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1 LISTA ATTREZZATURE Scopri la più avanzata tecnologia per la piega dei metalli su: TECNOCURVE Via IV Novembre, San Pietro di Morubio (VR) T

2 Tale manuale nasce con l intenzione dell azienda di supportare tecnicamente la propria clientela per quanto riguarda la piegatura in senso generale, cercando di fornire un aiuto in un settore ancora poco conosciuto dal cliente finale. Tutti i dati di seguito riportati sono da considerarsi soggettivi, in quanto non vincolati a norme specifiche ma ricavati dall esperienza di 20 anni nel campo della deformazione a freddo. Si ricorda alla propria clientela che anche tutte le lavorazioni non elencate in questo manuale sono comunque realizzabili da parte di TECNOCURVE. Si evidenzia inoltre che si diffida ad usare tale manuale nel caso di lavorazioni molto complesse e che l azienda non è responsabile di quanto segue in quanto basato, come detto, su impressioni soggettive dell autore. Tale documento si intende per uso strettamente personale ed è pertanto protetto dalla legge n. 663 del ; ne sono vietate la copia, la divulgazione, la trasmissione e la cessione, se non tramite autorizzazione scritta da parte dell autore I trasgressori saranno puniti a norma di legge. 3 4

3 L azienda TECNOCURVE ormai da 20 anni si propone come una piccola azienda, ma dalle grandi prospettive, assicurando al cliente finale un prodotto certificato realizzato con macchinari d avanguardia ed attrezzature studiate. Con la specializzazione e la costruzione di attrezzature specifiche, nonché con l acquisto di macchinari sempre di ultima generazione, l azienda stessa si confermava sul mercato ampliando la propria sede produttiva nel Nel 2003 un ulteriore ampliamento, permette all azienda di raggiungere i 2800 mq totali, comprendendo svariati macchinari a controllo numerico ed un magazzino di materiale grezzo sempre pronto all uso. Sempre in questi anni le esportazioni cominciano ad essere più importanti, raggiungendo paesi come Giappone, Israele e Finlandia, che ricoprono ormai il 20% del mercato attuale di TECNOCURVE L azienda TECNOCURVE nasce nel 1985 come piccola azienda metal-meccanica dedicata alla deformazione a freddo, riscontrando subito nella clientela un buon interesse per lavorazioni considerate ancora artigianali. Nel 1998, il secondo ampliamento, frutto di una costante attenzione verso il cliente e di un sistema qualità che fa spiccare l azienda rispetto alla concorrenza, e permette di fornire prodotti sempre più precisi a costi in linea con il mercato di allora; sempre in quegli anni cominciano le esportazioni verso i paesi europei, sintomo del fatto che lo standard qualitativo è apprezzato anche fuori dai confini nazionali. In questi anni si sviluppa la capacità di deformare a piacere tubolari profilati utilizzati soprattutto nei settori di costruzione di macchine in genere. L ultimo ampliamento aziendale si ha nel 2013, quando, vista la necessità produttiva, TECNOCURVE, apre una sede distaccata che si occupa principalmente della calandratura di tubolari e profilati a disegno. Ad oggi, l azienda, può contare su un totale di una ventina di macchinari per la deformazione del tubo, tra le quali curvatubi, calandratubi, centri di lavoro per l alluminio, un robot plasma antropomorfo ad 8 assi controllati ed un macchinario di taglio laser-tubo da barra, cercando di fornire alla propria clientela un prodotto comprensivo di tutte le lavorazioni accessorie realizzabili. 5 6

4 LA PIEGATURA A FREDDO IN GENERE LAVORAZIONI ACCESSORIE TECNOCURVE realizza deformazioni a freddo su qualsiasi tipologia di materiale, sia esso acciaio, acciaio inossidabile, alluminio ed ottone. La piegatura a freddo che TECNOCURVE realizza da ormai 20 anni è essenzialmente divisa in 2 macro-settori, ossia CURVATURA e CALANDRATURA. La CURVATURA consiste essenzialmente nella deformazione di un qualsiasi tubolare con raggi di piegatura relativamente stretti, ed è realizzata su macchinari appositi, dette curvatubi, per l appunto, sulle quali viene montato una stampo (matrice) che imprime al tubolare una deformazione assiale fissa, derivante dal raggio dello stampo utilizzato. Pertanto, qualora in un particolare vi siano diversi raggi di piegatura, quest ultimo dovrà prevedere la costruzione di diversi stampi, ognuno caratterizzato da un raggio di piegatura diverso. In questo tipo di deformazioni, la difficoltà, consiste nel contenere le deformazioni causate da una curvatura relativamente critica, ed in questo genere di lavorazioni subentrano diversi aspetti vincolanti, ossia; Rapporto diametro del tubo / Raggio di curvatura Spessore del tubolare Allungamento del materiale Elasticità del materiale Ritorno elastico Estetica La CALANDRATURA è solitamente una lavorazione molto più semplice e consiste nel far passare un qualsiasi tubolare in una terna i rulli studiata appositamente, in modo da costringere il tubolare a formare un arco caratterizzato da un certo raggio; per questo procedimento si utilizzano macchine dette calandre. Con questo procedimento si creano curvature relativamente ampie, e, diversamente dalla curvatura, si possono allo stesso tempo abbinare su di un particolare svariati raggi di curvatura, creando svariate geometrie a piacere. La nota dolente di tal procedimento consiste nel tratto rettilineo che viene a crearsi all inizio ed alla fine del particolare calandrato, dovuto alla distanza tra i vari rulli di trascinamento. Oltre a tutta una serie di curvature e calandrature realizzabili TECNOCURVE è in grado, grazie alla propria organizzazione interna, di aggiungere a qualsiasi particolare lo necessiti non solo la semplice deformazione a freddo ma anche tutta una serie di lavorazioni accessorie utili al cliente finale perché a quest ultimo sia fornito un particolare il più possibile finito e pronto per l assemblaggio o la saldatura. Tra queste citiamo; Rifili e tagli a misura eseguiti su robot plasma antropomorfo per spessori fino a 20 mm. Forature e filettature varie realizzate su centro di lavoro a piano mobile. Taglio laser antecedente la curvatura per particolari che lo consentano. Rivettatura, cianfrinatura, sgolatura, e tutte le lavorazioni da eseguirsi post-curvatura Saldatura certificata e non, per assemblaggio particolari finiti 7 8

5 Taglio laser-tubo concetto Con l avvento delle nuove tecnologie del settore metalmeccanico in genere, sono sempre più i macchinari che Tecnocurve utilizza per la produzione dei semi-lavorati in produzione, tra i quali citiamo, in questo paragrafo, il macchinario Laser-tubo; tale macchinario è noto per utilizzare la sorgente laser appunto per tagliare, forare e sagomare barre intere di materiale per trasformarle in spezzoni con FORATURA La foratura laser-tubo avviene tramite una sorgente laser che, verticalmente all asse del tubolare, esegue il taglio del tubo creando un foro oppure una asola a disegno; l unico difetto, evidente nel disegno accanto, è che proprio questa verticalità dell asse fa in modo che un foro molto grande rispetto al diametro del tubolare accentui molto il difetto di ovalizzazione esterna del foro, perciò il foro creato sarà sicuramente del diametro richiesto, ma non sul lato esterno del tubolare, ma solo sul lato interno, ossia sul diametro interno del tubolare. Tale difetto di svasatura dei fori sia ha solo nel caso di tubolari tondi, in quanto su tubolari quadri o rettangolari le facce sono sempre in asse con la sorgente del laser. Si evidenzia inoltre che il laser-tubo ha la caratteristica, attraverso un movimento fuori asse della sorgente, di nascondere tale difetto, che sarà tuttavia evidente qualora il diametro del foro sia abbastanza grande rispetto al diametro del tubo tondo. Per calcolare il diametro massimo di un foro su un determinato tubolare occorre usare la seguente formula; Ø foro massimo = Ø esterno del tubolare x sen 25 Il seno di 25 è un dato fisso che riguarda lo spostamento massimo dell asse rispetto al centro del tubo da tagliare, nel caso in cui l angolo risultasse maggiore di 25 tale operazione non è realizzabile. Qualora il diametro del foro sia minore del diametro del foro massimo realizzabile allora sipotrà valutare la possibilità di eseguire un foro privo del difetto, settando il macchinario con il movimento della sorgente fuori asse, lavorazione che comunque non tutti i laser-tubo sono in grado di svariate lavorazioni che, secondariamente, vengono piegate a disegno per realizzare i semi-lavorati richiesti dalla propria clientela. Sottostante, con relative figure accanto, citiamo tuttavia tutti gli accorgimenti tecnici dettati da questo macchinario che l azienda reputa standard nelle proprie lavorazioni, ma che spesso non sono conosciuti dalla maggior parte dei progettisti realizzare.in realtà si specifica che tale dettaglio può essere trascurato ma tuttavia assume un aspetto fondamentale nel caso di fori filettati; è infatti impossibile eseguire la filettatura su fori svasati da laser, perciò ogni progettista dovrà tener conto che ove su alcuni fori sia da eseguire filettatura post-taglio si dovrà avere l accortezza di indicare eseguire foro in lavorazione piana su quei fori che occorrono tassativamente privi del difetto di svasatura. La lavorazione piana non è altro che il movimento in piano della sorgente, già descritto precedentemente, che da origine a fori, fatti come se fossero stati eseguiti con trapano tradizionale, non a laser. E pertanto logico definire che nel taglio laser non si possono eseguire fori per successiva filettatura nel caso in cui il diametro del foro da realizzare non abbia i requisiti definiti nella formula precedente. TAGLIO Anche nel taglio inclinato del tubolare (nel taglio diritto non vi sono difetti tecnici) il problema della verticalità dell asse crea alcuni dettagli che sono da citare, onde evitare problemi di fattibilità non previsti in fase di progettazione. In particolare si evidenzia che il taglio inclinato non potrà in nessun caso sfondare sullo spessore pieno del tubolare, e pertanto si creerà un taglio che non è completamente finito ma con lo scalino derivante dallo spessore del tubo tagliato; maggiore sarà lo spessore del tubolare e maggiore sarà il difetto (vedi disegno accanto). Tale difetto è spesso ignorato nella maggior parte delle lavorazioni, in quanto tale scalino può essere utile come preparazione alla saldatura, tuttavia nel caso di tagli a vista e con spessori importanti tale difetto risulta evidente e non trascurabile. Da notare che anche sul lato interno del taglio il difetto è presente, tuttavia, essendo in negativo, ossia verso l interno del tubo, è difficilmente percepibile, e viene nella maggior parte dei casi trascurato. Un altro dettaglio da valutare, sempre nelle fasi di taglio con laser-tubo, è lo scarto da barra; in realtà tale macchinario ha necessità, per ogni lavorazione, di sfruttare un minimo di presa sulla barra intera che verrà adoperato come attacco per la pinza che sposta la barra durante il taglio della sorgente; tale scarto è tassativo e fisso in 180 mm di lunghezza. Questo sta a significare che per ogni barra di lunghezza 6000 mm (massimo 6500 mm) si dovrà tener conto che il laser utilizza in realtà 5820 mm per ogni lavorazione, e calcolare pertanto un taglio ottimale. Tale concetto non ha senso nel caso di pezzi diritti, ove lo scarto è comunque da considerarsi come pezzo utilizzabile diritto e pertanto il calcolo può esser fatto su barre da 6000 mm ( o massimo 6500 mm). 9 10

6 Il concetto di piegatura Le tensioni nella fase di piega Il concetto principale di piegatura, consiste nel deformare un dato tubolare attorno ad una matrice, solitamente sagomata, in modo da imprimere a tale deformazione un dato raggio, detto appunto di piegatura, determinato dalla matrice stessa. Nella maggior parte dei casi per sostenere la parte esterna del tratto curvato, che altrimenti si andrebbe a schiacciare, è necessario l utilizzo di un mandrino posizionato internamente al tubo per sostenere l estradosso in fase di piega (vedi figura accanto). La determinazione della tipologia di mandrino da utilizzare, il materiale grezzo con il quale costruire tali attrezzature, ed i successivi trattamenti termici da adoperare, fanno parte di quei segreti industriali ricavati da 20 anni di esperienza nel settore della curvatura a freddo. Nella maggior parte delle curvature class che si evidenziano, nel tratto piegato, due diverse tipologie di tensioni, che andremo ad analizzare in quanto causa di tutte le problematiche del settore. Nella figura a fianco si può notare che si distinguono, in ogni cur va, 3 settori che si differenziano tra loro in quanto diversi dal punto di vista tensionale; si avranno pertanto un INTRADOSSO, un ASSE NEUTRO ed un ESTRADOSSO. L intradosso, nella figura colorato in rosso, è caratterizzato da una tensione di compressione dovuta alla differenza di sviluppo lineare tra raggio medio (Rm) e raggio interno (Ri); per qualsiasi approfondimento si veda il successivo paragrafo Grinzature. L asse neutro invece è uno stato privo di tensioni che non si trova, come si potrebbe ipotizzare, nella zona mediana del tubolare, ma, equilibrando lo stato tensionale del pezzo, solitamente tende a spostarsi nella zona interna della curva, verso il raggio interno, dando vita ad allungamenti localizzati. L estradosso, collocato sul raggio esterno, è uno stato fortemente sollecitato da tensioni di trazione, causa di assottigliamenti di spessore e stiramenti di materiale, nonché delle variazioni di sezione nella zona curvata; si veda capitolo Assottigliamento dell estradosso

7 Materiali, differenze principali I rapporti raggio, diametro del tubo e spessore, difficoltà di piegatura Nel campo della deformazione a freddo la tipologia di materiale è sicuramente una variabile fondamentale della quale tener conto, anche se va detto che, per quanto riguarda la curvatura e la calandratura a freddo, tale variabile non incide molto nella fase di progettazione, ma è esclusivamente una problematica tecnica nella fase di lavorazione. In questo paragrafo, tratteremo le principali differenze fra 4 materiali solitamente in uso, ossia acciaio S235, acciaio S355, acciaio inossidabile AISI 304 ed alluminio. Le differenze fra questi materiali sono ben note, pertanto ci limiteremo a definirne le differenze meccaniche che influenzano la piegatura. Una differenza fondamentale sta nel cosiddetto ReH, ossia Resistenza allo snervamento, espresso solitamente in N/mm² ; tale valore rappresenta la tensione in corrispondenza della quale il materiale inizia a deformarsi plasticamente, passando da un comportamento elastico reversibile ad un comportamento plastico caratterizzato dallo sviluppo di deformazioni irreversibili che non cessano al venir meno della causa sollecitante. In pratica tale valore definisce la plasticità di un materiale, ed è logico supporre che maggiore sarà tale valore e più difficoltosa sarà l operazione di piegatura. In una scala di valori si può dire che l acciaio in qualità S235 è sicuramente tra i 4 materiali il più curvabile, avendo solitamente valori di ReH attorno ai 250 N/mm². L acciaio inossidabile in AISI 304 invece, essendo un materiale tenace, avrà valori maggiori, solitamente attorno ai N/mm², ed è perciò di facile comprensione che la curvatura di questo materiale avrà criticità maggiori, in quanto si dovrà riuscire a deformare un materiale meno plastico rispetto all acciaio comune. L alluminio, che invece ha una resistenza tra i N/ mm², e che pertanto dovrebbe essere molto duttile, in realtà è un materiale critico per la piegatura, perché presenta differenze fondamentali per il parametro A%, ossia allungamento percentuale. L allungamento percentuale è un altro valore molto importante nel campo della deformazione a freddo, in quanto un materiale che non riesce ad allungarsi non riesce nemmeno a curvarsi, e pertanto non è adatto ad essere deformato. Nel caso dell alluminio, che in alcuni casi ha allungamenti percentuali molto ridotti attorno al 5 6 %, provando a piegare queste tipologie di materiali si noterà che al primo accenno di allungamento il materiale andrà in rottura in maniera evidente, causa del fatto che appunto non si può prescindere dall allungamento nella progettazione di una determinata curvatura. Si evince pertanto che un materiale con allungamento minore dell allungamento necessario per una determinata deformazione non è assolutamente utilizzabile, in qualsiasi caso. Pensare ad una curva semplice può per molti essere soggettivo, in quanto anche le curve più difficili, se affrontate con attrezzature idonee possono risultare semplici; in base a questo concetto andremo pertanto a valorizzare la difficoltà di piegatura in base alle attrezzature necessarie per effettuarla ed al tipo di sollecitazioni presenti durante la deformazione. Per fare questo occorre conoscere una formula fondamentale nella progettazione di curvature, utilizzabile esclusivamente per tubolari tondi deformati a raggio fisso su macchine curvatubi; Rm x Sp D X D = Kc Rm = raggio riferito all asse medio del tubolare Sp = spessore reale del tubolare D = diametro esterno del tubolare Kc Rm = raggio riferito all asse medio del tubolare Sp = spessore reale del tubolare D = diametro esterno del tubolare Kc è un coefficiente numerico che viene utilizzato per determinare la difficoltà di piegatura, ossia le eventuali attrezzature necessarie perché si riesca a curvare il dato tubolare. In base a questo parametro si elenca il riferimento aziendale per la fattibilità di piegatura; Kc > 0.33 curvatura molto semplice 0.33 > Kc > 0.1 curvatura standard Kc < 0.1 curvatura critica E logico desumere che il vantaggio maggiore per un progettista sarebbe quello di trovarsi con un coefficiente maggiore di 0.33, condizione solitamente molto rara; diciamo comunque che sopra il coefficiente 0.1 la curvatura è facilmente realizzabile, ma che scendendo sotto questo parametro si dovranno da subito utilizzare attrezzature costose e difficilmente realizzabili dal punto di vista prettamente tecnico da chi non fosse del settore. Si evidenzia anche che il tecnico dovrà fare molta attenzione a tale formula in quanto, variando anche di poco uno dei 3 valori in gioco, il coefficiente potrebbe diminuire oppure aumentare in maniera sensibile, causando risparmi o perdite non calcolate ( si veda anche il parametro Risparmiare progettando )

8 Assottigliamento dell estradosso GRINZATURE Come già detto in precedenza l estradosso è una particolare zona del tubolare piegato che subisce nella maggior parte dei casi una forte tensione di trazione, e che vincola sia la fattibilità di piegatura che il risultato estetico della stessa. Per avere un concetto più chiaro di quanto detto si parta dal presupposto che qualsiasi trazione porta ad una certa deformazione, e che pertanto maggiori saranno le trazioni, e maggiori saranno le deformazioni finali; se tali trazioni sono date dalla differenza tra lo sviluppo lineare del raggio medio e quello del raggio esterno, è facile capire che lo stiramento sull estradosso sarà vincolato dalla seguente formula; 100 x Re Rm - 1 Re = raggio riferito all asse esterno del tubolare Rm = raggio riferito all asse medio del tubolare = A% min In forma empirica si definisce pertanto l allungamento del materiale necessario per una data curvatura, notando il fatto che qualora l allungamento del materiale non fosse sufficiente si avrà immediatamente una rottura sull asse esterno del tubolare piegato, come a dire che tale materiale non è in grado di allungarsi quanto basta. Sarà cura del progettista, pertanto, utilizzare materiali che superino di almeno 3-4 punti il coefficiente di allungamento ottenuto da tale formula, soprattutto nel caso di materiali tenaci. gioco nella determinazione dell assottigliamento, tuttavia, anche in questo caso, si basa tutto sul fattore Kc, che, aumentando, darà luogo ad allungamenti ed assottigliamenti maggiori. Si può pertanto dire che, il fattore Kc, il valore di A%, gli stiramenti e le compressioni delle varie zone della curva, sono tra loro in relazione, perché vincolate dal raggio di piega, e così; Kc crescente = maggiori allungamenti, maggiori compressioni e maggiori assottigliamenti, ossia maggiori deformazioni Partendo dal fatto che la determinazione reale dell assottigliamento la si ha solamente effettuando prove tecniche, si può ipotizzare tale assottigliamento in maniera empirica con la seguente formula; (Re - Rm) Re x 100 = % ARe Re = raggio riferito all asse esterno del tubolare Rm = raggio riferito all asse medio del tubolare C è da ricordare che tali formule non tengono conto dello stato del tubolare, ma sono da considerarsi in linea prettamente teorica %ARe è il valore in percentuale di assottigliamento dello spessore sul raggio esterno, e cioè sull estradosso, partendo da uno spessore iniziale reale. Le grinzature nella zona dell intradosso della curva sono segno evidente di eccessiva compressione del materiale, che, non essendo in grado di assorbire tale tensione, crea una serie di ondulazioni con tendenza verso l interno della curva; in relazione al fattore Kc, tali grinzature saranno maggiori qualora aumenti tale coefficiente, in quanto maggior criticità di curvatura significa solitamente anche maggiori compressioni sull intradosso. Sé si parte dal presupposto che la zona interna della curva e quella esterna sono per forza di cosa in relazione, è facile capire che l unico modo per togliere le compressioni in eccesso dall asse interno è quello di aumentare le trazioni sull estradosso, cercando di compensare l equilibrio di forze presenti nella curvatura. L unica soluzione sembra a tal punto cercare di aumentare le trazioni sull esterno della curva, tuttavia, seguendo il ragionamento iniziale, sappiamo che aumentare tale sollecitazione vuol dire per forza aumentare gli stiramenti, e di conseguenza anche le deformazioni; è a questo punto che l utilizzo del mandrino interno di piegatura diventa indispensabile. Il mandrino è una attrezzatura che ha, per l appunto, lo scopo di sostenere la parte esterna della curva in modo che questa mantenga uno stato di trazioni tale per cui l intradosso non risenta delle eccessive compressioni; senza tale accorgimento infatti l esterno curva tenderebbe inevitabilmente ad accentrarsi verso la zona con trazione minore, con il risultato di evitare tali sollecitazioni ed ovalizzare eccessivamente la curvatura. è logico comunque desumere che qualora il mandrino si trovasse in posizione troppo avanzata si andrebbe a compromettere esteticamente la curva e che pertanto esiste un punto in cui alcune compressioni molto elevate non sono eliminabili se non con l ausilio della controslitta ( detta anche antigrinze o rompi-grinza ). La controslitta è una attrezzatura supplementare che è molto utilizzata soprattutto nel campo della curvatura per automotive e comunque nei casi in cui gli spessori dei tubolari da curvare sono molto ridotti e si necessitano di raggi di curva molto stretti; diciamo praticamente nei casi in cui il coefficiente Kc è molto basso. La controslitta ha lo scopo principale di sollecitare la parte interna della curva causando uno stiramento iniziale anche sull intradosso, dato dal fatto che trafilando la zona interna della curva quest ultima abbassa le tensioni di compressione ricevendo materiale al momento della piega pre-allungato dalla controslitta appunto Un altro concetto basilare che si deve conoscere per progettare una curvatura, soprattutto nel caso di curvature in cui lo spessore finale è molto importante, ( si pensi al campo della caldareria in genere ) è quello riguardante lo stiramento dell estradosso; si noti infatti che, nel tentativo della zona esterna di allungarsi per recuperare lo svantaggio rispetto all asse medio, si produce un assottigliamento localizzato sull estradosso che, nel caso di curvature critiche, può avere valori molto importanti. Molti sono i valori in 15 16

9 EVITARE GLI STIRAMENTI LEGGERE LE TABELLE DI CURVATURA Grazie all utilizzo di moderni macchinari, TECNOCURVE riesce ad eseguire curvature molto complesse grazie all implemento nel proprio parco attrezzature di un macchinario a CNC che riesce, grazie ad una tecnica innovativa, ad eliminare o comunque diminuire, gli stiramenti in fase di piega; tale tipo di curvatura presenta molti aspetti positivi, che di seguito elenchiamo; minori stiramenti ed allungamenti di materiale, e perciò meno assottigliamento sull estradosso nella parte curvata, parametro fondamentale nel campo della deformazione controllata a freddo. minori deformazioni del tratto curvato, conseguenza dell assenza di allungamenti progettazione e gestione degli allungamenti per particolari complessi con tolleranze critiche sulle lunghezze finite del pezzo da eseguire minori attriti sul mandrino di piegatura e pertanto maggiore durata e resistenza attrezzature precisione maggiore e comunque gestibile a bordo macchina migliore estetica del pezzo curvato in quanto meno sollecitato in fase di piega Le tabelle che seguono sono state ideate e realizzate per agevolare la clientela nella decisione del raggio ideale da utilizzare nella progettazione di curvature su tubolari tondi, quadri e rettangolari. Nella colonna di sinistra si trova l elenco dei diametri dei vari tubolari, oppure la sezione ( A x B ) nel caso di tubi quadri e rettangolari, espressa in millimetri. Nella riga superiore si trovano tutti i raggi nominali a disposizione espressi in millimetri. Accanto ad ogni diametro o sezione compare la condizione riguardante lo spessore minimo perché i raggi di piegatura della riga superiore relativa al valore dato siano realizzabili; essendo lo spessore stesso una condizione vincolante nella curvatura a freddo si consiglia di valutare attentamente questo passaggio, chiarendo il fatto che si deve valutare lo spessore reale, e non quello nominale (che solitamente è maggiorato rispetto al reale) del tubolare in questione. Logicamente solo nei casi in cui sia espresso un valore di spessore un dato raggio è realizzabile; se non esiste una cella di incontro fra asse X ed asse Y significa che per quella determinata sezione non è possibile realizzare il raggio sopra indicato. Si specifica inoltre che il raggio di piegatura indicato nella riga superiore è il raggio nominale in quanto reale di piegatura lo si può verificare solamente una volta eseguite delle prove di curvatura, in quanto la differenza tra i due raggi è in pratica dovuto al ritorno elastico del materiale e perciò dipende dal materiale utilizzato per la lavorazione di piegatura. I raggi di piegatura si differenziano tra medi ed interni, in base al tipo di tubolare in questione, ed in particolare; RAGGIO MEDIO riferito all asse mediano del tubolare per i TUBOLARI TONDI RAGGIO INTERNO, riferito all asse interno del tubolare per i TUBOLARI QUADRI e RETTANGOLARI Si consiglia a chiunque consulti tale manuale di fare molta attenzione a queste due tipi di misurazioni, onde evitare problematiche di progettazione non indifferenti. Le varie celle si distinguono per colorazione, come sotto riportato; RAGGIO DISPONIBILE SENZA ALCUNA SPECIFICA DI FATTIBILITà ATTREZZATURA COMPLESSA PER LAVORAZIONE TUBOLARI DI CALDARERIA, per uso scambiatori di calore e/o serpentine in genere, chiedere all ufficio tecnico di TECNO- CURVE prima di ipotizzare tale curvatura Si specifica inoltre che, tali tabelle non tengono conto di; - differenza tra i vari materiali, essendo pertanto verificabili solamente con materiali con ReH mino di 300 N/mm2 - problematiche tecniche o geometriche dei vari particolari, pertanto ogni disegno dovrà essere valutato da Tecnocurve Si prega pertanto, nel caso di lavorazioni fuori standard, di chiedere informazioni più dettagliate direttamente all Ufficio Tecnico di TECNO- CURVE. L azienda non sarà in alcun caso responsabile di eventuali danni causati da un uso improprio o scorretto di tale risorsa. Si ricorda inoltre che tutte le indicazioni fornite su tali manuali si basano su calcoli teorici ed esperienze soggettive di chi ha redatto tale documento. Tutti i moduli contenuti e/o consegnati in visione a terzi sono di proprietà esclusiva di Tecnocurve S.r.l, e pertanto protetti dai vincoli di diritti d autore come previsto dalla norma di legge in vigore, proprietario unico TEC- NOCURVE S.r.l.; tali moduli non possono essere ceduti a terzi e/o visionati da persone alle quali non è stato consentita la visione da parte del titolare del documento

10 NOTE 19 20

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