Il Programma italiano Guadagnare salute : dalla Piattaforma all azione

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1 Il Programma italiano Guadagnare salute : dalla Piattaforma all azione Daniela Galeone VI Conferenza annuale Actionsantè 2014 Berna, 11 novembre 2014

2 Le Malattie Croniche: un allarme mondiale 57 milioni di decessi nel 2008 Il 63% (36 milioni) dovuto a malattie croniche non trasmissibili Il 25% circa premature (sotto 60 anni) malattie cardiovascolari (48%) tumori (21%) malattie respiratorie croniche (12%) diabete (3,5%) Alto tasso di mortalità prematura Frequenza in aumento con l allungamento della vita Altamente invalidanti (effetti negativi sulla qualità della vita) Richiedono un assistenza a lungo termine Gravi e sottovalutati effetti economici negativi Coinvolgono le classi economicamente e socialmente svantaggiate

3 Le Malattie Croniche In Europa In Italia Malattie cardiocircolatorie 38% dei decessi Regione Europea OMS 86% dei decessi 77 % degli anni di vita in salute persi 75% dei costi sanitari Tumori: seconda causa di morte (30% dei decessi); incidenza in aumento (circa nuovi casi ogni anno) Malattie respiratorie croniche: terza causa di morte prevalenza destinata ad aumentare (invecchiamento) Diabete: di malati (5% della popolazione) + circa un milione di persone, non consapevoli

4 Le cause Interazione tra i «determinanti» che influenzano lo stato di salute e ne causano le differenze (o disuguaglianze) I fattori di rischio modificabili sono: pochi comuni alle diverse patologie Fonte: WHO global Report.

5 Obiettivi strategici Promuovere stili di vita salutari nella popolazione Modificare l ambiente di vita e lavoro Facilitare comportamenti e scelte salutari

6 La strategia italiana approccio innovativo alla salute, non più responsabilità solo del sistema sanitario, ma obiettivo prioritario per tutti i settori del Paese approccio multistakeholder con coinvolgimento di altri soggetti istituzionali e della società civile per facilitare scelte e comportamenti adeguati attraverso: interventi normativi e/o regolatori modifiche ambientali l'educazione, l'informazione, la comunicazione quali strumenti di empowerment

7 La strategia italiana Piano Sanitario Nazionale Piano Nazionale della Prevenzione Programma Alimentazione Attività fisica Alcol Fumo

8 Forte accelerazione della strategia italiana con il Programma Una strategia per promuovere la salute come bene collettivo con integrazione tra le azioni che competono alla collettività e quelle che sono responsabilità dei singoli Un programma d azione condiviso e coordinato per contrastare i quattro principali fattori di rischio di malattie croniche in Italia (fumo, alcol, sedentarietà, alimentazione scorretta) Politiche intersettoriali che coinvolgano tutte le Istituzioni e i diversi settori della società (Health in All Policies) Interventi lungo tutto il corso dell esistenza (Life-course approach)

9 Si sviluppa attraverso alleanze, intese, accordi, progettualità integrate per favorire un doppio effetto Empowerment del cittadino per favorire responsabilità e consapevolezza Responsabilità degli stakeholder e delle istituzioni per favorire e sostenere l adozione di comportamenti corretti CREARE CONSAPEVOLEZZA Ridurre le disuguaglianze 04/06/10 CREARE CONTESTI

10 STRUMENTI La «Piattaforma nazionale sull alimentazione, l'attività fisica e il tabagismo» I Protocolli d'intesa I sistemi di sorveglianza Il Centro per il Controllo delle Malattie (CCM): organismo di coordinamento tra il Ministero della Salute e Regioni Composta da rappresentanti di diverse istituzioni con il coinvolgendo anche di altri attori della società civile Strumenti per lo sviluppo di strategie intersettoriali attraverso la condivisione degli obiettivi specifici tra il Ministero della Salute ei suoi partner Forniscono informazioni utili sull andamento dei fattori comportamentali di rischio e sono strumenti per la pianificazione, il monitoraggio e la valutazione delle azioni (Advocacy ed Empowement) Sostegno a progetti che i metodi sperimentali di intervento per agevolare la transizione dal "progetto" al "processo"

11 La Piattaforma Nazionale E istituita presso il Ministero della salute quale sede d incontro tra i diversi attori - istituzionali e non per: sviluppare sinergie per i cittadini e negoziare finalità e obiettivi, secondo un approccio cooperativo e orientato all'azione favorire un approccio trasversale ai fattori di rischio definire strategie intersettoriali e coordinate per la realizzazione di percorsi integrati di prevenzione e promozione della salute Composta da rappresentanti di: Amministrazioni centrali Regioni Enti Locali Istituti ed Enti di ricerca Associazioni del mondo della produzione Federazioni e Società dei MMG e dei Pediatri Enti di promozione sportiva Associazioni dei Consumatori Sindacati Altri partner monitorare e valutare le azioni intraprese e i risultati conseguiti Mantenere la salute tra le priorità del Paese secondo il principio della Salute in tutte le politiche

12 I Protocolli d Intesa Atti istituzionali di condivisione di obiettivi tra Ministero e i suoi partner Strumenti per lo sviluppo di strategie intersettoriali Definiscono azioni prioritarie da attuare nei vari settori

13 I Protocolli d Intesa Ministero dell Istruzione Ministero Politiche Agricole Legacooperative (distribuzione) Federalimentare Associazioni Panificatori artigianali Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari (AIIPA) Associazioni produttori pasta fresca (APPF) OBIETTIVI Alleanza con la «Scuola» Promozione dieta mediterranea e del consumo frutta e verdura fresca Campagne Informative, etichettatura, riformulazione prodotti, regolamentazione marketing Riduzione del sale nel pane artigianale ed industriale, pasta fresca, alimenti surgelati Dipartimento della Gioventù Dipartimento dello Sport Unione Italiana Sport per Tutti CONI Pediatri Medici di Medicina Generale Promozione di uno stile di vita attivo e dello sport Promozione sani stili di vita in tutte le età della vita con particolare attenzione alle famiglie

14 Un esempio: il Protocollo d Intesa tra «Scuola» e «Salute» Perché? Scuola e famiglia sono i luoghi dove tutti gli individui, fin dai primi anni di vita, ricevono aiuto e guida per lo sviluppo dei loro comportamenti A scuola i bambini ricevono non solo contenuti didattici ma sono anche formati come persone e cittadini Una collaborazione costruttiva tra Sanità e Istruzione, aumenta la consapevolezza dell'importanza della salute da parte di tutta la comunità scolastica (bambini, famiglie, insegnanti, etc.) La cooperazione intersettoriale permette una migliore pianificazione e un miglior monitoraggio degli interventi e delle attività di promozione della salute

15 Un esempio: il Protocollo d Intesa tra «Scuola» e «Salute» Obiettivo Configurare la promozione della salute come proposta pedagogica stabile per i bambini e gli adolescenti per favorire l acquisizione e la messa in pratica di competenze e conoscenze funzionali a stili di vita più sani Risultati Confronto intersistemico tra i referenti della Scuola e della Salute (Progetto interministeriale «Scuola e Salute») Protocolli d Intesa tra Uffici Scolastici Regionali e Regioni per lo sviluppo di una programmazione intersettoriale partecipata Attivazione di un modello di "Rete delle Scuole che promuovono salute» in alcune Regioni (Lombardia Piemonte - Marche)

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18 Un esempio: strategia per la riduzione del sale Luglio 2009: Accordi volontari con le principali Associazioni nazionali di Panificatori artigianali ed industriali Riduzione dal 5 al 15% in quattro anni

19 Un esempio: strategia per la riduzione del sale Collaborazione con ISS - Università di Napoli e Campobasso - ex INRAN per il monitoraggio del consumo di sale nella popolazione (escrezione di sodio/potassio nelle urine/24h in adulti e bambini - progetto MINISAL- GIRCSI) "Logo" di "Guadagnare salute" sulle confezioni dei prodotti con meno sale Cooperazione delle Associazioni dei panificatori artigianali con le Regioni italiane e i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali per promuovere l adesione dei fornai e informare i cittadini Collaborazione con Società scientifiche (SINU) per la riduzione del sale nelle mense aziendali (Sodexo) Altri accordi volontari per ridurre il sale del 10% in altri prodotti: "Pasta fresca" (2010) Primi piatti pronti surgelati (2012) Minestre di verdura e zuppe surgelate (2014)

20 e Il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) Documento programmatico, condiviso tra Stato e Regioni, che coinvolge tutte le Regioni italiane ad attuare programmi di prevenzione rivolto alla popolazione, sulla base di: priorità (sorveglianza epidemiologica) evidenze di efficacia attenzione al cittadino (sano o malato) Pianificazione regionale Obiettivi nazionali Condivisione di principi, obiettivi e strumenti Azioni coordinate a differenti livelli Azioni centrali di supporto Supporto tecnicoscientifico e metodologico Stewardship a livello centrale Plans ; ; new Interventi

21 Il PNP e la programmazione delle Regioni Tutte le Regioni hanno inserito «Guadagnare Salute» nei propri Piani regionali Attuazione di programmi e progetti con approccio trasversale ai quattro fattori di rischio e multistakeholder

22 Programmi/ Progetti PRP (un terzo dell area della Prevenzione universale e un quinto del totale) Macroarea Linea di intervento generale abruzzo basilicata calabria campania EMR FVG lazio liguria lombardia marche molise piemonte puglia sardegna sicilia toscana trento umbria veneto TOTALE rischio individuale incidenti stradali infortuni sul lavoro incidenti domestici malattie infett. prev.con vacc infezioni correlate all'assistenza malattie infett. non prevenbili agenti chimici, fisici, biologici malattie da alimenti e acqua fattori di rischio comportamentali tumori e screening malattie cardiovascolari diabete malattie respiratorie croniche malattie osteoarticolari patologie orali disturbi psichiatrici malattie neurologiche cecità e ipovisione ipoacusia e sordità medicina della complessità disabilità e non autosufficienza TOTALE progetti secondo l approccio di Guadagnare Salute

23 Vision, Principi e Priorità Il nuovo PNP Afferma il ruolo cruciale della promozione della salute e della prevenzione come fattori di sviluppo della società Recepisce gli obiettivi sottoscritti a livello internazionale Mira a ridurre il carico di malattia, garantire equità e contrasto alle diseguaglianze e rafforzare l attenzione ai gruppi fragili Definisce un numero limitato di (macro) obiettivi comuni prioritari misurabili e i relativi indicatori Promuove una sistematica attenzione alla intersettorialità e alla trasversalità degli interventi Investe sul benessere dei giovani in un approccio dal forte contenuto formativo e di empowerment Considerare l individuo e le popolazioni in rapporto al proprio ambiente

24 PNP MO 1. Ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie non trasmissibili Fattori di rischio /determinanti Fattori di rischio modificabili (fumo, alcol, sedentarietà, alimentazione non corretta) Fattori di rischio intermedi (sovrappeso/obesità, ipertensione, dislipidemie, iperglicemia, lesioni precancerose e cancerose iniziali); Rischio eredo-familiare per tumore S O R V E G L I A N Z E Strategie Strategie di popolazione per facilitarepromuovere la scelta di stili di vita salutari Approccio: intersettoriale multi componente per ciclo di vita Per setting (scuola, ambienti di lavoro, comunità locali, servizi sanitari) Strategie di popolazione Strategie basate sull individuo Identificazione precoce e valutazione integrata per una presa in carico sistemica Consiglio breve nei contesti opportunistici Programmi organizzati di screening oncologico Percorsi organizzati di screening per pazienti ad alto rischio di sviluppo di cancro (rischio eredo-familiare)

25 un percorso condiviso con l OMS WHO Global Action plan for the prevention and control of NCDs

26 GRAZIE!

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