TITOLO DOCUMENTO Certificazione dei sistemi di gestione ambientale: le principali novità della norma ISO 14001:2015.

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1 TITOLO DOCUMENTO Certificazione dei sistemi di gestione ambientale: le principali novità della norma ISO 14001:2015. QUALITA E SICUREZZA ALIMENTARE SETTORE: QUALITA ARGOMENTO: NORMAZIONE AREE TEMATICHE Circolare n Prot. 37 Roma, 13 gennaio 2016 OGGETTO del documento Descrizione delle novità introdotte dalla nuova versione della norma ISO pubblicata al fine dicembre 2015 relativa a "Environmental management systems - Requirements with guidance for use" per la certificazione dei sistemi di gestione ambientale. Precedenti circolari cui si fa riferimento Riferimenti legislativi Commento Conseguenze operative Informare gli associati Allegati

2 Prot. N. 37 Circolare N Roma, 13 gennaio 2016 Redatta da: Area Sviluppo sostenibile ed innovazione Luigi Tozzi Corso Vittorio Emanuele II, Roma Tel: Tel mail: mail: Oggetto: Certificazione dei sistemi di gestione ambientale - le principali novità della norma ISO 14001:2015. Alle Unioni Provinciali Agricoltori Alle Federazioni Regionali Agricoltori E stata recentemente pubblicata dall International Standard Organization (ISO) la nuova versione della norma ISO 14001, che certifica i sistemi di gestione ambientale (SGA). Come noto, con questa norma, le aziende certificano il modo in cui la loro organizzazione aziendale è strutturata e si impegna a raggiungere obiettivi ambientali in un ottica di miglioramento continuo. Non trattandosi di una certificazione di prodotto, la norma fino ad ora è stata poco utilizzata nel settore agricolo. Le aziende agricole certificate in Italia con la norma ISO nel 2015 sono 84 su un totale di Un trend in leggera crescita se si pensa che nel 2013 erano 70 e nel 2014 raggiungevano il numero di 80. Sebbene la norma non ha trovato finora molto interesse nel nostro settore, crediamo che nei prossimi le aziende vi porranno particolare attenzione. Infatti la sua applicazione è sempre più richiesta per la partecipazione a bandi o all accesso ai finanziamenti pubblici, come confermato negli articoli 16 (appalti verdi) e 17 (disposizioni per promuovere le certificazioni ambientali) del nuovo collegato ambientale. In generale la norma si propone come strumento per indirizzare correttamente e vantaggiosamente i repentini cambiamenti del contesto che possono condizionare il successo imprenditoriale e il miglioramento delle prestazioni ambientali. La norma ISO 14001:2015 amplia il panorama dei fattori da considerare nella gestione degli aspetti ambientali; chiede alle organizzazioni di collegare obiettivi e requisiti del sistema di gestione ambientale alle strategie dell'impresa e, viceversa, di considerare gli elementi che incidono sugli scopi aziendali e sul business nello sviluppo del sistema stesso.

3 Gli imprenditori sono chiamati ad impostare i propri sistemi di gestione in modo unitario e coerente, trasversale a tutte le scelte aziendali, con conseguenze organiche sulla gestione degli aspetti ambientali e delle opportunità collegate. La norma considera le aziende come strutture capaci di adeguare le scelte organizzative e di business ai mutamenti delle condizioni esterne ed interne. Questo rappresenterà una opportunità per le organizzazioni che vorranno coglierla ed una difficoltà per quelle che hanno perseguito la certificazione solo come immagine. L'applicazione della ISO 14001:2015 sarà una sfida anche per il sistema della certificazione e dell'accreditamento a cui sarà richiesta una maggiore competenza ed una grande apertura mentale. Si ritiene utile, anche in relazione alle informazioni messe a disposizione da Accredia nella presentazione della norma, fornire in allegato una sintesi delle principali novità introdotte con la sua nuova versione. Cordiali saluti Donato Rotundo Direttore

4 ALLEGATO Novità introdotte con la nuova versione della norma ISO 14001:2015 La struttura La norma è articolata in 10 capitoli, comuni a tutte le future norme di sistema. Sono stati introdotti capitoli nuovi, come il 4 sul "contesto" ed il 5 sulla "Leadership". Altri sono stati ristrutturati, come il capitolo 9 sulla valutazione delle prestazioni che comprende i requisiti sul monitoraggio, sull'audit e sul riesame della Direzione, il 10 sul "Miglioramento" all'interno del quale scompare lo strumento della "azione preventiva" ed il 7 sui processi di supporto. Prestazioni ambientali L'introduzione e il paragrafo relativo al "Sistema di Gestione" (punto 4.4) propone una nuova visione del ruolo delle prestazioni ambientali all interno dell organizzazione aziendale. Queste non sono più solo legate al sistema di gestione, al modello di organizzazione, ma soprattutto al miglioramento dell'azienda stessa, che diventa il centro di attenzione della norma. Ci si avvicina così più ad una visione di certificazione di processo, pur mantenendo nella norma ISO la specificità del sistema organizzativo. Considerazioni sulle definizioni Vale la pena soffermarsi su alcuni punti significativi. La definizione di "obiettivo" ha inglobato quella di "traguardo" ed è stata articolata in "obiettivi" e "obiettivi ambientali". I primi sono più generali e si riferiscono a quelli proprio del sistema di gestione aziendale; i secondi sono specifici per le prestazioni ambientali. Il "rischio" è definito sia come effetto, negativo o positivo, di una incertezza, sia come una "minaccia" contrapposta alle "opportunità". E' un nuovo approccio che influirà sull'impostazione del SGA. Un esempio potrebbe venire dall inquinamento esterno. Prendiamo il caso che un azienda debba utilizzare dell acqua contaminata anche se nel rispetto dei parametri di legge. In questo caso il rischio d incertezza è legato al fatto che utilizzo un fattore di produzione, l acqua, su cui non posso intervenire per migliorare le prestazioni ambientali dell azienda, poiché i contaminanti sono sempre presenti nell acqua. Ma vi è anche il rischio che questi contaminanti siano una minaccia per l immagine del prodotto, e quindi non consoni a ciò che il consumatore si aspetta da un azienda certificata ISO E' introdotta la nuova definizione di "ciclo di vita" che fa riferimento alla norma ISO 14044:2006. L'organizzazione dovrà individuare e valutare gli aspetti ambientali dei propri prodotti/servizi considerando una "prospettiva di ciclo di vita", ovvero considerando i possibili impatti ambientali di prodotti e/o servizi a partire dalle fasi del reperimento delle

5 materie prime fino allo smaltimento/recupero finale. Pur non essendo previsto il "Life Cycle Analysis" conforme alle norme di riferimento ISO 14040, la nuova ISO 14001(perciò si parla di prospettiva di ciclo di vita ) richiede una specifica analisi di questi aspetti e la loro traduzione in una progettazione orientata coerentemente alle politiche e agli obiettivi aziendali, in requisiti operativi inerenti all'approvvigionamento di beni e servizi e nella individuazione di eventuali informazioni da fornire ai clienti sull'uso e lo smaltimento di prodotti e servizi ( si veda il punto 8.1 della norma). Viene confermata la definizione di "azione correttiva", ma scompare quella di "azione preventiva", sostituita a tutti gli effetti dall'approccio generale della norma che, basando il SGA sull'analisi di rischi e opportunità, vede l'intero sistema come una grande azione preventiva onnicomprensiva. Il "miglioramento continuo", requisito fondamentale della norma, è caratterizzato come miglioramento sia del Sistema di Gestione che delle prestazioni ambientali e deve essere coerente con la politica ambientale dell'organizzazione. Il "Contesto dell'organizzazione" Si tratta di una novità assoluta e fondamentale, introdotta al capitolo 4. L'organizzazione viene chiamata ad analizzare i "fattori" che incidono sulla sua capacità di ottenere quanto stabilito. I fattori comprendono certamente le condizioni ambientali e le loro variazioni, ma devono essere considerati anche il contesto tecnologico, finanziario, politico, sociale, ecc. Ad esempio, le decisione della Federal Reserve sul costo del danaro o le politiche UE, cinesi e/o statunitensi sul contenimento delle emissioni di gas serra, sono "fattori" di cui tenere conto in modo diverso a seconda del settore di attività, delle dimensioni, dei mercati di riferimento, ecc. di una organizzazione. Fa parte della caratterizzazione del contesto anche l'individuazione delle "parti interessate" e delle loro aspettative. E' opportuno sottolineare che nell'introduzione viene riproposto lo schema grafico del tradizionale Modello Plan Do Check Act, ma esso viene inserito all'interno di uno schema più ampio nel quale è evidenziata l'influenza del "contesto dell'organizzazione", rappresentato dai "fattori interni ed esterni" e "dalle esigenze e aspettative delle parti interessate", di cui si è chiamati a tener conto nello sviluppo del Sistema di Gestione ( 4.4). Rischi e opportunità Anche in questo caso si tratta di una novità importante. L'organizzazione dovrà determinare le minacce e le opportunità ( 6.1.1) che devono essere affrontate e governate per ottenere i risultati attesi, senza effetti indesiderati e conseguendo il miglioramento continuo.

6 La determinazione dei rischi è conseguenza dell'analisi del contesto e delle aspettative delle parti interessate. L'organizzazione potrà considerare questi fattori, i rischi e le opportunità nella valutazione della significatività dei propri aspetti ambientali, in modo da assicurare che il proprio SGA sia correttamente stabilito, attuato e mantenuto. Rischi e opportunità devono altresì essere considerati nella scelta degli obiettivi ambientali. Comunicazione L'organizzazione deve definire un processo di comunicazione, sia verso l'interno che verso l'esterno. In relazione alla comunicazione esterna, è introdotto un nuovo requisito che prevede l obbligo di assicurare che le informazioni che escono verso l'esterno siano affidabili e corrette. Un requisito che tocca le operazioni di marketing e pubblicitarie che non potranno più proporre messaggi incompleti o fuorvianti. La corretta comunicazione diventa quindi un rischio o opportunità da considerare nella costruzione e funzionamento del proprio SGA. Il processo di transizione dalla ISO 14001:2008 alla ISO 14001:2015 Il periodo di transizione dalla vecchia alla nuova ISO 14001:2015 ha durata di 3 anni. Per tutti i 3 anni successivi alla data di pubblicazione della norma, saranno valide sia le certificazioni emesse a fronte della ISO 14001:2004, sia le certificazioni emesse a fronte della ISO 14001:2015. Successivamente, i certificati emessi secondo la ISO 14001:2004 non saranno più validi. La data di scadenza delle certificazioni ISO 14001:2004 emesse anche dopo il 15 settembre 2015, avrà scadenza 14 settembre Sono previsti audit di transizione da una norma all altra, che possono essere condotti dagli organismi di certificazione in occasione di un audit di sorveglianza pianificato, o di un audit di rinnovo, o di un audit speciale nel corso dei tre anni.

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