COMUNE DI SAN VINCENZO (Provincia di Livorno) Deliberazione del Consiglio Comunale Adunanza seduta pubblica

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1 (Provincia di Livorno). COPIA Data Deliberazione n 96 in data 22/10/2010 Deliberazione del Consiglio Comunale Adunanza seduta pubblica Oggetto! VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO PER IL SOTTOSISTEMA DELLA PIANURA COSTIERA - TENUTA DI RIMIGLIANO - ADOZIONE L anno duemiladieci, e questo giorno ventidue del mese di ottobre alle ore 16:00 convocato con appositi avvisi, si è riunito nella Sala delle adunanze, il Consiglio Comunale. Eseguito l appello, risultano: Presenti Assenti 1 Biagi Michele Sindaco X - 2 Angelini Alessandra Consigliere Maggioranza - X 3 Bersotti Chiara Consigliere Minoranza X - 4 Bertini Nicola Consigliere Minoranza X - 5 Campione Luca Consigliere Maggioranza X - 6 Carchidi Moira Tamara Consigliere Maggioranza X - 7 Catino Giovanni Consigliere Minoranza - X 8 Corzani Paolo Consigliere Maggioranza X - 9 Giannini Elisa Consigliere Maggioranza X - 10 Giommetti Riccardo Consigliere Maggioranza X - 11 Lera Davide Consigliere Minoranza X - 12 Lombardo Rosaria Consigliere Maggioranza X - 13 Minelli Paola Consigliere Maggioranza X - 14 Morandini Vinicio Consigliere Minoranza X - 15 Morelli Arianna Consigliere Maggioranza X - 16 Russo Antonio Consigliere Maggioranza X - 17 Turini Claudio Consigliere Maggioranza - X Partecipa il Segretario Generale Dr. Lucio D'Agostino incaricato della redazione del verbale Sono altresì presenti i Sig.ri Assessori: Guidoni, Massimo Nannelli] [Fabio Camerini, Alessandro Bandini, Elisa Cecchini, Franco Il Signor Michele Biagi nella sua qualità di Sindaco assume la presidenza e, constatata la legalità dell adunanza, dichiara aperta la seduta e invita il Consiglio Comunale a deliberare sugli oggetti iscritti all ordine del giorno.

2 SINDACO BIAGI MICHELE: Allora, andiamo al punto 1: Variante al regolamento urbanistico per il sottosistema della pianura costiera, tenuta di Rimigliano. Adozione. Interviene l ASSESSORE BANDINI ALESSANDRO: Siamo alla fase finale di un percorso per quanto riguarda Rimigliano piuttosto lungo, c è stata comunque un ampia discussione sia negli ambiti politici che nei momenti istituzionali delle commissioni dei gruppi politici, quindi vado brevemente a indicare quelli che sono i punti salienti della adozione di questo atto. Intanto la capacità edificatoria nella tenuta di Rimigliano, che è esistente e che è vincolate e che sono i 17mila metri quadri, che non potrà essere superata nemmeno per quanto riguarda le superfici adibite all agricoltura. Questo è un dato che in qualche modo conferma il fatto di non occupare nuovo suolo all interno della tenuta stessa. Abbiamo inserito il limite rispetto al piano strutturale che stabiliva solamente 150 posti letto, ma abbiamo messo anche un vincolo per quanto riguarda la superficie dell albergo che si dovrà fermare a quelli che saranno i seimila metri quadri; il perimetro dei nuclei poderali conferma quanto è stato stabilito dal piano strutturale, e nonostante il piano strutturale non lo vietasse è stato stabilito che la struttura recettiva sia costruita all interno di questi perimetri. L amministrazione comunale ha deciso di regolamentare oltretutto all interno dei nuclei poderali gli ambiti edificatori e la superficie coperta massima al fine di concentrare l edificazione, e non, come a volte riportato da più parti, un edificazione diffusa all interno della tenuta ma concentrata rispetto a quelle che sono le strutture poderali esistenti. Quindi, per dirla in modo anche piuttosto semplice, si costruisce dove già è costruito. Quindi non solo un consumo di suolo zero rispetto all attuale ma addirittura una riduzione del suolo edificato, soprattutto se si prende in riferimento quella che era la pianificazione precedente che vede in qualche modo utilizzato il suolo per meno 28 ettari; la tipologia architettonica degli insediamenti è ben inserita e riprende l architettura tipica della campagna toscana (questo è prescritto all interno delle nostre norme) e riprende gli edifici esistenti che saranno oggetto di ristrutturazione e restauro. All interno della convenzione, che è allegata all atto di oggi, i punti che io ritengo fondamentale portare all attenzione del consiglio comunale - che comunque ne è informato perché tutti i consiglieri hanno ricevuto la documentazione necessaria per quanto riguarda l adozione di questo atto -, all interno della convenzione dicevo sono confermati gli obblighi dell unitarietà fondiaria della tenuta, la cessione a patrimonio pubblico della fascia boscata a monte di Via della Principessa che ammonta a 260mila metri quadri, la cessione della ex scuola materna al patrimonio pubblico del comune di San Vincenzo, l obbligo dell inserimento nelle AMPLI di tutta la tenuta - le ANPLI sono le famose aree naturali protette di interesse locale, gli obblighi da parte della gestione unitaria della stessa tenuta comprensiva delle pertinenze e dei nuovi insediamenti -, tali obblighi sono garantiti, quindi non solo c è una norma che li vincola ma sono garantiti anche da idonee fideiussioni, quindi una garanzia in più rispetto a questo -, e oltre a tutto questo abbiamo inserito anche, per quanto riguarda gli interventi che potranno essere anche di interesse pubblico, che l amministrazione deciderà quali saranno gli interventi da sottoporre a scomputo di oneri. Quindi un ruolo attivo da parte dell amministrazione nelle decisioni di quelli che saranno gli interventi che riteniamo di interesse pubblico e quelli che non lo saranno, e questo lo valuteremo di volta in volta rispetto alle richieste che saranno formulate da parte della proprietà rispetto alle concessioni edilizie che andremo a Pag. 2/40

3 rilasciare. Quindi diciamo un atto che sta all interno delle linee guida della gestione del territorio della regione Toscana, sta all interno delle linee guida della gestione del territorio tramite il PTC della Provincia di Livorno, e in allineamento... ma non vorrei chiamare allineamento, in quell ottica e in quella filosofia con cui è stato pensato e costruito anche il Piano di Aera, cioè quella che è la gestione del territorio della nostra Val di Cornia. Io, per dare anche un contributo alla discussione, oltre che risalendo a quelli che sono gli aspetti principali che ritengo io fondamentali di questo atto, per portare un contributo dicevo alla discussione leggo testualmente un articolo, che è stato riportato ieri sulla Repubblica, del professor Mauro Agnoletti, che un docente di Pianificazione dell Università di Firenze, che dice: Purtroppo la protezione del paesaggio è spesso vista come attività di conservazione passiva, mentre si tratta della chiave per promuovere lo sviluppo locale, una funzione attiva, che valorizza una risorsa indispensabile a livello economico e per la qualità della vita. Mantenere l' unicità del paesaggio agrario a supporto dei prodotti tipici e del turismo, è solo un esempio delle possibili strategie per sviluppare l' identità competitiva del territorio, ed aiutare non solo un' agricoltura in crisi, ma anche l' indotto legato al turismo. Io credo, ecco, che su questa filosofia l atto di oggi si basi - oltretutto in tempi non sospetti perchè queste decisioni le abbiamo prese prima, questo articolo è uscito ieri - rispecchi pienamente anche questo concetto nuovo di pianificare il nostro paesaggio e il nostro territorio; quindi rispecchia quelle che sono le linee che ci hanno portato a dire anche che la funzione agricola è conservare il paesaggio e il paesaggio deve essere un motore di sviluppo non solo per la nostra cittadina ma dal punto di vista turistico e per la nostra comunità. Con queste premesse noi oggi portiamo in adozione un atto che riteniamo fondamentale e importante soprattutto perché sta in queste linee guida e dà sicuramente sviluppo al nostro territorio; Interviene il CONSIGLIERE COMUNALE BERTINI NICOLA: Anche ad ascoltare la relazione possiamo dire che c è grossa crisi, nel senso che c è grossa confusione. Mi viene in mente quello sketch di Corrado Guzzanti, bellissimo, di Quelo: Non sappiamo più quanto stiamo andando su questa terra e non sappiamo più cosa stiamo facendo. Quando si parla di capacità edificatoria e la si quantifica in 17mila metri quadri si dice il vero, tranne poi precisare che i seimila metri quadri sono in più ai 17mila metri quadri. Questo lo dico per completare la vostra informazione, non per altro, quindi sono 23 e non 17. Però, ecco, questo interessa fino a un certo punto. In realtà, parlando anche con altre persone di questo piano, mi hanno detto tutti: ma cosa ti vai a intricare nel ginepraio delle contraddizioni e delle scorrettezze che ci sono nel regolamento urbanistico, te dì semplicemente che questo è un atto che chiude la prospettiva di una tutela di quel territorio. Però ormai per tradizione il Forum sostanzia sempre queste affermazioni con l analisi dei documenti e quindi, certo, io dico che avete ragione, siamo nella fase finale della pianificazione di un percorso, del percorso di Rimigliano, e diciamo che, come è scritto nella relazione del regolamento urbanistico, l idea del parco naturale di Rimigliano nasce nel 1970, ci dovevate scrivere e muore nel 2010 per completare anche lì l informazione. Perchè è evidente che dall analisi - ma basta un analisi assolutamente approssimativa, non occorre neanche perderci il tempo che ci ho perso io si può capire facilmente che questo è l ultimo atto e questo atto non può essere compatibile con nessun progetto di tutela, neppure in regime di A.N.P.I.L. che è il livello di tutela più basso previsto dalla legge regionale per le aree naturali protette, questo è la pietra tombale. Però è anche giusto che quando si dettaglia e si specifica che cosa si fa e che cosa non si fa, l amministrazione sia Pag. 3/40

4 chiara. Quando si dice che si costruisce dove è già costruito si dice il vero se si premette che per dove è già costruito si intende i disegni che l architetto progettista ha fatto dicendo che lì è già costruito. Perché in realtà c è una tale nuova costruzione da demolizione e nuova occupazione di suolo in questo piano che bisognerebbe essere sbalorditi. Infatti all interno di questi famosi nuclei poderali verranno demoliti e ricostruiti dove pare alla proprietà, all interno dei nuclei poderali ma dove pare alla proprietà, cioè io posso buttare giù un annesso a Sveva Manfredi e ricostruirlo alle Guardie. Con che criterio? Per quale motivo? Nessuno. Come pare alla proprietà, questo è il criterio. Ed è il criterio che rende questa pianificazione perfettamente riconoscibile, diciamo figlia di quella del 97/ 98 che d altronde ha visto voi protagonisti e che viene talvolta rinnegata. Sì, vede voi protagonisti, Bandini, nel senso che c è una continuità di linea amministrativa che, a meno che non mi sia distratto negli ultimi anni, diciamo dopo il 45 come data, più o meno ha visto sempre la stessa amministrazione. Per cui scaricare un progetto di quindici anni fa diventa problematico, anche perché alcune erano poi le stesse persone che si ripropongono in amministrazione. Ma dicevo, qual è il criterio appunto: il criterio è l esigenza della proprietà. Ed è infatti a seconda dell esigenza della proprietà che si decide che cosa deve essere destinato all agricoltura e che cosa può essere destinato a residenza. Naturalmente la proprietà ha deciso che praticamente tutto deve essere destinato a residenza, c era da immaginarselo. Se all amministrazione fosse stato davvero a cuore una rivitalizzazione, un potenziamento dell agricoltura nella tenuta di Rimigliano avrebbe agito in modo diverso negli strumenti urbanistici, avrebbe per esempio vincolato una parte delle edificazioni alla attività agricola e non avrebbe lasciato la scelta totale nelle mani della proprietà, perché così facendo ovviamente si è andati incontro ad un percorso di demolizione delle potenzialità di quella tenuta. Ma ritorno al si costruisce dove è già costruito. Ora, a me mi vanno bene tante cose, però essere preso proprio per idiota no. Se oggi nella tenuta di Rimigliano ci sono metri quadri e domani ce ne saranno , non mi potete dire che si costruisce dove è già costruito, perché o galleggiano questi metri quadri, una levitazione, oppure dell occupazione di suolo ci sarà. Il giochetto - e ormai va avanti da troppo tempo- è confondere l occupazione di suolo che si ha con qualsiasi incremento, qualsiasi nuova edificazione, con la dilatazione dei per esempio nuclei poderali. Non ci sarà dilatazione dei nuclei poderali, io di questo ve ne do atto, ma ci sarà nuova edificazione e occupazione di nuovo suolo. Ma è inevitabile. Eh, per passare da a l unica prospettiva per non avere occupazione di suolo è raddoppiare in altezza gli attuali edifici, altrimenti c è occupazione di nuovo suolo. Perché questa prospettiva nega ora e in futuro qualsiasi progetto di tutela di quell area: perché crea degli accrocchi in tutta la tenuta, distribuiti in tutta la tenuta - perché i nuclei poderali sono distribuiti uniformemente, rimane salva soltanto la parte diciamo del pinetone vicino alla ferrovia ma per il resto sono distribuiti con una certa omogeneità -, crea degli accrocchi in tutta la tenuta che sono di fatto degli insediamenti ricettivi, delle residenze, dei quartierini turistici. Il linguaggio di un territorio è una cosa complessa e lo sapete meglio di me, e non è come andare dal salumiere e comprare un etto di salame. Il linguaggio del territorio si regge su delle dinamiche economiche e sociali complesse; rotte quelle, si rompe il linguaggio paesaggistico, si rompono gli equilibri territoriali, si rompe l equilibrio in questo caso che c è tra la tenuta e la fascia a mare. Ma non è perché voi siete cattivi, è perché è inevitabile che ad un azione corrisponda una conseguenza che in questo caso è estremamente prevedibile. Io ricordo con un certo piacere come Pag. 4/40

5 non più tardi di un mese fa sulla Stampa sia comparsa una rivendicazione del portavoce della proprietà anche di Rimigliano per quanto riguarda un altro intervento edificatorio nel comune di Piombino che è quello di Poggio all Agnello (Poggio all Agnello è una serie di edifici, una fattoria che dista due chilometri e trecento metri da Baratti) e la proprietà afferma: E del tutto evidente che quel tipo di struttura necessita di uno sbocco a mare, ed è a due chilometri e trecento metri di distanza dal mare. Però quella è evidente che necessita di uno sbocco a mare, mentre le edificazioni di Rimigliano, la realizzazione del grande albergo di Rimigliano di seimila metri quadri extra lusso al podere Contessa Lea che dista meno di cinquecento metri dal mare (470 metri dal mare in linea d aria, qualcosa di meno) quello no. Ci volete far credere che quello non necessita e non avrà lo sbocco a mare quando tutti i sanvincenzini sanno perfettamente che ogni attività turistica, dalla più piccola alla più grande, dalla più vicina alla più distante dal mare, qui, qui in paese, c ha la spiaggia. Ormai ce l hanno tutti, ce n è rimasto quattro o cinque che non ce l hanno. Anche perché è finita la spiaggia, diciamo esaurimento risorsa. Per cui non si tratta della cattiveria dell amministrazione, si tratta del linguaggio del territorio, si tratta della consequenzialità. Naturalmente creare accrocchi residenziali turistici di lusso in tutta la tenuta rende impossibile un progetto di tutela dell area e rende impossibile anche la conduzione della tenuta per finalità agricole. E evidente che non ci sarà sviluppo dell agricoltura in un area in cui ci sono queste residenze di lusso con i loro proprietari, che non hanno nessun interesse a sentir passare il trattore o a annusare il concime che viene sparso. In questo senso è stata fatta una grande operazione di onestà da parte dell amministrazione durante la presentazione pubblica fatta quel martedì sera di un mese e poco più fa su questa adozione, quando il progettista affermava chiaramente che la funzione (e l ha ribadito qui l assessore) dell agricoltura, che non è più attività produttiva, è quella di mantenere il reticolo geografico, i viali con le alberature ben potate, di mantenere il paesaggio. Dal nostro punto di vista, e temo di essere confortato in questo senso, questa non può essere definita agricoltura: l agricoltura è un attività produttiva, questo è giardinaggio, c è una differenza sostanziale tra le due cose. E temo che per il tipo di realizzazione urbanistica che viene permessa nell area di Rimigliano, effettivamente i 560 ettari tutto intorno ai poderi si presteranno inevitabilmente a delle azioni di giardinaggio, non di agricoltura. A consolidare questa ipotesi, che è decisamente più che una ipotesi, c è il PAMA, di cui naturalmente mi riservo di parlare successivamente giacché abbiamo presentato una apposita mozione a proposito del PAMA, del Piano Aziendale di Miglioramento Ambientale, però è del tutto evidente che l attività agricola è qualcosa che ostacola un progetto che è diverso. Noi abbiamo anche fatto una carta che guardi un po oltre Rimigliano e oltre San Vincenzo, tutta la costa nord della Val di Cornia, diciamo da Fiorentina... da Fabbricciano fino a Fosso di Botramarmi, e abbiamo visto che, sia questo un piano pubblico o un piano di alcuni privati che il pubblico non contrasta ed anzi incentiva, si sono creati o si stanno creando tutta una serie di nuclei di aree urbanizzate a fini turistici che stanno collegando Fiorentina a San Vincenzo e creando un enorme unico villaggio turistico diffuso dalle Fabbricciano a Populonia stazione con gli incrementi che ci sono stati in quell area, Poggio all Agnello, il Casone di Baratti, le ipotesi che si fanno sempre più pressanti intorno alla Torraccia, Albinia, e poi appunto Rimigliano, E questo progetto, che non è solo sanvincenzino, trasformerà la Principessa, che doveva essere la strada a parco, in una strada a servizio delle varie residenze turistiche che si troveranno in questo enorme villaggio turistico diffuso, e trasformerà gli arenili che abbiamo da Rimigliano fino a Baratti in arenili Pag. 5/40

6 asserviti a questi avventori. Se si tratta poi di mantenere il paesaggio per vendere l immagine stereotipata della campagna in questa zona a questi ricchi avventori, è chiaro che un po di giardinaggio dovrà essere fatto, però non c entra niente con le potenzialità che avrebbe avuto la tenuta di Rimigliano e Rimigliano tutto. Perchè la tenuta di Rimigliano avrebbe dovuto essere un polo di eccellenza per l agricoltura e naturalmente poi vedremo il P.A.M.A. e spiegheremo perché questo assolutamente non sarà, in parte l ho già spiegato e naturalmente con un serio progetto di tutela che avrebbe dovuto prevedere l assenza di nuove edificazioni in tutta la tenuta, con un serio progetto di tutela avrebbe potuto promuovere anche una filiera di trasformazione dei prodotti agricoli, e questo si parla di promozione del territorio, si parla di formazione di posti di lavoro non stagionali, si tratta di diversificare le attività economiche di questo territorio; qui invece si parla di fare seconde case - perché è evidente che a San Vincenzo di seconde case ce ne sono poche per cui un 17mila metri quadri di seconde case ce n è bisogno - e di fare un albergo di lusso. Questo non è un piano urbanistico, questo è il frutto di una contrattazione nata male e finita peggio con la proprietà perché si è ritenuto, sbagliando, che la soluzione del problema di Rimigliano fosse tecnica e non politica, e invece la soluzione del problema di Rimigliano era politica e era nelle mani della politica assicurare la tutela di questo bene. Invece si è deciso di fare altro. Quando ci si impegna ad inserire nelle A.N.P.I.L. la tenuta di Rimigliano - per tornare alla tutela - si dice una cosa un po strana, perché noi non abbiamo ancora nessun tipo di tutela in nessun area del nostro territorio: quella che voi, scusatemi se oso dirlo, a più riprese avete chiamato A.N.P.I.L. della fascia a mare di Rimigliano non esiste. Nemmeno oggi. Io contestai fortemente la delibere di giunta con cui venivano individuate le aree perché venivano esclusi i nuclei poderali della fascia a mare, e sicuramente in un eventuale ipotesi di A.N.P.I.L. nella tenuta saranno esclusi, ritagliati a macchia di leopardo i nuclei poderali nella tenuta. Non è così che si tutela il paesaggio e il territorio. Ma voi l avete mai visto un parco nazionale che finisce intorno a un edificazione e poi ricomincia a macchia di leopardo? Le case dei paesi di un parco nazionale fanno parte del parco nazionale, non è che si ferma. L A.N.P.I.L. se la volete fare la fate seriamente, però la fate prima. Invece voi cosa fate: escludete, ritagliate dalla cartina, fate fare gli accrocchi, e poi, siccome l A.N.P.I.L. è praticamente un livello comunale di gestione della protezione dell ambiente (ammesso così si possa definire), a quel punto fate l A.N.P.I.L. sulle aree che rimangono, se lo fate. Io, dicevo, ho contestato quella delibera di giunta che individuava le aree dell A.N.P.I.L. nella fascia a mare, ma quella delibera di giunta è del febbraio del 2005, ora siamo nell ottobre del 2010 e l A.N.P.I.L. non c è nella fascia a mare. Per cui quando mi si dice che verrà fatto l A.N.P.I.L. nella tenuta sono autorizzato a non prendere sul serio questo impegno da voi preso, sono autorizzato dall esperienza a non prenderlo sul serio, e no perché vi reputo cattivi. Inoltre sono autorizzato dall esperienza a non prendere sul serio una serie di altre cosette. Quando si parla di uno dei punti che aveva portato l amministrazione del solito colore che adesso c è ad approvare il piano dell albergone di Rimigliano, uno dei punti qualificanti era l accessibilità della tenuta. La tenuta ora è chiusa, poi dopo sarà aperta. Consiglieri, l avete trovato voi un punto in cui si dice che la tenuta sarà aperta? Perché se l avete trovato voi vuol dire che, visto che effettivamente ho dedicato ore serali a leggere questo piano, mi sono distratto in qualche punto, perché non c è nessun impegno, non c è nessun impegno serio su niente, tranne che sull edificazione. C hanno spiegato che l accessibilità della tenuta potrebbe essere e chi era presente in Pag. 6/40

7 commissione mi può smentire potrebbe essere previsto nel regolamento del funzionamento dell A.N.P.I.L., cioè di quell A.N.P.I.L. che non verrà mai fatta. Ma anche questo: non ci vuole nè che ci sia scritto nel piano né che sia omesso nel piano l impegno alla libera fruizione da parte dei cittadini della tenuta di Rimigliano, perché è evidente che in una serie di accrocchi di residenze di lusso te non ci vai, che nel giardino delle residenze di lusso te non ci vai. Se invece voleva essere un impegno chiaro, preciso e concreto, bastava scriverlo. Ricordo, tanto per essere pedante, noioso e ripetitivo, che esiste una legge regionale sulla rete escursionistica che avrebbe permesso al di fuori e al di là di qualsiasi previsione urbanistica della tenuta, avrebbe permesso di inserire i sentieri per esempio il Viale dei Cavalleggeri e altri sentieri in virtù del loro valore paesaggistico e naturalistico in una rete escursionistica e avrebbe consentito alla cittadinanza di percorrere liberamente tutta la tenuta di Rimigliano senza per questo dover far fare grandi alberghi, grandissimi alberghi, 17mila metri quadri di seconde case così, a bocce ferme, come si dice volgarmente. Ora, come si possa dar credito quindi ad una previsione urbanistica che si basa su questi presupposti io non me lo spiego, non ci sono gli spazi né tecnici né politici per dar credito a questa previsione urbanistica. Entrando però nel merito di quello che c è scritto, io devo dire che mi aspettavo appunto qualcosa di diverso. Noi abbiamo pagato questa previsione sia per quanto riguarda il piano strutturale che per quanto riguarda il regolamento urbanistico: vengono fuori un quattrocentomila euro di spese per incarichi vari e sinceramente spendere questi soldi per dire al privato fai un po come ti pare basta che tu rimanga in questi metri, è un po poco. Perché io ho posto una domanda essenziale in commissione, e io ve la ripropongo - come stimolo e non come provocazione - qui: Ma voi lo sapete quanti sono i metri quadri che si devono ristrutturare e quanti sono i metri quadri che si possono buttar giù e ricostruire, o no? Se lo sapete, lo sapete perchè l avete trovato scritto in un qualche documento che certo non fa parte del regolamento urbanistico. Avreste potuto trovarlo scritto nel P.A.M.A. per esempio, cosa strana e singolare di cui poi parleremo. Ma come si fa ad avere una amministrazione che in un regolamento urbanistico su un area di 650 metri quadri - la tenuta meno, 560 ettari - dice che butti giù in uno qualsiasi dei poderi e ricostruisci in uno qualsiasi dei poderi e io non ti dico, non ti certifico in anticipo quanti sono i metri quadri che te butti giù e quanti sono i metri quadri che te ristrutturi. Ma dove esiste una pianificazione urbanistica così! Dove esiste! Dove sono quei minimi di garanzie che un amministrazione pubblica dovrebbe pretendere da una pianificazione urbanistica? Non si pianifica così il territorio. Chi le fa le stime su quella che è la residenza e su quella che è... Mi si dice ma sono dati verificabili, Ma ci prenderemo mica in giro? Ma da chi e quando? Avete scritto nelle norme tecniche di attuazione che si può procedere un nucleo poderale per volta, a stralci. Noi ne sappiamo qualcosa dei lavori fatti a stralci: quella oltretutto è un opera pubblica e è controllabile perché è lì, e vi ricordo che l avete inaugurata e che però proprio finita non mi sembra. Ora voi vorreste dirmi che le edificazioni all interno della tenuta di Rimigliano sono da voi controllabili, voi che avete permesso che il parcheggio ubicato nei pressi del Garden Club, che è pubblico, venisse asservito al privato per ormai vent anni. Sono gli stessi, gli stessi amministratori mi dicono queste due cose, e io ci dovrei credere? Ma come faccio! Qui però non si tratta di un parcheggio, qui si tratta di quel polmone che nel 1970 era stato individuato come parco naturale perché a San Vincenzo si era costruito troppo, e a San Vincenzo dal 1970 ad oggi un po di cemento l ho visto buttare giù. Forse un amministrazione responsabile nell interesse pubblico avrebbe dovuto Pag. 7/40

8 riprendere quel concetto, farlo proprio e attuarlo, non buttarlo in un cestino. Perché nel quadro conoscitivo del piano strutturale voi avete scoperto che negli ultimi dieci ani a San Vincenzo il suolo urbanizzato è aumentato del 75%, la media calabrese è il 26 - per dire, no? Siamo passati dal 10,9% al 17,8%. E in queste condizioni, mentre tutti i limiti di risorse che ci sono su questi territori vi dovrebbero dire che non si può e non si deve proseguire per questa via, voi andate a prevedere: la demolizione e ricostruzione di una quantità imprecisata di metri quadri che nessuno sa nella tenuta, quindi nuova edificazione quanta non si sa - perchè si tratta di nuova edificazione: se te la butti giù a Sveva Manfredi e la ricostruisci al podere Uguccione è nuova edificazione; seimila metri quadri di albergo più seminterrati per metterci le macchine, quando l anno scorso per esempio, e l inverno scorso è stato particolarmente piovoso, l acqua non è bastata d estate nonostante appunto fosse piovuto per tutto l inverno, e non è bastata perché hanno dovuto miscelarla come fanno spesso con i pozzi destinate alle attività agricole. C è scritto che aprite un nuovo campo pozzi! Voi avete fatto un progetto in cui lasciate carta bianca al privato per quanto riguarda la realizzazione di piscine: dite una piscina in tre (inc.) poderali, in altri quattro (inc,) poderali il limite è due piscine, e nessun limite a Contessa Lea dove c è l albergo. Nessun limite. E il nessun limite che si percepisce ad ogni pagina in questo piano. Eppure dal 1970 ad oggi la sensibilità si dovrebbe essere ulteriormente perfezionata verso regimi di tutela, o almeno altrove è stato così, e invece qua no. E evidente che si perde un opportunità per il futuro di San Vincenzo, perché senza le risorse di cui vi parlavo l acqua senza un limite per quanto riguarda la produzione dei rifiuti, senza il territorio, questo comune non ha nessun futuro. Si perde un occasione per San Vincenzo perché si perderà la fascia a mare. Io ho posto il problema - e mi si è risposto in modo molto astuto, ne do atto, però non basta - che in questo regolamento urbanistico... - ah, regolamento urbanistico è pianificazione pubblica, quindi è l interesse pubblico è stato fatto un piano strutturale per Rimigliano dicendo: Rimigliano è tutt uno, non esiste la fascia a mare e la tenuta, è tutt uno. Mi ritrovo due anni dopo con questo affare che è solo per la tenuta e quindi si divide la tenuta dalla fascia a mare. Perché non avete voluto scrivere niente sulla fascia a mare? Avrei avuto piacere a leggere qualcosa contemporaneamente a questo, perché se l ambito è unico e se l amministrazione non pianifica a secondo degli interessi e della tempistica della proprietà, si muove per comparti omogenei, cioè per l unico ambito, e pianifica l intero ambito, non dice cosa si farà nella tenuta e dice tanto per il resto ci sono le salvaguardie del piano strutturale per la fascia a mare. Ci sono le salvaguardie del piano strutturale per la fascia a mare, è vero, ma le salvaguardie del piano strutturale scadono nel febbraio del 2011, perché all articolo 61 della legge 1 del 2005 si dice cos è la salvaguardia e si dice che vale non più di tre anni dall adozione del piano strutturale, per cui a febbraio del 2011l e salvaguardie sulla fascia a mare sono finite. Ma a prescindere dalle salvaguardie della fascia a mare, io dico: ma se qui si pianifica nell interesse pubblico e se come avete detto giustamente nella fase della variante al piano struttura Rimigliano è tutt uno, perchè oggi avete pianificato solo la tenuta perdendo l omogeneità e l unicità di questo territorio? Nella relazione tra l altro si dice una cosa grave, perché qui si va a picco le parole, e cioè che l accesso alla fascia a mare va regolamentato. Si dice che è un bene assolutamente importante e deve essere garantito e naturalmente regolamentato. Come? Perché? Cosa? Io tutte le volte che ho visto regolamentare qualcosa in questo comune è diventato un luogo accessibile ad alcuni. Tutte le volte. Quindi sarebbe stato bene scriverci in che senso si vuol regolamentare. Perché gli affitti Pag. 8/40

9 degli ombrelloni sono già partiti nella fascia a mare di Rimigliano e a dilagare ci vuol poco; soprattutto in presenza di 130 appartamenti più l albergo di 6000 metri quadri, la maggior parte di queste persone rimangono a quattrocento metri dal mare. Ora qui non c è, ma se voi avete la pazienza di fare un cerchietto intorno ad ogni nucleo poderale che c è sulla cartina di Rimigliano e fare una righetta, una righetta perpendicolare alla linea di costa, vi accorgete che questo piano rischia di occupare a tratti quasi l intero arenile. E non mi potete venire a dire, come è successo, che questi turisti tanto guardano ad altro e staranno dentro la tenuta dove ci sono le ippovie. E l unico piano al mondo che prevede le ippovie e non prevede le stalle, le scuderie. Questa è una genialità: cavalli in affitto per garantire ai clienti di Rimigliano la permanenza in tenuta di ippovia. Cioè va bene prendermi per idiota, ma fino a un certo punto, vediamo di trovare un limite. E evidente che la fascia a mare ora non è stata pianificata perché si pianifica dopo e dopo si dice quello che ci pare, e passetto per passetto, come è successo negli altri ambiti di San Vincenzo, anche Rimigliano sarà sacrificato sull altare di quegli interessi di quei potentati economici di cui questa giunta, questa maggioranza, chi vota questo piano è ostaggio. Interessi economici che vi danno l illusione di contare qualcosa, voi tronfi del vostro potere, ma che in realtà fanno sì che voi non contiate un accidente di niente e che vi muovono e vi muoveranno come pedine utilizzandovi finché farà loro comodo e buttandovi senza cortesia nel cestino quando proverete a dire qualcosa che a loro non sta bene; Interviene il CONSIGLIERE COMUNALE CAMPIONE LUCA: Io non ho intenzione di dilungarmi sicuramente; l argomento è sì complesso, anche per l insieme di documenti e atti che abbiamo dovuto tutti leggere anche in maniera approfondita. Io vorrei partire dicendo che la zona a monte di Rimigliano di cui parliamo adesso è una zona ora privata e chiusa all accesso, quello che stiamo facendo noi adesso è l approvazione di un progetto che permetterà la riqualificazione di una zona che adesso è chiusa e non utilizzabile e lasciata a se stessa, in virtù anche, se ben ricordo e correggetemi se sbaglio, di un precedente progetto che permetteva la realizzazione di un... posso chiamarlo superalbergo, non so se è il termine giusto, che andava a impattare in maniera eccessiva la zona. Noi invece stiamo facendo la realizzazione di un progetto completamente diverso che va a riqualificare dei nuclei poderali già esistenti, in cui non è vero che si va a edificare il nuovo; verranno fatte magari delle edificazioni nuove in virtù però dell abbattimento di strutture già esistenti, e poi tutto verrà sempre fatto comunque mantenendo alcune strutture di questi nuclei poderali identificate come edilizia da recuperare che comunque quindi non permetteranno alla proprietà di costruire così come vuole e come gli pare come è stato detto precedentemente, ma sarà comunque vincolata al recupero di queste strutture e alla costruzione sempre con dei progetti che verranno approvati mano a mano che verranno presentati nel rispetto però di quel limite di 17 mila metri quadri e nel rispetto comunque degli elementi che vengono appunto approvati in questa variante. Poi è vero che sono stati presentati i progetti per la costruzione di ippovie, di percorsi anche per il trekking (non vorrei sbagliare ma penso di sì), ma questi mi sembrano non elementi da deridere ma come delle qualificazioni che possono essere utilizzate sia da coloro che poi andranno ad essere i proprietari di questi edifici, sia poi comunque anche, in virtù di questo, anche magari liberamente, con degli accordi. Oltre al fatto, ricordiamoci, che una parte boscata viene ceduta al comune, come appunto avevi indicato, e non mi sembra poco, anzi - rispetto a com è adesso dico. Consideriamo che ora quella zona di Rimigliano per i cittadini è completamente chiusa e non è Pag. 9/40

10 usufruibile in nessun caso, è abbandonata... non vorrei dire abbandonata a se stessa perché non è giusto perché comunque ci sono dei proprietari anche adesso, però non è utilizzata al meglio. In questo modo invece si riescono a recuperare delle strutture esistenti, si riesce comunque ad avere anche una zona tutelata direttamente dal comune. Poi, per quanto riguarda gli edifici che dovevano essere recuperati, magari non è spiegato dettagliatamente quante siano, è vero, le loro metrature, cioè la superficie da essi occupata, però per noi l importante è sapere che siano individuate quelle strutture e che quelle non possano essere modificate né abbattute ma solo recuperate, mi basta sapere che ci siano quelle. E comunque questi sono dati catastali e quindi recuperabili in qualsiasi momento, non sono dati che deve certificare il comune che ci sono ma sono dati che noi prendiamo direttamente dal catasto; non è che noi li possiamo modificare o se noi non li definiamo in maniera dettagliata questi non esistono, spariscono o la proprietà possa modificarli, in nessun caso. Per quanto riguarda il consumo idrico mi sembra giusto ribadire che queste sono delle valutazioni che sono fatte dagli enti preposti e se loro danno l okay o comunque danno la valutazione positiva, noi la prendiamo come atto e la alleghiamo appunto a questo progetto. Vedo che ho stimolato tantissimo la minoranza e mi fa oltremodo piacere, io resto comunque convinto che questo progetto sia un buon progetto così come è fatto e che andrà a riqualificare una zona, come potremo vedere. E il fatto che vi sia un edificazione in Rimigliano non vincola, anzi, non obbliga assolutamente l amministrazione a poi fare accessi a mare o a limitare anche semplicemente all albergo l utilizzo di una striscia di spiaggia per gli utenti dell albergo e di quelle zone lì; anzi, ribadisco la politica e la volontà di questo comune di non lasciare più nessuna fascia di spiaggia all utilizzo privato su concessione, saranno poi loro che potranno andare al mare come liberi cittadini come tutti noi e godendo quindi anche dalla fascia a mare di Rimigliano; Interviene il CONSIGLIERE COMUNALE LERA DAVIDE: Mi compiaccio che anche i consiglieri di maggioranza qualche volta intervengano, questo sì, sono contento. Te sai la stima che provo per te, abbiamo anche avuto modo magari nei corridoi di scambiare idee, quindi, figurati, sono onorato di parlare dopo di te, però mi fa piacere appunto che... dicevo prima: magari ci fosse sempre questo dibattito, perché troppe volte in questa sala si vedono gli interventi della minoranza e poi si chiude, invece il tema evidentemente pretende una diverso approccio. Io dico questo, che è logico che ci sia una riqualificazione del territorio, ci mancherebbe altro; il territorio, come si è detto, è un territorio che fino ad oggi è lasciato a se stesso, quindi qualsiasi tipo di intervento è un intervento che lo riqualifica. Io non sto qui a valutare e a giudicare il progetto, però voglio dire qualcosa su come siamo arrivati a questo progetto; cioè il perché siamo arrivati a questo progetto, perché forse l errore è proprio essere arrivati a questo tipo di idea di riqualificazione del territorio. Il problema non è tecnico ma politico sostanzialmente. Vedete, io rappresento un gruppo consiliare giovane perché si è costituto alle scorse elezioni, quindi è giovane, e come diceva Nicola la paternità di tutta questa cosa invece ce l ha un gruppo di maggioranza che da decenni comunque è lo stesso, cambiano le persone e non cambia il filo conduttore. Ora noi avevamo comunque avuto, dato e suggerito già nel nostro programma elettorale un idea diversa di riqualificazione del territorio di Rimigliano non andando neanche contro a quei principi che il professor Agnoletti solo ieri aveva riportato sulla Repubblica, perchè l interesse pubblico, sociale, lo sfruttamento e lo sviluppo locale del territorio evidentemente sono principi ma questi principi poi Pag. 10/40

11 alla fine possono essere riempiti e debbono essere riempiti nel modo che si crede più opportuno. Beh, noi avevamo dato un altra lettura e abbiamo tuttora un altra visione di quello che è non tanto il progetto di Rimigliano ma, per l importanza, direi quasi il destino di Rimigliano, cioè avevamo detto che non eravamo contrari ad uno sviluppo residenziale ma uno sviluppo residenziale forse visto in maniera diversa, anzi senz altro visto in maniera diversa, perché i gruppi poderali a nostro parere potevano ben suggerire lo sfruttamento del territorio nel senso agricolo o, ancor meglio, agrituristico. Fra l altro questo avrebbe potuto anche suggerire una gestione ovviamente non unitaria della tenuta ma sacrificare la gestione unitaria della tenuta per la previsione di vari gruppi agrituristici. Questo avrebbe potuto secondo noi sviluppare il territorio sia da un punto di vista del viverlo anche all esterno da parte di chi avrebbe potuto usufruire degli agriturismi collocati ovviamente nei gruppi poderali esistenti, ma anche sviluppare per davvero quella che è anche la vocazione agricola del territorio. Quindi un connubio rispettato nel rispetto del territorio e anche di quella che è una visione generale mi pare di poter dire del rispetto del parco di Rimigliano, perché è comunque Parco di Rimigliano. Perché è vero che è un territorio privato, ma se siamo qui a parlarne vuol dire che possiamo incidere su questo territorio, perché altrimenti ovviamente non avremmo neanche preso in considerazione il destino di questo territorio. E questo secondo me avrebbe meglio interpretato quella che doveva essere l idea del territorio e anche l idea di un intervento vero, cioè di un interesse pubblico vero, garantito alla nostra amministrazione. E questo avrebbe comunque secondo noi consentito anche un intervento residenziale, un intervento residenziale che avrebbe sacrificato forse una parte di territorio ma in un altra zona, cioè una zona dedicata all intervento residenziale, proprio per evitare che cosa, per evitare questo spargimento residenziale cui verrà sottoposto (perché verrà sottoposto) il territorio, senza che nessuno veramente, al di fuori di chi andrà ad acquistare queste seconde case - perché di questo si tratta - al di fuori di questo nessuno potrà o perlomeno non c è dato vedere nei progetti che ci avete presentato come si può godere in maniera vera di questo territorio. Perché in effetti ha ragione Nicola Bertini quando parla di giardini, ma perché è normale, perché chi andrà ad insediarsi in quel territorio pretenderà qualcosa in cambio; cioè non è che potrà essere un edificio con due marciapiedi, e logico, ma è anche giusto che sia così, però bisogna essere consapevoli e coscienti di questa scelta ma anche degli effetti di questa scelta. Come si potrà godere di questo parco? E privato, benissimo. Però diciamolo, è privato e nessuno ne potrà godere o perlomeno si vedrà quanto e come ce lo consentiranno altri. Questo intervenire nel senso di dire noi garantiamo che evidentemente è aria fritta, perché non è vero, ma perché non si può fare per la scelta politica che è stata fatta. Vi dicevo all inizio che noi siamo un gruppo giovane, e non solo giovane ma svincolato anche da condizionamenti politici, nel senso non ovviamente economici, di politica economica o ambientale per la quale abbiamo una nostra idea e ve l ho or ora delineata, ma siamo svincolati da condizionamenti di carattere politico nel senso di condizionamenti di partito, cosa che voi non siete. E questo è la storia che ce lo dice. Perché in effetti questo punto di arrivo è un punto di arrivo dettato proprio da decisioni che non sono specificatamente amministrative ma decisioni di accomodamenti di partito, di accomodamenti politici in questo senso. Siamo partiti, è vero, lo ricordavi, siamo partiti da un progetto che prevedeva un impatto doppio di quello attuale, ma su queste basi si era arrivati quasi a una convenzione, si era arrivati a una convenzione quasi da sottoscrivere, eppure c erano tra l altro dei ritorni; perché se si va a vedere gli atti dell epoca c erano dei ritorni nell interesse Pag. 11/40

12 ovviamente pubblico: era previsto lo ricordo a me stesso prima che a voi ma insomma ne siamo tutti consapevoli era previsto per esempio che ci dovevano fare una piscina pubblica dove si sarebbe deciso noi, poi è stato deciso che la piscina pubblica... il Park Albatros si risparmiava eccetera, ma già lì in questa decisione c è un sentore di un qualcosa che doveva essere modificato; c era la previsione di una pista ciclabile non come è ora sulla strada ma al di là proprio nel parco, e anche quella è stata smantellata e dimenticata; c erano dei parcheggi, insomma erano previsti dei ritorni di interesse pubblico, si incominciava a intravedere. Oggi con questo tipo di intervento non è più previsto niente, cioè non ci sono benefici per l interesse pubblico se non quel bosco. E poi cosa ci si farà del bosco questo avete fatto bene a non scriverlo e a sorvolarlo. Però questa è la vera contropartita. Pensate da dove siamo partiti però pensate anche a come, a quando e a quanto è stato poi acquistato in questa tenuta, perché qualcuno c è fallito, altri l hanno acquistata e c è stato poi tutta un revisione di atti che ha portato a quello che è l attuale progetto. Quindi non mi meraviglio del progetto in sé e per sé tecnicamente ma di quello che questo progetto vuol dire sotto l aspetto politico. E non è vero e anche di questo ne dobbiamo tutti prendere atto, che sia giusto o sbagliato che c è un impatto zero, non è vero. Cioè dal momento in cui si prevedono delle nuove costruzioni, dal momento in cui si prevedono degli spostamenti, dal momento in cui si prevedono degli interventi in zone poderali che vengono sì forse anche opportunamente delimitate, però vuol dire che sono possibili e sono previsti interventi su territori dove non ci sono pietre o mattoni che dir si voglia. Questo non si può definire impatto zero, questo vuol dire utilizzo del territorio, per così è. Poi può essere una cosa importante come non, ma certo non c è un impatto zero. E mi meraviglia chi invece di questa pseudo verità ne fa un vanto. Mi ricordo che c era un sindacalista quando si parlò e insieme ad altri evidentemente - ma non lo dico in maniera ovviamente offensiva ma, anzi, simpatica - ovviamente c era un po di clac, e quindi si esaltava questo fatto dell impatto zero, che il territorio non era stato consumato. Non è stato consumato: si prende in considerazione il progetto precedente quando era previsto 27mila metri quadri di intervento, quindi è logico che rispetto a quello va tutto bene, però non mi pare che sia una ragione per dire che ci sia un impatto zero e bearsi dell intervento. Per quanto riguarda il residenziale quindi, e qui finisco su questo argomento, è logico che chi viene lì vorrà sfruttare la propria abitazione in qualche maniera e quindi non potrà limitarsi a viverla ovviamente internamente. E logico, ci sono degli insediamenti - perché diventano piccoli insediamenti all interno di un parco- e regola vuole o comunque viene quasi automatico di vivere gli spazi esterni. E logico che qui quindi non potranno essere previste attività che in qualche modo turbino l effettivo utilizzo di questi beni, che poi in effetti non rappresentano altro che, evidentemente, come ho detto prima, seconde case. E logico che ci sarà un aspettativa di usufruire non solo di queste case ma di usufruire il mare, perché chi viene qui e compra una seconda casa lo ripeto ossessivamente perché di questo si tratta viene qui non certo per guardare le cave di Campiglia che sono dall altra parte ma per usufruire del mare. In qualche modo, ripeto, se la scelta non tanto tecnica ma politica è stata questa, questi il mare hanno diritto di usufruirne; cioè non gli si può dire guardate le cave e andate alla Rocca di San Silvestro perché non è solo quello - non è solo quello -, il nostro territorio è un territorio turistico a vocazione marittima, quindi l occhio guarda lì. E questo mi consente di dire che ancora di più questo fattore è interessante per quanto riguarda l albergo, perché prevedere un albergo a cinque stelle per fargli ammirare le cave di Campiglia mi pare un po presuntuoso. Perché se voi avete Pag. 12/40

13 deciso che lì ci viene un albergo a cinque stelle gli dovete dare tutti i confort del cinque stelle, gli dovete consentire di dare anche tutte le aspettative che chi viene in questa zona vuole avere. E allora io rimango sbalordito che mi diciate che non avete previsto di dargli un pezzo di spiaggia perché questo non è logico, ed è questo che mi preoccupa. Cioè la logica di una previsione del genere è prevedere di dargli un pezzo di spiaggia, perché sarebbe suicida per un risultato economico di tale previsione non prevedere che questi abbiano la spiaggia: vengo al mare però devi guardare la campagna. Ma non esiste. Come non esiste che sia limitato ad un affitto dell ombrellone. Ma te ce li vedi, Nicola, chi ha comprato un appartamento lì - che verrà, non so, seimila euro il metro quadro - oppure che va a prenotare una casa nell albergo, con l ombrellone in spalla che va a Rimigliano sulla spiaggia? Ma non esiste, ma non può esistere! Ed è per questo che non ha una logica questo tipo di intervento giustificato in questo modo, non ha una sua logica. Se prevedete questo prevedete di dargliela la spiaggia perché sennò sarà un fallimento. Sennò sarà un fallimento. Però c è anche qui una sorta di salvaguardia, e la sorta di salvaguardia è che tutto questo progetto, tutto questo intervento, ovviamente non è previsto unitariamente, si va avanti a step, quindi si consente sostanzialmente di viaggiare a vista. Allora gli interventi ovviamente saranno spalmati nel tempo. Quando sarà fatto l albergo? Forse mai. Quindi ancora una volta andando contro quello che è l interesse che diceva Bandini dello sviluppo locale, perché non si promuove un bel niente in questo modo, cioè si sta a quelle che saranno le decisioni di chi è autorizzato a intervenire, cioè il privato. E va bene, però quello che rimane come interesse pubblico è anche una fruizione da parte dei turisti eccetera, ma finchè non verrà costruito l albergo è molto limitata se si lascia sempre al discorso delle seconde case, eppure si consente che gli interventi siano dilazionati nel tempo, come quando e perché questo però non ci possiamo interferire. Beh, io direi che questo tipo di concezione di dire si fa il grande albergo ma poi non gli si danno le strutture per poter ovviamente usufruire in maniera piena di questa struttura mi fa venire in mente quello che è stato l iter delle ex Fucini. I dipietristi mi diranno: che c azzecca? Un minuto e velo dico. E lo stesso rapporto tra le ex Fucini e il porto quando si voleva fare l albergo pur prevedendo il porto. Avete visto con molta umiltà - ma nel senso di ragionevolezza eh, anche qui non in maniera offensiva avete visto che questo non è possibile, perché un albergo al di sopra del porto dove sotto non ci si fa i parcheggi, dove ci sono degli obbrobri, dove c è un altro mondo non è possibile, e non è possibile da un punto di vista economico non è possibile, non tanto sociale, da un punto di vista economico. Ecco, ho paura che questo concetto del grande albergo senza spiaggia alla fine sia come l ex Fucini, cioè una cosa che francamente appare quasi irrealizzabile. L altro aspetto ovviamente è quello dell azienda agricola. Ora poi su questo penso che tu possa intervenire più approfonditamente ed anche meglio di me per le capacità e conoscenze, però un riferimento lo voglio fare. Cioè qui si prevede, e forse è un po uno specchietto per le allodole, un contentino come si suol dire, si prevede un azienda agricola che possa in pochi ettari, perché di questo si tratta rispetto all estensione della tenuta, sviluppare un intervento o un attività agricola. Ovviamente poi, come dice l assessore Bandini, quella è e quella rimane perchè altri interventi non se ne possono fare. Ce l hai detto te che non ci saranno maggiorazioni neanche per l agricoltura; Interviene l ASSESSORE BANDINI: Stando nei diciassettemila. Pag. 13/40

14 Interviene il CONSIGLIERE COMUNALE LERA DAVIDE: Stando nei diciassettemila. Quindi cosa vuol dire, che lo sviluppo agricolo quello è e quello rimane per quanto riguarda l azienda. Ed è un azienda e un attività che per come è stata prevista francamente è molto limitata, considerando fra l altro che abbiamo esempi di comuni limitrofi dove dell agricoltura invece hanno fatto un vero sviluppo. Pensate che siamo circondati da zone comunque di prodotti doc per esempio; ecco, qui non ci si potrà mai fare per come è stata studiato e strutturato questo intervento. Quindi anche in questo senso credo che l amministrazione si sia dimostrata miope rispetto a quello che può essere davvero lo sviluppo del territorio. Ma una giustificazione gliela do all amministrazione, che è quella di essere stata condizionata da fattori più grandi di lei. Questo ovviamente ci deve fare un enorme dispiacere, però è solo questo che può francamente giustificare un intervento del genere, al quale ovviamente siamo contrari; Interviene il CONSIGLIERE COMUNALE LOMBARDO ROSARIA: Io dico una cosa soltanto e poi lascio la parola a Isa che è in commissione e si è preparata. Io sono offesa dall affermazione del consigliere Lera quando dice che questo progetto, questo atto, è frutto di una sorta di accomodamento politico. Forse lui dalla sua parte è abituato a vederli, ma ti posso assicurare che da noi non è così, guarda, cioè veramente ti stai sbagliando. Questo atto è frutto di un lavoro di questa amministrazione teso a salvaguardare gli interessi collettivi, come la nostra regione è abituata a fare sempre, capito? La nostra regione è abituata prima a salvaguardare gli interessi collettivi. Io volevo dire questo. E poi ti ringrazio anche per avermi completamente ignorato, visto che in tutti i consigli sono quasi sempre intervenuta e hai detto che gli unici che siete intervenuti siete voi. Comunque ti ringrazio; Interviene il CONSIGLIERE COMUNALE GIANNINI ELISA: Io parto dall agricoltura, hai finito te sull agricoltura e riparto da quello. Attualmente i terreni condotti a seminativo sono circa 280; 30 sono utilizzati solo in alcuni periodi perché ci sono delle depressioni sul territorio e quindi in alcuni periodi vengono allagati. L azienda nel 2007 ha ottenuto la certificazione di azienda biologica orientando le proprie scelte verso produzioni a ridotto impegno di manodopera ma cercando di qualificarle per un mercato più attraente. Il difficile equilibrio finanziario dell azienda oggi è fortemente supportato dalla disponibilità dei contributi della PAC quali l azienda attinge. Sostanzialmente il bilancio dell impresa è dato per un terzo dall attività agricola, un terzo da quella venatoria e un terzo dai contributi comunitari, quindi la sopravvivenza della tenuta è fortemente legata a soluzioni alternative allo stato attuale. Poiché la condizione di sopravvivenza quale quella attuale non consente interventi straordinari di cui la proprietà avrebbe esigenza a partire dalla sistemazione e riorganizzazione della rete idraulica, bisogna prevedere l introduzione di colture a maggior reddito ma che prevedono investimenti e organizzazioni aziendali che oggi non sarebbero praticabili partendo dalla manutenzione di alcuni poderi che sono già pregevoli e quindi vanno recuperati quelli recuperati son ben distinti. Di questi poderi attualmente solo una minima parte è utilizzata per l agricoltura o abitato, il resto è in stato di abbandono o in degrado. Il P.A.M.A. indica una riorganizzazione dell agricoltura perché sicuramente l agricoltura è un attività produttiva. Il P.A.M.A. prevede oliveti, pescheti sperimentali e seminativi; questi tipi di coltura sono adeguati al tipo di terreno ed al paesaggio in cui vanno a collocarsi. Agricoltura Pag. 14/40

15 biologica, razionalizzazione dell impiego delle acque, mantenimento degli habitat naturali, gestione programmata della risorsa forestale, miglioramento ambienti per favorire la presenza dell avifauna, applicazione di metodi di autoalimentazione energetica, conduzione con metodo certificato delle aree verdi di pertinenza degli edifici, razionalizzazione dello smaltimento, reimpiego dei rifiuti e dei reflui, sono tutti questi punti importanti per far sì che Rimigliano rappresenti un laboratorio modello interessante sia sotto il profilo ambientale che paesaggistico non trascurabile quale veicolo di promozione territoriale. L agricoltura oggi utilizza tecniche e strumenti diversi dal passato, gli agricoltori sono in minima parte quelli che risiedono nella tenuta e quindi hanno bisogno di risiedere nei poderi della tenuta stessa. Gli sforzi richiesti dall agricoltura si riducono ogni giorno di più: molti sono gli esempi di ampie tenute coltivate anche a ortaggi che riescono a produrre utilizzando spazi molto ridotti: basta osservare le realtà vicine a noi come si possono vedere in alcuni esempi chiari a Venturina. Non servono strutture ampie e diffuse, serve un piano aziendale concreto ed al passo coi tempi che tenga conto delle previsioni economiche e del quadro finanziario. Il P.A.M.A. ha pianificato interventi aziendali ponendo al centro le proprie attività agricole senza perdere di vista uno sguardo d insieme alla tenuta e rispettando il paesaggio. Vorrei inoltre evidenziare che l arenile resta pubblico. Ora, a me mi sembra una cosa assurda, cioè sembra che solo noi si riesca a dire che la spiaggia libera è bella. Ma non è possibile che anche a quelli che andranno ad acquistare una casa o che andranno all albergo possa piacere una spiaggia libera e andare magari a passare il loro tempo in una spiaggia libera oppure usufruire di una dog-beach, che abbiamo quasi solo noi ed è molto rara? Cioè da tutte le parti si può vedere nell altra parte del Mar Adriatico ci sono tutte spiagge private, allora non è che potrebbero venire di qua perché c è tutta questa bella spiaggia libera di cui usufruire e un parco di Rimigliano molto bello in cui poter andare? E oltre al parco di Rimigliano si pensi a tutta la rete parchi che si sta formando a diffondendo, si pensi a Baratti, a Populonia. Cioè secondo me ci sono molti aspetti importanti, non c è solo la spiaggia con gli ombrelloni privati. E poi, scusatemi, si parla di impatto zero e impatto non zero, ma rendiamoci conto che l idea di Lera, che ha qui detto in poche parole e quindi vado soltanto... Ma vi rendete conto spostare tutti i poderi in un unica zona anziché avere i nuclei poderali così dove sono? Secondo me portare tutte le case come dicevi te in un'unica zona e lasciare il resto libero sarebbe molto più impattante rispetto a recuperare i nuclei poderali esistenti e ricostruire dove è già costruito buttando giù quello che non va più bene o che non è utilizzabile o che magari è diciamo brutto, buttando giù quello e ricostruendo. Secondo me è meno impattante e sicuramente migliore, però questo è il nostro punto di vista che differisce dal vostro; Interviene il CONSIGLIERE COMUNALE GIOMMETTI RICCARDO: Sì, brevemente, perché credo che la discussione sia già andata abbastanza per le lunghe dato che di Rimigliano se ne parla da almeno quindici anni. Due numeri all inizio. Se andranno a costruire, tra il costruito e il recuperato, 23mila metri quadri se va male, nel senso che sono 17mila i metri recuperati e non 12mila esistenti come diceva prima Bertini; sono 17mila già oggi i metri quadri esistenti a Rimigliano e sono 17mila metri quadri di cemento, perché è cemento quello anche se le case sono in pietra come è cemento tutte le case in pietra che abbiamo sul territorio che formano quel 17% di suolo utilizzato che prima proprio il Bertini ricordava. Di nuovo c è solamente 6mila metri quadri massimi di albergo. Il massimo non vuol dire che deve essere fatto per forza, semplicemente perché che Pag. 15/40

16 questa amministrazione ha contingentato posti letto. E allora, facendo le supposizioni che spesso qui si fanno in questa sede, nessun imprenditore degno di questo nome spende seimila metri quadri nuovi se non gli servono ai fini residenziali dell albergo. Si fa di seimila metri quadri solamente se si fa una struttura di altissima qualità perché è quello che chiede il mercato, gli spazi. Se si volesse o si fosse voluto fare un intervento di media qualità, sicuramente quei 150 posti letto o seimila metri quadri non sarebbero stati utilizzati e io non mi spiego nemmeno che si utilizzino in questo caso tutti. Rispetto a questa discussione ci si dimentica sempre il punto di partenza, e il punto di partenza sono i metri quadri delle previsioni che erano esistenti prima e che la proprietà se voleva faceva. Non siamo partiti da Rimigliano di proprietà comunale regalata a un privato dove noi gli si consente di fare quello che gli pare, siamo partiti da un area privata dove il privato aveva diritto a costruire metri quadri, noi oggi gliene concediamo in meno, andiamo a edificare solamente per 6000, e non è vero che lui costruirà dove gli pare e come gli pare perchè gli ambiti poderali sono ben delineati e in ogni nucleo c è un massimo di metri insediabili, sempre fermo restando il massimo complessivo. Non si butta giù a discrezione cosa ci pare e cosa non ci pare ma si può e si deve tenere quello che ha valore storicotestimoniale, il resto è demolizione e ricostruzione che non è nuova edificazione: ci sono già quelle case, vengono buttate giù e rifatte, non è che se ne fanno altre in più. Si è parlato di potenzialità dell agricoltura; io potrei anche concordare, potenzialità che secondo la visione di alcuni non si sono sfruttate, però io sono certo che non si possa obbligare nessuno a fare l agricoltura o a coltivare qualcosa o qualcos altro. L unica soluzione, mi sembra dai ragionamenti che sono stati posti in questa sede, sarebbe stata un esproprio, e allora noi avremmo dovuto espropriare e poi farci non si sa bene cosa noi nel pubblico o ridarlo all uso pubblico o favorire l agricoltura come prima si è parlato. Se fosse davvero questa l idea, perché in questi quindici anni invece di sputare sentenze e di darci dei malfattori, di usurpatori del suolo eccetera eccetera, perché in questi quindici anni non avete fatto una battaglia per l esproprio di Rimigliano? Poi magari spiegavate anche con quali soldi e come si faceva. Magari. Si è parlato di nessun limite. Io non credo. Si è parlato della fascia a mare che non è prevista in questo regolamento. Non è prevista perché la fascia a mare risulta essere l invariante strutturale dal piano già approvato precedentemente e quindi di fatto si chiude qui la discussione, non ci saranno spiagge date in concessione. Poi se qualcuno pensa che il privato sia un pazzo, io non lo so, può essere; se hanno ritenuto giusto o comunque gli va bene presentare questo progetto senza avere la spiaggia vuol dire avranno fatto i propri conti, io non voglio insegnare il mestiere degli altri perché non ne sarei grado. Magari qualcun altro potrebbe fare altrettanto. Proprio perché è un arenile pubblico e resterà pubblico, è pubblico e quindi fruibile e accessibile a tutti, compresi quelli che ci staranno in quelle case; perché non è che può essere pubblico però chi ci sta di casa lì non ci può andare poi sul mare, è pubblico per tutti, per noi e per loro, non ci sarà nessuna garanzia, nessuna concessione data in più. Anch io mi sono sentito offeso perché io non mi ritengo una pedina - e poi sarei più che altro una dama più che una pedina perché sono di stazza abbastanza grosso. Noi non siamo mossi da alcun interesse se non quello del mandato pubblico che tanti cittadini ci hanno dato; noi votiamo questo atto perché siamo convinti che sarà un intervento che darà un valore aggiunto al nostro Comune, questo e basta, nient altro; Interviene il CONSIGLIERE COMUNALE MORANDINI VINICIO: L atto che è in Pag. 16/40

17 approvazione oggi è un atto estremamente importante, un po per le volumetrie che sono in gioco, un po perché queste volumetrie sono legate a un azienda di quasi 600 ettari, sono legate e diffuse all interno dell azienda, quindi entrano in gioco diversi parametri di valutazione. Dobbiamo tener presente, e sono sicuro che tutti lo hanno presente, che quando si interviene urbanisticamente sul territorio si mette un segno indelebile, e quando il segno è grosso come quello che stiamo mettendo ci assumiamo delle grosse responsabilità verso noi stessi e verso la collettività che ci ha onorato con il mandato rispetto al quale sediamo su questi scranni. Io, purtroppo, per motivi anagrafici è un po che parlo di Rimigliano, e credo che non sarà neanche una delle ultime volte queste, credo che Rimigliano continuerà in futuro a far parlare di sé. Io non condivido questo progetto e questo chi mi conosce lo sa benissimo. Quando ero in maggioranza mi sono speso per quello che era il mio dovere: credo che ogni consigliere, se ravvisa di poter portare un contributo per trovare una soluzione migliore al problema credo che si debba adoperare; io l ho fatto ma non ho avuto risultati, evidentemente le mie proposte non potevano o non volevano essere accolte. Le cose che andrò a dire sono più o meno le stesse che dicevo quando ero in maggioranza, quindi non è che la mia diversa collocazione mi ha fatto cambiare idea. Quando abbiamo ripercorso la storia di Rimigliano vengono fatte delle omissioni che in qualche maniera alterano quella che è la storia di Rimigliano ma alterano anche il suo essere come realtà geografica, urbanistica, produttiva e sociale rispetto a quella che è la sua storia. Io vorrei fissare alcuni numeri e alcuni concetti perché suppongo che possano far riflettere un po tutti, chiaramente non in termini di voto perchè la maggioranza ha tutto il diritto e forse anche il dovere di portare avanti questo progetto. Rimigliano è una tenuta di circa 600 ettari con circa 180 a bosco e circa 400 a seminativo: è una enormità. Questi sono numeri che non dicono niente. Io sono nato in uno di quei casolari oggi oggetto di ristrutturazione, ho vissuto i primi anni della mia infanzia in quella realtà, lì ho lasciato amicizie e affetti per cui ho continuato per molto tempo a frequentare la tenuta di Rimigliano. Quindi la conosco molto bene per questi motivi e anche perché la mia famiglia, come ripeto, è stata una famiglia di mezzadri in quella tenuta. Quali omissione vengono fatte. Mah, per esempio non viene mai citato che della tenuta di Rimigliano faceva parte il Cason di Tavole, quello che oggi è il Villaggio Olimpia. Sono circa 3500 metri quadri che sono stati deruralizzati e quello era Rimigliano: quando a San Vincenzo e altrove si parlava di Rimigliano, si parlava o della tenuta di Rimigliano o di Rimigliano, Rimigliano era il Cason di Tavole. A Rimigliano risiedevano sette famiglie, a Rimigliano c erano le scuole elementari, c era lo spaccio, c era il circolo con il bar, c è arrivata una delle prime televisioni che sono arrivate a San Vincenzo. Nella tenuta di Rimigliano risiedevano è scritto anche nel P.A.M.A. circa 4/500 persone organizzate no in una sorta di comunità come qualcuno ha scritto ma organizzate in una comunità perfettamente organizzata dal punto di vista sociale. Lì c era tutto: c era lo spaccio, c era il circolo; non il circolo aziendale, il circolo che si reggeva con i contributi e la presenza dei mezzadri che la sera dopo cena andavano ad aprire il bar che era il punto di ritrovo. E c erano poi, ripeto, le scuole, e questo era significativo. Quindi una comunità perfettamente organizzata. Qualcuno potrebbe dire: erano altri tempi. No, guardate, non erano altri tempi. Se noi andiamo a San Lorenzo nella frazione di Suvereto, oggi, nel 2010, è organizzata così come era organizzata negli anni sessanta la comunità di Rimigliano: uguale! Allora cos è che è cambiato? In quello che è cambiato ci sta il problema di quello che è stato il percorso e le vicissitudini di Rimigliano. Negli anni sessanta a Rimigliano risiedevano i mezzadri, nel 2010 Pag. 17/40

18 a San Lorenzo ci risiedono gli imprenditori agricoli. Riflettete su questo perché in questo c è il grosso problema di quello che poi sarà il futuro di Rimigliano, perché questo progetto è un accomodamento e un forte compromesso politico. Nessuno si deve arrabbiare perché siamo bravi anche noi a alterarci. Quando con gli anni sessanta è arrivata la decadenza della mezzadria, la vecchia proprietà non ha retto all impatto; o per scarsa volontà o per incapacità, comunque sia non ha fatto assolutamente niente, ha lasciato che tutto andasse in decadenza, sperando in qualche speculazione come quelle che stavano avvenendo che poi in qualche maniera è riuscita a ottenere. Io credo che l amministrazione comunale, anzi le amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo che hanno fatto dell unitarietà della proprietà un valore aggiunto, anzi l hanno venduto come una conquista, ecco, quello è stato l errore. Perché l errore che oggi paghiamo è stato quello, quello che loro hanno fatto da altre parti. La terra andava data e fatta dare a chi la lavorava e chi aveva la capacità e la voglia rilavorarla. Mantenere l unitarietà della proprietà in una decadenza di quel tipo è stato un errore politico madornale. Quali strumenti aveva l amministrazione affinchè si arrivasse alla frantumazione dell azienda: tutti - dagli strumenti urbanistici (inc.) rispetto a ciò che poi veniva recuperato. Il recupero dell edilizia esistente è una volontà politica, non è scritto da nessuna parte, quindi nel momento in cui l amministrazione ha gli strumenti di contrattazione deve lavorare e governare per quello che è l interesse della collettività. E l interesse della collettività era quello di utilizzare Rimigliano per fare occupazione e far girare l economia, non trascorrere cinquant anni nell inedia per poi arrivare a una speculazione edilizia. E perché speculazione edilizia: perché non produce niente, non produce né ricchezza né posti di lavoro. Il nostro sindaco, nella iniziativa pubblica che è stata fatta su Rimigliano, ha detto che quando parte Rimigliano ci sarà lavoro per tutti. Sì, è vero, quando parte Rimigliano ci sarà lavoro per tutti, ma è un po come le autostrade del sud che non servivano a nessuno e venivano fatte per fare un po di occupazione e per far girare un po l economia; quando Rimigliano sarà a regime ha la stessa valenza. Ora qual è la domanda che ci dobbiamo fare: se Rimigliano è stato strumento di sopravvivenza per la comunità 4/500 persone in regime di mezzadria, com è che oggi ci lavorano un paio di persone? Questa domanda ce la dobbiamo porre io credo. La grande anomalia è che questa tenuta l abbia acquistata un imprenditore agricolo. Naturalmente l imprenditore ha tutto il diritto di acquistare quella tenuta, ma vedete, non esistono imprenditori speculatori, gli imprenditori muovono la loro azione imprenditoriale sulla base di quelli che sono gli input che le amministrazioni mettono in campo. Per cui io credo, visto dove siamo arrivati, che l input che l amministrazione comunale ha messo in campo in questi anni siano sbagliati. Oggi ci avviamo verso un progetto che è speculazione edilizia perché tende solo a far recuperare i soldi che gli imprenditori e la proprietà ha investito. Il territorio si spende per altri motivi, si spende per migliorare la qualità della vista dei cittadini, per far girare l economia, per fare posti di lavoro. Quindi, quando Rimigliano sarà... Non entro nel progetto perchè non mi interessa, non lo condivido totalmente. Quando Rimigliano sarà a regime darà lavoro a due o tre persone come lo sta dando oggi (e questo sarà un motivo per cui continueremo a parlare di Rimigliano), darà lavoro a qualche cameriere se verrà realizzato l albergo - probabilmente con professionalità di alto profilo, preso da fuori come già accade da altre parti -, e non ci sarà altro. E totalmente ridicolo che si scriva nel parere che la pronuncia ha dato sul P.A.M.A. che si dà parere favorevole visto che la proprietà realizza un frutteto di 5 ettari e un uliveto di 11 ettari rispetto a un seminativo di circa 300 ettari. Si potrebbe anche dire in agronomia che hanno fatto Pag. 18/40

19 anche delle scelte fasulle rispetto al fatto che sono andati a realizzare l uliveto nella zona umida e non nella zona asciutta: le olive si possono fare dove ci pare ma quando si può scegliere si fanno nella zona asciutta e non nella zona umida. Poi quanto è di più ridicolo di questo PAMA, e veramente mi ci è venuto il prurito a leggerlo, è quando si dice che rispetto a una tenuta di quel tipo, circondata dal bosco, si ha difficoltà a trovare cinque ettari per realizzare il frutteto. Ma questa gente ma cosa scrive? Ma cosa scrive! E questo di per sé inficia il valore del PAMA. Ora, potrei anche dire che cinque ettari di frutteto coltivato con personale esterno potrebbero anche non realizzarlo perché è una scelta totalmente totalmente fallimentare, e questo credo di avere le carte in regola per poterlo dire. Cinque ettari di frutteto si può governare solo con l intervento diretto, non con personale esterno. Senza contare poi, visto che vanno a prevedere il frigorifero, la cella per le pesche che vengono raccolte, questi non si capisce bene da quale pianeta arrivano. Perchè. Perchè la frutta che entra in cella dimezza il suo valore; sì, dimezza il valore per questo; si deve intervenire con personale dipendente, potrebbero non farlo perché è solo una rimessa. E questo sono disponibile a metterlo per iscritto e depositarlo. Poi, visto che il P.A.M.A. prevede solo queste due cose, trovo abbastanza ridicolo anche parlare di miglioramento dell attività agricola. Credo poi che ci sia anche qualche problemino di carattere procedurale. Perché. Perchè oggi a Rimigliano non c è il metro quadro di edilizia destinata all agricoltura, nel piano strutturale è stato deruralizzato tutto. E stato deruralizzato tutto! Non c è neanche un metro. Quindi, una tenuta che recupera complessivamente intorno a 20mila metri quadri di edilizia, in questo momento non ha un metro di edilizia destinata all agricoltura, avrà poi con questo progetto qualcosa come 560 metri quadri, una cosa ridicola rispetto a quelle che dovrebbero essere le esigenze. Ora, io credo che poi ci sia anche qualche altro problemino. Cosa voglio dire. Voglio dire che la Provincia ha espresso un parere favorevole a condizione che... Allora, in narrativa la Provincia suggerisce, quando argomenta il parere, e dice che l azienda necessita anche di alcuni alloggi per il conduttore e per i dipendenti che lavoreranno nell azienda, e poi nell argomentare il parere lo pone come condizione. Allora, vedendo che lo pone come condizione, i casi sono due: o io ho letto male le norme tecniche... Perché io non ho trovato alloggi destinati a residenza agricola, perché se sono destinati a residenza agricola sono agricoli e siccome di agricolo, escluso un manufatto destinato agli attrezzi e quant altro, non c è altro, se non c è altro il parere non è favorevole. Perché se sono alloggi destinati ai dipendenti son alloggi agricoli e se sono agricoli non possono essere deruralizzati. Allora qui c è qualcosa che non va. E così? Allora c è qualcosa che non va. O il parere è negativo o deve essere modificata la previsione urbanistica. Io di P.A.M.A. c ho quello che l amministrazione mi ha consegnato; se poi dopo questo ce n è un altro, forse l amministrazione aveva il dovere di consegnarmelo. O forse farete modificare il PAMA. Vedete, il P.A.M.A. andrebbe chiesto prima di prevedere l urbanizzazione, non dopo; dopo si fa la convenzione, non il PAMA. Il P.A.M.A. dovrebbe dire a priori quante sono le volumetrie che servono all attività agricola e poi quelle che non servono l amministrazione può deruralizzarle o meno, non il contrario. E in questo progetto è stato seguito l esatto contrario. Comunque se c è un altro P.A.M.A. o lo modificate... perché così non va bene, così per come è messo il parere è negativo. Vedi assessore Bandini, quando si legge il giornale e si vuol dare un interpretazione... non è che ti voglio insegnare qualcosa né... - in questa materia è necessario porci due domande: Perché viene previsto forme di incentivo all agricoltura? Perché è nato l agriturismo per la campagna? Allora, Pag. 19/40

20 l agriturismo è nato come sostegno dell attività agricola. Ed è quello che è scritto sulla Repubblica, la tua interpretazione è l esatto contrario. Perché. Perché per tutelare l attività agricola a Rimigliano si doveva fare la scelta dell agriturismo, non quella di deruralizzare tutta l urbanistica presente. Perché l agriturismo: perché con l agriturismo l imprenditore trae dall attività turistica un aiuto per poter condurre il fondo dal punto di vista agricolo. Non a caso la legge prevede per colui che gestisce un agriturismo che le entrate dall attività turistica non devono superare il 50% dell introito totale. Cosa vuol dire questo, vuol dire che se voglio fare attività turistica devo fare anche attività agricola. Ed è questo il motivo per cui dove è presente un agriturismo il fondo è coltivato e anche in maniera intensiva, perché devono realizzare un raccolto che gli consente di equiparare le entrate dell attività turistica. A Rimigliano i fattori della produzione vanno in conflitto. Vanno in conflitto perché: perché la residenza, che non ha niente a che vedere con l attività agricola, e l attività venatoria non possono convivere con l attività agricola. Allora, i fattori della produzione lì sono tre: il turismo, l attività venatoria e la residenza. La residenza va in conflitto con gli altri due. E perché: perché non è interessata, non può essere interessata da (inc.) che dopo una settimana tutti se ne sono dimenticati. L interesse deriva dalla sollecitazione rispetto a quelli che sono gli interessi del soggetto rispetto alla zona, rispetto al bene, rispetto alla proprietà. Ora, che la nuova proprietà sia un anomalia rispetto a quella che è la vocazione della tenuta questo credo che sia abbastanza palpabile, credo però che c erano ancora le condizioni per salvare il salvabile. Cosa voglio dire. Voglio dire che la proprietà ha speso 30 milioni di euro per acquistare la tenuta e avrà tutti... Che poi ci siano stati degli input sbagliati questo probabilmente è nelle cose, ma era necessario metterlo nelle condizioni di recuperare quello che aveva speso. Chi amministra ha il dovere di tutelare gli imprenditori, non farli speculare ma tutelare sì. Per cui la giusta strada per rimediare agli errori del passato era quella di togliere subito il vincolo della unitarietà della proprietà, perché una tenuta di quel tipo in regime agrituristico non la può gestire nessuno nel modo più assoluto, e suddividere la proprietà fondiaria rispetto a quelli che sono i nuclei poderali. Il recupero delle baracche, dei castri, delle porcilaie che vengono demoliti per poterli recuperare, nel momento in cui si demoliscono è nuova edificazione: si vanno a collocare su un altro terreno, quindi è nuova edificazione. Quella nuova edificazione lì, che venga inserita nell ambito poderale o spostata, non cambia assolutamente niente rispetto all occupazione del territorio. Quindi i cinquemila e rotti metri quadri del recupero delle porcilaie, castri, baracche e quant altro sommate all albergo erano oltre diecimila metri quadri che potevano essere destinati a residenza e costruiti in ville da un altra parte, accorpate, liberando l azienda da una residenza che non ha niente a che vedere con l attività agricola. Quindi si salvava l imprenditore, si salvava l azienda, si dava un futuro all azienda in regime agrituristico. Oggi tutto questo non avviene, oggi assisteremo alla morte per inedia dell attività agricola. Ci voleva un po di coraggio politico per dire abbiamo fatto degli errori - perché tutti si sbaglia, io per primo -, ci voleva il coraggio politico per dire abbiamo fatto degli errori, dobbiamo rimediare. Poi se i diecimila dovevano essere cinquemila, a me i numeri mi interessano poco, era la scelta che mi interessava. In quel momento noi avremmo fatto l interesse della collettività perchè avremmo salvato capra e cavoli. Solo c era un problema e qui sarebbe bene aspettare a scaldarsi -, c era un problema: se le volumetrie che si recuperavano da castri, porcilaie e quant altro venivano spostati erano ville, se invece erano ville costruite nella pertinenza del podere erano appoderamenti. La scelta è politica! Perché intorno alle case poderali sono appoderamenti, in altra Pag. 20/40

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