INTRODUZIONE. y= f(x) con x variabile indipendente (y variabile dipendente)

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1 Microeconomia

2 Indice Introduzione..pag. 3 Domanda e Offerta..pag. 10 La curva di offerta pag. 11 La curva di domanda....pag. 14 Meccanismo di mercato....pag. 17 Variazioni dell equilibrio di mercato......pag. 19 Teoria del consumatore....pag. 22 Vincolo di bilancio....pag. 23 Preferenze del consumatore....pag. 29 Curve d indifferenza: beni sostituti e beni complementari....pag. 36 Scelta ottima del consumatore....pag. 38 Curva di Engel......pag. 42 Costruzione della curva di domanda....pag. 46 Effetto di sostituzione ed effetto reddito per un bene inferiore....pag. 52 Effetto di sostituzione ed effetto reddito per un bene di Giffen....pag. 53 Surplus del consumatore....pag. 55 Elasticità della domanda....pag. 57 Elasticità della domanda rispetto al prezzo....pag. 57 Elasticità della domanda rispetto al reddito.....pag. 62 Elasticità della domanda rispetto ad altri beni o incrociata....pag. 65 Teoria della produzione: l Impresa....pag. 66 La funzione di produzione....pag. 67 L analisi....pag. 71 La funzione di produzione di lungo periodo....pag. 76 Gli Isoquanti....pag. 77 Gli Isocosti....pag. 82 Combinazione ottima di capitale e lavoro....pag. 85 La funzione di costo di breve periodo....pag. 88 I Costi Fissi di produzione....pag. 89 I Costi Variabili....pag. 90 I Costi Totali....pag. 92 Costi Fissi Medi......pag. 94 Costi Variabili Medi.pag. 95 Costi Totali Medi..pag. 97 Costi Marginali.....pag. 98 Concorrenza Perfetta....pag. 100 Metodo dei costi marginali pag. 107 Monopolio.....pag. 111 Oligopolio.....pag. 112 Concorrenza monopolistica....pag. 115

3 INTRODUZIONE L Economia Politica è una scienza che studia l attività dell uomo rivolta al soddisfacimento dei propri bisogni. Essa si suddivide in due branche, Microeconomia e Macroeconomia, che studiano rispettivamente il comportamento dei singoli individui e quello delle c.d. grandezze aggregate. Questo studio avviene attraverso l utilizzo di mezzi matematici e geometrici, pertanto risulta necessario effettuare alcuni richiami di analisi matematica. Cominciamo con il concetto di funzione. Dicesi funzione ogni regola matematica che permette di calcolare il valore di una variabile (dipendente), partendo dal valore di una o più variabili (indipendenti) e si scrive: y= f(x) con x variabile indipendente (y variabile dipendente) In questo caso, la variabile y varia a seconda della funzione e a seconda dei valori arbitrari dati alla variabile x. Consideriamo ora la legge: y= f(x 1,x 2 ) due variabili indipendenti x 1 e x 2 (y variabile dipendente) In questo caso, per ogni valore di x 1 e x 2 (scelti a piacere), la variabile y assume un valore calcolabile a seconda della funzione considerata. Le funzioni sono rappresentabili sul piano cartesiano mediante un grafico, il quale permette di evidenziare la relazione causale esistente tra due variabili (una dipendente e l altra indipendente).

4 La relazione esistente tra due variabili può essere: - lineare quando è rappresentabile come una linea retta; - non lineare quando è rappresentabile come una curva. Inoltre, d ora in avanti diremo che due variabili sono legate da una relazione diretta se aumentano proporzionalmente (ad esempio offerta e ricavo totale); viceversa diremo che esse sono legate da una relazione inversa se all aumentare dell una, l altra diminuisce proporzionalmente (come accade ad esempio per la domanda all aumentare del prezzo di mercato). Introduciamo ora il concetto di pendenza di una funzione, ovvero di coefficiente angolare di una curva: la pendenza di una funzione misura la sua inclinazione e indica il grado di reattività della variabile y rispetto alla variabile x. La pendenza si misura facendo il rapporto tra la distanza delle ordinate (Δy) e la distanza delle ascisse (Δx): Pendenza (coefficiente angolare) : Δy/ Δx Se la relazione è diretta (funzione crescente), la pendenza sarà positiva, mentre se la relazione è inversa (funzione decrescente), essa sarà negativa. Infine, quando avremo a che fare con funzioni lineari (rappresentate da una retta), riscontreremo una pendenza costante pari a k (coefficiente angolare della retta); viceversa, utilizzando funzioni curvilinee, riscontreremo una pendenza diversa a seconda del punto in cui viene calcolata (In particolare, di volta in volta, andremo a calcolare la pendenza della retta tangente nel punto della curva considerato). Nel caso delle funzioni curvilinee, a seconda dell aumento o della diminuzione del coefficiente angolare all aumentare della variabile indipendente, essa sarà rispettivamente concava o convessa.

5 Introduciamo ora il concetto di vincolo di bilancio e una relazione generale che consentirà di calcolarlo in tutti i casi. Il vincolo di bilancio rappresenta l insieme dei beni che un consumatore può acquistare spendendo tutto il suo reddito. Esso dipende da due variabili: reddito e prezzo dei beni. Analizziamo ad esempio la spesa per acquistare i beni y 1 e y 2 : 10y y 2 = 200 Essa non può superare i 200 euro (Reddito). Quindi: Spesa Ricavo Questa è la relazione generale de vincolo di bilancio. Nella formula del vincolo compaiono: 1. due variabili: le quantità dei beni y 1 e y 2 2. tre dati: i due prezzi e il reddito Per i tre dati usiamo i seguenti simboli: 1. P 1 e P 2 per i prezzi 2. M per il reddito Vediamo quindi la forma implicita e quella esplicita della relazione del vincolo: P 1 y 1 + P 2 y 2 forma implicita y 2 = M _ P 1 y 1 forma esplicita P 2 P 2

6 In questo caso, il coefficiente angolare è _ P 1, mentre il termine noto è M La formula del vincolo sarà: P 2 P 2 y 2 = M _ (P 1 ) y 1 P 2 P 2 Ed è del tipo: y = a + bx Dove a è il termine noto e b il coefficiente angolare. A seconda del valore di b, si avrà un andamento diverso della funzione. Primo caso: b>0 a misura l intercetta ovvero l intersezione del vincolo con l asse delle ordinate; b misura l inclinazione della retta. Se essa aumenta, la retta ruota verso l alto; se invece diminuisce, la retta ruota verso il basso.

7 Secondo caso: b<0 Se ora consideriamo la formula del vincolo si ha: a = M b = (P 1 ) P 2 P 2 E graficamente sarà: b è la pendenza della retta ed ha un valore negativo

8 Consideriamo ora il concetto di variazione, indicata col simbolo Δ: una variazione sull asse delle ascisse è indicata come Δx = x 2 -x 1 ; una variazione sull asse delle ordinate è indicata come Δy = y 2 y 1. Quindi la variazione viene calcolata facendo la differenza tra valore finale e iniziale della variabile considerata. Se consideriamo un coefficiente angolare b=2, quando Δx = 1 si avrà sempre Δy = 2. Questo perchè qualunque sia il valore di Δx, si ottiene sempre: Δy = b Δx, ovvero stando all esempio: Δy = 2 Δx Infatti, come abbiamo già visto il coefficiente angolare è sempre uguale al rapporto Δy. Δ x Introduciamo il concetto di variazione percentuale. Se indichiamo con x n (n inteso come nuovo) il valore finale e con x v (v inteso come vecchio) il valore finale, Δx sarà: Δx = x n -x v La variazione percentuale sarà la variazione diviso per il livello di partenza ed il risultato sarà successivamente moltiplicato per 100. Consideriamo un esempio: p v = 20 p n = 22 Δp = p n p v = 2 Variazione Δp = 2 = 0,1 = 10% p v Variazione percentuale

9 Per meglio comprendere come misurare l inclinazione di una curva, consideriamo la distribuzione di Gauss-Giordan l inclinazione varia da punto a punto; in ogni punto è misurata dal coefficiente angolare della retta tangente al punto; ha sempre lo stesso valore Δy/ Δx solo se il valore di Δx è infinitesimo. Ritornando al vincolo di bilancio, la forma implicita risulta comoda per costruire il grafico del vincolo:

10 si pone y 2 (Quantità desiderata bene 2) = 0 e si trova subito la quantità che si acquisterebbe se si decidesse di spendere l intero reddito nel bene 1, cioè y 1 = M P 1 Allo stesso modo si pone y 1 (Quantità desiderata bene 1) = 0 e si trova subito y 2 = M P 2 Verifichiamo cosa succede se aumenta P 1 Se P 1 aumenta, il paniere M si sposta a sinistra e la retta ruota verso il P 1 Basso, quindi sarà possibile acquistare una quantità inferiore del bene 1 per mantenere lo stesso vincolo di bilancio

11 Analizziamo infine il saggio marginale di sostituzione: Questa è la curva di indifferenza e rappresenta l insieme dei beni che garantiscono al consumatore lo stesso livello di utilità. La sua inclinazione ci è data dal coefficiente angolare della retta tangente al punto. L inclinazione della curva si chiama SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE (S.M.S.), e rappresenta graficamente la quantità di bene a cui si è disposti a rinunciare per ottenere una unità aggiuntiva di un altro bene, mantenendo lo stesso livello di utilità. E dato dal valore assoluto del coefficiente angolare della retta tangente al punto. Quando l inclinazione, in valore assoluto, lungo una curva di indifferenza tende a diminuire, come nella figura, la curva è convessa. Nel caso molto usuale di preferenze convesse del consumatore il saggio marginale di sostituzione è decrescente, quindi la quantità di bene a cui si è disposti a rinunciare per avere una unità aggiuntiva di un altro bene tende a diminuire.

12 DOMANDA E OFFERTA La ragione per cui noi studiamo la microeconomia è legata al fatto che le risorse naturali presenti sul nostro pianeta sono scarse e dunque occorre allocarle in modo tale da soddisfare le esigenze del maggior numero di individui. D altro canto, se per assurdo, il reddito fosse illimitato, non ci sarebbe il problema della povertà, se l aria che respiriamo fosse illimitata non ci sarebbe neanche il problema dell inquinamento e neppure la disoccupazione sarebbe un problema se ci fosse un numero di posti di lavoro sufficiente a soddisfare le esigenze di ciascun individuo. Tuttavia, dato che ciò non avviene, la microeconomia si preoccupa di come allocare in modo efficiente queste risorse scarse. Per fare ciò, essa ipotizza un mercato di beni, ovvero, un luogo fisico o virtuale dove interagiscono due tipologie di agenti: 1. il CONSUMATORE: che domanda beni e servizi 2. il PRODUTTORE: che offre beni e servizi Essi, avendo entrambi il problema della scarsità delle risorse, interagiscono nel mercato e, grazie al meccanismo dei prezzi, raggiungono l equilibrio di mercato, ovvero una condizione in cui entrambi scambiano le quantità desiderate ai prezzi desiderati. A tal proposito, è opportuno sottolineare come tale equilibrio, nella realtà rappresenti più un punto di riferimento a cui tendere che un obiettivo pienamente raggiungibile. Inoltre dobbiamo precisare che il meccanismo dei prezzi, benché imperfetto, risulta assai più efficiente quando lo Stato non interviene nel mercato, ma lascia quella che Adam Smith chiamava la mano invisibile, libera di agire. (es. l Equocanone: quando lo Stato è intervenuto per contenere i prezzi degli affitti sul mercato, ha ottenuto un

13 effetto esattamente opposto, incentivando inoltre la pratica degli affitti in nero). Per questo la microeconomia, auspica quasi sempre il non-intervento dello Stato nel mercato(laissez-faire, laissez-passaire), in modo da favorire la libera interazione di consumatori e produttori che, rappresentano rispettivamente la domanda e l offerta. CURVA DI OFFERTA La curva di offerta rappresenta graficamente il comportamento dei produttori al variare dei prezzi sul mercato, ovvero la quantità di prodotto che i produttori sono disposti a vendere a quei prezzi, ipotizzando che rimangano costanti tutti gli altri fattori che influiscono sulla quantità offerta (ceteris paribus). Tale relazione prezzo-quantità può essere descritta dalla seguente equazione: Q S = Q S (P) Quantità offerta in funzione del prezzo. Come si evince dal grafico, la curva di offerta è positivamente inclinata e ciò implica che all aumentare dei prezzi di mercato, i produttori saranno disposti a produrre una quantità maggiore dello stesso bene. Tuttavia è

14 opportuno precisare che, anche se ciò si verifica nella quasi totalità dei casi, esistono delle eccezioni, ovvero casi in cui l offerta non aumenta all aumentare dei prezzi, bensì rimane costante perché la quantità che può essere prodotta è fissa, invariabile. Ad esempio il numero delle lezioni all università in un semestre è prestabilito e anche se uno studente fosse disposto a pagare una retta più elevata, esso non potrebbe aumentare. Lo stesso vale per i quadri d autore, infatti, anche se il prezzo che i suoi estimatori sono disposti a pagare aumentasse a dismisura, il numero dei quadri non potrebbe aumentare (perché ad esempio l autore non è più in vita). Per questo motivo è più corretto parlare di teoria dell offerta e non di legge dell offerta. Una seconda precisazione poi va fatta in relazione al fatto che, benché i nostri grafici siano per comodità bidimensionali e dunque diano l impressione che la quantità offerta dipende solo dal livello dei prezzi di mercato, in realtà essa è influenzata anche da altre variabili: - COSTI DI PRODUZIONE: Lavoro Capitale Materie prime - TECNOLOGIA; - CONDIZIONE CLIMATICHE (fondamentali, ad esempio, per le aziende agricole) In relazione alla curva dell offerta sopra riportata si precisa che: una variazione del prezzo determina degli spostamenti sulla curva di offerta; una variazione di un altra delle variabili elencate determina una traslazione della curva di offerta.

15 Esempio: CADUTA DEI COSTI DI PRODUZIONE Se si riducono i costi di produzione, il produttore ha un maggiore incentivo a produrre e, dunque, a vendere una quantità superiore del bene, e ciò graficamente si traduce in una traslazione verso destra della curva di offerta. Il risultato sarà che, in corrispondenza dello stesso prezzo di mercato, la quantità offerta sarà maggiore se diminuiscono i costi di produzione. Una situazione analoga (traslazione verso destra della curva di offerta) si verificherà anche in caso di: - miglioramento della tecnologia di produzione; - aumento del numero di produttori sul mercato; - diminuzione delle tasse. Viceversa, la curva di offerta traslerà verso sinistra (con conseguente diminuzione della quantità offerta a parità di prezzi) in caso di: - peggioramento della tecnologia; - diminuzione del numero dei produttori sul mercato; - aumento delle tasse.

16 CURVA DI DOMANDA Rappresenta graficamente il comportamento del consumatore al variare del prezzo sul mercato, ovvero quanto i consumatori di un bene sono disposti a comprarne, quando il prezzo unitario cambia, se rimangono costanti tutte le altre variabili che influenzano la domanda (ceteris paribus). Tale relazione prezzo-quantità può essere definita dalla seguente equazione: Q D = Q D (P) quantità domandata in funzione del prezzo Come si evince dal grafico, la pendenza della curva di domanda è negativa e ciò implica che i consumatori saranno disposti a comprare una quantità maggiore di un bene quando il suo prezzo diminuisce. A tal proposito è opportuno sottolineare che tale relazione, a differenza della funzione di offerta E UNA LEGGE. Anche la domanda come l offerta, è influenzata da altre variabili: - REDDITO; - PREFERENZE DEI CONSUMATORI;

17 - PREZZI DEI BENI COLLEGATI; Sostituti Complementari - NUMERO DEI CONSUMATORI. Naturalmente, anche in questo caso, è necessario fare un importante distinzione in relazione al grafico della curva di domanda. In particolare è opportuno precisare che: in seguito a variazioni del prezzo saranno registrati spostamenti lungo la curva di domanda; in seguito a variazioni di un altra delle variabili elencate si verificherà una traslazione della curva di domanda Esempio: AUMENTO DEL REDDITO DEL CONSUMATORE Se il reddito del consumatore aumenta, esso avrà una maggiore propensione al consumo, ovvero, in corrispondenza di un prezzo uguale a quello precedente, egli sarà disposto ad acquistare una

18 quantità maggiore del bene. Ciò graficamente si traduce in una traslazione verso destra della curva di domanda. Una situazione analoga (traslazione verso destra della curva di domanda) si verificherà anche in caso di: - aumento del numero di consumatori; - aumento del prezzo dei beni sostituti; - diminuzione del prezzo dei beni complementari; - aumento della preferenza dei consumatori per il bene in questione. Al contrario, si verificherà una traslazione della curva verso sinistra in caso di: - diminuzione del numero di consumatori, - diminuzione del prezzo dei beni sostituti, - aumento del prezzo dei beni complementari, - diminuzione della preferenza dei consumatori per il bene in questione.

19 IL MECCANISMO DI MERCATO Se rappresentiamo la curva di offerta e la curva di domanda in un unico grafico, otteniamo il seguente risultato: Il punto E, nel quale la curva di offerta e quella di domanda si incontrano, è detto EQUILIBRIO DI MERCATO (o market clearing price). Quando esso si verifica, si realizzano la seguenti condizioni: Quantità domandata uguale alla quantità offerta (Q D = Q S ) Nessuna carenza di domanda Nessun eccesso di offerta Nessuna pressione verso cambiamenti di prezzo Quest ultima caratteristica, è legata al fatto che quello trovato, è un equilibrio PARETO-EFFICIENTE, ovvero una situazione di mercato in cui risulta impossibile migliorare la condizione di una parte senza peggiorare la condizione dell altra. Tale condizione rende l equilibrio stabile. Naturalmente, esso rappresenta una situazione ideale, difficilmente raggiungibile in una realtà come la nostra, spesso caratterizzata dalle cosiddette inefficienze del mercato (informazione

20 asimmetrica e azzardo morale). Esso, comunque, dovrebbe sempre essere considerato un punto di riferimento verso il quale convergere, almeno nel lungo periodo. Difficilmente infatti, l equilibrio è presente sin dall inizio (ad esempio, al momento del lancio sul mercato di un nuovo prodotto). Vediamo dunque cosa accade in una situazione di nonequilibrio. A tal proposito presentiamo due possibili alternative: 1. Prezzo di mercato maggiore del prezzo di equilibrio In questa situazione registreremo un eccesso di offerta (Q S >Q D ) ovvero un SURPLUS, che indurrà i produttori a diminuire i prezzi di mercato. Ciò inevitabilmente provocherà una diminuzione della quantità offerta ed un aumento di quella domandata, con la conseguente traslazione delle rispettive curve e con l individuazione di un nuovo punto di equilibrio: 2. Prezzo di mercato minore del prezzo di equilibrio Questa volta registreremo una CARENZA di offerta, perché i produttori non saranno disposti a soddisfare la domanda a queste condizioni e di conseguenza alzeranno il prezzo inducendo una diminuzione della quantità domandata e un aumento della quantità offerta, fino a quando non si giungerà nel punto di equilibrio.

21 VARIAZIONI DELL EQUILIBRIO DI MERCATO Benché l equilibrio di mercato sia Pareto - efficiente esso può andare incontro a variazioni, se cambia una delle variabili ceteris paribus, che solitamente consideriamo costanti, relative alle funzioni di domanda e/o di offerta. Vediamo alcuni esempi: Es.1: CADUTA DEI PREZZI DELLE MATERIE PRIME Questa - variazione incide sulla curva di offerta, perché i produttori (essendo diminuiti i costi di produzione) avranno interesse a offrire una quantità maggiore per un livello di prezzo pari al precedente; la - curva di offerta traslerà verso destra, creando una situazione di eccesso di offerta (B); i produttori - saranno così costretti ad abbassare i prezzi fino a giungere nel nuovo punto di equilibrio (C); la caduta - dei prezzi delle materie prime ha creato un nuovo equilibrio in cui il prezzo è minore e la quantità scambiata è maggiore

22 Es.2: AUMENTO DEL REDDITO DEL CONSUMATORE - Questa variazione incide sulla curva di domanda, perché il consumatore, avendo un reddito più alto, sarà disposto ad acquistare una maggiore quantità del bene ad un livello di prezzo pari al precedente; - la curva di domanda traslerà verso destra creando una situazione di CARENZA DI OFFERTA; - i produttori di conseguenza aumenteranno i prezzi fino a che non si giungerà nel nuovo punto di equilibrio; - l aumento del reddito del consumatore ha creato un nuovo equilibrio in cui il prezzo è maggiore e anche la quantità scambiata è maggiore Es.3: AUMENTO DEL REDDITO e CADUTA DEI PREZZI DELLE MATERIE PRIME - Sia la curva di offerta che la curva di domanda trasleranno verso destra; - questa volta tuttavia, la posizione del nuovo equilibrio rispetto al precedente non può essere definita a priori, poiché non risulterà

23 essere sempre la stessa, bensì dipenderà da quale sarà la variazione maggiore fra l aumento del reddito (che trasla verso destra la curva di domanda) e la caduta dei prezzi delle materie prime (che trasla verso destra la curva di offerta) - Se ad esempio, ipotizziamo che l aumento in D sia maggiore dell aumento in S otteniamo la seguente situazione: Nel nuovo equilibrio si registrano prezzi e quantità più alte Se invece avessimo ipotizzato un aumento in D minore dell aumento in S avremmo ottenuto una situazione diversa, giungendo ad un nuovo punto di equilibrio in cui il prezzo sarebbe stato minore e la quantità maggiore.

24 LA TEORIA DEL CONSUMATORE La teoria del consumatore ha come obiettivo principale quello di comprendere il comportamento del consumatore che, è stato rappresentato tramite la curva di domanda individuale. Essendo il nostro sistema caratterizzato dalla scarsità di risorse il consumatore non è libero nelle sue scelte, bensì vincolato dal suo reddito (se questo fosse infinito infatti non ci porremmo il problema della scelta del consumatore). Si pone dunque un problema di massimizzazione vincolata, ovvero di massimizzazione della soddisfazione del consumatore, sotto due vincoli: 1) vincolo di bilancio (vincolo oggettivo) 2) curve di indifferenza (vincolo soggettivo) Il vincolo di bilancio è detto vincolo oggettivo perché non cambia a seconda dei soggetti presi in esame. Infatti, posto un certo reddito, la quantità acquistabile è uguale per tutti i consumatori. Tale oggettività scaturisce dal fatto che esso dipende da due variabili esogene alla volontà del consumatore: reddito prezzo dei beni Nei nostri modelli, ipotizzeremo per comodità, l esistenza di due soli beni nel mercato, ma è facilmente dimostrabile come, le considerazioni che faremo, possano essere estese a un mercato con un numero superiore di beni.

25 Non è detto che tutti i consumatori decidano di ripartire il loro reddito nelle stesse proporzioni, ovvero che decidano di acquistare la stessa quantità del bene 1 e la stessa quantità del bene 2. Detta decisione dipenderà, infatti, dalle preferenze dei consumatori, che ovviamente, differiscono a seconda dei soggetti. Per questo si parla di vincolo soggettivo che viene rappresentato graficamente attraverso le curve di indifferenza, costituite dall insieme di combinazioni dei due beni che assicurano al consumatore la stessa utilità. Quindi, la teoria del consumatore ci aiuta a capire quale sia, posto un certo reddito e un dato livello dei prezzi, la combinazione dei due beni che, in base alle proprie personali preferenze, rende massima l utilità del consumatore. A tal fine si dovrà procedere all esame ed allo studio integrato del vincolo di bilancio derivante dalla condizioni poste (reddito e prezzo dei beni) e delle curve di indifferenza relative al consumatore preso in considerazione. Passiamo dunque a formalizzare nonché a rappresentare graficamente quanto detto finora. 1) VINCOLO DI BILANCIO Esso rappresenta le varie combinazioni di beni ( dette anche panieri di consumo ) che il consumatore può permettersi dato il suo reddito e il prezzo dei beni. Se lo rappresentiamo, infatti, in un sistema di assi cartesiani, esso disegna una retta in cui ogni punto indica una possibile combinazione

26 dei due beni che il consumatore può acquistare. Ogni combinazione è detta paniere 1. Vediamo dunque come si costruisce gr - - aficamente il vincolo di bilancio: Si parte raccogliendo informazioni in merito al reddito del consumatore, al prezzo del bene x e al prezzo del bene y; Si - calcolano le intercette, ovvero le intersezioni del vincolo con gli assi cartesiani. Otterremo così un intercetta verticale (R/Py) ed una orizzontale (R/Px); Si uniscono le intercette con una retta e bilancio che risulterà essere sempre una retta. si ottiene il vincolo di Esempio: - Se il consumatore decide di spendere tutto il reddito per il bene x : egli è in grado di acquistare R/P x unità; - Se il consumatore decide di spendere tutto il reddito per il bene y egli è in grado di acquistare R/P y unità; - Se il consumatore decide di acquistare entrambi i beni sceglierà uno dei panieri compresi nella retta congiungente le intercette 1 Il più noto paniere, è quello che ogni anno prende in considerazione l ISTAT, per calcolare l inflazione: un insieme d i beni che sono ritenuti essere i più utilizzati dagli italiani, del quale si stimano le variazioni dei prezzi rispetto all anno precedente)

27 (maggiore sarà la quantità acquistata di un bene, minore sarà la quantità acquistata dell altro bene ); Qualunque paniere sceglierà fra quelli presenti sul vincolo di bilancio, avrà un costo complessivo pari al proprio reddito R. Esempio: - Nel punto C avremo la seguente spesa: spesa bene x: 50*5= 250 spesa bene y: 250*1= 250 totale spesa: = 500 R - Il punto E rappresenta un paniere che dato il nostro reddito e i prezzi del mercato, il consumat ore non può permettersi; - Il punto D è una scelta inefficiente. In economia, infatti, non ha senso tenere un cer to ammontare di denaro da parte, in quanto il denaro va speso in beni di consumo oppure va investito. D non è un punto in cui si realizza un risp armio, bensì una situazione di inefficiente allocazione de l reddito, in quanto quest ultimo viene speso solo in parte.

28 Formalizziamo ora il vincolo di bilancio: Equazione del vincolo di bilancio (forma implicita): R= P x *X + P y *Y Esplicitando l equazione rispetto al termine in ordinata abbiamo l equazione del vincolo di bilancio in forma esplicita: Y= (-P x /P y )*X + R/P y - La pendenza del vincolo di bilancio sarà pari a -P x /P y ; - L intercetta con l asse delle ordinate sarà R/P y ; - L intercetta con l asse delle ascisse sarà R/P x ; Dall equazione del vincolo di bilancio deduciamo anche che pendenza sarà sempre negativa. la sua L interpretazione economica di detta considerazione è che, naturalmente, essendo il reddito limitato, all aumentare della quantità acquistata di un bene, corrisponderà una diminuzione proporzionale della quantità acquistata dell altro (relazione inversa tra le quantità acquistabili dei due beni). Tuttavia d ora in avanti, dando per assodato che la pendenza del vincolo di bilancio sia sempre negativa, considereremo sempre il suo valore assoluto, in modo da avere un valore positivo.

29 SPOSTAMENTI DEL VINCOLO DI BILANCIO DOVUTI AD UNA VARIAZIONE DEI PREZZI O AD UNA VARIAZIONE DEL REDDITO DEL COSUMATORE Come già stato detto, il vincolo di bilancio dipende da una serie di variabili, al variare delle quali il vincolo cambierà. In particolare, esso subirà una variazione in due casi: a) variazione del prezzo dei beni b) variazione del reddito del consumatore a) Variazione del prezzo dei beni La variazione del prezzo di uno dei due beni determina sempre una variazione della pendenza del vincolo di bilancio. Esempio: aumento del prezzo del bene x (P x ) Se il prezzo del bene rappresentato sulle ascisse aumenta il vincolo di bilancio diventa più ripido, infatti, l intercetta orizzontale si sposta verso sinistra mentre l intercetta verticale, rimanendo P y costante, non varia. Di conseguenza il vincolo di bilancio ruoterà in senso orario intorno all intercetta verticale che fungerà da perno.

30 È facilmente dimostrabile che, se invece aumenta il prezzo del bene y, l intercetta orizzontale rimarrà la stessa, mentre l intercetta verticale si sposterà verso il basso facendo ruotare il vincolo di bilancio in senso antiorario. Ricapitolando: Variazione di P x : - Aumento: rotazione oraria del vincolo di bilancio - Diminuzione: rotazione antioraria del vincolo di bilancio Variazione di P y: - Aumento: rotazione antioraria del vincolo di bilancio - Diminuzione: rotazione oraria del vincolo di bilancio b) Variazione del reddito del consumatore Come è facilmente intuibile se il reddito del consumatore varia egli potrà permettersi di acquistare una quantità diversa di entrambi i beni. Ciò graficamente si tradurrà in una traslazione del vincolo di bilancio. In particolare, se il reddito aumenterà il consumatore potrà acquistare una maggiore quantità di beni ed assisteremo ad una traslazione verso destra del vincolo di bilancio. Viceversa, se il reddito diminuirà assisteremo ad una traslazione verso sinistra. Esempio: riduzione del reddito del consumatore

31 Nel nostro esempio, i beni continuano ad essere scambiati allo stesso trade-off perché i prezzi dei beni non sono cambiati (graficamente ciò è riscontrabile dal fatto che il nuovo vincolo è parallelo al precedente), tuttavia le possibilità de consumatore si sono ridotte. Allo stesso modo si può dimostrare che: - se raddoppia il reddito e raddoppiano entrambi i prezzi, le due variazioni si compensano e si annullano, lasciando la situazione inalterata; - se il reddito raddoppia e i prezzi si dimezzando, la capacità di acquisto del consumatore aumenta di 4 volte. 2) PREFERENZE DEL CONSUMATORE Finora abbiamo parlato di un vincolo oggettivo, uguale per tutti i consumatori, i quali non possono intervenire sulle sue variabili (reddito e prezzo dei beni). Abbiamo, però, già accennato al fatto che esiste un secondo vincolo, stavolta soggettivo, da ricondurre alle personali preferenze di ogni singolo consumatore, il quale, dato il vincolo di bilancio, sceglierà la combinazione di beni (paniere) che massimizza la sua utilità. A tal proposito è interessante notare come ogni individuo abbia preferenze diverse per ogni bene, ovvero attribuisce ad ognuno di essi un importanza diversa dagli altri individui in base a quello che è il suo ordinamento delle preferenze. Esso permette al consumatore di classificare i diversi panieri in base alla loro desiderabilità. Pertanto è opportuno sottolineare come gli economisti non facciano valutazioni di merito sulle preferenze dell individuo (de gustibus non disputandum est), tuttavia stabiliscono su di essi delle proprietà generali.

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