Amici dell acqua Amigos del agua. ABC: Acqua Bene Comune. ABC: Agua Bien Común

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1 Amici dell acqua Amigos del agua ABC: Acqua Bene Comune ABC: Agua Bien Común 1

2 Lavoro integralmente svolto dagli studenti della scuola secondaria di I grado, Istituto Comprensivo Primo Polo di Racale (LE) e dagli studenti di diverse etnie dell Amazzonia, loro gemellati, dell Istituto Educativo Pubblico Tecnico Integrato Jesús Nazareno di San Lorenzo, in Perù. A loro supporto: la Prof.ssa Orsolina Fontò e la Prof.ssa Paola Vitale della scuola di Racale e la Prof.ssa Sonia Amao della scuola di S.Lorenzo. Aiuto prezioso fornito anche dalla Dr.ssa Maria Grazia Verardi, con il suo corso di scrittura creativa, e dai volontari del V.I.S. (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) di Roma, Enrico Marinucci e Gabriela Moreno in Perù, Maria Cristina Ranuzzi in Italia. I testi originali dei ragazzi dell Amazzonia sono corredati dalla traduzione in lingua italiana curata da Gabriela Moreno, Enrico Marinucci del V.I.S., e dalla Dr.ssa Isabella Mastroleo, che ha curato anche la revisione finale delle bozze. La Dr.ssa Maria Grazia Verardi ha curato anche l impaginazione del libro. I ragazzi hanno un età compresa tra gli 11 e i 14 anni. Copyright Scuola secondaria di I grado, Istituto Comprensivo Primo Polo di Racale (LE) 2

3 Solo quando l ultimo fiume sarà prosciugato, quando l ultimo albero sarà abbattuto, quando l ultimo animale sarà ucciso, solo allora capirete che il denaro non si mangia (Capo Toro Seduto dei Sioux Lakota) 3

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5 Prefazione a cura del Prof. Ferdinando Boero Professor of Zoology - Università del Salento / CoNISMa / CNR- ISMAR Unico italiano insignito del Faculty member of the Year award : Faculty of per la sezione Ecologia - nel D a Racale all Amazzonia, storie di acqua raccontate dai ragazzi. Culture così lontane, così diverse, vedono le stesse cose. Ma ci vogliono gli occhi dei ragazzi, dei bambini, per vederle. Mi ha colpito molto una frase, veramente geniale, nel testo che arriva dall Amazzonia e che dice: «perché noi i selvaggi» vale un libro intero. Noi, i selvaggi. Mi ricorda quella volta, ero bambino, che sono passato vicino a un manicomio. C era una cancellata, con persone al di là. Mio padre mi disse che era il manicomio e io ingenuamente chiesi: «E i matti dove sono?». Un signore, dall altra parte della cancellata, mi sorrise e mi disse: «I matti siamo noi». Era un matto. Matti, selvaggi, sono parole che usiamo con accezione negativa ma chi viene definito in questo modo può anche esserne fiero. I matti, quelli da manicomio, non hanno distrutto tutto. E neppure i selvaggi. Siamo noi, civili e sapienti, che distruggiamo tutto, che roviniamo il pianeta, anche consumando l acqua, rovinandola, distruggendo gli esseri che in essa vivono. 5

6 Questi selvaggi che ci parlano, questi ragazzi che ci raccontano le loro storie (i ragazzi sono selvaggi, e sono anche matti) sono molto ma molto più saggi di chi regge le sorti del mondo, di chi sta guidando la nostra specie verso una dissennata distruzione della nostra casa. I bambini e i ragazzi dicono la verità quando non parlano direttamente di se stessi (altrimenti le bugie le dicono, eccome). Se vedono un signore grasso, lo indicano e dicono: come è grasso quell uomo. L educazione insegna che non si deve dire a una persona che è grassa. Non sta bene. Però insegniamo anche a dire la verità, diciamo che non si deve mai mentire. Ma se quel signore è grasso, e io devo dire la verità, perché non posso dire che è grasso? Ecco, questo libro ci dice che siamo grassi, che abbiamo esagerato e che stiamo divorando la natura, e stiamo distruggendo l acqua. Gli astrofisici cercano la vita sugli altri pianeti, e per dire che un pianeta potrebbe albergare esseri viventi cercano la condizione necessaria (ma non sufficiente) all esistenza della vita: l acqua. Trovare l acqua viene quasi equiparato a trovare la vita. Non è vero che se c è acqua c è anche la vita. Ma è vero che se non c è acqua la vita come la conosciamo noi non ci può essere. L acqua è essenziale per la persistenza della vita. Inclusa la nostra. Che mondo stiamo consegnando a questi giovani? Abbiamo inventato tante cose, e abbiamo reso molto più confortevole la nostra vita. Almeno per i privilegiati che se lo possono permettere, però non abbiamo pensato ai danni che queste conquiste possono arrecare al pianeta dove siamo ospiti. Prima di tutto distruggendo l acqua, la base della vita. Ma poi non è vero che distruggiamo l acqua, solo la rendiamo non idonea al ruolo che essa gioca per noi. Non è buona per dissetarci e non è là dove ci serve per irrigare i nostri campi. La avveleniamo. 6

7 Questi ragazzi ci chiamano alle nostre responsabilità, il futuro è loro e ci stanno dicendo che non sono contenti dell eredità che li aspetta. Questi giovani ovviamente ignoranti (sono all inizio del loro percorso di conoscenza e ancora hanno tutto da imparare) sono però saggi. Capiscono cose che poi, quando avranno acquisito tanta conoscenza, forse non capiranno più. Non è bene che la conoscenza sostituisca la saggezza, che poi torna quando diventiamo vecchi. Perché sono sicuro che queste stesse storie ce le potrebbero raccontare gli anziani, i migliori amici dei giovanissimi. Chi sta in mezzo, come età, è troppo indaffarato per pensare a cose futili. Come l acqua. 7

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9 Il progetto A, B, C, Acqua Bene Comune a cura della Prof.ssa Paola Vitale Referente del Progetto d Istituto A, B, C, Acqua Bene Comune I n un famoso libro per ragazzi, Alice nel paese delle meraviglie, la Regina Rossa intima ad Alice, continuando a strillare, di correre veloce, sempre più veloce. Ma Alice non ci riesce. In una pubblicazione dell Università Bocconi, Sulle orme di Alice nel paese della scienza, si paragona Alice a tutte quelle specie viventi, costituenti la meravigliosa biodiversità del nostro pianeta, che non ce la fanno a stare al passo con i cambiamenti ambientali che l uomo sta attuando, con spaventosa velocità e ingordigia nei confronti delle risorse naturali. La scuola deve fermarsi, invece. Fermarsi a far riflettere i propri alunni, e con essi le loro famiglie, l intera comunità sociale, sul fatto che l atteggiamento della Regina Rossa, cioè di noi umani, di voler correre a perdifiato, voracemente, senza alcun rispetto per l ambiente, ormai è semplicemente assurdo. L Istituto Comprensivo Primo Polo di Racale da un paio d anni ha iniziato un percorso di educazione allo sviluppo sostenibile, cioè sviluppo che tenda al benessere senza compromettere quello delle generazioni future. Lo scorso anno scolastico ha coinvolto circa settecento studenti, anche di scuole limitrofe, l intero corpo docenti e la cittadinanza, in una manifestazione, Sosteniamo il sostenibile, che aveva lo scopo di sottolineare i valori, tra loro collegati, della difesa della biodiversità e dell educazione all alimentazione 9

10 sana, espressione di un utilizzo rispettoso dei prodotti locali, della propria terra. L iniziativa ha avuto il patrocinio dell UNESCO, oltre che dell Università degli Studi del Salento, della Provincia di Lecce e del Comune di Racale. Quest anno, sempre secondo le direttive UNESCO, la scuola di Racale ha coinvolto la propria scolaresca in molteplici attività, tutte incentrate su tematiche riguardanti l acqua, l oro blu del nostro pianeta. Questo libro è solo una delle espressioni dei lavori svolti da tutti gli alunni e dai loro insegnanti. Il suo tratto distintivo è la sua poeticità commovente: ragazzi di luoghi diversissimi, il Salento e l Amazzonia, hanno avuto voce, e hanno dialogato tra loro, parlando di acqua. Un incontro tra culture, iniziato due anni fa, grazie alla collaborazione con il VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo). Un esperienza di gemellaggio internazionale nella quale, come fosse un gioco, gli studenti coinvolti hanno imparato a cercare tutti i punti di contatto e quelli di affascinante diversità tra la propria cultura, il proprio ambiente naturale, la propria alimentazione, e quella altrui. E si sono arricchiti a vicenda. Così parlare di acqua, reale e immaginata, ha significato riflettere sul modo con cui l uomo debba imparare a camminare, non a correre ciecamente, su questo pianeta: in modo consapevole del suo essere cittadino di una realtà globale, dove ogni gesto può avere conseguenze che si ripercuotono lontanissimo. Dove anche un solo alunno, qui a Racale, che impari a bere acqua di rubinetto, non imbottigliata, aiuta a diminuire l inquinamento da anidride carbonica, concausa dei cambiamenti climatici in atto, e a sopperire ai danni che l uomo sta causando alla foresta amazzonica, il polmone verde del nostro pianeta. 10

11 Presentazione a cura della Prof.ssa Orsolina Fontò Docente referente I l progetto A B C acqua bene comune ha coinvolto gli allievi del nostro Istituto in un lavoro che li ha condotti, idealmente, in un Paese lontano; li ha fatti dialogare con ragazzi di un altro colore, parlando dello stesso argomento attraverso il gemellaggio con alcuni studenti dell Amazzonia. I ragazzi hanno compreso che il gemellaggio consente di condividere la vita quotidiana di altre persone, di scoprire nuove lingue e culture, di creare legami, di fare parte di un unica comunità di valori. Nel nostro caso il gemellaggio ha sviluppato nuove tecniche di cooperazione, e lo scambio di esperienze, oltre a favorire la riflessione congiunta sulla questione specifica, può aiutare a trovare soluzioni o ad apportare miglioramenti. Da qui è nata la motivazione all elaborazione di lavori ispirati al tema dell acqua per sviluppare intuizioni, riflessioni e rendere gli allievi reali protagonisti del percorso progettuale: la partecipazione è risultata attiva e fattiva e gli alunni sono diventati forza motrice del progetto. La proposta di scrivere racconti è stata accolta con entusiasmo e i ragazzi hanno lavorato con impegno perché l idea di far navigare oltreoceano i loro lavori e farli conoscere ai compagni del Perù li ha resi responsabili nell esercizio di scrittura. Altra motivazione a scrivere è stata la curiosità di 11

12 leggere a loro volta i racconti che sarebbero arrivati da un Paese sconosciuto La realizzazione e lo scambio di racconti è stato il prodotto, quindi, di un percorso di scrittura creativa nel quale i ragazzi hanno potuto approfondire un metodo di scrittura, per poter diventare narratori che raccontano storie in modo chiaro e strutturato, scegliendo le parole giuste, evitando i luoghi comuni. Importante è stato esercitarsi a cambiare i punti di vista, partendo dalla propria esperienza o inventando personaggi e luoghi. Fondamentale, inoltre, è stato il passaggio tra la rilettura e la riscrittura, cioè l autocritica, modo concreto per valutare l effetto della storia sui lettori. In questo modo hanno potuto affinare il proprio stile narrativo, incanalando la fantasia nelle regole dello scrivere. Il risultato è stato soddisfacente ed è stato bello leggere negli occhi dei ragazzi la gioia di aver creato qualcosa che, scaturita dalla propria fantasia, potrà diventare nella realtà fonte di riflessione globale. 12

13 Gli autori di Racale si presentano C iao ragazzi! Ho creato un sito che riguarda il progetto della nostra scuola sull acqua, l indirizzo è: Sul sito potrete visitare la nostra scuola e conoscere i progetti che facciamo! Cristian Consenti Grazie a questo progetto ho compreso l importanza di comunicare le idee e i sogni con persone lontane e conoscere le vostre tradizioni e i vostri bellissimi paesaggi. Claudia Palumbo Sarebbe bello, anche se c è molta distanza tra noi, che il contatto che abbiamo acceso non finisca. Matteo Palamà Cari amici del Perù, sono molto contenta di avere amici che vivono così lontano, sapete? Mentre scrivevo il racconto, pensavo a quando l avreste letto e mi piacerebbe essere lì con voi a leggerlo insieme. Serena Alfarano Mi chiamo Edoardo, un vostro coetaneo e sono stato veramente lieto di comunicare con voi, anche solo scrivendo. La motivazione a raccontare una storia non è stata solo il progetto, ma conoscere le storie che voi avete scritto. Quello 13

14 che ci avvicina è la fantasia. Lo credevate possibile? Ebbene, ci siamo riusciti! A presto! Edoardo Manni Il mio racconto descrive la forza di qualcosa essenziale per la vita, ma cos è essenziale per l uomo se non la conoscenza? Francesca Cacciatore Sono molto contenta dell opportunità di conoscervi, nonostante viviamo in parti opposte della Terra: secondo me, questo è il vero senso della vita! Sara Troisi Chiusi nel nostro mondo, dimentichiamo che nell altra parte del mondo, esistono persone che hanno gli stessi nostri sentimenti. Chiara Stefani Mi piacerebbe conoscervi e chissà se un giorno arriverò nel vostro paese! Alessia Marte La mia scuola mi ha dato l opportunità di riflettere su un problema importante non solo per la nostra generazione, ma soprattutto per le generazioni future e mi sono sentita incoraggiata nel riflettere insieme a voi. Francesca Palese Cari ragazzi, sono una ragazza di 11 anni che ama suonare il pianoforte, leggere e, soprattutto, scrivere. È per questo che ho 14

15 deciso di cimentarmi in questa esperienza, sperando di riuscire, attraverso la mia storia, a suscitare pensieri ed emozioni. Il mio racconto vuol far capire ai lettori che non sempre la vita è facile, soprattutto in Amazzonia: spesso ci pone di fronte a problemi che sembrano irrisolvibili ma, proprio come la protagonista della storia, dobbiamo imparare a risolverli in modo giusto. È vero che quando si parla di mancanza di acqua e biodiversità il problema si presenta in modo brusco e difficile, ma sono sicura che nessuna forza, nessuna autorità e nessun dittatore riesca a fermare un iniziativa che si porta avanti con passione e tenacia. Grazie a ciò ho deciso di aiutarvi rimanendo in gemellaggio con voi, insieme alla mia classe, perché sono convinta che l unione fa la forza e che quando si ha passione per quello che si fa, non si deve mai smettere di sognare, perché i sogni si realizzano. Ed io voglio aiutarvi a realizzare i vostri. Con stima Flavia Carlino 15

16 Figura 1: Gli autori di Racale Figura 2: Il nostro ambiente, la Costa Salentina Figura 2: Il nostro ambiente, la Costa Salentina 16

17 Presentación a cura della Prof.ssa Sonia Amao E l agua, elemento maravilloso, es esencia de todos los seres vivos de planeta. En nuestra Amazonia la encontramos formando grandes serpientes de agua, o en las hermosas cochas o lagos, a donde acude la población para aprovecharla. Pero el agua en la Amazonia no sólo es un elemento natural, por el contrario representa un mundo con vida. Es el lugar donde viven seres míticos como el Yacuruna (hombre del agua) o la Yacumama (madre de las aguas, que es una gran boa); los que hacen posible su existencia y desde donde vigilan que este maravilloso elemento se conserve limpio y saludable. L acqua, meraviglioso elemento, è l essenza di tutti gli esseri viventi del pianeta. Nella nostra Amazzonia la troviamo nei fiumi che scorrono sotto forma di grandi serpenti, oppure nelle belle cochas (lagune) o nei laghi, dove la gente si reca ad attingerla. Tuttavia, in Amazzonia, l acqua non è soltanto un elemento naturale, ma rappresenta un vero e proprio mondo ricco di vita. È il luogo in cui vivono essere mitici come il Yacuruna (uomo dell acqua) o la Yacumama (un boa, madre delle acque), che ne rendono possibile l esistenza e vegliano affinché questo meraviglioso elemento venga mantenuto pulito e salubre. Los hombres y mujeres de la Amazonia transmiten celosamente esta creencia y otras más a sus hijos; conocimiento que ha sido importante recoger a través de los estudiantes de nuestro colegio Jesús Nazareno. Cada grupo étnico de nuestra provincia tiene mitos y leyendas sobre el agua, que los mayores transmiten oralmente para que las nuevas generaciones respeten 17

18 la naturaleza, a quién se considera una madre, una hermana, parte del hombre. Gli uomini e le donne dell Amazzonia trasmettono con grande cura questa credenza, così come tante altre, ai loro figli: un bagaglio culturale che la nostra scuola Jesús Nazareno ha ritenuto importante raccogliere attraverso i suoi studenti. Ogni gruppo etnico della nostra provincia possiede miti e leggende sull acqua, racconti che gli anziani tramandano oralmente alle nuove generazioni per promuovere il rispetto della natura, considerata madre, sorella, parte dell uomo. Abordar el tema del agua en la presente edición, debe acercarnos a reflexionar sobre la importancia del agua, ya que gracias al prodigioso ciclo del agua, esta se renueva constantemente, es la misma desde hace millones de años, y llega a todos los rincones del planeta. L affrontare il tema dell acqua in questa pubblicazione ci porta a riflettere sulla sua importanza, poiché grazie al suo prodigioso ciclo essa si rinnova costantemente, è la stessa da milioni d anni e raggiunge ogni angolo del pianeta. Depende de todos el cuidarla: empecemos a verla con los ojos de los animales y hombres del bosque. Para ellos el agua es un regalo de Dios y por eso la cuidan y agradecen su existencia en nuestro planeta. Dipende da tutti averne cura: cominciamo dunque a vederla con gli occhi degli animali e degli uomini del bosco. Per loro l acqua è un dono di Dio, per questo ne hanno cura e sono grati per la sua esistenza sul nostro pianeta. 18

19 Presentazione autori dell Amazzonia H ola amigos, esperamos que en este año a través del proyecto de Hermanamiento, podamos conocernos e intercambiar experiencias con ustedes. Ciao amici, speriamo che durante quest anno, attraverso il progetto Gemellaggio, possiamo conoscerci e scambiare esperienze con voi. Hemos leído la carta que nos han enviado, gracias por sus saludos, también a nosotros nos gusta la idea de conocermás sobre su cultura y a ustedes de la nuestra. Abbiamo letto la lettera che ci avete inviato, grazie per i vostri saluti. Anche a noi piace l idea di saperne di più della vostra cultura e di farvi conoscere meglio la nostra. Le contamos que hace un mes iniciamos las clases; cursamos el tercer grado, somos 30 alumnos. Al igual que ustedes, reflexionamos sobre la gran importancia del agua, no solo en nuestra selva, sino en la vida misma del planeta que habitamos. Dovete sapere che da circa un mese abbiamo iniziato le lezioni; frequentiamo il terzo corso e siamo 30 alunni. Come voi, riflettiamo sulla grande importanza dell acqua, non solamente per la nostra foresta, ma anche per la vita stessa del pianeta in cui viviamo. Algunos estudiantes de diferentes etnias que conformamos el aula, la mayoría de nosotros vivimos en un internado y 19

20 estudiamos en este colegio; aquí nuestros nombres y procedencia étnica: Nella nostra classe siamo studenti di diverse etnie e la maggior parte di noi vive in un collegio vicino alla scuola. Ecco i nostri nomi e la nostra appartenenza etnica: Juan Huiñapi Tangoa (Chayahuita) Jaiver Cahuaza Tangoa (Chayahuita) Fausto Inuma Idalgo (Chayahuita) Walter PuaLancha (Chayahuita) Dickenr Inuma Sanchez (Chayahuita) Emerson LanchaPizango (Chayahuita) Juan Arellano Kamarampi (Candozi) Carlos Cleiton Tamabi Huiñapi (Chayahuita) Anita CariajanoYandari (Quechua) Sedequias Unkush Unkush (Achuar) Alexander Pizango Lancha (Chayahuita) Bruner Peña Rengifo (Achuar) Jose Carlos Bartenes Impi (Aguajun) Fidel Chiun Panduro (Aguajun) Lucy Masegkai (Aguajun) Kelly Acosta Tangoa (Chayahuita) Aldair Arahuanaza Villacrez (San Lorenzo) Les enviamos algunos comentarios, poemas, dibujos y fotos de nuestrarealidad en relación al tema del agua. Vi inviamo alcuni commenti, poesie, disegni e foto della nostra realtà sul tema dell acqua. 20

21 Figura 3: Gli autori dell'amazzonia Figura 4: Il nostro ambiente, il fiume Marañón (RIO MARAÑON) 21

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23 Storia di una goccia d acqua di Cristian Consenti C era una volta, tanto tempo fa, una goccia d acqua di nome Sara che viveva nell isola Svaporan con tante amiche goccioline. Il clima dell isola era molto caldo e purtroppo l acqua rischiava di evaporare: tutte le goccioline si nascondevano sotto le foglie degli alberi, oppure fra l erba, e cercavano di resistere. Un anno venne un gran caldo e, pian piano, tutte le goccioline evaporarono. Sara rimase sola nel suo nascondiglio (una lattina vuota). I giorni passavano e Sara stava perdendo le forze. Un pomeriggio sentì uno scossone: cosa stava accadendo? Si affacciò al bordo della lattina e guardò fuori. Stava volando! Un gabbiano, infatti, aveva afferrato con il becco la lattina e la stava portando nel suo nido. Ehi! Ehi! Ma chi sei? E dove mi stai portando? chiese Sara. E tu che ci fai nella mia lattina? rispose il gabbiano. Sono Sara, una goccia d acqua che ha paura di evaporare, mi puoi aiutare?. Certamente!. Il gabbiano si posò su una collina e, con molta attenzione, rovesciò la lattina e fece scivolare la goccia in una 23

24 pozza d acqua. Che gioia per Sara riprendere le forze e ritrovare tante goccioline come lei! Le parlarono del posto in cui era arrivata: era l isola Sprecan nella quale gli abitanti sprecavano l acqua e di conseguenza tutto stava scomparendo. Quella pozza era una delle poche che ancora resistevano allo scempio! Sara chiamò il suo amico gabbiano e gli disse: Portami via da qui o morirò. Ma che dici, mia cara, qui è un bel posto e io posso anche pescare rispose il gabbiano un po seccato. No, andiamo via, morirai anche tu! Gli uomini sono cattivi, sprecano l acqua e in breve tempo non si potrà più vivere! Non capisci? Anche tu non potrai più bere e morirai!. L amico la guardò, poi prese la lattina con la quale l aveva trasportata e lentamente la fece rientrare. Andiamo, troveremo qualche posto in cui restare. Sara si mise a piangere, ma aveva fiducia nel suo amico. Il gabbiano la portò in un giardino. Un bambino guardò la gocciolina che usciva dalla lattina e disse: Ciao, come sei bella! Vieni ti metto in un bicchiere, così starai nel tuo elemento!. Dove mi trovo? Anche qui l acqua finirà? Dovrò morire anch io?. Calma, calma, che cosa ti è successo, perché sei così agitata? chiese il bambino. Sara gli raccontò la sua avventura e il bambino capì la sua preoccupazione. 24

25 Ora ti spiego un po di cose. Devi sapere che gli uomini stavano distruggendo la Terra perché hanno inquinato tutto il pianeta e, soprattutto, l acqua. Allora anche il clima è cambiato, è diventato torrido ed ecco perché nell isola Svaporan, dalla quale provieni, tutte le tue amiche sono sparite. Nell isola Sprecan gli uomini hanno sprecato quasi tutto, ma devo rassicurarti: gli scienziati, che hanno studiato tanto, hanno viaggiato in tutto il mondo e hanno detto a tutti quanto sia necessario rispettare il mondo e non sprecare l acqua. Hanno parlato nelle scuole, nelle piazze, negli stadi, alla televisione, attraverso internet E lo sai? Sono stati ascoltati: adesso la vita sta cambiando, gli uomini sono attenti, cercano di non sprecare più l acqua e così ti ho potuto mettere nel bicchiere. Non andrai più via, vero? Sarai sempre con me?. Sara si tranquillizzò e si mise a nuotare felice nell acqua: Grazie, grazie! Sì, sì resto con te! Posso chiamare anche il mio amico gabbiano?. Il bambino rispose di sì e da allora tutti e tre vissero felici e contenti. 25

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27 Una storia mai sentita prima di Francesca Cacciatore I l corridoio dell ospedale era pieno di infermieri e l odore di disinfettante mi riempiva le narici facendomi starnutire e girare la testa: gli ospedali erano il posto in cui tremavo in modo pazzesco, forse per un trauma avuto da bambina o per paura che alla nonna fosse successo qualcosa di grave. Decisi per quest ultima ipotesi. La nonna era l unica persona che avevo, l unica parente, non potevo perdere anche lei: mi ha cresciuto e, se ora sono quella che sono, è solo grazie a lei. Senza accorgermene, mi ero seduta per terra contro la porta della sala rianimazione a osservare le persone che passavano in fretta e quelle che portavano un mazzo di fiori a un loro caro. Alcuni mi fissavano, altri mi passavano davanti con sdegno. Mi guardai allo specchio e vidi come apparivo realmente alle persone: una ragazza con i capelli paragonabili a quelli di una strega, il vestito del ballo di fine anno tutto bagnato a causa della pioggia, e un viso così pallido che assomigliava alle mani di un vampiro. Aprii il mio diario e di colpo mi arrestai, e con un sospiro lo chiusi bruscamente rimettendolo nella borsa. Perché scrivere ancora, che senso aveva? La nonna era in ospedale, rischiava di morire a causa della sua benevolenza e della sua devozione verso il prossimo, aveva salvato molti bambini dell Africa, ma a causa di questo gesto 27

28 amorevole ora era in ospedale con non so che cosa, lottando tra la vita e la morte. Tra le lacrime vidi un camice bianco che svolazzava e delle scarpe lucide che si avvicinavano. Era il dottore che, inginocchiandosi, arrivò a pochi centimetri dal mio viso. Di solito in una situazione come quella mi sarei sentita imbarazzata e mi sarei ritratta di scatto. Invece rimasi così, immobile, a fissare quell uomo da cui dipendeva il futuro di mia nonna e di conseguenza anche il mio. Il viso del giovane dottore mi lasciò senza fiato, era bello e praticamente perfetto. Ma in quel momento la sua fronte si corrugò, facendolo apparire un uomo stanco e furioso con se stesso. Con voce distaccata, ma ferma mi disse: Tu devi essere Candice. Lo guardai ancora con tristezza, ma egli si limitò a sorridere. Si sono io, lei deve essere. Il dottor Salzman disse interrompendomi. Sì continuai io. Mi dica, mia nonna come sta?. Il dottore si sedette a terra vicino a me e mi disse: Cara, tua nonna ha il colera. Il mio cuore sussultò: Cosa? Ma può guarire vero?. Il dottore rispose: Il colera ha ormai distrutto le sue difese immunitarie e l unica cosa che possiamo fare è prolungare la vita con delle medicine, ma la durata può essere di mesi o di giorni! Mi dispiace, Candice, tua nonna è davvero una persona forte: pensa che, pur stando male, era preoccupata del fatto che 28

29 tu stessi al ballo da sola e aveva timore che ti potessi spaventare vedendola in quello stato! esclamò. Con un sorriso forzato, ma tenero, mi toccò il braccio in modo rassicurante. In quel momento però sentivo il mondo crollarmi addosso: mia nonna, no, non poteva essere! Chiesi se potevo vederla e il dottore mi disse di sì e mi sentii felice come se avesse realizzato tutti i miei desideri. Entrai nella stanza, la prima cosa che notai fu la nonna che, immobile, aveva una flebo al braccio, bianca come le lenzuola che la coprivano. Attenta a non svegliarla mi avvicinai e le diedi un bacio sulla fronte. Pochi minuti dopo andai alla ricerca delle sue cose, amavo vedere quanto era pignola e ordinata. Nella sacca che aveva portato con sé in Africa c erano coperte medicine, appunti, biglietti aerei e un diario! Mi meravigliai, non mi aveva mai detto di possederne uno! Attentamente lo aprii. C erano foto in bianco e nero di quando era bambina e c erano anche quelle con i bambini dell Africa. Notai subito il suo 29

30 sorriso. Era così radiosa, trasmetteva una voglia di lottare così grande che era impossibile vivere senza di lei. E io l avrei scoperto presto. Questo pensiero mi fece scendere delle lacrime amare e bagnare la superficie della carta ingiallita. Mi asciugai le lacrime con il dorso delle mani e mi misi a sedere, forse le avrebbe dato fastidio sapere che leggevo il suo diario, ma al momento era l unica cosa che mi potesse condurre vicino a lei. Era incredibile quanto fosse brava, lei naturalmente era brava in tutto, ma scriveva in un modo che ti faceva diventare protagonista di quello che leggevi, e subito mi immersi in quel piccolo mondo della nonna che non conoscevo. 24 Giugno 1968 Caro diario, la mamma peggiora ogni giorno di più. Il dottore dice che morirà, ma io non ci credo, non è possibile! Ha solo un po di febbre, non può essere così grave. Oggi mentre le lavavo il viso, mi ha raccontato di quando era piccola, diceva di vivere vicino a un fiume: era limpido e l acqua era tanto pura e dolce. Là giocava con suo fratello minore e aiutavano il padre a pescare. Dice che se solo avesse un po di quell acqua potrebbe guarire, e dopo questa cosa stavo pensando di andare proprio dov è quel fiume e prenderle una boccetta d acqua, magari la farebbe felice. Ho deciso! Domani mi incamminerò verso il fiume lasciando la città. 25 giugno 1968 Caro diario, sono contenta, sono riuscita a prendere quell acqua e la mamma era così felice. Mi sono trovata davanti a quell enorme corso d acqua limpida con i 30

31 pesci che nuotavano liberamente e così ne ho presa una boccetta anche per me, per ricordarmi sempre di quel posto meraviglioso. Chiusi il diario con dolcezza e ne accarezzai la copertina, era così bella quella storia e così triste allo stesso tempo. Scorsi, dopo l ultima riga della facciata che avevo riaperto, un Post Scriptum che diceva: Il fiume più bello del mondo è il Po e lo sarà sempre per l eternità. Chiusi il diario e lo poggiai sul comodino, dove trovai una boccetta d acqua con su scritto il nome del suo fiume preferito. Ma c era qualcosa di strano in quell acqua. Dopo un paio di secondi capii. Avevo fatto degli studi all università sui fiumi inquinati e, tra questi, c era il Po. Non posso crederci, la cosa cui teneva di più era stata distrutta, solo per la mancanza di rispetto e di devozione verso gli elementi della natura. Ma per l ultimo saluto le dirò che quell acqua è ancora pura, come vive nei suoi sogni. 31

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33 Agua/Acqua Yumi = acqua in lingua Aguajun Isha = acqua in lingua Chayahuita Kungo = acqua in lingua Candozi A gua pura es vida, si nosotros bebemos agua contaminada nos causaría mucho daño. L acqua pura è vita, se bevessimo acqua inquinata sarebbe un grave danno per la nostra salute. Generalmente el agua está en todos los seres vivos y sirve para el consumo diario. Generalmente l acqua è presente in tutti gli esseri viventi e serve per il consumo giornaliero. Urgente, debemos cuidar el agua y no contaminarla, nuestra vida depende del agua. È urgente che noi ci impegniamo a salvaguardare l acqua e a non inquinarla, perché la nostra vita dipende dall acqua. Actualmente debemos cuidar el agua y es responsabilidad de cada uno de nosotros. In questo momento abbiamo il dovere di proteggere l acqua: ciascuno di noi ne è responsabile. 33

34 34 Figura 5: Pesce: Zungaro - PEZ: ZUNGARO

35 Una scoperta in montagna di Matteo Palamà I n un piccolo paese di montagna, in una graziosa casetta di legno, vivevano due ragazzi insieme al loro nonno. Nel paese c erano una scuola, una chiesa e delle botteghe, il fornaio, il salumiere. Tutti si conoscevano. I due ragazzi erano fratelli: il maggiore si chiamava Tom e la sorellina Lara. Erano felici di stare con il loro nonno che era una persona buona e saggia. Un giorno, tornati da scuola, chiesero al nonno se potevano andare a fare un picnic con il loro cugino Eric che abitava anche lui in paese. Il nonno disse che era ancora presto: non era finito l inverno e non si potevano fidare del primo sole. Comunque, disse di sì. Nel pomeriggio Eric andò a casa di Tom e Lara per stabilire il giorno del picnic. Decisero che ci sarebbero andati il sabato seguente, visto che non c era la scuola e che il tempo sarebbe stato buono. Il giorno tanto atteso arrivò e i tre ragazzi partirono con la loro attrezzatura da picnic. Per arrivare più in fretta in montagna s incamminarono lungo un sentiero. Lara aveva la sensazione che si stessero perdendo, ma Tom era certo che quella fosse la strada giusta e la rassicurò. Mentre seguivano il sentiero sentirono un rumore d acqua che scorreva. Si addentrarono tra i cespugli e scoprirono una piccola cascata d acqua calda che si tuffava in un piccolo laghetto. 35

36 Intorno c era il verde degli arbusti e i piccoli animaletti di montagna come caprioli, marmotte, e altri ancora. I ragazzi decisero di fare il picnic proprio in quel posto, e di tuffarsi in quell incantevole lago azzurro. Erano affascinati da quella piccola cascata. Al ritorno a casa i ragazzi raccontarono tutto quello che avevano scoperto al nonno che, saggio com era, conosceva molto bene la montagna. Disse che si trattava di una sorgente d acqua calda come tante altre, e che la montagna era piena di quelle piccole meraviglie naturali. Il nonno raccontò ai ragazzi che da qualche anno quell acqua, che sfociava in posti salutari, veniva utilizzata da chi esplorava la montagna e sfruttata per il benessere del corpo. I ragazzi scoprirono così che esplorare e scoprire cose nuove è bellissimo e che la natura è stupefacente. 36

37 100 giorni di felicità di Flavia Carlino A vete mai sentito parlare del commercio equo solidale? E dello sviluppo sostenibile? Parole tanto difficili, quanto sconosciute al mondo che ci circonda, alla civiltà in cui siamo abituati a vivere, agli adulti che ci vogliono bene. E che ne pensate della biodiversità? E degli impianti di depurazione? Questi sconosciuti. A volte ci sembra difficile immaginarci nei panni di persone povere, che non possiedono il famoso oro blu. E che chiedono solo 100 giorni di felicità. La dottoressa Carlino non aveva perso di vista l importanza di quello che stava per fare. Era ben consapevole che fra poco sarebbe salita su di una corriera senza sapere che fine avrebbe fatto. Si era appena laureata in giornalismo, proponendosi come volontaria per girare un servizio sui paesi del lontano Perù. E mentre tamburellava con le mani sulla valigia, si contorceva l anima e rimuginava i suoi pensieri con la lontana speranza di cercare il vero motivo che l aveva spinta ad accettare l incarico. È un opportunità borbottava tra sé e sé. In fondo sarà solo per 100 giorni che sarà mai? Dovrò patire la sete e la fame, ma sicuramente mi abituerò. 37

38 Mentre giocava a illudersi, la corriera arrivò e dovette salire. Un libro rilegato in pelle e un fascicoletto blu con scritto Acqua le facevano compagnia. Passarono dei giorni e la corriera arrivò finalmente a destinazione. La dottoressa era giunta nel polmone del mondo, nella foresta amazzonica. Mentre il caldo sole del Perù riscaldava la natura assopita, la dottoressa Carlino vide passare una tribù di uomini che si dirigevano verso una grande capanna fatta di legna e paglia fresca. In preda alla curiosità, piantò in asso il fascicoletto azzurro che stava insistentemente leggendo e si incamminò verso la capanna, che si faceva sempre più vicina man mano che scalava una bella collina. Giunta alla capanna, si rannicchiò cautamente vicino all uscio della porta cercando di capire quello che stava succedendo. Un bambino giaceva piangente in un letto di paglia e un vecchio dalla barba incolta e dalla carnagione scura gridava a gran voce: Si stanno impadronendo della nostra acqua! Qualcuno ci aiuti! Siamo spacciati!. Dall orizzonte si poteva intravedere un fuoristrada e due figure distinte che lo guidavano. La dottoressa Carlino si nascose dietro a un albero, studiando accuratamente i movimenti dei due individui, che sembravano dominati dall ira. 38

39 Il rombo dell auto attirò l attenzione della tribù che uscì dalla capanna. Sono il signor Norisparmio palesò una voce stridula, simile al cinguettio dei merli in primavera. E sono qui per prosciugare i vostri fiumi in modo da far godere il popolo europeo di piscine, parchi acquatici e industrie che producono gavettoni!. Tale osservazione fece rabbrividire la giovane dottoressa che, coraggiosamente, si fece avanti e osservò ad alta voce: Tutto ciò è ingiusto! Non metto in dubbio l importanza dell acqua per le vostre aziende e di certo non voglio trascurare il mio popolo, ma ciò che state facendo è scorretto!. A quel punto, una distinta ragazza dai capelli bruni si portò le mani alla testa e gridò: È vero, padre. Ciò che stanno dicendo è giusto!. Era la figlia di Norisparmio, Sirisparmio, totalmente diversa dal padre in modi e aspetto. Allora Norisparmio, con un antipatica magnanimità, fece cenno al vecchio dalla barba incolta di farsi avanti e disse, rivolgendosi a lui con autentico sgarbo: Va bene, mia figlia mi ha intenerito. Vi darò altri 100 giorni di felicità. Se in questo tempo riuscirete a sorprendermi, lascerò a voi tutta l acqua che volete, installando depuratori per farvela bere più pulita e sana. L uomo con la figlia sparì in una fitta nuvola di fumo e Kenneth, il vecchio dalla barba incolta, si sedette su di una roccia portandosi le mani alla nuca: Vieni Ra disse a un giovane. Dobbiamo ingegnarci e cercare di convincere quell uomo maligno a lasciarci liberi di vivere!. La dottoressa Carlino, in preda alla tristezza, con orgoglio si avvicinò esclamando: C è una leggenda che narra che la signora Acqua vive nella Palude Nera, non molto lontano dalla 39

40 regione del Chala del Perù. Si dice che si desterà dal suo sonno profondo meravigliando il mondo solo se vedrà in un popolo l amore vero. Potrebbe essere un opportunità? In fondo, sarebbe bene provare tutte le vie possibili cercando di trovare quella giusta. Kenneth la interruppe con un dolce sorriso: Apprezziamo i tuoi sforzi per cercare di consolarci. Noi crediamo alle leggende, la nostra cultura è basata sulle leggende e per questo noi proveremo a cercare di trovare la signora Acqua, ma non prima di una settimana!. La settimana passò in fretta e nella dottoressa Carlino cresceva sempre più una strana agitazione. Quando fu il momento di partire, la tribù non perse tempo, invitando la giovane giornalista a salire su di un asinello. Il giovane Ra guidava la carovana. Passarono 90 giorni e, giunti alla regione del Chala del Perù, la tribù si avviò verso la Palude Nera. Un raggio di sole rischiarava le intricate canne e destava gli uccelli che sembravano studiare i movimenti del gruppo. Una folata di vento fece spazio a un immensa cascata di stelle luccicanti e luminose. Vieni, amica Acqua invocò Kenneth. Siamo qui per chiedere il tuo aiuto!. Una voce magica attirò l attenzione della carovana: Dovete prima superare una prova, se volete godere del privilegio del mio aiuto!. Il gruppo annuì convinto. 40

41 Dovete dimostrarmi amore continuò, attraverso un gesto che viene dal cuore. Un gesto che vale mille parole. Un gesto per cui valga la pena di soffrire. Quella notte la dottoressa Carlino non chiuse occhio: era troppo agitata per dormire. La mano le tramava. Da lei dipendeva il destino di un intero popolo. Passarono 100 giorni. Il signor Norisparmio bussò alla capanna della tribù che si era stabilita nella Palude Nera, canticchiando: Cosa avete preparato per me, o esseri furbi e innocui? Non sono forse degno di partecipare alla vostra felicità? Ricordate che, fra qualche istante, se non mi fate vedere qualcosa di emozionante, tutto finirà!. Carlino, Ra e Kenneth uscirono e portarono Norisparmio verso la Palude Nera, intimandogli di fare silenzio. Poi, esclamarono: Caro Norisparmio, c è troppo spreco nel vostro mondo! L acqua è troppo importante per farne di essa un uso 41

42 spropositato! Abbiamo deciso, allora, che lavoreremo giorno e notte e diventeremo vostri schiavi gratuitamente purché voi promettiate che non sprecherete più acqua!. Improvvisamente un incantevole canto interruppe il discorso: era la signora Acqua che, visto l amore che la tribù aveva saputo dimostrare nei suoi confronti, decise di aiutare il gruppo a stupire il signor Norisparmio. Cascate di stelle caddero dal cielo e fuochi d artificio dai colori accesi illuminarono le tenebre. Un profumo dal sapore orientale invase la Palude Nera e il signor Norisparmio, stupito da tanta bellezza, decise di mantenere la promessa e andarsene. La tribù della Foresta Amazzonica era finalmente salva e poteva godere di acqua fresca e pulita! La dottoressa Carlino aveva finalmente capito il vero senso dell acqua e, di ritorno dal suo viaggio, decise di proporsi come volontaria per una ditta anti-spreco, portando sempre nel cuore gli insegnamenti di quella splendida avventura che non avrebbe mai dimenticato per tutta la vita! 42

43 El mito del agua/ Il mito dell acqua A ntiguamente, el agua no existía como ahora que abunda, solamente había pequeñas quebradas. Un día, un señor, iba caminando pensando cómo se podía tener más agua. Una noche, el hombre, soñó una cueva misteriosa. Se levantó preocupado y agarró su machete en busca de la cueva que soñó; de tanto buscar la encontró, se postró y pidió ayuda. Anticamente l acqua non esisteva abbondante come adesso. C erano solo piccoli ruscelli. Un giorno, un signore camminava pensando a come si potesse avere più acqua. Quella notte l uomo sognò una grotta misteriosa. Si alzò preoccupato e prese il suo machete (coltello) alla ricerca della grotta che aveva sognato; a furia di cercare la trovò, si inginocchiò e chiese aiuto. Entonces, salió el dueño del agua y le dijo: todo se cumplirá, te daré lo que necesitas. El señor agradeció al dueño del agua y ya cuando regresó a su casa, empezó a llover: alagó todas las quebradas, y las quebradas se convirtieron en grandes ríos, grandes lagunas, cochas y lagos; así fue como tenemos ahora. Uscì allora il padrone dell acqua e gli disse: la tua richiesta sarà esaudita, io ti darò quello di cui hai bisogno. Il signore ringraziò il padrone dell acqua e già mentre tornava a casa incominciò a piovere: i ruscelli si allagarono e si trasformarono in grandi fiumi, grandi lagune e grandi laghi, così come li conosciamo oggi. Por lo tanto, nosotros debemos cuidar el agua no arrojando basura al río, evitar el derrame de petróleo, gasolina, aceite porque trae como consecuencias enfermedades; también no 43

44 desperdiciar el agua, debemos guardar para el futuro como lo había hecho el dueño del agua y tener nuestra riqueza sin contaminación. Per questo dobbiamo proteggere l acqua: non gettare rifiuti nel fiume, evitare di disperdervi petrolio, benzina, olio, perché l inquinamento porta come conseguenza le malattie. Non dobbiamo sprecare l acqua, ma serbarla per il futuro come fece il signore dell acqua e mantenere la nostra ricchezza pura e senza inquinamento. 44

45 La leggenda del fiume avvelenato di Francesca Palese C era una volta un popolo. Il più vecchio e saggio fra gli uomini, tutti i giorni si riuniva con i più piccoli del villaggio per raccontare loro le leggende della tribù. Vecchio saggio: Oggi vi voglio raccontare una storia sull acqua. Voi sapete cos è l acqua?. Uno dei bambini rispose: Quell immensa distesa blu che noi chiamiamo mare. L uomo disse: Non esattamente, l acqua è la vita! Noi, come tutti gli animali abbiamo avuto origine da essa. La storia che vi sto per raccontare deve essere un insegnamento per tutti e, come capirete, non è ambientata nei nostri giorni, ma in un passato remoto. Come voi sapete, l acqua per i popoli antichi era considerata sacra, come una dea. In un villaggio, Kamphak, fatto solo di capanne, vivevano tre famiglie nomadi, che avevano deciso di rimanere lì per un po di tempo, per cacciare vicino al fiume. La pesca e la caccia in quelle zone andava bene e così decisero di rimanere per sempre lì. Prima di tutto fecero alcune modifiche, ad esempio costruirono ponti e argini per il fiume, bloccando il suo corso, ed edificarono molte case per il loro popolo. 45

46 Una mattina, gli uomini del villaggio partirono per andare a caccia, mentre le donne rimasero lì per cucinare e fare altri lavori domestici. Gli uomini, quando si spostavano per andare a caccia, seguivano sempre il fiume per non rischiare di non trovare più la strada del ritorno. A metà del cammino un uomo si fermò a bere, ma morì subito. Gli altri uomini si spaventarono e, chiedendosi perché la loro dea lo avesse voluto punire, avvisarono tutti di non bere l acqua, per non morire. Così, timorosi di fare la stessa fine dell uomo avvelenato, decisero di andarsene da quel posto. La stessa cosa accadde a tutti gli altri popoli nomadi che si fermavano a vivere lì costruendo ponti e bloccando il corso naturale dell acqua. Dopo un po di tempo una tribù decise di fermarsi lì: aveva bisogno d acqua! Ma il primo uomo che bevve, morì. La disperazione si diffuse nel villaggio. Una bambina di nome Loire, decise di andare al fiume e di parlargli per chiedere perché avvelenasse chiunque beveva la sua acqua. A un certo punto il fiume si trasformò in una bocca gigantesca che le rispose: Loire, la tua famiglia, insieme a tutte le altre e come tutti i popoli che sono stati qui prima di voi, mi maltratta deviando il mio corso! Perché tutti quegli uomini non provano a mettersi nei miei panni? Se continueranno di questo passo prima o poi strariperò e loro dovranno subirne le conseguenze. Io ti ringrazio per il tuo coraggio e quindi ti permetto di bere la mia acqua. 46

47 La bambina, contenta di essersi dissetata, raccontò a tutti l accaduto: all inizio la presero per una bugiarda, ma alla fine le diedero retta. Andarono a distruggere gli sbarramenti e il fiume li ringraziò, permettendo a quella tribù di diventare sedentaria e stabilirsi per sempre lì. Vi è piaciuta la storia, bambini? È tutta una metafora per dire che ogni azione ha le sue conseguenze e che tutti gli esseri viventi devono rispettare il creato e in particolare l acqua! 47

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49 Alla ricerca della fonte magica di Serena Alfarano T anto tempo fa, su di una collina si trovava un grandissimo regno: la Regina e il Re avevano una bambina di nome Melody che aveva otto anni. Aveva lunghi capelli color oro, lisci come lo spago e morbidi come la seta. Gli occhi erano color turchese come il cielo limpido. Questa bambina, però, era veramente sola; a corte non faceva altro che stare chiusa in una stanza. Sognava di esplorare il mondo, voleva respirare l aria aperta, giocare tra la natura con i suoi coetanei e avere tanti amici. Tutto questo, però, non era possibile: il Re e la Regina volevano che Melody stesse nei confini del regno senza allontanarsi. Un giorno, Melody stava seduta sul muretto che divideva il giardino dalla strada e vide il giardiniere che entrava per estirpare le erbacce. Melody gli chiese: Perché estirpa quelle piante, lo sa che le piante devono vivere?. Il giardiniere le rispose con un sorriso dolce: Lo so che le piante devono vivere, la natura è la meraviglia del nostro pianeta. Io estirpo queste piante perché occupano lo spazio che serve a nuove piantine che io pianterò proprio qui, sei contenta?. La bambina entusiasta gli rispose: Certo che sono contenta! Perché, signor giardiniere, non pianta solo bellissime rose?. Certo, è un ottima idea! Come ti chiami? rispose il giardiniere. 49

50 Mi chiamo Melody e ho ben otto anni, mi piacciono da morire le piante, amo l acqua, il nostro prezioso bene comune, e non amo affatto la scuola! disse lei molto orgogliosa di sé. Il giardiniere le disse: Sei identica alla Regina, tua madre, anche se prima d allora non ti avevo mai vista da queste parti!. Sì, mamma non mi lascia mai uscire perché dice che mi potrei fare male, ma io voglio esplorare le bellezze naturali del mondo! continuò la bambina. La conversazione si interruppe perché si sentì la Regina richiamare Melody in casa. Passarono cinque giorni da quell incontro e quando Melody uscì per andare in giardino ritrovò il giardiniere. Ciao, signor giardiniere. Come stai, Melody?. Io bene, tu?. Male, mio figlio oggi compie nove anni!. E perché sei triste, dovresti essere felice. Vedi, mio figlio è scomparso tanto tempo fa Voleva andare nel Laskais per trovare un cosa davvero importantissima!. Che cos è il Laskais e dove si trova?. Il Laskais è un posto lontanissimo da qui e lì si trova UNA FONTE MAGICA in grado di far felici tutti i bambini tristi di questo mondo, quelli poveri, senza una casa e soli senza mamma e papà. Ma ma non mi ha ancora detto com è scomparso suo figlio. Mio figlio è scomparso andando alla ricerca di questa fonte Vedi, c è una cosa che devi sapere: lui, seguendo la mappa, scoprì che il passaggio non sarebbe stato libero perché un 50

51 orrendo troll si aggirava per la foresta dove è situata la FONTE e non vuole dividerla con nessuno. Il suo problema continuò il giardiniere, è che non può prendere la fonte perché non ha un cuore buono, odia la natura, uccide gli animali e fa scomparire i bambini!. Che brutta storia, signore! Quanto è cattivo quel troll! Ma io lo sconfiggerò! Tu hai la mappa di tuo figlio?. Sì, certo, ne ho fatto una copia; quando mi avventurai nella foresta per cercarlo, non riuscii a trovarlo e mi arresi! Tieni, questa è la copia. Ora è tardi e me ne devo andare. Ciao, mi raccomando, conservala!. Certo, arrivederci!. Tutta la notte Melody osservò la mappa pensando di andare a trovare il figlio del giardiniere e quella fonte per dare felicità ai bambini. Avrebbe potuto esplorare il mondo tra la natura e gli animali! Presa la decisione, si vestì in fretta, preparò del cibo e altre cose che le sarebbero state utili e, lasciato un bigliettino per avvertire i genitori, prese una torcia e si incamminò. Cominciò il viaggio seguendo la mappa! La strada era lunga ma per fortuna trovò una scorciatoia per arrivare più presto nella foresta: nel giro di sei ore riuscì a trovarla. Era buio, si sentiva stanca e cominciava ad avere paura: si sentivano solo i suoi passi che calpestavano foglie secche. Sentì poi una voce grossa piena di rabbia: Chi sei tu e perché hai invaso il mio territorio? Vattene subito via di qui!. Tu chi sei? chiese impaurita Melody. Io sono il troll della foresta! Vattene o sarò costretto a rapirti!. 51

52 Melody si fece coraggio pensando al suo obiettivo e gli disse: Rapiscimi pure, ma sappi che io non ho paura di te. Voglio salvare il bambino che hai rapito e prendere una piccola parte della fonte magica per dare felicità ai bimbi sfortunati! Se vuoi, rapiscimi, ma io scapperò e, prima o poi, darò felicità ai bambini e vendicherò il figlio del giardiniere. Il troll, sentendo quelle parole, sentì una fitta al cuore come se quelle parole avessero suscitato in lui un senso di bontà e rispose: Veramente saresti disposta a sfidarmi pur di rendere felici i bambini? È vero, Erik l ho rapito io, che insensibile! Erik è il figlio del giardiniere, le tue parole mi hanno tanto colpito che voglio chiedere a tutti perdono per quello che ho fatto!. La bambina rimase sbalordita. Il troll liberò Erik e insieme aiutarono Melody a trovare la fonte. Tutti e tre si misero alla ricerca e la trovarono. 52

53 Intanto nel regno, il Re e la Regina erano afflitti e il giardiniere non si dava pace. Avevano inviato guardie dappertutto, ma niente! I tre amici erano ormai arrivati alla fonte magica. L acqua era chiara, limpida tanto che ci si poteva rispecchiare, scintillava alla luce del sole; gli alberi posti ai lati ondeggiavano al soffio del vento. Tutto questo lo videro da lontano perché la prova più difficile consisteva nell andare a prendere l acqua. Solo chi aveva un cuore buono ci riusciva. Melody si fece avanti, sapeva di rischiare la sua stessa vita, ma voleva fortemente prendere l acqua. Melody si avvicinò con cautela: intorno a lei brillava una luce bianca con stelline rosse e gialle, gli alberi si inchinavano al suo passaggio e il vento soffiava sui suoi capelli biondi. Le mancava l ultimo passo quando, ad un tratto, la fonte con un balzo riempì il recipiente che teneva in mano Melody. Melody era contenta, ma come avrebbe fatto a spargere la fonte nel mondo? A quel punto il troll, leggendole in volto la preoccupazione, le disse: Io so come spargere la fonte!. Il troll chiamò Hill, il suo drago volante e ordinò a Melody e a Erik di salire con lui sul dorso del drago. Da lassù sparsero la fonte sul mondo che, improvvisamente, fu avvolto da una luce bianca. Melody portò a termine la sua missione e tornò con Erik al regno, ritrovò i suoi genitori e vissero tutti per sempre felici e contenti! 53

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55 Lago Rimachi - Pastaza/Lago Rimachi- Pastaza E l lago Rimachi es una concha inmensa en la que existen variedad de animales como: garzas, patos, loros, guacamayos, etc. También hay bastantes peces como: paiche, paco, boquichico, lagartos, boas, anguila, etc. El agua de este lago es de color oscuro. Il fiume Rimachi è una laguna immensa nella quale esistono varietà di animali come aironi, anatre, pappagalli, etc. Ci sono pure molte varietà di pesci come paiche, paco, boquichico, coccodrilli, serpenti boa, anguille, etc. L acqua di questo fiume è di colore scuro. Antiguamente, el lago Rimachi era una comunidad indígena que vivía en guerra entre ellos, es por eso que Dios les castigó transformándolos en un inmenso lago. Anticamente, il lago Rimachi era una comunità di indigeni che vivevano in guerra tra di loro, e per questo che Dio li castigò trasformandoli in un immenso lago. Actualmente, la población candozi cree escuchar al mediodía el canto de aves, gallinas, gallos, etc.; cuando el lago baja su nivel se observan shungos prendidos (se utilizan como columnas para las casas), y también creen escuchar voz de personas que están discutiendo. 55

56 Attualmente, la popolazione candozi crede di sentire a mezzogiorno risuonare il canto di uccelli, galline, galli, etc.; quando il lago abbassa il suo livello, si vedono tronchi incagliati (si utilizzano come colonne per le case) e sembra di sentire la voce di persone che discutono tra loro. Figura 6: Lago Rimachi, Distrito de Pastaza 56

57 È importante crederci di Edoardo Manni R ob era un pastore che viveva in una casa sul monte Bezzi. Era un uomo cui piaceva la solitudine e amava molto la pace e la tranquillità: rispettoso della natura, gli piaceva soprattutto ammirare i colori del cielo nei diversi momenti della giornata e i suoi sogni si confondevano con le sue svariate sfumature. Osservava tutto ciò che lo circondava: piante non conosciute, insetti e lo comunicava ai suoi animali come fossero suoi simili. Essi, come d incanto, fermavano il loro passo e l ascoltavano: sembrava stessero intuendo ciò che lui comunicava con tono pacato e sereno. Nel paesino Amergi, giù a valle, era conosciuto da tutti per gli ottimi formaggi che produceva. Aveva un intero gregge di pecore, al quale era affezionato. Data l età avanzata, si prometteva ogni volta di diminuire il numero dei capi, ma si ritrovava con un numero, invece, sempre maggiore. Ad esso non faceva mancare nulla. Era tutto ciò di più caro che lui avesse. Un bel giorno Rob, dopo aver terminato il suo lavoro quotidiano e aver raccolto i rami secchi che il vento della notte aveva spezzato, utili per il camino, scese giù a valle da un suo carissimo amico. Gli portò anche un po del suo ottimo e genuino formaggio. 57

58 Rocco lo ospitò a cena e tra un boccone e l altro, iniziarono a chiacchierare: Rob, come va lassù?. Niente di che, tutto tranquillo!. Come? Non ti danno fastidio tutti quei rumori?. Rumori? Che rumori? Si sente soltanto il cinguettio degli uccellini che compongono armoniose melodie. Non sei stato informato di quello che è stato scoperto su in cima?. Racconta subito, dopo tutto è mio diritto saperlo, è mio territorio, io ci vivo!. Due tagliaboschi erano alla Mannara e stavano radendo al suolo alcuni alberi per produrre legna da vendere alla povera gente che non possedeva terreni, quando sono stati attratti da un leggero gorgoglio simile a quello dell acqua, precisamente alle spalle del maestoso abete. Terminarono il loro lavoro e, nonostante fosse tardi, vollero andare a controllare cosa fosse quel lieve rumore: cercando tra i cespugli, scorsero una piccola sorgente. Increduli, si avvicinarono pian piano e assaggiarono quella splendida acqua pura e limpida: era dolce e fresca. Si chiedevano se riferirlo agli altri o mantenere il segreto. Però, pensandoci, decisero che era più giusto avvertire le autorità: se l avessero fatto, sarebbero diventati importanti, il sindaco ne avrebbe tenuto conto e magari li avrebbe occupati in un altro settore più soddisfacente. Così fecero e il sindaco, passò parola a un suo potente amico industriale. Questi incaricò alcune ditte costruttrici, per far gettare lì intorno le fondamenta per una sua industria: una cartiera. 58

59 Cosa? Non ci credo! Quel posto lo conosco fin da quando ero bambino, come le tasche dei miei pantaloni. Comunque, non sarebbe giusto rovinare un luogo così paradisiaco, habitat naturale di varie specie animali, per costruire un industria. Io non accetterò mai e poi mai che l aria e il cielo vengano inquinati dagli scarichi di questa fabbrica. A questo punto potremmo dire addio alla natura e a tutti gli animali che da anni vivono in quei boschi fitti, perché, non sentendosi a proprio agio, saranno costretti a emigrare verso altre mete. Farò di tutto per bloccare i lavori e per assicurare un prezioso utilizzo di quell acqua, bene comune a tutta l umanità, risorsa di grande valore per gli esseri viventi. Rob non riusciva ad accettare la notizia, datagli da Rocco, tremava al solo pensiero. L indomani mattina, come suo solito, prima di far pascolare il suo gregge, andò a raccogliere gli asparagi di cui era assai ghiotto e, procedendo cauto, per non perderne nessuno di vista, sentì alcune voci indistinte di uomini che litigavano. Si chiese cosa stesse succedendo e, proprio nel posto che gli era stato indicato dall amico, vide che erano parcheggiati due camion, carichi di cemento e, poco più in là, due uomini discutevano animatamente su dove gettare il materiale. 59

60 Rob si avvicinò con determinazione, posando il fascio di asparagi ai piedi di un albero, e consigliò ai due operai di non procedere, altrimenti sarebbero stati guai. Essi non presero in considerazione le sue parole. Allora l uomo, andò dal sindaco per ribellarsi e le sue sagge frasi servirono per farlo riflettere e capire l errore che si stava commettendo. Rob gli propose una soluzione. Il primo cittadino accettò la proposta di scavare dei profondi solchi, all interno dei quali posizionare delle tubature lunghe 60

61 centinaia di metri, per far arrivare quell incantevole acqua anche ad Amergi. Rob trascurò per qualche tempo le sue bestiole per dedicarsi alla realizzazione di tale progetto: trascorreva intere giornate insieme ad altri uomini per completare la sistemazione dei tubi. Dieci giorni dopo, era tutto terminato. L acqua raggiungeva la valle e si raccoglieva in un enorme diga, ma Rob aveva programmato anche un distributore, per mezzo del quale gli abitanti avrebbero potuto usufruire dell acqua. E così fu fatto. Una ditta lo fornì in omaggio per ringraziare tutti dell ottimo lavoro compiuto e, ad installazione ultimata, l uomo solitario divenne il dirigente di questo distributore e ne fu molto fiero. I cittadini gli offrirono una ricompensa, ma egli la rifiutò e concluse: Ciò che ho fatto, l ho fatto spontaneamente, con il cuore e sono orgoglioso di aver realizzato il mio desiderio. Tutto terminò a buon fine e Rob, soprannominato, giù a valle, il Saggio, si trasferì a casa di Rocco e lasciò il suo vecchio lavoro da pastore: utilizzare bene l acqua era più importante di tutto. 61

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63 Una saggia riflessione di Giulia Rizzo S ono le 13 in punto di un bellissimo giorno di primavera. Io e i miei amici, usciti dalla scuola, stiamo ritornando a casa. A un certo punto i ragazzi tirano fuori dallo zaino le loro bottigliette d acqua. Ma anche noi ragazze prendiamo le nostre e iniziamo a correre qua e là schizzandoci, dichiarando aperta la battaglia. Claudia, invece, l acqua l ha finita a scuola, così si ferma a una fontana, riempie la bottiglietta e inizia anche lei a giocare. A un tratto sentiamo una voce, ci giriamo e vediamo un vecchietto seduto su una panchina, vicino a casa sua, che ci chiama: Ragazzi, ragazzi, venite! Vorrei parlare un po con voi! Da dove venite? E tu (riferito a Claudia) ragazzina, perché non hai chiuso il rubinetto della fontana?. Ci guardiamo e, un po seccati, ci sediamo vicino a lui. Dovete sapere inizia l anziano signore, che l acqua è un bene inestimabile e non va sprecata. Lo sapevate che sulla Terra è presente solo il 2,8% di acque dolci? Provate a pensare a quello che provano i bambini del cosiddetto Terzo mondo, che percorrono decine e decine di km a piedi solo per trovare un po d acqua! Quando io avevo la vostra età, non c erano tutti i confort che avete adesso, come per esempio l acqua corrente: noi andavamo ogni giorno a prendere l acqua dalla cisterna, che era un grande contenitore in cui veniva fatta confluire l acqua piovana. 63

64 Non avevamo la doccia e quindi anche il semplice gesto di lavarsi era un impresa; non avevamo l acqua calda, ma dovevamo riscaldarla sul fuoco. Ora vi sembra tutto facile, ma non immaginate quanto lavoro per darvi le comodità di cui godete. Dovete fermarvi un attimo a pensare che non bisogna sprecare l acqua: ho visto quel gioco che stavate facendo e posso dirvi che mi si stringe il cuore a vedere sprecato un bene così grande! A scuola sicuramente studiate le risorse della Terra e l acqua in particolare! Quanta acqua si è sprecata e i tanti modi di risparmiarla! Avrete capito perché l acqua è importante e allora, mi raccomando, trasmettete a tutti le vostre conoscenze e non dimenticate le mie parole: le nuove generazioni devono imparare a essere più civili e ad avere cura delle risorse naturali. 64

65 Grazie, signore, di questi consigli, le promettiamo di essere più attenti, ricordando le sue parole. E tutti insieme, a testa bassa, ce ne torniamo a casa. 65

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67 Río Amazonas / Il Fiume Rio Delle Amazzoni A mazonas es el río Amazzoni è il fiume Más extenso y famoso por sus Più lungo e famoso per la sua Aguas silenciosas; además es una Acqua silenziosa, inoltre è una Zona donde habitan peces y Zona dove vivono pesci e Otros animales. Altri animali. Ninguno como él, Nessuno come questo fiume, Agua del Amazonas. Acqua dell amazzonia. 67

68 Siempre serás el gigante sobre otros ríos. Sarà sempre il gigante su tutti gli altri fiumi. Figura 7: Il Río Amazonas nasce nel Nord del Perù 68

69 Alla ricerca dell acqua di Sara Troisi E ccoci qui, fermi ad aspettarci l inimmaginabile. Due occhi grandi ci fissavano e noi aspettavamo lì, senza muovere un passo, nella paura di essere uccisi. Tutto cominciò sette giorni fa, in un Paese dell Africa. Stavo giocando con i miei amici a palla, quando ci ritrovammo a parlare del nostro Paese e dell acqua. Ci sedemmo tutti in cerchio e cominciammo a discutere su alcuni problemi del nostro Paese e di tutto il pianeta in cui viviamo. Avevamo sentito i nostri genitori parlare della piaga della siccità nel nostro Stato. Fummo invasi da una grande paura e decidemmo di fare qualcosa. Sapevamo già che il nostro Paese soffriva per la mancanza di acqua, ma adesso era una vera e propria emergenza: mancava del tutto! Alice disse: Ho molta paura di non poter più bere e morire disidratata!. Tutti in coro dicemmo: Anche noi!. 69

70 Ma cosa era successo al nostro Paese? E perché lo abbiamo saputo solo adesso? Perché i nostri genitori non ci hanno voluto dire niente?. Queste erano le domande che ruotavano contemporaneamente nelle nostre menti Ma, a quel punto, successe una cosa fantastica! Un ragazzo arrivò gridando di avere una grande notizia! Mio fratello ha scoperto una fontana magica, ricca di acqua che non finirà mai, e se se ne porta anche una sola goccia nel nostro Paese, si risolverà il problema della siccità! Basta solo mettere la goccia per terra per far nascere fiumi e mari, e l acqua diventerà potabile. Noi ci alzammo e cercammo di capire di che cosa stavano parlando. 70

71 Il ragazzo continuò: Io, però, non ci andrei mai, perché si incontreranno grandi pericoli lungo la strada per raggiungere la fontana!. Il suo amico disse: Oh mamma, ma allora così non risolveremo niente!. Ma per noi non era così e ci venne un idea. Martina disse: Ragazzi! Dai, andiamo! Potremmo risolvere definitivamente il problema del nostro Paese e saremmo considerati da tutti degli eroi! Io dissi: Ma avete sentito quello che hanno detto quegli uomini? Ci saranno dei pericoli!. Carlo ribatté: Sei sempre la solita fifona! Non ci accadrà niente, penso che non esisterà alcun pericolo e anche se ci fosse riusciremo a superarlo! Siamo in cinque! Cosa mai ci potrà accadere?. Così tutti pensammo di recarci in quel luogo sconosciuto. Ci informammo da quegli uomini sul luogo preciso e decidemmo di raggiungerlo. La mattina ci rifornimmo di provviste per alcuni giorni e decidemmo di partire la sera, di nascosto dai nostri genitori! Disegnammo, con le indicazioni sentite da quegli uomini, una piccola mappa e ci incamminammo. Tutti eravamo un po spaventati, soprattutto io che ho paura di tutto, ma per non essere presa in giro decisi di seguire i miei amici. Pensavo tra me e me: cosa potrebbe mai succedere? Mica sbucheranno creature magiche dal nulla? Ma forse mi sbagliavo. Camminammo tutta la notte per i boschi pieni di animali feroci. Ad ogni passo sentivo dietro di me degli occhi che ci stavano 71

72 spiando, ma forse era una mia impressione, essendo al buio, in un bosco popolato di animali. Stanchi morti decidemmo di fermarci a riposare e riprendere il viaggio il giorno dopo. Così ci addormentammo. Tutti erano tranquilli eccetto me: sentivo rumori dappertutto e sempre quegli occhi fissi che mi osservavano. Ma poi anch io mi addormentai pensando a quando avremmo scoperto la fontana e saremmo stati considerati da tutti degli eroi. Il giorno dopo, appena svegli, accadde una cosa spaventosa! Alcune delle provviste erano sparite! Tutti pensammo fossero stati degli animali. Per fortuna che ci eravamo riforniti per bene! Ad un tratto sbucò dal bosco una persona piccola e azzurra: sembrava un folletto. Cercammo di fuggire, ma lui manteneva il nostro stesso passo senza alcuna fatica e mentre ci inseguiva ci diceva che non dovevamo avere paura e che era venuto solo per avvisarci! Allora ci tranquillizzammo e cercammo di capire che cosa volesse dirci. Ci avvisò che la fontana era custodita da un mostro molto pericoloso che era capace di uccidere in un secondo tutte le persone presenti e non avrebbe dato a nessuno l acqua magica! Per questo mai alcun essere vivente ci era riuscito. 72

73 Aggiunse, anche, che quel mostro seguiva tutti i nostri pensieri e che solo quando ci saremmo trovati davanti alla fontana, lui avrebbe scaricato la sua rabbia e ci avrebbe ucciso. Io, pensando a quelle parole, mi spaventai moltissimo e tremavo tutta. L unico pensiero che occupava la mia mente riguardava quel mostro. Perché sentivo quegli occhi fissi su di noi? E perché li sentivo solo io? Mentre questi pensieri passavano lentamente nella mia testa, il folletto ci spiegò chi era in realtà. Ci svelò che era una creatura magica, che aveva seguito fin dall inizio i nostri passi per avvisarci del pericolo cui stavamo andando incontro. Dopo aver pronunciato quelle parole, si volatilizzò e mentre se ne andava ripeteva: State attenti, state attenti, ormai non potete tirarvi indietro, altrimenti il mostro non esiterà ad uccidervi!. A queste parole tremammo tutti e pensammo che non avevamo scelta: se ci fossimo ritirati, non solo il mostro ci avrebbe ucciso, ma saremmo stati anche considerati dei codardi. Alice disse: Ragazzi ormai non possiamo tirarci indietro, quel che succederà, succederà. E così tutti fummo d accordo e riprendemmo il viaggio. Attraversammo boschi inquietanti, sentieri tortuosi, con alberi mostruosi fino a raggiungere una valle incantata piena di alberi colorati, prati verdi, fiori dappertutto, allegre cascate, montagne imponenti e animali che saltellavano di qua e di là. 73

74 Rimanemmo incantati da quella meravigliosa valle e restammo a bocca aperta. La percorremmo tutta finché i nostri occhi non videro una maestosa fontana, variopinta e decorata, con gli uccelli che gli volavano intorno ma io sentivo sempre un brutto presentimento e avvertivo sempre i soliti occhi che mi spiavano. Avevo ragione. Infatti, quando ci stavamo avvicinando per prendere una goccia d acqua, quella che sarebbe stata la soluzione dei nostri problemi, dimenticandoci completamente di quel mostro e del pericolo ecco che sbucò fuori! Era un mostro enorme, rosso, con tre teste e pronunciava una sola frase: Siete morti!. Ed eccoci là, pronti all inevitabile. Due occhi grandi ci fissavano, e noi restammo fermi lì, nell attesa di essere uccisi. Tante cose accaddero contemporaneamente. Occhi chiusi, il mostro che ci saltava addosso, noi spaventati Ma mentre il mostro stava per saltarci addosso, intorno a noi si formò una grossa barriera di acqua trasparente che fece rimbalzare il mostro scaraventandolo a terra. Aprimmo gli occhi per vedere cosa fosse successo. Eravamo ancora lì, sani e salvi poi vedemmo il mostro morto per terra e sentimmo una voce che proveniva dalla fontana: Ragazzi, voi siete i predestinati a portare l acqua nel vostro territorio, vi ho aspettato per tanto tempo! Mi avete liberata da quel brutto mostro. Adesso prendetemi e portatemi nel vostro Paese: lo farò rinascere e nessuno morirà più di sete e le piante cresceranno sempre di più!. 74

75 Noi, meravigliati da quelle parole, prendemmo una goccia d acqua e, correndo felici, la portammo nel nostro Paese, dove fummo accolti dalle persone con gioia, e da quel giorno diventammo degli eroi. Così fu risolta la siccità, non solo nel nostro villaggio, ma in tutto il mondo, perché l acqua è un bene essenziale per tutta l umanità e tutti devono usufruirne. Noi ragazzi, con il nostro comportamento corretto, continueremo a portare l acqua nel mondo, e siamo pronti ad affrontare ogni sacrifico a tutela dell acqua. 75

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77 La realtà di Chiara Stefani C iao a tutti, sono il signor Fiume. Vi vorrei raccontare un esperienza che cambiò il mio modo di considerare la vostra razza: la razza umana appunto. Dovete sapere che io sono molto vecchio e di cose ne ho viste nel corso della mia vita. Ma mai come quella che sto per raccontarvi. Anni e anni fa ero un ghiacciaio, e ho iniziato insieme a delle gocce, mie sorelle, a sciogliermi. Ho iniziato a viaggiare e a scoprire il mondo diventando un fiume. Ogni tanto alla nostra numerosissima famiglia si aggiungevano altri componenti. Voi umani li chiamate affluenti. Ho avuto la possibilità di osservare ogni tipo di animali, moltissime foreste e ho visto moltissimi cieli. Nel bel mezzo del nostro viaggio, però, fummo interrotti bruscamente. Non potemmo muoverci per diversi giorni o anche settimane. Un certo giorno sentimmo un rumore assordante: avevano aperto un spazio dove l acqua del fiume precipitava verso una meta sconosciuta. Chissà grazie a quale miracolo riuscii, insieme alla mia famiglia, a venirne fuori sano e salvo. Più tardi scoprii che avevamo contribuito a produrre energia per voi umani: questo mi colmava di grande orgoglio. 77

78 Qualche anno più tardi arrivammo in una città chiamata Roma. Era sera ed io e i miei famigliari rallentammo il passo per riposare un po. Mentre ci facevamo trasportare da una corrente calma, alzammo gli occhi al cielo e al posto della volta stellata vedemmo una strana nuvola nera. Pensammo che fosse in arrivo un temporale. Alcuni cominciarono a dormire ma io no: quella nuvola nera mi aveva turbato. Passarono le ore e ormai anch io avevo intenzione di andare a dormire quando, a un certo punto, una grossa macchina si avvicinò alle mie rive. Ne uscì un uomo che con fare circospetto, si guardò intorno e poi rientrò in auto. Passarono i secondi ma l auto non se ne andava. Dopo cinque minuti il portellone dell auto si inarcò e ne uscì una quantità assurda di immondizia che venne buttato nel fiume. Finito lo scarico, l auto se ne andò. Rimasi impietrito se lo potessi dire: non credevo ai miei occhi! Il giorno dopo la mia acqua non era più limpida, ma verdastra e io mi sentivo soffocare. Arrivarono uomini e altre auto che buttarono delle reti sul fondale ed estrassero tutta la spazzatura che la sera il camion aveva versato. Le conseguenze non furono catastrofiche come gli uomini che pulivano avevano presunto, ma furono ugualmente gravi. 78

79 Da quel giorno conservo le ferite sul mio letto e la visione dei pesciolini morti è l orribile ricordo della razza umana: ancora non riesco a credere che vi siate ridotti a questo, ancora non ci credo che volete distruggervi! Ma, forse, la realtà non è come la immagino io. 79

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81 El Rio Huallaga / Il Fiume Huallaga E l Huallaga es el río Huallaga è il fiume Largo y caudaloso de la provincia de Alto Amazonas. Lungo e abbondante della provincia dell Alto Amazonas. Hay mucha agua y C è molta acqua e Una rica vegetación. Una ricca vegetazione Además de ser caudaloso, en sus aguas existen Oltre a essere abbondante, nelle sue acque vivono Lindas aves y también muchos peces, Uccelli graziosi e anche molti pesci, Lagartos enormes que se Coccodrilli enormi che si Alimentan de aves como la 81

82 Cibano di uccelli come Garza, por eso: CUIDÉMOSLO! l Airone, per questo: PROTEGGIAMOLO! Figura 8: Paesaggio: Rio Marañón, disegnato da Aldair Arahuanaza Villacrez 82

83 L acqua e il suo segreto di Claudia Palumbo C irca 3000 anni fa una dea greca, inseguita da un imperatore malvagio che voleva rubarle il potere, si riposò sulle coste dell attuale Puglia. La trovò una ragazza che l ospitò nella sua casa: la dea la ricompensò lasciandole in dono un cofanetto Da quel momento fortuna e prosperità regnarono sempre sulla famiglia della giovane e su tutta la sua discendenza. Un giorno, Emma, una giovane e bella ragazza, ma molto curiosa, decise di frugare nella soffitta della vecchia zia perché sin da piccola aveva sentito che lei nascondeva qualcosa di misterioso. Riguardava una storia che si raccontava in famiglia: parlava di un pozzo, dell acqua di questo pozzo mah! Non le era mai stato detto niente di sicuro Si mise, quindi, a frugare e dopo un paio d ore passate a rovistare trovò nascosto in un grande baule un piccolo, polveroso e misterioso cofanetto. Fu tanta la curiosità che non resistette ad aprirlo. Dentro ci trovò un antica pergamena con delle frasi in lingua greca. Se lei a scuola avesse studiato seriamente forse sarebbe riuscita a tradurla, ma la soluzione fu chiamare Edoardo, il primo della classe al liceo. 83

84 Si diedero appuntamento sulla spiaggia per il mattino seguente. Come al solito, Edoardo riuscì a tradurre la pergamena e a un tratto esclamò: Emma, adesso so perché l acqua del tuo pozzo è sempre fresca e limpida!. Perché? domandò la ragazza. Questa pergamena racconta l incontro tra una divinità greca con una tua antenata, la quale fu così gentile e ospitale da nasconderla da un imperatore malvagio che voleva entrare in possesso del suo potere: rendere l acqua limpida e fresca. La dea, per ringraziare la generosità della ragazza, le donò questo cofanetto che conteneva la pergamena. Wow, però con il pozzo cosa c entra? osservò Emma. È vero, devo continuare a tradurre. Ecco, dice che la vostra famiglia è la custode del dono di rendere l acqua limpida e 84

85 fresca. Dice che deve essere custodita solo da persone appartenenti alla vostra famiglia, altrimenti l acqua perderebbe il suo potere. Ecco perché la zia era così misteriosa ogni volta che le chiedevo del pozzo, ed era sempre vaga nelle risposte. Conoscendomi, l avrei detto a tutti! Adesso è il momento di crescere, lo riporterò al suo posto e farò finta di niente. Questo sarà il nostro piccolo segreto! Mi raccomando, Edoardo, non dirlo a nessuno! Voglio che questo segreto sia tramandato per altre generazioni e che soprattutto l acqua del pozzo continui a donare prosperità a tutti. Edoardo promise e chissà se quel segreto non diventerà anche suo 85

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87 Le due giare C era una volta una simpatica vecchietta di nome Nina che aveva un bel somarello di nome Ippazio. Ogni giorno Nina caricava sulla schiena di Ippazio due grandissime giare. Una si chiamava Giara Contenta e l altra Giara Tristina. Tutti i giorni Nina si recava con Ippazio al pozzo che distava da casa sua 1000 passi di asino. Arrivata al pozzo, Nina riempiva di acqua le due giare e si avviava verso casa. Ora accadde che Giara Tristina aveva un buchino da un lato e, strada facendo, perdeva un po dell acqua che conteneva. Arrivati a casa di Nina, Giara Contenta era ancora bella piena e Giara Tristina aveva solo metà dell acqua, così che la simpatica vecchietta si ritrovava con solo una giara e mezza di acqua. Ma lei non se ne curava. Giara Tristina si vergognava veramente tanto di questa situazione. Giara Contenta invece era orgogliosissima del suo lavoro ben fatto. Ogni giorno non perdeva occasione per rimarcarlo e diceva: Cara Tristina, vali solo metà di quel che sei!. 87

88 Tristina non replicava neanche tanto era giù di morale e demotivata. Un giorno non potendone più di questa situazione, Tristina chiamò la vecchietta ad alta voce: Nina, Nina. Che cosa c è mia cara Tristina?. Sono tanto triste. Ma perché?. Perché tu non ripari il buchino che ho sul lato destro e così perdo tanta acqua lungo il cammino e non riesco a fare bene il mio lavoro. Non devi essere triste mia cara Tristina. Guarda indietro, guarda lungo il tuo cammino, guarda quanti fiori bellissimi e coloratissimi sono cresciuti. Giara Tristina voltò lo sguardo indietro e vide tutti i fiori. Erano proprio belli. Uno spettacolo che la lasciò a bocca aperta! Ho seminato dei semini lungo tutto il tuo percorso spiegò la simpatica vecchietta. Ed ecco qua, il risultato della tua opera. Con il tuo buchino hai innaffiato il terreno e hai reso possibile tutto questo splendore. E ora ho i fiori anche per la mia casetta. E le api possono nutrirsi del polline e fare un buonissimo miele!. 88

89 A tale rivelazione Tristina cambiò immediatamente stato d animo. Ora era veramente felice, perché aveva visto il risultato della sua preziosa opera. Aveva capito che, senza di lei, essendo semplicemente così come era, non ci sarebbe stata tutta quella bellezza per decorare la natura e la casa. Ciascuno di noi ha le sue mancanze, le sue debolezze, le sue differenze. Ma tutte queste differenze rendono le nostre vite così interessanti e valorizzanti. Bisogna trovare ciò che c è di buono in tutti noi. Dunque, a tutti i nostri amici tristi: Passate un giorno superbo e ricordate di prendere il tempo per sentire il profumo dei fiori che crescono sul vostro lato del cammino. 89

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91 Ringraziamenti Ringraziamenti doverosi alle ditte Ylum, Europrogetti e Sterimed che ci hanno permesso di pubblicare i racconti di questi ragazzi, di Racale e di San Lorenzo: ragazzi lontanissimi eppure uniti da un mare d acqua, racchiuso idealmente nelle loro parole. Un ringraziamento sincero nei riguardi del dirigente scolastico, Prof. Riccardo De Iaco, che ha costantemente incoraggiato e appoggiato il cammino di educazione alla sostenibilità intrapreso dalla scuola, di cui questo libro vuole essere un espressione. Un grazie di cuore alla Dr.ssa Maria Grazia Verardi che è l autrice dell ultimo racconto, ed è stata l anima di moltissime iniziative scolastiche dell Istituto Comprensivo Primo Polo, a partire dalla manifestazione Sosteniamo il Sostenibile del Un grazie e un abbraccio ai volontari del V.I.S. (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) di Roma, Gabriela Moreno, Enrico Marinucci, Simona Tornatore e Maria Cristina Ranuzzi, ormai legati a Racale da amicizia fraterna. Un grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato a realizzare quest iniziativa, a partire dai nostri collaboratori Domenico Urso, Donato De Nola e Silvestra D Ambrosio. E, infine, un grazie anche a tutti coloro che, dopo aver letto questo libro, compiranno un piccolo gesto per aiutare il nostro pianeta perché anche una goccia, se pulita, rende l oceano più pulito (Madre Teresa di Calcutta). 91

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93 INDICE PREFAZIONE... 5 IL PROGETTO A, B, C, ACQUA BENE COMUNE... 9 PRESENTAZIONE GLI AUTORI DI RACALE SI PRESENTANO PRESENTACIÓN PRESENTAZIONE AUTORI DELL AMAZZONIA STORIA DI UNA GOCCIA D ACQUA UNA STORIA MAI SENTITA PRIMA AGUA/ACQUA UNA SCOPERTA IN MONTAGNA GIORNI DI FELICITÀ EL MITO DEL AGUA/ IL MITO DELL ACQUA LA LEGGENDA DEL FIUME AVVELENATO ALLA RICERCA DELLA FONTE MAGICA LAGO RIMACHI - PASTAZA/LAGO RIMACHI- PASTAZA È IMPORTANTE CREDERCI

94 UNA SAGGIA RIFLESSIONE RÍO AMAZONAS / IL FIUME RIO DELLE AMAZZONI ALLA RICERCA DELL ACQUA LA REALTÀ EL RIO HUALLAGA / IL FIUME HUALLAGA L ACQUA E IL SUO SEGRETO LE DUE GIARE RINGRAZIAMENTI

95 Progetto editoriale sponsorizzato da: Sterimed Con la partecipazione di: 95

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