Prof. Giuseppe G. Santorsola. MIFID 2 e Pianificazione Successoria"

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1 Prof. Giuseppe G. Santorsola MIFID 2 e Pianificazione Successoria"

2 I TEMI DA APPROFONDIRE 1. Quale può intendersi una corretta pianificazione successoria alla luce di quanto disposto dalla direttiva MiFID 2, anche in anticipo rispetto all entrata in vigore prevista? 2. Come si inquadra il tema della pianificazione successoria nell ambito della nuova disciplina del servizio di consulenza? 3. Quali strumenti di pianificazione successoria appaiono più funzionali alla ottimizzazione del servizio?

3 MA COS È LA CONSULENZA? 33 articoli (su 193 totali) dedicati in cinque anni al tema della consulenza finanziaria.

4 IL PERIMETRO DELLA RIFORMA MIFID2 Il è stato raggiunto l accordo tra Consiglio, Parlamento e Commissione Europea (il trilogo). E stato un passaggio fondamentale nel processo di definizione del testo della MiFID II tradottasi nella direttiva 2014/65/UE del 15 maggio Emerge la volontà del legislatore di creare un sistema finanziario più sicuro, aperto e responsabile, per ripristinare la fiducia degli investitori. L obiettivo è migliorare il funzionamento del mercato dei capitali innescando nei propositi meccanismi in grado di generare benefici sull economia reale.

5 IL PERIMETRO DELLA RIFORMA MIFID2 La MiFID II interviene su più fronti quali: istituzione e regolamentazione degli Organised Trading Facilities (OTF), per gli strumenti non-equity da negoziare su piattaforme multilaterali di negoziazione maggiore trasparenza per gli strumenti non rappresentativi di capitale come obbligazioni e derivati aumento della concorrenza rafforzamento dei poteri di vigilanza e un regime armonizzato sui limiti delle posizioni in derivati su materie prime maggiori controlli sul trading algoritmico (in particolare HFT) tutela degli investitori operatività transfrontaliera.

6 LA NUOVA CONSULENZA L analisi odierna riguarda la sola tutela degli investitori, in quanto le decisioni del legislatore europeo su tale macro-area introducono importanti novità in materia di consulenza finanziaria. Netta distinzione tra CONSULENZA INDIPENDENTE e CONSULENZA NON- INDIPENDENTE. Il prestatore del servizio di consulenza dovrà esplicitare preventivamente al cliente se l attività viene svolta su base indipendente o non-indipendente (non-tied o tied) Qualora si opti per la consulenza indipendente il soggetto abilitato dovrà prendere in considerazione un numero sufficientemente ampio di strumenti finanziari presenti sul mercato. La scelta avrà conseguenze sul meccanismo di remunerazione. Infatti, per i soggetti indipendenti, la MiFID II prevede l abolizione degli inducements (ovvero incentivi monetari da parte di soggetti terzi diversi dal cliente). L unica forma di remunerazione è, quindi, la parcella pagata dal soggetto al quale è reso il servizio. I soggetti che decidono di svolgere il servizio di consulenza su base non-indipendente continueranno a poter ricevere benefici da parte di soggetti terzi.

7 ALCUNE REAZIONI Le scelte del legislatore hanno suscitato reazioni diverse che vedono contrapposte due scuole di pensiero. Nella prima rientrano coloro che avrebbero preferito scelte più decise in materia di consulenza finanziaria, sulla scia di quanto accaduto in Gran Bretagna con la Retail Distibution Review (RDR). Il legislatore britannico, dal 1 Gennaio 2013, ha eliminato definitivamente la possibilità di ricevere incentivi da parte delle società prodotto, imponendo un modello di consulenza indipendente remunerato esclusivamente dal cliente attraverso la parcella. Una decisione netta, ed in un primo momento sembrava esserci la volontà del legislatore di imporre il modello inglese anche in Europa.

8 ALCUNE REAZIONI Una seconda scuola di pensiero, invece, ritiene necessario aumentare la trasparenza e la disclosure senza però prevedere l eliminazione totale degli incentivi da parte delle società prodotto. Sebbene la scelta del legislatore sembri premiare maggiormente la seconda scuola di pensiero (i cui sostenitori sono, ovviamente, i paesi dove prevale il modello commission-only), obbligare il soggetto abilitato ad esplicitare se il servizio di consulenza viene svolto su base indipendente o no, è un importante passo in avanti che può aumentare la consapevolezza dei clienti su quale tipologia di servizio ricevono.

9 IMPATTI ATTESI Quali impatti potrà avere la MiFID II sul mercato italiano Non è semplice dare una risposta. In Italia la normativa prevede già una distinzione netta tra i soggetti indipendenti e non-indipendenti. I ritardi del legislatore nell istituzione dell Albo e dell Organismo (così come previsto dall art. 18-bis e 18-ter del TUF), hanno sicuramente rallentato la diffusione dei consulenti finanziari indipendenti che, ad oggi, rappresentano una categoria ancora poco conosciuta dal risparmiatore/investitore italiano. La MiFID II deve creare maggiore chiarezza sulle peculiarità che distinguono la consulenza svolta su base indipendente rispetto a quella non-indipendente.

10 LE INCERTEZZE DA RISOLVERE Controlli attivi sull adeguatezza Incidenza delle operazioni inadeguate Riprofilature troppo frequenti del cliente Efficace tracciabilità del rapporto Relazione strutturale fra raccomandazioni personalizzate e finalizzazione del processo Tutela dell investitore garantita

11 LA PIANIFICAZIONE EREDITARIA La gestione anticipata della transizione: 1. Passaggio di azienda o rami 2. Trust 3. Negozio fiduciario 4. Family buy out 5. Private equity 6. Private life insurance 7. Patto di famiglia 8. Azioni speciali 9. Holding 10. La donazione

12 IL PASSAGGIO DI AZIENDE O RAMI DI AZIENDA, QUOTE O AZIONI Regime agevolato per passaggio (gratuito, donazione o successione) ai figli o ai nipoti con prosecuzione di attività e mantenimento del controllo per almeno 5 anni (comma 78 Finanziaria) e per valore confacente al controllo ex-art C.C. In caso di perdita della condizione dei 5 anni, si ripete l imposta, si pagano interessi di mora e sanzione amministrativa del 30%! (si deve (? fallimento tenere anche in ipotesi di vendita ottimale o di rischio di Risultano difficili anche la semplice trasformazione societaria o incorporazione/fusione, spin-off e split Risulterà spesso difficile mantenere le quote di legittima insieme con l ottenimento dei vantaggi fiscali

13 IL PASSAGGIO IN DONAZIONE E L IPOTESI DEL PATTO DI FAMIGLIA È una soluzione alternativa ai dubbi del passaggio d azienda Solo in caso di passaggio gratuito fra viventi Mantiene il rischio di ledere legittime dei pattisti al momento della morte del donante Peraltro esiste (art. 768 C.C.) la compensazione del beneficiario verso gli altri pattisti Tuttavia tale compensazione è secondo molti un ulteriore donazione del padre, anticipatoria della successione e non una donazione tra fratelli Peraltro in tal caso l aliquota sarebbe 4% e non 6% e la franchigia 1ml e non e ciò motiverebbe il patto di famiglia, altrimenti non vantaggioso

14 TRUST Un istituto giuridico dei Paesi di common law con cui una persona, detta disponente, si separa dai suoi beni affidandoli a un Trustee che li amministrerà, in base all'atto istitutivo, nell'interesse dei beneficiari. Per effetto della segregazione, i beni del Trust non potranno essere aggrediti dai creditori né gestiti dal disponente. Presenta problemi di affinamento con il diritto civile continentale.

15 IL TRUST ITALIANO Restano forti differenze con la disciplina anglosassone, comunitaria e sanmarinese La legge parla di costituzione di vincoli di ( CC destinazione e non di trust (art. 2645ter La normativa fiscale invece regola tutti gli atti connessi a vincoli di destinazione (e quindi anche il trust) ma non quello specifico Il trust quindi non esiste nella disciplina italiana che ha soltanto recepito quanto predisposto all estero nel caso se ne faccia uso in Italia o da parte di italiani

16 IL SENSO DEL TRUST NELLE SUCCESSIONI Isolare e segregare un bene Renderlo non aggredibile da parte di creditori del disponente Vi è quindi un trasferimento di tipo reale a favore del trustee o della cassaforte di segregazione Il destinatario ha peraltro vincolo di destinazione e compressione dei suoi diritti fino al verificarsi dei termini o delle condizioni Resta la piena titolarità diritto di proprietà ma non l esercizio dello stesso, salvo per lo scopo istitutivo La segregazione vale nei confronti dei due patrimoni (del disponente e del trustee) purché trascritta

17 NEGOZIO FIDUCIARIO Strumento giuridico in base al quale il fiduciante trasferisce un diritto o uno o più beni al fiduciario, che ha il compito di amministrarlo in modo professionale, trasparente e riservato. Nell'ordinamento italiano è la forma giuridica più vicina al Trust, ma nel Trust i beni ceduti al Trustee dal disponente finiscono in un patrimonio separato. Non altrettanto nel negozio fiduciario. 16

18 FAMILY BUY OUT variante familiare del leveraged buy out. una tecnica che permette di comprare una società attraverso l'indebitamento bancario. un familiare che vuole acquistare le partecipazioni societarie di altri familiari e che non ha la iquidità può, con il family buy out, chiedere un mutuo bancario, garantito dal patrimonio della società di famiglia. 17

19 PRIVATE EQUITY Termine utilizzato per indicare l'attività dell'investitore nel capitale di rischio. Le società di private equity, attraverso il veicolo dei "fondi", investono in aziende con un alto tasso di sviluppo in fase iniziale. Sono investimenti meno liquidi rispetto a un fondo comune e richiedono tempi più lunghi per il disinvestimento. Non specificatamente successori ma strumentali

20 PRIVATE LIFE INSURANCE Combinazione di servizi assicurativi, finanziari e di pianificazione successoria personalizzati per la clientela ultra high net worth individuals (UHNWI). Accomunano ai tipici vantaggi fiscali e legali delle soluzioni assicurative la possibilità di essere utilizzati come veicolo per il trasferimento agli eredi anche di asset non quotati In genere polizze unit linked a vita intera e premio unico conferito in cash o natura

21 PATTO DI FAMIGLIA Istituto giuridico esente da collazione e riduzione che consente all'imprenditore di anticipare il trasferimento dell'azienda o delle partecipazioni sociali a discendenti/e. Un contratto a titolo gratuito che consente di realizzare di prevenire la disgregazione di partecipazioni societarie ed evitare di assegnare i beni a soggetti non idonei ad assicurare la continuità gestionale dell'impresa.

22 PATTO DI FAMIGLIA Impugnabile solo per vizio di consenso o da soggetti esclusi (altri figli o ex-coniugi per diritto) Impugnabile entro un anno dalla successione o dalla scoperta del vizio Può essere modificato in caso di modifica dei legittimari

23 AUMENTI RISERVATI Strumenti che, in vita, possono essere utilizzati per attuare il passaggio generazionale tipico del diritto societario Aumenti di capitale riservati con emissione di azioni di categorie speciali, e attribuzione al padre (se figli già soci) di azioni con diritto di recesso ad nutum Conferimento di stock option al figlio che sia già dirigente Strumenti finanziari partecipativi con diritto di nomina ad amministratore a fronte di conferimento d'opera

24 HOLDING Dietro valutazione di opportunità fiscale, trasferimento delle quote in cassaforti di famiglia di cui siano soci gli eredi. Regole statutarie molto chiare su governance e circolazione delle quote. Può essere confinata la famiglia non chiamata a ruoli attivi nella gestione delle società operative, ma solo a nominare manager esterni e a esercitare una funzione di controllo. I soci si possono ripartire le azioni come meglio credono. Quando le famiglie degli eredi si moltiplicano, possono intervenire altre holding a monte, anche nelle forme della società semplice o sapaz.

25 LA DONAZIONE INDIRETTA Il percorso differente modifica la forma ma non la sostanza Niente atto pubblico vincolante né testimoni Incide sulla lesione della legittima anche per atti successivi ESEMPI: Padre fidejussore escusso per debiti di un figlio con rinuncia alla rivalsa con danno per altri figli o legittimi Padre intesta casa al figlio che non paga Dossier titoli intestato al figlio Fusione aziendale con alterazione di prezzo con vantaggi di alcuni soci rispetto ad altri con intento di liberalità Aumenti di capitale senza sovrapprezzo per uno o più figli Ulteriori operazioni societarie, fiscali o civilistiche

26 LAST WILL PLANNING SUCCESSORIO Strategia che il consulente-promotore dovrebbe applicare nel consigliare, impostare ed assistere una trasmissione patrimoniale alternativa al trasferimento per morte: al fine di una migliore allocazione possibile del patrimonio del cliente,sia dal punto di vista: Giuridico-economico con destinazione del patrimonio che sia confacente alle regole civilistiche ed alla tutela dei legittimari Fiscale con sistemazione del patrimonio non con strumenti testamentari, ma mediante atti compiuti in anticipo rispetto all evento morte. Resta il rischio che la situazione patrimoniale si modifichi per necessità o per scelte di convenienza o modifiche dello stile di vita

27 UN APPROCCIO TRASVERSALE DEL PASSAGGIO EREDITARIO La modifica della composizione qualitativa del patrimonio in relazione all approssimarsi potenziale del momento ereditario. L impatto della conoscenza del proprio destino sulla struttura del patrimonio I 3 profili determinanti per progettare un utile eredità: LIQUIDITA RISCHIOSITA FISCALITA PER L EREDE scelte volte non all elusione fiscale, ma al raggiungimento di volontà e di interessi, voluti, con il minore costo fiscale.

28 I POSSIBILI RISCHI DERIVANTI DAL LAST-WILL PLANNING SUCCESSORIO Danni di tipo giuridico - economico Donazione compiuta tenendo presente solo il profilo fiscale (atto a titolo Gratuito rispetto ad atto a titolo Oneroso) e non anche il profilo.( legittima Civilistico (coacervo ereditario, quote di Mutamento dell assetto familiare dopo la definizione di un patto di famiglia. Cambiamenti di scenario e ambiente per l economicità di aziende familiari oggetto di passaggio. Danni di tipo morale Dissidi familiari con premiazione di un soggetto rispetto ad altri in termini di attribuzioni patrimoniali. Strategie di affini, parenti degli eredi per modificare le scelte precostituite. 27

29 QUINDI LAST-WILL PLANNING SIGNIFICA: 1. Effettuare calcoli di convenienza fiscale 2. Scegliere la strategia da adottare, che deriverà non solo da calcoli, ma dovrà anche tenere presente i possibili mutamenti nel medio - lungo periodo 3. Valutare i risvolti psicologici 4. Gestire nel tempo le situazioni che si sono organizzate precedentemente

30 GRAZIE PER L ATTENZIONE!

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