PRODOTTI ALIMENTARI. Return on Investment (ROI) (%) 5,6 3,7 Return on Sales (ROS) (%) 4,6 3,2 Return on Equity (ROE) (%) 6,0 1,4

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1 L INDUSTRIA ALIMENTARE E IL COMMERCIO CON L ESTERO DEI PRODOTTI ALIMENTARI 1. L Industria alimentare (Indagine sui bilanci delle imprese) Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un aumentato interesse da parte dell opinione pubblica nei confronti della sicurezza alimentare, delle produzioni legate a tradizioni alimentari, ma anche dal crescente grado di apertura verso i paesi esteri sia per quanto riguarda i prodotti alimentari che agricoli, e da profondi cambiamenti nella struttura dei consumi. Tutti questi fattori hanno determinato processi di ristrutturazione del sistema agroalimentare ed in particolare delle industrie alimentari. Nella provincia di Bologna, l industria alimentare presenta forti legami con il territorio, con l agricoltura e l allevamento, ma ha anche un buon grado di apertura verso l estero sia rispetto ai prodotti importati che alle esportazioni. In questo contesto, abbiamo svolto un analisi particolare su di un campione di imprese alimentari della provincia di Bologna, per cercare di evidenziare le tendenze economiche e finanziarie in atto. I dati relativi alle imprese alimentari provengono dalla banca dati AIDA che contiene i bilanci delle società di capitali con più di un milione di euro di fatturato. Tabella Indicatori di bilancio calcolati per le imprese alimentari della provincia di Bologna (valori medi). Indicatori 1998/ /2001 Dipendenti 85,4 107,5 Indicatori finanziari Indice di liquidità (quick ratio) 0,8 0,7 Indice di disponibilità (current ratio) 1,2 1,9 Indice di immobilizzo 1,7 1,3 Leverage (%) 831,1 665,2 Indicatori di redditività Return on Investment (ROI) (%) 5,6 3,7 Return on Sales (ROS) (%) 4,6 3,2 Return on Equity (ROE) (%) 6,0 1,4 Indicatori di produttività Ricavi pro-capite (Migl/dip) migl. EURO 359,4 307,0 Valore aggiunto pro-capite (Migl/dip) migl. EURO 63,0 55,7 Costo lavoro pro-capite (Migl/dip) migl. EURO 35,1 27,9 Rendimento dipendenti 11,0 9,3 Fonte: nostre elaborazioni su dati AIDA. 1

2 I principali indicatori economici e finanziari sono calcolati su un panel di 65 imprese alimentari della provincia. Per ogni impresa si sono calcolati tali indicatori facendo la media per il 1998/1999 e per il 2000/2001. Gli indicatori di sintesi per l intero comparto sono stati poi ottenuti come media degli indicatori delle singole aziende (tabella 4.1). I risultati indicano che il numero di dipendenti delle industrie alimentari del campione aumenta nel periodo analizzato, portandosi a un valore medio di oltre 107 lavoratori per azienda nel 2000/1 rispetto a 85 dipendenti nel 1998/9. Gli indicatori finanziari consentono di individuare la relazione tra impieghi e fonti di finanziamento. Tale relazione, in particolare, è evidenziata dagli indici di solvibilità, vale a dire l indice di disponibilità e l indice di liquidità. Questi indicatori, che rapportano le attività correnti alle passività correnti, differiscono per l esclusione delle rimanenze dall attivo circolante, effettuata nell indice di liquidità. Le imprese del campione analizzato presentano, in entrambi i bienni, valori per l indice di disponibilità superiori a uno. In particolare nel 2000/2001 tale valore è aumentato a 1,9, un risultato soddisfacente visto che, tale indicatore dovrebbe essere comunque superiore a uno, in quanto in caso contrario si evidenzierebbe la difficoltà da parte dell azienda ad assolvere gli impegni presi. In Italia, si considera un buon risultato un current ratio maggiore o uguale a 1,70. Il peso rilevante delle rimanenze è evidenziato dal confronto tra i valori dell indice di disponibilità con quelli dell indice di liquidità. Quest ultimo, in entrambi i bienni è inferiore a uno, ed è diminuito nell ultimo periodo considerato (al contrario, l indice di disponibilità è aumentato). I valori sono rimasti però, in entrambi i periodi, superiori a 0,70, quindi si possono ritenere soddisfacenti. L indice di immobilizzo è calcolato rapportando le immobilizzazioni materiali al patrimonio netto, indica quindi l origine dei mezzi che hanno finanziato gli investimenti di lungo termine.. Il valore riscontrato nel periodo 2000/2001 è 1,3, inferiore a quello registrato nel periodo precedente, quindi si evidenzia un maggiore utilizzo del capitale proprio per gli investimenti a lungo termine. L indice rimane comunque superiore all unità, le immobilizzazioni materiali non sono quindi coperte dal capitale proprio. Il leverage è un indicatore molto importante che sottolinea il diverso utilizzo delle fonti di finanziamento esterne ed interne degli impieghi. E calcolato come rapporto tra totale attivo e patrimonio netto, e indica quindi l autocopertura delle attività mediante fonti di finanziamento interne. Gli elevati valori di questo indicatore evidenziano un forte indebitamento delle aziende, anche se nell ultimo biennio si registra una riduzione di tale valore. La redditività del capitale di rischio dell azienda è rilevato dal ROE (return on equity) calcolato come rapporto tra utile e patrimonio netto. Nel periodo considerato si riscontra una brusca flessione dei valori di questo indicatore, che passa dal 6% del 1998/9 all 1,4% del 2000/1. Anche gli altri due indicatori della redditività delle imprese, il ROS ed il ROI diminuiscono tra un periodo e l altro. Il 2

3 primo (Ros), calcolato dividendo il risultato operativo lordo per i ricavi di vendita (moltiplicato per 100), esprime quindi la percentuale di redditività delle vendite indicando la quota di ricavi dopo la copertura di tutti i costi della gestione caratteristica. Nei due periodi scende da 4,6% a 3,2%. Il ROI esprime invece la redditività della gestione caratteristica e si ottiene dividendo il risultato operativo per il totale attivo. Anche questo indicatore nel secondo biennio decresce. Gli indicatori di produttività mostrano un generale peggioramento della situazione delle aziende considerate. I ricavi pro capite scendono da quasi 360 migliaia di euro nel primo periodo a 307 nel secondo (-14,6%). Variazioni negative si riscontano anche nel valore aggiunto pro capite che si riduce a 55,7 migliaia di euro (-11,6%) e nel rendimento dei dipendenti (-14,2%). Il costo del lavoro pro capite subisce un forte ridimensionamento, da 35,1 a 27,9 migliaia di euro pro capite. E ipotizzabile che si sia verificato un aumento del personale poco qualificato, che ha determinato una riduzione dei costi per addetto. Le imprese del campione, molto probabilmente, nel biennio 2000/2001 hanno attraversato una fase di ristrutturazione, caratterizzata da un minor ricorso all indebitamento rispetto al biennio precedente. Infatti, l indice di immobilizzo è diminuito, quindi si riscontra un maggiore utilizzo di capitale proprio per gli investimenti a lungo termine, ed anche il leverage ha subito una flessione nel secondo biennio considerato. Un possibile problema è rappresentato dalle rimanenze, che determinano un vincolo durevole di capitale e riducono pesantemente la capacità di solvibilità delle imprese. Gli indicatori di redditività e di produttività mostrano un peggioramento generale della situazione. La riduzione della redditività e della produttività sono state accompagnate da un aumento della dimensione aziendale in termini di addetti e da una riduzione dei costi del personale pro capite. Nei prossimi anni, quindi, l incremento della redditività delle imprese, dipenderà presumibilmente dalla capacità di utilizzare al meglio la nuova forza lavoro e le potenzialità derivanti dall aumentata dimensione aziendale, che come abbiamo visto è notevolmente cresciuta nel periodo considerato. 3

4 2. Le importazioni e le esportazioni dei prodotti agroalimentari L analisi delle importazioni ed esportazioni dei prodotti agroalimentari nella provincia di Bologna è stata svolta sulla base dei dati forniti dall Istat e consultabili nel sito dedicato al commercio estero dell Istituto Nazionale di Statistica. I dati sono organizzati in base alla classificazione ATECO, che a partire dal 2000 ha sostituito quella basata sui gruppi merceologici. L andamento dell import-export La provincia di Bologna, tra il 1992 ed il 2001, ha presentato valori per le importazioni di prodotti agroalimentari costantemente superiori a quelli delle esportazioni, causando un saldo della bilancia commerciale è stato sempre negativo. Questa tendenza rispecchia quella registrata a livello regionale e nazionale. Negli ultimi 4 anni, però, il deficit provinciale si è leggermente ridotto, passando da 216 milioni di euro nel 1997 a meno 156 milioni di euro nel 2001 (figura 4.1). Figura 4.1 Saldo bilancia commerciale dell agroalimentare nella provincia di Bologna ( ) Migliaia di euro Deficit Totale Agroalimentare Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat. 4

5 Per comprendere meglio le dinamiche degli scambi commerciali è bene compiere l analisi distinguendo fra l andamento del settore primario e dell industria alimentare. Nel periodo considerato, il valore delle importazioni del settore primario è aumentato, in maniera pressoché costante, portandosi a migliaia di euro nel 2001 (tabella 4.2). Le esportazioni, al contrario, hanno avuto un andamento più altalenante, toccando prima i migliaia di euro nel 1998, poi gli migliaia di euro nel 2001 (tabella 4.3). Nell ultimo anno, il deficit complessivo del settore primario è stato quindi di migliaia di euro (figura 4.2). Figura 4.2 Saldo della bilancia commerciale del settore primario nella provincia di Bologna ( ) Migliaia di euro Deficit settore primario Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat. L industria alimentare, tra il 1998 e il 2001 ha visto migliorare nettamente il suo saldo con l estero, che è passato da un deficit di oltre 102 milioni di euro a 54 milioni nel 2001 (figura 4.3). Tale dinamica, che continua dagli inizi degli anni novanta, è da attribuire all aumento delle esportazioni, che nel 2001 hanno superato i 196 milioni di euro visto che le importazioni non hanno subito variazioni di rilievo, con 25 milioni di euro nel L industria alimentare della provincia mostra quindi un miglioramento consistente nelle sue capacità di stare sul mercato estero. 5

6 Tabella Importazioni della provincia di Bologna ( ) valori in euro Import Provincia di Bologna Prodotti dell'agricoltura, dell'orticoltura e della floricoltura Animali vivi e prodotti di origine animale Prodotti della silvicoltura Prodotti della pesca e della piscicoltura Totale settore primario Industria Alimentare Totale Agroalimentare Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat. Tabella Esportazioni di prodotti agroalimentari nella provincia di Bologna ( ) Valori in euro Export provincia di Bologna Prodotti dell'agricoltura, dell'orticoltura e della floricoltura Animali vivi e prodotti di origine animale Prodotti della silvicoltura Prodotti della pesca e della piscicoltura Totale settore primario Industria Alimentare Totale Agroalimentare Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat. 6

7 Figura 4.3 Saldo della bilancia commerciale dell industria alimentare nella provincia di Bologna ( ) Migliaia di euro Deficit Industria Alimentare Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Al momento della stesura di questo rapporto, l Istat non ha ancora ancora fornito i dati relativi al 4 trimestre del 2002 e quindi, per poter comunque analizzare le tendenze verificatesi nell ultimo anno, si sono considerati i primi tre trimestri del 2002, confrontandoli con lo stesso periodo del Le importazioni di prodotti agricoli, nel 2002 sono state di oltre 303 milioni di euro, mentre le esportazioni hanno raggiunto quasi 218 milioni di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2001 si è registrata una flessione nelle importazioni del 4,6% e un aumento delle esportazioni del 5,5%, con un netto miglioramento del saldo commerciale della provincia (tabella 4.4). L aumento delle esportazioni è stato influenzato dalla forte crescita dell export di prodotti alimentari ( euro, +11,9%). Tra i comparti del settore primario si registrano aumenti negli scambi con l estero (sia import che export) per i prodotti di origine animale, per i prodotti della silvicoltura, orticoltura e della pesca. Il comparto dei prodotti dell agricoltura ha evidenziato, invece, una dinamica negativa; le importazioni nel periodo considerato, infatti, sono state pari a 100 milioni di euro, in flessione rispetto all anno precedente del 16%, mentre le esportazioni si sono fermate a 51 milioni di euro (-1,5%). A livello regionale e nazionale è riscontrabile la stessa tendenza con una riduzione delle importazioni agroalimentari ed un aumento delle esportazioni, anche se le percentuali regionali e nazionali sono minori rispetto a quelle registrate in provincia. 7

8 Tabela Import-export di prodotti agrolimentari nella provincia di Bologna (primi 3 trimestri del 2001 e del 2002) Import Export nella provincia di provvisorio Variazioni % Bologna Primi 3 trimestri import export import export import export della floricoltura ,2-11,5 Animali vivi e prodotti di origine animale ,6 35,4 Prodotti della silvicoltura ,8 105,4 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,2 10,5 Totale settore Primario ,8-9,5 Industria Alimentare ,2 11,9 TOTALE AGROALIMENTARE ,6 5,5 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat L analisi dei flussi commerciali dei prodotti agroalimentari della provincia di Bologna con paesi esteri ha evidenziato come partners più importanti gli stati dell Unione Europea (tabella 4.5 e 4.6). Le importazioni provenienti complessivamente da paesi dell Unione, nel 2001, sono ammontate a 327 milioni di euro, pari al 75% del totale. Analizzando i singoli comparti, si può notare come i prodotti dell agricoltura, dell orticoltura e della floricoltura sono stati importati prevalentemente dall Unione europea (oltre 101 milioni di euro, pari al 65% del totale), mentre gli animali vivi e i prodotti di origine animale provengono soprattutto dall Europa, sia dai paesi comunitari che extracomunitari. Al contrario i prodotti della silvicoltura sono stati importati per oltre 7 milioni di euro dall Africa, un risultato decisamente importante considerando che complessivamente tali prodotti ammontano a 9,3 milioni di euro. Le importazioni del settore primario sono pervenute per il 60% da paesi dell Unione Europea, per il 10% dall America Centro Meridionale e per quote intorno al 6,8% da Africa, Asia, America Settentrionale (figura 4.4). Le importazioni di prodotti alimentari dall Unione Europea sono ammontate, nel 2001, a oltre 217 milioni di euro (86,5% del totale). L altra area che ha presentato valori significativi di esportazioni verso la provincia di Bologna, per quanto riguarda i prodotti alimentari, è l Asia (17 milioni di euro, pari al 6,9% del totale) (figura 4.5). L export agroalimentare provinciale è stato indirizzato per oltre 190 milioni di euro (68,7%) verso i paesi dell Unione Europea. Le esportazioni del settore primario sono state rivolte a paesi dell UE per il 67,5% del valore totale e per il 29,4% verso paesi europei extracomunitari; minime invece sono le quote imputabili ad altre destinazioni (figura 4.6). Anche le esportazioni dei prodotti alimentari hanno seguito essenzialmente la stessa tendenza (figura 4.7). L unica destinazione extraeuropea significativa è l Asia, con un export provinciale di oltre 12 milioni di euro (6,6% del totale). 8

9 Tra i paesi dell Unione Europea, la Francia e la Germania sono i partners commerciali più rilevanti (tabella 4.7). Nel 2001 il valore delle importazioni della Francia è stato di oltre 78 milioni di euro, in particolare i prodotti dell agricoltura per 20 milioni di euro e i prodotti alimentari per oltre 54 milioni. Nel paese transalpino sono stati esportati prodotti alimentari della provincia per oltre 29 milioni di euro. Tabella Importazioni di prodotti agroalimentari nella provincia di Bologna per area di provenienza (2001) Prodotti Animali dell'agricoltura, vivi e dell'orticoltura Import 2001 Bologna e della floricoltura prodotti di origine animale Prodotti della silvicoltura Prodotti della pesca e della piscicoltura Totale primario Industria Totale alimentare agroalimenta re Unione Europea Europa extra UE Africa Asia America settentrionale America centro merid Oceania e altro Totale Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat. Tabella Esportazioni di prodotti agroalimentari nella provincia di Bologna per area di destinazione (2001) Prodotti Animali Prodotti Prodotti Totale Industria Totale dell'agricoltura, vivi e della della pesca primario alimentare agroalimentare dell'orticoltura prodotti silvicoltura e della Export 2001 Bologna e della floricoltura di origine animale piscicoltura Unione Europea Europa extra UE Africa Asia America settentrionale America centro merid Oceania e altro Totale Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Come detto sopra, l altro paese particolarmente importante sia per le importazioni che per le esportazioni è la Germania. Anche in questo caso le importazioni hanno 9

10 riguardato soprattutto i prodotti agricoli (oltre 20 milioni) e i prodotti alimentari (80 milioni), che, tra l altro, sono aumentati in modo considerevole rispetto al 2000 (rispettivamente + 32% e +24%). Le esportazioni provinciali verso la Germania nel 2001 sono ammontate complessivamente a 67 milioni di euro. L export di prodotti dell agricoltura corrisponde al 39,9% del totale e risulta in crescita rispetto al 2000, mentre i prodotti alimentari esportati sono ammontati a soli 40 milioni di euro (-28% rispetto all anno precedente). Figura 4.4 Importazioni della provincia di Bologna settore primario ,4% 10,8% 0,3% 7,7% 6,0% 7,8% 60,1% Unione Europea Europa extra UE Africa Asia America settentrionale America centro merid Oceania e altro Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Figura 4.5 Importazioni della provincia di Bologna industrie alimentari 2001 Unione Europea Europa extra UE Africa Asia America settentrionale America centro merid Oceania e altro Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 10

11 Figura 4.6 Esportazioni della provincia di Bologna settore primario 2001 Unione Europea Europa extra UE Africa Asia America settentrionale America centro merid Oceania e altro Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Figura 4.7 Esportazioni della provincia di Bologna, industrie alimentari ,8% 6,6% 3,0% 2,2% 1,8% 14,6% 69,1% Unione Europea Europa extra UE Africa Asia America settentrionale America centro merid Oceania e altro Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 11

12 Tabella Import-export dei prodotti agroalimentari della provincia di Bologna con i paesi dell Unione Europea (2001) Valori in euro. Francia Paesi Bassi Belgio e Lussemburgo Germania Regno Unito Variazione % import export import export import export della floricoltura ,6 10,3 Animali vivi e prodotti di origine animale ,6 14,7 Prodotti della silvicoltura ,6 319,5 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,5-50,0 Totale primario Industrie alimentari ,2-8,2 Totale agroalimentare ,2-6,1 della floricoltura ,9 7,2 Animali vivi e prodotti di origine animale ,8-74,7 Prodotti della silvicoltura ,9 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,5 6,1 Totale primario ,1-1,3 Industrie alimentari ,2-10,9 Totale agroalimentare ,3-6,9 della floricoltura ,6-15,3 Animali vivi e prodotti di origine animale ,1-98,3 Prodotti della silvicoltura ,0 19,7 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,0-39,2 Totale primario ,4-21,0 Industrie alimentari ,6 42,9 Totale agroalimentare ,8 14,6 della floricoltura ,2 4,8 Animali vivi e prodotti di origine animale ,4 5,9 Prodotti della silvicoltura ,2-100,0 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,9-47,9 Totale primario ,9 4,4 Industrie alimentari ,0-28,0 Totale agroalimentare ,1-17,6 della floricoltura ,5-12,0 Animali vivi e prodotti di origine animale ,9-100,0 Prodotti della silvicoltura ,0 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,5 67,6 Totale primario ,9-11,7 Industrie alimentari ,8 18,6 Totale agroalimentare ,3 5,2 (continua) 12

13 (segue) Variazione % import export import export import export della floricoltura ,7 Spagna Portogallo Grecia Danimarca Irlanda Animali vivi e prodotti di origine animale ,0 Prodotti della silvicoltura Prodotti della pesca e della piscicoltura ,6 Totale primario ,7-82,7 Industrie alimentari ,4 22,3 Totale agroalimentare ,9-44,6 della floricoltura ,3-9,0 Animali vivi e prodotti di origine animale ,0-100,0 Prodotti della silvicoltura ,6 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,5-58,3 Totale primario ,0-9,0 Industrie alimentari ,6 14,8 Totale agroalimentare ,7-3,8 della floricoltura ,6-31,4 Animali vivi e prodotti di origine animale Prodotti della silvicoltura ,0 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,1-11,2 Totale primario ,0-31,0 Industrie alimentari ,0-65,7 Totale agroalimentare ,9-63,6 della floricoltura ,2-37,1 Animali vivi e prodotti di origine animale ,0-100,0 Prodotti della silvicoltura ,0-100,0 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,1 Totale primario ,4-35,4 Industrie alimentari ,1 15,0 Totale agroalimentare ,7 9,2 della floricoltura ,0-23,2 Animali vivi e prodotti di origine animale ,7 123,9 Prodotti della silvicoltura ,7-100,0 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,5-39,7 Totale primario ,5-22,2 Industrie alimentari ,5-1,2 Totale agroalimentare ,7-5,5 (continua) 13

14 (segue) Variazione % import export import export import export della floricoltura ,0 48,4 Svezia Finlandia Austria Animali vivi e prodotti di origine animale Prodotti della silvicoltura ,0 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,0 Totale primario ,0 48,1 Industrie alimentari ,6 61,4 Totale agroalimentare ,2 59,5 della floricoltura ,0-1,5 Animali vivi e prodotti di origine animale ,5-46,9 Prodotti della silvicoltura ,0-100,0 Prodotti della pesca e della piscicoltura Totale primario ,4-9,3 Industrie alimentari ,5 24,8 Totale agroalimentare ,4 19,6 della floricoltura ,7 34,5 Animali vivi e prodotti di origine animale ,9-27,4 Prodotti della silvicoltura ,7-100,0 Prodotti della pesca e della piscicoltura ,7-37,9 Totale primario ,6 1,0 Industrie alimentari ,5 10,1 Totale agroalimentare ,3 8,2 Fonte:nostre elaborazioni su dati Istat. 14

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