SCIENZE UNDER 18 ESCLUSIVO! SPORT AL FEMMINILE: come ci si sente ad essere arbitri donne? C.S.I. BOLOGNA. Alla scoperta del DNA Fingerprinting.

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1 SCUOLA Giovedì, 24 maggio 2012 Classe I Sezione G Classe V Sezione I Liceo Ginnasio Statale Gabriele d Annunzio PESCARA Anno I N. 1 Le curiosità più strane al mondo!! ABRUZZO : terra da scoprire! SCIENZE UNDER 18 Intervista al Prof. Salini ESCLUSIVO! Bioetica: pareri a confronto. Intervista ad un pastore valdese e ad un professore di religione. C.S.I. BOLOGNA Alla scoperta del DNA Fingerprinting. SPORT AL FEMMINILE: come ci si sente ad essere arbitri donne?

2 MAGGIO 2012 IN QUESTO NUMERO: Dossier Biologia Letteratura Dall Ellade all Europa: il viaggio dell uomo foglia... p. 5 Tic tac: la clessidra inesorabile... p. 4 Vittoria Colonna, la forza di una donna...p. 3 Bioetica: pareri a confronto... p. 20 LLC - Life learning center: CSI Bologna... p. 22 Scienza Comportamento Il vademecum della celiachia... p. 16 Musica: Il mormorio dell universo... p. 17 Scienza under p. 18 Progetto sessualità: relazioniamoci!... p. 9 Tra arte e filosofia: l anima e lo specchio... p. 10 Letteratura&Amore... p. 11 Droghe: la cannabis... p. 14 Sport Storia Rischi: intervista al Prof. Vincenzo Salini... p. 24 Sport al femminile : Viaggio nel mondo dell arbitraggio... p. 25 Un rapporto speciale: allenatore atleta... p. 28 Alla scoperta dei monasteri abruzzesi... p. 7 I Patrioti della Maiella... p. 8 2

3 Vittoria Colonna, la forza di una donna Un uomo in una donna, anzi un dio, per la sua bocca parla, ond io per ascoltarla son fatto tal, che ma più sarò mio. [Michelangelo Buonarroti] Un connubio tra sensibilità e capacità di far fronte con determinazione alle diverse situazioni della vita: questo è la donna. Nel corso della storia il ruolo femminile è sempre apparso ai margini della società. Nelle civiltà classiche non era loro concessa la partecipazione alla vita pubblica e politica, eppure va sottolineata l azione fondamentale che devono aver svolto nell ombra, tessendo le trame delle mosse politiche degli uomini ai quali erano legate. Ma allo scorrere del tempo non corrisponde un miglioramento della condizione femminile. Nel Medioevo la donna è ridotta a una figura strettamente legata all uomo, in funzione del quale diviene veicolo di grazia in una visione religiosa che quasi la privano di concretezza e autonomia. In questo scenario deve aver rivestito ancora più importanza la figura di Vittoria Colonna, poetessa del XV secolo, la cui forza di persuasione suscitò lo stupore dei contemporanei. Nata nel 1492 a Marino, sui Colli Albani, viene a contatto con Pescara attraverso il matrimonio con il marchese della città Francesco Ferrante D Avalos, a cui rimase sempre fedele fino alla morte di lui nella battaglia di Pavia al seguito del re di Napoli Carlo V. Vittoria aveva ricevuto una raffinata educazione improntata sugli studi umanistici, di cui si trova traccia nelle sua produzione poetica. Essa interpreta le esigenze di rinnovamento religioso del suo secolo addentrandosi in un intensa vita intellettuale. La sua religiosità è sempre stata profonda tant è che lo stesso papa Clemente dovette dissuaderla dall entrare in convento. I suoi versi risultano una sintesi di cristianesimo e di misticismo platonico, e per i concetti che questa teoria filosofica implica sono pervasi di logicità più che di passione. La forza di persuasione che ne deriva crearono stupore nell intera società del tempo; ne rimase addirittura colpito Michelangelo Buonarroti che con lei instaurò una corrispondenza epistolare e che, come scrisse in versi, ravvisò in lei un uomo in una donna, anzi un dio, per la sua bocca parla. Dunque una donna capace di imporsi sullo scenario culturale della sua epoca, in grado di portare avanti le sue posizioni e di ottenere grande prestigio tra gli intellettuali dell epoca. Vittoria Colonna è la prova di come l affermazione della donna sul piano intellettuale sia stata difficile, ma i primi passi sono stati possibili grazie a donne come lei che hanno avuto la capacità di affrontare l ideologia non certamente filo-femminile del Medioevo. Elena D Andreagiovanni I G 3

4 Sapere Letteratura Tic tac Tic tac L orologio scorre e dai gesti di fanciullo ti ritrovi quasi dopo un battito di cuore a guidare il motorino, e poco dopo ti accorgi di avere tante responsabilità sulle spalle. Il tempo è un fiume che scorre veloce, è una stella che cade e si spegne, è un respiro affannoso che presto finisce; scorre, scorre veloce come un cavallo selvaggio e passa davanti ai nostri occhi come un autobus senza fermate. Proprio perché è forse uno dei più grandi temi dell esistenza umana, nel corso dei secoli molti poeti nelle loro opere si sono cimentati a dar voce a tante riflessioni su questo misterioso scorrere del tempo, come Lorenzo De Medici nella famosa poesia Il trionfo di Bacco e Arianna. Quant è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol essere lieto, sia: del doman non c è certezza è il refrain che attraverso l impiego di artifizi retorici scherzosi e frizzanti, tra cui la rima incrociata, fornisce un monito essenziale agli uomini di tutti i tempi: l oggi è l unica certezza per essere felici e bisogna approfittarne perché il domani è pieno di punti di domanda. Ma questo insegnamento viene trasmesso in maniera efficacissima, infatti non viene presentato come un triste presagio o una sconsolata verità: sembra quasi un urlo forte e deciso nelle orecchie del lettore troppo assonnato e poco pronto a cogliere le gioie della vita. Per la loro leggerezza tali versi vincono la sfida con la lirica di Petrarca La vita fugge, in cui lo scorrere del tempo è assimilato ad un avvicinarsi della morte. Attraverso le figure presentate da Lorenzo De Medici, una giovanile e una senile, si arguisce immediatamente che non servono né la vecchiaia né la giovinezza per essere felici, ma bisogna esserlo nel cuore; il vecchio Sileno infatti, nonostante l età, ride e gode tuttavia, gode perchè non sa se domani sarà vivo o morto, felice o triste, mentre ora è lì vivo e felice sopra il suo asino, nonostante l età e i dolori. 4 Thomas Edison disse: Il tempo è l unico vero capitale che l essere umano ha e l unico che non può permettersi di perdere ed aveva pienamente ragione : per questo motivo non bisogna perdere tempo e non si può permettere alle lancette di spostarsi troppo velocemente davanti ai nostri occhi. E necessario usufruire di ogni giorno, ogni minuto e trarre da ogni secondo un insegnamento, uno sbaglio, una buona azione, un sorriso, ma anche una lacrima. E così la vita, divisa sempre in anni, mesi, settimane, divisa in appuntamenti, in scopi da raggiungere, lavori da portare a termine entro un determinato periodo: vi siete mai chiesti il perché? Beh, è abbastanza ovvio: l uomo altrimenti non riuscirebbe mai a gestire il suo tempo da solo e rinvierebbe tutto al domani, senza mai concludere niente e senza godersi ogni istante. Invece, imponendosi dei paletti, come dice il famoso proverbio Non rinviare al domani, quello che potresti fare oggi è riuscito a comprendere l importanza del tempo. Anche la poesia carnevalesca ha lo stesso scopo, ma sicuramente riesce a trasmetterlo meglio di un vecchio proverbio: scuote il lettore come un terremoto e lo sprona a riflettere, riferendosi soprattutto ai giovani, la cui adolescenza presto fuggirà via e non tornerà mai più, fuggirà via, nonostante sia bella. Anche Orazio nel Carpe Diem trasmette a Leuconoe, la sua donna, lo stesso messaggio, invitandola a cogliere l'attimo. Non sapremo mai quando siamo destinati a morire e mentre io scrivo questo testo e voi lo leggete, del tempo sarà già fuggito via e da futuro si sarà trasformato in passato ed è per questo che non bisogna avere troppa fiducia del domani ed è importante non riporre in esso tutte le nostre speranze. Disse allora giustamente Jim Morrison: Vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai, ossia pensa in grande

5 con eccellenti obbiettivi ma non ti porre tempi troppo lunghi di realizzazione, perché oggi potrebbe essere l ultimo. Ma perché il tempo è un mistero per l uomo? Non tanto perché è veloce, ma perché è impercettibilmente astratto. Il problema infatti è che il tempo è relativo e per spiegare questa affermazione tutti utilizzerebbero l esempio scontato del fatto che se si passa un pomeriggio con gli amici, ti sembra durare un istante, se passi un ora facendo qualcosa che non ti piace, ti sembra di avergli dedicato un intero pomeriggio. Ma pur essendo vero questo esempio, in realtà la relatività del tempo è tutt altro. Lewis Carrol nel suo libro Alice nel paese delle meraviglie scrisse: Per quanto tempo è per sempre? A volte, solo un secondo. Dunque se al passato appartiene tutto ciò che è già accaduto ed il futuro invece è ciò che deve ancora avvenire e che quindi non esiste, se non nei nostri sogni, il presente invece? Il presente è ciò che da passato si trasforma in futuro, ma succede in modo talmente veloce, che noi potremmo definire inesistente anche il presente. Quindi se tutto è quasi inesistente, perché non cercare di godere tutto ciò che percepiamo? Viviamo dentro una clessidra inesorabile, che non ci dà tempo di pensare, di agire, ma che ci trasporta via insieme a lei e alla sua sabbia, ci fa scivolare in questo strano tempo, anche se non glielo chiediamo, e riempie tutto di sabbia, di granelli, di minuti, di secondi e scorre silenziosa ma veloce, questa clessidra inesorabile. Giulia D'Amario - V I Sapere Letteratura DALL ELLADE ALL EUROPA: IL VIAGGIO DELL UOMO FOGLIA La riflessione sull essenza della vita e sulla sorte di felicità ed infelicità a cui l uomo è destinato, percorre per intero la letteratura di ogni quando e ogni dove, scavalcando i confini non solo temporali, ma anche geografici. Il cruciale interrogativo nasce nelle menti greche, che, ispirandosi al mondo naturale, elaborano una semplice, ma efficace similitudine che seguirà di pari passo l incognita chiamata vita, divenendo soluzione e risposta dei quesiti esistenziali dei più illustri poeti di ogni epoca. Figlia della mano del Padre della Letteratura, Omero, è l immagine che accosta il ciclo vitale umano a quello delle foglie, soggette ad un incerto destino: Il vento getta alcune a terra, mentre altre sono nutrite al tempo di primavera dalla selva in fiore. Il parallelismo con il vivere dei mortali è subito chiaro ed evidente: gli uomini, come le foglie, sono in balia di una sorte che può essere loro favorevole ( Nutrite al tempo di primavera ) quanto sfavorevole ( Il vento getta ). Omero, probabilmente, vuole ribadire ancora una volta uno dei concetti cardine del poema dell Iliade, cioè che l esistenza dell uomo è basata sull imprevedibilità del Fato, che distribuisce alternativamente gioie e dolori. Emerge,inoltre, che l essere umano è solo uno dei tanti elementi di questo mondo, né più importante né meno, che condivide la medesima sorte della più semplice delle cose: la foglia. Da qui deriva il rilievo dato al grave peccato di υβρις, per cui l uomo si 5

6 insuperbisce e inorgoglisce, sollevandosi dalla sua condizione di mortale. La similitudine delle foglie viaggia nel mondo greco per essere riadattata e rielaborata da Mimnermo, poeta di Colofone vissuto tra il VII e VI secolo a.c., che plasma e forgia la figura retorica secondo una visione edonista che esalta la gioventù. Il cantore è, per alcuni tratti, precursore dell invettiva Carpe diem del latino Orazio. Nella lirica Al modo delle foglie il poeta compara il ciclo vitale delle foglie a quello umano e, constatando così la precarietà della vita, esorta al godimento nel verso fulmineo precipita il frutto di giovinezza ed allora la morte è preferibile ad una vecchiaia priva delle gioie d amore.la similitudine delle foglie adottata dai poeti greci è probabilmente sconosciuta a molti, non per ignoranza, ma forse scarsa valorizzazione, per la perdita nei nostri tempi di quella curiosità e sete di conoscenza tanto celebrate dall Ulisse omerico, in cui molte persone potrebbero ritrovarsi.e proprio Dante Alighieri a riprendere tale efficace parallelismo nei versi Come d autunno si levan le foglie l una appresso all altra, fin che il ramo vede alla terra tutte le sue spoglie, similmente il mal seme d Adamo [ ]. L attenzione è focalizzata sulla caducità della vita: le foglie arrivano a terra dopo essersi staccate dai rami, come prima il vento le gettava al suolo nei versi omerici e come prima precipitava il frutto della giovinezza di Mimnermo. E affascinante e meraviglioso scoprire come dietro alla semplice perdita delle foglie si celi la tragedia dell intero genere umano che, al pari del ramo che le vede a terra, assiste impotente alle morti delle persone, in un continuo flusso di rigenerazione della vita proprio della natura, in cui le stirpi di foglie così le stirpi di uomini (Omero) si avvicendano l una dopo l altra. Per i coltivatori di questo piacere intenso e oscuro che è la poesia, il percorso della nostra fibrosa lamella verde prosegue, giungendo nella fredda Russia del 1830, nel momento in cui il poeta F. Tjutcěv trova l ispirazione e scrive: Noi, popolo lieve, fioriamo e splendiamo e solo per breve tempo siamo ospiti dei rami Tutta la splendida estate siamo state in bellezza, abbiamo giocato coi raggi, immerse nella rugiada. Ma è finito il canto degli uccelli, e i fiori sono sfioriti, più pallidi sono i raggi, e gli zefiri sono lontani. Perché dunque invano pendere e ingiallire? Forse non è meglio per noi volar via con i venti?\o venti furiosi più veloce, più veloce, più veloci strappateci via dai rami noiosi! [ ] L utilizzo della prima persona plurale, come il noi di Mimnermo, rende più amara la consapevolezza del dolore umano, di quel taedium vitae oraziano poi ripreso dal romantico Leopardi, che si rivela nella sua asprezza nell espressione rami noiosi. Anche Tjutcěv predilige la morte a una vita vuota lontana dalla lieta gioventù, come il suo predecessore di Colofone. Se la lirica List ja ( Le foglie ) non è ancora sufficiente a risvegliare menti pigre o ottuse che relegano la poesia a uno sciocco diletto, non si può non citare l amatissimo praghese R.M. Rilke, che a distanza di secoli e secoli dalla nascita dell affascinante similitudine, dà vita a questi versi: Le foglie cadono, cadono come da lungi, come se giardini lontani avvizzissero nei cieli; cadono con un gesto di rifiuto. E nelle notti cade la terra pesante da tutte le stelle nella solitudine. Noi tutti cadiamo [ ]. Ancora un noi governa la lirica, in un coinvolgimento cosmico in cui si abbandonano alla morte non solo gli uomini, ma anche tutta la natura e perfino le stelle. Di nuovo le foglie condividono l affanno umano. L ultima poesia che vede protagoniste le foglie è una delle più intense e drammatiche di tutta la letteratura italiana, mai parole più emozionanti nacquero nell ambito della prima guerra mondiale, frutto dell atroce esperienza di G. Ungaretti: è il disperato grido alla vita di Soldati. Si sta come/d autunno/sugli alberi/le foglie La precarietà della vita dei soldati è come quella delle foglie d autunno: con un filo di vento esse possono staccarsi e scomparire, così come può spezzarsi all'improvviso l'esistenza degli uomini. Con termini scarni e vibranti, Ungaretti sintetizza e acuisce la tragedia umana di cui, nel corso della storia, leggere foglie hanno portato il peso. Giulia Campli V I 6

7 Sapere Storia IL RECONDITO CUORE ABRUZZESE Il segreto che permette all'uomo di non invecchiare è quello di rimanere semplice e avere la capacità di scoprire un mondo anche in un granello di sabbia. Romano Battaglia Spesso, a qualche chilometro di distanza dalla nostra quotidianità, ci sono luoghi inesplorati, a molti sconosciuti, ma davvero unici, che rappresentano un patrimonio non indifferente e un'imperitura testimonianza della passata spiritualità della nostra regione. Il vero grande problema o meglio, il vero grande limite, è dell'uomo che per pigrizia o per ignoranza, nel senso più stretto del termine, ossia nel non prendere in considerazione un qualcosa di cui ignora, per l'appunto, l'esistenza, non riesce a intravedere la bellezza di posti straordinari, nascosti da un'irrilevante lontananza. Siamo così presi dalla routine, dai soliti luoghi comuni e dall'abitudine, che a volte manca la curiosità, il desiderio incessante di conoscere, di osservare in silenzio, di ammirare l'imponenza della natura e di riconoscere l'impotenza dell'uomo nei suoi confronti, ma altresì, in alcuni casi, di contemplare la capacità umana di costruire edifici che restano nel tempo a testimoniarne le aspirazioni. Nella vastità del territorio abruzzese luoghi dal forte potenziale artistico sono sottovalutati, o meglio, non sono tenuti nella dovuta considerazione. Le meravigliose tracce del fermento religioso, che pervase la regione a partire dal IX secolo d.c., sono tuttora rintracciabili nelle abbazie, strutture architettoniche di alto pregio, quali quella di San Clemente a Casauria, San Giovanni in Venere a Fossacesia, Santa Maria del Lago a Moscufo, che presentano un punto di contatto nello stile comune. Infatti, la semplicità propria dello stile romanico, con cui furono realizzate, lascia stupefatti coloro che ne ammirano la sobrietà e l austerità; risulta evidente come, rispetto alle costruzioni dei periodi precedenti, si avverta la volontà di dare una maggiore articolazione alla pianta, che resta però pur sempre essenziale, se paragonata alle architetture degli edifici dei secoli successivi. La luce, radente e a fasci, entra dalle strette finestre per rivelare i profili dei pilastri e per porre l'attenzione sul concatenarsi degli archi. Il tutto risulta immerso nel verde, nella natura e nella sua suggestività, isolato dalla città e dal caos. Ma le abbazie non sono di certo l'unica traccia di un passato di sensibilità artistica: ne sono un esempio ulteriore le raffinate tecniche utilizzate per la realizzazione della ceramica maiolica, introdotta a Castelli dai monaci benedettini. Castelli è un borgo circondato da calanchi d'argilla, materiale che ha contribuito, insieme alla presenza dell'acqua, allo sviluppo della ceramica. E' interessante scoprire quante tradizioni, quanti usi e costumi, quanta storia c'è dietro un piccolo comune, dietro un piccolo borgo cittadino. Ed è ammaliante l'idea che non si conosce mai abbastanza il mondo che ci circonda. Anche, e soprattutto, quello più prossimo a noi. Quello che sembra appartenerci. Quello di cui pensiamo di conoscere ogni minimo. Ognuno di noi ha il suo posto nel mondo ma fondamentalmente non c'è un posto preciso per ciascuno. Magari oggi troviamo la nostra dimensione in un prato su una collina, domani avremo bisogno di un campo di spighe o, magari, di un abbazia. Giulia Di Norscia I G 7

8 Sapere Storia I Patrioti della Maiella Nel corso del secondo conflitto mondiale, soprattutto a partire dall 8 settembre 1943, l Abruzzo diviene scenario di gravi eventi bellici. Lungo la linea Gustav che divide in due la regione si fronteggiano l esercito tedesco e quello anglo-americano; nell area montana interna bersaglio di bombardamenti i prigionieri di guerra fuggiti dai sedici campi di concentramento si rifugiano nelle grotte e vengono soccorsi dalla popolazione. Lungo il fiume Sangro, laddove l esercito nazista produce requisizioni, razzie, rastrellamenti, la distruzione di centri abitati e infrastrutture, il 5 dicembre 1943 si costituisce il gruppo Patrioti della Maiella, al comando di Ettore Troilo: 300 figli d Abruzzo che, al fianco del V Corpo Inglese, libereranno dall oppressione tedesca importanti località delle Valli dell Aventino e del Sangro. Superati i contrafforti della Maiella, nel giugno 44, inseguiranno il nemico fino a giungere nelle Marche, il 21 aprile entreranno a Bologna tra le primissime truppe liberatrici e, il 1 maggio, giungeranno ad Asiago. Il generale Mc Creery comandante dell VIII Armata farà giungere a più viva espressione di apprezzamento e di lode a Ettore Troilo e ai volontari della Maiella, di battaglia in battaglia sempre e ovunque primi in ogni prova di audacia e ardimento, pronti con coraggio e abnegazione ad assolvere i compiti loro affidati dal Comando Alleato, contribuendo così efficacemente alla liberazione della loro Patria e alla disfatta del nemico, con penuria di mezzi e a rischio della vita: 54 i caduti, 131 i feriti, di cui 36 mutilati, 15 medaglie d argento, 43 medaglie di bronzo e 144 croci al valore militare. Il 14 novembre 1963, è la Presidenza della Repubblica a conferire al Gruppo Patrioti della Maiella la medaglia d oro al valor militare, per aver scritto per la storia della risorgente Italia una pagina di superbo eroismo e per il generoso contributo di sangue offerto per il riscatto dell onore e della libertà d Italia. Camilla Galanti I G 8

9 Attualità Comportamento RELAZIONIAMOCI! Quest anno nella nostra scuola è stato proposto un corso sulla sessualità, che ha coinvolto due alunni per ciascuna classe frequentanti la prima liceo. Gli incontri sono stati tenuti dalla psicologa del CIC dell istituto. Abbiamo intervistato le due compagne della nostra classe che hanno partecipato al progetto: Greta ed Elena, che ci hanno narrato la loro esperienza, evidenziando l interesse con cui lo hanno seguito, soprattutto per il modo in cui è stato presentato, poiché ha proposto una riflessione non solo sulle malattie sessualmente trasmissibili e sui metodi contraccettivi ma, soprattutto, sulla relazione, in modo da conoscere davvero chi abbiamo accanto. Le tematiche relative alla sessualità sono spesso considerate un tabù, ciò ci rende ignoranti davanti a problemi che ci riguardano molto da vicino. Così abbiamo voluto saperne di più, proponendo alle nostre compagne - che hanno, dopo aver frequentato il corso, tenuto un incontro presso una quinta ginnasiale - le seguente domande: Quanto tempo è durato il corso? Il corso è iniziato il 1 dicembre 2011, in occasione della giornata mondiale contro l AIDS, ed è terminato nel mese di aprile. Abbiamo preso parte agli incontri, di 2 ore ciascuno con una cadenza quindicinale. Su cosa si è concentrato il corso? Abbiamo trattato principalmente le tematiche riguardanti le malattie sessualmente trasmissibili, grazie all intervento di una ginecologa; abbiamo parlato di affettività, per conoscere bene chi abbiamo accanto e non correre rischi, intesi soprattutto come malattie, che spesso ci vengono trasmesse da persone a noi molto vicine ma che non conosciamo abbastanza. Fondamentale è stato l uso di video integrativi e attività come il brain storming o il role playing, abbiamo assunto il ruolo di un personaggio e nella scenetta abbiamo agito secondo le caratteristiche che ci avevano attribuito. Come si è svolta la lezione del 9 maggio ai compagni del quinto ginnasio? Quali sono state le vostre impressioni? L obiettivo principale è stato quello di mettere i ragazzi a loro agio, così li abbiamo disposti in cerchio e invitato i professori ad uscire, in modo che parlassero più liberamente. Successivamente abbiamo proposto loro un brain storming, a partire dalle parole sesso e amore. Data la particolarità della materia, affrontata in un luogo scolastico, abbiamo visto i ragazzi un po inibiti, così abbiamo cercato di far capir coro il fine di questo progetto: renderli più liberi di parlare, cercando di superare i tabù sull argomento e sicuramente colmare le loro lacune. Svolte queste attività di confronto, abbiamo parlato loro delle malattie sessualmente trasmissibili, dei metodi di contraccezione (anche con l ausilio di video) fornendo loro i numeri del consultorio, a cui rivolgersi in caso di bisogno di maggiori informazioni. Abbiamo notato che i ragazzi del ginnasio erano, tuttavia, assai più interessati al corso che noi avevamo seguito, che a quello che stavamo tenendo, probabilmente perché avevano bisogno della parola di un esperto. Ritenete il corso da voi seguito utile e interessante? Assolutamente sì, abbiamo appreso molte cose a noi completamente sconosciute. Riteniamo che se ne debbano proporre di più, in quanto l argomento è particolarmente attuale e ci interessa in prima persona, anche se troppo spesso non ne parliamo per vergogna. Inoltre, tra noi partecipanti si è formato un bel gruppo, grazie soprattutto alle attività proposte dalla psicologa, come il role playing, il cui obiettivo era anche quello di permetterci di socializzare. Non è stato fondamentale, dunque, solo l ascolto, ma vivere l esperienza in prima persona, relazionandoci gli uni con gli altri, come accade nella nostra vita quotidiana. Ludovica Simionato I G 9

10 Sapere Comportamento L anima nello specchio Fanciulla snella e bruna, il sole che crea la frutta, quello che incurva le alghe e fa granire i grani, creò il tuo corpo gaio, i tuoi occhi di luce e la tua bocca che sorride col sorriso dell acqua.[ ] Farfalla bruna, dolce e definitiva,come il frumento e il sole, il papavero e l acqua. Le parole di Pablo Neruda, più di tante altre, aprono alla concezione di quella così complessa entità chiamata bellezza. Essa è il mito che da sempre sconvolge e regola la vita dell uomo: tutti si riconoscono dall aspetto, ognuno ha caratteristiche fisiche proprie che lo rendono diverso da tutti gli altri, ciascuno ha un proprio iride ed una propria impronta digitale. Ma nella società odierna, che valore ha assunto l aspetto? Ormai la bellezza è diventata un criterio, una prassi idonea al giudizio tra le persone. I modelli di oggi sono bambole slanciate e palestrati da body building. Lo specchio è divenuto un antagonista, un nemico che mostra esattamente l apparenza con tutti i pregi e difetti che la società ormai classifica puntualmente come adeguati o meno. Da bambini il divertimento era vedere per la prima volta il proprio riflesso e giocare alle smorfie senza alcun pensiero, senza cura, senza fretta. Ora il problema che insorge davanti allo specchio è la taglia, sono i capelli da tingere, gli occhi da truccare con eccessiva smania, con un 10 volto indeciso ed insoddisfatto. Il messaggio è tentare di ripescare quell anima persa nel riflesso dell aspetto, ritrovare la squisitezza di un sorriso anche se la taglia non è quella ideale : ricercare sé stessi e la propria persona, sempre e comunque dolce e definitiva nella sua semplicità, come il frumento al sole, il papavero e l acqua. Quante volte si è sentito parlare, nell antica Grecia, di kalokagathìa? Il concetto di kalòs kai agathòs, bellezza e virtù in una persona sola. L uomo ellenico doveva immedesimarsi ed avvicinarsi sempre più a questi requisiti, poiché l una (la bellezza) includeva la caratteristica morale eccellente, la magnificenza che dalle forme si propaga fino all indole e viceversa. Nell Iliade, Achille è l archètipo dell eroe greco, una dimostrazione di kalokagathìa semidivina. Egli non è solo dotato di grande bellezza, ma anche, da come si muove e si atteggia, dimostra coraggio, scaltrezza e soprattutto desiderio di gloria: ha l aspirazione di essere ricordato dai posteri come uno dei migliori, preferendo un destino celebre e con morte prematura, piuttosto che una vita lunga, placida, invisibile. Achille non fugge dinnanzi al pericolo, ne è quasi attratto per fare sfoggio ed onorare tutti i requisiti morali che si celano nell amplissima parola agathòs che, difatti, dal punto di vista morfologico della lingua greca, presenta svariati comparativi e superlativi, tutti riferiti ad un particolare tipo di eccellenza in determinate qualità: beltìon e bèltistos fanno riferimento all uomo migliore puramente in senso morale, kreìsson e kràtistos rimandano alla forza, alla potenza, areìon e àristos sono indicatori della nobiltà d animo e così via Spesso Achille, però, è anche in grado di sfociare nella superbia, di peccare di arroganza e prepotenza. E qui che sorge il problema del confine tra una buona virtù ed un ipotetico eccesso: altro esempio di kalokagathìa sconfinata è proprio Ulisse, eroe dall intelletto flessibile, così furbo e scaltro da sfruttare le sue doti anche per l inganno. Con l Umanesimo ed il Rinascimento risorge la concezione classica di bellezza che traspare dall armonia delle forme, trasfigurata attraverso l imponenza melodica della pittura e della scultura. La frase-sintesi di

11 quest epoca è: Dove c è virtù c è bellezza. Incisiva la presenza nel mondo, da allora, del maestoso David di Michelangelo, emblema di bellezza maschile nuda e virile: una sorta di ritorno ai cànoni perfetti del meraviglioso Discobolo di Mirone. Ecco che l orologio del tempo si sposta alla seconda metà dell Ottocento con Oscar Wilde. La vita imita l arte più di quanto l arte non imiti la vita, questa è la grande concezione di un seguace dell estetismo. Nel suo celebre romanzo Il Ritratto di Dorian Gray, si assiste all ideazione di una bellezza sopraffina, angelicata ed innocente di un ragazzo ancora inconsapevole dei mali del mondo, successivamente sviato e spinto a stringere un Patto col Diavolo per conservare per sempre il suo bel viso di porcellana. Ed ecco che il fanciullo diventa anch egli superbo, malvagio ed omicida mentre un ghigno maligno percorre la sua bocca sul quadro, e la sua mano si colora del rosso del sangue versato. Il conflitto interiore, tra quella che è la bellezza perfetta e come invece l anima di Dorian è diventata, in contrapposizione, dannata, lo portano al suicidio, mentre tutti gli anni accumulati nel ritratto si abbattono ora sul viso puro ed erompono nella sua prigione eterna di bellezza e splendore. Nel 900, il bello assoluto cede anche nell arte: Picasso, pittore superlativo, ricerca il valore simbolico nelle sue opere, siano essere oscene, confuse, inadeguate agli occhi della società. L arte non è fatta per piacere agli altri, ma deve soddisfare pienamente l artista. La meravigliosa contrapposizione tra luce e buio già basta per esprimere tutta la rabbia del Guernica, tutte quelle forme intrecciate tra loro, stilizzate e deturpate, sono l emblema del disordine dell uomo che si getta nella crudeltà della guerra. Il brutto può essere buono. Forse però, pur nel profondo rispetto di questo topos dell antica Grecia, sarebbe più corretto parlare di agathòs kai kalòs, oggi. Ogni specchio cela dietro di sé un anima preziosa, bella come può esserlo una scultura di marmo dell età classica: un tesoro così fugace, ma allo stesso tempo così grande ed importante, proprio perché l uomo, senza la sua personalità, non avrebbe che un viso e un corpo vuoti ed impassibili. Maria Vittoria Boffi V I Sapere Comportamento Dedicato a chi ha tradotto l amore Dimentichiamo le nostre occupazioni per un breve istante. Pensiamo a quanto di bello ha realizzato l uomo nella sua storia millenaria. Viaggiamo attraverso mondi, città e secoli. Ammiriamo i dipinti in eleganti musei, i templi in silenziose lande solitarie, ascoltiamo le note di melodie esotiche e antiche, percepiamo il ritmo di canti e di poesie dimenticate. 11

12 Come gli artisti sono stati in grado di concretizzare il loro pensiero in opere d arte di così multiforme bellezza? Facciamo un viaggio tra i versi di varie poesie ad esempio, cullati dall armonia delle rime e dal loro dolce ritmo. Quanto spesso nel mondo reale dal quale la poesia trae la sua ispirazione, siamo governati dall emozione? Quante volte noi esseri umani siamo vinti e guidati dai sentimenti, da quel vasto e coloratissimo ventaglio di impulsi emotivi che caratterizza da sempre l uomo? E quale tra questi sentimenti è il più antico del mondo, il più complesso, il più vivo e colmo d intensità tra tutti? L amore. Sì l amore! Quell esplosione di desideri e passioni che tanto rispecchiano l animo umano, quel completo e cieco dono di se stessi che si compie quanto alla ragione subentra il cuore. Nella letteratura l amore è stata una delle fonti di ispirazioni più ambite dai poeti. Se l amore è il sentimento più vivo e potente grazie al quale l uomo da sempre ha garantito la continuità della vita, perché non studiarlo? Perché non cercare di tradurlo in parole umane? E questo è stato il tentativo di molti autori in tutta la storia della letteratura. Per fare un esempio ora immaginiamo una fanciulla innamorata, una delle tante vittime di questo sentimento così devastante. Eccola: trema, pallida e assorta, la giovane che stringe in mano la lanterna. Il languido lume s insinua tra serici ricci, scivola sulla pelle d avorio, accarezza le ali piumate. È Psiche, la bella fanciulla che finalmente scopre il volto proibito del suo amante. Così lo scrittore latino Apuleio vissuto nel II secolo d.c. ci narra la bella favola di due innamorati. Si tratta di una parabola ben comune nel mondo greco e romano: la donna mortale viene rapita dal Dio che arde d amore e passione. Nella fiabesca storia che Apuleio inserisce nel suo celebre romanzo l Asino d oro è l amore il tema principale, affiancato poi dalla nota e mitica antitesi tra volontà degli dei e passioni e desideri umani: Amore, figlio di una Venere superba e invidiosa della fanciulla, s innamora di Psiche e ne diviene il clandestino amante celando la sua identità. Ma Psiche desidera scoprire l identità proibita del suo amante e la sua curiosità dovrà essere espiata solo dopo numerose e travagliate peripezie dettate dalla volontà di Venere. La vicenda dei due innamorati che devono affrontare dolorose prove prima di poter vedere appagati i loro desideri è una tematica comune nella letteratura. L amore che viene concepito come frutto di una conquista è sempre stato ovvio nella mentalità dell uomo. Eppure c è qualcosa di più nell immagine della bella Psiche che brama scoprire il volto del suo amante, nella figura di un Eros sfuggente e clandestino che viene ostacolato dalla madre Venere gelosa e adirata. C è nel dipinto delle rocambolesche peripezie di Psiche un impronta nuova, un messaggio subliminale che sovverte gli ideali di amore predominanti nel secolo precedente. Cos è l amore? O meglio: come veniva questo concepito nell epoca dell impero romano? Era forse per il cittadino di allora l occasione di imbrigliare e godere di un appagamento dei sensi? Era forse il bottino dell uomo audace e valoroso? Oppure era, come nel caso di Amore e Psiche (e come esso viene concepito oggi) il fedele scambio di emozioni e sentimenti tra due individui? L amore è accordo tra due esseri umani oppure ricerca del singolo? Sin dai poemi omerici traspare un idea di amore ben diversa da quella di percezione più individualistica affermatasi in seguito. È la donna ad esser sempre l oggetto del desiderio dell uomo valoroso che riesce a conquistarla con il suo temperamento audace e il suo coraggio di buon marito e buon soldato. È Elena ad essere rapita da Ettore ed è ancora la troiana Briseide ad essere contesa tra Achille ed Agamennone. In epoca più vicina ad Apuleio vi sono invece i suggestivi componimenti di Orazio, poeta latino vissuto nel I secolo a.c. Molti di questi affrontano il tema dell amore secondo però una direzione monolaterale: è l autore infatti che, 12

13 dedicando i suoi versi a donne ogni volta diverse (ad esempio nelle opere A Cloe, A Glicera, A Mecenate), dipinge la sua passione e i suoi desideri ponendosi però come protagonista del suo stesso amore. La donna, idealizzata, è pura e splendida, dalla bellezza estasiante e sconvolgente. Tuttavia in queste opere non si incontra lo stesso pathos e la stessa umanità che invece sono evidenti nella favola di Amore e Psiche. Da un lato infatti dai versi di Orazio emerge una ieratica idealizzazione dell amore come sfogo dei sensi e l immagine di una donna perfetta che fugge all uomo audace che tenta di conquistarla come una giovane cerva inseguita dai cacciatori. Il poeta descrive il suo amore come un esplosione di sentimenti che comprendono lui solo. La favola di Amore e Psiche, pur basandosi su una parabola ben comune (l amore tra dio e mortale), è invece ben diversa. L amore diventa non solo il massimo culmine delle passioni umane, ma è anche un amore personale, individualistico e non idealizzato. E così nella novella di Apuleio si sviluppa uno dei concetti che poi sarà base della letteratura incentrata sul tema dell amore. L amore è visto come un sentimento che coinvolge due singoli individui e per questo è unico e speciale per ogni essere umano. Non è l amore perfetto, fatto solo di passione e desideri, che ruota intorno a una grazia e una bellezza esteriore irraggiungibili, ma un rapporto intenso nella sua unicità. Cos è che in fondo rende l amore unico? Il fatto che ogni persona è diversa e che ciascuno essere umano ha dei sentimenti che lo contraddistinguono dall altro. L amore non può essere imbrigliato in parametri di perfezione. L amore è un emozione umana e perciò ha tanti volti quanti sono gli esseri umani. Ciascuno ha il diritto di dipingere il proprio amore, di viverlo nell unicità dei suoi sentimenti. Come si possono paragonare due storie d amore? Com è possibile definire i vari tipi di amore? Esiste l amore passionale, irrazionale e fiabesco tra Psiche ed Eros. Esiste poi l amore impetuoso e colmo di desideri di Orazio. Ma esiste anche l amore sacro e divino della corrente letteraria stilnovistica affermatasi nel L amore, per la purezza del sentimento e della donna stessa, è visto come chiave della bontà di Dio e come possibilità di elevare il proprio animo alla perfezione. Dante ad esempio, così come Guido Cavalcanti, elogiava la purezza dell amata Beatrice nel celebre sonetto Tanto gentile e tanto onesta pare e disegnava la sua donna come una rivelazione della bontà divina. E poi esiste un amore ben più tormentato e fuori dal comune: è l amore doloroso di Saffo, la poetessa nata a Mitilene e vissuta nel VII secolo a.c. Saffo descrive un nuovo sentimento: l amore non è più solo il dipinto di emozioni e desideri ma è anche amore omosessuale. L amore verso una persona del proprio sesso è spesso stato fonte di contraddizioni. Eppure cos ha di diverso l amore omosessuale da quello descritto dai poeti più illustri della storia della letteratura? Non è sempre un sentimento sincero che nasce dalla complessità e dalla diversità di ogni essere umano? Dai versi di Saffo emergono in fondo la stessa passione e intensità presenti in Amore e Psiche ma anche un tormento profondo. Così, dalla vasta e bellissima eredità artistica che l uomo ha accumulato nei secoli, traspare come l amore possa avere sempre più colori e sempre più volti. In ogni animo umano v è un sentimento diverso. Che sia colmo di passione, che sia angoscioso e tormentato, che sia di natura omosessuale o che sia invece considerato sacro, l amore rimane sempre quanto c è di più bello nell animo umano. Perché quindi tentare di definirlo, di suddividerlo, di limitarlo? L amore è universale poiché fa parte dell essere umano e nel contempo è unico nella sua diversità perché nasce da un infinita varietà di pensieri, emozioni e combinazioni che ci legano tra di noi e nel contempo ci contraddistinguono l uno dall altro. E questa diversità si riflette nella letteratura e ci ha lasciato così un enorme e sorprendente patrimonio da proteggere e da integrare nel nostro modo di pensare, poiché ogni emozione e ciascun sentimento, unico in ogni essere umano, è prezioso e irripetibile. Serena Mele V I 13

14 Sapere Comportamento La Cannabis Il consumo delle droghe fra i giovani anche di quelle pesanti, è in continuo aumento ed è una realtà tristemente attuale. Secondo i dati forniti dal Reparto di Epidemiologia e Ricerca sui Servizi Sanitari dell'istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche nel progetto ESPAD-Italia, l'abruzzo è al quarto posto per uso di cocaina, che in Italia è la sostanza psicotropa illegale più usata dopo la cannabis. Quello che più colpisce è che la ricerca è stata condotta su ragazzi dai 15 ai 19 anni! La domanda sorge spontanea: Come fanno i giovani ad avvicinarsi a questa sostanza e ad avere le risorse economiche necessarie per procurarsela? Qui entra in gioco la cannabis, che funge da ponte, e che porta al mondo della droga. La cannabis, o canapa, è una pianta a fiore appartenente al genere della Cannabinacee che ha molteplici usi, i più celebri dei quali sono quello psicotropo e quello medico. Ma la canapa può essere usata, ed è stata usata fin dall'antichità, anche per produrre carta, fibre tessili di ottima qualità, cordame e legno compensato leggero. Essa, insieme alla calce, produce un ottimo materiale di costruzione e può creare plastica tramite un processo brevettato; inoltre, l'olio di canapa è, secondo il dott. Udo Erasmus, l'olio naturale maggiormente bilanciato per l'alto contenuto di Acidi Grassi Essenziali ed è un'ottima componente per i prodotti cosmetici. Alcune ricerche, condotte in paesi stranieri, stanno sperimentando la costruzione di automobili con materiali vegetali, fra cui la canapa, materiali più leggeri ma comunque resistenti. Inoltre, la canapa può essere convertita in carburante, risolvendo così quello che è uno dei maggiori problemi contemporanei. Tuttavia, è sicuramente impiegata maggiormente in ambito medico. Infatti, l'olio della cannabis, integratore alimentare, spremuto a freddo, è efficace contro malattie respiratorie come l'asma, contro l acne, l epilessia e le convulsioni. In vari paesi, sia in Europa che nel mondo, sono state svolte delle ricerche sulla possibilità della cannabis di guarire queste ed altre malattie e finora i risultati sono stati sorprendenti: è accreditata la sua efficacia nello stimolare l'appetito nei malati di AIDS e nel placare la nausea e il vomito durante la chemioterapia, ha inoltre effetti positivi sul glaucoma, mentre ancora in fase di ricerca è la sua utilità contro la sclerosi multipla, l'epilessia, i traumi cerebrali e gli ictus, le malattie infiammatorie croniche intestinali, l'artrite reumatoide, le allergie, i tumori, l'asma bronchiale, le malattie autoimmuni, le malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson o l'alzheimer e, infine, le patologie cardiovascolari. Inoltre la 14

15 cannabis è efficace contro l'ansia, la depressione, il mal di testa e l'insonnia. La cannabis è usata come sostanza psicotropa per via dell'alto contenuto di principi attivi che si legano ai recettori dei cannabinoidi, provocando uno stato d'ilarità, di pace dei sensi, di euforia o sonnolenza; altera la percezione del tempo, dà risalto ai colori e alla luce, stimola la creatività, calma l'ansia e provoca uno stato di completo benessere, ma gli effetti variano molto da persona a persona, dalla quantità, dalla qualità, dall'ambiente circostante, e in stati di malessere provoca paranoia, nausea e senso di svenimento. Gli Cannabis come sostanza psicotropa effetti durano circa 4-5 ore, iniziano dopo minuti dall'assunzione e continuano a crescere per le prime ore. Successivamente iniziano lentamente a scemare fino a scomparire del tutto. Della cannabis si fuma la pianta, chiamata anche Marijuana, e la resina lavorata in modo particolare, a volte ottenuta anche tramite la pressatura del polline, chiamata Hashish, che ha dei ritmi più lenti ma ha una maggiore concentrazione di THC (principio attivo della cannabis). Legalizzazione si, legalizzazione no Legalizzare la cannabis, secondo alcuni, causerebbe moltissimi vantaggi: innanzitutto, utilizzata a scopo industriale, potrebbe salvare molte foreste dal disboscamento, dal momento che cresce ovunque e quasi spontaneamente, producendo grazie al suo vasto impiego effetti economici rilevanti; poi, impiegata a scopo medico, finanziando ricerche in questo campo, potrebbe salvare molte vite, curare molte malattie in modo naturale o attenuare gli effetti collaterali che l assunzione di alcuni farmaci produce. Inoltre legalizzandola, si impedirebbe il salto di "qualità" dalla canna alla cocaina, tenendo lontani i giovani dagli spacciatori che, spesso, oltre a vendere "erba" vendono anche droghe più pesanti. Inoltre, si eliminerebbe il fascino della trasgressione nei giovani fumatori e, di conseguenza, l'avvicinamento ad altre droghe, anche se, secondo i dati del progetto ESPAD-Italia, solo una piccola percentuale dei fumatori di cannabis assume poi sostanze più pesanti. Sarebbe poi una fonte di entrate per le casse dello stato, come già gli esempi dell Olanda e la Spagna dimostrano e la possibilità di sconfiggere la malavita organizzata sottraendole una larga fetta di mercato, così che le forze di polizia impegnate in questo settore possano concentrarsi meglio su altri: anche grazie a questo, probabilmente, l'olanda ha il più basso tasso di criminalità in Europa. Le resistenze alla legalizzazione della sostanza insistono, naturalmente, sugli effetti a lungo termine della stessa sull organismo, effetti che non sono stati ancora accertati. Certamente, la canna fa male alla gola e ai polmoni, perchè fumata, respirata più a fondo e più a lungo della sigaretta e spesso a filtro aperto. Un argomento spesso portato contro la legalizzazione è altresì la dipendenza che essa crea, benché secondo vari studi la cannabis crei molta meno dipendenza del tabacco e dell'alcool, piuttosto, provoca una leggera dipendenza psicologica, di molto inferiore a quella prodotta da molte altre droghe, tra cui anche i sopracitati tabacco e alcool. La cannabis già pianta dai molteplici usi, terapeutico, ricreativo, industriale diverrà allora, un domani, una risorsa? Stefano Cipriani I G tml 15

16 Sapere Alimentazione CELIACHIA: ISTRUZIONI PER L USO Secondo gli ultimi dati emanati dall AIC Associazione Italiana Celiachia negli ultimi cinque anni le diagnosi di malattia celiaca (in età giovanile e non) sono aumentate in modo esponenziale. A testimonianza della notevole ricorrenza di tale patologia, possiamo portare i risultati di un indagine da noi stessi condotta nel nostro Istituto, tra gli allievi in parte del ginnasio, in parte del liceo di 18 classi: 6 sono gli studenti personalmente affetti da malattia celiaca, 88 coloro che hanno parenti o amici a cui è stata diagnosticata. Eppure molti, ancora oggi, quando sentono pronunciare la parola celiachia, rispondono con allibite esclamazioni come: Eh? Cosa hai detto?, oppure Celiaco?!? Che significa di preciso?. Benché ormai i gestori di hotel e ristoranti siano ben informati sulla natura di questa intolleranza, sul tipo di dieta che i soggetti affetti da celiachia devono necessariamente seguire, e sufficientemente attrezzati in tal senso, tra le persone comuni e, paradossalmente, anche tra i giovani sembra esserci ancora poca informazione, meno che mai di carattere scientifico. Tutti sanno che i celiaci non mangiano farina, ma a volte sfugge che la loro intolleranza si estende, oltre che al frumento, anche a orzo, segale, farro e kamut. La ragione di questa intolleranza permanente è da ricercarsi in una forma di atrofia dei villi intestinali, da cui consegue il malassorbimento di una componente alcool solubile del glutine (cioè di un insieme di proteine) chiamata gliadina: in poche parole, il celiaco non digerisce il glutine, e questa sostanza deve dunque essere considerata tossica per il suddetto soggetto. Pur non avendo una trasmissione genetica mendeliana, la malattia celiaca è comunque caratterizzata, in una certa misura dalla familiarità, legata ai geni del complesso maggiore di istocompatibilità, ed è quindi una malattia autoimmune. I sintomi della celiachia sono davvero molteplici, ma tutti in un modo o nell altro collegati a disturbi gastroentereologici o, nel caso di bambini, della crescita. Il paziente celiaco, una volta appresa la diagnosi (che generalmente avviene a seguito di una gastroscopia con biopsia in duodeno) è tenuto a seguire una dieta assolutamente priva di glutine, senza alcuna eccezione: la classica affermazione per una volta, che ti fa? è priva di fondamento, nonché avventata e superficiale. È necessario sapere e ricordare che dalla celiachia non si guarisce, mai: il soggetto celiaco è tale per tutta la sua vita, e l unico modo per non andare incontro a malori o, peggio ancora, a shock anafilattici, è tenersi lontani scrupolosamente e rigorosamente dal glutine, in tutte le sue forme (non solo alimenti, ma anche contaminazioni di ogni tipo). È questa, al momento, l unica cura per la malattia celiaca, ed è a essa che il celiaco deve attenersi, in attesa della famosa pillola dell immunità o del lievito capace di deglutinare l amido di frumento. Lara Trivellizzi I G 16

17 Sapere Scienza Il mormorio dell universo Trecentottantamila anni dopo l esplosione che generò il pianeta sul quale viviamo, si è diffusa la cosiddetta Radiazione Cosmica di Fondo (Cosmic Microwave Background). La radiazione di fondo non proviene da una regione precisa dello spazio, ma attraversa l'intero universo e per questo contiene informazioni utilissime per svelare i misteri più profondi e oscuri del cosmo. Questa è il corpo nero più perfetto che sia mai esistito ed è osservato dal satellite Planck, in orbita dal 14 maggio Dopo otto settimane quest ultimo ha raggiunto la sua meta: il punto lagrangiano posizioni nello spazio in cui due corpi si bilanciano L2, situato a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra; questo è un punto ottimale poiché si ha una visibilità non influenzata da Sole, Luna o Terra e una buona sensibilità termica. La radiazione di fondo fu scoperta per caso da Arno Penzias e Robert Wilson, che lavoravano presso i Bell Laboratories in New Jersey, nel Stavano studiando i fenomeni radio atmosferici quando si trovarono davanti un fruscio a sette centimetri e mezzo di lunghezza d onda che non riuscivano a spiegarsi. Il disturbo sembrava venire da tutte le direzioni del cielo e non c era modo di attribuirlo ad una fonte. Ma in realtà quel fruscio era nientemeno che il riverbero dell esplosione universale con cui tutto ebbe inizio tredici milioni di anni fa, la radiazione «fossile» del Big Bang; questa scoperta valse loro il Nobel per la fisica nel Questa radiazione non può essere osservata, ma può essere ascoltata poiché si trova sotto forma di microonde. Si è occupato di questo compito un altro satellite in orbita dal 2001 chiamato WMAP. Quest ultimo ha tradotto un milione di anni di vita in dieci secondi d audio e dopo essere stato opportunamente intonato, per essere ascoltato dall orecchio umano, è stato reso scaricabile ed è possibile ascoltarlo comodamente da casa. Ma voi potrete senz altro dire: non è possibile tutto questo, lo spazio è vuoto! Era permessa un eccezione perché prima della sua ricomposizione, l universo era molto differente da ora: il gas di plasma di cui era composto, era un buon tramite per la propagazione del suono. Ascoltando l eco del Big Bang possiamo formulare varie riflessioni: la prima cosa che si nota è che il suono non ha un armonia musicale, dato che sembra l unione di tanti strumenti musicali che suonano tutte le note insieme, ma ascoltando più attentamente possiamo accorgerci del fatto che l universo parte da una tonalità più acuta per diminuire col tempo fino ad arrivare ad una tonalità grave. Tutto questo è dovuto all espansione delle frequenze su cui suona. Verso la metà della traccia, si può sentire come uno scatto, quello della maniglia della porta o della macchina fotografica. Dopo questo, compare un fruscio che cancella ogni altro rumore: da lì avviene il momento della ricombinazione, in cui le proprietà fisiche del cosmo cambiano radicalmente. Ora l universo non emana più onde acustiche ma elettromagnetiche. Mentre prima gli elettroni, i protoni e le altre particelle costituivano un unica sostanza opaca, adesso i fotoni sono liberi di viaggiare nell universo a loro piacimento. 17

18 Samuele Merco e Cecilia Proietti Franceschilli I G Sapere Scienza Venerdì 4 maggio si è svolta a Pescara, nel Parco Sabucchi, la manifestazione Scienza under 18. Erano presenti allievi appartenenti a varie scuole, dalle materne alle superiori, che hanno dato prova delle loro abilità e delle loro conoscenze in campo scientifico. Dopo giorni di preparazione e studio, i ragazzi hanno infatti predisposto negli stand i loro esperimenti, pronti a esporli e a spiegare i propri progetti alle persone presenti. Ogni studente-espositore interagendo direttamente con gli studenti-visitatori si è trovato così a essere il vero protagonista dell evento, l insegnante ha assunto invece il ruolo di tutor. Anche la mia classe, la I G del Liceo Classico Gabriele D annunzio di Pescara, ha partecipato, esponendo tre diversi esperimenti, il cui senso abbiamo voluto riassumere con il nome L Iride delle bevande. ACQUA, VINO, LATTE E BIRRA Il primo esperimento aveva lo scopo di trasformare l acqua in vino, il vino in latte e il latte in birra. Con una caraffa abbiamo versato una soluzione di NaOH (che rappresentava l ACQUA) in un primo bicchiere, nel quale era stata precedentemente messa un po di fenoftaleina: poiché quest ultima è indicatore acido-base, a ph superiore a 9 assume una colorazione rossa, quindi il liquido ha 18

19 assunto le sembianze del VINO ROSSO; versando poi il contenuto di tale bicchiere in un altro, in cui avevamo messo alcuni ml di soluzione SbCl 3, il liquido ha preso l aspetto del LATTE, poiché l acido cloridrico rende acida la soluzione e fa virare la fenolftaleina all incolore, mentre il cloruro di antimonio (SbCl 3 ) si idrolizza, formando un precipitato bianco in sospensione. Infine, abbiamo versato il liquido in un boccale dove, in precedenza, avevamo messo del detersivo in polvere e un po di NaHCO 3, in tal modo esso ha assunto le sembianze della BIRRA, poiché l acido cloridico presente nella precedente soluzione ha reagito con NaHCO 3 e liberato CO 2 che insieme al detersivo ha formato la schiuma. CURAÇAO Con il secondo esperimento abbiamo voluto dimostrare come l anidride carbonica acidifica una soluzione facendone mutare il colore. Per questa dimostrazione abbiamo usato: una soluzione all 1% di timoftaleina in etanolo e una soluzione di NaOH 0,5 M. In un bicchiere abbiamo aggiunto qualche goccia di NaOH alla timoftaleina, che ha assunto così una colorazione blu (che rappresentava appunto il CURAÇAO), poiché la timoftaleina è un indicatore acido-base che diventa blu in ambiente basico mentre è incolore in ambiente acido; soffiando poi con una cannuccia nel liquido, abbiamo dimostrato che immettendo anidride carbonica (proveniente dal nostro respiro) la sostanza diventava incolore. VINO BIANCO, VINO ROSSO E SPUMANTE Il terzo esperimento aveva lo scopo di trasformare' il vino bianco in vino rosso e quindi in birra. In una caraffa abbiamo mescolato a 100 ml di acqua la quantità di acido tannico necessaria affinché la soluzione assumesse l aspetto del VINO BIANCO. Questa soluzione l abbiamo versata in un bicchiere contenente un po di FeCl 3, il ferro forma con il tannato un complesso blu scuro e prende le sembianze del VINO ROSSO, abbiamo poi versato il contenuto in due flute contenenti l acido solforico concentrato e il liquido è diventato simile allo SPUMANTE, in un bicchiere è rimasto VINO ROSSO e, infine, in un ultimo bicchiere, contenente dell acido solforico concentrato, è tornato a sembrare VINO BIANCO. Ciò è avvenuto perché l acido solforico concentrato, contenuto nei flute e nel quarto bicchiere, protona il tannato, distruggendo il complesso con il ferro e rigenerando l acido tannico, che ha il colore dello spumante o del vino bianco. Molto interessanti sono state anche le esposizioni degli altri partecipanti all evento. Ad esempio, la rappresentazione di un forno solare composto da un cartoncino nero ricoperto di carta argentata con cui attirare il sole e uno strato di pellicola da cucina che ricopriva un piatto contenente del cioccolato. La carta argentata attirando il sole trasmetteva il calore al cioccolato attraverso la pellicola, facendolo sciogliere. Alcuni ragazzi hanno poi presentato un robot capace, grazie a sensori ultrasuoni, di evitare gli ostacoli. In un altra dimostrazi one hanno spiegato la forza di gravità: hanno immesso acqua in un primo recipiente che poi, attraverso un tubo, arrivava in un terzo recipiente, da qui, appunto per la forza di gravità, l acqua veniva spinta dal terzo recipiente al secondo. Questi sono solo alcuni dei tanti esperimenti rappresentati. Da anni ormai Scienze under 18 offre a noi ragazzi l opportunità di mostrare agli adulti che, non solo siamo in grado di studiare teoricamente i principi matematici e scientifici, ma siamo anche in grado di metterli in atto praticamente, lasciando, a volte, stupiti coloro che hanno sempre considerato la scienza un arte esclusiva degli specialisti. Valeria Di Nicola I G 19

20 Dossier Biologia s IL CONFINE NE INVISIBILE TRA LA SCIENZA E LA VITA C è un confine invisibile tra la scienza e la vita, che le intreccia e le divide. Hans Jonas, filosofo contemporaneo, afferma che la vita non può essere ridotta a mera esistenza biologica, ma è l insieme delle relazioni e degli scambi con il mondo esterno che la rendono degna di essere vissuta. In tal senso, una volta reciso quel filo prezioso ma sottile che la collega alla realtà circostante, non rimane che solo la povera ombra di chi fu una persona. Allora, fino a che punto la scienza può spingersi oltre il confine che la separa dalla vita? Il dibattito in materia di bioetica ha radici profonde e ancora oggi costituisce un grande punto interrogativo. Insieme cercheremo di far luce su tale questione, mettendo a confronto l opinione del pastore valdese Paolo Ricca (P) con quella cattolica, grazie al prezioso contributo del professore Bruno Marien (B). Secondo lei, l impiego di tecniche mediche, spesso invasive, senza le quali il soggetto andrebbe incontro a morte certa, gli permettono di vivere ancora una vita degna di essere vissuta? P: Non si può, credo, dare una risposta generale a un quesito del genere. Occorre valutare, di volto in volta, che tipo di intervento terapeutico si effettua sul malato e quali sono le condizioni fisiche e mentali di quest'ultimo. Quando la vita diventa, in maniera permanente (o in condizioni che si prevede ragionevolmente che siano permanenti), artificiale, cioè creata meccanicamente attraverso macchine di vario tipo, quella credo che sia una vita non più degna di essere vissuta, sia perché è, appunto, "artificiale", cioè creata artificialmente, sia perché di solito questo tipo di vita (se così la vogliamo chiamare) è priva di relazioni. B: Non esiste una definizione di "una vita degna di essere vissuta". Chi decide che è degna di essere vissuta? E' un concetto molto pericoloso, già emerso in altre epoche storiche... Riguardo all'eutanasia, il Catechismo della Chiesa cattolica recita: La rinuncia all'«accanimento terapeutico» è legittima [2278]. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Anche se la morte è considerata imminente, le cure che d'ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte. [ ] Le cure palliative costituiscono una forma privilegiata della carità disinteressata. [2279] Al riguardo voglio sottolineare il rigetto di qualsiasi "accanimento terapeutico" molto spesso presente negli ospedali per motivi di "protocolli" da rispettare e mancanza di attenzione per lo stato globale del paziente. Anche la distinzione tra terapia e cura è molto importante: nessun uomo può rifiutarsi di prendersi cura di un altro uomo che si trova nel bisogno. Se invece una terapia non prospetta dei risultati o, peggio ancora, prolunga soltanto la vita senza speranza di guarigione o alleviamento della sofferenza, rischia di essere un "accanimento terapeutico". A questo riguardo si 20

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