Direzione Regionale Agricoltura Area Servizi Tecnici e Scientifici Servizio Fitosanitario Regionale

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1 Direzione Regionale Agricoltura Area Servizi Tecnici e Scientifici Servizio Fitosanitario Regionale Le emergenze fitosanitarie nella Regione Lazio e le problematiche legate al settore forestale

2 Le principali norme che regolano l attività del SFR d.lgs.214/2005: misure di protezione contro l introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali DM 14 aprile 1997: regola la commercializzazione di piantine e materiale di propagazione di ortive e fruttiferi D.lgs. 151/2000: regola la commercializzazione di materiale di propagazione delle ornamentali

3 Le principali norme che regolano l attività del SFR Legge Regionale , n. 39: Norme in materia di gestione delle risorse forestali Esistono anche numerosi Decreti Ministeriali di Lotta Obbligatoria specifici per i singoli parassiti Ad esempio: D.M (cinipide del castagno)

4 Attività del Servizio Fitosanitario Il SFR esplica una attività autorizzativa diretta alla produzione, importazione, esportazione dei materiali vegetali Tutte le attività di controllo vengono svolte in gran parte dagli Ispettori Fitosanitari Per alcuni particolari casi il SFR si avvale della collaborazione del CFS o di altri settori della Regione Principali attività: CERTIFICAZIONE IMPORT-EXPORT CONTROLLO ALLA PRODUZIONE, compresi i VIVAI e le strutture che svolgono attività di produzione per la forestazione CONTROLLI E MONITORAGGI SUL TERRITORIO, ivi compreso il VERDE PUBBLICO E PRIVATO, diretti a verificare la presenza o l assenza di agenti dannosi Divulgazione dei metodi di lotta e/o di eradicazione

5 Le emergenze fitosanitarie nel Lazio Verme delle radici del mais (Diabrotica) Punteruolo rosso delle palme Minatrice fogliare delle solanacee (Tuta) Cinipide del castagno Tarlo asiatico (Anoplophora) Batteriosi del Kiwi

6 Le emergenze importanti per le nostre foreste: tarlo asiatico Anoplophora glabripennis nematode del legno di pino cocciniglia della corteccia del pino marittimo cinipide del castagno

7 Il tarlo asiatico Anoplophora chinensis Fino al 2008 presente in Italia soltanto in Lombardia 18 mesi fa ritrovata in un parco pubblico al centro di Roma

8 Le specie sensibili al tarlo asiatico faggi aceri ontani carpini noccioli pioppi Prunus salici querce olmi di importanza agro-forestale:

9 I danni del tarlo asiatico attacchi alle piante più vigorose escavo di gallerie indebolimento della struttura pericolo di crolli di rami e branche pericolo di crollo dell intero albero I fori si trovano alla base dei tronchi o sulle radici

10 cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo Taglio di circa 100 alberi (tra quelli attaccati e le specie sensibili vicine) Triturazione ed avvio a discarica del materiale tagliato Avvio di una sperimentazione in convenzione con il CRA di Firenze: confinamento del tarlo in gabbione in modo da poterlo studiare Delimitazione della zona focolaio (primo chilometro) e della zona cuscinetto - vedi

11 cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo Accurati monitoraggi del territorio per il rilevamento dei sintomi, per (si spera) confermare l avvenuta eradicazione del focolaio iniziale Informazione e formazione diretta a tutti gli operatori del settore, cittadini, scuole Informazione a mezzo web su alla voce Servizio Fitosanitario A questo indirizzo è possibile visionare una semplice scheda tecnica con le principali informazioni che il cittadino deve conoscere riguardo questa avversità

12 Il coleottero asiatico dalle lunghe corna Anoplophora glabripennis In Italia è stato individuato recentemente in Lombardia e Veneto ed è tutt ora oggetto di una campagna di eradicazione ad oggi non risulta presente nel Lazio

13 I danni dell Anoplophora glabripennis escavo di gallerie indebolimento della struttura pericolo di crolli di rami e branche pericolo di crollo dell intero albero Fori nelle parti dell albero al disopra di 1,5 metri

14 cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo Accurati monitoraggi del territorio per il rilevamento dei sintomi, per (si spera) confermare l assenza dell insetto Accurati controlli anche nelle segherie e nei depositi di legname

15 il nematode del legno di pino Bursaphelenchus xilophilus trasportato e diffuso anche dal coleottero cerambicide Monochamus galloprovincialis

16 I danni del nematode Porta a morte le piante con sintomi che iniziano con disseccamenti ed arrossamenti In Portogallo è stato in grado di distruggere una enorme estensione forestale

17 Le specie sensibili al nematode di importanza agro-forestale: Pino nero (Pinus nigra) Pino marittimo (Pinus pinaster) ma anche Pino domestico (Pinus pinea) ed altre ancora possono ospitare il nematode con sintomi più lievi

18 cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo Controlli nelle pinete Ispezioni in: segherie depositi di legname commercianti ed importatori di legname aziende di produzione di imballaggi in legno punti frontalieri convenzione con il CRA Firenze per monitoraggio e studio del parassita

19 cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo monitoraggio del territorio, anche con l ausilio del Corpo Forestale, per ricerca di eventuali focolai (sinora fortunatamente con esito negativo) Attività informativa e divulgativa (mailing) Informazione a mezzo web su alla voce Servizio Fitosanitario A questo indirizzo è possibile visionare la scheda tecnica con le principali informazioni che il cittadino deve conoscere riguardo questa avversità

20 cocciniglia della corteccia del pino marittimo Matsucoccus feytaudi attacca soltanto il Pinus pinaster, non molto diffuso nel Lazio i controlli, effettuati in buona parte dal CFS, consentono di escluderne la presenza nella nostra regione

21 il cinipide del castagno Dryocosmus kuriphilus

22 I danni del cinipide Provoca la comparsa di galle verdi o rossastre su foglie e germogli Quindi potrebbe compromettere lo sviluppo vegetativo delle piante e la fruttificazione nel nostro Paese sono in corso rilievi scientifici atti a quantificare eventuali decurtazioni di rese produttive in castagne ed in legno

23 ANNO 2005 prima segnalazone di Cinipide a Canepina da parte dell Universita della Tuscia di Viterbo inizio controlli con Corpo Forestale: infestazione estesa con conseguente delimitazione di aree focolaio e della zona insediamento

24 ANNO 2006 FINANZIAMENTO REGIONALE A FAVORE DELL UNIVERSITA DELLA TUSCIA DI VITERBO: PROGRAMMA TRIENNALE PER L EFFETTUAZIONE DI INDAGINI E RICERCHE SUI METODI DI LOTTA AL CINIPIDE DEL CASTAGNO, ED IN PARTICOLARE SULLA LOTTA BIOLOGICA

25 ANNO 2007 STUDIO del CICLO BIOLOGICO del CINIPIDE NEL LAZIO PROVE DI DIFESA CHIMICA RICERCA di PARASSITOIDI INDIGENI (individuazione di 8 specie)

26 ANNO 2008 PROVA con PARASSITOIDI INDIGENI in AMBIENTE PROTETTO (GABBIONE) PROVA del PARASSITOIDE Torimus sinensis sia in pieno campo che in ambiente protetto in azienda dell Universita completamente isolata da altri castagneti

27 Monitoraggio 2009 numerose sono state le nuove segnalazioni relative alla presenza dell insetto quelle che hanno riguardato i comuni di Esperia e Terelle (FR), Maenza (LT), Colleferro, Artena e Segni (RM) hanno determinato l estensione della delimitazione della zona di insediamento del cinipide.

28 Dryocosmus Kuriphilus Cinipide del castagno ZONE DI INSEDIAMENTO (Decisione della Commissione n. 464 del 27/06/2006) QUESTO MATERIALE E VISIONABILE SUL SITO WEB DEL SERVIZIO FITOSANITARIO, INSIEME ALLA SCHEDA DI SEGNALAZIONE ED ALLA SCHEDA TECNICA DEL CINIPIDE Provincia di Roma: Provincia di Viterbo: Provincia di Rieti: Provincia di Frosinone: intero territorio intero territorio codice ISTAT intero territorio Comune: Collevecchio Magliano Sabina Montebuono Tarano Stimigliano Provincia di Latina: Intero territorio

29 Anno 2009 NUOVA CONVENZIONE tra REGIONE LAZIO e DIPARTIMENTO PROTEZIONE DELLE PIANTE DELL UNIVERSITA DELLA TUSCIA di VITERBO Stanziati euro in 3 anni per: prosecuzione ed approfondimento delle attività sperimentali già condotte nei tre anni passati riguardanti indagini e ricerche sui metodi di lotta al fitofago

30 Attività sperimentali valutazione del grado di efficacia naturale dei parassitoidi indigeni nel contenimento del Dryocosmus kuriphilus; proseguimento delle prove di allevamento di Torymus sinensis e primi tentativi di rilascio in castagneti cedui; realizzazione di ricerche tendenti all individuazione della soglia economica di danno e di intervento; valutazione dell efficacia di alcuni principi attivi nel controllo del cinipide mediante trattamenti adulticidi, anche con formulati impiegati nel controllo di altri insetti chiave dell ecosistema castagno; valutazione della persistenza dei principi attivi testati e dei loro effetti sull agroecosistema castagneto da frutto; prova di efficacia di alcune pratiche agronomiche, come le concimazioni razionali, al fine di valutarne l eventuale interferenza sulla biologia del cinipide.

31 è essenziale conoscere gli organismi che minacciano i nostri vegetali, ed è possibile e doveroso per tutti effettuare segnalazioni sul sito alla voce Servizio Fitosanitario Regionale sono visionabili e scaricabili le schede tecniche divulgative insieme a queste sono scaricabili schede di segnalazione

32 il d.lgs.214/05 e i Decreti di Lotta Obbligatoria riportano espressamente l obbligo per chiunque di segnalare sintomi di sospetta infestazione l omessa segnalazione comporta sanzioni amministrative e penali

33 contiamo sulla collaborazione di tutti i cittadini per preservare il patrimonio vegetale regionale Grazie per l attenzione! d.ssa Giovanna Sinatra Area Servizi Tecnici e Scientifici Servizio Fitosanitario Regionale Fine della presentazione

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