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1 SPORTELLO D ASCOLTO Istituto Superiore Sant Elia Cantù A.S RELAZIONE CONCLUSIVA Nell anno scolastico 2013/14, a partire da ottobre 2013 fino a giugno 2014, il di Cantù ha realizzato presso l Istituto Superiore A. Sant Elia il progetto sportello d ascolto, tramite l operatrice psicologa dr.ssa Simona Orsenigo. La finalità principale che ha orientato in questo ambito di intervento è offrire un supporto a chi è coinvolto nella fase del ciclo di vita legato all adolescenza, considerando che dubbi, difficoltà, disagi e problematicità, che si possono presentare in questa fase della vita anche per il loro carattere fisiologico, interessano sia gli adolescenti, sia il contesto educativo che condivide con loro spazi e tempi. Tale servizio si è dunque rivolto principalmente a tutti gli alunni dell Istituto, ma si è aperto anche ai loro genitori, e ha permesso il coinvolgimento dei docenti. ASPETTI ORGANIZZATIVI Struttura e tempi Il servizio è stato fruibile in orario scolastico, secondo tempi e modalità concordate con l Istituto, attraverso il continuo confronto tra l operatrice del consultorio e le referenti scolastiche. Nello specifico, si è concordata una presenza dell operatrice nella mattina del martedì, generalmente dalle h 9.00 alle h 12.00, anche se in casi eccezionali sono state apportate modifiche e/o estensioni di orario per poter rispondere alle richieste numerose, soprattutto a ridosso delle pause per le vacanze natalizie e pasquali. Presentazione del servizio L attività è stata presentata ai docenti coinvolti nel Progetto Tutor durante l incontro di formazione che si è tenuto a ottobre I genitori sono stati informati dell attività mediante una circolare scritta dall istituzione scolastica, con cui è stata anche raccolta l autorizzazione all eventuale accesso del/la figlio/a al servizio stesso. Il servizio è stato presentato alle classi direttamente dall operatrice incaricata; gli obiettivi sono stati quelli di offrire ai ragazzi un quadro generale del servizio, fornire tutte le informazioni necessarie per accedervi oltre che spiegare il significato e lo scopo dello stesso. In questa occasione è stato appeso in ogni classe un volantino riassuntivo con tutte le informazioni relative allo sportello e alle modalità di accesso, volantino che è stato affisso anche in altri punti strategici e visibili dell Istituto. 1

2 La possibilità per i ragazzi di incontrare e interfacciarsi direttamente con l operatrice è stato utile per diminuire la sensazione di estraneità e i timori ad essa connessi. A questo proposito, il collegamento tra il servizio dello sportello e il Progetto di educazione affettivo-relazionale, svolto nelle classi seconde, sempre da operatori del, ha ulteriormente facilitato la familiarizzazione con l attività stessa e l idea di fruibilità del servizio e ha favorito gli accessi. Modalità di accesso Per accedere allo sportello sono state appositamente predisposte delle cartoline, su cui indicare nome, cognome e classe, da imbucare in una cassettina postale posizionata in una zona strategica dell edificio, che, essendo chiusa a chiave, poteva garantire massima riservatezza. MODULO PRENOTAZIONE APPUNTAMENTO Data Firma L appuntamento veniva confermato attraverso una comunicazione scritta dell operatrice di data e orario, consegnata poi dai collaboratori scolastici, sempre con attenzione alla privacy dello studente. Tale comunicazione serviva anche come giustificazione, da mostrare al docente, per l assenza dalla lezione. 2

3 DATI E OSSERVAZIONI SUI DESTINATARI UTENZA DELLO SPORTELLO D ASCOLTO N Studenti 32 Genitori 11 Totali 43 Studenti Lo sportello d ascolto rivolto agli studenti è stato impostato come occasione di confronto con una specialista psicologa, attraverso uno o più colloqui, rispetto a bisogni quali: affrontare le difficoltà che possono esserci con il mondo della scuola, della famiglia, dei rapporti interpersonali chiarire dubbi, paure, curiosità promuovere il proprio benessere! Di seguito in tabella viene riportato il numero di studenti che hanno fatto richiesta di colloquio, distinti per settore e annualità: Annualità/settore LICEO TECN.AMB/GEO PROF. Tot. prime seconde terze quarte quinte tot In realtà alle richieste di 2 studenti non ha fatto seguito l effettivo accesso al colloquio (per motivazioni proprie degli studenti stessi). Dunque possiamo rappresentare, con i seguenti grafici, la proporzione di studenti che si sono rivolti allo sportello per ogni settore, poi per annualità e settore e infine divisi per sesso. 3

4 Alunni per settore TECN.AMB./GEO PROF. LICEO TECN.AMB./GEO PROF. LICEO n. alunni per annualità/settore LICEO TECN.AMB/GEO 2 0 prime seconde terze quarte quinte N studenti maschi femmine 4

5 Si può notare che le richieste sono pervenute principalmente da studenti di sesso femminile delle classi del liceo, in particolare della seconda annualità, ma anche della quarta. Tale dato rispecchia probabilmente la maggior facilità, per i soggetti di sesso femminile, ad esprimere una domanda di aiuto psicologico e a sentirsi più a proprio agio nel setting del colloquio individuale; tuttavia non sono mancati utenti di sesso maschile, molto motivati e capaci di usare a loro beneficio il servizio. Per quanto riguarda il maggiore accesso di studenti di seconda e quarta annualità, possiamo pensare a due momenti del percorso di crescita che lasciano spazio a domande su di sé, sui traguardi raggiunti, sui progetti futuri. Ricordiamo poi per le classi seconde la concomitanza del progetto di educazione affettivo-relazionale. In diversi casi (16 appuntamenti fissati) il colloquio è saltato perché l utente non si è presentato all appuntamento. I motivi di tali assenze sembrano essere stati imputabili a problemi di salute o a una sovrapposizione fra l appuntamento e interrogazioni o verifiche non preventivabili. Questi buchi nella maggior parte dei casi hanno potuto essere riempiti grazie alla disponibilità di altri studenti al colloquio o alla concomitanza della richiesta di genitori, presenti a scuola per i colloqui con gli insegnanti, o di docenti che esprimevano il bisogno di un confronto su alcune situazioni. Con ogni studente che si è rivolto allo Sportello d ascolto è stato svolto un numero di colloqui differente a seconda delle singole necessità e della disponibilità del ragazzo ad approfondire il confronto. Quest ultimo elemento risulta importante per tutelare il bisogno di autonomia, esigenza coerente con i compiti di sviluppo. Con ogni studente sono stati effettuati quindi da 1 a 7 colloqui, raggiungendo questo limite massimo solo quando ritenuto necessario. Di seguito il grafico rappresenta più nello specifico la distribuzione del numero di colloqui effettuati per ogni studente: NUMERO ACCESSI per ALUNNO N. 1/2 DA 3 A 5 N. 6/7 NON PRESENTATI Gli studenti nella maggior parte dei casi hanno avanzato la domanda di colloquio da soli, solo in rare occasioni si sono presentati in coppia con amici/he o compagni/e. Le motivazioni alla base delle richieste di colloquio sono state varie, anche se è possibile individuare alcune principali tipologie di situazioni/problematiche che si sono presentate, spesso anche concomitanti e intrecciate tra di loro: 5

6 Difficoltà scolastiche legate a fattori diversi: ansia/insicurezza; bassa motivazione e impegno, o carenze nel metodo di studio; scarto fra le aspettative relative al percorso formativo e le richieste reali del corso di studi; difficoltà con i docenti. In alcuni casi si è presentata una domanda di ri-orientamento. Difficoltà relazionali: con i pari in generale, con l altro sesso, con figure specifiche di amici/e o fidanzati/e, con il gruppo classe (per difficoltà d integrazione, per problemi di autostima). Difficoltà familiari, legate a specifiche situazioni critiche (separazioni, lutti, trasferimenti) o a nuovi assetti relazionali con le figure genitoriali, con i relativi conflitti, alla ricerca di un equilibrio più soddisfacente. Problematiche legate ai cambiamenti evolutivi adolescenziali che determinano delle modifiche negli equilibri interni del ragazzo, che portano al bisogno di individuazione, di comprensione di sé, al desiderio di modificare alcuni aspetti di sé per sviluppare maggiormente le proprie competenze sociali e migliorare la propria qualità della vita. Il lavoro con gli studenti è consistito soprattutto nel permettere un esperienza di accoglienza e di espressione di sé, nel supportare e aiutare i ragazzi ad individuare nuove chiavi di lettura o strategie per affrontare alcune problematiche e infine nell aiutare ad attivare le risorse personali. In alcuni casi, per una motivazione espressa dagli utenti stessi o per l esigenza di tempi più dilatati per approfondire quanto emerso nei colloqui, si è prospettata l opportunità di rivolgersi al di Cantù per richiedere un percorso psicologico. Sono inoltre stati svolti degli incontri con due gruppi classe di prima annualità (nei settori Professionale e Tecnico Ambientale); tali classi sono state individuate dai docenti come particolarmente problematiche per motivi legati alle relazioni, tra compagni e con i docenti, ai comportamenti e alla motivazione al percorso scolastico/formativo. Gli incontri (2 di 1h, per classe) hanno avuto l obiettivo di suscitare una riflessione critica su di sé, come individui e come gruppo, sulla motivazione e sull auto-investimento personale e scolastico/professionale, sulle modalità di comunicazione e relazione. In particolare in una classe sembra essere stato positivamente stimolato il confronto e un iniziale moto di cambiamento. Nell altra, più difficile, sembra essere stato troppo ridotto il tempo a disposizione per il lavoro; potrebbe essere auspicabile per il futuro, in questo contesto o in situazioni simili, una pianificazione più sistematica degli interventi anche in collegamento con le varie figure (docenti) che ruotano nella classe. Genitori Hanno fatto richiesta allo Sportello d Ascolto 11 genitori (di cui 2 coppie) di studenti. Generalmente ad ogni richiesta si è risposto con un colloquio, dal quale far scaturire la possibilità di un confronto in famiglia e la sollecitazione nel figlio/a di una motivazione propria a rivolgersi allo sportello. In alcuni casi, per esigenze e vincoli logistici, sono stati effettuati dei colloqui telefonici. Le motivazioni sottese a tali richieste hanno riguardato il desiderio di comprendere meglio i figli, talvolta in riferimento alle loro relazioni, altre relativamente a criticità nel comportamento del figlio/a e/o nell andamento scolastico (spesso queste motivazioni si sono presentate insieme). Docenti Per quanto riguarda il corpo docenti, è stato previsto in concomitanza con l apertura dello Sportello, un incontro di formazione sulla figura del Tutor, con i docenti coinvolti in tale attività. L incontro si è centrato sulla definizione del ruolo di Tutor, sulle sue funzioni e competenze, sulla relazione di aiuto e lo strumento del colloquio, 6

7 sull organizzazione e strutturazione dell attività. È inoltre emerso un forte interesse, che è stato accolto, per la tematica più generale della fase adolescenziale con i suoi cambiamenti, le sue criticità, l area del disagio, e la domanda relativa a cosa mettere in campo per accompagnare i ragazzi in questa particolare fase. Si è dunque sottolineato il collegamento e il lavoro di rete delle varie figure e risorse attivate per il benessere dei ragazzi, compreso il servizio dello sportello d ascolto. Sembra che il momento di formazione, di confronto e condivisione abbia raccolto il gradimento dei partecipanti. Rispetto all accesso ai colloqui, con alcuni docenti si è attuata una pianificazione formale di appuntamenti e momenti di confronto su situazioni particolarmente critiche di singoli o di gruppi classe, con l obiettivo di identificare strategie di intervento più efficaci. Nella maggior parte dei casi però i docenti hanno cercato un incontro con l operatrice non in maniera formale ma riuscendo comunque a ritagliare momenti di scambio soprattutto per condividere la preoccupazione relativamente ad alcuni alunni o confrontarsi su come suggerire in maniera efficace agli stessi la possibilità di rivolgersi allo sportello d ascolto. OSSERVAZIONI FINALI E POSSIBILI SVILUPPI Si ritiene che il Servizio complessivamente si sia svolto in modo funzionale ed efficace. In ottica di una sua implementazione si segnalano alcuni suggerimenti, laddove possibile, di integrazione: Prevedere, nella fase iniziale del progetto, un incontro per tutti i genitori di presentazione dello Sportello d Ascolto, anche per affrontare e cercare di sciogliere quella certa reticenza che può esserci all idea di rivolgersi alla figura dello psicologo e che rende difficile cogliere le potenzialità del Servizio, per rendere più cospicua l affluenza al Servizio non solo da parte dei genitori, ma anche dei ragazzi stessi. Per tali motivi l incontro con i genitori potrebbe essere finalizzato, oltre alla presentazione dello Spazio d Ascolto, al confronto su tematiche connesse all adolescenza, per sottolineare la complessità del momento evolutivo, che coinvolge sia gli adolescenti stessi che le interne famiglie, e segnalare quanto la Scuola si sia ulteriormente attivata per far fronte a queste fatiche. Pianificare momenti di incontro, seppur sporadici, con i coordinatori (in particolare in momenti di collegio già previsti in modo da non pesare sul consumo di risorse a disposizione) in modo da raccogliere particolari problematicità o condividere e mettere in rete quanto rilevato dalle varie figure, per rendere gli interventi, sui singoli o sulle classi, più proficui. Prevedere brevi percorsi psico-attitudinali per i ragazzi che vivono un disorientamento rispetto alla scelta del percorso formativo. Le finalità di tali percorsi potrebbero essere: abbassare il rischio di abbandono scolastico, evitare al ragazzo inutili esperienze di fallimento, riattivare la motivazione allo studio. Inoltre si potrebbe ipotizzare uno strumento formale di raccolta della soddisfazione dei destinatari e dell efficacia del servizio, dati che sono ad oggi stati rilevati tramite verbalizzazione diretta dei destinatari circa il gradimento e l espressione di un maggiore benessere. La responsabile del progetto Dr.ssa Simona Orsenigo 7

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