Si ringraziano tutti i giovani ricercatori che hanno partecipato alla realizzazione dell opera con competenza e dedizione, un riferimento particolare

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Si ringraziano tutti i giovani ricercatori che hanno partecipato alla realizzazione dell opera con competenza e dedizione, un riferimento particolare"

Transcript

1 A09 94

2 Si ringraziano tutti i giovani ricercatori che hanno partecipato alla realizzazione dell opera con competenza e dedizione, un riferimento particolare a Roberta Costa per l impegno profuso nella stesura della versione finale.

3 Fondamenti di Knowledge Management Conoscenza e vantaggio competitivo a cura di Domenico Campisi Giuseppina Passiante

4 Copyright MMVII ARACNE editrice S.r.l. via Raffaele Garofalo, 133 A/B Roma (06) ISBN I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi. Non sono assolutamente consentite le fotocopie senza il permesso scritto dell Editore. I edizione: settembre 2007

5 Ai nostri cari che lo diventeranno ancora di più anche perché abbiamo rinunciato ai diritti d autore 7

6 8 Indice

7 Indice PARTE PRIMA RIFERIMENTI TEORICI E CONCETTI DI BASE Capitolo 1 L impresa nell economia della conoscenza Domenico Campisi e Giuseppina Passiante 1.1 Il contesto della knowledge based economy L impresa basata sulla conoscenza: caratteristiche e sistemi di knowledge management di supporto Struttura dell opera Capitolo 2 Conoscenza e gestione della conoscenza: definizioni ed elementi di tassonomia Karim Moustaghfir e Giustina Secundo 2.1 Elementi di tassonomia Dati Informazione Conoscenza Classificazioni della conoscenza Classificazioni rispetto alla natura Classificazioni rispetto alla localizzazione Classificazioni rispetto all indipendenza dalla sorgente Conoscenza vs Capitale Intellettuale La gestione della conoscenza Gli approcci Definizione del concetto di gestione della conoscenza I benefici principali della gestione della conoscenza Conclusioni Capitolo 3 Conoscenza e vantaggio competitivo Petti Claudio 3.1 Conoscenza come fonte di vantaggio competitivo Dalla conoscenza all impresa La visione basata sulle risorse La teoria evolutiva Le capacità dinamiche Dalla teoria alle applicazioni

8 8 Indice PARTE SECONDA METODI E TECNICHE DI GESTIONE DELLA CONOSCENZA Capitolo 4 Strategie di conoscenza Elisa Battistoni e Daniela Canzano 4.1 La formulazione della strategia L esplicitazione della strategia competitiva Il Knowledge Audit La gap analysis L implementazione della strategia Bilanciamento tra creazione ed applicazione della conoscenza Scelta tra personalizzazione e codificazione Le leve strategiche della conoscenza I requisiti di una strategia di gestione della conoscenza Conclusioni Capitolo 5 Processi di gestione della conoscenza Hind Bendy e Roberto Carella 5.1 Il processo di gestione della conoscenza organizzativa La prima fase: generazione della conoscenza La seconda fase: immagazzinamento della conoscenza La terza fase: distribuzione della conoscenza La quarta fase: applicazione della conoscenza I fattori abilitanti la gestione della conoscenza organizzativa La cultura aziendale La knowledge leadership Le tecnologie dell informazione Metodologie per la gestione della conoscenza organizzativa Il modello di Heisig L approccio DÉCOR La metodologia KADS L approccio di Allweyer Capitolo 6 Metriche per la valutazione della conoscenza Maria Assunta Barchiesi, Roberta Costa e Michele Grimaldi 6.1 Valutazione della performance degli intangibili Definizione del concetto di performance aziendale Performance aziendale e performance degli intangibili Approcci e metodi per la valutazione della performance degli intangibili Principali metodi di valutazione della performance degli intangibili: rassegna critica

9 Indice Dagli intangibili ai loro risultati Ritorni degli intangibili Il Learning come leva dei ritorni degli intangibili Correlazione tra investimenti in capitale umano ed efficienza/valore di mercato Benefici delle misure di performance degli intangibili Conclusioni Capitolo 7 Un framework per la classificazione degli strumenti per il Knowledge Management Angelo Corallo e Gianluca Elia 7.1 Approcci esistenti alla classificazione degli strumenti per il Knowledge Management Il framework proposto per la classificazione degli strumenti per il Knowledge Management General Facilities People to People Tools People to Document Tools Metodologia per la definizione delle funzionalità di una piattaforma di knowledge management e parametri di benchmarking per la valutazione del singolo tool Capitolo 8 Modelli organizzativi a supporto della Gestione della Conoscenza: Le Comunità di Pratica Angelo Corallo, Gianluca Elia e Giustina Secundo 8.1 Organizzazione e conoscenza Le Comunità di Pratica come strutture organizzative informali La Comunità di Pratica all interno delle strutture organizzative formali I vantaggi delle Comunità di Pratica nelle organizzazioni Comunità di Pratica e apprendimento Creare e sostenere le Comunità di Pratica in un organizzazione Comunità di Pratica distribuite Comunità professionali Creare la Comunità di Pratica: La metodologia per lo sviluppo e la crescita Conclusioni Capitolo 9 Caso di Studio: la creazione di una comunità virtuale nell ambito di un associazione professionale Angelo Corallo, Gianluca Elia e Giustina Secundo 9.1 Il processo di sviluppo di una comunità professionale La creazione della comunità virtuale

10 10 Indice La creazione delle Comunità di Pratica La creazione della comunità professionale Le tecnologie a supporto della comunità professionale Gli attori ed i ruoli nelle varie fasi I casi d uso degli strumenti di comunità Chat Mailing List POPMailingList Upload System News Questionari On Line Forum Spider Il gruppo redazionale Conclusioni Capitolo 10 L Implementazione dei Progetti di Gestione della Conoscenza: Indicazioni da Alcuni Casi di Studio Karim Moustaghfir e Giustina Secundo 10.1 Presentazione dei Casi di Studio Il Modello per l Implementazione di un Progetto di Gestione della Conoscenza Step 1: Definizione della Strategia di Conoscenza Step 2: Allineamento della Gestione della conoscenza con la strategia di Business Step 3: Knowledge Audit e Progettazione dell Iniziativa di Gestione della Conoscenza Step 4: Gestione del Cambiamento e Individuazione del Team di Gestione della Conoscenza Step 5: Analisi dell Infrastruttura Esistente, Sviluppo del Sistema di Gestione di Conoscenza e Progetto Pilota Step 6: Sistema di Incentivi Step 7: Metriche per la Performance ed i Benefici del Sistema di Gestione della Conoscenza Conclusioni: I Fattori Critici di successo Appendici Appendice 1: Glossario Appendice 2: Riviste Appendice 3: Siti

11 PARTE PRIMA RIFERIMENTI TEORICI E CONCETTI DI BASE 11

12

13 Capitolo 1 L impresa nell economia della conoscenza DOMENICO CAMPISI E GIUSEPPINA PASSIANTE 1.1 Il contesto della knowledge based economy L effetto congiunto della globalizzazione dei mercati, della proliferazione delle tecnologie dell informazione e della comunicazione (ICTs) e della crescente rilevanza della conoscenza come fattore di produzione primario hanno generato profondi cambiamenti nei contesti competitivi di molte imprese, determinando l emergenza di quella che viene definita la knowledge based economy. (Dunning, 1997, Freeman e Perez, 1989, Schwartz, Kelly, Bayer, 1999). Evidenti segnali della knowledge based economy sono riscontrabili: nel mercato dei capitali, ove le imprese sono sempre più frequentemente valutate sulla base degli asset di conoscenza che possiedono, in termini di nuove tecnologie, brevetti, diritti di proprietà, marchi e risorse umane specializzate (Luthy, 1998; Williams, 2000); nel mercato del lavoro, ove le maggiori opportunità di occupazione sono offerte dai settori industriali knowledge intensive, quali il settore del software, delle biotecnologie, della consulenza, della sanità e dell educazione (Wilson, 1998), che compensano le pur ragguardevoli riduzioni di unità di lavoro che si registrano nel manifatturiero e nel settore estrattivo (Kelly, 1998); 13

14 14 Parte prima Riferimenti teorici e concetti di base nel dibattito culturale e scientifico che si è sviluppato sul concetto di knowledge based economy, con la presenza di un ampia varietà di contributi che tentano di individuarne le determinanti, gli attori, la dinamica e gli effetti di breve e medio lungo periodo (Gelauff, 2003; Vissers, 2003; Thurow, 2003; Schwartz, Kelly, Bayer, 1999). In un rapporto dell OCSE (2005) sono esplicitati indicatori che e- videnziano i connotati della knowledge based economy nei Paesi Industrializzati: per quanto attiene la creazione e la diffusione di nuova conoscenza, si registra un incremento degli investimenti in conoscenze (includendo spese in R$S, in software e in higher education); tali investimenti hanno costituito, nel 2001, il 5,2% del Prodotto Interno Lordo dei Paesi OCSE. Si registra inoltre un processo di internazionalizzazione delle conoscenze prodotte, oltre che incrementi della spesa pubblica in R&S, che dal 2000 in poi è aumentata nei paesi OCSE ad un tasso medio annuo (in termini reali) del 3,5%; per quanto attiene le risorse umane, principali sorgente di nuova conoscenza, si registra che le categorie professionali e tecniche rappresentano il 25 35% del totale della forza lavoro nella maggior parte dei Paesi OCSE; per quanto concerne la protezione della conoscenza realizzata, nel 2002 sono stati registrati in Europa e negli Stati Uniti circa brevetti, in confronto a di media annua nello scorso decennio. Il maggior driver dell emergente knowledge based economy è costituito dallo sviluppo delle ICTs: gli investimenti in hardware e software ICT a livello mondiale sono cresciuti nel periodo ad un tasso medio annuo pari al 5,6%. Si prevede inoltre di registrare un ulteriore incremento del 6% di tale spesa nel Il settore ICT contribuisce infatti per oltre il 9% al valore aggiunto totale realizzato nei Paesi OCSE, ed impiega circa 14,5 milioni di individui (OECD, 2006).

15 Capitolo 1 L impresa nell economia della conoscenza 15 Questi dati confermano il ruolo svolto dalle ICTs quale catalizzatore strategico del processo di sviluppo della knowledge based economy, declinabile in: supporto ai processi di codifica, di diffusione e di creazione di conoscenza. Secondo quanto suggerito da Schwartz, Kelly e Bayer, (1999), lo sviluppo delle ICTs ha supportato la condivisione di conoscenze ed idee tra culture e campi di attività differenti, a livello globale, con ritorni in termini di innovazioni tecnologiche e scoperte scientifiche mai eguagliati in passato: le ICT hanno infatti determinato e/o sostenuto cambiamenti radicali in quasi tutti i campi della scienza e della tecnologia, quali la scienza sui nuovi materiali, l ingegneria genetica, gli algoritmi computazionali; infrastruttura strategica per comunicazioni e transazioni commerciali. In prima approssimazione, una transazione commerciale viene generalmente ricondotta a tre attività principali (Alliance for Converging Technologies, 1997): creazione di valore, attraverso l impiego di forza lavoro e l uso di beni tangibili; realizzazione di comunicazioni, sia interne all impresa (con i dipendenti), sia esterne (con clienti, fornitori e distributori), u- tilizzando un ampio spettro di mezzi di comunicazione, quali voce, stampa, telefonia, radio e video; distribuzione di prodotti e servizi, avvalendosi dell ausilio dei vari mezzi di trasporto. Le ICTs consentono di far convergere queste tipologie di attività su un unica piattaforma tecnologica. Conseguentemente, si registrano notevoli cambiamenti nelle forme di creazione del valore con clienti e dipendenti (si pensi alla nuova figura del consumatore che coadiuva alla realizzazione di nuovi prodotti prosumer), nelle relazioni interpersonali (si pensi al servizio di e mail), nei confini inter aziendali (si pensi ai processi di condivisione di conoscenza tra reti di imprese). A livello di modelli organizzativi d impresa, l impatto delle o- dierne ICTs sta determinando la transizione da strutture tradiziona-

16 16 Parte prima Riferimenti teorici e concetti di base li, basate su rapporti gerarchici di comando e controllo, verso sistemi produttivi flessibili e coevolutivi, come le organizzazioni a confini variabili (Davis and Meyer, 1998), le imprese rete (Bessant and Tsekouras, 2001), le imprese estese (Liebermann, 1991) le imprese ed i cluster di imprese virtuali (Davidow and Malone, 1992 Passiante, 2003), ritenuti ad elevata capacità di promuovere processi innovativi nei singoli attori/partner della rete (Callon, 1980, Bijker e Low, 1992; Molina, 1993). 1.2 L impresa basata sulla conoscenza: caratteristiche e sistemi di Knowledge Management di supporto In numerosi studi e ricerche empiriche si evidenziano i connotati della impresa basata sulla conoscenza (Winter, 1987; Spender, 1994, 1996; Grant, 1996a, b; Davenport and Prusak, 1997; Passiante, Elia e Massari, 2003, Argyris e Schon, 1978, Levitt e March, 1998) un insieme di idee sull esistenza e sulla natura dell impresa, che enfatizzano il ruolo della conoscenza (Grant, 2002). Più specificatamente, la visione dell impresa basata sulla conoscenza o knowledge based view offre i seguenti contributi alla teoria dell impresa: 1. l essenza dell impresa consiste nella creazione e nell applicazione della conoscenza (Demsetz, 1991; Kogut e Zander, 1992; Hall, 1994; Nonaka, 1994; Spender, 1994; Nonaka e Takeuchi, 1995; Foss, 1996; Grant, 1996; Bierly e Chakrabarti, 1996; Connor e Prahalad, 1996; Teece, 2000); 2. il contesto e le modalità competitive dell impresa sono determinati dalla sua base di conoscenza (Teece, 1998) ; 3. le differenze di performance tra le imprese sono il risultato delle loro differenti basi di conoscenza e dell asimmetria nelle loro capacità di svilupparle ed utilizzarle (Bierly e Chakrabarti, 1996).

17 Capitolo 1 L impresa nell economia della conoscenza 17 Scheda n. 1.1 I fondamenti della visione basata sulla conoscenza La knowledge based view è basata su alcune ipotesi ed osservazioni riguardanti la natura della conoscenza ed il suo ruolo nella produzione (Grant, 2002): La conoscenza è la risorsa produttiva più importante in termini di valore di mercato ed è la prima fonte di rendite Ricardiane. Si individuano diverse tipologie di conoscenza, che variano in relazione alla loro trasferibilità. La conoscenza esplicita può essere articolata e facilmente comunicata tra gli individui e le organizzazioni. La conoscenza tacita si manifesta solo nell esperienza ed il suo trasferimento da un individuo all altro è lento e costoso. La conoscenza è soggetta ad economie di scala e di scopo. La creazione di conoscenza è più costosa della sua riproduzione. Nel caso in cui la conoscenza creata non sia specifica alla realizzazione di un determinato bene o servizio, si generano ulteriori economie di scopo. La conoscenza è creata dagli individui, che ne sono i proprietari, i quali necessitano di specializzazione per essere efficienti nella creazione e nell accumulazione di tale risorsa. Produrre un bene od un servizio richiede tipicamente l applicazione di diversi tipi di conoscenza. Si possono individuare due principali tipologie di attività knowledge based, quelle rivolte ad aumentare la base di conoscenza denominate exploration (March, 1991) o knowledge generation (Spender, 1992) e, quelle riguardanti l applicazione della conoscenza esistente, per produrre beni o servizi, definite exploitation (March, 1991) o knowledge application (Spender, 1992). Data la limitata trasferibilità della conoscenza, in ragione della sua natura spesso tacita, il bilanciamento tra exploration ed exploitation rappresenta una delle principali sfide per l impresa.

18 18 Parte prima Riferimenti teorici e concetti di base La peculiarità della risorsa conoscenza e della sua gestione consentono di dedurre alcune osservazioni che possono rappresentare un primo set di fondamenti della teoria dell impresa basata sulla conoscenza: Ogni impresa differisce per la propria dotazione di specifiche risorse e capacità, data la loro imperfetta mobilità e la loro dipendenza dall esperienza, e dai comportamenti passati. Il vantaggio competitivo di un impresa dipende dalla sua base di conoscenza e dall abilità di configurare ed integrare continuamente le proprie risorse interne ed esterne per il perseguimento delle opportunità offerte dall ambiente circostante. Infatti, in contesti fortemente dinamici, caratterizzati da rapidi cambiamenti nella tecnologia e nella domanda, quali quelli ad alta intensità di conoscenza, la semplice accumulazione, protezione ed impiego di risorse di valore, rare, difficilmente imitabili o riproducibili può non rivelarsi sufficiente. Poiché il vantaggio competitivo dipende dalla base di conoscenza dell impresa e da come essa viene utilizzata, l essenza dell impresa consiste nella sua abilità di creare, trasferire, assemblare, integrare, proteggere ed utilizzare i propri knowledge assets (Teece, 2000). La gestione della conoscenza, qui intesa come il processo attraverso il quale le imprese creano e valorizzano i propri asset di conoscenza, costituisce un processo fondamentale ai fini del perseguimento di fonti di vantaggio competitivo (Nonaka e Takeuchi, 1995; Dunning, 1997; Venkatraman and Henderson, 1998; Skyrme, 2000; Teece, 2000, Tonchia et al, 2003). Un ampia varietà di contributi si è focalizzata nell esplorazione dei processi di creazione, acquisizione, elaborazione, immagazzinamento, ed applicazione di conoscenza (Argyris e Schon, 1978, Levitt e March, 1998, Organization Science, 1991, Stenbuck, 1992, Nonaka e Tackeuchi, 1995, Zack, 1999). Tali approcci hanno posto enfasi sia sulla creazione che sull utilizzo di nuova conoscenza.

19 Capitolo 1 L impresa nell economia della conoscenza 19 Per quanto riguarda la creazione di conoscenza organizzativa, Nonaka e Tackeuchi, (1995) hanno proposto una teoria basata su meccanismi di interazione dinamica con scambio continuo di conoscenza tacita e di conoscenza esplicita, tra individui, gruppi ed organizzazioni. Tali meccanismi sono classificati in: meccanismi di apprendimento connessi al processo di conversione di conoscenza tacita in conoscenza tacita (processo di socializzazione), facilitato da attività di brainstorming, incontri informali, condivisione di esperienza tra realizzatori ed utenti dei nuovi prodotti/servizi, cioè da processi face to face; meccanismi di apprendimento correlati al processo di conversione di conoscenza tacita in conoscenza esplicita (processo di esternalizzazione); meccanismi di combinazione, correlati al processo di conversione di conoscenza esplicita in conoscenza esplicita: gli individui scambiano e integrano conoscenze attraverso documenti, meeting, conversazioni telefoniche o reti di comunicazione digitali; meccanismi di internalizzazione, ossia di assimilazione da parte del singolo individuo di conoscenze esplicite, che le traduce in conoscenza tacita. Tale processo è facilitato dall uso di documenti e manuali e da scambi verbali con altri individui. I meccanismi di generazione di conoscenza sono inoltre integrati con quelli di utilizzo di conoscenza: a tal riguardo i principali contributi si sono focalizzati sul processo di sviluppo di nuovi prodotti (Clark e Fujimato, 1991, Wheelwright e Clark, 1992), evidenziando che alcune conoscenze sono il risultato dell applicazione di nuove conoscenze, altre di riconfigurazioni di conoscenze già esistenti che danno luogo a innovazioni architetturali (Henderson e Clark, 1990, Henderson e Cockburn, 1995). Sulla base di tali assunzioni sono state sviluppate ipotesi concernenti le modalità di integrazione della conoscenza esistente per creare quelle che sono definite capacità organizzative, l architettura di tali capacità organizzative, i meccanismi di integrazione delle conoscenze che generano tali capacità (Grant, 1996).

20 20 Parte prima Riferimenti teorici e concetti di base Si sono in particolare evidenziate le capacità di combinazione e di valorizzazione di conoscenza esistente attraverso le nuove tecnologie, definite con il termine di combinative capabilities (Kogut e Lander, 1992). In figura 1.1. è rappresentata la dinamica delle combinative capabilities di un organizzazione. Gli input delle combinative capabilities sono articolabili in: informazioni (ad esempio sui mercati) know how (esempio modalità di suddividere una organizzazione nelle sue componenti); processi di apprendimento interni (riorganizzazioni, esperimenti) ed esterni (acquisizioni, joint ventures, nuovi assunti). Le combinative capabilities ineriscono la capacità di saper integrare gli input tra di loro e con nuovi processi di creazione di skill. Le opportunità di organizzazione e tecnologiche costituiscono l output del processo di integrazione della conoscenza generata, traducibile in opportunità di mercato. Processi di apprendimento interni Informazioni Know-how Combinative Capabilities Opportunità di organizzazione e tecnologiche Opportunità di mercato Opportunità di mercato Processi di apprendimento esterni Figura 1.1. Combinative capabilities di un organizzazione (Fonte: Kogut e Lander, 1992).

21 Capitolo 1 L impresa nell economia della conoscenza 21 Al fine di supportare questa dinamica diviene un elemento fondamentale della strategia d impresa il Knowledge Management (KM), qui definito come il processo secondo il quale l impresa crea ed utilizza i propri knowledge asset, ossia le proprie risorse di conoscenza, articolabili in capitale umano (conoscenze ed esperienze possedute dai singoli individui), capitale strutturale (infrastrutture per la gestione della conoscenza, brevetti, routine aziendali) e capitale sociale (abilità di individui e gruppi di lavorare in collaborazione), che le consentono di conseguire vantaggi competitivi. In fig. 2 è rappresentato il ciclo proprio dello sviluppo di un sistema di KM, che procede in maniera dinamica dalla selezione delle sorgenti di conoscenza, fino alla loro integrazione/generazione, combinazione, e valorizzazione nei processi aziendali dell impresa (Maier e Remus, 2002). Dalla parte superiore della figura si evince una prima fase del processo è costituita dalla identificazione delle risorse di conoscenza dell impresa, da effettuare contemporaneamente all analisi dell ambiente competitivo dell impresa, al fine di stabilire i livelli di strategicità di ogni singola risorsa individuata, in quanto le risorse di conoscenza da ritenere di maggior significatività e valore sono quelle che consentono ad un impresa di creare fonti di vantaggio competitivo nei mercati di riferimento. Ciò consente di evitare sia le rigidità di un orientamento esclusivo verso le risorse interne, che la non corretta valutazione delle competenze interne tipica dell approccio orientato al mercato. In tal modo si integrano, in altri termini, due orientamenti: l orientamento al mercato, focalizzato sull analisi dell ambiente in cui l impresa è collocata, ed in particolare sul livello di redditività del settore di riferimento e sulla posizione competitiva dell impresa all interno del settore (Porter, 1980). Tale orientamento risulta essere utile per individuare le unità di business strategiche per l impresa, sulla base dei fabbisogni della clientela, del posizionamento di mercato dell impresa e del comportamento dei concorrenti; l orientamento delle risorse cognitive interne dell impresa, basato sull assunto che il successo di un organizzazione è determinato dalla presenza al suo interno di risorse specifiche, di difficile imitazione che le consentono di attuare con successo le proprie strategie (Penrose, 1959, Wernerfelt, 1984, Prahalad e Hamel, 1990, Barney, 1991, Grant, 1991).

22 22 Parte prima Riferimenti teorici e concetti di base L integrazione dell approccio orientato al mercato e di quello o- rientato alle risorse si traduce in un secondo momento nell identificazione dei knowledge asset strategici dell impresa (ossia le risorse cognitive chiave dell impresa viste alla luce dei prodotti/servizi che esse consentono di realizzare) e nella definizione delle attività necessarie per colmare i gap esistenti tra knowledge asset già posseduti Strategia di business Ambiente competitivo Risorse Cognitive Integrazione Selezione Knowledge Asset Generazione Aree strategiche Aree di business strategiche Mercato Prodotto servizio Prodotto servizio Combinazione Design del processo Competenze chiave dell organizzazione Base di conoscenza Piattaforme Sistema di tecnologiche Management Resource-based View Processi di business Market-based view Processi cognitivi Cliente valorizza organizza immagazzina distribuisce migliora Cliente applica Flussi di conoscenza Orientamento verso l esterno Orientamento verso l interno Figura 1.2. Ciclo di sviluppo di un sistema di KM (Fonte: Maier e Remus, 2002).

23 Capitolo 1 L impresa nell economia della conoscenza 23 dall impresa e quelli ritenuti strategici per acquisire posizioni di vantaggio competitivo. Le attività sono quindi raggruppate da un lato in azioni di selezione, di integrazione e di combinazione di conoscenze esistenti nell impresa, e dall altro lato in azioni per l acquisizione di conoscenze non ancora presenti nell impresa, seguendo due approcci, tra loro complementari ed integrati: l approccio denominato people to document, che si focalizza sulla selezione, integrazione e combinazione di conoscenza già presente in documenti e negli individui all interno e/o all esterno dell organizzazione: in questo caso l obiettivo principale è quello di immagazzinare conoscenza esplicita, con l ausilio delle ICTs, per incrementare il grado di efficienza dei singoli individui nel risolvere problemi già affrontati in precedenza; l approccio di tipo networks of people, applicabile in caso di problematiche e conoscenze difficilmente riproducibili, che si focalizza invece sull acquisizione di nuova conoscenza, favorendone la condivisione tra i singoli individui, soprattutto quando tale risorsa è principalmente di tipo tacito, strettamente correlata alla persona che la ha generata, trasferibile principalmente attraverso relazioni di tipo face to face. Un opportuno mix di tali approcci guida infine la riorganizzazione dei processi aziendali dell impresa, che sono reingegnerizzati tenendo conto simultaneamente: del valore che il processo deve generare per il cliente finale, secondo una logica market based view ; delle competenze chiave di cui il processo deve avvalersi per realizzare il prodotto/servizio finale, secondo una logica reosurce based view. Sulla base delle caratteristiche specifiche del processo reingegnerizzato, è quindi definita l architettura di dettaglio della piattaforma tecnologica di supporto, indicata come Knowledge management System (KMS). Un tipico modello di un KMS e delle

24 24 Parte prima Riferimenti teorici e concetti di base sue funzionalità, illustrato in fig. 3, è strutturabile in 5 tipologie di componenti: la tipologia knowledge flow che supporta la condivisione di informazione e di conoscenza nella organizzazione, e che include sistemi di groupware, intranet, extranet e expertise pointers; la tipologia information mapping che fornisce indicazioni sulle sorgenti e sulle destinazioni d uso delle informazioni, e che comprende i documenti management system, i repositories, i meta dati; la tipologia information source, ossia le sorgenti di dati grezzi per i sistemi di KM, che comprende dati multimediali, dati di project management, ecc; la tipologia information and knowledge exchange, ossia strumenti e piattaforme che consentono ad individui e ad altri sistemi Workflow Strumenti per cattura di trasparenze Web Conferencing Puntatori a profili di esperti Telefono Document Management Diffusione e controllo Routing Cattura informale Conversazione Dialogo e conversazione Realizzazione di conversazioni informali Project Management Attività Distribuzione e diffusione di conoscenza Intranet Tecnologie di Knowledge Management Collaborazione GroupWare Dati operativi Individuazione e validazione di nuova conoscenza Eliminazione di conoscenza obsoleta Data Warehouse Brainstorming Cattura di conoscenza tacita Lavagne digitali Conversazioni Problem Solving Decision Support Systems Case-based Reasoning Water coolers Cattura conoscenza informale Scambio di documenti Collaborazione Data Mining Pulitura dati Validazione dati Figura 1.3. Tecnologie di Knowledge management (Fonte: Tiwana, 2000).

25 Capitolo 1 L impresa nell economia della conoscenza 25 di scambiare condividere e trasferire sia conoscenza tacita che esplicita, che include trasparenze, web conferences, water coolers, mind mappings; la tipologia intelligent agent e network mining, ossia agenti intelligenti e puntatori a profili di esperti che facilitano il knowledge mining : tali componenti includono gli intelligent decision support system e gli agenti intelligenti. Attualmente si assiste ad un processo di integrazione dei KMS e dei sistemi di e learning (Passiante e Petti, 2003). Una tipica piattaforma di e learning include (fig. 4): sistemi di learning content management, per creare, immagazzinare, assemblare e distribuire contenuti personalizzati di e learning; sistemi di learning management, con procedure per creare e distribuire contenuti, monitorare la partecipazione di studenti e valutarne le performance. Un sistema di learning management può altresì offrire agli studenti la possibilità di usare strumenti interattivi, ossia forum moderati, videoconferenza ecc. Le piattaforme integrate di KM e di e learning possono essere utilizzate per rendere visibile la conoscenza di ogni partner all interno della impresa di appartenenza, consentendo ad ogni partecipante di accedere a tutto lo spazio delle conoscenze condivise dai singoli partner, superando le barriere imposte dai propri confini aziendali (Passiante e Petti, 2003). Un modello integrato ed una classificazione delle funzionalità di una piattaforma integrata di KM e di e learning può altresì costituire uno strumento utile non solo per la rappresentazione dei processi di apprendimento di una impresa, ma anche della sua cultura, e dello stile della sua leadership. Gli strumenti e servizi offerti dalle piattaforme integrate di KM e di e learning costituiscono le componenti di quelli che sono definiti i Knowledge Portals (KP), progettati per fornire al singolo utente un unico punto di accesso a tutte le applicazioni ed i servizi info telematici, e per consentirgli di condividere conoscenza anche a livello inter organizzativo con clienti, partner, fornitori ed altre organizzazioni (Mack et al, 2001; Tsui, 2003).

La selezione e la formazione on-line come supporto alla gestione del capitale intellettuale

La selezione e la formazione on-line come supporto alla gestione del capitale intellettuale La selezione e la formazione on-line come supporto alla gestione del capitale intellettuale di Alberto Boletti INTRODUZIONE Lo studio dell organizzazione aziendale ha sempre suscitato in me una forte curiosità,

Dettagli

SVILUPPO LOCALE E CONOSCENZA

SVILUPPO LOCALE E CONOSCENZA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI FIRENZE DIPARTIMENTO DI TECNOLOGIE DELL ARCHITETTURA E DESIGN PIER LUIGI SPADOLINI SVILUPPO LOCALE E CONOSCENZA Il ruolo del Knowledge Management BENEDETTA BIONDI La conoscenza

Dettagli

CAPITOLO 5 Le Risorse e le Competenze come base della strategia

CAPITOLO 5 Le Risorse e le Competenze come base della strategia Università degli Studi di Urbino Carlo Bo FACOLTÀ DI ECONOMIA CAPITOLO 5 Le Risorse e le Competenze come base della strategia Robert M. Grant Presentazione di: Radi Davide SCOPO DEL CAPITOLO: Valutare

Dettagli

Materiale didattico slides cap. 1 Costa Gianecchini pagg. 3-13 Marchiori M. Le persone nelle imprese. Gli approcci di governo

Materiale didattico slides cap. 1 Costa Gianecchini pagg. 3-13 Marchiori M. Le persone nelle imprese. Gli approcci di governo Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane Terza lezione 15102014 Le origini storico- teoriche: I debi2 nei cfr delle teorie dell impresa Le relazioni tra ambiente- strategia- stru;ura- ges2one risorse umane

Dettagli

L IT a supporto della condivisione della conoscenza

L IT a supporto della condivisione della conoscenza Evento Assintel Integrare i processi: come migliorare il ritorno dell investimento IT Milano, 28 ottobre 2008 L IT a supporto della condivisione della conoscenza Dott. Roberto Butinar AGENDA Introduzione

Dettagli

Il Knowledge Management nell'economia della conoscenza

Il Knowledge Management nell'economia della conoscenza Il KM nell economia della conoscenza Il Knowledge Management nell'economia della conoscenza Giovanni Marrè Amministratore Delegato it Consult Facoltà di Economia Università di Urbino Carlo Bo Urbino, 5

Dettagli

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione 6 Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta Quadri sulla gestione Impiegati con responsabilità direttive Dirigenti di imprese private e organizzazioni pubbliche, interessati

Dettagli

il modello Nokana e Takeuchi

il modello Nokana e Takeuchi www.librishop.it il modello Nokana e Takeuchi Considerazioni sul processo di creazione e condivisione della conoscenza indice il processo di creazione e condivisione il modello di creazione e condivisione

Dettagli

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE Riccardo Cappellin OS.E.L.R. - Osservatorio sulle Economie Locali e Regionali Dipartimento di Economia e Istituzioni Università di Roma "Tor Vergata"

Dettagli

RELAZIONE DI SINTESI DELL ATTIVITA SVOLTA Progetto OS4E Università Bocconi Customer & Service Science LAB

RELAZIONE DI SINTESI DELL ATTIVITA SVOLTA Progetto OS4E Università Bocconi Customer & Service Science LAB RELAZIONE DI SINTESI DELL ATTIVITA SVOLTA Progetto OS4E Università Bocconi Customer & Service Science LAB Obiettivi La sezione di ricerca realizzata da CSS-LAB Customer & Service Science LAB dell Università

Dettagli

LA CONOSCENZA NELLE RETI TERRITORIALI

LA CONOSCENZA NELLE RETI TERRITORIALI Capitolo III LA CONOSCENZA NELLE RETI TERRITORIALI Parole Chiave Resource based View Vantaggio Competitivo Know-how, Know-what, Know-who Apprendimento Interorganizzativo Capitale Sociale Processi Imprenditoriali

Dettagli

Paolo Capuano La crisi finanziaria internazionale. Il ruolo della funzione di risk management delle banche

Paolo Capuano La crisi finanziaria internazionale. Il ruolo della funzione di risk management delle banche A13 Paolo Capuano La crisi finanziaria internazionale Il ruolo della funzione di risk management delle banche Copyright MMXIII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele

Dettagli

GESTIONE DELLA CONOSCENZA ED APPRENDIMENTO COLLETTIVO BRUNO LAMBORGHINI

GESTIONE DELLA CONOSCENZA ED APPRENDIMENTO COLLETTIVO BRUNO LAMBORGHINI VERSIONE PROVVISORIA GESTIONE DELLA CONOSCENZA ED APPRENDIMENTO COLLETTIVO BRUNO LAMBORGHINI ABSTRACT La gestione della conoscenza nelle organizzazioni diviene il fattore sempre più qualificante attraverso

Dettagli

km brochure pdf cover documento aggiornato il 31.10.2004 Knowledge management Trasferire la conoscenza da chi la possiede a chi la richiede

km brochure pdf cover documento aggiornato il 31.10.2004 Knowledge management Trasferire la conoscenza da chi la possiede a chi la richiede km brochure pdf cover documento aggiornato il 31.10.2004 Knowledge management Trasferire la conoscenza da chi la possiede a chi la richiede km brochure pdf indice documento aggiornato il 31.10.2004 km

Dettagli

Corso di Analisi Strategiche Sviluppo delle Risorse e delle Competenze. Prof. V. Maggioni Facoltà di Economia S.U.N.

Corso di Analisi Strategiche Sviluppo delle Risorse e delle Competenze. Prof. V. Maggioni Facoltà di Economia S.U.N. Sviluppo delle Risorse e delle Competenze Facoltà di Economia S.U.N. Vi è comunemente poca conoscenza del legame che intercorre tra risorse e competenze. Numerose ricerche dimostrano come le imprese che

Dettagli

di Antonella Salvatore Produzione e logistica >> Sistemi di management

di Antonella Salvatore Produzione e logistica >> Sistemi di management CREAZIONE E GESTIONE DELLA CONOSCENZA NELLE AZIENDE di Antonella Salvatore Produzione e logistica >> Sistemi di management CONOSCENZA ESPLICITA ED IMPLICITA La conoscenza rappresenta quello che in management

Dettagli

Gestione della conoscenza

Gestione della conoscenza Università di Bergamo Facoltà di Ingegneria GESTIONE DEI SISTEMI ICT Paolo Salvaneschi A10_1 V1.1 Gestione della conoscenza Il contenuto del documento è liberamente utilizzabile dagli studenti, per studio

Dettagli

COMUNICAZIONE ITALIANA

COMUNICAZIONE ITALIANA COMUNICAZIONE ITALIANA Il Business Social Media che comunica su carta, interagisce su internet, decide di persona. Edizioni Servizi Eventi COMUNICAZIONE ITALIANA Il Business Social Media che comunica su

Dettagli

Raffaele Fiorentino Il change management nei processi d integrazione tra aziende

Raffaele Fiorentino Il change management nei processi d integrazione tra aziende A13 Raffaele Fiorentino Il change management nei processi d integrazione tra aziende Copyright MMXIII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133/A B

Dettagli

Capitolo 11 Reti professionali ed evoluzione delle forme organizzative interne alle aziende

Capitolo 11 Reti professionali ed evoluzione delle forme organizzative interne alle aziende Capitolo 11 Reti professionali ed evoluzione delle forme organizzative interne alle aziende Le comunità di pratica: definizione La ricerca accademica definisce le comunità di pratica come un insieme di

Dettagli

ACRL Association of College and Research Libraries

ACRL Association of College and Research Libraries ACRL Association of College and Research Libraries Standard delle competenze per il possesso dell informazione (information literacy) nell educazione superiore Standard, indicatori di performance, obiettivi

Dettagli

Lezione 4 Formazione delle strategie e strategie basate sulla conoscenza: la Knowledge Based View

Lezione 4 Formazione delle strategie e strategie basate sulla conoscenza: la Knowledge Based View Università degli Studi di Padova Facoltà di Lettere e Filosofia Corso di Laurea Triennale in Discipline della Mediazione Linguistica e Culturale a.a. 2007/08 Economia e Gestione delle Imprese Lezione 4

Dettagli

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab.

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab. Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Gli elementi che caratterizzano il Sistema Qualità e promuovono ed influenzano le politiche di gestione delle risorse

Dettagli

Corso di Informatica per la Gestione Aziendale

Corso di Informatica per la Gestione Aziendale Corso di Informatica per la Gestione Aziendale Anno Accademico: 2008/2009 4 parte DOCENTI: Prof.ssa Cecilia Rossignoli Dott. Gianluca Geremia Università degli Studi di Verona Dipartimento di Economia Aziendale

Dettagli

I METODI DEL MIGLIORAMENTO

I METODI DEL MIGLIORAMENTO I METODI DEL MIGLIORAMENTO 1 Le macro-tipologie di intervento di miglioramento: Su base giornaliera: è un intervento che può essere applicato quando i processi rispondono agli obiettivi aziendali, ma possono

Dettagli

Il controllo di gestione nelle aziende che operano su commessa e l informativa di bilancio sui lavori in corso

Il controllo di gestione nelle aziende che operano su commessa e l informativa di bilancio sui lavori in corso Dipartimento Impresa Ambiente & Management Mirella Zito Il controllo di gestione nelle aziende che operano su commessa e l informativa di bilancio sui lavori in corso Copyright MMIX ARACNE editrice S.r.l.

Dettagli

KNOWLEDGE MANAGEMENT. Knowledge Management. Knowledge: : cos è. Dispense del corso di Gestione della Conoscenza d Impresa

KNOWLEDGE MANAGEMENT. Knowledge Management. Knowledge: : cos è. Dispense del corso di Gestione della Conoscenza d Impresa KNOWLEDGE MANAGEMENT Pasquale Lops Giovanni Semeraro Dispense del corso di Gestione della Conoscenza d Impresa 1/23 Knowledge Management La complessità crescente della società, l esubero di informazioni

Dettagli

e.toscana Compliance visione d insieme

e.toscana Compliance visione d insieme Direzione Generale Organizzazione e Sistema Informativo Area di Coordinamento Ingegneria dei Sistemi Informativi e della Comunicazione I.T.S.A.E. e.toscana Compliance visione d insieme Gennaio 2007 Versione

Dettagli

Copyright Università degli Studi di Torino, Progetto Atlante delle Professioni 2009 IT PROCESS EXPERT

Copyright Università degli Studi di Torino, Progetto Atlante delle Professioni 2009 IT PROCESS EXPERT IT PROCESS EXPERT 1. CARTA D IDENTITÀ... 2 2. CHE COSA FA... 3 3. DOVE LAVORA... 4 4. CONDIZIONI DI LAVORO... 5 5. COMPETENZE... 6 Quali competenze sono necessarie... 6 Conoscenze... 8 Abilità... 9 Comportamenti

Dettagli

INNOVAZIONE E RICERCA AL SERVIZIO DELLE AZIENDE E DELLE PERSONE

INNOVAZIONE E RICERCA AL SERVIZIO DELLE AZIENDE E DELLE PERSONE INNOVAZIONE E RICERCA AL SERVIZIO DELLE AZIENDE E DELLE PERSONE OD&M Consulting è una società di consulenza specializzata nella gestione e valorizzazione delle persone e nella progettazione di sistemi

Dettagli

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Economia e Organizzazione Aziendale Modulo 3 - La strategia aziendale Unità didattica 1 - Strategia: contenuti, oggetti, finalità Antonio Dallara Caratteristiche

Dettagli

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Edizione 2015 40 anni di analisi e ricerca sulle trasformazioni economiche e sociali in Italia e in Europa:

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Fondamenti di Knowledge e Business Process Management Giovanni Marrè Amministratore Delegato, it Consult Business Process Management input Competenze individuali Fattori Tecnologici PROCESSO Competenze

Dettagli

Il Working Partnership

Il Working Partnership Il Working Partnership Il Working Partnership è uno strumento/risorsa per tutti coloro che sono interessati allo sviluppo e al miglioramento del lavoro di partnership. Lo strumento deriva da un precedente

Dettagli

MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto

MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto Marco Cantamessa Emilio Paolucci Politecnico di Torino e Istituto Superiore Mario Boella Torino,

Dettagli

Manuela Repetto Creare e condividere conoscenze in gruppo

Manuela Repetto Creare e condividere conoscenze in gruppo Manuela Repetto Creare e condividere conoscenze in gruppo Un modello per l analisi delle interazioni in rete Prefazione di Guglielmo Trentin Copyright MMXII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it

Dettagli

Gestione della conoscenza

Gestione della conoscenza Gestione della conoscenza Prof.ssa Enrica Gentile a.a. 2011-2012 Automazione del lavoro d ufficio Chiunque può avvalersi di un computer allo scopo di snellire ed ottimizzare il proprio lavoro Voler fare

Dettagli

GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE DEFINIZIONE DI QUALITA IL CONCETTO DI QUALITA. Prof.ssa Federica Murmura. a.a. 2014-2015

GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE DEFINIZIONE DI QUALITA IL CONCETTO DI QUALITA. Prof.ssa Federica Murmura. a.a. 2014-2015 GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE a.a. 2014-2015 1 DEFINIZIONE DI QUALITA La norma UNI EN ISO 9000: 2005 definisce la qualità come «l insieme delle caratteristiche intrinseche di un prodotto/ servizio che

Dettagli

DIVERSIFICAZIONE E PERFORMANCE. Progetto di ricerca

DIVERSIFICAZIONE E PERFORMANCE. Progetto di ricerca DIVERSIFICAZIONE E PERFORMANCE Progetto di ricerca Premessa La diversificazione rappresenta, ormai da qualche anno, uno dei temi verso i quali esperti e studiosi di finanza e di management rivolgono grande

Dettagli

Un approccio in tre passi per l evoluzione di applicazioni e infrastrutture

Un approccio in tre passi per l evoluzione di applicazioni e infrastrutture TRASFORMARE LE COMPAGNIE ASSICURATIVE Un approccio in tre passi per l evoluzione di applicazioni e infrastrutture Costruire la compagnia digitale? L approccio DDway alla trasformazione dell IT Un percorso

Dettagli

Knowledge Management. Sistemi Informativi 08/05/12. Introduzione (1/2)

Knowledge Management. Sistemi Informativi 08/05/12. Introduzione (1/2) Knowledge Management Concetti base e tecnologie Chianese Angelo Introduzione (1/2) La capacità delle moderne organizzazioni di creare valore ed innovazione è sempre sempre più fortemente dipendente dalla

Dettagli

ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE

ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE 5 Direttore Roberto Chionne Professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese Facoltà di Lingua e Cultura Italiana Università per Stranieri di Perugia Comitato

Dettagli

Big Data e Customer Engagement

Big Data e Customer Engagement 2013 Big Data e Customer Engagement Una Ricerca di: Novembre 2013 SOMMARIO PRINCIPALI RISULTATI DELLO STUDIO 2 INTRODUZIONE 5 COSA SONO I BIG DATA 5 PERCHÉ I BIG DATA SONO DIVENTATI IMPORTANTI 6 ADOZIONE

Dettagli

LABORATORIO NEGOZIAZIONE

LABORATORIO NEGOZIAZIONE Milano, 13 aprile 2012 Professione: MANAGER LE MONOGRAFIE Professione: MANAGER LABORATORIO NEGOZIAZIONE INTERVENTO DI FORMAZIONE/COACHING PER RESPONSABILI NUOVE STRUTTURE REGIONALI 2012 2011 The European

Dettagli

TEORIA E RICERCA IN EDUCAZIONE / 13 Collana del Dipartimento di Scienze dell Educazione e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO A11 573

TEORIA E RICERCA IN EDUCAZIONE / 13 Collana del Dipartimento di Scienze dell Educazione e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO A11 573 TEORIA E RICERCA IN EDUCAZIONE / 13 Collana del Dipartimento di Scienze dell Educazione e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO A11 573 Emanuela Maria Torre STRATEGIE DI RICERCA VALUTATIVA

Dettagli

Capitolo XVII. La gestione del processo innovativo

Capitolo XVII. La gestione del processo innovativo Capitolo XVII La gestione del processo innovativo Il ruolo dell innovazione nell economia dell immateriale L innovazione ha assunto un ruolo particolarmente significativo come variabile esplicativa della

Dettagli

La Sicurezza dell Informazione nel Web Information System La metodologia WISS

La Sicurezza dell Informazione nel Web Information System La metodologia WISS 1 Introduzione La Sicurezza dell Informazione nel Web Information System La metodologia WISS Ioanis Tsiouras 1 (Rivista ZeroUno, in pubblicazione) I sistemi informativi con le applicazioni basate su Web

Dettagli

LA PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ AZIENDALI E.R.P. (ENTERPRISE RESOURCE PLANNING)

LA PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ AZIENDALI E.R.P. (ENTERPRISE RESOURCE PLANNING) LA PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ AZIENDALI E.R.P. (ENTERPRISE RESOURCE PLANNING) L IMPATTO SULLA GESTIONE LA MISURAZIONE DELL IMPATTO IL SUPPORTO ALLA CREAZIONE DEL VALORE L INTEGRAZIONE ESIGENZE DEL BUSINESS

Dettagli

PEOPLE STRATEGY 2014-2016 FARE LA DIFFERENZA

PEOPLE STRATEGY 2014-2016 FARE LA DIFFERENZA PEOPLE STRATEGY 2014-2016 FARE LA DIFFERENZA PEOPLE STRATEGY FARE LA DIFFERENZA 3 4 Marco Polo sta parlando della sua Venezia con il Kan Imperatore della Cina Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.

Dettagli

Innovazione e sviluppo per le reti di imprese: dall analisi dei dati alla definizione delle strategie [ Bologna, CNA Emilia Romagna, 8 maggio 2009 ]

Innovazione e sviluppo per le reti di imprese: dall analisi dei dati alla definizione delle strategie [ Bologna, CNA Emilia Romagna, 8 maggio 2009 ] UNIVERSITA DEGLI STUDI DI ROMA Innovazione e sviluppo per le reti di imprese: dall analisi dei dati alla definizione delle strategie [ Bologna, CNA Emilia Romagna, 8 maggio 2009 ] Elisa Battistoni [battistoni@disp.uniroma2.it]

Dettagli

Lo start-up d impresa Da un idea ad un business vincente

Lo start-up d impresa Da un idea ad un business vincente Lo start-up d impresa Da un idea ad un business vincente Paolo Gubitta () paolo.gubitta@unipd.it 19 marzo 2007 Modi di vedere Percezione dell innovatore (aspirante!) Valore limitato Valore elevato Percezione

Dettagli

INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE INTERVENTI MODULARI DI FORMAZIONE LA QUALITÁ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE INDICE Premessa 3 Obiettivi e strumenti metodologici dell intervento di formazione 4 Moduli e contenuti dell intervento di

Dettagli

Benvenuti. Claudio Cancelli. Mnemosyne

Benvenuti. Claudio Cancelli. Mnemosyne Metodologie di Redazione di Manuali e Procedure aziendali Benvenuti Claudio Cancelli Mnemosyne 1 Introduzione al Knowledge Management Funzioni centrate della comunicazione Strumentale (ottenere qualcosa)

Dettagli

RAPPRESENTAZIONE E E GESTIONE DEL CORE KNOWLEDGE

RAPPRESENTAZIONE E E GESTIONE DEL CORE KNOWLEDGE KNOWLEDGE MANAGEMENT Seminario Tematico Università di Milano-Bicocca RAPPRESENTAZIONE E E GESTIONE DEL CORE KNOWLEDGE Stefania Bandini Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione Università

Dettagli

I processi esistenti di pubblicazione della documentazione di manutenzione sono obsoleti e non scalabili

I processi esistenti di pubblicazione della documentazione di manutenzione sono obsoleti e non scalabili P T C. c o m Approfondimento Servizio migliore grazie a migliori informazioni di manutenzione Pagina 1 di 5 Fornitura di manutenzione a costi inferiori Le informazioni di manutenzione coerenti e aggiornate,

Dettagli

EDUCATION EXECUTIVE. Enterprise 2.0: il nuovo modello aziendale. Comprendere le opportunità e analizzare i rischi CORSO EXECUTIVE

EDUCATION EXECUTIVE. Enterprise 2.0: il nuovo modello aziendale. Comprendere le opportunità e analizzare i rischi CORSO EXECUTIVE EXECUTIVE EDUCATION Enterprise 2.0: il nuovo modello aziendale Comprendere le opportunità e analizzare i rischi CORSO EXECUTIVE fondazione cuoa business school dal 1957 Il punto di riferimento qualificato

Dettagli

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore)

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) FOCUS: IL POSSIBILE CO-MARKETING Il focus intende coinvolgere i presidenti delle cooperative nell analisi di un possibile co-marketing. Raccogliere

Dettagli

COMPLEX LEARNING COMMUNITY

COMPLEX LEARNING COMMUNITY COMPLEX LEARNING COMMUNITY Cos è, Perché attuarla Come attuarla COMPLEX COMMUNITY: CHE COSA È? COMPLEX COMMUNITY: CHE COSA NON È PERCHÉ E QUANDO UTILIZZARE UNA COMPLEX LEARNING COMMUNITY ESPERIENZE DI

Dettagli

Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Diritto, Economia e Management della Pubblica Amministrazione

Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Diritto, Economia e Management della Pubblica Amministrazione CIRPA / 10 Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Diritto, Economia e Management della Pubblica Amministrazione Master di II livello in Direzione delle Aziende e delle Organizzazioni Sanitarie DAOSan

Dettagli

I. ORGANIZZARE E GESTIRE PROGETTI: ASPETTI INTRODUTTIVI

I. ORGANIZZARE E GESTIRE PROGETTI: ASPETTI INTRODUTTIVI I. ORGANIZZARE E GESTIRE PROGETTI: ASPETTI INTRODUTTIVI 1. Lavorare per progetti La parola, oltre ad avere il significato del lessico comune, significa anche approccio manageriale, soprattutto da quando

Dettagli

GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE IL CONCETTO DI QUALITA

GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE IL CONCETTO DI QUALITA GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE a.a. 2012-2013 1 IL CONCETTO DI QUALITA QUALITA OGGETTIVA è un concetto strettamente correlato al prodotto e si configura come l insieme di attributi fisici e tecnicofunzionali

Dettagli

L IMPRESA PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA

L IMPRESA PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA L IMPRESA PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA a cura di Roberto Cafferata Saggi di Gianpaolo Abatecola, Alessandro Giosi, Sara Poggesi, Francesco Scafarto, Silvia Testarmata ARACNE Copyright MMVIII ARACNE editrice

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

Alcune persone guardano le cose accadere. Altre fanno in modo che accadano!

Alcune persone guardano le cose accadere. Altre fanno in modo che accadano! 2013 Alcune persone guardano le cose accadere. Altre fanno in modo che accadano! Nel mondo economico dei nostri tempi, la maggior parte delle organizzazioni spende migliaia (se non milioni) di euro per

Dettagli

Corso di Marketing Industriale

Corso di Marketing Industriale U N I V E R S I T A' D E G L I S T U D I D I B E R G A M O Facoltà di Ingegneria Corso di Marketing Industriale Prof Ferruccio Piazzoni ferruccio.piazzoni@unibg.it Marketing e Comunicazione: Promo-Pub-DM

Dettagli

L analisi dei dati qualitativi con Atlas.ti

L analisi dei dati qualitativi con Atlas.ti Agnese Vardanega L analisi dei dati qualitativi con Atlas.ti Fare ricerca sociale con i dati testuali ARACNE Copyright MMVIII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele

Dettagli

Il marketing in rete Marketing relazionale e nuove tecnologie

Il marketing in rete Marketing relazionale e nuove tecnologie Il marketing in rete Marketing relazionale e nuove tecnologie Obiettivi della lezione Illustrare il passaggio dall orientamento alla transazione all orientamento alla relazione nel marketing contemporaneo

Dettagli

Aree di inserimento I percorsi di carriera: tante le opportunità quante le

Aree di inserimento I percorsi di carriera: tante le opportunità quante le ACCENTURE SPA Profilo Azienda Accenture è un'azienda globale di Consulenza Direzionale, Servizi Tecnologici e Outsourcing che conta circa 323 mila professionisti in oltre 120 paesi del mondo. Quello che

Dettagli

Speciale: I casi. Introduzione dell'area tematica IL CASO FEDERAZIONE DELLE BCC DELL'EMILIA- ROMAGNA

Speciale: I casi. Introduzione dell'area tematica IL CASO FEDERAZIONE DELLE BCC DELL'EMILIA- ROMAGNA Estratto dell'agenda dell'innovazione e del Trade Bologna 2011 Speciale: I casi Introduzione dell'area tematica IL CASO FEDERAZIONE DELLE BCC DELL'EMILIA- ROMAGNA Innovare e competere con le ICT: casi

Dettagli

QUATTRO BUONE PRATICHE PER L IMPLEMENTAZIONE DI UNA TECNOLOGIA PER LA DIDATTICA DI SUCCESSO

QUATTRO BUONE PRATICHE PER L IMPLEMENTAZIONE DI UNA TECNOLOGIA PER LA DIDATTICA DI SUCCESSO QUATTRO BUONE PRATICHE PER L IMPLEMENTAZIONE DI UNA TECNOLOGIA PER LA DIDATTICA DI SUCCESSO Report globale e suggerimenti Gennaio 2013 Autore: Filigree Consulting Promosso da: SMART Technologies Executive

Dettagli

CRM E GESTIONE DEL CLIENTE

CRM E GESTIONE DEL CLIENTE CRM E GESTIONE DEL CLIENTE La concorrenza è così forte che la sola fonte di vantaggio competitivo risiede nella creazione di un valore superiore per i clienti, attraverso un investimento elevato di risorse

Dettagli

Sicurezza nel lavoro: quale formazione? Quale formazione dei formatori

Sicurezza nel lavoro: quale formazione? Quale formazione dei formatori Sicurezza nel lavoro: quale formazione? Un ambito di ricerca per la pedagogia sociale Formazione alla sicurezza: interrogativi pedagogici Prof.ssa Giuditta Alessandrini La porta dell apprendimento si apre.dal

Dettagli

Psicologia dei Nuovi Media. Andrea Farinet

Psicologia dei Nuovi Media. Andrea Farinet Psicologia dei Nuovi Media Andrea Farinet 1. Psicologia dei nuovi media: riferimenti teorici e oggetti di analisi 2. Comprendere i nuovi media: da Internet all embodiment 3. Applicare la psicologia dei

Dettagli

Le tecnologie per le imprese

Le tecnologie per le imprese Le tecnologie per le imprese Obiettivi della lezione L evoluzione delle tecnologie dell informazione e della comunicazione Le tre funzioni dell ICT Direttrici e problematiche delle tecnologie disponibili

Dettagli

Content Development e Open Source Pierluigi Boda Università La Sapienza di Roma

Content Development e Open Source Pierluigi Boda Università La Sapienza di Roma Content Development e Open Source Università La Sapienza di Roma Contenuti: Cos è il content management Aspetti critici nello sviluppo dei CMS Opzioni tecnologiche per il CM Peculiarità dell opzione open

Dettagli

25/11/14 ORGANIZZAZIONE AZIENDALE. Tecnologie dell informazione e controllo

25/11/14 ORGANIZZAZIONE AZIENDALE. Tecnologie dell informazione e controllo ORGANIZZAZIONE AZIENDALE 1 Tecnologie dell informazione e controllo 2 Evoluzione dell IT IT, processo decisionale e controllo Sistemi di supporto al processo decisionale IT e coordinamento esterno IT e

Dettagli

Relazione sul data warehouse e sul data mining

Relazione sul data warehouse e sul data mining Relazione sul data warehouse e sul data mining INTRODUZIONE Inquadrando il sistema informativo aziendale automatizzato come costituito dall insieme delle risorse messe a disposizione della tecnologia,

Dettagli

Per un integrazione del sapere Politiche e processi per ottimizzare fonti, competenze e risorse della formazione

Per un integrazione del sapere Politiche e processi per ottimizzare fonti, competenze e risorse della formazione Daniela Dodero Alessandro Broglio Susanna Mazzeschi Maggio 2007 Per un integrazione del sapere Politiche e processi per ottimizzare fonti, competenze e risorse della formazione INDICE La comprensione del

Dettagli

Documentare, negoziare e concordare gli obiettivi di qualità e le responsabilità del Cliente e dei Fornitori nei Service Level Agreements (SLA);

Documentare, negoziare e concordare gli obiettivi di qualità e le responsabilità del Cliente e dei Fornitori nei Service Level Agreements (SLA); L economia della conoscenza presuppone che l informazione venga considerata come la risorsa strategica più importante che ogni organizzazione si trova a dover gestire. La chiave per la raccolta, l analisi,

Dettagli

INFORMAZIONE E MANAGEMENT STRATEGICO

INFORMAZIONE E MANAGEMENT STRATEGICO INFORMAZIONE E MANAGEMENT STRATEGICO CAP 10 IL SISTEMA DI PERFORMANCE MANAGEMENT DOCENTE: CHIARA DEMARTINI mariachiara.demartini@unipv.it Agenda Dal performance measurement al performance management Il

Dettagli

Lezione 1. Introduzione e Modellazione Concettuale

Lezione 1. Introduzione e Modellazione Concettuale Lezione 1 Introduzione e Modellazione Concettuale 1 Tipi di Database ed Applicazioni Database Numerici e Testuali Database Multimediali Geographic Information Systems (GIS) Data Warehouses Real-time and

Dettagli

Ambiente di apprendimento. generativo - Generative. Learning Environment

Ambiente di apprendimento. generativo - Generative. Learning Environment Ambiente di apprendimento generativo - Generative Learning Environment di Paolo Giordani 1 Nel loro articolo del 1995, intitolato Rich environments for active learning: A definition, Grabinger e Dunlap

Dettagli

Definizione di enterprise 2.0

Definizione di enterprise 2.0 L enterprise 2.0 Definizione di enterprise 2.0 Piattaforme sociali Canali e piattaforme Modalità emergente Sware enterprise Social sware Piattaforme - emergenza Definizione di McAfee tecnocentrica Mcafee

Dettagli

Gestire la conoscenza per conoscere la gestione

Gestire la conoscenza per conoscere la gestione Gestire la conoscenza per conoscere la gestione Il knowledge management nella formazione Isvor Fiat Dunia Astrologo Pesaro, 29 novembre 2002 29-11-2002 Gestire la conoscenza per conoscere la gestione.ppt

Dettagli

Mission. Filosofia di intervento. Soluzioni. Approccio al Training. Catalogo Training. Modello di Training. Targetizzazione.

Mission. Filosofia di intervento. Soluzioni. Approccio al Training. Catalogo Training. Modello di Training. Targetizzazione. Mission Filosofia di intervento Soluzioni Management Consulting Training & HR Development Approccio al Training Catalogo Training Modello di Training Targetizzazione Contatti 2 MISSION Future People offre

Dettagli

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo CAPITOLO 8 Tecnologie dell informazione e controllo Agenda Evoluzione dell IT IT, processo decisionale e controllo Sistemi di supporto al processo decisionale Sistemi di controllo a feedback IT e coordinamento

Dettagli

Roadmap per la ricerca e l innovazione

Roadmap per la ricerca e l innovazione Roadmap per la ricerca e l innovazione EXECUTIVE SUMMARY Questo documento ha l obiettivo di descrivere visioni e strategie per il futuro del manufacturing italiano. Il documento è il risultato dell'attività

Dettagli

Project Portfolio Management e Program Management in ambito ICT: la verifica di fattibilità del Piano.

Project Portfolio Management e Program Management in ambito ICT: la verifica di fattibilità del Piano. Project Portfolio Management e Program Management in ambito ICT: la verifica di fattibilità del Piano. di: Enrico MASTROFINI Ottobre 2004 Nella formulazione iniziale del Piano Ict sono di solito inseriti

Dettagli

Piccola dimensione Limitata formalizzazione Stili personali e culturali poco favorevoli alla formalizzazione

Piccola dimensione Limitata formalizzazione Stili personali e culturali poco favorevoli alla formalizzazione BUDGET Parole chiave Il processo di programmazione e controllo di gestione come strumento di governo delle organizzazioni Il processo di programmazione e controllo di gestione rappresenta quel processo

Dettagli

Il Caso Generali-Newcom Consulting è tratto, per gentile concessione della casa editrice Apogeo, dal libro Oltre l aula edito da Apogeo (ed. 2011).

Il Caso Generali-Newcom Consulting è tratto, per gentile concessione della casa editrice Apogeo, dal libro Oltre l aula edito da Apogeo (ed. 2011). Il Caso Generali-Newcom Consulting è tratto, per gentile concessione della casa editrice Apogeo, dal libro Oltre l aula edito da Apogeo (ed. 2011). http://www.apogeonline.com/libri/9788850329847/scheda

Dettagli

Visione d insieme e definizione

Visione d insieme e definizione Visione d insieme e definizione Corso di Organizzazione Aziendale Alcune capacita /competenze organizzative STRUTTURA STRATEGIA TECNOLOGIA RELAZIONI INTERORGANIZZATIVE 1 Raggruppamento Funzionale Raggruppamento

Dettagli

Principi e requisiti di base del Risk Management. Obiettivi, standard e framework di riferimento

Principi e requisiti di base del Risk Management. Obiettivi, standard e framework di riferimento Innovazione per la Pubblica Amministrazione Principi e requisiti di base del Risk Management. Obiettivi, standard e framework di riferimento Fabio Monteduro CISPA-Università di Roma Tor Vergata fabio.monteduro@uniroma2.it

Dettagli

Human Capital. Conoscere Ideamanagement

Human Capital. Conoscere Ideamanagement Human Capital Conoscere Ideamanagement MISSION & VISION Offrire servizi e soluzioni per aumentare il valore e il rendimento del Capitale Umano. Sviluppare metodologie tra loro coerenti per supportare i

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANUALE DEL DIPARTIMENTO DI INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI ISTITUTO TECNICO a.s. 2015-16

PROGRAMMAZIONE ANUALE DEL DIPARTIMENTO DI INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI ISTITUTO TECNICO a.s. 2015-16 PROGRAMMAZIONE ANUALE DEL DIPARTIMENTO DI INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI ISTITUTO TECNICO a.s. 2015-16 SECONDO BIENNIO Disciplina: INFORMATICA La disciplina Informatica concorre a far conseguire allo

Dettagli

Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto. Approfondimento

Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto. Approfondimento APPROFONDIMENTO ICT Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto Approfondimento OBIETTIVI, STRATEGIE E TATTICHE DI MARKETING ON-LINE: L INTERNET MARKETING PLAN ORGANISMO BILATERALE

Dettagli

Formazione in rete e apprendimento collaborativo

Formazione in rete e apprendimento collaborativo Formazione in rete e apprendimento collaborativo Ballor Fabio Settembre 2003 Cos è l e-learning Il termine e-learning comprende tutte quelle attività formative che si svolgono tramite la rete (Internet

Dettagli

BOZZA DEL 06/09/2011

BOZZA DEL 06/09/2011 ARTICOLAZIONE: INFORMATICA Disciplina: COMPLEMENTI DI MATEMATICA (C4) Il docente di Complementi di matematica concorre a far conseguire allo studente, al termine del percorso quinquennale, i seguenti risultati

Dettagli

Prospetto dei campi dell online application form

Prospetto dei campi dell online application form Prospetto dei campi dell online application form Fin dall antichità la narrazione ha rivestito un ruolo fondamentale nella trasmissione del sapere grazie alle possibilità che offre di condividere e interpretare

Dettagli

Il ruolo del coordinatore infermieristico nella formazione continua dei collaboratori

Il ruolo del coordinatore infermieristico nella formazione continua dei collaboratori ARTICOLI ORIGINALI Il ruolo del coordinatore infermieristico nella formazione continua dei collaboratori 38 Tratto dalla propria Tesi di Master La percezione del Coordinatore Infermieristico sulla competenza

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014/2015

PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014/2015 PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE ANNO SCOLASTICO 2014/2015 DOCENTE PROF. LUCCHI ENEA MATERIA DI INSEGNAMENTO TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE CLASSE 1 A - 1 B - 1 C Competenze di base

Dettagli