GLI STRUMENTI FINANZIARI: RAPPRESENTAZIONE IN BILANCIO E VALUTAZIONE

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1 GLI STRUMENTI FINANZIARI: RAPPRESENTAZIONE IN BILANCIO E VALUTAZIONE 2. 6 IAS 32-39; IFRS 7, IFRS 9 ( NON OMOLOGATO dalla UE): Gli strumenti finanziari nei principi IAS Il tema degli strumenti finanziari è trattato da dai principi: - IAS 32 - Presentazione in bilancio e note informative, - IAS 39 - Contabilizzazione ed eliminazione di strumenti finanziari; valutazione degli strumenti finanziari, contabilizzazione dei derivati e delle attività di copertura, - IAS 21 - Valutazione delle operazioni in moneta estera e attività a copertura di un investimento in una entità estera. E opportuno anche richiamare: - l IFRS 7 - Strumenti finanziari - Informativa di bilancio, che ha sostituito lo IAS 30. Per quanto riguarda i problemi posti dalla crisi finanziaria e gli interventi seguenti, si dovrebbe far riferimento a: - l IFRS 9, Strumenti finanziari, emanato dopo la crisi finanziaria, per tener conto delle critiche relative alla prociclicità dei principi in situazioni di crisi, nonché delle difficoltà applicative incontrate dalle imprese quando i mercati erano diventati illiquidi. Il principio, che avrebbe dovuto sostituire lo IAS 39, non è stato omologato dalla UE, in quanto presentava ancora difficoltà di applicazione, continuando a basarsi sul fair value. Il periodo ampio lasciato per l adozione avrebbe inoltre implicato una scarsa confrontabilità dei bilanci, redatti alcuni secondo il vecchio principio e alcuni secondo il nuovo, motivo che ha suggerito di non omologare il nuovo principio, in attesa delle altre revisioni proposte. I principi IAS 39- IAS 32 sono i principi più controversi, in quanto per essi il criterio del fair value pone specifiche problematiche applicative. Per lo IAS 32 Strumento finanziario (Financial Instrument) è qualsiasi contratto che dia origine a un attività finanziaria per un impresa e a una passività finanziaria o a uno strumento rappresentativo di patrimonio netto per un altra impresa. Una attività finanziaria (Financial Assets) è qualsiasi attività che sia rappresentata da: - disponibilità liquide; - diritti contrattuali a ricevere disponibilità liquide o un altra attività finanziaria da un altra impresa (crediti e debiti vs fornitori, effetti attivi e passivi); - diritti contrattuali a scambiare strumenti finanziari con un altra impresa a condizioni potenzialmente favorevoli; o - strumento rappresentativo di patrimonio netto di un altra impresa. Il principio IAS 39 prevede la seguente normativa per la contabilizzazione iniziale: - l attività finanziaria va contabilizzata quando l impresa diventa parte di un contratto che riguarda uno strumento finanziario; - una attività finanziaria o una passività finanziaria è inizialmente rilevata al suo costo, che rappresenta il fair value del corrispettivo pagato, nel caos si un attività) o ricevuto, (in caso di passività); - il fair value è normalmente determinabile in base al prezzo della transazione; - sono inclusi i costi di transazione, che sono direttamente attribuibili; - il fair value del corrispettivo è stimato attualizzando i flussi finanziari in base ai tassi correnti di mercato per strumenti similari, se tale prezzo non è disponibile. 110

2 Il principio IAS 32 prevede la seguente classificazione degli investimenti finanziari: - Strumenti di debito (obbligazioni e titoli di stato) - Strumenti patrimoniali (azioni e fondi di investimento) - I predetti strumenti devono essere classificati tra le seguenti categorie: o Held to maturity o Available for sale (AFS) o Held for trading (FVTPL) o Loans and receivables originated by an enterprise. Sulla base della definizione e della tipologia è previsto uno specifico criterio di contabilizzazione e valutazione. Di seguito le principali norme per le attività. Detenute a scopo di negoziazione (Held for trading): - obbligazioni, azioni, derivati; - valutazione al valore corrente con le variazioni da imputare a conto economico ( fair value se stimabile in modo attendibile) [da cui fair value through profit and loss] Detenute fino a scadenza (Held to maturity): - prevedono pagamenti e scadenze fisse e determinabili - non comprendono le azioni - se è venduta una quantità non insignificante tutto il resto per almeno due anni va riclassificato come disponibile per la vendita - valutazione: costo rettificato o costo se non è determinabile il valore Finanziamenti e crediti generati dall impresa (Loans and receivables originated by an enterprise): - prestiti a clienti, crediti commerciali. Attività disponibili per la vendita (Available for sale): - categoria residuale: azioni e obbligazioni; - valutazione al valore corrente e per le variazioni bisogna scegliere se : o a) inserirle nel CE o b) inserirle nel PN al netto degli effetti fiscali e poi nel CE mano a mano che le corrispondenti attività sono vendute Per quanto riguarda gli strumenti finanziari classificati come passività, si distinguono: Detenute a scopo di negoziazione: - posizioni short su titoli obbligazionari; - tutti i derivati, tranne quelli destinati alle operazioni di copertura; - valutazione al valore corrente con variazioni a CE Altre: - valutazione al costo ammortizzato (rettificato). Per gli strumenti finanziari quindi, mentre per le attività destinate alla vendita o a scopo di negoziazione il criterio base è il fair value, per gli strumenti finanzi detenuti fino a scadenza il criterio base è quello del costo ammortizzato. Per costo ammortizzato si intende l ammontare al quale era stata valutata al momento della contabilizzazione iniziale, meno le variazioni finanziarie in linea capitale (rimborsi), più o meno l ammortamento accumulato di ogni differenza tra l ammontare iniziale e il valore nominale alla scadenza (calcolato con il metodo dell interesse effettivo), meno qualsiasi svalutazione per perdita di valore o non incassabilità. 111

3 Anche per le attività finanziarie detenute fino a scadenza è previsto l impairment, ovvero è richiesto di stimare il valore recuperabile di un attività ogni qualvolta vi sia indicazione che l attività può aver subito una riduzione durevole di valore. Viene richiesto di rilevare una perdita durevole di valore ogniqualvolta il valore contabile di un attività risulti superiore al suo valore recuperabile. Per la categoria held to maturiy contabilizzate al valore amortized cost l impairment è pari alla differenza tra amortized cost e valore di realizzo. Per la categoria available for sale l impairment è pari alla differenza tra l amortized cost e il valore attuale dei flussi futuri di cash flow sulla base dei tassi correnti di mercato. L impairment deve essere determinato ad ogni data di chiusura del bilancio o di altra situazione contabile infrannuale se esistono evidenze obiettive. Il principio IAS 39 tratta anche degli strumenti finanziari derivati. Sebbene il legislatore sia intervenuto indicando, con il recepimento della Direttiva Cee sul fair value, le informazioni da fornire in nota integrativa, non ci sono ancora specifici principi italiani sul tema. La complessità dello scenario macroeconomico possono spingere anche le PMI al ricorso ai derivati per coprire rischi di tassi di cambio, o di flussi di cassa. Potrebbero essere anche utilizzati per coprire rischi di tasso di interesse. Tuttavia il problema della corretta rilevazione e rappresentazione in bilancio è piuttosto degli intermediari finanziari, che vendono tali coperture alla clientela, e che possono correre rischi molto più elevati dei premi incassati. Gli strumenti finanziari derivati sono strumenti il cui valore varia in base ad un indice specifico, presentano una elevata leva finanziaria, ma richiedono un investimenti limitato o nullo; in genere lo scambio di benefici economici è differito a data futura. Possono essere parte di uno strumento finanziario complesso. Il derivato può essere: - strettamente connesso al contratto principale (un prodotto strutturato che comprende un titolo a tasso fisso e un IRS che lo modifica nella sostanza da tasso fisso a tasso variabile); - non strettamente connesso al contratto principale (es. una obbligazione che in cambio di un maggior rendimento lega la restituzione del capitale all assenza dell accadimento di un default di una specifica entità). Le regole per la valutazione dei derivati sono così riassumibili: - Valutazione iniziale : al costo (attività o passività finanziaria); - Valutazione successiva: al valore corrente; - Variazioni di valore: contabilizzate nel CE (ad eccezione dei contratti di copertura). Se il contratto è di copertura, in genere l utile sul derivato compensa la perdita di valore dell attività coperta. Affinché si possa parlare di contratti di copertura devono essere soddisfatte alcune condizioni: - devono essere documentati gli obiettivi di gestione dei rischi e modalità con cui verrà verificata l efficacia della copertura; - devono essere altamente efficienti (le variazioni dei valori correnti si compensano quasi perfettamente e i risultati effettivi rientrano in un intervallo compreso tra l 80% e il 125%). Pertanto in caso di contratti di copertura del valore corrente di un attività: - gli strumenti di copertura sono valutati al valore corrente; 112

4 - il valore corrente della voce coperta è modificato per tener conto delle variazioni; - le variazioni di valore sia del valore corrente sia dello strumento di copertura sono addebitate a CE. I derivati costituiti da contratti di copertura dei flussi di cassa presentano la seguente disciplina: - Gli strumenti di copertura sono valutati al valore corrente; - Le variazioni di valore dello strumento di copertura sono attribuite a PN e successivamente a CE in concomitanza con la contabilizzazione relativa alla voce oggetto di copertura; nel caso di utili e perdite derivanti da strumenti finanziari utilizzati per la copertura di acquisizioni previste di attività è passività sono inclusi nel costo dell attività e passività. Nell ipotesi di contratti di copertura di investimenti netti in entità estere, la procedura è la seguente: - Gli strumenti di copertura sono valutati al valore corrente; - Le variazioni di valore sono addebitate al PN (provvisoriamente), nella misura in cui la copertura è efficace, insieme alle differenze cambio derivanti dalle partecipazioni estere; - Gli importi iscritti a PN sono portati a CE quando la partecipazione è venduta IFRS 7 - STRUMENTI FINANZIARI - INFORMATIVA DI BILANCIO L'Ifrs 7 introduce nuove disposizioni al fine di migliorare l'informativa di bilancio riguardante gli strumenti finanziari. Tale principio ha sostituito integralmente lo Ias 30 Informazioni richieste nel bilancio delle banche e di altre istituzioni finanziarie e alcune disposizioni dello Ias 32, Strumenti finanziari: esposizione in bilancio ed informazioni integrative. La sua applicazione riguarda tutte le imprese (non solo quelle finanziarie) e l'informativa richiesta varia in funzione del grado di utilizzo degli strumenti finanziari. In particolare, I'Ifrs 7 richiede di fornire la seguente informativa obbligatoria: a) la rilevanza degli strumenti finanziari rispetto alla posizione finanziaria della società e ai suoi risultati; b) informazioni qualitative e quantitative in merito all'esposizione al rischio derivante dall'utilizzo di strumenti finanziari (rischio di credito, di liquidità e di mercato). Attraverso le informazioni qualitative la società illustra gli obiettivi del management, le policies e i processi posti in essere per la gestione dei rischi. Tramite le informazioni quantitative la società indica il limite della propria esposizione al rischio. Nel complesso, tali informazioni dovranno essere in grado di fornire un quadro generale in merito all'uso degli strumenti finanziari da parte dell'impresa, nonché l'esposizione al rischio che ne deriva. La nuova informativa richiesta dall'ifrs 7 sostituisce le disclosures precedentemente previste dallo Ias 32, mentre rimangono applicabili le disposizioni in merito alla classificazione in bilancio degli strumenti finanziari già previste dallo Ias 32. Il principio comprende, inoltre, una application guidance obbligatoria (e quindi parte integrante dello stesso) ed è corredato da una implementation guidance che aiuta nell'esposizione dell'informativa richiesta Crisi finanziaria, illiquidità dei mercati e interventi dello IASB per gli strumenti finanziari. La crisi finanziaria esplosa con il fallimento della banca Lehman Brothers nel settembre 2008, con il successivo shock anafilattico che ha colpito i mercati e la crisi di liquidità, da cui l impossibilità di dare un prezzo ai titoli derivanti dalle cartolarizzazioni dei mutui, ma soprattutto a quelle derivanti dai mutui subprime, presenti nel portafoglio di molte banche, sia negli Usa che in Europa, ma non solo, ha posto il problema degli effetti che il mantenimento della 113

5 valutazione al fair value di tali titoli, in un momento in cui, per l illiquidità del mercato,le valutazioni ivi espresse avrebbero avuto l effetto di innestare un ciclo perverso: le svalutazioni che le banche avrebbero dovuto rilevare per tener conto del minor valore di mercato dei titoli, rispetto ai valori storici di carico, avrebbero avuto un effetto di riduzione ulteriore degli utili e quindi del patrimonio netto delle banche, con ulteriori effetti negativi sulle quotazioni. Di fronte a tale situazione si è acceso un forte dibattito nei mercati finanziari e negli organismi contabili, in quanto si è osservato che: 1. la valutazione dei titoli a fair value aumenta volatilità dell utile, mentre rimane il quesito sulla il dubbio sull opportunità di valutare i titoli sulla base delle quotazioni del mercato, se non c è l interesse alla loro vendita immediata: ( Why should I mark an asset to market,if it is not my intention to sell it now? (A banker)); 2. Il fair value prociclico pochè la caduta dei prezzi attiva i margin calls e gli obblighi di vendita, contribuendo al trend ribassista, con la conseguenza di ridurre ulteriormente il valore del patrimonio di garanzia delle banche, con effetti negativi sulla stessa disponibilità di credito: (Fair value is exacerbating the credit crunch. (John McCain)). 3. Quando i mercati sono distressed, il fair value non dovrebbe essere basato sui prezzi di mercato, ma sul loro fundamental value (mark to model). Si deve tener presente che il principio IAS 39 individua una rigida gerarchia dei criteri da utilizzare per determinare il fair value e precisamente: - La miglior indicazione del fair value è l esistenza di quotazioni ufficiali in un mercato attivo, - Solo nel caso non esista un mercato attivo, il fai value si determina utilizzando un opportuna tecnica di valutazione; - Nel caso particolare di strumenti rappresentativi di capitale (azioni) non quotati in mercati attivo può accadere che l utilizzo di una tecnica di valutazione porti a risultati non attendibili. In tal caso lo strumento rappresentativo di capitale è valutato al suo costo. La gerarchia può essere esposta anche nel modo seguente, con riferimento l livello degli input utilizzati per determinare il fair value: 114

6 - livello 1: il fair value è determinato utilizzando i prezzi quotati in mercati attivi per attività, passività identiche - livello 2: il fair value è determinato utilizzando tecniche di valutazione per le quali gli input sono significativi sono basati su dati osservabili dal mercato; - livello 3: il fair value è determinato utilizzando tecniche di valutazione per le quali uno degli input significativi non è basato su dati osservabili dal mercato. Nel caso del livello 1, si parla di mark to market, nel caso del livello 2 e del livello 3 si parla di mark to model. Nel 2008, in una situazione di mercato illiquido, si è posto dunque il problema di quali scelte percorrere. Le tre soluzioni prospettate furono: 1 Sospendere il fair value accounting 2 Prescindere dal mark-to-market quando i mercati sono inattivi (o dislocati (significativo declino nei volumi ampie oscillazioni di prezzo prezzi non correnti ) (Revisione IAS 39 FAS 115). 3 Riclassificazione delle attività finanziarie Gli interventi del Fasb e dello IASB andarono verso la terza soluzione, mentre si apriva un processo di revisione dello IAS 32 e 39, che ha portato all IFRS 9. Il dibattito sulla posizione da assumere aveva infatti preso in esame diverse alternative: 1. GUARDARE AL PASSATO I principi contabili sono stati sempre prociclici. Quando il sentiment di mercato cambia, cambiano le valutazioni delle attività e passività. 2. ASSUMERE IL CORRETTO PUNTO DI VISTA Fair value è ancora il miglior criterio di valutazione per le istituzioni finanziarie. Capital buffers (Basilea) e forward-looking provisioning possono mitigare il problema della prociclicità 3. ESSERE REALISTI I Model-based values dovrebbero essere aggiustati per tener conto del livello di liquidità cosicché attività illiquide dovrebbero essere svalutate ai loro.. prezzi di mercato! 4. ESSERE ONESTI (1) La mancanza di liquidità pone gli stessi problemi di un eccesso di liquidità. Bisognerebbe sospendere il fair value accounting quando i prezzi crescono troppo? 5. ESSERE ONESTI (2) Chiedere di modificare solo le regole quando non ti fanno comodo è corretto?? La crisi finanziaria ha messo in evidenza il ruolo che i principi contabili svolgono nella rappresentazione della realtà, e i limiti del fair value, che ha esaltato i risultati nei periodi positivi, con effetti sugli stessi sistemi di incentivi per i managers, mentre li ha depressi ulteriormente nei periodi negativi. Così alcuni osservatori hanno rilevato: Some would argue that creating this kind of volatility in financial information is too much. The other argument is that life is volatile. Part of transparency is letting people see what is really happening. ( Michael Young, Lawyer from Willkie Farr & Gallagher, NY; Reuters, 26 February 2008 ) Quello che tuttavia la caduta dei titoli subprime ha sottolineato è stato il livello elevato dei rischi che le banche avevano assunto, come conseguenza di un insieme di fattori, dalla deregolamentazione e l eccessiva fiducia nelle capacità autoregolatrici del mercato, alla presenza di innovazioni finanziarie che hanno sostenuto la diffusione del rischio. In tale direzione i processi di cartolizzazione e i rating generosi dati dalle società di rating alle diverse tranche di titoli emessi dalla società veicolo sulla base dei crediti (mutui) cartolarizzati. Così si è osservato: It is one thing to have a bank report losses because some of the loans on its balance sheet went bad. That is part of the business of banking. It is something else, however, for a bank to report a 115

7 multibillion-dollar loss from taking some risk that had never been mentioned in its financial statements. (New York Times - 29 February 2008). Il dibattito ha così sottolineato i limiti del sistema: 1. Il FV è un possibile criterio di valutazione di bilancio 2. Esso è sicuramente adatto per le istituzioni finanziarie 3. Presenta criticità di applicazione 4. L eventuale debolezza dei principi IAS/IFRS non deve essere ricercata nell uso del FV mal nel suo corretto inquadramento in un Framework coerente e condiviso.. Valutare un asset dipende infatti dal contesto e dagli scopi per cui viene fatta la valutazione, come illustra la figura n. 1. Fig. n.1. E necessario ribadire che il fair value è l ammontare a cui un attività può essere scambiata, o una passività può essere estinta, tra controparti consapevoli e consenzienti, in un operazione tra soggetti indipendenti. Il sistema di principi contabili internazionali, pur riferendosi al fair value, fa riferimento a diversi criteri di valutazione. Infatti del fair value è previsto l uso facoltativo per Immobili Impianti e Macchinari, Investimenti Immobiliari, Attività immateriali, mentre ne è previsto l uso obbligatorio nelle Business combination, per le Attività biologiche, per le Attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS), per le Attività/Passività finanziarie al fair value, per i Derivati. Il sistema IAS/IFRS è quindi basato sul criterio del costo ma, come ribadito, in situazioni di crisi, si pone un problema di utilizzo di prezzi/quotazioni espressi da mercati non aventi un funzionamento regolare. Si rileva un Paradosso: Le scelte di Standard Setter condizionano la rappresentazione della situazione aziendale e del risultato della sua gestione (il passato aziendale); 116

8 Sulla base di tale rappresentazione, gli operatori economici orientano le proprie decisioni economiche rispetto all azienda, condizionando in tal modo l esito della sua gestione e la sua performance di periodo (il futuro aziendale). Così il modello di rappresentazione del passato aziendale presenta un impatto diretto sul suo futuro, mentre le scelte di Standard Setter assumono un peso significativo in termini di stabilità dei mercati, in un sistema di aspettative autorealizzanti. In un contesto di mercato illiquido e di crisi di fiducia degli investitori si pone quindi, per le scelte dello Standard Setter, un problema di Trade off tra Trasparenza dell informativa finanziaria e Stabilità dei mercati. In tale contesto va letto l intervento dello IASB con l Amendments allo IAS 39 e all IFRS 7 in risposta alla crisi dei mercati, nella prospettiva delle scelte di trade-off fra stabilità dei mercati e trasparenza dell informativa aziendale nel Il documento Reclassification of Financial Assets Effective Date and Transition (Amendments to IAS 39 Financial Instruments: Recognition and Measurement and IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures) emesso nell ottobre 2008, ha permesso alle imprese di riclassificare gli strumenti finanziari non derivati dalla categoria FVTPL (fair value througt profit or loss) ad altra classe. L emendamento consente anche di trasferire dalla categoria available-for-sale alla classe Crediti e Debiti, se l impresa ha l intenzione e la capacità di mantenere tali strumenti finanziari per un futuro prevedibile. L impresa può applicare tale emendamento al o dopo il primo luglio Questo consente di mantenere gli strumenti finanziari al valore nella trimestrale dell ottobre 2008 ai valori di luglio 2008, superiori ai valori di borsa di fine ottobre. Le note al bilancio, per molte banche, illustravano come, se si fossero applicati i valori di fine ottobre, si sarebbero dovute rilevare volumi di svalutazione che avrebbero ulteriormente ridotto il patrimonio contabile delle banche stesse La valutazione e rilevazione in bilancio degli strumenti finanziari: esempi Differenze fra norme nazionali e norme internazionali Prima di procedere all illustrazione di esempi sulla rilevazione e valutazione degli strumenti finanziari secondo i principi contabili internazionali, riportiamo una sintesi dei criteri di valutazione e rilevazione di una particolare categoria di strumenti finanziari: i titoli mobiliari. Nella seguente figura n. 2 si propone una classificazione dei titoli. Fig Classificazione dei titoli TITOLI \/ \/ PUBBLICI PRIVATI OBBLIGAZIONI REDDITO FISSO REDDITO VARIABILE BOT OBBLIGAZIONI AZIONI CCT.. I titoli sono quote di debito (prestiti obbligazionari) o di capitale emessi dallo stato, da enti pubblici o da società private, secondo le normative vigenti. Se sono emessi dallo Stato o da Enti pubblici garantiti dallo Stato si parla di titoli del debito pubblico, se emessi da società private i titoli, privati, possono essere quote di debito o di capitale (equity). Per i titoli (obbligazioni) si definisce il valore nominale, che rappresenta il valore di riferimento per il calcolo degli interessi, che vanno a costituire le cedole periodiche. 117

9 Lo sviluppo dei mercati finanziari ha condotto a rilevanti emissioni obbligazionarie, spesso accompagnate da rating, che sono state quotate. Il valore del titolo ad una specifica data è data dal valore attribuito alla quota capitale del titolo, più la quota di interessi maturata dalla data di stacco dell ultima cedola fino alla data della negoziazione. Il valore della quotazione dei titoli obbligazionari dipende da fattori di mercato (generali) (andamento dei tassi di interesse, prospettive dell economia, etc.) e da fattori specifici del titolo (rischio di default, caratteristiche dell emissione, scadenza, etc.,). Viene definito CORSO SECCO la quotazione della quota capitale del titolo (le obbligazioni sono quotate al corso secco), si definisce CORSO TEL QUEL la somma del corso secco più il rateo di interessi; mentre si definisce CORSO EX CEDOLA il valore del CORSO TEL QUEL meno l intera cedola di interessi. La stampa finanziaria pubblica giornalmente le quotazioni dei titoli quotati; le tabelle riportano i codici identificativi, le date di stacco delle cedole, la cedola in godimento, e il calcolo del rateo di interessi. Nell interpretazione delle informazioni fornite, occorre ricordare il trattamento fiscale delle rendite finanziarie. Sugli interessi all atto del pagamento deve essere effettuata una ritenuta, che attualmente è del 12,5%, se percepiti da persone fisiche. La ritenuta è a titolo di acconto per gli investimenti effettuati da imprese. Quindi si parla di lordisti e di nettisti. Le azioni, che sono titoli a reddito variabile, sono invece quotate a TEL QUEL, in quanto il dividendo non è prefissato contrattualmente. Diversa è anche la tassazione dei dividendi, distinguendo i dividendi destinati a partecipazioni non qualificate, ovvero inferiori al 20%, da quelli destinati a partecipazioni qualificate. I primi scontano in capo alle persone fisiche percipienti una ritenuta alla fonte a titolo di imposta del 12,5%; i secondi non sono sottoposti a ritenuta, ma sono tassati nella dichiarazione fiscale per il 49,72 % se percepiti da persone fisiche sui dividendi formatisi con utili a partire dal Per le riserve formativi con utili degli anni 2007 e precedenti, che scontavano l aliquota ires del 33%, l imponibile era del 40% dei dividendi incassati, mentre dal 2008, essendo l Ires ridotta al 27,5%, l imponibile è aumentato. Per i dividendi percepiti da persone giuridiche la tassazione è sul 5% del loro ammontare. Il Tasso di interesse sulle obbligazioni viene definito partendo da tassi di riferimento, più uno spread, legato al rating dell emittente e alle condizioni del mercato. I principali termini di riferimento sono: l EONIA = European overnight interest average; l EURIBOR = Euro Interbank Offered rate, il LIBOR = London Interbank Offered Rate. Nella seguente figura un esempio di calcolo del corso tel quel di un titolo obbligazionario. Fig. 1- Calcolo del valore di negoziazione di un titolo. Data di negoziazione: Titolo IT s ced CORSO SECCO 100,17 RATEO INTERESSI 0,95687 DAL 1.9 CORSO TEL QUEL 101,1269 Calcolo della cedola. I = Cit, in cui C valor nominale del titolo, i cedola semestrale, t, numero di giorni dalla data dell ultimo godimento. I Gioni sono calcolati sull anno civile, più alcuni giorni banca. 118

10 Conteggio dei giorni:anno 2008 I SEMESTRE II SEMESTRE Gennaio 31 luglio 31 Febbraio 29 agosto 31 Marzo 31 settembre 30 Aprile 30 ottobre 31 Maggio 31 novembre 30 Giugno 30 dicembre Conteggio dei giorni dall II SEMESTRE Settembre 30 Ottobre 31 Novembre N.B.: si conteggiano giorni banca. VERIFICA: CEDOLA SEMESTRALE 2,15 I = 2,15 *81 / 182 = 0,95687 RITENUTA: 0, ,5% SU CEDOLA E SU DIFFERENZA DI EMISSIONE INCASSO: 101,0073 I titoli possono essere quotati sopra o sotto la pari; il rendimento effettivo differirà quindi dal rendimento nominale (4,3 nominale annuo); per il titolo il rendimento effettivo annuo è stimabile nel 4,07%; Nella seguente fig. n. 2 un esempio di calcolo relativo al titolo IT Data di negoziazione S IT % CORSO SECCO 97,61 RATEO INTERESSI 1,21739 DAL 1.8 CORSO TEL QUEL 98,82739 SEMESTRE II Giorni AG CEDOLA SEMESTRALE 2, SETT OTT 2 * 112 / 184 = 1, NOV 31 DIC RITENUTA: 31 GENN 12,5% SU CEDOLA E SU DIFFERENZA DI EMISSIONE IMPOSTA SOST. SU CEDOLA 0,15217 SU DIFF D'EMISSIONE 0, IMPOSTA SOST. NETTA 0,16849 CEDOLA NETTA 1,04890 INCASSO: 98,6589 N.B.: Il corso secco è inferiore al valor nominale; il tasso effettivo è superiore al tasso nominale. Il rendimento effettivo è stimabile allo 4,38% annuo. L esempio, semplificato, illustra gli aspetti di determinazione dei controvalori dei titoli. 119

11 Si ricorda che ai fini del codice civile, la valutazione dei titoli dipende dalla classificazione degli stessi fra il capitale fisso, ovvero destinati a permanere fino alla scadenza, o nel capitale circolante, ovvero destinati al trading. Le attività iscritte nelle immobilizzazioni seguono il criterio del costo, salvo la presenza di perdite durevoli di valore ( per esempio default dell emittente); mentre per i titoli iscritti nel circolante la valutazione deve essere fatta al minore fra il costo e il valore espresso dall andamento del mercato. Il valore di riferimento è il corso secco, che può variare, oltre che per eventi specifici dell emittente, per variazioni dei tassi di mercato, per condizioni di liquidità del mercato, etc. Anche le norme italiane hanno previsto la possibilità di riclassificazione dei titoli, per le condizioni di illiquidità del mercato. L art.15, co.13, del decreto n.185/08, in particolare, dispone che: Considerata l eccezionale situazione di turbolenza nei mercati finanziari, i soggetti che non adottano i principi contabili internazionali, nell esercizio in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, possono valutare i titoli non destinati a permanere durevolmente nel loro patrimonio in base al loro valore di iscrizione così come risultante dall ultimo bilancio o, ove disponibile, dall ultima relazione semestrale regolarmente approvati anziché al valore di realizzazione desumibile dall andamento del mercato, fatta eccezione per le perdite di carattere durevole. Tale misura, in relazione all evoluzione della situazione di turbolenza dei mercati finanziari, può essere estesa all esercizio successivo con decreto del Ministero dell economia e delle finanze. Tale misura è stata reiterata anche nel 2010 (L. 122/2010) La rilevazione di attività finanziarie classificate al fair value con contropartita CE. Dopo la breve illustrazione sulle modalità di quotazione e negoziazione dei titoli pubblici e privati, osserviamo quanto prevedono i principi contabili internazionali sulla rilevazione e rappresentazione in bilancio degli strumenti finanziari. La rilevazione contabile degli strumenti finanziari destinati al trading, che abbiamo visto essere valutati al fair value con contropartita al conto economico, deve tener conto delle modalità di acquisto. Il fair value di uno strumento finanziario al momento della misurazione iniziale è normalmente il prezzo di transazione. Ai fini di determinare il fair value di uno strumento finanziario quotato su un mercato attivo, il prezzo di mercato più appropriato per un attività posseduta è solitamente il prezzo di offerta (denaro o bid price). Si tratta quindi di comprendere come rilevare l acquisizione di una attività finanziaria classificata al fair value rilevata a conto economico quando l impresa paga il prezzo di vendita ( lettera o ask price) più una commissione di intermediazione. Si abbia il seguente caso: Prezzo di riferimento All acqusizione in T 0 Alla rideterminazione del valore in T 1 Prezzo denaro Prezzo lettera Per la rilevazione iniziale, il fair value è il prezzo denaro, e la differenza rispetto al prezzo lettera va considerata come costi di transazione. Per questa tipologia di strumenti finanziari i costi di transazione vengono immediatamente rilevati a conto economico. Quindi la valutazione è al prezzo denaro. 120

12 La rilevazione in T 0 è la seguente: DARE Attività al fair value a CE DARE Commissione di intermediazione DARE Altri costi di transazione AVERE Disponibilità liquide 123 In T 1 l impresa registra il nuovo prezzo denaro per i propri titoli, pari a 110; la rilevazione è la seguente: DARE Attività al fair value ace 10 AVERE Proventi netti da attività di negoziazione 10 Il saldo del conto Attività al fair value ace viene riepilogato fra le attività correnti dello stato patrimoniale, mentre il conto Proventi netti da attività di negoziazione viene riepilogato nel conto economico. Le attività finanziarie disponibili x la vendita, che sono valutate al fair value con destinazione auna riserva di patrimonio netto, presentano le seguenti procedure di rilevazione: All acquisto: Fair value iniziale = prezzo di transazione (corrispettivo dato o ricevuto) Fair value strumento finanziario quotato: prezzo di offerta (denaro o bid price) Ma, poiché al momento dell acquisto viene pagato il prezzo di vendita (lettera o ask price ) + commissione, la rilevazione lo schema seguente: Prezzo di riferimento acquisto T 0 rideterminazione T 1 Prezzo denaro Prezzo lettera Rilevazione iniziale: il fair value è il prezzo denaro, e la differenza sono costi di transazione, iscritti nel valore iniziale, dove si comprendono anche le commissioni (pari a 3); In T 0 contabilizziamo: DARE Attività fin disp x vendita 123 AVERE Disponibilità liquide 123 In T 1 per rilevare la riduzione del fair value sul prezzo denaro (110), si rileverà: DARE Riserva di Patrimonio Netto 13 AVERE Attività finanziaria disponibile per la vendita 13 Rilevazione e valutazione di strumenti finanziari destinati a investimento (held to maturity) Valutazione al costo ammortizzato: Dopo la rilevazione iniziale, un impresa deve misurare tutte le passività finanziarie (a lungo termine) al costo ammortizzato, utilizzando il criterio del tasso effettivo. 121

13 Per costo ammortizzato si intende il valore a cui è stata valutata alla rilevazione iniziale l attività o la passività finanziaria, al netto dei rimborsi di capitale, accresciuta o diminuita dell ammortamento delle differenze tra il valore iniziale e quello a scadenza, al netto di qualsiasi svalutazione operata. Facciamo l esempio di un obbligazione emessa con uno sconto. L impresa Beta ha emesso un obbligazione a cinque anni con un valore nominale di ,00, al prezzo di ,00. L obbligazione frutta interessi al tasso dell 8% (pagabile annualmente). I costi di transazione relativi all emissione, dovuti alle spese di sitruttoria, alle spese legali, ai costi di stampa, sono pari a 2.000,00. Nella valutazione IAS il valore di un debito è dato dal valore economico dello stesso, che significa tener conto del rapporto tra tasso nominale del prestito e tasso effettivo, in relazione all andamento dei tassi sul mercato. Il tasso di interesse effettivo è definito come il tasso di interesse necessario ad attualizzare tutti i flussi di cassa dell obbligazione (capitale e interessi), al valore contabile iniziale di Tale valore è la differenza fra l importo che deve essere rimborsato a scadenza ( ,00) meno il disaggio di emissione, meno le spese sostenute per l accensione del prestito obbligazionario). Il tasso di interesse effettivo dell obbligazione, sulla base dell attualizzazione dei flussi di cassa collegati al prestito, è del 10%: L impresa deve pertanto rilevare un onere finanziario del 10% sul valore contabile del prestito in ciascun periodo.. Nella seguente tabella i dettagli del calcolo. Stima costo ammortizzato 20X1 20X2 20X3 20X4 20X5 Data Costo ammortizzato a inizio anno Oneri finanziari (b) = (a) x 10% Pagamento di interessi (c) Rimborso di capitali (d) Costo ammortizzato a fine anno (a)+(b)-(c)-(d) Quindi la valutazione al costo ammortizzato iniziale al tempo P 0 la procedura è la seguente: Importo del debito da pagare alla scadenza (valore nominale in genere..) + quota non ancora ammortizzata del premio o aggio di emissione, diminuito dei costi di transazione oppure - quota non ancora ammortizzata dello sconto o disaggio di emissione, aumentato dei costi di transazione - quote di debito in linea capitale già rimborsate = valore iniziale del debito P 1 La valutazione al costo ammortizzato finale viene stimata: valore iniziale del debito al costo ammortizzato P 1 + interessi di competenza del periodo - uscite di cassa del periodo relative al debito (interessi pagati + rimborsi utilizzi) = valore del debito all inizio del periodo successivo (P 2 ) 122

14 Nella seguenta tavola un altro esempio di calcolo del costo ammortizzatoper un prestito, per cui si abbia: Prestito 1250, r = 4,7%, n = 5, onere 250, Tasso effettivo 10% tasso % Nominale N Costo amm. Iniz. a Interessi effettivi b Cash flow c Costo ammort. Finale a+b-c Costo civilistico Oneri/5 + c 4,70 4,70 4,70 4,70 4, Totale Totale 546 Totale interessi 295 Spese 250 Totale La stima del Tasso effettivo r avviene sulla base della seguente relazione, illustrata nella seguente tabella: Σ (AD x r) = FF + Σ (CFs), in cui: AD = costo ammortizzato; FF disaggio di emissione; CFs: Cash Flow, insieme di uscite di cassa per il debito (interessi cash + Rimborsi Utilizzi) r: costo reale del debito: 10%, pari al rapporto tra il totale delle spese più gli interessi pagati (tasso nominale sul valore nominale del debito), pari a 545, e la somma dei costi ammortizzati iniziali (pari a 5.454] Costo ammmort. Cash flow Financing Fees Cash flow + F.F Occorre osservare che la modalità di valutazione si riflette sul bilancio, portando a una differenza fra i costi secondo i principi Ias e i costi secondo i principi contabili nazionali, in quanto il costo per gli IAS è dato dagli interessi effettivi, mentre per codice civile il costo civilistico è dato dalla quota di ammortamento dei financing fees, sommati agli interessi versati. Si veda l esemplificazione: anno 1 anno2 anno3 anno4 anno5 costo totale Modello Civilistico Modello IAS Delta Si veda anche il seguente esempio sulla valutazione di un debito a lungo termine, sulla base dei tassi di mercato. 123

15 Esempio di applicazione del costo ammortizzato (Ias 39) applicato a un finanziamento di 2.000,00 euro al tasso del 2,5% annuo, durata 3 anni. Tasso di mercato 3%. (migliaia di euro). Anno 1 Anno 2 Anno 3 Totale Flussi di cassa 50,0 50, , ,0 Valore attuale dei flussi di cassa 48,5 47, , ,7 al tasso del 3% Differenza fra corrispettivo iniziale e valore equo 28,3* Costo ammortizzato * 1980, ,3 0 - Interessi effettivi,2,4,7 178,3 Interessi nominali 50,0 50,0 50,0 150,0 Differenza interessi 9,2 9,4 9,7 28,3 * essendo aumentati i tassi, il debito vale meno: tale vantaggio entra nel concetto di costo ammortizzato. Si può osservare dalla tabella che il costo ammortizzato nell anno 1 è pari a 1.971,7 +,2 50, 0 = Il costo ammortizzato nell anno 2 è pari a 1.980,9 +,4 50, 0 = 1.990,3, mentre il costo ammortizzato nell anno 3 è pari a 1.990,3 +,7 50, ,0 = 0. Il calcolo consente di evidenziare le seguenti grandezze: Interessi effettivi anno 1: 1971,7 * 3%; Interessi effettivi anno 2: 1980,9 * 3% Interessi effettivi anno 3: 1990,3 * 3% Volendo ricordare, le rilevazioni contabili IAS sono le seguenti: Accensione: Banca D Finanziamento XY A 2, x Finanziamento XY D 19,01 Rettifiche di valore A 19, x1 rettifiche di valore D 9,4 Finanziamento XY A 9, X2 Rettifiche di valore D 9,7 Finanziamento XY A 9,7 Finanziamento D 2,000,0 Banca A 2.000,0 Completiamo l esposizione con un esempio relativo alla rilevazione e valutazione, secondo gli IAS 32- e IAS 39 delle obbligazioni convertibili Le obbligazioni convertibili sono strumenti finanziari composti, con una componente di debito e una di patrimonio netto (equity). Si abbiano le seguenti ipotesi: Emissione di titoli obbligazionari convertibili durata 3 anni 124

16 emissione alla pari, valore nominale introito i = 6% Il tasso di interesse è più basso di quello di mercato, perché l obbligazionista ha l opzione di convertire il suo debito in equity. Il prestito convertibile prevede la conversione in 250 azioni ordinarie in ogni momento della durata del prestito. Le altre informazioni rilevanti sono: tasso di interesse corrente per titoli analoghi senza opzione di conversione 9% alla data emissione il prezzo di mercato di un azione ordinaria è 3 dividendi attesi sui tre anni di durata dei titoli a reddito fisso sono 0,14 per azione al termine dell'anno, tasso di interesse annuale per investimenti finanziari a tre anni privi di rischio è il 5% Il primo punto è la valutazione residuale della componente di patrimonio netto del prestito obbligazionario: valore attuale del capitale pagabile allo scadere dei tre anni: al tasso del 9% valore attuale dell'interesse - pagabile annualmente posticipatamente per tre anni al tasso del 9% totale componente di passività Componente di patrimonio netto (x differenza) Introito dall'emissione dei titoli obbligazionari La alternativa di valutazione è quella che chiede di valutare la componente di PN secondo il modello di determinazione del prezzo di opzione. 1. deviazione standard delle variazioni proporzionali del valore corrente dell'attività sottostante all'opzione moltiplicata per la radice quadrata (^1/2) del tempo fino alla scadenza dell'opzione. deviazione standard: 30% tempo: tre anni 0,3 * 3^1/2 = 0, rapporto tra il valore corrente dell'attività sottostante all'opzione e il valore attuale del prezzo di esercizio dell'opzione valore intrinseco valore di mercato di una azione al momento emissione 3 valore attuale dei dividendi attesi alla fine del periodo attualizzati al tasso di rendimento di investimento privo di rischio del 5% 0,14 x 3 attualizzato 0, quindi valore attuale dell'attività sottostante all'opzione è: 3-0,3813 = 2,

17 Il valore attuale del prezzo di esercizio è 4 per azione scontato al tasso di rendimento di un investimento privo di rischio pari al 5% per tre anni: 3, Il rapporto è calcolato come 2, /3, =0, L'opzione di conversione dei titoli obbligazionari è una forma di opzione di acquisto. La tabella di valutazione dell'opzione di acquisto indica che, per i due valori sopra indicati (0,5196 e 0,7579), il valore corrente dell'opzione è approssimativamente 11,05% del valore corrente dell'attività sottostante. Per la valutazione dell opzione di conversione: 0,1105 x 2,6187 x 250 azioni x titolo obbligazionario x 2000 titoli = valore equity residuo valore debito I principi IAS, sulla base della prevalenza della sostanza sulla forma, prevedono pertanto che dal bilancio si abbiano informazioni per una valutazione del valore della società 1. Rimane sempre la criticità delle valutazioni, soprattutto in un economia in cui le attività intangibili rappresentano il fattore competitivo delle imprese, a partire dalla reputazione, dal valore del personale e del management. 1 Per un approfondimento del tema: PriceWaterHouseCoopers G.A. Toselli e M. Rota ( a cura di), IFRS Principi contabili internazionali Gli strumenti finanziari, v.4, Egea, Milano,

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