9. SICUREZZA NELLE GALLERIE STRADALI

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1 CAPITOLO SICUREZZA NELLE GALLERIE STRADALI 9.1 INTRODUZIONE Si osserva in via preliminare, quanto ai fattori di incidentalità delle gallerie stradali, come le insidie si annidino prevalentemente nelle aree di transizione agli imbocchi, mentre la parte centrale della galleria risulta generalmente più sicura delle tratte a cielo aperto. Quasi tutte le principali statistiche rendono in effetti conto del fatto che le gallerie stradali sono complessivamente, anche se lievemente, meno soggette ad incidenti rispetto alle corrispondenti sezioni a cielo aperto. Solitamente questo fatto si interpreta considerando che la galleria non è soggetta alle turbative della circolazione, quali i fattori meteorologici (neve, ghiaccio, vento, ecc.), l abbagliamento reciproco degli utenti, intersezioni, ecc. Tuttavia la gravità che può essere raggiunta, in via straordinaria, da alcuni eventi incidentali in galleria è motivo di giustificata attenzione da parte delle istituzioni, degli operatori e dei progettisti. L analisi delle serie storiche di eventi incidentali porta peraltro ad osservare che in un numero rilevante di casi l incendio in galleria non è la conseguenza diretta di un incendio classico ma è la conseguenza di un disguido funzionale dell automezzo. A titolo di esempio, secondo le statistiche AIPCR (1995) una consistente proporzione (dal 60 al 70%) di incendi di veicoli pesanti è dovuta al surriscaldamento dei freni. Considerata la definizione di rischio quale prodotto tra la frequenza e magnitudo e considerata quindi la complessità delle problematiche, risulta indispensabile porre particolare attenzione sia alle misure volte alla prevenzione incidentale che a quelle determinanti la mitigazione dei danni. Infatti il fenomeno dell incidente in galleria è caratterizzato da un elevata magnitudo che in termini complessivi pone il rischio incidentale generalmente a livelli superiori rispetto alle tratte a cielo aperto. Le attuali direttive ministeriali indicano come finalità quella di dare una tempestiva risposta alle esigenze di sicurezza evidenziate dai recenti incidenti e quella di avviare una fase conoscitiva sugli effettivi livelli di rischio delle gallerie inserite lungo la rete stradale italiana. Come passo preliminare bisogna procedere ad un analisi tecnica delle caratteristiche geometriche di ogni galleria inserita nella rete nonché degli impianti e dispositivi di sicurezza delle gallerie medesime. Certamente i problemi di sicurezza non sono soltanto legati al cattivo funzionamento degli impianti di ventilazione o dei sistemi di monitoraggio antincendio (a differenza del caso del Monte Bianco): per gallerie lunghe poche decine o poche centinaia di metri, non sussiste nemmeno la necessità di tali strumenti di controllo. In generale i problemi di sicurezza in galleria sono dovuti ai seguenti fattori: 1) alle caratteristiche geometriche e in particolare alla geometria delle sezioni delle gallerie, legate alla possibilità o meno di far transitare veicoli commerciali, normali o eccezionali: infatti sovente le dimensioni in larghezza e in altezza di certi veicoli commerciali, in rapporto alla sezione della galleria, costringono i mezzi stessi a transitare al centro della carreggiata, rendendo impossibile l occupazione contemporanea delle due corsie e aumentando notevolmente il livello di rischio anche per i vicoli leggeri;

2 330 CAPITOLO 9 ) all illuminazione, sia agli imbocchi che internamente alla galleria: occorre verificare il rispetto delle norme CIE 88/90, divenute norme di riferimento ministeriali, le quali, in funzione della lunghezza della galleria e della presenza o meno di curve al suo interno, stabiliscono la necessità o meno, della galleria, di essere dotata di impianto di illuminazione artificiale diurno; 3) alla segnaletica orizzontale e verticale; 4) allo stato della volta, intesa come consistenza del calcestruzzo: alcune situazioni di pericolo si possono avere per il distacco di parti di CLS dalla volta che cadono sulla carreggiata sottostante; 5) ai percolamenti della volta che, oltre ad essere una delle cause principali del disgregamento del calcestruzzo, causano anche grossi problemi di smaltimento delle acque in banchina e, durante tutto il periodo invernale in alcune zone d Italia, sono la fonte delle formazioni di stalattiti sulla volta stessa e di tratti ghiacciati sulla pavimentazione sottostante. In particolare questa situazione comporta un ingerente dispendio di mezzi ed energie da parte del personale addetto alla manutenzione che quotidianamente si deve recare all interno delle gallerie a staccare le stalattiti, prima che cadano sui mezzi sottostanti, e ad eliminare le pericolosissime placche di ghiaccio sulla sede stradale; 6) alla presenza, nelle gallerie lunghe, di sistemi come gli impianti di ventilazione, gli impianti semaforici, gli impianti segnaletici sulle vie di fuga, ecc; 7) alla presenza o meno delle apparecchiature di sicurezza come i telefoni, i pulsanti d allarme, gli estintori, le bocchette antincendio, ecc. Nel presente capitolo, oltre ad affrontare gran parte delle problematiche di cui si è accennato, si entrerà nel dettaglio di due aspetti progettuali di notevole importanza nel contesto della sicurezza dei tunnel stradali ovvero: l illuminazione; la ventilazione. 9. IL PROBLEMA DELL INCENDIO IN GALLERIA Gli incendi in galleria sono abbastanza rari e in tanti anni pochi sono i sinistri che hanno avuto conseguenze gravi per le persone, le strutture, gli impianti. In galleria l utente guida con maggiore prudenza, si sente in un ambiente che non gli è abituale, dà più attenzione e, quasi sempre, diminuisce la velocità del suo mezzo. Pur tuttavia le conseguenze di un incendio in un ambiente che è chiuso su quattro lati su sei possono essere più serie che all aperto a causa delle temperature che possono superare i mille gradi, del fumo, dei possibili gas tossici, dell oscurità (se l illuminazione viene a mancare) e dei fenomeni di panico tra gli utenti. Nel mondo l Italia è, dopo il Giappone, il paese che ha il maggiore sviluppo di gallerie stradali. Grandi tunnel alpini la collegano, dalla Valle d Aosta e dalla Valle di Susa, alla Francia e alla Svizzera, altri sono in progetto. Le autostrade italiane, anche quelle lungo il mare, percorrono lunghi tratti in sotterraneo. Proprio per questo, in Italia, il problema richiede una particolare sensibilità. Un incendio in galleria è raramente la conseguenza di un incidente classico, intendendo per tale la collisione fra due veicoli o di un veicolo contro una parete. In genere, una carburazione difettosa, un inconveniente meccanico (cambio, ruote, freni) o un guasto elettrico sono all origine delle fiamme. La difesa contro gli incendi in galleria è soprattutto una difesa contro gli incidenti dei mezzi pesanti. Nel mondo, in tutti i sinistri in cui le conseguenze sono state catastrofiche,

3 CAPITOLO il fuoco è partito da un camion e, in sei casi su otto, i danni alle strutture sono stati causati dall incendio del carico trasportato. La velocità di propagazione del fumo è un dato estremamente importante. L incendio di un'autovettura, ad esempio, permette una evacuazione relativamente facile poiché 5 km/h corrispondono al passo di una camminata spedita, ma già l'incendio di un camioncino (8 km/h) o di un pullman (11 km/h) presentano difficoltà di fuga considerando che non tutti sono dei marciatori e che le condizioni ambientali e psicologiche di chi si trova a fronteggiare un simile evento non sono le più propizie all'esercizio atletico. Lo sviluppo di incendi in galleria può derivare da cause diverse e cioè: dai difetti meccanici o elettrici alle autovetture ovvero dai guasti (la cui frequenza statistica è praticamente la stessa che si ha all'esterno); da incidenti (scontri frontali, tamponamenti, urti laterali i quali però risultano statisticamente meno frequenti in galleria rispetto ai tratti all'aperto, in quanto l'utente guida con maggiore prudenza, a velocità inferiore e non è esposto a rischi esterni quali lo stato del fondo stradale, le condizioni meteorologiche, l'andamento altimetrico e planimetrico); da guasti alle apparecchiature elettriche o elettromeccaniche installate all'interno della galleria (cause queste ultime in verità poco frequenti). Volendo esaminare il caso specifico dello svilupparsi di un incendio in galleria, a causa di un incidente tra autoveicoli o per perdita incontrollata di liquidi infiammabili da cisterne, occorre cercare di definire le conseguenze più probabili che una tale circostanza produce e di prevedere il significato di tali conseguenze in termini di sopravvivenza di utenti coinvolti. Questo tipo di indagine è certamente influenzato dal carattere tipicamente aleatorio delle variabili in gioco. Come si è detto, il carico d'incendio è quasi esclusivamente imputabile ai veicoli coinvolti nell'incendio (i progettisti delle gallerie hanno cura di impiegare materiali incombustibili). Tra i materiali combustibili si possono, in particolare, annoverare: i materiali costitutivi del veicolo: sedili, pneumatici e materiali plastici (il cui impiego si fa sempre più consistente col passare degli anni). La combustione di questi materiali genera una ingente quantità di fumi estremamente densi; il carburante contenuto nel serbatoio degli autoveicoli: in caso di combustione viene rilasciata energia termica in quantità estremamente rilevante; il carico dei veicoli merci: la natura del carico è estremamente variabile. Il rischio maggiore si ha evidentemente con il trasporto di merci pericolose (ad esempio la rottura di una cisterna per il trasporto di un liquido altamente infiammabile). In questo caso è ben evidente che ogni ragionevole contromisura può effettivamente garantire un'assai modesta mitigazione delle conseguenze. La potenza termica emessa e la durata dell'incendio dipendono considerevolmente dalla natura e dalla quantità del carburante versato, dalla superficie coperta dal materiale combustibile e dalla disponibilità locale di comburente. Lo sviluppo dell'incendio dipende in modo sensibile dalla velocità longitudinale dell aria. Il tempo necessario per lo sviluppo di un incendio è generalmente molto limitato: dall'innesco all'istante in cui tutto il veicolo è in fiamme può trascorrere un tempo generalmente non superiore ai 7 10 minuti. Il tempo disponibile per l'evacuazione in caso d'incendio è, in genere, molto limitato; infatti la massiccia produzione di fumi può provocare un rapido degrado della visibilità, si

4 33 CAPITOLO 9 possono verificare problemi di comunicazione tra soccorritori e tra questi ultimi e la sala radio, e difficoltà a far pervenire indicazioni agli utenti. Tutti questi fattori possono dilatare i tempi d'intervento rendendo ancora più stringenti i vincoli temporali. I risultati di prove effettuate in Svizzera ed in Austria hanno messo in evidenza che il calore prodotto dall'incendio costituisce un grave pericolo per gli utenti. Le altre conseguenze riguardano la produzione di fumi, la riduzione dell'ossigeno presente in galleria e la produzione di CO. Per quanto riguarda la produzione di fumi, il più importante risultato ottenuto dalla ricerca e dalle prove d'incendio in galleria è la verifica dell'effetto della stratificazione. Nel caso di particolari condizioni al contorno (ridotta velocità longitudinale dell'aria e modesta pendenza, ecc.) i fumi caldi tendono a riempire la sezione superiore della galleria, mantenendo la sezione inferiore libera per un certo lasso di tempo e per una limitata estensione longitudinale. Più precisamente, l'estensione della zona di aria "pulita", cioè non invasa dal fumo, arriva solo fino ad una distanza di 00 m circa dall'origine del fuoco e per un tempo non superiore ad 8 minuti. Tutto il resto della galleria viene invaso dal fumo. Tutto ciò nell'ipotesi di una velocità dell'aria in galleria inferiore a 0.5 m/s. In tal caso, infatti, i fumi si espandono sui due lati dell'incendio. Se la velocità aumenta (come accade in presenza di ventilazione longitudinale), i tempi si riducono in maniera inversamente proporzionale in quanto i fumi vengono contrastati dal flusso dell'aria sana e riescono ad espandersi in un'unica direzione, permettendo così, almeno da un lato, l'arrivo sul luogo dell'incendio delle squadre d'intervento. È per questo motivo che la ventilazione longitudinale risulta essere particolarmente adatta per le gallerie extraurbane a doppio fornice percorso da un traffico monodirezionale, non solo da un punto di vista tecnico, ma anche da un punto di vista economico. Nel caso invece di gallerie monodirezionali urbane (soggette a frequenti congestioni) e ancor di più nel caso di gallerie bidirezionali, questo tipo di impianto comincia a mostrare i suoi limiti. Figura Andamento della temperatura in galleria a seguito dell incendio di una autovettura. Con riferimento alla figura 9.1, i fumi tendono ad espandersi sui due lati dell'incendio e si spandono quindi per la galleria, nelle due direzioni, proseguendo in volta il proprio cammino.

5 CAPITOLO Quando i fumi caldi cominciano a raffreddarsi (a causa dello scambio termico con le pareti e con la massa di aria fresca), inizia la discesa e la miscelazione con l'aria sana. In queste condizioni, la sopravvivenza degli eventuali utenti che si vengono a trovare direttamente o indirettamente coinvolti nell'incidente non può essere certamente affidata all'evacuazione dagli imbocchi. Mentre infatti può essere possibile allontanarsi dalla zona di incendio per non essere sottoposti a valori eccessivi di temperatura (basta allontanarsi di 150 m), man mano che ci si allontana si viene avvolti dal fumo che impedisce la visibilità e rende difficile, fino ad impedire, la respirazione. La quantità di persone che si potrebbero trovare coinvolte può raggiungere valori considerevoli specie se si considera la possibilità che tra i veicoli coinvolti ci siano anche autobus di linea. 9.3 ELEMENTI A SUPPORTO DELLA SICUREZZA DELLE GALLERIE STRADALI Gli interventi che hanno un attinenza diretta con la sicurezza dei veicoli all interno dei tunnel stradali, possono essere di diversa natura (progettuale, impiantistica, di adeguamento, ecc.). In particolare, verranno presi in esame i seguenti: vie di fuga e piazzole di emergenza; segnaletica; dispositivi di sicurezza; interventi passivi; interventi di sanificazione Vie di fuga e piazzole di emergenza Nella fase di progettazione delle gallerie viene richiesta la realizzazione di vie di fuga e piazzole di emergenza il cui impiego è strettamente legato a tutte quelle situazioni di criticità che possono verificarsi all interno del tunnel. Per ogni galleria dovrebbe essere studiata la possibilità di una via di fuga. Ciò può generalmente essere conseguito con sistemi differenti a seconda che si abbia a che fare con galleria a canna unica ovvero doppia. Nelle gallerie a doppio foro, di lunghezza superiore ai 1000 metri, dovrebbero prevedersi by-pass ogni 400 metri, opportunamente dotati di setti a prova di fumo, per il passaggio da una carreggiata all altra e ogni 300 metri per i pedoni. È opportuno alternare by-pass veicolari e by-pass pedonali. Dal punto di vista delle dimensioni per i pedonali, può indicarsi una larghezza multipla di 0.70 metri, con un minimo di 1,40 m, ed una altezza di.50 m, mentre per quelli veicolari una larghezza multipla di 5,00 metri ed una altezza minima di Nelle gallerie bidirezionali gli utenti vengono prima avvertiti del pericolo imminente, poi viene fatto loro effettuare l inversione nel tunnel e quindi escono dalla galleria. In tal caso devono essere costruiti degli allargamenti che facilitino le manovre di inversione. In molti casi, invece, in certe gallerie ad unico foro, percorse a doppio senso di marcia, è presente una via di fuga su sede separata, cioè un tunnel di emergenza parallelo a quello adibito al flusso veicolare. Se lo spessore della copertura della galleria fosse così ridotto da consentirlo è conveniente prevedere una uscita verso l esterno ogni 00 metri con dimensioni pari a quelle già indicate per i by-pass pedonali. Per gallerie maggiori di 500 metri è necessario prevedere piazzole di emergenza per

6 334 CAPITOLO 9 facilitare il parcheggio dei veicoli in caso di avaria. Le piazzole vengono anche usate per sistemare installazioni tecniche di emergenza. Tali piazzole, larghe 3 metri, sono lunghe 3 metri, oltre a due superfici di raccordo, in ingresso e in uscita, ciascuna lunga 6 metri. Nelle gallerie bidirezionali devono essere costruite aree per facilitare le manovre di inversione. Le piazzole di emergenza possono anche essere usate a tale scopo. Le manovre dei veicoli pesanti devono essere facilitate mediante la costruzione di nicchie, larghe 8 metri e lunghe almeno 16, poste ortogonalmente all asse della galleria di fronte alle piazzole. Nelle gallerie a tre corsie è possibile fare effettuare l inversione ai veicoli leggeri sulla stessa carreggiata. Devono comunque essere previste aree per l inversione dei veicoli pesanti. Le distanze tra le piazzole di emergenza possono variare tra i 50 e i 1000 metri a seconda del tipo di strada, mentre quelle tra le aree di inversione dei veicoli pesanti variano tra 1000 e 000 metri. Le distanze citate vanno riferite alla galleria nella sua interezza, pertanto, per gallerie bidirezionali, le piazzole potranno normalmente essere sistemate alternativamente sui due lati della carreggiata. Le piazzole e le aree per facilitare le manovre di inversione devono essere ben illuminate in modo che siano facilmente distinguibili dal resto della galleria. Le piazzole e le aree di inversione non devono essere sistemate alla fine di curve o nei pressi degli imbocchi. In prossimità delle piazzole di emergenza è possibile prevedere il posizionamento dei cosiddetti luoghi sicuri a prova di fumo e di fuoco, per la protezione degli utenti in caso di incendio (Fig. 9.). Ovviamente occorrerà provvedere a dotare questi ricoveri di una idonea capienza, la quale dovrà risultare dall'esame di un certo numero di probabili scenari. Figura 9. - Luogo sicuro a prova di fumo e di fuoco. La presenza dei luoghi sicuri porta come conseguenza la necessità di dotare la galleria di tutta una serie di attrezzature indispensabili per il corretto funzionamento di tutto il sistema. Tali attrezzature, integrative degli impianti ordinari di galleria, riguardano essenzialmente: a) una segnaletica di sicurezza per l'individuazione, in caso di necessità, della ubicazione dei luoghi sicuri;

7 CAPITOLO b) una illuminazione di sicurezza, realizzata con lampade poste a non più di 10 cm dal livello dei marciapiedi, per assicurare l illuminazione anche in presenza di fumi che possono offuscare l impianto centrale. L impianto di ventilazione dei luoghi sicuri dovrà essere indipendente dal sistema di ventilazione centrale della galleria in quanto quest ultima è probabile che sia invasa dai fumi. Dovrà pertanto aspirare aria direttamente dagli imbocchi mediante la predisposizione di idonee stazioni di pressurizzazione e canalizzazioni adduttrici. Queste ultime possono trovare ubicazione al di sotto del piano viabile, tra l arco rovescio (ove questo sia presente) e la pavimentazione destinata a sopportare il traffico veicolare Segnaletica All'esterno della galleria è opportuno che sia indicata la presenza della stessa (qualora non visibile da una distanza di almeno 150 m), la lunghezza (con segnale posto a m dall'imbocco) e la altezza limite (qualora minore di 4.5 m). È bene evitare che la segnaletica venga apposta proprio in corrispondenza dell'imbocco ma, al contrario, è opportuno che preceda adeguatamente quest'ultimo. Per quanto concerne, invece, la segnaletica all'interno della galleria, essa dovrebbe essere ridotta al minimo, in quanto le informazioni sul comportamento da tenere all' interno dei tunnel stradali dovrebbe essere direttamente determinato dai criteri progettuali del sistema stradale nel suo complesso. Comunque, apposita segnaletica è necessaria nei seguenti casi: le curve a basso raggio devono essere dotate di segnale di pericolo, di segnale di divieto di sorpasso e di delineatori; l inizio e la fine delle corsie supplementari devono essere opportunamente segnalati; le intersezioni nei pressi degli imbocchi devono essere dotate di apposita segnaletica orizzontale. È opportuno apporre la segnaletica direzionale nella parte alta della sezione; in tal caso deve essere ridotto al minimo il numero di linee di testo. Deve essere opportunamente valutata la reciproca influenza tra tale segnaletica e l impianto di ventilazione. La grandezza dei segnali in galleria può essere ridotta, ma non deve essere mai minore del limite inferiore delle dimensioni standard. I caratteri non devono avere altezza minore di 10 mm. Tutta la segnaletica deve essere sufficientemente illuminata. La polvere può rendere meno evidente la segnaletica, per cui è opportuno prevedere frequenti lavaggi. Un altra tipologia di segnali da adottare nelle gallerie è costituita dai segnali luminosi i quali, a loro volta si suddividono in segnali per la regolazione del traffico ed in pannelli. I segnali per la regolazione del traffico servono per vietare, quando necessario, l accesso in galleria o per regolare la circolazione sia in condizioni normali che in condizioni particolari (cantieri) o eccezionali ( panne, incidenti, incendi). I segnali sono di due tipi: semafori a due o tre colori; frecce verdi e croci rosse. I semafori vanno installati agli imbocchi per ogni tipo di galleria. Se si vuole tenere libera, in caso di arresto del traffico, la zona che precede l'imbocco conviene prevedere semafori anche a metri prima dell'imbocco stesso. All'imbocco è consigliabile installare anche un segnale di rosso lampeggiante da mettere in funzione in caso di arresto del traffico assieme al rosso fisso del semaforo a due o a tre colori.

8 336 CAPITOLO 9 All interno, i semafori vanno soprattutto installati nei tunnel a traffico bidirezionale a due corsie e in quelli a traffico unidirezionale con divieto di sorpasso. Le frecce e le croci sono invece utilizzate nelle gallerie a traffico unidirezionale a due o più corsie e in quelle a traffico bidirezionale a tre o più corsie. Permettono di regolare la circolazione corsia per corsia. La distanza fra i segnali varia da 150 a 300 metri. Può essere inferiore a 150 metri se il tracciato lo impone (curve, biforcazioni, ecc.). Nel determinarne la posizione in galleria conviene tenere conto della posizione delle postazioni S.O.S. (telefoni, pulsanti d allarme, estintori, ecc.), delle eventuali vie di fuga e, nei tunnel a due fornici, dei by-pass fra un fornice e l'altro. In presenza di un cantiere o di un ostacolo sulla sede stradale (veicolo fermo o altro), la segnaletica deve essere completata dai pannelli regolamentari (lavori in corso, limiti di velocità, senso unico alternato, strettoia, ecc.). Le frecce verdi e le croci rosse sono collocate in volta o sotto la soletta di copertura, sulla verticale dell'asse di ogni corsia. Questi segnali riducono la luce libera e sono efficaci soltanto se hanno certe dimensioni (40 cm di altezza per la freccia o la croce se la sagoma limite lo permette). Una galleria a circolazione unidirezionale può essere percorsa da un traffico bidirezionale, ad esempio in caso di lavori nel fornice vicino. La segnaletica deve prevedere anche questa evenienza. I segnali presuppongono l'esistenza di un posto di controllo o di una sala comando. Secondo alcuni, in condizioni normali, dovrebbero essere spenti e non andrebbero accesi che in casi di necessità. Ciò non pare opportuno per i tunnel urbani a intenso traffico e per quelli a circolazione bidirezionale. Per quanto riguarda i pannelli generalmente utilizzati nelle gallerie, essi sono di due tipi: 1) di informazione e di avviso, i quali indicano: nome e lunghezza dell'opera; simbolo del tunnel; lunghezza d onda per l'ascolto della radio; postazioni S.O.S. (telefoni, estintori, pulsanti d allarme, ecc.); numerazione degli ampliamenti laterali; per i tunnel a due fornici, "by-pass" con numerazione, indicazione di chilometraggio progressivo; lavori in corso, incidente, rallentamento del traffico, transito delle merci pericolose regolamentato. ) di divieto e di obbligo, che indicano: divieto di accesso per certe categorie di utenti (pedoni, ciclisti, ciclomotoristi, ecc.); limite di altezza (per i tunnel più importanti va previsto, prima dell'imbocco, un dispositivo elettronico di controllo); limite massimo di velocità (valori di riferimento: 80 km/h per tunnel a traffico bidirezionale, da 80 a 110 km/h per gallerie a traffico unidirezionale, da 100 a 110 km/h per tunnel lunghi). Limiti diversi potrebbero essere fissati, come d'altronde si fa già all'esterno, per le vetture e i mezzi pesanti; eventuale limite minimo di velocità (50-60 km/h per lunghe gallerie); nei tunnel a traffico bidirezionale, eventuale distanza minima fra i veicoli circolanti sulla stessa corsia;

9 CAPITOLO nei tunnel a traffico bidirezionale, divieto di sorpasso; divieto di sorpasso per i camion; divieto di sosta; in caso di arresto della circolazione, spegnere il motore ; cartelli, eventualmente con pittogramma, per ricordare agli utenti di accendere o di spegnere le luci di posizione o gli anabbaglianti, rispettivamente prima dell imbocco o dopo l'uscita della galleria. I segnali e i pannelli non debbono in alcun caso trovarsi a meno di 0 cm dalla sagoma limite. Taluni pannelli ( lavori in corso, incidente, rallentamento del traffico, spegnere il motore, ecc.) vanno naturalmente accesi solo in caso di necessità. È bene evitare la concentrazione di più pannelli. Non si devono installare due pannelli uno al di sopra dell altro o uno a fianco dell'altro. Alcuni pannelli (limiti di velocità, divieto di sorpasso, divieto di sosta, ecc.) vanno ripetuti all'interno della galleria. Per tunnel lunghi vanno collocati a 000 metri di distanza quando il traffico è unidirezionale e a 1000 metri quando è bidirezionale. Per tunnel corti può essere adottata la distanza di 500 metri. La Circolare del 6 dicembre 1999, n. 7938, obbliga gli enti proprietari e concessionari di strade ad attrezzare tutte le gallerie stradali extraurbane, di lunghezza maggiore o uguale a 1000 metri, e tutte le gallerie urbane, di lunghezza maggiore o uguale a 500 metri, con pannelli segnaletici luminosi di pericolo, posizionati opportunamente in relazione alla sezione e all andamento planoaltimetrico della galleria, ad una distanza non superiore a 500 metri, ripetuti prima dell imbocco della galleria ed in corrispondenza delle piazzole di sosta. Inoltre tale circolare richiama l attenzione degli stessi enti sull esigenza di segnalare la presenza di tutte le gallerie con il segnale galleria nonché di posizionare adeguatamente, sin dalle zone di approccio, tutti i segnali verticali ed orizzontali che interessano le gallerie stesse. In particolare, per la segnaletica orizzontale, devono essere utilizzate strisce continue oblique di colore bianco, di raccordo, nel caso in cui fossero presenti variazioni della larghezza della carreggiata tra zona di approccio e la galleria stessa. La Gazzetta Ufficiale del 5 settembre 001 invita gli enti proprietari e concessionari di strade, in relazione ai cantieri stradali per lavori o per interventi di manutenzione da realizzare all interno delle gallerie stradali, a tenere in conto l assoluta necessità che il loro segnalamento avvenga con congruo anticipo rispetto all imbocco della galleria e che siano realizzati, prima dell imbocco della galleria stessa, eventuali restringimenti o cambi di carreggiata, mediante un idoneo piano di segnalamento. Inoltre gli enti devono provvedere alla verifica puntuale della corretta apposizione e stato di efficienza di tutti i dispositivi di segnaletica orizzontale, verticale e complementare prevista dal codice della strada Dispositivi di sicurezza La scelta delle apparecchiature e la loro disposizione all interno della galleria dipendono dal livello di rischio che è soprattutto funzione della lunghezza dell opera e del traffico che la interessa. I tedeschi, i giapponesi ed i norvegesi indicano a mezzo di tabelle e di grafici quali sono le apparecchiature da installare in base, i tedeschi, alla lunghezza del tunnel e, i giapponesi ed i norvegesi, alla lunghezza ed al traffico medio giornaliero.

10 338 CAPITOLO 9 Sarebbe possibile stabilire delle direttive in merito alle attrezzature antincendio per le gallerie italiane in funzione, come in Giappone e in Norvegia, della lunghezza e del traffico medio giornaliero. Nella determinazione di questo traffico sarebbe però opportuno tenere conto dell incidenza del traffico pesante. Questo si potrebbe ottenere introducendo, ad esempio, le U.V.P., unità di vetture particolari, che assegnano ad un veicolo leggero il coefficiente 1 e ad un mezzo pesante il coefficiente 4. Molte gallerie in Italia, anche di una certa lunghezza, non sono attrezzate nemmeno con il minimo indispensabile. Elemento fondamentale per la sicurezza è la capacità dell'operatore d'informare correttamente gli utenti sulle condizioni di circolazione in galleria, di ricevere tempestivamente la segnalazione di ogni evento anomalo e di adottare nel tempo più breve le misure richieste dalle condizioni che l'evento stesso ha creato. Un impianto antincendio può essere di due diversi tipi: uno che si limita a segnalare la presenza di incendio ed un altro che, oltre a ciò, interviene automaticamente nell'estinzione. Naturalmente quando scatta l'allarme vengono attivati tutti i sistemi di sicurezza previsti che riguardano: lo stop del flusso di traffico in entrata nella galleria; l'uscita dei veicoli dentro la galleria; l'adattamento della ventilazione e della illuminazione di emergenza; la diversificazione delle fonti che forniscono l'energia elettrica (per gallerie importanti). Per quanto riguarda la classificazione dei tunnel in relazione ai dispositivi di sicurezza da collocare, vengono riportate le seguenti tre: 1) Classificazione giapponese; ) Classificazione norvegese- svedese; 3) Classificazione tedesca (R.A.B.T. 1994). Relativamente alla classificazione giapponese, in base alla lunghezza del tunnel e del traffico medio giornaliero, i tunnel vengono suddivisi in cinque classi, dalla AA alla D. Le gallerie della classe AA sono quelle che, per lunghezza ed importanza della circolazione, richiedono la maggiore attrezzatura. Fra le apparecchiature da installare ci sono anche i rivelatori d'incendio, gli idranti con la condotta d'acqua sotto pressione, l'impianto radio e gli spruzzatori ad azionamento manuale. Per le gallerie della classe D, che comprende, ad esempio, quelle di lunghezza inferiore ai 500 metri e con T.G.M. inferiore a 4000 veicoli e quelle di 50 metri con un T.G.M. inferiore a 1000 veicoli, non è prevista alcuna attrezzatura (Tab. 9.1, Fig. 9.3). Le direttive norvegesi e svedesi (Tab. 9., Fig. 9.4) si ispirano agli stessi parametri (lunghezza tunnel e T.G.M.) visti in precedenza con differenze, rispetto ai giapponesi, sulla determinazione delle apparecchiature da installare (ad es. non vengono previsti i rilevatori d'incendio e gli spruzzatori ). La classificazione tedesca tiene unicamente conto della lunghezza della galleria. Le classi sono quattro: lunghezza oltre i 1000 metri, da 500 a 1000, da 300 a 500 e inferiore a 300 (Tab. 9.3). Un confronto fra le tre metodologie non avrebbe senso, in quanto tengono conto di situazioni locali e scelte tecniche diverse da un Paese all'altro. Si può solo dire che la classificazione tedesca è la più semplice in quanto non tiene conto del traffico.

11 CAPITOLO Dispositivi di allarme e di comunicazione Classificazione delle gallerie Attrezzature di emergenza AA A B C D Telefono di emergenza - Pulsante di allarme - Rilevatore di incendio Dispositivo di allarme - Dispositivi per lo Estintore - - spegnimento del fuoco Bocchetta antincendio - - Equipaggiamenti di indicazione e di fuga Altri dispositivi Cartelli indicatori Equipaggiamento di dispersione dei fumi, vie di fuga Idrante Equipaggiamento ausiliario di radio-comunicazione Equipaggiamento di ricetrasmissione, altoparlanti Sistemi di spruzzo di acqua Postazione di osservazione = obbligatorio = facoltativo Tabella Equipaggiamenti di sicurezza in funzione del traffico e della lunghezza della galleria (Giappone). Figura Classificazione delle gallerie in funzione della lunghezza e del TGM (Giappone).

12 340 CAPITOLO 9 Attrezzatura di emergenza Classificazione delle gallerie Note A B C D E Luci di emergenza per l evacuazione - Almeno ogni 50 m tra le luci del circuito permanente. Estintori Classi A,B: ogni 50m. Classi C,D: ogni 15m. Classe E: ogni 5m. Idranti - Da valutare in collaborazione del locale corpo dei Vigili del Fuoco. Telefoni di emergenza Classi A,B: ogni 500m. Classi C,D: ogni 50m. Classe E: ogni 100 m. Cartelli per le uscite di emergenza I cartelli forniscono le indicazioni per l uscita dalla più vicina uscita di sicurezza. Da installare dal lato degli estintori. Segnale rosso intermittente - Comandato dai rilevatori di CO o dal personale di controllo della galleria. Barriere manuali Barriere automatiche se TGM> Cartelli a messaggio variabile - - TV a circuito chiuso Da valutare caso per caso. Radio-comunicazione Radio-telefono Da valutare in collaborazione con l ente di Telecomunicazioni. Rifornimento di alimentazione di emergenza Da valutare caso per caso. Controllo dell altezza dei veicoli Deve essere utilizzato nelle gallerie di classe A,B,C, e D nel caso in cui l altezza libera è inferiore a 4.6 m. = obbligatorio = facoltativo Tabella 9. - Dispositivi di sicurezza in funzione del traffico e della lunghezza della galleria (Norvegia, Svezia). Figura Classificazione delle gallerie in funzione della lunghezza e del TGM (Giappone).

13 CAPITOLO Elementi costitutivi Dispositivi di comunicazione Lunghezza della galleria (metri) Dispositivi di sicurezza > <300 Corsie di emergenza Piazzola di emergenza - Piazzola di svolta Via di fuga canne canna - - Uscita di emergenza Stazione di emergenza Altoparlante Tv a circuito chiuso Impianto radio Allarme incendio (manuale) Dispositivi di allarme Allarme incendio - - (automatico) Equipaggiamento Estintore manuale antincendio Idrante/Condotta d acqua - - Illuminazione Illuminazione d emergenza = obbligatorio = facoltativo Tabella Equipaggiamenti di sicurezza in funzione della lunghezza della galleria (Germania). Esiste in materia una serie di raccomandazioni dell Associazione Mondiale della Strada A.I.P.C.R. che vengono rinnovate e/o integrate ogni quattro anni in occasione del Congresso Mondiale della Strada. Esse oggi rappresentano, l'insieme di linee guida tecniche più completo per gli impianti di sicurezza in galleria. Le apparecchiature di sicurezza si dividono in quattro categorie: 1) per l'informazione all'utente: altoparlanti, radio; ) per l'informazione all'operatore in sala comando: televisione a circuito chiuso, pulsanti di allarme; 3) per le comunicazioni dall'utente all'operatore e viceversa: telefoni, citofoni; 4) per la difesa contro l'incendio: rivelatori d'incendio (fire detectors), estintori, bocchette antincendio, sprinklers. Relativamente alla disposizione delle apparecchiature in galleria si riporta quanto segue: altoparlanti: permettono all'operatore di trasmettere informazioni ed istruzioni agli utenti. Secondo le necessità i messaggi sono diffusi da un solo o da più altoparlanti e possono essere pre-registrati su bande magnetiche. L'impianto presenta certi inconvenienti: l'automobilista circola sovente con i finestrini chiusi; in queste condizioni non riesce a sentire chiaramente i messaggi trasmessi in un ambiente dove il livello sonoro è molto più elevato che all'esterno. I risultati sono migliori in quei tunnel che sono stati rivestiti con pannelli fonoassorbenti ma, anche in questo caso, non è facile evitare fenomeni di riflessione ed interferenza del suono; impianto radio: può rendere meno monotona la traversata di una lunga galleria. L'operatore in sala comando può inserire la sua voce su una lunghezza d'onda determinata e trasmettere all'utente informazioni ed istruzioni. L'impianto può anche

14 34 CAPITOLO 9 servire per le comunicazioni di servizio (da sala comandi a personale di esercizio e viceversa, per la polizia, i Vigili del Fuoco, le ambulanze); televisione a circuito chiuso: con la loro utilizzazione si pone particolare attenzione al sistema informativo in modo da permettere alle centrali predisposte al controllo di avere una informazione immediata di quello che sta avvenendo in galleria per poter prendere tempestivamente gli opportuni provvedimenti. Infatti all'origine un incendio è quasi sempre piccolo per cui la rapidità d'intervento è un fattore essenziale per evitare che assuma maggiori e più pericolose dimensioni. La televisione a circuito chiuso è lo strumento più efficace per la sorveglianza del traffico. All'interno della galleria le telecamere vanno disposte a metri di distanza. In sala comando, su ogni monitor si acquisiscono le immagini di un gruppo di 8 1 telecamere (per convenienza, invece di avere un monitor per ogni telecamera) e su ogni schermo le immagini si susseguono ciclicamente ad una velocità predeterminata. È opportuno disporre anche di telecamere agli imbocchi nonché di "zoom"; pulsanti d allarme: sono istallati in nicchie di soccorso assieme ai telefoni. Non conviene averne tre (soccorso stradale, soccorso medico, segnalazione incendio). L'esperienza infatti mostra che, in situazioni di emergenza, l'utente preme sovente il pulsante sbagliato o li preme tutti e tre. È consigliabile allora limitarsi ad un solo pulsante di allarme generico, magari accompagnato, a lato del telefono, da un pulsante d allarme per i Vigili del Fuoco. Si deve tuttavia osservare che i pulsanti d'allarme, da soli, non consentono il dialogo tra l'utente e l'operatore e che i telefoni sono soggetti ad atti di vandalismo. La tendenza attuale è allora quella di adottare il pulsante d'allarme affiancato da un citofono; stazioni S.O.S.: sono disposte sul lato destro della carreggiata ad una distanza non superiore a 00 metri ed il primo a meno di 300 metri dall entrata. È bene prevedere anche dei telefoni all esterno, all entrata ed all uscita. Le stazioni S.0.S. sono costituite da nicchie ricavate nelle pareti, debitamente illuminate, segnalate e protette con porte a tenuta stagna. Se possibile, vanno ventilate in modo che si crei una leggera sovrappressione all'interno per assicurare una migliore protezione delle apparecchiature interne dalla polvere e dalla sporcizia sempre presente in galleria. Ogni armadio contiene telefono, pulsante d'allarme, estintori (due a polvere di 6 Kg), segnale luminoso S.O.S. con lampeggiatore giallo. Negli stessi vani vanno collocate le bocchette antincendio. L apertura della porta fa lampeggiare il segnale luminoso al di sopra della nicchia. L'attivazione del segnale d'allarme permette all'utente di collegarsi automaticamente con il servizio di soccorso relativo al tronco stradale interessato. In sala comando, un quadro sinottico indica all'operatore il punto della galleria da cui proviene la chiamata. rivelatori d'incendio (fire detectors): trasmettono un segnale d'allarme in sala comando quando la temperatura supera un certo valore o aumenta con una velocità superiore a un gradiente determinato. Devono essere sensibili già a un incendio di 0 litri di benzina. estintori a mano: Quasi sempre, all'inizio, le dimensioni di un incendio sono ridotte e, finché un incendio è piccolo, può essere facilmente spento. La rapidità di intervento rappresenta dunque un fattore essenziale. Gli estintori costituiscono il mezzo più adatto per domare un incendio al suo inizio. L'esperienza dimostra che gli utenti stessi sanno servirsi di questi apparecchi. Al Traforo del Monte Bianco, in tredici dei venti casi verificati fra il 1965 e il 1991, l'incendio è stato spento con gli estintori, in sei casi dal personale di esercizio e in sette dagli utenti. Due estintori a

15 CAPITOLO polvere di 6 kg vanno installati in ogni nicchia di soccorso.un dispositivo impedisce che un estintore vuoto sia ricollocato sul suo sostegno. Solo il personale di esercizio, con una chiave appropriata, può rimettere al suo posto l'estintore carico che sostituisce il vuoto. bocchette antincendio: vanno alloggiate nelle nicchie di soccorso o in loro prossimità. La condotta deve essere protetta dal gelo e la bocchetta deve essere munita di una manichetta la cui lunghezza deve essere di poco inferiore alla distanza fra una bocchetta e l'altra. È cosi possibile intervenire in tutti i punti della galleria anche se l'incendio si manifesta in corrispondenza di una bocchetta che non può essere utilizzata. La portata raccomandata è di 100 litri/minuto. Occorre garantire, ad ogni estremità, un serbatoio in grado di assicurare il funzionamento di una bocchetta per almeno un'ora. Per la portata di 100 litri/minuto, ogni serbatoio deve quindi avere una capacità minima di 7 m 3 d'acqua; veicoli antincendio: per le gallerie con un livello di rischio particolarmente elevato, conviene disporre di un servizio di primo intervento con la presenza di personale addestrato e di veicoli d'intervento rapido (mezzi veloci e leggeri quali motociclette munite di estintori e vetture con estintori e serbatoi di polvere). Il presidio dei Vigili del Fuoco è indispensabile se il distaccamento si trova a più di un quarto d ora di strada. L'intervento dei Vigili del Fuoco è comunque sempre necessario e per i sinistri di particolare gravità (ad esempio per quelli che coinvolgono carichi di merci pericolose) è bene che l'operazione sia svolta unicamente da loro. Inoltre i compiti a cui, nelle varie circostanze, deve attenersi il personale di esercizio vanno redatti in collaborazione con il comando dei Vigili del Fuoco nel quadro di un piano generale d'intervento. Si devono altresì prevedere esercitazioni periodiche di lotta contro l'incendio. La recente Circolare del 6 dicembre 1999, n. 7938, obbliga gli enti proprietari e concessionari di strade a attrezzare tutte le gallerie stradali extraurbane, di lunghezza maggiore o uguale a 1000 metri, e tutte le gallerie urbane, di lunghezza maggiore o uguale a 500 metri, con le seguenti dotazioni minime di sicurezza: colonnine S.O.S. foniche da collocare in corrispondenza delle piazzole di emergenza; estintori da collocare nella stessa posizione delle colonnine foniche; idranti con bocchette UNI 45 da collocare ogni 00 metri, limitatamente alle gallerie di lunghezza maggiore o uguale a 000 metri Sistemi automatici Da più di un decennio si installano sistemi automatici di sicurezza nelle gallerie e, negli ultimi anni, è incrementata la richiesta di strumentazione elettronica automatica per il controllo delle stesse. Nella Conferenza di Roma (Protezione contro il rischio di incendi nelle gallerie ferroviarie e stradali), avvenuta il 1 giugno 1999 sotto l alto Patronato del Presidente della Repubblica, da più relatori è stata sottolineata la necessità di dotare le gallerie di sistemi automatici di controllo, fissando uno standard applicativo in cui si definisce che la lunghezza minima di una galleria per essere attrezzata con sistemi automatici è di 500 metri. Tali sistemi automatici riguardano in particolare: Impianto di ventilazione: è obbligatorio controllare con speciali sensori le vibrazioni di ogni ventilatore per evitare il distacco dalla volta e quindi un pericolo per gli

16 344 CAPITOLO 9 automobilisti. Basti pensare che un ventilatore mediamente pesa circa 150 kg. Nel 1998 sono caduti ventilatori sull autostrada Torino-Baldonecchia, per fortuna, senza alcuna conseguenza; Impianto di monitoraggio dell aria: il sistema di ventilazione è importante per assicurare una buona qualità dell aria agli utenti e fondamentale in caso d incendio. Il monitoraggio dell aria viene effettuato con sensori di controllo della concentrazione del monossido di carbonio (CO) e del grado di opacità dei fumi prodotti dai motori Diesel; Sistema automatico di rilevamento del traffico: Impianto semaforico: serve per evitare, quando necessario, l accesso in galleria o per regolare la circolazione sia in condizioni normali che in condizioni particolari (cantieri) o eccezionali ( panne, incidenti, incendi); Sprinklers: sono costituiti da una serie di estintori automatici a pioggia che, collegati ad una rete idrica, coprono l intera superficie del locale da proteggere; ciascun getto si apre separatamente dagli altri, pilotato da un rilevatore d incendio e, mentre inizia l irrorare la sostanza antincendio, mette in funzione un sistema di allarme. Impianto rilevamento incendio. Gli incendi che si sono verificati recentemente in gallerie autostradali hanno provocato conseguenze devastanti in termini di vite umane e di danni. Un sistema di rivelazione, anche alla luce della criticità di intervento in caso di incidente, può recare un contributo di vitale importanza, a condizione però che sia affidabile ed efficace. Per questo motivo si è sviluppato tra le ditte produttrici del settore il sistema di rivelazione lineare del calore costituito da un cavo sensore a fibra ottica di elevata qualità, che consente di misurare lungo tutta la lunghezza del cavo mediante una sorgente laser le oscillazioni prodotte dalla struttura a reticolo cristallino della fibra di vetro in seguito a variazioni termiche. I dati ricevuti vengono analizzati in maniera continuativa da un sofisticato software in grado di determinare e visualizzare: 1) esatta locazione dell incendio; ) la grandezza o magnitudo dell incendio stesso; 3) la direzione lungo la quale si muove l incendio, parametro importantissimo per coordinare l intervento delle squadre di emergenza. La determinazione dell allarme viene definita da molteplici fattori: 1) raggiungimento di una temperatura massima (per aumento della temperatura oltre un certo valore prefissato); ) gradiente di temperatura (aumento della temperatura nel tempo; è possibile selezionare anche tre livelli di incremento); 3) aumento della temperatura in una certa zona rispetto al valore medio tipico di quella zona. La ricerca e l innovazione nel campo dell analisi e monitoraggio automatico è in continua evoluzione e attualmente si stanno studiando soluzioni integrate seguendo il principio di reti di sensori semplici (e quindi più affidabili) che vengono gestiti da un unico software di controllo. L ambiente della galleria infatti è piuttosto gravoso e difficile da raggiungere; l utilizzo di sensori semplici installati con una supervisione sofisticata con software della nuova generazione permette la semplificazione della gestione del sistema anche dal punto di vista manutentivo. Risulta infatti che in tutto il territorio Nazionale si è speso molto denaro per singoli

17 CAPITOLO impianti tecnologici per i quali non sono state previste spese di manutenzione, vanificando di fatto la loro funzionalità dopo un certo periodo d esercizio. Infatti tali sistemi, come ogni meccanismo automatico, necessitano di manutenzione ordinaria. Se questa procedura viene omessa nei programmi di gestione, in breve si hanno sistemi non funzionanti, con evidente sperpero di denaro pubblico oltre alla mancanza di garanzie di sicurezza stradale. Risulta che un buon sistema integrato abbia un costo non superiore all 1% di quello della galleria. Costo che comunque che si recupera in fretta (1 o anni) Alcuni particolari interventi passivi I tunnel sono progettati quanto più possibile per prevenire le conseguenze di un incidente con materiali pericolosi coinvolti. I provvedimenti da considerare per limitare le conseguenze di un incidente comprendono sia la sicurezza attiva che la sicurezza passiva. Fanno parte dei provvedimenti passivi: Resistenza al fuoco delle strutture di equipaggiamento: la resistenza al fuoco può essere migliorata da un appropriato dimensionamento delle strutture civili, dalla predisposizione di congegni di protezione dal calore, dalla scelta dei materiali, e dal progetto delle strutture ed equipaggiamento. Inoltre si deve anche progettare il posizionamento delle attrezzature da proteggere; Resistenza all'esplosione: le strutture vulnerabili come i tunnel possono essere protette solo da piccole esplosioni ma persino in questo caso non è possibile proteggere utenti ed attrezzature; Pavimentazione stradale: alcuni Paesi vietano la realizzazione della superficie stradale a base di idrocarburi (in conglomerato bituminoso), vulnerabile al fuoco, e prescrivono pavimentazioni in conglomerato cementizio. Disporre macadam sulle superfici stradali dovrebbe essere proibito in maniera imperativa, in quanto tale materiale trattiene i liquidi pericolosi e, conseguentemente, estende la durata degli eventi infausti; Sistema di scarico: in tutti gli incidenti in cui vengono rilasciati dei liquidi, siano essi infiammabili o tossici, il sistema da installare deve essere particolarmente efficiente in modo da assorbire i liquidi lungo la distanza più breve e quanto più velocemente possibile. Dovrebbe quindi essere presente un di canale continuo di scolo. I liquidi vengono drenati mediante un collettore collegato ad un serbatoio di raccolta Interventi di sanificazione Il costante aumento del livello di inquinamento ambientale ed il rilevante incremento dei veicoli circolanti rende sempre più urgente e di necessaria soluzione il problema dello status funzionale delle gallerie stradali. Come ampiamente suffragato dalle foto di figura 9.5, sono ben palesi i vizi e le patologie chimico-fisiche che alterano lo stato di questi luoghi, rendendoli in assenza di adeguata manutenzione e di interventi mirati alla salvaguardia delle strutture ed infrastrutture, sempre più potenzialmente pericolosi sia per la pubblica incolumità, sia per la tutela dell ambiente. Fra i problemi principali, si può così menzionare il deposito di ossido di carbonio, presenza di incrostazioni nere derivanti da polveri e prodotti carboniosi da inquinamento.

18 346 CAPITOLO 9 Figura Lavoro eseguito nella galleria Frondarola S.S. n 80 del Gran Sasso d Italia. Prima e dopo l esecuzione della sanificazione. Tale stato implica l attivazione di una reazione chimica che, alterando la struttura mineralogica e le caratteristiche fisiche del manufatto, provocano devastanti problemi di corrosione. Non meno rilevanti, sono i problemi scaturenti dall alterazione causata da pigmentazione delle strutture cellulari e/o da pigmenti emessi sul sub-strato dal biodeteriogeno. A causa delle proprie attività metaboliche, comportano un peggioramento della lucentezza (e rifrangenza) delle strutture parietali, nonché dell intradosso delle gallerie, con i conseguenziali problemi che l alterazione cromatica comporta in termini di sicurezza della galleria stessa. Altro aspetto patologico è quello dell efflorescenza. Questo fenomeno di formazione cristallina di sali solubili sulla superficie del manufatto è prodotta da fattori di migrazione ed evaporazione delle acque, generalmente biancastre ed incoerenti. La causa è da attribuire ad un particolare tipo di crescita di attinomiceti, la cui evoluzione porta, in seguito, al distacco ed alla erosione di parti dei materiali della struttura cementizia. Tutte queste cause di decadimento e di degrado strutturale ed ambientale sono provocate da fenomeni chimici di tipo naturale ed antropico e necessitano di prioritari interventi di recupero e manutenzione. È quindi importante l utilizzazione di tecniche e metodologie d avanguardia compatibili con lo stato dei luoghi, anche in termini di immediatezza e celerità degli interventi stessi. I moderni sistemi di sanificazione delle gallerie, consentono di pulire le incrostazioni da smog ed anidride carbonica che si formano sulle pareti delle stesse, ottenendo, oltre al recupero di lucentezza del manufatto, un opera di sanificazione ambientale e di salvaguardia della struttura cementizia. Tali interventi si realizzano velocemente e senza difficoltà anche sui graffiti (vernici e colori in genere). Gli interventi possono essere eseguiti anche su pannelli di rivestimento delle gallerie. Questi ultimi oramai sono d obbligo in tutte le gallerie in quanto oltre a risolvere il problema estetico del rivestimento, i pannelli integrano ed esaltano l'impianto di illuminazione già esistente all'interno delle gallerie stradali. Costituendo una superficie liscia ed uniforme, i pannelli di rivestimento riflettono e rinforzano l'illuminazione sulla carreggiata, a tutto vantaggio della sicurezza per i conducenti di autoveicoli e del risparmio energetico per l'alimentazione dell'impianto. La luminanza misurata sui pannelli è da a 4 volte superiore a quella rilevata sulle semplici pareti in calcestruzzo, mentre sulla carreggiata l'aumento della luminanza è pari al 40% (Fig. 9.6 e Fig. 9.7).

19 CAPITOLO Figura Traforo del Frejus recentemente rivestito con pannelli prefabbricati. Figura Rivestimento interno di una galleria realizzato per mezzo di una serie di pannelli in alluminio. La realizzazione di una speciale pannellatura per il completo rivestimento interno del Traforo del Monte Bianco, il valico in ristrutturazione dopo il tragico incendio del marzo 1999, è uno dei progetti di rivestimento più importanti attualmente in realizzazione. Nel tunnel del Monte Bianco il lavoro consiste nella realizzazione di una struttura portante in acciaio inox ed una pannellatura di rivestimento per un totale di m². L'appalto prevede anche la pannellatura dei nuovi rifugi di sicurezza, installati ogni 300 metri su entrambi i sensi di marcia che consentiranno di arrivare alla galleria di sicurezza. Il rivestimento delle pareti, oltre a rendersi necessario per i motivi già citati, permette di predisporre gli alloggiamenti per l illuminazione e i relativi cavi di alimentazione ed inoltre di adottare una soluzione che rende agevole la sostituzione in caso di danneggiamento dei pannelli di rivestimento. La forma appositamente studiata dei pannelli ha permesso quindi di ricavare nella parte superiore un incavo per la posa a incasso delle lampade per l'illuminazione a fila continua e un alloggiamento per tutte le linee di alimentazione. Inoltre, il montaggio non a contatto con la parete retrostante ha eliminato i problemi di

20 348 CAPITOLO 9 percolamento e infiltrazione d'acqua. Infine, la superficie ruvida irregolare della facciate dei pannelli, oltre a dare risposta alle esigenze estetiche delle finitura, ha permesso di ridurre la risonanza acustica all'interno della galleria. Grazie alla predisposizione sui marciapiedi di cordoli-guida, con funzione di appoggio e di regolarizzazione delle livellette, è possibile montare i pannelli, opportunamente sagomati nella parte inferiore. L'ancoraggio della parte superiore dei pannelli alla struttura esistente della galleria è stato realizzato con staffe ed assicurato con piastre in acciaio inox. In questo modo si è ottenuto, con l'accostamento dei pannelli, una superficie della facciata in vista complanare indipendentemente dalla irregolarità della struttura retrostante. La validità della soluzione adottata è confermata dal fatto che con una sola operazione essa consente di affrontare e risolvere più problemi, da quello del rivestimento a quello dell'illuminazione. L'impiego di un pannello prefabbricato monolitico garantisce la durata nel tempo e insieme permette agevolmente la sostituzione con un'intercambiabilità che solitamente si associa a strutture più leggere e che invece in questo caso è assicurata dal particolare sistema di appoggio sul cordolo e di ancoraggio superiore dei pannelli. La Gazzetta Ufficiale del 5 settembre 001 invita gli enti proprietari e concessionari di strade al mantenimento delle pareti laterali delle gallerie o dei rivestimenti delle stesse di colore chiaro (colorazione bianca) per una altezza minima di.0 metri, con particolare attenzione alle zone di imbocco. Sarà cura degli enti proprietari e concessionari assicurare nel tempo tale colorazione. Tale provvedimento non esclude la possibilità di realizzare interventi di tipo estetico quali l animazione interna a base di grafismo. 9.4 LIMITAZIONI AL TRANSITO DELLE MERCI PERICOLOSE Pur considerando che gli incidenti in cui sono coinvolti carichi di merci pericolose sono rari, il problema del trasporto di questi prodotti in galleria non va sottovalutato, in quanto riguarda rischi che, in generale, oltrepassano i rischi del trasporto di altre merci. Un incidente che provochi la diffusione nell'atmosfera, lo spargimento, l'incendio o l'esplosione di uno dei tanti prodotti industriali di oggi, rivestirebbe ben maggiore gravità che all'aria aperta, per la più alta concentrazione dei fumi o dei gas, per la loro più rapida traslazione lungo l'asse stradale, per i valori più elevati delle temperature e per le limitate possibilità di accesso e di manovra sul luogo del sinistro. Tali beni vengono prodotti generalmente dall'industria chimica e vengono poi trasportati dai mezzi pesanti attraverso reti stradali utilizzate anche dai comuni veicoli. Quando, sfortunatamente, si verifica qualche evento infausto, in cui vengono coinvolte sostanze pericolose di tipo infiammabile o anche esplosivo, si possono facilmente immaginare quanto catastrofiche siano le conseguenze che ne derivano; i danni fisici ed economici possono essere veramente seri. Negli anni recenti diversi incidenti hanno coinvolto sostanze pericolose, ed alcuni hanno avuto anche conseguenze disastrose. Purtroppo, una parte significativa dell'economia europea dipende dalla produzione di tali beni e dal loro trasporto. È dunque necessario che le restrizioni in questo campo siano tenute al minimo necessario e che il trasporto dei prodotti sia eseguito quanto più liberamente possibile. Nel caso dei tunnel, il tutto si traduce nell'andare a ricercare un compromesso tra un livello di rischio accettabile e le necessità economiche. Il trasporto di materie considerate pericolose è regolato in sede ONU/ECE dall'accordo europeo ADR che classifica in 8 categorie, a rischio crescente, i vari tipi di prodotti

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