Società russe: raccolti all estero prestiti per centinaia di miliardi di dollari

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1 N.32 A cura de Il Sole 24 ORE S.p.A. in collaborazione con Banca Intesa N settembre 2006 QUINDICINALE D INFORMAZIONE PER INVESTIRE IN RUSSIA E NELLE REPUBBLICHE DELLA CSI Sommario EDITORIALE 1. Società russe: raccolti all estero prestiti per centinaia di miliardi di dollari APPROFONDIMENTI 3. In Russia al via i primi tecnoparchi TREND E MERCATI 6. Il mercato di succhi d i f r u t t a dell Ucraina GUIDA PRATICA 9. La re pubblica de i Komi MERCATI FINANZIARI 12. Il mercato azionario russo verso quota mille miliardi di Usd LEGGI E NORME 15. La certificazione obbligatoria degli impianti industriali DA IL SOLE 24 ORE 17. Una selezione di articoli, pubblicati sulle pagine de Il Sole 24 ORE BUSINESS CENTER 28. Investimenti e collaborazioni industriali 31. Proposte commerciali CALENDARIO FIERE : fiere internazionali in Russia nel settore dei mobili e di design Società russe: raccolti all estero prestiti per centinaia di miliardi di dollari Allarme della Banca cen trale: l accesso incontrollato alle risorse finanziarie internazionali alimenta l inflazione e favorisce l apprezzamento del rublo - La fuga di capitali ha invertito la rotta: nel 2007 l afflusso netto di capitali in Russia dovrebbe superare i 12 miliardi di dollari a Banca centrale ha lanciato un duro L monito alle società e agli is tituti di credito del Paese, a ffinché sia no più prude nti nel rivolgersi pe r otte nere ris orse fina nziarie s ui merca ti globali de l debito. Nel momento in cui il Governo cerca di rimborsa re in a nticipo i debiti es teri della Russia - il 21 agosto scorso è stato saldato al Club di Parigi il debito di ol tre 22 miliardi di dollari - le società e le banche del Paese accedono senza farsi scrupoli alle risorse finanziarie straniere. Finora l indebitame nto complessivo delle socie tà russe ha superato i 200 miliardi di dollari. Secondo il vicegovernatore dell istituto centrale russ o, Alexej Uliukaev, il ricorso s frenato alle ris orse finanziarie straniere alimenta l inflazione e favorisce l eccessivo apprezzamento del rublo. Mentre la Banca centrale continua a riba dire che a lla fine del 2006 il tasso d inflazione non dovrebbe s upe rare l 8,5% (come pre vis to dalla Finanziaria russa), il ministro dell Economia, Gherman Gref, ha ipotizzato che ques t a nno la corsa de i prezzi possa raggiungere il 9-9,5 per cento. Per ridurre gli appetiti finanziari delle socie tà, la Banca ce ntrale ha obbliga to gli is tituti di credito russ i a riservare, nell ambito delle opera zione le ga te all ottenimento dei prestiti all es tero, il 3,5% dell ammontare del credito previsto, e non più il 2% come in precedenza. Ques ta mis ura dovrebbe permettere di s terilizzare otto miliardi di rubli. «Speriamo che le banche ci pe nsino più volte prima di rivolgersi per un prestito all estero», ha dichiarato Uliukaev. Nella prima metà dell anno i pres titi otte - nuti all es te ro dalle banche e dalle azie nde del Paese hanno superato 12 miliardi di dollari. Secondo Uliukaev, praticamente tutta ques ta massa di denaro non è arrivata al settore reale dell economia russa, ma è finita invece sui mercati valutario e a zionario del Paese. Ques te dichiara zioni s ono s ta te contes ta te da alcune ba nche commerciali russe. La maggior parte dei crediti, ottenuti all es tero è s tata tras for- Come è cresciuta la massa monetaria in Russia nel 2006 (miliardi di rubli) Fonte: Tsentroba nk 6360,1 6169,4 6045,6 5842,9 5919,6 6693,1 7092,3 7252,4 gennaio febbraio marzo apr ile maggio giugno luglio agosto

2 L andamento delle Adr di Gazprom alla Lse (1 Adr = 4 azioni) Fonte: Gazprom mata in investimenti nell industria russa sotto forma di leas ing o di crediti, ha dichiarato il rappresentante dell Associazione a sos tegno delle Pmi, Dina Krylova, se - condo il qua le oltre alle ba nche anche le imprese piccole e medie riescono ad ottenere dei credi ti direttamente sui mercati stranieri del capitale. Mentre le società e le aziende russe hanno raccolto all estero circa 140 miliardi di dollari, la quota delle banche ha raggiunto i 65 miliardi. Oltre alla corsa dei prezzi, la massa di denaro che banche e aziende russe stanno raccogliendo all es tero, favorisce l apprezzamento del rublo, il cui cors o rispetto al paniere bivalutario ( euro-dollaro ) della Banca centrale è aumentato dall inizio dell a nno di oltre l 8 per cento. L apprezzamento eccessivo della divisa nazionale russa sta colpendo duramente gli interessi dei settori che riescono ancora a competere con i concorrenti stranieri. In primo luogo ne soffrono l industria dell auto e i produttori di macchinari altamente tecnologici. Come conseguenza, nel le importazioni in Russia di macchinari e attrezzature tecnologiche hanno s uperato di oltre tre volte l import di generi alimenta ri. In ogni cas o, una conse gue nza de lle importazioni massicce di macchine utensili e di macchinari è anche il rilancio tecnologico dell indus tria russa. In bas e alla Le gge fina nzia ria rus sa del 2006 l apprezzamento del rublo non dovrebbe superare il 9% su scala annua. Secondo le stime di alcuni analisti indipendenti nel 2006 l afflusso netto di capitali in Russia potrebbe raggiungere 8-10 miliardi di dollari. Continuano ad aumentare i debiti che gli Stati stranieri stanno accumulando nei confronti della Russia. Secondo il ministero delle Finanze, i de biti s ovra ni vers o la Russia hanno superato quota 69 miliardi di dollari. Tra i debitori ci sono molti Paesi in via di sviluppo: in pa rticola re i debiti a ccumula ti con il Governo russ o da ll Ira k e dalla Corea del Nord ammontano rispettivamente a 9,4 miliardi e a 4,4 miliardi di dollari. Gli altri maggiori debi tori della Russia s ono Siria, Cina, Vie tna m, India, Algeria, Albania. La maggior parte dei debi ti scaduti risale ancora ai tempi sovietici e furono stati erogati prima del Tra i Paesi della Csi il maggiore debito nei confronti de lla Russ ia è s ta to a ccumula to dall Ucraina (1,5 miliardi di dollari). Il debito dell Uzbe kis ta n è s tima to in 670 milioni di dollari, quello de lla Bieloruss ia in 361 milioni, mentre i debiti complessivi dei Pae - si della Comunità di Stati indipendenti hanno raggiunto i 3,3 miliardi di dollari. In primo luogo s i tratta di crediti, concessi dalla Russia alle repubbliche ex sovietiche per le importazioni di energia (petrolio, gas, elettricità) e di macchinari. L a fflusso di presti ti dall estero e di petrodolla ri ha da to una spinta alla crescita del merca to a zionario: in a gos to la capitalizzazione di mercato delle azioni quotate alle Borse russe ha raggiunto i 947 miliardi di dollari, s upe ra ndo del 15% la capitalizza zione dei merca ti azionari de lla Corea del Sud. Il principale indicatore rus - so, l indice Rts nei primi otto mesi del 2006 è cresciuto di circa il 90 per cento, mentre le azioni di Gazprom hanno gua - dagnato il 60 per cento. Gli investitori cominciano a scordarsi della crisi le ga ta a lla ba nca rotta di Yukos e ora le regole del gioco sono de tta te da Ga zprom (la ca pita lizzazione di me rca to oscilla intorno ai 300 miliardi di dollari) e da Rosneft, protagonista di una Ipo-record alla London s tock e xchange. Notiziario dai mercati Csi Editoriale 2

3 Russia: decollano i primi tecnoparchi con il sostegno del Governo Stanziati per il 2007 dal bilancio russo due miliardi di rubli (75 milioni di dollari) per lo sviluppo delle It-oasi - Altre risorse dai budget regionali - Secondo i programmi, per il 2011 il settore dovrà raggiungere i più elevati standard internazionali opo aver lanciato in Russia un D sis te ma di Z one economiche s peciali (Zes), il Governo di Mikhail Fradkov ha varato un programma in base al quale nei prossimi mesi saranno costituiti i primi te cnoparchi, le zone des tina te a favorire nel Paese lo sviluppo delle te cnologie informa tiche. Già l 11 ge nnaio del 2005 il presidente Vladimir Putin definì la costituzione dei tecnoparchi una priorità economica nazionale. La realizzazione del progetto è stata rallentata da quello concorrente sulle Zes (varata dalla Duma di Stato nell estate del 2005, la legge ha preso in conside razione poco o niente gli interessi del settore It). Di conseguenza, soltanto quattro progetti del settore It sono riusciti a rientrare nelle Zes (Zelenograd, Dubna, San Pietroburgo e Tomsk). Dopo un altro monito da parte de l Cremlino, s olo nel marzo del 2006 il Governo ha approvato un progra mma spe ciale per lo s viluppo dei te cnopa rchi. Ma il programma, e labora to dal ministero delle Telecomunicazioni ha definito soltanto le re gioni in cui sara nno costituiti i primi. Alla fine di agosto, nel corso di una sessione speciale il Governo ha aperto una linea di finanziame nto pe r il proge tto dei te cnopa rchi, s ta nziando fino al ,3 miliardi di rubli (un miliardo di dollari circa), ovvero il 20% di tutti i finanziamenti necessari. Per la realizzazione del progetto di It-parchi sara nno eroga ti nel 2007 due miliardi di rubli dal budget federale, mentre altri 1,74 miliardi dovranno arrivare dai bilanci re gionali. Pe r primi sa ra nno cos tituiti se tte tecnoparchi che avranno sede a Chernogolovka (regione di Mosca), a San Pietroburgo, a Novosibirsk, nella regione di Nizhnij Novgorod, in Ta tars tan e nella regione di Tjumen e a Obninsk, nella regione di Kaluga. Si prevede che nel 2007 verranno destinati gli adeguati appezzamenti di terreno, quindi per la fine del inizio del 2008 i primi sette tecnoparchi dovranno cominciare a funzionare realmente. Evidentemente, la realizzazione del proge tto sarà impresa ardua senza il sos tegno fina nziario delle maggi ori società private del settore innovativo. Il ministero delle Telecomunicazioni intende otte nere ne i prossimi mesi, da parte delle maggiori socie tà internazionali che operano in Russia impegni, scri tti a partecipare agli inves timenti per la Approfondimenti Finanziamenti pubblici e i reali costi dei primi sette tecnoparchi russi (rubli) Regione Fina nzia mento pubblico Cos to de ll intero proge tto Chernogolovka (regione di Mosca) 170 mln. 6 mlrd. San Pietroburgo 420 mln. 3,4 mlrd. Novosibirs k 680 mln. 4,4 mlrd. Regione di Nizhnij Novgorod 650 mln. 3,1 mlrd. Tatarstan 420 mln. 2,9 mlrd. Obninsk, regione di Kaluga 600 mln. 3 mlrd. Fonte: Governo della Russia 3

4 Progetto di un tecnoparco a San Pietroburgo cos tituzione dei tecnoparchi. Tra le socie tà con cui il Governo ha già raggiunto intese concrete ci s ono Intel, Hewlett-Packard, Ibm e Sun Microsys tems. Parallelamente, saranno cos tituite delle s trutture organizzative che selezioneranno le società incaricate della realizzazione pratica dei progetti e coordineranno i lavori. La realizzazione del progetto per il tecnoparco a Chernogolovka è sta ta a ffida ta alla società Cogni tive Tecnologies. Gli esperti del Cremlino sostengono che la costituzione dei parchi tecnologici potrà dare una accelerazione allo sviluppo dei settori innovativi del Paese. Per il 2011 la produzione dei parchi tecnologici dovrà raggiungere i 127 miliardi di dollari l anno, con la creazione di 75mila dei nuovi pos ti di la voro. La costituzione dei tecnoparchi influenzerà positivamente lo sviluppo delle alte tecnologie e dei corrisponde nti se ttori dell economia nazionale, favorirà l aumento della produttività in tutti i se ttori indus triali, perme tte rà di usare con maggiore efficienza le ris orse umane e materiali, ha sottolineato il premier Mikhail Fradkov. Secondo il vicepresidente della società finanziaria Sistema, Denis Muratov, la cos ti tuzione dei tecnoparchi susci ta l interesse degli investitori strategici internazionali, perché la partecipazione finanziaria dello Stato russo riduce gli eventuali rischi legati alla realizzazione di progetti sul territorio della Russia. Ma la cos ti tuzione dei te cnoparchi deve svolgersi in pa rallelo a lla cos tituzione (con le partecipazioni finanziarie statali) dei fondi di venture capital, la cui gestione dev essere affidata alle società private. La cos tituzione dei primi tecnoparchi dovrà accelerare lo sviluppo del settore delle piccole e medie imprese, un processo che in Russia sta segnando il passo. Il Cremlino vorrebbe approfittare delle relazioni di partenariato s trategico con l Italia, un Paese particolarmente esperto nel sostegno alle Pmi. Infatti, i parchi It sono pa rticolarmente a da tti per lo sviluppo delle piccole aziende che, dal canto loro, sono in grado di predisporre in tempi rapidi tutte le infras trutture di cui necessitano e che si avvantaggeranno della prese nza nella s tessa zona di socie tà dell indotto e dei servizi. La Russia si avvale volentieri delle esperienze italiane in molti settori, tra cui quello dell energia. In particolare, la Russia e il Comitato organizzatore di Rome il 20 Congresso mondiale dell Energia che si terrà a Roma nel novembre ha nno ra ggiunto a Mosca un accordo per gara ntire la presenza ai lavori di rappresentanti russi ai massimi livelli delle istituzioni, oltre che delle imprese pubbliche e private del settore energetico. Come ha dichiara to Chicco Tes ta, presidente di Rome 2007 : «L accordo firma to dimos tra l importanza del parte naria to italo-russo nel se ttore energetico. Sono sicuro che il Congresso mondiale dell e nergia sia un ottima occas ione pe r cons olidare la coopera zione s trategica tra i due Paesi, ma s oprattutto per proseguire il process o di inves timenti che le nos tre impres e ha nno da te mpo avviato in Russia». Al 20 Congresso mondiale dell energia è previs ta la partecipazione di delegati provenienti da oltre 100 Paesi. Nel 2006 è s tata regis trato un aumento senza pre cedenti de gli i nterscambi commerciali tra Russia e Italia. Secondo l ambas ciatore italiano a Mosca, Vittorio Claudio Surdo, se verrà mantenuto il trend positivo maturato nei primi tre trimestri del 2006, alla fine dell anno il commercio italo-russo dovrebbe totalizzare 20 miliardi di euro. Di mese in mese aumenta il numero dei ponti che collegano le industrie italiane all immenso mercato russ o. Nel 2006 in Russia è ritornata la Fiat che, insieme alla Severs tal, il coloss o metallurgico russ o, oltre a importare vetture italiane in Russia, sta per lanciare due nuove produzioni. Approfondimenti 4

5 Sempre più attive sono anche le Associazioni di categoria e le Unione degli industriali: nel 2006 a Mosca è s tata inaugura ta una pia ttaforma logistica destinata a consolidare le imprese varesine già presenti nel Paese e ad accompagnare quelle che intendono lanciare in Russia un attività propria, dal commercio alla produzione industriale, alla costituzione di joint-venture con partner russi. L Unione degli industriali di Varese ha cos tituito a Mosca una s truttura che sarà messa a piena dis posizione delle imprese varesi ne e combi ne rà funzioni di rappresentanza, di piattaforma logis tica e anche di show room,. Nella sua iniziativa l Unione de gli indus triali è s ta ta a ffianca ta da Ba nca Intesa che, tra mite una propria s ussidia ria russa, la Za o Ba nca Intesa (al momento l unico istituto di credito italiano con la licenza operativa della Banca centrale russa), potrà interpretare in modo moderno ed efficace la collaborazione tra il settore bancario e le imprese impegnate a lanciare in Russia progetti innovativi e concreti. Un altro pa rtne r de l proge tto dell Unione degli indus tria li di Vares e è il cons orzio export-import Provex, che ricercherà a Mosca una soluzione logistica all altezza del prestigio del prodotto i taliano, e sele zionerà il personale in gra do di ges tire l attività dell ufficio e dello show-room. Da Mosca, il Punto Russia, come è stata battzzata l iniziativa, diventerà anche un trampolino di la ncio verso ulte riori grandi città tra cui San Pietroburgo, Nizhnij Novgorod, Eka terinburg. Secondo il presidente dell Unione degli industriali della Provincia di Varese, Alberto Ribolla, «la Russia è un me rca to meno e ffervescente di que llo cinese ma più a ffidabile in te rmini di continuità». In ogni caso, si tratta di un mercato di grandi potenzialità, ricettivo e alquanto promettente, in cui il made in Italy viene conside ra to come il principa le te rmine di paragone nei confronti di tutti i prodotti di importazione. Notiziario dai mercati Csi Approfondimenti 5

6 Ucraina: il mercato di succhi di frutta il primato va all arancia Grande potenziale di crescita - Preferenze anche per i succhi di pomodoro e di mela - Soltanto il 5% dei consumatori ucraini beve succhi tutti i giorni l mercato di s ucchi di frutta in Ucraina I ha iniziato a svilupparsi attivamente soltanto dopo il 1995, l anno in cui è s tato regis trato un balzo quali ta tivo nell offerta di prodotti di alta qualità e, di conseguenza, si è avuta una notevole crescita dei consumi. Dal 1995 la produzione di succhi di frutta in Ucraina cres ce a un ritmo medio del 20-25% all anno. Nel 2005 (l ultimo dato disponibile) il volume del me rca to ucraino di succhi è s tato s timato in 589mila tonnellate. Il mercato ucraino di succhi è diviso tra 345 società, mentre l 84% di succhi è prodotto da sei maggiori produttori. La prima trojka è composta da Sandora (ТМ Sandora, Sandora Gold), da Vitmark Ucraina (TM Jaffa, Sokovita), da Erlan (TM Biola). Le quote di mercato di queste tre società sono rispettivamente del 38%, 22% e 8 per ce nto. Tra gli altri ope ra tori più importanti ci sono le società Vinnfruit, Nidan Plus e Nikolaevskij, che controllano rispettivamente il 4,3%, il 4,1% e il 3,1 per cento del mercato. Secondo gli a nalis ti, ques te proporzioni s ono tipiche dei se ttori in via di s viluppo, che ha nno buone pros pe ttive di cres cita. Aumentano rapidamente le quantità di s ucchi di frutta cons uma te dagli ucraini: mentre nel 2001 il consumo medio annuo pro ca pite era s ta to pari a s oli tre litri, nel 2005 un ucraino ha cons uma to in me dia otto litri di succo. Evidentemente, ques ti cons umi possono sembrare troppo modes ti rispetto alla media europea, che va ria da 15 a 42 litri di succhi pe r pers ona, ma per l Ucraina la crescita di cinque litri in meno di qua ttro anni può essere definita come notevole. Materia prima Nella produzione di succhi in Ucraina vengono usati principalmente concentrati surgelati d importazione: è il sistema più economico, che perme tte di non s upe rare i limi ti impos ti dalla bassa capaci tà Trend e mercati Produzione dei succhi in Ucraina Altri non misti 14,90% Agrumi 0,40% Misti di ortaggi 0,60% Pompelmo 0,90% Frutta mista 35,80% Uva 1,10% Ananas 2,50% Arancia 8,80% Mela 10,20% Altri ortaggi 11,80% Pomodoro 12,90% Fonte: Age nzia Promnews 6

7 Dazi d acquis to, di cui soffre ancora la maggior pa rte del la popolazi one del Paese. Un eccezione è rappresentata dai succhi di mela e di pomodoro, che vengono prodotti in Ucraina con materie prime fresche locali. Praticamente. tutti i produttori ucraini usano i concentrati di succhi di origine tedesca di Dohler Group, Rudolf Wild GmbH&Co, Etol SK s.r.o., della multinazionale Cargill BV, della società israeliana Gan-Shmuel Foods Ltd e di alcune altre s ocietà es tere. Invece, per la produzione di succhi di mela vengono usati i concentrati prodotti in Ucraina dalla società mista ucraino-austriaca Podillja-Obst, mentre per la produzione di succhi di pomodoro viene usa to il concentrato prodotto dalla società ucraina Chumak. La tassa doga nale a pplica ta s ull import di concentrati di succhi di frutta in Ucraina varia dal 2% al 30%, ma non può essere inferiore a 0,05 euro - 0,5 euro al litro, a seconda del tipo di concentrato (surgela to, s uperconce ntra to, con zucche ro). Per esempio, il dazio doga nale applicato all import di concentrato di succo di arancia, pompelmo, agrumi e ananas è il 2% del prezzo dichiarato, comunque non inferiore a 0,05 euro al litro. Produzione Nel 2004 in Ucraina sono stati prodotti tonnellate di succhi di frutta e di ortaggi, ovvero il 17,7% in più rispetto ai risultati registrati nel Invece, nella prima metà del 2005 le aziende ucraine hanno prodotto tonnellate di succhi ( tonnellate rispetto al corrispondente periodo del 2004), per raggiungere alla fine dell anno quota 589mila tonnellate. Preferenze dei consumatori La trojka dei succhi preferiti dai consumatori ucraini è piuttosto tra diziona le e d è compos ta da s ucchi di arancia, di pomodoro e di mela. Questa s ce lta è de tta ta dalla ba ssa ca pa cità di acquisto dei consumatori ucraini che scelgono succhi della fascia bassa dei prezzi. Invece, s ono meno richies ti i succhi d importazione dai gusti esotici. I succhi naturali non mescolati costituiscono il 51,7% della produzione complessiva in Ucraina (arancia, pomodoro, mela). La produzione dei succhi misti ammonta al 36,4% del totale. I succhi mis ti vengono ottenuti con la spremi tura simultanea di alcune materie prime, oppure mescolando alcuni succhi gi à pronti. Tra i succhi mix più popolari tra i consumatori in Ucraina ci sono mela-uva, mela-pera, mela-carota, albicocca-prugna e multivitaminico. I succhi di frutta misti costituiscono il 35,8% di tutti i succhi misti prodotti in Ucraina. Nel in Ucraina è stata re gis tra ta una di mi nuzi one de lla produzione di succhi di pompelmo, di uva e di mela (rispettivamente -31%, -26% e -18%). Invece, è aumentata la produzione di succo di arancia e di pomodoro. Trend e mercati La struttura dei consumi di succhi in Ucraina Premium 25% Super/premium 2% Economici 38% Media 35% Fonte: Age nzia Promnews 7

8 Concorrenza Vis to il notevole pote nziale di crescita del mercato ucraino di succhi, i produttori russi cercano di aumentarvi la propria presenza: in particolare sono molto attivi Wimm-Bill-Dann, il maggiore produttore di succhi di frutta e di la tticini della Russia, Lebedjanskij, Belgorodskij e Parmalat Russia. Prezzi Per quel che riguarda le fasce dei prezzi per litro, il mercato dei s ucchi di frutta in Ucraina è diviso in questo modo: la fascia bassa è stimata in 3,06-3,6 grivna (0,6-0,71 dollari); la fascia media è tra 3,70-4,70 grivna per un litro (0,72-0,92 dollari); la fascia alta (premium) è tra 4,80-7,86 grivna (0,94-1,54 dollari). la fas cia s upe r-pre mium da 7,90 grivna (1,6 dollari). Consumi La maggior parte dei succhi di frutta in Ucraina viene consumata dagli abitanti dei maggiori centri urba ni (con popolazione vici na o s upe riore a un mili one di persone). I succhi delle fasce basse e me dia sono pre fe ri ti dal 73% dei consumatori ucraini, di cui il 38% si perme tte di comprare succhi più economici. mentre il 35% arriva alla fascia media. Il 25% dispone di mezzi sufficienti per acquistare succhi della fas cia premium (fino a 1,54 dollari per un litro), me ntre s olta nto il 2% dei consumatori ucraini si può permettere il luss o di be re s ucchi che cos ta no più di 1,6 dollari al litro. I consumatori più frequenti sono persone di e tà compresa tra i 30 e i 40 anni, pe r la maggior parte sposati, con figli. In ogni cas o, appena il 5% de gli ucra ini beve ogni giorno succhi di frutta. Il 20% cons uma s ucchi più volte la settimana, mentre il 19% una vol ta ogni sette gi orni. Il res tante 60% beve s ucchi non più di 2-3 volte al mese. Previsioni Per il 2006 è previs to un notevole a umento de i consumi di s ucchi in Ucraina (+25%). In primo luogo cresceranno del 25-30% i consumi di succhi in confezioni Pet. Mentre nel 2004 i succhi in confezioni Pet arrivavano a circa il 5% dei consumi, nel 2005 l indice è salito al 15%. Due maggiori produttori, Sandora e Erlan, hanno investito oltre 40 milioni di dollari nei nuovi stabilimenti, specializzati in produzione di succhi in confezioni Pe t. È previs to lo sbarco sul mercato dei nuovi succhi della fascia private label : sara nno prodotti des tina ti alle ca te ne di supermerca ti, inna nzitutto per conto della Metro Cash & Carry. Notiziario dai mercati Csi Trend e mercati 8

9 Lo sviluppo della repubblica dei Komi la base su petrolio, gas e legname a repubblica dei L Komi (così si chiama l etnia locale) si trova nella parte nordest del Distre tto federale nordoccidentale della Russia. La repubblica occupa un territorio di chilometri quadrati, ovvero il 2,4% della Russia. È una regione settentrionale: la temperatura media annuale è di un solo grado sopra lo zero, mentre nelle zone più a nord la temperatura media non s upera i meno 6i gradi centigradi l anno. Nella repubblica vivono 1,1 milioni di persone: soltanto 2,5 abitanti per chilome tro qua dra to. La capitale della repubblica è la città di Syktyvkar (mappa a pag. 11): ha abitanti e dista da Mosca circa mille chilometri. Il sottosuolo della repubblica è ricco di ma terie prime come gas e pe trolio. Inoltre, la Komi possiede il 40% di tutte le fores te de lla pa rte europea de lla Russia. Di consegue nza, l indus tria del le gna me è determinante per lo sviluppo dell economia e partecipa con il 17% all intera produzione industriale della repubblica. Il prodotto interno lordo della regione è stato nel 2005 di185,2 miliardi di rubli (141,9 miliardi nel 2004). Vale a dire che il Pil locale è a ume nta to nel 2005 de l 6,8 per cento. Il pes o de l Pil della repubblica dei Komi ammonta all 1% del Pil della Russia. La produzione industriale della regione è dominata dalla produzione di materie prime (57,8%) dai settori manifatturieri (30,5%), dalla produzione e dalla dis tribuzione di energia elettrica, di gas e di acqua (11,6%). Nel 2005 la produzione indus triale è aumenta ta del 3,8%rispetto all anno precedente, mentre la produzione di materie prime è salita del 5,3 per cento. Il fatturato dell indus tria è aumentato nel 2005 del 48,6%, raggiungendo quota 163,7 miliardi di rubli. Questa crescita è s ta ta de te rmina ta dall a umento del 9,1% della produzione di greggi o e dagli a ume nti de i pre zzi pe troliferi sui me rca ti internazionali. La produzione di legname è aumentata nel 2005 del 6,2 per cento. Guida pratica La struttura del Pil della repubblica dei Komi Altro 19% Industria 41% Sanità 3% Istruzione 3% Commercio e ristorazione 10% Agricoltura 2% Trasporti e telecom 13% Costruzioni 9% Fonte: Amministrazione Komi 9

10 Invece, è diminui ta la produzione di carbone (-11,2%) e di macchinari (- 22,8%). Il potenziale delle risorse di materie prime nel s ottos uolo della re pubblica dei Komi ammonta all 8% dell intero potenziale di materie prime della Russia. Nel sottos uoli della repubblica dei Komi si trovano pe trolio, gas, bauxi te, ti tani o, oro. Rispetto al volume totale delle riserve russe, quelle della repubblica dei Komi ammonta no al 3% pe r qua nto riguarda il greggio, al 4,5% per il ca rbone, al 10,2% per il manganese, al 30% per il bauxite, al 49,5% per il titanio. Rispetto alle riserve/ produzione di idrocarburi la repubblica dei Komi è la principale base produttiva del Paese. La produzione di pe trolio e di gas na turale è concentrata presso 83 giacimenti, le cui riserve provate ed estraibili sono stimate in 465,1 milioni di tonnellate per il petrolio e in 155,5 miliardi di me tri cubi per il gas metano. I quattro maggiori giacimenti di idrocarburi sono Usinskoe, Vozejskoe, Verhnevozejskoe, Yaregskoe. Nel 2005 sono state prodotte 17,3 milioni di tonnellate di greggio (+13,8% sul 2004). Un altro importante settore dell indus tria re gionale è quella del le gna me, che però può produrre prodotti di bassa qualità (data la posizione geografica estrema della repubblica). L industria del legname produce sopra ttutto sega ti di pino, cellulosa e carta. Nel 2005 sono a umenta ti i volumi di produzione di ca rta e di cellulosa (+2,3% per la carta e dell 1,2% per il cartone sul 2004). La crescita è stata determinata in primo luogo da una favorevole congiuntura sui mercati internazionali. Nel 2005 la re gione ha es porta to 5,9 milioni di me tri cubi di le gna me. La produzione di sega ti di legno è aumentata nel 2005 del 4%, quella di pannelli di legno compensato del 16,3%, di pannelli di legno truciolato del 9,3%. Nel 2005 nella repubblica sono arrivati circa 130 milioni di dollari di inves timenti esteri: il doppio del La struttura di i nves timenti es te ri è domi na ta dai crediti eroga ti dai pa rtner s tra nieri a quelli russi. Sta cambiando la struttura degli inves timenti es teri a favore di quelli diretti che, dallo 0,4% del 2004 sono aumenta ti al 16% del Il 18% degli investimenti nel 2005 è stato da porta foglio. La parte principale di inves time nti es teri è arrivata all industria della carta e della cell ulosa (78%), alla produzione di petrolio e di gas (5,9%), alla prospe zione geologica di nuovi giacimenti (4,4%) e Guida pratica Produzione di greggio (milioni di tonnellate) e di gas (miliardi di metri cubi) 18 17, , ,2 11,4 12,4 13, ,1 4,1 3,7 3,8 3,7 3, Fonte: Amministrazione Komi Greggio Gas 10

11 alle telecomunicazioni (3,6%). Attua lme nte, nella repubblica dei Komi operano tre banche commerciali regionali con una rete di sette filiali sul territorio repubblicano e con altri due filiali a Mosca.Nella regione operano, inoltre, 13 filiali di ba nche di Mos ca e di alcune altre città del Paese e 16 filiali della Sberbank della Russia. Il settore bancario della repubblica si sviluppa a ritmi stabili e veloci. Nel primo trimestre del 2006 il volume delle ris orse fina nziarie a disposizione delle ba nche della repubblica dei Komi è aumentato di 1,7 miliardi di rubli rispetto al trimestre precedente (+5,7%), per raggiungere quota 32,3 miliardi di rubli. Il 63,6% delle attività bancarie è costituito dai depositi della popola zione, i conti correnti delle persone giuridiche rappresentano il 15,1 per cento. Nel primo trimes tre del 2006 gli is tituti di credito della repubblica hanno erogato pres titi pe r 16,2 miliardi di rubli (+30,9% rispe tto allo s tesso periodo de l 2005), di cui 9,8 miliardi di rubli sono stati erogati al settore reale dell economia regionale. Le ba nche della re pubblica s offrono di alcuni problemi: un troppo lento aumento della capitalizzazione di mercato, una base fina nzia ria poco equilibra ta (i mezzi propri delle banche ra ggiungono a ppe na il 7% delle attività). La s truttura dei crediti erogati è dominata dai prestiti a brevissimo termine: il 34,4% dei cre diti è s ta to e roga to per un periodo di 30 giorni, il 52,8% pe r un periodo fino a un anno, mentre soltanto il 12,8% è s ta to concess o pe r un periodo s upe riore a un anno. Guida pratica Presidente della repubblica dei Komi, Vladimir Torlopov Russia Repubblica dei Komi, g. Syktyvkar, ul.kommunis tiches kaja,9 Tel: +7 (8212) , , Fax: +7 (8212) Presidente della repubblica dei Komi Vladimir Torlopov Ministero dell Economia Russia g. Syktyvkar, Ul. Internazionalnaja, 108 Tel: +7 (8212) Fax: +7 (8212) Notiziario dai mercati Csi in collaborazione con l Amministrazione della Repubblica dei Komi 11

12 I l m e r c a t o a z i o n a r i o r u s s o vicino ai mille miliardi di dollari Raggiunto il livello record per i mercati emergenti - Entusiasmo degli investitori alimentato dal rally del greggio - Fuori dal settore energetico la disponibilità di titoli interessanti è molto limitata a capitalizzazione del mercato L azionario russo si è avvicinata alla quota di mille miliardi di dollari. È la cifra record per tutti i mercati emergenti mondiali. Il volume complessivo dei titoli quotati sulle piazze russe ha superato del 15% que llo delle a zioni dei merca ti della Corea del Sud. Il principale indicatore della situazione dei mercati azionari russi, l indice della Borsa di Mosca RTS, nel 2005 era cresciuto dell 80% e nel periodo gennaio-agosto è aumentato ancora di oltre il 50 per cento, mentre i titoli di Gazprom nello s tesso periodo hanno guadagnato il 60 per cento. I maggiori investitori globali, compresi i fondi più reazionari (pensionistici), stanno dimenticando gradualmente la crisi provocata dalla bancarotta della società petrolifera Yukos. Attualmente, lo sviluppo del mercato azionario russo è determinato dal colosso statale Gazprom, la cui capitalizzazione di mercato oscilla intorno ai 300 miliardi di dollari. Inoltre, una spinta alla crescita dei mercati russi è stata data dalla società petrolifera statale, Rosneft, che è riuscita a collocare con successo nell ambito di un Ipo i propri titoli alla Borsa di Londra. Secondo Jacob Grapengisser, della East Capital Asset Management, la Russia dispone di un enorme potenziale di cres cita, mentre una sempre più stabile situazione politica ed economica perme tte di guardare il futuro con fiducia non solo agli investitori, ma anche alla gente comune. Tutta via, il benessere finanziario del Paese è basato esclusivamente sulla corsa inarres tabile dei prezzi del pe troli o: negli ul timi ci nque anni la quotazione del petrolio del marchio Urals, esportato dalla Russia, è aumentata del 164 per cento. Cresce l utile netto delle società petrolifere, aumentano gli introiti del budget russo. I petrodollari permettono di ridurre l indebitamento del Paese, il 21 agosto scorso la Russia ha rimborsato al Club di Parigi più di 22 miliardi di dollari, pagando anche un bonus di un miliardo, di cui 700 milioni sono andati alla Germania, il Paese più esposto nei confronti della Russia. La cresci ta russa proseguirà dunque la propria corsa fino a quando continuerà a crescere il pre zzo de l greggio. Una o più battute d arresto sono ipotizzabili, ma nel medio termine il mercato della Russia continuerà a s uperare molti altri mercati emergenti. Allo stesso tempo, molti analisti puntano sulla molto scarsa disponibilità di asset interessanti nei settori al di fuori del comparto energetico (petrolio e gas). Tra i più richiesti ci sono i titoli del monopolio elettrico Rao-Ues, Norils k Nickel, Sberbank, Mobile Telesystems e Cherkizovo (agroalimentare). Indice Rts Mercati finanziari 12

13 Indice Rts 2 Ma la corsa del mercato azionario russo, surriscaldato dai balzi verso l alto del petrolio, pre occupa da te mpo le autorità economiche e finanziarie del Paese, che come il minis tro dell Economia, Gherman Gref, temono una bolla di sapone alle Borse russe. Invece, gli analisti occidentali sostengono che gli imprevisti negativi sono possibili soltanto se la corsa dei prezzi del greggio invertirà la rotta, oppure ci sarà una sorpresa alle elezioni presidenziali russe nel I due rischi principali sono, dunque, il pe trolio meno caro e il successore di Vladimir Putin. Anche ques ti interroga tivi s ono piuttos to re la tivi: il gre ggio potrà sce ndere un po, mentre nessuno dubita ormai che anche alle legislative del dicembre del 2007 il partito pro-putin, Russia unità, riuscirà di nuovo a conquistare la maggioranza alla Duma di Sta to (la Camera bassa del Parlamento russo) per garantire il s uccesso del candidato scelto dal presidente attuale alla consultazione del ma rzo Un altro gross o problema che fre na lo sviluppo qualitativo del mercato azionario russo è legato alla penuria di idee di investimento fresche e originali. Le notizie che influenzano la situa zione del me rca to sono legate a Gazprom e alla realizzazione di alcuni progetti globali, tra cui la cos truzione dell oleodotto transiberiano vers o le cos te del Pacifico e de l gas dotto de l Bal ti co (Russi a - Germania). In ques ta situazione, l aumento delle contrattazione nel settore dei ti toli di seconda fila è s ta ta interpretata dagli analis ti come una testimonianza della reale crescita economica de lla Russia. Secondo le s time degli analisti della J.P.Morgan, quello russo è il migliore mercato emergente del mondo in questo periodo, e può offrire agli investitori un economia stabile, molti soldi e rischi politici ridotti al minimo. Quindi, per le azioni russe bisogna pagare più che per gli a naloghi asse t s u altri mercati emergenti. In base a un analisi della J.P.Morgan ( Russia: Is a premium valuation justified? ) alla fi ne del 2006 il rapporto tra la ca pitalizzazione del merca to a ziona rio russo e i rendimenti delle società quotate (il coefficiente P/E) dovrebbe superare del 4,7% lo stesso indice medio di altri mercati emergenti, mentre nel 2007 il coefficiente P/E russo dovre bbe superare gli a naloghi indica tori nel resto del mondo ancora del 20,9 per cento. Tra i vantaggi più evidenti che piazzano la Russia davanti a tutti gli altri mercati emergenti ci sono il rafforzamento del corso del rubl o ris pe tto al pa niere bivalutari o dollaro-euro della Banca centrale del Paese, più un tasso d inflazione molto alto (del 9-9,5% alla fine del 2006). Questi due fattori fa voris cono la crescita dei merca ti aziona ri: tutti coloro che vogliono guadagnare realmente non hanno un alternativa a quella di investire in azioni delle società russe. Attualmente i fondi collettivi gestiscono 6,5 miliardi di dollari di investimenti, mentre per il gennaio prossimo il volume dei mezzi Indicatori della Borsa Rts di Mosca Mercati finanziari 13

14 accumulati dai fondi d investimento colle ttivi dovre bbe raggiungere il 10% dei depositi in rubli a ccumula ti dalle ba nche del Paese. Per investire in fondi collettivi i russi vendono attivamente i dollari: nel periodo gennaio-agosto il volume dei de posi ti denomina ti i n dollari della clientela privata delle banche russe è diminuito di 5,1 miliardi di dollari (stima della Tsentrobank della Russia). Dall inizio del 2006 presso i fondi colle ttivi sono s ta ti ape rti 350mila nuovi conti: 2,5 volte in più rispetto all inizio dell anno. Molti inves titori aprono più conti, ques to spiega perché il numero dei clienti dei fondi collettivi è di soli 175mila persone. Attualmente, s ul mercato azionario russo operano 400mila-500mila piccoli investitori privati: nel corso della prima Ipo di Rosneft, 115mila investitori privati, di cui il 75% non aveva avuto a che fare fino a quel momento con gli investimenti in titoli. I russi sempre più attivamente operano sul mercato azionario tramite i conti brocker: alla Borsa Micex di Mosca nel periodo gennaio-agosto sono stati aperti 186mila conti nuovi (+70% rispetto all inizio del 2006), mentre sul mercato a te rmine de lla Borsa Rts nel corrisponde nte periodo sono sta ti aperti 8mila conti (+80%). Nonos tante il fa tto che ne gli ultimi anni i fondi d investimento collettivi siano diventati molto più visibili sul mercato azionario, il sostegno degli investitori privati non è ancora sufficiente per L andamento del fondo d investimento collettivo KIT rendere il mercato russo più stabile. Nel momento in cui durante la recessione nel mese di maggio i mercati azionari europei ha nno perso l 8-10%, quello russo (l indice Rts) ha lascia to sul terre no quas i il 40 per cento. E questo perché la quota di piccoli investitori privati non ha superato ancora l 1% della popolazione totale. Il numero degli investitori privati in Russia è inferiore ris pe tto ai corris ponde nti indicatori dei Paesi Occidentali, ma è decisamente superiore alle ci fre che arrivano da altri Paesi del gruppo Bric, dove la massa della popolazione vive in povertà. Notiziario dai mercati Csi, su materiali J.P.Morgan, Tsentrobank, Rts Mercati finanziari NOTA BENE! Il Sole 24 ORE ( ) 14

15 La certificazione obbligatoria degli impianti industriali importati In base all articolo 14 della Legge della Fe dera zione russa «S ulla certificazione dei prodotti e dei servizi» del 10 giugno 1993, nelle condizioni dei contra tti (accordi) per la fornitura in Russia dei prodotti, sogge tti alla certi ficazione obbli ga toria, dev essere previs ta la presenza del certifica to e de l ma rchio che provino la corrispondenza del prodotto agli standard richiesti. I certificati e i marchi sopraindicati devono essere rilasciati o riconosciuti dagli organismi incaricati della Federazione russa. La certificazione dei macchinari e degli impianti indus triali viene effettuata sulla base delle Regole della certificazione, approvate dal decreto no. 25 del Comi ta to per la s tandardizza zi one Gosstandart della Russia (anche noto come Rosstandart) del 3 maggio Per svolgere la procedura della certificazione il richiedente deve inviare una richiesta (richiesta-dichiarazione) a un organismo compe tente i ncaricato di e ffe ttuare le certificazioni, prese nta ndo in allega to i docume nti seguenti (per macchinari e a ttrezza ture s traniere tradotti in russo): s tandard i nternazionale, regionale o nazionale (per attrezzature, macchinari e impianti s tranieri che verranno mess i in funzione in Russia); documenti di utilizzo tecnico di attrezzature, macchinari e impianti (des crizione te cnica, direzioni per installazione e uso tecnico, che devono comprendere la des crizione completa del sistema, gli schemi delle modalità di funzionamento, le caratteristiche tecniche, le norme di sicurezza durante l installazione e l utilizzo consecutivo, la descrizione della fornitura comple ta ); la specificazione, contenente l elenco dei tipi (modelli) concreti di attrezzature, macchinari e impianti, i numeri di serie di fa bbricazione, nomi e indirizzi dei produttori e lo schema tecnologico del collocamento di attrezzature, macchinari e impi anti s ul pos to dell utili zzo, concordato con il cliente (per attrezzature complesse, macchinari e impia nti e per le linee te cnologiche ); Al momento della certificazione, le procedure di controlli possono essere ridotte se il richiedente può presentare altre prove di conformità di attrezzature, macchinari e impianti agli s tandard vigenti. Nella sua richiesta di certificazione il richiedente ha il diritto di proporre uno schema della certificazione dalla lista stabilita dalla «Modalità di certificazione dei prodotti nella Federazione russa». In caso di una decisione negativa l organis mo incaricato di effettuare le certificazioni deve spiegare i motivi del proprio «no». Inol tre, è obbliga to a proporre uno schema alternativo sulla cui base verrà effettuata la certificazione. L organismo incaricato di effettuare le certificazioni ha il diritto di richiedere, in caso di necessità provata, delle informazioni e documentazioni tecniche supplementari, in grado di provare la conformità di attrezzature, macchinari e impianti alle norme e alle regole stabilite. L organismo incaricato di effettuare le certificazioni esamina la richiesta (richiesta-dichiarazione) per la certificazione di attrezzature, macchinari e impianti e informa il richiedente e il laboratori di prove in base a una forma stabilita. A seconda del tipo di attrezzature, macchinari e impianti e dello Logotipo della Rosstandart (Sistema degli standart statali della Russia) Leggi e norme 15

16 Un certificato di conformità di un impiant o elettrico allo standard russ o schema della ce rtifica zione nella de cisione dell organismo competente possono es se re indica te le condizioni pa rticola ri dello svolgime nto di prove e di collaudi di certificazione, le condizioni della messa in funzione di attrezzature, macchinari e impianti e lo svolgimento dei controlli successivi. Dopo aver ottenuto la delibera dell organismo compe tente, un labora tori o per collaudi elabora un programma di collaudi con l indicazione dei documenti di regolamentazione dei parametri di attrezzature, macchinari e impia nti che verranno colla uda ti, nonché del luogo dello svolgimento del collaudo. Successivamente, il programma dev essere concorda to con l organismo per le certificazioni. I collaudi di attrezzature, macchinari e impianti vengono effettuati dal personale di un laboratorio accreditato presso il luogo del richiedente oppure presso il luogo dell installazione di attrezzature, macchinari e impianti o analoghi. Gli impianti di misurazione che verranno utilizzati durante i collaudi devono essere controllati sulla base delle regole, stabilite nel Paese della produzione di attrezzature, ma cchinari e impia nti. I collaudi vengono effettuati da laboratori accreditati presso il Gosstandart della Russia s ulla base della indipendenza e /o di compe tenza tecnica. Un labora torio accreditato per la competenza tecnica, effettua i collaudi s otto il controllo di un rappresentante dell organismo per la certificazione, e a condizione della firma del protocollo dei collaudi dai rappresentanti incaricati del laboratorio e dell organismo incaricato di certificazione. La scelta dei campioni e la loro identificazione viene svolta dall organismo incaricato della certificazione, o s u s ua delega da un laboratorio di collaudo, o dagli organismi territoriali del Gosstandart della Russia. I collaudi per la certificazione di attrezzature, macchinari e impianti che devono essere assemblate in loco, vengono effe ttua te di regola su un campione. In caso di esito positivo di collaudo di a ttrezza ture, macchinari e impianti, l organis mo incarica to della certifica zione prende la decisione riguardo al rilascio al richiedente del certificato. L organismo deve preparare, regis trare e rilas ciare al richiedente il certificato e la licenza per il diritto d uso del marchio di corrispondenza. In caso di esito negativo del collaudo, l organis mo incarica to della certifica zione deve rilas ciare una decisione scritta con la motivazione. Notiziario dai mercati Csi Macchine utensili made in Italy, come questa della Sandya, godono di una doma nda alta e stabile in Rus sia Leggi e norme 16

17 Passera il concambio è corretto. L a.d. di Banca Intesa ribadisce la validità del prezzo fissato dagli advisor per l unione con il Sanpaolo A fine ottobre il piano industriale McCreevy elogia il deal e il nuovo corso Simone Filippe tti, Marigia Ma nga no CERNOBBIO. Dai nostri inviati Bastano due numeri a Corrado Passera per far capire, dal giardino di Villa d Este s ulle s ponde del lago di Como, il significato della megafusione tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi. «Oggi due delle prime quattro banche in Europa sono italiane, mentre solo l anno scorso la prima banca italiana in classifica era quindicesima» ha osserva to Passera nelle sue prime dichiarazioni da amminis tratore delega to in pe ctore del nuovo gruppo. S u un tema caldo e più concreto, come il concambio della discordia, invece, il banchiere mette a tacere le polemiche con una battuta fulminate: «è corretto». Eppure, nonostante lo sfoggio di tranquillità, i nodi da affrontare sono ancora tanti, a partire dallo s tesso concambio e dal futuro ruolo dei soci francesi di Credit Agricole. La verità è che la struttura della fusione è tutta da decidere e verificare nei s uoi dettagli. Tanto che nei corridoi della Villa si rincorrono voci e ipotesi: come quella della nomina di un altro a dvisor da pa rte del Sa npa olo Imi s ul conca mbio fino alla possibilità di un ritorno di Nextra in casa Banca Intesa. Intanto Passera ieri ha preferito volare alto, passando in rassegna la dote del matrimonio bancario destinato a rivoluzionare il sistema bancario internazionale. Ora finalmente, ammette soddisfatto il banchiere a margine del workshop Ambrosetti, l Italia torna a giocare un ruolo di primo piano: «E un operazione bellissima» ha esordito Passe ra con la promessa di prese ntare il piano di fusione entro ottobre. «L idea dei campioni nazionali è passata, oggi ci vogliono campioni e urope i» ha osserva to il mana ger s ottolinea ndo che quello che si celebrerà sarà un matrimonio «tra due banche già forti, non una grande e una piccola, e che arriva al momento giusto». La filos ofia che ha ispirato il progetto Sa npa olo Intesa è quella di «una comune visione» tra due soggetti uguali che è stata realizzata «grazie agli azionisti e ai presidenti». E il messaggio sotteso è chiaro: le fusioni hanno senso solo se sono condivise e sono operazioni amichevoli.così si superano i campanilismi e personalismi, in«un Paese dove spesso si dice che non sappiamo metterci assieme»:invece il caso di Sanpaolo e Intesa è la dimos trazione che «si sa mettere il progetto prima delle pers one». La strada, tuttavia, non sarà facile e il cammino «è impegnativo». L agenda è già fissata: nei prossimi due mesi «si lavorerà alle ca rte del pia no di fus ione, senza creare disagi per i clienti» e poi toccherà all assemblea mettere il sigillo definitivo e all Antitrus t dare i via libera necessari. Per fine ottobre, il piano di fusione dovrebbe essere pronto. Del piano farà parte anche Eurizon il polo assicura tivo del Sanpaolo Imi des tina to a d andare in Borsa, ha ass icurato Passera. Il mana ger, che si è poi tra ttenuto a colazione con il presidente della Bce Jean A.d. della nuova ba nca. Corrado Pas sera al suo arrivo ieri a Cernobbio per il Workshop Ambrosetti (ANSA) Da Il Sole 24 ORE 17

18 Claude Trichet, ha incassato anche il plauso del commissario alla concorrenza Charly McCreevy per la fusione con il Sa npa olo. Secondo McCree vy, il me rca to creditizio italiano, un tempo troppo prote tto, ha sperimenta to un deciso ca mbio di rotta ed è diventa to un esempio per il res to d Europa». Ma torniamo a Passera.Di fronte alle pole miche s ulla congruità del conca mbio e s ui ma lumori di qua lche s ocio, ve di le fondazioni azioniste della banca piemontese, Passera si è limitato a osservare che «il concambio è corretto, è s ta to propos to a ll unanimità da gli a dvis or e approva to dai cda». Eppure, rife riscono alcune indiscrezioni, gli azionisti della banca torinese avrebbero avanzato la richies ta di nominare un altro advisor per valutare il concambio, ma mancano conferme ufficiali. Anche s ul versante dei soci di Intesa si accavallano ipotesi, specie sul ruolo di Credit Agricole, oggi primo socio di Banca I ntesa e des tina to a s cendere al 9% pos tfusione: tra le idee prese in considerazi one ci sarebbe, secondo alcuni rumors, anche la possibilità che Intesa ricompri dai francesi Ne xtra, la divis ione di ris parmio ges tito ceduta a ll Agricole. La ba nque verte dal canto suo, con i proventi della vendita, acquisirebbe Cariparma, controllata da Intesa. Fantasia? Lo sapremo nelle prossime settimane. Banche. Risultato semestrale in crescita del 23% a 1,476 miliardi - Forte aumento dei crediti alla clientela (+10,7%) Intesa, l utile sfiora 1,5 miliardi Rivalutata la quota in Fiat - L Agricole: ridefiniremo la presenza in Italia - Rinviata a fine marzo 2007 l acquisizione dell ucraina Ukrsotsbank per una causa legale in corso negli Usa - La valutazione sale a 1,4 mld Da Il Sole 24 ORE MILANO A me tà guado del ma xi-proge tto di fusione con il Sanpaolo-Imi, Banca Intesa si presenta alle nozze con il futuro pa rtner aumentando significativamente l utile netto del gruppo nel primo semes tre del L isti tu to guida to dall amministratore dele ga to Corrado Passe ra ha supera to la boa di metà anno con un risultato netto consolidato di 1,476 miliardi di euro (+23%). In crescita tutti i più significativi aggregati reddituali: i proventi operativi netti (+8,7%) beneficiano dell aumento di interessi netti (+5,6%) e commissioni nette (+4,6%), ques te ultime a nche gra zie al s uccesso di fondi comuni in pa rtne rship con il Crédi t Agricole. Da segnalare, comunque, che l incremento più sostanzioso per il conto economico è quello che arriva dall attività di negoziazione (+58% a 531 milioni), che comprende anche i benefici contabili «delle interessenze azionarie in Fiat e Parmalat» (salite da 40 a 90 milioni). I costi operativi aumentano del 4,4% («in linea col pia no», sos tengono da Intesa ). E dal saldo tra ricavi e costi si giunge a un risultato della gestione operativa che cresce del 13,3% a 2,621 miliardi. Al saldo finale si arri va dopo gli accantonamenti a rischi ed oneri (che scendono di 100 milioni rispetto al semestre 2005) e rettifiche di valore su crediti (+60 milioni). A livello patrimoniale, gli impieghi alla clientela sono cresciuti a ritmi sostenuti (+10,6% a 176 miliardi). I crediti in sofferenza sono aumentati da 1,229 a 1,464 miliardi, ma l incidenza sui crediti complessivi res ta pa ri allo 0,8% e comunque con un grado di copertura del 67,5 per cento. In discreto aumento anche la massa amminis trata (+4,8% a 489 miliardi, di cui 194 miliardi di raccolta dire tta). Migliorame nti anche per i coefficienti patrimoniali (Core Tier 1 al 7,3% e indice di solvibilità al 10,3%), in entrambi i casi ben sopra i livelli suggeriti dalla Vigilanza. Al miglioramento dei 18

19 risul ta ti del gruppo presie duto da Giovanni Bazoli hanno contribuito posi tivame nte tutte le di visioni del gruppo, anche se va segnalata la significativa crescita della divisione corporate guidata da Gaetano Miccichè (+11,4% i proventi operativi) che migliora il suo apporto relativo ai conti del gruppo (il pes o sale dal 17 al 18%). Dinamiche non irrilevanti, tanto più nel momento in cui si entra nel vivo dei negoziati per la fus ione con un pa rtne r di peso come il Sa npa olo-imi. Aggregazione sul cui buon esito ormai vi s ono pochi dubbi, a nche se re s ta no da sciogliere alcuni nodi. A partire dalle ambizi oni del socio francese Crédi t Agricole. Ieri il direttore dello sviluppo internazionale dell is tituto francese, Jean- Frederic de Leusse ha dichiarato che la priorità del gruppo è quella di «ridefinire la sua linea s trategica in Italia». Il banchiere ha ricordato che la banca «ha dato il proprio assenso a continuare su questo progetto (la fusione Intesa- Sanpaolo, ndr), ma il Credit Agricole conserva un diritto di veto». C è tempo per trattare e per decidere. Cos ì come c è te mpo, e ieri il cda di Intesa ha de ciso di far s littare l operazione al massimo fino a marzo 2007, per l acquisizione della banca ucraina Ukrsotsbank (il cui valore è salito a 1,4 miliardi di dollari). Rinvio dovuto a una causa legale in corso negli Usa che coinvolge l is tituto ucraino. L operazione, in pratica, sarà chiusa, si le gge in una nota di Intesa, non a ppe na «il caso sarà risolto in via definitiva e in modo soddisfacente». per l istituto di Cà de Sass. Al. G. Congiuntura. Il primo semestre si è chiuso con un passivo record di 14,3 miliardi, di cui 1,6 accumulati in giugno Il caro greggio soffoca l export Da Il Sole 24 ORE Bilancia commerciale in attivo per 11,5 miliardi senza i prodotti energetici Di Giulia Crivelli Un rosso di 1,625 miliardi di euro in giugno e di 14,373 nei primi sei mesi dell anno: le cifre del deficit commerciale italiano sono - come dice l economista Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison - «impressionanti». Non ta nto pe r il sa ldo finale tra importazioni e esportazioni, ma per l incide nza della compone nte e nerge tica, senza la quale la bilancia commerciale del nostro Paese sarebbe largamente in attivo, trainata dai settori manifatturieri più classici, come il tessile, e dalla meccanica. Il saldo lega to all e nergia è s ta to nega tivo per 3,962 miliardi in giugno e per 25,931 miliardi nel primo semestre e ha fatto sprofondare quello complessivo, che altrimenti sarebbe stato positivo per, rispettivamente, 2,337 e 11,558 miliardi, in miglioramento rispetto al 2005 in entrambi i casi. «La buona notizia è la capacità di reazione delle nostre imprese - spiega Fortis -. L attivo dell indus tria meccanica è stato di quasi 4 miliardi nel solo mese di giugno e anche il tessile-abbigliamento e le calzature, pur in sofferenza, continuano a fare la loro parte, con un sa ldo positivo di 915 e 508 milioni di euro. Quando sento dire che questi due settori hanno fatto il loro tempo, mi viene da rispondere che non è possibile eliminarli se non si trova una compone nte i n gra do di assicurarci quasi un miliardo e mezzo di attivo sulla bilancia commerciale. I saldi attivi, in altre parole, s ono in aumento e i se ttori che perdevano quote hanno ridotto i margini di eros ione, come nel cas o dei mobili. Res tiamo pur se mpre il Paese con il più alto tasso di esportazioni dopo la Germania. E se avessimo un paio di colossi dell a uto, un big pla ye r de lla 19

20 chimica e l equivalente della Siemens potremmo tranquillamente superare i te deschi». La realtà è che la completa dipendenza dalle importazioni per quanto riguarda l energia «incide pesantemente sulla competitività del nostro Paese», sottolinea lo s tesso Fortis. «Non ci sono s oluzioni di breve periodo: i rigassifica tori, che comunque impie gheranno a nni per andare a regime, risolvono solo in parte il problema. L I talia paga la ma nca ta diversificazione delle fonti e la rinuncia al nucleare: Germania e Spagna ad esempio possono contare su numerose centrali a ca rbone, la Francia su quelle nucleari». Non potremmo - verdi e soci dei vari club Nimby permettendo - cos truire anche noi nuove centrali a carbone? «Il primo problema è ammortizzare il costo degli impia nti: gli altri Paesi lo ha nno già fa tto, noi dovremmo iniziare da zero e questo abbasserebbe di parecchio la redditività delle nuove centralii. Il secondo è che anche il carbone è molto aumentato». Pie ro Rosina, es perto di ene rgia e se nior partner della socie tà di cons ulenza Value Pa rtners, indica una poss ibile s trada per cambiare, almeno in parte, la situazione: «Se guardiamo agli scambi con la Russia, un Paese da cui importiamo praticamente solo gas, vediamo che il valore medio delle importazi oni è aumenta to del 43,6% nei primi cinque mesi del 2006 rispetto al I volumi però sono diminuiti dell 11,3%: questo significa che c è stato un notevole aumento dei prezzi - spiega l economis ta -. Una pol i tica e nerge tica comune dell Unione potrebbe avere effetti positivi sui costi del gas: negoziare da soli con la Russia è un conto, farlo insieme a Francia e Germania, ad esempio, sare bbe un altro». Ammesso che Bruxelles riesca a mettere a punto una politica energetica, i problemi dell Ita lia res ta no. «Anche pe rché il prezzo di molti prodotti energetici è in dollari e il cambio con l euro ultimamente ci ha favoriti. Il rosso avrebbe potuto essere maggiore. Non credo comunque - concl ude Rosina - che ci si de bba disperare: i dati mos trano che la crescita esiste, che le nostre imprese riescono a essere competitive nonos tante i maggiori cos ti energe tici che devono s os tene re. Ciò non toglie che l Italia dovrebbe darsi una politica energetica diversa, puntando alla diversificazione delle fonti e facendo un serio ripensamento sul nucleare». IL PESO DELL ENERGIA -14, ,558 Rosso in miliardi di euro Nel primo semestre dell anno le es porta zi oni ha nno di gran l unga superato le importazioni, facendo cres cere il deficit della bilancia commerciale, che nel solo mese di giugno è s ta to di 1,625 miliardi. Saldo al ne tto de ll energia Al netto della componente energia la bilancia commerciale del primo semestre sare bbe in a ttivo pe r quasi 12 miliardi di euro, in migliorame nto di circa un miliardo ris petto allo s tess o periodo del Da Il Sole 24 ORE L alluminio kazako piace a Sual MOSCA La russa Sual, secondo produttore locale di alluminio dopo Rusal, ha pos to le basi per cos truire in Kazakhs tan una fonderia da 500mila tonn. annue di metallo. Il Ka za khs ta n produce più di 1,5 milioni di tonn. di allumina ma attualmente non ha fonderie per trasformarla in alluminio. Uno studio preliminare di fattibilità sarà completato entro marzo, ma intanto Sual ha siglato una bozza d intesa con l americana Aes per assicurare all impianto adeguate ed economiche forniture di energia elettrica provenienti da Nurenergoservice, s ussidia ria ka za ka di Aes. Di Sual, controllata da Viktor Vekselberg e Len Blavatnik, si dice anche sia pronta a fondersi con la Rusal di Oleg Deripas ka per dare vita al numero uno mondiale dell alluminio. 20

21 SETTORI EMERGENTI - L INDUSTRIA DELLA DIFESA Esportazioni record di armi russe Testa a testa con la concorrenza Usa e contratti miliardari nei Pvs - Vendite per 6,2 miliardi di dollari nel Cina e India i maggiori acquirenti di sistemi navali - Accordo per produrre il Kalashnikov anche in Venezuela Sergio A. Rossi MOSCA Tempi duri per il Pentagono sul mercato mondiale degli armamenti. Tra poco l ormai famoso fucile mitragliatore Akm, in arte Kalashnikov, sarà prodotto quasi alle soglie di casa, in Venezuela, e soprattutto esportato negli altri Paesi dell America La tina, Medio Orie nte, Africa e Asia. Il contratto di fine luglio firmato a Mosca durante la visita del presidente Hugo Chavez al Cremlino, prevede infatti la cos truzione in Vene zue la di una fabbrica di mitra AK-103, s u licenza delle Officine meccaniche di Izhe vs k, in Udmurtia, per un valore che supera i 200 milioni di dollari. Ma questa è soltanto la punta dell iceberg delle esportazioni russe di armamenti, che nel 2005 hanno superato il record di 6,1 miliardi di dollari, con un portafoglio ordini annunciato sui 17 miliardi. In effetti, i dati cumulativi del Sipri di Stoccolma sul triennio danno la Russia al secondo posto per le forniture di armamenti (che differis cono dalla firma dei contratti export, spesso pluriennali), con quasi 17,8 miliardi di dollari e il 29,6% del mercato mondiale, pra ticame nte a un s offio da l 30,1% de gli Usa, con i loro 18 miliardi di dollari. Il terzo esportatore mondiale, la Francia, segue molto staccato, con il 10,3% e 6,1 miliardi di dollari. L Italia è invece all ottavo pos to, con forniture di armi di 1,3 miliardi di dollari e il 2,2% del mercato. Nei soli primi sette mesi del 2006, la Russia ha infatti portato a casa almeno due grossi contra tti miliardari con i Paesi emergenti. Ha incominciato in marzo lo s tesso Putin a d Algeri, con un contra tto da 1,5 miliardi di dollari per la fornitura di 36 cacciabombardieri Mig-29 SMT, con un opzione per ulteriori venti, mentre altre forniture condurranno a un totale di 3,5 miliardi. È venuto poi in luglio il contratto ve nezuela no, per un valore tota le di be n 3,5 miliardi di dollari, che include 24 caccia Sukhoi SU-30 (1,5 miliardi) e 53 elicotteri vari di tipo Mil-Mi (circa 200 milioni di dollari), oltre ai Kalashnikov, a sistemi antiaerei Top-M1, a pattugliatori navali e probabilmente anche un s ottomarino della class e Amur. Inoltre, proprio in a gosto sono emerse voci insis tenti di un poss ibile primo contra tto in assoluto tra Russia e Argentina. Il contra tto potre bbe arrivare e ntro l autunno, e anche se non miliardario, potrebbe includere la fornitura di elicotteri Mi -17 e Mi35M, pattugliatori navali missilistici veloci, sistemi di difesa aerea tipo Tungus ka, e altre armi leggere. Vi sono molte premesse perché anche il 2006 sia un anno positivo per l export di armi russe, anche se non come il 2005, conclus osi con un contratto in dicembre per la fornitura di quasi 1 miliardo di dollari di sistemi di difesa all Iran. Cosa che non è piaciuta per nulla a Washington, e che fa dire a Tel Aviv che alcuni Stati clienti della Russia in Medio Oriente, come appunto Iran e Siria, rifornire bbe ro di a rmi gli He zbolla h in Liba no. Nel 2005 la Russia ha venduto nel mondo Il complesso missilistico S-300 Da Il Sole 24 ORE 21

22 soprattutto sistemi navali, con il 45% dell e xport, se guiti da gli aerei (38,3%) e poi dai sistemi di difesa antiaerea e mezzi terrestri. La Cina è sta ta il maggiore acquirente, con 6 sottomarini dieselelettrici della classe Kilo e un cacciatorpediniere Sovremenny, per un totale di 2,2 miliardi di dollari, seguita dall India, con un sottomarino Kilo armato di complessi missilistici Club-S, un unità da sbarco a cuscino d aria Murena, ma soprattutto 5 kit per la produzione su licenza dei cacciabombardieri Sukhoi SU- 30MKI. Infine, nel contesto mondiale non bisogna dimenticare, che accanto al commercio legale (circa 22 miliardi di dollari nel 2005) vi sono le vendite clandestine, in particolare di armi leggere, sulle quali è assai difficile reperire dati affidabili. Uno de gl i e sempi pi ù vis tos i è quell o del l Ucrai na, dove le truppe russe, ritirandosi dopo il 1991, hanno lasciato armi e materiali militari per un valore stimato intorno ai miliardi di dollari, ma che nel giro di se tte anni sono scomparsi, secondo un i nchiesta del Parlamento di Kiev, in furti, vendite illegali a vari Paesi medio-orientali, africani e asia tici, o a nche pe r semplice a bba ndono e rottamazione. AI COMANDI NEI CIELI Lo zar dell aeronautica Il numero uno dell industria aeronautica russa s i chia ma Ale xei Fe dorov, 54 anni, da marzo capo della Oak, che riunisce i grandi produttori del settore, da Mig a Tupolev a Irkut a Sukhoi. É l uomo a cui il presidente russo Putin ha consegnato un mandato preciso: aumentare la produzione di due volte e mezzo entro il Da Il Sole 24 ORE SETTORI EMERGENTI - LE NUOVE ROTTE DELL AUTOMOTIVE Mosca vuole auto estere Produttori alle grandi manovre: annunciati sei stabilimenti Sergio A. Rossi MOSCA Davanti ai palazzi del potere russo, le ormai poche e tradizionali Volga nere di se rvizio a ncora pa rche ggia te appartengono probabilmente a qualche burocrate di provincia in visita nella capitale. Ma a sfrecciare per le vie di Mosca sono soprattutto Bmw, Audi o Mercedes: il sintomo più vistoso del fatto che oggi quas i me tà de gli oltre 3 milioni di auto in circolazione nella capitale russa sono straniere, in termini statistici, il 45 per cento. Il boom sta continuando senza soste, perché nel 2006 saranno vendute almeno 1,8 milioni di auto nuove, di cui oltre 800mila straniere, contro 570mila vendute nel Il tutto per un valore previsto che supererà i miliardi di dollari. Ciò significa che le vendite di "inomarki", come chiamano i russi le auto straniere, aumenteranno del 38-40%: ai primi pos ti Hyundai, Toyota, Ford, Daewoo, Rena ult, Nissa n. S olo nella prima metà del 2006 il mercato dell auto è cresciuto del 15,6%, ma le vendite di auto russe sono diminuite del 5,1% e 22

23 cos tituiscono oggi il 42,9% del merca to. L a utomobile non è più un luss o pe r s oli ricchi - Lamborghini ha appe na a perto il suo show-room a Barvihka, villaggio reside nziale Vip nei dintorni di Mos ca - ma diventa accessibile alla classe mediobassa. Merito anche del forte sviluppo del credito al consumo: nel 2005, il 34-35% delle auto sono state acquistate a rate, contro il 22% dell anno prima. Prospettive interessanti Nei prossimi quattro anni gli inves timenti in nuove fabbriche di montaggi o di automobili in Russia di progettazione s traniera o mista saranno di circa 2 miliardi di dollari, e ques to tipo di produzione aumenterà dalle 205mila ve tture del 2006 a be n oltre 500mila, ha detto il primo settembre Andrei Reus, viceministro dell industria e dell energia. Gli annunci di almeno sei nuovi stabilimenti si sono susseguiti negli scorsi mesi: l ultimo è quello di Fiat-Severstal, che nel 2007 sarà pronta a montare presso lo stabilimento Kamaz, in Tatarstan, 24mila Fiat Albea all anno, e 75mila Ducato a Elabuga. Volkswagen a fine maggio, Nissan e Toyota ancor prima, a veva no confe rma to il prossimo avvio di fabbriche di montaggio in Russia, mentre Ford e Re na ult-avtoframos potenziera nno le linee di produzione esistenti. Infine, gli indiani della Mahindra intendono ugualmente montare auto in Russia, come i cinesi della Grea t Wall, che pe rò s ta nno a ncora ne gozia ndo i necessa ri permessi. Il boom dell auto, con un parco che dovrà cres cere da gli odierni 25 milioni fino a d almeno 30 milioni di vetture entro il 2010, favorisce anche l importazione di compone ntis tica, cresciuta ques t a nno del 65%, di autoaccessori (56%) e di autoattrezzature (9-11%). A Mos ca, dal 2001 al 2005 sono state aperti fra garage e officine di riparazione, e le autorità municipali ne s tanno promuovendo l ulte riore cres cita, con un piano, entro il 2007, per aumentarne il livello dei servizi. Anche le imprese italiane stanno aumentando le esportazioni di componentistica (+54,4%) e accessori (di ol tre 3 vol te), ma la nos tra quota di mercato rimane modes ta (s ul 2%). FIAT Albea Da Il Sole 24 ORE Auto. Offensiva del Lingotto a Est Fiat torna in Russia e punta al 5% del mercato in quattro anni Dal 1 settembre il via alle vendite in tutto il Paese L obiettivo è raggiungere quota 80mila vetture immatricolatee Vladimir Sapozhnikov MOSCA Conquistare entro il 2010 almeno il 5% del mercato russ o dell auto, con 80mila vetture vendute all anno. È questo l obiettivo strategico che si è posto il s uper-tandem Fiat e Severs tal Auto, il "braccio" automobilistico del colosso metallurgico russo. Le vendite cominceranno il 1 settembre prossimo ed entro la fine dell anno la casa torinese prevede di vendere in Russia auto, me ntre nel 2007 le conse gne dovre bbero totalizzare vetture. Secondo il responsabile per le attività internazionali di Fiat Auto, Alfredo Altavilla, «si tratta di un ulteriore passo in ava nti nella s tra te gia di globa lizzazione, di ingresso nei merca ti che hanno un alto potenziale di sviluppo, sia dal punto di vista industriale, sia dal 23

24 punto di vista commerciale». Per crescere più rapidamente possibile sul mercato della Russia, oltre alle importazioni di massa di vetture, che a ndra nno dalle Grande Punto, a lle Pa nda, alle Croma e alle New Doblo, il Lingotto in Russia lancerà anche due produzioni autonome. Alla fabbrica dei camion, Ka ma z, cos truita alla fine de gli a nni 70 con un a ttiva pa rte cipa zione de lla s tessa Fia t, già nei prossimi mes i comincera nno a essere assemblate - con componenti in arrivo dalla Turchia - le Fia t Albea, (ve rsione 3 volumi della world car Pa lio). Entro la fine de l 2006 in Russia sara nno assemblate 900 Fiat Albea, mentre per il 2007 il target è di 24mila vetture prodotte. Inoltre nel corso del 2007 la Severs tal Auto dovrebbe dare il via, in contemporanea alla Turchia, alla produzione di una nuova berlina Fia t, per ora contrassegnata dalla sigla D200. Ma sono ancora più elevati gli obiettivi che Fiat e Severstal hanno assegnato alla fa bbrica dell a uto di Elabuga, in Ta tars tan, dove già a partire dalla fine del 2007 verranno prodotti veicoli commerciali Ducato. «Si tratterà di una fabbrica vera e propria, con un pieno ciclo produttivo che comprenderà anche la stampatura», ha detto l a.d. di Severstal Auto, Vadim Shevzov, secondo cui una parte dei furgoni Duca to "made in Russia" (a partire dal 2009 ne saranno prodotti 75mila all anno) potrà essere esportata. Le ve ndite sa ranno accompa gna te da una campagna pubblicitaria che costerà a Severs tal 12 milioni di dollari. In tutto il Paese sono già state aperte 35 show room (il numero salirà a 50 nel 2007). «Essere presente in Russia è ormai un obbligo per tutte le maggiori case automobilistiche del mondo», ha dichiarato il responsabile di marketing e di vendite di Fiat Auto, Luca De Meo. Nel 2005 le importazioni di automobili in Russia sono cresciute del 43,7% rispetto all anno precedente, salendo a quota 774mila, mentre le previsioni per il 2006 pa rla no di 1,2 milioni di ve tture importate. I piani della Fiat in Russia giungono in un momento di forte vivacità dell interscambio. Secondo l ambasciatore italia no a Mos ca, Vittorio Claudio S urdo, se negli ultimi mesi di quest anno sarà conservato il trend pos itivo, maturato nei primi tre trimestri del 2006, alla fine dell anno il commercio italo-russo dovrebbe totalizzare 20 miliardi di euro. Da Il Sole 24 ORE Le vie del petrolio. Raggiunta un intesa con Mosca Via libera all oleodotto che collegherà la Bulgaria alla Grecia La pipeline, in discussione da 14 anni, sarà lunga 280 chilometri e collegherà Burgas sul mar Nero con Alessandropoli sull Egeo Vladimir Sapozhnikov MOSCA Entro la fine del 2006 Russia, Grecia e Bulgaria s igle ranno un a ccordo s tra te gico sulla costruzione di un nuovo oleodotto di 280 chilometri, che potrà trasportare fino a 800mila barili di gre ggio russo a l giorno, dal porto bulgaro di Burgas al terminale petrolifero nei pressi della città greca di Alessandropoli, sull Egeo. È questo il principale risultato di un summit-lampo ieri ad Atene tra i presidenti della Grecia, Costas Karamnlis, della Russia, Vladimir Putin, e della Bulgaria, Georgi Parvanov, che s ono finalmente riusciti a porre la parola "fine" ai dibattiti politici, durati quasi 14 anni. In base a un accordo pre limina re (quello de fini tivo è previs to per la fine di quest anno), la costruzione dell oleodotto da 700 milioni di euro sarà affidata a un cons orzio che include, oltre alle socie tà petroli fere Chevron, Tnk-Bp, Lukoil e Rosneft, il monopolio statale Gazprom, 24

25 quello specializzato nella costruzione di pipeline Transneft, la nuova società Oil Pipeline Burgas-Alessandropoli (jointventure tra Universal Terminal Burgas e Bulga rga z cos tituita a d hoc da l Gove rno di Sofia). Il 51% del consorzio dovrebbe appartenere alla Russia, mentre Bulgaria e Grecia dovre bbe ro a ccontenta rsi ciascuna del 24,5 per cento. L oleodotto sarà rifornito di greggio russo e dovrà permettere di ris olvere in parte il problema dello s tre tto del Bosforo, sempre più intasa to dal tra ffico di petroliere. I ritardi vengono a costare alle major petrolifere un miliardo di dollari all anno. Ma l oleodotto Burgas- Alessandropoli, la cui consegna è prevista per il 2009, sarà in concorrenza con quello appena costruito tra Baku (Azerbaijan) e Ceyhan (Turchia), che senza passare per il territorio russo, dovrà ri fornire i Paesi del Medi terraneo di 300mila-400mila barili di greggio al giorno. La troj ka energeti ca compos ta dall oleodotto Burgas-Alessandropoli, da quello Baku-Ceyhan e dal gasdotto russ o- turco "Blue Stream", cos truito da Saipem (Eni), dovrebbero permettere di rendere meno acuto il problema di penuria dell energia in Italia e in altri Paesi del Sud e urope o. Mosca in campo contro la Shell La società anglo-olandese citata in giudizio per violazioni ambientali - A rischio un investimento da 20 miliardi di dollari Sissi Bellomo Oltre un miliardo di barili di greggio e mezzo miliardo di metri cubi di gas na turale. Le riserve di idrocarburi recupera bili da i gia cime nti di S a khalin-2 non sono certo un inezia. E il Cremlino, che da sempre si mangia le mani per la miopia con cui ha lasciato il progetto interamente in mani straniere, adesso potrebbe aver decis o di forzare la mano. Non occorre un eccesso di malizia per spiegare così la decisione del ministro russo delle Ris orse naturali, Jurij Trutnev, che ieri ha cita to in giudizio per violazioni a mbienta li la S hell e i s uoi pa rtner nel consorzio Sa kha lin Energy, le gia pponesi Mi tsui e Mi ts ubishi. Se il tribunale moscovita rite rrà che vi sia no le basi per procedere, uno dei più ambiziosi (oltre che costosi e tormentati) progetti di sviluppo dell industria energetica mondiale potrebbe arenarsi. Con cons e guenze pesa nti per gli inves titori, che hanno già digerito il ra ddoppio della stima dei costi - all impressionante e forse a ncora provvis oria cifra di 20 milia rdi di dollari (di cui 7 per ricerche sull habitat di balene e salmoni) - e che con i lavori ormai comple ta ti al 75% s tava no a ppe na cominciando a gustarsi i profitti. Dal 99 il greggio ha comincia to a sgorgare dai pozzi di Piltun As tokhs koye e dagli attuali 80mila barili al giorno si dovrebbe presto salire ad almeno 180mila. Per il gas del vicino campo di Lunskoye i tempi saranno un po più lunghi, ma il consorzio - che fino a pochi giorni fa prome tte va di s pe dire il primo cargo di gas naturale liquefatto (Lng) nell estate ha già venduto a clienti giapponesi, sudcoreani e s tatuni tensi quasi il 90% della produzione a ttesa: 9,6 mili oni di tonnellate di Lng l a nno, equivalenti a circa un terzo dei consumi della Cina. Uno s top prolunga to a l proge tto sarebbe una sciagura soprattutto per Shell, non solo in quanto capofila del consorzio Sakhalin Energy (col 55%, contro il 25% di Mitsui e il 20% di Mitsubishi), ma a nche pe rché a due anni da llo s candalo delle riserve "gonfiate" la compagnia a nglo-ola ndese non potrebbe pe rme ttersi un tale danno, economico e d imma gine. Shell e i suoi partner quanto meno non sono stati colti di sorpresa. I rischi del progetto Sakhalin-2 non sono una novità: nume rose orga ni zzazi oni l ocal i e internazionali (tra cui anche il Wwf) hanno più vol te segnalato l estrema Da Il Sole 24 ORE 25

26 pericolosità di un eventuale perdita di pe trolio in un area dove il mare è ghiacciato per sei mesi l anno. Non solo. I kilometri di oleodotti necessari all opera (di cui già costruiti) attraversano oltre un migliaio di corsi d acqua, facendo temere per la riproduzione dei salmoni. Infi ne, le perforazioni a vve ngono in fondali marini che offrono nutrimento alle balene. Il cons orzio Sa kha lin Ene rgy ha fa tto di tutto per vincere le di ffidenze degli ambientalisti, non fos s altro che per soddis fare i criteri della Ba nca e uropea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), che in ottobre deciderà se assegnare un finanziamento di 500 milioni di dollari. Anche le autorità russe sembravano inizialmente s oddis fatte, tanto che nel 2003 approvarono lo studio di fattibilità che ora il Governo chiede ai giudici di bocciare. I guai col minis te ro de lle Ris orse - e in particolare con l occhiuto dire ttore dell Ispettora to per l ambiente, Oleg Mi tvol - risalgono a un periodo più recente: più o meno quello in cui il Cremlino ha cominciato a ricondurre s otto la s ua ala il petrolio e le altre materie prime di cui la Russia è ricca. Da circa un anno, Gazprom è in trattativa per ottenere una quota in Sakhalin-2, in cambio della metà di un giacimento siberiano di gas, a ncora in fase di esplorazione. Finora l accordo definitivo con Shell e soci non si è trovato. Ma da oggi la situazione è cambiata. La banca di Putin vuole un posto nel board nella Eads Aerei. A breve l incontro dei vertici Da Il Sole 24 ORE Vladimir Sapozhnikov MOSCA Globalizzazi one. È ques ta la parola d ordine pe r le socie tà russe, che vanno in gi ro per il mondo i n cerca di partecipazioni nei settori strategici. Ieri Vneshtorgbank (Vtb), il secondo maggiore istituto di credito russo controllato al 99,9% dallo Sta to, ha ufficialmente informato i vertici di European aeronautic a nd de fence Co. (Ea ds), il cons orzio che controlla Airbus, di aver ras trellato tramite una serie di audaci operazioni sui mercati internazionali il 4% del colosso aerospaziale paneuropeo. In seguito all a nnuncio, Vnes htorgba nk, il "braccio" fina nziario de l Cre mlino con 4,3 miliardi di dollari di capitali propri e con oltre 25 miliardi di attività controllate, ha chiesto un incontro urgente con i vertici del consorzio franco-tedesco «per discutere delle prospettive di una possibile collaborazione». Secondo il portavoce di Eads, Gaelle Pellerin, un primo incontro tra i top ma nage r di Vtb e del consorzio aerospaziale potrebbe essere organizzato &la breve». L operazione finanziaria senza precedenti condotta dalla Vtb avrà di certo una serie di conseguenze fondamentali per una maggiore inte gra zione della Russia ne lle s trutture economiche e industriali europee. Nel momento in cui le relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti sono scese a un nuovo minimo storico, il Cremlino punta sulla cooperazi one poli tica, economica e commerciale con la Ue: lo scorso mese in un discorso pronunciato di fronte ai vertici politici del Paese, il presidente russo, Vladimir Putin, aveva retrocesso gli Stati Uni ti al quarto pos to nelle pri ori tà 26

27 diplomatiche del Cremlino, dopo Europa, Ci na e I ndia. L importanza poli ticoeconomica della Ue aumenta a vista d occhio. L incidenza dei Paesi europei sul commercio estero russo ha raggiunto il 55 per cento, mentre quest anno l Italia con i 20 miliardi di euro di interscambi dovrà confermarsi al secondo posto, dopo la Germania, tra i maggiori partner commerciali della Russia. L interesse è reciproco: mentre Gazprom, Severs tal e altre ma ggiori s ocie tà russe discutono di M&A in Europa, a nche i big del Vecchio Continente vanno a caccia di nuove opportunità in Russia. Inoltre dopo un nuovo "no" di Washington alla richiesta russa di adesione all Organizzazione mondiale del commercio, la "spesa", fatta dalla Vtb evidentemente per conto del Cremlino, potrebbe mandare a picco i piani della Boeing riguardo alle vendite dei nuovi velivoli alle compagnie aeree russe. Ma la Russia ha già fatto intendere che chie derà un ruolo di rilievo al cda di Eads. S ta ndo a lle indiscrezioni che a rrivano dal Cremlino, la questione di una possibile partecipazione della Russia ai processi decisionali del consorzio europeo, sarà solleva ta dal preside nte Putin a l prossimo vertice trilaterale con il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il presidente francese, Jacques Chirac, in programma a Mosca nella seconda me tà del mese prossimo. Per avere un ruolo ne l boa rd la Russia deve ottenere l approvazione dei due soci di ma ggiora nza, Daimle rchrysler (22,5%) e Sogeade (22,5%). Dal canto suo un rappresentante dell Amministrazione presidenziale del Cremlino ha ricordato ieri che nel 2005 Eads aveva acquisito il 10% di Irkut, la società che produce aerei da combattimento "Sukhoj" e idrovolanti d avanguardia "Be-200". E il Governo russo inte nde offrire a Ea ds una partecipazione in Oak, un maxi gruppo aerospa ziale, nel quale per un de cre to di Putin entreranno a fare parte oltre 20 tra stabilimenti industriali e design bureau in cui lo S ta to dispone di rile vanti pacche tti azionari. Dopo i versamenti al Club di Parigi Standard & Poor s alza il rating russo a BBB+ Da Il Sole 24 ORE NEW YORK L estinzione del debito accumulato con il cl ub di Parigi è valso alla Russia la promozione di Standard & Poor s. L agenzia di rating ha alzato ieri il giudizio sul debito in valuta estera e locale di un gradino, portandoli rispettivamente a BBB+ e A-, mantenendo stabili le pros pe tti ve. È il voto più a l to mai assegnato da S&P alla Russia, che ora ha lo stesso rating di Ungheria e Polonia. «L economia russa - spiega l agenzia di rating - s ta ancora beneficiando del boom dei prezzi petroliferi. La promozione è fondata su miglioramenti in atto nella copertura di riserve in valuta es tera e s ul consolidame nto del bila ncio pubblico». Le riserve, se condo S &P, potrebbero salire a fine anno a quota 285 miliardi di dollari; nel 1998, l anno della crisi finanziaria, erano scese a 14 miliardi di dollari. Ma la ra gione principale dell upgra ding è il pagamento a nti ci pa to dei 23,7 miliardi di dollari che Mos ca doveva al Club di Parigi dei creditori sovrani. Ora la Russia è passata dalla posizione di debi tore a quella di creditore nell a mbito del club. La riduzione del rischio di investimento in Russia è tes timoniato dal differenziale di rendimento tra i titoli obbligazionari russi e i buoni del Tesoro americani: ieri lo spread era di 97 punti base, contro i 131 punti base di metà giugno. Anche Fitch Ra tings ha a lza to di rece nte (il 25 luglio) il suo voto sulla Russia, portandolo a BBB+: Moody s invece la classifica a Baa2, un gradino in meno delle altre agenzie. 27

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