Le reti di imprese. Le reti di imprese. 1 sevi 2011 facoltà di economia - L Aquila Organizzazione Aziendale

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1 Le reti di imprese 1

2 Sommario definizione il ruolo delle variabili socio- cognitive le reti di produzione reti localizzate strutture e ruoli nelle reti di imprese 2

3 Approcci esistenti un gruppo di aziende che danno vita ad una forma organizzativa distinta sia dal mercato che dalla gerarchia (Lorenzoni, 1997) una trama di relazioni non competitive che connettono entità istituzionalmente diverse, senza intaccarne l autonomia formale e in assenza di una direzione e un controllo unitario» (Soda, 1998) rete come rapporti di collaborazione tra competitor rete come relazioni di lungo periodo un organizzazione in cui le funzioni non vengono svolte dentro un unica impresa, ma da un insieme di aziende giuridicamente differenti dette anche imprese reti, che prendono parte ad un processo produttivo comune e più ampio 3

4 Alcuni principi di base (1) Ashby (1962): l organizzazione è un insieme di parti interconnesse: «we should define parts as being organized when communication (in some generalized sense) occurs between them». L approccio del sistema aperto e le basi dell economia aziendale: tutte le organizzazioni scambiano beni o informazioni verso l esterno e dipendono dagli scambi con altri sistemi (Scott, 1987). l organizzazione è un insieme di parti interdipendenti e a sua volta è connessa da relazioni di interdipendenza con altri attori e altre organizzazioni con cui forma un ambiente organizzato L organizzazione è una rete immersa in una rete più ampia (hypernetwork) Organizzazione Aziendale e Organizzazione inter-aziendale 4

5 Alcuni principi di base (2) Rete: un insieme di nodi legati da relazioni (Wellman e Berkovitz, 1988). Data una certa popolazione di nodi, considerando tipi di relazioni diverse si possono ottenere reti diverse. Le imprese condividono reti diverse perché individuate da relazioni diverse: economiche, di comunicazione, di amicizia o cognitive (i cognitive knowledge network) Definita una relazione di analisi, modificando la popolazione dei nodi si possono individuare reti diverse: la rete di aziende in un dato territorio, la rete dei competitors di un settore, la rete delle piccole imprese 5

6 Una definizione rete di imprese come un insieme di almeno due entità economiche autonome, connesse sulla base di una relazione e che si coordinano con un processo decisionale congiunto. autonomia come assenza di controllo rilevanza del tipo di relazione scelta relazione come dipendenza o interdipendenza 6

7 La filiera produttiva Le reti di imprese Rete verticale domanda Rete orizzontale Impresa verticalizzata Mercato finale fase prod. finale Fornitore di primo livello fase prod. x + 2 Fornitore di secondo livello fase prod. x + 1 Fornitore di terzo livello fase prod. x 7

8 Rete di imprese VS impresa verticalizzata i vantaggi della rete vantaggi strutturali di specializzazione di cooperazione strategica e produttiva di riduzione dei costi opportunità di sviluppo di nuove competenze e conoscenze dal punto di vista strategico più reattiva agli impulsi esterni ridurre gli investimenti, modificare la leva operativa trasformando i costi fissi in variabili, frazionare il rischio ed aumentare il fatturato per addetto di scambio di conoscenza l impresa virtuale 8

9 Approccio relazionale oggetto di analisi non è più la singola impresa, ma l insieme di relazioni orizzontali e verticali che essa sviluppa mappare la rete come un insieme di nodi connessi da una specifica relazione giungere alla descrizione dei ruoli giocati dai diversi nodi focus sulle relazioni, le dynamic capabilities: capacità di integrare e riconfigurare le competenze interne ed esterne 9

10 le reti di imprese in Italia ISTAT 2001: il 99,3% delle aziende italiane sono piccole imprese (meno di 50 dipendenti) meno dello 0,1% sono grandi imprese (più di 250 dipendenti) downsizing della grande impresa ma anche particolare cultura imprenditoriale incline alla piccola impresa e alla cooperazione fenomeno distrettuale: reti di impresa localizzate 10

11 Il cluster industriale Porter (1998) Le reti di imprese per spiegare il vantaggio competitivo delle nazioni il cluster si estende fin dove arrivano i suoi effetti esterni, ri-comprendendo i produttori finali, quelli intermedi ed i produttori di macchinari Per individuare un cluster: partire da una grande impresa o da una concentrazione di imprese simili e poi muoversi verso l alto ed il basso lungo la catena verticale di imprese ed istituzioni Scarso rigore metodologico 11

12 La teoria dei costi di transazione un azienda può procurarsi le risorse o realizzandole internamente (organizzazione) oppure acquistandole dall esterno (mercato) fine: ridurre i costi di transazione In presenza di incertezza del mercato e di opportunismo degli attori (prezzi elevati): organizzazione o rete di imprese con norme condivise (fiducia) riducono i costi di transazione Con costi contenuti aumenta la frequenza delle transazioni aumentando la fiducia e quindi riducendo a sua volta i costi di transazione (circolo vizioso) 12

13 Variabili socio-cognitive cognitive (1) impresa fordista verso un cortocircuito della conoscenza centralizzata la rete nasce in seguito alla migliore capacità di gestire i processi cognitivi divisione cognitiva del lavoro: non solo una specializzazione dell attività produttiva, ma anche delle conoscenze e della porzione accessibile di informazioni esternalità di rete rete come sistema cognitivo collettivo impresa rete come anello di un sistema cognitivo allargato 13

14 Variabili socio-cognitive cognitive (2) nell azienda fordista l innovazione è programmata a livello centrale e confinata in una particolare funzione R&S Nella rete di imprese emerge una absorptive capacity di nuove idee e innovazioni dall interazione tra soggetti diversi lungo la filiera la motivazione a stringere relazioni con altre imprese della rete è guidata non solo da capacità tecniche, ma anche da capacità innovative apprendimento della singola azienda (struttura artigianale) apprendimento collettivo (milieu innovateur, tacit knowledge transfer) Apprendimento attraverso la cooperazione a rete Si verificano eventi innovativi che sono facilmente imitabili dagli attori interni al cluster mentre non sono accessibili a quelli localizzati altrove 14

15 Apprendimento collettivo Le reti di imprese learning by external adapting learning by external adapting domanda filiera a monte Apprendimento della singola azienda nella filiera l impresa è specializzata (learning by specializing) nell impresa la struttura è artigianale, membri non specializzati (learning by doing, by interacting with others) Apprendimento collettivo learning by doing learning by interacting with others Knowledge Management: combination and socialization 15

16 Apprendimento attraverso la cooperazione a rete domanda filiera a monte A differenza del collettivo presuppone la volontà alla collaborazione network identity fiducia e commitment Capitale sociale network view: condivisione di convinzioni, esperienze, orientamenti di fondo, pratiche organizzative e relazionali all interno della comune network view, attori diversi hanno una diversa rete cognitiva, cioè una diversa rappresentazione nel network reale Rete informale e rete pianificata 16

17 L impresa guida, aspetti cognitivi L impresa guida: l unità che all interno di un rete sia ha il maggior numero di relazioni, sia ricopre il ruolo di definizione, gestione, coordinamento e controllo dell attività degli altri nodi della rete. L impresa guida che non ha una capacità cognitiva tale da poter gestire il business in modo totalmente integrato, ma assume il ruolo di gestore della rete, con una consapevolezza ed una capacità progettuale maggiore rispetto a quella degli altri attori. 17

18 Reti di produzione relazione di analisi: lo scambio di beni e servizi per la realizzazione di un prodotto o servizio da collocare sul mercato. l azienda deverticalizzata: i prodotti nascono dalla cooperazione da un insieme di attori specializzati in poche attività produttive e collocati in punti diversi della filiera. Focus sulle risorse complementari Letteratura supply chain management (SCM): focus su gestione del flusso di materiali, acquisizione di materiali, trasformazione in prodotti o servizi e distribuzione sul mercato. Focus sulla singola impresa: si analizza il demand network ed il supply network intorno alla singola impresa. Immediate VS total supply network Obiettivi strategici SCM: la riduzione scorte VS demand satisfaction Obiettivi operativi SCM: flessibilità, qualità, rapidità, time to market, just in time ed il più generale aumento di produttività 18

19 Qualità del rapporti di fornitura (1) Le imprese che hanno pochi fornitori instaurano con essi un rapporto collaborativo e di lunga durata. Chi lavora in un ottica multi-sourcing è spinto verso un rapporto breve e conflittuale. In contesti ad alta tecnologia, in cui si richiede un contributo innovativo da parte dei fornitori, è preferibile una strategia single o dual-sourcing Nel caso di un bene estremamente diffuso e con uno scarso contributo innovativo, è preferibile una strategia multi sourcing I fornitori partecipano con diversa intensità alle decisioni del committente: fornitore normale, integrato e partner Gli accordi formali di fornitura prevedono una diversa autonomia decisionale lasciata al fornitore, in ordine decrescente: espansione in sito, multilocalizzazione, acquisizione, joint-venture, partecipazioni minoritarie, fornitori partner e fornitori indipendenti 19

20 Qualità del rapporti di fornitura (2) l autonomia decisionale è regolata sia da strumenti e procedure organizzative, sia da aspetti informali In base all importanza della fornitura per l impresa cliente, è possibile distinguere tra fornitori tattici, che realizzano componenti di minore importanza. In genere con rapporti di fornitura molto brevi e guidati soprattutto da contrattazioni sul prezzo. fornitori strategici, che offrono prodotti e servizi determinanti per la redditività del committente. In genere relazioni di lungo periodo basati su reciproca fiducia, collaborazione e intenso scambio di conoscenza. supply networks: stabili strutture di cooperazione tra imprese 20

21 Reti localizzate: i distretti industriali reti di imprese che operano nello stesso settore, collocate nella stessa area geografica necessità di investigare un fenomeno che caratterizzata un importante porzione del tessuto industriale italiano in Italia sono presenti oltre 200 distretti industriali e il fenomeno di distrettualizzazione impiega quasi la metà degli addetti dell industria manifatturiera. Marshall (1972) intuisce che i vantaggi della produzione in larga scala possono essere conseguiti non solo dalla singola grande impresa, ma anche da un gran numero di piccoli produttori raggruppati nella stessa area geografica. tra le determinanti del vantaggio economico inserisce anche le caratteristiche sociali, culturali e storiche del territorio: l atmosfera industriale un elevata capacità di adattare la produzione alle esigenze del cliente riorganizzando velocemente la filiera produttiva (squadre a composizione variabile). 21

22 Strutture e ruoli nelle reti di imprese l impresa rete decide di far parte di una rete perché spinta univocamente dalle proprie convenienze e concorre a soddisfare le convenienze altrui in quanto condizioni alla realizzazione delle proprie (Galassi, 1969, p. 191). i nodi non hanno tutti lo stesso potere le imprese coinvolte hanno un peso diverso che dipende dalle funzioni svolte all interno della rete, dal posizionamento nella filiera (capacità interne), e dalla loro posizione relazionale (caratteristiche topologiche) 22

23 L impresa guida Strutture e ruoli nelle reti di imprese Le reti di imprese l azienda che all interno di un rete ha il maggior numero di relazioni e ricopre il ruolo di definizione, gestione, coordinamento e controllo dell operato degli altri nodi della rete riesce ad ottenere un fatturato per addetto maggiore rispetto alla media del settore (cumula i valori aggiunti delle altre imprese senza però contabilizzarne i relativi addetti) L impresa guida deve: influenzare gli investimenti delle organizzazioni all interno della rete avere un ampia visione cognitiva delle caratteristiche della filiera e degli attori coinvolti in essa, avere una elevata abilità nel selezionare i partner e nel coordinarli avere una spiccata capacità di mantenere e controllare una leadership fondata non sulla gerarchia ma sulle competenze e sul potere di ricompensa 23

24 Le imprese finali Il posizionamento nella filiera Le reti di imprese Le imprese poste a valle della catena, le cosiddette aziende o assemblatori finali, sono le uniche a contatto con il mercato In genere le imprese finali: svolgono i compiti più creativi e a maggiore valore aggiunto, come il disegno, l ingegnerizzazione, il marketing e l innovazione del prodotto sono al centro del processo di divisione cognitiva del lavoro si specializzano nelle attività meno standardizzate e quindi più complesse controllano il processo di innovazione assorbono la conoscenza dall esterno e ne convogliano la diffusione e la socializzazione tra i loro fornitori 24

25 Le imprese a monte: i fornitori Il posizionamento nella filiera Le reti di imprese sono specializzati nella produzione di specifici componenti in alcuni casi possono sviluppare delle competenze cruciali per le aziende finali, in altri possono ricoprire un ruolo più comune e facilmente sostituibile seppur con gradi diversi, la caratteristica più importante è la dipendenza economica dalle aziende finali che controllandone ordini e commesse esercitano su di essi un influenza non trascurabile 25

26 Struttura relazionale Forma della rete e posizionamento nella rete Le reti di imprese la rete a stella: un azienda centrale gestisce direttamente le relazioni con gli altri membri della rete (o rete segregata o rete centrata) la rete integrata: intense relazioni tra tutti i componenti della rete (o rete integrata o rete simmetrica). Boari e Lipparini (1999): modello in quattro fasi in cui l impresa guida perde progressivamente parte del proprio potere di controllo e realizza una progressiva de-gerarchizzazione del sistema. rete realizzata: relazioni di breve periodo, gestite in modo gerarchico rete razionalizzata: relazioni più stabili, minore gerarchia rete pianificata: relazioni dirette tra i fornitori, l azienda focale perde parte della propria centralità rete a modalità mista: l impresa focale delega l attività di gestione dei fornitori ad un altro fornitore 26

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