Premessa. di Federico Pedrocchi

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5 5 Premessa di Federico Pedrocchi Quando si affacciano, nella storia, le grandi tecnologie e le grandi tecnologie sono quelle che cambiano progressivamente e permanentemente la quotidianità avviene sempre un fatto singolare: le si osserva, e le si analizza, troppo da vicino, come se una volta terminata L ultima cena leonardesca, per un certo tempo fosse stato possibile osservarla solo da una distanza non superiore ai dieci centimetri. Viene a mancare una visione complessiva, insomma, ma ogni sguardo ravvicinato pretende però di avere una interpretazione chiara del tutto. Alla fi ne del 19 secolo e per i primi due decenni del 20, ad esempio, era convinzione diffusa che i dirigibili rappresentassero l unico orizzonte per il trasporto aereo, e quelli degli aeroplani erano quasi presi in giro nelle loro velleità di grandezza. Eppure da uno sguardo attento alla tecnologia del volo con le ali poteva risultare del tutto evidente e c era chi aveva questo sguardo che il futuro non contemplava dirigibili nei cieli. Le motivazioni di tale cecità da visione corta sono sostanzialmente due: una è l incapacità di analizzare la portata rivoluzionaria di una grande innovazione, incapacità che a volte può essere comprensibile perché il tasso della novità è elevato; l altra è la ben nota ostilità di chi si sente, dalla novità, esautorato, atteggiamento spesso paradossale perché ridisegnarsi in un contesto nuovo può essere più facile che chiudersi a riccio e comprare ancora più elio per i propri sigari volanti. L avvento di Internet non è esente dal presentare questo problema. Ora, se voi foste in procinto di leggere un testo che tratta di come in rete si possono trovare delle suonerie di canzoni tirolesi per il vostro cellulare, questi ragionamenti sarebbero del tutto eccessivi. Ma nelle pagine che seguono, invece, si parlerà di Formazione a distanza (Fad), ovvero di uno degli strumenti che maggiormente usano le potenzialità della rete e che si presentano come un medium perché di questo si tratta, in quel corretto ampliamento del termine che la multi-

6 6 medialità richiede di enorme portata negli anni che verranno. Allora la visione di insieme è ineludibile. Il motivo è evidente: le procedure della Formazione a distanza entrano per forza in relazione con molti altri modi di usare la rete. Potremmo analizzare come il pubblico, oggi, interpreta l informazione che trova nei quotidiani senza valutare che quella stessa informazione gli arriva dalla televisione, dalle radio e anche dalla rete? Evidentemente no. E qui emerge una prima singolare osservazione. C è un grande produzione di defi nizioni del tipo Internet è. Hanno senso? Direi proprio di no. Molti defi niscono la rete come lo strumento che ci ha proiettato verso la frenesia dei torrenti digitali di informazione. Ma ci si dimentica che Internet ha recuperato una attività che fi no al 1994 era considerata con grande rimpianto leopardiano completamente persa da decenni e cancellata da ogni possibile futuro: la comunicazione epistolare. Molti guardano alla rete come a quello strumento che brucia i contenuti facendoli quotidianamente evaporare. Dimenticano, ancora una volta, come è in continua crescita la presenza on-line di siti di riviste e quotidiani che offrono i propri archivi digitalizzati, spesso fi no a 90 anni fa. In breve: tentare defi nizioni univoche della rete è come chiedersi che cosa sia l editoria. Novella 2000 o un saggio di epistemologia polacca? Nella Formazione a distanza la rete si esprime con modalità molto diverse e ampiamente modulabili. Non solo, si esprime anche come uno strumento che ben si accoppia con le procedure più antiche di comunicazione: incontrarsi dal vivo in un aula, telefonarsi, avere incontri mirati a quattrocchi. Un sistema dedicato alla Formazione a distanza è poi fi siologicamente pronto a inglobare le forme di comunicazione più diverse. Il gruppo di lavoro vuole scambiarsi immagini? La rete è perfettamente in grado di farlo. Analogamente per i video. Ed ugualmente nel caso si vogliano usare gli strumenti di videoconversazione a distanza come Skype, le più semplici chat, o l antichissima . Cosa sta dunque emergendo, se stacchiamo lo sguardo dalla ristretta porzione di affresco? Sta emergendo che la comunicazione multi-

7 mediale è il processo in atto. Più supporti diversi sono contemporaneamente disponibili per uno scopo unitario. Capiremo, nei prossimi anni, che una certa modalità è più effi cace per trasmettere con intensità certi contenuti il video meglio dello scritto, oppure l audio combinato con delle immagini e quindi si svilupperà una naturale propensione a comunicare in modo multimediale. Ora siamo a un punto conclusivo e molto importante. Il contenitore Internet è certamente nuovo, ma il contenuto lo è poi così tanto? Ebbene, non è forse vero che per decine di migliaia di anni la comunicazione fra gli umani è stata multimediale? Quadri e affreschi, che oggi osserviamo solo come opere d arte, erano in realtà supporti per raccontare grandi storie locali; il teatro, quello sontuoso greco come quello della commedia dell arte recitata nei mercati, era vissuto come interpretazione dei fatti quotidiani; in pochi sapevano leggere, ma chi poteva farlo aveva a disposizione dei testi le cui pagine presentavano, sui bordi, delle icone del tutto assimilabili a quelle che appaiono sui siti della rete; la scrittura geroglifi ca è un mix di parole e immagini; nella costruzione delle cattedrali medievali c erano riunioni di massa dei cittadini dedicate a discutere quali personaggi dovevano essere rappresentati nelle statue delle murature esterne. L elenco potrebbe estendersi agevolmente. Se poi andiamo ancora più indietro nel tempo le culture aborigene australiane ne sono un valido esempio troviamo delle forme di comunicazione nelle quali l intreccio fra parole, suoni, segni e movimenti del corpo sono fusi in una sola espressività. Nella nostra genetica del comunicare c è quindi l impronta multimediale. E alcuni studi ci dicono che questa modalità, amplifi cata dalla moderna strumentazione, dà ottimi risultati sul piano dell apprendimento. La Formazione a distanza è uno degli strumenti che maggiormente può usufruirne. 7

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9 9 Introduzione di Giorgio Sordelli Quale è l approccio verso le tecnologie delle organizzazioni e delle persone che operano nel sociale? La loro evoluzione ha dimostrato essere vere le promesse di miglioramento, semplifi cazione e velocità; c è stato lo scoppio della bolla tecnologica, che oltre ad investire le borse mondiali ha prodotto un certo periodo di stop nelle possibilità di investimento tecnologico, soprattutto per i soggetti più deboli; si sono affacciati sullo scenario mondiale nuovi soggetti, Cina, India e Brasile e molti altri, che dello sviluppo e produzione di nuove tecnologie hanno fatto il loro cavallo di battaglia. Ma la scommessa che veniva lanciata alcuni anni fa agli operatori sociali è stata raccolta? Lo sforzo, ancora oggi, da compiere, per chi si occupa dell uomo ed in particolare di quegli uomini i cui diritti sono meno garantiti e tutelati, è quello di trovare nuove strade di rifl essione e di conseguenza possibili applicazioni, che si collochino tra l acritico entusiasmo per tutto ciò che è nuovo, veloce globale ed uno snobbismo che lascia spazio all aumentare del divario tra chi gestisce e chi usufruisce, tra chi ha le conoscenze e sa gestire la velocità dell informazione e chi ne resta tagliato fuori, aumentando sempre di più la distanza. Il digital divide 1 non è solo tra nord e sud del mondo, ma anche tra fasce di popolazione all interno delle stesse nazioni più ricche. In Italia, non sono mancate esperienze pilota che hanno realizzato questo collegamento tra tecnologie e lavoro sociale, ed in queste pagine vedremo alcuni esempi di come la tecnologia può sviluppare modalità di formazione con e per i volontari. Ma non solo. Si sono sviluppate forme di comunicazione tra la gente attraverso le reti civiche e le reti di collegamento tra movimenti sparsi nel mondo; esperienze 1 Con il termine digital divide si fa riferimento a quegli elementi, determinati dalle tecnologie digitali, che amplifi cano la divisione tra gli esseri umani.

10 10 che hanno cercato di fornire informazione alle fasce deboli e forme di supporto in ambito sociale; siti relativi a malattie rare per fornire informazione, prevenzione, consulenza; banche dati per l incrocio tra la domanda e l offerta di lavoro soprattutto in quei settori dove handicap e limiti fi sici impediscono un reale utilizzo delle risorse; siti di consultazione quali centri studi e di documentazione sulle tematiche sociali e sanitarie; sistemi di collegamento tra servizi e pubbliche amministrazione. Probabilmente è ancora presto per trarre conclusioni su quanto le nuove tecnologie hanno prodotto, ma i pochi elementi storici a disposizione ci possono aiutare a comprendere alcune possibili direzioni. La società civile si è dimostrato sensibile, se pur con qualche ritardo, alle innovazioni tecnologiche, pur non ricavandone prioritariamente benefi ci di tipo economico. È ovvio che esistono alcuni ostacoli non indifferenti, in una situazione di scarsità di risorse economiche: la necessaria dotazione hardware, l accesso ad Internet a banda larga e le fondamentali conoscenze per il suo utilizzo. Ma diversi sono gli sviluppi per il futuro della comunicazione; futuro in cui il pc (personal computer) non sarà più l unico attore, sempre più affi ancato e superato dalle nuove generazioni di telefonia mobile.2 Sappiamo bene che oggi il cellulare è lo strumento di comunicazione più diffuso tra la popolazione; chi lavora con i giovani sa quanto sia importante e diffuso e, che in alcuni casi, possa essere l unico tramite possibile di comunicazione con le nuove generazioni. Certo, nel mondo delle nuove tecnologie, la strada della condivisione di idee, della partecipazione alla co-costruzione di spazi e strumenti di informazione, della formazione collettiva e partecipata è più lunga e complessa; questo modo di procedere richiede maggiore fatica e coinvolgimento. Lo sforzo quindi deve andare nella direzione di riorientare gli investi- 2 Interessante in questa direzione lo sviluppo dei Netbook ed il lancio di questi giorni dell Ipad, tutti strumenti orientati principalmente alla connessione alla rete.

11 menti, umani ed economici, dalla fase di sviluppo di nuove tecnologie alla fase di sviluppo di processi di apprendimento dell uso delle nuove tecnologie. Da una fase di investimenti nelle scuole e nei contesti formativi per far conoscere le tecnologie, bisogna spostare energie e investimenti a processi in cui si aiutino le persone a sviluppare un uso critico e consapevole delle stesse. Saper valutare i pro e i contro dell uso delle tecnologie e poi saperle utilizzare criticamente. È importante aver chiaro che le tecnologie possono essere orientate a fi ni coerenti col progresso della società o possono essere strumentalizzate, diventando un mezzo di strumentalizzazione dei comportamenti. In questo testo, partendo da queste considerazioni si cerca di comprendere meglio come la Formazione a distanza (Fad) possa inserirsi nel quadro dell uso coerente delle tecnologie nello sviluppo dell uomo. Dopo una prima veloce analisi storica della evoluzione della Formazione a distanza, vengono analizzate le principali premesse teoriche che sottostanno ad una corretta impostazione nella Fad; l idea di apprendimento, lo sviluppo della formazione continua come supporto costante alla vita delle persone nel corso della loro vita, l approccio cooperativo come principio cardine del processo di apprendimento sono alcuni tra i principi di fondo di un approccio anche di tipo etico alla Fad. Molto spazio viene dato agli aspetti pratici; da come si progetta un corso che utilizzi la Formazione a distanza, a quali ruoli sono necessari e quali competenze vanno implementate, sino alla presentazione di uno strumento concreto per la realizzazione del Fad. La presentazione di Moodle, Lcms open source per la realizzazione di corsi Fad, fa da cappello ad una parte metodologica in cui vengono evidenziati i diversi obiettivi didattici raggiungibili con la Fad ed i relativi strumenti messi a disposizione dalla piattaforma Moodle. Per ogni strumento vengono presentate note metodologiche nate dall utilizzo di questi anni in tanti contesti e corsi diversi. Alcuni esempi, presentati nel seminario che annualmente il Cesvot tiene sul tema della Formazione a distanza, completano questa parte, 11

12 12 permettendo di comprendere le possibili applicazioni nel mondo del volontariato. Un intero capitolo, scritto da Valentina Albertini e Federico Barattini, ci presenta il lavoro di valutazione sull utilizzo di Moodel all interno dei processi formativi del Cesvot, in modo da poter cogliere gli aspetti positivi e le criticità concrete che si possono riscontrare sviluppando questo modello di lavoro. Come si avrà modo di comprendere dalla lettura del testo, l esperienza di questi anni, portata avanti in modo lungimirante dal Cesvot prima ed in seguito da alcuni altri Centri di Servizio in Italia, ha permesso di introdurre e sperimentare anche nel mondo del volontariato questa modalità formativa. I risultati sono confortanti e ci dicono che è possibile, anzi che in molti casi offre un valore aggiunto importante allo sviluppo e la crescita dei volontari stessi. Resta questa sfi da che il mondo, sempre più complesso, pone anche a chi lavora nel sociale e a chi non è disposto a tollerare che esistano persone che non possono trovare spazio in questo mondo nuovo dominato da regole vecchie : chi è più forte, per condizione economica e culturale, ha più facilità di accesso e può ulteriormente aumentare il proprio bagaglio. In anni passati uno slogan forte era quello di dare voce a chi non ha voce... Riusciremo ad attualizzarlo, tenendo conto delle nuove frontiere della comunicazione e di questi nuovi modi di parlare? La Formazione a distanza potrà contribuire a ridurre queste disuguaglianze?

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15 15 Capitolo 1 Evoluzione della Fad di Giorgio Sordelli 1. Le tre generazioni della Fad Il teorico Michael G. Moore, docente della Open University del Regno Unito e attualmente della Pennsylvania, ha defi nito nel 1973 la Formazione a distanza come l insieme dei metodi didattici in cui, a causa della separazione fi sica tra gli insegnanti e i discenti, la fase interattiva dell insegnamento (stimolo, spiegazione, domande, guida) come pure quella pre-attiva (scelta degli obiettivi, compilazione del curriculum e delle strategie didattiche) è condotta per mezzo della stampa o dei mezzi meccanici o elettronici. Le origini della Fad risalgono alla metà del secolo scorso in Inghilterra e in Svezia, grazie all azione delle Università che elaborarono modelli di attività didattica per corrispondenza; il passaggio da una generazione all altra è stato determinato dallo sviluppo delle tecnologie di produzione, distribuzione e comunicazione utilizzate nei diversi sistemi organizzativi. In quest ultimo secolo, la progressiva evoluzione delle tecnologie della comunicazione ha fortemente condizionato i sistemi di Formazione a distanza: all utilizzo prevalentemente di materiale a stampa, inviato tramite il mezzo postale (Formazione a distanza di prima generazione), è seguito un uso integrato di materiale a stampa, trasmissioni televisive, registrazioni sonore, software informatico (Formazione a distanza di seconda generazione), reso oggi più effi cace dall impiego della telematica, in quanto consente l interazione dei partecipanti (Formazione a distanza di terza generazione o formazione in rete). Prima Generazione La prima iniziativa di studio per corrispondenza fu quella intrapresa nel 1840 in Inghilterra da Isaac Pitman, il quale si era posto l obiettivo di insegnare i primi rudimenti di stenografi a, considerato che lo svilup-

16 16 po della società inglese, dal punto di vista industriale e commerciale, comportava un incremento parallelo delle capacità segretariali. Seconda Generazione A partire dalla fi ne degli anni 60 a questi sistemi, chiamati di prima, succedono i cosiddetti sistemi Fad multimediali o di seconda generazione, caratterizzati da un uso integrato di materiale a stampa, trasmissioni televisive, registrazioni sonore e in alcuni casi software didattico. L istituzione nel 1969 della British Open University ha segnato una svolta decisiva nello sviluppo dell istruzione a distanza. La sua importanza, infatti, risiede nel fatto che, oltre ad essere la prima istituzione progettata specifi catamente per l istruzione a distanza a livello universitario, è anche la prima Università progettata come istituzione multimediale, poiché integra in modo diverso mezzi di comunicazione tecnologica: materiali a stampa, audio, video e insegnamento faccia a faccia. Terza generazione Negli anni Novanta, l istruzione a distanza di seconda generazione cede il posto alla formazione in rete o istruzione a distanza di terza generazione, la quale si caratterizza per l impiego di tecnologie digitali, di Computer Mediated Communication, e in particolare delle reti telematiche Internet/Intranet. I sistemi di terza generazione sono chiamati anche on-line education (formazione in rete) in quanto viene istituita l interazione tra i partecipanti in una vera e propria comunità di apprendimento che favorisce sia il superamento dell isolamento del singolo, sia la valorizzazione dei suoi rapporti con il gruppo. L idea di adottare strategie collaborative si basa sul presupposto di poter rafforzare e rivalutare la componente sociale nel processo di apprendimento attraverso l offerta di condizioni favorevoli di crescita individuale stimolata dall interazione con gli altri, considerato che la conoscenza viene vista sempre più spesso come un processo di graduale negoziazione dialogica tra i diversi attori e personaggi coinvolti.

17 1.1 L innovazione permessa dallo sviluppo della rete Ad oggi non esiste una defi nizione univoca di e-learning e, soprattutto in Italia viene ancora utilizzato in modo massiccio il termine di Formazione a distanza o Fad. Tale confusione nei termini è probabilmente attribuibile a diversi fattori. In primo luogo al fatto che in esso convivono e interagiscono due componenti sostanzialmente diverse: l Itc (Information and Communication Technology), uno degli elementi in più rapida trasformazione della nostra società, e l educazione, di fatto uno dei settori più lenti al cambiamento. In secondo luogo, il concetto di Formazione a distanza e di conseguenze la sue prassi, cambia a seconda del sottosistema di apprendimento in cui viene sviluppato: scuola insegnamento secondario formazione professionale sviluppo professionale aziendale e processi di formazione continua apprendimento per adulti spazi di formazione informale In alcuni contesti si utilizza il termine e-learning come evoluzione della Formazione a distanza, in quanto sottolinea il media utilizzato. Indipendentemente dai termini possiamo distinguere due modelli di riferimento. 1. La formazione che pur utilizzando una serie di mezzi di comunicazione o strumenti didattici alternativi alla lezione frontale (in origine i servizi postali, poi il telefono, il fax, la tv - etere e satellitare - e infi ne internet), rimane un sistema di formazione tradizionale, erogativa: il materiale didattico raggiunge il discente, che studia con l assistenza a distanza di un tutor; al termine del processo formativo una sessione di valutazione permette all allievo di ottenere un titolo di studio. 2. La formazione intesa come un nuovo modo di studiare, reso possibile dalle Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione. L uso della tecnologia per progettare, distribuire, selezionare, amministrare, supportare e diffondere la formazione, 17

18 18 permette di realizzare percorsi formativi personalizzati. Alla centralità della formazione, caratteristica della Formazione a distanza, si sostituisce la centralità del discente: non è più il discente a dirigersi verso la formazione, ma è la formazione a plasmarsi in base alle esigenze e alle conoscenze del discente. In questo scritto concentreremo le nostre rifl essioni, le esemplifi cazioni e le indicazioni metodologiche su questo secondo approccio, anche se utilizzeremo il termine Fad in quanto mette in evidenza il dato delle non presenza fi sica più che e-learning che pone l accento sulla tecnologia utilizzata. Possiamo dire che la rete ha permesso questa sua evoluzione ma non basta usare la rete per utilizzare i principi del secondo modello. È importante ribadire che oltre al mezzo utilizzato è fondamentale la modalità di utilizzarlo. In questo modello si creano una serie d interazioni tra tutti i soggetti coinvolti nel processo di formazione e si instaura un forte senso di presenza e appartenenza al gruppo, alla comunità di lavoro o alla classe virtuale; i percorsi di apprendimento si personalizzano grazie ad un sistema articolato di supporti e risorse umane e strumentali a disposizione. La rete diventa il luogo, mezzo e contesto sociale dell apprendimento. La formazione, grazie anche all uso di tecnologie telematiche, modifi ca il modello comunicativo tradizionale del tipo uno a molti ad uno del tipo molti a molti, in cui l allievo interagisce con il docente e al contempo con tutti gli altri allievi in una tipica situazione di rete. Nelle forme di apprendimento in rete l allievo è portato ad assumere un ruolo attivo; tanto più la rete è fl essibile, tanta più libertà d azione rispetto all ambiente di apprendimento è lasciata agli allievi. In modo particolare ci riferiamo alla libertà nello scegliere le risorse, un ritmo e uno stile di apprendimento e la molteplicità dei media utilizzabili. La fi gura del discente diventa lo snodo di una complessa rete di interazioni che si sviluppano attraverso la mediazione delle tecnologie sia con fi gure e ruoli (docenti, esperti, colleghi, comunità virtuali di apprendimento) sia con organizzazioni e istituzioni in grado di produrre ed erogare risorse o formazione più strutturata, come agenzie formative, editori on-line, università virtuali, biblioteche telematiche e didattiche.

19 19 L insieme dei discenti inteso come classe tende ad assumere una connotazione sempre più virtuale e appare talora un concetto superato, sostituito di fatto dalla ragnatela delle interazioni in atto in rete o di quelle possibili, in qualunque momento tra gli attori coinvolti nel processo. Il docente dovrebbe trasformarsi sempre più in un facilitatore dell apprendimento, con il compito di costruire dei supporti a cui il discente potrà attingere secondo le sue necessità. La rete si delinea come spazio educativo capace, almeno in linea teorica, di rispondere a una maggiore quantità e varietà di bisogni. 1 L elemento centrale della rifl essione è che per rispondere ai bisogni formativi reali, in una società che si muove sempre più velocemente, occorre una dose molto alta di fl essibilità e di molteplicità dell offerta. Lo sviluppo di contesti non formali di formazione come le Comunità di Pratica, di cui parleremo più avanti, è l esempio concreto di come la rete abbia facilitato lo sviluppo di processi formativi originali e fl essibili. Nasce il web based training, una strategia orientata a dare ai discenti la possibilità di plasmare lo spazio dell apprendimento secondo i propri bisogni, o meglio ancora, aumentare la possibilità di interagire in modo fl essibile con i materiali formativi e, più in generale, con tutto ciò che è formazione, attraverso il supporto delle reti (si inseriscono in tale contesto sia i tradizionali corsi a distanza, sia l imparare esplorando e navigando. 2 È sempre più chiaro, alla luce delle potenzialità della rete, che le organizzazioni e le agenzie formative sono obbligate a prendere atto dei cambiamenti nei processi formativi a tutti i livelli, concentrando le proprie rifl essioni e le proprie prassi verso nuovi modelli di conoscenza ed apprendimento. 1 A cura di C. Montedoro e V. Schirru, Il bene apprendere nei contesti e-learning, Isfol - I libri del Fondo sociale europeo, Roma 2008, p A cura di C. Montedoro e V. Schirru, Il bene apprendere nei contesti e-learning, cit., p. 24.

20 Lo sviluppo in Europa Il Consiglio di Lisbona del marzo 2000 ha lanciato una sfi da alla Comunità Europea chiedendole di diventare entro il 2010 l economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo. In tale contesto ha individuato nella formazione permanente 3 uno degli elementi chiave per il conseguimento dell integrazione sociale oltre che della crescita economica, in termini di competitività e occupabilità. Il successivo Consiglio di Feira del giugno dello stesso anno ha chiesto ai Paesi membri, al Consiglio e alla Commissione, di identifi care strategie coerenti e misure pratiche per promuovere la formazione permanente per tutti; formazione permanente riferita a una continuità cronologica: da prima della scuola a dopo la pensione ma anche alla gamma dei diversi tipi di apprendimento: formale non formale informale. Figura 1. Host internet in Europa (in milioni) 3 Commissione della Comunità Europea, Realizzare uno spazio europeo dell apprendimento permanente,

21 Ha, quindi, approvato il piano d azione eeurope 2002 nel cui ambito si colloca, tra le altre, l iniziativa e-learning, fi nalizzata a promuovere una cultura digitale e un uso più ampio delle Tic (Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione) nell istruzione e nella formazione. Per dar vita ad un economia basata sulla conoscenza, eeurope 2002 ha incentrato la propria azione sull aumento del numero di connessioni ad Internet in Europa. Gli Stati membri hanno risposto in modo positivo agli obiettivi ambiziosi di tale piano d azione, così come evidenziato dalla Figura 1: sono state avviate una serie di attività volte ad offrire a scuole, insegnanti e studenti un accesso pratico ad Internet e adeguate risorse multimediali. L Unione Europea, da parte sua, ha promosso una serie di iniziative, quali: il sostegno all acquisto di materiale la cooperazione e lo scambio di buone prassi la formazione degli insegnanti la ricerca pedagogica lo sviluppo di servizi e contenuti di apprendimento elettronico. Ne è derivato un signifi cativo ammodernamento delle reti transeuropee che collegano le reti di ricerca e le reti di insegnamento nazionali. Un comunicato diffuso da Eurostat il 2 dicembre 2009 indica il numero di abitazioni con un collegamento all internet nei 27 paesi dell Unione Europea, più altri tre in Europa, come percentuale del totale in ciascun paese. La situazione dell Italia sembra leggermente migliorata rispetto alla stessa statistica uffi ciale dell Unione Europea nel 2008, come evidenziato nella Figura 2. Ma era peggiorata negli anni precedenti, per una maggiore crescita in altri paesi. È chiaro che in Europa, come in tutto il mondo, ci sono ancora ampi spazi di sviluppo, ma un particolare sforzo dovrà essere fatto dall Italia, dove la diffusione di uso della rete, benché in continua crescita, è ancora lontana dai livelli dei paesi più evoluti Informazioni aggiornate sullo sviluppo ed utilizzo nelle diverse aree del mondo sono reperibili sul sito

22 22 Figura 2. Sviluppo Percentuale sul totale di abitazioni con collegamento Internet Il programma e-learning elaborato dalla Commissione Europea per l integrazione effettiva delle Tecnologie dell Informazione e delle Telecomunicazioni nei sistemi di istruzione e formazione in Europa ( ), è un ulteriore passo verso una visione della tecnologia al servizio dell apprendimento lungo l arco della vita. Con il programma e-learning è stata promossa l alfabetizzazione digitale, mirata a far acquisire - specialmente alle fasce svantaggiate che hanno diffi coltà a fruire facilmente dell istruzione e della formazione tradizionali - competenze e conoscenze necessarie a uno sviluppo personale e professionale. Nel particolare settore dell istruzione superiore, il programma elaborato dalla Commissione ha previsto l istituzione di Campus virtuali europei: le Università europee sono state invitate a sviluppare nuovi modelli organizzativi ed a incentivare programmi di scambio e collaborazione europei, attraverso strutture di collaborazione già esistenti, come il programma Erasmus ed altri programmi di scambio promossi a livello locale ed europeo.

23 23 Figura 3. Home page del portale Europa.info Sono stati anche incentivati gemellaggi elettronici tra le scuole europee; in questo modo si è cercato di rafforzare e sviluppare la collaborazione tra Istituti scolastici, dando l opportunità ai giovani europei di partecipare con i loro insegnanti a un progetto di istruzione presso altri istituti europei. Questi programmi avevano il duplice scopo di dare una dimensione europea all istruzione e di favorire il sorgere nei giovani di una consapevolezza sul modello di società multilinguistica e multiculturale europea. Il Piano d azione eeurope 2005, avviato nel 2002, ha dedicato una particolare attenzione all introduzione di collegamenti a banda larga, per far sì che tutte le scuole e le Università dispongano di un accesso a Internet per scopi didattici e di ricerca basato su connessioni a banda larga (collegando a tali reti anche i musei, le biblioteche, gli

24 24 archivi e le altre istituzioni simili che svolgono un ruolo chiave in materia di apprendimento elettronico) e di un sistema informatizzato di cooperazione Università Ricerca, attraverso azioni pilota fi nalizzate alla diffusione delle reti e delle piattaforme informatiche europee basate sulle tecnologie ad alto potenziale di calcolo e sulle tecnologie Grid 5. Le tecnologie Grid collegano computer, archivi dati, programmi software, strumenti scientifi ci e altri dispositivi, riunendo utenti di tutto il mondo e di differenti aziende in un unica impresa virtuale, i cui utenti possono condividere conoscenze in tempo reale e accedere e archiviare facilmente i dati condivisi. Nel 2002 è stata anche lanciata un iniziativa della Commissione Europea per sostenere l educazione e la formazione attraverso ogni genere di strumento tecnologico e multimediale: l apertura del portale elearningeuropa.info. Dal suo avvio, il portale ha favorito il dialogo e la cooperazione per promuovere l uso di nuove tecnologie nel campo dell educazione. Da allora si sono susseguiti vari avvenimenti e sono emerse nuove esigenze e nuove sfi de nei settori dell educazione e della tecnologia. Dopo aver incoraggiato la discussione tra i professionisti dell e-learning europei e realizzato un ricco archivio di contenuti e-learning, il portale è ora impegnato a lanciare una pubblicazione digitale con il titolo di elearning Papers, una piattaforma che offre articoli, interviste e buone pratiche relativi all e-learning. L obiettivo è quello di aggiungere una nuova dimensione allo scambio di informazioni relative all elearning in Europa e di dare nuovo impulso alla ricerca. 5 Il termine Grid (Griglia) è stato coniato intorno alla metà degli anni Novanta. Il vero e specifi co problema alla base del concetto di Griglia è la condivisione coordinata di risorse all interno di una dinamica e multi-istituzionale organizzazione virtuale. La condivisione non è limitata solo allo scambio dei fi le, ma si estende all accesso diretto a computer, a software, in generale a tutto l hardware necessario alla risoluzione di un problema scientifi co, ingegneristico o industriale. Gli individui e le istituzioni, che mettono a disposizione della griglia le loro risorse per la medesima fi nalità, fanno parte della stessa organizzazione virtuale.

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