passaggio unidirezionale del liquido interstiziale dai tessuti alla circolazione sistemica estremità a fondo cieco (capillari linfatici)

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1 sistema linfatico passaggio unidirezionale del liquido interstiziale dai tessuti alla circolazione sistemica estremità a fondo cieco (capillari linfatici) 51

2 pareti formate da un singolo strato di endotelio esistenza di valvole 52

3 linfa: liquido chiaro giallastro (acqua, piccoli soluti, proteine interstiziali, materiale articolato) 53

4 54

5 il dotto linfatico destro ed il dotto toracico raccolgono tutta la linfa convogliata dalle vene linfatiche e la riversano nel sistema venoso a livello delle vene giugulari interne il movimento della linfa avviene grazie alle onde peristaltiche del muscolo liscio delle pareti dei vasi linfatici e grazie ai movimenti del corpo (contrazioni muscolari scheletriche che causano compressioni locali) 55

6 sistema venoso le venule sono vasi più piccoli delle arteriole le venule più piccole sono simili ai capillari (scambiano sostanze con l interstizio) vene, vene cave la pressione venosa è di ca mmhg, scende a 0-5 mmhg a livello dell atrio destro 56

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10 le vene periferiche sono dotate di valvole semilunari unidirezionali 60

11 localizzate più in superficie delle arterie; facilmente distendibili funzione di serbatoio di volume (le arterie sono serbatoi di pressione) 61

12 pressione venosa centrale e ritorno venoso sono importanti regolatori della pressione atriale destra e quindi della gettata cardiaca e del flusso di sangue agli organi pompa muscolare scheletrica 62

13 pressione media delle vene dei piedi 63

14 pompa respiratoria inspirazione espirazione 64

15 tono venomotorio determinato dal simpatico e da altri fattori volume ematico 65

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17 controllo della pressione arteriosa 67

18 R = resistenza idraulica = 8ηl/πr 4 il raggio del vaso può essere facilmente modificato PAM = GC * R il controllo delle resistenze permette di controllare la PAM ed il flusso di sangue attraverso gli organi le arteriole contribuiscono al 60% della resistenza totale: controllo locale (intrinseco) riflessi simpatici (estrinseco neuronale) controllo ormonale (estrinseco ormonale) 68

19 controllo locale del flusso in generale, aumentata attività metabolica e ipossia producono vasodilatazione, e viceversa 69

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23 sono presenti anche meccanismi di autoregolazione miogena (dopo uno stiramento il vaso si contrae) 73

24 controllo estrinseco (nervoso ed ormonale) del flusso la regolazione nervosa della muscolatura liscia dei vasi (arterie, arteriole, venule, vene) compete esclusivamente al sistema ortosimpatico (unica eccezione sono i vasi del pene e della clitoride) 74

25 la noradrenalina neuronale determina vasocostrizione l adrenalina ormonale (dalla ghiandola surrenale) determina vasodilatazione 75

26 essendo l innervazione simpatica l unica in grado di controllare la vasocostrizione, esiste un tono simpatico basale che mantiene le fibre vasocostrette in condizioni fisiologiche 76

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28 l adrenalina ha alta affinità per β 2 -AR in molti distretti sono presenti sia α 1 -AR che β 2 -AR (ad es. vasi della muscolatura scheletrica, cardiaca e del fegato) l azione dipende dalla concentrazione di adrenalina e dalla densità recettoriale altri fattori ormonali: vasopressina (ADH) e angiotensina II 78

29 modello teorico più completo: sistema a doppia pompa 79

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33 barocettori arteriosi la regolazione nervosa agisce per mantenere la PAM costante 83

34 recettori sensibili allo stiramento (meccanocettori) rilevano la pressione del sangue (pressocettori) diretto all encefalo (recettori carotidei) e al corpo (recettori aortici) 84

35 sono delle terminazioni nervose libere in contatto con la tunica media della muscolatura liscia dei vasi nei glomi (corpi aortici e carotidei) sono contenuti i chemocettori periferici (implicati nella regolazione della respirazione ma anche della PAM) 85

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37 sono recettori fasici 87

38 centri di controllo bulbo-pontini i barocettori carotidei, attraverso il nervo del seno carotideo (nervo di Hering) ed il glossofaringeo (IX nervo cranico), proiettano nella regione del nucleo del tratto solitario (NTS); i barocettori aortici lo fanno attraverso il nervo vago (X nervo cranico) NTS proietta al gangli simpatici tramite il bulbo ventrolaterale caudale (CVLM) e rostrale (RVLM) NTS proietta ai neuroni parasimpatici localizzati nel nucleo ambiguo e nucleo motore dorsale del vago i nuclei RVLM hanno attività pacemaker che genera il tono di vasocostrizione basale 88

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41 la funzione cardiovascolare può essere modulata da recettori periferici diversi dai barocettori arteriosi, ad es. i volocettori ed i barocettori cardiopolmonari oppure i chemocettori periferici e centrali; l integrazione avviene a livello dei centri bulbopontini esiste una stretta integrazione funzionale in parallelo tra sistema circolatorio e respiratorio la PAM può essere modulata anche da centri encefalici superiori, ad es. ipotalamo e corteccia 91

42 il sistema barocettoriale esercita anche un controllo della PAM attraverso la modulazione del rilascio di ormoni (indotta da scariche simpatiche): l adrenalina surrenalica (aumento della gettata cardiaca e della resistenza vascolare periferica) la vasopressina ipotalamo-ipofisaria (ritenzione idrica e vasocostrizione arteriolare) l angiotensina II del sistema renina-angiotensina renale (vasocostrizione, inibizione della produzione di urina, stimolo della sete) le grosse vene, le arterie polmonari e le pareti degli atrii contengono recettori da stiramento a bassa pressione: vengono stimolati attraverso variazioni di volume del sangue venoso ed agiscono di concerto ai barocettori arteriosi sui centri bulbari 92

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