Relazione finale del progetto Casa famiglia

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1 Relazione finale del progetto Casa famiglia per la deistituzionalizzazione e il reinserimento familiare di minori in difficolta del distretto di Tulcea Amici dei Bambini Inima pentru Inima Regione Emilia-Romagna Macin, distretto di Tulcea Romania, marzo febbraio 2004 Inquadramento dell iniziativa Amici dei Bambini ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001 per gli interventi di cooperazione internazionale finalizzati all attuazione di progetti di aiuto ai bambini e di sostegno a distanza

2 La difficile situazione dei minori rumeni e purtroppo nota a tutti. Decine di migliaia di bambini vivono in situazioni di estrema difficolta, per la maggior parte lasciati al loro destino senza le attenzioni e l affetto di una famiglia. La volonta da parte delle istituzioni rumene di migliorare questa realta si scontra, da un lato con la scarsita di risorse economiche, tecniche ed organizzative-, dall altro con una cultura dell abbandono e un passato che ha portato alla disgregazione del concetto stesso di famiglia. Un chiaro e comune obiettivo da parte di coloro che si battono per la protezione dei diritti dei minori e quello di porre fine all istituzionalizzazione come soluzione al fenomeno dell abbandono, con politiche basate sul modello familiare. Non piu strutture di accoglienza per centinaia, a volte migliaia, di bambini seguiti da poco personale e scarsamente preparato; non piu indifferenza ai problemi di questi minori che, quando riescono a diventare maggiorenni, si ritrovano per strada senza che niente sia stato fatto per inserirli degnamente nella societa di cui anche loro fanno parte. L aspetto fondamentale risiede nel diritto di questi bambini ad una famiglia, possibilmente quella d origine, e nel riconoscimento di questo diritto affinche venga fatto tutto il possibile per garantirlo. A questi bisogni ha voluto rispondere il progetto Colorando la Speranza rete di case famiglia per la deistituzionalizzazione e il reinserimento di bambini abbandonati. Il progetto ha previsto la costruzione, l allestimento e l attivazione di 3 strutture, a Valcea, Braila e Tulcea, la selezione e formazione di 60 operatori sociali e specialisti nel recupero psico-motorio, con il contributo finanziario del Ministero degli Affari Esteri Italiano e, relativamente alla gestione della casa famiglia di Macin a Tulcea, il contributo della Regione Emilia Romagna. Dall inizio del progetto, ad aprile 2001, ad oggi sono stati complessivamente deistituzionalizzati oltre 80 bambini, con piu di 60 reinserimenti in famiglia, la maggior parte dei quali in famiglia naturale. Sebbene in Romania attualmente esistano molte altre strutture di tipo familiare, questo rimane l unico progetto il cui obiettivo primario e in reinserimento in famiglia; gli altri interventi puntando sull accoglienza fino alla maggiore eta.

3 La presente relazione illustra i risultati relativi alla sola casa famiglia di Macin, nel distretto di Tulcea, per il periodo marzo 2003 febbraio 2004, sebbene vi siano riferimenti al progetto nel suo complesso, per una maggiore comprensione dell iniziativa gia in corso di implementazione dagli inizi del Descrizione sintetica del progetto. Tipologia d intervento Per la promozione e tutela dei diritti dei minori, in ordine a prevenire e contrastare fenomeni di abbandono o semi-abbandono e favorire processi di deistituzionalizzazione e reinserimento familiare. Controparte locale Fondazione «Inima Pentru Inima» Altri enti coinvolti Autorita Nazionale per la Protezione del Minore e l Adozione (ANPCA), Segretariato Generale di Stato del Governo Rumeno Direzione Distrettuale per la Protezione del Bambino della regione di Tulcea Le case-famiglia sono concepite come centri residenziali, integrati nella comunità locale di provenienza dei minori, che si pongono come alternativa all istituzionalizzazione. Tali centri intendono garantire ai minori istituzionalizzati tutela e accoglienza per periodi limitati (circa 6 mesi), funzionalmente all'individuazione e preparazione di una soluzione permanente orientata al loro reinserimento nelle famiglie d origine o, qualora non fosse possibile, in famiglie affidatarie o adottive. Progressivamente queste residenze si svilupperanno in veri e propri centri per la promozione dei diritti dei minori, sensori sul territorio locale circa l evolversi di condizioni di disagio minorile e familiare, nella auspicabile prospettiva di prevenire fenomeni di abbandono e istituzionalizzazione di lunga durata.

4 Obiettivi generali: Concorrere a promuovere il rispetto e la tutela dei diritti del bambino, con particolare riguardo per il diritto alla famiglia; Contribuire a migliorare il sistema di protezione del bambino in Romania, attraverso l implementazione di servizi e strategie alternativi alla istituzionalizzazione dei minori; Contribuire a contrastare il fenomeno della tratta e del mercato dei minori, attraverso attività di prevenzione e in coordinamento con programmi di sostegno a distanza per i minori e i nuclei familiari in maggiore difficoltà e a rischio di abbandono. Obiettivi specifici: gestire un ambito comunitario di tipo familiare nel distretto di Tulcea per l accoglienza di minori in stato di abbandono, in ordine a promuovere la loro deistituzionalizzazione e la progressiva reintegrazione familiare; promuovere processi di deistituzionalizzazione e progressiva reintegrazione familiare, attraverso inchieste sociali e monitoraggi relativi alle famiglie dei minori d istituto del distretto di Tulcea, in modo da individuare i minori da accogliere con fondate possibilita di reinserimento familiare; sviluppare le competenze professionali di operatori sociali ed educatori di infanzia del distretto di Tulcea attraverso la composizione di un comitato di progetto e l organizzazione di un corso di formazione per educatori specializzati.

5 PROGETTO: "GESTIONE DI UNA CASA FAMIGLIA PER MINORI IN DIFFICOLTA' IN ROMANIA" L attivazione della casa famiglia di Macin - Tulcea La casa famiglia nel distretto di Tulcea, in particolare nel piccolo villaggio di Macin, e la seconda struttura di progetto creata temporalmente dopo quella di Valcea. La scelta del luogo e dovuta alla vicinanza a uno dei piu grandi ospedali maternita del distretto, con un elevatissimo numero di abbandoni e distante quasi 80 km da Tulcea, con particolari difficolta nel seguire la situazione da parte dei servizi pubblici specializzati. Ci sono state pero maggiori difficolta organizzative. Trattandosi di un piccolo paese (circa abitanti), con un solo liceo presente, la selezione del personale si e dovuta adattare molto a quanto offerto nella zona. Non esistono nel villaggio logopedisti, fisioterapisti ed educatori specializzati; per cui si e provveduto a realizzare un corso di formazione per gli educatori e a definire rapporti di collaborazione con specialisti della citta di Tulcea. La formazione e stata curata dal CRIPS Centro di Formazione alle Professioni Sociali di Bucarest, in collaborazione con la fondazione Inima pentru Inima e la Direzione per la Protezione del Minore di Tulcea. Tutto il personale della casa famiglia ha seguito la formazione, ritenendo indispensabile una condivisione della metodologia anche per le figure ausiliarie (cuoca, autista, ecc.) e per creare sin da subito un atmosfera quanto piu familiare. Nella foto, un momento della formazione realizzatosi presso la Direzione per la Protezione del Minore di Tulcea. Settembre-Ottobre 2002 La casa-famiglia, terminata la sua costruzione ad ottobre 2002, e stata attivata a gennaio del 2003, dopo averne curato l arredamento, l allestimento delle camere e soprattutto l ottenimento delle relative autorizzazioni di funzionamento (Sanepid Polizia Sanitaria, Vigili del Fuoco, Protezione Ambientale).

6 Nel frattempo sono iniziate le prime inchieste sociali per l individuazione dei minori con possibilita di reinserimento, e le conseguenti visite alle famiglie. E, finalmente, nei primissimi giorni di gennaio 2003, sono arrivati i primi 8 minori provenienti dai centri di accoglienza di Tulcea, ed e iniziata l attivita vera e propria di progetto. Nella foto i bimbi e parte personale Inima pentru Inima. del Risultati attesi nel periodo di riferimento: Incontri e visite negli istituti coi responsabili degli stessi e con i minori; incontri periodici di coordinamento con il comitato scientifico di progetto e con le autorità; rilevazione del disagio psicosociale minorile sul territorio con inchieste sociali relative a minori in stato di abbandono e alle loro famiglie, per valutare le possibilita di accoglienza dei bambini, in vista di un loro successivo reinserimento familiare definitivo; deistituzionalizzazione, accoglienza, accompagnamento e reinserimento familiare per i minori del distretto di Tulcea; mantenimento o reinserimento familiare dei minori; accompagnamento familiare post-inserimento; una missione di monitoraggio.

7 I primi beneficiari Così Cornel, George, Vasile, Daniel, Mihai, Violeta ed Alin sono stati i primi beneficiari di questo progetto. Bambini tra i 2 e i 15 anni che vengono seguiti, accuditi, incoraggiati e coccolati dall equipe della casa: 7 educatori, lo psicologo, un dottore del villaggio, una cuoca, un autista e un coordinatore. A loro si aggiungono gli assistenti sociali che si sono occupati dei contatti con le famiglie. I casi ci sono stati segnalati dalla Direzione per la Protezione del Minore di Tulcea che, considerando il buon rapporto numerico educatori/bambini e la presenza di specialisti per il loro recupero, ci ha presentato casi piuttosto difficili. I problemi generalmente riscontrati sono riconducibili alla lunga istituzionalizzazione dei bambini, per cui: gravi problemi di comportamento, ritardo severo nello sviluppo psico-fisico e soprattutto di linguaggio, difficolta di relazione in particolare con gli adulti e per alcuni di loro anche problemi derivanti da abusi. Per questi bambini non era consigliato l affido ad una famiglia affidataria perche avevano bisogno inizialmente di un ambiente, seppur protetto, che desse una prima idea di famiglia mantenendo pero la comunita con un buon numero di bambini. Le eta così varie dei bambini, la presenza dei coniugi Beju come educatori e le dimensioni della casa, hanno contribuito alla creazione di condizioni e dinamiche molto simili a quelle presenti all interno di una famiglia. Violeta, la bambina proveniente dall istituto di Tulcea, un po piu grandina degli altri, insieme agli educatori si e occupata dei piu piccoli come di veri fratelli accompagnandoli a scuola, aiutandoli a vestirsi e insegnando loro numerose attività (dall utilizzo delle posate ai disegni fatti insieme ).

8 Il momento del pranzo alla casa famiglia di Macin, Tulcea Marzo 2003 La struttura ha tuttavia sofferto qualche inconveniente a causa di alcuni difetti nell isolamento degli infissi che comportano difficoltà di riscaldamento degli ambienti della casa. Solo a partire dal 2005 il Comune di Macin provvederà all allacciamento dell impianto della casa alla rete del gas. Di seguito riportiamo l elenco completo dei minori deistituzionalizzati ed accolti presso la casa famiglia: I minori della Casa famiglia di Macin, distretto di Tulcea, reinseriti in famiglia 1. Cojocaru George (30/09/93) accolto nel periodo gennaio-luglio 2003 e reinserito in famiglia naturale; 2. Itenco Cornel (29/10/1997) accolto nel periodo gennaio-marzo 2003 e reinserito in famiglia allargata. 3. Nastea Alin Catalin (19/03/1992) accolto nel periodo gennaio 2003 gennaio 2004 e reinserito in famiglia allargata; 4. Ceoran Vasile (30/12/1997) accolto nel periodo gennaio-ottobre 2003 e reinserito in famiglia naturale; 5. Ceoran Daniel (8/05/1989) accolto nel periodo gennaio-ottobre 2003 e reinserito in famiglia naturale;

9 6. Ceoran Mihai (02/07/1992) accolto nel periodo gennaio-ottobre 2003 e reinserito in famiglia naturale. I minori deistituzionalizzati e accolti presso le assistenti maternali 7. Titiriga Maria, accolta per quasi due anni e adottata nazionalmente nel distretto di Tulcea; 8. Gheorghe Georgiana, di 4 anni, attualmente presso una famiglia affidataria del distretto di Tulcea. La situazione attuale presso la Casa famiglia di Macin, distretto di Tulcea 9. Vlad Ionut (21/07/01) accolto in gennaio 2003; 10.Panait Gheorghe Liviu (19/01/2000) accolto in gennaio 2003; 11.Gheorghe Ionut Madalin (04/05/2001) accolto in aprile 2003; 12.Gheorghe Tatiana (01/06/2002) accolta in ottobre 2003; 13.Cojocaru Violeta (02/06/1988) accolta in gennaio 2003; 14.Pandele Nicoleta (06/03/1995) accolta a ottobre 2003; 15.Pandele Petruta (24/05/1997) accolta a ottobre 2003.

10 L organizzazione delle attivita Le attivita si riassumono principalmente in 3 fasi: - l individuazione dei minori in stato di abbandono per una loro accoglienza temporanea presso la casa famiglia; - il periodo di accoglienza dei bambini, per il recupero educativo, psico-motorio e di riappropriazione del clima familiare, nonche di positiva relazione con gli adulti; parallelamente si lavora con le famiglie per preparare il graduale reinserimento in famiglia; - il reinserimento vero e proprio in famiglia, con attivita costanti di monitoraggio, assistenza e supporto ai familiari e alla comunita locale. Le procedure sono le stesse per la gestione delle tre case. Viene inoltre realizzato un coordinamento mensile tra i responsabili di Inima pentru Inima, i rappresentanti di Amici dei Bambini e i tre direttori delle case famiglia; nato inizialmente soprattutto per confronti e discussioni di ordine amministrativo, e man mano diventato maggiormente relativo a problemi educativi e di recupero delle autonomie dei minori, nonche di gestione del personale. Il periodo di accoglienza e l evoluzione dei minori presso la casa famiglia. All arrivo alla casa, la procedura stabilita prevede tra le prime cose da fare le analisi mediche per ri-verificare lo stato di salute dei bambini. Nei primi giorni, l equipe inizia a definire anche il progetto personalizzato di recupero e di reinserimento per ogni minore accolto. Per ogni bambino viene tenuto un dossier contenente: anamnesi dai centri di accoglienza; certificato di nascita; inchiesta sociale di progetto; progetto educativo individualizzato di recupero e reinserimento; scheda di valutazione del bambino fatta dallo staff, per funzioni, e aggiornata periodicamente; raccomandazioni operative degli specialisti per gli educatori; rapporti di visite dei genitori; foto e lavoretti fatti dai bambini. Settimanalmente tutto il personale redige un rapporto di attività che viene sintetizzato dal direttore di ogni casa famiglia insieme ai suoi commenti e proposte. Di seguito alcuni stralci di un rapporto d attivita del direttore della casa famiglia.

11 [...] Nella settimana dal 5 al 12 dicembre 2003 sono continuate le attivita ordinarie, con l approvvigionamento alimentare, igienico e vario. In previsione delle festivita la casa e stata addobbata, ridipingendo l esterno insieme a tutta l equipe. Il direttore e gli assistenti sociali sono stati in visita dai minori reinseriti riscontrando la buona integrazione dei minori nella loro famiglia naturale, dove evolvono in maniera soddisfacente. I bimbi della casa famiglia stanno bene. Si sono svolte attivita educative giochi, disegni, memorizzazioni, musica-, combinate con attivita di sviluppo delle autonomie, di autoigiene e autosufficienza. In questo periodo i bambini sono attratti dall ascolto di cassette musicali con i canti tradizionali, dalla visione di video con cartoni animati e i piu grandicelli fanno anche disegni al computer. Continua il programma degli educatori di acquisizione di nuove parole, di svolgimento delle attivita proposte all asilo e a scuola, incoraggiando i piu grandi ad aiutare nelle faccende domestiche e nell attenzione dei piu piccini. Il 6 dicembre c e stata la visita a sorpresa di San Nicola, che ha portato dolci in cambio di poesie, balli e prove di abilita personali, che i minori non hanno esitato a mostrare, tra l incredulita di quella presenza e l eccitazione generale. Ed erano ancor piu impazienti per l arrivo di Babbo Natale! [il direttore della casa famiglia]. Le famiglie piu lontane, impossibilitate a venire, sono state visitate nei giorni seguenti, portando generi alimentari ed abiti. Oltre ai rapporti settimanali lo staff di specialisti quali medico e psicologo, mensilmente, o con frequenza secondo le necessita, indicano delle raccomandazioni per ogni bambino ad uso degli educatori. Questo per dare continuità e coerenza alle attività svolte da loro direttamente con i bambini. Potenziare la rete dei servizi sociali rivolti ai minori e alle famiglie Un altra misura di protezione sociale di minori abbandonati, alternativa all istituzionalizzazione, si realizza tramite l affido in famiglia di assistenti maternali, una specie di foster families, ma con altra motivazione e preparazione. Si tratta infatti di una professione, remunerata: basta avere una casa abbastanza grande ed aver seguito un corso di preparazione della durata di 60 ore e si diventa assistenti maternali professionali.

12 La politica, sostenuta a gran forza dall Unione Europea, di chiudere gli istituti, passa dal trasferimento dei minori dagli istituti alla rete di assistenti maternali, senza pero definire il periodo di permanenza del minore e le procedure per definitivarne la situazione familiare. Nel complesso del progetto, il ricorso agli assistenti maternali ha consentito che alcuni di loro siano stati adottati a livello nazionale, qualcuno e rientrato in famiglia, ma la maggior parte rimane per periodi lunghi dalle assistenti maternali. Le assistenti maternali di Inima pentru Inima sono state specificatamente preparate, curando la loro motivazione e buon senso, in modo da offrire comunque un ambiente familiare piu consono rispetto ad un istituto, e garantire alimentazione, igiene, cure personali ed attenzioni adeguate per un recupero e sviluppo del minore. Per coloro i cui genitori sono disinteressati viene richiesto l abbandono per poterli fare entrare nelle liste di adozione, preferibilmente di coppie rumene. In generale, i minori accolti presso le assistenti maternali sono quelli che o avevano bisogno di maggiori cure e attenzioni specifiche dove la singola persona di riferimento garantiva migliori risultati, o di bambini in stato di adottabilita, preparati pertanto dalle assistenti maternali all inserimento nella loro nuova famiglia adottiva. Favorire l accompagnamento psico-sociale, sanitario, scolastico, educativo e giuridico dei minori e rispettive famiglie Al momento del rientro definitivo in famiglia i bambini vengono accompagnati da un educatore referente e dall assistente sociale. Quest ultimo visita la famiglia con regolarita e con frequenza decrescente, da un paio di volte nella prima settimana fino ad arrivare ad una/due volte al mese nel primo anno. A seconda delle esigenze del minore e della sua famiglia si assicura anche la possibilita di incontri con lo psicologo della casa famiglia. Si provvede inoltre all iscrizione del bambino nelle liste del medico curante del luogo di residenza verificando direttamente le possibilita di seguirlo e le condizioni di questo. In casi di urgenza siamo stati avvertiti dai rispettivi medici e si e provveduto o a portare il bambino in questione all ospedale pediatrico della citta o a visite specialistiche in genere nella capitale se necessario. Con mezzi raccolti dalla fondazione partner Inima pentru Inima si e potuto anche portare un piccolo sostegno

13 mensile alle famiglie per coprire in parte le spese scolastiche e facilitare la frequenza scolastica. L assistente sociale di progetto, in genere in collaborazione con i servizi sociali pubblici della Direzione per la Protezione del Minore di riferimento, mantiene il legame con la famiglia fornendo informazioni giuridiche, accompagnando nelle pratiche per ottenere i sussidi per il bambino e monitorare l andamento dell inserimento professionale frequentemente fatto con il sostegno dell associazione. Per la casa famiglia di Macin si é terminato recentemente anche di allestire la corte esterna e la recinzione. Il personale addetto Il personale italiano impiegato e come da progetto un coordinatore di progetto nella persona di Roberto Zambrenti, cooperante per Amici dei Bambini, in Romania da maggio Il personale locale e costituito dall equipe della casa famiglia e dal coordinamento dello staff direttivo della fondazione partner Inima pentru Inima. Per la composizione dell equipe di Macin si e provveduto ad una selezione a cui ha poi fatto seguito la formazione specializzata, realizzata alla fine del La situazione attuale dei minori accolti I risultati raggiunti fino ad ora possono considerarsi positivi. Cornel Itenco e ora affidato alla nonna materna in un comune non lontano dalla casa famiglia e continua ad essere visitato dalla nostra equipe. George Cojocaru e stato reintegrato in famiglia naturale nel comune Greci in cui c e una presenza importante di italiani immigrati durante la guerra. Anche i tre fratellini Vasile, Daniel e Mihai Ceoran sono stati reinseriti nella loro famiglia naturale. Si tratta di una famiglia veramente molto povera che vive in residence con affitti bassissimi per famiglie bisognose in una zona popolata da famiglie quasi solo di etnia rom. I bambini continuano ad andare a scuola e pur nella ristrettezza dei mezzi a disposizione e qualche difficolta nell apprendimento, sono pero insieme nella loro famiglia.

14 Violeta Cojocaru, che arrivata alla casa aveva notevoli problemi di comportamento, ha iniziato come si diceva a responsabilizzarsi verso gli altri bambini, ad impegnarsi a scuola e con l aiuto dell equipe a raggiungere un equilibrio psico-emotivo sufficiente per il suo reinserimento in famiglia. Alin Nastea ha richiesto uno speciale sforzo da parte dello psicologo e un periodo di adattamento alla famiglia piu lungo. La famiglia del padre e quella che gli e stata piu vicina e nella quale e ora possibile il reinserimento. Sono passati anche altri bambini alla casa: è il caso di Panait George Liviu, prossimo anche lui al rientro, sempre nella famiglia paterna risultata piu affidabile. Pandele Nicoleta e la sorellina Petruta, entrambe con un comportamento deviato, hanno anche loro seguito un trattamento psicologico piu intenso: Petruta, nonostante i suoi sei anni, frequenta ancora l asilo ed entrambe si stanno ora preparando anche loro al reinserimento in famiglia. Infine per Vlad Ionut (nella foto), unico caso per cui e risultata evidente l impossibilita di reinserimento in famiglia biologica e anche allargata, si e proceduto a finalizzare le pratiche di abbandono e si cerca ora per lui una famiglia adottiva nazionale o internazionale se a causa delle sue origini rom non sara possibile mantenerlo nel suo Paese. Pertanto, fino ad oggi, sono stati deistituzionalizzati 15 minori, di cui 6 reinseriti in famiglia naturale o allargata e 1 adottato da una famiglia rumena; 7 rimangono ospiti temporanei della casa famiglia e 1 minore presso una famiglia affidataria (assistente maternale), necessitando di maggiori cure e una presenza dedicata da parte di una persona di riferimento.

15 Collocamento dell intervento in relazione alle politiche sociali e al processo di riforma del sistema nazionale di Protezione dei Minori. Con le autorita locali Comune di Macin, Direzione per la Protezione del Bambino di Tulcea, Commissione per la Protezione dei Diritti del Minore del Consiglio distrettuale - la situazione prosegue con una buona collaborazione, anche se la situazione e sensibilmente cambiata dall avvio del progetto. Le autorita locali sono infatti maggiormente impegnate nella realizzazione delle nuove strutture, secondo le indicazioni del Piano di Riforma del Sistema di Protezione del Minore, con una politica che sostiene in particolare la chiusura degli istituti, affidando i minori presso gli assistenti maternali, senza pero una precisa strategia che consenta al minore di vivere in una vera famiglia, in modo definitivo. Per tale motivo, inizia tuttavia ad essere piu difficile individuare minori da reinserire, poiche questi vengono integrati direttamente dai centri di accoglienza alle famgilie dalle Direzioni locali, mentre rimangono i casi piu complessi da risolvere. Si assiste ad un innalzamento dell eta dei minori accolti alle case famiglia, poiche sono proprio i piu piccoli ad essere affidati alle assistenti maternali. Le case famiglia, in genere, sono utilizzate per quei minori che non hanno la possibilita di essere reintegrati in famiglia (si veda in tal senso l allegato sull organizzazione delle case famiglie in Romania). Mentre, i minori con possibilita di reinserimento, o vengono reinseriti in famiglia o affidati temporaneamente alle assistenti maternali. Sebbene si tratti di un notevole passo avanti rispetto alla condizione di qualche anno fa, vi sono ancora degli aspetti da considerare: - il reinserimento diretto in famiglia deve necessariamente dotarsi di un servizio di supporto e monitoraggio che accompagni questa fase delicata e valuti gli interventi utili per evitare che la situazione di difficolta si ripresenti nuovamente; - riguardo all affido presso gli assistenti maternali, essi si sostituiscono positivamente alle case famiglia fino a quando non vi siano casi di minori problematici, per i quali e importante avvalersi del sostegno di specialisti per il recupero psicomotorio, dallo psicologo, al fisioterapeuta. Da un lato si deistituzionalizza moltissimo; dall altro il reinserimento e ancora fragile e poco strutturato metodologicamente.

16 Monitoraggio e valutazioni per il futuro. A fine luglio e stato realizzato un monitoraggio da parte del responsabile d area dei paesi dell Est, dott.emanuele Cremona e alla responsabile del controllo di gestione, dott.ssa Irene Catanzariti. Nell occasione erano inoltre presenti i volontari cooperanti di Amici dei Bambini Ucraina e Moldavia, che hanno visitato una delle case famiglia e gli altri progetti esistenti di Amici dei Bambini e di Inima pentru Inima. Sono stati realizzati incontri istituzionali, con l Ambasciatore Italiano a Bucarest, con la rappresentante dell Autorita Nazionale per la Protezione del Minore e l Adozione, sig.na Sonia Vali Botezatu e con i direttori delle Direzioni per la Protezione del Minore di Braila e di Tulcea. In seguito alla visita si e constatata la situazione dei minori in difficolta nel distretto di Tulcea, presentata dalla direttrice aggiunta della Direzione per la Protezione del Minore di Tulcea, la sig.ra Teodoru, e in sintesi: 480 bambini seguiti dai loro servizi, 20 bambini grandi in un centro di accoglienza, diversi appartamenti comunita per giovani post-istituzionalizzati, 60 bambini adottabili parte dei quali ancora accolti in istituto, 210 assistenti maternali con molti bambini adottabili di eta tra i 2-3 anni, alcune case famiglia per l accoglienza di lungo termine raggruppate in piccoli gruppi a volte di tre case finanziate da Banca Mondiale e Phare, alcuni centri diurni per bambini in difficolta, 2 centri di accoglienza per bambini disabili sostenuti da ong e un centro maternale per coppie madre-figlio a rischio di abbandono. La strategia distrettuale ha come priorita attualmente: - trovare soluzioni per giovani post-istituzionalizzati in strutture quali appartamenti sociali; - arrivare a chiudere l ultimo centro esistente in cui hanno accolto un po tutti i bambini che rimangono dagli altri centri. Il progetto della casa famiglia di Tulcea rimane attivo, essendo adesso nel suo pieno svolgimento, e proseguira con le attivita strettamente connesse agli obiettivi generali e specifici a tutela del minore in difficolta per tutto il 2004.

17 Verranno continuati i monitoraggi sulle famiglie, sia dei minori accolti che di quelli reinseriti; gli incontri di coordinamento con le istituzioni, le visite negli istituti e tutte le altre attivita svolte da Ai.Bi. Amici dei Bambini in Romania: per la prevenzione all abbandono, il sostegno a ragazze madri e famiglie a rischio, l inserimento socioprofessionale di ragazze maggiorenni post-istituzionalizzate, gli interventi di animazione educativa negli istituti e nei quartieri in difficolta di Bucarest e la promozione del volontariato con il coinvolgimento dei giovani membri della societa civile rumena. Si intensificheranno inoltre gli incontri istituzionali, potendo adesso proporre i primi risultati concreti di questo intervento, alternativo all istituzionalizzazione, centrato sul sostegno alla famiglia, alla responsabilizzazione dei genitori, dei parenti, come pure degli educatori, degli operatori sociali locali e delle comunita ove si trovano le strutture case famiglia. Particolare attenzione verra rivolta al processo di trasformazione in atto in Romania riguardante gli istituti statali dove sono accolti i minori in stato di abbandono. La progressiva chiusura di tali centri di accoglienza potrebbe modificare le tappe per il reinserimento del minore in famiglia e quindi anche la strategia connessa a questo progetto. Tuttavia, le case famiglia rimarranno dei centri comunitari per la protezione del minore ed in particolare per il recupero psico-motorio del bambino e per il sostegno psicologico e giuridico dei familiari. Per la casa famiglia di Macin-Tulcea si potrebbe delineare anche l ipotesi di una trasformazione in centro diurno, se i risultati del monitoraggio in corso confermeranno la sua necessita. In caso positivo, la Direzione locale per la Protezione del Minore si assumerebbe i costi amministrativi ed in parte del personale, mentre il resto verra coperto dalla fondazione partner Inima pentru Inima. Rinforzare l idea di famiglia In conclusione, due sono le fasi individuate nel processo di riforma del sistema di protezione dei minori in Romania: attualmente un forte dinamismo in atto in questi ultimi 2 anni da parte del Governo Rumeno e dei Servizi Pubblici Specializzati per chiudere progressivamente gli istituti, sebbene cio si limiti ancora alla fase intermediaria; in futuro, invece, si prevede una diminuzione dell attenzione da parte

18 dello Stato rumeno riguardo alla condizione del minore, che gia dal 2004 non verra piu considerata una priorita nazionale. Nel prossimo futuro occorrera superare la pratica e cultura di uno stato assistenzialista e il cittadino, la comunita locale, l associazione di quartiere, e altre realta della societá civile dovranno implicarsi maggiormente per la risoluzione dei problemi. E quindi fondamentale avviare delle politiche a sostegno della famiglia, in generale, e delle famiglie in difficolta in particolare. Ecco quindi che la strategia per il futuro dei minori in difficolta della Romania si colloca in questa fase, per incoraggiare e favorire il passaggio dalla fase intermedia al pieno e definitivo reinserimento in famiglia. Questo si potra realizzare con degli operatori sociali opportunamente preparati, che affianchino le autorita pubbliche per lavorare a stretto contatto con le famiglie: da quelle dei minori reinseriti, a quelle degli assistenti maternali, fino alle famiglie adottive, intessendo relazioni con tutti i servizi sociali attivi sul territorio, per sostenere e promuovere un modello forte di Famiglia. Una famiglia responsabile. Una famiglia che accoglie. Un idea di famiglia diversa da quella disgregata, comunemente nota quando si parla di Romania. Amici dei Bambini Sede di Bucarest: Strada Dr.Vasile Sion 6, settore 1 - Tel/fax website:

19 ALLEGATI Rapporto sulla tavola rotonda L organizzazione delle case famiglia come alternative di protezione dei minori in difficolta In Romania esistono attualmente oltre 450 strutture di tipo familiare, di vario tipo, con obiettivi, metodologie e preparazione del personale che variano di molto. Spesso si tratta di istituti, riconvertiti in moduli familiari. Le case famiglia del nostro progetto sono concepite come strutture residenziali in grado di riprodurre il clima familiare ed accogliere fino a 8-10 minori e sono le uniche 3 case famiglia della Romania adibite al reinserimento in famiglia definitiva. Amici dei Bambini Romania ha partecipato con il progetto della rete di case famiglia ad una tavola rotonda su L organizzazione delle case famiglia come alternative di protezione dei minori in difficolta. La tavola rotonda é stata organizzata dalla Direzione per la Protezione del Minore di Arad, dall Associazione SOS Copiii e dalla Federazione delle ong per l infanzia romene (FONPC). Questo incontro ha fatto seguito agli incontri realizzati il 6-7 Maggio a Santana, il 9 Maggio a Cluj e il 9-11 giugno ad Arad sempre in Romania. Ad ogni incontro sono state invitate Direzioni per la Protezione del Minore e ONG che hanno case famiglia, principalmente quelle membre della FONPC, la Federazione delle ONG per la Protezione dei Minori. Amici dei Bambini e stata invitata all incontro dal 9 all 11 giugno Trattandosi di un incontro tecnico, riguardante il funzionamento delle case (procedure, regolamenti, amministrazione, ) si e ritenuto utile ed importante che partecipassero anche i direttori delle 3 case. E cosi per l incontro del giugno, dove hanno partecipato sia rappresentanti di Amici dei Bambini che di Inima pentru Inima. L incontro e stato organizzato ad Arad perche qui e nata la prima casa di tipo familiare, nel 1990 e questo e uno dei distretti con maggior presenza di case di tipo familiare. La conversione degli istituti in moduli familiari, avviata dal 90, ha portato alla chiusura di tutti gli istituti di questo distretto. I minori che vengono abbandonati

20 entrano percio in queste case famiglia e, dai anni in su passano in centri per giovani, sempre a modulo familiare. Arad e una cittadina ad ovest della Romania, vicino al confine con la Serbia, 60km. a nord di Timisoara. L influenza tedesca e ungherese si fanno particolarmente sentire; tutta questa regione del nord-ovest ha condizioni economiche, sociali, somatiche e culturali ben piu prossime ai paesi dell Europa occidentale. Rispetto al sud del paese si avverte minor corruzione, maggior serieta nel lavoro, minori tensioni sociali e una migliore armonia tra urbanizzazione e realta rurale. Dalla tavola rotonda sono usciti alcuni dati statistici: n. di case famiglia in Romania: 466 nel distretto di Arad: 57 capacita min-max 8-12 bambini, frequente 5-8 bambini, numerose bambini, alcune 6-12 bambini n. di minori accolti: 4, eta : 1-18, 14-18, anni 1-8, anni salute: n. di personale attivo nelle case famiglia: normale, HIV, disabilita mentali minimo-massimo: 3-31 normale,ritardi mentali 3-6 persone n. piu frequente: 4-5 persone/casa 4-5 per casa Con personale permanente (famiglie/mamme): note: 22 distretti in 52 case - Dati secondo fonti trasmesse dalle DPM a marzo nel 2000 l ANPCA comunicava 121 strutture familiari per circa 1,000 minori - la crescita di queste strutture determina importanti cambiamenti professionali, sia sulla preparazione degli operatori che a livello organizzativo, manageriale e amministrativo - nel distretto di Arad ci sono 31 case gestite dalla Direzione e 26 da ONG. In conclusione in Romania in questo momento si fa la distizione tra case di tipo familiare e case famiglia. La differenza della denominazione viene data nel primo caso se si tratta di una struttura che presenta ancora un certo grado di istituzionalizzazione (istituti riconvertiti con moduli di tipo familiare, non piu le grandi camerate, ma spazi cucina, camere da letto, bagni e soggiorni per gruppi di 4-8 bambini), e nel secondo

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