Indice. 1 La valutazione nei corsi a distanza

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Indice. 1 La valutazione nei corsi a distanza -------------------------------------------------------------------- 3"

Transcript

1 LEZIONE LA VALUTAZIONE DEI PROCESSI DI FORMAZIONE A DISTANZA PROF. GIUSEPPE DE SIMONE

2 Indice 1 La valutazione nei corsi a distanza Cosa valutare di un corso FaD e in che modo Parametri di qualità I vantaggi dell on-line education e dell apprendimento collaborativo in rete Potenziali svantaggi dei corsi di formazione on-line Bibliografia di 27

3 1 La valutazione nei corsi a distanza La valutazione ricopre, all interno di un percorso formativo, un ruolo estremamente importante in termini di verifica dell efficienza, dell efficacia e della qualità di tale percorso. Essa può essere definita quale «attività da realizzarsi nell ambito di un processo decisionale, in maniera integrata con le fasi della programmazione, progettazione e intervento, avente come scopo la riduzione della complessità decisionale attraverso l analisi degli effetti diretti e indiretti, attesi e non attesi, voluti o non voluti, dell azione, compresi quelli non riconducibili ad aspetti materiali» 1. Il termine valutazione viene, dunque, utilizzato per «indicare quella specifica attività di ricerca che, attraverso la raccolta, l analisi e l interpretazione di dati ricavati dagli aspetti più vari di un programma formativo, giudica l efficacia, l efficienza e la qualità di un intervento didattico e ne verifica la coerenza con gli obiettivi didattici e le condizioni ambientali in cui la formazione ha luogo» 2. All interno di un percorso di formazione a distanza, la valutazione viene a costituire un processo fondamentale sia per ciò che riguarda la verifica della coerenza fra scelte progettuali, contenuti e metodi con gli obiettivi dell azione formativa, sia nelle attività di monitoraggio in itinere della dinamica dell azione formativa. Questo è quanto occorre per avere informazioni puntuali in grado di permettere la ritaratura e/o la flessibilizzazione dell azione stessa 3. La formazione a distanza, rispetto alla formazione tradizionale, richiede quindi che si ponga una maggiore attenzione nei riguardi della valutazione a causa sia del articolato intreccio dei vari elementi da sottoporre ad analisi sia per le minori possibilità di raccolta dei dati a fronte di più fattori da considerare 4. Quando si tratta di corsi di formazione on-line, la valutazione si trova a dover affrontare diversi ambiti di intervento, per cui avremo: 5 1. una valutazione dell apprendimento e del processo formativo; 1 Bezzi C., Il disegno della ricerca valutativa Franco Angeli, Milano 2001, pag Ruggieri S., Boca S., Ballor F., La valutazione nella formazione a distanza: un barlume all orizzonte, in TD Rivista di Tecnologie Didattiche, n 1, 2002, pag Trentin G., Telematica e formazione a distanza. Il caso Polaris, Franco Angeli, Milano 1999, pag Faiella F., On-line education e valutazione, in Fragnito R. (a cura di), La rete della didattica, Pensa Multimedia, Lecce 2002, pag Ibidem. 3 di 27

4 2. una valutazione del corso; 3. una valutazione delle interazioni e della piattaforma. Valutare gli apprendimenti acquisiti consente di verificare anche la validità del percorso didattico, in quanto l efficacia didattica e il processo formativo risultano essere strettamente collegati tra loro. Sia l efficacia della formazione che, conseguentemente, la sua valutazione risultano legate alla coerenza esistente tra le diverse fasi di cui è composto il processo formativo e alla loro congruenza con le variabili organizzative. «La valutazione dei risultati della formazione opera sia direttamente a livello del singolo intervento formativo, identificandone la specifica efficacia, sia indirettamente sull intero sistema formativo aziendale, rinforzando l azione formativa in generale ed ampliando il patrimonio di informazioni riguardanti le esperienze passate e i loro risultati» 6. Nell ambito della valutazione degli apprendimenti è possibile distinguere tre diversi momenti valutativi: una valutazione iniziale, tesa a individuare sia le conoscenze pregresse che le esigenze dei singoli partecipanti al percorso formativo, al fine di renderlo più personalizzato; una valutazione in itinere, tesa ad aiutare il discente a formare la propria conoscenza, attuando una verifica del raggiungimento degli obiettivi intermedi; una valutazione finale, tesa a verificare il livello di acquisizione di conoscenze/abilità raggiunto al termine del processo di formazione. Nel complesso, i requisiti richiesti ad un corso di formazione a distanza sono gli stessi che autori come Boca e Ballor 7 hanno individuato per le attività formative in generale: chiarezza nella pro gettazione didattica, analisi dei bisogni, obiettivi espliciti, definizione delle risorse, tipi di valutazione. Alcuni di questi requisiti diventano, però, componenti strategiche, come ad esempio la qualità e la fruibilità dei contenuti didattici, la valutazione in itinere, ecc. 6 Amietta P. L., Amietta F., Valutare la formazione, Unicopli, Milano 1996, pag S., Boca S., Ballor F., La valutazione nella formazione a distanza: un barlume all orizzonte, op. cit. pag di 27

5 Il momento della valutazione iniziale nasce dalla necessità di avere a disposizione tutta una serie di informazioni riguardanti le caratteristiche di partenza di ogni singolo partecipante; informazioni che riguardano sia i prerequisiti cognitivi, che il contesto culturale di appartenenza, le abitudini, le difficoltà e gli interessi. Questo al fine di adeguare il percorso formativo alla tipologia di utenza che vi parteciperà, e per agevolarne la fruizione. La valutazione in itinere è invece rivolta a rilevare le conoscenze, le abilità e le competenze che ogni partecipante assimila alla fine di ciascun modulo. «La valutazione svolge in maniera ottimale le sue funzioni quando è continua, cioè quando accompagna il processo educativo e quello di apprendimento per guidare e motivare quanti vi operano in forme diverse, e per fornire loro di continuo una verifica sicura e puntuale» 8. Secondo la Circolare n 43 del 08/06/1999 del Ministero del Lavoro un corso a distanza deve prevedere al suo interno una serie di prove di valutazione formativa, tramite l uso di verifiche realizzate dopo la trasmissione dei previsti contenuti didattici, e delle prove di valutazione sommativa, cioè dell intero segmento formativo. E mentre le prime potranno essere realizzate a distanza, in alcuni casi anche in autovalutazione, le prove di valutazione sommativa e quelle di verifica finale andranno realizzate alla presenza di un rappresentante dell Ente in modo da comprovare il raggiungimento dell obiettivo formativo» 9. La valutazione finale del processo formativo intende le competenze acquisite da ciascun partecipante al termine dell intero percorso formativo e, inoltre, è tesa a «verificare l efficienza e l efficacia delle variabili gestionali e organizzative e dei diversi elementi che intervengono all interno dell organizzazione ed erogazione di un corso» 10. Per la valutazione del corso sono previste tre fasi: ex-ante, in itinere, ex-post. la valutazione ex-ante riguarda l individuazione di una serie di indicatori che l ente finanziatore valuta sulla base della proposta progettuale del proponente il percorso formativo; la valutazione in itinere e quella ex-post, servono per verificare le uniformità e/o le eventuali difformità tra la proposta e la messa in opera del percorso formativo ideato. 8 Calonghi, L., Valutazione, La Scuola, Brescia 1976, pag Circolare n 43 del 08/06/1999 del Ministero del Lavoro. 10 Faiella F., On-line education e valutazione, op. cit., pag di 27

6 È da aggiungere che, la valutazione in itinere può riguardare anche la valutazione dell apprendimento e la valutazione del processo. La valutazione dell apprendimento e, dunque, dell efficacia del percorso di formazione, è collegata ai contenuti erogati; vengono valutate, cioè, le conoscenze che ogni partecipante ha acquisito durante il percorso formativo attraverso la somministrazione di un test scritto. La valutazione del processo, e della relativa efficienza, ha l obiettivo di rilevare la presenza o l assenza di quegli elementi che sono stati previsti all atto della fase progettuale. Per questo tipo di valutazione si possono distinguere due tipologie di dati da rilevare: dati oggettivi, forniti dalla stessa struttura erogante; e dati soggettivi, forniti dagli utenti, tramite la somministrazione di un questionario di gradimento. Infine, la valutazione delle interazioni e della piattaforma utilizzata guarda alla capacità dell apparato tecnologico di supportare i momenti applicativi e le attività pratiche quali momenti di riscontro immediato dei concetti appresi. Gli ambienti integrati per la formazione in rete si basano principalmente su meccanismi di comunicazione scritta e differita e consentono di combinare l approccio collaborativo con quello dell imparare facendo (learning by doing). Il sistema, inoltre, deve permettere una certa facilità di scambi comunicativi e di interazione fra i partecipanti. È provato, infatti, che i migliori risultati, dal punto di vista dell apprendimento, si ottengono proprio nei momenti di forte collaborazione tra tutor e discenti e tra discenti stessi. Anche le caratteristiche dell interfaccia di un ambiente di apprendimento sono estremamente importanti, visto che è da queste che dipende la facilità d uso da parte degli utenti 11. Inoltre, l ambiente di comunicazione prescelto deve mettere a disposizione adeguate funzionalità per il supporto agli studenti durante tutto il processo formativo. Poiché si tratta di ambienti integrati, ovvero di software che erogano diversi servizi internet, occorre effettuare anche una valutazione della qualità degli strumenti tecnologici impiegati considerando: le caratteristiche sia di integrazione delle componenti che di fruibilità, le singole componenti, le modalità con cui vengono creati i documenti e il loro grado di accessibilità, i paradigmi di comunicazione e quant altro. Va tenuto presente, inoltre, che nella didattica tradizionale, ai fini della valutazione, molteplici sono gli strumenti individuati e utilizzati. Tali strumenti sono sia formali (questionari, 11 Trentin G., I sistemi per computer conferencing visti da un progettista di corsi on-line, in Rivista di Informatica, 1999, vol. XXIX, n di 27

7 test, interrogazioni, ecc.) che informali (domande, commenti, osservazione del linguaggio corporeo, ecc.) e servono per determinare l apprendimento acquisito dai propri studenti. Nella didattica on-line, invece, non è sicuramente possibile prevedere un accertamento di tipo informale dell apprendimento, in quanto risulterebbe di impossibile attuazione. Occorre, quindi, rivolgere la propria attenzione alla rilevazione di altri elementi, quali: a) lo svolgimento di attività basate sul contenuto dei materiali proposti; b) la predisposizione di domande di autovalutazione; c) l osservazione dell interazione tra i partecipanti (loro modo di interagire, collaborare e imparare insieme). Risulta, quindi, necessario un giusto bilanciamento tra le verifiche degli aspetti quantitativi e quelle degli aspetti qualitativi di un corso FaD. 7 di 27

8 2 Cosa valutare di un corso FaD e in che modo. All interno di un processo formativo on-line ciò che si vuole valutare è sicuramente la sua qualità distinta, come già specificato nel paragrafo precedente, in: qualità di un processo di apprendimento e qualità di un processo di formazione. Per apprendimento intendiamo una variazione dello stato cognitivo, affettivo e psicomotorio del singolo partecipante. Tale variazione altro non è che il risultato finale del processo formativo messo in atto proprio per ottenere tale risultato. Midoro e i suoi collaboratori affermano che: «la valutazione della qualità dell apprendimento deriva dalla valutazione del complesso delle trasformazioni avvenute durante in accordo con alcuni criteri prestabiliti. Tali criteri possono variare in dipendenza delle teorie dell apprendimento adottate. Così per un comportamentista l apprendimento sarà tanto migliore quanto più i risultati conseguiti sono aderenti agli obiettivi didattici predeterminati. Per un costruttivista un apprendimento sarà tanto migliore quanto più la ricostruzione autonoma della conoscenza, da parte dello studente, perverrà a risultati riconosciuti come corretti da una certa comunità e il processo di apprendimento avrà generato strutture meta cognitive di alto livello che arricchiscono il patrimonio di abilità dello studente. Questi esempi suggeriscono la possibilità di definire l apprendimento in modo molto generale come trasformazione dello stato dello studente e di rimandare la definizione dei criteri di qualità a una teoria specifica dell apprendimento» 12. Non va dimenticato che la qualità deve considerarsi non come assoluta, ma relativa all interpretazione del contesto data da colui che effettua la valutazione, partendo dagli obiettivi didattici precedentemente stabiliti. Su questa base, la qualità del processo formativo è correlata a tre specifici elementi: l apprendimento dei partecipanti, l interazione tra gli studenti e tra questi e i docenti, relativamente al contesto in cui avviene, i contenuti, in parte dati ai partecipanti e in parte da chi eroga il corso 13. Oltre all oggetto stesso della valutazione, si ha un altro importante aspetto che non va sicuramente sottovalutato ed è il come valutare un corso di formazione a distanza. A tal proposito, 12 Bocconi S., Midoro V., Sarti L., Valutazione della qualità nella formazione in rete. Una matrica della qualità nei processi di formazione collaborativi in rete, in TD Rivista di Tecnologie Didattiche, n 16, 1999, pag Ivi, pag di 27

9 si possono individuare diversi metodi di effettuare una valutazione riconducibili a due tipologie entro cui è possibile comprendere la maggior parte dei casi: 1. una valutazione basata sui prodotti; 2. una valutazione dei processi. Nella valutazione basata sui prodotti, il processo di apprendimento produce oggetti, valutabili con criteri interni /congruenza, estetica, ecc.) o con criteri esterni (correttezza, adeguatezza, ecc.). in un processo di formazione in rete si ha sempre la produzione di almeno un oggetto, risultante dall insieme dei messaggi scritti dai partecipanti. La valutazione dei processi, invece, si ha nel caso in cui si sviluppa la capacità di mettere in atto dei processi. Gli elementi di valutazione devono essere desunti dall osservazione del processo. «L idea chiave è quella di classificare ciascun messaggio e ciascun prodotto assegnando valori ad attributi definiti /(parametri di qualità). Poiché un corso in rete è organizzato in un certo numero di conferenze, a loro volta composte da catene di messaggi (definite thread) e queste da singoli messaggi, la misura della qualità del corso è data dalla composizione delle qualità delle conferenze; la qualità di una conferenza viene calcolata sulla base delle qualità dei suoi thread; la qualità di ogni thread sintetizza le misure di qualità dei suoi messaggi» Ibidem. 9 di 27

10 3 Parametri di qualità 15 Parlare di qualità nella formazione a distanza è indubbiamente un compito non facile, per diverse ragioni, prima fra tutte perché non si è ancora conclusa la disputa su che cosa si intenda, in senso più generale, per qualità di un intervento formativo, con tutto ciò che questo implica: efficacia didattica, impatto sociale e professionale, ritorno d investimento, ecc. Un modo per affrontare il problema potrebbe essere quello di cercare di integrare tra loro due livelli complementari: 1. quello degli elementi che concorrono a definire un azione FAD (dagli aspetti formativi, a quelli logistico- tecnologici, a quelli legati ai benefici attesi, ecc.); 2. quello che caratterizza la specificità dei diversi contesti d intervento. Consapevoli del fatto che, dato l elevato numero di variabili in gioco, non esistano ricette codificate che consentano di determinare in maniera univoca cosa si debba intendere per qualità all interno della formazione a distanza, si potrebbe tentare di analizzare il complesso intreccio dei diversi elementi che possono contribuire a definirla, assumendo per qualità non tanto l eccellenza del percorso quanto, piuttosto, la gestione di un processo continuo proteso ad avvicinare il più possibile l effetto desiderato (per esempio, ciò che ci si augura venga appreso) all effetto reale (ciò che è stato realmente appreso). Secondo Barchecharth 16, un analisi dei sistemi FAD deve necessariamente tener conto di quattro dimensioni chiave: pedagogica, organizzativa, economica e tecnologica. Gli approcci pedagogici costituiscono una serie di strumenti, procedure e sequenze diverse, la cui combinazione è al centro dell interesse dell ingegneria della formazione, la quale si propone di sviluppare sistemi FAD sempre più rivolti all individualizzazione del processo formativo. Dal punto di vista della qualità dell intervento formativo, si deve stimolare quanto più possibile la partecipazione attiva dei fruitori sia nell ambito della definizione degli scopi e dei 1 15 Alcune parti sono state tratte dal testo di S. Fraccavento, Gli strumenti di verifica, estratto dal sito 16 Barchecharth E., La progettazione dei sistemi formativi a distanza dal punto di vista economico, pedagogico e organizzativo, in M.A. Garrito (ed), La multimedialità nell insegnamento a distanza, Garamond, Roma di 27

11 contenuti dell azione formativa sia nel capitalizzare l esperienza pregressa degli stessi partecipanti a vantaggio dell arricchimento dell intero processo. Keegan 17 suggerisce di analizzare i processi FAD con metodologie analoghe a quelle usate nelle realtà industriali, derivate dalla teoria dei sistemi di controllo, che offrono un insieme coerente di strategie per arrivare ad un obiettivo prefissato. In questo senso è possibile individuare due possibili sistemi FaD: ad anello aperto o ad anello chiuso. I primi si basano sulla verifica della correttezza di quanto viene dato in input e sulla buona costruzione del sistema stesso. Rientrano in questa topologia i sistemi FaD di prima e seconda generazione dove l attenzione viene posta primariamente sui materiali didattici di cui si fruisce in modo individuale (l input) e sul supporto logistico offerto dall erogatore del corso (il sistema). Come paradigma di riferimento per la formazione a distanza, Keegan preferisce l utilizzo di sistem i ad anello chiuso, sistemi cioè in grado di autoregolarsi sistematicamente, in itinere, tramite azioni di misurazione degli scostamenti fra ciò che ci si attende dal processo formativo in atto e quanto si raggiunge in realtà. L elemento chiave di tale processo è un costante monitoraggio delle attività avente come fine la valutazione degli utenti e, più in generale, dell intero processo. I sistemi di terza generazione raccolgono in pieno questo suggerimento. Essi sono fissati, infatti, sull intensa e costante interazione che coinvolge tutte le componenti del processo, dando modo di monitorare il processo in ogni momento e di disciplinarlo, se necessario, per reindirizzarlo verso gli obiettivi dell azione stessa, ovvero verso l effetto desiderato. Una prima conclusione che si potrebbe trarre, quindi, è che all interno di un corso di formazione a distanza di terza generazione, più che in altri sistemi di formazione a distanza, l interazione fra tutte le componenti del processo realizzi quell anello di retroazione che risulta essere fondamentale al fine di avvicinare l effetto desiderato a quello reale. Moore 18 propone un modello di analisi della qualità basato su tre tipologie di interazione a distanza: 1. Interazione fra partecipante e materiali didattici; 2. Interazione fra partecipante e tutor/esperti; 17 Keegan D., Principi di istruzione a distanza, La Nuova Italia, Firenze di 27

12 3. Interazione fra i soli partecipanti. Nell interazione fra partecipante e materiali didattici la qualità dei materiali stessi ha una notevole importanza nell assicurare la qualità complessiva di un intervento di formazione. I corsisti, quindi, dovrebbero avere a loro disposizione supporti didattici di buona fattura, sia per quanto concerne la trattazione dei contenuti che la gradevolezza di fruizione. Il kit corsuale, inoltre, dovrebbe contenere una guida che serva come mappa nella scansione dei moduli didattici, uno strumento che introduca il partecipante al corso, lo aiuti nella interpretazione delle consegne che via via gli vengono assegnate e nell associazione del materiale didattico ai diversi moduli in cui è articolata l azione formativa. Nella seconda tipologia, forse la più dinamica e cruciale, il tutor non deve essere visto tanto come depositario della conoscenza, ma piuttosto come facilitatore, consigliere, oltre che esperto dei contenuti. L azione di tutoring a distanza, prevede uno carico di funzioni nettamente superiore a quello di tutoring in presenza. La presenza in rete del tutor, come quella dei partecipanti, in qualche modo deve essere manifestata, ovvero il tutor deve rendere percepibile la sua presenza e la sua disponibilità ai corsisti, rispondendo tempestivamente alle richieste, fornendo adeguati suggerimenti, supportando il partecipante durante l intero processo formativo. È da ricordare che i corsisti avvertono il bisogno di comprendere sia i contenuti loro proposti sia il perché di certe scelte metodologiche nella gestione nell azione formativa. Nei casi in cui la disponibilità tecnologica lo consenta, un azione di tutoring può essere arricchita da periodici incontri in video conferenza, secondo alcuni mai efficaci quanto un incontro in presenza, ma che tuttavia diventano un surrogato della presenza sociale dei due interlocutori 19. Questo spazio, definibile come meta-comunicativo, nei corsi basati sulla computer conference, si traduce in una conferenza permanente fra tutor e corsisti, apportando l indubbio vantaggio di ridurre il gap fra chi eroga il corso e chi ne è il diretto beneficiario. Tra tutor e partecipanti, dunque, si pone in essere una comunicazione a due vie che infonde un notevole livello qualitativo all azione formativa. 18 Moore M., Three types of interaction, American Journal of Distance Education, vol. 3, n. 2, Short J., Williams E., Christie B., The social psychology of telecommunications, John Wiley & Sons, Londra di 27

13 Un ulteriore e forse maggiore impulso alla qualità degli interventi FaD è dato dalla possibilità di integrare la comunicazione verticale (tutor corsista) con un tipo di comunicazione più orizzontale (tra gli stessi corsisti). Questo tipo di comunicazione diventa la ragion d essere della FaD di terza generazione. Tuttavia, forme meno articolate è più occasionali di comunicazione fra i partecipanti sono state introdotte anche nella FaD di seconda generazione. Si va dalla semplice interazione libera, finalizzata principalmente a instaurare legami sociali tra i partecipanti, all organizzazione di gruppi di discussione su alcuni argomenti trattati durante l azione formativa, fino ad arrivare all allestimento di un vero e proprio sistema di computer conferencing predisposto per le specifiche finalità del corso a distanza. Un elemento che incide sulla qualità d interazione fra pari e, quindi, in generale sulla qualità del processo formativo, è il dimensionamento del gruppo: da un lato, più la comunicazione persegue obiettivi di socializzazione e di condivisione di idee ed esperienze, più il gruppo di discussione può essere numeroso; dall altro, più la comunicazione è indirizzata ad attività di studio collaborativo, più il gruppo deve essere circoscritto. Alla base di tutto, poi, dev esserci la capacità dei tutor di garantire il buon funzionamento dell intero meccanismo di interazione fra i partecipanti. In quest ottica i sistemi FaD, in special modo quelli basati sull uso di tecnologie telematiche, che intendono quindi, sfruttare al meglio le potenzialità di interattività offerte dalle reti, non possono limitarsi a un istruzione di tipo individualizzato (come quello della formazione per corrispondenza). Vanno invece impiegati per gestire gruppi fortemente interattivi, operando una rivalutazione della componente sociale dell apprendimento, favorendo in questo modo un incremento della qualità dell intero processo formativo 20. Le tecnologie dell informazione e della comunicazione sono potenzialmente in grado di contribuire a innalzare il livello qualitativo dei processi FAD 21. Ma la tecnologia da sola non basta. Tale miglioramento qualitativo dipende anche da molti altri fattori, come ad esempio la definizione precisa degli obiettivi educativi e dei processi da attuare per favorirne il raggiungimento. Per ognuno di questi processi deve poi essere messa in atto un attenta analisi delle 20 Barker B., Frisbie A., Patrick K., Broadening the definition of distance education in light of the new telecommunications technologies, in Harry K., John M. & Keegan D. (Eds.), Distance Education: New Perspectives, Routledge, London di 27

14 attività educative volte a promuovere nuovi apprendimenti. Solo dopo aver effettuato tale analisi si può procedere all individuazione del medium più adeguato, quello cioè in grado di contribuire al raggiungimento di un buon livello qualitativo 22. La scelta del medium, spesso però, deriva non tanto da aspetti metodologici, quanto piuttosto da quelli economici e, in genere, non ricade quasi mai su un unico medium ma piuttosto su una pluralità di media, ognuno del quali è in grado di offrire determinati livelli di interattività. Per poter analizzare il rapporto intercorrente tra tecnologia, interattività e qualità risulta conveniente chiarire alcuni degli aspetti che caratterizzano il rapporto esistente fra tecnologia e interattività e quello fra interattività e qualità. Si possono individuare due tipologie di strumenti tecnologici: quelli che non prevedono alcun tipo di interattività e quelli che ne garantiscono, almeno in potenza, un livello più o meno elevato. Nel primo caso si parla di comunicazione a una via: le tecnologie digitali vengono utilizzate soprattutto per arricchire la presentazione del materiale ai corsisti tramite trasmissioni televisive, audio / video- registrazioni, ecc. Seppure, da un lato, questo tipo di tecnologie favorisce una larga diffusione, dall altro non prevedono alcun tipo di interattività con il fruitore dei materiali didattici. Nel secondo caso, invece, l interattività non è una caratteristica intrinseca della tecnologia ma del modo in cui si decide di usarla. Facciamo un esempio: se le tecnologie di rete vengono impiegate semplicemente per accedere ad archivi di materiali didattici, il livello di interattività offerto risulta uguale a quello che si ha integrando con gli scaffali di una biblioteca. Se invece la rete viene adoperata per gestire le interazioni a livello interpersonale, ecco allora che il suo potenziale di interattività viene sfruttato al meglio. Nella realtà il concetto di interattività, non dovrebbe riferirsi tanto all interazione con materiali didattici disponibili, quanto piuttosto all'interazione tra l individuo e la macchina o, meglio ancora, all interazione diretta fra diverse persone tramite l impiego delle tecnologie di rete. Risulta a questo punto evidente che, anche se venissero usate a pieno le potenzialità offerte dalla tecnologia, nulla si può dire di certo sul livello qualitativo che questo tipo di interazioni è in 21 Kirkwood A., New media mania: can information and communication technologies enhance the quality of open and distance learning?, Distance Education, vol. 19, n. 2, 1998, pp Trentin G., Logical communication structures for network-based education and tele-teaching, Educational Technology, vol. 37, n , pp di 27

15 grado di garantire al processo formativo. L interazione, infatti, potrebbe venire usata in modo inefficace per il raggiungimento degli obiettivi educativi che ci si pone. Ricordiamo che tradizionalmente, la formazione a distanza si è basata sulla produzione di materiali che venivano poi utilizzati individualmente. Ora, l evoluzione della tecnologia ha permesso, soprattutto negli ultimo decennio, la realizzazione di materiali multimediali di ottima qualità, da utilizzare anche come base per un apprendimento di carattere collaborativo oltre che individuale. Osservando questi stessi prodotti dal punto di vista della comunicazione, è possibile determinare, da un lato quelli a basso indice di interattività, simili a una lezione frontale, e dall altro dei prodotti definiti adattivi che, ponendosi su schemi di dialogo con l utente finale più o meno sofisticati, puntano ad adattare il processo di fruizione alle sue esigenze conoscitive dell utente, al suo stile / ritmo di apprendimento, ecc. 23. Come è stato detto in precedenza, esiste poi un tipo di interattività diretta fra individui, in cui la tecnologia non assume il ruolo di regista ma diventa una mediatrice passiva dei rapporti tra gli utenti. E questo il caso delle reti. Malgrado non sempre l interattività porti alla qualità, occorre evidenziare che, dal punto di vista psicosociale e psicoaffettivo, le interazioni sociali, sia con i propri discenti sia con i propri formatori, sono una componente fondamentale del processo di apprendimento 24. Sotto questo aspetto i servizi telematici possono offrire un enorme contributo. Nonostante tale consapovolezza, la tendenza attuale è ancora quella di predisporre interventi a distanza basati sullo schema unidirezionale (o frontale). Agli utenti, cioè, viene proposta una pluralità di materiali, tutti basati su tecnologie diversificate, come ad esempio: lezioni videoregistrate o diffuse via rete con tecnologia real video, audiocassette, materiali didattici a stampa, guide, ecc. fatte pervenire tramite posta ordinaria o per via telematica. Questo modo di intendere l uso delle tecnologie a supporto dei processi FaD, va senza dubbio a limitare le potenzialità delle tecnologie stesse, in quanto parte dall assunto che la formazione basata su interventi frontali sia lo standard a cui deve convergere la formazione a distanza. 23 Trentin G., Midoro V., A learning-lab where artificial intelligence meets hypermedia, Proceedings of the world conference Ed-media/Ed-telecom 96, AACE 1996, pp Cfr. Barchecharth E., La progettazione dei sistemi formativi a distanza dal punto di vista economico, pedagogico e organizzativo, op. cit. 15 di 27

Presentazione della collana... vii. INTRODUZIONE (F. Falcinelli)... 1. Massimo Capponi 1. IL COOPERATIVE LEARNING IN RETE... 11

Presentazione della collana... vii. INTRODUZIONE (F. Falcinelli)... 1. Massimo Capponi 1. IL COOPERATIVE LEARNING IN RETE... 11 INDICE Presentazione della collana... vii INTRODUZIONE (F. Falcinelli)... 1 Massimo Capponi 1. IL COOPERATIVE LEARNING IN RETE... 11 Elena Cozzari 2. L e-learning COME AMBIENTE DI FORMAZIONE... 37 Gioconda

Dettagli

Formazione online o in presenza?

Formazione online o in presenza? Formazione online o in presenza? Settore Tecnologie Educative Paolo_Manfredi@multifad.formazione.unipd.it http://www.formazione.unipd.it PRINCIPALI VARIABILI DI PROCESSO DI APPRENDIMENTO atteggiamenti

Dettagli

MODULO I TRODUTTIVO. Premessa

MODULO I TRODUTTIVO. Premessa MODULO I TRODUTTIVO Indice Premessa Obiettivo del modulo Didattica blended Ragioni dell adozione del blended e-learning - Ragioni didattiche - Ragioni del lifelong learning Finalità e obiettivi Risultati

Dettagli

LA FUNZIONE DEL TUTOR NEI PROCESSI DI FORMAZIONE

LA FUNZIONE DEL TUTOR NEI PROCESSI DI FORMAZIONE LA FUNZIONE DEL TUTOR NEI PROCESSI DI FORMAZIONE La formazione degli adulti Condurre gruppi di lavoro di adulti professionalizzati Il ruolo del tutor nella formazione degli adulti Le caratteristiche della

Dettagli

Costruire ambienti di apprendimento collaborativo on line di Andrea Varani Informatica & Scuola n. 4, dicembre 2003 (Rubrica: Laboratorio )

Costruire ambienti di apprendimento collaborativo on line di Andrea Varani Informatica & Scuola n. 4, dicembre 2003 (Rubrica: Laboratorio ) Costruire ambienti di apprendimento collaborativo on line di Andrea Varani Informatica & Scuola n. 4, dicembre 2003 (Rubrica: Laboratorio ) Fino ad ora, l istituzione scolastica ha basato la sua azione,

Dettagli

A Le piattaforme e-learning

A Le piattaforme e-learning A Le piattaforme e-learning Paolo Fusero obiettivo didattico della lezione: introdurre lo studente all utilizzo delle piattaforme e-learning e delle nuove metodologie didattiche che utilizzano la rete

Dettagli

FORMAZIONE DEI TUTOR AZIENDALI

FORMAZIONE DEI TUTOR AZIENDALI FORMAZIONE DEI TUTOR AZIENDALI L Ebit Ter Lazio offre a tutte le aziende della Regione Lazio la possibilità di formare i propri tutor aziendali, adempiendo così all obbligo di legge e conseguendo la certificazione

Dettagli

Le ICT nella pratica e nello sviluppo professionale dei docenti

Le ICT nella pratica e nello sviluppo professionale dei docenti Le ICT nella pratica e nello sviluppo professionale dei docenti Verso un quadro di riferimento delle degli insegnanti nelle ICT per la loro pratica Vittorio Midoro, CNR, Istituto Tecnologie Didattiche

Dettagli

DIMENSIONI DELLA PROFESSIONALITA DEGLI INSEGNANTI

DIMENSIONI DELLA PROFESSIONALITA DEGLI INSEGNANTI DIMENSIONI DELLA PROFESSIONALITA DEGLI INSEGNANTI Nel corso del 2002-2003 un gruppo di insegnanti ricercatori si è riunito nella elaborazione di una indagine promossa dall Ufficio Scolastico Regionale

Dettagli

Intesa sul sistema di formazione del personale A.T.A.

Intesa sul sistema di formazione del personale A.T.A. Intesa sul sistema di formazione del personale A.T.A. L anno 2004, il giorno 20 del mese di luglio, presso il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (di seguito indicato Miur), ai sensi

Dettagli

Web 2.0, Web-Enhanced Learnign, apprendimento formale e informale

Web 2.0, Web-Enhanced Learnign, apprendimento formale e informale Workshop SVEA Torino, 20 Ottobre 2011 Web 2.0, Web-Enhanced Learnign, apprendimento formale e informale Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto Tecnologie Didattiche Genova Workshop SVEA Torino, 20

Dettagli

ISTITUTO TECNICO "LEONARDO DA VINCI" AD INDIRIZZO TECNOLOGICO ED ECONOMICO BORGOMANERO (NO) PIANO DI LAVORO. Anno Scolastico 2015 2016

ISTITUTO TECNICO LEONARDO DA VINCI AD INDIRIZZO TECNOLOGICO ED ECONOMICO BORGOMANERO (NO) PIANO DI LAVORO. Anno Scolastico 2015 2016 ISTITUTO TECNICO "LEONARDO DA VINCI" AD INDIRIZZO TECNOLOGICO ED ECONOMICO BORGOMANERO (NO) PIANO DI LAVORO Anno Scolastico 2015 2016 Materia: DISCIPLINE TURISTICHE AZIENDALI Classe: V C - TURISMO Data

Dettagli

IL GLOSSARIO QUALE SUPPORTO METODOLOGICO PER LA COMPRENSIONE E L UTILIZZO DELL E LEARNING

IL GLOSSARIO QUALE SUPPORTO METODOLOGICO PER LA COMPRENSIONE E L UTILIZZO DELL E LEARNING I N T R O D U Z I O N E IL GLOSSARIO QUALE SUPPORTO METODOLOGICO PER LA COMPRENSIONE E L UTILIZZO DELL E LEARNING Il presente Glossario e learning costituisce il risultato di un attività di ricerca condotta

Dettagli

Istituti tecnici settore economico indirizzo turismo Programmazione per competenze per la classe quinta Discipline turistiche e aziendali

Istituti tecnici settore economico indirizzo turismo Programmazione per competenze per la classe quinta Discipline turistiche e aziendali Grazia Batarra, Carla Sabatini Turismo: prodotti, imprese e professioni per il quinto anno Edizione mista Tramontana Istituti tecnici settore economico indirizzo turismo Programmazione per competenze per

Dettagli

COMUNITÀ VIRTUALI E AMBIENTI DI APPRENDIMENTO IL CONCETTO DI COMUNITÀ VIRTUALE

COMUNITÀ VIRTUALI E AMBIENTI DI APPRENDIMENTO IL CONCETTO DI COMUNITÀ VIRTUALE COMUNITÀ VIRTUALI E AMBIENTI DI APPRENDIMENTO IL CONCETTO DI COMUNITÀ VIRTUALE Per capire come disegnare e organizzare un ambiente di interazione orientato alla collaborazione on line occorre prima di

Dettagli

Corsi di formazione in e-learning integrato : linee guida

Corsi di formazione in e-learning integrato : linee guida Documento tecnico 1 allegato alla nota, prot. n. 7953/P del 17.04.04, della Direzione Generale U.S.R. Campania Corsi di formazione in e-learning integrato : linee guida 1 Il presente documento è una rielaborazione

Dettagli

Fare lezione con la LIM

Fare lezione con la LIM Fare lezione con la LIM Descrizione dell'attività Argomento: LE SPAZIO Obiettivi formativi: Conoscere e utilizzare gli strumenti essenziali della LIM Conoscere il mondo delle Scienze tramite gli argomenti

Dettagli

capitolo 7 LA CHECKLIST PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE TECNICO-DIDATTICA TTICA

capitolo 7 LA CHECKLIST PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE TECNICO-DIDATTICA TTICA capitolo 7 LA CHECKLIST PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE TECNICO-DIDATTICA TTICA 7.1 ISTRUZIONI PER IL VALUTATORE Il processo di valutazione si basa su un campione del prodotto, precedentemente selezionato

Dettagli

CERTIFICAZIONE E VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE. RELATORE: Prof.ssa VERONICO ANTONIA OLIMPIA

CERTIFICAZIONE E VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE. RELATORE: Prof.ssa VERONICO ANTONIA OLIMPIA CERTIFICAZIONE E VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE RELATORE: Prof.ssa VERONICO ANTONIA OLIMPIA PREMESSA La certificazione delle competenze, che accompagna il documento di valutazione degli apprendimenti, va

Dettagli

Valutazione software didattico

Valutazione software didattico Antonio Calvani, Università di Firenze Valutazione software didattico Si ringrazia M. Ranieri per la collaborazione nella revisione del materiale Software didattico: termine inadeguato Un'area particolarmente

Dettagli

Linee guida per le attività didattiche in modalità e- learning

Linee guida per le attività didattiche in modalità e- learning Linee guida per le attività didattiche in modalità e- learning Approvate dal Senato Accademico nella seduta del 23/01/2013 1. Introduzione: modelli ISA e blended learning... 2 2. Linee guida... 3 2.1.

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA Direzione Didattica e Servizi agli Studenti

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA Direzione Didattica e Servizi agli Studenti Percorso Abilitante Speciale P.A.S. a.a. 2014-2015 Laboratorio di Tecnologie Didattiche (3 cfu, 18 ore d aula + 18 ore online) Prof. Giancarlo Gola ggola@units.it Syllabus a.a. 2014-15, versione 01 BREVE

Dettagli

Manuela Repetto Creare e condividere conoscenze in gruppo

Manuela Repetto Creare e condividere conoscenze in gruppo Manuela Repetto Creare e condividere conoscenze in gruppo Un modello per l analisi delle interazioni in rete Prefazione di Guglielmo Trentin Copyright MMXII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it

Dettagli

RELAZIONE FINALE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO AA.SS. 2011/2012 2012/2013. C-1 Qualificandomi anno 3

RELAZIONE FINALE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO AA.SS. 2011/2012 2012/2013. C-1 Qualificandomi anno 3 ISTITUTO COMPRENSIVO GIOVANNI XXIII Via M.Gabriele Asaro - 91027 PACECO (TP) 0923/881297-0923/526796 0923/309946 C.F.: 80005560810 - C.M.:TPIC83300L E-MAIL: tpic83300l@istruzione.it PEC: tpic83300@pec.istruzione.it

Dettagli

Classe G6 Piero Pelosi Relazione finale Esperienza Didattica Avanzata II Anno Moodle in Classe M.I.C.

Classe G6 Piero Pelosi Relazione finale Esperienza Didattica Avanzata II Anno Moodle in Classe M.I.C. Classe G6 Piero Pelosi Relazione finale Esperienza Didattica Avanzata II Anno Moodle in Classe M.I.C. Descrizione di contenuti, tempi, luoghi, fasi, modalità, strumenti e protagonisti http://moodlevarrone.netsons.org/moodle/

Dettagli

Capitolo 11 Un esempio concreto

Capitolo 11 Un esempio concreto Capitolo 11 Un esempio concreto Questa è una storia vera e narra di come da un corso in presenza con un supporto su Web si è arrivati ad un corso completamente online, i problemi affrontati nel passaggio

Dettagli

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali METODOLOGIA Scuola dell infanzia La scuola dell infanzia è un luogo ricco di esperienze, scoperte, rapporti, che segnano profondamente la vita di tutti coloro che ogni giorno vi sono coinvolti, infatti

Dettagli

MASTER di I Livello. Il Tutor on line. 1ª EDIZIONE 1575 ore 63 CFU Anno Accademico 2015/2016 MA415

MASTER di I Livello. Il Tutor on line. 1ª EDIZIONE 1575 ore 63 CFU Anno Accademico 2015/2016 MA415 MASTER di I Livello 1ª EDIZIONE 1575 ore 63 CFU Anno Accademico 2015/2016 MA415 Pagina 1/6 Titolo Edizione 1ª EDIZIONE Area SCUOLA Categoria MASTER Livello I Livello Anno accademico 2015/2016 Durata Durata

Dettagli

Educazione e new media Convegno di studio IUSVE 20 aprile 2013

Educazione e new media Convegno di studio IUSVE 20 aprile 2013 Dagli strumenti alle prassi e dalle prassi ai modelli di mediazione didattica. Esperienze d uso didattico del tablet pc. Introduzione L attuale evoluzione del contesto socio-culturale che caratterizza

Dettagli

Fasi. Relazione finale della Progettazione Learning English through podcasting Docente Roberta Pizzullo Classe E12- Progettazione I anno Corso DOL-

Fasi. Relazione finale della Progettazione Learning English through podcasting Docente Roberta Pizzullo Classe E12- Progettazione I anno Corso DOL- Relazione finale della Progettazione Learning English through podcasting Docente Roberta Pizzullo Classe E12- Progettazione I anno Corso DOL- Contenuti I contenuti del progetto sono stati discussi e poi

Dettagli

Indice. 1 Ambienti virtuali di apprendimento e piattaforme per l e-learning... 3. 1.1. Che cosa è un ambiente virtuale di apprendimento...

Indice. 1 Ambienti virtuali di apprendimento e piattaforme per l e-learning... 3. 1.1. Che cosa è un ambiente virtuale di apprendimento... AMBIENTI VIRTUALI DI APPRENDIMENTO PROF.SSA ELVIRA VENTRE Indice 1 e piattaforme per l e-learning... 3 1.1. Che cosa è un ambiente virtuale di apprendimento... 4 2 Il contesto di apprendimento e insegnamento

Dettagli

1.1.1 Titolo dell intervento Infertilità e fecondazione assistita. 1.1.2 Obiettivi. 1.1.3 Destinatari. 1.1.4 Articolazione e struttura dell intervento

1.1.1 Titolo dell intervento Infertilità e fecondazione assistita. 1.1.2 Obiettivi. 1.1.3 Destinatari. 1.1.4 Articolazione e struttura dell intervento 1.1 SCHEDA INTERVENTO 2 1.1.1 Titolo dell intervento Infertilità e fecondazione assistita 1.1.2 Obiettivi Negli ultimi venti anni, le conoscenze in materia di medicina riproduttiva si sono incredibilmente

Dettagli

Gli strumenti interattivi sincroni ed asincroni nell online learning Di Alessandro Carrera, Sdilab

Gli strumenti interattivi sincroni ed asincroni nell online learning Di Alessandro Carrera, Sdilab Gli strumenti interattivi sincroni ed asincroni nell online learning Di Alessandro Carrera, Sdilab Diverse sono le forme di comunicazione interpersonale che possono essere attivate su una rete di computer,

Dettagli

REPORT FINALE REFERENTE PER LA VALUTAZIONE

REPORT FINALE REFERENTE PER LA VALUTAZIONE Unione Europea Fondo Sociale Europeo Con l Europa investiamo nel vostro futuro Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca Direzione Didattica Statale, 1 Circolo, Nocera Superiore (SA) -

Dettagli

MASTER di I Livello MA345 - Il Tutor on line I EDIZIONE 1575 ore - 63 CFU Anno Accademico 2014/2015 MA345

MASTER di I Livello MA345 - Il Tutor on line I EDIZIONE 1575 ore - 63 CFU Anno Accademico 2014/2015 MA345 MASTER di I Livello MA345 - Il Tutor on line I EDIZIONE 1575 ore - 63 CFU Anno Accademico 2014/2015 MA345 www.unipegaso.it Titolo MA345 - Il Tutor on line Area SCUOLA Categoria MASTER Livello I Livello

Dettagli

Piattaforma ilearn di Hiteco. Presentazione Piattaforma ilearn

Piattaforma ilearn di Hiteco. Presentazione Piattaforma ilearn Presentazione Piattaforma ilearn 1 Sommario 1. Introduzione alla Piattaforma Hiteco ilearn...3 1.1. Che cos è...3 1.2. A chi è rivolta...4 1.3. Vantaggi nell utilizzo...4 2. Caratteristiche della Piattaforma

Dettagli

CURRICOLI SCUOLE INFANZIA

CURRICOLI SCUOLE INFANZIA ISTITUTO COMPRENSIVO di PORTO MANTOVANO (MN) Via Monteverdi 46047 PORTO MANTOVANO (MN) tel. 0376 398 781 e-mail: mnic813002@istruzione.it e-mail certificata: mnic813002@pec.istruzione.it sito internet:

Dettagli

Anno Accademico 2006-07 LABORATORIO DI TECNOLOGIE DELL EDUCAZIONE

Anno Accademico 2006-07 LABORATORIO DI TECNOLOGIE DELL EDUCAZIONE Anno Accademico 2006-07 LABORATORIO DI TECNOLOGIE DELL EDUCAZIONE Prof. Andrea Porcarelli Applet, Learning Object, Ambienti di Pubblicazione e di Simulazione Prof. Claudio Cancelli SILSIS- Sede di Bergamo

Dettagli

Linee di indirizzo Tecnologie nella didattica e nella scuola Tavolo 3 - Tecnologie

Linee di indirizzo Tecnologie nella didattica e nella scuola Tavolo 3 - Tecnologie Prot. MIUR AOODRLO R.U. 1817 del 31/01/2013 Linee di indirizzo Tecnologie nella didattica e nella scuola Tavolo 3 - Tecnologie Dentro il cambiamento L introduzione delle tecnologie e la transizione al

Dettagli

La valutazione del percorso formativo

La valutazione del percorso formativo La valutazione del percorso formativo L esperienza del biennio di Padova 1999-2000 Maria Carla Acler Premessa Il presente lavoro nasce dal desiderio di diffondere tra i colleghi l esperienza maturata all

Dettagli

FLESSIBILITÀ ED EFFICACIA DELLE PIATTAFORME INFORMATICHE DEDICATE ALLA FORMAZIONE A DISTANZA: IL PROGETTO SOFIA

FLESSIBILITÀ ED EFFICACIA DELLE PIATTAFORME INFORMATICHE DEDICATE ALLA FORMAZIONE A DISTANZA: IL PROGETTO SOFIA FLESSIBILITÀ ED EFFICACIA DELLE PIATTAFORME INFORMATICHE DEDICATE ALLA FORMAZIONE A DISTANZA: IL PROGETTO SOFIA M. CASALE*, R. D ANGELO*, D. FERRANTE* RIASSUNTO La Direzione regionale Inail per la Campania,

Dettagli

Programmazione modulare per la classe quarta Articolazione: Accoglienza turistica Servizi di sala e vendita - Enogastronomia

Programmazione modulare per la classe quarta Articolazione: Accoglienza turistica Servizi di sala e vendita - Enogastronomia Grazia Batarra, Monica Mainardi Imprese ricettive & ristorative oggi per il quinto anno Edizione mista Tramontana Programmazione modulare per la classe quarta : Accoglienza turistica Servizi di sala e

Dettagli

Carta dei Servizi per lo Studente. a.a. 2014/2015

Carta dei Servizi per lo Studente. a.a. 2014/2015 Carta dei Servizi per lo Studente a.a. 2014/2015 INDICE ART. 1 PRINCIPI GENERALI E FINALITÀ... 3 ART. 2 CONTRATTO CON GLI STUDENTI... 3 ART. 3 TUTELA DEI DATI PERSONALI... 3 ART. 4 MATERIALE DIDATTICO...

Dettagli

METODOLOGIE DIDATTICHE INNOVATIVE

METODOLOGIE DIDATTICHE INNOVATIVE METODOLOGIE DIDATTICHE INNOVATIVE 1. LEARNING BY DOING DEFINIZIONE: apprendimento attraverso il fare, attraverso l operare, attraverso le azioni. OBIETTIVI: Gli obiettivi di apprendimento si configurano

Dettagli

Istituto Tecnologie Didattiche

Istituto Tecnologie Didattiche Didattica a Distanza e/o Apprendimento in Rete trentin @ itd.ge.cnr.it Istituto Tecnologie Didattiche Consiglio Nazionale delle Ricerche, Genova http://www.itd.ge.cnr.it App.to in rete Web - Interattivo

Dettagli

Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci Pescara DALL IDEA IL PROGETTO FUORICL@SSE. La comunità che apprende

Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci Pescara DALL IDEA IL PROGETTO FUORICL@SSE. La comunità che apprende Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci Pescara Fuoricl@sse 2.0 2012 Docente: Silvia Di Paolo Destinatari: studenti Cl@sse 2.0, I sez. I a.s. 2012/2013 DALL IDEA IL PROGETTO FUORICL@SSE La comunità che apprende

Dettagli

È ovvio che la maestra Selma è fortemente avvantaggiata: la maestra Saduva farà molta più fatica di lei a gestire un corso di formazione a distanza.

È ovvio che la maestra Selma è fortemente avvantaggiata: la maestra Saduva farà molta più fatica di lei a gestire un corso di formazione a distanza. Lezione di Alessandro Perissinotto del 7/2/2006 CREARE CORSI ON LINE Riassunto di Alessandro Marocco (grazie a Marco Vecchio per il supporto logistico) IL CONTESTO Nella nostra lingua non ci sono sinonimi

Dettagli

Liceo Scientifico " C. CATTANEO " PIANO DI LAVORO DI INFORMATICA CLASSE 3 LSA SEZ. H

Liceo Scientifico  C. CATTANEO  PIANO DI LAVORO DI INFORMATICA CLASSE 3 LSA SEZ. H Liceo Scientifico " C. CATTANEO " PIANO DI LAVORO DI INFORMATICA CLASSE 3 LSA SEZ. H Sommario PIANO DI LAVORO DI INFORMATICA... 1 INDICAZIONI GENERALI... 2 PREREQUISITI... 2 CONOSCENZE, COMPETENZE E CAPACITA...

Dettagli

Manuale per l e-learning del Gruppo ECOSafety

Manuale per l e-learning del Gruppo ECOSafety p1/21 Introduzione La piattaforma di e-learning è uno strumento didattico, con accesso ed utilizzo interamente web, che permette al docente in totale autonomia di pubblicare e rendere accessibile ai discenti

Dettagli

LA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA DELLA SCUOLA PRIMARIA

LA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA DELLA SCUOLA PRIMARIA LA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA DELLA SCUOLA PRIMARIA Obiettivi generali del processo formativo Costituiscono la base progettuale degli aspetti pedagogico didattici ed organizzativi dell attività didattica.

Dettagli

Le TIC nella didattica

Le TIC nella didattica Le TIC nella didattica l importanza dei modelli d uso delle mappe. Enrico Angelo Emili Scienze della Formazione - Università di Bologna Numerosi autori concordano nel ritenere che i ragazzi sono più motivati

Dettagli

SCHEDA PROGRAMMAZIONE CONSIGLI DI CLASSE. CLASSE 5A igea ANNO SCOLASTICO 2009/2010

SCHEDA PROGRAMMAZIONE CONSIGLI DI CLASSE. CLASSE 5A igea ANNO SCOLASTICO 2009/2010 ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SUPERIORE ARCHIMEDE Via Cento n. 38/A 40017 San Giovanni in Persiceto (BO) C.F. 80073690374 Tel 051 821832/823651 Fax 051 825226 E-Mail: informazioni@isis-archimede.it Sito

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

capitolo 3 LE LINEE GUIDA

capitolo 3 LE LINEE GUIDA capitolo 3 LE LINEE GUIDA Il presente capitolo illustra i principali elementi metodologici ed operativi che caratterizzano le Linee guida proposte per la valutazione dei prodotti didattici per l e-learning.

Dettagli

Proposta di moduli formativi per lo sviluppo della funzione formazione nelle P.A.

Proposta di moduli formativi per lo sviluppo della funzione formazione nelle P.A. sviluppiamo le competenze! Progetto Una rete per la formazione di qualità RFQ 2014 Proposta di moduli formativi per lo sviluppo della funzione formazione nelle P.A. Roma, 3 marzo 2014 1 I moduli aree di

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE DOCENTE: Evangelista Antonella MATERIA: Informatica CLASSE: 4 Q Sistemi Informativi Aziendali Anno scolastico 2012-2013 N. ore settimanali nella classe : 5 h

Dettagli

CARTA DI QUALITA' DELL'OFFERTA FORMATIVA

CARTA DI QUALITA' DELL'OFFERTA FORMATIVA CARTA DI QUALITA' DELL'OFFERTA FORMATIVA Destinazione DOCUMENTAZIONE ACCREDITAMENTO ISTITUTO SITO WEB ISTITUTO 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 POLITICA DELLA QUALITA La scelta di dotarsi di un sistema di gestione

Dettagli

anno scolastico 2009-10 Istituto Comprensivo N. Scarano di Trivento CB Classe II A PROGRAMMAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE Classe II A

anno scolastico 2009-10 Istituto Comprensivo N. Scarano di Trivento CB Classe II A PROGRAMMAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE Classe II A Classe II A PROGRAMMAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE PREMESSA Il presente documento illustra la programmazione del complesso delle attività educative e didattiche che il consiglio della classe II A della

Dettagli

Formazione in rete e apprendimento collaborativo

Formazione in rete e apprendimento collaborativo Formazione in rete e apprendimento collaborativo Ballor Fabio Settembre 2003 Cos è l e-learning Il termine e-learning comprende tutte quelle attività formative che si svolgono tramite la rete (Internet

Dettagli

PAS, Percorso Abilitante Speciale a.a. 2014/2015

PAS, Percorso Abilitante Speciale a.a. 2014/2015 PAS, Percorso Abilitante Speciale a.a. 2014/2015 Laboratorio di Tecnologie Didattiche (3 cfu - 3 lezioni d aula, 18 ore + 18 ore online) Prof.ssa Maria Grazia Ottaviani pas.ottaviani.univr@gmail.com Syllabus

Dettagli

DALL ISTRUZIONE PER CORRISPONDENZA ALL E-LEARNING

DALL ISTRUZIONE PER CORRISPONDENZA ALL E-LEARNING DALL ISTRUZIONE PER CORRISPONDENZA ALL E-LEARNING LE TRE GENERAZIONI DELLA FORMAZIONE A DISTANZA Simona Bontempelli Con l espressione Formazione a Distanza si intende un tipo di formazione indipendente

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

SOCIAL MANAGER: esperto nella gestione delle organizzazioni No Profit e del Terzo Settore. Il progetto in breve

SOCIAL MANAGER: esperto nella gestione delle organizzazioni No Profit e del Terzo Settore. Il progetto in breve SOCIAL MANAGER: esperto nella gestione delle organizzazioni No Profit e del Terzo Settore Il progetto in breve Questo percorso formativo si propone di formare 25 persone in modo da aumentarne la capacità

Dettagli

Consigli pratici per la progettazione ed erogazione di un corso di formazione a distanza

Consigli pratici per la progettazione ed erogazione di un corso di formazione a distanza Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro Consigli pratici per la progettazione ed erogazione di un corso Indice di sezione Obiettivi Pag. 90 1. Fase 1: Progettazione Pag. 90 1.1 Organizzare

Dettagli

Patto educativo di corresponsabilità Scuola Famiglia

Patto educativo di corresponsabilità Scuola Famiglia Patto educativo di corresponsabilità Scuola Famiglia (Approvato dal Consiglio d Istituto nella seduta del 18 dicembre 2008) ---------------- L Istituto Comprensivo VIA CASAL BIANCO è una scuola che svolge

Dettagli

Master di I livello LA SCUOLA NUOVA DELLA CONOSCENZA: FORMAZIONE, COMUNICAZIONE E NUOVE TECNOLOGIE. a.a. 2014-2015.

Master di I livello LA SCUOLA NUOVA DELLA CONOSCENZA: FORMAZIONE, COMUNICAZIONE E NUOVE TECNOLOGIE. a.a. 2014-2015. Master di I livello LA SCUOLA NUOVA DELLA CONOSCENZA: FORMAZIONE, COMUNICAZIONE E NUOVE TECNOLOGIE 60 CFU 1500 ore PRESENTAZIONE La scuola non può più essere vista come un luogo dominato da un modello

Dettagli

GLI ADOLESCENTI NELLA RETE L uso di Internet, social network e new media

GLI ADOLESCENTI NELLA RETE L uso di Internet, social network e new media SCHEDA PROGETTO DI RICERCA-AZIONE (SPERIMENTAZIONE IN AULA) NOME E COGNOME DOCENTE: Vitaliano Pastori GLI ADOLESCENTI NELLA RETE L uso di Internet, social network e new media SCUOLA/ENTE/ORGANIZZAZIONE:

Dettagli

Un ambiente di apprendimento e centralità e-tutor

Un ambiente di apprendimento e centralità e-tutor Un ambiente di apprendimento e centralità e-tutor Indire Didattica e formazione Seminario formatori di Lingue 2006 L e-tutor una figura centrale nell intero percorso formativo Per la gestione dei gruppi

Dettagli

Scuola Secondaria di 1 Grado a. s. 2013-2014

Scuola Secondaria di 1 Grado a. s. 2013-2014 STRUTTURA DELLA CLASSE Alunni iscritti n. Alunni frequentanti n. Alunni ripetenti n. /. Alunni disabili n.. Scuola Secondaria di 1 Grado a. s. 2013-2014 PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA Classe 1 TIPOLOGIA

Dettagli

Comunicazione per Agenda 21L Agenda 21L per la comunicazione

Comunicazione per Agenda 21L Agenda 21L per la comunicazione COM-PA Bologna, 21 settembre 2000 Salone della Comunicazione Pubblica e dei servizi al cittadino Comunicazione per Agenda 21L Agenda 21L per la comunicazione Appunti per una Carta di riferimento su Comunicazione

Dettagli

Modelli di e-learning

Modelli di e-learning Modelli di e-learning Modelli di e-learning Una tassonomia degli usi della rete telematica per l apprendimento Monica Banzato, Università Ca Foscari, Venezia banzato@unive.it Vittorio Midoro, CNR - Istituto

Dettagli

PROGETTARE PER COMPETENZE NEGLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI

PROGETTARE PER COMPETENZE NEGLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI CORSO DI FORMAZIONE PROGETTARE PER COMPETENZE NEGLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI Progettare Nella scuola, il termine competenza è ambiguo, perché è mutuato dall ambito della formazione professionale

Dettagli

CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA a.s. 2014.2015

CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA a.s. 2014.2015 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE F. MASCI FRANCAVILLA AL MARE CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA a.s. 2014.2015 Coordinatrice Luana Masci Con l anno scolastico 2013-14 entrano pienamente in vigore le Indicazioni

Dettagli

Progetto di rete L.I.S.A.

Progetto di rete L.I.S.A. ISTITUTO SCOLASTICO COMPRENSIVO VIA AGELLI 10 63027 PETRITOLI Tel e fax 0734 658180 www.iscpetritoli.it e-mail: isc.petritoli@libero.it Progetto di rete L.I.S.A. (Laboratorio Istituti Scolastici Autonomi)

Dettagli

Allegato A. 1. Dati della scuola che presenta il progetto (scuola capofila) Istituto. Ic Nino Rota. Codice meccanografico. Rmic842002.

Allegato A. 1. Dati della scuola che presenta il progetto (scuola capofila) Istituto. Ic Nino Rota. Codice meccanografico. Rmic842002. SCHEDA PROGETTO Progetti per l integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Legge 440/97 Fondo per l arricchimento e l ampliamento dell offerta formativa e per gli interventi perequativi. 1. Dati

Dettagli

Integrare la formazione in presenza e a distanza nella didattica curricolare delle scuole superiori

Integrare la formazione in presenza e a distanza nella didattica curricolare delle scuole superiori Integrare la formazione in presenza e a distanza nella didattica curricolare delle scuole superiori a cura di Patrizia Vayola Moodlemoot Italia 2006, Alessandria, 6-7 aprile 2006 Alcuni dati Cosa: utilizzo

Dettagli

Competenze del Dirigente scolastico

Competenze del Dirigente scolastico Competenze del Dirigente scolastico Repertorio elaborato in ambito SI.VA.DI.S Repertorio delle competenze del dirigente scolastico Il repertorio descrittivo delle azioni professionali e delle competenze

Dettagli

La cultura della gestione della conoscenza è diventata

La cultura della gestione della conoscenza è diventata RAGONAMENT 41 La rete per insegnare D FABRZO EMER Tecnologie e modelli per l e-teaching La cultura della gestione della conoscenza è diventata il punto focale dell apprendimento. Questa innovazione comporta

Dettagli

Accademi@Sicurezza. SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO Servizi di formazione e aggiornamento

Accademi@Sicurezza. SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO Servizi di formazione e aggiornamento Accademi@Sicurezza SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO Servizi di formazione e aggiornamento Luglio 2012 Alcuni assunti sulla formazione per la sicurezza La sicurezza è un fenomeno comportamentale

Dettagli

Avviso pubblico provinciale Attività formative per apprendisti 2012-2014 Scheda progettuale

Avviso pubblico provinciale Attività formative per apprendisti 2012-2014 Scheda progettuale Descrizione degli strumenti e delle metodologie didattiche Lo sviluppo dell attività di formazione degli apprendisti in termini di competenze di base e trasversali sviluppa il suo percorso attraverso incontri

Dettagli

Progetto Educativo d Istituto

Progetto Educativo d Istituto LICEO SCIENTIFICO Paritario LICEO delle SCIENZE UMANE OPZIONE ECONOMICO-SOCIALE Paritario ISAAC NEWTON Progetto Educativo d Istituto P.E.I. A.S. 2014/2015 0 INDICE 1. Introduzione. pag. 2 2. Finalità e

Dettagli

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI

PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI CISCo Ufficio delle scuole comunali PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO PER I DOCENTI DELLE SCUOLE COMUNALI Per profilo professionale è intesa la descrizione accurata delle competenze e dei comportamenti

Dettagli

Tecnologie dell istruzione e dell apprendimento. Indice

Tecnologie dell istruzione e dell apprendimento. Indice INSEGNAMENTO DI TECNOLOGIE DELL ISTRUZIONE E DELL APPRENDIMENTO LEZIONE IV STRUTTURA DI UN CORSO FAD PROF. GIUSEPPE DE SIMONE Indice 1 CONTENUTO E STRUTTURA. --------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Il volume è articolato in dieci capitoli che consentono un percorso all interno delle innovazioni metodologiche e tecnologiche della formazione

Il volume è articolato in dieci capitoli che consentono un percorso all interno delle innovazioni metodologiche e tecnologiche della formazione Introduzione Cristina Delogu La rete Internet, nata come sistema di scambio di informazioni tra enti militari e universitari oggi è diventata uno strumento essenziale di confronto e dialogo tra persone,

Dettagli

Competenze chiave per l apprendimento permanente

Competenze chiave per l apprendimento permanente per l apprendimento permanente Un quadro di riferimento europeo * Contesto ed obiettivi Che cosa c è di nuovo nei piani di studio Dato che la globalizzazione europea continua a porre l Unione europea di

Dettagli

"GIOVANE CITTADINANZA: dalla prevenzione verticale alla peer education"

GIOVANE CITTADINANZA: dalla prevenzione verticale alla peer education "GIOVANE CITTADINANZA: dalla prevenzione verticale alla peer education" SISTEMA DI VALUTAZIONE INDICE DEL DOCUMENTO 1. Linee guida per la valutazione.. pag. 2 2. Dimensioni e tempi della valutazione...

Dettagli

Per andare oltre la limitata potenza di una mente singola, i modelli del mondo devono essere condivisi e costruiti collaborativamente, attraverso la

Per andare oltre la limitata potenza di una mente singola, i modelli del mondo devono essere condivisi e costruiti collaborativamente, attraverso la Per andare oltre la limitata potenza di una mente singola, i modelli del mondo devono essere condivisi e costruiti collaborativamente, attraverso la creazione di un vasto spazio pubblico riempito di giudizi

Dettagli

La Storia, le prospettive, il glossario

La Storia, le prospettive, il glossario La Storia, le prospettive, il glossario L'apprendimento a distanza non è una novità dell' ultimo decennio, ma risale a molto tempo fa. Sembra che già nel 1833 esistessero corsi per corrispondenza in Svezia

Dettagli

Vademecum per la realizzazione di progetti formativi in modalità e-learning nelle P.A.

Vademecum per la realizzazione di progetti formativi in modalità e-learning nelle P.A. Vademecum per la realizzazione di progetti formativi in modalità e-learning nelle P.A. Seconda edizione Prof.ssa Mirella Schaerf - Dott.ssa Veronica Mobilio Gli argomenti Lo scenario L impatto organizzativo

Dettagli

DALLA FORMAZIONE A DISTANZA ALL E-LEARNING

DALLA FORMAZIONE A DISTANZA ALL E-LEARNING CAPITOLO 2 DALLA FORMAZIONE A DISTANZA ALL E-LEARNING Il fenomeno dell e-learning rappresenta una ennesima tappa dell annoso tentativo di affrancare l apprendimento dalla contestualità spaziale e temporale.

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE DOCENTE: MATERIA: CLASSE: Anno scolastico

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE DOCENTE: MATERIA: CLASSE: Anno scolastico ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER I SERVIZI ENOGASTRONOMICI E L OSPITALITA ALBERGHIERA MICHELANGELO BUONARROTI FIUGGI (Fr) CODICE MECCANOGRAFICO: FRRH03008 C.F.: 92070770604 Via Garibaldi s.n.c. 03014

Dettagli

Indicazioni e orientamenti metodologici per gli Obiettivi ed Azioni del Fondo Sociale Europeo

Indicazioni e orientamenti metodologici per gli Obiettivi ed Azioni del Fondo Sociale Europeo UNIONE EUROPEA Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE Dipartimento dell Istruzione Direzione Generale per gli Affari Internazionali Uff. V PROGRAMMA OPERATIVO

Dettagli

Il blended learning nel Master Part Time di formazione imprenditoriale in agricoltura: impianto metodologico, buone pratiche, prospettive di sviluppo

Il blended learning nel Master Part Time di formazione imprenditoriale in agricoltura: impianto metodologico, buone pratiche, prospettive di sviluppo Il blended learning nel Master Part Time di formazione imprenditoriale in agricoltura: impianto metodologico, buone pratiche, prospettive di sviluppo 1. Elementi generali Le attività didattiche del Master

Dettagli

SCUOLA MEDIA STATALE F. GUARINI SOLOFRA

SCUOLA MEDIA STATALE F. GUARINI SOLOFRA SCUOLA MEDIA STATALE F. GUARINI SOLOFRA I. Introduzione COUNSELING E COUNSELOR Attualmente nella sua definizione più ampia, il termine Counseling indica la relazione d aiuto che si instaura tra una persona

Dettagli

DIDATEC Corso base e corso avanzato

DIDATEC Corso base e corso avanzato PROGETTI DI FORMAZIONE PER DOCENTI DIDATEC Corso base e corso avanzato PER I TUTTI DOCENTI I DOCENTI DI ITALIANO Scuola Primaria e Secondaria di I Grado e Biennio Secondaria di II Grado D-5-FSE-2010-1

Dettagli

UNIVERSITAS MERC ATORUM

UNIVERSITAS MERC ATORUM All. 4 Carta dei servizi Pag. 1 Carta dei servizi dell Università Telematica Universitas Mercatorum Art. 1- Premessa L Univeristà Telematica Universitas Mercatorum è costituita in seno al Sistema delle

Dettagli

Discipline e competenze

Discipline e competenze Discipline e competenze Per assistenza è possibile contattare lo staff Pearson scrivendo al seguente indirizzo e-mail: helpdesk@pearson.it oppure chiamando il numero : 0332.802251 La didattica per competenze

Dettagli

Riferimenti concettuali di base

Riferimenti concettuali di base Riferimenti concettuali di base L intervento che il Comune di Cuneo ha realizzato attraverso il progetto Temporario di lavoro si è sviluppato secondo un modello metodologico in cui uno spazio fondamentale

Dettagli

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI 6.1 ISTRUZIONI PER IL VALUTATORE Il processo di valutazione si articola in quattro fasi. Il Valutatore deve: 1 leggere il questionario;

Dettagli

Progetto E-Learning. Strumenti e Servizi per la Formazione a Distanza e Integrata per l Ateneo di Genova

Progetto E-Learning. Strumenti e Servizi per la Formazione a Distanza e Integrata per l Ateneo di Genova Progetto E-Learning Strumenti e Servizi per la Formazione a Distanza e Integrata per l Ateneo di Genova Indice Premessa 2 Gli Obiettivi 4 A- Il Modello 4 Organizzazione dei materiali 5 Tipo di supporto

Dettagli