FORMAZIONE A DISTANZA ED E- LEARNIG. PANTALEO ANTONINA Corso DDA. Anno scolastico 2009/2010 Sessione Appello straordinario Team Tutor

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1 FORMAZIONE A DISTANZA ED E- LEARNIG PANTALEO ANTONINA Corso DDA Anno scolastico 2009/2010 Sessione Appello straordinario Team Tutor

2 INDICE INTRODUZIONE CAPITOLO 1 - FORMAZIONE A DISTANZA : CONCETTI DI BASE - Le origini ovvero le Fad di prima generazione - Seconda generazione della Fad : le tecnologie audiovisive - Terza generazione della Fad : le tecnologie informatiche CAPITOLO 2 - E-LEARNING CAPITOLO 3 LA SOCIETA DELL INFORMAZIONE - Informazione Comunicazione Tecnologia CAPITOLO 4- BISOGNO DI FORMAZIONE - APPRENDIMENTO DEGLI ADULTI - Apprendimento degli adulti CAPITOLO 5 - MULTIMEDIALITÀ E IPERTESTI CAPITOLO 6 LA FORMAZIONE A DISTANZA IN EVOLUZIONE - Nuove mete della formazione- e-learning CAPITOLO 7 - MODELLI DI E- LEARNIG CAPITOLO 8- E-LEARNING E CREATIVITA CAPITOLO 9- DIBATTITO INTORNO ALLA FAD ED ALLA E-LEARNING CONCLUSIONI BLIBLIOGRAFIA 2

3 INTRODUZIONE Nel mondo che sta cambiando, anche il modo di comunicazione e di apprendere cambia e si evolve. Comunicare è insito nell uomo, infatti il significato semantico del termine nella lingua italiana è far conoscere, rendere noto. Tutte le sfere della vita dell uomo sono vissute comunicando e,generalmente, il concetto di comunicazione comporta la presenza di un interazione tra soggetti diversi: si tratta in altri termini di un attività che presuppone un certo grado di cooperazione.. Se un soggetto può parlare a molti senza la necessità di ascoltare, siamo in presenza di una trasmissioni di segni o informazioni. L interazioni dei soggetti nella comunicazione opera un cambiamento nei soggetti stessi, esercita una modificazione dei comportamenti, in sostanza, attiva nei soggetti dei processi tesi alla formazione di se stessi. Della formazione si potrebbe dire molto, si può parlare di formazione pedagogica, scientifica, di formazione personale che dura tutta la vita. Il campo della comunicazione e della formazione rappresenta il vivaio dove l essere umano nasce, cresce e si matura. Nella società del 2000, il bisogno di formazione è sempre più sentito, se per formazione si intende quell'insieme di attività didattiche che sono tese a preparare una persona a svolgere un'attività, una professione o, molto più semplicemente, a vivere. E proprio questa società che ha rivoluzionato, con nuove tecnologie, il rapporto comunicazione - formazione fornendo strumenti che consentono che la formazione si promuova a distanza, ed oggi, anche con mezzi elettronici; FAD e-learning. La Formazione a Distanza viene definita come "l'insieme dei metodi didattici in cui, a causa della separazione fisica tra gli insegnanti e i discenti, la fase interattiva dell'insegnamento (stimolo, spiegazione, domande, guida), come inoltre quella pre-attiva (scelta degli obiettivi, compilazione del curriculum e delle strategie didattiche), è condotta per mezzo cartaceo, meccanico, elettronico (M. Moore in G. Costa, E. Rullani, 1999). L'avvento delle reti telematiche porta all'introduzione della nuova nozione di Distance Learning On-line, ossia l'istruzione a distanza basata sul principio della comunicazione mediata dal computer L'istruzione a distanza comincia a rappresentare una modalità di comunicazione mediante cui diventa possibile soddisfare una domanda di formazione sempre più generalizzata, soprattutto da parte degli adulti. 3

4 CAPITOLO 1 FORMAZIONE A DISTANZA : CONCETTI DI BASE La Formazione a Distanza viene definita come "l' insieme dei metodi didattici in cui, a causa della separazione fisica tra gli insegnanti e i discenti, la fase interattiva dell'insegnamento (stimolo, spiegazione, domande, guida), come inoltre quella pre-attiva (scelta degli obiettivi, compilazione del curriculum e delle strategie didattiche), è condotta per mezzo cartaceo, meccanico, elettronico (M. Moore in G. Costa, E. Rullani, 1999). ISFOL( Istituto superiore della formazione dei lavoratori) pone una definizione di Fad (Formazione a distanza) più sintetica, indicandola come "tutte le varie forme di autoistruzione interattiva che si realizzano attraverso canali di comunicazione multimediali (ISFOL, 1994). L'avvento delle reti telematiche porta all'introduzione della nuova nozione di Distance Learning On-line, ossia l'istruzione a distanza basata sul principio della comunicazione mediata dal computer, e quindi sulla possibilità di uno scambio di idee e di informazioni fra persone, indipendentemente dal luogo e dal tempo di interazione, che porta alla trasformazione delle informazioni in nuovo sapere (F. La Noce, 2001). L'ambiente telematico favorisce gli apprendimenti complessi, che modificano gli elementi presenti nella cultura professionale delle persone, incrementano le abilità generali, quali la capacità di apprendere, la flessibilità, l'adattabilità, la prospettiva propositiva per la risoluzione dei problemi. Inoltre, l'apprendimento collaborativo, reso possibile dalla concezione di rete come ambiente e non solo come canale, riveste un ruolo centrale nella formazione degli adulti, dove lo scambio e la condivisione delle conoscenze, esperienze e abilità personali, è fonte di apprendimento di primaria importanza, al pari dei contenuti (G. Costa, E. Rullani, 1999). La rete acquista una nuova prospettiva: non solo intesa come strumento trasmissivo dei materiali didattici, ma soprattutto come luogo, dove dar vita a processi d'apprendimento connotati da un elevato grado di interattività fra tutti gli attori coinvolti (G. Trentin, 2001). L'istruzione a distanza comincia a rappresentare una modalità di comunicazione mediante cui diventa possibile soddisfare una domanda di formazione sempre più generalizzata, soprattutto da parte degli adulti, nell'ambito di programmi di specializzazione e di riconversione. 4

5 La Fad viene suddivisa in tre livelli di evoluzione, individuati da Nipper nel 1989, corrispondenti allo sviluppo degli strumenti di supporto della sua divulgazione (G. Trentin, 2001): formazione per corrispondenza; formazione plurimediale ; formazione in rete. - Le origini ovvero le Fad di prima generazione Nasce alla metà dell'ottocento, utilizza le reti di trasporto e dei e dei servizi postali per distribuire materiali cartacei a studenti che difficilmente avrebbero potuto raggiungere le sedi scolastiche. Nell'Ottocento, epoca in cui il tasso di analfabetismo era ancora alto, i primi esperimenti di didattica per corrispondenza si svilupparono nei paesi più industrializzati (in specie in Inghilterra e Svezia). Purtroppo di tali corsi rimangono scarse testimonianze. Le caratteristiche principali della FAD,cosiddetta di prima generazione, si riconoscono nel carattere privato, infatti fu generalmente erogata, in quasi tutta l Europa, da enti privati e fu rivolta, in prevalenza all utenza adulta. I corsi per corrispondenza erano composti da materiale cartaceo inviato per lettera, spesso corredato d'informazioni e istruzioni su come studiare; nelle fasi di verifica della formazione trasmessa venivano utilizzati test scritti, che il discente inviava per posta al docente dopo averli svolti. La prova di valutazione rappresentava quasi sempre l'unica modalità d'interazione tra docente e studente. Il primo corso di formazione a distanza documentato partì nel 1840 da Londra ed in Italia uno dei primi esempi di formazione a distanza lo fornisce la Scuola radio Elettra di Torino. Ad opera di Isaac Pitman, un corso di corrispondenza di stenografia. Tale iniziativa ebbe un tale successo da indurre il suo inventore a fondare, nel 1843, una società per l'insegnamento della stenografia per corrispondenza. Più tardi si avrà l'esperienza analoga in tutti i paesi industrializzati, inclini a programmi di formazione nei settori tecnicoprofessionali. Negli Stati Uniti l'applicazione dei metodi di istruzione a distanza si intensificò nell'ultimo quarto del XIX secolo, quando nel 1874, l'illinois University varò un corso per corrispondenza avanzato. L'obiettivo esplicito di questa iniziativa, e delle altre che seguirono, era quello di eliminare le discrepanze determinate dall'appartenenza dei 5

6 soggetti interessati a classi socialmente ed economicamente svantaggiate: il motore dell'iniziativa era rappresentato dal manifestarsi sempre più evidente di esigenze e bisogni di formazione estesi nel campo di educazione degli adulti. Con il nuovo secolo si afferma anche l'intervento statale nell'ambito dell'istruzione primaria e secondaria a distanza: a Melburne nel 1914, a Vancouver nel 1919 e in Nuova Zelanda nel Nell'U.R.S.S. l'istruzione a distanza viene introdotta negli anni venti, con lo scopo di estendere il livello di scolarizzazione, pur in carenza di docenti. Si trattava di interventi basati principalmente sulla corrispondenza, dove il medium era cartaceo e l'interazione studente-docente, estremamente lenta nella sua dinamica, era in genere circoscritta alla spedizione di elaborati, e rarissimi incontri in presenza. Proprio l'entità e la diffusione di queste esperienze fecero maturare la riflessione metodologica sull'istruzione a distanza, dimostrando che era necessario collegare a questa base anche altre procedure per lo svolgimento di attività complementari, al fine di ottenere un tutoraggio completo per singolo allievo, oltre che per promuovere l'interazione con la struttura didattica. Sono questi gli anni in cui si tende ad applicare all'istruzione le tecnologie della comunicazione allora disponibili: telefono e radio. - Seconda generazione della Fad : le tecnologie audiovisive Agli inizi del XX secolo la didattica per corrispondenza esce, nel Vecchio Continente, dai ristretti ambiti della classe media per essere scoperta come strumento di formazione e istruzione più marcatamente scolastico e professionale, destinato per lo più ai giovani invece che dagli adulti, essa veniva erogata non solo da singoli individui ma anche da soggetti istituzionali o aziendali. Negli anni venti e trenta si diffonde una nuova tecnologia, la radio e con essa, la formazione di scopre le potenzialità di un mezzo che si propaga nell'etere. Si verifica così il passaggio da una modalità di comunicazione impersonale a una modalità diffusionale, da pochi a molti. Un ruolo importante in questo campo venne svolto dalla BBC che, nel 1927, mise a punto un programma di lezioni integrative dei corsi scolastici, utilizzando le trasmissioni radio. Nel 1937 Radio Canada aveva inserito stabilmente nei suoi palinsesti trasmissioni educative: alcune riservate agli agricoltori per migliorare e aggiornare le loro tecniche professionali, senza spostarsi dal luogo di lavoro. Dalla fascia strettamente professionale 6

7 si era passati ad un target molto più ampio e diffuso, offrendo corsi di preparazione a varie aree disciplinari. Anche in Italia la radio è stato il primo mezzo di comunicazione di massa e si diffuse presso ogni classe di reddito. Dagli anni quaranta anche il telefono sarà frequentemente utilizzato come supporto. A partire dagli anni cinquanta, periodo della ricostruzione postbellica, si avverte il bisogno di richiedere l'ausilio di strumenti formativi in grado di permettere una veloce ripresa delle attività scolastiche. Negli anni sessanta vengono introdotti i supporti audiovisivi (per esempio la televisione) come strumento per apprendere, negli USA la sperimentazione della televisione in àmbito formativo è presente a partire dagli anni anni quaranta. In Europa, dopo un decennio si scoprono le potenzialità del mezzo televisivo, tantoché le televisioni pubbliche europee si assumo, nei paesi impegnati nella ricostruzione del dopo guerra, il compito di diffondere e divulgare la cultura nazionale. Le nuove opportunità offerte dal mass - media sono legate alle sue esemplificazioni visive, facile da comprendere anche per un pubblico con bassa scolarizzazione. Un'altra tappa fondamentale fu la commercializzazione del VHS (Video Home System): le videocassette consentirono infatti di personalizzare i tempi di fruizione, favorendo l individualizzazione dell'offerta formativa. I sistemi per la formazione a distanza di seconda generazione furono generalmente sistemi integrati: gli audiovisivi sono combinati con gli strumenti offerti dalla telematica (telefono, fax ecc.) e coi supporti tradizionali come le dispense cartacee. A metà degli anni novanta si sviluppò la teleconferenza, utilizzata ampiamente in ambito didattico all'interno delle università per la soluzioni di problemi logistici. Le tecnologie audiovisive hanno potenziato una cultura dell'immagine che risultava meno elitaria rispetto alla scrittura e favoriva una maggiore personalizzazione dei tempi e dei modi di fruizione della conoscenza e del sapere. Si passerà, da un target limitato a interessi di tipo professionale, ad un'utenza caratterizzata da una molteplicità di interessi, fra cui spicca anche l'istruzione superiore; questi sono gli anni in cui si manifesta la sostanziale impossibilità, da parte dei sistemi educativi tradizionali, di dare una risposta adeguata ad una domanda d'istruzione che appare in continua espansione. Il processo di interazione studente-docente continua però a restare residuale, simile nello svolgimento alle modalità dei sistemi di prima generazione. 7

8 La produzione e la distribuzione estensiva dei materiali didattici, nei confronti della popolazione da formare, sono dunque le caratteristiche comuni ai primi due livelli di sviluppo della formazione a distanza, di prima e di seconda generazione: la comunicazione con gli studenti, presa da un'ottica bidirezionale, viene mantenuta marginale; la comunicazione fra studenti è del tutto assente o comunque non organizzata ai fini del processo didattico. La problematica principale dei sistemi di prima e seconda generazione riguarda la copertura delle distanze geografiche e il raggiungimento di vaste popolazioni di utenza. La sua risoluzione viene efficacemente affrontata con la distribuzione del materiale didattico, ma l'inclinazione a preferire il largo bacino d'utenza comporta una visione dell'apprendimento parziale; esso non si identifica come processo sociale e olistico, come dovrebbe invece realizzarsi nell'impostazione di un processo formativo per soggetti adulti. Il superamento di queste carenze, seppur con l'inevitabile mediazione tecnologica, sarà l'idea che guiderà lo sviluppo di sistemi di Formazione a distanza di terza generazione. - Terza generazione della Fad : le tecnologie informatiche L'utilizzo del personal computer nell'ambiente domestico rende possibile, a metà degli anni ottanta, il passaggio a una nuova generazione. La FAD di terza generazione si articola in due fasi: - Fase off-line, basata sull'uso di strumenti che non si avvalgono del supporto delle reti (floppy disk, videodischi, cd-rom); - Fase on-line, caratterizzata dalla diffusione dell'uso delle reti specialmente internet. Con l'avvento della Formazione on-line, l'apprendimento - da modalità individuale e di "autoapprendimento" passivo, diventa un processo complesso e dinamico che prevede il ruolo attivo del discente che si proietta verso una nuova modalità di apprendimento che sottolinea l aspetto collaborativo e cooperativo che rendono la Fad preferibile ad un tradizionale corso formativo in presenza in quanto l allievo ha la possibilità di personalizzare l offerta formativa. Nasce la FAD di terza generazione che si basa sulla telematica e che viene generalmente denominata e-learning. 8

9 CAPITOLO 2 E-LEARNING Le telecomunicazioni giocano sempre più un ruolo fondamentale nella vita di oggi. Il trattamento dell'informazione e l'elaborazione delle conoscenze sono diventati recentemente la principale fonte occupazionale; informazione e conoscenza sono quindi le materie prime e i principali prodotti della nostra società. L'e-learning è una metodologia didattica che offre la possibilità di erogare contenuti formativi elettronicamente, attraverso Internet o reti Intranet (ASFOR, 2003). Per l'utente rappresenta una soluzione di apprendimento flessibile, in quanto fortemente personalizzabile e facilmente accessibile. L'utilizzo sistematico e diffuso di tecnologie sempre più performanti e l'evolversi dei bisogni di apprendimento individuali e organizzativi, hanno recentemente condotto al passaggio da una prima generazione di e- learning, identificabile semplicemente con la distance learning, ad una seconda generazione che offre la possibilità di progettare e gestire in maniera coordinata e centralizzata sistemi di formazione continua collegati con la gestione delle competenze e integrati con i sistemi di knowledge management. L'e-learning si inserisce in un contesto di formazione permanente e continua, aiutando a gestire (in accordo con quanto impostato nel Libro Bianco della Comunità Europea) la mobilità degli studenti e dei lavoratori, l'avvicinamento del mondo della scuola a quello delle imprese e l'innalzamento dei livelli culturali nella società del 2000 sempre più Società dell Informazione. Concetti ed argomenti ampiamente trattati nei capitoli successivi. 9

10 CAPITOLO 3 LA SOCIETA DELL INFORMAZIONE L'elevato dinamismo che caratterizza la nostra società, definita sempre più spesso "Società dell'informazione, pone come centrale l'informazione stessa, attribuendole il ruolo di risorsa strategica che condiziona l'efficienza dei sistemi, divenendo fattore di sviluppo economico, di crescita e di ricchezza culturale. Il trattamento dell'informazione e l'elaborazione delle conoscenze sono diventati recentemente la principale fonte occupazionale: la società post-fordista impegna nel settore del trattamento informativo più del 60% della sua forza lavoro; informazione e conoscenza sono quindi le materie prime e i principali prodotti della nostra società. Veniamo dalla società industriale, viviamo nella Società dell'informazione: in una società, invero, profondamente mutata negli ultimi vent'anni. Viviamo in una società il cui l'informazione è il nuovo bene economico attorno al quale si concentrano gli interessi produttivi primari: informazione non nei termini e nei modi tradizionali. Non solo la notizia pubblicata su quotidiani e periodici di qualsiasi tipo, ma tutta la conoscenza gestita tramite gli elaboratori elettronici: allora si comprende come essa sia divenuta un fattore decisivo della produttività al punto di condizionare ogni attività dell'uomo contemporaneo. All'interno degli organismi pubblici e privati (fabbriche, aziende, università, uffici, enti di ogni tipo) la gestione dell'informazione e la sua trasmissione caratterizzano ogni momento produttivo: nella Società dell'informazione è cambiato il rapporto dell'uomo con i propri strumenti di lavoro; questo rapporto non è più diretto, ma mediato tramite l'elaboratore elettronico ed è determinato da programmi, sistemi, computer, supporti, memorie, etc. il tutto però mediante il medesimo codice e in base ai medesimi principi logici. Si è passati da un modo diretto e analogico di gestire fatti, oggetti e processi, ad un modo discontinuo e indiretto, mediato dalla logica che governa i nuovi strumenti, ed è la logica digitale. Nella società industriale gli oggetti e gli strumenti del lavoro venivano gestiti direttamente dalla mano e dall'occhio dell'uomo; nella Società dell'informazione sono gestiti mediante programmi, algoritmi, linguaggi. Questo processo è irreversibile, e anche se, in un prossimo futuro, si può prospettare un certo ritorno all'analogico (programmazione attraverso i comandi a voce, dettature e 10

11 traduzioni interlinguistiche simultanee), non si può prescindere dalla tecnologia digitale più sofisticata che permetterà queste più ergonomiche interazioni. Nella Società dell'informazione non cambiano solamente i modi del produrre, ma anche quelli del comunicare: dal tipo, dal volume e dai modi della comunicazione possiamo individuare un modello sociale, in quanto questi connotano profondamente ogni società del passato e del presente. Le telecomunicazioni giocano sempre più un ruolo fondamentale nella vita di oggi: rimpiccioliscono sempre di più la dimensione del mondo, lo riducono a villaggio. La comunicazione è sempre più un sistema complesso che si integra e pervade i sistemi concomitanti. Quando si sposta l'accento dai mezzi ai contenuti non si può non notare come l'informazione sia di gran lunga il fenomeno più generalizzato e significativo della moderna società, al punto da caratterizzarla completamente. Nella Società dell'informazione non c'è solo la questione della profonda mutazione della funzione della comunicazione, che si trasforma "da mezzo a fine, c'è, più in radice, il problema di cosa diventa il singolo nel mentre apprende a vivere dentro una società globale. Se comunicazione vuol dire scambio informativo, collegamento, sapere condiviso, si determina come questa accezione crei una conoscenza diffusa, che lentamente trasforma il modo di pensare e di essere di ciascuno di noi. Gli strumenti con cui il sapere viene divulgato (multimedialità, realtà virtuale, reti telematiche, satelliti) modificano i processi di comunicazione del sapere, ma anche i modi con cui si acquisiscono le conoscenze: le ricerche nel campo delle tecnologie dell'informazione applicate ai processi di apprendimento di formazione hanno una rilevanza strategica sia dal punto di vista culturale che economico. Da ciò emerge con chiarezza la necessità di sviluppare le potenzialità delle diverse tecnologie e in particolare gli strumenti per supportare prodotti che permettano di far acquisire sapere in modo critico: la ricerca in questo settore si rende indispensabile alla crescita di un corpo coerente di conoscenze teoriche ed operative che stabiliscano l'integrazione tra le componenti ingegneristiche e le componenti cognitive, culturali ed educative proprie delle tecnologie dell'informazione. Il paradigma dell'apprendimento cambia: non è più informazione per la formazione, ma apprendimento dentro, attraverso e nonostante i rumori dell'informazione. Tuttavia l'onnipresenza e l'importanza del bagaglio informativo in tutte le sue forme non si può tradurre in un fatto meramente tecnologico. 11

12 Paradossalmente ci troviamo nella stessa condizione in cui ci si trovava alle soglie della Rivoluzione Industriale, che richiedeva al cittadino una nuova preparazione, più completa e diversa da quella necessaria ad una società basata esclusivamente sulla produzione agricola; oggi viviamo un rivolgimento assimilabile ai suoi effetti al secolo scorso, anzi, gli eventi si susseguono più in fretta e le urgenze sono maggiori. Non è possibile svolgere alcun lavoro, o anche semplicemente partecipare alla nuova società in cui stiamo entrando, senza venir a contatto con il trattamento automatico delle informazioni. Continueranno ad esistere medici, avvocati, docenti, giornalisti, economisti e tecnici con le loro conoscenze specifiche; ma essi svolgeranno il loro lavoro in modo nuovo con i mezzi e gli strumenti che la società interconnessa e digitale mette loro a disposizione. Sempre meno le professioni del presente sono lo specchio di quelle future: ogni giorno nascono professioni nuove e i mestieri di tipo tradizionale si arricchiscono di contenuti; è la conseguenza del passaggio dalla società industriale alla Società dell'informazione. Questo radicale cambiamento comporta uno sforzo di formazione enorme, quale non era mai stato affrontato dalle società precedenti. Il problema si propone per due aspetti significativi: per la formazione delle nuove generazioni e per le persone già inserite in ambito lavorativo, o per quelle che ne sono state estromesse e che devono essere riqualificate. - Informazione Comunicazione Tecnologia La grande quantità di informazione disponibile è di gran lunga superiore alla capacità di utilizzarla: la problematica non concerne la sua reperibilità, piuttosto si ritrova nella possibilità di tradurla in una forma qualitativamente idonea ad assistere l'uomo nelle proprie attività produttive e decisionali. Probabilmente "abbiamo conquistato molta informazione, ma abbiamo perso in conoscenza, affermava già il poeta Thomas Eliot. Le applicazioni dell'informatica, e più in generale delle Tecnologie dell'informazione e della Comunicazione che si stanno diffondendo in tutti i campi delle attività socioeconomiche, si presentano oggi come il fattore condizionante per la produttività e per il rinnovamento dell'industria e dei servizi, e di conseguenza, per la competitività e il progresso dell'intero 12

13 sistema. Il complesso degli strumenti offerti dall'informatica e dalle applicazioni multimediali permettono di realizzare sistemi che aiutano a riguadagnare quella conoscenza che abbiamo in parte perduto. La cultura dell'innovazione coincide oggi con la cultura della gestione della tecnologia. La rivoluzione indotta dall'information Comunication Technology (in acronimo ICT) garantisce la simultanea disponibilità di conoscenze tecniche, sociali e umane grazie all'accesso a banche-dati da parte di persone, imprese, istituzioni. Le caratteristiche di tale impatto possono essere si riassumono in Velocità, Accessibilità, Malleabilità. L'ICT ha sensibilmente accelerato la velocità delle comunicazioni permettendo di permesso di snellire la raccolta delle informazioni stesse e la loro analisi, quindi i conseguenti processi decisionali rendono sempre più rapidi i processi produttivi. Le persone e le informazioni sono molto più interconnesse rispetto al passato. Tempo e spazio hanno sempre meno rilevanza con forti influenze nel modo di lavorare e di vivere. L'ICT permette di manipolare contenuti, di modificare e connettere le informazioni che provengono da fonti diverse. Ciò determina una minore rigidità del sapere che deve essere trasmesso; l'apprendimento diventa sempre più decentrato nei suoi obiettivi e si può realizzare in ogni luogo. In passato si è ritenuto che la semplice adozione delle nuove tecnologie potesse risolvere tutte le problematiche contemporanee, la risposta però si è rivelata parziale o controproducente, in quanto le Nuove Tecnologie possono addirittura aumentare la congestione informativa a livelli operativi, senza produrre sostanziali miglioramenti nella fruizione delle informazioni necessarie per conoscere, cioè per poter scegliere, decidere e governare. Infatti troppo spesso nell'introduzione delle tecnologie, in particolare nei contesti formativi, c'è stata una scarsa considerazione delle teorie cognitive dell'apprendimento, così come spesso si è registrata una mancanza di analisi dei contesti educativi e formativi in cui le tecnologie vengono inscritte e utilizzate. Gli approcci tradizionali tendono a privilegiare gli aspetti tecnologici a scapito di quelli cognitivi, educativi e culturali. Molte applicazioni tecnologiche non hanno soddisfatto gli obiettivi perché nella progettazione si è considerato solo il livello uomo-macchina, tralasciando di valutare il contesto organizzativo più ampio nel quale le tecnologie venivano inserite. In realtà, avvalorato dalle più recenti tesi cognitiviste di seconda generazione, il contesto si dimostra 13

14 una variabile importante: le differenze di struttura e cultura organizzativa degli ambienti in cui le tecnologie sono inserite spiegano, infatti, le differenze nei modi in cui le tecnologie stesse vengono usate. Le tecnologie, anche quelle educative, non sono neutre, in quanto presuppongono delle diverse concezioni educative e si differenziano per la qualità di iniziativa permessa al discente, per la loro trasparenza, visibilità e per la rappresentazione della conoscenza e delle discipline alle quali si rivolgono; più in generale si differenziano per epistemologia e teoria dell'apprendimento a cui fanno riferimento. Si possono distinguere: Tecnologie chiuse Sono molto diffuse; la teoria dell'apprendimento che sottintendono è quella comportamentista, paradigma secondo cui le informazioni esistono obiettivamente nel sistema e vanno trasferite nella mente di chi impara. La loro caratteristica comune è quella di trasferire le informazioni dalla macchina all'utente seguendo percorsi in gran parte predefiniti. L'istruzione programmata è basata sull'esecuzione di abilità, e attiva la catena comportamentale stimolo-risposta, in vista di un determinato obiettivo o comportamento finale. Gli allievi, a cui è richiesta un'abilità di tipo esecutivo, portano a termine il compito al meglio in un ambiente ben strutturato ed orientato. Tecnologie aperte Il paradigma teorico su cui si basano tali tecnologie è quello cognitivista-strutturalista; si tiene conto sia del contesto di riferimento, sia dell'utente a cui ci si rivolge, delle sue preconoscenze, delle sue necessità formative, delle sue modalità di apprendimento. Fin dalla progettazione vengono previsti usi flessibili, esplorativi, aperti. Il processo di apprendimento non è più descrivibile secondo la metafora del vaso vuoto da riempire: il discente, adulto o bambino, è sempre un attivo costruttore di conoscenze e di competenze. I modelli di apprendimento e le informazioni che egli possiede gli permettono di selezionare certi stimoli anziché altri, e di interagire con l'ambiente e con i contesti fisici e sociali che lo circondano. I recenti sviluppi della psicologia cognitiva dell'istruzione hanno messo in evidenza come il concetto stesso di apprendimento sia mutato: con esso si intende lo sviluppo culturale, ossia l'azione sociale complessa che si svolge in contesti e quadri di attività storicamente e culturalmente definiti. L'apprendimento appare in tal modo nella sua reale natura di processo olistico, incentrato sui problemi, correlato al contesto e che coinvolge tutti i 14

15 membri dell'organizzazione. La didattica in presenza della tecnologia richiede sempre di più la capacità di progettare e condurre processi complessi in cui intervengono sia elementi umani che tecnologici. Le Nuove Tecnologie Educative, definite come "metodi, criteri, tecniche e tecnologie rivolte a ricercare e utilizzare le forme e gli strumenti più adatti alla strutturazione e al trasferimento di informazioni e conoscenze con l'ausilio dell'informatica, telecomunicazioni e multimedialità, sono potenzialmente il punto di incontro fra didattica e tecnologia e, allo stesso tempo, punto di partenza per soddisfare le nuove esigenze di formazione. Di fronte alla certezza che una persona nel corso dell'intera vita non potrà accostarsi ad altro che ad una porzione molto limitata dello scibile, è sempre più aperta la questione di quali siano i reali bisogni informativi per il presente e il prossimo futuro. Si tratta di imparare ad imparare: il vero "esperto creativo non è chi sa tutto ma chi sa molto, ed è poi in grado di aumentare le conoscenze della propria comunità affrontando problemi sempre più complessi. Il computer è uno strumento multimediale, in grado di integrare in un unico oggetto la lingua scritta, suoni, immagini statiche e i movimento, sia dal punto di vista della fruizione che della produzione e della diffusione del materiale. Queste attività necessitano soprattutto di abilità di lettura e scrittura in senso ampio: comprensione e produzione di artefatti culturali. Il livello di alfabetizzazione di cui oggi abbiamo bisogno è più complesso e raffinato, deve cioè mirare ad una comprensione adulta del prodotto culturale. Se è vero che lo strumento informatico cambia il modo di pensare e di interagire degli individui, esso interviene con più forza a modificare gli ambienti di apprendimento, sia nei contenuti, sia nel tipo di operazioni mentali richieste, sia nell'organizzazione delle strutture e dei curricola formativi. La tecnologia introduce dinamiche nuove nei flussi di informazione e accelera i processi: si possono pianificare processi di apprendimento aperto e flessibile, suscettibili di adattarsi meglio alle differenze individuali, ai diversi contesti operativi e alle diverse esigenze didattiche. Non vi è solo una richiesta di cambiamento nelle modalità di apprendimento ma anche un'esigenza di nuovi modelli organizzativi dell'apprendere che siano praticabili anche in età adulta su un numero sempre crescente di individui. 15

16 CAPITOLO 4 BISOGNO DI FORMAZIONE - APPRENDIMENTO DEGLI ADULTI La prospettiva futura di utenti di formazione per tutta la vita o quasi è propria del nostro tempo. Il lavoro si alternerà sempre più spesso con l'aggiornamento. É il clima di innovazione a spingere le organizzazioni a promuovere processi di apprendimento continuo per le risorse umane di tutti i livelli: per le aziende, saperlo fare in tempi rapidi e con risultati efficaci diventerà sempre di più un fattore competitivo; per il singolo, la formazione scandisce tutti i processi di inserimento, carriera e riqualificazione professionale. L'importanza della valenza formativa non cessa nemmeno all'età della pensione, accompagna l'individuo anche negli spazi del privato, quando l'esigenza di imparare di più si ripresenta per perseguire una crescita personale o per dedicarsi al volontariato. L'educazione degli adulti corrisponde alla necessità economica di adeguare costantemente le competenze dei lavoratori al livello di evoluzione delle conoscenze; mentre, sul piano sociale, si tratta di offrire ulteriori opportunità di formazione a soggetti che intendono operare un recupero di svantaggi passati. I nuovi bisogni di formazione che si manifestano nelle età adulte possono essere classificati in tre categorie che investono: Una domanda di formazione e di aggiornamento professionale collegata alle trasformazioni che via via intervengono nei sistemi produttivi, e che determinano la creazione di nuovi profili professionali e la modificazione, o la scomparsa, di quelli tradizionali. Una domanda di perfezionamento dei saperi già posseduti in vista dell aggiornamento, in funzione della continua evoluzione che caratterizza tutte le aree disciplinari. Una domanda di nuove opportunità informative che si manifesta in soggetti che, per ragioni economiche o culturali, non hanno avuto la possibilità di continuare e concludere il loro corso di studi. "Il futuro appartiene alle società che saranno capaci di un continuo apprendimento: quello che conosciamo e che sappiamo fare rappresenta la chiave del progresso economico, proprio come un tempo lo era la ricchezza di materie prime (R. Marshall & M. Tucker, 1992, in U. Margiotta, 1997). 16

17 Fare "formazione non resta più come un'attività marginale, ma passa come strumento di efficacia operativa, un contributo alla creazione di profitto, in quanto investimento nella risorsa più importante di ogni organizzazione: la persona e la sua capacità di progettare il futuro. Il lavoro è destinato a diventare sempre di più difficile accesso e mantenimento, in mancanza di adeguate competenze per la partecipazione ai processi produttivi. In particolare, un sistema sempre più orientato alla qualità richiede anche alle nuove professionalità una crescente produttività intellettuale, imposta dalla necessità di stimolare nei lavoratori di tutti i livelli comportamenti adattivi e flessibili, in grado di migliorare l'efficienza dell'intero sistema. Anche per le posizioni non altamente professionali sono necessarie conoscenze tecnico-scientifiche ben più consistenti che in passato, nonché un insieme di competenze comportamentali legate alla comunicazione, al lavoro di gruppo, alla pianificazione strategica delle attività, alla soluzione di problemi. La formazione è oggi la chiave di volta che consente alle aziende di affrontare la situazione di incertezza, dovuta alla globalizzazione e alla società dell'informazione, facendo leva sul fattore umano, vera risorsa strategica dell'impresa. La complessità delle situazioni in cui l'organizzazione viene a operare, e la turbolenza interna-esterna (della stessa organizzazione e delle dinamiche dei mercati) richiedono una capacità di "fare sintesi, rispetto all'impostazione metodologica dei processi formativi tradizionali, in direzione del sostegno a quel "governo dell'incertezza che diviene il motivo di preoccupazione dominante delle organizzazioni (Giorgio Bocca, 2000). L'impresa non è in grado di controllare le condizioni della propria competitività e di definire, con anticipo e con precisione, le competenze che gli serviranno nel corso del tempo. Il rischio di sbagliare nell'investimento formativo non è più assorbito dalle organizzazioni, ma ricade sulle persone: sul lavoratore dipendente, sull'artigiano, sul piccolo imprenditore, sul professionista, anche sull insegnante. Non ci sono garanzie esterne che esentino dal rischiare e a cui delegare la scelta da fare (G. Costa, E. Rullano, 1999). L'apprendimento deve essere continuo, ma soprattutto deve essere diluito nel vissuto e nel quotidiano; la formazione non può più essere assegnata a luoghi e a tempi separati rispetto ai luoghi e ai tempi del lavoro. Il bisogno di sapere non può essere soddisfatto con esperienze di apprendimento saltuarie, che interrompono il lavoro per periodi più o meno lunghi: il corso di aggiornamento fatto quando ce n'è bisogno, l'istruzione finalizzata a scopi specifici, 17

18 conferenze o convegni episodici; la formazione invece deve divenire continua, capillare e distribuita lungo l'arco lavorativo, così come sono continue le domande che ci si pone man mano che si affrontano problemi non previsti, non consueti. "Formazione continua è un modo di lavorare, in cui la produzione del valore richiede una rielaborazione attiva di quanto già si sa, o addirittura una ricerca di una nuova frontiera: il valore viene prodotto più dall'esplorazione che dalla routine, più dall'apprendimento di nuove metodologie che dall'ottimizzazione di quelle già note e collaudate. Un'economia globale ha bisogno di un sapere trasferibile, vendibile e acquistabile in grandi circuiti: una parte del sapere pratico deve essere codificata e messa in circuito, per acquisire valore e conseguire i vantaggi moltiplicativi associati alla natura globale dei mercati. Il sapere contestuale, non trasferibile, che resta proprio delle singole imprese o distretti, può mantenere la sua competitività solo se riesce a sposarsi al sapere codificato, che circola nelle reti estese della divisione globale del lavoro. Si tratta di una scommessa fondamentale per il sistema azienda: gli investimenti devono essere finalizzati a tradurre parte del sapere pratico delle imprese in concetti e in metodi riutilizzabili, trasferibili (A. Briganti, 1998). Solo il possesso del sapere e soprattutto il possesso di un sapere fluido, relazionale e adattivo, consente di ridurre il rischio in modo ragionevole e di dare prospettive positive di attività e di remunerazione. Solo un sapere che si rinnova continuamente, seguendo il passo dei cambiamenti tecnologici e delle sperimentazioni compiute, può colmare il gap formativo. La popolazione interessata all'istruzione permanente appare in continuo aumento, tanto che si delineano ampie differenziazioni tra varie fasce di utenza; si individuano così almeno quattro target, rappresentati da (A. Briganti, 1998): Giovani adulti, anni. Media maturità, anni. Piena maturità, 50 anni fino alla pensione. Età della pensione, in continuo ampliamento per il protrarsi della vita media. Questa differenziazione dei target di riferimento richiede un'accurata articolazione dell'offerta formativa, anche se trasversalmente sono tutti accomunati dall'assunto "apprendere ad apprendere. La formazione, per poter essere tale, deve possedere i seguenti attributi: 18

19 Permanente: ogni momento della vita determina un accumulo di esperienze, positive o negative, che generano apprendimento e creano un sistema di idee dominanti. Diffusa: a tutti i livelli aziendali. Integrata: perché fa giocare insieme conoscenza ed esperienza, teoria e pratica, momenti informali e momenti formali. Flessibile: per adattare l'evoluzione e il cambiamento del fattore umano con i fattori gestionali ed organizzativi. Duplicabile o replicabile: trasmessa tramite supporti digitali per poter essere riprodotta all'infinito. Modulare: passibile cioè di essere utilizzata solo per quelle parti che interessano in quel momento. Lo sviluppo di esperienze educative a distanza mediante l'ausilio dell'information Communication Technology fornisce enormi possibilità di sviluppo alla formazione degli adulti. Si ricorre alla tecnologia nel tentativo di fornire alternative più efficaci per la formazione del personale oltre che per il miglioramento degli attuali sistemi di gestione dell'informazione, al fine di aumentare il livello di prestazione degli individui; in ambito formativo, il tema centrale d'interesse riguarda le nuove modalità con cui la tecnologia supporta gli individui rendendoli sempre più autonomi e responsabili. Le Nuove Tecnologie Educative possono definirsi come "metodi, criteri, tecniche e tecnologie rivolte a ricercare e utilizzare le forme e gli strumenti più adatti alla strutturazione e al trasferimento di informazioni e conoscenze con l'ausilio dell'informatica, delle telecomunicazioni e della multimedialità (Didaforum, 1995). In termini di formazione ciò sembra significare soprattutto cinque aspetti essenziali: -La valorizzazione delle risorse umane in quanto fattore strategico per realizzare la flessibilità adattiva dell'organizzazione. - La riduzione delle strutture e le linee gerarchiche di comando per favorire l'introduzione di ambienti agili, volti al dialogo e alla cooperazione. - Il maggior rilievo dato al gruppo piuttosto che al singolo manager; in una prospettiva demografica in cui il ricambio generazionale è scarso diviene essenziale la formazione continua dei lavoratori in generale. - La necessità di confrontarsi con nuove alternative, quali la formazione professionale di terzo livello e le azioni formative di matrice europea. 19

20 - L'urgenza di strutture dinamiche di intervento formativo atte a coinvolgere la dimensione umana del lavoratore, per esaltarne creatività e collaborazione. Le Tecnologie dell'informazione e della Comunicazione e le Nuove Tecnologie Educative rendono possibile oggi quello che era impensabile ieri: ricongiungere lavoro e formazione, crescita professionale e apprendimento. L'uso delle tecnologie della comunicazione a distanza permettono di spostarsi da un problema di "lavoro di routine ad un problema di apprendimento, di innovazione del lavoro, senza muoversi dalla postazione lavorativa e senza interrompere, se non per brevi periodi temporali, il proprio processo produttivo, che ne risulterà comunque arricchito. La prospettiva di lungo periodo che deve orientare le modalità con cui organizzare la formazione continua oggi, dovrebbe non prescindere da tre principali linee guida: - Formazione diffusa nel tempo e distribuita sul territorio, con corso brevi che si inseriscono in pause predisposte nel tempo del lavoro. - Uso delle nuove tecnologie della comunicazione multimediale e a distanza. - Trarre il sapere dall'esperienza e proporsi di concettualizzarlo, elaborarlo e socializzarlo, invece dell'uso di schemi esterni, precostituiti. Fare formazione significa quindi intervenire sia sui saperi professionali sia sulla cultura organizzativa di ruolo, attraverso la metodologia dell'apprendimento consapevole e seguendo le modalità tipiche dell'apprendimento degli adulti. - Apprendimento degli adulti Non esiste uno spartiacque univoco per definire un'età specifica di passaggio dal discente infantile all'allievo adulto, ma si possono individuare delle tassonomie che caratterizzano un modo consapevole di accostarsi a nuove esperienze di apprendimento. Fondamentalmente possiamo individuare tre criteri indicativi: Legale: dalla maggiore età il soggetto acquisisce una serie di diritti e doveri propri del ruolo adulto. Sociale: la persona viene riconosciuta adulta nel momento in cui assume determinati ruoli sociali, ad esempio quello di lavoratore. Psicologico: attraverso ripetute esperienze di apprendimento l'allievo struttura una determinata organizzazione delle conoscenze e ha sviluppato delle abilità di studio (stile mnemonico, visualizzazione, verbalizzazione). Inoltre ha una maggiore consapevolezza dei propri interessi e delle proprie inclinazioni (culturali, 20

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