L utilizzazione nei programmi più strutturati - di un insieme di ingredienti primari come: lavoro di gruppo ad orientamento gestaltico, body work, pratica di auto osservazione e consapevolezza (che utilizza indicazioni di derivazione meditativa del Vipassana, dello Zazen etc.), ArteTerapia (danzamovimento terapia, tecniche espressive, drammatizzazione, fotografia o altro a seconda degli ambiti clinici esplorati), analisi del carattere nella prospettiva degli Enneatipi, Dreamwork e rispecchiamenti archetipici, approccio rigorosamente esperienziale e maieutico Vita comune intesa come partecipazione attiva alla cura di sé stessi e del gruppo sotto forma di cura degli ambienti, della preparazione del cibo e dell utilizzazione degli spazi liberi. Mantenimento di un contatto tra i partecipanti ed eventualmente con i terapeuti al fine di monitorare i risultati e, obiettivo non meno importante, di consolidare una valida relazione interpersonale. Privilegio riservato alla qualità della relazione interpersonale sul risultato immediato sul sintomo. Lo stesso infatti, nell esperienza raccolta sinora, è indice spesso di scarso nutrimento nelle relazioni umane (e quindi di disregolazione affettiva come attualmente viene definita in ambito scientifico). De-enfatizzazione dell aspetto sanitario a favore della componente psicologica e, più propriamente, psicoterapeutica. Co-essenziale al modello PRIMA è la fruizione di un ambiente che si presenti come accogliente, stimolante, personalizzati e godibile. Le settimane di CLEAN, al di là di interventi su specifiche problematiche, sono anche previste per: ospitare Persone che possono beneficiare di un periodo di riposo in presenza di un contenitore accogliente che garantisce, con una successione di interventi programmate: spazio meditativo e di lavoro corporeo al mattino e di lavoro di gruppo nel pomeriggio-sera. Dalle 11 alle 17 spazio per iniziative autogestite di studio, di riposo o di lavoro che, se fatto per Noceto, va a compensazione (totale o parziale) del costo per l ospitalità. Cooordinatore del Programma CLEAN è Riccardo Zerbetto con la partecipazione di Colleghi che verranno indicati sul sito nelle settimane mensili programmate. Per informazioni, scrivere a: 14

15 CSTG OPEN DAYS 2014 PSICOTERAPIA DELLA GESTALT Venerdì 19 settembre - ore 14:30-20:00 RICCARDO ZERBETTO - Transfert e relazione intersoggettiva nella psicoterapia della gestalt Venerdì 26 settembre - ore 14:30-20:00 RICCARDO ZERBETTO - L Ombra ed il lavoro sulle polarità Venerdì 10 ottobre - ore 14:30-20:00 DONATELLA DE MARINIS - Supervisione clinica sulle esperienze di tirocinio Venerdì 14 novembre - ore 14:30-20:00 RICCARDO ZERBETTO - Dall'analisi interminabile al concetto di crescita Sabato 15 novembre - ore 09:30-13:30 RICCARDO ZERBETTO - Disturbi di personalità con tratti ossessivo-compulsivi Sabato 29 novembre - ore 09:30-13:30 RICCARDO ZERBETTO - La relazione terapeutica come fattore di cura Venerdì 12 dicembre - ore 14:30-20:00 RICCARDO ZERBETTO Il daimon ed il percorso di realizzazione personale in psicoterapia COUNSELING A ORIENTAMENTO GESTALTICO Sabato 13 settembre, ore 09:30-18:30 VALTER MADER Il corpo nel conflitto Sabato 20 e domenica 21 settembre, ore 09:30-18:30 RICCARDO ZERBETTO Mitopoiesi ed archetipi Sabato 27 e domenica 28 settembre, ore 09:30-18:30 RICCARDO ZERBETTO e DONATELLA DE MARINIS Introduzione all Enneagramma Domenica 26 ottobre, ore 09:30-18:30 SARA BERGOMI La narrazione nel counseling Sabato 8 novembre, ore 09:30-18:30 D. DE MARINIS e G. AGLIATI Fame e aggressività: la relazione con il cibo INDISPENSABILE LA PRENOTAZIONE PRESSO LA SEGRETERIA CSTG

16 Eventi Dare Corpo A cura di: Alessandra Callegari, Donatella De Marinis, Valter Mader, Giovanni Montani, Cristina Tegon, Riccardo Zerbetto Gli Enneatipi, il movimenti del Qi e il sistema posturale (7) Di Giovanni Montani SETTE La gola, la ciarlataneria e la personalità narcisistica Il termine gola assume significati che vanno al di là del letterale, e si intende una generica passione per il piacere che allontana l individuo dalle sue potenzialità di autorealizzazione in quanto si frappone come ostacolo ad una ricerca di profondità. Anche il termine ciarlatano usato da Ichazo deve essere compreso al di là del significato letterale e cioè, come persona che affronta il mondo con la strategia delle parole e delle buone ragioni, che manipola usando l intelletto. Il goloso è anche un sognatore che prende (e presenta) i sogni per la realtà; inoltre, surrettiziamente, dà ad intendere di sapere molto di più di quanto non sappia in realtà. A differenza dell Uno e del Tre che sono rigidamente pianificatori, il Sette è si pianificatore, ma capace di svolte repentine che ricordano l astuzia della 16

17 volpe di La Fontane, che il goloso incarna molto bene (desidera l uva ma rendendosi conto che è inaccessibile, decreta che era cattiva e acerba e se ne va). Ciò che contraddistingue questo carattere non è la ricerca del di più o della perfezione, ma la ricerca di ciò che è inaccessibile e bizzarro, la ricerca della varietà, dell avventura, della sorpresa e dell isola che non c è. Nel DSM III la sindrome del Sette viene definita narcisistica, anche se bisogna sapere che altri autori hanno usato questo termine anche per personalità diverse, ad esempio Lowen nel suo libro sul narcisismo (Il Narcisismo, l identità negata, Feltrinelli, 2013, Milano), dove i casi trattati corrispondono all enneatipo TRE. Questa annotazione di Naranjo ci dice come è difficile classificare in maniera precisa un enneatipo visto che aspetti di ognuno di essi sono assimilabili ad altri enneatipi, come la sindrome narcisistica. Naranjo, nell analizzare gli antecedenti nella letteratura psicologica, pone l attenzione su ciò che sostiene Schneider circa l individuo Sette, che definisce labile : Sensibile, molto influenzabile dal monde esterno non depresso, ma soggetto di tanto in tanto a eccessi di tristezza e di irritazione.. si sazia facilmente delle cose e altrettanto facilmente se ne stanca. Sembra in preda all irrequietezza.., a un desiderio impulsivo di varietà e di novità... Sugli eccessi di tristezza e irritazione Delisle ci dice: Quanto al ritiro si tratta spesso di una posizione abbastanza ansiogena per due ragioni. Innanzitutto perché priva di gratificazione narcisistica, nel ritiro lo specchio rappresentato dagli altri scompare. Inoltre, il ritiro fa risorgere l esperienza del vuoto interiore, che non può essere sentito se non quando le luci della ribalta sono spente.. (G.Delisle, I disturbi della personalità, 1992, Sovera, Roma, pag. 100) Già da queste descrizioni possiamo trarre informazioni circa la circolazione del Qi e il movimento di esso nell enneatipo Sette. Inoltre Delisle, circa la personalità narcisistica ci dice cose interessanti sulla sua mobilizzazione energetica: La personalità narcisistica è, in generale, abbastanza energizzata. Si può perfino dire che sia espansiva, senza per questo offrire la teatralità dell istrione (Ibidem, pag. 100) Perciò possiamo dedurre che il tipo Sette sia un individuo dotato di energia e di un Qi che si muove, infatti osservando un enneatipo Sette possiamo dire che esso non da l impressione di una carenza di Qi, ma esso scorre in modo incostante, non armonioso per cui anche per lui avremo un problema a carico del Qi del Fegato con ristagno, circa depressione e tristezza e risalita verso l alto per l irritazione oppure di una circolazione a strappi riguardo agli stati di ansia e angoscia. Il tipo Sette è un grande consumatore di Qi. Anche Millon sulla personalità narcisistica dice: Il narcisismo porta nel comportamento sociale di queste personalità calma e sicurezza di sé La loro aria, in apparenza tranquilla e compiaciuta, viene considerata sia come segno di serena equanimità sia come una manifestazione di sfacciataggine.sembra che ai narcisisti manchi l umiltà e che essi siano egocentrici e meschini.e tipico in loro, anche se in genere non intenzionale, sfruttare gli altri, trascurarli e pretendere di essere serviti e riveriti senza dare in cambio granché Il suo senso di superiorità è più manifesto e presente alla consapevolezza dell individuo, mentre il senso di inferiorità è nascosto, negato e rimosso. Prosegue Millon: L opinione del proprio valore personale è talmente radicata nella loro mente che ben di rado ne mettono in discussione la validità I narcisisti non pongono limiti alle loro fantasie e lasciano che la loro immaginazione voli libera, non soggetta dai limiti posti dalla realtà o dalle opinioni altrui. Tendono ad esagerare le proprie capacità, a trasformare con grande libertà i fallimenti in successi.provano un diffuso senso di benessere e manifestano umore inebriante e ottimismo di prospettive. Il tono affettivo è rilassato se non addirittura allegro e spensierato. Ma se il pallone si sgonfia, si osserva un rapido cambiamento nel senso di un irritabilità tagliente e di un fastidio per gli altri, o di ripetute crisi depressive in cui essi si sentono vuoti e umiliati. Perciò ciò conferma l instabilità della circolazione energetica del Sette, questo fare ed esagerare nelle proprie capacità porta ad un consumo del Qi profondo, il Qi del Rene per cui è come, facendo un paragone, se ci trovassimo di fronte ad un fuoco di paglia che brucia subito e non è duraturo come quello del fuoco del ceppo che è costante e dura nel tempo. Il Sette è un individuo non solo di larghe vedute, ma anche dedito all esplorazione: la ricerca di nuove esperienze lo porta ad avvertire un qui insoddisfacente e un altrove pieno di promesse. Tuttavia la gola e l insaziabilità dell ingordo, si nascondono dietro ad un apparente soddisfazione; la frustrazione si nasconde dietro l entusiasmo, un entusiasmo che sembra compensare la scontentezza implicita nello spostamento dei valori da qui ad altrove. L anticonformismo è una caratteristica del Sette ed anche qui vediamo l ideale spostarsi su una visione utopica, futurista e innovativa. E come in tutti i caratteri nevrotici, la virulenza dell ideale milita contro la consapevolezza e il benessere dell individuo reale. 17

18 Due tratti inseparabili della costellazione del piacere, tipica del goloso sono l evitamento della sofferenza e la permissività edonistica, che insieme contraddistinguono questa personalità. Intrinsecamente a questi troviamo la permissività in genere e l autoindulgenza. Si intende anche permissivismo verso gli altri che, a volte, diviene complicità quando il goloso, con fare seduttivo, si allea con i vizi altrui. Nell autoindulgenza troviamo il suo tratto da viziato, che si sente OK e che ha il diritto di ottenere qualsiasi gratificazione, inoltre il suo ottimismo fa del mondo un luogo sempre bello da vivere dove l appagamento dell individuo è sostenuto da una visione del mondo in cui non esistono il bene e il male, la colpa, i si dovrebbe, i si deve, o il bisogno di fare qualsiasi sforzo, perché basta godere e se sei abile a provare piacere riesci a farlo anche senza azione. Naranjo passa poi ad elencare le caratteristiche salienti del Sette: una mancanza di disciplina nei modi dilettanteschi del Sette. L indisciplina di questo carattere è la conseguenza di quanto sia importante per lui non rimandare il piacere e, a un livello più profondo si basa sulla percezione del rinvio del piacere come una mancanza di amore; egli infatti confonde il piacere e la soddisfazione con l amore. Ci parla dell investimento sulla fantasia e la tendenza a fare progetti e a vivere utopie che rientrano nei tratti caratteriali del goloso. Proietta nel futuro e nella fantasia la realizzazione immaginaria dei desideri come fuga dalla realtà della vita e palesa l insicurezza nell affrontare i rischi connessi alla realizzazione dei suoi desideri nel qui e ora trasferendoli su un aspettativa futura o nel piano immaginale. Energeticamente possiamo definire ciò come uno squilibrio generale del Qi tutto teso verso l alto e con poca energia verso il basso. Usando le parole di Lowen potremmo definire il tipo Sette una persona con poco Grounding: Gli individui che sono sospesi o distaccati non sentono questo contatto con il terreno perché i loro piedi sono relativamente insensibili. Sanno che i loro piedi toccano il suolo ma non hanno percezione del contatto. Hanno ritirato questa energia di eccitazione dalla parte inferiore del corpo come reazione alla paura. (A. Lowen, arrendersi al Corpo, Astrolabio, Roma, 1994, pag. 35) Lowen continua: Avere Grounding significa sentire i propri piedi sul terreno. Pressoché ogni adulto ha i piedi sul terreno, nel senso meccanico di sostegno e movimento. Ma nel contatto meccanico non si percepisce la relazione con il terreno o con la terra in modo vivo e significativo, e l'individuo non sente neanche che le sue relazioni con gli altri derivano dai sentimenti, più che dalle azioni. Una persona di questo tipo non sente neppure che il proprio corpo è vivo e carico di significato. Ha con il corpo lo stesso rapporto che ha con l'automobile, come se fosse un oggetto essenziale per la sua attività e la sua mobilità. Può prendersene cura come farebbe con l'auto, ma non si identifica con esso. Può essere una persona di grande successo, ma la sua vita è irreale. Può avere le soddisfazioni del potere e del denaro, ma non prova nessun sentimento di gioia. Non è radicato nella realtà (Ibidem, pag. 36) Perls sostiene che dietro ad ogni bravo ragazzo si nasconde un ragazzaccio dispettoso. Il Sette fa una certa confusione fra fantasia e realtà, progetti e realizzazioni, potenzialità ed adempimento. La sua simpatia è una facciata che nasconde l ansia, ha una dolcezza che nasconde l aggressività, una generosità che nasconde il suo fare appropriativo. La fraudolenza del Sette si riscontra nella simulazione del sapere e nella confusione fra mappa verbale e territorio. Questa sconnessione di consapevolezza e perciò anche di orientamento possono portare a squilibri del Qi della Milza e confermano la difficoltà del radicamento e orientamento come del principio di realtà, la difficoltà di Grounding. Come in altri caratteri, la passione dominante è alimentata, giorno dopo giorno, non soltanto dal ricordi della passata gratificazione o frustrazione, ma all interferenza che il carattere esercita su un funzionamento sano e sulla possibilità di realizzarsi. La golosità è il tentativo di riempire un vuoto. Il goloso maschera ad arte la carenza con una falsa abbondanza equiparabile a quella dell orgoglioso. In tal modo si viene agiti dalla propria passione senza piena consapevolezza. L insufficienza ontica non solo è all origine dell edonismo ( e dell evitamento del dolore), ma ne è anche conseguenza; infatti la confusione fra amore e piacere impedisce all individuo di cogliere il significato più profondo di quello emergente da un piacere immediato. L alienazione di questa persona dal suo vissuto profondo è una conseguenza del bisogno edonistico di sperimentare solo ciò che procura piacere. Il nostro Sette ha paura soprattutto dell amore profondo perché lo avverte come potenziale portatore di sofferenza innescando l automatismo dell evitamento della sofferenza potenziale rimanendo in superficie. Questa paura non è compatibile con la possibilità di vivere la propria vera vita. La manipolazione presuppone la perdita di contatto e di rapporto vero (per quanto ammantato di amabilità) un divorzio fra il sé e il senso di comunanza (per quanto bene il tipo Sette riesca a nasconderlo). Il richiamo esercitato sul goloso dalla dimensione fantasmatica, se da una parte è un tentativo per riempire il vuoto ontico, dall altra serve solo a perpetuarlo, perché nel tentativo di vivere nel futuro, nell arcano, 18

19 nell immaginario e nello straordinario, questo individuo si protegge dalla frustrazione di dover trovare un senso nel presente e nel reale. Dal punto di vista corporeo il tipo Sette ha uno sguardo vivo, energetico e un buon eloquio mentre per la corporeità troviamo una caratteristica tipica di questo numero specialmente nei tipi in cui l aspetto della gola, intesa come insaziabilità legata al piacere del cibo, è prorompente. Allora avremo persone massicce, debordanti, smodate nel mangiare. Per fare un esempio cito i ricordi di una famosa soprano, Mirella Freni, quando parlava di Luciano Pavarotti, in essi c era il suo stupore per il fatto che lui era capace di mangiare in un pasto decine di primi piatti, oppure vediamo un noto attore, Gerard Depardieu, con il suo fisico massiccio, e la sua figura energetica e prorompente, grande mangiatore, bevitore ed esperto di gastronomia. Ma l aspetto gola, come ci ha detto Claudio Naranjo, non si esplica solo nel cibo. Allora vedremo le caratteristiche comuni ai tipi Sette. Spalle contratte con iper sviluppo delle fibre dei muscoli di esse, una corazza muscolare spessa e resistente. Avremo, anche a seguito di questa corazza uno spasmo dei muscoli della schiena che può portare a dolori nella zona lombare. I muscoli delle gambe sono possenti e spesso contratti come in genere tutto il sistema muscolare anche se da l impressione di aspetto armonioso, possiamo perciò confermare che a fronte di un fisco che presenta muscoli tonici e sviluppati, con una postura ben piantata, in realtà il sistema si presenta fragile e perciò con uno scarso radicamento. Percorsi di crescita Sicuramente uno degli aspetti più importanti che l Enneatipo Sette deve coltivare è il qui ed ora, stare, non fuggire, entrare in contatto con le situazioni emotivamente più cariche di ansia e angoscia. La meditazione può essergli utile come un buon lavoro con il Grounding attraverso gli esercizi di Bioenergetica. Per sciogliere le tensioni un lavoro con lo stretching e lo Shiatsu lo aiuterà a ritrovare un equilibrio sulla sua circolazione del Qi. Gestalticamente un lavoro sulle parti in conflitto della sua personalità lo aiuterebbero ad accettare e vedere le sue parti conflittuali. Anche questo è sempre un lavoro che lo aiuterà a riequilibrare il suo Qi. Ottimo è lo sviluppo delle ginnastiche energetiche cinesi. Sono utili anche lavori di gruppo che lo portino a contatto con il mondo esterno e lo aiutino a stare anche nelle situazioni che possono essere conflittuali. Bibliografia Claudio Naranjo, 1994, Carattere e Nevrosi, Astrolabio, Roma, 1996 Claudio Naranjo, 1997, Gli Enneatipi nella Psicoterapia, Astrolabio, Roma, 2003 Gilles Delisle, 1991, I Disturbi della Personalità, Sovera, Roma, 1992 Alexander Lowen, Arrendersi al Corpo, Astrolabio, Roma, 1994 Alexander Lowen 1985, Il Linguaggio del Corpo, Feltrinelli, Milano,1999 Alexander Lowen 1975, Bioenergetica, Feltrinelli, Milano, 1985 Wilhelm Reich,1949, Analisi del carattere, SugarCo, Milano, 1973 Macioccia Giovanni, I fondamenti della Medicina Tradizionale Cinese, Ambrosiana, Milano, 2000 AIKI SHIATSU KYOKAI, dispense del corso di formazione professionale Newsletters CSTG, numeri dal 6 al 14, Segnalazioni IL DOLORE E LA BELLEZZA. ATTI DEL III CONVEGNO DELLA SOCIETÀ ITALIANA PSICOTERAPIA GESTALT FrancoAngeli editore Collana Psicoterapia della Gestalt Autori e curatori Gianni Francesetti, Michele Ammirata, Silvia Riccamboni, Nunzia Sgadari, Margherita Spagnuolo Lobb Contributi Silvia Alaimo, Francesca Andreozzi, Calogero Anzallo, Maria Grazia Basciano, Angela Basile, Zoila Bellanca, Sara Bergomi, Massimo Biasin, Laura Bongiorno, Andrea Bramucci, Monica Bronzini, Barbara Buonomo, Michele Cannavò, Viviana Catania, Gabriella Catanzaro, Pietro Andrea Cavaleri, Alba Chiarlone, Ermelinda Cicala, Irene Ciravegna, Elisabetta Conte, Barbara Crescimanno, Stefano Crispino, Rosella De Leonibus, Donatella De Marinis, Anna Esposito Venezia, Antonio Ferrara, Ana Rosa Ferreira Ramos, Maria Grazia Fiorini, Orsola Gambi, Cornelia 19

20 Georgus, Franco Gnudi, Elena Guerri, Nadia Iannella, Davide Laurino, Daniela Lipari, Mercurio Albino Macaluso, Anna V. Macchi, Carla Martinetto, Aluette Merenda, Gina Merlo, Sebastiano Messina, Rosanna Militello, Maria Mione, Michele Mozzicato, Elena Palladino, Daiana Papa, Michela Parmeggiani, Giancarlo Pintus, Mariano Pizzimenti, Monica Prato, Fausta Puccio, Giuliana Ratti, Giuseppe Sampognaro, Aurelio Saraceno, Marilina Schembari, Veruska Schillaci, Marilena Senatore, Frank-M. Staemmler, Katia Stanzani, Silvia Tinaglia, Silvia Tosi, Rosa Versaci, Dario Vicari, Gloria Volpato, Riccardo Zerbetto Questo testo raccoglie i contributi del III Convegno della Società Italiana Psicoterapia Gestalt sul dolore e la bellezza. Siamo esposti, sovraesposti, alla bellezza oggettuale e al dolore visivamente rappresentato, ma proprio questa continua esposizione ci desensibilizza alla bellezza relazionale, al dolore vivo che trasforma, alla speranza che in questa trasformazione dimora. Gli autori che hanno contribuito a quest'opera leggono questa tendenza al torpore, all'anestesia, alla narcosi come tratto caratteristico dello sviluppo sociale attuale. Il convegno ha sottolineato una precisa visione della psicopatologia e della psicoterapia: la psicopatologia è assenza al confine di contatto, quindi anche anestesia e protezione dal dolore. La psicoterapia riapre i sentieri del sentire, dà dignità e dimora al dolore, ne rivela la bellezza e lo trasforma nell'arte del contatto tra terapeuta e paziente, tra l'organismo e il suo ambiente. I contributi raccolti in questo testo spaziano dalla psicopatologia e la clinica al dialogo politico, dalla riflessione teorica alla prospettiva sociale, dal confronto con l'arte alla prospettiva interculturale. Da Luca Pizzonia Videogiochiamo a scuola 2014, Collana: Strumenti Pagine: 114 Prezzo: Editore: Psiconline Sándor Ferenczi Thalassa. Una teoria della genitalità 2014, Pagine: 128 Prezzo: Editore: Pgreco Marshall B. Rosenberg Superare il dolore tra noi. La guarigione e la riconciliazione senza compromessi 2013, Collana: Bisogni e risposte Pagine: 94 Prezzo: Editore: Esserci Jacques Derrida Stati d'animo della psicanalisi. L'impossibile aldilà di ogni crudeltà 2013, Collana: Libertà di psicanalisi Pagine: 100 Prezzo: Editore: ETS Sigmund Freud, Max Graf, Karl Kraus Otto giorni a Vienna. Psicoanalisi, arte e letteratura 2013, Collana: Biblioteca del vascello Pagine: 184 Prezzo: Editore: Robin Massimo Recalcati Il vuoto e il resto. Il problema del reale in Jacques Lacan 2013, Collana: Altro discorso Pagine: 124 Prezzo: Editore: Mimesis M. Grazia Rossi Il giudizio del sentimento. Emozioni, giudizi morali, natura umana 2013, Collana: Cognitio Pagine: 164 Prezzo: Editore: Editori Riuniti Univ. Press Nicola Ghezzani Ricordati di rinascere. Come superare i momenti di crisi e trasformarli in svolte della vita 2014, Collana: Le comete Pagine: 160 Prezzo: 19,00 Editore: Franco Angeli Massimo Fontana, Salvatore Zito La patologia borderline in psicoanalisi. Modelli per l'intervento 2014, Collana: Psicopatologia Pagine: 224 Prezzo: 28,50 Editore: Franco Angeli Antonio D'Ambrosio, Pasquale Supino La sindrome dei falsi ricordi. Cosa sono i falsi ricordi, come individuarli e ridurne il rischio 2014, Collana: Strumenti per il lavoro psico-sociale ed educativo Pagine: 128 Prezzo: 19,00 Editore: Franco Angeli 20

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