PROGRAMMA V ITI MATERIA: INFORMATICA. - Concetti base dei linguaggi di programmazione. - Funzionamento tecnico ed interazioni tra Hardware e Software

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1 PROGRAMMA V ITI MATERIA: INFORMATICA - Concetti base dei linguaggi di programmazione - Funzionamento tecnico ed interazioni tra Hardware e Software - Presentazione di un software con Power Point - Database Management System (DBMS) - Le banche dati - File hash - Il linguaggio macchina - Il linguaggio assembly - Il linguaggio SQL

2 Concetti base dei linguaggi di programmazione Tutti i linguaggi di programmazione esistenti possiedono (almeno) questi due concetti chiave: Variabile: un dato o un insieme di dati, noti o ignoti, già memorizzati o da memorizzare; ad una variabile corrisponde sempre, da qualche parte, un certo numero (fisso o variabile) di locazioni di memoria che vengono allocate, cioè riservate, per contenere i dati stessi. Molti linguaggi inoltre attribuiscono alle variabili un tipo, con differenti proprietà (stringhe di testo, numeri, liste, atomi ecc.). Istruzione: un comando, una funzione, oppure una regola descrittiva: anche il concetto di istruzione è molto variabile fra i vari linguaggi. A prescindere dal particolare linguaggio però, ogni volta che un'istruzione viene eseguita, lo stato interno del calcolatore (che sia lo stato reale della macchina oppure un ambiente virtuale, teorico, creato dal linguaggio) cambia. Alcuni concetti sono poi presenti nella gran parte dei linguaggi: Espressione: una combinazione di variabili e costanti, unite da operatori; le espressioni sono state introdotte inizialmente per rappresentare le espressioni matematiche, ma in seguito la loro funzionalità si è estesa. Una espressione viene valutata per produrre un valore, e la sua valutazione può produrre "effetti collaterali" sul sistema e/o sugli oggetti che vi partecipano. Strutture di controllo, che permettono di governare il flusso dell'esecuzione del programma, alterandolo in base al risultato di

3 una espressione (che può ridursi al contenuto di una variabile, o essere anche molto complessa). Sottoprogramma: un blocco di codice che può essere richiamato da qualsiasi altro punto del programma. Strutture dati, meccanismi che permettono di organizzare e gestire dati complessi.

4 Funzionamento tecnico ed interazioni tra Hardware e Software Il riconoscimento dei dati hardware e software è legato alla presenza sulla macchina delle classi Microsoft WMI (da W98ME in poi). E stato previsto un sistema automatico per l invio e l installazione di tali librerie per le versioni precedenti di Windows non ancora dotate di questo software. La procedura raccoglie automaticamente in un database sul Server ( mail-in database ) le configurazioni dei vari utenti; i gestori di questo DB possono poi visualizzare le informazioni archiviate (con report a video o in stampa) ordinate per nome utente, per nome macchina o per software installato (Es. per conoscere presso quanti utenti è installato un determinato programma). La scheda di ciascuna postazione di lavoro può essere completata con dati amministrativi (come meglio dettagliato al punto Gestione dati amministrativi ). Gli inventari successivi saranno storicizzati, ma soltanto l ultima versione sarà presente sulla scheda interessata, con possibilità di verificare gli aggiornamenti effettuati sulle varie macchine. Il sistema è completamente integrato con l ambiente Lotus Notes, è possibile quindi selezionare dalla rubrica indirizzi le persone o i gruppi che saranno oggetto dell inventario, permettendo anche di operare inventari separati per singoli settori. Una volta che i dati sono catalogati nel database è possibile analizzarli con la realizzazione di appositi report su misura realizzati con Crystal report e utilizzabile dalla stazione di lavoro dell amministratore (è necessaria l installazione del runtime crystal report che ha un costo aggiuntivo)

5 Presentazione di un software con Power Point Consente la creazione di presentazioni informatiche multimediali tramite la realizzazione di diapositive visualizzabili in sequenza su qualsiasi computer dotato di questo software. Le presentazioni, suddivise in slide (diapositive), possono contenere per esempio fotografie, testi, animazioni, suoni, link ad altre diapositive o a siti web esterni. È largamente usato da uomini d'affari, docenti, studenti e relatori: la proiezione di diapositive digitali è una forma molto comune di persuasione tecnologica. L'uso di questo strumento è molto diffuso anche per la produzioni di animazioni multimediali umoristiche destinate alla circolazione via . Sin da Office 2003, Microsoft ha revisionato il nome del programma per sottolinearne l'appartenenza alla suite Office: Microsoft Office PowerPoint invece di Microsoft PowerPoint. Arrivato alla versione 2007 con l'ultima suite Microsoft Office 2007, Microsoft Office PowerPoint è diventato il programma di presentazioni più diffuso ed utilizzato nel mondo. PowerPoint (come in altri programmi simili) il testo, la grafica, il video ed altri oggetti sono memorizzati su singole pagine; è un'analogia con le diapositive, in cui il proiettore viene sostituito da un videoproiettore, connesso al PC con un cavo VGA.Le diapositive possono essere stampate o mostrate e navigate dal relatore tramite i vari comandi (possono anche essere la base dei vari webcasts).powerpoint permette di realizzare animazioni con diversi tipi di movimento: entrata, enfasi ed uscita possono essere applicati a diversi oggetti di ciascuna diapositiva per farli apparire, spostare e scomparire nell'ordine voluto.le transizioni sono il passaggio di una diapositiva ad un'altra (enfatizzabili con varie animazioni); si può curare lo stile

6 generale (anche la formattazione del testo) della presentazione con vari temi disponibili. Per la singola diapositiva possono essere impostati varie opzioni personalizzate. Le presentazioni possono essere salvate in vari formati: il predefinito.ppt (presentazione),.pps (PowerPoint Show) o.pot (temporaneo). I formati utilizzati da PowerPoint, come tutti i formati binari del pacchetto Office, sono formati chiusi, quindi teoricamente gestibili unicamente attraverso il programma di casa Microsoft. Vista la diffusione del formato, attraverso una lunga e complicata opera di reingegnerizzazione oggi programmi come Apple Keynote o OpenOffice.org Impress sono in grado di aprire i file di Powerpoint. Il programma Microsoft però utilizza anche dati provenienti da Object Linking and Embedding. Questo non crea problemi su Windows, ma su Mac OS X e GNU/Linux a volte i file non si aprono. Nell'ottica di migliorare l'interoperabilità sarebbe auspicabile un abbandono completo di tutti i formati chiusi, e in particolare di quelli agevolmente sostituibili con standard non commerciali e ampiamente diffusi come PDF e ODF.

7 Database Management System (DBMS) In informatica, un Database Management System (abbreviato in DBMS) è un sistema software progettato per consentire la creazione e manipolazione efficiente di database (ovvero di collezioni di dati strutturati) solitamente da parte di più utenti. I DBMS svolgono un ruolo fondamentale in numerose applicazioni informatiche, dalla contabilità, la gestione delle risorse umane e la finanza Se in passato i DBMS erano diffusi principalmente presso le grandi aziende e istituzioni (che potevano permettersi l'impegno economico derivante dall'acquisto delle grandi infrastrutture hardware necessarie per realizzare un sistema di database efficiente), oggi il loro utilizzo è diffuso praticamente in ogni contesto. L'espressione applicazione enterprise, che nel gergo informatico si riferisce ad applicazioni legate al business delle aziende che le utilizzano, implica quasi "per definizione" la presenza di una o più basi di dati amministrate da uno o più DBMS. La teoria dei database, e dei DBMS, rappresenta da sempre uno dei filoni più solidi e importanti dell'informatica. Un DBMS è differente dal concetto generale di applicazione sulle banche dati, in quanto è progettato per sistemi multi-utente. A tale scopo, i DBMS si appoggiano a kernel che supportano nativamente il multitasking e il collegamento in rete. Una tipica applicazione per la gestione dei database non includerebbe, infatti, tali funzionalità, ma si appoggerebbe al sistema operativo per consentire all'utente di fruirne dei vantaggi. Le organizzazioni possono usare un DBMS per gestire il normale processo quotidiano delle transazioni e in un secondo tempo spostare il

8 dettaglio in un altro computer che usa un altro DBMS più adatto per gestire interrogazioni casuali e l'attività di analisi. Le decisioni globali circa l'architettura dei sistemi informativi, sono gestite dagli analisti di sistema e dagli amministratori dei dati. La progettazione di dettaglio del database è demandata agli amministratori del database stesso.i tre tipi di organizzazione più comuni sono il modello gerarchico, il modello reticolare e il modello relazionale: il modello dominante oggi è quello relazionale, normalmente utilizzato con il linguaggio di interrogazione SQL. Molti DBMS supportano le API (Application Program Interface) dell'open Database Connectivity (ODBC) o Java Database Connectivity (JDBC, lo standard per Java), che forniscono ai programmatori strumenti standardizzati per l'accesso ai database.i database server sono computer ottimizzati per ospitare i programmi che costituiscono il database reale e sui quali girano solo il DBMS e il software ad esso correlato (nelle situazioni reali spesso questi computer svolgono anche altre funzioni non correlate con la gestione del database). Di solito si tratta di macchine multiprocessore e con dischi fissi configurati in modalità RAID per una memorizzazione stabile ed affidabile dei dati che garantisca la continuità del servizio anche in caso di guasto ad un componente (sistemi fault tolerant). In ambienti dove vengono processate transazioni con moli di dati particolarmente elevate vengono utilizzati anche componenti hardware che hanno la funzione specifica di acceleratori di database e che sono collegati ad uno o più server attraverso canali preferenziali ad alta velocità. Sempre più frequentemente si assiste alla integrazione delle basi di dati e di Internet: una vasta classe di applicazioni della rete fa uso di informazioni presenti su basi di dati; esempi di questo tipo di applicazioni vanno dai cataloghi delle imprese, disponibili per il pubblico, alle edizioni on-line dei giornali e dei quotidiani. Per garantire un linguaggio di modellizzazione che consenta di passare dalla

9 visualizzazione dei dati in un formato compatibile con le basi di dati, ad una "vista" concettuale del futuro sito web esiste un linguaggio specifico chiamato WebML. Un DBMS è uno strumento per la creazione e la gestione efficiente di grandi quantità di dati che consente di conservarli in modo sicuro per lunghi periodi di tempo. Un DBMS fornisce agli utenti questi servizi: Persistent storage: come un file system, un DBMS permette la memorizzazione di grandi quantità di dati, ma garantisce una flessibilità molto più elevata Programming interface: permette agli utenti di accedere e modificare i dati attraverso un potente linguaggio di interrogazione Transaction management: supporta l'accesso concorrente ai dati evitando conseguenze indesiderate dovute a crash del sistema o dell'applicazione Si considerano due diversi tipi di utenti: utenti convenzionali/applicazioni che modificano dati e formulano interrogazioni l'amministratore della base di dati (database administrator - DBA) responsabile per la struttura, lo schema e la gestione della base di dati Nell'architettura di un DBMS abbiamo le seguenti sezioni: 1. Dischi e file 2. Storage manager 3. Buffer manager 4. Index/file/record manager 5. Execution engine

10 6. Query compiler 7. Concurreny control 8. Logging/recovery 9. Transaction manager Una suddivisione alternativa semplificata (ma parziale), utile a comprendere per linee generali il comportamento di un DBMS, potrebbe essere questa: 1. Gestore delle interrogazioni 2. Gestore dei metodi di accesso 3. Gestore del buffer (Buffer manager)

11 LE BANCHE DATI In informatica, il termine database, banca dati, base di dati (soprattutto in testi accademici) o anche base dati, indica un archivio strutturato in modo tale da consentire la gestione dei dati stessi (l'inserimento, la ricerca, la cancellazione ed il loro aggiornamento) da parte di applicazioni software. Il database è un insieme di informazioni, di dati che vengono suddivisi per argomenti in ordine logico (tabelle) e poi tali argomenti vengono suddivisi per categorie (campi). Informalmente e impropriamente, la parola "database" viene spesso usata come abbreviazione dell'espressione Database Management System (DBMS), che si riferisce a una vasta categoria di sistemi software che consentono la creazione e la manipolazione efficiente di database.la base di dati, oltre ai dati veri e propri, deve contenere anche le informazioni sulle loro rappresentazioni e sulle relazioni che li legano. Spesso, ma non necessariamente, una base dati contiene le seguenti informazioni: Strutture dati che velocizzano le operazioni frequenti, tipicamente a spese di operazioni meno frequenti. Collegamenti con dati esterni, cioè riferimenti a file locali o remoti non facenti parte del database. Informazioni di sicurezza, che autorizzano solo alcuni profili utente ad eseguire alcune operazioni su alcuni tipi di dati. Programmi che vengono eseguiti, automaticamente o su richiesta di utenti autorizzati, per eseguire elaborazioni sui dati. Un tipico automatismo consiste nell'eseguire un programma ogni volta che viene modificato un dato di un certo tipo. In un sistema informatico, una base di dati può essere manipolata direttamente dai programmi applicativi, interfacciandosi direttamente con

12 il sistema operativo. Tale strategia era quella adottata universalmente fino agli anni sessanta, ed è tuttora impiegata quando i dati hanno una struttura molto semplice, o quando sono elaborati da un solo programma applicativo. A partire dalla fine degli anni Sessanta, tuttavia, per gestire basi di dati complesse condivise da più applicazioni si sono utilizzati appositi sistemi software, detti sistemi per la gestione di basi di dati (in inglese "Database Management System" o "DBMS"). Uno dei vantaggi di questi sistemi è la possibilità di non agire direttamente sui dati, ma di vederne una rappresentazione concettuale. Le fasi principali sono le seguenti: Progettazione di basi di dati. Progettazione e implementazione di DBMS. Interpretazione (o analisi) di dati contenuti in database. Le basi di dati spesso fanno uso di tecnologie derivate da altre branche dell'informatica. È usuale utilizzare tecniche derivate dall'intelligenza artificiale, come ad esempio il data mining, per cercare di estrarre relazioni o più in generale informazioni presenti nelle banche dati ma non immediatamente visibili.

13 FILE HASH Hash è un termine della lingua inglese (to hash sminuzzare, pasticciare) che designa originariamente una polpettina fatta di avanzi di carne e verdure; per estensione indica un composto eterogeneo cui viene data una forma incerta: "To make a hash of something" vuol dire infatti creare confusione, o fare una cosa piuttosto male. Nel linguaggio scientifico, l'hash è una funzione operante in un solo senso (ossia, che non può essere invertita), atta alla trasformazione di un testo di lunghezza arbitraria in una stringa di lunghezza fissa, relativamente limitata. Tale stringa rappresenta una sorta di "impronta digitale" del testo in chiaro, e viene detta valore di hash, checksum crittografico o message digest. In informatica, la funzione di trasformazione che genera l'hash opera sui bit di un file qualsiasi, restituendo una stringa di bit di lunghezza predefinita. Spesso il nome della funzione di hash include il numero di bit che questa genera: ad esempio, SHA-256 genera una stringa di 256 bit. L'hash table è invece una struttura dati. La lunghezza dei valori di hash varia a seconda degli algoritmi utilizzati. Il valore più comunemente adottato è di 128 bit, che offre una buona affidabilità in uno spazio relativamente ridotto. Tuttavia va registrata la possibilità d'uso di hash di dimensione maggiore (SHA, ad esempio, può anche fornire stringhe di 224, 256, 384 e 512 bit) e minore (che però va fortemente sconsigliato). Le funzioni hash svolgono un ruolo essenziale nella crittografia: sono utili per verificare l'integrità di un messaggio, poiché l'esecuzione dell'algoritmo su un testo anche minimamente modificato fornisce un message digest completamente differente rispetto a quello calcolato sul testo originale, rivelando la tentata modifica.

14 Le funzioni di hash possono essere anche utilizzate per la creazione di firme digitali, in quanto permettono la rapida creazione della firma anche per file di grosse dimensioni, senza richiedere calcoli lunghi e complessi: è infatti computazionalmente più conveniente eseguire con rapidità un hashing del testo da firmare, e poi autenticare solo quello, evitando così l'esecuzione dei complessi algoritmi di crittografia asimmetrica su moli di dati molto grandi. La firma digitale è definita come il digest di un documento crittografato con chiave privata (e non con quella pubblica, come avviene di solito). La firma digitale è l'unico caso in cui l'uso delle chiavi è invertito: la chiave pubblica serve a decrittare la firma e trovare il digest iniziale, mentre quella privata serve a crittografare una stringa anziché ad aprirla. Un ulteriore uso delle funzioni di hash si ha nella derivazione di chiavi da password o passphrase: a partire da un valore arbitrario in ingresso (una stringa o un array di larghe dimensioni) si deriva in modo crittograficamente sicuro (ovvero non è possibile abbreviare il calcolo con una qualche scorciatoia) una chiave di dimensioni adatte alla cifratura. È appena il caso di dire, tuttavia, che a meno di prendere debite contromisure (come l'uso di un salt crittografico), l'utilità di questa procedura è esclusivamente pratica: infatti la sicurezza della chiave derivata è equivalente a quella della stringa di ingresso ai fini di un attacco a dizionario. Di contro, è certamente più comodo per un essere umano ricordare una stringa piuttosto che una lunga sequenza numerica.

15 IL LINGUAGGIO MACCHINA linguaggio macchina o codice macchina è il linguaggio in cui sono scritti i programmi eseguibili per computer. Può venire classificato linguaggio di programmazione, sebbene quest'ultima espressione sia più spesso utilizzata per indicare i linguaggi di alto livello con cui si scrivono programmi non direttamente eseguibili, ma che richiedono una traduzione in linguaggio macchina, per esempio per mezzo di un compilatore. Il processore o CPU è quella componente hardware di un computer che è in grado di eseguire i programmi scritti in linguaggio macchina. Il linguaggio macchina è basato su un alfabeto detto binario perché comprende due soli simboli, generalmente indicati con 0 e 1. Un simbolo di questo alfabeto viene detto bit. Come nel linguaggio naturale, nel linguaggio macchina i simboli dell'alfabeto utilizzato (1 e 0) sono organizzati in "parole" che a loro volta costituiscono "frasi". Le frasi del linguaggio macchina sono dette istruzioni; ognuna di esse ordina al processore di eseguire un'azione elementare afferente allo stato interno del computer, come la lettura di una locazione di memoria oppure il calcolo della somma dei valori contenuti in due registri. Le frasi sono generalmente costituite da una parola iniziale detta codice operativo iniziale, che indica il tipo di azione da eseguire, seguita da altre parole che specificano gli eventuali parametri (o dati) a cui l'azione deve essere applicata (per esempio "SOMMA"- "15"-"20"). Se consideriamo la prima parola come "verbo" della frase, possiamo dire per analogia che il linguaggio macchina prevede solo verbi all'imperativo; non a caso, i linguaggi di programmazione che presentano questa caratteristica sono detti proprio linguaggi imperativi. I processori tradizionali erano in grado di eseguire una sola istruzione per volta;

16 attualmente si stanno diffondendo tecnologie (come quella dei processori superscalari) che consentono l'esecuzione di più istruzioni in parallelo. Le istruzioni che possono comparire in un programma in linguaggio macchina descrivono azioni semplici quali ad esempio "somma", "dividi" o "confronta". Il linguaggio macchina viene spesso confuso con il linguaggio assembly. L'assembly è in realtà un linguaggio di programmazione a basso livello che, analogamente ai linguaggi ad alto livello come C, Pascal, Java, richiede un processo di traduzione. A differenza di questi ultimi, l'assembly consente una traduzione particolarmente semplice che trasforma ogni parola dell'assembly, in modo univoco, in una parola del linguaggio macchina. I codici operativi e i dati nel linguaggio macchina sono pattern di bit. L'assembly utilizza al loro posto comandi mnemonici, che rendono più semplice al programmatore umano lo sviluppo e il debug di programmi.

17 IL LINGUAGGIO ASSEMBLY L'assembly, o linguaggio assemblatore è, tra i linguaggi di programmazione, quello più vicino al linguaggio macchina vero e proprio. Erroneamente viene spesso chiamato "assembler" anche se quest'ultimo identifica il programma che converte il linguaggio assembly in linguaggio macchina.a causa di questa "vicinanza" all'hardware, non esiste un unico linguaggio assembly. Al contrario, ogni CPU o famiglia di CPU ha un suo proprio assembly, diverso dagli altri. Ad esempio, sono linguaggi assembly ben diversi quelli per i processori Intel x86, per i Motorola e per i Dec Alpha. Questo significa che conoscere un certo linguaggio assembly significa saper scrivere programmi solo su una determinata CPU o famiglia di CPU. Passare ad altre CPU però è relativamente facile, perché molti meccanismi sono analoghi o del tutto identici, quindi spesso il passaggio si limita all'apprendimento di nuovi codici mnemonici, nuove modalità di indirizzamento ed altre varie peculiarità del nuovo processore. Molto meno facile è invece portare un programma scritto in assembly su macchine con processori diversi o con architetture diverse: quasi sempre significa dover riscrivere il programma da cima a fondo, perché i linguaggi assembly dipendono completamente dalla piattaforma per cui sono stati scritti. Molti compilatori assembly supportano sistemi di macro che potrebbero essere impiegati per ovviare in parte a questo problema, ma si tratta di una soluzione poco efficace. Inoltre l'assembly non offre alcun "controllo sui tipi" (non esiste alcunché di vagamente simile al concetto di "tipo" nella programmazione lowlevel), ma lascia al programmatore la responsabilità di occuparsi di ogni singolo dettaglio della gestione della macchina e richiede molta disciplina e un esteso lavoro di commento per non scrivere codice che risulti assolutamente illeggibile.

18 A fronte di questi svantaggi l'assembly offre un'efficienza senza pari e il controllo completo e assoluto sull'hardware: i programmi in assembly sono, in linea di principio, i più piccoli e veloci che sia possibile scrivere su una data macchina. Scrivere (buon) codice in assembly è dispendioso in termini di tempo, difficile e quindi molto costoso, soprattutto in prospettiva (future modifiche): per questo, raramente l'assembly è il solo linguaggio usato in un progetto mainstream, a meno che questo non sia di dimensioni e portata limitate. In genere si usa in combinazione con altri linguaggi: la maggior parte del codice viene scritta in un linguaggio ad alto livello, mentre le parti più critiche (per motivi di performance, precisione del timing o affidabilità) si scrivono in assembly. Tali problematiche sono riscontrabili principalmente su piattaforme come i personal computer attuali, dove la vastità quantitativa e l'enorme gamma qualitativa dell'hardware disponibile crea alle applicazioni low-level un oggettivo problema mai risolto (e presumibilmente non risolvibile) a livello di unificazione e standard. A ciò si aggiunga l'evoluzione costante verso una sempre maggiore stratificazione dei comuni sistemi operativi, caratterizzata da numerosi vincoli e virtualizzazioni delle periferiche fisiche e dei canali di comunicazione, che non rendono agevole lo sviluppo di un software che interagisca direttamente con l'hardware sottostante e ne gestisca direttamente le caratteristiche. Si possono però citare due esempi, peraltro correlati, di totale inversione di questo paradigma generale: Ha ampiamente senso creare programmi interamente in assembly destinati ad hardware caratterizzato architetturalmente da documentazione esaustiva, grande predicibilità, stabilità e scarsa variabilità temporale del design: per esempio, si possono citare gli

19 home computer degli anni ottanta, come il Commodore Vic-20 o il Sinclair ZX Spectrum. Ha parimenti senso, ed un forte riscontro nella pratica invalsa negli ultimi trenta anni, operare prevalentemente o esclusivamente in assembly nel vastissimo mercato dei sistemi embedded, per la programmazione di microcontroller e DSP, eventualmente anche sotto forma di core implementati tramite ASIC, CPLD ed FPGA, al fine di massimizzare performance e rispetto dei vincoli temporali, minimizzando nel contempo il footprint. Ciò trova riscontro a tutti i livelli della filiera produttiva, a partire dalla progettazione dei chip e del relativo linguaggio utilizzando ISA di tipo RISC e fortemente ortogonali, la cui ottimizzazione (in spazio o in performance) è altamente semplificata. Questo approccio è fondamentale in quanto consente grandi economie di scala nei progetti tipici del mondo embedded, caratterizzati dalla capacità di assorbire costi iniziali (NRE, nonrecurrent engineering costs) anche elevati, purché finalizzati ad una forte compressione del costo unitario del prodotto finale, anche per volumi mediobassi. Ecco allora che la possibilità di utilizzare un microcontroller con limitatissime risorse di memoria ROM e RAM scrivendo il firmware integralmente in assembly diventa essenziale al fine di minimizzare i costi, l'ingombro in piastra, la suscettibilità elettromagnetica, aumentando anche l'affidabilità (processori più "datati" hanno un incolmabile vantaggio in termini di milioni di ore di test e funzionamento sul campo, ossia la "merce" di gran lunga più preziosa per i sistemi embedded variamente critici) ed ottimizzando numerosi altri fattori.

20 IL LINGUAGGIO SQL SQL (Structured Query Language) è un Linguaggio di programmazione per database progettato per leggere, modificare e gestire dati memorizzati in un sistema basato sul modello relazionale, per creare e modificare schemi di database, per creare e gestire strumenti di controllo ed accesso ai dati. SQL è un linguaggio per interrogare e gestire basi di dati mediante l'utilizzo di costrutti di programmazione denominati query. La prima versione fu sviluppata da IBM all'inizio degli anni settanta. Chiamata originariamente SEQUEL era progettata per manipolare dati memorizzati nel database relazionale ideato e brevettato da IBM. Nel 1986 l' ANSI lo standardizzò con la sigla SQL-86. Negli anni successivi sono state rilasciate altre versioni, riconosciute anche dall' ISO. La maggior parte dei sistemi per la gestione di database implementano questi standard ed aggiungono funzionalità aggiuntive proprietarie. Con SQL si leggono, modificano cancellano dati e si esercitano funzioni gestionali ed amministrative sul sistema dei database. La maggior parte delle implementazioni dispongono di interfaccia alla linea di comando per l'esecuzione diretta di comandi, in alternativa alla sola interfaccia grafica GUI.Originariamente progettato come linguaggio di tipo dichiarativo, si è successivamente evoluto con l'introduzione di costrutti procedurali, istruzioni per il controllo di flusso, tipi di dati definiti dall'utente e varie altre estensioni del linguaggio. A partire dalla definizione dello standard SQL:1999 molte di queste estensioni sono state formalmente adottate come parte integrante di SQL nella sezione SQL/PSM dello standard.alcune delle critiche più frequenti rivolte ad SQL riguardano la mancanza di portabilità del codice fra vendors diversi, il modo inappropriato con cui vengono trattati i dati mancanti (Null), e la semantica a volte inutilmente complicata.

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