Elementi caratterizzanti delle società cooperative: ristorni e prestito sociale. I controlli: vigilanza e provvedimenti

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Elementi caratterizzanti delle società cooperative: ristorni e prestito sociale. I controlli: vigilanza e provvedimenti"

Transcript

1 Elementi caratterizzanti delle società cooperative: ristorni e prestito sociale I controlli: vigilanza e provvedimenti 1 Corso di Formazione e Aggiornamento «Le Cooperative» 11 novembre 2014 Barbara Daniele UR Legacoop Piemonte Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

2 2 I Ristorni L'art sexies introduce, nel codice civile, la disciplina dei ristorni. Essa prevede: che negli statuti debbano essere determinati i criteri di ripartizione dei ristorni, i quali debbono essere proporzionali alla quantità e qualità degli scambi mutualistici; che le cooperative debbano riportare separatamente in bilancio i dati relativi all'attività svolta con i soci, distinguendo eventualmente le diverse gestioni mutualistiche; che l'assemblea possa deliberare la distribuzione dei ristorni anche mediante l'aumento proporzionale delle quote, con l'emissione di nuove azioni o con l'emissione di strumenti finanziari.

3 3 L istituto del ristorno rappresenta l utile della cooperativa prodotto dall attività mutualistica intercorsa con i soci durante l esercizio e attribuito ai soci medesimi in proporzione alla qualità e quantità di scambio mutualistico. Il ristorno è lo strumento per destinare ai soci il vantaggio mutualistico (risparmio di spesa o incremento dei salari) proveniente dalla sola attività con i soci. Il ristorno si differenzia dall utile della società di capitale in relazione alle modalità distributive: entità dello scambio mutualistico (cooperative) capitale investito (srl/spa) Il ristorno sta alla causa mutualistica della cooperativa come il dividendo a quella lucrativa della s.p.a..

4 4 Il ristorno non ha natura di diritto soggettivo del socio cooperatore, ma nasce in capo al socio solo e nella misura in cui l assemblea deputata all approvazione del bilancio d esercizio deliberi, a seguito della proposta degli amministratori formulata nel progetto di bilancio, l attribuzione di somme a tale titolo.

5 5 MODALITA DI DISTRIBUZIONE: attribuzione in denaro attribuzione mediante aumento del capitale sociale: incremento delle quote/azioni possedute in qualità di soci cooperatori, anche in deroga all art (limite massimo del capitale sociale dei soci persone fisiche pari a euro), emissione di azioni di partecipazione cooperativa di cui all art. 5 della legge 59/1992 (a.p.c.) emissione di azioni di socio sovventore di cui all art. 4 della legge 59/1992; attribuzione mediante emissione di strumenti finanziari.

6 6 Attribuzione: Il ristorno è attribuibile come: Destinazione di utile Imputazione a costo

7 7 Limiti L istituto del ristorno è inapplicabile quando: è assorbito dalle particolari modalità statutario/regolamentari di determinazione del prezzo dei conferimenti dei soci (es. cooperative agricole di conferimento) Leggi speciali impongono particolari regole comportamentali che rendono obbligatorio esprimere nello statuto il divieto di distribuzione di utili od avanzi di esercizio di ogni genere e sotto qualsiasi forma (es. cooperative giornalistiche, sportive dilettantistiche).

8 8 avanzo di gestione = risultato gestione ordinaria Rigo 23 del C.E. D E (se positivi) PL % scambio mutualistico (importo massimo ristornabile) (B9 verso soci +B7 verso soci)/ (B9 tot. + B7 tot) max 30% trattamenti retributivi complessivi Consumo (A1 verso soci)/ (A1 tot.) Conferimento (B6 conferiti dai soci)/ (Totale B6)

9 9 Voci rientranti nella base di calcolo del 30% (coop. PL) - Indennità di trasferta - Indennità sostitutive di mensa e ticket restaurant - Quota a carico del datore di lavoro di contributi versati ad enti o casse assistenziali e a fondi pensione - Valore convenzionale auto e alloggio (fringe benefit) - Benefit derivante dalla concessione di prestito agevolato - Fringe benefit diversi dai precedenti - Quota di Tfr maturata nell esercizio Voci escluse dalla base di calcolo - Rimborsi spese a piè di lista - Rimborsi chilometrici - Erogazioni liberali (es. valore economico del pacco dono)

10 10 Il ristorno attribuito (sia erogato in forma liquida che attribuito in aumento di capitale sociale) ai soci con i quali viene instaurato un rapporto di lavoro subordinato non è soggetto a contribuzione INPS (sia per i contributi a carico del datore di lavoro che del lavoratore), ai sensi dell art. 4, comma 2, della legge n. 142 del

11 11 Il ristorno attribuito ai soci con i quali si instaura un rapporto di collaborazione, in assenza di disposizioni specifiche L. 142/2001, è soggetto al contributo INPS/Gestione separata, se erogato in forma liquida. Nel caso in cui il ristorno venga attribuito mediante aumento del capitale sociale non sarà, invece, dovuto contributo INPS/Gestione (reddito non assimilato a quello di lavoro dipendente) ma, al momento della restituzione del capitale, (reddito di capitale).

12 12 COOPERATIVE A MUTUALITA PREVALENTE A queste cooperative sono applicabili le disposizioni in tema di agevolazioni fiscali e, pertanto, il ristorno è sempre deducibile nell esercizio di formazione degli elementi di reddito presi a base per la commisurazione del ristorno. Ciò vale sia nel caso in cui la cooperativa contabilizzi a conto economico il ristorno sia che lo attribuisca in sede di destinazione dell utile di esercizio.

13 COOPERATIVE A MUTUALITA NON PREVALENTE 13 Il ristorno è deducibile, non nell esercizio di formazione degli elementi di reddito presi a base per la commisurazione del ristorno, ma nell esercizio in cui si tiene l Assemblea che approva il bilancio relativo alla formazione dei suddetti elementi. Se la cooperativa contabilizza il ristorno a conto economico, nella dichiarazione dei redditi si dovrà operare una variazione in aumento nel primo esercizio ed una variazione in diminuzione nel secondo esercizio Se il ristorno viene attribuito come destinazione dell utile di esercizio, le cooperative PL effettueranno una variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi del secondo esercizio. Per le altre cooperative il ristorno non è mai deducibile.

14 14 Il Prestito Sociale Il prestito sociale costituisce una forma di finanziamento della società cooperativa che si concretizza nell apporto, da parte dei soci persone fisiche, di capitale rimborsabile, a fronte del quale vengono corrisposti normalmente degli interessi.

15 15 Il prestito da soci si distingue dal conferimento di capitale sociale (finanziamento di rischio) e dalle obbligazioni (accessibili anche a soggetti non soci). Costituisce un importante strumento di autofinanziamento per le cooperative di tutti i settori.

16 16 Delibera CICR 19 luglio 2005 Art. 6 Raccolta presso soci 1. Le società possono raccogliere risparmio presso soci, con modalità diverse dall'emissione di strumenti finanziari, purché tale facoltà sia prevista nello statuto. Resta comunque preclusa la raccolta di fondi a vista e ogni forma di raccolta collegata all'emissione o alla gestione di mezzi di pagamento. 2. ( ) 3. Le società cooperative possono effettuare la raccolta di cui al comma 1 purché non abbiano più di 50 soci. Per le società cooperative con più di 50 soci, l'ammontare complessivo della suddetta raccolta non deve eccedere il triplo del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio approvato. Tale limite viene elevato al quintuplo qualora la raccolta sia assistita, per almeno il 30 per cento, da garanzia rilasciata dai soggetti individuati nelle istruzioni applicative della Banca d'italia ovvero quando la società aderisca a uno schema di garanzia avente le caratteristiche indicate nelle medesime istruzioni.

17 17 Istruzioni Banca d Italia 21 marzo 2007 Nel patrimonio può essere computato un ammontare pari al 50% della differenza tra il valore degli immobili di proprietà ai fini della determinazione dell'imposta comunale sugli immobili e il valore di carico in bilancio degli stessi. Del valore degli immobili considerato ai fini della determinazione dell'imposta comunale deve essere data notizia nella documentazione di bilancio delle cooperative.

18 18 segue Le società cooperative possono effettuare raccolta di risparmio presso i propri soci, purché l'ammontare complessivo dei prestiti sociali non ecceda il limite del triplo del patrimonio. Tale limite viene elevato fino al quintuplo del patrimonio qualora: a) il complesso dei prestiti sociali sia assistito, in misura almeno pari al 30%, da garanzia rilasciata da soggetti vigilati; ovvero b) la società cooperativa aderisca a uno schema di garanzia dei prestiti sociali promosso dalla propria associazione di categoria, che preveda in caso di procedure concorsuali, il rimborso dei prestiti effettuati dai soci in misura almeno pari al 30%. I limiti quantitativi sopra indicati non si applicano alle società cooperative con un numero di soci pari o inferiore a 50.

19 19 E preclusa ai soggetti non bancari, quindi anche alle società cooperative: segue la raccolta di fondi a vista, cioè quella che può essere rimborsata su richiesta del depositante in qualsiasi momento, senza preavviso o con un preavviso inferiore alle 24 ore ogni forma di raccolta collegata all emissione o alla gestione di mezzi di pagamento, vale a dire l attività di intermediazione finanziaria per mezzo dell emissione o gestione di carte di credito, carte di debito o altri mezzi di pagamento a spendibilità generalizzata. La circolare della Banca d Italia precisa, al riguardo che Non rientrano. in tale attività l emissione e la gestione da parte di un fornitore di beni e servizi di carte di debito o credito, ovvero di carte prepagate, utilizzabili esclusivamente presso il fornitore stesso. Le società cooperative finanziarie che svolgono l attività di concessione di finanziamenti tra il pubblico sotto qualsiasi forma non possono raccogliere prestiti dai soci con modalità diverse dall emissione di strumenti finanziari.

20 20 Norme fiscali Gli interessi corrisposti dalle società cooperative ai propri soci prestatori, persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d imposta (cd. Ritenuta secca) laddove vengano soddisfatte e rispettate le condizioni previste dall art. 13 del D.P.R. 29 settembre 1973, n , ovvero: che il prestito sociale venga raccolto dalla cooperativa esclusivamente per il conseguimento dell oggetto sociale; che l ammontare non superi per ciascun socio i limiti previsti e aggiornati triennalmente (01/01/2013: ,32 PL-Conferimento agricolo Edilizie di abitazione ,66 per le altre cooperative). che gli interessi corrisposti sulle predette somme siano limitati, non potendo mai superare la misura massima degli interessi spettanti ai detentori di buoni postali fruttiferi, maggiorati di 2,5 punti percentuali. La ritenuta è stabilita nella misura del 26%,

21 21 Rif. comma 465, art. 1, L. 30 dicembre 2004, n. 311 Finanziaria 2005 Limitazione alla deducibilità del costo per gli interessi corrisposti da parte delle società cooperative Gli interessi sulle somme che i soci persone fisiche versano alle società cooperative e loro consorzi, alle condizioni previste dall articolo 13 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, sono indeducibili per la parte che supera l ammontare calcolato con riferimento alla misura minima degli interessi spettanti ai detentori di buoni postali fruttiferi ordinari aumentata dello 0,90.

22 22 La vigilanza cooperativa Le cooperative sono l unico modello societario previsto dal Codice Civile per il quale sono previsti controlli esterni sulla gestione di natura amministrativa Art. 2 D. Lgs. 220/2002: Gli enti cooperativi sono sottoposti a revisione secondo cadenze e modalità stabilite con decreto del Ministro. Le revisioni cooperative devono avvenire almeno una volta ogni due anni, fatte salve le previsioni di leggi speciali che prescrivono una revisione annuale.

23 23 Le revisioni cooperative sono effettuate dal Ministero a mezzo di revisori da esso incaricati. Nei confronti degli enti cooperativi aderenti alle Associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, di seguito denominate Associazioni, le revisioni cooperative sono effettuate dalle associazioni stesse a mezzo di revisori da esse incaricati.

24 24 D.M. Attività Produttive del 06/12/2004 La revisione deve essere effettuata almeno una volta ogni due anni, tranne che per le cooperative sociali di cui alla L. 381/91 e le cooperative edilizie di cui alla L. 59/1992, per le quali invece è prevista una revisione annuale.

25 25 D. Lgs. 220/ Art Dichiarazione sostitutiva Nel caso in cui l'ente cooperativo ha necessita' di certificare il possesso dei requisiti mutualistici, al fine del godimento di un'agevolazione o dell'applicazione di un provvedimento di favore, e non dispone del certificato di revisione o dell'attestazione di revisione, relativi al periodo di vigilanza in corso, e' tenuto a produrre agli Uffici territoriali del Governo e all'associazione cui eventualmente aderisce, una dichiarazione, sottoscritta dal presidente dell'ente medesimo e, per asseverazione, dal presidente del collegio sindacale.

26 26 La revisione oggi: Tre livelli Area Assistenza: carattere assistenziale consulenziale; Area Accertamento: penetrante controllo sulla natura dell ente cooperativo Verifica della conformità dei rapporti di lavoro ex-art. 6 legge 142/01

27 27 Assistenza-consulenza La revisione cooperativa è finalizzata a fornire agli organi di direzione e amministrazione degli enti suggerimenti e consigli per migliorare la gestione e il livello di democrazia interna, al fine di promuovere la reale partecipazione dei soci alla vita sociale (art.4, comma 1, lettera a)

28 28 Accertamento Accertare, anche attraverso la gestione amministrativocontabile, la natura mutualistica dell ente; verificando l effettività della base sociale, la partecipazione dei soci alla vita sociale e allo scambio mutualistico con l ente, la qualità di tale partecipazione );...l assenza di scopi di lucro dell ente, nei limiti previsti dalla legislazione vigente, e la legittimazione dell ente a beneficiare delle agevolazioni fiscali, previdenziali e di altra natura; Accertare la consistenza dello stato patrimoniale, attraverso l acquisizione del bilancio di esercizio, delle relazioni del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, nonché, ove prevista, della certificazione di bilancio.

29 29 Regolamento art. 6 L.142/01 Il revisore verifica l eventuale esistenza del regolamento interno adottato dall ente cooperativo e accerta la correttezza e la conformità dei rapporti instaurati con i soci lavoratori con quanto previsto dal regolamento stesso (art.4, commma 3)

30 30 Al revisore si applicano le cause di incompatibilità previste dall'articolo 2399 del codice civile. Il revisore è tenuto alla riservatezza e al segreto d'ufficio nei confronti dei terzi. Il revisore incaricato dalle Centrali cooperative riveste la funzione di incaricato di pubblico servizio.

31 31 Le risultanze della revisione sono riportate nel verbale redatto in duplice copia e sottoscritto dal revisore e dal legale rappresentante dell Ente Il verbale si conclude con la proposta di: ATTESTAZIONE di revisione esito positivo PROVVEDIMENTO - gestione commissariale - liquidazione coatta amministrativa (insolvenza conclamata e perdurante) - scioglimento d ufficio - sostituzione del liquidatore Nel caso la revisione si concluda con la proposta di provvedimenti di rigore il verbale è trasmesso al Ministero Sviluppo Economico che previa istruttoria emanerà con apposito decreto il provvedimento sanzionatorio. DIFFIDA il revisore evidenzia le eventuali irregolarità sanabili e ne prescrive il termine per la regolarizzazione ( gg). ACCERTAMENTO sezione del verbale in cui si rileva la regolarizzazione o meno di quanto oggetto di diffida Attestato o Provvedimento + sanzione amministrativa.

32 32 Art sexiesdecies c.c. Gestione commissariale In caso di irregolare funzionamento delle società cooperative, l'autorità di vigilanza può revocare gli amministratori e i sindaci, e affidare la gestione della società ad un commissario, determinando i poteri e la durata. ( )

33 33 Art septiesdecies c.c. Scioglimento per atto dell'autorità L'autorità di vigilanza, con provvedimento da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale e da iscriversi nel registro delle imprese, può sciogliere le società cooperative e gli enti mutualistici che non perseguono lo scopo mutualistico o non sono in condizione di raggiungere gli scopi per cui sono stati costituiti o che per due anni consecutivi non hanno depositato il bilancio di esercizio o non hanno compiuto atti di gestione. Se vi è luogo a liquidazione, con lo stesso provvedimento sono nominati uno o più commissari liquidatori.

34 34 Art Octiesdecies c.c. Sostituzione dei liquidatori In caso di irregolarità o di eccessivo ritardo nello svolgimento della liquidazione ordinaria di una società cooperativa, l'autorità di vigilanza può sostituire i liquidatori o, se questi sono stati nominati dall'autorità giudiziaria, può chiederne la sostituzione al tribunale.( )

35 35 Contributo di revisione: numero soci capitale sociale sottoscritto valore della produzione Cooperative sociali + 30% (revisione annuale) Cooperative edilizie iscritte all Albo + 50% (revisione annuale)?? Cooperative grandi + 50% (ca 27,000,000. ricavi/controllo srl) (revisione annuale)

36 36 CERTIFICAZIONE ex art. 15, L. 59/92 Sono assoggettate alla certificazione del bilancio gli enti cooperativi e i loro consorzi che hanno un valore della produzione superiore a di euro o riserve indivisibili superiori a di euro o con prestiti o conferimenti di soci finanziatori superiori a di euro, le cooperative che detengano partecipazioni di controllo in s.p.a. nonché le cooperative che emettono azioni di partecipazione cooperativa.

11 dicembre 2008 Dott. Comm. Giorgio Gentili

11 dicembre 2008 Dott. Comm. Giorgio Gentili !!"! 1 REVISIONE EX D.LGS. 220/02 Dal primo gennaio 2005 è in vigore il Decreto del Ministro delle Attività Produttive che disciplina la revisione delle società cooperative e loro consorzi. La revisione

Dettagli

La disciplina fiscale delle cooperative: l IRES. Reggio Emila, 10 febbraio 2014

La disciplina fiscale delle cooperative: l IRES. Reggio Emila, 10 febbraio 2014 La disciplina fiscale delle cooperative: l IRES Reggio Emila, 10 febbraio 2014 ACCORDIAMOCI SU ALCUNI PASSAGGI FONDAMENTALI 2 Chi comanda in coop? Chi amministra? Chi controlla? 3 Assemblea dei soci Consiglio

Dettagli

TITOLO IX. Capitolo 2 RACCOLTA DEL RISPARMIO DEI SOGGETTI DIVERSI DALLE BANCHE DOCUMENTO PER LA CONSULTAZIONE APRILE 2006

TITOLO IX. Capitolo 2 RACCOLTA DEL RISPARMIO DEI SOGGETTI DIVERSI DALLE BANCHE DOCUMENTO PER LA CONSULTAZIONE APRILE 2006 DOCUMENTO PER LA CONSULTAZIONE APRILE 2006 ISTRUZIONI DI VIGILANZA PER LE BANCHE TITOLO IX - Capitolo 2 TITOLO IX Capitolo 2 RACCOLTA DEL RISPARMIO DEI SOGGETTI DIVER DALLE BANCHE TITOLO IX - Capitolo

Dettagli

Istruzioni di Vigilanza per le banche

Istruzioni di Vigilanza per le banche BANCA D ITALIA Istruzioni di Vigilanza per le banche Circolare n. 229 del 21 aprile 1999-12 Aggiornamento del 21 marzo 2007 Indice: pag. 28 ISTRUZIONI DI VIGILANZA PER LE BANCHE RIEPILOGO AGGIORNAMENTI

Dettagli

SPECIALE RIFORMA DIRITTO SOCIETARIO SOCIETA COOPERATIVE

SPECIALE RIFORMA DIRITTO SOCIETARIO SOCIETA COOPERATIVE SPECIALE RIFORMA DIRITTO SOCIETARIO SOCIETA COOPERATIVE Approfondimenti connessi alla predisposizione delle modifiche statutarie necessarie in seguito alla riforma del Codice, introdotta dal D.Lgs. 17/1/2003

Dettagli

COMUNICATO BANCA D ITALIA DEL 21/03/07 (Disposizioni Allegate)

COMUNICATO BANCA D ITALIA DEL 21/03/07 (Disposizioni Allegate) RACCOLTA DEL RISPARMIO DEI SOGGETTI DIVERSI DALLE BANCHE COMUNICATO BANCA D ITALIA DEL 21/03/07 (Disposizioni Allegate) (G.U. N. 96 DEL 26/04/2007) Disposizioni di carattere generale Raccolta del risparmio

Dettagli

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna Cos è e come si costituisce una cooperativa Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna 1 Che cos è una cooperativa un'associazione autonoma di persone che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri

Dettagli

RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO 1 SCOPI E FUNZIONAMENTO

RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO 1 SCOPI E FUNZIONAMENTO RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO 1 SCOPI E FUNZIONAMENTO ARTICOLO 1 In attuazione dell art. 4 dello Statuto Sociale ed ai sensi di quanto prescritto dalle leggi, dalle deliberazioni del Comitato

Dettagli

LA NUOVA SOCIETA COOPERATIVA Confronto tra le disposizioni attuali e quelle proposte dalla riforma in materia di Società cooperative.

LA NUOVA SOCIETA COOPERATIVA Confronto tra le disposizioni attuali e quelle proposte dalla riforma in materia di Società cooperative. LA NUOVA SOCIETA COOPERATIVA Confronto tra le disposizioni attuali e quelle proposte dalla riforma in materia di Società cooperative. Scheda a cura di Claudio Venturi Argomento La normativa attuale La

Dettagli

Circolare N. 29 del 25 Febbraio 2015

Circolare N. 29 del 25 Febbraio 2015 Circolare N. 29 del 25 Febbraio 2015 Il nuovo modello CU (Provvedimento n. 4790/E del 15.01.2015, circolare ASSONIME n. 4 del 19.02.2015) Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che ASSONIME,

Dettagli

LE DOMANDE RICORRENTI A PROPOSITO DELLE COOPERATIVE

LE DOMANDE RICORRENTI A PROPOSITO DELLE COOPERATIVE LE DOMANDE RICORRENTI A PROPOSITO DELLE COOPERATIVE IN QUANTI OCCORRE ESSERE PER COSTITUIRE UNA COOPERATIVA? Per costituire una cooperativa è necessario che i soci siano almeno 3. Non esiste un limite

Dettagli

Agevolazioni fiscali per le società cooperative

Agevolazioni fiscali per le società cooperative Agevolazioni fiscali per le società cooperative Determinazione del reddito La determinazione del reddito delle cooperative viene effettuata con i criteri previsti per le società e gli enti commerciali.

Dettagli

SOCIETA COOPERATIVE E IRES

SOCIETA COOPERATIVE E IRES FISCALITÀ PER LE COOPERATIVE: NOVITÀ INTRODOTTE DALLA MANOVRA FINANZIARIA Brescia 5 Novembre 2011 1 SOCIETA COOPERATIVE E IRES Art. 73, comma 1, lettera a) del Tuir Sono soggetti all imposta sul reddito

Dettagli

LA COOPERAZIONE: Caratteristiche ed adempimenti amministrativi. Ufficio Centrale Orientamento e Formazione Professionale dei Lavoratori

LA COOPERAZIONE: Caratteristiche ed adempimenti amministrativi. Ufficio Centrale Orientamento e Formazione Professionale dei Lavoratori LA COOPERAZIONE: Caratteristiche ed adempimenti amministrativi Ufficio Centrale Orientamento e Formazione Professionale dei Lavoratori 1 INDICE Prefazione Parte prima CARATTERISTICHE della cooperazione

Dettagli

RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE - regolamento -

RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE - regolamento - RACCOLTA DI PRESTITO SOCIALE - regolamento - SCOPI E FUNZIONAMENTO DELLA SEZIONE Articolo 1 In attuazione dell Articolo 1 dello Statuto Sociale ed ai sensi di quanto prescritto dalle leggi, dalle deliberazioni

Dettagli

ARTICOLO 8 DEL CODICE CIVILE AGGIORNATO AL

ARTICOLO 8 DEL CODICE CIVILE AGGIORNATO AL ARTICOLO 8 DEL CODICE CIVILE AGGIORNATO AL 2003 Art. 8 (Delle società cooperative e delle mutue assicuratrici) 1. Il Titolo VI del Libro V del codice civile è sostituito dal seguente: "TITOLO VI. DELLE

Dettagli

I RAPPORTI TRA COOPERATIVA E SOCIO

I RAPPORTI TRA COOPERATIVA E SOCIO I RAPPORTI TRA COOPERATIVA E SOCIO REQUISITI DEI SOCI La persona del socio è l elemento fondamentale dell impresa cooperativa, che nasce ed opera in funzione degli obiettivi che i soci si pongono e con

Dettagli

Indice generale. Booksite - istruzioni per l'uso... 20 Capitolo I L ESSENZA DELLE COOPERATIVE... 21

Indice generale. Booksite - istruzioni per l'uso... 20 Capitolo I L ESSENZA DELLE COOPERATIVE... 21 Booksite - istruzioni per l'uso... 20 Capitolo I L ESSENZA DELLE COOPERATIVE... 21 1 - Lo scopo mutualistico... 21 2 - La mutualità esterna... 24 3 - La nuova mutualità... 25 4 - I segni distintivi...

Dettagli

I prestiti sociali nelle Cooperative

I prestiti sociali nelle Cooperative I prestiti sociali nelle Cooperative di Gabriele Bacchiega dottore commercialista e revisore legale Il prestito sociale è una tipica forma di finanziamento cui si rivolgono le società cooperative. Volendo

Dettagli

COME TRATTARE IL PRESTITO DI UN SOCIO NEI CONFRONTI DI UNA COOPERATIVA

COME TRATTARE IL PRESTITO DI UN SOCIO NEI CONFRONTI DI UNA COOPERATIVA COME TRATTARE IL PRESTITO DI UN SOCIO NEI CONFRONTI DI UNA COOPERATIVA Le problematiche che attengono alla concessione di un finanziamento da parte dei soci di una società sono diverse, a secondo che si

Dettagli

La disciplina fiscale delle ASSOCIAZIONI E SOCIETA SPORTIVE DILETTANTISTICHE

La disciplina fiscale delle ASSOCIAZIONI E SOCIETA SPORTIVE DILETTANTISTICHE La disciplina fiscale delle ASSOCIAZIONI E SOCIETA SPORTIVE DILETTANTISTICHE Le fonti normative Normativa fiscale Riferimenti D.P.R. 917/86 (T.U.I.R.) Artt. 73, 143-150 L. 398/91 Regime forfetario di determinazione

Dettagli

Compensi agli amministratori

Compensi agli amministratori Università Politecnica delle Marche Idee imprenditoriali innovative Focus group 23 ottobre 2009 Le società ed il bilancio Dividendi e compensi agli amministratori aspetti fiscali e contributivi Compensi

Dettagli

Incarichi professionali, collaborazioni, lavoro subordinato e volontariato: regime dei compensi e dei rimborsi spese

Incarichi professionali, collaborazioni, lavoro subordinato e volontariato: regime dei compensi e dei rimborsi spese Incarichi professionali, collaborazioni, subordinato e volontariato: regime dei compensi e dei rimborsi Tipologia del Lavoro autonomo abituale Esercizio di arti e professioni 1 (art. 5, DPR 633/72) Reddito

Dettagli

ALLEGATO A AL N. 21233 DI RACCOLTA NORME DI FUNZIONAMENTO - - - TITOLO I DENOMINAZIONE SEDE DURATA SCOPI

ALLEGATO A AL N. 21233 DI RACCOLTA NORME DI FUNZIONAMENTO - - - TITOLO I DENOMINAZIONE SEDE DURATA SCOPI ALLEGATO A AL N. 21233 DI RACCOLTA MUTUA ETICA PER LA SALUTE - SOCIETÀ DI MUTUO SOCCORSO" NORME DI FUNZIONAMENTO - - - TITOLO I DENOMINAZIONE SEDE DURATA SCOPI ARTICOLO 1 È costituita una Società di mutuo

Dettagli

Il regime fiscale delle società cooperative: una ricognizione sistematica di Antonio Visconti Introduzione L Avvocato generale presso la Corte di Giustizia europea, relativamente alle cause riunite C-

Dettagli

MiniBond: disciplina normativa ed emissioni Shari ah compliant

MiniBond: disciplina normativa ed emissioni Shari ah compliant MiniBond: disciplina normativa ed emissioni Shari ah compliant Giovanni Luppi Partner Mini Bond 1 1. Decreto Sviluppo 2012 - Principali novità Ambito civilistico Eliminazione dei limiti previsti dall articolo

Dettagli

CONTABILITA GENERALE

CONTABILITA GENERALE CONTABILITA GENERALE 6 II) SCRITTURE DI GESTIONE E) SCRITTURE RELATIVE AL LAVORO DIPENDENTE 14 novembre 2010 Ragioneria Generale e Applicata - Parte seconda - La contabilità generale 1 E. Scritture relative

Dettagli

Dott. Enrico Maria Vidali CONVEGNO ASSOCIAZIONI SPORTIVE L ATTIVITA DI ACCERTAMENTO E LA COMPLIANCE FISCALE

Dott. Enrico Maria Vidali CONVEGNO ASSOCIAZIONI SPORTIVE L ATTIVITA DI ACCERTAMENTO E LA COMPLIANCE FISCALE Dott. Enrico Maria Vidali CONVEGNO ASSOCIAZIONI SPORTIVE L ATTIVITA DI ACCERTAMENTO E LA COMPLIANCE FISCALE 1 PRESUPPOSTO IMPOSITIVO Ai sensi dell art. 2 del D.Lgs. 446/97 il presupposto dell'irap e' costituito

Dettagli

LEGGE 23 dicembre 1998, n. 461

LEGGE 23 dicembre 1998, n. 461 LEGGE 23 dicembre 1998, n. 461 Delega al Governo per il riordino della disciplina civilistica e fiscale degli enti conferenti, di cui all'articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 20 novembre 1990,

Dettagli

Circolare Banca d'italia 2 dicembre 1994

Circolare Banca d'italia 2 dicembre 1994 Circolare Banca d'italia 2 dicembre 1994 Istruzioni sulla raccolta del risparmio dei soggetti diversi dalle banche (Gazzetta Ufficiale 12 dicembre 1994, n. 289) Il testo è coordinato con quello oggi contenuto

Dettagli

COMUNE DI CORATO Provincia di Bari

COMUNE DI CORATO Provincia di Bari COMUNE DI CORATO Provincia di Bari REGOLAMENTO PER L ACCESSO AI CONTRIBUTI A FAVORE DI COOPERATIVE DI GARANZIA E CONSORZI FIDI PER LA DOTAZIONE DI FONDI RISCHI DIRETTI ALLA CONCESSIONE DI GARANZIE A FAVORE

Dettagli

SOMMARIO. Capitolo 1 IL QUADRO DI RIFERIMENTO

SOMMARIO. Capitolo 1 IL QUADRO DI RIFERIMENTO SOMMARIO Capitolo 1 IL QUADRO DI RIFERIMENTO 1. Premessa... 3 2. La riforma del mercato del lavoro... 5 3. Qualificazione dei redditi di lavoro dipendente ed equiparati... 10 4. Quantificazione dei redditi

Dettagli

BENI CONCESSI IN GODIMENTO A SOCI O FAMILIARI

BENI CONCESSI IN GODIMENTO A SOCI O FAMILIARI BENI CONCESSI IN GODIMENTO A SOCI O FAMILIARI D I S C I P L I N A E Q U E S T I O N I A P E R T E STUDIO ASSOCIATO TRIBUTARIO E SOCIETARIO BELLINI SECCHI SAVIOTTI FLORITA 20121 MILANO - PIAZZA CASTELLO,

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE

REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE REGOLAMENTO PER LA RACCOLTA DEL PRESTITO SOCIALE Articolo 1 - OGGETTO Il presente Regolamento disciplina la raccolta di prestiti da Soci, in conformità all art. 4 dello Statuto Sociale ed ai sensi di quanto

Dettagli

6. CONTABILITA GENERALE

6. CONTABILITA GENERALE 6. CONTABILITA GENERALE SCRITTURE DI GESTIONE SCRITTURE RELATIVE AL LAVORO DIPENDENTE 1 E. Scritture relative al lavoro dipendente Definizione Il lavoro rappresenta un fattore della produzione che contabilmente

Dettagli

OPPORTUNITÀFISCALI NELLE SCELTE DI BENESSERE

OPPORTUNITÀFISCALI NELLE SCELTE DI BENESSERE OPPORTUNITÀFISCALI NELLE SCELTE DI BENESSERE Stefano Lania Confindustria Bergamo Servizio Fiscale e Societario 5 dicembre 2012 2 Reddito di lavoro dipendente Articolo 51, c.1 del DPR 917/86 (TUIR): Il

Dettagli

SOMMARIO DEL NUOVO ARTICOLATO DEL LIBRO V, TITOLI V e VI CODICE CIVILE

SOMMARIO DEL NUOVO ARTICOLATO DEL LIBRO V, TITOLI V e VI CODICE CIVILE SOMMARIO DEL NUOVO ARTICOLATO DEL LIBRO V, TITOLI V e VI CODICE CIVILE LIBRO V DEL LAVORO TITOLO V DELLE SOCIETA' CAPO V SOCIETÀ PER AZIONI (modificato dall'art. 1, del D. Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, recante

Dettagli

C. 5123 e abbinate Proposta di testo unificato dei relatori

C. 5123 e abbinate Proposta di testo unificato dei relatori C. 5123 e abbinate Proposta di testo unificato dei relatori Norme in materia di riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e movimenti politici, nonché misure per garantire la trasparenza

Dettagli

Ha la direzione dell impresa. È responsabile per i cd. reati fallimentari

Ha la direzione dell impresa. È responsabile per i cd. reati fallimentari Capitolo 1 L impresa L IMPRESA E LE SOCIETÀ La nozione di impresa si desume implicitamente dal codice civile che delinea la figura dell imprenditore. Manca, infatti, nel nostro codice, una definizione

Dettagli

Nuovi strumenti di finanziamento per le imprese. Le novità del Decreto Sviluppo

Nuovi strumenti di finanziamento per le imprese. Le novità del Decreto Sviluppo S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Nuovi strumenti di finanziamento per le imprese Le novità del Decreto Sviluppo Marco Capra 7 dicembre 2012 Confindustria Alto Milanese Legnano Le novità del

Dettagli

Cos è una cooperativa e come si costituisce

Cos è una cooperativa e come si costituisce Cos è una cooperativa e come si costituisce SOMMARIO 1. Introduzione al mondo della cooperazione 2. La società cooperativa 3. Costituzione di una cooperativa 4. Libri e adempimenti formali della cooperativa

Dettagli

Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER GLI ENTI COOPERATIVI VISTO l'articolo 13 della legge 31 gennaio 1992, n. 59 - Nuove norme in materia di società cooperative - concernente l'

Dettagli

Regolamento per la gestione dei Prestiti Sociali

Regolamento per la gestione dei Prestiti Sociali Regolamento per la gestione dei Prestiti Sociali Art. 1 Scopo Il presente Regolamento disciplina la raccolta di prestiti da Soci, sia persone fisiche che giuridiche, in conformità all art. 4 dello Statuto

Dettagli

Servizio di documentazione tributaria

Servizio di documentazione tributaria Testo Unico del 22/12/1986 n. 917 - art. 2 Testo unico delle imposte sui redditi. Soggetti passivi. Testo: in vigore dal 01/01/1999 modificato da: L del 23/12/1998 n. 448 art. 10 1. Soggetti passivi dell'imposta

Dettagli

Delibera del Consiglio di Amministrazione n.11 del 16 luglio 2014

Delibera del Consiglio di Amministrazione n.11 del 16 luglio 2014 BANDO DI CONCORSO PER L ATTRIBUZIONE DI BORSE DI STUDIO DI MERITO A.A. 2014/15 Delibera del Consiglio di Amministrazione n.11 del 16 luglio 2014 Determinazione del Direttore del Servizio Assistenziale

Dettagli

Società di capitali. Forma giuridica

Società di capitali. Forma giuridica Società di capitali Forma giuridica Le società di capitali sono definite tali in quanto in esse prevale l'elemento oggettivo, costituito dal capitale, rispetto a quello soggettivo rappresentato dai soci.

Dettagli

S.p.a. unipersonale. Altrimenti, responsabilità illimitata per il periodo in cui c è l unico socio

S.p.a. unipersonale. Altrimenti, responsabilità illimitata per il periodo in cui c è l unico socio Nozione (2325 c.c.) Solo la società con il suo patrimonio risponde delle obbligazioni sociali Capitale sociale di almeno 120.000 euro Sola garanzia offerta ai creditori Creditori forti e deboli - gruppi

Dettagli

REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE

REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE FIPREM Fondo Integrativo di Previdenza Montedison Fondo Pensione REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE Testo approvato dal Consiglio di Amministrazione il 27 Marzo 2003 e coordinato con le modifiche ed integrazioni

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE IN MATERIA DI INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA EQUIVALENTE (ART. 3 DLGS 109/98) ARTICOLO 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO

REGOLAMENTO COMUNALE IN MATERIA DI INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA EQUIVALENTE (ART. 3 DLGS 109/98) ARTICOLO 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO COMUNE DI CASTEL D ARIO Provincia di Mantova REGOLAMENTO ATTUATIVO DELL INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA EQUIVALENTE (ISEE) REGOLAMENTO COMUNALE IN MATERIA DI INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA

Dettagli

Obiettivo CORRETTA ED EFFICIENTE GESTIONE

Obiettivo CORRETTA ED EFFICIENTE GESTIONE 1 2 3 4 Obiettivo CORRETTA ED EFFICIENTE GESTIONE!"#" $$#" %"!! &'! " "%("" 5 )) "$"!" Credito Cooperativo BCC Consorzio Agrario Specificazione territoriale Cooperative Sociali Cooperativa Sociale 6 7

Dettagli

LA DEDUCIBILITÀ DELL IRAP PER IL 2012

LA DEDUCIBILITÀ DELL IRAP PER IL 2012 INFORMATIVA N. 082 26 MARZO 2013 IMPOSTE DIRETTE LA DEDUCIBILITÀ DELL IRAP PER IL Art. 6, DL n. 185/2008 Art. 2, comma 1, DL n. 201/2011 Istruzioni mod. UNICO 2013 Nel mod. UNICO 2013 le imprese / lavoratori

Dettagli

Per saperne di più su alcune parole della previdenza

Per saperne di più su alcune parole della previdenza Adesione individuale: Forma di adesione al fondo pensione aperto, che si perfeziona mediante un contratto stipulato direttamente tra il singolo aderente ed il fondo. Adesione Volontaria: Forma di adesione

Dettagli

Decreto Sviluppo (DL 83/2012)

Decreto Sviluppo (DL 83/2012) Decreto Sviluppo (DL 83/2012) I nuovi strumenti finanziari per le imprese Profili fiscali della riforma Massimo Caldara Convegno ANDAF Milano, 10 settembre 2012 Dottori Commercialisti - Revisori Contabili

Dettagli

REGOLAMENTO DEL PRESTITO SOCIALE DELLE COOPERATIVE AI SENSI DELL ARTICOLO 40, LETTERA b), DELLO STATUTO DI LEGACOOP NAZIONALE

REGOLAMENTO DEL PRESTITO SOCIALE DELLE COOPERATIVE AI SENSI DELL ARTICOLO 40, LETTERA b), DELLO STATUTO DI LEGACOOP NAZIONALE REGOLAMENTO DEL PRESTITO SOCIALE DELLE COOPERATIVE AI SENSI DELL ARTICOLO 40, LETTERA b), DELLO STATUTO DI LEGACOOP NAZIONALE Articolo 1 Oggetto e finalità Oggetto del presente Regolamento, in coerenza

Dettagli

NEWS FISCALI E SOCIETARIE NOVEMBRE 2011 FISCALITA PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI

NEWS FISCALI E SOCIETARIE NOVEMBRE 2011 FISCALITA PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI Milano Roma News fiscali e societarie Novembre 2011 FISCALITA PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI Acconto IRPEF di novembre ridotto dal 99% all 82% L acconto IRPEF da versare entro mercoledì 30 novembre 2011 dovrà

Dettagli

Ai gentili Clienti Loro sedi

Ai gentili Clienti Loro sedi Ai gentili Clienti Loro sedi Circolare n. 10/2011 Oggetto: Modello 730 Gentile Cliente, con l intento di agevolarla nella preparazione del materiale necessario per la compilazione della dichiarazione dei

Dettagli

Comunicazione dei beni in godimento ai soci o familiari e dei finanziamenti o capitalizzazioni ricevuti dall impresa NUMERO 25-14 OTTOBRE 20141

Comunicazione dei beni in godimento ai soci o familiari e dei finanziamenti o capitalizzazioni ricevuti dall impresa NUMERO 25-14 OTTOBRE 20141 Comunicazione dei beni in godimento ai soci o familiari e dei finanziamenti o capitalizzazioni ricevuti dall impresa 1 1 PREMESSA L art. 2 co. 36-terdecies - 36-duodevicies del DL 13.8.2011 n. 138, conv.

Dettagli

CIRCOLARE N. 20/E INDICE

CIRCOLARE N. 20/E INDICE CIRCOLARE N. 20/E Roma, 18 giugno 2013 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Articolo 3 del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive

Dettagli

Fringe benefit aziendali. Aspetti fiscali per il percettore e l azienda

Fringe benefit aziendali. Aspetti fiscali per il percettore e l azienda Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 173 16.06.2015 Fringe benefit aziendali Aspetti fiscali per il percettore e l azienda Categoria: Auto Sottocategoria: Imposte dirette I fringe

Dettagli

NORMATIVA PENSIONISTICA PERSONALE APPARTENENTE ALLA POLIZIA DI STATO

NORMATIVA PENSIONISTICA PERSONALE APPARTENENTE ALLA POLIZIA DI STATO NORMATIVA PENSIONISTICA PERSONALE APPARTENENTE ALLA POLIZIA DI STATO Facciamo il punto sulla normativa pensionistica di cui sono destinatari i lavoratori delle forze di polizia attualmente vigente, a seguito

Dettagli

Linee Guida per la scelta della tipologia societaria

Linee Guida per la scelta della tipologia societaria Linee Guida per la scelta della tipologia societaria elaborate da Chiara Piconi- Dottore commercialista e Revisore legale Consorzio Nazionale per la Formazione, l Aggiornamento e l Orientamento Via Ludovisi,

Dettagli

STUDIO NEGRI E ASSOCIATI

STUDIO NEGRI E ASSOCIATI LA (Comunicazione CU) Il Decreto Legislativo Semplificazioni fiscali (art. 2, comma 1 del D.Lgs. n. 175/2014), introduce una novità assoluta in ambito fiscale: il Modello 730 pre-compilato a valere già

Dettagli

Mb!sjgpsnb!efm!UGS! Forme Pensionistiche Complementari

Mb!sjgpsnb!efm!UGS! Forme Pensionistiche Complementari Mb!sjgpsnb!efm!UGS! Forme Pensionistiche Complementari Introduzione Le forme pensionistiche complementari sono forme di previdenza finalizzate alla costituzione di una prestazione pensionistica integrativa,

Dettagli

Le società di capitali. Società Per Azioni Società in accomandita per azioni Società a responsabilità limitata

Le società di capitali. Società Per Azioni Società in accomandita per azioni Società a responsabilità limitata Le società di capitali Società Per Azioni Società in accomandita per azioni Società a responsabilità limitata Le Società per azioni Art. 2325. Responsabilità. Nella societa' per azioni per le obbligazioni

Dettagli

Comunicazione dei beni in godimento ai soci o familiari e dei finanziamenti o capitalizzazioni ricevuti dall impresa

Comunicazione dei beni in godimento ai soci o familiari e dei finanziamenti o capitalizzazioni ricevuti dall impresa Circolare n. 19 Comunicazione dei beni in godimento ai soci o familiari e dei finanziamenti o capitalizzazioni ricevuti dall impresa del 20 ottobre 2014 INDICE 1 Premessa... 2 2 Soggetti obbligati ad effettuare

Dettagli

REGOLAMENTO RISTORNO COOPERATIVO. Premesso che

REGOLAMENTO RISTORNO COOPERATIVO. Premesso che REGOLAMENTO RISTORNO COOPERATIVO L Assemblea della Banca di Credito Cooperativo di Barlassina Premesso che La BCC ispira la propria attività ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione

Dettagli

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande 1. Quali sono le caratteristiche distintive dell impresa cooperativa? L impresa cooperativa è un impresa costituita da almeno 3 soci e può avere la forma della

Dettagli

SPAZIANI & LONGO ASSOCIATI

SPAZIANI & LONGO ASSOCIATI Circolare 03/2006 del 13 febbraio 2006 Trasferte dei dipendenti ed Amministratori In relazione all argomento di cui in oggetto, considerando che la sua disciplina fiscale risulta di non facile lettura

Dettagli

Studio Tributario e Societario

Studio Tributario e Societario Studio Tributario e Societario Studio Tributario e Societario Convegno Novità Tributarie 2011/2012 Genova, 19 Gennaio 2012 La tassazione delle persone fisiche come stumento di redistribuzione della ricchezza:

Dettagli

RISERVATA ALLE AZIENDE CHE APPLICANO IL CCNL EDIL-INDUSTRIA ED EDIL-ARTIGIANATO

RISERVATA ALLE AZIENDE CHE APPLICANO IL CCNL EDIL-INDUSTRIA ED EDIL-ARTIGIANATO Gestione ed amministrazione del personale RISERVATA ALLE AZIENDE CHE APPLICANO IL CCNL EDIL-INDUSTRIA ED EDIL-ARTIGIANATO Milano, 16 maggio 2007 Che cos'è Prevedi Prevedi è il Fondo Pensione Complementare

Dettagli

I NUOVI STRUMENTI DI FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE NEL DECRETO CRESCITA DEL 2012 Una finanza d impresa più europea per le PMI italiane

I NUOVI STRUMENTI DI FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE NEL DECRETO CRESCITA DEL 2012 Una finanza d impresa più europea per le PMI italiane Settembre 2012 I NUOVI STRUMENTI DI FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE NEL DECRETO CRESCITA DEL 2012 Una finanza d impresa più europea per le PMI italiane Introduzione Tra le caratteristiche strutturali del sistema

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE.

REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE. REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE. Art. 1 Oggetto del regolamento. Il presente Regolamento è diretto ad individuare, in via sperimentale, per un anno, i criteri unificati

Dettagli

Nuovi obblighi di comunicazione per le società cooperative

Nuovi obblighi di comunicazione per le società cooperative Nuovi obblighi di comunicazione per le società cooperative In ogni numero della rivista trattiamo una questione dibattuta a cui i nostri esperti forniscono una soluzione operativa. Una guida indispensabile

Dettagli

DECESSO DEL LAVORATORE DIPENDENTE

DECESSO DEL LAVORATORE DIPENDENTE DECESSO DEL LAVORATORE DIPENDENTE In caso di decesso del lavoratore dipendente sono previste diverse modalità di tassazione a seconda che si tratti delle somme già corrisposte al lavoratore o di somme

Dettagli

STUDIO ANTONELLI. Piazza Aurelio Saffi n. 43-47100 FORLÌ - Tel. 0543 27342-27317 - Fax 0543 27379 e-mail: segreteria@studioantonelli.fc.

STUDIO ANTONELLI. Piazza Aurelio Saffi n. 43-47100 FORLÌ - Tel. 0543 27342-27317 - Fax 0543 27379 e-mail: segreteria@studioantonelli.fc. Dott. Alessandro Antonelli TRIBUTARISTA - PUBBLICISTA Dott.ssa Giancarla Berti COMMERCIALISTA Dott. Federico Mambelli ASSISTENTE Dott. Alessandro Mengozzi COMMERCIALISTA Dott. Stefano Sgarzani COMMERCIALISTA

Dettagli

Circolare n. 7. Indice. 1 Premessa... 2. 2 Finalità... 2. 3 Condizioni soggettive... 2. 4 Condizioni oggettive... 3. 5 Aspetti operativi...

Circolare n. 7. Indice. 1 Premessa... 2. 2 Finalità... 2. 3 Condizioni soggettive... 2. 4 Condizioni oggettive... 3. 5 Aspetti operativi... Circolare n. 7 La rivalutazione del costo o valore d acquisto delle partecipazioni non quotate (Art. 2, comma 229, Legge 23.12.2009, n. 191) Indice 1 Premessa... 2 2 Finalità... 2 3 Condizioni soggettive...

Dettagli

Linee guida per il Conto Formazione Aziendale

Linee guida per il Conto Formazione Aziendale Linee guida per il Conto Formazione Aziendale 24 marzo 2015 Indice 1. Il Conto Formazione Aziendale 3 2. Modalità e termini di presentazione dei Piani 5 3. Procedure di verifica dell ammissibilità dei

Dettagli

Per l'anno 2009 il limite minimo di retribuzione giornaliera per il calcolo dei contributi prevididenziali è determinato in 43,49 euro.

Per l'anno 2009 il limite minimo di retribuzione giornaliera per il calcolo dei contributi prevididenziali è determinato in 43,49 euro. Contributi previdenziali: i minimali ed i valori per l' INPS, circolare 02.02.2009 n. 14 Per l' il limite minimo di retribuzione giornaliera per il calcolo dei contributi prevididenziali è determinato

Dettagli

Il riporto delle perdite nelle società cooperative e la deducibilità degli interessi sul prestito sociale

Il riporto delle perdite nelle società cooperative e la deducibilità degli interessi sul prestito sociale Il riporto delle perdite nelle società cooperative e la deducibilità degli interessi sul prestito sociale Sebastiano Di Diego Sebastiano Di Diego Il regime fiscale delle perdite La disciplina generale

Dettagli

CAMBIALI FINANZIARIE E MINIBOND ISTRUZIONI PER L USO

CAMBIALI FINANZIARIE E MINIBOND ISTRUZIONI PER L USO CAMBIALI FINANZIARIE E MINIBOND ISTRUZIONI PER L USO La disciplina civilistica e fiscale delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e dei titoli similari è stata oggetto di importanti modifiche, introdotte

Dettagli

MODIFICA AL REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 24 DELLA LEGGE 240/2010

MODIFICA AL REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 24 DELLA LEGGE 240/2010 MODIFICA AL REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 24 DELLA LEGGE 240/2010 Emanato con D.R. n. 12097 del 5.6.2012 Pubblicato all Albo Ufficiale dell Ateneo

Dettagli

Il modello dell impresa del futuro I nuovi strumenti finanziari 1 2 N O V E M B R E 2 0 1 0

Il modello dell impresa del futuro I nuovi strumenti finanziari 1 2 N O V E M B R E 2 0 1 0 Il modello dell impresa del futuro I nuovi strumenti 1 2 N O V E M B R E 2 0 1 0 Indice Necessità di cambiamento nella gestione delle imprese Pag. 3 Gli strumenti e i titoli di debito Le fonti normative

Dettagli

Dati generali: Documento di identità valido del dichiarante. Tessera per l assistenza sanitaria attestante eventuali patologie che danno diritto all

Dati generali: Documento di identità valido del dichiarante. Tessera per l assistenza sanitaria attestante eventuali patologie che danno diritto all Dati generali: Documento di identità valido del dichiarante. Tessera per l assistenza sanitaria attestante eventuali patologie che danno diritto all esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria

Dettagli

SOCIETÀ DI CAPITALI Caratteristiche La fase costitutiva

SOCIETÀ DI CAPITALI Caratteristiche La fase costitutiva SOCIETÀ DI CAPITALI Società per azioni (S.p.A.) Società a responsabilità limitata (S.r.l.) Società a responsabilità limitata semplificata (S.r.l.s.) Società in accomandita per azioni (S.a.p.A.) Società

Dettagli

AMMORTAMENTI (COMPRESI ONERI PLURIENNALI) LEASING INTERESSI PASSIVI

AMMORTAMENTI (COMPRESI ONERI PLURIENNALI) LEASING INTERESSI PASSIVI AMMORTAMENTI (COMPRESI ONERI PLURIENNALI) LEASING INTERESSI PASSIVI 1 L AMMORTAMENTO (NOZIONE GIURIDICA) il costo delle immobilizzazioni, materiali ed immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO

CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO Studio n. 5486/I Natura giuridica e disciplina delle società di mutuo soccorso Destinato alla Sezione Materiali della Rivista Studi e Materiali Quaderni semestrali ABSTRACTS

Dettagli

decreto legge 11 dicembre 2012, n. 216;

decreto legge 11 dicembre 2012, n. 216; MOD.99/01 VISTO il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, recante "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza

Dettagli

IRPEF, conguaglio 2014 Le procedure da seguire per effettuare correttamente i calcoli

IRPEF, conguaglio 2014 Le procedure da seguire per effettuare correttamente i calcoli IRPEF, conguaglio 2014 Le procedure da seguire per effettuare correttamente i calcoli Ecco qui di seguito, una sintesi della normativa generale che regola le operazioni relative al conguaglio di fine anno.

Dettagli

Circolare n. 7 del 19 maggio 2014

Circolare n. 7 del 19 maggio 2014 Circolare n. 7 del 19 maggio 2014 Bonus IRPEF: chiarimenti dell Agenzia delle Entrate Indice 1. Premessa 2. Soggetti beneficiari 2.1 Possesso di redditi di lavoro dipendente o di alcuni redditi assimilati

Dettagli

III. Informazioni per il contribuente

III. Informazioni per il contribuente III. Informazioni per il contribuente La Certificazione Unica 2015 dei sostituti d imposta, contenente i dati relativi ai redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati e ai redditi di lavoro autonomo,

Dettagli

Nota integrativa al Bilancio al 31 Dicembre 2012

Nota integrativa al Bilancio al 31 Dicembre 2012 Nota integrativa al Bilancio al 31 Dicembre 2012 Introduzione Ai sensi delle disposizioni contenute nel Codice Civile in tema di bilancio di esercizio e in ottemperanza a quanto previsto dall art. 2427,

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 14 DELLA LEGGE 230/05

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 14 DELLA LEGGE 230/05 Emanato con D.R. n. 301 del 16/4/2009, modificato con D.R. 57 del 3/02/2010 REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DI RICERCATORI CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 14 DELLA LEGGE 230/05

Dettagli

DEFINIZIONE DI RISTORNO E NORMATIVA DI RIFERIMENTO

DEFINIZIONE DI RISTORNO E NORMATIVA DI RIFERIMENTO Sezione prima - Aspetti gestionali Definizione di ristorno e normativa di riferimento DEFINIZIONE DI RISTORNO E NORMATIVA DI RIFERIMENTO Codice civile, art. 2545-sexies - Ristorni [1] L atto costitutivo

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO DEGLI UTENTI ALLE PRESTAZIONI E DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO. Articolo 1 Oggetto del Regolamento

REGOLAMENTO PER L ACCESSO DEGLI UTENTI ALLE PRESTAZIONI E DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO. Articolo 1 Oggetto del Regolamento REGOLAMENTO PER L ACCESSO DEGLI UTENTI ALLE PRESTAZIONI E DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO Articolo 1 Oggetto del Regolamento Il presente Regolamento disciplina le modalità di determinazione della quota

Dettagli

NOTA TECNICA SUL PIANO CASA

NOTA TECNICA SUL PIANO CASA NOTA TECNICA SUL PIANO CASA L art. 11 della legge 133/08 ha inteso rilanciare un Piano Casa per realizzare un offerta di alloggi in proprietà e in locazione prima casa nelle aree di bisogno abitativo,

Dettagli

COMUNE DI CARVICO (Provincia di Bergamo)

COMUNE DI CARVICO (Provincia di Bergamo) COMUNE DI CARVICO (Provincia di Bergamo) REGOLAMENTO COMUNALE PER LA VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE Art. 1 Oggetto del regolamento Il presente

Dettagli

LA MANOVRA ESTIVA 2008

LA MANOVRA ESTIVA 2008 Seminario LA MANOVRA ESTIVA 2008 Arezzo 8 ottobre 2008 Lucca 9 ottobre 2008 Firenze 14 ottobre 2008 D.L. n. 112/2008 Le modifiche alla fiscalità di banche e assicurazioni, delle imprese petrolifere e delle

Dettagli

E' NOSTRA - SOCIETA' COOPERATIVA

E' NOSTRA - SOCIETA' COOPERATIVA E' NOSTRA - SOCIETA' COOPERATIVA Sede in RACCONIGI PIAZZA VITTORIO EMANUELE II 1 Codice Fiscale 03556900045 - Numero Rea CN 299760 P.I.: 03556900045 Capitale Sociale Euro 20875.00 Forma giuridica: Società

Dettagli

Titoli obbligazionari

Titoli obbligazionari 1 Titoli obbligazionari Emissione Se la legge o lo statuto non dispongono diversamente, l'emissione di obbligazioni è deliberata dagli amministratori. In ogni caso la deliberazione di emissione deve risultare

Dettagli

a cura dello Studio de Strobel - Forti (Consulenza Societaria e Tributaria) - Roma, Via Montello, 20

a cura dello Studio de Strobel - Forti (Consulenza Societaria e Tributaria) - Roma, Via Montello, 20 Scadenze fiscali Principali adempimenti di carattere fiscale e previdenziale per i Professionisti e le Società in genere in scadenza nel periodo compreso dal 1 gennaio al 31 febbraio 2013. a cura dello

Dettagli