Oggi. Meccanismi di regolazione dell appetito: recenti progressi

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Oggi. Meccanismi di regolazione dell appetito: recenti progressi"

Transcript

1 Oggi Vol. 98, N. 1, Gennaio 2007 Pagg. 1-6 Meccanismi di regolazione dell appetito: recenti progressi Andrea Loviselli, Gianni Secci, Alessio Lai, Fernanda Velluzzi Riassunto. I meccanismi coinvolti nel controllo energetico sono stati selezionati dalla disponibilità energetica e dalla tipologia alimentare durante le fasi evolutive. La scoperta della leptina e dei sistemi peptidergici ad essa correlati, ha aumentato negli ultimi dieci anni le nostre conoscenze sul controllo dell assunzione di cibo, su cui l ipotalamo gioca un ruolo cruciale tramite la regolazione dei segnali centrali e periferici che definiscono le necessità energetiche. L insulina e la leptina che si correlano all entità dei depositi di grasso, controllano il sistema con un meccanismo a lungo termine, mentre gli ormoni intestinali hanno un effetto a breve termine di tipo sia stimolatorio, tramite la ghrelina, sia inibitorio, tramite PYY e l oxintomodulina. Inoltre, il sistema nervoso centrale controlla l omeostasi energetica attraverso la produzione delle monoamine ed del sistema endocannabinoide. Questa breve rassegna illustra la rete di segnali ormonali e neuronali che contribuiscono al controllo energetico. Parole chiave. Appetito, controllo energetico, ghrelina, insulina, leptina, obesità, ormoni intestinali, oxintomodulina, sistemi peptidergici. Summary. Mechanisms of regulation of the food intake: recent advances. The mechanisms deputed to energetic control have been selected by ancestral diets resulting from the nutrient disposal during the evolution. Discovery of the leptin and its downstream peptidergic pathways has increased our understanding of the physiological system that regulate food intake in the last decade. Hypothalamus plays a key role in the regulation of the peripheral and central signals of energy requirements. Insulin and leptin, that reflect the adipose status, are able to long term influence these circuits. Gut hormones acutely modulated the pathways, resulting in a stimulation effects by ghreline, or in a inhibition effects by PYY and oxintomoduline. Moreover, brain centres signal energy homeostasis by monoamine release and endocannabinoid system. This review discusses the network of neuronal and hormonal signals, which contribute to the energetic control. Key words. Appetite, energetic control, ghreline, gut hormones, insulin, leptin, obesity, oxintomodulin, peptidergic pathways. Definizione di obesità L obesità è una malattia cronica complessa dovuta a fattori genetici, ambientali ed individuali con conseguente alterazione del bilancio energetico ed accumulo eccessivo di tessuto adiposo nell organismo. Attualmente, la sua incidenza sta aumentando in tutto il mondo con ritmo vertiginoso ed in molti paesi industrializzati colpisce fino ad un terzo della popolazione adulta. L obesità è inoltre un fattore di rischio per mortalità e morbilità sia per le sue complicanze dirette sia per le patologie associate. Si può pertanto affermare che l obesità rappresenta l epidemia del terzo millennio e la più comune patologia cronica del mondo occidentale 1. Genetica e ambiente L obesità risulta essere una classica malattia a genesi multifattoriale; pur tuttavia, il maggior nesso causale è identificabile nei cambiamenti nella società e nei comportamenti individuali, che hanno determinato un aumento dell apporto energetico, alterato i sofisticati sistemi regolatori che controllano l appetito e mantengono l equilibrio energetico; comportamenti che hanno anche contribuito a ridurre l attività fisica. L obesità si configura, infatti, quando l introito calorico eccede il dispendio energetico il cui rapporto dovrebbe, invece, essere di 1:1. L energia che entra nell organismo sotto forma di cibo, viene dispersa sotto forma di calore, di lavoro e di metabolismo basale. Dipartimento di Scienze Mediche M. Aresu, Policlinico Universitario, Cagliari. Pervenuto il 31 maggio 2006.

2 2 Recenti Progressi in Medicina, 98, 1, 2007 L evoluzione del genere umano ha portato ad una progressiva riduzione dell attività fisica nel passaggio dal prototipo cacciatore-raccoglitore all agricoltore ( anni fa) fino all avvento dell era tecnologica industriale da una parte e al continuo miglioramento dell apporto nutrizionale sia in senso qualitativo che quantitativo, dall altra 2. A seguito di carestie e periodiche riduzioni dell apporto alimentare si è andato, quindi, selezionando un gruppo di geni (geni risparmiatori) che tendono a risparmiare energia per sopperire alle esigenze quotidiane di sopravvivenza 3. Inoltre, la migrazione in Europa dall Africa ha selezionato soggetti portatori di particolari mitocondri (mitocondrio nordico) che aumentano la produzione di calore a scapito della produzione di ATP. A seguito della occidentalizzazione si è verificata una riduzione della necessità di produrre calore per sopravvivere, e ciò avrebbe determinato in questo sottotipo la conversione della mancata produzione di calore in grasso di deposito 4. Infine, dato che l organismo umano difende le proprie riserve di grassi, ad ogni riduzione (volontaria e non) di queste a seguito di decrementi dell introito energetico segue il ripristino dei livelli di deposito di grassi precedentemente raggiunti e l apporto energetico ritorna normale 5. Difetti metabolici e stili di vita, alterazioni psicopatologiche e disturbi del comportamento alimentare, problematiche economiche e condizioni sociali intervengono nell obeso a vari livelli nell alterare i meccanismi regolatori dell appetito. È stato sostenuto che il rapporto fra obesità e ambiente sia paragonabile al rapporto fra agenti infettivi e ospite, dove l agente patogeno è costituito dall abbondanza di cibo e l uomo costituisce l ospite contagiabile, senza, peraltro, la possibilità di sviluppare anticorpi difensivi 6. Meccanismi centrali deputati al controllo energetico L IPOTALAMO ED I NEURONI DI 1 E 2 ORDINE La scoperta della leptina ha radicalmente cambiato le conoscenze in tema di controllo dell assunzione del cibo e del dispendio energetico: è una proteina di 167 aa, appartenente alla classe delle citochine, scoperta nel 1994 quale prodotto del gene OB, contenuto nel cromosoma 7. L ormone è prodotto dal tessuto adiposo (leptos in greco significa magro) e la concentrazione ematica è di- Recenti scoperte hanno in gran parte chiarito ma anche reso più complicati i meccanismi che determinano il mantenimento del peso corporeo. Questo è mantenuto costante da un bilancio paritetico fra introito calorico e spesa energetica, controllati da un network di molecole sempre più numerose, che mediano le esigenze metaboliche ed edonistiche ed influenzano l introito calorico. rettamente proporzionale alla massa grassa del singolo individuo. In sinergia con la leptina agisce l insulina, il primo ormone storicamente coinvolto nel controllo dell appetito. La secrezione di entrambi gli ormoni, che hanno un azione anoressigena, è rapidamente stimolata dai livelli glicemici, segnalati rispettivamente nelle cellule adipose e nelle cellule pancreatiche. Recenti dati fanno peraltro ritenere che lo stimolo incretorio più rapido per la leptina sia costituito dal livello dei trigliceridi circolanti 7. Questi ormoni sono differentemente ma reciprocamente correlati: la presenza dell insulina è necessaria per determinare la risposta secretoria di leptina da parte degli adipociti ai rapidi cambiamenti dell introito di cibo. Anche l insulina è direttamente correlata ai depositi adiposi e questa correlazione trova fisiologica giustificazione nel meccanismo dell insulino-resistenza, che si instaura anche a livello degli adipociti e contrasta l azione dell ormone sulla replicazione adipocitaria. La stessa secrezione di leptina, quindi, si riduce a seguito della resistenza insulinica, per cui la correlazione iniziale fra i due ormoni si attenua: in particolare gli stati di leptino-deficienza determinano grave obesità con iperinsulinemia, mentre nel deficit insulinico grave non è presente obesità, nonostante l iperfagia. Inoltre recenti dati sperimentali hanno dimostrato che l assenza di recettori insulinici determina differenti azioni a seconda della sede in cui vengono sperimentalmente realizzati: l assenza di recettore nel sistema nervoso (topo NIRKO: neuronal insulin receptor knockout) 8 determina iperfagia ed obesità, mentre l assenza di recettori nel tessuto adiposo (topo FIRKO: fatty insulin receptor knockout) 9 impedisce l instaurarsi di obesità nonostante l iperalimentazione. In sintesi: l insulina regola principalmente l omeostasi glucidica e l insulino-resistenza periferica può determinare i noti fenomeni conseguenti alla cosiddetta glucotossicità 10, mentre la leptina regola l omeostasi lipidica e gli stati di relativa leptino-resistenza possono determinare un accumulo di lipidi intracellulari, che generano lipotossicità a livello delle cellule beta del pancreas, del miocardio e di altri tessuti, determinando i danni a carico di vari organi ed apparati descritti nell individuo obeso 11. I recettori di questi ormoni sono pressocché ubiquitari, ma l ipotalamo costituisce il bersaglio principale dell azione di controllo dell appetito: attraverso la barriera emato-encefalica giungono nel terzo ventricolo dove agiscono tramite specifici recettori quale la tirosinchinasi per l insulina 12 e januskinasi per la leptina 13, siti nel nucleo arcuato su un comune enzima, denominato fosfatidiltrifosfatochinasi (Pi-3K).

3 A. Loviselli, G. Secci, A. Lai, F. Velluzzi: Meccanismi di regolazione dell appetito: recenti progressi 3 La leptina produce in sede intracellulare una proteina SOCS3 (suppressor cytokine signaling-3) che inibisce l azione sia della leptina stessa sia dell insulina 14. Sul nucleo arcuato sembra agire anche un altro ormone di 28 aa che, però, ha, unico nel suo genere, un azione oressigena e viene prodotto dalle cellule oxintiche dello stomaco in condizioni di digiuno, ormone denominato ghrelin, già conosciuto come potente stimolatore dell ormone della crescita 15. Recentemente è stato dimostrato che nei soggetti obesi, in cui sorprendentemente risultavano concentrazioni ematiche basse, ghrelin subisce un minore effetto inibitorio rispetto a soggetti normotesi da parte di varie tipologie di pasto, rendendo quindi più comprensibile la sua funzione fisiologica e l errore fisiopatologico presente nei soggetti obesi 16. Sul nucleo arcuato agiscono altri ormoni, principalmente di derivazione intestinale. Oltre alla grelina già citata, che a tutt oggi costituisce l unico ormone ad azione oressigena, viene riconosciuto un ruolo anoressigeno al peptide YY (3-36), prodotto dalle cellule L dell intestino tenue, che appartiene alla famiglia dei PP peptidi, insieme al polipeptide pancreatico prodotto dal pancreas. PYY è stato riscontrato ridotto negli obesi, con conseguente riduzione dello stimolo di sazietà 17. Un azione anoressigena è stata riconosciuta da tempo alla colecistochinina, prodotta principalmente nel duodeno e nel digiuno, il cui ruolo inibitorio sull assunzione di cibo era noto già dagli anni 80 e che recentemente ha dimostrato agire in sinergia con la leptina nell azione anoressigena 18. Anche altri due importanti peptici sono rilasciati dalle cellule L dell intestino tenue e derivano dal proglucagone a seguito dell azione enzimatica della proormone convertasi 1-2: il glucagone like peptide-1 e l oxintomodulina. Quest ultima, da tempo conosciuta per le attività digestive, è stato solo recentemente studiata anche per l azione inibitoria sull introito calorico 19, in parte mediata da un azione inibitoria su ghrelin; inoltre, in un trial randomizzato, ha dimostrato di possedere nell uomo anche un azione stimolatoria sulla spesa energetica periferica 20. Questi due ormoni possiedono un recettore comune, localizzato nel nucleo arcuato, nel nucleo del tratto solitario e in numerosi organi periferici, quali il rene, il pancreas, l intestino ed il cuore; ne consegue che un antagonista specifico, quale l exendin, antagonizza entrambi 21. Nell ipotalamo le informazioni ormonali periferiche si integrano con segnali neurogeni e metabolici: i primi sono veicolati dal sistema nervoso autonomo che trasmette i segnali viscerali e palatali al nucleo del tratto solitario, stazione centrale sensitiva nel nervo vago. I segnali metabolici sono in parte recepiti dalle terminazioni nervose contenute nel fegato e negli organi cavi che risentono dei processi metabolici che in essi si svolgono 22. Infatti, i fattori nutritivi nei vari stadi di digestione, assorbimento e metabolizzazione nel canale alimentare e nel sistema portale epatico, hanno una moltitudine di specifici sensori e vie di comunicazione dirette al cervello (figure 1 e 2) 23. Anoressigeni MC (POMC) CART Stimolo dell inibizione LEPTINA; PYY; INSULINA IPOTALAMO Oressigeni NPY AGRP Inibizione della stimolazione Figura 1. Azione centrale degli ormoni anoressigeni. Gli acronimi sono esplicitati nel testo. Anoressigeni MC (POMC) CART Inibizione dell inibizione GHRELINA IPOTALAMO Oressigeni NPY AGRP Stimolo della stimolazione Figura 2. Azione centrale degli ormoni oressigeni. Gli acronimi sono esplicitati nel testo. Il nucleo arcuato può ricevere informazioni metaboliche anche direttamente, sia da prodotti energetici sia da fattori nutritivi: infatti è stato dimostrato che una riduzione intracellulare dei livelli di ATP induce nel nucleo arcuato un aumento dell enzima AMP-activate protein kinase (AMPK), che determina iperfagia 24 ; a conferma del complesso network dei meccanismi preposti al controllo energetico, l AMPK risulta inibito da leptina e insulina 25. Nei neuroni del nucleo arcuato è stata osservata una riduzione di NPY a seguito dell accumulo intracellulare di acidi grassi a catena lunga, derivanti dalla attività del Long- Chain-Fatty-acyl-CoA 26,27 e di Malonyl CoA 28. Questi sistemi di controllo metabolico sono simili a quelli che si verificano in periferia a livello muscolare, dove il Malonyl-CoA in particolare inibisce la carnitine palmitoyltransferase, enzima che trasferisce i grassi dal citosol ai mitocondri per la loro ossidazione. Un altro ormone, denominato PYY (3-36), prodotto dalle cellule L dell intestino tenue dopo il pasto 29, agisce a livello del nucleo arcuato con azione anoressigena.

4 4 Recenti Progressi in Medicina, 98, 1, 2007 In questo nucleo, quindi, si confrontano le informazioni provenienti dalla periferia sia anoressigene che oressigene e in questo nucleo sono presenti neuroni che producono a loro volta peptici sia oressigeni che anoressigeni, denominati nuclei di 1 ordine. Gli oressigeni sono rappresentati dal neuropeptide Y (NPY), il più potente oressigeno conosciuto, e da AGouti Related Protein (AGRP); questi neuropeptidi sono inibiti da leptina ed insulina e stimolati da ghrelin. Gli anoressigeni sono rappresentati dalla melanortina (MC), derivata dalla prooppiomelanocortina e dalla Cocaine-Amphetamine-Regulated-Transcript (CART), che al contrario vengono stimolati da leptina e insulina ed inibiti da ghrelin 30. Gli stimoli periferici di qualunque origine pervenuti al nucleo arcuato sono trasmessi ad un altro gruppo di neuroni (neuroni di 2 ordine), da cui dipartono vie efferenti che, mediate dal sistema nervoso autonomo e da ormoni, trasmettono le conseguenti risposte alla periferia 31. I neuroni di 2 ordine sono contenuti in nuclei ipotalamici che intervengono nel controllo dell appetito, costituendo così una rete estremamente raffinata ma che può trovare interruzioni in numerose stazioni intermedie. Fra tutti, il più conosciuto è il nucleo ventromediale che, se stimolato, induce sazietà e, se inibito, induce iperfagia: NPY determina una potente inibizione in questa sede, con conseguente iperfagia. Il nucleo sovrachiasmatico è invece coinvolto nel controllo del fotoperiodo dell alimentazione e probabilmente è interessato nella patogenesi di alcune sindromi iperfagiche notturne ( nigthtime binge syndrome ). Inoltre sono di cruciale importanza il nucleo paraventricolare (npv), dove agiscono NPY e MC e le aree ipotalamiche laterali (LHA ; area perifornicale: PFA) dove agiscono CART e AGRP. I neuroni contenenti AGRP agirebbero anche direttamente per via breve sui neuroni che producono MC, appartenenti ai neuroni di 1 ordine, per cui sono stimolatori in quanto inibiscono l inibizione. Sono stati identificati 5 sottotipi di recettori per NPY e 4 sottotipi per MC, che non sono tutti coinvolti nel controllo dell appetito: si ritiene che siano attivi in tal senso NPY1-5 e MC 3 e 4. Nel npv sono presenti neuroni (di 2 ordine) che producono peptidi attivi sul sistema endocrino, peptidi quali il CRH, il TRH, l ossitocina, che controllano sia il metabolismo periferico che la dispersione calorica. Nei nuclei LHA e PFA, invece, sono prodotte sostanze oressigene quali l ipocretina o orexina (1 e 2), che stimolano l introito energetico 32. Questo modello è in realtà troppo semplicistico perché sono state riscontrate vie neuronali di rientro fra i vari nuclei ipotalamici che consentono un controllo della funzione alimentare, la quale se da una parte è estremamente più complicata dall altra determina una mutua cooperazione che permette di mantenere in attività, anche in condizioni estreme, una delle funzioni più importanti per la sopravivenza quale è l assunzione di cibo. Controllo extraipotalamico Il sistema integrato suddescritto riceve inoltre ulteriori informazioni e controllo dalle regioni corticali e subcorticali (figura 3), attraverso il rilascio a vari livelli delle amine cerebrali ben conosciute, quali l adrenalina, la dopamina e la serotonina; e dal sistema endocannabinoide. La noradrenalina è sintetizzata nel tronco encefalico, nel complesso del vago dorsale e nel locus ceruleus che proiettano neuroni adrenergici sia posteriormente alla corda spinale sia rostralmente all ipotalamo; qui la noradrenalina è colocalizzata con NPY e ne potenzia l effetto oressigeno, mediato da recettori alfa 2, mentre i recettori alfa 1 mediano un azione opposta di tipo anoressigeno 33. Corteccia fronto occipitale Sostanza Nigrostriatale: Dopamina Locus Ceruleus: Noradrenalina Nuclei del Rafe: 5HT Nucleo Tuberomamillare Istamina Figura 3. Controllo corticale del bilancio energetico. Ipotalamo La leptina inibisce il release di NA in questa area 34 con effetto anoressigeno. L azione della dopamina nell ambito del controllo dell assunzione di cibo è più complessa, in quanto sono stati descritti effetti contrastanti di questa amina secondo l area cerebrale studiata: in particolare, il sistema dopaminergico mesolimbico contenente i neuroni della sostanza nigra e l area ventro-segmentale che si proiettano nel nucleo acumbens, nello striato e nella corteccia cerebrale sono implicati nella gratificazione stimolatoria edonistica dell assunzione di cibo; al contrario, neuroni dopaminergici situati nel nucleo dorsomediale e nel nucleo arcuato dell ipotalamo determinano un effetto inibitorio 35. Un recente dato ottenuto in vivo nell uomo mediante PET sembra inoltre dimostrare un ruolo determinante della dopamina nell obesità: infatti sono stati descritti bassi livelli di dopamina a livello striatale in obesi confrontati con soggetti normopeso 36.

5 A. Loviselli, G. Secci, A. Lai, F. Velluzzi: Meccanismi di regolazione dell appetito: recenti progressi 5 La serotonina è secreta principalmente dai neuroni del tronco caudale fra cui i nuclei del rafe dorsale che si proiettano ampiamente in tutto l encefalo: l azione sull introito di cibo è di tipo inibitorio attraverso la stimolazione del sottotipo recettoriale 5HT2c 37. La leptina aumenta il turnover di questa amina che quindi, almeno in parte, contribuisce all azione anoressigena dell ormone 38. Un ulteriore meccanismo di controllo dell appetito è stato individuato nell ambito del sistema degli endocannabinoidi (anandamide e 2-arachidonyl glicerolo), presenti nell ipotalamo, che esplicano un azione oressigena rapida, a richiesta, attraverso i recettori CB1: la leptina inibirebbe quindi l azione endogena oressigena di questi neuropeptidi, determinando ulteriore perdita dell appetito 39. Di recente un antagonista dei recettori CB- 1, rimonabant, ha dimostrato una valida azione terapeutica nel controllo dell introito calorico e nell aumento della dispersione energetica periferica 40. Molti altri neuromediatori sono di volta in volta stati implicati nel controllo del bilancio energetico, quali la galanina ed il GABA ad azione oressigena, il glucagone like peptide ad azione anoressigena, ma il ruolo da essi svolto risulta in pratica assai minore e vicariante rispetto a quelli su citati. Anche la scelta dei macronutrienti sembra essere influenzata da sistemi di controllo neuro-ormonali; in particolare, l insulina e la CCK riducono l interesse all assunzione di glucidi, stimolata invece da NPY ed endocannabinoidi; gli oppioidi stimolano l assunzione di proteine e di lipidi inibita invece da CCK 41. La conoscenza dei meccanismi di controllo da parte dei neurotrasmettitori è ulteriormente complicata dalla constatazione sperimentale che fattori ambientali, quali il digiuno e il diabete non controllato, possono influenzare la ricaptazione dei neurotrasmettitori da parte di specifiche proteine di membrana, determinandone un maggior tempo d azione a livello recettoriale. Una recente interpretazione olistica dei meccanismi implicati nell omeostasi metabolica vede quest ultima integrata con altre funzioni vitali quali il sistema immune, la funzione sessuale ed il sonno; di conseguenza, anche le condizioni patologiche derivanti, quali il diabete e le malattie psichiche, risulterebbero integrate 42. L ambiente può influire su questo complesso sistema alterando la ritmicità della comunicazione temporale fra i vari processi 43. Conclusioni: i punti chiave Il funzionamento del sistema, che per le leggi di selezione è sbilanciato in favore di un bilancio energetico positivo, è basato sulle informazioni che il cervello riceve dai segnali di adiposità, quali leptina ed insulina, che si integrano con segnali nutritivi quali gli acidi grassi liberi. La risposta in termini di comportamento alimentare, quindi, è tale che in tempi di abbondanza l introduzione di cibo si dovrebbe ridurre e la spesa energetica dovrebbe aumentare, mentre il contrario avverrebbe in tempi di carestia. Questo sistema è attivo anche nell arco della giornata, determinando in teoria il ritmo fame-sazietà. Su questa base biologica intervengono fattori condizionanti sociali e culturali che sovrastano il controllo del bilanciamento energetico, determinando così l instaurarsi del soprappeso. Il cambiamento dello stile di vita, generato dall urbanizzazione, ha condizionato la dieta quotidiana e il ritmo dei pasti: le donne tendono a lavorare fuori casa e gli uomini raramente condividono le responsabilità domestiche. I consumatori urbani richiedono, quindi, cibi pronti e a buon mercato, spesso ricchi di grassi, colesterolo e zucchero e poveri di fibre, vitamine e minerali. In questo contesto le aziende alimentari investono molto nella creazione di una sorta di status alimentare producendo cibi-spazzatura (snack, merendine e simili). Bibliografia 1. Haslam DW, James WP. Obesity. Lancet 2005; 366: Eaton SB, Cordain L. Evolutionary aspects of diet: old genes, new fuels. Nutritional changes since agriculture. World Rev Nutr Diet 1997; 81: Neel JV. Diabetes mellitus: a thrifty genotype rendered detrimental by progress? Am J Hum Genet 1962; 14: Ruiz-Pesini E, Mishmar D, Brandon M, Procaccio V, Wallace DC. Effects of purifying and adaptive selection on regional variation in human mtdna. Science 2004; 303: Marx J. Cellular warriors at the battle of the bulge. Science 2003; 299 : Bray GA. Etiology and pathogenesis of obesity. Clin Cornerstone 1999; 2: Vettor R, Fabris R, Pagano C, Federspil G. Neuroendocrine regulation of eating behavior. J Endocrinol Invest 2002; 25: Bruning JC, Gautam D, Burks DJ, et al. Role of brain insulin receptor in control of body weight and reproduction. Science 2000: 289: Bluher M, Kahn BB, Kahn CR. Extended longevity in mice lacking the insulin receptor in adipose tissue. Science 2003; 299: Brownlee M. Biochemistry and molecular cell biology of diabetic complications. Nature 2001; 414: Unger RH. Lipotoxicity in the pathogenesis of obesity-dependent NIDDM. Genetic and clinical implications. Diabetes 1995; 44:

6 6 Recenti Progressi in Medicina, 98, 1, Baskin DG, Figlewicz Lattemann D, Seeley RJ, Woods SC, Porte D, Jr., Schwartz MW. Insulin and leptin: dual adiposity signals to the brain for the regulation of food intake and body weight. Brain Res 1999; 848: Bates SH, Dundon TA, Seifert M, Carlson M, Maratos-Flier E, Myers MG, Jr. LRb-STAT3 signaling is required for the neuroendocrine regulation of energy expenditure by leptin. Diabetes 2004; 53: Bates SH, Myers MG. The role of leptin >STAT3 signaling in neuroendocrine function: an integrative perspective. J Mol Med 2004; 82: Korner J, Leibel RL. To eat or not to eat - how the gut talks to the brain. N Engl J Med 2003; 349: le Roux CW, Patterson M, Vincent RP, Hunt C, Ghatei MA, Bloom SR. Postprandial plasma ghrelin is suppressed proportional to meal calorie content in normal-weight but not obese subjects. J Clin Endocrinol Metab 2005; 90: le Roux CW, Batterham RL, Aylwin SJ, et al. Attenuated peptide YY release in obese subjects is associated with reduced satiety. Endocrinology 2006; 147: Matson CA, Reid DF, Cannon TA, Ritter RC. Cholecystokinin and leptin act synergistically to reduce body weight. Am J Physiol Regul Integr Comp Physiol 2000; 278: R Cohen MA, Ellis SM, Le Roux CW, et al. Oxyntomodulin suppresses appetite and reduces food intake in humans. J Clin Endocrinol Metab 2003; 88: Wynne K, Park AJ, Small CJ, et al. Oxyntomodulin increases energy expenditure in addition to decreasing energy intake in overweight and obese humans: a randomised controlled trial. Int J Obes (Lond) 2006; 30: Zander M, Madsbad S, Madsen JL, Holst JJ. Effect of 6-week course of glucagon-like peptide 1 on glycaemic control, insulin sensitivity, and beta-cell function in type 2 diabetes: a parallel-group study. Lancet 2002; 359: Friedman JM. Leptin and the regulation of body weight. Harvey Lect 1999; 95: Langhans W. Role of the liver in the metabolic control of eating: what we know and what we do not know. Neurosci Biobehav Rev 1996; 20: Hardie DG. The AMP-activated protein kinase cascade: the key sensor of cellular energy status. Endocrinology 2003; 144: Minokoshi Y, Alquier T, Furukawa N, et al. AMP-kinase regulates food intake by responding to hormonal and nutrient signals in the hypothalamus. Nature 2004; 428: Yaney GC, Corkey BE. Fatty acid metabolism and insulin secretion in pancreatic beta cells. Diabetologia 2003; 46: Pocai A, Lam TK, Obici S, et al. Restoration of hypothalamic lipid sensing normalizes energy and glucose homeostasis in overfed rats. J Clin Invest 2006; 116: Hu Z, Cha SH, Chohnan S, Lane MD. Hypothalamic malonyl-coa as a mediator of feeding behavior. Proc Natl Acad Sci USA 2003; 100: Batterham RL, Cowley MA, Small CJ, et al. Gut hormone PYY(3-36) physiologically inhibits food intake. Nature 2002; 418: Mercer JG, Speakman JR. Hypothalamic neuropeptide mechanisms for regulating energy balance: from rodent models to human obesity. Neurosci Biobehav Rev 2001; 25: Pocai A, Obici S, Schwartz GJ, Rossetti L. A brain-liver circuit regulates glucose homeostasis. Cell Metab 2005; 1: Hill JO, Wyatt HR, Reed GW, Peters JC. Obesity and the environment: where do we go from here? Science 2003; 299: Wellman PJ. Norepinephrine and the control of food intake. Nutrition 2000; 16: Brunetti L, Orlando G, Michelotto B, Ragazzoni E, Vacca M. Leptin stimulates prostaglandin E2 and F2alpha, but not nitric oxide production in neonatal rat hypothalamus. Eur J Pharmaco 1999; l 369: Mirenowicz J, Schultz W. Preferential activation of midbrain dopamine neurons by appetitive rather than aversive stimuli. Nature 1996; 379: Wang GJ, Volkow ND, Logan J, et al. Brain dopamine and obesity. Lancet 2001; 357: Nonogaki K, Strack AM, Dallman MF, Tecott LH. Leptin-independent hyperphagia and type 2 diabetes in mice with a mutated serotonin 5-HT2C receptor gene. Nat Med 1998; 4: Calapai G, Corica F, Corsonello A, et al. Leptin increases serotonin turnover by inhibition of brain nitric oxide synthesis. J Clin Invest 1999; 104: Pagotto U, Marsicano G, Cota D, Lutz B, Pasquali R. The emerging role of the endocannabinoid system in endocrine regulation and energy balance. Endocr Rev 2006; 27: Pagotto U, Vicennati V, Pasquali R. The endocannabinoid system and the treatment of obesity. Ann Med 2005; 37: Magnati G, Dei Cas A. Energy homeostasis and body weight in obesity: new physiopathological and therapeutic considerations. Eat Weight Disord 2000; 5: Altman J. Weight in the balance. Neuroendocrinology 2002; 76: Kalra SP, Bagnasco M, Otukonyong EE, Dube MG, Kalra PS. Rhythmic, reciprocal ghrelin and leptin signaling: new insight in the development of obesity. Regul Pept 2003; 111: Indirizzo per la corrispondenza: Prof. Andrea Loviselli Corso Vittorio Emanuele, Cagliari

FAME, APPETITO E SAZIETA

FAME, APPETITO E SAZIETA FAME, APPETITO E SAZIETA 1 FAME Necessità di un organismo ad assumere cibo Nel sistema nervoso centrale, a livello ipotalamico, si distinguono due zone il centro della fame il centro della sazietà La prima

Dettagli

OBESITA. 11 Aprile 2013

OBESITA. 11 Aprile 2013 OBESITA 11 Aprile 2013 L obesità è una patologia cronica caratterizzata dall eccessivo accumulo di tessuto adiposo nell organismo ed è causata da fattori ereditari e non ereditari che determinano un introito

Dettagli

la bilancia energetica

la bilancia energetica la bilancia energetica Definizione di bilancia energetica Il primo principio della termodinamica sancisce l equivalenza fra materia ed energia e si può tradurre in termini semplificati nell asserzione

Dettagli

forme diabetiche Diabete di tipo I o magro o giovanile (IDDM): carenza primaria di insulina, più frequente nei giovani e nei bambini. Il deficit insulinico consegue (per predisposizione ereditaria o per

Dettagli

Controllo Neuroendocrino del Comportamento Alimentare

Controllo Neuroendocrino del Comportamento Alimentare Controllo Neuroendocrino del Comportamento Alimentare Augusto Innocenti Dottore in Biologia Perfezionamento in Biochimica e Biologia Molecolare Phd in Neurobiologia e Neurofisiologia La regolazione del

Dettagli

Il ciclo nutrizione / digiuno

Il ciclo nutrizione / digiuno Il ciclo nutrizione / digiuno Aspetti generali La fase di assorbimento è il periodo che va dalle 2 alle 4 ore successive all assunzione di un pasto. Durante questo intervallo si verifica un transitorio

Dettagli

Le due porzioni del pancreas, esocrino ed endocrino, sono anatomicamente e funzionalmente diverse.

Le due porzioni del pancreas, esocrino ed endocrino, sono anatomicamente e funzionalmente diverse. ENDOCRINOLOGIA E NUTRIZIONE UMANA LEZIONE 7 PANCREAS Le due porzioni del pancreas, esocrino ed endocrino, sono anatomicamente e funzionalmente diverse. Isole del Langherans Contengono da poche centinaia

Dettagli

Scuola Universitaria Interfacoltà per le Biotecnologie Primo anno della Laurea specialistica in Biotecnologie molecolari Anno Accademico 2004-2005

Scuola Universitaria Interfacoltà per le Biotecnologie Primo anno della Laurea specialistica in Biotecnologie molecolari Anno Accademico 2004-2005 Scuola Universitaria Interfacoltà per le Biotecnologie Primo anno della Laurea specialistica in Biotecnologie molecolari Anno Accademico 2004-2005 ALESSIA PERINO La leptina è una piccola proteina non glicosilata

Dettagli

OMEOSTASI DELLA TEMPERATURA CORPOREA

OMEOSTASI DELLA TEMPERATURA CORPOREA OMEOSTASI DELLA TEMPERATURA CORPOREA Ruolo fisiologico del calcio Omeostasi del calcio ASSORBIMENTO INTESTINALE DEL CALCIO OMEOSTASI GLICEMICA Il livello normale di glicemia? 90 mg/100 ml Pancreas

Dettagli

Malnutrizione in Eccesso e in Difetto

Malnutrizione in Eccesso e in Difetto Malnutrizione in Eccesso e in Difetto BMI Peso in KG (Altezza) 2 in m 1 2 3 Whitlock G, Lewington S, Sherliker P, et al. (marzo 2009). Body-mass index and cause-specific mortality in 900 000 adults: collaborative

Dettagli

LEPTINA CONTROLLO ASSUNZIONE DI CIBO (SEGNALI A LUNGO TERMINE) CONTROLLO ORMONALE DEL GRASSO CORPOREO. Ormoni coinvolti

LEPTINA CONTROLLO ASSUNZIONE DI CIBO (SEGNALI A LUNGO TERMINE) CONTROLLO ORMONALE DEL GRASSO CORPOREO. Ormoni coinvolti CONTROLLO ASSUNZIONE DI CIBO (SEGNALI A LUNGO TERMINE) CONTROLLO ORMONALE DEL GRASSO CORPOREO Bilancio metabolico Assunzione di cibo Dispendio energetico Ormoni coinvolti Insulina Progesterone Glucocorticoidi

Dettagli

di glucosio da parte di tutte le cellule, facilitandone il trasporto transmembranario 2. aumenta l utilizzazione

di glucosio da parte di tutte le cellule, facilitandone il trasporto transmembranario 2. aumenta l utilizzazione non c Ormone ipoglicemizzante, causa un forte abbassamento della glicemia (70-100 mg/100 ml) perché esalta i processi responsabili della sottrazione di glucosio dal sangue e inibisce i processi responsabili

Dettagli

Il sistema endocrino

Il sistema endocrino Il sistema endocrino 0 I messaggeri chimici 0 I messaggeri chimici coordinano le diverse funzioni dell organismo Gli animali regolano le proprie attività per mezzo di messaggeri chimici. Un ormone è una

Dettagli

Sistema endocrino 5. Pancreas endocrino. Prof. Carlo Capelli Fisiologia Generale e dell Esercizio Facoltà di Scienze Motorie, Università di Verona

Sistema endocrino 5. Pancreas endocrino. Prof. Carlo Capelli Fisiologia Generale e dell Esercizio Facoltà di Scienze Motorie, Università di Verona Sistema endocrino 5. Pancreas endocrino Prof. Carlo Capelli Fisiologia Generale e dell Esercizio Facoltà di Scienze Motorie, Università di Verona Obiettivi Pancreas endocrino: anatomia fisiologica delle

Dettagli

La nutrizione e il metabolismo

La nutrizione e il metabolismo La nutrizione e il metabolismo 1. Le sostanze nutritive, o nutrienti 2. Definizione di metabolismo 3. Il metabolismo dei carboidrati 4. Il metabolismo dei lipidi 1 L apparato respiratorio 5. Il metabolismo

Dettagli

NEUROGASTRONOMIA IL CERVELLO ALIMENTARE

NEUROGASTRONOMIA IL CERVELLO ALIMENTARE NEUROGASTRONOMIA IL CERVELLO ALIMENTARE Vittorio A. Sironi Professore di Storia della medicina e della sanità Direttore Centro studi sulla storia del pensiero biomedico Università degli studi di Milano

Dettagli

1. Obesità. Per valutare la distribuzione del grasso corporeo, si può utilizzare il rapporto vita.

1. Obesità. Per valutare la distribuzione del grasso corporeo, si può utilizzare il rapporto vita. 2%(6,7 1. Obesità L incidenza del sovrappeso e/o dell obesità è andata aumentando dal dopoguerra in tutti i paesi industrializzati per l abbondanza e la disponibilità di cibi raffinati da un lato e la

Dettagli

CAPITOLO 1 CONCETTI GENERALI

CAPITOLO 1 CONCETTI GENERALI CAPITOLO 1 CONCETTI GENERALI 1.1 Il digiuno Prima di affrontare il capitolo dedicato alla malnutrizione calorico-proteica è bene focalizzare l attenzione sul digiuno e sul suo ruolo nel condizionare la

Dettagli

Sistema nervoso autonomo

Sistema nervoso autonomo Sistema nervoso autonomo Provvede alla regolazione delle funzioni viscerali dell organismo, finalizzate al mantenimento dell omeostasi del mezzo interno L omeostasi è mantenuta grazie all equilibrio tra

Dettagli

CONTROLLO ORMONALE DEL METABOLISMO GLUCIDICO DA PARTE DI GLUCAGONE, ADRENALINA E INSULINA

CONTROLLO ORMONALE DEL METABOLISMO GLUCIDICO DA PARTE DI GLUCAGONE, ADRENALINA E INSULINA CONTROLLO ORMONALE DEL METABOLISMO GLUCIDICO DA PARTE DI GLUCAGONE, ADRENALINA E INSULINA QUESTI ORMONI REGOLANO IL FLUSSO DEI METABOLITI NELLA GLICOLISI, NELLA GLICOGENO-SINTESI, NELLA GLIGENO-LISI E

Dettagli

UN APPROCCIO COMPLETAMENTE NATURALE PER GESTIRE LA FAME E IL PESO? CanDiet. La soluzione!

UN APPROCCIO COMPLETAMENTE NATURALE PER GESTIRE LA FAME E IL PESO? CanDiet. La soluzione! UN APPROCCIO COMPLETAMENTE NATURALE PER GESTIRE LA FAME E IL PESO? CanDiet La soluzione! Conviene far studi sui regimi (alimentari) più opportuni per gli uomini ancora in salute. Ippocrate Il secondo millennio

Dettagli

Regolazione del metabolismo del glucosio

Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione coordinata di glicolisi e gluconeogenesi Glicolisi e gluconeogenesi sono regolate in modo reciproco La regolazione è a livello dei punti di deviazione

Dettagli

Applied Nutritional Medicine

Applied Nutritional Medicine Glossario del corso di Medicina Nutrizionale Acidi Grassi: sono delle molecole a catena lunga che formano la quasi totalità dei lipidi complessi e dei grassi sia animali e vegetali. Se non attaccati ad

Dettagli

GLUCONEOGENESI. Sintesi (GENESI) di nuove (NEO) molecole di glucosio

GLUCONEOGENESI. Sintesi (GENESI) di nuove (NEO) molecole di glucosio GLUCONEOGENESI Sintesi (GENESI) di nuove (NEO) molecole di glucosio CATABOLISMO ANABOLISMO OSSIDAZIONI Produzione di ATP RIDUZIONI Consumo di ATP La GLUCONEOGENESI è un PROCESSO ANABOLICO La gluconeogenesi

Dettagli

Gli Alimenti Classificazione degli alimenti Alimenti semplici o principi alimentari o principi nutritivi o nutrienti inorganici organici

Gli Alimenti Classificazione degli alimenti Alimenti semplici o principi alimentari o principi nutritivi o nutrienti inorganici organici Prof. Carlo Carrisi Gli Alimenti Classificazione degli alimenti Alimenti semplici o principi alimentari o principi nutritivi o nutrienti: servono a nutrire l organismo, derivano dalla digestione, vengono

Dettagli

STEATOSI EPATICA: malattia emergente CORSO ECM

STEATOSI EPATICA: malattia emergente CORSO ECM 10 MAGGIO 2014, ore 08:30 Centro Analisi Monza MONZA (MB) STEATOSI EPATICA: malattia emergente CORSO ECM Specialista in Medicina Interna Numero pazienti esaminati 340 15,88 84,12 Maschi Femmine Analisi

Dettagli

Induzione della Fame

Induzione della Fame Induzione della Fame IPOTALAMO Mesencefalo Fame Sazietà NTS Eminenza Mediana Area Postrema? Sistema Simpatico Nervo Vago Grelina Stomaco Svuotamento Gastrico Intestino Ipoglicemia Calo [Acidi Grassi] Recettori

Dettagli

Cosa è il diabete mellito

Cosa è il diabete mellito Cosa è il diabete mellito Il diabete mellito è una malattia a carico del metabolismo. L'origine del nome diabete mellito è greca, e fa riferimento alla caratteristica del miele di essere particolarmente

Dettagli

Le proteine. Le proteine sono i mattoncini che costituiscono gli organismi viventi.

Le proteine. Le proteine sono i mattoncini che costituiscono gli organismi viventi. Le proteine Le proteine sono i mattoncini che costituiscono gli organismi viventi. Per avere un idea più precisa, basti pensare che tutti i muscoli del nostro corpo sono composti da filamenti di proteine

Dettagli

Dott.ssa Ilaria Barchetta

Dott.ssa Ilaria Barchetta Dott.ssa Ilaria Barchetta Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche Sapienza Università di Roma Diverse evidenze sperimentali hanno dimostrato una influenza diretta della vitamina D non solo

Dettagli

CONTROLLO GLICEMICO E ANTIDIABETICI ORALI. Lucia Ricci

CONTROLLO GLICEMICO E ANTIDIABETICI ORALI. Lucia Ricci CONTROLLO GLICEMICO E SICUREZZA DEI FARMACI ANTIDIABETICI ORALI Lucia Ricci Trattamento all esordio Definizione TARGET Educazione Stile di vita Monitorizzazione TRATTAMENTO ALL ESORDIO: MEMORIA PERSEGUIRE

Dettagli

FAME Lesione Afagia Denutrizione Stimolazione Iperfagia Obesita. SAZIETÀ Lesione Iperfagia Obesita Stimolazione Afagia Denutrizione

FAME Lesione Afagia Denutrizione Stimolazione Iperfagia Obesita. SAZIETÀ Lesione Iperfagia Obesita Stimolazione Afagia Denutrizione FAME Lesione Afagia Denutrizione Stimolazione Iperfagia Obesita SAZIETÀ Lesione Iperfagia Obesita Stimolazione Afagia Denutrizione Negli ultimi 10 anni la scoperta dell'esistenza di specifiche sottopopolazioni

Dettagli

Una caloria è una caloria! sarà poi vero??? Da un punto di vista ormonale NON TUTTE LE CALORIE SONO UGUALI!!!

Una caloria è una caloria! sarà poi vero??? Da un punto di vista ormonale NON TUTTE LE CALORIE SONO UGUALI!!! Una caloria è una caloria! sarà poi vero??? Il concetto che una caloria è una caloria sta alla base di molte delle strategie proposte per perdere peso In accordo al principio: si mangia troppo ci si muove

Dettagli

ALIMENTAZIONE NELL UOMO

ALIMENTAZIONE NELL UOMO ALIMENTAZIONE NELL UOMO Alimentazione e Nutrizione Corpo umano come macchina chimica che utilizza l energia chimica degli alimenti (quando si spezzano i legami chimici tra gli atomi che formano le macromolecole

Dettagli

GLI OMEGA 3: UN CIBO PER LA MENTE

GLI OMEGA 3: UN CIBO PER LA MENTE GLI OMEGA 3: UN CIBO PER LA MENTE Gli acidi grassi omega 3 rappresentano una risorsa fondamentale per la nostra salute, in grado di svolgere numerose funzioni preventive e terapeutiche. Rappresentano un

Dettagli

L organismo utilizza costantemente ATP, esiste un continuo rifornimento di combustibili che permette la formazione di ATP. Insulina e glucagone

L organismo utilizza costantemente ATP, esiste un continuo rifornimento di combustibili che permette la formazione di ATP. Insulina e glucagone L organismo utilizza costantemente ATP, esiste un continuo rifornimento di combustibili che permette la formazione di ATP. Insulina e glucagone regolano l immagazinamento e la mobilizzazione dei substrati

Dettagli

COLESTEROLO. l insidioso killer del cuore. A cura della Dott.ssa Anna Maria Marcellini Direttore Tecnico del Laboratorio Gruppo Ippocrate

COLESTEROLO. l insidioso killer del cuore. A cura della Dott.ssa Anna Maria Marcellini Direttore Tecnico del Laboratorio Gruppo Ippocrate COLESTEROLO l insidioso killer del cuore A cura della Dott.ssa Anna Maria Marcellini Direttore Tecnico del Laboratorio Gruppo Ippocrate Cos è il COLESTEROLO Il Colesterolo è una sostanza che appartiene

Dettagli

Effetti delle LDL ossidate sull uptake del glucosio in cellule adipocitarie mature

Effetti delle LDL ossidate sull uptake del glucosio in cellule adipocitarie mature Effetti delle LDL ossidate sull uptake del glucosio in cellule adipocitarie mature Beatrice Scazzocchio Centro Nazionale per la Qualità degli Alimenti e per i Rischi Alimentari Istituto Superiore di Sanità

Dettagli

SECREZIONE DI INSULINA:

SECREZIONE DI INSULINA: SECREZIONE DI INSULINA: O Ca ++ VGCC K-ATP GLUT2 Ca ++ K + O Ca ++ HK I P GK ATP O ADP piruvato acidi grassi corpi chetonici aminoacidi secretina glucagone incretine: colecistochinina (CCK) peptide inibitore

Dettagli

Valutazione dell IG di Frollini tradizionali e preparati con farina con l aggiunta del % di Freno SIGI.

Valutazione dell IG di Frollini tradizionali e preparati con farina con l aggiunta del % di Freno SIGI. Valutazione dell IG di Frollini tradizionali e preparati con farina con l aggiunta del % di Freno SIGI. Premessa L'indice glicemico (IG) di un alimento, definito come l'area sotto la curva (AUC) della

Dettagli

La digestione degli alimenti

La digestione degli alimenti La digestione degli alimenti Le sostanze alimentari complesse (lipidi, glucidi, protidi) che vengono introdotte nell organismo, devono subire delle profonde modificazioni che le trasformano in sostanze

Dettagli

Fisiologia della Nutrizione e Metabolismo Energetico

Fisiologia della Nutrizione e Metabolismo Energetico Fisiologia della Nutrizione e Metabolismo Energetico Processo di Organicazione del Carbonio Il metabolismo cellulare e corporeo Processo di rinnovamento e ricambio della materia vivente. Insieme di tutte

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA. DIPARTIMENTO DI Medicina e Chirurgia. DOTTORATO DI RICERCA IN Scienze Mediche Cliniche Sperimentali CICLO ΧΧШ

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA. DIPARTIMENTO DI Medicina e Chirurgia. DOTTORATO DI RICERCA IN Scienze Mediche Cliniche Sperimentali CICLO ΧΧШ UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA DIPARTIMENTO DI Medicina e Chirurgia DOTTORATO DI RICERCA IN Scienze Mediche Cliniche Sperimentali CICLO ΧΧШ TITOLO DELLA TESI DI DOTTORATO La fenotipizzazione di modelli

Dettagli

COME PERDERE GRASSO SENZA PERDERE MASSA MAGRA (MUSCOLI)

COME PERDERE GRASSO SENZA PERDERE MASSA MAGRA (MUSCOLI) Savigliano, 16 aprile 2011 COME PERDERE GRASSO SENZA PERDERE MASSA MAGRA (MUSCOLI) ENRICO ARCELLI Facoltà di Scienze Motorie Università degli Studi di Milano COME DIMAGRIRE SENZA PERDERE MUSCOLI Parlerò

Dettagli

CHE COS E L OBESITA E COME SI PUO CURARE

CHE COS E L OBESITA E COME SI PUO CURARE Lega Friulana per il Cuore CHE COS E L OBESITA E COME SI PUO CURARE Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico della

Dettagli

TRATTAMENTO FARMACOLOGICO DELL OBESITÀ Rischi e benefici

TRATTAMENTO FARMACOLOGICO DELL OBESITÀ Rischi e benefici TRATTAMENTO FARMACOLOGICO DELL OBESITÀ Rischi e benefici Corso di Basi Biochimiche dell Azione dei Farmaci Università di Pisa Dipartimento di Farmacia Corso di Laurea in CTF (DM 270) Pisa, 13/03/14 Federica

Dettagli

Capitolo 1. Dimagrimento e calo ponderale

Capitolo 1. Dimagrimento e calo ponderale Introduzione Numerosi anni di esperienza nel settore Fitness come Personal Trainer mi hanno consentito di assistere ai meravigliosi e strabilianti mutamenti fisici di centinaia di persone; le loro manifestazioni

Dettagli

A LEZIONE DI SALUTE 2013 CENTRALE DEL LATTE DI SALERNO. Prima la Colazione Poi la Merenda Rompidigiuno. Dott.ssa Lucia Ablondi Biologa Nutrizionista

A LEZIONE DI SALUTE 2013 CENTRALE DEL LATTE DI SALERNO. Prima la Colazione Poi la Merenda Rompidigiuno. Dott.ssa Lucia Ablondi Biologa Nutrizionista A LEZIONE DI SALUTE 2013 CENTRALE DEL LATTE DI SALERNO Prima la Colazione Poi la Merenda Rompidigiuno Dott.ssa Lucia Ablondi Biologa Nutrizionista MIUR 14/10/2011 Linee guida per l Educazione Alimentare

Dettagli

EVOLUZIONE ED OBESITA. Dott.ssa D Angelo Angelica

EVOLUZIONE ED OBESITA. Dott.ssa D Angelo Angelica EVOLUZIONE ED OBESITA Dott.ssa D Angelo Angelica Definizione di obesità Per obesità si intende la presenza di un eccesso della massa corporea. Il grado di obesità si misura con l indice di massa corporea

Dettagli

DIABETE MELLITO. Patologia cronica del metabolismo conseguente a disfunzione insulinica. Patologia multisistemica e multifattoriale

DIABETE MELLITO. Patologia cronica del metabolismo conseguente a disfunzione insulinica. Patologia multisistemica e multifattoriale DIABETE MELLITO Patologia cronica del metabolismo conseguente a disfunzione insulinica Patologia multisistemica e multifattoriale Parametri clinici: iperglicemia glicosuria - poliuria - polidipsia cheto-acidosi

Dettagli

I L I P I D I. Lipidi complessi: fosfolipidi e glicolipidi; sono formati da CHO e altre sostanze.

I L I P I D I. Lipidi complessi: fosfolipidi e glicolipidi; sono formati da CHO e altre sostanze. I L I P I D I ASPETTI GENERALI I Lipidi o grassi sono la riserva energetica del nostro organismo; nel corpo umano costituiscono mediamente il 17% del peso corporeo dove formano il tessuto adiposo. In generale

Dettagli

Tipi di neurotrasmettitori

Tipi di neurotrasmettitori Tipi di neurotrasmettitori Neurotrasmettitori classici: molecole a basso peso molecolare, di varia natura: acetilcolina amine biogene (dopamina, adrenalina, noradrenalina) istamina aminoacidi (GABA, glicina,

Dettagli

STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE

STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE Dott. ssa Annalisa Caravaggi Biologo Nutrizionista sabato 15 febbraio 14 STRESS: Forma di adattamento dell organismo a stimoli chiamati STRESSOR.

Dettagli

Sistema Endocrino 4. Ormoni tiroidei. Fisiologia Generale e dell Esercizio Prof. Carlo Capelli

Sistema Endocrino 4. Ormoni tiroidei. Fisiologia Generale e dell Esercizio Prof. Carlo Capelli Sistema Endocrino 4. Ormoni tiroidei Fisiologia Generale e dell Esercizio Prof. Carlo Capelli Obiettivi Tiroide: tiroide e follicoli tiroidei Biosintesi, meccanismi cellulari, iodio tiroideo, trasporto

Dettagli

SLC6A4 Controllo della fame, valutazione dello stress alimentare. KSR2 Regolazione del metabolismo, controllo della fame.

SLC6A4 Controllo della fame, valutazione dello stress alimentare. KSR2 Regolazione del metabolismo, controllo della fame. NUTRIGENO DIET-SLIM Assumere cibo e una esigenza vitale per gli esseri umani. Tuttavia anche un comportamento cosi naturale puo trasformarsi in un "problema" a volte anche serio come l obesità. L obesità

Dettagli

L educazione alimentare

L educazione alimentare L educazione alimentare Educazione alimentare: alimenti e nutrienti Sono ALIMENTI tutte le sostanze che l organismo può utilizzare per l accrescimento, il mantenimento e il funzionamento delle strutture

Dettagli

LA DIETA NELLE PATOLOGIE CRONICHE. Do#. Antonio Verginelli

LA DIETA NELLE PATOLOGIE CRONICHE. Do#. Antonio Verginelli LA DIETA NELLE PATOLOGIE CRONICHE Do#. Antonio Verginelli In Italia, come in tu5 i Paesi a elevato livello socio- economico, le patologie non trasmissibili sono, a#ualmente quelle che incidono maggiormente

Dettagli

DIABETE MELLITO. Organi danneggiati in corso di diabete mellito INSULINA

DIABETE MELLITO. Organi danneggiati in corso di diabete mellito INSULINA DIABETE MELLITO Il diabete mellito è la più comune malattia endocrina: 1-2% della popolazione E caratterizzato da : -alterazione del metabolismo del glucosio -danni a diversi organi Complicanze acute:

Dettagli

La trasduzione del segnale intracellulare

La trasduzione del segnale intracellulare La trasduzione del segnale intracellulare Chemical signaling mechanisms Amplification in signal transduction pathways Un aspetto importante è il controllo temporale del comportamento cellulare: il trasferimento

Dettagli

L a p a p p r p oc o ci c o o al a l Con o c n o c r o so s p r e S ed e i d i Fa F r a mac a e c u e t u i t che

L a p a p p r p oc o ci c o o al a l Con o c n o c r o so s p r e S ed e i d i Fa F r a mac a e c u e t u i t che L approccio al Concorso per Sedi Farmaceutiche dalla Preparazione all Esposizione Antidiabetici ANTIDIABETICI Totale: 33 ANTIDIABETICI 427 441 518 586 651 668 718 942 952 1072 1082 1092 1102 1112 1122

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE STUCCHI, REGUZZONI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE STUCCHI, REGUZZONI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2548 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI STUCCHI, REGUZZONI Disposizioni per assicurare l informazione dei consumatori sul livello

Dettagli

L OBESITA : FATTO DI ESTETICA O MALATTIA?

L OBESITA : FATTO DI ESTETICA O MALATTIA? Cernusco Lombardone 11-05-2013 L OBESITA : FATTO DI ESTETICA O MALATTIA? Dott Ivano Baragetti Divisione di Nefrologia e Dialisi Ospedale Bassini, Cinisello Balsamo Azienda Ospedaliera ICP Milano IN UN

Dettagli

Diabete. Malattia metabolica cronica dipendente da una insufficiente produzione di insulina. Ridotta disponibilità alterazione della normale azione

Diabete. Malattia metabolica cronica dipendente da una insufficiente produzione di insulina. Ridotta disponibilità alterazione della normale azione Diabete Malattia metabolica cronica dipendente da una insufficiente produzione di insulina Ridotta disponibilità alterazione della normale azione Epidemiologia Popolazione mondiale affetta intorno al 5%

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO Scuola Interfacoltà di Biotecnologie Corso di Laurea in Biotecnologie Indirizzo: Medico TESI DI LAUREA ANNO ACCADEMICO 2004-2005 MODELLI MURINI PER LO STUDIO DELL AZIONE

Dettagli

Si possono suddividere in:

Si possono suddividere in: Si possono suddividere in: LIPIDI DI DEPOSITO: si accumulano nelle cellule del tessuto adiposo, sono una riserva energetica, mantengono costante la temperatura del corpo (termogenesi) LIPIDI STRUTTURALI:

Dettagli

METABOLISMO DEI LIPIDI

METABOLISMO DEI LIPIDI METABOLISMO DEI LIPIDI Generalità I lipidi alimentari, per poter essere assorbiti dall organismo umano, devono essere preventivamente digeriti (ad eccezione del colesterolo), cioè, trasformati in molecole

Dettagli

Fabbisogno energetico e sue componenti

Fabbisogno energetico e sue componenti Fabbisogno energetico e sue componenti WHO (1985) come: l apporto di energia di origine alimentare necessario a compensare il dispendio energetico di individui che mantengano un livello di attività fisica

Dettagli

RISULTATO DEL TEST GENETICO GENO NIGEF 1. Rapporto n. DATA DI NASCITA: RICHIEDENTE: Dott. DATA CAMPIONAMENTO: 20.02.2013

RISULTATO DEL TEST GENETICO GENO NIGEF 1. Rapporto n. DATA DI NASCITA: RICHIEDENTE: Dott. DATA CAMPIONAMENTO: 20.02.2013 RISULTATO DEL TEST GENETICO GENO NIGEF 1 Rapporto n. NOME: DATA DI NASCITA: RICHIEDENTE: Dott. DATA CAMPIONAMENTO: 20.02.2013 CODICE CAMPIONE: RICEVUTO DAL LABORATORIO IL: TIPO DI ANALISI: Discriminazione

Dettagli

Laurea Magistrale in Scienze Motorie - Programma di Endocrinologia -

Laurea Magistrale in Scienze Motorie - Programma di Endocrinologia - Laurea Magistrale in Scienze Motorie - Programma di Endocrinologia - Attività fisica nell anziano: benefici e problematiche Alterazioni nell adattamento ormonale all esercizio fisico nell anziano sano

Dettagli

CHE COS E IL DIABETE E COME SI PUO CURARE

CHE COS E IL DIABETE E COME SI PUO CURARE Lega Friulana per il Cuore CHE COS E IL DIABETE E COME SI PUO CURARE Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico

Dettagli

.Morire di fatica e di fame

.Morire di fatica e di fame .Morire di fatica e di fame cause di mortalità indigenza malattie infettive ed epidemie morti per parto e guerre Il cancro era raro e si pensava che l origine fosse genetico o virale e si rapportasse poco

Dettagli

Sistema endocrino 6. Metabolismo del calcio e del fosfato, ormone paratiroideo, calcitonina, vitamina D

Sistema endocrino 6. Metabolismo del calcio e del fosfato, ormone paratiroideo, calcitonina, vitamina D Sistema endocrino 6. Metabolismo del calcio e del fosfato, ormone paratiroideo, calcitonina, vitamina D Prof. Carlo Capelli Fisiologia Generale e dell Esercizio Facoltà di Scienze Motorie, Università di

Dettagli

Mangiamo perché abbiamo bisogno di energia, di materiali con cui costruire il nostro corpo, di materiali per riparare parti del nostro corpo, di

Mangiamo perché abbiamo bisogno di energia, di materiali con cui costruire il nostro corpo, di materiali per riparare parti del nostro corpo, di Mangiamo perché abbiamo bisogno di energia, di materiali con cui costruire il nostro corpo, di materiali per riparare parti del nostro corpo, di materiali per fare funzionare il nostro corpo È il carboidrato

Dettagli

L olio di semi di canapa è un alimento che si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa. Il seme di canapa è l alimento

L olio di semi di canapa è un alimento che si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa. Il seme di canapa è l alimento L o l i o d i c a n a p a n e l l a l i m e n t a z i o n e L olio di semi di canapa è un alimento che si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa. Il seme di canapa è l alimento

Dettagli

Mediatore chimico. Recettore. Trasduzione del segnale. Risposta della cellula

Mediatore chimico. Recettore. Trasduzione del segnale. Risposta della cellula Mediatore chimico Recettore Trasduzione del segnale Risposta della cellula I mediatori chimici sono prodotti da cellule specializzate e sono diffusi nell organismo da apparati di distribuzione Sistemi

Dettagli

Modelli dietetici: Evidenze scientifiche ed epidemiologiche

Modelli dietetici: Evidenze scientifiche ed epidemiologiche Modelli dietetici: Evidenze scientifiche ed epidemiologiche Valeria del Balzo Unità di Ricerca di Scienza dell Alimentazione e Nutrizione Umana Dipartimento di Medicina Sperimentale Sapienza Università

Dettagli

Diabete e attività fisica

Diabete e attività fisica Diabete e attività fisica Dott. Francesco Costantino Clinica Pediatrica Servizio di Diabetologia Infantile Università La Sapienza Roma Tipologia del Diabete Diabete mellito tipo 1 E caratterizzato dalla

Dettagli

Alimentazione e Nutrizione

Alimentazione e Nutrizione Alimentazione e Nutrizione Dr. Augusto Innocenti, PhD Biologo Nutrizionista Prof. a contratto Università di Parma Perfezionamento in Biochimica e Biologia Molecolare Phd in Neurobiologia e Neurofisiologia

Dettagli

Progettato da Nicoletta Fabrizi

Progettato da Nicoletta Fabrizi Progettato da Nicoletta Fabrizi SNC è formato dall encefalo e dal midollo spinale,che costituisce un importante collegamento tra l encefalo stesso e il resto del corpo. Il midollo spinale comunica con

Dettagli

La Fosfatidilserina (PS) è uno dei fosfolipidi contenuti nella struttura della membrana cellulare.

La Fosfatidilserina (PS) è uno dei fosfolipidi contenuti nella struttura della membrana cellulare. FOSFATIDILSERINA La Fosfatidilserina (PS) è uno dei fosfolipidi contenuti nella struttura della membrana cellulare. I Fosfolipidi sono dei grassi simili ai trigliceridi, hanno quindi una struttura di glicerolo

Dettagli

Applicazioni dell acido pinoleico quale inibitore dell appetito in prodotti alimentari

Applicazioni dell acido pinoleico quale inibitore dell appetito in prodotti alimentari Applicazioni dell acido pinoleico quale inibitore dell appetito in prodotti alimentari Presentazione Obesità Meccanismo d azione Riduzione dell appetito PinnoThin Risultati Applicazioni Claims Obesità

Dettagli

STOMACO. A livello dello stomaco si verifica un limitato assorbimento di alimenti, soprattutto di acqua, di alcuni sali, di alcool e di alcuni farmaci

STOMACO. A livello dello stomaco si verifica un limitato assorbimento di alimenti, soprattutto di acqua, di alcuni sali, di alcool e di alcuni farmaci STOMACO Nel loro insieme i secreti delle ghiandole formano il succo gastrico, fortemente acido (ph circa 1). Nella mucosa gastrica sono disposte tra le ghiandole cellule mucose, che producono un muco che

Dettagli

Biosintesi dei triacilgliceroli

Biosintesi dei triacilgliceroli Biosintesi dei triacilgliceroli Destino della maggior parte degli acidi grassi sintetizzati o ingeriti: Ø triacilgliceroli (riserva) Ø fosfolipidi (membrane) in base alle necessità metaboliche I triacilgliceroli

Dettagli

La Fisiologia della Nutrizione. Claudio G. Molinari

La Fisiologia della Nutrizione. Claudio G. Molinari 2 La Fisiologia della Nutrizione Claudio G. Molinari (natura) La FISIOLOGIA è l a disciplina biologica che descrive il normale funzionamento, fisico e chimico, di un organismo vivente e delle sue parti:

Dettagli

MICROBIOMA E MALATTIE METABOLICHE

MICROBIOMA E MALATTIE METABOLICHE Corso di Laurea in Dietistica MICROBIOMA E MALATTIE Lorenza METABOLICHE Caregaro Negrin Lorenza Caregaro Negrin U.O.C. Dietetica e Nutrizione Clinica Scuola di Medicina, Università di Padova U.O.C. di

Dettagli

Centro Interdipartimentale di Studi e Ricerche sulla Nutrizione Umana e i Disturbi del comportamento Alimentare Ambulatorio di Dietologia

Centro Interdipartimentale di Studi e Ricerche sulla Nutrizione Umana e i Disturbi del comportamento Alimentare Ambulatorio di Dietologia Università degli Studi di Pavia Centro Interdipartimentale di Studi e Ricerche sulla Nutrizione Umana e i Disturbi del comportamento Alimentare Ambulatorio di Dietologia Direttore: Prof. Anna Tagliabue

Dettagli

Come e perché si aumenta di peso: il bilancio energetico

Come e perché si aumenta di peso: il bilancio energetico Come e perché si aumenta di peso: il bilancio energetico Intorno al concetto del giusto peso si sono formulate tante teorie, a volte vere, altre assolutamente prive di valenza scientifica. Nella grande

Dettagli

RISULTATI E CORRELAZIONI CLINICHE

RISULTATI E CORRELAZIONI CLINICHE AMBIENTE E SALUTE: Il progetto PREVIENI Interferenti endocrini, ambiente e salute riproduttiva Roma, 25 ottobre 2011 Aula Magna Rettorato Sapienza Università di Roma RISULTATI E CORRELAZIONI CLINICHE Francesca

Dettagli

ENDOCRINOLOGIA GENERALE

ENDOCRINOLOGIA GENERALE ENDOCRINOLOGIA GENERALE Obiettivi Al termine del corso di endocrinologia lo studente dovrebbe conoscere i meccanismi di azione degli ormoni e dovrebbe essere in grado di riconoscere i segni ed i sintomi

Dettagli

GLICOGENOLISI & GLICOGENOSINTESI

GLICOGENOLISI & GLICOGENOSINTESI GLICOGENOLISI & GLICOGENOSINTESI ALIMENTARE Glucosio GLUCONEOGENESI GLICOGENOLISI (epatica) Glicemia: 70-90 mg/100ml ~ 5 mm GLICOGENO Nel fegato fino al 6-10% della massa epatica (~100 grammi) Nel muscolo

Dettagli

della secrezione di insulina, la soppressione della secrezione di glucagone, il rallentamento dello svuotamento gastrico, la riduzione dell

della secrezione di insulina, la soppressione della secrezione di glucagone, il rallentamento dello svuotamento gastrico, la riduzione dell Introduzione Il diabete mellito di tipo 2 rappresenta un problema medico estremamente rilevante per l ampia diffusione della patologia e per la morbilità a essa associata. Mentre si è affermata la necessità

Dettagli

ETANOLO. Tuttavia influenza sia positivamente che negativamente diverse funzioni fisiologiche.

ETANOLO. Tuttavia influenza sia positivamente che negativamente diverse funzioni fisiologiche. L etanolo, nonostante l elevato valore energetico, non può essere considerato un nutriente poiché: non svolge una funzione plastica non è essenziale. Tuttavia influenza sia positivamente che negativamente

Dettagli

Valitutti, Taddei, Kreuzer, Massey, Sadava, Hills, Heller, Berenbaum

Valitutti, Taddei, Kreuzer, Massey, Sadava, Hills, Heller, Berenbaum Dal carbonio agli OGM VERSO L UNIVERSITÀ Le domande sono tratte dalle prove di ammissione emesse annualmente dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (MIUR) e le soluzioni sono evidenziate

Dettagli

Farmacodinamica II. Mariapia Vairetti. Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Sezione di Farmacologia e Tossicologia Cellulare e Molecolare

Farmacodinamica II. Mariapia Vairetti. Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Sezione di Farmacologia e Tossicologia Cellulare e Molecolare Farmacodinamica II Mariapia Vairetti Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Sezione di Farmacologia e Tossicologia Cellulare e Molecolare Processo di riconoscimento fra farmaco e recettore TIPI DI

Dettagli

Cosa sono i grassi o lipidi?

Cosa sono i grassi o lipidi? Cosa sono i grassi o lipidi? Lipidi da LIPOS = grasso Sostanze organiche di diversa natura con una caratteristica comune: sono insolubili in acqua Importanti costituenti dei tessuti vegetali e animali

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II Tesi di Dottorato di Ricerca in Biologia Applicata XIX ciclo Effetto dell avanzare dell età sullo sviluppo dell obesità e sulla funzionalità mitocondriale nel

Dettagli

Microvilli (circa 600 per cellula) Orletto a spazzola

Microvilli (circa 600 per cellula) Orletto a spazzola Microvilli (circa 600 per cellula) Orletto a spazzola Questa enorme superficie permette che, a livello del digiuno e dell ileo, abbia luogo l assorbimento dei monosaccaridi, degli amminoacidi, degli acidi

Dettagli

SISTEMA NERVOSO AUTONOMO

SISTEMA NERVOSO AUTONOMO SISTEMA NERVOSO AUTONOMO TRE DIVISIONI: SISTEMA NERVOSO SIMPATICO SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO SISTEMA NERVOSO ENTERICO COMPONENTI CENTRALI E PERIFERICHE: REGOLANO LE FUNZIONI VITALI DEL CORPO IN ASSENZA

Dettagli

celluli laser tm slim.code

celluli laser tm slim.code CELLULITE: NON TUTTE LE DONNE SONO UGUALI! Tutte noi abbiamo un amica che mangia qualsiasi cosa desideri senza avere un grammo di cellulite! Tuttavia, la maggior parte delle donne, nonostante i loro sforzi

Dettagli

Fondamenti di nutrizione umana

Fondamenti di nutrizione umana Corso Integrato Scienze Tecniche Dietetiche Applicate MED/49 Scienze Tecniche Dietetiche Anno Accademico 2011-12 12 Fondamenti di nutrizione umana Prof.ssa Maria Luisa Eliana Luisi L alimentazione dell

Dettagli