Programma provinciale annuale 2012 per interventi di qualificazione e di miglioramento delle scuole dell infanzia. Provincia di Ravenna

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1 ALLEGATO A) alla Delibera del Giunta Provinciale n. del Provincia di Ravenna Programma provinciale annuale 2012 per interventi di qualificazione e di miglioramento delle scuole dell infanzia (L.R. 8 AGOSTO 2001 N. 26 E L. R. 30 GIUGNO 2003 N. 12) ) 1

2 Premessa Il presente programma provinciale prende avvio da un quadro normativo complesso e articolato che si sviluppa attraversoelementi fondanti: l'art. 2, comma 1, lettera e) della L. n. 53 del 2003 afferma che la scuola dell infanzia concorre all educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e ad assicurare un effettiva eguaglianza di opportunità educative e prevede che sia assicurata la generalizzazione dell offerta formativa e la possibilità di frequenza della scuola dell infanzia. l'art. 17, Sezione I della L.R. n. 12 del 2003 prevede che la Regione e gli enti locali perseguono la generalizzazione della scuola dell infanzia di durata triennale, in particolare della scuola pubblica e che la Regione sostiene tale finalità anche tramite mezzi propri, aggiuntivi a quelli statali destinati particolarmente all estensione dell offerta scolastica e alla sua qualificazione. l'art. 3 comma 4, lettera c) della L.R. 26 del 2001 prevede che gli interventi siano finalizzati a promuovere la qualità dell offerta educativa delle scuole dell infanzia, con particolare riferimento alla continuità e al raccordo interistituzionale tra esse, i servizi educativi per la prima infanzia e la scuola primaria. l'art. 4, L.R. n. 1 del 10/01/2000 "Norme in materia di servizi educativi per la prima infanzia" che prevede, tra l'altro, che la Regione e gli Enti locali promuovano e realizzino la continuità tra i servizi per la prima infanzia con le scuole dell'infanzia. In coerenza con questi fondamenti si pongono: Le indicazioni per il Curricolo per la scuola dell infanzia e per il primo ciclo di istruzione, fornite dal Ministero della Pubblica Istruzione in novembre 2012nelle quali si evidenzia la continuità del percorso dei 3/14 ann, basato su elementi di inclusione, introducendo un quadro finale delle competenze che è ragionevole attendersi al termine della scuola dell'infanzia e basato sui cinque campi di esperienza. Le intese vigenti tra Regione ed Enti locali con le Associazioni regionali dei gestori delle scuole dell infanzia paritarie private siglate dalle parti interessate in data 26/10/2011, trattenute agli atti del Servizio regionale competente, nell'ottca di un sistema integrato dell'offerta di istruzione per l'infanzia. Gli indirizzi triennali 2012/2014 per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell infanzia delibera dell'assemblea Legislativa n. 94 del 5/11/2012 con i quali si è ritenuto di prorogare gli indirizzi del precedente triennio, tenuto conto del quadro istituzionale in fase di complessivo riassesto ed in considerazione del fatto che: è all esame della Conferenza Stato-Regioni una bozza di accordo sull attuazione del Titolo V; è in corso il processo di revisione delle funzioni e delle circoscrizioni delle province, cui le norme regionali in materia di servizi educativi e di scuola dell infanzia attribuiscono numerose ed importanti funzioni; sono state stipulate Intese con le associazioni degli Enti locali e dei soggetti gestori delle scuole dell infanzia per il perseguimento di una sempre maggiore qualità del sistema complessivo dell offerta; E' in questo scenario che si sviluppa il presente programma provinciale annuale

3 Obiettivi generali Il presente "Programma provinciale annuale 2012 per interventi di qualificazione e di miglioramento delle scuole dell'infanzia (L.R. 8 agosto 2001 n. 26 e L. R. 30 giugno 2003 n. 12)" ribadisce e consolida le finalità progettuali relative alla realizzazione di iniziative rivolte ai bambini e alle bambine delle scuole dell infanzia, Si colloca all interno di un insieme di politiche pubbliche atte a promuovere le opportunità educative e formative, l inclusione e l integrazione dei disabili e degli stranieri, la qualità di vita delle loro famiglie, la programmazione integrata e mirata degli interventi al fine di perseguire obiettivi di continuità e di arricchimento dell offerta educativa, anche tramite il confronto e la concertazione tra le realtà educative della prima e seconda infanzia; Come indicato dal Ministero dell'istruzione nelle "Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione" (novembre 2012) La scuola dell'infanzia, statale e paritaria, si rivolge a tutte le bambine e i bambini dai tre anni di età ed è la risposta al loro diritto all'educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della repubblica, nella convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Essa si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell'identità, dell'autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza.tali finalità sono perseguibili attraverso l'organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di qualità, garantito dalla professionaliotà degli operatori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità. Come previsto dagli indirizzi regionali triennali 2009/2011 (Delibera Assemblea legislativa n. 201 del 3/12/2008) e successiva proroga al 31 dicembre 2014 deliberata dall'assemblea legislativa n.94 del 5 novembre 2012, se a livello regionale si conferma l impegno di attenzione alla cultura dell infanzia, la Provincia con proprio atto di Giunta n. 124 del 18/12/2012 definisce, un quadro unitario e organico di riferimento per quanto riguarda le azioni e i progetti volti a potenziare l offerta dei servizi del sistema integrato pubblico privato, avendo cura di elaborare un offerta omogenea di qualità, attenta ai bisogni delle bambine e dei bambini e delle loro famiglie. Inoltre si riconferma la scelta della generalizzazione, nell'ottica di un sistema integrato fondato sul confronto positivo con le diverse offerte formative della scuola d'infanzia. Nonostante le problematiche relative agli: - organici fortemente ridimensionati nelle scuole statali e alle difficoltà economiche in cui versano i comuni, la Provincia conferma, in coerenza con le indicazioni regionali, i propri indirizzi triennali e individua per il programma annuale 2012 gli ambiti prioritari di intervento, all'interno delle indicazioni dalla Regione Emila-Romagna: 1. sostegno a figure di di coordinamento pedagogico; 2. progetti di qualificazione e miglioramento 3

4 ARTICOLAZIONE DEL PROGRAMMA PROVINCIALE ANNO 2012 SOSTEGNO A FIGURE DI COORDINAMENTO PEDAGOGICO L intervento è volto a sostenere i soggetti gestori privati facenti parte del sistema nazionale dell istruzione e gli Enti locali affinché provvedano a dotarsi di questa figura professionale. Il coordinatore pedagogico col suo operato mira all utilizzo ottimale delle risorse educative del proprio territorio sia in termini di organizzazione del lavoro che in termini di contenuti, sostiene, orienta e controlla l'attività dei servizi di sua competenza. La programmazione deve essere finalizzata alla promozione di una progettualità integrata e mirata degli interventi al fine di perseguire obiettivi di continuità e di arricchimento dell offerta educativa, anche tramite il confronto e la concertazione tra le realtà educative della prima e della seconda infanzia. OBIETTIVO: Le azioni prioritarie devono essere volte al sostegno ai soggetti gestori privati facenti parte del sistema nazionale di istruzione e degli Enti Locali affinché provvedano a dotarsi della professionalità del coordinatore pedagogico per un efficace pianificazione dei loro servizi educativi per l'infanzia sia in ambito educativo che metodologico. DESTINATARI: - scuole dell'infanzia, facenti parte del sistema nazionale di istruzione, anche in aggregazione con servizi per la prima infanzia, - Enti Locali, gestori delle scuole dell infanzia, anche in aggregazione con servizi per la prima infanzia, purchè abbiano una popolazione residente pari o inferiore ai abitanti e le forme associative indicate dalla L.R. 11/2001 e successive modificazioni, anche con popolazione complessiva superiore ai abitanti. In entrambi i casi l attività prevalente del coordinatore deve essere svolta a favore delle scuole dell infanzia. dato atto che è da ritenersi prevalente l attività svolta per almeno il 51% dell impegno orario nei servizi per bambini in età 3-6 anni. PRESENTAZIONE DELLE RICHIESTE: Gli interventi di coordinamento pedagogico saranno presentati tramite un soggetto capofila che potrà essere anche un'associazione cui gli Enti gestori aderiscono. La richiesta di contributo dovrà essere accompagnata da: a. atto di incarico per ciascun coordinatore pedagogico, b. documentazione attestante: 1. la tipologia degli interventi dei coordinatori pedagogici dalla quale emergano anche l efficacia degli interventi stessi; 2. l impegno orario complessivo, per ogni coordinatore pedagogico specificando quello relativo ai servizi per bambini in età 0-3 anni e quello relativo alle scuole dell infanzia; 4

5 3. il numero delle scuole e delle sezioni nelle quali è espletata l attività, ai fini della ammissibilità al contributo deve, esser la seguente: - numero scuole: non inferiore a 2 - numero sezioni: non inferiore a dichiarazione che non sono stati richiesti contributi sulla LR 1/2000 per la medesima annualità. La documentazione di cui al punto b. dovrà pervenire in formato digitale all'indirizzo di posta elettronica Le richieste dovranno essere presentati alla Provincia entro il 31 maggio MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE: Ad ogni aggregazione sarà assegnata una somma pari al valore della quota sezione per il numero delle sezioni componenti l aggregazione stessa. La quota sezione sarà determinata dividendo il totale delle risorse destinate agli interventi di coordinamento pedagogico per il numero totale delle sezioni destinatarie degli interventi. I contributi di cui al presente programma, non sono cumulabili con quelli erogati ai sensi della L.R. 1/00. EROGAZIONE DEI FONDI: Le risorse assegnate saranno liquidate in un'unica soluzione a consuntivo, a seguito della presentazione di una relazione finale. La documentazione a consuntivo dovrà essere inviata in formato digitale all'indirizzo di posta elettronica e dovrà contenere le indicazioni sul risultato ottenuto in termini di: - organizzazione del lavoro - contenuti educativi I fondi assegnati alla Provincia di Ravenna con Delibera di G.R. n del 28/12/2012 sono pari a Euro ,00 5

6 INTERVENTI DI QUALIFICAZIONE OBIETTIVI Si tratta di azioni finalizzate al rafforzamento della programmazione degli interventi nel settore dei servizi 3-6 anni al fine di creare i presupposti per una continuità educativa orizzontale e verticale e prevedono il sostegno alla qualificazione delle scuole dell infanzia del sistema nazionale di istruzione e degli Enti locali attraverso l assegnazione di contributi per la realizzazione di progetti presentati da aggregazioni di scuole dell infanzia del sistema nazionale di istruzione. DESTINATARI Aggregazioni di scuole dell infanzia costituite: - da scuole statali e/o da scuole paritarie sia private che degli Enti locali; - da scuole dell infanzia degli Enti locali, non aderenti al sistema nazionale di istruzione. In entrambi i casi le aggregazioni devono essere rappresentate da un Comune indipendentemente dalla tipologia del progetto. CRITTERI DI AMMISSIBILITÀ A FINANZIAMENTO Sono ammissibili gli inteventi presentati da aggregazioni di scuole dell infanzia del sistema nazionale d istruzione (statali e/o scuole paritarie sia private che degli Enti locali) composte da un numero minimo di 5 scuole e relative ad azioni aventi una dimensione comunale e/o sovracomunale che dovranno riguardare le tematiche previste al punto caratteristiche dei progetti. PRESENTAZIONE DELLE RICHIESTE: I progetti, dovranno promuovere una progettualità integrata e mirata degli interventi al fine di perseguire obiettivi di continuità orizzontale e verticale e di arricchimento dell offerta educativa. I progetti saranno redatti sulla apposita "scheda qualificazione"(allegato A1) che dovrà pervenire anche in formato elettronico all'indirizzo di posta I progetti relativi alle azioni di qualificazione saranno presentati alla Provincia dai Comuni competenti per territorio e/o dai Comuni capofila, che assolvono funzioni di coordinamento. Dovranno essere presentati solo su una delle aree ("qualificazione" oppure "miglioramento"), ad evitare duplicazioni di finanziamento a favore della stessa aggregazione di scuole. Inoltre dovranno prevedere la documentazione delle esperienze per consentire il confronto, la riproducibilità e la diffusione sul territorio per una maggiore promozione delle stesse. I Progetti dovranno essere presentati alla Provincia entro il 31 maggio CARATTERISTICHE DEGLI INTERVENTI: In coerenza con le indicazioni per il Curricolo per la scuola dell infanzia e per il primo ciclo di istruzione", fornite dal M.P.I., i progetti presentati dovranno riguardare tematiche di particolare rilevanza socio-culturale, quali: 6

7 - l educazione interculturale e più in generale, l educazione alle differenze, nonché problematiche dell infanzia ritenute emergenti; - l integrazione dei bambini con deficit; - le azioni rivolte al coinvolgimento dei genitori nel progetto educativo e la promozione della genitorialità; - la progettazione integrata e lo sviluppo del raccordo tra i servizi educativi per la prima infanzia, le scuole dell infanzia e la scuola primaria; - la continuità pedagogica e didattica negli anni ponte (2/4 anni e 5/7 anni), al fine di rispettare i diversi ritmi di crescita e le differenti esigenze dei bambini e delle bambine. La Provincia effettuerà la valutazione dei progetti sulla base degli elementi sopra descritti. MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE Le risorse saranno assegnate secondo i seguenti criteri: 1. una quota base per sezione coinvolta, fino al raggiungimento del 20% delle risorse regionali; 2. una ulteriore quota pari al 50% delle risorse regionali, suddivisa in parti uguali tra i progetti che trattino le seguenti tematiche: integrazione dei bambini con deficit, l educazione interculturale e, più in generale, l educazione alle differenze, nonchè problematiche dell infanzia ritenute emergenti e di particolarmente significative a livello locale; la progettazione integrata e lo sviluppo del raccordo tra i servizi educativi per la prima infanzia, le scuole dell infanzia e la scuola primaria; le azioni rivolte al coinvolgimento dei genitori nel progetto educativo e la promozione della genitorialità; 3. il restante 30% delle risorse regionali, suddiviso in parti uguali tra i progetti che prevedono la partecipazione di diverse tipologie gestionalie e/o di servizi educativi presenti nell ambito territoriale di appartenenza. EROGAZIONE DEI FONDI L erogazione dei fondi avverrà con le seguenti modalità: - il 70% delle risorse sarà erogato all approvazione del progetto e il 30% a saldo, previa rendicontazione e relazione finale La documentazione a consuntivo dovrà essere inviata in formato digitale all'indirizzo di posta elettronica e dovrà contenere le indicazioni sul risultato ottenuto in termini di: - azioni attivate - contenuti educativi Le risorse assegnate con Delibera di G.R. n del 28/12/2012 sono pari a Euro ,76 7

8 INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO OBIETTIVI L intervento prevede il sostegno ad azioni per il miglioramento complessivo delle scuole dell infanzia paritarie private, tramite intese tra Regione ed Enti locali con le Associazioni delle scuole dell'infanzia paritarie private ai sensi dell'art. 7,comma 3 della L.R. 26/2001, che prevedono progetti di innovazione del contesto, del rapporto educativo, nonchè delle prestazioni offerte. DESTINATARI: I destinatari dei finanziamenti sono le aggregazioni di scuole private paritarie aderenti alle Associazioni firmatarie delle intese regionali. CRITTERI DI AMMISSIBILITÀ A FINANZIAMENTO: Sono ammissibili gli inteventi presentati da aggregazioni di scuole dell infanzia private paritarie costituite da un numero minimo di almeno 5 scuole e e relative ad azioni che dovranno riguardare almeno una delle tematiche previste al punto caratteristiche dei progetti. PRESENTAZIONE DEI INTERVENTI I progetti saranno redatti sulla apposita "scheda miglioramento"(allegato A2) che dovrà pervenire anche in formato elettronico all'indirizzo di posta I progetti relativi alle azioni di miglioramento saranno presentati alla Provincia dall'associazione capofila e dovranno essere presentati solo su una delle aree ("qualificazione" oppure "miglioramento") ad evitare duplicazioni di finanziamento a favore della stessa aggregazione di scuole. Inoltre dovranno prevedere la documentazione delle esperienze per consentire il confronto, la riproducibilità e la diffusione sul territorio, per una maggiore promozione delle stesse. I Progetti dovranno essere presentati alla Provincia entro il 31 maggio CARATTERISTICHE DEI INTERVENTI Gli interventi su area provinviale o sub provinciale, dovranno comprendere alcune delle seguenti azioni: - adozione di una maggiore flessibilità degli orari, allo scopo di agevolare la gestione dei tempi organizzativi delle famiglie, nel rispetto dei diritti e dei bisogni dei bambini, che possono essere meglio soddisfatti tramite l attivazione di orari differenziati; - diffusione della compresenza del personale nei turni previsti, al fine di garantire l innalzamento della qualità, derivante da un miglior rapporto numerico tra adulti e bambini, secondo le modalità previste dalla legge 62 del 2000; - azioni di miglioramento del contesto attraverso una accurata organizzazione degli spazi di accoglienza dei bambini e dei genitori, con particolare riguardo all accoglienza dei bambini disabili, agli spazi di intersezione e di sezione, per aumentare le opportunità didattiche (angoli, centri ludico-didattici e laboratori tematici), nonché al perfezionamento degli stili relazionali e comunicativi rivolti alle famiglie; - realizzazione del raccordo delle scuole dell infanzia con i nidi o con le sezioni di nidi d infanzia o con le "sezioni primavera", i servizi integrativi del territorio, nonché con la scuola dell obbligo, anche attraverso azioni formative congiunte, comunque nel rispetto di quanto previsto dalla deliberazione dell Assemblea legislativa 26 ottobre 2005, n. 27; - valorizzazione del coinvolgimento dei genitori nel progetto educativo; 8

9 - integrazione dei bambini con deficit, l educazione interculturale e, più in generale, l educazione alle differenze, nonchè problematiche dell infanzia ritenute emergenti e di particolarmente significative a livello locale. MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE: Le risorse saranno assegnate secondo i seguenti criteri: una quota base per sezione coinvolta fino all 80% delle risorse regionali; il restante 20% per tematiche ritenute di particolare rilevanza, EROGAZIONE DEI FONDI: L erogazione dei fondi avverrà con le seguenti modalità: - il 70% delle risorse sarà erogato all approvazione del progetto; - il 30% a saldo, previa rendicontazione e relazione finale. La documentazione a consuntivo dovrà essere inviata in formato digitale all'indirizzo di posta elettronica e dovrà contenere le indicazioni sul risultato ottenuto in termini di: - azioni attivate - contenuti educativi I fondi assegnati con Delibera di G.R. n del 28/12/2012 sono pari a Euro ,20 Tutte le attività finanziate saranno oggetto, da parte della Provincia, di valutazione preventiva. 9

10 Allegato A 1) PROVINCIA DI RAVENNA SCHEDA PROGETTO DI QUALIFICAZIONE A. S. 2013/2014 ANNO FINANZIARIO 2012 Titolo del progetto 10

11 COMUNE DI TITOLO DEL PROGETTO REFERENTE PER LA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA TEL FAX UFFICIO DI APPARTENENZA 1. ENTE TITOLARE DEL PROGETTO (scegliere ) COMUNE DI OPPURE - ISTITUTO COMPRENSIVO / DIREZIONE DIDATTICA 2. VI SONO ALTRI SOGGETTI COINVOLTI NEL PROGETTO SI NO 2.1 SE SI SPECIFICARE QUALI COORDINATORE PEDAGOGICO DEL PROGETTO Nominativo Ente appartenenza 4. INDICARE SE E' STATO COSTITUITO UN guppo di lavoro DEL PROGETTO SI NO 4.1 Se,si indicare: da chi è composto (specificare la qualifica professionale dei componenti) 5. INDICARE L'AMBITO TERRITORIALE A CUI FA RIFERIMENTO IL PROGETTO: comunale sovracomunale distrettuale provinciale 11

12 5.1 Se sovracomunale, distrettuale, provinciale indicare i Comuni coinvolti 6. DURATA DEL PROGETTO annuale biennale poliennale 6.1 Specificare se si tratta di: progetto ex novo o prosecuzione di progetto precedente 6.2 Se si tratta di un progetto nuovo, indicare la data di avvio 7. INDICARE I DESTINATARI DEL PROGETTO E I PARTECIPANTI Quali servizi formativi ed educativi partecipano al progetto SERVIZI FORMATIVI N SERVIZI Sez Bimbi SERVIZI FORMATIVI N SERVIZI Bimbi Scuole infanzia comunali Ludoteche Scuole infanzia statali Biblioteche-centri di lettura Scuole infanzia private paritarie Teatri ragazzi Nidi d'infanzia comunali /convenzionati Scuole di musica Nidi d infanzia privati Centro bambini genori Scuole primarie 8. AREA TEMATICA CHE SI INTENDE SVILUPPARE : Interventi volti a sviluppare una educazione interculturale e più in generale, l educazione alle differenze, nonché problematiche dell infanzia ritenute emergenti Interventi volti a facilitare l integrazione dei bambini con deficit, Interventi orientati a facilitare la continuità pedagogica didattica negli anni ponte (2-4 anni e/o 5-7 anni), al fine di rispettare i diversi ritmi di crescita e le differenti esigenze dei bambini e delle bambine; Interventi orientati a facilitare lo sviluppo del raccordo tra i servizi educativi per la prima infanzia, le scuole dell'infanzia e la scuola primaria; 12

13 Interventi orientati a facilitare la progettazione di attività didattiche comuni tra nidi, servizi integrativi e sperimentali, scuole dell'infanzia ed elementari che implicano l'utilizzo congiunto e programmato di centri formativi esterni quali ludoteche, biblioteche, teatri. Interventi orientati a facilitare il coinvolgimento dei genitori nel processo educativo e la promozione della genitorialità; Coinvolgimento ed apertura delle iniziative di aggiornamento, finalizzato alla realizzazione dei progetti stessi, anche al personale dei servizi educativi per la prima infanzia e ai docenti delle scuole dell'infanzia statali PARTE I DESCRIZIONE DEL PROGETTO 1.1) OBIETTIVI DEL PROGETTO 1.2) BREVE SINTESI DELL INTERVENTO: AZIONI da SVOLGERE NEL PROGETTO (modalità di realizzazione, strategie, strumenti previsti) 1.3) Attività di documentazione prevista: 1.4) Esperti coinvolti per la realizzazione del progetto se già noti Nominativo Ente di appartenenza o professionisti Qualifica 1.5) RISULTATI ATTESI (elementi di continuità, con quali scuole, indicare elementi di misurabilità ) 13

14 1) 2) 3) 14

15 PARTE II - SPESA PER L ATTUAZIONE DEL PROGETTO PREVENTIVO CONSUNTIVO Spese per la gestione del progetto Consulenze esterne docenze Specificare Materiali di consumo didattici specificare Somma prevista Pubblicazioni, materiali cartacei, ecc.) specificare Altre spese specificare Totale Per evitare duplicazioni di finanziamento a favore della stessa aggregazione di scuole si specifica che le Costi Voci di spesa Somma Costi complessivi del progetto Di cui Contributi Regionali richiesti L.R. 26/2001 Di cui Contributo Ente Locale Altro (specificare ) aggregazioni potranno presentare un solo progetto e su una sola area (qualificazione o miglioramento) Dichiarazione di NON AVER PRESENTATO progetti sull'area miglioramento Dichiarazione di NON PERCEPIRE altri contributi Es: L.R. 1/

16 Allegato A 2) PROVINCIA DI RAVENNA SCHEDA PROGETTI MIGLIORATIVI A. S. 2013/2014 ANNO FINANZIARIO 2012 Titolo del progetto 16

17 REFERENTE PER LA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA TEL FAX 1. COORDINATORE PEDAGOGICO DEL PROGETTO Nominativo Ruolo del coordinatore pedagogico (specificare) 2.INDICARE IL COORDINATORE ORGANIZZATIVO DEL PROGETTO Nominativo Ente appartenenza 3. INDICARE SE E' STATO COSTITUITO IL TAVOLO TECNICO DI CONCERTAZIONE DEL PROGETTO SI NO 3.1 Se,si indicare: da chi è composto (specificare la qualifica professionale dei componenti) e che compiti si è dato (programmazione, monitoraggio ecc...) 4. INDICARE L'AMBITO TERRITORIALE A CUI FA RIFERIMENTO IL PROGETTO: comunale sovracomunale distrettuale provinciale 4.1 Se sovracomunale, distrettuale, provinciale indicare i Comuni coinvolti 5. DURATA DEL PROGETTO annuale biennale poliennale 5.1 Specificare se si tratta di: progetto ex novo o prosecuzione di progetto precedente 5.2 Se si tratta di un progetto nuovo, indicare la data di avvio 6. INDICARE I DESTINATARI DEL PROGETTO E I PARTECIPANTI Tipo di scuola N scuole N sezioni N bimbi Altro (genitori) Scuole materne Nidi d infanzia 17

18 Servizi integrativi (spazio bimbi) Altro 7.3 INDICARE PER OGNI SOGGETTO PARTECIPANTE AL PROGETTO QUANTO SEGUE: Denominazione Scuola- Indicare il livello di partecipazione Nome Nome cognome referente del progetto (se individuato) Denominazione Scuola- Nome Nome cognome referente del progetto (se individuato) insegnanti N. bambini N. genitori N. altro (specificare) N. Indicare il livello di partecipazione insegnanti N. bambini N. genitori N. altro (specificare) N._ Denominazione Scuola- Nome Nome cognome referente del progetto (se individuato) Indicare il livello di partecipazione insegnanti N. bambini N. genitori N. altro (specificare) N._ 8.AREA TEMATICA CHE SI INTENDE SVILUPPARE : interventi orientati a migliorare la flessibilità degli orari, allo scopo di agevolare la gestione dei tempi organizzativi delle famiglie, nel rispetto dei diritti e dei bisogni dei bambini, che possono essere meglio soddisfatti tramite l attivazione di orari differenziati; (specificare ) interventi orientati a facilitare la compresenza del personale nei turni previsti, al fine di garantire l innalzamento della qualità, derivante da un miglior rapporto numerico tra adulti e bambini, secondo le modalità previste dalla legge 62 del 2000; (specificare ) interventi volti al miglioramento del contesto attraverso una accurata organizzazione degli spazi di accoglienza dei bambini e dei genitori, con particolare riguardo all accoglienza dei bambini disabili, agli spazi di intersezione e di sezione, per aumentare le opportunità didattiche (angoli, centri ludico-didattici e laboratori tematici), nonché al perfezionamento degli stili relazionali e comunicativi rivolti alle famiglie; (specificare ) interventi orientati a facilitare la realizzazione del raccordo delle scuole dell'infanzia con i nidi o le sezioni di nidi d'infanzia, i servizi integrativi del territorio, nonché con la scuola dell'obbligo; (specificare ) interventi orientati a facilitare la valorizzazione del coinvolgimento dei genitori nel progetto educativo; 18

19 (specificare ) interventi orientati a facilitare integrazione dei bambini con deficit, l educazione interculturale e, più in generale, l educazione alle differenze, nonchè problematiche dell infanzia ritenute emergenti e di particolarmente significative a livello locale; (specificare ) PARTE I DESCRIZIONE DEL PROGETTO 1.1) OBIETTIVI DEL PROGETTO : 1.2) BREVE SINTESI DELL INTERVENTO: AZIONI da SVOLGERE NEL PROGETTO (modalità di realizzazione, strategie, strumenti previsti) 1.2) Attività di documentazione prevista: 1.4) Esperti coinvolti per la realizzazione del progetto se già individuati Nominativo Ente di appartenenza o professionisti Qualifica 1.5) RISULTATI ATTESI (elementi di continuità, con quali scuole ) 1) 2) 3) PARTE II SPESA PER L ATTUAZIONE DEL PROGETTO PREVENTIVO CONSUNTIVO 19

20 Spese per la gestione del progetto Consulenze esterne docenze Specificare Materiali di consumo didattici specificare Somma prevista Documentazione (pubblicazioni, ecc.) specificare Altre spese specificare Totale Costi Voci di spesa Costi complessivi del progetto Di cui Contributi Regionali richiesti L.R. 26/2001 Di cui Contributo Ente Locale Altro (specificare ) Somma Per evitare duplicazioni di finanziamento a favore della stessa aggregazione di scuole si specifica che le aggregazioni potranno presentare un solo progetto e su una sola area (qualificazione o miglioramento) Dichiarazione di NON AVER PRESENTATO progetti sull'area qualificazione Dichiarazione di NON PERCEPIRE altri contributi Es: L.R. 1/

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