C BANCO POPOLARE DI VERONA E NOVARA-BANCA POPOLARE ITALIANA Provvedimento n L AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

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1 C BANCO POPOLARE DI VERONA E NOVARA-BANCA POPOLARE ITALIANA Provvedimento n L AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO NELLA SUA ADUNANZA del 29 marzo 2007; SENTITO il Dottor Antonio Pilati; VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287; VISTA la comunicazione del Banco Popolare di Novara S.c. a r.l. e Banca Popolare Italiana Soc. Coop., pervenuta in data 4 gennaio 2007; VISTA la propria richiesta di informazioni, inviata in data 22 gennaio 2007; VISTA la risposta alla richiesta di informazioni, pervenuta in data 2 febbraio 2007; VISTO il parere dell ISVAP in data 22 marzo 2007; CONSIDERATO quanto segue: LE PARTI Banco Popolare di Verona e Novara S.c. a r.l. (di seguito anche BPVN) è una banca capogruppo dell omonimo gruppo bancario (di seguito anche Gruppo BPVN), principalmente attivo nella prestazione di servizi bancari, finanziari e di risparmio gestito. Tra le banche controllate si richiamano il Credito Bergamasco S.p.A., la Banca Popolare di Novara S.p.A. e Aletti & C. Banca d investimento mobiliare S.p.A.. Il Gruppo BPVN opera con circa sportelli a livello nazionale. Tale gruppo è attivo nei mercati assicurativi rami vita - attraverso Novara Vita (partecipata al 50% tramite una joint venture con Fondiaria SAI) e BPV Vita (partecipata al 50% tramite una joint venture con Società Cattolica di Assicurazione Soc. Coop.) e nei mercati del risparmio gestito tramite le società Aletti Gestielle Sgr, Aletti Gestielle Alternative Sgr. e Banca Aletti & C. SA. BPVN risulta avere un capitale sociale detenuto da una molteplicità di azionisti nessuno dei quali, per espressa previsione di legge (articolo 30 del TUB), può possedere quote superiori allo 0,50%. Nessun azionista, secondo le parti, controlla BPVN né direttamente né indirettamente. Il gruppo BPVN ha realizzato, nel 2005, un fatturato complessivo a livello mondiale pari a circa milioni di euro, di cui milioni di euro nell Unione Europea. In Italia, il medesimo gruppo ha sviluppato, nel 2005, un fatturato, da considerarsi ai sensi dell articolo 16, commi 1 e 2 della legge n. 287/90, pari a circa milioni di euro. Banca Popolare Italiana Soc. Coop. (di seguito anche BPI) è una banca capogruppo dell omonimo gruppo bancario (di seguito anche Gruppo BPI), principalmente attivo nella prestazione di servizi bancari, finanziari e di risparmio gestito. Tra le banche controllate si richiamano la Banca Popolare di Crema, la Banca Popolare di Cremona, la Banca Popolare di Mantova, la Banca Caripe e la Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno S.p.A.. Il Gruppo BPI opera, a livello nazionale, con circa 915 sportelli. Tale gruppo è attivo nei mercati assicurativi rami vita - attraverso una joint venture paritetica con il gruppo AVIVA e nei mercati del risparmio gestito tramite le società Bipitalia Gestioni Sgr.. Il medesimo gruppo distribuisce inoltre fondi comuni di investimento di ARCA Sgr.. BPI risulta avere un capitale sociale detenuto da una molteplicità di azionisti nessuno dei quali, per espressa previsione di legge (articolo 30 del TUB), può possedere quote superiori allo 0,50%. Nessun azionista, secondo le parti, controlla BPVN né direttamente né indirettamente. Il gruppo BPI ha realizzato, nel 2005, un fatturato complessivo a livello mondiale pari a circa milioni di euro, di cui milioni di euro nell Unione Europea. In Italia, il medesimo gruppo ha sviluppato, nel 2005, un fatturato, da considerarsi ai sensi dell articolo 16, commi 1 e 2 della legge n. 287/90, pari a circa milioni di euro. DESCRIZIONE DELL'OPERAZIONE L operazione di fusione L operazione consiste nella fusione tra BPVN e BPI mediante la costituzione di una nuova società cooperativa. In particolare, il progetto di fusione tra le due imprese bancarie, come approvato in data 13 dicembre 2006 dai Consigli di Amministrazione, prevede la costituzione di una nuova società bancaria in forma di società cooperativa con funzione di Capogruppo che verrà quotata presso la Borsa Italiana. La nuova società assumerà la denominazione di Banco Popolare. La governance della banca post merger Il Banco Popolare adotterà il modello di amministrazione dualistico, sulla base di quanto stabilito dagli artt octies e seguenti cod. civ., prevedendo quali organi sociali che si affiancano all Assemblea dei Soci, il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di Gestione.

2 Il Consiglio di Sorveglianza Il Consiglio di Sorveglianza sarà composto da venti membri, otto dei quali dovranno essere scelti tra i soci residenti nelle province della Lombardia, Toscana, Liguria, Lazio Abruzzo e Sicilia, nonché nella provincia di Bologna; gli altri dodici dovranno essere scelti in particolare con riferimento alle province del Veneto, Emilia Romagna e Valle d Aosta. Ogni componente dura in carica per tre esercizi. Al Consiglio di Sorveglianza sono riservate le competenze in materia di vigilanza previste dalla normativa vigente. Esso esercita inoltre funzioni di controllo sull andamento e sull efficienza della gestione anche con riferimento alla verifica ed alla valutazione dell idoneità delle scelte gestionali rispetto al conseguimento degli obiettivi di redditività e di valorizzazione del patrimonio aziendale ed alla loro coerenza con gli obiettivi assunti negli strumenti revisionali e nei documenti di pianificazione approvati dal medesimo organo. E sempre il Consiglio di Sorveglianza ad approvare il bilancio d esercizio, a nominare e revocare il Presidente e i componenti del Consiglio di Gestione nonché a deliberare in ordine all approvazione degli indirizzi generali programmatici e strategici, dei piani industriali e finanziari e dei budget del gruppo predisposti dal Consiglio di Gestione 1. Il Consiglio di Gestione Il Consiglio di Gestione sarà composto da dodici componenti nominati dal Consiglio di Sorveglianza. Almeno due terzi dei componenti del Consiglio di Gestione saranno scelti dal Consiglio di Sorveglianza tra i principali dirigenti della Società o delle società da quest ultima direttamente o indirettamente controllate. Almeno un quarto dei Consiglieri, diversi dai precedenti, saranno scelti dal Consiglio di Sorveglianza tra soggetti di riconosciuta professionalità ed indipendenza. E espressamente previsto che non possono essere nominati alla carica, e se nominati decadono, coloro che siano o divengano membri di organi di amministrazione o controllo o dipendenti di società che svolgono o che appartengono a gruppi che svolgono attività in concorrenza con quelle della Società o del Gruppo e comunque di altre banche o società controllanti o controllate dalle stesse 2. I componenti del Consiglio di Gestione durano in carica, secondo le determinazioni del Consiglio di Sorveglianza, per un periodo non superiore a tre esercizi. Al Consiglio di Gestione spetta la gestione dell impresa in conformità con gli indirizzi generali programmatici e strategici approvati dal Consiglio di Sorveglianza. Sono riservate all esclusiva competenza del Consiglio di Gestione, tra le altre, la formulazione di proposte in ordine agli indirizzi generali programmatici e strategici della Società e del Gruppo da sottoporre al Consiglio di Sorveglianza. QUALIFICAZIONE DELL'OPERAZIONE L operazione, in quanto consiste nella fusione tra BPVN e BPI, costituisce una concentrazione ai sensi dell articolo 5, comma 1, lettera a), della legge n. 287/90. Essa rientra nell'ambito di applicazione della legge n. 287/90, non ricorrendo le condizioni di cui all'articolo 1 del Regolamento CEE n. 139/04 ed è soggetta all'obbligo di comunicazione preventiva disposto dall'articolo 16, commi 1 e 2, della medesima legge, in quanto il fatturato totale realizzato nell ultimo esercizio a livello nazionale dall'insieme delle imprese interessate è stato superiore a 432 milioni di euro. PARERE DELL ISVAP L ISVAP, con parere pervenuto in data 22 marzo 2007, non ha evidenziato la sussistenza di elementi che possano incidere sulla solvibilità ed efficienza degli operatori coinvolti, né sulla stabilità del settore. In conclusione, l ISVAP ha rilevato che: la fusione in argomento riguarda gruppi bancari operanti nel settore assicurativo vita attraverso tre joint venture a partecipazione paritetica con esigue quote di mercato e che pertanto l operazione non è suscettibile di mutare gli attuali profili concorrenziali. VALUTAZIONE L operazione in oggetto ha un impatto potenziale su diversi mercati ricompresi nel settore bancario tradizionale, in altri settori del credito (non solo strettamente bancario), nel settore del risparmio gestito e del risparmio amministrato, nonché in quello assicurativo. Mercato della raccolta Per consolidato orientamento della Banca d Italia e dell Autorità, il mercato della raccolta identifica l insieme della raccolta diretta bancaria da clientela ordinaria mediante: conti correnti liberi e vincolati, depositi a risparmio, buoni 1 [Cfr. Statuto del Banco Popolare allegato 1.] 2 [Cfr. art Statuto del Banco Popolare allegato 1.]

3 fruttiferi, nonché i certificati di deposito. In tale definizione del mercato della raccolta non è compresa la raccolta postale 3. Il mercato della raccolta bancaria, come sopra definito, ha rilevanza territoriale provinciale in considerazione della scarsa mobilità dal lato della domanda. In base ai dati forniti dalle parti, si può evincere come, in linea generale, le due imprese siano presenti in ambiti provinciali distinti. Si tratta, infatti, di due gruppi bancari con una forte realtà locale ma in ambiti geografici provinciali non sovrapposti. Le uniche due province in cui la quota congiunta post merger supererà il 25% e con un apporto positivo di una delle parti sono Lucca e Verona, come si può evincere dalla tabella sottostante. Tabella - Quote di raccolta nelle province dove si determinano le sovrapposizioni più rilevanti dati al Provincia Quota cumulata Incremento Lucca [30-35] 4 [0-5] Verona [30-35] [0-5] In merito a tali province rileva osservare quanto segue. Per quanto riguarda Lucca, l impatto della concentrazione può ritenersi non significativo in quanto i) l incremento nel livello di HHI post fusione risulta essere non significativo e ii) in questa provincia, risultano presenti altri importanti concorrenti, tra i quali il Gruppo Monte dei Paschi di Siena. Inoltre la differenza tra la quota di mercato del nuovo gruppo post concentrazione ed il primo operatore sarà piuttosto contenuta e pari a circa [0-10] punti percentuali. A Verona gli effetti della concentrazione saranno assolutamente marginali in quanto BPI possiede soltanto 2 sportelli in tale ambito geografico e con una raccolta del tutto trascurabile. Non si ravvisano pertanto elementi tali da ritenere che vi siano rischi di costituzione o rafforzamento di una posizione dominante nel mercato della raccolta. Mercati degli impieghi Nell ambito degli impieghi sono compresi, nelle diverse e possibili forme tecniche, il credito a breve, medio e a lungo termine. Considerando il lato della domanda, gli impieghi, come sopra specificati, possono essere distinti in base alle tipologie di soggetti a favore dei quali vengono effettuati. In particolare, è possibile individuare le seguenti quattro categorie di soggetti: (i) famiglie consumatrici; (ii) famiglie produttrici-imprese di piccole dimensioni (c.d. PMI); (iii) imprese di medie e grandi dimensioni; e (iv) enti pubblici. Queste diverse tipologie di soggetti esprimono esigenze di finanziamento diverse, per le quali le banche offrono prodotti/servizi diversificati, e costituiscono pertanto altrettanti mercati del prodotto rilevanti. Le diverse forme di domanda espressa sembrano caratterizzate anche da differenze in termini di mobilità, e quindi di disponibilità a sostituire l offerta attraverso la ricerca di altri impieghi su aree geografiche più o meno ampie. In particolare, i mercati degli impieghi alle famiglie e alle piccole imprese presentano una dimensione essenzialmente provinciale, laddove i mercati degli impieghi alle imprese medio-grandi e agli enti pubblici appaiono avere una dimensione geografica regionale. Relativamente a tutti i quattro mercati rilevanti - impieghi alle famiglie consumatrici (a livello provinciale), impieghi alle famiglie produttrici PMI (a livello provinciale), impieghi alle imprese (a livello regionale) e impieghi agli enti pubblici (a livello regionale), il nuovo gruppo, oltre a non essere mai il primo operatore 5, appare esposto ad una rilevante pressione competitiva di operatori con dimensione, in termini di quote detenute, anche considerevolmente maggiori. Inoltre, la quota congiunta post merger del nuovo gruppo non sarà mai superiore al 20% 6. Con particolare riferimento a Lucca (l unica provincia in cui si determina una sovrapposizione rilevante nel mercato della raccolta) non emergono problematicità concorrenziali per quanto riguarda i mercati degli impieghi. Infatti, gli impieghi alle famiglie consumatrici non superano il 13% e quelli alle famiglie produttrici non superano il 17%. Si evidenzia, quindi, l assenza di effetti di sovrapposizioni tali da comportare rischi di costituzione o rafforzamento di posizione dominante. 3 [Si veda, al riguardo, la definizione del mercato rilevante della raccolta adottata nel provvedimento n relativo al caso C BANCA INTESA/SAN PAOLO IMI.] 4 [Nella presente versione alcuni dati sono omessi, in quanto si sono ritenuti sussistenti elementi di riservatezza o di segretezza delle informazioni.] 5 [Le uniche eccezioni sono rappresentate dagli impieghi alle famiglie produttrici nelle province di Verona e Benevento, dove l entità post merger verrà a detenere rispettivamente una quota di circa il [30-35%] e il [15-20%]. Per quanto riguarda la provincia di Verona, si rileva che l apporto del merger è del tutto trascurabile, in quanto pari a [0-5%].] 6 [Oltre alla provincia di Verona, le uniche altre eccezioni sono rappresentate dagli impieghi alle famiglie produttrici nelle province di Modena e Reggio Emilia, dove l entità post-merger verrà a detenere quote congiunte post-merger del [20-25%]. ]

4 Settore del credito al consumo Il mercato del credito al consumo individua la concessione di credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra analoga facilitazione a favore di una persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale svolta. Il credito al consumo può essere distinto nelle categorie del credito finalizzato all acquisto di beni specifici (autoveicoli, motocicli, mobili, etc.) e del credito diretto, erogato nella forma di prestiti personali senza vincolo di destinazione. Si osservi che questa seconda forma di credito al consumo presenta una certa sovrapposizione con gli impieghi alle famiglie erogati dalle banche sopra definiti. Possono effettuare credito al consumo le banche, gli intermediari finanziari iscritti all'articolo 106 del T.U. in materia bancaria e creditizia e i soggetti autorizzati alla vendita di beni e servizi, limitatamente alla dilazione del pagamento del prezzo. I due tipi di credito al consumo inducono, anche in base ai precedenti dell Autorità, ad individuare due segmenti, se non addirittura, due mercati rilevanti differenti, in funzione del diverso servizio prestato e delle relative condizioni commerciali. L estensione geografica del credito diretto, erogato in prevalenza da banche, risulta legata ad una dimensione locale tipicamente circoscritta ai confini regionali, mentre per il credito finalizzato essa è convenzionalmente ritenuta nazionale, in considerazione del fatto che le caratteristiche di produzione e di commercializzazione dei prodotti e servizi finanziari in questione risultano essere omogenee sull intero territorio nazionale. Distinguendo, come dai precedenti dell Autorità, tra credito al consumo finalizzato (a livello nazionale) e quello diretto (a livello regionale) si evidenzia che, in base ai dati forniti dalle parti, la quota di mercato post-merger è inferiore all 8% nel credito finalizzato e in quello diretto è tipicamente sempre inferiore al 10% in tutte le regioni, salvo il Veneto ([10-15%]), il Molise ([10-15%]), la Calabria ([10-15%]), la Sicilia e la Sardegna ([15-20%]) dove comunque il contesto competitivo, alla luce delle quote detenute dagli altri operatori e del livello raggiungo dal gruppo post fusione, appare tale da non far emergere effetti restrittivi. Non sembrano, pertanto, esistere elementi tali da ritenere che vi siano rischi di costituzione o rafforzamento di una posizione dominante in nessun mercato relativo al settore del credito al consumo. Mercato delle carte di credito e mercato delle carte di debito Secondo il consolidato orientamento dell Autorità i servizi di pagamento ricomprendono due mercati distinti: quello delle carte di credito e quello delle carte di debito. Con riferimento alle carte di credito, il mercato rilevante dal punto di vista merceologico è quello dell attività di emissione delle carte di credito e di convenzionamento degli esercenti, comprensiva delle fasi tecniche di processing delle transazioni realizzate. Quanto alle carte di debito, esse rientrano nei servizi di pagamento con la peculiarità, però, di avere unicamente la funzione di pagamento, tra l altro con un limite di spesa di solito molto contenuto, e non quelle di credito, in quanto l'addebito sul conto corrente coincide di norma con la data in cui è avvenuta l'operazione di pagamento, e di garanzia di pagamenti futuri. Per quanto riguarda la definizione geografica dei mercati, sia per le carte di credito che per quelle di debito, le condizioni di emissione e convenzionamento appaiono sufficientemente uniformi all interno del territorio nazionale ed è nell ambito di tale area che viene pertanto delimitato il mercato geografico rilevante. Relativamente alla produzione di carte di credito, per BPVN essa viene effettuata prevalentemente dalle società prodotto Servizi Interbancari, American Express, ICBPI (per le carte prepagate) e Linea (per le carte revolving) e solo in piccola parte dalle Banche Reti BPVN e CB (mediante l emissione delle carte Visa Electron); per BPI tale fase è svolta dalla società prodotto controllata da Bipielle Ducato. Per entrambi i gruppi la distribuzione viene invece effettuata dalle Banche Reti. In base ai dati forniti dalle parti, la quota delle carte di credito in circolazione post fusione, a livello nazionale, non supera il 5%. Quanto alle carte di debito la quota è inferiore al 4%. I dati sopra riportati, anche alla luce della marginale sovrapposizione che l operazione determina nei mercati bancari tradizionali - i quali posso rappresentare una proxy rilevante per i possibili effetti di espansione anche dei servizi connessi alle carte di credito e alle carte di debito -, consentono di escludere effetti restrittivi dell assetto competitivo nei mercati rilevanti in esame. Settore del risparmio gestito Nell ambito di questo settore sono ricompresi diversi mercati. Al fine della valutazione degli impatti competitivi della presente operazione, sembrano rilevanti almeno due tipi di servizi connessi alla gestione del risparmio: i fondi comuni d investimento mobiliare; e la gestione su base individuale di patrimoni mobiliari (GPM) e in fondi (GPF). Quanto, invece ai prodotti della previdenza complementare non risulta emergere alcuna sovrapposizione. I suddetti servizi offerti nell ambito del risparmio gestito hanno, tipicamente e secondo vari precedenti dell Autorità, una fase della gestione a monte e una fase della distribuzione a valle, che portano ad individuare mercati distinti lungo la filiera, sia in termini geografici che di prodotto, di seguito specificati.

5 Fondi comuni di investimento Per fondo comune di investimento si intende, ai sensi dell articolo 1 del Decreto Legislativo n. 58/98, il patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte. Il servizio di gestione collettiva del risparmio si realizza attraverso la promozione, istituzione/organizzazione di fondi comuni di investimento e l amministrazione dei rapporti con i partecipanti, nonché attraverso la gestione del patrimonio di fondi comuni di investimento e Sicav, di propria o altrui istituzione, mediante l investimento avente ad oggetto strumenti finanziari, crediti, o altri beni mobili o immobili. Ai sensi dell'articolo 33, comma 1, del TUF, la prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio è riservata alle società di gestione del risparmio (SGR) e alle Sicav. L attività connessa ai fondi comuni di investimento presenta due fasi, quindi due mercati, distinte: la produzione e la distribuzione. Ciascuna di tali fasi risulta rilevante nel definire il prodotto, nel creare il rapporto con il cliente e nel muovere le principali variabili economiche sulle quali esercitare pressione concorrenziale rispetto agli altri operatori. Con riferimento alla dimensione geografica, il mercato rilevante relativo alla fase della produzione/gestione è individuabile nell ambito dei confini nazionali, in considerazione del fatto che la realizzazione di questo servizio è tipicamente condotta in maniera centralizzata e con condizioni di offerta omogenee sull intero territorio nazionale. La fase della produzione di tali fondi viene effettuata per BPVN mediante le società prodotto Aletti Gestielle Sgr ed Aletti Gestielle Alternative Sgr mentre per BPI tale attività è svolta dalla società controllata Bipitalia Gestioni Sgr. Per entrambi i gruppi, la fase della distribuzione viene invece realizzata dalle Banche Reti. La quota post fusione del gruppo nel mercato della produzione sarà inferiore al 5% a livello nazionale in termini di patrimonio gestito e di fondi promossi. Con riferimento alla distribuzione, emerge un unica provincia (Lucca) dove la quota aggregata post-merger supera il 40%, due province (Verona e Reggio Emilia) dove tale quota si attesta tra il 30% e il 36% e tre province (Modena, Pisa, Benevento) in cui l entità post merger avrà una quota compresa tra il 25% e il 30%. L impatto competitivo della concentrazione nel mercato della distribuzione non appare tale da alterare il contesto competitivo sia per il livello della quota post fusione che il nuovo gruppo bancario deterrà rispetto ad altri operatori concorrenti, sia per il trascurabile incremento che la concentrazione determina (in media pari allo 0,6%). Non si ritiene quindi, con riferimento al mercato della distribuzione dei fondi, che il contesto competitivo conseguente all operazione in esame possa comportare rischi di costituzione o rafforzamento di posizioni dominanti. Gestioni patrimoniali: GPM e GPF L attività di gestione su base individuale di patrimoni mobiliari (GPM), prevista dall articolo 1, comma 5, lettera d), del Decreto Legislativo n. 58/98 è svolta da banche, da imprese di investimento e da società di gestione del risparmio, sulla base di un incarico conferito dal cliente. Rispetto alle gestioni collettive, il patrimonio di ogni cliente resta distinto da quello degli altri. Specifica caratterizzazione assumono le gestioni patrimoniali in fondi (GPF), in cui le disponibilità finanziarie del cliente sono investite in quote di fondi comuni d investimento. Le GPF sono assimilate alle gestioni collettive anche se, dal punto di vista contrattuale, hanno un elemento in comune con le gestioni individuali, potendo il cliente richiedere al gestore di modificare la composizione del portafoglio, sempre, tuttavia, scegliendo tra quote di fondi comuni. L analisi sulla struttura del prodotto offerto consente di individuare mercati distinti nella fase della produzione e nella fase della distribuzione, ciascuno dei quali in grado di esercitare un ruolo diverso nel definire il prodotto, nell instaurare il rapporto con il cliente e nel variare le condizioni economiche. Se a monte sono tipicamente definite le caratteristiche del prodotto in modo omogeneo a livello nazionale, a livello distributivo viene a definirsi il legame con il cliente e esercitato il potere di collocamento anche alla luce della capacità distributiva dei concorrenti. Inoltre, la fase distributiva è strettamente legata, via la politica di retrocessione, con la fase produttiva. Relativamente al mercato della produzione la dimensione geografica risulta nazionale, essendo tipicamente centralizzata e omogenea su tutto il territorio del paese l attività di gestione individuale sia di patrimoni mobiliari che in fondi (GPM e GPF). La produzione di GPM e GPF viene effettuata per BPVN mediante la società prodotto Banca Aletti (controllata interamente dal Gruppo), e per BPI dalla società controllata Bipitalia Gestioni Sgr. Per entrambi i gruppi, la distribuzione viene invece effettuata dalle Banche Reti. Secondo i dati disponibili, la quota post fusione del gruppo, a livello nazionale, nel mercato della produzione, non dovrebbe essere superiore al 10-11%. Tra l altro, in tale mercato appaiono presenti altri importanti operatori con proprie società prodotto. Analogamente a quanto riportato in merito ai fondi comuni di investimento, anche per la distribuzione di prodotti GPM e GPF non appaiono emergere problemi concorrenziali tali da ritenere esistenti rischi di costituzione o rafforzamento di posizioni dominanti. Infatti, il nuovo gruppo verrà a detenere quote superiori al 30% soltanto in due province (Lucca e Verona), ma con incrementi non significativi.

6 Settore del risparmio amministrato L'attività di raccolta, trasmissione e negoziazione di ordini in strumenti finanziari consiste nella compravendita, ai fini di investimento, di strumenti finanziari per conto di un investitore che ha effettuato il conferimento di singoli ordini ai medesimi intermediari. La dimensione geografica, sempre in considerazione della disponibilità alla mobilità da parte della clientela finale, sembra essere provinciale come nei precedenti dell Autorità, da ultimo Intesa/SanPaolo IMI. Dai dati forniti dalle parti emerge che soltanto in tre province (Novara, Verona e Pescara) l entità post-merger verrà a detenere una quota post merger compresa tra il 25% e il 30% ed inferiore al 25% in tutte le altre. Alla luce dei dati sopra riportati e in considerazione del fatto che in tutti i mercati provinciali sono presenti altri operatori di rilievo e con quote significative si ritiene siano esclusi effetti restrittivi connessi all operazione in esame. Settore assicurativo rami vita Per consolidato orientamento dell Autorità, ciascun ramo assicurativo del settore vita rappresenta un distinto mercato. Tale distinzione si fonda, principalmente, sull oggetto del servizio reso, i rischi assunti e l obiettivo di copertura assicurativa espresso dalla domanda di ogni singolo ramo. Inoltre, tali mercati sono distinti, per ciascun ramo, tra fase produttiva avente dimensione geografica nazionale e fase distributiva provinciale. Per quanto riguarda la fase della produzione, BPVN opera mediante le società prodotto Novara Vita (joint venture al 50% con Fondiaria SAI) e BPV Vita (joint venture al 50% con Cattolica); BPI risulta invece attiva tramite Eurovita e AVIVA previdenza, detenute tramite Finoa, che è una joint venture tra BPI e il Gruppo Aviva. Per entrambi i gruppi, la distribuzione viene effettuata dalle Banche Reti. Il nuovo gruppo bancario verrà a detenere una quota post fusione nel mercato nazionale della produzione non superiore al 6% in ogni ramo vita. Relativamente ai mercati della distribuzione, a livello provinciale, la quota post merger sarà tendenzialmente molto limitata nella gran parte delle province italiane. Risulteranno, infatti, soltanto tre province in cui la quota cumulata delle parti sarà superiore al 25%: Lodi, ove peraltro non si verifica nessuna sovrapposizione essendo il gruppo BPVN assente; Lucca, ove la quota cumulata sarà pari al [25-30%] ma l incremento sarà limitato a [0-5%]; ed infine Cremona, dove l incremento sarà pressoché nullo ([0-5%]). Considerata la posizione del gruppo post fusione, i marginali incrementi apportati dall operazione in conseguenza della quasi totale assenza di sovrapposizioni a livello geografico (dovuta alla struttura complementare delle reti distributive), nonché la presenza di qualificati concorrenti, l operazione in esame non appare suscettibile di produrre effetti di rilievo sulla concorrenza in nessun mercato rilevante sopra individuato. RITENUTO, pertanto, che l operazione in esame non determina, ai sensi dell articolo 6, comma 1, della legge n. 287/90, la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante nei mercati interessati, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza; DELIBERA di non avviare l istruttoria di cui all articolo 16, comma 4, della legge n. 287/90. Le conclusioni di cui sopra saranno comunicate, ai sensi dell articolo 16, comma 4, della legge n. 287/90, alle imprese interessate ed al Ministro dello Sviluppo Economico. Il presente provvedimento verrà pubblicato ai sensi di legge. IL VICE SEGRETARIO GENERALE Alberto Nahmijas IL PRESIDENTE Antonio Catricalà

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