Programma Incidenti stradali "Riduzione del danno"

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1 Programma Incidenti stradali "Riduzione del danno" Coordinatore: Anna Maria Ferrari - Azienda USL Modena (Dip. Emergenza Urgenza) Componenti: Venturelli Mauro - Associazione paraplegici Pierluigi Castellini Modena Soccorso Federico Tosatti - Provincia di Modena (Politiche sociali) Paolo Lauriola - A.R.P.A Area di Epidemiologia Ambientale Carlo Alberto Goldoni - Azienda USL Modena (Dip. Sanità Pubblica) Marco Bicocchi - Azienda Ospedaliera Policlinico (Dir. Sanitaria) Luciana Orlandi - Azienda USL Modena (Educazione alla salute) Gianfranco Marzocchi - Azienda USL Modena (SERT) 25

2 IL CONTESTO Sintesi - La provincia di Modena si colloca ai primi posti in regione ed Italia per numero di incidenti stradali in rapporto alla popolazione. La tendenza e' in aumento. - Mortalità: sia in regione che in Italia la provincia si colloca nella parte alta della graduatoria. Nell'ultimo decennio vi è stato un calo vistoso, che però è avvenuto nella prima parte del periodo. - Sono la prima causa di morte sotto i 40 anni e hanno un elevato costo sociale. Gli incidenti stradali rappresentano una elevatissima fonte di mortalità e morbosità, si pensi che nella comunità europea vi sono circa morti e feriti all'anno dovuti agli incidenti stradali 1. Gli incidenti stradali rappresentano in Europa la prima causa di morte sotto i 40 anni e determinano una perdita di vita media di 40 anni (cancro: 10,5, malattie cardio-vascolari: 9,7) 2. Uno studio dell OCSE indica che nei paesi sviluppati il costo sociale del traffico è valutabile nel 2% del PIL, una quota che per l Italia nel 1995 risulta pari a circa miliardi e corrisponde al valore delle prestazioni sociali complessivamente erogate dalle amministrazioni locali, ai consumi delle famiglie per acquisto di mezzi di trasporto, al valore della spesa assistenziale (pensioni sociali, di invalidità, assistenza ecc.) nel complesso. 3 In effetti tale impegno, non solo economico, per la società deve essere considerato anche in funzione degli effetti dell inquinamento atmosferico, acustico, e generalmente socio-psicologico generato dal traffico autoveicolare 4. Più precisamente il costo stimato degli incidenti stradali nel nostro paese è salito da miliardi nel 1993 a miliardi nel 1995 fino a nel Questi costi sociali per le attuali società dovrebbero essere considerati inaccettabili in quanto se esiste un evento nefasto evitabile questo è proprio l'incidente stradale. Non è sempre vero: sono molto più evitabili gli eventi nefasti da tabagismo, alcoolismo ecc.. La tendenza generale è quella di una riduzione del numero di morti a fronte di un aumento del numero degli incidenti. Ciò è dovuto sicuramente all'aumento dei veicoli in circolazione unitamente a: miglioramenti nei dispositivi di sicurezza installati nei mezzi di trasporto, miglioramenti nella progettazione delle strade, disposizioni legislative per l alcool alla guida, i limiti di velocità, l utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e le regole restrittive per l utilizzo dei mezzi pesanti. Per gli ultimi anni in cui sono disponibili i dati di incidentalità emerge che il numero di feriti è in lieve diminuzione nella comunità europea ma crescente nel nostro paese e nella regione Emilia-Romagna, mentre le serie storiche della mortalità concordano e sono in diminuzione (Fig. 1). In particolare rispetto al 1990 la regione Emilia-Romagna presenta un calo della mortalità che si attesta tra quello dei quindici paesi europei (inferiore) e quello italiano (superiore Fig.1). 1 EUROSTAT, Statistics in Focus, 7-3/2000, Transport2 2 EUROSTAT, Statistics in Focus, 7-3/2000, Transport2 3 Ministero del Tesoro e del Bilancio, Relazione sulla situazione economica del paese, Zauli S, Vangelista R, Lauriola P, Integrazione ambiente-salute: fuori gli 26esempi, Net, In stampa 5 Putignano C., Pennisi L. I costi sociali degli incidenti stradali, ACI-ISTAT, 1998

3 Figura 1: mortalità per i.s.: variazione percentuale rispetto al 1990 Nel 1999 in tutta la provincia di Modena si sono verificati incidenti stradali, con un incremento rispetto al 1995 pari al 30%, contro il 21% regionale e il 20% nazionale. I decessi entro 30 giorni sono stati 121 (occorsi in 110 incidenti mortali), i feriti unità (in media più di 15 feriti al giorno). Riguardo alla mortalità per incidente stradale occorre sottolineare che rispetto al calo registrato nella prima metà degli anni 90, in gran parte riconducibile agli effetti positivi dovuti all'introduzione del nuovo Codice della Strada, all'utilizzo diffuso di sistemi di protezione passiva, al rinnovo del parco circolante verso veicoli più sicuri, probabilmente alla riduzione della velocità per i problemi di congestione del traffico, alla migliore risposta del sistema emergenza-urgenza, dal 1996 ad oggi è iniziata una fase caratterizzata da un numero pressoché costante di decessi (media 110 annui) che di fatto costituisce il riferimento numerico per porre gli obiettivi futuri. I valori relativi agli indicatori di gravità degli incidenti hanno fatto registrare nell'ultimo triennio una riduzione degli scarti verso i corrispondenti valori regionali e nazionali (nel passato la provincia manteneva costantemente valori più elevati) che tuttavia pongono ancora la provincia di Modena al 13 posto della graduatoria delle province italiane rispetto al valore più elevato dell'indice di danno sociale elaborato dal Ministero dei Lavori Pubblici. Anche nella nostra provincia l incidentalità stradale presenta evidenti caratteri di sistematicità e di ordinarietà. Pur evidenziando nell elevato tasso medio di incidentalità un carattere strutturale dell attuale modello di mobilità, da tale contesto emergono alcuni fattori aggravanti riguardo ad alcune fasce di età, modalità di trasporto o ambiti stradali (giovani, anziani, ciclisti, pedoni, stragi del sabato sera, aree urbane). Gli studi condotti negli ultimi anni nella provincia di Modena indicano che 27

4 i decessi provocati da incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte sotto i 40 anni di età; infatti tra tutti i deceduti al disotto di questa soglia uno su tre è causato da incidente stradale. Le aree urbane risultano quelle a più alta frequenza di incidenti con il 76% dei casi sul totale ed un corrispondente 42% dei decessi. In tali aree si concentra la più elevata quota di incidenti a utenti deboli della strada (pedoni, ciclisti, ciclomotoristi) che in provincia di Modena costituiscono il 40% di tutti i decessi per incidente. La distribuzione territoriale degli incidenti stradali e dei decessi nel 1999 indica che il maggior numero si è registrato nel distretto di Modena, seguito da quello di Mirandola (per numero di deceduti) e Sassuolo (per numero di incidenti). Da segnalare per il distretto di Mirandola anche l incremento del fenomeno nel tempo con valori superiori all incremento medio provinciale. Serie storica incidenti stradali e feriti nel periodo in provincia di Modena Numero incidenti stradali e feriti Rapporto di Mortalità (Morti per incidenti con infortunati) ITALIA EMILIA-ROMAGNA PROVINCIA DI MODENA * Incidenti Feriti Rapporto di mortalità (numero morti per incidenti con infortunati). Anni Distretto 1 Carpi Incidenti 675 Morti 14 Feriti 894 Di cui autostradali: Incidenti 56 Morti 4 Feriti 102 Distretto 3 Modena Incidenti Morti 48 Feriti Di cui autostradali: Incidenti 81 Morti 8 Feriti 142 Distretto 4 Sassuolo Incidenti 635 Morti 11 Feriti 861 Distretto 2 Mirandola Incidenti 352 Morti 18 Feriti 508 Distretto 7 Castelfranco Incidenti 331 Morti 12 Feriti 494 Di cui autostradali: Incidenti 63 Morti 1 Feriti 112 Distretto 6 Vignola Incidenti 249 Morti 9 Feriti 341 Feriti e deceduti nei distretti della provincia di Modena. Anno 1999 (esclusi gli incidenti in autostrada). Distretto 5 Pavullo Incidenti 106 Morti 9 Feriti

5 OBIETTIVI ED AZIONI PREMESSA La mortalità nei traumi maggiori si attesta fra il 25-40% e si presenta con queste caratteristiche temporali: Un primo picco durante i primi minuti successivi all evento di solito per lesioni talmente gravi per le quali solo pochissimi pazienti possono essere salvati e solo se trattati tempestivamente e con estrema competenza Un secondo picco nelle prime due ore dal trauma per lesioni per le quali un sistema d emergenza ben organizzato rappresenta una buona tutela per il paziente Un terzo picco più tardivo fino a giorni o settimane per sopravvenute complicanze Si può ben dire che le prime ore successive al politrauma da incidente stradale risultano essere decisive per la sopravvivenza e gli esiti invalidanti del traumatizzato grave, tanto da essere definite universalmente golden hour. E dimostrato che decisivi in questa fase sono: la tempestività dell intervento, la professionalità degli operatori sanitari, il trasporto nella sede più adatta. Nella sede stradale, in base alla tipologia ed alla gravità del trauma, si dovrà tendere, anche in rapporto alle risorse disponibili (volontari, infermieri, medici), al trasporto primario e quindi alla centralizzazione verso il Dipartimento di I e/o II livello. Nella fase intraospedaliera, inoltre, la preparazione specifica degli operatori, l esistenza di una rete integrata fra Pronti Soccorso dovranno garantire il trasporto secondario nella sede più idonea. Nelle fasi successive l esistenza e l accessibilità di strutture intensive di cura e di riabilitazione incidono ancora sulla mortalità tardiva ed in misura maggiore sulla qualità di vita di chi sopravvive. Secondo stime attendibili, ad ogni morto corrispondono mediamente 2 invalidi gravi; il 50% dei traumi cranici e dei traumi midollari sono conseguenti ad incidente stradale ed esitano mediamente in 25 nuovi casi l anno di coma vegetativo ogni abitanti, 12 di epilessia post-traumatica e di paraplegia post-traumatica. I portatori di queste patologie costituiscono poi il 70% dei soggetti che richiedono un trattamento riabilitativo (Società di riabilitazione del trauma cranico e del trauma spinale) Nella nostra Provincia la prima assistenza al trauma è garantita dal Sistema di Soccorso 118, da una rete di Pronti Soccorso e Punti di Primo Intervento Provinciali che costituiscono il Dipartimento d Emergenza Urgenza dell AUSL, e dal Pronto Soccorso dell Azienda Ospedaliera Policlinico. 29

6 L emergenza territoriale può contare su mezzi medicalizzati nel territorio di Modena (24h/24), a Formigine, Mirandola e Pavullo (nelle ore diurne). Nel restante territorio provinciale sono presenti ambulanze di soccorso avanzato con equipaggio composto da autista e da Infermiere professionale. A queste risorse si aggiunge l eliambulanza delle tre postazioni regionali, vale a dire Bologna, Parma, Ravenna, con equipaggio composto da anestesista rianimatore ed infermiere professionale. Concorrono ed integrano le risorse pubbliche mezzi del volontariato (PPAA, CRI, Misericordie), che intervengono in prima istanza in circostanza di incidenti stradali. La percentuale provinciale di intervento dei mezzi suddetti su tutti gli interventi traumatici (comprensivi degli incidenti stradali) è del 52,2 %.; la % relativa ai distretti è illustrata nel grafico allegato. Riportiamo alcuni dati riguardanti l attività delle strutture deputate all emergenza nella provincia riferendoci all anno 2000.Gli interventi del 118, su attivazioni, sono stati per il 32% per eventi traumatici, di questi circa i 2/3 si riferiscono ad incidenti stradali. L andamento giornaliero evidenzia un picco di chiamate nei giorni di venerdì, sabato e domenica, con maggiore richiesta d intervento nella fascia oraria compresa tra le ore e le ore 24.00, con picco tra le ore e e le ore e N accessi nei PS e PPI dell AUSL: di cui circa il 6% da incidenti stradali (non è possibile avere i dati di tutti i PS, ed estrapolarli completamente dai dati INAIL) N accessi al PS generale del Policlinico accessi ai PS specialistici (Pediatrico, Oculistico, Odontoiatrico, Ostetrico Ginecologico) 30

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9 OBIETTIVI GENERALI: 1. Contribuire alla riduzione della mortalità del 40% entro il 2010 (rif. 1995) come da Obiettivo Commissione Europea 2. Contribuire alla riduzione della mortalità e delle menomazioni gravi permanenti conseguenti ad incidenti stradali come da Piano Sanitario Nazionale Deceduti per incidenti stradali e obiettivi Obiettivo Piano Sanitario Nazionale riduzione della mortalità del 20% entro il 2000 (rif.1993) Obiettivo Commissione Europea riduzione della mortalità del 40% entro il 2010 (rif.1995) Serie storica dei deceduti per incidente stradale in provincia di Modena e obiettivi di salute Obiettivo UE Obiettivo PSN Morti AZIONI Migliorare la tempestività e la qualità dell intervento territoriale Maggiore reperibilità di persone in grado di fornire un primo soccorso al traumatizzato (soccorritori laici) da ottenersi con l educazione della popolazione e l organizzazione di corsi per diffondere il BLS (Basic Life Support) anche a gruppi organizzati. Attività in corso: AUSL Modena per la scuola con progetti e corsi di formazione , fra cui Pronto Soccorso nella scuola, Rianimazione cardiopolmonare di base (BLS), rianimazione cardiopolmonare pediatrica (PBLS). Corsi per le aziende, legge 626/94. Analoga attività viene programmata e svolta dall Azienda Ospedaliera Policlinico e dal Servizio 118 a valenza interaziendale. La C.O.118, oltre la consueta organizzazione di incontri e visite guidate per le scuole al fine di migliorare l approccio al Sistema d emergenza 118, ha in programmazione per il 2002 corsi per la preparazione di istruttori di Associazioni di Volontariato che, vista la distribuzione capillare delle stesse sul territorio, possano informare ed educare con concetti di base gruppi di cittadini. Consentire un pronto intervento anche nelle zone più disagiate o con pesanti condizioni di traffico, attraverso modifiche delle strade, riprogettazione del traffico e utilizzo di mezzi quali l elisoccorso. 33

10 Implementare piani d intervento coordinati tra Forze dell ordine e Sistema d emergenza-urgenza, in caso di maxi incidenti stradali. Implementare l organizzazione della centrale operativa 118 e le risorse per garantire che i più adeguati mezzi di soccorso giungano il più rapidamente possibile sul luogo dell evento, o comunque entro i tempi di norma previsti, e che, successivamente, il traumatizzato venga condotto nel luogo di cura più indicato al caso specifico. Attività in corso: implementazione delle linee guida sui Percorsi Emergenza-Urgenza Provinciali, siglate dalla CO 118, da tutti i Pronti Soccorso dell AUSL di Modena 6 e dal PS dell Azienda Ospedaliera. Razionalizzazione e potenziamento del sistema d emergenza-urgenza attraverso un progetto di riorganizzazione di tutta la rete provinciale dell emergenza-urgenza, che coinvolga: Medicine d Urgenza e Pronti Soccorso, Punti di Primo Intervento ed Emergenza Territoriale (Guardia Medica compresa). E necessaria una maggiore estensione dell Automedica (in modo da garantire su tutto il territorio la possibilità di rendez-vouz con i mezzi del Volontariato), un coinvolgimento, nelle zone più isolate, dei medici convenzionati già presenti sul territorio, un adeguamento del personale sanitario nei Punti di Primo Intervento e nei Pronti Soccorso. Attività in corso: stesura di Progetto di Riorganizzazione della Rete Provinciale dell Emergenza-Urgenza a cura del Direttore del Dipartimento d Emergenza-Urgenza dell AUSL, con il concorso della Centrale Operativa 118. Migliorare l assistenza intraospedaliera Adesione al sistema integrato di assistenza ai pazienti traumatizzati (SIAT), così come contemplato dal Piano Sanitario Regionale In Regione Emilia Romagna si prevede la costituzione di tre SIAT, uno per la Romagna, uno per l Emilia occidentale ed uno per l Emilia orientale. Ciascun SIAT prevede un centro guida o centro traumi o hub e centri meno attrezzati o spoke, che ad esso fanno riferimento (hub & spoke: modello organizzativo mozzo e raggi ). Tutte le strutture che già operano nel territorio provinciale e che sono in possesso dei requisiti necessari per assicurare interventi tempestivi, continui ed appropriati nelle fasi dell assistenza, partecipano all attivazione del sistema, ricoprendo un ruolo ben definito, rapportato alle proprie possibilità d intervento. Per quanto riguarda il trattamento del traumatizzato grave, in ogni ospedale dovranno essere individuati percorsi e protocolli di intervento, che pur essendo diversificati nelle varie realtà, abbiano come riferimento il modello del trauma team, così 6 Centrale Operativa 118-Modena Soccorso: Percorsi Emergenza-Urgenza Provinciali Marzo Piano Sanitario della Regione Emilia Romagna Le reti integrate dei servizi

11 composto: medico di Pronto Soccorso, Anestesista Rianimatore, Chirurgo, capaci di gestire in modo rapido ed appropriato la fase di loro competenza, che può essere risolutiva o di stabilizzazione del paziente per garantire un adeguato trasferimento ad altro Ospedale più attrezzato. Affinché il sistema funzioni in modo appropriato è indispensabile che ogni paziente venga indirizzato presso l Ospedale più indicato in base alla gravità ed alla tipologia del trauma. Attività in corso: Implementazione di Linee Guida sul trattamento del grave traumatizzato, stilate dal Dipartimento d Emergenza Urgenza AUSL, dove vengono tracciate le linee d indirizzo per la stabilizzazione clinica del grave traumatizzato e l eventuale successivo trasferimento a DEA di I o di II livello 8. Migliorare la professionalità degli operatori che intervengono nella gestione del trauma E necessario garantire che nel sistema dell emergenza operi solo personale sanitario qualificato, a partire dall assunzione che, per i medici, deve avvenire nella disciplina di Medicina e Chirurgia d Accettazione e d Urgenza. E dimostrato inoltre che una formazione mirata all assistenza del grave traumatizzato di tutti gli operatori sanitari e non sanitari coinvolti nella gestione del trauma, è in grado di aumentare in modo significativo la percentuale di sopravvivenza nel trauma e di diminuire altrettanto significativamente gli esiti invalidanti del trauma. Esistono corsi addestrativi specifici che prendono il nome di ATLS (Advanced Trauma Life Support) per i medici, PTC avanzato (Prehospital Trauma Care) per i medici e gli infermieri addetti all emergenza sul territorio, PTC base e BLS (Basic Life Support) per volontari del soccorso ed altro personale sanitario. Attività in corso: Il DEU dell AUSL ha in corso un progetto di formazione ed aggiornamento, la cui prima fase dovrà concludersi nel Obiettivo prioritario è il raggiungimento, per tutte le categorie di operatori sanitari, di elevati standard formativi. Si prevedono corsi ATLS per tutti i medici, corsi PTC e BLS per tutto il personale infermieristico, corso PTC di base e BLS per tutto il personale ausiliario e volontario. L organizzazione e gli ambiti dei corsi di formazione che concernono il Sistema d emergenza territoriale sono definiti con la C.O.118. Tali attività ed obiettivi sono presenti anche nel Dipartimento di Emergenza Urgenza dell Azienda Ospedaliera. Maggiore utilizzo della Telemedicina: La tecnologia delle comunicazioni mette finalmente a disposizione strumenti che possono semplificare e migliorare tanti iter diagnostici/terapeutici. 8 Dipartimento d Emergenza-Urgenza AUSL Modena: Linee Guida per la gestione intraospedaliera dei pazienti con grave trauma- Giugno

12 Uno degli obiettivi principali della trasmissione di dati, immagini ed altro, è di fare viaggiare i dati anziché il paziente, con ovvio vantaggio; altro obiettivo quello di anticipare all arrivo del paziente nel luogo di cura, dati ed immagini che possono rendere più adeguato il trattamento in urgenza. La trasmissione a distanza di immagini radiologiche, con particolare riferimento alle immagini TAC, rappresenta un passo importante per la razionalizzazione dei trasferimenti dei politraumatizzati Obiettivi perseguibili sono: Trasmissione di immagini radiologiche, soprattutto TC, ad una unica Radiologia dell AUSL con possibilità di refertazione 24h/24 Trasmissione di immagini TC cerebrali in Neuroradiologia e Neurochirurgia del Policlinico. Teleconsulto fra postazioni periferiche di Soccorso, mezzi di soccorso, Pronti Soccorso di riferimento, CO118. Attività in corso: collegamento in rete dei Servizi di Radiologia dell AUSL. Collegamento in rete con Neuroradiologia e Neurochirurgia del Policlinico. Migliorare la qualità di vita dei portatori di esiti invalidanti da incidente stradale Stabilire percorsi condivisi per l accesso alle strutture di riabilitazione per chi presenta esiti invalidanti d incidente stradale. In particolare individuare l Unità Spinale di riferimento, che può garantire al medulloleso la più qualificata e moderna assistenza, compresi anche lo studio di nuove metodologie di trattamento e la prevenzione di ogni complicanza immediata, che può instaurarsi all atto dell evento lesivo o successivamente, quando la lesione può considerarsi definitivamente stabilizzata. Riabilitazione di alcolisti e soggetti a rischio di abuso. Fornire alle vittime della strada ed alle loro famiglie una migliore assistenza nelle questioni legali e sociali. Stesura di linee guida cliniche ed organizzative che regolino le attività (trattamento dei principali quadri clinici invalidanti da incidenti stradali, quali trauma cranico e trauma spinale) ed i rapporti di tutte le strutture che possono intervenire nella gestione del grave traumatizzato (Sistema d emergenza-urgenza intra ed extraospedaliero, Servizi di supporto, Chirurgia, Ortopedia, Neurochirurgia, Unità spinale, Centro ustioni, Rianimazione, Riabilitazione, etc.) 36

13 Collegamento informatico di tutte le strutture della rete dell emergenza è già in corso il progetto d informatizzazione dei Pronti Soccorso dell AUSL. Attualmente risultano informatizzati ed in rete con lo stesso software il PS dell Ospedale S.Agostino, il PS di Carpi ed il PS di Pavullo. Per gli altri PS si prevede la stessa informatizzazione entro il primo semestre Si ritiene necessaria l informatizzazione ed il collegamento in rete di tutte le strutture che operano nella rete dell emergenza. L informatizzazione della rete dell emergenza rientra negli obiettivi del progetto pilota della Provincia di Modena per la realizzazione di interventi sperimentali multisettoriali per migliorare la sicurezza stradale, a cui è stato assegnato un cofinanziamento dal Ministero dei Lavori Pubblici. Successivamente si ritiene importante un collegamento informatico tra le due Aziende Sanitarie. Introduzione sistematica dell Audit Clinico quale mezzo per implementare le linee guida e per verificare l attività svolta. In ogni Ospedale del Dipartimento d Emergenza-Urgenza dell AUSL e presso l Az. Ospedaliera Policlinico sono in corso Audit clinici per accelerare l implementazione delle linee guida sulla gestione del grave traumatizzato. E necessario inoltre definire indicatori di processo e d esito. Migliorare la conoscenza in merito agli incidenti stradali Interazione e valorizzazione delle diverse fonti Affrontando il fenomeno degli incidenti stradali (i.s.) emergono alcune caratteristiche che meritano di essere sottolineate in riferimento alle proposte di azioni che di seguito verranno riportate Il fenomeno i.s. è un fenomeno complesso sia per quanto riguarda i determinanti, che per il carico sociale. Tale caratteristica si riflette conseguentemente sulle responsabilità e competenze dei diversi settori e ai diversi livelli: trasporti-viabilità, sanità, ordine pubblico, ambiente, programmazione, controlli, governo, enti locali, istituzioni pubbliche di servizio e ricerca etc. Ciascuno degli organismi competenti è proprietario di un patrimonio di conoscenze ed informativo indispensabile per un approccio organico, sistematico e sistemico sul tema i.s. e sul traffico in generale; Gli interventi preventivi, anche per quanto riguarda gli esiti, sono sempre, se pur non esclusivamente, di tipo organizzativo. In un contesto in cui è necessario e fortemente sollecitato il raccordo tra i molti soggetti che, direttamente e indirettamente, incidono sui fattori della sicurezza stradale, un aspetto fondamentale riguarda l'organizzazione di un sistema informativo integrato sia da un punto di vista operativo che istituzionale. A 37

14 livello nazionale 9 è stata infatti enfatizzata e sollecitata la necessità di promuovere la definizione e l'attuazione di strumenti di monitoraggio della mobilità e dell'incidentalità da parte delle Amministrazioni Locali al fine di analizzare gli effetti dei trasporti sul piano dell'impatto sociale, economico e ambientale e, in particolare, per: supportare la programmazione e la pianificazione degli interventi e degli investimenti; verificare l'efficacia e l'efficienza degli interventi adottati; fornire uno strumento per tutti i soggetti interessati al problema e a supporto dei relativi processi decisionali. Attualmente la considerevole frammentazione di competenze, di ruoli e di responsabilità ai diversi livelli, porta ad un enorme segmentazione dell'informazione, sebbene ciascuno degli organismi competenti sia proprietario di un patrimonio di conoscenze parziale ma indispensabile per un approccio organico in tema di sicurezza stradale 10. Occorrerà inoltre creare le condizioni che permettano a ciascuna organizzazione il ritorno dei dati da parte del sistema informativo, a fronte degli sforzi necessari alla messa in rete ed alla disponibilità a rinunciare alla propria parte di "possesso informativo esclusivo. Si ritiene infine che questa impostazione contribuisca a perseguire quei principi di trasparenza efficacia, efficienza ed economicità dell'azione pubblica, cui tutti gli Enti devono ispirarsi 11, 12. Sintesi delle azioni proposte - Migliorare la tempestività e la professionalità del primo intervento sul trauma - Razionalizzare la rete dell emergenza - Aumentare il coordinamento interno alla rete dell emergenza e con le varie componenti esterne - Diffondere informazione e formazione - Implementare le Linee Guida condivise sul trauma e sui percorsi dell emergenza - Verificare la qualità del lavoro svolto 9 Relazione al Parlamento sullo stato della sicurezza stradale, Ministero dei Lavori Pubblici, Relazione del Gruppo di lavoro per la definizione degli obiettivi di salute del Piano sanitario Regionale M. Palamenghi Metodi di valutazione dell'efficacia degli interventi per la riduzione degli incidenti stradali 12 V. Egidi, E. Giovannini Sistemi informativi integrati per l'analisi di fenomeni complessi e multidimensionali. Quarta Conferenza Nazionale di Statistica, Roma

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