A2 le ricercatrici: reclutamento, carriere, investimenti

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1 A2 le ricercatrici: reclutamento, carriere, investimenti Come si vede dagli ultimi dati dell'oecd (1) e delle UE (2) rimane ancora molto bassa la percentuale dei ricercatori italiani, uomini e donne. E' invece un po' cresciuta dal 2001 (2) la % di ricercatrici italiane che e' nella media europea. fig. 1 fig. 2

2 fig.3 La scarsa presenza di ricercatori, donne e uomini, in Italia e' riconfermata anche dal piccolo numero di industrie High-Tech manufacturing exports (3): fig. 4

3 E su Scienza, tecnologia e innovazione l'istat (4) nel 2008 delinea, per l'italia il seguente quadro: Nel nostro Paese nel 2005 la spesa per ricerca e sviluppo incide per l 1,1% del Pil, valore molto lontano dal traguardo fissato dalla strategia di Lisbona per il 2010 (3%) e che colloca l Italia agli ultimi posti della graduatoria delle principali economie in Europa. In Italia nel 2004 sono state presentate all EPO (European Patent Office) oltre richieste di brevetto. L indice di intensita' brevettuale, pur in crescita, permane tra i piu' bassi dell Ue15 Nel 2005 gli addetti alla ricerca e sviluppo (in unita' equivalenti a tempo pieno) sono in Italia 3 ogni abitanti, sensibilmente al di sotto alla media europea (nel 2004 al penultimo posto tra i paesi dell Ue15 e all ultimo tra i paesi di maggiori dimensioni demografiche) e con forti disparita' territoriali. Poco piu' del 30% delle imprese italiane ha introdotto innovazioni nel triennio un valore poco al di sotto della media dell Unione europea. Tuttavia, circa il 70% della spesa sostenuta per l introduzione delle innovazioni e' concentrato in quattro regioni: Lombardia, Lazio, Piemonte ed Emilia-Romagna. In Italia nel 2006 il numero di laureati in discipline tecnico-scientifiche e' ancora piuttosto basso (circa 12 ogni abitanti tra i 20 e i 29 anni). ma il nostro paese e' ben collocato nella graduatoria delle donne che si laureano in discipline tecnico-scientifiche (7,2 contro 12 per maschi nella classe d eta' di riferimento). Riguardo al numero dei laureati in discipline tecnico-scientifiche il quadro europeo (4, 5) e' il seguente: fig. 5

4 fig. 6 In particolare (6) i laureati in Italia nel 2005 nel settore scientifico (corsi di laurea pre- e post-riforma in Chimica, Chimica industriale, Fisica, Matematica) sono 4.593; i laureati nel settore tecnologico (corsi di laurea pre- e post- riforma in Ingegneria, Architettura e Pianificazione territoriale ed urbanistica) sono I primi rappresentano l 1,5% del totale dei laureati, i secondi il 17,1%. Non e' invece alto il dicario di genere come indicato nella sintesi ISTAT riportata sopra Tuttavia guardando ai dati delle immatricolazioni (6) nei corsi di laurea scientifici e tecnologici la situazione non potra' migliorare in tempi brevi: fig. 7 fig. 8

5 Riguardo alle carriere a livello europeo (2) la forbice e' identica alla forbice fig. 9 Ed e' ancora piu sfavorevole alle donne la forbice per le carriere scientifiche (2): fig. 10

6 Anche nell'attribuzione di fondi di ricerca (2) esiste il divario di genere in molti paesi: fig. 11 come nella rappresentanza nei comitati scientifici (2) : fig. 12

7 Inoltre risulta che la piu' alta percentuale di donne si riscontra (2) nei paesi e nei settori a piu' basso investimento in R&D e la piu' bassa si registra nei settori a piu' alto investimento in R&D. fig. 13 Infine risulta anche confermato, come per gli anni scorsi anni, che la spesa procapite (2) per ricercatore in Italia e' tra le piu' alte in Europa a fronte del loro numero che e' invece tra i piu' bassi fig. 14

8 In sintesi, aldila' delle disparita' di genere: le risorse impegnate in attività di Ricerca e Sviluppo (R&S) sono pari in Italia ad un misero 1.1% del PIL, presentando livelli tipici delle economie dei Paesi ancora in via di sviluppo piuttosto che di un paese membro del G8. Non solo questo investimento è basso, ma è anche molto modesto il suo tasso di crescita: le risorse totali per R&S sono cresciute nel periodo del 2.4% all anno, con una performance scadente che ci colloca agli ultimi posti tra i Paesi OCSE; dal 1990 al 2005 per gli investimenti complessivi pubblici-privati in R&S l'aumeto, depurato dell'inflazione e' stato solo del 4%. Per comprendere meglio il comportamentio dell'italia si noti che fatti 100 gli stanziamenti del 1990, 15 anni dopo il nostro paese e' a quota 104, la Francia a 121, la Germania a 138 e la Spagna addirittura a 217. Le risorse pubbliche investite in R&S sono cresciute nel periodo di un modestissimo 0.2% all anno; tra i Paesi OCSE hanno fatto peggio di noi solo Messico e Polonia. Riguardo agli investimenti privati le imprese italiane spendono soltanto lo 0.8% del valore aggiunto dell industria, a fronte del doppio (1.6%) della media dei 27 Paesi dell Unione Europea e di quasi il triplo della media OCSE (2.2%). Per contro, siamo ai primi posti per il sostegno della mano pubblica alla ricerca industriale, preceduti solo da Russi, Slovacchi e Cechi. Il quadro negativo e' aggravato dai dati che riguardano l ammontare di personale della ricerca (fig. 1) che ci vede ancora molto lontani da quelli dei Paesi con cui l Italia dovrebbe confrontarsi: con 3 ricercatrici/ricercatori ogni 1000 occupate/i precediamo a livello OCSE solo Turchia, Cina e Messico e siamo lontanissimi dalla Finlandia, Svezia, Giappone, Danimarca e Nuova Zelanda (oltre 10) nonché dalla media OCSE (circa 7) e dalla media della Comunità Europea a 27 Paesi (oltre 5); si deve notare peraltro che la carenza peggiore per l'italia e' proprio quella delle risorse umane per la ricerca (fig. 1) cui al contrario corrisponde una spesa pro capite non certo tra le piu' basse (fig. 14). A tutto cio' si aggiunge un basso tasso di scolaritaa: 12.2% di laureati, la meta' di Francia e Spagna (si veda A1 fig.1 e 2); Quindi nel nostro Paese si investe poco in ricerca: spende poco l industria, spende poco lo Stato e di questo poco, ne affida molto all industria, anziché alle proprie istituzioni e questo andamento sconfortante non mostra solo elementi di inversione verso un peggioramento. (1) OECD (2007), Main Science and Technology Indicators, OECD, Paris (2) She Figures Women and Science - Statistics and Indicators European Commission Directorate-General for Research (3) Key Figures 2005 on Science, Technology and Innovation Towarda a European Knowledge Area - European Commission Directorate-General for Research (4) ISTAT 100 statistiche per il Paese - Indicatori per conoscere e valutare Scienza Tecnologia Innovazione 2008 (5) Report on equality betwen women and men European Commission Directorate-General for Employment, Social Affairs and Equal Opportunitie - January 2008 (6) Andrea Cammelli, Universita' di Bologna - Direttore del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea Dall Universita' al mercato del lavoro - Lauree scientifiche e tecnologiche ATENEI RIVISTA BIMESTRALE DEL MIUR 5-6/2005

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