RASSEGNA STAMPA. Comunicato stampa Dolore da cancro: solo 1 medico di famiglia su 4 lo misura con regolarità. Ancora diffusa l oppiofobia

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1 RASSEGNA STAMPA Comunicato stampa Dolore da cancro: solo 1 medico di famiglia su 4 lo misura con regolarità. Ancora diffusa l oppiofobia Milano, 4 Ottobre 2012 Aggiornamento 12 Dicembre 2012

2 AGENZIE Sommario TESTATA DATA LETTORI AGI (3 LANCI) 04/10/2012 Staff editoriale ASCA 04/10/2012 Staff editoriale AIS-SANITA 04/10/2012 Staff editoriale TM NEWS (3 LANCI) 04/10/2012 Staff editoriale QUOTIDIANI LA SICILIA 08/10/ LA REPUBBLICA SALUTE 09/10/ GIORNALE DI BRESCIA 09/10/ LA STAMPA - TUTTOSCIENZE 10/10/ IL DENARO 16/10/2012 n.d. PERIODICI IO DONNA 03/11/ ALGOS FLOGOS 01/10/ RADIO/TV MEDICINA SALUTE BENESSERE RADIO IES 5/10/2012 n.d. WEB ILMONDO.IT 04/10/2012 n.d. NOTIZIE.YAHOO.COM 04/10/ PANORAMASANITA.IT 04/10/ LIQUIDAREA.COM 04/10/2012 n.d. GOSALUTE.IT 04/10/2012 n.d. HEALTHDESK.IT 04/10/2012 n.d. CHIETISCALO.IT 04/10/2012 n.d. PHARMASTAR.IT 04/10/ NOTIZIE.VIRGILIO.IT 04/10/ SASSILAND.COM 04/10/2012 n.d. SCIENZA.PANORAMA.IT 05/10/2012 n.d.

3 Sommario MEDICINALIVE.COM 06/10/2012 n.d. CRONACADIRETTA.IT 06/10/2012 n.d. MARKETPRESS.INFO 08/10/2012 n.d. ITALIA-NEWS.IT 08/10/2012 n.d. TOTALE Fonti dati: Audipress, Anes, Auditel, Audiradio, Audiweb

4 Agenzie

5 AGI (1 LANCIO) Lettori: per staff editoriale SALUTE: DOLORE CRONICO, SOLO 1 MEDICO DI FAMIGLIA SU 4 LO CONOSCE (AGI) - Roma, 4 ott. - Oltre 6 medici di famiglia su 10 ritengono fondamentale un trattamento appropriato del dolore, per garantire al paziente una qualita' di vita dignitosa, e dichiarano di aver cambiato il proprio atteggiamento, dopo il varo della Legge 38. Pero' solo 1 su 4 conosce bene la normativa. Sul fronte dei farmaci, il ricorso agli antinfiammatori non steroidei (Fans) e' tuttora frequente, mentre gli oppioidi restano in molti casi un tabu'. E' quanto emerge da un'indagine dell'istituto Demoskopea per conto del Centro Studi Mundipharma, su un campione di 200 medici di famiglia di tutta Italia (al 79% uomini, di eta' media pari a 54 anni). (AGI) Eli (Segue)

6 AGI (2 LANCIO) Lettori: per staff editoriale SALUTE: DOLORE CRONICO, SOLO 1 MEDICO DI FAMIGLIA SU 4 LO CONOSCE (2) (AGI) - Roma, 4 ott. - Nonostante l'aumento della sensibilita' nei confronti del tema, il dolore cronico e' ancora sottovalutato dal medico di medicina generale o non adeguatamente monitorato. Secondo i clinici intervistati, 1 paziente su 3 presenta una condizione di sofferenza cronica, legata soprattutto ad artrosi (93%), mal di schiena o cervicale (93%), ernie (72%) e cefalee (67%); nel 41% dei casi, il dolore e' di grado moderato, ma diventa severo per 1 malato su 5. Malgrado il 77% dei medici affermi di misurarne l'intensita', soltanto il 26% la monitora sempre; un 23% rivela di non prendere in considerazione questo aspetto. Ma con quali farmaci i medici di famiglia gestiscono il problema? Conoscendo bene i loro assistiti, tendono a rivendicare la propria autonomia e intervengono sui dosaggi - aumentandoli - o sui principi attivi, personalizzando le terapie, anche in presenza di prescrizioni dello specialista. Per il controllo del dolore cronico di grado moderato, il 61% degli intervistati impiega esclusivamente Fans e paracetamolo; solo un 3% ricorre agli oppioidi (deboli e forti) in monoterapia, mentre il 24% li somministra in associazione agli antinfiammatori non steroidei. (AGI) Eli (Segue)

7 AGI (3 LANCIO) Lettori: per staff editoriale SALUTE: DOLORE CRONICO, SOLO 1 MEDICO DI FAMIGLIA SU 4 LO CONOSCE (3) (AGI) - Roma, 4 ott. - Per trattare un dolore severo, si fa uso di Fans e paracetamolo nel 47% dei casi (da soli 11% o in associazione a oppiacei 36%); sale l'impiego di oppioidi (in monoterapia 26% o in associazione 39%) ma 4 volte su 10 si tratta di prodotti transdermici. Consapevole degli effetti collaterali che gli analgesici possono generare e che influiscono sull'aderenza dei pazienti alle terapie, il 58% del campione desidererebbe disporre di farmaci meglio tollerati. Tra i disturbi che i generalisti vorrebbero eliminare: danni gastrici, nausea, stipsi e costipazione; in particolare, il timore di una comparsa di quest'ultima scoraggia talvolta la prescrizione di oppioidi. Nonostante le nuove armi terapeutiche oggi disponibili, l'88% dei clinici dichiara che gli oppioidi sono ancora sottoutilizzati e riscontra resistenze da parte dei colleghi a prescriverli nell'84% dei casi, con punte del 91% nel Centro Italia. All'origine del problema, retaggi culturali e carenze informative della classe medica. Solo il 6% dei generalisti, infatti, ammette di conoscere bene questa classe di farmaci: i meno informati risiedono nel Nord- Ovest, dove quasi 1 medico su 5 confessa di saperne poco o nulla. Nel complesso, traspare la diffusa esigenza di una maggiore formazione in proposito, avvertita dall'82% degli intervistati. A farsene carico, dovrebbero essere soprattutto strutture pubbliche, quali Asl (18%) e ministero della Salute (8%), o case farmaceutiche (18%). E per quanto concerne la Legge 38? Anche in questo caso, la situazione non muta. Solo il 25% dei medici di famiglia dichiara di conoscerla bene; il 39% la conosce soltanto in parte e il 36% ne ha semplicemente sentito parlare. Nello specifico, la maglia nera va al Nord-Est, dove i meno informati raggiungono quota 46%; piu' preparati i clinici del Sud, che sostengono di padroneggiarne i contenuti nel 35% dei casi. Paradossalmente, tra i principali vantaggi apportati dalla normativa, il 42% dei generalisti indica proprio la maggiore facilita' di prescrizione dei medicinali a base oppiacea. (AGI) Eli

8 ASCA Lettori: per staff editoriale SALUTE: DOLORE CRONICO, SOLO 1 MEDICO BASE SU 4 LO MISURA REGOLARMENTE (ASCA) - Roma, 4 ott - Oltre 6 medici di famiglia su 10 ritengono fondamentale un trattamento appropriato del dolore, per garantire al paziente una qualita' di vita dignitosa, e dichiarano di aver cambiato il proprio atteggiamento, dopo il varo della Legge 38. Alla prova dei fatti, pero', solo 1 su 4 conosce bene la normativa che ha sancito per tutti gli italiani il diritto a non soffrire. Sul fronte dei farmaci, il ricorso agli antinfiammatori non steroidei (Fans) e' tuttora frequente, mentre gli oppioidi restano in molti casi un tabu'. Nonostante l'aumento della sensibilita' nei confronti del tema, il dolore cronico e' ancora sottovalutato dal medico di medicina generale o non adeguatamente curato e monitorato. Sono alcuni dei risultati che emergono da una recente indagine svolta dall'istituto di ricerca Demoskopea per conto del Centro Studi Mundipharma, su un campione di 200 medici di famiglia di tutta Italia(al 79% uomini, di eta' media pari a 54 anni). Obiettivo della survey: fotografare l'approccio diagnostico-terapeutico al dolore, ma anche il livello di conoscenza della Legge 38 e gli eventuali bisogni formativi delle figure professionali deputate ad acquisire un ruolo sempre piu' centrale nella rete assistenziale auspicata dalla normativa. Secondo quanto dichiarato dai clinici intervistati, 1 paziente su 3 presenta una condizione di sofferenza cronica, legata soprattutto ad artrosi (93%), mal di schiena o cervicale (93%), ernie (72%) e cefalee (67%); nel 41% dei casi, il dolore e' di grado moderato, ma diventa severo per 1 malato su 5. Malgrado il 77% dei medici affermi di misurarne l'intensita' durante le visite, soltanto il 26% la monitora sempre; un 23% rivela di non prendere in considerazione questo aspetto, contravvenendo cosi' a quanto stabilisce l'art.7 della Legge, che invita a registrare regolarmente l'intensita' del dolore e a verificare con costanza l'efficacia e l'adeguatezza posologica degli eventuali trattamenti antalgici in corso.

9 AIS-SANITA 1/3 Lettori: per staff editoriale DOLORE CRONICO, RICERCA: 1 MEDICO SU 4 LO MISURA REGOLARMENTE (AIS) Milano, 4 ott Oltre 6 medici di famiglia su 10 ritengono fondamentale un trattamento appropriato del dolore, per garantire al paziente una qualità di vita dignitosa, e dichiarano di aver cambiato il proprio atteggiamento, dopo il varo della Legge 38. Alla prova dei fatti, però, solo 1 su 4 conosce bene la normativa che ha sancito per tutti gli italiani il diritto a non soffrire. Sul fronte dei farmaci, il ricorso agli antinfiammatori non steroidei (FANS) è tuttora frequente, mentre gli oppioidi restano in molti casi un tabù. Nonostante l aumento della sensibilità nei confronti del tema, il dolore cronico è ancora sottovalutato dal medico di medicina generale o non adeguatamente curato e monitorato. Sono alcuni dei risultati che emergono da una recente indagine svolta dall Istituto di ricerca Demoskopea per conto del Centro Studi Mundipharma, su un campione di 200 medici di famiglia di tutta Italia(al 79% uomini, di età media pari a 54 anni). Obiettivo della survey: fotografare l approccio diagnostico-terapeutico al dolore, ma anche il livello di conoscenza della Legge 38 e gli eventuali bisogni formativi delle figure professionali deputate ad acquisire un ruolo sempre più centrale nella rete assistenziale auspicata dalla normativa. Secondo quanto dichiarato dai clinici intervistati, 1 paziente su 3 presenta una condizione di sofferenza cronica, legata soprattutto ad artrosi (93%), mal di schiena o cervicale (93%), ernie (72%) e cefalee (67%); nel 41% dei casi, il dolore è di grado moderato, ma diventa severo per 1 malato su 5. Malgrado il 77% dei medici affermi di misurarne l intensità durante le visite, soltanto il 26% la monitora sempre; un 23% rivela di non prendere in considerazione questo aspetto, contravvenendo così a quanto stabilisce l art.7 della Legge, che invita a registrare regolarmente l intensità del dolore e a verificare con costanza l efficacia e l adeguatezza posologica degli eventuali trattamenti antalgici in corso. Ma con quali farmaci i medici di famiglia gestiscono il problema?conoscendo bene i loro assistiti, tendono a rivendicare la propria autonomia e intervengono sui dosaggi - aumentandoli - o sui principi attivi, personalizzando le terapie, anche in presenza di prescrizioni dello specialista. Per il controllo del dolore cronico di grado moderato, il 61% degli intervistati impiega esclusivamente FANS e paracetamolo; solo un 3% ricorre agli oppioidi (deboli e forti) in monoterapia, mentre il 24% li somministra in associazione agli antinfiammatori non steroidei. Per trattare un dolore severo, si fa uso di FANS e paracetamolo nel 47% dei casi (da soli 11% o in associazione a oppiacei 36%), mediamente per periodi superiori a due mesi, con il conseguente rischio di danni gastrici e cardiovascolari; sale l impiego di oppioidi (in monoterapia 26% o in associazione 39%) ma 4 volte su 10 si tratta di prodotti transdermici, al contrario di quanto raccomandato dalle Linee Guida, che indicano come prima scelta le formulazioni orali.

10 AIS-SANITA 2/3 Lettori: per staff editoriale Consapevole degli effetti collaterali che gli analgesici possono generare e che influiscono sull aderenza dei pazienti alle terapie, il 58% del campione desidererebbe disporre di farmaci meglio tollerati. Tra i disturbi che i generalisti vorrebbero eliminare: danni gastrici, nausea, stipsi e costipazione; in particolare, il timore di una comparsa di quest ultima scoraggia talvolta la prescrizione di oppioidi, benché oggi innovative associazioni farmacologiche consentano di risolvere il problema. Le evidenze scientifiche e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità - spiega Francesco Amato, Presidente Nazionale di FederDolore -riconoscono nei farmaci oppiacei il gold standard per la cura del dolore cronico moderato-severo; spesso, invece, questo viene trattato inappropriatamente con FANS, che andrebbero assunti non oltre i 15 giorni e invece sono impiegati per anni. Benché gli oppioidi siano molto efficaci, il loro uso protratto può essere correlato al rischio di sviluppare disfunzioni intestinali; una nuova associazione di ossicodone e naloxone a rilascio prolungato si è però dimostrata in grado di coniugare efficacia e tollerabilità, garantendo sollievo dal dolore e, contestualmente, prevenendo l insorgenza della costipazione oppioide indotta. Lo confermano i risultati emersi dalle esperienze cliniche condotte su migliaia di pazienti in tutta Europa. Nonostante le nuove armi terapeutiche oggi disponibili, l 88% dei clinici dichiara che gli oppioidi sono ancora sottoutilizzati e riscontra resistenze da parte dei colleghi a prescriverli nell 84% dei casi, con punte del 91% nel Centro Italia. All origine del problema, retaggi culturali e carenze informative della classe medica. Solo il 6% dei generalisti, infatti, ammette di conoscere bene questa classe di farmaci: i meno informati risiedono nel Nord-Ovest, dove quasi 1 medico su 5 confessa di saperne poco o nulla. Nel complesso, traspare la diffusa esigenza di una maggiore formazione in proposito, avvertita dall 82% degli intervistati. A farsene carico, dovrebbero essere soprattutto strutture pubbliche, quali ASL (18%) e Ministero della Salute (8%), o case farmaceutiche (18%). E per quanto concerne la Legge 38? Anche in questo caso, la situazione non muta. Solo il 25% dei medici di famiglia dichiara di conoscerla bene; il 39% la conosce soltanto in parte e il 36% ne ha semplicemente sentito parlare. Nello specifico, la maglia nera va al Nord-Est, dove i meno informati raggiungono quota 46%; più preparati i clinici del Sud, che sostengono di padroneggiarne i contenuti nel 35% dei casi. Paradossalmente, tra i principali vantaggi apportati dalla normativa, il 42% dei generalisti indica proprio la maggiore facilità di prescrizione dei medicinali a base oppiacea. Una Legge, per quanto rivoluzionaria, da sola non basta a creare la cultura del corretto approccio al dolore,commenta Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale. Per educare medici di famiglia, dovremmo prevedere alcuni milioni di ore/uomo di formazione. Oggi un quarto dei generalisti dichiara di conoscere la Legge 38: lo ritengo un risultato miracoloso, considerando le risorse esigue che abbiamo a disposizione per informarli sui contenuti della normativa e sulle modalità di trattamento del dolore cronico, in uno scenario di spending review e di sostanziale staticità delle Regioni.

11 AIS-SANITA 3/3 Lettori: per staff editoriale Quanto abbiamo ottenuto finora, in pochissimo tempo, va nella giusta direzione ed è frutto del lavoro della Commissione Ministeriale e dell impegno volontaristico di Società Scientifiche, Associazioni di cittadini e aziende farmaceutiche. Per proseguire nel processo di cambiamento intrapreso servono, però, ulteriori sforzi da parte di tutti: del Governo e del Ministero, affinché riservino all obiettivo di piano maggiori risorse economiche, ma soprattutto delle Regioni, che sono le principali destinatarie e responsabili dell attuazione della Legge e devono adoperarsi per farla realmente conoscere agli operatori sanitari. red

12 TM NEWS (1 LANCIO) Lettori: per staff editoriale SALUTE/ DOLORE CRONICO, SOLO 1 MEDICO FAMIGLIA SU 4 LO MISURA Con regolarità. Ancora diffusa oppiofobia, poco nota la Legge 38 Roma, 4 ott. (TMNews) - Oltre 6 medici di famiglia su 10 ritengono fondamentale un trattamento appropriato del dolore, per garantire al paziente una qualità di vita dignitosa, e dichiarano di aver cambiato il proprio atteggiamento, dopo il varo della Legge 38. Alla prova dei fatti, però, solo 1 su 4 conosce bene la normativa che ha sancito per tutti gli italiani il diritto a non soffrire. Sul fronte dei farmaci, il ricorso agli antinfiammatori non steroidei (Fans) è tuttora frequente, mentre gli oppioidi restano in molti casi un tabù. Nonostante l'aumento della sensibilità nei confronti del tema, il dolore cronico è ancora sottovalutato dal medico di medicina generale o non adeguatamente curato e monitorato. Sono alcuni dei risultati che emergono da una recente indagine svolta dall'istituto di ricerca Demoskopea per conto del Centro Studi Mundipharma, su un campione di 200 medici di famiglia di tutta Italia(al 79% uomini, di età media pari a 54 anni). Obiettivo della survey: fotografare l'approccio diagnostico-terapeutico al dolore, ma anche il livello di conoscenza della Legge 38 e gli eventuali bisogni formativi delle figure professionali deputate ad acquisire un ruolo sempre più centrale nella rete assistenziale auspicata dalla normativa.(segue)

13 TM NEWS (2 LANCIO) Lettori: per staff editoriale SALUTE/ DOLORE CRONICO, SOLO 1 MEDICO FAMIGLIA SU 4 LO MISURA - 2- Roma, 4 ott. (TMNews) - Secondo quanto dichiarato dai clinici intervistati, 1 paziente su 3 presenta una condizione di sofferenza cronica, legata soprattutto ad artrosi (93%), mal di schiena o cervicale (93%), ernie (72%) e cefalee (67%); nel 41% dei casi, il dolore è di grado moderato, ma diventa severo per 1 malato su 5. Malgrado il 77% dei medici affermi di misurarne l'intensità durante le visite, soltanto il 26% la monitora sempre; un 23% rivela di non prendere in considerazione questo aspetto, contravvenendo così a quanto stabilisce l'art.7 della Legge, che invita a registrare regolarmente l'intensità del dolore e a verificare con costanza l'efficacia e l'adeguatezza posologica degli eventuali trattamenti antalgici in corso. Ma con quali farmaci i medici di famiglia gestiscono il problema? Conoscendo bene i loro assistiti, tendono a rivendicare la propria autonomia e intervengono sui dosaggi - aumentandoli - o sui principi attivi, personalizzando le terapie, anche in presenza di prescrizioni dello specialista. Per il controllo del dolore cronico di grado moderato, il 61% degli intervistati impiega esclusivamente Fans e paracetamolo; solo un 3% ricorre agli oppioidi (deboli e forti) in monoterapia, mentre il 24% li somministra in associazione agli antinfiammatori non steroidei. Per trattare un dolore severo, si fa uso di Fans e paracetamolo nel 47% dei casi (da soli 11% o in associazione a oppiacei 36%), mediamente per periodi superiori a due mesi, con il conseguente rischio di danni gastrici e cardiovascolari; sale l'impiego di oppioidi (in monoterapia 26% o in associazione 39%) ma 4 volte su 10 si tratta di prodotti transdermici, al contra rio di quanto raccomandato dalle Linee Guida, che indicano come prima scelta le formulazioni orali.(segue)

14 TM NEWS (3 LANCIO) Lettori: per staff editoriale SALUTE/ DOLORE CRONICO, SOLO 1 MEDICO FAMIGLIA SU 4 LO MISURA - 3- Roma, 4 ott. (TMNews) - Consapevole degli effetti collaterali che gli analgesici possono generare e che influiscono sull'aderenza dei pazienti alle terapie, il 58% del campione desidererebbe disporre di farmaci meglio tollerati. Tra i disturbi che i generalisti vorrebbero eliminare: danni gastrici, nausea, stipsi e costipazione; in particolare, il timore di una comparsa di quest'ultima scoraggia talvolta la prescrizione di oppioidi, benché oggi innovative associazioni farmacologiche consentano di risolvere il problema. Nonostante le nuove armi terapeutiche oggi disponibili, l'88% dei clinici dichiara che gli oppioidi sono ancora sottoutilizzati e riscontra resistenze da parte dei colleghi a prescriverli nell'84% dei casi, con punte del 91% nel Centro Italia. All'origine del problema, retaggi culturali e carenze informative della classe medica. Solo il 6% dei generalisti, infatti, ammette di conoscere bene questa classe di farmaci: i meno informati risiedono nel Nord-Ovest, dove quasi 1 medico su 5 confessa di saperne poco o nulla. Nel complesso, traspare la diffusa esigenza di una maggiore formazione in proposito, avvertita dall'82% degli intervistati. A farsene carico, dovrebbero essere soprattutto strutture pubbliche, quali ASL (18%) e Ministero della Salute (8%), o case farmaceutiche (18%). E per quanto concerne la Legge 38? Anche in questo caso, la situazione non muta. Solo il 25% dei medici di famiglia dichiara di conoscerla bene; il 39% la conosce soltanto in parte e il 36% ne ha semplicemente sentito parlare. Nello specifico, la maglia nera va al Nord-Est, dove i meno informati raggiungono quota 46%; più preparati i clinici del Sud, che sostengono di padroneggiarne i contenuti nel 35% dei casi. Paradossalmente, tra i principali vantaggi apportati dalla normativa, il 42% dei generalisti indica proprio la maggiore facilità di prescrizione dei medicinali a base oppiacea.

15 Quotidiani

16 LA SICILIA Data: 8/10/2012 Lettori:

17 LA REPUBBLICA SALUTE Data: 9/10/2012 Lettori:

18 GIORNALE DI BRESCIA Data: 9/10/2012 Lettori:

19 LA STAMPA - TUTTOSCIENZE Data: 10/10/2012 Lettori:

20 IL DENARO Data: 16/10/2012 Lettori: N.D.

21 Periodici

22 IO DONNA Data: 03/11/2012 Periodicità: settimanale Lettori:

23 ALGOS FLOGOS 1/2 Data: 01/10/2012 Periodicità: trimestrale Lettori:

24 ALGOS FLOGOS 2/2 Data: 01/10/2012 Periodicità: trimestrale Lettori:

25 Radio/Tv

26 MEDICINA SALUTE BENESSERE RADIO IES Data: 05/10/2012 Orario: Audience: N.D. Soggetto: Dolore cronico Intervista: dottor Francesco Amato, Presidente Nazionale di FederDolore Durata: 10 53

27 Web

28 ILMONDO.IT Utenti unici: N.D. SALUTE/ DOLORE CRONICO, SOLO 1 MEDICO FAMIGLIA SU 4 LO MISURA CON REGOLARITÀ. ANCORA DIFFUSA OPPIOFOBIA, POCO NOTA LA LEGGE 38 Roma, 4 ott. Oltre 6 medici di famiglia su 10 ritengono fondamentale un trattamento appropriato del dolore, per garantire al paziente una qualità di vita dignitosa, e dichiarano di aver cambiato il proprio atteggiamento, dopo il varo della Legge 38. Alla prova dei fatti, però, solo 1 su 4 conosce bene la normativa che ha sancito per tutti gli italiani il diritto a non soffrire. Sul fronte dei farmaci, il ricorso agli antinfiammatori non steroidei (Fans) è tuttora frequente, mentre gli oppioidi restano in molti casi un tabù. Nonostante l'aumento della sensibilità nei confronti del tema, il dolore cronico è ancora sottovalutato dal medico di medicina generale o non adeguatamente curato e monitorato. Sono alcuni dei risultati che emergono da una recente indagine svolta dall'istituto di ricerca Demoskopea per conto del Centro Studi Mundipharma, su un campione di 200 medici di famiglia di tutta Italia(al 79% uomini, di età media pari a 54 anni). Obiettivo della survey: fotografare l'approccio diagnostico-terapeutico al dolore, ma anche il livello di conoscenza della Legge 38 e gli eventuali bisogni formativi delle figure professionali deputate ad acquisire un ruolo sempre più centrale nella rete assistenziale auspicata dalla normativa.

29 NOTIZIE.YAHOO.COM Utenti unici: SALUTE: DOLORE CRONICO, SOLO 1 MEDICO BASE SU 4 LO MISURA REGOLARMENTE (ASCA) - Roma, 4 ott - Oltre 6 medici di famiglia su 10 ritengono fondamentale un trattamento appropriato del dolore, per garantire al paziente una qualita' di vita dignitosa, e dichiarano di aver cambiato il proprio atteggiamento, dopo il varo della Legge 38. Alla prova dei fatti, pero', solo 1 su 4 conosce bene la normativa che ha sancito per tutti gli italiani il diritto a non soffrire. Sul fronte dei farmaci, il ricorso agli antinfiammatori non steroidei (Fans) e' tuttora frequente, mentre gli oppioidi restano in molti casi un tabu'. Nonostante l'aumento della sensibilita' nei confronti del tema, il dolore cronico e' ancora sottovalutato dal medico di medicina generale o non adeguatamente curato e monitorato. Sono alcuni dei risultati che emergono da una recente indagine svolta dall'istituto di ricerca Demoskopea per conto del Centro Studi Mundipharma, su un campione di 200 medici di famiglia di tutta Italia(al 79% uomini, di eta' media pari a 54 anni). Obiettivo della survey: fotografare l'approccio diagnostico-terapeutico al dolore, ma anche il livello di conoscenza della Legge 38 e gli eventuali bisogni formativi delle figure professionali deputate ad acquisire un ruolo sempre piu' centrale nella rete assistenziale auspicata dalla normativa. Secondo quanto dichiarato dai clinici intervistati, 1 paziente su 3 presenta una condizione di sofferenza cronica, legata soprattutto ad artrosi (93%), mal di schiena o cervicale (93%), ernie (72%) e cefalee (67%); nel 41% dei casi, il dolore e' di grado moderato, ma diventa severo per 1 malato su 5. Malgrado il 77% dei medici affermi di misurarne l'intensita' durante le visite, soltanto il 26% la monitora sempre; un 23% rivela di non prendere in considerazione questo aspetto, contravvenendo cosi' a quanto stabilisce l'art.7 della Legge, che invita a registrare regolarmente l'intensita' del dolore e a verificare con costanza l'efficacia e l'adeguatezza posologica degli eventuali trattamenti antalgici in corso.

30 PANORAMASANITA.IT Utenti unici: DOLORE CRONICO: SOLO 1 MEDICO DI FAMIGLIA SU 4 LO MISURA CON REGOLARITÀ Oltre 6 medici di famiglia su 10 ritengono fondamentale un trattamento appropriato del dolore, per garantire al paziente una qualità di vita dignitosa, e dichiarano di aver cambiato il proprio atteggiamento, dopo il varo della Legge 38. Alla prova dei fatti, però, solo 1 su 4 conosce bene la normativa che ha sancito per tutti gli italiani il diritto a non soffrire. Sul fronte dei farmaci, il ricorso agli antinfiammatori non steroidei (Fans) è tuttora frequente, mentre gli oppioidi restano in molti casi un tabù. Nonostante l aumento della sensibilità nei confronti del tema, il dolore cronico è ancora sottovalutato dal medico di medicina generale o non adeguatamente curato e monitorato. Sono alcuni dei risultati che emergono da una recente indagine svolta dall Istituto di ricerca Demoskopea per conto del Centro Studi Mundipharma, su un campione di 200 medici di famiglia di tutta Italia(al 79% uomini, di età media pari a 54 anni). Obiettivo della survey: fotografare l approccio diagnostico-terapeutico al dolore, ma anche il livello di conoscenza della Legge 38 e gli eventuali bisogni formativi delle figure professionali deputate ad acquisire un ruolo sempre più centrale nella rete assistenziale auspicata dalla normativa. Per quanto riguarda la Legge 38, solo il 25% dei medici di famiglia dichiara di conoscerla bene; il 39% la conosce soltanto in parte e il 36% ne ha semplicemente sentito parlare. Nello specifico, la maglia nera va al Nord-Est, dove i meno informati raggiungono quota 46%; più preparati i clinici del Sud, che sostengono di padroneggiarne i contenuti nel 35% dei casi. Paradossalmente, tra i principali vantaggi apportati dalla normativa, il 42% dei generalisti indica proprio la maggiore facilità di prescrizione dei medicinali a base oppiacea. «Una Legge, per quanto rivoluzionaria, da sola non basta a creare la cultura del corretto approccio al dolore»,commenta Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale. «Per educare medici di famiglia, dovremmo prevedere alcuni milioni di ore/uomo di formazione. Oggi un quarto dei generalisti dichiara di conoscere la Legge 38: lo ritengo un risultato miracoloso, considerando le risorse esigue che abbiamo a disposizione per informarli sui contenuti della normativa e sulle modalità di trattamento del dolore cronico, in uno scenario di spending review e di sostanziale staticità delle Regioni. Quanto abbiamo ottenuto finora, in pochissimo tempo, va nella giusta direzione ed è frutto del lavoro della Commissione Ministeriale e dell impegno volontaristico di Società Scientifiche, Associazioni di cittadini e aziende farmaceutiche. Per proseguire nel processo di cambiamento intrapreso servono, però, ulteriori sforzi da parte di tutti: del Governo e del Ministero, affinché riservino all obiettivo di piano maggiori risorse economiche, ma soprattutto delle Regioni, che sono le principali destinatarie e responsabili dell attuazione della Legge e devono adoperarsi per farla realmente conoscere agli operatori sanitari».

31 LIQUIDAREA.COM 1/3 Utenti unici: N.D DOLORE CRONICO: SOLO 1 MEDICO DI FAMIGLIA SU 4 LO MISURA CON REGOLARITÀ. ANCORA DIFFUSA L OPPIOFOBIA Un indagine commissionata dal Centro Studi Mundipharma a Demoskopea e condotta su 200 medici di medicina generale evidenzia l attuale atteggiamento diagnostico-terapeutico di chi rappresenta, sul territorio, la prima figura di riferimento per il paziente che soffre. Legge 38 semisconosciuta a quasi la metà dei generalisti nel Nord-Est, più informati al Sud; oppioidi poco noti a 1 clinico su 5 nel Nord-Ovest ma i più restii a prescriverli vivono nel Centro Italia. Avvertita dall 82% l esigenza di una maggiore formazione. Milano, 4 Ottobre 2012 Oltre 6 medici di famiglia su 10 ritengono fondamentale un trattamento appropriato del dolore, per garantire al paziente una qualità di vita dignitosa, e dichiarano di aver cambiato il proprio atteggiamento, dopo il varo della Legge 38. Alla prova dei fatti, però, solo 1 su 4 conosce bene la normativa che ha sancito per tutti gli italiani il diritto a non soffrire. Sul fronte dei farmaci, il ricorso agli antinfiammatori non steroidei (FANS) è tuttora frequente, mentre gli oppioidi restano in molti casi un tabù. Nonostante l aumento della sensibilità nei confronti del tema, il dolore cronico è ancora sottovalutato dal medico di medicina generale o non adeguatamente curato e monitorato. Sono alcuni dei risultati che emergono da una recente indagine svolta dall Istituto di ricerca Demoskopea per conto del Centro Studi Mundipharma, su un campione di 200 medici di famiglia di tutta Italia (al 79% uomini, di età media pari a 54 anni). Obiettivo della survey: fotografare l approccio diagnostico-terapeutico al dolore, ma anche il livello di conoscenza della Legge 38 e gli eventuali bisogni formativi delle figure professionali deputate ad acquisire un ruolo sempre più centrale nella rete assistenziale auspicata dalla normativa. Secondo quanto dichiarato dai clinici intervistati, 1 paziente su 3 presenta una condizione di sofferenza cronica, legata soprattutto ad artrosi (93%), mal di schiena o cervicale (93%), ernie (72%) e cefalee (67%); nel 41% dei casi, il dolore è di grado moderato, ma diventa severo per 1 malato su 5. Malgrado il 77% dei medici affermi di misurarne l intensità durante le visite, soltanto il 26% la monitora sempre; un 23% rivela di non prendere in considerazione questo aspetto, contravvenendo così a quanto stabilisce l art.7 della Legge, che invita a registrare regolarmente l intensità del dolore e a verificare con costanza l efficacia e l adeguatezza posologica degli eventuali trattamenti antalgici in corso. Ma con quali farmaci i medici di famiglia gestiscono il problema? Conoscendo bene i loro assistiti, tendono a rivendicare la propria autonomia e intervengono sui dosaggi aumentandoli o sui principi attivi, personalizzando le

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