Scheda progettuale DGR 1098 del 28/6/2013 (Ambito Provincia di Rovigo)

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1 Allegato B SOS. Dpt Consultorio Familiare, Tutela Minori ed Adolescenza Tel. 0425/ Fax 0425/ La Responsabile: Dott.ssa Silvana Milanese Scheda progettuale DGR 1098 del 28/6/2013 (Ambito Provincia di Rovigo) Titolo del progetto: Sostegno alla genitorialità adottiva ed ai bambini adottati Il P.T.V.A. viene qui presentato dall Azienda ULSS 18 in quanto capofila, ma è il frutto del lavoro condiviso dal Tavolo di Lavoro Provinciale composto oltre che dai rappresentanti dell equipe adozioni delle Aziende ULSS 18 e 19 anche dai rappresentanti degli Enti Autorizzati NOVA di Venezia e Fondazione Nidoli di Verona selezionate dalla Regione Veneto. I promotori del progetto sono gli stessi componenti del Tavolo. Referente progetto: Azienda ULSS 18 di Rovigo, SOS Dpt Consultorio Familiare, Tutela Minori ed Adolescenza, Direttore dr.ssa Silvana Milanese, viale Tre Martiri n 89, Rovigo. Telefono ; fax: ; mail: Ambito provinciale. La presente progettualità è rivolta a tutte le coppie interessate all adozione ed ai minori adottati, che risiedono nella Provincia di Rovigo che comprende il territorio delle Aziende ULSS 18 (Rovigo) e 19 (Adria). Le attività vengono svolte nei Comuni principali, sedi ULSS, o comunque dotati di spazi disponibili per accogliere le coppie e le famiglie (Rovigo, Badia Polesine, Adria) e sono rivolte a tutti i residenti nei diversi Comuni della Provincia. Descrizione del progetto. Il progetto consta di tre azioni che vanno nel senso della continuità con quanto offerto negli anni scorsi alle coppie e che sono stati particolarmente graditi, come i Gruppi di Auto Aiuto, gli incontri a tema per sostenere l attesa e lo sportello psicologico per gli adolescenti adottati e le loro famiglie. Azione: Sportello psicologico per l adozione Il progetto è stato avviato qualche anno fa con la caratteristica dell offerta attiva ai singoli o alle famiglie adottive, che presentano problematiche non affrontabili nei Gruppi AMA e che risiedono nel territorio dell ULSS 18 di Rovigo. E utile per sostenere psicologicamente ed emotivamente minori adolescenti adottati, genitori adottivi, insegnanti ed educatori. E necessario coltivare nel tempo le relazioni con le famiglie per poter poi essere in grado, arrivati nella fase adolescenziale, di essere di qualche aiuto proprio ripercorrendo il percorso esperenziale ed educativo fatto nel tempo precedente. Come in passato sarà realizzato nella sede consultoriale di Rovigo e gestito da una psicologa, per conto del Consultorio familiare, acquisita con i finanziamenti regionali in stretto rapporto con l equipe adozioni. Si tratta di uno spazio settimanale dove lo Psicologo esperto fornisce sostegno e consulenza psicologica sia a singoli ( genitore adottivo, figlio adottato, insegnante) che a coppie adottive per

2 affrontare tematiche psicologiche, relazionali, educative relative all adozione nell area dell adolescenza. Lo sportello è diventato, nel tempo, un punto di riferimento per questa casistica soprattutto per le coppie che per varie ragioni non accedono ai Gruppi di Auto Mutuo Aiuto (AMA). Sempre di più in questi anni, infatti, si sono visti genitori adottivi con un figlio adottato adolescente in grave sofferenza e la coppia genitoriale in forte conflitto coniugale chiedere sostegno psicologico al Consultorio familiare. Lo sportello rappresenta una sorta di terreno neutro rispetto all equipe adozioni di riferimento che comunque nella percezione delle coppie è legata alla valutazione che la stessa ha fatto di loro al Tribunale per i Minorenni. Lo sportello accoglie persone in difficoltà disponibili a mettersi in discussione perché liberi da giudizi di valore e quindi effettivamente sostenibili nello sviluppo e promozione di competenze genitoriali. Azione: Sostenere l attesa Si tratta di una offerta attiva destinata principalmente a tutte le coppie che avendo completato l iter adottivo relativamente alla valutazione, sono in attesa di un abbinamento con un bambino in stato di adottabilità e risiedono nella provincia di Rovigo. E però aperta alla partecipazione di tutti coloro che sono interessati ai temi proposti. Si prevedono 2 incontri di un ora e mezza ciascuno con una prima parte di relazione e la seconda di interazione diretta con i partecipanti all incontro, con un relatore esterno fornito dagli Enti Autorizzati in collaborazione con le equipe adozioni provinciali. Alla fine delle serate sarà distribuita una dispensa con i contenuti degli incontri: il primo si terrà nella sede del Distretto sociosanitario di Adria con il tema: L inserimento scolastico del bambino adottato. L incontro sarà attuato nel mese di maggio il secondo si terrà nella sede dell ULSS 18 a Rovigo, con il tema: La costruzione dell autostima nei bambini adottati: riflessioni per genitori ed insegnanti (legato alla domanda: perché sono stato adottato? ). L incontro sarà effettuato nel mese di ottobre Il rapporto che si stabilisce tra le persone durante questi incontri, sgombro da insidie giudicanti grazie anche alla presenza di Esperti estranei al Servizio, è solitamente fortemente empatico ed orientato alla condivisione delle emozioni ed all accoglienza dei vissuti in un ottica non di valutazione ma di sostegno e promozione oltre che informativo. Ciò favorisce il dialogo fra le persone e con gli operatori dell equipe adozioni e del Consultorio familiare che permette la costruzione di legami di Solidarietà familiare che arricchiscono in ugual misura, tutti i partecipanti all esperienza. Questa azione dedicata alla fase dell attesa riempie un vuoto che in passato veniva pesantemente vissuto dalle coppie e dalle famiglie, avvicinando così i servizi alla gente ed ai loro bisogni. Tutto ciò aumenta la possibilità di cogliere nel nascere le eventuali difficoltà delle famiglie così che non si arrivi ad eventuali fallimenti adottivi con tutto il carico di sofferenza e di costi sociali che essi comportano. Azione: Gruppi di Auto Mutuo Aiuto per genitori adottivi Anche questa azione ha la caratteristica dell offerta attiva a tutte le famiglie che hanno adottato un bambino e che risiedono nella provincia di Rovigo ed in particolare nel territorio dell azienda ULSS 18. Si tratta di incontri di circa un ora e mezza, nelle sedi consultoriali di Rovigo e di Badia Polesine, nelle ore preserali, per 3 Gruppi di genitori adottivi (8 incontri per Gruppo) che hanno

3 figli nelle diverse fasce d età (per Rovigo due Gruppi: uno con genitori di figli di età compresa tra 0-10 anni ed un secondo con genitori di figli in età compresa da anni mentre a Badia Polesine un unico Gruppo). Gli incontri saranno a cadenza mensile nel periodo compreso da gennaio 2014 a Novembre Sono previsti almeno due incontri di monitoraggio sull andamento dei gruppi da tenersi prevedibilmente nei mesi di fine maggio e fine novembre 2014 tra gli operatori degli Enti e quelli dell equipe adozione. I Gruppi sono supervisionati dall equipe adozioni ed alle famiglie o ai singoli che esprimono particolari necessità viene proposto un percorso di sostegno psicologico od educativo o di mediazione. Gli Enti produrranno una dettagliata relazione finale sul funzionamento dei Gruppi, sul grado di soddisfazione e di partecipazione delle famiglie, sui temi discussi, sull acquisizione di competenze da parte dei partecipanti rispetto alle criticità espresse. Ogni Gruppo è coadiuvato da un facilitatore (Psicologo dell Ente Autorizzato o dell ULSS) per dibattere i temi/problematiche proposte dai genitori stessi e da un operatore dell equipe adozioni che ha il compito di fare da ponte tra il Gruppo ed il Servizio di Consultorio familiare e l equipe adozioni. Il Gruppo rappresenta un importante strumento di condivisione ed elaborazione, capace di offrire sostegno e contenimento alle fragilità alle quali sono esposti i genitori adottivi. Offre inoltre la possibilità di confrontarsi e condividere tematiche, dubbi e complessità analoghe, favorendo un approccio alternativo nella gestione delle criticità. Il gruppo è strumento utile per la possibilità di confronto e reciproco sostegno fra genitori adottivi la comprensione e l accettazione del legame dei propri bambini con i genitori biologici l elaborazione delle difficoltà nel percepire non solo la propria funzione genitoriale, ma anche la legittimazione di tale funzione, soprattutto nei riguardi delle adozioni di bambini più grandi di età la comprensione, appoggio e sostegno ai propri figli rispetto ai sentimenti di bassa autostima la condivisione di strategie educative per affrontare tematiche rilevanti rispetto alle varie fasi dello sviluppo (rivelazione, inserimento scolastico nei diversi livelli scolastici) la condivisione dei percorsi critici legati alle nuove strategie di comunicazione (social network) ed individuazione di stili comunicativi congrui ed efficaci per stabilire relazioni empatiche, autentiche e di ascolto attivo. l analisi delle dinamiche relazionali all interno del contesto familiare ed amicale dei genitori adottivi con strategie educative soprattutto nella fase della preadolescenza e dello sviluppo della sessualità e dell identità di genere il confronto fra genitori adottivi sui permessi e sui limiti da mettere in atto nell esercuizio del proprio ruolo genitoriale nella fase dell adolescenza dei figli.

4 La elaborazione dei questionari di valutazione sull indice di gradimento alla partecipazione ai gruppi AMA da parte delle coppie, presentati negli anni scorsi, con lo scopo di approfondire i punti di forza e quelli di debolezza, ha permesso di mettere in luce come il Gruppo AMA sia molto gradito e sia vissuto dai partecipanti come un buon contenitore di riflessioni e di approfondimento dove ciascuno si sente accolto e non giudicato e dove ognuno può trarre utili riflessioni individuali, che stimolano il confronto all interno della coppia e che può rafforzare l identità genitoriale e migliorare il rapporto con i figli. Motivazione del progetto. Le ragioni per cui viene presentato il progetto che comprende le tre azioni qui esposte, sono scaturite dalla soddisfazione espressa negli anni scorsi da coloro che hanno partecipato alle diverse azioni offerte e dall analisi delle richieste che pervengono dalle coppie, sia da quelle in attesa che da quelle che hanno adottato da tempo. Si tratta di richieste di confronto di genitori in difficoltà che chiedono di essere supportati con una certa continuità per problematiche varie: difficoltà di rapporto con la scuola; timore per il formarsi di una identità sessuale non ben definita; difficoltà di rapporto con il minore iperattivo o refrattario a qualsiasi regola o a qualsiasi proposta; conflitto all interno della coppia sullo stile educativo da adottarsi; richiesta da parte del minore di conoscere le sue origini dal vivo recandosi nel Paese di provenienza per cercare la propria famiglia di origine. etc. Le coppie in attesa, per contro, chiedono già durante le studio di coppia di non essere lasciate sole durante l attesa dell abbinamento perché sentono il bisogno di continuare ad approfondire la tematica e, magari, di conoscere altre coppie che stanno vivendo lo loro stessa esperienza. Obiettivi del progetto. Gli obiettivi che si propone di centrare la progettualità presentata trovano la loro genesi soprattutto nel sotterraneo desiderio di integrazione che spesso alberga nelle coppie rispetto a sé stesse (famiglie adottive quindi particolari, mancanti, speciali, rispetto alle non adottive ), ed ai loro figli (anch essi speciali soprattutto se stranieri con caratteristiche somatiche marcate). Quindi sostenere i genitori nei loro compiti educativi ma anche nelle loro relazioni da una parte con il figlio adottato, soprattutto se adolescente, e dall altra con la famiglia allargata, con il contesto amicale, scolastico, sportivo (della comunità di appartenenza tutta) al fine di evitare l isolamento, l indifferenza, l emarginazione ed eventuale fallimento adottivo è l obiettivo principe che compendia tutti gli altri. Insomma, la costruzione di una rete territoriale di supporto per le famiglie ed i minori adottati. Destinatari del progetto. La presente progettualità è rivolta a tutte le coppie che avendo completato l iter adottivo relativamente alla valutazione, sono in attesa di un abbinamento con un bambino in stato di adottabilità e si sentono abbandonate (Incontri a tema) ed alle coppie che hanno adottato un minore adolescente o che lo è diventato (sportello di consulenza e sostegno psicologico e Gruppi AMA), che risiedono nella Provincia di Rovigo, ma anche ai singoli ragazzi adottati. E aperta anche alle coppie che hanno figli adottivi più piccoli ma che sentono il bisogno di confrontarsi con coppie più mature in termini di esperienza (Gruppi AMA) e sentono la necessità di sperimentare un senso di appartenenza con un gruppo di altre persone che hanno intrapreso lo stesso percorso di vita, ed a tutte le persone che in vario modo sono interessate e sensibili alla tematica. Caratterizzazione del progetto. Il progetto si connota per i contenuti specifici e per la metodologia adottata di incontri interattivi dove i protagonisti sono proprio le famiglie, le coppie ed i minori. Si tratta di spazi dove oltre la competenza professionale dell operatore assume un ruolo determinante la relazione umana con l aspetto empatico e di condivisione delle emozioni per la costruzione di un

5 percorso comune che porti ad una comunità educante che si fa carico anch essa, a fianco dei genitori, dell educazione e della formazione del bambino/giovane. Risultati attesi dal progetto. Attraverso le azioni suddette si intende mantenere uno stretto legame con le coppie e le famiglie adottive al fine di sostenerle sul nascere delle problematiche affinchè queste non cronicizzino o, peggio, non vengano negate o banalizzate creando situzioni sempre più difficilmente gestibili (all interno della famiglia, della scuola, della comunità) tanto da conclamarsi quali fallimenti adottivi che comportano l allontanamento del minore ed il suo inserimento in comunità educative con il relativo costo in termini si salute, di vissuto, ma anche economico. Gli interventi si ritengono efficaci misurandoli con indicatori definiti: - N di partecipanti alle diverse azioni - Frequenza nella partecipazione - Grado di coinvolgimento dei partecipanti (temi proposti, interventi nella discussione, etc) - N problematiche affrontate nell ambito della coppia, della famiglia a livello transgenerazionale - N problematiche affrontate nel rapporto tra la famiglia/minore adottiva ed il mondo esterno: sanitario, scolastico, amicale - N e tipologia delle consulenze psicologiche e loro impatto - N questionari di soddisfazione restituiti con relativa valutazione - N di richieste di inserimento in struttura educativa del figlio da parte di famiglie adottive Sostenibilità futura della progettualità. Con le attuali risorse professionali strutturate non è possibile garantire l effettuazione delle azioni sopradescritte con continuità. Il carico di lavoro determinato dalla Tutela Minori delegata dalle Conferenze dei Sindaci sia dell ULSS 18 (41 Comuni) che 19 lascia ben poco margine di tempo/lavoro per poter dedicare al tema dell adozione più tempo dell attuale. Solo con i finanziamenti regionali dedicati è possibile intervenire in maniera mirata ed incisiva sull ambito dell adozione. Si tratta comunque di un investimento che vale la pena effettuare se si pensa ai fallimenti adottivi, in aumento, causati per lo più da contingenze legate alle difficoltà delle famiglie a sostenere bambini adottati sempre più grandi, con problematiche sanitarie di rilievo, ed ai costi dell inserimento in strutture per i minori. Materiali. Si intende continuare a somministrare il questionario di gradimento delle attività alle coppie/famiglie partecipanti; produrre una relazione finale sulle attività e pubblicizzare sui giornali attraverso l Ufficio Stampa aziendale l attività sviluppata. Previsione di spesa. Il costo complessivo del progetto è stimato in euro ,7 che verrà sostenuto per euro dal finanziamento regionale, per euro 800 dal cofinanziamento degli Enti Autorizzati NOVA e Fondazione Nidoli e per euro 4.248,7 dal cofinanziamento delle Aziende ULSS /

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