Relazione finale del progetto Casa famiglia

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Relazione finale del progetto Casa famiglia"

Transcript

1 Relazione finale del progetto Casa famiglia per la deistituzionalizzazione e il reinserimento familiare di minori in difficolta del distretto di Tulcea Amici dei Bambini Inima pentru Inima Regione Emilia-Romagna Macin, distretto di Tulcea Romania, marzo febbraio 2004 Inquadramento dell iniziativa Amici dei Bambini ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001 per gli interventi di cooperazione internazionale finalizzati all attuazione di progetti di aiuto ai bambini e di sostegno a distanza

2 La difficile situazione dei minori rumeni e purtroppo nota a tutti. Decine di migliaia di bambini vivono in situazioni di estrema difficolta, per la maggior parte lasciati al loro destino senza le attenzioni e l affetto di una famiglia. La volonta da parte delle istituzioni rumene di migliorare questa realta si scontra, da un lato con la scarsita di risorse economiche, tecniche ed organizzative-, dall altro con una cultura dell abbandono e un passato che ha portato alla disgregazione del concetto stesso di famiglia. Un chiaro e comune obiettivo da parte di coloro che si battono per la protezione dei diritti dei minori e quello di porre fine all istituzionalizzazione come soluzione al fenomeno dell abbandono, con politiche basate sul modello familiare. Non piu strutture di accoglienza per centinaia, a volte migliaia, di bambini seguiti da poco personale e scarsamente preparato; non piu indifferenza ai problemi di questi minori che, quando riescono a diventare maggiorenni, si ritrovano per strada senza che niente sia stato fatto per inserirli degnamente nella societa di cui anche loro fanno parte. L aspetto fondamentale risiede nel diritto di questi bambini ad una famiglia, possibilmente quella d origine, e nel riconoscimento di questo diritto affinche venga fatto tutto il possibile per garantirlo. A questi bisogni ha voluto rispondere il progetto Colorando la Speranza rete di case famiglia per la deistituzionalizzazione e il reinserimento di bambini abbandonati. Il progetto ha previsto la costruzione, l allestimento e l attivazione di 3 strutture, a Valcea, Braila e Tulcea, la selezione e formazione di 60 operatori sociali e specialisti nel recupero psico-motorio, con il contributo finanziario del Ministero degli Affari Esteri Italiano e, relativamente alla gestione della casa famiglia di Macin a Tulcea, il contributo della Regione Emilia Romagna. Dall inizio del progetto, ad aprile 2001, ad oggi sono stati complessivamente deistituzionalizzati oltre 80 bambini, con piu di 60 reinserimenti in famiglia, la maggior parte dei quali in famiglia naturale. Sebbene in Romania attualmente esistano molte altre strutture di tipo familiare, questo rimane l unico progetto il cui obiettivo primario e in reinserimento in famiglia; gli altri interventi puntando sull accoglienza fino alla maggiore eta.

3 La presente relazione illustra i risultati relativi alla sola casa famiglia di Macin, nel distretto di Tulcea, per il periodo marzo 2003 febbraio 2004, sebbene vi siano riferimenti al progetto nel suo complesso, per una maggiore comprensione dell iniziativa gia in corso di implementazione dagli inizi del Descrizione sintetica del progetto. Tipologia d intervento Per la promozione e tutela dei diritti dei minori, in ordine a prevenire e contrastare fenomeni di abbandono o semi-abbandono e favorire processi di deistituzionalizzazione e reinserimento familiare. Controparte locale Fondazione «Inima Pentru Inima» Altri enti coinvolti Autorita Nazionale per la Protezione del Minore e l Adozione (ANPCA), Segretariato Generale di Stato del Governo Rumeno Direzione Distrettuale per la Protezione del Bambino della regione di Tulcea Le case-famiglia sono concepite come centri residenziali, integrati nella comunità locale di provenienza dei minori, che si pongono come alternativa all istituzionalizzazione. Tali centri intendono garantire ai minori istituzionalizzati tutela e accoglienza per periodi limitati (circa 6 mesi), funzionalmente all'individuazione e preparazione di una soluzione permanente orientata al loro reinserimento nelle famiglie d origine o, qualora non fosse possibile, in famiglie affidatarie o adottive. Progressivamente queste residenze si svilupperanno in veri e propri centri per la promozione dei diritti dei minori, sensori sul territorio locale circa l evolversi di condizioni di disagio minorile e familiare, nella auspicabile prospettiva di prevenire fenomeni di abbandono e istituzionalizzazione di lunga durata.

4 Obiettivi generali: Concorrere a promuovere il rispetto e la tutela dei diritti del bambino, con particolare riguardo per il diritto alla famiglia; Contribuire a migliorare il sistema di protezione del bambino in Romania, attraverso l implementazione di servizi e strategie alternativi alla istituzionalizzazione dei minori; Contribuire a contrastare il fenomeno della tratta e del mercato dei minori, attraverso attività di prevenzione e in coordinamento con programmi di sostegno a distanza per i minori e i nuclei familiari in maggiore difficoltà e a rischio di abbandono. Obiettivi specifici: gestire un ambito comunitario di tipo familiare nel distretto di Tulcea per l accoglienza di minori in stato di abbandono, in ordine a promuovere la loro deistituzionalizzazione e la progressiva reintegrazione familiare; promuovere processi di deistituzionalizzazione e progressiva reintegrazione familiare, attraverso inchieste sociali e monitoraggi relativi alle famiglie dei minori d istituto del distretto di Tulcea, in modo da individuare i minori da accogliere con fondate possibilita di reinserimento familiare; sviluppare le competenze professionali di operatori sociali ed educatori di infanzia del distretto di Tulcea attraverso la composizione di un comitato di progetto e l organizzazione di un corso di formazione per educatori specializzati.

5 PROGETTO: "GESTIONE DI UNA CASA FAMIGLIA PER MINORI IN DIFFICOLTA' IN ROMANIA" L attivazione della casa famiglia di Macin - Tulcea La casa famiglia nel distretto di Tulcea, in particolare nel piccolo villaggio di Macin, e la seconda struttura di progetto creata temporalmente dopo quella di Valcea. La scelta del luogo e dovuta alla vicinanza a uno dei piu grandi ospedali maternita del distretto, con un elevatissimo numero di abbandoni e distante quasi 80 km da Tulcea, con particolari difficolta nel seguire la situazione da parte dei servizi pubblici specializzati. Ci sono state pero maggiori difficolta organizzative. Trattandosi di un piccolo paese (circa abitanti), con un solo liceo presente, la selezione del personale si e dovuta adattare molto a quanto offerto nella zona. Non esistono nel villaggio logopedisti, fisioterapisti ed educatori specializzati; per cui si e provveduto a realizzare un corso di formazione per gli educatori e a definire rapporti di collaborazione con specialisti della citta di Tulcea. La formazione e stata curata dal CRIPS Centro di Formazione alle Professioni Sociali di Bucarest, in collaborazione con la fondazione Inima pentru Inima e la Direzione per la Protezione del Minore di Tulcea. Tutto il personale della casa famiglia ha seguito la formazione, ritenendo indispensabile una condivisione della metodologia anche per le figure ausiliarie (cuoca, autista, ecc.) e per creare sin da subito un atmosfera quanto piu familiare. Nella foto, un momento della formazione realizzatosi presso la Direzione per la Protezione del Minore di Tulcea. Settembre-Ottobre 2002 La casa-famiglia, terminata la sua costruzione ad ottobre 2002, e stata attivata a gennaio del 2003, dopo averne curato l arredamento, l allestimento delle camere e soprattutto l ottenimento delle relative autorizzazioni di funzionamento (Sanepid Polizia Sanitaria, Vigili del Fuoco, Protezione Ambientale).

6 Nel frattempo sono iniziate le prime inchieste sociali per l individuazione dei minori con possibilita di reinserimento, e le conseguenti visite alle famiglie. E, finalmente, nei primissimi giorni di gennaio 2003, sono arrivati i primi 8 minori provenienti dai centri di accoglienza di Tulcea, ed e iniziata l attivita vera e propria di progetto. Nella foto i bimbi e parte personale Inima pentru Inima. del Risultati attesi nel periodo di riferimento: Incontri e visite negli istituti coi responsabili degli stessi e con i minori; incontri periodici di coordinamento con il comitato scientifico di progetto e con le autorità; rilevazione del disagio psicosociale minorile sul territorio con inchieste sociali relative a minori in stato di abbandono e alle loro famiglie, per valutare le possibilita di accoglienza dei bambini, in vista di un loro successivo reinserimento familiare definitivo; deistituzionalizzazione, accoglienza, accompagnamento e reinserimento familiare per i minori del distretto di Tulcea; mantenimento o reinserimento familiare dei minori; accompagnamento familiare post-inserimento; una missione di monitoraggio.

7 I primi beneficiari Così Cornel, George, Vasile, Daniel, Mihai, Violeta ed Alin sono stati i primi beneficiari di questo progetto. Bambini tra i 2 e i 15 anni che vengono seguiti, accuditi, incoraggiati e coccolati dall equipe della casa: 7 educatori, lo psicologo, un dottore del villaggio, una cuoca, un autista e un coordinatore. A loro si aggiungono gli assistenti sociali che si sono occupati dei contatti con le famiglie. I casi ci sono stati segnalati dalla Direzione per la Protezione del Minore di Tulcea che, considerando il buon rapporto numerico educatori/bambini e la presenza di specialisti per il loro recupero, ci ha presentato casi piuttosto difficili. I problemi generalmente riscontrati sono riconducibili alla lunga istituzionalizzazione dei bambini, per cui: gravi problemi di comportamento, ritardo severo nello sviluppo psico-fisico e soprattutto di linguaggio, difficolta di relazione in particolare con gli adulti e per alcuni di loro anche problemi derivanti da abusi. Per questi bambini non era consigliato l affido ad una famiglia affidataria perche avevano bisogno inizialmente di un ambiente, seppur protetto, che desse una prima idea di famiglia mantenendo pero la comunita con un buon numero di bambini. Le eta così varie dei bambini, la presenza dei coniugi Beju come educatori e le dimensioni della casa, hanno contribuito alla creazione di condizioni e dinamiche molto simili a quelle presenti all interno di una famiglia. Violeta, la bambina proveniente dall istituto di Tulcea, un po piu grandina degli altri, insieme agli educatori si e occupata dei piu piccoli come di veri fratelli accompagnandoli a scuola, aiutandoli a vestirsi e insegnando loro numerose attività (dall utilizzo delle posate ai disegni fatti insieme ).

8 Il momento del pranzo alla casa famiglia di Macin, Tulcea Marzo 2003 La struttura ha tuttavia sofferto qualche inconveniente a causa di alcuni difetti nell isolamento degli infissi che comportano difficoltà di riscaldamento degli ambienti della casa. Solo a partire dal 2005 il Comune di Macin provvederà all allacciamento dell impianto della casa alla rete del gas. Di seguito riportiamo l elenco completo dei minori deistituzionalizzati ed accolti presso la casa famiglia: I minori della Casa famiglia di Macin, distretto di Tulcea, reinseriti in famiglia 1. Cojocaru George (30/09/93) accolto nel periodo gennaio-luglio 2003 e reinserito in famiglia naturale; 2. Itenco Cornel (29/10/1997) accolto nel periodo gennaio-marzo 2003 e reinserito in famiglia allargata. 3. Nastea Alin Catalin (19/03/1992) accolto nel periodo gennaio 2003 gennaio 2004 e reinserito in famiglia allargata; 4. Ceoran Vasile (30/12/1997) accolto nel periodo gennaio-ottobre 2003 e reinserito in famiglia naturale; 5. Ceoran Daniel (8/05/1989) accolto nel periodo gennaio-ottobre 2003 e reinserito in famiglia naturale;

9 6. Ceoran Mihai (02/07/1992) accolto nel periodo gennaio-ottobre 2003 e reinserito in famiglia naturale. I minori deistituzionalizzati e accolti presso le assistenti maternali 7. Titiriga Maria, accolta per quasi due anni e adottata nazionalmente nel distretto di Tulcea; 8. Gheorghe Georgiana, di 4 anni, attualmente presso una famiglia affidataria del distretto di Tulcea. La situazione attuale presso la Casa famiglia di Macin, distretto di Tulcea 9. Vlad Ionut (21/07/01) accolto in gennaio 2003; 10.Panait Gheorghe Liviu (19/01/2000) accolto in gennaio 2003; 11.Gheorghe Ionut Madalin (04/05/2001) accolto in aprile 2003; 12.Gheorghe Tatiana (01/06/2002) accolta in ottobre 2003; 13.Cojocaru Violeta (02/06/1988) accolta in gennaio 2003; 14.Pandele Nicoleta (06/03/1995) accolta a ottobre 2003; 15.Pandele Petruta (24/05/1997) accolta a ottobre 2003.

10 L organizzazione delle attivita Le attivita si riassumono principalmente in 3 fasi: - l individuazione dei minori in stato di abbandono per una loro accoglienza temporanea presso la casa famiglia; - il periodo di accoglienza dei bambini, per il recupero educativo, psico-motorio e di riappropriazione del clima familiare, nonche di positiva relazione con gli adulti; parallelamente si lavora con le famiglie per preparare il graduale reinserimento in famiglia; - il reinserimento vero e proprio in famiglia, con attivita costanti di monitoraggio, assistenza e supporto ai familiari e alla comunita locale. Le procedure sono le stesse per la gestione delle tre case. Viene inoltre realizzato un coordinamento mensile tra i responsabili di Inima pentru Inima, i rappresentanti di Amici dei Bambini e i tre direttori delle case famiglia; nato inizialmente soprattutto per confronti e discussioni di ordine amministrativo, e man mano diventato maggiormente relativo a problemi educativi e di recupero delle autonomie dei minori, nonche di gestione del personale. Il periodo di accoglienza e l evoluzione dei minori presso la casa famiglia. All arrivo alla casa, la procedura stabilita prevede tra le prime cose da fare le analisi mediche per ri-verificare lo stato di salute dei bambini. Nei primi giorni, l equipe inizia a definire anche il progetto personalizzato di recupero e di reinserimento per ogni minore accolto. Per ogni bambino viene tenuto un dossier contenente: anamnesi dai centri di accoglienza; certificato di nascita; inchiesta sociale di progetto; progetto educativo individualizzato di recupero e reinserimento; scheda di valutazione del bambino fatta dallo staff, per funzioni, e aggiornata periodicamente; raccomandazioni operative degli specialisti per gli educatori; rapporti di visite dei genitori; foto e lavoretti fatti dai bambini. Settimanalmente tutto il personale redige un rapporto di attività che viene sintetizzato dal direttore di ogni casa famiglia insieme ai suoi commenti e proposte. Di seguito alcuni stralci di un rapporto d attivita del direttore della casa famiglia.

11 [...] Nella settimana dal 5 al 12 dicembre 2003 sono continuate le attivita ordinarie, con l approvvigionamento alimentare, igienico e vario. In previsione delle festivita la casa e stata addobbata, ridipingendo l esterno insieme a tutta l equipe. Il direttore e gli assistenti sociali sono stati in visita dai minori reinseriti riscontrando la buona integrazione dei minori nella loro famiglia naturale, dove evolvono in maniera soddisfacente. I bimbi della casa famiglia stanno bene. Si sono svolte attivita educative giochi, disegni, memorizzazioni, musica-, combinate con attivita di sviluppo delle autonomie, di autoigiene e autosufficienza. In questo periodo i bambini sono attratti dall ascolto di cassette musicali con i canti tradizionali, dalla visione di video con cartoni animati e i piu grandicelli fanno anche disegni al computer. Continua il programma degli educatori di acquisizione di nuove parole, di svolgimento delle attivita proposte all asilo e a scuola, incoraggiando i piu grandi ad aiutare nelle faccende domestiche e nell attenzione dei piu piccini. Il 6 dicembre c e stata la visita a sorpresa di San Nicola, che ha portato dolci in cambio di poesie, balli e prove di abilita personali, che i minori non hanno esitato a mostrare, tra l incredulita di quella presenza e l eccitazione generale. Ed erano ancor piu impazienti per l arrivo di Babbo Natale! [il direttore della casa famiglia]. Le famiglie piu lontane, impossibilitate a venire, sono state visitate nei giorni seguenti, portando generi alimentari ed abiti. Oltre ai rapporti settimanali lo staff di specialisti quali medico e psicologo, mensilmente, o con frequenza secondo le necessita, indicano delle raccomandazioni per ogni bambino ad uso degli educatori. Questo per dare continuità e coerenza alle attività svolte da loro direttamente con i bambini. Potenziare la rete dei servizi sociali rivolti ai minori e alle famiglie Un altra misura di protezione sociale di minori abbandonati, alternativa all istituzionalizzazione, si realizza tramite l affido in famiglia di assistenti maternali, una specie di foster families, ma con altra motivazione e preparazione. Si tratta infatti di una professione, remunerata: basta avere una casa abbastanza grande ed aver seguito un corso di preparazione della durata di 60 ore e si diventa assistenti maternali professionali.

12 La politica, sostenuta a gran forza dall Unione Europea, di chiudere gli istituti, passa dal trasferimento dei minori dagli istituti alla rete di assistenti maternali, senza pero definire il periodo di permanenza del minore e le procedure per definitivarne la situazione familiare. Nel complesso del progetto, il ricorso agli assistenti maternali ha consentito che alcuni di loro siano stati adottati a livello nazionale, qualcuno e rientrato in famiglia, ma la maggior parte rimane per periodi lunghi dalle assistenti maternali. Le assistenti maternali di Inima pentru Inima sono state specificatamente preparate, curando la loro motivazione e buon senso, in modo da offrire comunque un ambiente familiare piu consono rispetto ad un istituto, e garantire alimentazione, igiene, cure personali ed attenzioni adeguate per un recupero e sviluppo del minore. Per coloro i cui genitori sono disinteressati viene richiesto l abbandono per poterli fare entrare nelle liste di adozione, preferibilmente di coppie rumene. In generale, i minori accolti presso le assistenti maternali sono quelli che o avevano bisogno di maggiori cure e attenzioni specifiche dove la singola persona di riferimento garantiva migliori risultati, o di bambini in stato di adottabilita, preparati pertanto dalle assistenti maternali all inserimento nella loro nuova famiglia adottiva. Favorire l accompagnamento psico-sociale, sanitario, scolastico, educativo e giuridico dei minori e rispettive famiglie Al momento del rientro definitivo in famiglia i bambini vengono accompagnati da un educatore referente e dall assistente sociale. Quest ultimo visita la famiglia con regolarita e con frequenza decrescente, da un paio di volte nella prima settimana fino ad arrivare ad una/due volte al mese nel primo anno. A seconda delle esigenze del minore e della sua famiglia si assicura anche la possibilita di incontri con lo psicologo della casa famiglia. Si provvede inoltre all iscrizione del bambino nelle liste del medico curante del luogo di residenza verificando direttamente le possibilita di seguirlo e le condizioni di questo. In casi di urgenza siamo stati avvertiti dai rispettivi medici e si e provveduto o a portare il bambino in questione all ospedale pediatrico della citta o a visite specialistiche in genere nella capitale se necessario. Con mezzi raccolti dalla fondazione partner Inima pentru Inima si e potuto anche portare un piccolo sostegno

13 mensile alle famiglie per coprire in parte le spese scolastiche e facilitare la frequenza scolastica. L assistente sociale di progetto, in genere in collaborazione con i servizi sociali pubblici della Direzione per la Protezione del Minore di riferimento, mantiene il legame con la famiglia fornendo informazioni giuridiche, accompagnando nelle pratiche per ottenere i sussidi per il bambino e monitorare l andamento dell inserimento professionale frequentemente fatto con il sostegno dell associazione. Per la casa famiglia di Macin si é terminato recentemente anche di allestire la corte esterna e la recinzione. Il personale addetto Il personale italiano impiegato e come da progetto un coordinatore di progetto nella persona di Roberto Zambrenti, cooperante per Amici dei Bambini, in Romania da maggio Il personale locale e costituito dall equipe della casa famiglia e dal coordinamento dello staff direttivo della fondazione partner Inima pentru Inima. Per la composizione dell equipe di Macin si e provveduto ad una selezione a cui ha poi fatto seguito la formazione specializzata, realizzata alla fine del La situazione attuale dei minori accolti I risultati raggiunti fino ad ora possono considerarsi positivi. Cornel Itenco e ora affidato alla nonna materna in un comune non lontano dalla casa famiglia e continua ad essere visitato dalla nostra equipe. George Cojocaru e stato reintegrato in famiglia naturale nel comune Greci in cui c e una presenza importante di italiani immigrati durante la guerra. Anche i tre fratellini Vasile, Daniel e Mihai Ceoran sono stati reinseriti nella loro famiglia naturale. Si tratta di una famiglia veramente molto povera che vive in residence con affitti bassissimi per famiglie bisognose in una zona popolata da famiglie quasi solo di etnia rom. I bambini continuano ad andare a scuola e pur nella ristrettezza dei mezzi a disposizione e qualche difficolta nell apprendimento, sono pero insieme nella loro famiglia.

14 Violeta Cojocaru, che arrivata alla casa aveva notevoli problemi di comportamento, ha iniziato come si diceva a responsabilizzarsi verso gli altri bambini, ad impegnarsi a scuola e con l aiuto dell equipe a raggiungere un equilibrio psico-emotivo sufficiente per il suo reinserimento in famiglia. Alin Nastea ha richiesto uno speciale sforzo da parte dello psicologo e un periodo di adattamento alla famiglia piu lungo. La famiglia del padre e quella che gli e stata piu vicina e nella quale e ora possibile il reinserimento. Sono passati anche altri bambini alla casa: è il caso di Panait George Liviu, prossimo anche lui al rientro, sempre nella famiglia paterna risultata piu affidabile. Pandele Nicoleta e la sorellina Petruta, entrambe con un comportamento deviato, hanno anche loro seguito un trattamento psicologico piu intenso: Petruta, nonostante i suoi sei anni, frequenta ancora l asilo ed entrambe si stanno ora preparando anche loro al reinserimento in famiglia. Infine per Vlad Ionut (nella foto), unico caso per cui e risultata evidente l impossibilita di reinserimento in famiglia biologica e anche allargata, si e proceduto a finalizzare le pratiche di abbandono e si cerca ora per lui una famiglia adottiva nazionale o internazionale se a causa delle sue origini rom non sara possibile mantenerlo nel suo Paese. Pertanto, fino ad oggi, sono stati deistituzionalizzati 15 minori, di cui 6 reinseriti in famiglia naturale o allargata e 1 adottato da una famiglia rumena; 7 rimangono ospiti temporanei della casa famiglia e 1 minore presso una famiglia affidataria (assistente maternale), necessitando di maggiori cure e una presenza dedicata da parte di una persona di riferimento.

15 Collocamento dell intervento in relazione alle politiche sociali e al processo di riforma del sistema nazionale di Protezione dei Minori. Con le autorita locali Comune di Macin, Direzione per la Protezione del Bambino di Tulcea, Commissione per la Protezione dei Diritti del Minore del Consiglio distrettuale - la situazione prosegue con una buona collaborazione, anche se la situazione e sensibilmente cambiata dall avvio del progetto. Le autorita locali sono infatti maggiormente impegnate nella realizzazione delle nuove strutture, secondo le indicazioni del Piano di Riforma del Sistema di Protezione del Minore, con una politica che sostiene in particolare la chiusura degli istituti, affidando i minori presso gli assistenti maternali, senza pero una precisa strategia che consenta al minore di vivere in una vera famiglia, in modo definitivo. Per tale motivo, inizia tuttavia ad essere piu difficile individuare minori da reinserire, poiche questi vengono integrati direttamente dai centri di accoglienza alle famgilie dalle Direzioni locali, mentre rimangono i casi piu complessi da risolvere. Si assiste ad un innalzamento dell eta dei minori accolti alle case famiglia, poiche sono proprio i piu piccoli ad essere affidati alle assistenti maternali. Le case famiglia, in genere, sono utilizzate per quei minori che non hanno la possibilita di essere reintegrati in famiglia (si veda in tal senso l allegato sull organizzazione delle case famiglie in Romania). Mentre, i minori con possibilita di reinserimento, o vengono reinseriti in famiglia o affidati temporaneamente alle assistenti maternali. Sebbene si tratti di un notevole passo avanti rispetto alla condizione di qualche anno fa, vi sono ancora degli aspetti da considerare: - il reinserimento diretto in famiglia deve necessariamente dotarsi di un servizio di supporto e monitoraggio che accompagni questa fase delicata e valuti gli interventi utili per evitare che la situazione di difficolta si ripresenti nuovamente; - riguardo all affido presso gli assistenti maternali, essi si sostituiscono positivamente alle case famiglia fino a quando non vi siano casi di minori problematici, per i quali e importante avvalersi del sostegno di specialisti per il recupero psicomotorio, dallo psicologo, al fisioterapeuta. Da un lato si deistituzionalizza moltissimo; dall altro il reinserimento e ancora fragile e poco strutturato metodologicamente.

16 Monitoraggio e valutazioni per il futuro. A fine luglio e stato realizzato un monitoraggio da parte del responsabile d area dei paesi dell Est, dott.emanuele Cremona e alla responsabile del controllo di gestione, dott.ssa Irene Catanzariti. Nell occasione erano inoltre presenti i volontari cooperanti di Amici dei Bambini Ucraina e Moldavia, che hanno visitato una delle case famiglia e gli altri progetti esistenti di Amici dei Bambini e di Inima pentru Inima. Sono stati realizzati incontri istituzionali, con l Ambasciatore Italiano a Bucarest, con la rappresentante dell Autorita Nazionale per la Protezione del Minore e l Adozione, sig.na Sonia Vali Botezatu e con i direttori delle Direzioni per la Protezione del Minore di Braila e di Tulcea. In seguito alla visita si e constatata la situazione dei minori in difficolta nel distretto di Tulcea, presentata dalla direttrice aggiunta della Direzione per la Protezione del Minore di Tulcea, la sig.ra Teodoru, e in sintesi: 480 bambini seguiti dai loro servizi, 20 bambini grandi in un centro di accoglienza, diversi appartamenti comunita per giovani post-istituzionalizzati, 60 bambini adottabili parte dei quali ancora accolti in istituto, 210 assistenti maternali con molti bambini adottabili di eta tra i 2-3 anni, alcune case famiglia per l accoglienza di lungo termine raggruppate in piccoli gruppi a volte di tre case finanziate da Banca Mondiale e Phare, alcuni centri diurni per bambini in difficolta, 2 centri di accoglienza per bambini disabili sostenuti da ong e un centro maternale per coppie madre-figlio a rischio di abbandono. La strategia distrettuale ha come priorita attualmente: - trovare soluzioni per giovani post-istituzionalizzati in strutture quali appartamenti sociali; - arrivare a chiudere l ultimo centro esistente in cui hanno accolto un po tutti i bambini che rimangono dagli altri centri. Il progetto della casa famiglia di Tulcea rimane attivo, essendo adesso nel suo pieno svolgimento, e proseguira con le attivita strettamente connesse agli obiettivi generali e specifici a tutela del minore in difficolta per tutto il 2004.

17 Verranno continuati i monitoraggi sulle famiglie, sia dei minori accolti che di quelli reinseriti; gli incontri di coordinamento con le istituzioni, le visite negli istituti e tutte le altre attivita svolte da Ai.Bi. Amici dei Bambini in Romania: per la prevenzione all abbandono, il sostegno a ragazze madri e famiglie a rischio, l inserimento socioprofessionale di ragazze maggiorenni post-istituzionalizzate, gli interventi di animazione educativa negli istituti e nei quartieri in difficolta di Bucarest e la promozione del volontariato con il coinvolgimento dei giovani membri della societa civile rumena. Si intensificheranno inoltre gli incontri istituzionali, potendo adesso proporre i primi risultati concreti di questo intervento, alternativo all istituzionalizzazione, centrato sul sostegno alla famiglia, alla responsabilizzazione dei genitori, dei parenti, come pure degli educatori, degli operatori sociali locali e delle comunita ove si trovano le strutture case famiglia. Particolare attenzione verra rivolta al processo di trasformazione in atto in Romania riguardante gli istituti statali dove sono accolti i minori in stato di abbandono. La progressiva chiusura di tali centri di accoglienza potrebbe modificare le tappe per il reinserimento del minore in famiglia e quindi anche la strategia connessa a questo progetto. Tuttavia, le case famiglia rimarranno dei centri comunitari per la protezione del minore ed in particolare per il recupero psico-motorio del bambino e per il sostegno psicologico e giuridico dei familiari. Per la casa famiglia di Macin-Tulcea si potrebbe delineare anche l ipotesi di una trasformazione in centro diurno, se i risultati del monitoraggio in corso confermeranno la sua necessita. In caso positivo, la Direzione locale per la Protezione del Minore si assumerebbe i costi amministrativi ed in parte del personale, mentre il resto verra coperto dalla fondazione partner Inima pentru Inima. Rinforzare l idea di famiglia In conclusione, due sono le fasi individuate nel processo di riforma del sistema di protezione dei minori in Romania: attualmente un forte dinamismo in atto in questi ultimi 2 anni da parte del Governo Rumeno e dei Servizi Pubblici Specializzati per chiudere progressivamente gli istituti, sebbene cio si limiti ancora alla fase intermediaria; in futuro, invece, si prevede una diminuzione dell attenzione da parte

18 dello Stato rumeno riguardo alla condizione del minore, che gia dal 2004 non verra piu considerata una priorita nazionale. Nel prossimo futuro occorrera superare la pratica e cultura di uno stato assistenzialista e il cittadino, la comunita locale, l associazione di quartiere, e altre realta della societá civile dovranno implicarsi maggiormente per la risoluzione dei problemi. E quindi fondamentale avviare delle politiche a sostegno della famiglia, in generale, e delle famiglie in difficolta in particolare. Ecco quindi che la strategia per il futuro dei minori in difficolta della Romania si colloca in questa fase, per incoraggiare e favorire il passaggio dalla fase intermedia al pieno e definitivo reinserimento in famiglia. Questo si potra realizzare con degli operatori sociali opportunamente preparati, che affianchino le autorita pubbliche per lavorare a stretto contatto con le famiglie: da quelle dei minori reinseriti, a quelle degli assistenti maternali, fino alle famiglie adottive, intessendo relazioni con tutti i servizi sociali attivi sul territorio, per sostenere e promuovere un modello forte di Famiglia. Una famiglia responsabile. Una famiglia che accoglie. Un idea di famiglia diversa da quella disgregata, comunemente nota quando si parla di Romania. Amici dei Bambini Sede di Bucarest: Strada Dr.Vasile Sion 6, settore 1 - Tel/fax website:

19 ALLEGATI Rapporto sulla tavola rotonda L organizzazione delle case famiglia come alternative di protezione dei minori in difficolta In Romania esistono attualmente oltre 450 strutture di tipo familiare, di vario tipo, con obiettivi, metodologie e preparazione del personale che variano di molto. Spesso si tratta di istituti, riconvertiti in moduli familiari. Le case famiglia del nostro progetto sono concepite come strutture residenziali in grado di riprodurre il clima familiare ed accogliere fino a 8-10 minori e sono le uniche 3 case famiglia della Romania adibite al reinserimento in famiglia definitiva. Amici dei Bambini Romania ha partecipato con il progetto della rete di case famiglia ad una tavola rotonda su L organizzazione delle case famiglia come alternative di protezione dei minori in difficolta. La tavola rotonda é stata organizzata dalla Direzione per la Protezione del Minore di Arad, dall Associazione SOS Copiii e dalla Federazione delle ong per l infanzia romene (FONPC). Questo incontro ha fatto seguito agli incontri realizzati il 6-7 Maggio a Santana, il 9 Maggio a Cluj e il 9-11 giugno ad Arad sempre in Romania. Ad ogni incontro sono state invitate Direzioni per la Protezione del Minore e ONG che hanno case famiglia, principalmente quelle membre della FONPC, la Federazione delle ONG per la Protezione dei Minori. Amici dei Bambini e stata invitata all incontro dal 9 all 11 giugno Trattandosi di un incontro tecnico, riguardante il funzionamento delle case (procedure, regolamenti, amministrazione, ) si e ritenuto utile ed importante che partecipassero anche i direttori delle 3 case. E cosi per l incontro del giugno, dove hanno partecipato sia rappresentanti di Amici dei Bambini che di Inima pentru Inima. L incontro e stato organizzato ad Arad perche qui e nata la prima casa di tipo familiare, nel 1990 e questo e uno dei distretti con maggior presenza di case di tipo familiare. La conversione degli istituti in moduli familiari, avviata dal 90, ha portato alla chiusura di tutti gli istituti di questo distretto. I minori che vengono abbandonati

20 entrano percio in queste case famiglia e, dai anni in su passano in centri per giovani, sempre a modulo familiare. Arad e una cittadina ad ovest della Romania, vicino al confine con la Serbia, 60km. a nord di Timisoara. L influenza tedesca e ungherese si fanno particolarmente sentire; tutta questa regione del nord-ovest ha condizioni economiche, sociali, somatiche e culturali ben piu prossime ai paesi dell Europa occidentale. Rispetto al sud del paese si avverte minor corruzione, maggior serieta nel lavoro, minori tensioni sociali e una migliore armonia tra urbanizzazione e realta rurale. Dalla tavola rotonda sono usciti alcuni dati statistici: n. di case famiglia in Romania: 466 nel distretto di Arad: 57 capacita min-max 8-12 bambini, frequente 5-8 bambini, numerose bambini, alcune 6-12 bambini n. di minori accolti: 4, eta : 1-18, 14-18, anni 1-8, anni salute: n. di personale attivo nelle case famiglia: normale, HIV, disabilita mentali minimo-massimo: 3-31 normale,ritardi mentali 3-6 persone n. piu frequente: 4-5 persone/casa 4-5 per casa Con personale permanente (famiglie/mamme): note: 22 distretti in 52 case - Dati secondo fonti trasmesse dalle DPM a marzo nel 2000 l ANPCA comunicava 121 strutture familiari per circa 1,000 minori - la crescita di queste strutture determina importanti cambiamenti professionali, sia sulla preparazione degli operatori che a livello organizzativo, manageriale e amministrativo - nel distretto di Arad ci sono 31 case gestite dalla Direzione e 26 da ONG. In conclusione in Romania in questo momento si fa la distizione tra case di tipo familiare e case famiglia. La differenza della denominazione viene data nel primo caso se si tratta di una struttura che presenta ancora un certo grado di istituzionalizzazione (istituti riconvertiti con moduli di tipo familiare, non piu le grandi camerate, ma spazi cucina, camere da letto, bagni e soggiorni per gruppi di 4-8 bambini), e nel secondo

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi Questo documento vuole essere una sintetica descrizione dei servizi e delle opportunità che i servizi sociali del Comune-tipo

Dettagli

2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e

2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e 2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e Gruppo percorsi assistenziali Partecipanti al gruppo - Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia

Dettagli

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus Carta dei Servizi Famiglie Anziani Infanzia Indice di revisione n. 1 del 1/3/2014 3 INDICE CHI SIAMO IDENTITA E VALORI 4 5 COSA FACCIAMO

Dettagli

Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006)

Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006) Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006) Art.1 (Oggetto e finalità) 1. La Regione con la presente legge, in armonia

Dettagli

PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1

PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 TITOLO DEL PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 Settore e Area di Intervento: Settore: ASSISTENZA

Dettagli

1. Premessa. 2. Finalità ed obiettivi

1. Premessa. 2. Finalità ed obiettivi Allegato B REGOLAMENTO PER LA PREDISPOSIZIONE E PER IL FINANZIAMENTO DELLE IMPEGNATIVE DI CURA DOMICILIARE PER PERSONE CON GRAVE DISABILITÀ PSICHICA ED INTELLETTIVA (ICDp) 1. Premessa La normativa nazionale

Dettagli

Presentazione di un caso

Presentazione di un caso Presentazione di un caso Corso Tutor per l autismo (Vr) Roberta Luteriani Direzione Didattica (BS) Caso: Giorgio 8 anni! Giorgio è un bambino autistico verbalizzato inserito in seconda elementare. Più

Dettagli

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con:

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: V E NIDO DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE R ENTI LOCALI T QUARTIERE I C SCUOLA DELL INFANZIA FAMIGLIA

Dettagli

Catalogo dei servizi residenziali, semiresidenziali, territoriali e domiciliari di cui al Regolamento di attuazione della L.R.

Catalogo dei servizi residenziali, semiresidenziali, territoriali e domiciliari di cui al Regolamento di attuazione della L.R. Catalogo dei servizi residenziali, semiresidenziali, territoriali e domiciliari di cui al Regolamento di attuazione della L.R. /2007 Sommario PREMESSA COMUNE ALLE SEZIONI A E B...3 SEZIONE A - SERVIZI

Dettagli

MODELLO DI ADESIONE ALLA CONSULTA COMUNALE. (inviare a: consultaorganizzazionisociali@comune.messina.it)

MODELLO DI ADESIONE ALLA CONSULTA COMUNALE. (inviare a: consultaorganizzazionisociali@comune.messina.it) MODELLO DI ADESIONE ALLA CONSULTA COMUNALE (inviare a: consultaorganizzazionisociali@comune.messina.it) Oggetto:Richiesta di ammissione alla Consulta delle Organizzazioni che operano nel settore delle

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

dall introduzione dell Assessore Luppi

dall introduzione dell Assessore Luppi Presenti: Giulia Luppi Assessore alla scuola Alessandra Caprari pedagogista Maurizia Cocconi insegnante Scuola Primaria De Amicis Giuliana Bizzarri insegnante Scuola d infanzia A.D Este Tondelli Rita insegnante

Dettagli

Protocollo d intesa. tra. Ministero della Giustizia. Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza. Bambinisenzasbarre ONLUS

Protocollo d intesa. tra. Ministero della Giustizia. Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza. Bambinisenzasbarre ONLUS Protocollo d intesa tra Ministero della Giustizia Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza e Bambinisenzasbarre ONLUS IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA L'AUTORITÀ GARANTE PER L'INFANZIA E L ADOLESCENZA

Dettagli

I Centri per le Famiglie dell Emilia-Romagna

I Centri per le Famiglie dell Emilia-Romagna I Centri per le Famiglie dell Emilia-Romagna Sono 33. Obiettivo: un CpF per ogni distretto sanitario. 10 sono in Romagna Aree di attività dei CpF: Informazione (risorse e servizi per bambini e genitori,

Dettagli

Un percorso nell affido Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali. Campagna per la promozione dell affidamento familiare

Un percorso nell affido Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali. Campagna per la promozione dell affidamento familiare Un percorso nell affido Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Campagna per la promozione dell affidamento familiare Il primo diritto che andrebbe assicurato ad ogni bambino è quello

Dettagli

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità Introduzione AIAS Bologna onlus, in collaborazione con altre organizzazioni europee, sta realizzando un progetto che intende favorire lo sviluppo di un ambiente positivo nelle famiglie dei bambini con

Dettagli

in collaborazione con BANDO 2015 UN NIDO PER OGNI BAMBINO

in collaborazione con BANDO 2015 UN NIDO PER OGNI BAMBINO in collaborazione con Il contesto di riferimento BANDO 2015 UN NIDO PER OGNI BAMBINO L obiettivo fissato dall Unione Europea che si prefiggeva di raggiungere una ricettività del 33% dei nidi e in generale

Dettagli

Cooperativa COS Cooperativa Operatori Sanitari

Cooperativa COS Cooperativa Operatori Sanitari Cooperativa COS Cooperativa Operatori Sanitari Società Cooperativa sociale onlus corso Torino 4/3 16129 Genova tel. 010 5956962 fax 010 5950871 info@cosgenova.com; coscooperativa@fastwebnet.it 1 Sede legale

Dettagli

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI

PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI PIANO DISTRETTUALE DEGLI INTERVENTI del Distretto socio-sanitario di Corigliano Calabro Rif. Decreto Regione Calabria n. 15749 del 29/10/2008 ANALISI DELBISOGNO

Dettagli

Progetto: Dai colore ai tuoi sogni

Progetto: Dai colore ai tuoi sogni Progetto: Dai colore ai tuoi sogni Un po di storia Il seme dell affido è germogliato in casa Tagliapietra nel lontano 1984 su un esigenza di affido consensuale in ambito parrocchiale. Questo seme ha cominciato

Dettagli

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA P9.07.1 attività didattica scuoleinfanzia.doc P9.07.1 Comune di Rimini p.za Cavour, 27 47921 Rimini http://qualità.comune.rimini.it Direzione e di Protezione Sociale via Ducale, 7 47900 Rimini tel. 0541/

Dettagli

REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali

REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali AMBITO TERRITORIALE DI AGNONE AGNONE BELMONTE DEL SANNIO CAPRACOTTA CAROVILLI CASTEL DEL GIUDICE CASTELVERRINO PESCOPENNATARO PIETRABBONDANTE POGGIO SANNITA SAN PIETRO AVELLANA SANT ANGELO DEL PESCO VASTOGIRARDI

Dettagli

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 9306 LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 Norme per la sicurezza, la qualità e il benessere sul lavoro. IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE I Progetti Personalizzati sono rivolti a minori e adulti con disabilità, residenti nel territorio dell Azienda ULSS n.

Dettagli

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo?

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? In Italia, secondo valutazioni ISTAT, i nonni sono circa undici milioni e cinquecento mila, pari al 33,3% dei cittadini che hanno dai 35 anni in su. Le donne

Dettagli

18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza italiana

18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza italiana 18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza italiana Edizione giugno 2014 IndICe prefazione 3 Buon compleanno!! 5 chi è cittadino italiano per la legge? 6 perchè diventare cittadini italiani?

Dettagli

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 TITOLO DEL PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 Settore e Area di Intervento: SETTORE: ASSISTENZA AREA: ESCLUSIONE GIOVANILE OBIETTIVI DEL

Dettagli

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Realizzata da: Commissionata da: 1 INDICE 1. Metodologia della ricerca Pag. 3 2. Genitori e Internet 2.1 L utilizzo del computer e di Internet in famiglia

Dettagli

Project Work. La campagna di sensibilizzazione sull affido familiare

Project Work. La campagna di sensibilizzazione sull affido familiare Project Work La campagna di sensibilizzazione sull affido familiare Autori Barbara Gastaldin, Elisabetta Niccolai, Federica Lodolini Servizi ASP Seneca Distretto Pianura Ovest, Servizio Sociale Minori

Dettagli

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO ALLEGATO 6 TITOLO DEL PROGETTO: ANNO RICCO MI CI FICCO SETTORE e Area di Intervento: Settore A: Assistenza Aree: A02 Minori voce 5 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO OBIETTIVI DEL PROGETTO OBIETTIVI GENERALI

Dettagli

Titoli di soggiorno che consentono l esercizio di attività lavorativa

Titoli di soggiorno che consentono l esercizio di attività lavorativa Titoli di soggiorno che consentono l esercizio di attività lavorativa Per poter lavorare in Italia il cittadino straniero non comunitario deve essere in possesso del permesso di soggiorno rilasciato per

Dettagli

ORGANIZZAZIONE CORSI Referente: D.ssa Anna Incelli

ORGANIZZAZIONE CORSI Referente: D.ssa Anna Incelli (Gustav Klimt, 1905) CONSULTORIO FAMILIARE RIETI Responsabile: Dr. Attilio Mozzetti ORGANIZZAZIONE CORSI Referente: D.ssa Anna Incelli (Immagini tratte dal web e utilizzate per finalità istituzionali)

Dettagli

Provincia di Sassari. C.A.P. 07010 Via A. Mariani n 1 tel. 079 80 50 68 Fax 079 80 53 20

Provincia di Sassari. C.A.P. 07010 Via A. Mariani n 1 tel. 079 80 50 68 Fax 079 80 53 20 C O M U N E D I M A R A Provincia di Sassari C.A.P. 07010 Via A. Mariani n 1 tel. 079 80 50 68 Fax 079 80 53 20 Email: protocollo@comune.mara.ss.it Pec: protocollo@pec.comune.mara.ss.it SERVIZIO AFFARI

Dettagli

ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI

ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI L argomento che tratterò è molto discusso in tutto il mondo. Per introdurlo meglio inizio a darvi alcune informazioni sul matrimonio omosessuale, il quale ha sempre

Dettagli

QUANTI ANNI DURA LA SCUOLA?

QUANTI ANNI DURA LA SCUOLA? QUANTI ANNI DURA LA SCUOLA? La scuola è obbligatoria dai 6 ai 16 anni e comprende: 5 anni di scuola primaria (chiamata anche elementare), che accoglie i bambini da 6 a 10 anni 3 anni di scuola secondaria

Dettagli

COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione

COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione UNICEF Centro di Ricerca Innocenti COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione Per ogni bambino Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione Firenze, 15 marzo 2004 UNICEF Centro

Dettagli

IndICe. 18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza ItalIana

IndICe. 18 anni... in Comune! I tuoi passi verso la cittadinanza ItalIana IndICe prefazione 3 Buon compleanno!! 5 chi è cittadino italiano per la legge? 6 cosa significa diventare cittadino italiano? 7 come muoverti? 8 senza cittadinanza 9 devi sapere 11 Prefazione Cari ragazzi,

Dettagli

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO Settore di intervento: Assistenza agli anziani Sede di attuazione del Benevento 1- VIA DEI LONGOBARDI 9 progetto: Numero di volontari richiesti: 4 Attività di

Dettagli

RESIDENZA LE ROSE SCHEDA SERVIZIO DATI ANAGRAFICI STRUTTURA. Residenza LE ROSE. Via delle Rose, 7 35034 Lozzo Atestino PD. info@residenzalerose.

RESIDENZA LE ROSE SCHEDA SERVIZIO DATI ANAGRAFICI STRUTTURA. Residenza LE ROSE. Via delle Rose, 7 35034 Lozzo Atestino PD. info@residenzalerose. RESIDENZA LE ROSE DATI ANAGRAFICI STRUTTURA SCHEDA SERVIZIO Residenza LE ROSE DENOMINAZIONE Via delle Rose, 7 35034 Lozzo Atestino PD INDIRIZZO CAP CITTÀ PROVINCIA 0429 644544 TELEFONO info@residenzalerose.net

Dettagli

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna A cura dell ABC Sardegna, ediz. rivista in ottobre 2005 L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna La Legge Nazionale 162/98 ha apportato modifiche alla legge quadro sull handicap L.104/1992, concernenti

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

L ECC la sua sperimentazione in Italia. Creare una base comune per il lavoro di cura

L ECC la sua sperimentazione in Italia. Creare una base comune per il lavoro di cura L ECC la sua sperimentazione in Italia Evert-Jan Hoogerwerf (AIAS Bologna onlus) Referente dell ECC per Italia Membro del CD dell ECC Creare una base comune per il lavoro di cura Piano di lavoro 1. Comprensione

Dettagli

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A tutti i Ministeri - Uffici di Gabinetto -Uffici del

Dettagli

Linee Guida sull Accoglienza dei bambini fuori dalla famiglia d origine

Linee Guida sull Accoglienza dei bambini fuori dalla famiglia d origine Linee Guida sull Accoglienza dei bambini fuori dalla famiglia d origine Un progetto delle Nazioni Unite Il calore di una casa per ogni bambino Oltrepassare i confini dell accoglienza e del sostegno ai

Dettagli

L ADOZIONE NELLA PROVINCIA DI TRENTO: LE PROBLEMATICHE DELLE FAMIGLIE E LE RISPOSTE DEI SERVIZI NEL PERIODO SUCCESSIVO AL PRIMO ANNO POST- ADOTTIVO.

L ADOZIONE NELLA PROVINCIA DI TRENTO: LE PROBLEMATICHE DELLE FAMIGLIE E LE RISPOSTE DEI SERVIZI NEL PERIODO SUCCESSIVO AL PRIMO ANNO POST- ADOTTIVO. L ADOZIONE NELLA PROVINCIA DI TRENTO: LE PROBLEMATICHE DELLE FAMIGLIE E LE RISPOSTE DEI SERVIZI NEL PERIODO SUCCESSIVO AL PRIMO ANNO POST- ADOTTIVO. Ricercatrice: Serena Bezzi Trento, gennaio 2009 - giugno

Dettagli

Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Autorizzazione e vigilanza

Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Autorizzazione e vigilanza Dipartimento di Sanità Pubblica S a l u t e è S a p e r e Azioni di Prevenzione n. 2 28 Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Indice Presentazione Strutture Sanitarie Introduzione Contesto Risultati

Dettagli

INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE

INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE Ricerca condotta dall Ufficio della Consigliera di Parità sul personale part time dell Ente (luglio dicembre 007) INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

La popolazione in età da 3 a 5 anni residente nel comune di Bologna. Giugno 2015

La popolazione in età da 3 a 5 anni residente nel comune di Bologna. Giugno 2015 La popolazione in età da 3 a 5 anni residente nel comune di Bologna Giugno 2015 La presente nota è stata realizzata da un gruppo di lavoro dell Area Programmazione, Controlli e Statistica coordinato dal

Dettagli

Presentazione ai Dirigenti Scolastici

Presentazione ai Dirigenti Scolastici Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino

Dettagli

Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara

Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara PROMECO Progettazione e intervento per la prevenzione Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara Aprile 2006 Premessa Punti di forza, obiettivi raggiunti Elementi su cui

Dettagli

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO Premessa L estate per i bambini è il tempo delle vacanze, il momento in cui è possibile esprimersi liberamente, lontano dalle scadenze, dagli impegni, dai compiti, dalle

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP SCUOLA PRIMARIA PARITARIA SCUOLA PRIMARIA PARITARIA via Camillo de Lellis, 4 35128 Padova tel. 049/8021667 fax 049/850617 e-mail: primaria@donboscopadova.it website: www.donboscopadova.it GRUPPO DI LAVORO

Dettagli

La nostra offerta Anno scolastico 2014-2015

La nostra offerta Anno scolastico 2014-2015 La nostra offerta Anno scolastico 2014-2015 Gentile Famiglia, nel presente opuscolo trovate il Contratto di corresponsabilità educativa e formativa ed il Contratto di prestazione educativa e formativa.

Dettagli

REGOLAMENTO UNICO DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI

REGOLAMENTO UNICO DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI Fondazione di partecipazione dei Comuni di Casole d Elsa Colle di Val d Elsa Poggibonsi San Gimignano Radicondoli REGOLAMENTO UNICO DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI - 1- INDICE Premessa... 5 Titolo Primo

Dettagli

L ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE - ANF E L ASSEGNO FAMILIARE - AF

L ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE - ANF E L ASSEGNO FAMILIARE - AF L ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE - ANF E L ASSEGNO FAMILIARE - AF A cura di Adelmo Mattioli Direttore regionale Inca-Cgil Emilia Romagna Silverio Ghetti Segretario regionale Spi-Cgil Romagna L ASSEGNO

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME

ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME Gli Orari Visite Fiscali 2014 2015 INPS lavoratori assenti per malattia dipendenti pubblici, insegnanti, privati,

Dettagli

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa,

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa, CONSIGLIO D EUROPA Raccomandazione CM/REC(2014) 3 del Comitato dei Ministri agli Stati Membri relativa ai delinquenti pericolosi (adottata dal Comitato dei Ministri il 19 febbraio 2014 nel corso della

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI Ufficio del Piano di Zona Sociale dell' Ambito Territoriale A 1 COMUNE DI ARIANO IRPINO Capofila REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI erogato nei Comuni dell ambito territoriale

Dettagli

Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri

Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri MPI - USP di Padova Comune di Padova Settore Servizi Scolastici Centro D.A.R.I. Una scuola per tutti Percorso di formazione per docenti Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri I parte a cura

Dettagli

Il lavoro per progetti

Il lavoro per progetti Il lavoro per progetti (personalizzati, di attività,, di servizio, ) nei servizi alla persona Gianmaria Gioga Padova, 7 giugno 2013 QUALI SERVIZI ALLA PERSONA? I servizi alla persona devono connotarsi

Dettagli

Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT)

Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) Fondamenti giuridici delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento Numerosi sono i fondamenti normativi e di principio che stanno alla base del diritto

Dettagli

PROGETTO ACCOGLIENZA RIFUGIATI SOMALI

PROGETTO ACCOGLIENZA RIFUGIATI SOMALI ASSOCIAZIONE ROS ACCOGLIENZA ONLUS Piazza del Popolo, 22 Castagneto Carducci (LI) Tel. 0565 765244 FAX 0586 766091 PROGETTO ACCOGLIENZA RIFUGIATI SOMALI Target I beneficiari del progetto saranno circa

Dettagli

Linee Guida sull Accoglienza Etero-familiare

Linee Guida sull Accoglienza Etero-familiare Linee Guida sull Accoglienza Etero-familiare Un progetto delle Nazioni Unite Una casa piena d amore per ogni bambino Oltrepassare i confini nell accoglienza e nel sostegno ai bambini e alle famiglie 2

Dettagli

L esperienza irlandese: affrontare l abuso agli anziani

L esperienza irlandese: affrontare l abuso agli anziani L esperienza irlandese: affrontare l abuso agli anziani 2011 Censite 535,595 2021Stimate 909,000 Età 80+ 2.7% della popolazione nel 2011 14% dal 2006 2041-1397,000 7.3% della popolazione nel 2041 La maggior

Dettagli

Parma, 23 settembre 2011. Dal modello formativo europeo al percorso formativo per l assistente familiare non professionale

Parma, 23 settembre 2011. Dal modello formativo europeo al percorso formativo per l assistente familiare non professionale Parma, 23 settembre 2011 Dal modello formativo europeo al percorso formativo per l assistente familiare non professionale Dopo il meeting europeo svoltosi a Granada e partendo dal percorso formativo l

Dettagli

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi.

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi. Pagina 1 di 14 SOMMARIO Sommario...1 Introduzione...2 1. Scopo...2 2. campo di applicazione...3 3 Riferimenti...3 3.1 Riferimenti esterni...3 3.2 Riferimenti interni...3 4. Abbreviazioni utilizzate...4

Dettagli

SICUREZZA & INGEGNERIA

SICUREZZA & INGEGNERIA SICUREZZA & INGEGNERIA Centro Formazione AiFOS A707 MA.CI - S.R.L. AGENZIA FORMATIVA E SERVIZI PROFESSIONALI PER LE IMPRESE Organismo accreditato dalla Regione Toscana PI0769 C.F./Partita IVA 01965420506

Dettagli

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE FAMIGLIA IN COMPAGNIA (allegato n. 2) PREMESSA Il Progetto FAMIGLIA IN COMPAGNIA mette al

Dettagli

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE?

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? Storia narrata da Teresa Carbé Da oltre 10 anni, con mio marito e i miei figli, abbiamo deciso di aprirci all affidamento familiare, e ciò ci ha permesso di

Dettagli

I MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI : ASPETTI GIURIDICI

I MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI : ASPETTI GIURIDICI COMUNE DI BOLOGNA SETTORE COORDINAMENTO SERVIZI SOCIALI SERVIZIO GENITORIALITÀ ED INFANZIA 40122 Bologna Viale Vicini 20 tel. 051/203770 fax 051/203768 Bologna, 26.09.2003 I MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI

Dettagli

Manifesto dei diritti dell infanzia

Manifesto dei diritti dell infanzia Manifesto dei diritti dell infanzia I bambini costituiscono la metà della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Circa 100 milioni di bambini vivono nell Unione europea. Le politiche, la legislazione

Dettagli

CURSOS AVE CON TUTOR

CURSOS AVE CON TUTOR CURSOS AVE CON TUTOR DOMANDE PIÙ FREQUENTI (FAQ) A che ora ed in quali giorni sono fissate le lezioni? Dal momento in cui riceverai le password di accesso al corso sei libero di entrare quando (24/24)

Dettagli

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Obiettivo dell incontro - Descrivere la fase evolutiva del bambino (fase 3-6 anni). - Attivare un confronto

Dettagli

CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI

CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI PREMESSO CHE Nel 2001 è stata adottata in Italia la prima Carta dei diritti dei bambini in ospedale. Tale Carta era già ispirata alle norme

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) Via Acquasantianni s.n. - (Tel. 0874-871770 - Fax 0874-871770) Sito web: http://digilander.libero.it/ictrivento/ - e-mail: cbmm185005@istruzione.it

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE E LA CONSEGNA DELLE DOMANDE DI ISCRIZIONE ANNO SCOLASTICO 2015/2016

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE E LA CONSEGNA DELLE DOMANDE DI ISCRIZIONE ANNO SCOLASTICO 2015/2016 ISTITUTO COMPRENSIVO DI PASIAN DI PRATO Pasian di Prato (UD) - Via Leonardo da Vinci, 23 - C.A.P. 33037 tel/fax: 0432 699954 e-mail: ddpasian@tin.it udic856004@istruzione.it udic856004@pec.istruzione.it

Dettagli

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale.

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale. PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA NORME DI COMPORTAMENTO DOCENTI: I docenti si impegnano a: 1. Fornire con il comportamento in classe esempio di buona condotta ed esercizio di virtù. 2. Curare la chiarezza

Dettagli

REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE

REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE Premessa Impresa in azione è il programma didattico dedicato agli studenti degli ultimi anni della Scuola Superiore e pensato per valorizzare la creatività e lo spirito imprenditoriale

Dettagli

Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco?

Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco? Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco? Le elezioni per il prossimo Parlamento europeo sono state fissate per il 22-25 maggio 2014. Fra pochi mesi quindi i popoli europei

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014 14 luglio 2014 Anno 2013 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28

Dettagli

La Convenzione Onu sui diritti dei bambini I DIRITTI DEI BAMBINI NELLA VITA DI OGNI GIORNO

La Convenzione Onu sui diritti dei bambini I DIRITTI DEI BAMBINI NELLA VITA DI OGNI GIORNO La Convenzione Onu sui diritti dei bambini I DIRITTI DEI BAMBINI NELLA VITA DI OGNI GIORNO Che cos è la Convenzione Onu sui diritti dei bambini? La Convenzione sui diritti dei bambini è un accordo delle

Dettagli

Introduzione ai Libri su misura

Introduzione ai Libri su misura COSTRUIAMO UN LIBRO PER TE Introduzione ai Libri su misura Antonella Costantino, Veruscha Ubbiali, Marisa Adobati, Nora Bergamaschi*, Laura Bernasconi, Daniela Biffi, Debora Bonacina *, Caterina dall Olmo*,

Dettagli

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 730/2015 Campagna Fiscale dal 15/04 al 05/07

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 730/2015 Campagna Fiscale dal 15/04 al 05/07 DICHIARAZIONE DEI REDDITI 730/2015 Campagna Fiscale dal 15/04 al 05/07 Bonus IRPEF 80 euro Nel nuovo modello 730/2015 trova spazio il bonus IRPEF 80 euro ricevuto nel 2014, essendo previsto l obbligo di

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

L Operatore Locale di Progetto OLP

L Operatore Locale di Progetto OLP L Operatore Locale di Progetto OLP L Operatore Locale di Progetto CHI E? Qualcuno piu esperto del volontario, con il quale stabilisce un rapporto da apprendista a maestro, dal quale imparera, sara seguito,

Dettagli

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Relatore: Prof.ssa Chiara Frassineti, genitore e insegnante Il rapporto tra genitori e ragazzo (studente)

Dettagli

Legislazione italiana ed europea a confronto

Legislazione italiana ed europea a confronto Legislazione italiana ed europea a confronto NATI INDESIDERATI Riconoscimento del nato e parto anonimo di Graziana Campanato 1 Filiazione legittima e naturale La nostra legislazione distingue la filiazione

Dettagli

COMUNE di VANZAGO (Provincia di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI E BENEFICI ECONOMICI A PERSONE ED ENTI PUBBLICI O PRIVATI

COMUNE di VANZAGO (Provincia di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI E BENEFICI ECONOMICI A PERSONE ED ENTI PUBBLICI O PRIVATI COMUNE di VANZAGO (Provincia di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI E BENEFICI ECONOMICI A PERSONE ED ENTI PUBBLICI O PRIVATI INDICE CAPO I - NORME GENERALI ART: 1 - FINALITA ART.

Dettagli

La riforma dell ISEE. Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia

La riforma dell ISEE. Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia 2 La riforma dell ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) rappresenta un passo fondamentale per

Dettagli

L INFORTUNIO SUL LAVORO, IN ITINERE, LA MALATTIA PROFESSIONALE E L ASSISTENZA

L INFORTUNIO SUL LAVORO, IN ITINERE, LA MALATTIA PROFESSIONALE E L ASSISTENZA L INFORTUNIO SUL LAVORO, IN ITINERE, LA MALATTIA PROFESSIONALE E L ASSISTENZA L INAIL, IL DATORE DI LAVORO, IL LAVORATORE, COSA DEVONO FARE COSA DEVE SAPERE IL LAVORATORE QUANDO SUBISCE UN INFORTUNIO O

Dettagli

Normativa regionale in materia di tutela e valorizzazione della famiglia

Normativa regionale in materia di tutela e valorizzazione della famiglia ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA QUADERNI LEGISLATIVI Normativa regionale in materia di tutela e valorizzazione della famiglia A cura Incarico speciale Controllo parlamentare e Testi unici Sebastiano Di Bella

Dettagli

I VERSAMENTI VOLONTARI

I VERSAMENTI VOLONTARI I VERSAMENTI VOLONTARI Le Guide Inps Direttore Annalisa Guidotti Capo Redattore Iride di Palma Testi Daniela Cerrocchi Fulvio Maiella Antonio Silvestri Progetto grafico Peliti Associati Impaginazione Aldo

Dettagli

Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia

Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia Art. 1 (Delega al Governo in materia di protezione sociale e cura delle persone

Dettagli

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Art. 1 Personale avente diritto I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati nei confronti dei dipendenti comunali a tempo

Dettagli

PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ALCUNI DATI L Istituto Trento 5 comprende 3 scuole primarie e 2 scuole secondarie di I grado. Il numero totale di alunni

Dettagli