Risultati e prospettive dell insegnamento a distanza nella Collaborazione Italia Kazakhstan per la formazione all imprenditorialità.

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1 paperlodi1 Risultati e prospettive dell insegnamento a distanza nella Collaborazione Italia Kazakhstan per la formazione all imprenditorialità. Massimo Bianchi Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale Università di Bologna Facoltà di Economia di Forlì Piazzale della Vittoria, Forlì (FC) Premessa Scopo di questo paper è quello di descrivere le iniziative svolte e in corso di attuazione in Kazakhstan per quanto riguarda la formazione all imprenditorialità e lo sviluppo delle piccole e medie imprese. In questo verranno descritte alcune esperienze di distance learning che utilizzano la metodologia della simulazione d impresa. Questa nuova metodologia non rappresenta solo un innovazione didattica particolarmente appropriata per stimolare la capacità relazionale ed il senso di iniziativa che sono alla base della professione di imprenditore, ma anche un laboratorio in cui è possibile verificare esperienze abbastanza realistiche di avvio e gestione d impresa. I progetti in cui la Simulazione d impresa è applicata sono un aspetto dell approccio alla creazione d impresa basato sul networking, ovvero sulla creazione di una solida rete di relazioni con clienti e fornitori che è ritenuto fondamentale per il successo delle aziende ed al quale i partecipanti ai corsi di Simulazione vengono particolarmente addestrati. Il paper è preceduto da un analisi dell attuale situazione economico-imprenditoriale del Kazakhstan nella quale questi interventi vanno collocati. Viene anche fatto cenno all evoluzione dell approccio al problema dello sviluppo delle aree arretrate del sud Italia, nel quale il Nostro Paese si è cimentato per decenni, ed a come queste esperienze permettano di riflettere in modo innovativo sugli attuali interventi della comunità internazionale nei Paesi in transizione. 1. Le esperienze precedenti Questo paper nasce da un intenso periodo di gestione di progetti in Kazakhstan nel campo della modernizzazione della formazione universitaria e dell alta formazione con particolare riguardo per il settore manageriale, di educazione all imprenditorialità ed alla creazione di piccole e medie imprese. In questo Paese dell Asia centrale che riveste un importanza strategica per lo sviluppo politico, economico e sociale di quest area, la Facoltà di Economia di Forlì dell Università di Bologna ha raccolto fra il 2003 e 2009 una serie di esperienze che possono considerarsi il naturale sviluppo degli interventi per la formazione all impresa, per la riforma della pubblica amministrazione e lo sviluppo dei sistemi locali attuati nel decennio precedente in altri Paesi in transizione. Partendo dall Ungheria per passare poi alla Slovenia, Croazia, Albania, Serbia, Bosnia Erzegovina, Russia e 1

2 Siberia, questi progetti hanno avuto come punto di riferimento la partnership con altre Università e si sono svolti per la maggior parte con la collaborazione dei Governi e degli Enti locali ma soprattutto hanno preso come punto di riferimento il modello di sviluppo del Nostro Paese ed in particolare dell Emilia Romagna con le sue peculiarità che non si limitano solo alla prevalenza di imprese piccole e medie nel tessuto economico ma che, come vedremo, investono altre caratteristiche salienti che ne alimentano un tratto caratteristico quanto a competitività ed attrattività territoriale (Bianchi, 2007). I progetti più significativi di questi ultimi tempi svolti e presentati per il Kazakhstan possono essere così sintetizzati: Implementing of ECTS at Kazakhstan universities SCM Form N. T002B05, progetto Tempus per lo sviluppo dei sistemi di crediti formativi nell insegnamento universitario con la partnership del Ministero dell Educazione e della Scienza del Kazakhstan, di SVIMAP Network Universitario per lo sviluppo del management nell area pubblica e delle Università: UIB University of International Business of Almaty, Kostanaj University, Abay Kazakh National Pedagogical University. Implementing 3rd Cycle System based on competencies curriculum for project management in Kazakhstan Universities (3CKU), progetto Tempus per l introduzione di corsi Curriculari nel campo del Project Management con la partnership del Ministero dell Educazione e della Scienza del Kazakhstan, di SVIMAP Network Universitario per lo sviluppo del management nell area pubblica e delle Università : UIB University of International Business of Almaty, Kostanaj University, Abay Kazakh National Pedagogical University, Taraz State University, Brighton University (UK) ; Babesh Boyay University ( Romania). Developing a sustainable quality assurance of curricula in management, economic and financial competencies for central asia universities (CENTRALQ), progetto Tempus con la partnership dei Ministeri : della Educazione e della Scienza del Kazakhstan, Tadjikistan, Uzbekistan, Kyrgyzistan, di SVIMAP; CONSVIP e delle Università UIB University Of International Business; Kazak National Pedagogical University named after Abaj; Ablaykhan State University; IUKJ International University of Kyrgyzstan; JBKJ Kygryz State University named after Jusup Balasagyn ; RTSU The Tadjik - Russian (slavic) university; Tajik National University ( Tajik State University of Commerce);TASK Tashkent State University of Economics; Jizzakh Polythecnic Institute; Bishkek Academy of Finance and Economics,University of Klaipeda ( Lithuania) ; University of Ljubliana ( Slovenia ) Implementing Italo Kazakhstan collaboration in the field of education to the entrepreneurship particularly as it concerns the start up and development of Small and Medium Business in technological advanced sectors, progetto di cooperazione bilaterale fra Italia e Kazakhstan con la partecipazione di SVIMAP e di UIB University of International Business. 2

3 A questo é da aggiungere il Master CESPEM in Creazione e sviluppo di Piccole e Medie Imprese innovative nei Paesi in transizione gestito come doppio diploma con la Novosibisk State Technical University ( Siberia ) e la già citata UIB di Almaty 1. Questi progetti e iniziative, sviluppati nel periodo , si sono dovuti confrontare con la crisi globale che ha condizionato fortemente la transizione tuttora in atto del Kazakhstan verso un economia di mercato ed una struttura finanziaria ed imprenditoriale ad essa adeguata. 2. La situazione economica Il Kazakhstan è caratterizzato, dal punto di vista della popolazione e delle risorse, da una bassa densità della popolazione e da una rilevante presenza di risorse naturali. La popolazione, distribuita su un vasto territorio, solo a seguito del dissolvimento dell Unione Sovietica e della Indipendenza del Paese che oggi fa parte della Comunità degli Stati Indipendenti, ha manifestato da un lato una de crescita demografica con il rientro di numerose popolazioni nei paesi di origine e dall altro un progressivo inurbamento ed uno spopolamento delle campagne tuttora in atto. Il riassetto della struttura economica del Kazakhstan, dopo il crollo dell URSS, ha prodotto una forte crescita dei settori petroliferi e dei metalli semi-lavorati, mentre una forte contrazione ha interessato l`industria leggera. Dicevamo dei forti fenomeni di urbanizzazione che, accanto alla mancata, diffusa applicazione di tecniche moderne di coltivazione e gestione dei campi, hanno prodotto una contrazione del comparto agricolo. Attualmente, nonostante la riforma delle terre del 2003, il settore sopravvive in gran parte grazie a supporti governativi. Dal lato risorse, dopo l indipendenza, la produzione di petrolio è cresciuta rapidamente con un picco di 61,9 milioni di tonnellate di petrolio grezzo e gas nel Tale incremento è dovuto soprattutto agli investimenti diretti stranieri che hanno cominciato ad innescare un processo di recupero del settore industriale che tuttavia si è limitato alle grandi aziende ed ai gruppi economico-finanziari nati con il nuovo corso. Nel 2008 il PIL è cresciuto del 3,9% tra Gennaio e Settembre 2008, un livello inferiore al 9,7% dello stesso periodo dell anno precedente. Queste cifre implicano che nel terzo trimestre 2008 l incremento sia stato di appena l 1%, portando di conseguenza ad un ribasso delle stime previste per il 2008 e cioè ad una crescita su base annua del 3,5% (Figura 1). Nel 2009 la ristretta liquidità del comparto finanziario e la crescita rallentata della produzione industriale fanno prevedere uno sviluppo del PIL attorno al 3%, molto rispetto ai ritmi europei ma da paragonare a quelli dei confinanti Cina e India che si stimano superiori al 10%. La ripresa della situazione internazionale ed un recupero del settore bancario potrebbe portare nel 2010 ad una crescita più decisa, attorno al 4,2%. Il reddito procapite si è anch esso accresciuto ma, al di là di una discreta distribuzione della ricchezza negli agglomerati urbani, il potere economico e finanziario rimane concentrato nelle mani di una oligarchia basata su un ristretto numero di famiglie che lo gestiscono in connessione con la 1 Cfr. 3

4 struttura politica del Paese. Questo spiega forse l incerto andamento dello sviluppo annuo degli ultimi anni (Figura 2). In questo sommario quadro di carattere generale e tenendo conto della struttura del sistema produttivo e del suo contributo alla economia globale (Figura 3), i problemi strutturali più attuali della Repubblica del Kazakhstan, solo legati a quattro temi principali: La scarsa iniziativa imprenditoriale soprattutto nel settore delle piccole e medie imprese manifatturiere e di servizio Un sistema Universitario e di Ricerca molto tradizionale e dipendente dall estero per quanto riguarda il know how La forte urbanizzazione e spopolamento di aree interne Un inquinamento urbano e la sussistenza di aree inquinate da test nucleari Su questi temi il Governo del Kazakhstan si stava muovendo prima della crisi. Oggi molti interventi sono stati rallentati o posposti di fronte alle turbolenze finanziarie del sistema globale a seguito delle quali alcune banche nazionali si sono trovate seriamente esposte. Quale prospettive di intervento per lo sviluppo? Pur nella complessità legata agli interventi rivolti ad agevolare la transizione del Paese dal punto di vista economico-imprenditoriale, una prospettiva da considerare si può derivare dall esperienza che l Italia ha raccolto in questo campo nell ambito degli interventi nel sud del Paese. La questione meridionale insieme a quella delle zone a insufficiente sviluppo, ha visto nell ultimo mezzo secolo il succedersi di metodologie diverse ognuna delle quali ha permesso di individuare i punti di forza e di debolezza delle iniziative particolarmente per quanto riguarda il quadro macro economico e l indirizzo politico che in questi interventi ha trovato espressione (Tabella 1). Negli anni del dopoguerra, con la politica di programmazione economica, il modello prevalente attuato per lo sviluppo delle regioni del sud Italia è stato quello dei poli di sviluppo, una serie di interventi massicci nei settori dell industria di base ( principalmente chimica e siderurgica ) con la prospettiva di stimolare nel territorio circostante uno sviluppo indotto che avrebbe creato una struttura di piccole e medie imprese ed una ricaduta occupazionale diffusa nonché una stabilizzazione della società locale e con essa delle istituzioni democratiche. L idea della piccola e medie impresa quale elemento strutturale di un sistema stabile e integrato aveva caratterizzato le politiche governative della nascente Repubblica in campo agricolo con gli interventi rivolti alla creazione e sostegno della piccola proprietà contadina, un modello destinato ad essere spazzato via, almeno nelle regioni del sud, dall irruente urbanizzazione e industrializzazione realizzatasi negli anni 60 con il cosiddetto miracolo economico. Anche la politica dei poli di sviluppo si è rilevata scarsa di risultati e l indotto prodotto debole e poco significativo mentre le stime eccessivamente ottimistiche relative all industria pesante, una volta esauritosi non solo in Italia ma nel mondo - il boom del dopoguerra, ha determinato la crisi di molte iniziative alcune delle quali, come per l industrializzazione della zona di Gioia Tauro, sono rimaste incompiute salvo recenti riconversioni. 4

5 A questa strategia succedette gradualmente quella degli interventi a pioggia legati allo sviluppo del medio credito e ad interventi di limitato importo ma distribuiti sul territorio rivolti. Queste operazioni di mutuo erano rivolte a finanziare non solo l impianto ma anche le scorte, tratto che testimonia visibilmente quanto questi interventi avessero come assunto il finanziamento quasi integrale del business plan e muovessero dall idea che un buon piano imprenditoriale, comprendente non solo gli assetti patrimoniali ma anche le voci di esercizio, potesse permettere al privato di accedere a risorse destinate allo sviluppo diffuso del territorio basato su aziende di piccola e media dimensione (Bianchi, 208). Questa politica ebbe effetti differenziati, più positivi al nord, incerti al centro e deludenti al sud. Nel meridione d Italia molte imprese furono create più per godere dei benefici finanziari che per far fronte ad una definita domanda di beni e servizi proveniente dal mercato. In questo modo molte iniziative, dopo un incoraggiante inizio, caddero in crisi e furono abbandonate. La stessa distribuzione dei fondi dette luogo a sospetti sull intervento della malavita organizzata e su un diffuso spreco di risorse. Nell ultimo decennio, le esperienze precedenti, lo spostarsi dell attenzione sugli aspetti organizzativi degli interventi e la contrazione delle risorse finanziarie, insieme ad un generale incremento del livello di vita, tutto questo ha portato alla politica dei cosiddetti interventi strutturati. Si è capito insomma che le piccole e medie imprese nascono, sopravvivono e crescono solo se inserite in un tessuto locale favorevole e che questo tessuto che prende come modello l organizzazione di rete, è modificabile con un complessivo cambio di passo di tutte le organizzazioni che operano localmente nei diversi ambiti (Grandinetti, Rullani, 1996). In questa prospettiva si è cercato di impostare le iniziative avendo come base la struttura dei sistemi locali in cui fra gli stakeholders di riferimento, regioni, provincie, comuni, camere di commercio, prefettura, associazioni imprenditoriali e sindacati, università ed enti di formazione si stabilisse una politica comune di interventi ed una strategia di sviluppo denominata patto territoriale o un vero e proprio contratto (AA.VV, 1997) avente valenza finanziaria ed economica, con un contratto d area sostenuto dall intervento di fondi governativi, e rivolti entrambi - patto e contratto - ad un complessivo cambiamento strutturale del sistema locale rivolto al miglioramento delle infrastrutture, dell ambiente socio-economico ed alla creazione di una nuova imprenditorialità con conseguente sviluppo dell occupazione (Vicari, 1997). I punti principali che hanno determinato questa svolta nel cambiamento della filosofia sullo sviluppo imprenditoriale possono essere così riassunti (Bianchi, 2008): Centralità delle piccole e medie imprese nella produzione di occupazione e di equilibrato sviluppo Riconoscimento da parte del pensiero economico della rilevanza delle economie dal basso (Cerosimo, Wolleb, 2006) Rivoluzione tecnologica con sviluppo della società della informazione Emergere del modello della organizzazione in rete rispetto a quella di tipo gerarchico - funzionale 5

6 Riforma della Pubblica Amministrazione secondo un modello basato sul decentramento Quale rapporto può instaurarsi per quanto riguarda lo sviluppo dell imprenditorialità di un territorio fra le condizioni esistenti in un paese Europeo e quelle dei Paesi in transizione? La domanda riguarda direttamente la situazione italiana, ed in particolare quella della Regione Emilia Romagna dalla cui cultura imprenditoriale queste iniziative provengono e il Kazakhstan che dei paesi in transizione riassume molti aspetti. Se vogliamo considerare il problema dell imprenditorialità in termini di cultura imprenditoriale e quest ultima come prodotto di un sistema locale di cui essa è espressione, dobbiamo applicare la prospettiva connessa all attrattività territoriale quale applicazione del knowledge management al problema dello sviluppo (Figura 4). In questo modo se ne dichiara il carattere sistemico e si riconoscono i risultati come effetti di una combinazione originale di elementi eterogenei ma orientati a creare un determinato ambiente che è anche un medium nel quale le informazioni e conseguentemente una particolare cultura si producono e viaggiano con facilità (Florida, 2005). Questo fa si che si crei un processo che ne attrae ulteriori informazioni e fonti di informazione e con esse i talenti che le producono e se ne avvalgono. Se vogliamo dare sostanza a questo paradigma di ipotesi sul come un sistema territoriale può essere considerato un coerente sistema di elementi che nel loro insieme favoriscono la imprenditorialità dal basso ed in particolare quella che si esprime nelle piccole e medie imprese, possiamo raffrontare le componenti principali che esprimono questa cultura sia nei Paesi Europei (Bianchi, 2001) che in quelli in transizione avendo sempre bene in mente la Regione Emilia Romagna e il Kazakhstan (Tabella 2). Da sottolineare il ruolo delle Università, dei centri di ricerca e di trasferimento tecnologico nonché il livello dell istruzione professionale e il legame esistente fra il livello d imprenditorialità e la cultura locale nelle sue espressioni più organizzate quali fiere e mercati. L elemento comune a tutte queste nuove ipotesi sulla creazione e sviluppo della imprenditorialità è chiaramente relazionale nel senso che si basa su sistemi di conoscenze e su processi pratici che si fondano sulla relazione ma anche sulla capacità degli individui e delle aziende attraverso le quali l azione imprenditoriale si manifesta in modo organizzato, di rapportarsi all ambiente ed in particolare ad altre aziende (Olivotto, 2004). Questo fa si che il processo di creazione d impresa venga visto non come il risultato della concentrazione di risorse in un determinato punto del territorio e momento del tempo ma dell estendersi, da un determinato punto e momento della capacità relazionale dell imprenditore (Grandori, 2000) che si rapporta con i fornitori e i clienti che rapprendano la sua rete di business espandendola sino a dare alla propria iniziativa solide e stabili radici (Bianchi, 2001) ( Figura 5). Il processo che è stato descritto e studiato viene indicato come processo di Networking in contrapposizione con il Clustering dal quale si differenzia essendo non resource based ed avendo origine dal Committment ricevuto o acquisito dall imprenditore anziché dal raggiungimento di una massa critica di risorse per la creazione d impresa sulla quale si basa il modello Clustering (Bianchi, 2006). 6

7 In questo modello che si basa sulla organizzazione di rete dell ambiente dal quale l impresa trae le risorse per acquisire, mantenere e sviluppare la propria competitività il fattore determinante è quello della cultura dell individuo e dell azione imprenditoriale che trae il proprio successo non tanto dal saper fare, dal saper valutare ma dal saper decidere secondo quanto prospettato dalla teoria della azione organizzativa (Thompson, 1967) e successivamente rielaborato in termini di competenze per il cambiamento organizzativo (Maggi, 2000). 3. La formazione all impresa in Distance Learning attraverso la Simulazione. E stato messo in evidenza (Tampieri, 2009) che questa proceduralizzazione del processo di creazione d impresa ha avuto effetti sullo sviluppo della didattica e della ricerca nel campo della formazione all imprenditorialità portando, fra i suoi più significativi effetti, alle esperienze di simulazione d impresa. Dal punto di vista teorico si può dire che l utilizzo scientifico-didattico dello studio dei casi e l impiego dei business game insieme all economia sperimentale hanno fatto da battistrada alla simulazione d impresa quale strumento di formazione ed aggiornamento. Si può definire la simulazione d impresa come tecnologia didattica che si sviluppa sulla base di un modulo minimo di 50 ore nell ambito del quale si avvia un impresa sulla base dei seguenti principi (Tampieri, 2009): La riproduzione della realtà: l apprendimento é tanto più efficace quanto più é reale l ambiente in cui si svolge l attività di simulazione. Interattività del processo di apprendimento: la simulazione stimola l allievo ad un comportamento interattivo, realizzando un continuo feedback sui procedimenti seguiti di apprendimento e sugli errori commessi. Il lavoro di gruppo: la natura di cooperazione e collaborazione nel team della simulazione si basa sulle relazioni che si creano nel processo di apprendimento. Le relazioni causa-effetto: in simulazione ogni decisione produce un effetto immediato dal punto di vista operativo responsabilizzando gli allievi. L individuazione del percorso formativo: nel processo di apprendimento ogni allievo acquisisce competenze relative ad uno specifico ruolo all interno dell azienda, svolgendo mansioni predefinite per ogni singola postazione di lavoro, in base a precisi obiettivi di ufficio / dipartimento. Come abbiamo detto, la conduzione dell impresa simulata, la sperimentazione delle nozioni teoriche acquisite durante i corsi insieme con la visione unitaria della gestione aziendale, richiedono un approccio interdisciplinare delle conoscenze, soprattutto in un ambiente in cui il dinamismo e la ricerca di soluzioni innovative per il successo aziendale costituiscono i requisiti fondamentali della selezione e della formazione delle risorse umane verso il problem solving. Nell impresa simulata si svolgono tutte le operazioni di gestione di un azienda rispettando le formalità e le scadenze previste dalla legge, il commercio virtuale di beni e di servizi, la gestione del sistema informativo contabile, la redazione del bilancio d esercizio, la dichiarazione dei redditi e, infine, la cessazione dell attività (Gualdi, 2001). 7

8 In questa sede si fa riferimento alle esperienze condotte dal laboratorio di Simulazione d Impresa della Facoltà di Economia di Forlì 2 ed al loro utilizzo nei progetti di formazione all imprenditorialità nei Paesi in transizione (Bianchi,Tampieri, 2007). Nello specifico, Perting, l impresa simulata creata presso questo laboratorio con obiettivi di consulenza alla creazione d impresa, ha dato luogo (Figura 6) a numerose esperienze di simulazione presso Università di Pesi in Transizione verificando concretamente la validità didattica di questo processo di apprendimento. Attraverso questo processo di apprendimento a distanza i partecipanti apprendono non solo i meccanismi di creazione d impresa ma anche l avvio del business, la definizione dei prodotti /servizi che vengono offerti in rete ad altre imprese simulate attraverso il circuito Europen 3. I beni offerti e venduti danno origine ad una fatturazione con tutte le operazioni connesse alla riscossione e relative contabilizzazioni. Anche i costi di personale e materie prime vengono contabilizzati come pure tutti gli altri contributi al processo di gestione dell impresa. I movimenti finanziari connessi passano attraverso un conto bancario virtuale acceso presso Europen che così controlla la correttezza della gestione e la veridicità dei bilanci presentati al termine di ogni esercizio. Negli ultimi anni la Simulazione è stata estesa al mondo virtuale di 2nd Life nel quale il Laboratorio di Forlì ha realizzato la prima impresa simulata certificata con sviluppi significativi nel settore Fashion e Sviluppo Turistico Progetti e prospettive Il progetto che sintetizza le prospettive di collaborazione per la formazione alla Imprenditorialità fra la Università di Bologna, Facoltà di Economia di Forlì ed il Kazakhstan è rivolto alla creazione di una rete di Simulazione d Impresa a fini didattici, attraverso l utilizzo della rete di collegamento satellitare in distance learning della University of International Business di Almaty. L iniziativa è basata su un network di Università che hanno già sperimentato la pratica di comuni progetti nel campo ( Tabella 3). Il progetto ha lo scopo di favorire lo sviluppo nel Kazakhstan delle Piccole e Medie Imprese nei settori avanzati attraverso la formazione di cento imprenditori, con la collaborazione delle maggiori università e centri di ricerca del paese ed il coinvolgimento di organizzazioni imprenditoriali Italiane e del Kazakhstan. Il modello proposto è basato sull impiego congiunto di formazione, project work, sperimentazione del fare impresa e stage presso imprese italiane. La prima fase del progetto, della durata di otto mesi, prevede la organizzazione, presso le quattro Università del Kazakhstan 2 Principalmente sotto la conduzione di Daniele Gualdi e con la collaborazione di L aura Tampieri. 3 Organizzazione non profit con sede a Essen (Germania), fondata nel 1997 e che attualmente raggruppa oltre 4500 imprese di più di 40 paesi in tutto il mondo. Cfr. 4 New Fashion Pespective (Moda Etnica - Italia) ed Elbasan Renaissance Tour (Sviluppo Turistico della regione di Elbasan - Albania). 8

9 partecipanti al progetto altrettanti corsi per la formazione di imprenditori e manager e rivolti complessivamente a cento neo diplomati e neo laureati. Per la formazione avanzata che seguirà alle lezioni e seminari previsti verrà attuata una sperimentazione d impresa con l impiego dell esistente rete di distance learning coordinata dalla UIB e con la creazione di unità base di simulazione d impresa. Ad un primo periodo di lezioni frontali e seminari farà seguito una sperimentazione del fare impresa con particolare riguardo per i settori tecnologici di punta, la realizzazione di un progetto d impresa. Al termine di questa prima fase verranno selezionati fra i partecipanti i 25 migliori progetti e idee imprenditoriali e i proponenti svolgeranno un periodo di formazione e stage in Italia al fine di verificare in concreto le migliori idee imprenditoriali proposte. In questa seconda fase del progetto la formazione e gli stage verranno assegnate 25 borse di studio per un periodo di sei mesi durante i quali l attività formativa e di tirocinio si svolgerà presso l Università di Bologna e Imprese Italiane con la collaborazione fra organizzazioni imprenditoriali Italiane e del Kazakhstan le quali, successivamente al ritorno dei proponenti nel loro paese, ne supporteranno l iniziativa imprenditoriale in network con i centri di supporto a distanza e università partecipanti. Il frame work degli obiettivi del progetto (Tabella 4) comprende una serie di risultati sia in termini di didattica che di sperimentazione di nuove attività attraverso l insegnamento pratico svolto sia in simulazione d impresa sia con stage presso aziende Italiane. Si tratta di una metodologia già applicata con successo in altri Paesi in transizione e che ha portato ad un soddisfacente tasso di successo nell avvio di nuove imprese (Viaggi, 2002) un campo sul quale già da tempo, con particolare riferimento agli interventi d ella Comunità Internazionale nei Paesi in Transizione, è iniziata un ampia riflessione (Bianchi et al., 1997). Riferimenti bibliografici AA.VV. (1997), Nuovi strumenti per lo sviluppo. La programmazione negoziata, Rassegna Economica, Anno. LXI, n. 1-4, gennaio-dicembre. Bianchi M. (2001), Diversità e globalizzazione nell azione degli enti locali per la valorizzazione dei sistemi territoriali, in M. Bianchi (A cura di) Enti pubblici e competitività, Il Ponte Vecchio, Cesena. Bianchi M. (2001), L impatto degli Hyperlinks sulla logistica organizzativa : Problemi di struttura e processo nella rilevazione delle nuove configurazioni organizzative. Industria e Distribuzione, 3. Bianchi M. (2006), Il processo di creazione d impresa nei paesi in transizione, O Contexto, UMESP, Università Metodista di S.Paolo, S.Paulo, 4. Bianchi M. (2007), Networking and pull approach for entrepreneurship development in transition countries the role of the techno parks in improving local systems in Innovative processes. Economics, Business and Education Review. University of International Business (Almaty). Bianchi M. (2008), Clustering e Networking : Due diversi approcci alla predisposizione di programmi di supporto allo sviluppo locale. Azienditalia, 11. 9

10 Bianchi M. (2008), Clustering and networking in Economy s competitiveness growth. Intervento alla Conferenza Competitiveness of the National Economy: growth factors, conditions and mechanisms, University of International Business, Almaty 29 Febbraio 2008 Bianchi P., Miller L.M., Bertini S., (1997), The Italian Experience and possible lessons for emerging countries, UNIDO-NOMISMA, Marzo. Bianchi M., Tampieri L. (2007), Virtual communities for the creation of scientific and entrepreneurial parks in transition countries, International Conference Global Challenges for Competitiveness :Business and Government Perspective, Università di Pula, sett Cappellin R. (2006), Measuring 'Flows' not 'Stocks. Innovation Systems as Dynamic Processes, International Workshop on Innovation, CIR-Paris and ICCR-Vienna. Cerosimo D., Wolleb G. (2006), Economie dal basso, Donzelli Editore, Roma. Florida R. (2005), Cities and the Creative Class, Routledge, London. Grandinetti R., Rullani E. (1996), Impresa transnazionale ed economia globale, NIS, Roma. Grandori A. (2000), Reti organizzative e governo delle conoscenze, Atti del XXII Convegno AIDEA, McGraw-Hill, Milano. Gualdi D. (2001), L impresa simulata, Paravia Bruno Mondadori. Maggi B. (2000), Le competenze per il cambiamento organizzativo, ETAS, Milano. Olivotto L. (2004), Il governo della conoscenza competitiva nelle piccole e medie imprese, Atti del 26 Convegno AIDEA Knowledge Management e successo aziendale, Università degli Studi di Udine, Edizioni AGF. Tampieri L. (2009), Simulazione in Second Life e Business Virtuale nello start up d impresa del Sistema Moda, CLUEB, Bologna. Thompson J.D. (1967), Organizations in action, McGraw-Hill, New York. Viaggi D. (A cura di) (2002), Università e sviluppo delle imprese in Albania, Progetto Tempus Enterprising, BIME, Bologna. Vicari S. (1997), Intervento pubblico e modelli di capitalismo. Dallo stato all autoorganizzazione, in AA.VV. L intervento pubblico nel governo delle imprese: l esperienza italiana, Supplemento al n. 2 di Finanza Marketing e Produzione, giugno, EGEA, Milano. 10

11 Figura 1 Andamento del PIL in Dollari USA 5 Figura 2 PIL Pro Capite in Dollari USA , , , , , , , , , ,0 0, ,7 31,0 27, ,1 22, ,4 23,3 20, , , ,8 0, PIL pro capite. Variazioni percentuali annue (2003=100) 35,0 30,0 25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0 5 I dati relativi all economia del Kazakhstan sono tratti dal sito 11

12 Figura 3 Contributo dei diversi comparti al commercio estero ( Gennaio- Settembre 2008 ) Industria chimica e collegate 10,7% Minerali 16,8 % Auto, mezzi di trasporto, impianti, elettrodomestici 40,9 % Prodotti animali e vegetali 7,5% Metalli e prodotti metallici 15,8 % Altri 8,3 % Tabella 1 - L evoluzione delle politiche di sviluppo del Meridione in Italia. Periodo Strategia Principali strumenti Problemi attuativi Grandi investimenti Rapporto fra imprese Realizzazione di poli di concentrate nei poli di effettivamente create e sviluppo sviluppo e nel settore imprese di cui ci si dell industria di base. attendeva l avvio Distribuzione incentivi a pioggia Diffusa distribuzione di Rapporto fra imprese di agevolazioni creditizie create e risorse impiegate e contributi a fondo nei progetti perduto oggi Interventi strutturati. Rapporto fra risorse Patti territoriali e organizzative messe a contratti d area fra gli disposizione e obiettivi stakeholder locali. programmati 12

13 Figura 4 Componenti sistemici dell attrattività territoriale (Cappellin, 2006). Tabella 2 - Elementi caratterizzanti i sistemi locali nei Paesi Europei ed in quelli in Transizione. 1. Paesi Europei 2. Paesi in Transizione 3. Azione\prodotto 1.1. Diffusione piccole e medie imprese, molte delle quali di carattere individuale Scarsa diffusione delle Piccole e Medie Imprese Sviluppo imprenditorialità innovativa e alla collaborazione fra imprese Solido aggancio con la cultura locale sorretta da imprese molto attive anche sul piano culturale Scarsa consapevolezza dei valori locali sia ambientali che storico-culturali ed acquisizione acritica del modello occidentale nelle sue più deteriori manifestazioni Realizzazione di eventi di promozione della cultura d impresa e valorizzazione dei sistemi e delle risorse locali Intervento degli enti locali (Regione, provincie,comuni, Camere di Commercio ) nello sviluppo della competitività territoriale attraverso Sportelli per le imprese e un controllo delle performance orientato allo sviluppo Disinteresse della Pubblica Amministrazione per lo sviluppo imprenditoriale ed i servizi alle imprese con orientamento verso l'assistenzialismo alle persone Interventi rivolti agli stakeholder per lo sviluppo di progetti e iniziative di creazione e supporto P.M.I. con introduzione di strumenti di valutazione delle strategie di valorizzazione del sistema locale Sedi Universitarie Decentrate e distribuite sul 2.4. Universita' accentrate, poco collegate con 3.4. Sensibilizzazione delle Università nei confronti di un operare 13

14 territorio. il territorio e poco interessate al suo sviluppo. in rete e per lo sviluppo delle imprese e di un curriculum di studi orientato allo sviluppo di imprenditori e manager Alta interconnessione delle reti tecnologiche e informatiche Data base territoriali praticamente inesistenti, grande difficolta' di trasmissione in rete e di reperimento dei dati utili a imprenditori e investitori Realizzazione di un modello di data base territoriale informatizzato Buon rapporto con l'ambiente attraverso insediamenti diffusi ed una notevole attenzione per la salvaguardia dei beni culturali e ambientali e di data base avanzati Lo sviluppo degli ultimi anni e' avvenuto attraverso uno scempio urbanistico e ambientale e senza che le Autorita' preposte avessero gli strumenti conoscitivi per controllare il fenomeno Fornitura di strumenti di analisi del territorio che sopportino l insediamento di imprese e più in generale delle attività in una logica di sviluppo sostenibile. Figura 5 Il modello Clustering e Networking alla creazione d impresa. CLUSTERING NETWORKING 14

15 Figura 6 Imprese simulate create con il supporto di Perting nei Paesi in Transizione. Women Magazine BOSNIA (Sarajevo) Publishing sector L.R. project Social work and Long Life Learning for weak categories in Bosnia Prov. Forlì-Cesena NoRisk s.r.l ITALY (Parma) Consulting Services Simulated Enterprise Program Europen Network Siberian Business Consulting RUSSIA (Novosibirsk) Consulting services TEMPUS project Life Long Learning Siberian Structure Development PERTING Exotica Siberian Tourism RUSSIA (Novosibirsk) Tourism sector TEMPUS project Life Long Learning Siberian Structure Development KK Personal Robe 2004 ALBANIA (Shkoder) Textile sector L.R. project Education to European Managerial Culture Prov. Forlì-Cesena Smile Guard 2007 KAZAKHSTAN (Almaty) Services TEMPUS project Implementing ECTS at Kazakhstan University Tabella 3 - Network del Progetto Bilaterale Italia-Kazakhstan per la formazione all impresa, tempistica e ruoli dei partner nelle singole fasi 6. 6 UNIBO Fac. Ec. (Università di Bologna - Facoltà di Economia di Forlì), UNIBO DEIS (Un. Di Bologna Dipartimento Elettronica e Sistemistica, SERINAR Società per il Supporto allo Sviluppo del Polo Universitario Romagnolo; AIFO (Associazione Industriali della Provincia di Forlì) API Fo (Associazione Piccole e Medie Industrie della Provincia di Forlì); UIB (University of International Business); AKNPU (Abay Kazakhstan National Pedagogical University); KSU (Kostanay State University); TSU (Taraz State University). 15

16 UNIBO Fac. Ec. UNIBO DEIS SERIN AR AIFO APIFO UIB AKNPU KSU TSU 1. Governance del progetto e X X coordinamento inter-istituzionale Prima Fase La formazione Otto all imprenditorialità e l addestramento al mesi fare impresa 2. Attivazione e coordinamento delle unità di formazione con la collaborazione degli stakeholders locali e le corrispondenti X X X X X X X X organizzazioni italiane. 3.Promozione corsi e selezione dei partecipanti. X X X X X 4. Attivazione dei Corsi pilota. X X X X 5. Sviluppo di Project work focalizzato sulla creazione d impresa e sua applicazione sperimentale nelle unità di simulimpresa X X X X X X X X 6. Selezione delle best idea o delle migliori proposte di prodotto/servizio Seconda Fase : Il perfezionamento della formazione e lo stage presso imprese italiane 7. Formazione e Stage in Italia Teza Fase : Lo start up d impresa 8. Supporto all avviamento d impresa 9. Verifica risultati, disseminazione e report finale X X X X X X X X X X X Sei mesi Dieci Mesi X X X X X Tabella 4 Principali obiettivi del progetto Bilaterale Italia-Kazakhstan per la formazione all impresa. 1. Governance del progetto e coordinamento inter-istituzionale 2. Attivazione e coordinamento delle unità di formazione con la collaborazione degli stakeholders locali e le corrispondenti organizzazioni italiane 3.Promozione corsi e selezione dei partecipanti 4. Attivazione dei Corsi pilota Sviluppo degli agreement esistenti rivolti allo scambio di esperienze scientifiche e didattiche. Lo scopo è quello di implementare presso le Università del Kazakhstan la struttura didattico formativa rivolta alla formazione d impresa Individuare nei sistemi locali ( Almaty, Kostanaj e Taraz ) i settori e modelli imprenditoriali più promettenti dal punto di vista delle tecnologie avanzate Individuare i candidati più idonei per formazione, motivazione e attitudine relazionale per la partecipazione ai corsi e stage Fornire conoscenze interdisciplinari e metodologie 16

17 manageriali nel campo del fare impresa 5. Sviluppo di Project work focalizzato sulla creazione d impresa e sua applicazione sperimentale nelle unità di simulimpresa 6. Selezione delle best idea o delle migliori proposte di prodotto/servizio 7. Formazione e Stage in Italia 8. Supporto all avviamento d impresa 9. Verifica risultati, disseminazione e report finale Applicazione pratica delle conoscenze acquisite e verifica sperimentale con l individuazione delle corrispondenti imprese italiane per lo svolgimento degli stage e successivo supporto alla creazione d impresa Individuazione partecipanti al ciclo di formazione/stage in Italia Formazione avanzata tecnico-manageriale e tirocinio presso imprese italiane Creazione d impresa sulla base del percorso formativoapplicativo svolto Perfezionamento della metodologia di formazione e creazione d impresa nonché produzione di materiale per la disseminazione presso enti di alta formazione e organizzazioni imprenditoriali 17

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