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1 Le pillole di Notizie, commenti, istruzioni ed altro Direttore responsabile: Edi Sommariva Numero EFFETTI DELLA RIDUZIONE DELL IVA NEI PUBBLICI ESERCIZI A cura di L. Sbraga e G. Erba

2 Il processo di armonizzazione fiscale nell ambito dell Unione Europea prevede un intervento sulle aliquote IVA degli Stati membri così articolato: aliquota ridotta non inferiore al 5%; aliquota ordinaria non inferiore al 15%. L applicazione dell aliquota ridotta è possibile solo per i beni e servizi inseriti, a livello europeo, in un apposito elenco. In Italia attualmente sono in vigore tre aliquote: 4% e 10% (ridotte); % (ordinaria). Ai servizi di ristorazione si applica l aliquota ridotta del 10%. Il recente pronunciamento dei 27 Ministri delle Finanze dell Unione Europea favorevole all inserimento della ristorazione nell elenco dei beni e servizi per i quali è possibile l applicazione dell aliquota ridotta chiude, con successo, una vicenda iniziata oltre 17 anni fa. Viene scongiurato in tal modo il pericolo di un innalzamento dell aliquota applicata alla ristorazione da un minimo di cinque punti ad un massimo di dieci. Dopo la decisione del Governo francese di applicare, a partire dal primo luglio del 09, l aliquota ridotta alla ristorazione si è sviluppato anche nel nostro Paese un forte dibattito per spingere il governo ad assumere un identica decisione. Aliquote Iva in Europa applicate alla ristorazione (1 gennaio 08) Al primo gennaio del 08 undici Paesi applicavano in Europa un aliquota ridotta alla ristorazione. Tra questi l Italia dove alle attività di somministrazione di alimenti e bevande si applica un aliquota del 10%. Meglio dell Italia fa la Spagna con un aliquota del 7%, per non parlare di Lussemburgo (3%) e Olanda (6%). Gli altri sedici Paesi dell Unione applicavano l aliquota ordinaria, generalmente superiore al 15%. Senza citare gli eccessi di Danimarca e Svezia, % per entrambi, ricordiamo il 17,5% del regno Unito, il 19% della Germania e il 19,6% della Francia LU NL ES PL CY SI EL AT IT PT IE UK EE LT LV MT CZ DE RO SK FR BG HU BE FI DK SE

3 Evoluzione delle aliquote IVA a partire dal 1/01/08 Nel corso del 08 e, soprattutto, del 09 ci sono stati alcuni interventi sulle aliquote IVA della ristorazione in diversi Paesi. A dicembre del 08 il Regno Unito ha abbassato, purtroppo solo in via transitoria, l aliquota dal 17,5% al 15%. La Francia, a partire dal 1 luglio 09, applica alla ristorazione un aliquota del 5,5% (prima era 19,6%), mantenendo la vecchia aliquota per le sole bevande alcoliche. Ci sono stati, tuttavia, anche interventi in direzione opposta in Lettonia, Lituania e Ungheria. A partire dal 10 ulteriori cambiamenti sono previsti in Belgio e Finlandia dove l aliquota applicata alla ristorazione scenderà, rispettivamente, dal 21% al 12% e dal 22% al 13%, mentre la Repubblica Ceca sta studiando l ipotesi di passare dal 19% al 9%. Nel Regno Unito è già programmato, al contrario, un ritorno all aliquota del 17,5%. sviluppi positivi sviluppi negativi aliquota (in %) aliquota (in %) Paese prima dopo quando Paese prima dopo quando Regno Unito 17,5 15 dic. 08 Lettonia 21 gen. 09 Francia 19,6 5,5 lug. 09 Lituania 19 gen. 09 Belgio gen. 10 Ungheria lug. 09 Finlandia lug. 10 Lituania set. 09 Repubblica Ceca ??? Regno Unito 15 17,5 gen. 10 Spagna 7 8 lug. 10 Evoluzione delle aliquote IVA tra il 08 e il Soglia aliquota ordinaria , ,5 9 5,5 0 (*) LU NL ES PL CY SI EL AT IT PT IE UK EE LT LV MT CZ DE RO SK FR BG HU BE FI DK SE Paesi ad aliquota ridotta Paesi ad aliquota ordinaria Paesi che hanno ridotto l aliquota Paesi che hanno alzato l aliquota Fonte: Hotrec (*) In Francia le bevande alcoliche restano al 19,6%

4 Evoluzione delle aliquote IVA a partire dal 1/01/10 17, Soglia aliquota ordinaria 15 13, , ,5 0 (*) LU NL ES PL CY SI EL AT IT PT IE UK EE LT LV MT CZ DE RO SK FR BG HU BE FI DK SE Paesi ad aliquota ridotta Paesi ad aliquota ordinaria Paesi che ridurranno l aliquota (per la Repubblica Ceca è ancora un ipotesi) Paesi che alzeranno l aliquota Fonte: Hotrec (*) In Francia le bevande alcoliche restano al 19,6% Il caso Francia La Francia, attraverso un accordo tra Stato e Associazioni di categoria, ha scelto di applicare l aliquota IVA ridotta alla ristorazione. I termini dell accordo hanno l obiettivo di trasferire ai diversi attori (consumatori, lavoratori e imprese) i vantaggi derivanti dalla riduzione dell iva. Per i consumatori il vantaggio consiste in un significativo abbattimento del prezzo di un pasto completo come risultato di un minore impatto delle imposte indirette sulla formazione del prezzo del servizio di ristorazione. Per i lavoratori già impiegati nel comparto i vantaggi devono concretizzarsi in migliori condizioni di lavoro, in maggiori opportunità di formazione professionale, in rafforzamento degli strumenti di welfare. Sempre in tema di lavoro le imprese si impegnano a creare 40mila nuovi posti di lavoro. Per le imprese il vantaggio diretto proviene da una misura che stimola la domanda e, dunque, accresce le loro opportunità di business. Si tratta, allora, di un patto che prevede oneri ed onori e che è sottoposto alla verifica di specifici organi di vigilanza.

5 Francia: il patto governo - ristorazione Per il consumatore Riduzione del prezzo di un pasto completo per una quota pari alla riduzione dell aliquota IVA Creazione di posti lavoro Il patto Per i dipendenti Miglioramento condizioni di lavoro in termini di: salari - formazione professionale - welfare Per le imprese Più investimenti Fonte: Synhorcat Organi di verifica e controllo del rispetto degli impegni Pubblici esercizi: gettito IVA (anno 06) Nel 06, ultimo dato disponibile, i ricavi, iva inclusa, dei pubblici esercizi ammontavano a: Bar 13,6 miliardi di euro Ristoranti,7 miliardi di euro Totale 34,3 miliardi di euro Sono state pagate sugli acquisti imposte indirette per un valore di 3,3 miliardi di euro, mentre sulle vendite l iva incassata è stata di 3,2 mld. di euro. In definitiva il settore vantava un credito IVA di oltre 91 milioni di euro. Il credito si concentra totalmente nel mondo del bar dove il saldo 06 è stato di oltre 115 milioni di euro. Nei ristoranti, invece, il debito delle imprese nei riguardi del fisco è stato, per questa imposta, di circa 24 mln. di euro. Valori in euro IVA a debito IVA detraibile IVA a credito/debito Ristoranti Bar Totale Fonte: dichiarazioni IVA 06 Credito

6 Pubblici esercizi: gettito IVA (stima al 10) L ipotesi di una riduzione dell aliquota IVA applicata ai pubblici esercizi non è immaginabile prima del 10. Per tale ragione i dati relativi alle dichiarazioni IVA 06 sono stati aggiornati con una previsione al 10. I ricavi, iva inclusa, vengono stimati in: Bar 15,7 miliardi di euro Ristoranti 23,7 miliardi di euro Totale 39,4 miliardi di euro Sulla base di queste stime verrebbero pagate sugli acquisti imposte indirette per un valore di 4,038 miliardi di euro, mentre l iva incassata sulle vendite ammonterebbe a 3,742 mld. di euro. Si otterrebbe, così, un credito di imposta pari a circa 296 milioni. I ristoranti risulterebbero a credito per 163 mln. di euro, mentre il credito dei bar ammonterebbe a 133 mln. di euro. Valori in euro IVA a debito IVA detraibile IVA a credito/debito Ristoranti Bar Dichiarazioni IVA al 10 (ad aliquote invariate) Totale Credito Fonte: stima C.S. Fipe dichiarazioni IVA al 10 L applicazione dell aliquota ridotta al 5% (stima al 10) La riduzione dell aliquota dal 10% al 5% ha effetti sulla sola IVA incassata, mentre è neutrale sugli stock relativi all iva pagata sugli acquisti. Nel caso dei ristoranti l imposta quasi si dimezza essendo l IVA al 10% prevalente nelle vendite. Per i bar gli effetti sono significativi ma più contenuti in quanto il ventaglio di aliquote iva applicate sulle vendite è più articolato. Entrambi i comparti vanterebbero un credito nei riguardi del fisco per oltre un miliardo di euro nel caso dei ristoranti e per circa 750 mln. di euro nel caso dei bar. Il credito complessivo diventa, così, di 1,9 miliardi di euro. Confrontando il credito a legislazione invariata con quello conseguente alla manovra di riduzione il settore godrebbe di un vantaggio calcolabile in milioni di euro. La riduzione dell aliquota a ricavi invariati farebbe emergere base imponibile per oltre un miliardo e mezzo di euro che sarebbe assoggettata a tassazione diretta. In tal modo il vantaggio

7 potrebbe risultare non superiore al miliardo di euro. Valori in euro IVA a debito IVA detraibile IVA a credito/debito Ristoranti Bar Dichiarazioni IVA al 10 (ad aliquote invariate) Totale Credito Fonte: stima C.S. Fipe dichiarazioni IVA al 10 Effetti della riduzione dei prezzi sul volume d affari (stima al 10) Sulla base di quanto già sperimentato in Francia si potrebbe giungere ad un accordo imprese/governo finalizzato a trasferire ai consumatori i vantaggi della riduzione dell aliquota IVA. Nel caso in cui ciò si concretizzasse in una traslazione del differenziale di aliquota sui prezzi di vendita si avrebbe una riduzione del volume d affari del 5%. L elasticità domanda/prezzo genererebbe un incremento di fatturato inferiore, tuttavia, alla perdita reale come sopra determinata. La perdita di fatturato è calcolabile in circa 900 mln. di euro, di cui 538 nei ristoranti e 363 nei bar. Valori in euro Ristoranti flessione del volume d affari Bar Totale Fonte: stima C.S. Fipe conclusioni La riduzione al 5% dell IVA applicata alle vendite dei pubblici esercizi vale circa 1,6 miliardi di euro di risorse aggiuntive per il settore. Nel caso in cui le imprese trasferissero sui prezzi la quota percentuale di riduzione dell IVA il vantaggio si ridurrebbe di un importo pari alla contrazione del fatturato. In definitiva il vantaggio per le imprese potrebbe stare all interno di una forchetta che va da 1 miliardo di euro a 678 milioni di euro in funzione del livello di riduzione dei prezzi che le imprese attueranno.

8 La possibilità di applicare un aliquota super-ridotta alla ristorazione dovrebbe passare attraverso una riformulazione complessiva del ventaglio delle aliquote in vigore in Italia. E improbabile, infatti, che venga applicata l aliquota del 4% perché in contrasto con il processo di armonizzazione che impegna gli Stati membri a non andare sotto il 5%. Al contempo risulta difficile credere che venga creata una nuova aliquota intermedia tra il 4% e il 10% ad hoc per i servizi alberghieri e di ristorazione. Non va trascurata, inoltre, l influenza che sulla decisione potrebbe avere l attuale situazione di credito IVA vantata dal settore nei riguardi del fisco.

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