LA BICI DI MONNA LISA

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1 LA BICI DI MONNA LISA Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo Associazione di Enti Locali per l Educational e la Cultura - Ente Formatore per Docenti Istituzione Promotrice della Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola in Italia e all Estero

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3 Partendo dall incipit di Pino Pace e con il coordinamento dei propri docenti, hanno scritto il racconto gli studenti delle scuole e delle classi appresso indicate: Istituto Comprensivo Bozzano di Brindisi - Scuola Secondaria I grado Caduti Di Marzabotto - Classe III E - Scuola Secondaria I grado Ettore Iaccarino di Ercolano Classe III H Istituto Comprensivo Manzoni di Torino Classe II D Scuole Pie Napoletane dei Padri Scolopi di Napoli Scuola Secondaria I grado - Classe I I Istituto Comprensivo S. Pertini di Forno Canavese Classe II B Istituto Comprensivo II Dati di Boscoreale - Istituto Comprensivo - Classi III G/E/H Istituto Comprensivo Padre Gemelli - Scuola Secondaria I grado Pola di Torino - Classi I A/B,III A Istituto Comprensivo di La Loggia - Scuola Secondaria I grado Leonardo Da Vinci - Classe II B Istituto Comprensivo di Contursi Terme - Scuola Secondaria I grado - Classi I/II B Scuola Secondaria I grado Gozzano di Rivarolo C.se Classe III C Editing a cura di: Cristina Rolle

4 Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo Associazione di Enti Locali Ente Formatore per docenti accreditato MIUR Il racconto è pubblicato in seno alla Collana dei Raccontiadiecimilamani Staffetta Bimed/Exposcuola 2014 Istituzione Promotrice della Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola in Italia e all Estero Direzione e progetto scientifico Andrea Iovino Monitoraggio dell azione e ottimizzazione delle procedure Ermelinda Garofano Segreteria di Redazione e responsabili delle procedure Valentina Landolfi Margherita Pasquale Staff di Direzione e gestione delle procedure Angelo Di Maso Adele Spagnuolo Responsabile per l impianto editoriale Marisa Coraggio Grafica di copertina: l Istituto Europeo di Design, Torino Docente: Sandra Raffini Impaginazione Tullio Rinaldi Ermanno Villari Relazioni Istituzionali Nicoletta Antoniello Piattaforma BIMEDESCRIBA Gennaro Coppola Angelo De Martino Amministrazione Rosanna Crupi Annarita Cuozzo Franco Giugliano I libretti della Staffetta non possono essere in alcun modo posti in distribuzione Commerciale

5 RINGRAZIAMENTI I racconti pubblicati nella Collana della Staffetta di Scrittura Bimed/ExpoScuola 2014 si realizzano anche grazie al contributo erogato in favore dell azione dalle istituzioni e dai Comuni che la finanziano perché ritenuta esercizio di rilevante qualità per la formazione delle nuove generazioni. Tra gli Enti che contribuiscono alla pubblicazione della Collana Staffetta 2014 citiamo: Siano, Bellosguardo, Pisciotta, Pinerolo, Moncalieri, Castellamonte, Torre Pellice, Forno Canavese, Ivrea, Chivasso, Cuorgnè, Santena, Agliè, Favignana, Lanzo Torinese, Sicignano degli Alburni, Petina, Piaggine, San Giorgio a Cremano, l Associazione in Saint Vincent e l Associazione Turistica Pro Loco di Castelletto Monferrato. La Staffetta di Scrittura riceve un rilevante contributo per l organizzazione degli Eventi di presentazione dei Racconti 2014 dai Comuni di Moncalieri, Salerno, Pinerolo e dal Parco Nazionale del Gargano/Riserva Naturale Marina Isole Tremiti. Si coglie l occasione per ringraziare i tantissimi uomini e donne che hanno operato per il buon esito della Staffetta 2014 e che nella Scuola, nelle istituzioni e nel mondo delle associazioni promuovono l interazione con i format che Bimed annualmente pone in essere in favore delle nuove generazioni. Ringraziamenti e tanta gratitudine per gli scrittori che annualmente redigono il proprio incipit per la Staffetta e lo donano a questa straordinaria azione qualificando lo start up dell iniziativa. Un ringraziamento particolare alle Direzioni Regionali Scolastiche e agli Uffici Scolastici Provinciali che si sono prodigati in favore dell iniziativa. Infine, ringraziamenti ossequiosi vanno a S. E. l On. Giorgio Napolitano che ha insignito la Staffetta 2014 con uno dei premi più ambiti per le istituzioni che operano in ambito alla cultura e al fare cultura, la Medaglia di Rappresentanza della Repubblica Italiana giusto dispositivo SGPR 01/10/ P del PROT SCA/GN/ Partner Tecnico Staffetta 2014

6 Si ringraziano per l impagabile apporto fornito alla Staffetta 2014: i Partner tecnici UNISA Salerno, Dip. di Informatica; Istituto Europeo di Design - Torino; Cartesar Spa e Sabox Eco Friendly Company; il partner Must Certipass, Ente Internazionale Erogatore delle Certificazioni Informatiche EIPASS

7 By Bimed Edizioni Dipartimento tematico della Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo (Associazione di Enti Locali per l Educational e la Cultura) Via della Quercia, Capezzano (SA), ITALY Tel. 089/ fax 089/ La Collana dei Raccontiadiecimilamani 2014 viene stampata in parte su carta riciclata. È questa una scelta importante cui giungiamo grazie al contributo di autorevoli partner (Sabox e Cartesar) che con noi condividono il rispetto della tutela ambientale come vision culturale imprescindibile per chi intende contribuire alla qualificazione e allo sviluppo della società contemporanea anche attraverso la preservazione delle risorse naturali. E gli alberi sono risorse ineludibili per il futuro di ognuno di noi Parte della carta utilizzata per stampare i racconti proviene da station di recupero e riciclo di materiali di scarto. La Pubblicazione è inserita nella collana della Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola 2013/2014 Riservati tutti i diritti, anche di traduzione, in Italia e all estero. Nessuna parte può essere riprodotta (fotocopia, microfilm o altro mezzo) senza l autorizzazione scritta dell Editore. La pubblicazione non è immessa nei circuiti di distribuzione e commercializzazione e rientra tra i prodotti formativi di Bimed destinati unicamente alle scuole partecipanti l annuale Staffetta di Scrittura Bimed/ExpoScuola.

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9 La Staffetta 2013/14 riceve: Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana Patrocini: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero della Giustizia, Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero dell Ambiente

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11 PRESENTAZIONE Quante attenzioni, quanta positiva tensione e quanto straordinario e felice impegno nella Staffetta di quest anno. L emozione che abbiamo provato quando il Presidente della Repubblica ha conferito alla Staffetta la Medaglia di Rappresentanza è stata grande ma ancora e di gran lunga maggiore è stata, l emozione, nel vedere gli occhi dei nostri ragazzi in visita al Quirinale. Ho avvertito in quegli occhi l orgoglio di chi sentiva di essersi impegnato in un attività che le istituzioni gli stavano riconoscendo È quello che vorrei vedere negli occhi di quei tanti giovani che dopo la scuola, a conclusione del proprio ciclo d istruzione, invece, in questo tempo sentono l apprensione di un contesto che, probabilmente, dovrebbe sancire la Staffetta come buona prassi da adottare in funzione del divenire comune. Cos è, in fondo la Staffetta? E un format educativo, un esercizio imperdibile per l acquisizione gli strumenti necessari a affrontare LA VITA sentendo lo straordinario dono della vita. La Staffetta è una sfida in cui tutti si mettono insieme stando dalla stessa parte, sentendo anche le entità lontane come i compagni di un cammino comune L altro che diventa te stesso Questo è la Staffetta un momento che dura un intero anno e che alla fine ti mette nella condizione di sentirti più forte e orgoglioso per quello che è stato fatto, insieme a tanti altri che hanno concorso a realizzare un prodotto che alla fine è la testimonianza di un impegno che ci ha visti UNITI (!) in funzione di un obiettivo Si tratta di quello di cui ha bisogno il Paese e di quello che appare indispensabile per qualificare il tempo e lo spazio che stiamo attraversando. Andrea Iovino

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13 L innovazione e la Staffetta: una opportunità per la Scuola italiana. Questo è il secondo anno che operiamo in partnership con Bimed per la realizzazione della Staffetta di scrittura Creativa e di Legalità. Siamo orgogliosi di essere protagonisti di questa importante avventura che, peraltro, ci consente di raggiungere e sensibilizzare un così grande numero di persone sull attualissimo, quanto per molti ancora poco conosciuto, tema che attiene la cultura digitale. Sentiamo spesso parlare di innovazione, di tecnologia e di internet: tutti elementi che hanno rivoluzionato il mondo, dalle amicizie, al tempo libero,lo studio, il lavoro e soprattutto il modo di reperire informazioni. L innovazione ha travolto il mondo della produzione, dei servizi e dell educazione, ma non dobbiamo dimenticare che innovare significa, prima di tutto, porre la dovuta attenzione alla cultura. Da un punto di vista tecnico, siamo tutti più o meno esperti, ma quanti di noi comprendono realmente l essenza, le motivazioni, le opportunità e i rischi che ne derivano? La Società è cambiata e la Scuola, che è preposta alla formazione di nuovi individui e nuove coscienze, non può restare ferma di fronte al cambiamento che l introduzione delle nuove tecnologie e internet hanno portato anche nella didattica: oggi gli studenti apprendono in modo diverso e questo implica necessariamente un metodo di insegnamento diverso. Con il concetto di diffusione della cultura digitale intendiamo lo sviluppo del pensiero critico e delle competenze digitali che, insieme all alfabetizzazione, aiutano i docenti e i nostri ragazzi a districarsi nella giungla tecnologica che viviamo quotidianamente. L informatica entra a Scuola in modo interdisciplinare e trasversale: entra perché i ragazzi di oggi sono i nativi digitali, sono nati e cresciuti con tecnologie di cui

14 non è più possibile ignorarne i vantaggi e le opportunità e che porta inevitabilmente la Scuola a ridisegnare il proprio ruolo nel nostro tempo. Certipass promuove la diffusione della cultura digitale e opera in linea con le Raccomandazioni Comunitarie in materia, che indicano nell innovazione e nell acquisizione delle competenze digitali la vera possibilità evolutiva del contesto sociale contemporaneo. Poter anche soltanto raccontare a una comunità così vasta com è quella di Bimed delle grandi opportunità che derivano dalla cultura digitale e dalla capacità di gestire in sicurezza la relazione con i contesti informatici, è di per sé una occasione imperdibile. Premesso che vi sono indagini internazionali da cui si evince l esigenza di organizzare una forte strategia di ripresa culturale per il nostro Paese e considerato anche che è acclarato il dato che vuole l Italia in una condizione di regressione economica proprio a causa del basso livello di alfabetizzazione (n.d.r. Attilio Stajano, Research, Quality, Competitiveness. European Union Technology Policy for Information Society II- Springer 2012) non soltanto di carattere digitale, ci è apparso doveroso partecipare con slancio a questo format che opera proprio verso la finalità di determinare una cultura in grado di collegare la creatività e i saperi tradizionali alle moderne tecnologie e a un idea di digitale in grado di determinare confronto, contaminazione, incontro, partecipazione e condivisione. Promuoviamo, insieme, la cultura digitale e la certificazione delle I-Competence per garantire competenze indispensabili per acquisire a pieno il ruolo di cittadino attivo nella società della comunicazione e dell informazione. Partecipiamo attivamente alla diffusione della cultura digitale, perché essa diventi patrimonio di tutti e di ciascuno, accettando la sfida imposta dalle nuove professioni che nascono e dai vecchi mestieri che si trasformano, in modo profondo e radicale.

15 Tutti noi abbiamo bisogno di rigenerare il pensiero accettando nuove sfide e mettendo in gioco tutto quanto imparato fino adesso, predisponendoci al cambiamento per poter andare sempre più avanti e un po oltre. Il libro che hai tra le mani è la prova tangibile di un lavoro unico nel suo genere, dai tantissimi valori aggiunti che racchiude in sé lo slancio nel liberare futuro collegando la nostra storia, le nostre tradizioni e la nostra civiltà all innovazione tecnologica e alla cultura digitale. Certipass è ben lieta di essere parte integrante di questo percorso, perché l innovazione è cultura, prima che evoluzione tecnologica! Il presidente Domenico PONTRANDOLFO

16 INCIPIT PINO PACE La bici di Monna Lisa Se non esistessero i fiori, riusciresti a immaginarli? Bluvertigo Leonardo non vuole credermi. «C arrivi da fori si sente, ma arrivà da futuro l è n altra questione» dice. Invece arrivo davvero dal futuro, dall anno Mi chiamo Michela Argo e scrivo per il blog Voci&Grida. Sono qui nella Firenze del 1514 per intervistare Leonardo Da Vinci. Da quando i viaggi del tempo sono possibili, ci vuole poco per saltare nel passato, ma visto che il passato è meglio non cambiarlo troppo (e se tutti potessero saltare ci sarebbe molta folla) i viaggi si estraggono con una lotteria. Ho partecipato, vinto ed eccomi qui. «Comunque non ho tempo da perdere on te» mi dice il genio. 16 «Glielo posso dimostrare!» gli dico.

17 Così gli racconto che nella mia epoca ci sono macchine che volano fin sulla Luna, che vanno sotto l acqua, che è possibile sapere cosa succede nel mondo, che ci sono apparecchi tascabili capaci di farci parlare con persone lontane migliaia di chilometri Leonardo sbadiglia: «Pur io le ho pensate iste cose... ma dove sono? E ora scusa, c ho daffare». Già, dove sono? Non è colpa mia se nei salti nel passato non si può portare niente... Leonardo va a lavorare con i suoi garzoni, Giangiotto e Laporello. Avranno all incirca la mia età: 12 anni. Sono capaci a fare di tutto, anche se Giangiotto mi pare più tranquillo e riflessivo e Laporello disordinato e fantasioso. C è anche una bella signora, tal Lisa Gherardini, Leonardo la chiama Monna Lisa. Ma certo, è proprio lei: la Gioconda! Viene tutti i giorni a farsi fare un ritratto. Non sa ancora che il suo sarà il ritratto. Poi mi viene un idea. «Sentiamo» mi fa Leonardo. «La bicicletta!» gli dico io. Mio padre ripara le bici e io ho letto tanti libri e riviste sull argomento. Oltre ovviamente a saper pedalare. Un po mi manca la mia bicicletta, nel 1500 non esiste ancora. 17

18 18 «E che dobbiamo fare?» domanda Leonardo. «Costruirla!» dico io. «Così potrò farvi vedere una cosa semplice e geniale del mio tempo». Leonardo ci pensa, scrive qualcosa su un foglio, me lo consegna e dice: «Fatti aiutare da Giangiotto e Laporello, che io devo fa i ritratto a Monna Lisa». Il biglietto è scritto al contrario, naturalmente. Vado allo specchio e leggo: a che serve una bicicletta? con la bicicletta ci si può fare la guerra? dove si può andare con la bicicletta? dove non si può andare? com è fatta una bici e di che materiali è fatta? come si fa ad andare in bici? si possono fare delle gare? solo gli uomini possono andare in bicicletta o anche le donne? si possono portare degli oggetti con la bici? Si può fare un trasloco? si può fare il giro del mondo?

19 In dieci giorni, mentre Leonardo contempla e dipinge la signora Lisa, io, Giangiotto e Laporello ci mettiamo al lavoro e la costruiamo. Ma Lisa si annoia a stare in posa e viene spesso a vede - re il nostro lavoro; anche Leonardo ogni tanto ci mette becco. E il decimo giorno Monna Lisa in persona potrebbe diventare la prima ciclista della storia 19

20 CAPITOLO PRIMO Nel laboratorio di Leonardo Sono rimasta stupita dalle domande di Leonardo, anzi alcune mi hanno fatto un po sorridere. Certo, per me la bicicletta è un oggetto scontato e spiegare cos è a chi non ne sa nulla è veramente difficile. Ho cercato di rispondere direttamente al Maestro, ma è sfuggente e quando provo a parlargli mi liquida con un dopo, dopo, così ho deciso di scrivergli a mia volta una lettera, naturalmente con inchiostro e penna d oca. Caro Leonardo, la bici è un mezzo di trasporto e serve a spostarsi rapidamente, a giocare, a fare gare con gli amici, anzi, per qualcuno correre e fare acrobazie con questo veicolo è un vero e proprio mestiere, oltre che uno sport. Tutti possono utilizzarla poiché è veramente unisex e popolare. Non devi, però, pensare che sia così semplice imparare ad andarci. Ora sono un asso, ma quante cadute e quante ginocchia sbucciate i primi tempi! È tutta questione di equilibrio e allenamento, anche perché la bici ha due ruote azionate da pedali che 20 a loro volta sono fatti girare dai piedi del guidatore il quale, co- Nel laboratorio di Leonardo

21 modamente seduto su un sellino, regge il manubrio e, contemporaneamente, si mantiene in bilico. I materiali di cui è fatta la bici cosa dire, alcuni, come la gomma, non sono ancora conosciuti in Europa nel 1500, ma di solito è di metallo e in particolare di ferro. Mi chiedi se con la bicicletta si può fare la guerra. Tu non sai quante guerre sempre più sanguinose ci saranno nel corso dei secoli, quante morti e distruzioni porteranno, quindi per me è difficile associare ciò che mi dà divertimento a qualcosa di così terribile. Però è vero: la bici sarà usata anche in guerra a fine Ottocento e nei grandi conflitti della prima metà del Novecento, ma non per far del male bensì per portare messaggi importanti. Oggi non è più utilizzata per tale scopo perché non è più necessario spostarsi per comunicare con chi è lontano. Con la bicicletta, insomma, si possono fare moltissime cose, anche trasportare oggetti, ma di piccole dimensioni; un vero e proprio trasloco mi sembra difficile. Si potrebbe anche fare il giro del mondo: ci vorrebbe almeno un anno, però chissà quante persone e quanti luoghi si riuscirebbero a conoscere! Michela Capitolo primo21

22 Leonardo prende distrattamente la mia lettera, la infila in una tasca della sua ampia casacca e scompare. Ne approfitto per dare un occhiata in giro, guidata da Giangiotto e Laporello. Il laboratorio di Leonardo si trova in campagna, per questioni di comodità, sostiene il Maestro, ma i suoi aiutanti dicono che un tempo era in città, non molto lontano dal Duomo; sono stati costretti a trasferirsi dopo una multa salatissima per disturbo della quiete pubblica! Esternamente il laboratorio è un edificio molto semplice: è un enorme casone a due piani, circondato dalla fantastica campagna toscana e dalle sue dolci colline; poco lontano scorre l Arno al quale si arriva percorrendo una stradina tutta curve. Mi sembra di aver già visto questo paesaggio Ma certo: è lo sfondo della Gioconda! L interno è stupefacente: il piano terra è grande il doppio della mia palestra scolastica e il soffitto è alto almeno cinque metri. Ci sono tavoli lunghissimi, ingombri di pergamene e attrezzi; centinaia di schizzi alle pareti raffigurano particolari anatomici, macchine bizzarre, piante e animali; dappertutto ci sono libroni e rotoli. Alzo gli occhi e a una trave vedo appeso un paracadute. Inizialmente non riesco a capire cosa sia, anche perché ha una 22 forma insolita, piramidale. Nel laboratorio di Leonardo

23 È Giangiotto a rivelarmi la funzione: «Oh grulla, non apisci os è? Serve a buttarsi dall alto senza farsi male». Riesco a vedere in fondo allo stanzone una sagoma strana coperta con dei teloni. È sempre Giangiotto a parlare: «Non t avvicinare, potrebbe essere pericoloso, solo Leonardo sa cos è!» Intuisco che deve essere un macchinario militare top secret. Magari più in là riuscirò, senza essere vista, a dare una sbirciatina. Interviene Leonardo, un po divertito; qualcosa della mia lettera deve averlo colpito perché mi porta subito, insieme a Laporello e Giangiotto, dall altra parte dello studio, verso uno dei tavoli ed esclama: «odesta sarà la vostra postazione di lavoro, troverete tutto ciò che vi occorre per progettar la bici. Suvvia al lavoro, bighelloni!» Sul piano c è l inchiostro e la piuma d oca e anche una grande pergamena. Mi siedo, prendo il foglio e l inizio non è dei migliori: con la mano sporca di inchiostro faccio una bella macchia Ci riprovo. Prendo la debita distanza tra mano e pergamena e, anche se un po storto e sbavato, alla fine riesco a completare un disegno abbastanza verosimile. Lo schizzo è forse troppo schematizzato, ma sono sicura che Giangiotto e Laporello capiranno seguendo le mie spiegazioni: «Al- Capitolo primo23

24 lora che ve ne pare? Questo è ciò che realizzeremo. Le ruote sono due: quella posteriore è azionata dai pedali, quella anteriore è collegata al manubrio; sopra la ruota posteriore si trova il sellino» Il più entusiasta è Laporello che esclama: «L è bellina davvero. Ho un idea: la ostruiamo in ferro? Il mi babbo è un fabbro straordinario! Ci aiuterà di si uro!» Giangiotto ribatte: «Penso che sia preferibile il legno: l è più leggero e lo possiamo trovare anche nel laboratorio. Ri orda che Leonardo non vuole che qual uno metta naso nei suoi progetti!» Come per magia, Leonardo si materializza alle nostre spalle; ce ne accorgiamo perché sentiamo un colpo di tosse che ci fa sobbalzare: «Osa state ombinando? È dunque odesta la famosa bicicletta? Non male vedremo, vedremo» Intanto il sole sta calando, dobbiamo rientrare in città. Con noi c è anche Lisa; l abbiamo vista aggirarsi con grazia nel laboratorio durante una pausa. L ho definita bella, ma ho mentito. Infatti Leonardo con il suo dipinto non solo le ha reso giustizia, ma l ha addirittura abbellita e non aggiungo altro! Però mi incuriosisce: sembra che nasconda qualche segreto e il suo sguardo misterioso 24 mi intimidisce e affascina allo stesso tempo. Nel laboratorio di Leonardo

25 Il primo giorno di lavoro è concluso; non vedo l ora che venga domani. Capitolo primo25

26 CAPITOLO SECONDO Tutti all opera Siamo stanchi e io, Giangiotto e Laporello, ci accomodiamo alla meglio su un carretto, trainato da un cavallo marrone, per ritornare in città. Durante il tragitto Giangiotto, il precisino, comincia a sbuffare: «Mamma mia, ome le è brutta odesta strada, on tutte odeste curve non ce la fó proprio più». Laporello lo riprende: «Ma smettila di lamentarti sempre, piuttosto ammira odeste olline che sono ancor più belle al calar del sole!» Giangiotto resta in silenzio per qualche minuto poi mi dice: «Oh Michela, perché non vieni a dormire a asa mia; ti fó onoscere la mi mamma». Ci penso un attimo, poi accetto con piacere. Arrivati in città lasciamo Laporello e ci rechiamo a casa di Giangiotto. Entriamo in un cortile ampio. È molto tardi e non si sente alcun rumore se non lo scroscio dell acqua che si muove in un pozzo. Saliamo su per delle scale in pietra e sull uscio ci attende una donna con i capelli raccolti, che indossa una veste lunga e larga e che 26 ci accoglie con un caldo sorriso. Tutti all opera

27 La casa è immensa, pochi mobili in legno riempiono le pareti e ovunque ci son candele accese e, con stupore, mi accorgo che rendono l ambiente più luminoso di quanto pensassi. Una lunga tavola di legno imbandita, contornata da panchette, ci aspetta: la cena è pronta! Dopo cena andiamo subito a letto. Il materasso è molto alto e morbidissimo, non ne ho mai provati di così comodi nella mia epoca! Mi guardo intorno e prima di spegnere la candela, noto che le pareti della cameretta di Giangiotto sono tappezzate da numerosi disegni. Cerco di pensare ma la stanchezza prende il sopravvento e crollo in un profondo sonno. La notte è volata, avrei voluto dormire ancora, ma la voce di Giangiotto mi riporta alla realtà: «Su, sveglia che l è l ora di andare». Spalanca le finestre e fa entrare un aria fresca e leggerissima. Mi avvicino alla finestra e mi abbaglia il sole che si riflette nelle acque dell Arno. In lontananza intravedo le maestose colonne del Duomo: che spettacolo! Mi preparo, ma perdo molto tempo per lavarmi: la tinozza è davvero poco pratica e poi la mamma di Giangiotto insiste affinché raccolga e intrecci i miei lunghi capelli... che impresa! Capitolo secondo27

28 Finalmente arriviamo al laboratorio dove Laporello è già alle prese con il suo bozzetto e il Maestro all opera con Lisa. Giangiotto mi dice: «La tua bici, Michela, l è bellina ma è troppo omplicata e noi non abbiamo il materiale... ma os è questa gomma di cui tanto parli? Ora proviamo a realizzarne una noi, io la farò in legno e Laporello la farà in ferro». Intanto ci raggiunge Lisa che è contentissima di vederci ed esclama: «Che noia! Voi osa fate di bello?» Le mostriamo i disegni e lei, guardandoli, ci dice: «L è più bellina quella in legno, perché non provate a costruire questa?» Indicando lo schizzo di Giangiotto, continua: «C è tanta legna nel laboratorio!» Salutandoci esce ma non torna nell aula del Maestro bensì indossa il soprabito e si dirige verso la porta d ingresso. Così mi chiedo se il famoso ritratto sia già finito. Intanto Laporello si convince a utilizzare il legno per la costruzione della bici, per cui incominciamo a sbirciare tra la roba del Maestro. Immagino la collera di Leonardo se dovesse scoprire che qualcuno ha toccato le sue cose. È talmente geloso della sua roba! Tra mille rotoli, pergamene e macchinari strani, gli aiutanti trovano le ruote di un vecchio carretto e Giangiotto felice urla: 28 «Bene, useremo odeste!» Tutti all opera

29 Dall altro capo del laboratorio, Laporello trova tante assi di legno, chiama Giangiotto e insieme scelgono i pezzi più adatti per costruire la bici. Giangiotto comincia: «Ci serve un asse centrale lunga, che posizioniamo in senso orizzontale, alle due estremità olleghiamo le due ruote, poi ci serve un asse più piccola che ollegheremo alla ruota anteriore: servirà da manubrio per direzionare la bici. «Naturalmente dobbiamo tagliare due pezzi di uguale misura che fungono da pedali, poi ome faremo il sellino? Andrà bene un cesto on un uscino? Mamma mia odesta opera è troppo complicata! Vabbè, non perdiamoci d animo, cerchiamo qualcosa per sagomare tutte queste assi!» Mentre i ragazzi sbirciano fra gli attrezzi del Maestro sento delle urla provenienti dalla stanza accanto: è Leonardo. Cosa sarà successo? Finalmente i due ragazzi riescono ad assemblare la bici ma Giangiotto, con tono desolato, mi dice: «Mi sa che c è un problema! Le ruote non girano!» Laporello, guardando il bozzetto, risponde: «E certo, manca la atena!» Improvvisamente arriva il Maestro e urla: «Che state facendo? Capitolo secondo29

30 Avete toccato tutta la mia roba. ome vi siete permessi? Siete proprio dei bighelloni». Intanto i suoi occhi si soffermano sulla bici, accenna una smorfia compiaciuta: «Comunque l è proprio bellina. Prima o poi le darò un occhiatina». Infastidito torna nel laboratorio. La sedia di Lisa è vuota, al suo posto trova una lettera: Caro Leonardo, sono ontenta di posare per odesto ritratto, oggi però mi annoio di stare in posa immobile e quasi quasi me ne vo in città ad ammirare un po tra le botteghe le perle che tanto mi piacciono e che mio marito non mi regala! Torno nel pomeriggio. Lisa. Il Maestro, offeso e adirato, urla il nome di Laporello che si precipita da lui. «Ma che, l è impazzita? Mica possiamo perdere tempo!» dice il Maestro. Una volta spiegato l accaduto all aiutante lo obbliga a prendere 30 il posto di Lisa per continuare il ritratto. Tutti all opera

31 Sarà per questo che la Gioconda ha le sembianze maschili? Giangiotto è costretto a lavorare da solo, ma non per questo si perde d animo. Intanto Lisa passeggia spensieratamente per Firenze. Entra ed esce da una bottega all altra e non si rende conto che il tempo passa. Ormai è sera e di Lisa non si è più vista neanche l ombra. Anche il Maestro ha perso la speranza di rivederla. Si è fatto tardi anche per noi: salutiamo il Maestro e torniamo in città. Capitolo secondo31

32 CAPITOLO TERZO Una giornata complicata Il mattino successivo, appena tornati al laboratorio grazie al solito carrettino, ci avviamo alacremente al tavolo dove ci sono i nostri arnesi, ma ci accorgiamo che manca il progetto. Non facciamo in tempo a chiederci dov è finito che sentiamo un urlo provenire dallo studio riservato al ritratto di Lisa. «No e poi no! odesta idea non mi garba per niente!» sbraita Leonardo. «Niente bicicletta, niente quadro!» ribatte Lisa. «Calma calma» suggerisco entrando educatamente, seguita dai due ragazzotti «si può sapere cosa sta succedendo? Dov è il progetto della bicicletta?» «Monna Lisa vuole essere ritratta sopra odesto aggeggio!» risponde il Maestro tirando fuori dalla tasca il nostro disegno. «Niente bicicletta, niente quadro!» ribadisce caparbia la donna. «Ier sera hissà dove t eri acciata, oggi sto apriccio e poi si lamentano tutti che non rispetto le consegne. Va bene, va bene, purché finiamo odesto quadro he il tu marito poi chi lo sente santo 32 uomo!» dicendo ciò Leonardo esce e lascia noi quattro sbigottiti. Una giornata complicata

33 Si fa avanti Laporello: «Ma, Monna Lisa, com è che l è venuta odesta stramba idea?» «Oh, sapessi Ier sera passeggiavo per le vie del centro guardando le botteghe qua e là; a un tratto sono entrata in un negozio dove vendevano delle spezie del lontano Oriente: cannella, chiodi di garofano, zafferano, cardamomo che profumi! «In un altra bottega c era tanta gente che non si riusciva a entrare: c era l Amerigo che mostrava pitture di animali e uomini strani; non ho capito di quali Indie. Ma era troppo tardi, non potevo fermarmi: non sta bene che una donna si aggiri sola oltre il calar del sole. «Stamani mi son destata con una gran voglia di novità! Voglio un ritratto diverso, nessun altra avrà un quadro così con una bicicletta, in mezzo alla natura, con un aria come dire gioconda!» Lasciamo Lisa ai suoi sogni e, disegno alla mano, torniamo nel nostro angolino. «Non finiremo mai andando avanti di questo passo» si lamenta Giangiotto «oltretutto tra poco dovremo cedere il nostro veicolo per il ritratto. Almeno proviamola!» Non faccio in tempo ad aprire bocca che i miei compari stanno discutendo su chi debba provare per primo, ma in entrambi i casi il Capitolo terzo33

34 risultato è deludente: percorrono alcuni metri barcollando come ubriachi e, non avendo l equilibrio, cadono a turno rovinosamente a terra. In effetti non è banale saper mantenere l equilibrio: è frutto di allenamento e possono essere utili ma certo! «Ragazzi» urlo «mi è venuta un idea!» Ma Giangiotto e Laporello, ammaccati e delusi, non hanno voglia di ascoltare quest idea. Decido quindi di prendere l iniziativa, afferro il cacciavite ma mi cade e rotola fin sotto il telone nell angolo. Con nonchalance, pur sapendo che Leonardo non è affatto d accordo che qualcuno guardi le sue invenzioni, mi avvicino al misterioso marchingegno, mi infilo sotto il telo e mi si presenta un modello di carrarmato di dimensioni ridotte. È identico a quello illustrato sui libri (a parte il fatto che mancano delle assi di legno... ops!). Ha una pianta circolare con una torretta al centro e, fissati a intervalli regolari, delle specie di cannoni. Questa vista mi inquieta, le immagini che mi vengono in mente mi rattristano ma un rumore di passi sempre più vicini mi riporta alla realtà; agguanto il cacciavite, esco dal nascondiglio e davanti 34 a me si erge il Maestro. Una giornata complicata

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