GRUPPO BANCA CR FIRENZE

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "GRUPPO BANCA CR FIRENZE"

Transcript

1 BILANCIO SOCIALE 2006 GRUPPO BANCA CR FIRENZE

2 Indice Bilancio Sociale 2006 Indice Bilancio Sociale Presentazione del Presidente 7 Nota Metodologica L Identità 9 Il percorso di sviluppo 9 Le società del Gruppo 11 La storia delle banche del Gruppo 16 Le strategie 21 La Capogruppo 32 Le aree di integrazione 32 Le strutture distributive 35 Le fabbriche di Prodotto La Relazione Economica 37 Principali indicatori del gruppo 39 Determinazione e distribuzione del valore aggiunto La Relazione Sociale LE RISORSE UMANE 45 Consistenza e profilo del personale 49 I sistemi di gestione 50 Reclutamento e selezione del personale 51 La formazione 56 La comunicazione interna 58 La remunerazione e i percorsi di carriera 63 Salute e sicurezza 66 Le relazioni sindacali 67 Il contezioso GLI AZIONISTI 69 La composizione dell azionariato 72 La remunerazione del capitale investito 72 Il rating 73 Relazioni con gli investitori I CLIENTI 75 Dati Generali 79 I servizi e i prodotti per le aziende 87 I servizi per le istituzioni pubbliche 88 I servizi e i prodotti per i privati 96 Relazione Banca-Cliente 100 Reclami e contenzioso I FORNITORI 105 Analisi dei Fornitori 107 Criteri di selezione e condizioni negoziali LA COLLETTIVITÀ 109 Il quadro di insieme degli interventi 112 Gli interventi principali 116 Il rapporto con le fondazioni di origine bancaria 117 La comunicazione L AMBIENTE 121 Impatti ambientali diretti 3

3 Presentazione del Presidente Bilancio Sociale 2006 Presentazione Bilancio Sociale 2006 Dopo l esperienza pluriennale del rendiconto sociale di alcune delle Banche del Gruppo, viene pubblicato, per la prima volta quest anno, il bilancio sociale dell intero Gruppo Banca CR Firenze. Si è ritenuto che i tempi fossero maturi per realizzare un bilancio sociale consolidato, in quanto negli ultimi anni il Gruppo non solo si è esteso e rafforzato, ma ha anche realizzato un significativo processo di integrazione, pur nel rispetto delle tradizioni e delle peculiarità di ciascuna delle Banche controllate. Il bilancio sociale, ad integrazione del bilancio d esercizio, si propone di render conto dell attività svolta e dei risultati ottenuti sia verso la pluralità dei soggetti portatori di interessi (i cosiddetti stakeholders), sia verso tutte le dimensioni coinvolte: quella economica, quella sociale e quella ambientale. La scelta di redigere tale documento risponde ad un fondamentale dovere di responsabilità, maturato nella consapevolezza che verso l odierna società civile, l impresa costituisce sempre più un punto di raccordo di un complesso sistema di relazioni che interessa l intero contesto sociale. Coerentemente con tale impostazione, pertanto, l impresa deve trarre la sua legittimazione ad operare non solo dalla propensione al profitto, ma anche dalla capacità di creare valore per l insieme di soggetti che portano interessi rispetto al suo operato. Il bilancio sociale rappresenta una delle iniziative messe in atto dal Gruppo per instaurare un dialogo costante e costruttivo con i propri interlocutori. Esso si integra con il Codice Etico, approvato nel 2005 da tutte le Società del Gruppo, che impegna, tra l altro, al mantenimento di elevati standard qualitativi dei servizi ed alla diffusione di un informativa sempre adeguata e trasparente. Questo documento viene pubblicato dopo la conclusione dell accordo in virtù del quale il Gruppo Banca CR Firenze confluirà nel Gruppo Intesa Sanpaolo, diventandone la sub-holding delle Casse di Risparmio dell Italia Centrale. Tale operazione consente di beneficiare delle opportunità di sviluppo e di efficienze operative derivanti dall inserimento in uno dei maggiori gruppi bancari europei, mantenendo il tradizionale radicamento nella realtà sociale ed economica locale. In tal modo il Gruppo Banca CR Firenze si troverà nelle condizioni di affrontare autorevolmente le difficili sfide proposte dagli imponenti processi di trasformazione in atto e rafforzare il suo impegno per soddisfare le esigenze sempre più complesse e differenziate della nostra società civile. IL PRESIDENTE Aureliano Benedetti 5

4 Nota Metodologica Bilancio Sociale 2006 Nota Metodologica Bilancio Sociale 2006 Il bilancio sociale del Gruppo Banca CR Firenze, alla sua prima edizione 1, si propone di rendere conto dell operato svolto e dei risultati ottenuti rispetto agli aspetti connessi alla responsabilità sociale di impresa. L attività di analisi e di redazione è stata effettuata facendo riferimento principalmente al Rendiconto agli stakeholder Una guida per le banche (2006), proposto dall Associazione Bancaria Italiana (ABI), e a Principi di redazione del bilancio sociale (2001), elaborato dal Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale (GBS). Si sono inoltre tenute in particolare considerazione le Sustainability Reporting Guidelines G3, definite dal Global Reporting Iniziative. Il processo di rendicontazione è stato gestito da un gruppo operativo interno, facente riferimento alla Segreteria Generale della Capogruppo, con il supporto di una società di consulenza specializzata (SENECA S.r.l.). I portatori di interessi (i cosiddetti stakeholder 2 ) considerati ai fini della rendicontazione sono: le risorse umane, gli azionisti, i clienti, la collettività, le istituzioni pubbliche 3, i fornitori e l ambiente naturale. Il perimetro di rendicontazione si riferisce, in linea generale, alle 5 banche italiane consolidate integralmente del Gruppo; esso non comprende, quindi, Banca CR Firenze Romania (acquisita nel corso del 2006) e Findomestic Banca (consolidata a patrimonio netto), nonché le altre società del Gruppo. In quanto prima esperienza nella rappresentazione a livello consolidato delle attività e dei risultati in chiave sociale ed ambientale, non è stato possibile offrire un quadro completo ed integrato relativamente a tutti i diversi aspetti oggetto della rendicontazione. Il documento viene reso disponibile sul sito internet della capogruppo ( sezione Società e territorio ) e, per i dipendenti, sulla intranet aziendale. PERIMETRO DI RENDICONTAZIONE Aspetto / Stakeholder Identità Relazione economica Risorse umane Azionisti Clienti Istituzioni pubbliche Collettività Fornitori Ambiente Perimetro di rendicontazione Tutto il Gruppo, relativamente ad una descrizione generale. Banche italiane del Gruppo, relativamente a: storia e strutture distributive. Capogruppo, relativamente a: assetto proprietario, corporate governance e struttura organizzativa. Tutto il Gruppo. Tutto il Gruppo, relativamente alla consistenza. Banche italiane del Gruppo, relativamente a tutti gli altri aspetti, ad eccezione di: Salute; Contenzioso (solo Capogruppo). Capogruppo. Banche italiane del Gruppo, relativamente a tutti gli aspetti, ad eccezione di: Iniziative e servizi rivolti a soggetti socialmente rilevanti (solo capogruppo). Banche italiane del Gruppo, relativamente ai servizi e prodotti loro forniti. Tutto il Gruppo, relativamente a imposte e tasse. Banche italiane del Gruppo. Banche italiane del Gruppo. Capogruppo. 1.Nei quattro esercizi precedenti è stato realizzato il bilancio sociale della capogruppo Banca CR Firenze. 2. Per stakeholder ci si riferisce a quei soggetti (intesi nel senso di individui, gruppi, organizzazioni) che hanno con l azienda relazioni significative ed i cui interessi sono a vario titolo coinvolti nell attività dell azienda per le relazioni di scambio che intrattengono con essa o perché ne sono significativamente influenzati ( Principi di redazione del bilancio sociale Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale). 3. A questo specifico stakeholder non è stato dedicato un capitolo specifico; relative informazioni sono contenute nel capitoli dedicato ai Clienti (per i servizi e prodotti loro rivolti) e alla Relazione economica (per le imposte e tasse). 7

5 Identità Identità Identità Identità Identità Identità Identità Identità

6 L identità L identità L identità aziendale IL PERCORSO DI SVILUPPO Il Gruppo Banca CR Firenze nasce nel 1998 per iniziativa di Banca CR Firenze con l obiettivo di creare un polo bancario di riferimento formato dalle principali Casse di Risparmio appartenenti all area geografica del centro-nord Italia. All interno del Gruppo, Banca CR Firenze svolge il ruolo sia di banca operativa che di capogruppo, con compiti di direzione e coordinamento. Dal 1998 ad oggi il Gruppo si è ampliato fino a comprendere, oltre alla Capogruppo, le Casse di Risparmio di Civitavecchia, Mirandola (dal 2006 incorporata in Banca CR Firenze), Orvieto, Pistoia e Pescia e della Spezia, ciascuna delle quali è profondamente radicata nel proprio territorio di riferimento. Il Gruppo può inoltre contare su un articolato insieme di società specializzate partecipate e su significative sinergie con altre istituzioni finanziarie che permettono di offrire alla clientela un ampia gamma di soluzioni personalizzate di natura bancaria, finanziaria, assicurativa e di credito al consumo. Il Gruppo Banca CR Firenze è dotato di un network territoriale di oltre 550 filiali compresa CR Romania (per un portafoglio di circa 1 milione di clienti), a cui si sono affiancati negli ultimi anni nuovi canali operativi che consentono al cliente l accesso alle attività finanziarie nei tempi e nei modi a lui più congeniali: i Centri Private Banking, i Centri Imprese ed una Rete di promotori finanziari che nei primi mesi del 2007 ha esteso la sua presenza in tutta Italia. Nel 2006, con l acquisizione da parte di Banca CR Firenze della maggioranza della banca rumena Daewoo Bank (oggi Banca CR Firenze Romania), è stato avviato un processo di internazionalizzazione dell attività bancaria e di supporto alle aziende italiane operanti nell Europa dell Est. Il Gruppo Banca CR Firenze è posizionato al 19 posto tra i Gruppi bancari italiani 1. LE SOCIETÀ DEL GRUPPO Il Gruppo è articolato in: banche società per azioni, che costituiscono la rete distributiva; società finanziarie e di prodotto, che rendono disponibile per il Gruppo un ampia gamma di prodotti e servizi diretti alla clientela in settori specifici come leasing, factoring e assicurazioni; società che offrono servizi di supporto alle altre entità del Gruppo garantendo economie di scala, integrazione di prodotti e di servizi con le altre società del Gruppo e operando in alcuni casi anche sul mercato; società che svolgono altre tipologie di servizi. L assetto del Gruppo al 31 dicembre 2006 è rappresentato di seguito. 1. Dato aggiornato al 31 dicembre 2006 e facente riferimento al Totale dell Attivo (fonte Prometeia). 9

7 GRUPPO BANCA CR FIRENZE Bilancio Sociale 2006 CR Orvieto 73,6% SOCIETÀ DEL GRUPPO BANCARIO CR FIRENZE CR Pistoia e Pescia 60% Banca CR Firenze Capogruppo CR della Spezia 79,9% CR Civitavecchia 51% Banca CR Firenze Romania 56,3% CR Firenze Gestion Internationale 80% Perseo Finance 100% Infogroup 100% Centro Factoring* 63,6% Immobiliare Nuova Sede 100% Citylife 100% Tebe Tours 100% Ge.FI.L. (Gestione Fiscalità Locale) 100% Centro Leasing Banca* 87,1% Centro Leasing Rete* 100% (Centro Leasing Banca) * In attesa di formale aggiornamento dell Albo dei Gruppi Bancari SOCIETÀ CONTROLLATE Centrovita Assicurazioni 51% Centro Leasing Gmbh 100% SOCIETÀ PARTECIPATE Soprarno SGR 47,5% Findomestic Banca 50% Sviluppo Industriale 29,2% Spezia Risorse 20% Equitalia Spezia 25% Immobiliare Novoli 25% Ce. Spe. Vi. 20% ET Group 42,7% Aci Leasing 25% Euroasset Italia 49% Safi 20% Distribuzione Produzione Servizi Aggiornata al 12 luglio

8 LA STORIA DELLE BANCHE DEL GRUPPO Banca CR Firenze S.p.A. La Cassa di Risparmio di Firenze nasce nel 1829 su iniziativa di alcuni fra i più illustri personaggi dell economia e della società civile fiorentina, che si propongono di fondare una banca che contribuisca alla promozione del valore del risparmio. Da quel momento la Cassa ricopre un ruolo importante nello sviluppo del territorio fiorentino e toscano sostenendolo finanziariamente anche attraverso la realizzazione di grandi opere pubbliche. Durante il secondo dopoguerra la Banca partecipa attivamente alla ricostruzione del Paese e si dedica al sostegno dell economia e del tessuto sociale, in particolare finanziando le piccole e medie imprese che costituiscono, ancora oggi, l asse portante dell attività dei territori di riferimento. Nel 1992 l azienda bancaria viene conferita in una S.p.A. e nel 1998 viene costituito il Gruppo Banca CR Firenze. Nel luglio 2000 le azioni della Capogruppo vengono quotate alla Borsa di Milano. Nel 2003 viene adottato il nome Banca CR Firenze S.p.A., già presente nello statuto fin dal 2000 come denominazione abbreviata. L identità L identità aziendale La sede di Banca CR Firenze. 11

9 GRUPPO BANCA CR FIRENZE Bilancio Sociale 2006 Cassa di Risparmio di Civitavecchia S.p.A. L istituzione della Cassa di Risparmio di Civitavecchia, fondata nel 1847, è inquadrabile nel processo di modernizzazione dello Stato Pontificio avviato grazie al nuovo clima economico-politico che si era determinato dopo la parentesi napoleonica. L attività principale è da subito orientata nella sovvenzione del settore agricolo, di quello artigianale e della pesca. Dopo quella di Roma (1836), Civitavecchia è la seconda Cassa di Risparmio aperta nel Lazio. Nel 1912 aderisce all ACRI e nel 1921 all ICCRI. Nel 1992, in ottemperanza alla legge Amato, l azienda bancaria viene conferita in una S.p.A., della quale la Banca di Roma sottoscrive il 28,57% delle azioni non detenute dalla Fondazione CR Civitavecchia. Nel 1997 a Banca di Roma subentra Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A., che progressivamente porta la sua partecipazione fino all attuale 51%. La sua area di operatività si estende nelle province di Roma (con 28 sportelli) e di Viterbo (con 4 sportelli). La possibilità di usufruire del know-how, dell organizzazione e dei prodotti del Gruppo permette alla Cassa di consolidare la sua presenza nel territorio storico e di conquistare nuovi importanti spazi nella capitale. Cassa di Risparmio di Mirandola S.p.A. Divisione Banca CR Firenze Fondata su iniziativa dell Amministrazione Comunale di Mirandola, la Cassa di Risparmio nasce nel 1863 con lo scopo di promuovere lo sviluppo economico e sociale nell area più settentrionale della Provincia di Modena. Oltrepassando ben presto i confini comunali, incorpora alcune Casse di Risparmio dei territori limitrofi. Nel 1942 eredita le insegne del santo Monte di Pietà, lo storico istituto di credito su pegno fondato il 4 ottobre Successivamente è la volta di un altro storico banco dei pegni: il Monte di Credito di S. Felice sul Panaro, sorto nel 1585, che la Cassa incorpora nel

10 Nel dicembre 1991 la Cassa trasforma la propria struttura di banca pubblica dando vita alla Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, ente morale avente lo scopo di perseguire l originario fine istituzionale, e ad una Società per Azioni, la Cassa di Risparmio di Mirandola S.p.A., alla quale viene conferita l intera attività bancaria. Nel corso del 2000, a seguito della cessione da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola di quote del capitale, prende avvio il rapporto strategico con la Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A. Nel gennaio 2006 il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Mirandola S.p.A. approva il progetto di integrazione con Banca CR Firenze S.p.A., in base al quale essa assume lo status di Divisione della Capogruppo, mantenendo una Direzione locale con adeguati poteri gestionali. Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A. Su iniziativa di quaranta privati cittadini orvietani, la Cassa di Risparmio di Orvieto (Ente pubblico economico) nasce il 17 novembre 1852, come da Rescritto Pontificio, emanato dal Papa Pio IX; il suo scopo è quello di raccogliere il risparmio, al quale viene attribuita una rendita sicura, e quello di impiegarlo convenientemente presso operatori economici locali. Nel 1912 la Cassa apre la sua prima filiale nel comune di Bolsena, proseguendo con l apertura di numerose filiali nei comuni del comprensorio Orvietano. Agli inizi del 1990 la Cassa di Risparmio di Roma (oggi Banca di Roma) entra nella compagine sociale della Cassa di Risparmio di Orvieto con una partecipazione pari al 40% del Fondo Istituzionale della Cassa. Alla fine del 1991 l azienda bancaria viene conferita in una S.p.A., il cui pacchetto azio- L identità L identità aziendale La sede di Cassa di Risparmio di Orvieto. Nella pagina a fianco, in alto la sede di Cassa di Risparmio di Civitavecchia; in basso, la sede di Cassa di Risparmio di Mirandola. 13

11 nario è detenuto per il 71,43% dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e per il 28,57% dalla Banca di Roma, che la cede alla Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A. nel Tra il 2000 e il 2001 la Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A. acquisisce dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto la quota di maggioranza azionaria della Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A., che entra così a far parte del Gruppo Banca CR Firenze. Attualmente dispone di 41 sportelli. Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A. La Cassa viene fondata nel 1831 allo scopo di incoraggiare il risparmio tra le classi meno abbienti e favorire la promozione sociale del proprio territorio. Affiliata alla Cassa Centrale di Firenze, inizia la propria attività il 1 gennaio 1832 con un modesto capitale. Nel 1883 avviene il distacco dalla Cassa di Firenze. Nel 1936, dopo la fusione con la Cassa di Risparmio di Pescia, assume la nuova denominazione di Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Le vicende della seconda guerra mondiale interrompono per qualche tempo l attività della Cassa, ma dopo il conflitto lo sviluppo dell Istituto riprende con nuovo slancio. Nel giugno 1992 l azienda bancaria viene conferita in una S.p.A., mentre la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia diventa Fondazione. Nel 1999, a seguito della cessione da parte della Fondazione del pacchetto di maggioranza delle azioni ordinarie, la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A. entra nel Gruppo Banca CR Firenze. Oggi la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A. opera attraverso 78 filiali, distribuite su 5 province in 2 diverse regioni. La sede di Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Nella pagina a fianco, a sinistra la sede di Cassa di Risparmio della Spezia; a destra, veduta di Bucarest, Romania. Cassa di Risparmio della Spezia S.p.A. L atto formale di costituzione della Cassa di Risparmio della Spezia risale al 1842, data che la titola come una delle più antiche fra quelle tuttora esistenti istituite nel regno di Sardegna, essendo stata preceduta solamente dalle 14

12 L identità L identità aziendale Casse di Risparmio di Torino (1827), Alessandria (1840) e Savona (1840). Per essere stata fondata in unione al preesistente Monte di Pietà, le sue radici devono ricercarsi nella storia di questo pio istituto, attivo nella città di Spezia sul finire del XVI secolo, e precisamente dai primi di maggio del Con la crescita della città (il cui volano è stato rappresentato dalla costruzione del nuovo Arsenale MM, 1861) la Cassa, dapprima in modo modesto e poi in modo sempre più significativo, comincia a interessarsi al tessuto economico locale anche dal lato della possibilità di erogazione del credito. Nel corso degli anni la Cassa di Risparmio della Spezia ha adeguato la propria dimensione operativa, pur mantenendo la vocazione di banca locale profondamente radicata nel proprio territorio di riferimento. Nel 1992 l azienda bancaria viene conferita in una S.p.A. Ferma restando questa sua caratteristica nel 2004 la Fondazione ha ceduto la quota di maggioranza azionaria a Banca CR Firenze S.p.A. Il modello di sviluppo così definito ha portato la banca ad ampliare la propria dimensione, anche territoriale, avvicinando nuovi mercati (Lucca, Pistoia, Parma, Reggio Emilia): ad oggi la Cassa di Risparmio della Spezia S.p.A. è attiva in 3 regioni (Liguria, Toscana ed Emilia Romagna) ed in 5 province, attraverso una rete di 67 sportelli. Banca CR Firenze Romania S.A. Banca CR Firenze Romania nasce nel 2006 a seguito dell acquisto del pacchetto azionario di maggioranza della allora Daewoo Bank da parte di Banca CR Firenze S.p.A. La banca rumena entra così a far parte del Gruppo Banca CR Firenze, che avvia così un processo di internazionalizzazione che vede a fine 2006 la presenza sul territorio romeno con 11 filiali. Il programma di sviluppo a livello territoriale prevede l aumento della rete a 30 succursali entro la fine del

13 GRUPPO BANCA CR FIRENZE Bilancio Sociale 2006 LE STRATEGIE Visione strategica Il Gruppo Banca CR Firenze si propone di stabilire con i propri interlocutori (stakeholder) una relazione valorizzante in grado di produrre la soddisfazione reciproca dei rispettivi interessi legittimi. Particolare rilievo assume il forte rapporto delle banche del Gruppo con il territorio all interno del quale esse operano, che ha caratterizzato tutta la loro lunga storia; il radicamento territoriale viene interpretato in senso dinamico, come capacità di comprendere e rispondere adeguatamente alle peculiari necessità del tessuto economico e sociale, sostenendone in tal modo lo sviluppo e, nel contempo, generando valore per se stesse. Su queste premesse, l orientamento del Gruppo è di sviluppare una progressiva integrazione di attività e processi in modo da combinare i vantaggi di un profondo radicamento territoriale e di una rete commerciale capillarmente diffusa a quelli di una rete bancaria che garantisca approccio dinamico ed internazionalità di offerta e servizi. Vengono di conseguenza innescati e rafforzati i processi di crescita, volutamente organica e concentrata su processi innovativi, in parallelo alla politica di forte orientamento al cliente. Sulla base di tale visione generale, il Gruppo si è fatto promotore di un percorso strategico che combina tradizione ed innovazione, in una prospettiva di crescita dimensionale sostenuta dal continuo miglioramento dell efficienza. Le linee strategiche fondamentali di tale evoluzione sono le seguenti: alleanza federativa: all interno del Gruppo ciascuna banca mantiene una propria autonomia d azione e decisionale, soprattutto nel campo delle attività commerciali attinenti al proprio territorio di riferimento; al tempo stesso condivide le linee di indirizzo a livello di Gruppo, mirando a rafforzare sempre più la presenza e la penetrazione del Gruppo nel- 16

14 le regioni in cui opera. La centralizzazione di molti servizi e processi garantisce inoltre efficienza e contenimento dei costi; espansione territoriale: l aggregazione delle banche all interno del Gruppo avviene principalmente secondo una logica di vicinanza territoriale, in grado di saldare le rispettive reti commerciali e relazionali presenti sul territorio. Con l apertura del Gruppo alla Romania, tale espansione aggiunge un ulteriore elemento che punta al rafforzamento del Gruppo nelle aree strategiche per la propria clientela e, di riflesso, per il Gruppo stesso, in termini di competitività nel sistema bancario e di sviluppo attraverso processi di internazionalizzazione; completezza funzionale: il Gruppo Banca CR Firenze annovera al proprio interno importanti società di prodotto e strumentali, che rivolgono la propria offerta di servizi sia verso la clientela esterna, sia verso le altre aziende del Gruppo. In questo modo vengono garantite economie di scala e capacità di sviluppo e ricerca dell innovazione; identità di Gruppo: ogni banca del Gruppo ha partecipato al lungo processo di revisione della corporate identity, finalizzato al rafforzamento di un marchio comune e di un immagine di gruppo distintiva. Tale impegno comune assume riflessi su tutte le attività del Gruppo, dalla comunicazione alle relazioni istituzionali, ed ha portato il Gruppo verso il progressivo rafforzamento della riconoscibilità e del senso di appartenenza; differenziazione dell offerta: grazie alla presenza di società specializzate e di importanti alleanze con partner di livello internazionale, il Gruppo è in grado di fornire risposte adeguate alle richieste di prodotti e servizi, favorendo un approccio fortemente personalizzato verso il cliente; segmentazione e differenziazione dei modelli di servizio: la capacità di fornire risposte adeguate alle esigenze dei clienti richiede un approccio fortemente personalizzato. A partire dalla Capogruppo è stato avviato un processo di analisi e revisione dei criteri di segmentazione della clientela ed una conseguente elaborazione di politiche differenziate, in termini di prodotti e servizi, canali distributivi, competenze del personale dedicato; miglioramento dell efficienza operativa: l aumento dell efficienza si fonda principalmente sullo sviluppo di processi di integrazione di alcune funzioni delle banche del Gruppo e sull esternalizzazione delle attività non facenti parte del core business; valorizzazione delle risorse umane: il potenziamento dei livelli di professionalità, lo sviluppo del senso di appartenenza, una maggiore responsabilizzazione su obiettivi e risultati da parte delle risorse umane sono considerati prioritari obiettivi strategici. Di conseguenza viene dedicato un forte impe- Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, interno. Nella pagina a fianco, la sede di Banca CR Firenze a Roma. L identità L identità aziendale 17

15 GRUPPO BANCA CR FIRENZE Bilancio Sociale 2006 gno al censimento delle competenze, alla formazione e all aggiornamento professionale, alla comunicazione interna, alla realizzazione di un sistema premiante; valorizzazione della relazione con il cliente: le banche del Gruppo Banca CR Firenze privilegiano, per tradizione storica, il rapporto fiduciario tra cliente ed azienda, cercando in modo sempre più efficiente di trovare risposte adeguate che mantengano nel tempo il legame di fiducia, rafforzando nel contempo le proprie posizioni sul mercato. Il Piano Triennale di Gruppo Il Piano Triennale di Gruppo si articola in quattro macro aree di attività che, nel loro insieme, contribuiscono sinergicamente alla creazione di valore: ampliamento della rete distributiva; miglioramento del servizio e della comunicazione alla clientela; controllo dei costi e valorizzazione degli asset per la ricerca di maggiore efficienza; sviluppo di una infrastruttura multicanale. Ampliamento della rete distributiva Si prevede un ulteriore ampliamento della rete distributiva sia sul territorio storico, per presidiare maggiormente alcune aree, sia sulle province di recente inserimento, per consolidare l attuale posizionamento. Verrà inoltre estesa l operatività del Gruppo sul territorio rumeno attraverso Banca CR Firenze Romania S.A., portando il numero di sportelli da 11 (fine 2006) a 30 (fine 2008). Tale espansione permetterà al Gruppo di supportare le imprese locali che intendono allargare la propria attività nel mercato rumeno e di fornire un maggior appoggio alle imprese italo-rumene già operative. Miglioramento del servizio e della comunicazione alla clientela L obiettivo di rafforzare ulteriormente l orientamento al cliente ha portato il Gruppo a dedicare una particolare attenzione alle indagini di Customer Satisfaction, che aiutano a comprendere sempre meglio le esigenze della clientela ed a riprogettare, di conseguenza, sia le politiche di prezzo dei servizi e dei prodotti sia il sistema di erogazione degli stessi. Civitavecchia, bastioni e porto. 18

16 Il Piano Triennale prevede quindi l implementazione nel corso del triennio di un osservatorio permanente di Customer Satisfaction, differenziato per mercato di appartenenza della clientela, che miri a produrre effetti positivi anche sulla redditività delle banche, facilitando l aumento della fidelizzazione della clientela ed il tasso di retention. In quest ottica un altro progetto del Piano Triennale riguarda il miglioramento della comunicazione alla clientela, con la revisione di tutte le comunicazioni, con la definizione di una matrice documenti/canali/tempi e la personalizzazione per segmento/profilo cliente. Ciò consentirà anche di ridurre in maniera consistente gli invii cartacei alla clientela, con benefici effetti in termini sia di costi sia di impatto ambientale. Un approccio orientato alla soddisfazione della clientela richiede non solo un adattamento del sistema organizzativo aziendale, ma anche una revisione delle modalità di definizione del prezzo dei servizi. A tale proposito il Piano Triennale di Gruppo prevede un programma di potenziamento dell attuale CRM (Customer Managed Relationship) volto a migliorare la quantità e la qualità di informazioni, permettendo alle filiali di gestire al meglio la relazione con il cliente. L identità L identità aziendale Controllo dei costi e valorizzazione degli asset per la ricerca di maggiore efficienza Il Piano prevede una serie di azioni volte al recupero di efficienza ed al miglioramento dei processi interni e di servizio verso la clientela. L evoluzione del sistema informativo di Gruppo si propone l obiettivo di portare a compimento il Modello Federale Evoluto di Gruppo, consentendo a ciascuna banca di focalizzarsi prioritariamente sul presidio del mercato e migliorando l efficienza complessiva della gestione attraverso un maggior sviluppo delle sinergie all interno del Gruppo. Coerentemente con un approccio da sempre all avanguardia sull innovazione e la multicanalità (Banca CR Firenze è stato il primo istitu- Orvieto, particolare della facciata del Duomo. 19

17 GRUPPO BANCA CR FIRENZE Bilancio Sociale 2006 to bancario in internet e sul digitale terrestre), il Piano Triennale prevede l avvio di un progetto di evoluzione del modello di business. Prima tappa di questo progetto sarà la realizzazione di una nuova piattaforma territoriale, che consentirà di rendere più flessibili i processi operativi legati alla relazione più diretta con la clientela, di abilitare l introduzione di strumenti commerciali ed operativi d avanguardia e di ridurre i costi di gestione. Tutto questo in un contesto di messa a regime del nuovo assetto ICT del Gruppo con l obiettivo di presidiare correttamente i processi organizzativi di supporto alla funzione ICT, anche attraverso la mappatura e la semplificazione di alcuni processi aziendali per accrescerne la sicurezza della gestione. Pistoia, Cattedrale e Palazzo dei Vescovi. Sviluppo di una infrastruttura multicanale Nel Piano Triennale viene assunto l impegno a sviluppare un sistema di coesistenza di diversi canali distributivi bancari, caratterizzati da stretta collaborazione e sinergia tra il canale fisico di sportelli, il canale web e tutti gli altri. Ciò consente di perseguire finalità di diversa natura: tecnica: contribuire alla razionalizzazione dei costi di gestione e sviluppo del Sistema Informativo, evitando duplicazioni di funzioni; organizzativa: concentrare gli investimenti sui canali/segmenti/funzioni d uso in cui è possibile massimizzare il trasferimento di operatività a basso valore aggiunto sui canali virtuali, con conseguente aumento di efficienza di processo e di organico; commerciale: creare un vantaggio competitivo determinato da un aumento dei contatti e del livello di servizio e dalla differenziazione di costo, fornendo al cliente la possibilità di effettuare le operazioni sul canale a lui più comodo; tutela della sicurezza delle operazioni: aumentare la capacità di tutelare la sicurezza delle operazioni effettuate tramite canali virtuali. 20

18 LA CAPOGRUPPO L assetto proprietario Dal 1999 al 2005 il controllo di Banca CR Firenze S.p.A. è stato esercitato da Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Sanpaolo IMI S.p.A. e BNP Paribas S.A. sulla base di un accordo parasociale, più volte prorogato, che prevedeva un equilibrio - azionario e di composizione dei suoi organi di funzionamento - tra Ente CR Firenze da un lato e le banche dall altro 2. Nel mese di maggio 2005 tale accordo è cessato nei suoi effetti senza essere rinnovato. In seguito a tale circostanza, Sanpaolo IMI S.p.A. ha rivendicato nei confronti dell Ente il diritto all acquisto di una quota azionaria di circa il 10,78%. Dal momento che l Ente non ha ritenuto che esistessero validi presupposti per l esistenza di tale diritto e non ha ceduto la quota azionaria reclamata da Sanpaolo IMI S.p.A., è stato avviato un contenzioso arbitrale che si è concluso nel mese di maggio 2007 a favore dell Ente. Nell aprile 2006, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia e Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia hanno stipulato un nuovo patto parasociale 3, della durata iniziale di 3 anni, cui sono state conferite un numero di azioni di Banca CR Firenze S.p.A. pari al 37,6% del capitale sociale. La quota del 30% conferita dall Ente corrisponde alla misura massima nella quale, in base alle disposizioni vigenti al momento della stipula (e successivamente abolite), l Ente stesso poteva esercitare il diritto di voto in assemblea. L assetto proprietario si è avviato ad una svolta nel maggio 2007, quando l Ente Cassa di Risparmio di Firenze ha avviato una trattativa con il Gruppo Intesa Sanpaolo in merito ad un progetto di integrazione della Banca all interno dello stesso Gruppo, con la prospettiva di accordo fra le principali fondazioni azioniste. La trattativa si è positivamente conclusa nel mese di luglio, con l approvazione da parte degli organi deliberanti dell Ente Cassa di Risparmio di Firenze, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, della Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia e di So.Fi.Ba.r. S.p.A. di un operazione che contempla la permuta di una quota azionaria di Banca CR Firenze che consentirà a Intesa Sanpaolo l acquisizione del controllo della Banca ed il contestuale ingresso delle Fondazioni e di So.Fi.Ba.r. S.p.A. nel capitale della stessa Intesa Sanpaolo. Intesa Sanpaolo per effetto della quota già detenuta del 18,6% e della permuta - verrà a detenere il 58,9% del capitale di Banca CR Firenze e lancerà un OPA obbligatoria sul capitale di Banca CR Firenze non detenuto e a cui l Ente Cassa di Risparmio di Firenze non aderirà, mantenendo così una quota del 10,3% nella Banca. L Ente Cassa di Risparmio di Firenze, fino al mantenimento del possesso di quantitativi prestabiliti di azioni della Cassa, godrà di particolari tutele statutarie e parasociali che consentiranno all Ente stesso di esprimere parere vincolante su tematiche di varia natura tra cui il mantenimento dell autonomia giuridica della Banca, della denominazione, dell oggetto e della sede sociale e operativa, nonché la nomina di L identità L identità aziendale LE AZIONI CONFERITE AL NUOVO PATTO PARASOCIALE dati al 31 maggio 2007 % del capitale sociale % sul totale delle azioni sindacate Ente CR Firenze 30,000% 79,804% Fondazione CR Spezia 3,911% 10,403% Fondazione CR Pistoia 3,682% 9,793% 2. Si veda il capitolo Gli azionisti per le informazioni sulle quote di capitale sociale da essi posseduti. 3. L estratto del Patto parasociale è consultabile sul sito internet della Consob nella sezione dedicata alla società. 21

19 GRUPPO BANCA CR FIRENZE Bilancio Sociale 2006 propri rappresentanti nel CdA, tra i quali il Presidente, ed il godimento di diritti di prelazione e recesso in circostanze prestabilite. Nell ambito delle politiche generali del Gruppo Intesa Sanpaolo, il Gruppo Carifirenze manterrà i propri marchi e autonomie commerciali e creditizie allineate al modello del Gruppo; inoltre Banca CR Firenze avrà la direzione ed il coordinamento - per conto della Capogruppo - delle banche commerciali presenti nel territorio di riferimento. Banca CR Firenze, interno. La Corporate Governance 4 Quadro generale La Banca ha mantenuto, anche dopo l entrata in vigore della riforma societaria, il modello di governance tradizionale delle società per azioni italiane quotate, in base al quale, in estrema sintesi, l assemblea degli azionisti nomina sia un organo incaricato della gestione dell impresa - il Consiglio d Amministrazione -, sia un organo incaricato del controllo sul rispetto della legge e dello statuto - il Collegio Sindacale - sia un organo incaricato del controllo contabile - la società di revisione. L assetto dei poteri decisionali della società è incentrato innanzitutto sul Consiglio di Amministrazione, il quale mantiene la competenza deliberativa sulle materie ad esso riservate dalla legge e dallo statuto sociale. I regolamenti interni della società, approvati dal Consiglio di Amministrazione, che disciplinano i diversi comparti dell attività aziendale, quali ad esempio l erogazione del credito, l assunzione di rischi finanziari, la spesa esterna ed i provvedimenti sul personale, integrano il dettato statutario introducendo un sistema di deleghe gestionali articolato in relazione alla natura delle operazioni ed alla loro entità, riportando alla competenza del Consiglio, o del Comitato Esecutivo, le operazioni di particolare rilievo. Per quanto non espressamente regolato, il Consiglio ha attribuito in via generale i poteri di gestione al Comitato Esecutivo, organo collegiale le cui regole di funzionamento sono le stesse del Consiglio d Amministrazione. Il Direttore Generale, nominato dal Consiglio di Amministrazione, è a capo della struttura aziendale ed ha il compito di dare esecuzione a quanto deliberato dagli organi collegiali 5. Consiglio di Amministrazione Il Consiglio di Amministrazione riveste il ruolo fondamentale per la gestione di Banca CR Firenze, attraverso lo svolgimento di funzioni di indirizzo strategico e di coordinamento organizzativo sia per la Banca stessa sia per il Gruppo. La configurazione organizzativa del Gruppo, caratterizzata da un rilevante accentramento di funzioni nella Capogruppo, nonché la disciplina che la Capogruppo ha emanato nell esercizio dell attività di direzione e coordinamento, concorrono a far sì che l Organo Amministrativo di Banca CR Firenze svolga le funzioni previste dall art.1 del Codice di Autodisciplina delle Per maggiori dettagli si rimanda all Informativa sul governo societario e sull adesione al Codice di Autodisciplina delle società quotate, disponibile sul sito nella sezione Investor Relations. 5.. Si veda in proposito lo Statuto.

20 società quotate con riferimento al Gruppo nel suo complesso ed alle sue componenti fondamentali. Il Consiglio di Amministrazione è composto da 14 membri. In particolare: tutti gli amministratori sono da considerare non esecutivi, poiché a nessuno di loro sono attribuite deleghe operative; 6 amministratori sono da considerare come indipendenti, poiché essi non intrattengono con i soci principali, la Banca e le società controllate, relazioni economiche di entità tale da poterne condizionare l autonomia di giudizio, né sono titolari direttamente o indirettamente di partecipazioni azionarie nelle società tali da potere in qualsiasi modo incidere sul controllo della medesima. L attuale Consiglio d Amministrazione è stato nominato, per un nuovo mandato triennale, nel corso dell Assemblea di approvazione del bilancio dell esercizio 2005 secondo il sistema di votazione per liste. In Assemblea è risultata prima per numero di voti espressi la lista presentata congiuntamente dalle tre Fondazioni firmatarie del patto parasociale e dalla Sofibar S.p.A., seconda la lista presentata da Sanpaolo IMI S.p.A. e terza quella di BNP Paribas S.A. Dalle liste di minoranza presentate da San Paolo IMI S.p.A. e BNP Paribas S.A. sono stati tratti rispettivamente 3 e 2 Consiglieri. L identità L identità aziendale COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO D AMMINISTRAZIONE Componente Carica Designante Indipendenza Aureliano Benedetti Presidente Ente Cassa di Risparmio di Firenze No Componente del Comitato Esecutivo Piero Antinori Vice Presidente Ente Cassa di Risparmio di Firenze Si Componente del Comitato Esecutivo Pio Bussolotto Consigliere Sanpaolo IMI S.p.A. No Componente del Comitato Esecutivo Sergio Ceccuzzi Consigliere Sofibar S.p.A. Si Componente del Comitato Remunerazione Jean Clamon Consigliere BNP Paribas S.A. No Alessio Colomeiciuc Consigliere Fondazione CR Pistoia e Pescia Si Pier Giovanni Marzili 6 Consigliere Ente Cassa di Risparmio di Firenze No Componente del Comitato Remunerazione Massimo Mattera Consigliere Sanpaolo IMI S.p.A. No Componente del Comitato Esecutivo Matteo Melley Consigliere Fondazione CR della Spezia No Giuseppe Morbidelli Consigliere Ente Cassa di Risparmio di Firenze No Componente del Comitato Esecutivo Antonio Patuelli Consigliere Sofibar S.p.A. Si Giuseppe Spadafora Consigliere BNP Paribas S.A. No Componente del Comitato Esecutivo Francesco Taranto Consigliere Sanpaolo IMI S.p.A. Si Componente del Comitato Rischi 7 e del Comitato Remunerazione Riccardo Varaldo Consigliere Ente Cassa di Risparmio di Firenze Si 6. In seguito alla scomparsa nel mese di settembre del prof. Marzili, il 2 ottobre 2006 il Consiglio d Amministrazione ha deliberato, con l approvazione del Collegio Sindacale, la sua sostituzione con il Dott. Federico Vecchioni, che è subentrato anche nel Comitato di Remunerazione. 7. In sostituzione del prof. Marzili. 23

COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA OTTIMALE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA OTTIMALE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA OTTIMALE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APRILE 2015 1 INDICE 1 INTRODUZIONE... 3 2 OBIETTIVI DEL DOCUMENTO... 4 3 PROFILO TEORICO DEL CONSIGLIERE... 5 3.1 Ruoli

Dettagli

Banca CR Firenze il modello distributivo integrato

Banca CR Firenze il modello distributivo integrato il modello distributivo integrato Cassa di Risparmio di Firenze - Banca CR Firenze, società per azioni quotata al listino ufficiale della Borsa Italiana dal luglio 2000, è la capogruppo del Gruppo Bancario

Dettagli

Il controllo interno delle imprese

Il controllo interno delle imprese Corso di International Accounting Università degli Studi di Parma - Facoltà di Economia (Modulo 1 e Modulo 2) LAMIB Il controllo interno delle imprese Anno Accademico 2009-2010 1 SISTEMA DI CONTROLLO IL

Dettagli

E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma

E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma Marco Causi Facoltà di Economia Federico Caffè Università degli Studi Roma Tre L argomento della

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO INDICE Art. 1 Ambito di applicazione TITOLO I PRINCIPI GENERALI Art. 2 Finalità del processo di gestione del patrimonio Art. 3 Fondo stabilizzazione erogazioni

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE PESCARABRUZZO

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE PESCARABRUZZO REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE PESCARABRUZZO Approvato dal Comitato di Indirizzo nella seduta del 20 marzo 2015 Sommario TITOLO I - PREMESSE... 3 1. Ambito di applicazione...

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO MOBILIARE

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO MOBILIARE REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO MOBILIARE INDICE Art. 1 - Ambito di applicazione Ambito di applicazione 1 TITOLO I PRINCIPI GENERALI Art. 2 - Finalità del processo di gestione del patrimonio

Dettagli

Sommario Il perimetro delle operazioni con parti correlate

Sommario Il perimetro delle operazioni con parti correlate Sommario La Consob ha concluso l iter di approvazione della nuova disciplina sulle operazioni con parti correlate effettuate, direttamente o tramite società controllate, da società che fanno ricorso al

Dettagli

Regolamento per la gestione del patrimonio

Regolamento per la gestione del patrimonio Regolamento per la gestione del patrimonio Approvato dall Organo di indirizzo nella seduta del 19 aprile 2013 Art. 1 (Ambito di applicazione) Il presente regolamento, adottato ai sensi dell'art. 6 dello

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA Approvato dal Collegio di Indirizzo In data 21 dicembre 2015 AMBITO DI APPLICAZIONE TITOLO I PRINCIPI GENERALI

Dettagli

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO 1 01.00 PREMESSA Recordati è un gruppo farmaceutico europeo fondato nel 1926, quotato alla Borsa Italiana, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione

Dettagli

Introduzione. Introduzione. 1. I contenuti del Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana 2. Le modifiche approvate nel marzo 2010

Introduzione. Introduzione. 1. I contenuti del Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana 2. Le modifiche approvate nel marzo 2010 Oggetto: Sintetica descrizione del contenuto del Codice di Autodisciplina, promosso da Borsa Italiana S.p.A., approvato dal Comitato per la corporate governance nel marzo 2006 e successivamente modificato

Dettagli

La privatizzazione della Borsa e il nuovo quadro normativo

La privatizzazione della Borsa e il nuovo quadro normativo La Privatizzazione della Borsa e il nuovo Quadro normativo Il processo di riorganizzazione e sviluppo dei mercati finanziari avviato con la legge 1/1991 - relativa alla disciplina dell attività di intermediazione

Dettagli

CONSORZIO TORINO INFANZIA COOPERATIVA SOCIALE O.N.L.U.S.

CONSORZIO TORINO INFANZIA COOPERATIVA SOCIALE O.N.L.U.S. Pagina 1 di 6 CONSORZIO TORINO INFANZIA COOPERATIVA SOCIALE O.N.L.U.S. Sede Legale in Torino (TO), Corso Lombardia n. 115 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Allegato 1 Codice Etico ai sensi

Dettagli

fino a 6,73 euro, da cui è disceso il rapporto di 1,194 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo per ciascuna azione Carifirenze.

fino a 6,73 euro, da cui è disceso il rapporto di 1,194 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo per ciascuna azione Carifirenze. COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: I CONSIGLI APPROVANO L ACCORDO CON ENTE CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE PER L ACQUISIZIONE DEL CONTROLLO DI CARIFIRENZE - Intesa Sanpaolo acquisirà il 40,3% del capitale

Dettagli

Relazioni all Assemblea del 30 aprile 2013. Nomina Collegio Sindacale

Relazioni all Assemblea del 30 aprile 2013. Nomina Collegio Sindacale Relazioni all Assemblea del 30 aprile 2013 Nomina Collegio Sindacale Collegio Sindacale nomina dei componenti effettivi e supplenti; nomina del Presidente; determinazione dei compensi dei componenti. Signori

Dettagli

Vigilanza bancaria e finanziaria

Vigilanza bancaria e finanziaria Vigilanza bancaria e finanziaria DISPOSIZIONI DI VIGILANZA IN MATERIA DI POTERI DI DIREZIONE E COORDINAMENTO DELLA CAPOGRUPPO DI UN GRUPPO BANCARIO NEI CONFRONTI DELLE SOCIETÀ DI GESTIONE DEL RISPARMIO

Dettagli

COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Ai sensi della Circolare Banca d Italia n 285 del 17 dicembre 2013, 1 aggiornamento del 6 maggio 2014: Titolo IV, Capitolo 1 Governo

Dettagli

L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) REGOLAMENTO N. 39 DEL 9 GIUGNO 2011 REGOLAMENTO RELATIVO ALLE POLITICHE DI REMUNERAZIONE NELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

Dettagli

Si precisa che nessuna delle modifiche rientra tra le ipotesi che attribuiscono ai soci il diritto di recesso.

Si precisa che nessuna delle modifiche rientra tra le ipotesi che attribuiscono ai soci il diritto di recesso. RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLE MODIFICHE DEGLI ARTICOLI 15, 17, 27 E 28 DELLO STATUTO SOCIALE, E SULL INTRODUZIONE DELL ART. 28 BIS. La presente Relazione ha lo scopo di illustrare in

Dettagli

DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO

DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 (Oggetto) 1. La presente legge riordina

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO APPROVATO DAL CONSIGLIO GENERALE NELL ADUNANZA DEL 28/06/2013 Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro 1 INDICE AMBITO DI APPLICAZIONE p. 3 TITOLO I: PRINCIPI

Dettagli

IL Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, Le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue.

IL Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, Le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue. IL Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, Le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali, concordano quanto segue. La pubblica amministrazione è stata oggetto negli

Dettagli

I Fondi pensione negoziali

I Fondi pensione negoziali I Fondi pensione negoziali 45 I Fondi pensione negoziali sono forme pensionistiche complementari la cui origine, come suggerisce il termine negoziali, è di natura contrattuale. Essi sono destinati a specifiche

Dettagli

ASSEMBLEA DEI SOCI 11 MAGGIO 2012

ASSEMBLEA DEI SOCI 11 MAGGIO 2012 ASSEMBLEA DEI SOCI 11 MAGGIO 2012 INFORMAZIONI IN MERITO ALLA PROCEDURA DI NOMINA DEGLI AMMINISTRATORI DI UNICREDIT S.P.A. UniCredit S.p.A. - Sede Sociale: Via Alessandro Specchi 16-00186 Roma - Direzione

Dettagli

Fondi Pensione Aperti

Fondi Pensione Aperti Fondi Pensione Aperti Massimo Nicoletti Milano 07 novembre, 2014 2 Cenni sulla Previdenza Fonte 3 Cenni sulla Previdenza Fonte Insurance Companies 4 FPA: elementi identificativi e modalità di costituzione

Dettagli

Codice di Corporate Governance

Codice di Corporate Governance Approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 1 del 3 maggio 200 Indice 1 Introduzione 2 Organizzazione della Società 2.1 Assemblea dei Soci 2.2 Consiglio di Amministrazione 2.3 Presidente

Dettagli

Il credito finalizzato nella strategia di un primario Gruppo Creditizio - Consum.it

Il credito finalizzato nella strategia di un primario Gruppo Creditizio - Consum.it Il credito finalizzato nella strategia di un primario Gruppo Creditizio - Consum.it Roma, 26 Febbraio 2002 Sommario Strategia Gruppo MPS Situazione antecedente la costituzione di Consum.it Perché nasce

Dettagli

BANCA ETRURIA. Cartella Stampa. In Amministrazione Straordinaria

BANCA ETRURIA. Cartella Stampa. In Amministrazione Straordinaria BANCA ETRURIA Cartella Stampa 1 In Amministrazione Straordinaria Banca Popolare dell Etruria e del Lazio Società Cooperativa in amministrazione straordinaria Il Ministero dell Economia e delle Finanze,

Dettagli

COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Ai sensi delle Disposizioni di Vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle Banche di Banca d Italia, nonché

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO Approvato dal Consiglio di Indirizzo nella seduta del 14 febbraio 2014 1 SOMMARIO AMBITO DI APPLICAZIONE Pag. 3 1. PRINCIPI GENERALI Pag. 3 1.1. Finalità del

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI FANO

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI FANO REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI FANO 1 INDICE AMBITO DI APPLICAZIONE p. 3 TITOLO I: PRINCIPI GENERALI Art. 1 Finalità del processo di gestione del patrimonio

Dettagli

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A.

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. 1 Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 1 giugno

Dettagli

CODICE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE ED INSERIMENTO DEL PERSONALE

CODICE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE ED INSERIMENTO DEL PERSONALE CODICE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE ED INSERIMENTO DEL PERSONALE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI... 3 Art. 1 Principi generali...3 Art. 2 Regole generali di condotta per le procedure

Dettagli

POLICY SINTETICA ADOTTATA DA BANCA LEONARDO S.P.A

POLICY SINTETICA ADOTTATA DA BANCA LEONARDO S.P.A POLICY SINTETICA ADOTTATA DA BANCA LEONARDO S.P.A. PER L INDIVIDUAZIONE E LA GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE NELLA PRESTAZIONE DEI SERVIZI E DELLE ATTIVITA DI INVESTIMENTO E DEI SERVIZI ACCESSORI 1.

Dettagli

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con D.C.P. del 14.3.2013 n. 6 reg. e modificato con D.C.P. del 28.4.2014 n. 22 reg. INDICE Art. 1 Art. 2

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 STRUMENTI FINANZIARI DELLA POLITICA DI COESIONE PER IL PERIODO 2014-2020 POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le

Dettagli

Via per Arona n. 46, 28021 Borgomanero (NO) Capitale Sociale 13.138.000,00 i.v. C.F./P. Iva/Registro Imprese di Novara 01415510039 www.mecaer.

Via per Arona n. 46, 28021 Borgomanero (NO) Capitale Sociale 13.138.000,00 i.v. C.F./P. Iva/Registro Imprese di Novara 01415510039 www.mecaer. Via per Arona n. 46, 28021 Borgomanero (NO) Capitale Sociale 13.138.000,00 i.v. C.F./P. Iva/Registro Imprese di Novara 01415510039 www.mecaer.com RELAZIONE SULLE POLITICHE DI REMUNERAZIONE (Relazione approvata

Dettagli

Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi

Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi 3 Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi 1. Premessa Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi di Fiat S.p.A. (la Società ) costituisce elemento

Dettagli

REGOLE DI COMPORTAMENTO

REGOLE DI COMPORTAMENTO REGOLE DI COMPORTAMENTO Missione e valori La Finprest Srl, agente in attività finanziaria con iscrizione BANCA D ITALIA nr. A7739, opera nel settore del credito al consumo mediante concessione di finanziamenti

Dettagli

L autonomia scolastica

L autonomia scolastica L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio

Dettagli

D.Lgs. 231/01 Normativa e Modello di organizzazione Sispi Codice Etico

D.Lgs. 231/01 Normativa e Modello di organizzazione Sispi Codice Etico 1. Principi generali La Sispi S.p.A., persegue la sua missione aziendale attraverso lo svolgimento di attività che hanno impatto sulla vita della collettività oltreché dei singoli. In tale percorso l esigenza

Dettagli

Modelli organizzativi e governance dei fondi pensione

Modelli organizzativi e governance dei fondi pensione 4 modulo Modelli organizzativi e governance dei fondi pensione Riferimento bibliografico: appendice del libro; Slide con la collaborazione di Stefano Castriglianò Ellegi consulenza Fondi pensione negoziali:

Dettagli

POLICY CONFLITTI D INTERESSE

POLICY CONFLITTI D INTERESSE POLICY CONFLITTI D INTERESSE Documento per la clientela 13/01/2014 INDICE 1. PREMESSA 3 1.1 Definizioni 4 2. OBIETTIVI 5 3. ANALISI E VALUTAZIONI: IDENTIFICAZIONE DELLE SITUAZIONI DI POTENZIALE CONFLITTO

Dettagli

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011)

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011) Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO (Anno 2011) INDICE: Art. 1 Costituzione, natura e sede Art. 2 Competenze e funzioni Art. 3 Rapporti

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO

CODICE DI COMPORTAMENTO CODICE DI COMPORTAMENTO Per il personale coinvolto nelle attività di distribuzione dell energia elettrica e del gas naturale Rev. 03 del 21/12/2015 Il presente Codice di Comportamento è stato elaborato

Dettagli

Codice Etico del Gruppo Poste Italiane

Codice Etico del Gruppo Poste Italiane Codice Etico del Gruppo Poste Italiane 28 settembre 2009 Approvato nell adunanza del 28 settembre 2009 del Consiglio di Amministrazione Indice 1. PREMESSA E OBIETTIVI............................. 2 2.

Dettagli

Elementi di Corporate Governance

Elementi di Corporate Governance Elementi di Corporate Governance Direzione d impresa Ing. Marco Greco 9 ottobre 2009 Definizione Il sistema di strutture, processi e meccanismi che regolano il governo dell impresa, ossia la direzione

Dettagli

ASSOCIAZIONE DAR VOCE

ASSOCIAZIONE DAR VOCE ASSOCIAZIONE DAR VOCE Regolamento attuativo dello statuto Art. 1 Oggetto del Regolamento Il presente regolamento contiene le disposizioni attuative di alcune previsioni dello Statuto della Associazione

Dettagli

Il Gruppo Banca Carige

Il Gruppo Banca Carige Il Gruppo Banca Carige Le tappe del Gruppo Banca Carige Costituzione della Cassa di Risparmio di Genova Trasformazione della Banca in SpA. Privatizzazione e capitalizzazione tramite OPS Nasce Carige Vita

Dettagli

BILANCIARSI - Formazione e Consulenza per la legalità e la sostenibilità delle Organizzazioni

BILANCIARSI - Formazione e Consulenza per la legalità e la sostenibilità delle Organizzazioni INTRODUZIONE BilanciaRSI è una società di formazione e consulenza specializzata nei temi della Legalità, della Sostenibilità, della Responsabilità d Impresa e degli Asset Intangibili. Da più di 10 anni

Dettagli

REVISIONE DELLA DISCIPLINA SECONDARIA IN MATERIA DI GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO

REVISIONE DELLA DISCIPLINA SECONDARIA IN MATERIA DI GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO Vigilanza bancaria e finanziaria REVISIONE DELLA DISCIPLINA SECONDARIA IN MATERIA DI GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO MODIFICHE AL REGOLAMENTO SULLA GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO IN MATERIA DI APPROVAZIONE

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2014-2016

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2014-2016 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2014-2016 INDICE 1. Introduzione... pag. 2 1.1 Trasparenza... pag. 2 1.2 Integrità... pag. 2 1.3 Obiettivi... pag. 2 2. Individuazione dei dati da pubblicare...

Dettagli

STATUTO FeBAF Articolo 1 (Natura, soci e sede) Articolo 2 (Scopo) Articolo 3 (Competenze)

STATUTO FeBAF Articolo 1 (Natura, soci e sede) Articolo 2 (Scopo) Articolo 3 (Competenze) STATUTO FeBAF Articolo 1 (Natura, soci e sede) É costituita una Federazione tra l Associazione bancaria italiana (ABI), l Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA) e le Associazioni rappresentative

Dettagli

Programma triennale. per la trasparenza e l integrità (P.T.T.I.) di ACAM ACQUE S.p.A.

Programma triennale. per la trasparenza e l integrità (P.T.T.I.) di ACAM ACQUE S.p.A. Programma triennale per la trasparenza e l integrità (P.T.T.I.) di ACAM ACQUE S.p.A. 2015 2017 Predisposto dal responsabile per la trasparenza Adottato in data n. 28/09/2015 con determinazione dell Amministratore

Dettagli

SANPAOLO IMI ACQUISISCE IL 100% DI BN HOLDING A

SANPAOLO IMI ACQUISISCE IL 100% DI BN HOLDING A Comunicato stampa SANPAOLO IMI ACQUISISCE IL 100% DI BN HOLDING A seguito della scissione parziale di INA lancia l OPA totalitaria sulle azioni ordinarie di Banco di Napoli Torino, 13 giugno 2000 - Il

Dettagli

I Fondi pensione preesistenti

I Fondi pensione preesistenti I Fondi pensione preesistenti I scheda Fondi pensione preesistenti sono forme pensionistiche complementari che, come suggerisce il termine preesistenti, operavano antecedentemente all emanazione della

Dettagli

Nel modello organizzativo di Intesa Sanpaolo è più volte affermato il. ruolo centrale della relazione con il cliente. Essere una delle più

Nel modello organizzativo di Intesa Sanpaolo è più volte affermato il. ruolo centrale della relazione con il cliente. Essere una delle più Nel modello organizzativo di Intesa Sanpaolo è più volte affermato il ruolo centrale della relazione con il cliente. Essere una delle più importanti banche del Paese (In Italia: 5.809 sportelli, 11,4 mln.

Dettagli

ORGANISMO DI VIGILANZA

ORGANISMO DI VIGILANZA ALLEGATO 3 ORGANISMO DI VIGILANZA 12 1. Il decreto 231/01 e l istituzione dell OdV Come noto il Decreto 231/01 ha introdotto una nuova forma di responsabilità delle persone giuridiche per alcuni tipi di

Dettagli

Manuale di valutazione del personale non titolare di posizione organizzativa

Manuale di valutazione del personale non titolare di posizione organizzativa Manuale di valutazione del personale non titolare di posizione organizzativa 1 Premessa Il presente manuale è stato redatto al fine di fornire uno strumento, rapido e accessibile, per chiarire i presupposti

Dettagli

Il Gruppo Cariparma FriulAdria consolida la crescita e il sostegno a famiglie e imprese, rafforzando i fondamentali

Il Gruppo Cariparma FriulAdria consolida la crescita e il sostegno a famiglie e imprese, rafforzando i fondamentali Comunicato stampa RISULTATI DEL 1 SEMESTRE DEL GRUPPO CARIPARMA FRIULADRIA Il Gruppo Cariparma FriulAdria consolida la crescita e il sostegno a famiglie e imprese, rafforzando i fondamentali Utile Netto

Dettagli

DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE

DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE Approvata dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 27 marzo 2006 e successivamente modificata nella

Dettagli

PROCEDURE PER L APPROVAZIONE DELLA POLITICA DI REMUNERAZIONE

PROCEDURE PER L APPROVAZIONE DELLA POLITICA DI REMUNERAZIONE 31 della dicembre politica 2008 di PROCEDURE PER L APPROVAZIONE DELLA POLITICA DI REMUNERAZIONE 1. Premessa Il presente documento ("Procedure per l approvazione della politica di, per brevità, le Procedure

Dettagli

sette componenti almeno tre composizione qualitativa BANCA CARIM Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A.

sette componenti almeno tre composizione qualitativa BANCA CARIM Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A. PUNTO 2. ALL ORDINE DEL GIORNO (parte ordinaria): Elezione dei Consiglieri di Amministrazione, previa determinazione del loro numero, tra cui il Presidente e il Vice Presidente, che resteranno in carica

Dettagli

Riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, fusione e trasformazione in Aziende Regionali di Servizi alla Persona (ARSP)

Riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, fusione e trasformazione in Aziende Regionali di Servizi alla Persona (ARSP) PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE DEL LAZIO N. 88 DEL 17 OTTOBRE 2013 Sistema Integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio Proposta emendativa-integrativa a

Dettagli

DEUTSCHE BANK MUTUI S.p.A.

DEUTSCHE BANK MUTUI S.p.A. DEUTSCHE BANK MUTUI S.p.A. INFORMATIVA AL PUBBLICO ai sensi della Circolare di Banca d Italia n. 285 del 17 dicembre 2013 DISPOSIZIONI DI VIGILANZA PER LE BANCHE (Parte prima Titolo IV Capitolo I Sezione

Dettagli

Mondo TV S.p.A. RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE 2014

Mondo TV S.p.A. RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE 2014 Registro delle Imprese e Codice Fiscale 07258710586 R.E.A. di Roma 604174 Sede legale: Via Brenta 11 00198 Roma Sito Internet: www.mondotv.it Mondo TV S.p.A. RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE 2014 (ai sensi

Dettagli

La fusione per incorporazione del Credito Bergamasco

La fusione per incorporazione del Credito Bergamasco Il Banco Popolare semplifica e razionalizza ulteriormente la struttura societaria del Gruppo: approvato il progetto di fusione per incorporazione del Credito Bergamasco e di Banca Italease Verona, 26 novembre

Dettagli

LA NOSTRA STORIA Esperienza e professionalità. I VALORI Etica, qualità e impegno costante. I CLIENTI Attenzione alle esigenze del Cliente

LA NOSTRA STORIA Esperienza e professionalità. I VALORI Etica, qualità e impegno costante. I CLIENTI Attenzione alle esigenze del Cliente INDICE PAG. 2 LA NOSTRA STORIA Esperienza e professionalità PAG. 4 I VALORI Etica, qualità e impegno costante PAG. 6 I CLIENTI Attenzione alle esigenze del Cliente 1 PAG. 7 GLI OBIETTIVI Stabilità e continuità

Dettagli

RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO 1 SCOPI E FUNZIONAMENTO

RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO 1 SCOPI E FUNZIONAMENTO RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO 1 SCOPI E FUNZIONAMENTO ARTICOLO 1 In attuazione dell art. 4 dello Statuto Sociale ed ai sensi di quanto prescritto dalle leggi, dalle deliberazioni del Comitato

Dettagli

Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N.

Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N. Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N. 231 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE Con la disciplina dettata dal

Dettagli

Corporate Law Alert INTRODUZIONE

Corporate Law Alert INTRODUZIONE Corporate Law Alert LUGLIO 2015 AGGIORNAMENTO NORMATIVO I SISTEMI INTERNI DI SEGNALAZIONE DELLE VIOLAZIONI NELLE DISPOSIZIONI DI VIGILANZA PER LE BANCHE (CD. WHISTLEBLOWING) INTRODUZIONE Il 21 luglio 2015

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE Approvato con delibera assembleare nr. 10 del 11.02.2014 REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE Art. 1 - Ambito di applicazione e modalità di controllo Le disposizioni

Dettagli

I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti. di Luca Ferrari

I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti. di Luca Ferrari I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti di Luca Ferrari ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA REVISIONE LEGALE L esercizio della revisione legale é riservato ai soggetti

Dettagli

APPROVATA LA RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2006

APPROVATA LA RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2006 APPROVATA LA RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2006 Il Consiglio di Amministrazione di Banca CR Firenze Spa, presieduto da Aureliano Benedetti, ha oggi deliberato la nomina del Vice Presidente e dei componenti

Dettagli

ACCORDO DI MASSIMA CONTENENTE PATTUIZIONI PARASOCIALI RELATIVE A PIRELLI & C S.p.A.

ACCORDO DI MASSIMA CONTENENTE PATTUIZIONI PARASOCIALI RELATIVE A PIRELLI & C S.p.A. ACCORDO DI MASSIMA CONTENENTE PATTUIZIONI PARASOCIALI RELATIVE A PIRELLI & C S.p.A. Informazioni essenziali previste dall art. 130 del Regolamento Consob n. 11971/1999, come successivamente modificato

Dettagli

1 La nuova revisione legale di Giorgio Gentili

1 La nuova revisione legale di Giorgio Gentili di Giorgio Gentili 1.1 Novità introdotte dal d.lgs. n. 39/2010 Il d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo 2010, n. 68, recepisce la direttiva n. 2006/43/Ce, relativa

Dettagli

Documento sulla politica di investimento. Redatto ai sensi della Deliberazione COVIP del 16 marzo 2012

Documento sulla politica di investimento. Redatto ai sensi della Deliberazione COVIP del 16 marzo 2012 Documento sulla politica di investimento Redatto ai sensi della Deliberazione COVIP del 16 marzo 2012 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 28 Marzo 2013 Sommario 1 PREMESSA...3 2 OBIETTIVI

Dettagli

Il Decreto Legislativo 231/01: Impatti sulla Governance aziendale

Il Decreto Legislativo 231/01: Impatti sulla Governance aziendale Il D.Lgs 231/01 : riflessi sul ruolo dell' OdV e del Collegio Sindacale ndacale Il Decreto Legislativo 231/01: Impatti sulla Governance aziendale 27 febbraio 2012 Prof. Daniele Gervasio Università degli

Dettagli

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE 24 Luglio 2015 1 ARTICOLO 1 PREMESSA 1.1. Conto tenuto delle raccomandazioni contenute nel Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A.,

Dettagli

PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE

PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE PROVINCIA di ROVIGO SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE Allegato alla deliberazione di Giunta Comunale n. 289 del 28.12.2011 1 INDICE SEZIONE I - CONTESTO

Dettagli

INFORMATIVA AL PUBBLICO IN MATERIA DI GOVERNO SOCIETARIO

INFORMATIVA AL PUBBLICO IN MATERIA DI GOVERNO SOCIETARIO INFORMATIVA AL PUBBLICO IN MATERIA DI GOVERNO SOCIETARIO DI BANCA SELLA HOLDING S.P.A. 22 giugno 2015 Circolare Banca d Italia n. 285 del 17.12.2013, Parte Prima, Titolo IV, Capitolo I, Sezione VII 1 Aggiornamento

Dettagli

Policy su criteri e modalità di esercizio dei diritti inerenti gli strumenti finanziari di pertinenza dei patrimoni gestiti

Policy su criteri e modalità di esercizio dei diritti inerenti gli strumenti finanziari di pertinenza dei patrimoni gestiti Mediolanum Gestione Fondi S.G.R.p.A Sintesi della Policy su criteri e modalità di esercizio dei diritti inerenti gli strumenti finanziari di pertinenza dei patrimoni gestiti Edizione del giugno 2014 PREMESSA

Dettagli

FLASH REPORT. Il nuovo Intermediario Finanziario Unico. Giugno 2015

FLASH REPORT. Il nuovo Intermediario Finanziario Unico. Giugno 2015 FLASH REPORT Il nuovo Intermediario Finanziario Unico Giugno 2015 Il 4 settembre 2010 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 141 del 13 agosto 2010, attuativo della Direttiva comunitaria n.

Dettagli

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto 1. Il presente regolamento disciplina composizione, funzionamento e procedure dell

Dettagli

DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA

DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA DISPORRE DEL CAPITALE UMANO ADEGUATO PER COGLIERE GLI OBIETTIVI DELL AZIENDA LA FORMAZIONE MANAGERIALE 1. [ GLI OBIETTIVI ] PERCHÉ PROGETTARE E REALIZZARE PERCORSI DI CRESCITA MANAGERIALE E PROFESSIONALE?

Dettagli

*** Proposta di assistenza e supporto operativo per redazione di un piano di razionalizzazione e riorganizzazione delle società partecipate COMUNE DI

*** Proposta di assistenza e supporto operativo per redazione di un piano di razionalizzazione e riorganizzazione delle società partecipate COMUNE DI Proposta di assistenza e supporto operativo per redazione di un piano di razionalizzazione e riorganizzazione delle società partecipate *** COMUNE DI QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO L approvazione della

Dettagli

ISTRUZIONI SULLA TRATTAZIONE DEI RECLAMI. Relazione

ISTRUZIONI SULLA TRATTAZIONE DEI RECLAMI. Relazione ISTRUZIONI SULLA TRATTAZIONE DEI RECLAMI Relazione Con le Istruzioni sulla trattazione dei reclami (di seguito, Istruzioni ) la COVIP intende procedere nella realizzazione di interventi volti ad accrescere

Dettagli

SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI ( BY INTERNAL AUDITING FACTORIT SPA ) SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI L azienda Factorit ha da qualche anno costituito una funzione di presidio del monitoraggio dei rischi aziendali strettamente connessi

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI. 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri.

STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI. 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri. Articolo 1 COSTITUZIONE SEDE STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri. 2) La Fondazione ha sede in Mede, Piazza della Repubblica

Dettagli

Autorizzazione all acquisto e alla disposizione di azioni proprie

Autorizzazione all acquisto e alla disposizione di azioni proprie Altre deliberazioni Autorizzazione all acquisto e alla disposizione di azioni proprie Signori Azionisti, l Assemblea ordinaria del 28 aprile 2008 aveva rinnovato alla Società l autorizzazione all acquisto

Dettagli

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL ADESIONE AL CODICE DI AUTODISCIPLINA DELLE SOCIETA QUOTATE

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL ADESIONE AL CODICE DI AUTODISCIPLINA DELLE SOCIETA QUOTATE RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL ADESIONE AL CODICE DI AUTODISCIPLINA DELLE SOCIETA QUOTATE 13 Come già ampiamente illustrato in occasione dell assemblea di approvazione del bilancio 2000,

Dettagli

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI comunicato stampa PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI Le due società, attive in Lazio da alcuni anni, presentano il loro Rendiconto Sociale. Il documento rappresenta

Dettagli

Sommario. Premessa. Parte I Regole di comportamento. Parte II. Modalità di attuazione. Sezione I - Rapporti con l esterno

Sommario. Premessa. Parte I Regole di comportamento. Parte II. Modalità di attuazione. Sezione I - Rapporti con l esterno CODICE ETICO AZIENDALE Approvato dal Consiglio di Amministrazione del 23 dicembre 2009 1 Sommario Premessa 1. 0.1 Obiettivi 2. 0.2 Adozione 3. 0.3 Diffusione 4. 0.4 Aggiornamento Parte I Regole di comportamento

Dettagli

Lezione 10. Il conferimento: definizione, tipologie, iter procedurale

Lezione 10. Il conferimento: definizione, tipologie, iter procedurale Lezione 10 Il conferimento: definizione, tipologie, iter procedurale Conferimento È un operazione mediante la quale un soggetto (denominato conferente) trasferisce un azienda oppure un ramo aziendale (vicolo

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA Triennio 2013 2015 1 Indice Articolo 1. Articolo 2. Articolo 3. Articolo 4. Articolo 5. Articolo 6. Articolo 7. Oggetto e Finalità Organizzazione e

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE ai sensi dell art. 5 del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e successivamente modificato con delibera n.

Dettagli

CODICE ETICO 1. PREMESSA

CODICE ETICO 1. PREMESSA CODICE ETICO 1. PREMESSA 1.1.L Istituto Universitario di Studi Europei (di seguito l Istituto ) è un'associazione senza scopo di lucro che ha ottenuto dalla Regione Piemonte l'iscrizione nel registro regionale

Dettagli

RELAZIONE SULL ADOZIONE DEL PROTOCOLLO DI AUTONOMIA PER LA GESTIONE DEI CONFLITTI D INTERESSI

RELAZIONE SULL ADOZIONE DEL PROTOCOLLO DI AUTONOMIA PER LA GESTIONE DEI CONFLITTI D INTERESSI RELAZIONE SULL ADOZIONE DEL PROTOCOLLO DI AUTONOMIA PER LA GESTIONE DEI CONFLITTI D INTERESSI ai sensi dell articolo 6, comma 2, dello Statuto Assogestioni ARCA SGR S.p.A. Anno 2012 1 ATTESTAZIONE DI CONFORMITÀ

Dettagli

POLIS FONDI IMMOBILIARI DI BANCHE POPOLARI SGR.p.A. CODICE ETICO E DI CONDOTTA. Novembre 2012

POLIS FONDI IMMOBILIARI DI BANCHE POPOLARI SGR.p.A. CODICE ETICO E DI CONDOTTA. Novembre 2012 POLIS FONDI IMMOBILIARI DI BANCHE POPOLARI SGR.p.A. CODICE ETICO E DI CONDOTTA Novembre 2012 Premessa 1. Il Codice etico aziendale contiene i principi di comportamento per la conduzione dell attività di

Dettagli