Rapporto ICT Giustizia. Gestione dall aprile 2009 al novembre 2011

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1 Rapporto ICT Giustizia Gestione dall aprile 2009 al novembre /11/2011

2 Indice 1. INTRODUZIONE IL CONTESTO GENERALE IL CONTESTO NORMATIVO PER LA DIGITALIZZAZIONE DEL PROCESSO CIVILE E PENALE (Segue): il decreto - legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n (Segue): il regolamento concernente le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Segue): illustrazione dell articolato del DM n. 44/ (Segue): le specifiche tecniche previste dall art. 34 del Regolamento n. 44\ (Segue): il regolamento concernente la tipologia e le modalità di estrazione, raccolta e trasmissione dei dati statistici IL RUOLO DI CONSIP S.p.A IL QUADRO FINANZIARIO (Segue): raffronto temporale spesa 2009/ INTERVENTI ICT SETTORE CIVILE Sistemi di gestione dei registri e fascicolo informatico Strumenti per il magistrato Sistema statistico civile Servizi Telematici: utenti abilitati Servizi Telematici: consultazione registri e fascicolo Servizi Telematici: deposito degli atti Servizi Telematici: comunicazioni di cancelleria Servizi Telematici: pagamenti telematici Portale dei servizi telematici Portale delle procedure concorsuali Portale delle vendite giudiziarie Avvisi telefonici SETTORE PENALE Progetto Ndr1 Notizie Di Reato Notifiche penali telematiche Il Sistema e la Banca Dati delle misure di prevenzione personali e patrimoniali

3 Gestione documentale (Segue): (Segue): Ndr2 (Trasmissione via PEC delle notizie di reato dai comandi delle 5 forze di polizia (PS, CC, GdF, CFS, Polizia Penitenziaria) verso le procure (Segue): SIDIP Il sistema dell esecuzione e della sorveglianza (SIES) Il registro penale (progetto RE.GE VS. 3) Sistema informativo minorile INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE Consolidamento dei centri di calcolo (CED - sale server) Assistenza sistemistica ed applicativa Multivideoconferenza Servizi di interoperabilità (posta elettronica ed internet) Sicurezza del sistema informativo della giustizia (Segue): il sistema di autenticazione nazionale (ADN) (Segue): il Security Operation Center (SOC) e Log Management ALTRI SETTORI DI INTERVENTO Razionalizzazione mainframe DAP Banca dati centralizzata per le statistiche - Datawarehouse Gestione integrata degli esiti delle notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari in materia civile e penale Siti web degli uffici giudiziari Sistema informativo dell amministrazione (SIAMM) Sistema on-line dei giudici di pace ATTIVITÀ FINANZIATE CON RISORSE EXTRA-BILANCIO PON PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE SISTEMA INFORMATIVO TELEMATICO DELLE MISURE DI PREVENZIONE SIT.MP (Segue): realizzazione del SIT.MP e cooperazione applicativa (Segue): l infrastruttura di sicurezza logica PROGETTO BANCA DATI INVESTIGATIVA GIUDIZIARIA HYPERTESTUALE PER L ANTIMAFIA AVVERSO IL CRIMINE BIG HAWK PRIMA FASE (Segue): il sistema di supporto alle indagini (Segue): la gestione documentale (Segue): l infrastruttura di sicurezza logica (Segue): la diffusione dei registri

4 4.2. MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI AL TRIBUNALE PIANO STRAORDINARIO DIGITALIZZAZIONE GIUSTIZIA RINGRAZIAMENTI

5 1. INTRODUZIONE Il presente documento intende esporre, attraverso una analisi essenzialmente quantitativa, il quadro degli interventi ICT (Information and Communication Technology) compiuti dal Responsabile per i sistemi informativi automatizzati nell Amministrazione della giustizia nel periodo intercorrente tra l aprile 2009 e il novembre 2011; laddove non si rilevi la possibilità di procedere ad una disamina unicamente quantitativa, l analisi verrà integrata da elementi qualitativi. Il documento vuole costituire anche un punto di riferimento per la ricostruzione, in logica di sistema, degli interventi effettuati anche attraverso un analisi delle variabili finanziarie e delle attività/progetti caratterizzanti gli esercizi gestionali in oggetto, con individuazione delle risultanze quantitative e dei benefici, in termini di riduzioni dei tempi e costi, ottenuti nel dominio Giustizia grazie agli interventi ICT. Il documento è diviso in paragrafi che illustrano dapprima il contesto di riferimento, quindi gli aspetti economici e finanziari, lo stato di sviluppo dei sistemi informativi nei vari settori e, in ultimo, gli interventi resi possibili con risorse extra bilancio reperite dal Responsabile SIA. 4

6 2. IL CONTESTO GENERALE La DGSIA è l'unica struttura che, pur incardinata in un dipartimento (il DOG), opera a favore di tutto il Ministero (4 dipartimenti, uffici di diretta collaborazione, Ispettorato Generale, Archivi Notarili) e degli uffici giudiziari ed UNEP; per tale ragione è previsto un organismo di coordinamento strategico (Conferenza dei Capi Dipartimento ex art. 6, d. P. R. n. 55\2001). La DGSIA è centro di responsabilità contabile e amministrativa per tutte le iniziative nel settore informatico del Ministero della giustizia; ha competenze esclusive previste da norme primarie e regolamentari (tra cui d. l. vo n. 39\93, d. P. R. n. 55\2001, DM 21\2\2011 n. 44) ed opera in piena autonomia contabile e tecnica. La DGSIA, tra l'altro, si occupa di: - Gestire la RUG (rete unica della giustizia) che interconnette oltre sedi ed è, di fatto, la più grande rete informatica della pubblica amministrazione; - Gestire i servizi informatici di base (accesso internet, posta elettronica, antivirus, sicurezza, ecc.) di circa utenti; - Sviluppare e Gestire sistemi informatici di rilevanza nazionale e ad alta criticità (Casellario giudiziale, Anagrafe Penitenziaria, Banca Dati Beni Confiscati alla Mafia, Ecc.); - Sviluppare e Gestire i sistemi informatici di supporto all'attività giudiziaria (registri penali e civili); - Sviluppare e Gestire i sistemi di interconnessione verso utenti esterni (oltre avvocati) e\o altre amministrazioni; - Sviluppare e gestire sistemi avanzati di digitalizzazione (Processo Telematico, Digitalizzazione degli atti del processo penale, Pagamenti Telematici); - Acquistare, gestire e mantenere in efficienza oltre postazioni di lavoro (pc). La DGSIA dispone di 13 uffici decentrati (CISIA) a livello interregionale per la erogazione di servizi agli uffici. Pur non disponendo di pianta organica, è composta da circa 400 dipendenti (in larghissima parte tecnici), distribuiti su tutto il territorio nazionale. Per svolgere le attività di competenza si avvale anche di fornitori esterni individuati mediante gare europee o tramite l adesione ad accordi o contratti quadro (in specie, attualmente e fino al maggio 2012, mediante SPC -Sistema Pubblico di Connettività). Allo stato per il servizio di assistenza agli uffici giudiziari operano circa 500 dipendenti di ditte esterne (Telecom Italia, Selex-Elsag, Engineering, British Telecom ed altre). Il costo medio annuale per la gestione del sistema informativo è stato razionalizzato e ridotto, a partire dal 2009, a soli 60 mln di euro circa (negli anni precedenti la spesa si attestava sui 90 mln annui). Tale razionalizzazione dei costi è stata accompagnata, altresì, dall'aumento dei servizi di informatizzazione e da una ulteriore spinta all'innovazione che ha consentito di fare enormi 5

7 progressi (di ciò si darà conto in seguito) IL CONTESTO NORMATIVO PER LA DIGITALIZZAZIONE DEL PROCESSO CIVILE E PENALE Le norme vigenti nell aprile 2009 per la digitalizzazione del processo erano essenzialmente costituite dal d.p.r. 13 febbraio 2001, n. 123, il quale costituiva un regolamento c.d. indipendente adottato ai sensi dell art. 17, comma 1, lettera c) della legge 23 agosto 1988, n. 400, che regolava unicamente il processo civile. Nel settore delle comunicazioni elettroniche di cancelleria era, altresì, intervenuto l art. 51, DL n. 112\2008 che, tuttavia, non aveva trovato concreta applicazione. È apparso da subito necessario intervenire in maniera più sistematica e ad un più alto livello di normazione, anche per dare attuazione alle disposizioni costituzionali sul giusto processo che richiedono l adozione di norme di rango primario (Segue): il decreto - legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n.24 Su impulso del Responsabile SIA, l Ufficio Legislativo ha individuato alcuni interventi normativi che hanno poi condotto all emanazione dell art. 4, decreto legge n. 193\2009 il quale ha previsto: importanti disposizioni necessarie al fine di conseguire in tempi estremamente contenuti una più efficiente allocazione delle risorse, consentendo all amministrazione della giustizia rilevanti risparmi nelle spese correnti, mediante l anticipazione dell entrata in vigore del processo telematico, semplificandone alcuni presupposti, e ad estenderne da subito l applicazione al settore penale; l adozione delle nuove tecnologie nel processo civile ed in quello penale, prevedendo l emanazione delle regole tecniche per l adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, secondo i principi del Codice dell Amministrazione Digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. L intervento è volto a semplificare il vigente impianto regolamentare del processo telematico, estendendo ed unificando l applicazione delle nuove tecnologie anche al settore penale. In particolare, l intervento normativo rende immediatamente applicabile la previsione delle comunicazioni e notificazioni telematiche tra uffici giudiziari e avvocati; l utilizzo della posta elettronica certificata per le comunicazioni tra l ufficio giudiziario e gli avvocati sia nel settore civile che in quello penale (salvo per ciò che concerne le notificazioni da eseguirsi nei confronti dell imputato per le quali restano in vigore le regole ordinarie), stabilendo che la verifica delle condizioni tecniche per l attivazione del servizio è rimessa ad un decreto ministeriale da emanare sentiti i consigli dell ordine interessati, l Avvocatura dello Stato e il Consiglio Nazionale Forense; l utilizzo delle nuove tecnologie sotto l angolo visuale della riduzione dell uso del supporto 6

8 cartaceo per il rilascio delle copie. La previgente regolamentazione, infatti, era particolarmente penalizzante per chi richiede le copie in formato digitale in quanto è richiesto il pagamento del contributo in ragione della tipologia di supporto elettronico utilizzato ed indipendentemente dal numero di pagine di cui si chiede la copia. La scelta di commisurare il costo al numero di pagine e non più al tipo di supporto, costituisce una notevole semplificazione e una forte incentivazione all uso delle nuove tecnologie. Di contro, la disposizione che si introduce è rivolta ad incrementare il contributo per il rilascio della copia in formato cartaceo, così da disincentivarne l uso e rendere più appetibile il rilascio di copie informatiche degli atti processuali; la possibilità per il Ministero della giustizia di avvalersi della CONSIP S.p.a., anche quale centrale di committenza, per la realizzazione delle innovazioni tecnologiche previste dal programma di digitalizzazione della giustizia; modifiche al codice di procedura civile, necessarie per consentire il completamento del processo di informatizzazione degli uffici giudiziari, consistenti nella prescrizione obbligatoria della indicazione negli atti processuali del codice fiscale di tutti i protagonisti del giudizio, da utilizzare come chiave primaria per la loro identificazione da parte del sistema informatico e nella previsione di una nuova importante modalità di notifica degli atti processuali mediante la posta elettronica certificata, consentendo, attraverso l adeguamento del sistema delle notifiche processuali alla nuova normativa tecnica, l utilizzo, da parte degli ufficiali giudiziari, di una modalità generalizzata di notifica degli atti processuali che consentirà una enorme riduzione dei tempi processuali ed una maggiore certezza del procedimento di notifica, rispetto a quello oggi attuato mediante la posta ordinaria; disposizioni per la attuazione dei pagamenti telematici nel settore della giustizia (Segue): il regolamento concernente le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione Il Responsabile SIA, in stretta collaborazione con l Ufficio Legislativo ha predisposto il decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione dell innovazione, in data 21 febbraio 2011, n. 44 recante Regolamento concernente le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ai sensi dell articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n.24 (Gazzetta Ufficiale n. 89 del 18 aprile 2011). Il regolamento introduce importantissime novità nel campo dell adozione delle tecnologie. Come si è detto il regolamento n. 44 del 21 febbraio 2011 interviene in un campo precedentemente regolamentato dal D.M. 17 luglio 2008 (recante Regole tecnico-operative per l'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile ) e dal Decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123 (recante Regolamento recante disciplina sull'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo dinanzi alle sezioni 7

9 giurisdizionali della Corte dei conti ) ed estende l applicazione delle tecnologie dell informazione e della comunicazione al settore penale. Il legislatore, con la previsione contenuta nell articolo 4, commi 1 e 2 del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n. 24 ha imposto l adozione, nel processo civile e nel processo penale, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 235, portante modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, meglio noto come Codice dell Amministrazione Digitale. Per effetto di tali disposizioni legislative sono stati operati i seguenti interventi normativi: - è stata sancita espressamente l applicabilità al processo dei principi previsti dal Codice dell Amministrazione Digitale; - è stato colmato il vuoto normativo che era stato, precedentemente, riempito dal D.P.R.13 febbraio 2001, n. 123, il quale costituiva un regolamento c.d. indipendente adottato ai sensi dell art. 17, comma 1, lettera c) della legge 23 agosto 1988, n. 400, con l effetto di travolgerne le disposizioni limitatamente alla disciplina applicabile al processo civile, - è stato attribuito al Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, il potere regolamentare di individuare le nuove regole tecniche per l adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Ciò trova conferma nella espressa disposizione dell art. 4, comma 1 del decretolegge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n. 24, laddove è stato previsto che le vigenti regole tecniche del processo civile telematico abbiano efficacia fino alla data di entrata in vigore dei decreti ministeriali previsti dal medesimo comma. natura regolamentare. Questi sono gli obiettivi principali del regolamento n.44\2011: 1. Attuazione, in ossequio alla previsione contenuta nell articolo 4, comma 1, del decretolegge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n.24, del CAD (codice dell amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 235, portante modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) nell ambito del processo civile e penale; 2. Adozione della posta elettronica certificata standard (PEC) per tutte le trasmissioni da e per il dominio Giustizia; in tal modo i professionisti ed i cittadini saranno in grado di utilizzare l unico indirizzo di PEC di cui all art. 16, comma 7, della Legge n. 2 del 28/1/2009. L adozione di tale strumento di comunicazione, esplicitamente prevista nel decreto-legge n. 193/2009, era peraltro già stata suggerita dall allora CNIPA (parere n 70/2008) che invitava l Amministrazione ad utilizzare lo standard di riferimento. L attuale sistema di posta elettronica certificata del processo telematico viene mantenuto attivo per un periodo di 6 mesi dopo l entrata in vigore del regolamento, sia per consentire la messa in esercizio del nuovo sistema, sia per facilitare una graduale fase di transizione per gli attuali utenti. In tale contesto normativo è data applicazione alla previsione dell art. 16, comma 4, decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, che consente l adozione di particolari modalità per l uso della PEC nel processo civile e penale; 3. Messa a disposizione da parte del Ministero della giustizia del cosiddetto Portale dei 8

10 servizi telematici al fine di fornire documentazione, informazioni e istruzioni, migliorando la visibilità dei servizi telematici, nonché per consentire l accesso ai soggetti abilitati esterni (avvocati e ausiliari del giudice) non dotati di punto di accesso; 4. Libero accesso, attraverso il portale dei servizi telematici, alle raccolte giurisprudenziali e alle informazioni essenziali sullo stato dei procedimenti pendenti, disponibili in forma anonima, al fine di consentire in particolare una fruizione diretta da parte dei cittadini, in ottemperanza alle disposizioni del Codice dell Amministrazione Digitale; 5. Spinta alla dematerializzazione: si stabilisce che la tenuta e la conservazione del fascicolo informatico esonera dall'obbligo di formazione del fascicolo d'ufficio su supporto cartaceo, e che i documenti probatori e gli allegati depositati in formato non elettronico dovranno essere scansionati dalla cancelleria o la segreteria dell ufficio giudiziario; 6. Semplificazione dell architettura, che non prevede più il gestore centrale, ma un unico sistema di interfacciamento tra i sistemi interni presso gli uffici giudiziari e il gestore della posta elettronica certificata; 7. Generale semplificazione delle procedure tecnico-organizzative; in particolare è stata rimossa la cifratura degli atti allegati alle comunicazioni di cancelleria inviate telematicamente dagli uffici giudiziari ai destinatari, in quanto i messaggi di trasporto viaggiano su canali sicuri e con destinazione univoca (la casella di PEC dell avvocato destinatario) e, una volta entrate nell ambito di competenza del destinatario, soggiacciono alle misure di sicurezza di cui gli studi professionali si devono dotare; questa novità semplifica notevolmente l operatività dell utente esterno e azzera gli oneri organizzativi correlati alla gestione dei certificati di cifratura. Fanno debita eccezione, come esplicitamente previsto dal decreto legge 193/2009, i documenti contenenti dati sensibili, per i quali è previsto il download da un apposita area riservata e previa autenticazione forte; 8. Come fu suggerito dall allora CNIPA (parere n 70/2008), viene previsto che tutte le specifiche tecniche di maggior dettaglio siano emanate con normativa secondaria del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia, sentito il parere tecnico del CNIPA stesso e, per quanto di competenza, dell Autorità garante per la protezione dei dati personali; 9. Accrescere il ruolo del Consiglio Nazionale Forense, che diventa l unica interfaccia per il Ministero verso l avvocatura, semplificando notevolmente i flussi di trasmissione degli albi degli avvocati ai fini dell identificazione; 10. Revisione della parte riguardante i pagamenti telematici, al fine di dare un impulso decisivo a questa tematica, in linea con le strategie di DigitPA, con il quale è da tempo attivo un proficuo tavolo di lavoro. La nuova architettura del processo telematico prevede in generale una separazione logica tra i flussi di trasmissione di atti da e verso il professionista (veicolati tramite PEC), e tutti i servizi sincroni di accesso alle basi dati (fruibili attraverso il punto di accesso o il portale dei servizi telematici, previa autenticazione forte), come illustrato in figura: 9

11 Gestore di PEC Giustizia (GiustiziaCert) Gestore di PEC soggetto esterno Gestore dei servizi telematici Magistrato Registro generale indirizzi elettronici Punto di accesso Cancelliere o ufficiale giudiziario Registro informatizzato Fascicolo informatico Dominio Giustizia Portale dei servizi telematici Soggetto abilitato esterno Cittadino e impresa L architettura prevede una separazione tra i flussi di trasmissione di atti (da e verso il professionista), veicolati esclusivamente tramite PEC, e tutti i servizi sincroni di accesso alle basi dati, fruibili attraverso il punto di accesso o il Portale del Ministero, previa autenticazione forte. Nella trasmissione degli atti il livello di trasporto (dunque la PEC) è separato dal contenuto da trasportare, che rimane lo stesso previsto attualmente. A tal fine il gestore dei servizi telematici si interfaccia con il gestore di PEC di Giustizia al fine di gestire in automatico le caselle degli uffici giudiziari e degli UNEP; in questo modo viene preservata l attuale infrastruttura interna, con evidente risparmio di costi, e soprattutto non viene modificata l attuale operatività per il personale di cancelleria, che continua ad operare unicamente sui sistemi informatizzati di gestione dei registri (Segue): illustrazione dell articolato del DM n. 44/2011 Di seguito si riporta, articolo per articolo, una dettagliata illustrazione delle disposizioni del DM n. 44\2011 che hanno recepito le considerazioni riportate nei pareri emessi da DigitPA e dal Garante per la Protezione dei Dati Personali. Art. 1 (Ambito di applicazione) - Il decreto stabilisce le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (cd. CAD) in attuazione dell articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n.24, nonché il richiamo all art. 16, comma 4, del DPR 11/2/2005 n. 68, che prevede la possibilità di adottare, nell ambito del processo civile e penale, particolari disposizioni 10

12 per l utilizzo della PEC. Art. 2 (Definizioni) - L articolo 2 reca le definizioni, che sono state aggiornate a seguito delle intervenute modifiche normative e tecnologiche; in particolare vengono definiti i concetti di dominio giustizia, di portale dei servizi telematici, di gestore dei servizi telematici (al posto del gestore centrale e del gestore locale) e di posta elettronica certificata, come prevista dalle relative regole tecniche; le definizioni sono inoltre orientate all utilizzo della posta elettronica certificata. Il capo II del decreto riporta la descrizione e il funzionamento dei sistemi interni al dominio giustizia, rappresentati nella seguente figura: Gestore di PEC Giustizia (GiustiziaCert) Magistrato Gestore dei servizi telematici Registro generale indirizzi elettronici Cancelliere o ufficiale giudiziario Registro informatizzato Fascicolo informatico Dominio Giustizia Portale dei servizi telematici Art. 3 (Funzionamento dei sistemi del dominio giustizia) - Oltre al richiamo al CAD, al codice sulla privacy e al regolamento sulla tenuta dei registri informatizzati, viene disposto che il funzionamento e la gestione dei sistemi informatici del dominio giustizia venga curato dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia. Art. 4 (Gestore della posta elettronica certificata del Ministero della giustizia) - L articolo definisce che il Ministero della giustizia si avvale del proprio gestore di posta elettronica certificata previsto dal CAD e che gli indirizzi di PEC degli uffici giudiziari e degli UNEP sono pubblicati sul portale dei servizi telematici. Stabilisce altresì che per tutti i messaggi ricevuti, il gestore di PEC del Ministero restituisce sempre una ricevuta di avvenuta consegna breve. Art. 5 (Gestore dei servizi telematici) - L articolo stabilisce che il gestore dei servizi telematici entità che sostituisce gli attuali gestore centrale e gestore locale assicura l interoperabilità tra i sistemi informatici utilizzati dai soggetti abilitati interni (cancellieri, magistrati e segretari), il 11

13 portale dei servizi telematici e il gestore di PEC del Ministero. Art. 6 (Portale dei servizi telematici) - L articolo definisce il portale dei servizi telematici che: consente l accesso, a norma dell articolo 64 del CAD, da parte dell utente privato alle informazioni, ai dati e ai provvedimenti giudiziari, secondo quanto previsto dagli articoli 22 e 51, del codice per la protezione dei dati personali; mette a disposizione dei soggetti abilitati esterni i servizi di consultazione e di pagamento telematico; consente il download, sempre e solo ai soggetti abilitati, dei documenti che contengono dati sensibili oppure che eccedono le dimensioni della posta elettronica certificata; consente libero accesso alle informazioni e alla documentazione sui servizi telematici del dominio giustizia, alle raccolte giurisprudenziali e alle informazioni essenziali sullo stato dei procedimenti pendenti, disponibili in forma anonima. Art. 7 (Registro generale degli indirizzi elettronici) - L articolo definisce il registro generale degli indirizzi elettronici, che contiene i dati identificativi e l indirizzo di posta elettronica certificata dei soggetti abilitati esterni e degli utenti privati (questi ultimi ai fini di consentire le comunicazioni e le notificazioni alle parti costituite personalmente), e ne disciplina il caricamento per i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato, per i soggetti abilitati esterni non iscritti negli albi, per gli utenti privati; disciplina infine l accessibilità dello stesso registro. Art. 8 (Sistemi informatici per i soggetti abilitati interni) - L articolo definisce e disciplina l accesso ai sistemi informatici della cancelleria e della segreteria, che ai fini del decreto mettono a disposizione dei soggetti abilitati interni le funzioni di ricezione, accettazione e trasmissione dei dati e dei documenti informatici nonché di consultazione e gestione del fascicolo informatico. Art. 9 (Fascicolo informatico) - L articolo definisce e disciplina il fascicolo informatico, quale raccoglitore degli atti, dei documenti, delle loro copie elettroniche, delle ricevute della PEC, e dei dati del procedimento, da chiunque formati. L articolo declina in ambito processuale il principio della dematerializzazione espresso dagli articoli 12 e 20 del Codice dell Amministrazione Digitale, ossia che la tenuta e conservazione del fascicolo informatico equivale alla tenuta e conservazione del fascicolo d'ufficio su supporto cartaceo, fermi restando gli obblighi di conservazione dei documenti originali unici su supporto cartaceo previsto dal codice dell amministrazione digitale e dalla legislazione processuale vigente L articolo precisa infine che le specifiche tecniche (di cui all art. 34) definiranno le politiche e le procedure per il salvataggio dei log relativi alle attività di accesso al fascicolo informatico. Art. 10 (Infrastruttura di comunicazione) - L articolo stabilisce che il portale dei servizi telematici utilizza l'infrastruttura tecnologica resa disponibile nell'ambito di SPC per le comunicazioni con l esterno del dominio giustizia. Il capo III disciplina i flussi di trasmissione telematica di atti e documenti informatici, come sinteticamente illustrati nella seguente figura: 12

14 Gestore dei servizi telematici Gestore di PEC Giustizia (GiustiziaCert) Deposito atto Gestore di PEC soggetto esterno Magistrato Comunicazione/notificazione Soggetto abilitato esterno Cancelliere o ufficiale giudiziario Registro informatizzato Fascicolo informatico Registro generale indirizzi elettronici Dominio Giustizia Art. 11 (Formato dell atto del processo in forma di documento informatico) - L articolo stabilisce che l atto del processo in forma di documento informatico deve essere privo di elementi attivi (potenzialmente pericolosi, quali le macro) e deve essere redatto nei formati previsti dalle specifiche tecniche; stabilisce altresì che le informazioni strutturate, che alimentano in automatico i sistemi informatici, sono in formato XML. Art. 12 (Formato dei documenti informatici allegati) - L articolo stabilisce che i formati degli allegati, privi comunque di elementi attivi, verranno stabiliti nelle specifiche tecniche e che sono consentiti formati compressi. Art. 13 (Trasmissione dei documenti da parte dei soggetti abilitati esterni e degli utenti privati) - L articolo disciplina il flusso di deposito telematico di un atto di parte o dell ausiliario del giudice, che deve avvenire dall indirizzo di PEC del soggetto abilitato esterno (risultante dal registro generale degli indirizzi elettronici), all indirizzo di PEC dell ufficio destinatario. La busta telematica trasmessa attraverso la PEC può avere una dimensione massima stabilita con le regole tecniche previste dall articolo 34 e deve essere cifrata secondo modalità stabilite dalle medesime regole tecniche, onde consentire solo all ufficio destinatario l acceso ai dati ivi contenuti. Il momento della ricezione coincide con la data e l ora riportati nella ricevuta di avvenuta consegna (RdAC) emessa dal gestore di PEC del Ministero, la cui copia viene conservata nel fascicolo informatico per future verifiche; considerato tuttavia che la PEC è attiva 24 ore su 24 mentre l ufficio ricevente elabora la busta telematica in un successivo momento rispetto al rilascio della RdAC, onde evitare problemi legati ai termini processuali, il deposito si considera effettuato, a fini processuali, il giorno feriale immediatamente successivo quando la ricevuta è rilasciata dopo le ore 14. Oltre alla ricevuta standard della PEC (appunto la RdAC) il gestore dei servizi telematici restituisce al mittente due esiti: l esito dei controlli effettuati dal dominio giustizia; l esito dei controlli effettuati dagli operatori della cancelleria o della segreteria. Viene inoltre disciplinata la comunicazione alle controparti e la certificazione dei professionisti abilitati e dei soggetti abilitati esterni pubblici, che viene effettuata dal gestore dei servizi 13

15 telematici sulla base dei dati presenti nel registro generale degli indirizzi elettronici. La possibilità di procedere alla comunicazione prevista dall articolo 170, quarto comma, del codice di procedura civile mediante invio per posta elettronica certificata costituisce diretta applicazione della norma contenuta nell articolo 4, comma 2, del decreto legge 29 dicembre 2009, n. 193, che ha previsto che, in via generale, nel processo civile tutte le comunicazioni e notificazioni per via telematica si effettuano mediante posta elettronica certificata. Art. 14 (Documenti probatori e allegati non informatici) - L articolo disciplina l identificazione dei documenti probatori e degli allegati depositati in formato non elettronico, che dovranno essere digitalizzati dalla cancelleria o la segreteria dell ufficio giudiziario, in modo che vengano comunque inseriti nel fascicolo informatico. Art. 15 (Deposito dell atto del processo da parte dei soggetti abilitati interni) - L articolo disciplina la redazione in formato elettronico, la sottoscrizione digitale, la digitalizzazione dei documenti su supporto cartaceo e la conservazione nel fascicolo informatico dell atto del processo. Art. 16 (Comunicazioni per via telematica) - L articolo stabilisce la disciplina delle comunicazioni telematiche, che debbono avvenire via PEC dall indirizzo dell ufficio giudiziario all indirizzo del destinatario, indicato nel registro generale degli indirizzi elettronici, e che si intendono perfezionate nel momento in cui viene generata la RdAC da parte del gestore di PEC del destinatario, che viene conservata nel fascicolo informatico. Viene stabilito che - fermo quanto previsto dall articolo 20, comma 6 (che prevede l obbligo per il titolare della caselle di PEC di verificare la disponibilità di spazio per ricevere i messaggi, anche in considerazione della ricezione automatica di messaggi relativi al progressivo riempimento della medesima casella) e salvo il caso fortuito o di forza maggiore - l avviso di mancata consegna produce gli effetti di cui all art. 51, comma 3 del decreto legge 5 giugno 2008 n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni. La disposizione da ultimo illustrata (art. 16, comma 4) è tesa a regolare le ipotesi di mancata consegna del messaggio per cause indipendenti dal mittente. Tenendo presente le caratteristiche del sistema di PEC, i casi di mancata consegna possono dipendere unicamente da: a) indisponibilità funzionale del gestore di PEC. Si tratta di un'eventualità estremamente remota, visto che il gestore PEC deve assicurare un elevato livello di servizio e che il mittente rinuncia all'invio solo dopo 24 ore di tentativi; b) presenza di virus. Si tratta di una ipotesi impossibile poiché i documenti che provengono dal dominio giustizia non possono essere portatori di virus; c) casella piena. In questo caso l'avviso di mancata consegna viene subito restituito al mittente (l ufficio giudiziario). Oltre alle ipotesi di caso fortuito o forza maggiore, in grado di salvaguardare le ipotesi a) e b), il caso c) richiede una disciplina specificata volta ad evitare che il destinatario si ponga nelle condizioni di non ricevere i messaggi consentendo (volontariamente o negligentemente) un riempimento totale. Per fare fronte a tale evenienza è stato previsto (art. 20) che l utente si doti di un servizio automatico che avvisi l utente dell imminente saturazione dello spazio disco a disposizione della casella e controlli con regolarità la casella al fine di verificare la 14

16 disponibilità di spazio sufficiente per ricevere messaggi. Come espressamente previsto dal decreto-legge n. 193/2009, la comunicazione che contiene dati sensibili è effettuata per estratto con contestuale messa a disposizione dell atto integrale nell apposita area del portale dei servizi telematici; in questo caso la comunicazione si intende perfezionata il giorno feriale successivo al momento in cui viene generata la RdAC da parte del gestore di PEC del destinatario. Art. 17 (Notificazioni per via telematica) - L articolo disciplina le notificazioni telematiche eseguite al di fuori dei casi previsti dall articolo 51, del d.l. n. 112/2008 (notifica diretta dall ufficio giudiziario via PEC); queste vengono effettuate a cura dell UNEP secondo le modalità definite nell art. 16, eventualmente sulla base di richieste inviate telematicamente dall ufficio giudiziario, dai difensori e dagli altri soggetti che richiedono le notificazioni. Viene stabilito che il sistema informatico dell UNEP recupera l indirizzo di PEC del destinatario dal registro generale degli indirizzi elettronici, dal registro delle imprese o dagli albi o elenchi costituiti per legge e che eseguita la notificazione trasmette per via telematica, a chi ha richiesto il servizio, il documento informatico con la relazione di notificazione, sottoscritta con firma digitale e congiunta all'atto cui si riferisce, nonché le ricevute di PEC. Art. 18 (Notificazioni per via telematica tra avvocati) - L articolo disciplina le notificazioni telematiche tra avvocati, coerentemente con la normativa in vigore a riguardo; la notifica telematica si intende perfezionata nel momento in cui viene generata la RdAC da parte del gestore di PEC del destinatario. L articolo costituisce applicazione della norma contenuta nell articolo 4, comma 2, del decreto legge 29 dicembre 2009, n. 193, che ha previsto che, in via generale, nel processo civile tutte le comunicazioni e notificazioni per via telematica si effettuano mediante posta elettronica certificata. Con la medesima modalità avviene anche la comunicazione delle memorie prevista dall articolo 170, comma quarto, del codice di procedura civile, allorquando effettuata mediante notificazione per via telematica, e la parte contumace ha diritto a prendere visione degli atti del procedimento, accedendo sia tramite punto di accesso che tramite il portale dei servizi telematici, a seconda del ruolo. Art. 19 (Disposizioni particolari per la fase delle indagini preliminari) - Questo articolo introduce disposizioni particolari da applicarsi nella fase delle indagini preliminari, quindi in ambito penale. In particolare è previsto che le comunicazioni tra l ufficio del pubblico ministero e gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria avvengano su canale sicuro protetto da un meccanismo di crittografia; le relative specifiche tecniche dovranno assicurare l identificazione dell autore dell accesso e la tracciabilità delle relative attività, anche mediante l utilizzo di misure di sicurezza ulteriori rispetto a quelle previste dal disciplinare tecnico di cui all allegato B del codice in materia di protezione dei dati personali. Le comunicazioni seguono il flusso stabilito all articolo 16, ma in questo ambito viene utilizzato il sistema di PEC delle Forze di Polizia, quindi un sistema chiuso e altamente sicuro, i cui indirizzi di 15

17 sono resi disponibili soltanto agli interessati. Si stabilisce, per uniformità, che l atto del processo in forma di documento informatico deve essere privo di elementi attivi (potenzialmente pericolosi, quali le macro), deve essere redatto nei formati previsti dalle specifiche tecniche, deve essere protetto da meccanismi di crittografia e sottoscritto con firma digitale; stabilisce altresì che le informazioni strutturate, che alimentano in automatico i sistemi informatici, sono in formato XML. Sono, inoltre, richiamate le disposizioni dettate per la tenuta del fascicolo informatico che vengono integrate da puntuali disposizioni rivolte a garantire la riservatezza degli atti processuali della fase e dell accesso ad essi fino alla sua conclusione. Viene infine disciplinata la trasmissione telematica dei dati sintetici delle notizie di reato e dei relativi esiti tra il CED del Servizio per il Sistema Informativo Interforze e le Procure della Repubblica, dove sono utilizzate le infrastrutture di connettività delle pubbliche amministrazioni che consentono una interconnessione tra le Amministrazioni; questa architettura conferisce il massimo grado di riservatezza e autenticità della trasmissione. Viene da ultimo assicurata la massima riservatezza dei dati contenuti nel sistema dei registri penali per la fase delle indagini preliminari, mediante la previsione della collocazione in strutture informatiche di livello distrettuale idonee ad assicurare, sotto la vigilanza dei vertici della magistratura requirente del distretto, i più alti standard di sicurezza. Art. 20 (Requisiti della casella di PEC del soggetto abilitato esterno) - L articolo definisce i requisiti della casella di PEC degli utenti esterni in termini di software antispam, antivirus, dimensione minima (per minimizzare problemi di casella piena). Si stabiliscono inoltre delle prescrizioni per il soggetto esterno in termini di conservazione delle RdAC dei messaggi trasmessi al dominio giustizia e, relativamente allo spazio della casella di PEC (che in caso sia piena determinerebbe una mancata consegna di eventuali comunicazioni o notificazioni telematiche), si richiede che il titolare della PEC si doti di un servizio automatico che avvisi l utente dell imminente saturazione dello spazio disco a disposizione della casella, e che controlli con regolarità la casella al fine di verificare la disponibilità di spazio sufficiente per ricevere messaggi. Per agevolare l attività degli ordini professionali, tenuti a gestire l indirizzario delle PEC dei propri iscritti, nonché per minimizzare gli impatti soprattutto organizzativi per il Ministero e il CNF, viene inoltre previsto che la modifica dell indirizzo elettronico possa avvenire solamente in due finestre temporali (dall 1 al 31 gennaio e dall 1 al 31 luglio), salvo che la modifica dell indirizzo si renda necessaria per cessazione dell attività da parte del gestore di PEC. I soggetti abilitati esteri potrebbero, infatti, cambiare l indirizzo di PEC con frequenza particolarmente ravvicinata, creando problemi soprattutto organizzativi agli uffici giudiziari, che non avrebbero la certezza di corrispondere con un indirizzo attivo, e al CNF, che sarebbe costretto a modifiche quotidiane di migliaia di utenze (analoga complessità ricadrebbe sui singoli ordini circondariali). Art. 21 (Richiesta delle copie di atti e documenti) - L articolo disciplina il rilascio telematico della copia semplice o autenticata che può avvenire previa verifica del regolare pagamento dei diritti previsti tramite invio degli atti e dei documenti richiesti all indirizzo di PEC del richiedente. - Come per le comunicazioni e notificazioni telematiche, l atto o il documento che contiene dati sensibili o 16

18 di grandi dimensioni viene messo a disposizione nell apposita area del portale dei servizi telematici. Il capo IV disciplina la consultazione per via telematica delle informazioni, come sinteticamente illustrati nella seguente figura: Gestore dei servizi telematici Punto di accesso Registro informatizzato Fascicolo informatico Dominio Giustizia Portale dei servizi telematici Applicazione esterna Soggetto abilitato o utente esterno Art. 22 (Servizi di consultazione) - Questo articolo stabilisce che i servizi di consultazione delle informazioni, rese disponibili dal dominio giustizia, sono acceduti tramite un punto di accesso o tramite il portale dei servizi telematici. Art. 23 (Punto di accesso) - L articolo stabilisce chi tra soggetti pubblici e privati può attivare un punto di accesso, quale qualità dei servizi deve assicurare, che è soggetto a vigilanza da parte del Ministero. Art. 24 (Elenco pubblico dei punti di accesso) - L articolo istituisce l elenco pubblico dei punti di accesso, attivo presso il Ministero della giustizia. Art. 25 (Iscrizione nell elenco pubblico dei punti di accesso) - L articolo stabilisce le modalità di iscrizione di un soggetto pubblico o privato all elenco pubblico dei punti di accesso, che avviene a seguito di provvedimento motivato, nel quale viene prevista una delega esplicita riguardo la responsabilità del processo di autenticazione dei soggetti abilitati. Art. 26 (Requisiti di sicurezza) - L articolo definisce i requisiti di sicurezza relativi alla consultazione delle informazioni, che prevedono l autenticazione sul punto di accesso o sul portale dei servizi telematici, l instaurazione di un canale sicuro tra punto di accesso dotato di piano per la sicurezza, depositato unitamente all istanza di iscrizione nell elenco pubblico e approvato dal Ministero e portale dei servizi telematici. Art. 27 (Visibilità delle informazioni) L articolo stabilisce i criteri di visibilità, da parte dei soggetti abilitati esterni, delle informazioni contenute nei registri informatizzati e nei fascicoli digitali dei 17

19 singoli procedimenti giudiziari in funzione del ruolo dell utente che vi accede (tramite punto di accesso o portale servizi telematici). Ossia: a) il soggetto abilitato esterno accede ai procedimenti in cui è costituito o in cui svolge attività di esperto o ausiliario (nel limite dell incarico ricevuto e della autorizzazione concessa dal giudice); b) l utente privato accede ai procedimenti in cui è parte; c) gli avvocati e i procuratori dello Stato accedono ai procedimenti in cui è parte una pubblica amministrazione la cui difesa in giudizio è stata assunta dal soggetto che effettua l accesso (come espressamente richiesto nel succitato parere del Garante Privacy). È inoltre disciplinato il caso di accesso alle informazioni minime necessarie per la costituzione o l intervento in giudizio, in modo tale da garantire la riservatezza (in particolare relativamente ai nomi delle parti) e comunque ai soli fini di conoscere i dati identificativi del procedimento (numero di ruolo, giudice designato e data effettiva della prima udienza). Nel concreto si consente una ricerca (con massimo tre tentativi) limitata alle iniziali dell attore e del convenuto, indicando obbligatoriamente la data di udienza riportata nell atto introduttivo del giudizio: il risultato riporta unicamente il numero di ruolo, il giudice e la data effettiva della prima udienza. È infine disciplinato l accesso su delega. Art. 28 (Registrazione dei soggetti abilitati esterni e degli utenti privati) - L articolo stabilisce che, ai fini dell accesso in consultazione, occorre la registrazione presso un punto di accesso autorizzato o presso il portale dei servizi telematici. Art. 29 (Orario di disponibilità dei servizi di consultazione) - L articolo stabilisce gli orari di disponibilità dei servizi di consultazione, che dipendono dalla disponibilità del portale dei servizi telematici. Art. 30 (Pagamenti) - L articolo stabilisce che il pagamento del contributo unificato e degli altri diritti e spese sia effettuato nelle forme previste dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 ( testo unico delle spese di Giustizia ) e che il pagamento può essere effettuato per via telematica con le modalità e gli strumenti previsti dallo stesso D.P.R. e dalle altre disposizioni normative e regolamentari relative al riversamento delle entrate alla Tesoreria dello Stato. Prevede inoltre che la ricevuta e la attestazione di pagamento o versamento sia allegata alla nota di iscrizione a ruolo o ad altra istanza inviata all ufficio giudiziario e che, se il pagamento è effettuato con sistemi non telematici, gli estremi di identificazione della disposizione di pagamento vengano trasmessi con modalità telematiche (la ricevuta e la attestazione di pagamento o versamento su supporto cartaceo è conservata dall interessato per essere esibita a richiesta dell ufficio). Art. 31 (Diritto di copia) - L articolo stabilisce che il difensore nella richiesta di copia può chiedere l indicazione dell importo del diritto corrispondente che gli è comunicato ( senza ritardo e con mezzi telematici) dall ufficio giudiziario. Alla richiesta di copia è associato un numero identificativo che, in caso di pagamento dei diritti di copia non contestuale, viene evidenziato nel fascicolo informatico per consentire il versamento secondo le modalità previste dal D.P.R. 30 maggio 2002, 18

20 n Art. 32 (Registrazione, trascrizione e voltura degli atti) - L articolo stabilisce che la registrazione, la trascrizione e la voltura degli atti avvengono, in via telematica, nelle forme previste dall articolo 73 del D.P.R. 30 maggio 2002, n.115. Art. 33 (Pagamento dei diritti di notifica) - L articolo prevede che il pagamento dei diritti di notifica venga effettuato nelle forme previste dall articolo 30 e disciplina le modalità per gli UNEP. Art. 34 (Specifiche tecniche) - L articolo stabilisce che le specifiche tecniche pubblicate nell area pubblica del portale dei servizi telematici sono stabilite dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia, sentito DigitPA e, limitatamente ai profili inerenti alla protezione dei dati personali, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, e che fino alla loro emanazione continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, le disposizioni anteriormente vigenti. La previsione dell adozione delle specifiche di maggior dettaglio con apposito atto amministrativo generale risponde all esigenza di garantire un rapido adeguamento delle tipologie dei documenti informatici, e delle caratteristiche tecniche delle procedure di collegamento, dei sistemi di crittografia, delle policy e dei supporti di backup alla estrema rapidità dell evoluzione tecnologica nei settori di riferimento, così come auspicato da DigitPA ed in linea alla analoga strutturazione della gerarchia delle fonti normative ed amministrative indicata dal codice dell amministrazione digitale. Art. 35 (Disposizioni finali e transitorie) - Viene stabilito, come già avviene ora, che l attivazione della trasmissione dei documenti informatici è preceduta da un decreto dirigenziale che accerta l installazione e l idoneità delle attrezzature informatiche, unitamente alla funzionalità dei servizi di comunicazione dei documenti informatici nel singolo ufficio. Viene inoltre conferita validità all attuale indirizzo elettronico ossia la casella di PEC esclusiva del processo telematico fino ad un periodo di sei mesi dall entrata in vigore del decreto (e quindi fino al 18 novembre 2011), in modo da consentire un congruo periodo di transizione, oltre che il completamento dei sistemi da parte dell amministrazione della giustizia. Si stabilisce poi che anche l attivazione dell indirizzo di posta elettronica certificata del singolo ufficio è stabilita con decreto dirigenziale del responsabile S.I.A. del Ministero della giustizia, che attesta la funzionalità del sistema di posta elettronica certificata del Ministero stesso. Art. 36 (Adeguamento delle regole tecnico-operative) - L articolo stabilisce la cadenza almeno biennale dell aggiornamento delle regole tecniche. Art. 37 (Efficacia) - L articolo sancisce che il decreto acquista efficacia il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e dalla stessa data sostituisce il decreto delle attuali regole tecniche. Dalla medesima data cessano di avere efficacia, limitatamente al solo processo civile, la regolamentazione contenuta nel D.P.R. n. 123/2001 e nel decreto del Ministro della giustizia 17 luglio 2008, in virtù del meccanismo di abrogazione previsto dall articolo 4, commi 1 e 2 del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 19

21 febbraio 2010 n (Segue): le specifiche tecniche previste dall art. 34 del Regolamento n. 44\2011 Il Responsabile SIA ha, quindi, emanato in data 18 luglio 2011 (GU n. 175 del 29 luglio 2011) il provvedimento dirigenziale contenente le Specifiche Tecniche previste dall art. 34 del citato Regolamento n. 44\2011, dando con tale atto concreta attuazione alle previsioni normative primarie e secondarie dianzi citate. Il provvedimento in questione, che ha ricevuto i positivi pareri emessi da DigitPA e dal Garante per la Protezione dei Dati Personali, detta le disposizioni tecniche di dettaglio necessarie all attivazione, nel settore civile e in quello penale, dei flussi di comunicazione elettronica, prevedendo, altresì, l adozione dei modelli informatici degli atti processuali del giudice, del cancelliere e delle parti (Segue): il regolamento concernente la tipologia e le modalità di estrazione, raccolta e trasmissione dei dati statistici Come si è detto, su impulso del Responsabile SIA, l Ufficio Legislativo ha individuato alcuni interventi normativi che hanno poi condotto all emanazione dell art. 4, decreto legge n. 193\2009. Tra detti interventi merita particolare menzione la previsione contenuta nell articolo 4, comma 10, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010, n.24, che concerne l adozione di un regolamento, nella forma del decreto ministeriale, per disciplinare la tipologia e le modalità di estrazione, raccolta e trasmissione dei dati statistici dell'amministrazione della giustizia all'archivio informatico centralizzato. Il Regolamento, predisposto dall Ufficio Legislativo, d intesa tra con la DGSIA e la DGSTAT, è in corso di emanazione. Le disposizioni normative predisposte prevedono, tra l altro, che la raccolta ed estrazione dei dati statistici è effettuata, direttamente ed in modo automatico, mediante l utilizzo dei sistemi informatici delle attività giurisdizionali ed amministrative del Ministero della giustizia. Le modalità operative di estrazione e raccolta dei dati statistici sono stabilite dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati, d intesa con il responsabile del sistema statistico (DGSTAT). I dati personali delle parti private sono resi anonimi mediante procedure automatizzate. Le disposizioni normative dianzi citate, di cui una già entrata in vigore, hanno consentito di avviare la realizzazione della Banca dati centralizzata per le statistiche Datawarehouse, di cui si dirà nell apposito paragrafo. 20

22 2.2. IL RUOLO DI CONSIP S.p.A. Con il decreto legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24, all art. 4 comma 7, il legislatore ha individuato in CONSIP S.p.A. (società a capitale interamente pubblico) un partner tecnologico qualificato per supportare ulteriormente l'attuazione delle iniziative in tema di digitalizzazione dell'amministrazione della giustizia e le ulteriori attività di natura informatica del Ministero della giustizia. La Commissione europea, interpellata in attuazione di quanto previsto dallo stesso art. 4, comma 7 del d.l. n. 193/2009, ha ritenuto la disposizione compatibile con il diritto europeo in materia di appalti pubblici. La CONSIP opera nell esclusivo interesse dello Stato con l obiettivo di: - internalizzare le conoscenze specialistiche su organizzazione, processi e sistemi informativi dell Amministrazione; - esternalizzare per quanto possibile le fasi realizzative dei progetti attraverso un adeguato ricorso al mercato, nel rispetto delle regole nazionali e comunitarie; - promuovere l innovazione e il cambiamento nella Pubblica Amministrazione attraverso l utilizzo delle tecnologie dell informazione. La convenzione tra il Ministero della Giustizia e la CONSIP (stipulata in data 25 novembre 2010, registrata alla Corte dei Conti in data 27 aprile 2011) è finalizzata - sulla base dei principi e dei profili già definiti nella convenzione in materia informatica stipulata tra il MEF, la Corte dei Conti e la CONSIP ed opportunamente ritagliati sulle esigenze specifiche dell Amministrazione della giustizia - a supportare e contribuire alla razionalizzazione, ottimizzazione ed evoluzione delle infrastrutture, delle applicazioni e dei sistemi ICT dell Amministrazione della Giustizia, secondo un modello operativo caratterizzato da logiche di sinergia, complementarietà e specializzazione delle competenze. Su questa base pertanto gli obiettivi di natura strategica sono riconducibili all esigenza di evoluzione dei sistemi informativi e delle soluzioni ad oggi in uso presso il Ministero della Giustizia al fine di: aumentare il livello di informatizzazione e automazione dei processi interni dell Amministrazione (estendere il supporto dei sistemi informativi a processi o parti di processo attualmente non supportati da soluzioni informatiche); aumentare il livello di dematerializzazione della documentazione e dei dati generati e gestiti dall Amministrazione; aumentare il livello di integrazione tra le dotazioni infrastrutturali e applicative dell Amministrazione attraverso iniziative di razionalizzazione (system integration, data migration, etc.); aumentare il livello di innovazione ed efficacia delle soluzioni informatiche attraverso iniziative di sviluppo applicativo e infrastrutturale; aumentare il livello di sicurezza ICT dei sistemi e delle basi dati gestite 21

23 dall Amministrazione. Dal punto di vista dell attuazione degli obiettivi, la CONSIP è strutturata in modo da ricorrere al mercato nella misura maggiore possibile per quanto attiene alle fasi realizzative dei progetti, massimizzando i benefici economici ottenibili dalla più ampia attivazione di meccanismi di libera e trasparente concorrenza, nel rispetto dei livelli di servizio richiesti dall Amministrazione e nei limiti imposti dall Amministrazione stessa. Questo modello di funzionamento consente all Amministrazione di utilizzare CONSIP, ove necessario e appropriato, anche come canale di accesso al mercato per acquisire servizi da essa stessa direttamente utilizzati 2.3. IL QUADRO FINANZIARIO A partire dall esercizio 2008, coerentemente con le sempre più pressanti spinte compressive di finanza pubblica, si è progressivamente assistito ad una significativa riduzione delle assegnazioni di bilancio per la gestione dei sistemi informativi della Giustizia registrandosi nel 2009 una contrazione rispetto al 2008 del 30%. Ciò, se da un lato ha comportato una marcata e più attenta focalizzazione sugli aspetti di pianificazione strategica e programmazione delle attività, evitando inutili diseconomie e concentrandosi maggiormente sugli aspetti di integrazione dei sistemi con inevitabili ricadute positive in termini di economicità nella conduzione degli stessi, dall altro lato ha altresì avviato un continuo processo di riorientamento degli obiettivi derivante dalle contraddittorie scelte di finanza pubblica, con un quadro degli interventi in continuo divenire e non sempre chiaro. Ci si riferisce in particolar modo al costante disallineamento temporale tra assegnazioni di inizio esercizio finanziario (gennaio) e variazioni di assestamento ad esercizio oramai sostanzialmente concluso (ottobre\novembre), che non ha consentito alle amministrazioni, nella gestione corrente, scelte lineari e percorsi ben definiti lungo tutto l arco temporale. L analisi del consuntivo 2008 sulle attività e le spese, effettuata a inizio mandato nel secondo trimestre 2009, aveva evidenziato le seguenti necessità: 1. ridurre la spesa corrente con particolare riferimento alle spese di gestione dei sistemi (spesa complessiva 2008 per l ICT pari a migliaia di euro di cui riferibili ad attività / servizi di gestione e ad attività / servizi di sviluppo); 2. rendere completamente disponibili a tutti gli utenti finali i notevoli volumi di software applicativo prodotti ma non ancora rilasciati; 3. consolidare i numerosi centri di elaborazione dati, centrali e locali, al fine di conseguire consistenti risparmi nella loro gestione, incrementare i livelli di sicurezza, migliorare l integrazione reciproca, omogeneizzare le configurazioni hardware e software; 4. razionalizzare il governo dei numerosi fornitori che operavano spesso con attivazione ed 22

24 indirizzamento diretto da parte degli Uffici e che risentivano della carenza di un coordinamento generale degli obiettivi e delle iniziative. Gli interventi effettuati nel corso di questo triennio hanno principalmente riguardato sia interventi di sviluppo sul piano tecnico (applicativo e infrastrutturale), sia su quello organizzativo e quello propriamente, come si diceva all inizio, della programmazione e controllo delle attività nel loro insieme. In particolare si è proceduto ad una revisione del Piano delle attività sulle seguenti linee guida: 1. Assicurare la gestione corrente; 2. Diffondere il più possibile i sistemi che hanno subito evoluzioni non ancora rese disponibili agli utenti al fine di valorizzare gli investimenti effettuati; 3. Indirizzare gli sviluppi futuri secondo le seguenti priorità: a. Razionalizzazione delle infrastrutture e dei servizi di comunicazione ed elaborazione; b. Apertura dei sistemi all esterno (cittadini, operatori della giustizia, altre amministrazioni, altri enti, ); c. Centralizzazione di piattaforme applicative (es. gestione documentale); d. Ricorso al riuso (attraverso DigitPA ed altre istituzioni). In considerazione delle esigue attribuzioni di bilancio 2009 pari a per spese di gestione, e delle sempre minori dotazioni anche per il 2010 e 2011 (cfr. tabelle successivo), la DGSIA ha identificato i seguenti criteri da utilizzare come driver per l indirizzamento delle attività informatiche: 1. Valorizzazione degli investimenti già effettuati attraverso la messa a disposizione di tutti gli utenti dei servizi già sviluppati ma non rilasciati (diffusione delle applicazioni); 2. Assegnazione di alta priorità realizzativa agli interventi previsti dal protocollo d intesa fra il Ministro della Giustizia e il Ministro dell Innovazione e della Pubblica Amministrazione, salvaguardando ed anzi efficientando i sistemi gestionali correnti; 3. Definizione ed approntamento di piani tecnico-economici e finanziari (annuali e pluriennali) per la pianificazione ed il controllo delle attività informatiche, la definizione delle priorità operative, l utilizzo ottimale di tutte le risorse disponibili (umane e finanziarie) e l assunzione di decisioni integrate e coordinate; 4. Censimento ed analisi dei principali contratti esistenti al fine di definire una nuova strategia di accesso al mercato, sì da mettere a fattor comune le esigenze dell Amministrazione della Giustizia, di innalzare il livello qualitativo delle forniture, aumentare l integrazione funzionale dei sistemi e, nel contempo, conseguire risparmi anche attraverso il ricorso a procedure di gara europee; 5. Consolidamento e razionalizzazione dei centri di elaborazione dati, centrali e periferici; 6. Riduzione progressiva del piano dei fabbisogni SPCoop Lotto 1 attraverso la razionalizzazione delle risorse elaborative, la presa in carico da parte dei CISIA dei sistemi di 23

25 interesse esclusivamente locale e la progressiva implementazione del modello di gestione remota previsto da DigitPA; 7. Conferimento al fornitore di SPCoop Lotto1 dei servizi di assistenza applicativa, in precedenza erogati tramite contratti ad hoc, con l obiettivo di un risparmio economico e di una razionalizzazione dell erogazione del servizio. Nel prosieguo del documento, a partire dall analisi del contesto economico finanziario, ci soffermeremo sulle singole aree di interesse soggette agli interventi di innovazione tecnologica negli anni , verificandone il progressivo evolversi nel complesso divenire del sistema Giustizia (Segue): raffronto temporale spesa 2009/2011 Come meglio specificato nella sezione introduttiva, a partire dal 2009 è stata impressa una sostanzialmente inversione di tendenza nella gestione della ICT di questa Amministrazione che ha portato ad una riduzione strutturale dei costi e all incremento dei servizi erogati e dei risultati ottenuti. Questa inversione di tendenza è stata ottenuta: 1. mediante ridimensionamento delle attività a seguito dei continui tagli lineari operati dal MEF alla costante rincorsa del perseguimento degli obiettivi di stabilità; 2. internalizzando molte attività gestionali che erano in precedenza svolte da fornitori esterni; 3. adottando una politica gestionale accorta e lungimirante in ordine alla riduzione dei costi di gestione che, è bene ricordarlo (cfr. in tal senso tabelle allegate al presente ), si attestano stabilmente su una media di circa il 65% della spesa globale relativa al periodo precedente. Come si evince dal grafico seguente, dal 2008 l andamento lineare della curva registra una consistente variazione negativa pari all ordine del 30% circa. Si passa da una spesa di gestione nel 2008 approssimativamente di k, ad una (preconsuntivo 2011) di circa k. 24

26 Valori , ,00 Spese di Gestione e Manutenzione ICT , , , , , , , ,00 - Periodo Figura 1 Spese di gestione e manutenzione anni Tale positivo risultato è da ascriversi principalmente alle politiche di razionalizzazione, consolidamento ed integrazione dei sistemi. Nel prosieguo del documento saranno in dettaglio esaminati ed illustrati, per ogni singola area tematica di riferimento, la numerosità degli interventi avviati, che danno il senso non soltanto dello sforzo progettuale tendente al completamento dei progetti pregressi, ma anche di nuove linee di intervento tendenti all ammodernamento complessivo del sistema Giustizia. Nelle tabelle e grafici che seguono, viene rappresentata la ripartizione tra spese di sviluppo e spese di gestione. Il rapporto, come summenzionato, è di circa i ¾ della spesa globale ad appannaggio della sola componente di gestione. Nei tre anni presi a riferimento sostanzialmente il quadro è immutato; ciò che invece non può dirsi per ciò che concerne gli stanziamenti di bilancio e quindi la capacità effettiva di spesa che subisce un decisivo decremento pari a circa il 30% dal 2008 al

27 Anno 2009 % SPESE DI GESTIONE % SPESE DI SVILUPPO % TOTALE % Tabella 1 - Raffronto spese di sviluppo/spese di gestione anno 2009 Figura 2 - Raffronto spese di sviluppo/spese di gestione anno

28 Anno 2010 % SPESE DI GESTIONE % SPESE DI SVILUPPO % TOTALE % Tabella 2 - Raffronto spese di sviluppo/spese di gestione anno 2010 Figura 3 - Raffronto spese di sviluppo/spese di gestione anno

29 Anno 2011 % SPESE DI GESTIONE % SPESE DI SVILUPPO % TOTALE % Tabella 3 - Raffronto spese di sviluppo/spese di gestione situazione al 15/10/2011 Figura 4 - Raffronto spese di sviluppo/spese di gestione situazione al 15/10/

30 3. INTERVENTI ICT 3.1. SETTORE CIVILE L obiettivo in questo settore è stato quello di completare la diffusione delle applicazioni e dei sistemi in tutti gli uffici giudiziari di 1 e 2 grado, consolidando l infrastruttura e rendendo attivabili ovunque i servizi telematici, la cui diffusione è stata notevolmente incrementata durante il periodo in esame. Il sistema dell area civile è composto di un infrastruttura software, installata su sale server interdistrettuali, che rende disponibili via web gli strumenti di lavoro a tutti gli utenti interni (magistrati, cancellieri, ufficiali giudiziari e tecnici), e un infrastruttura di interoperabilità con gli utenti esterni (professionisti, privati e imprese). La figura che segue riporta lo schema dei sistemi: Sistemi di gestione dei registri e fascicolo informatico Nel periodo i sistemi di gestione dei registri (SICID per la cognizione e SIECIC per le esecuzioni) sono stati installati nel 100% degli uffici giudiziari di 1 e 2 grado, partendo da un livello di diffusione del 12% del SICID e del 40% del SIECIC. Mai, nell amministrazione della 29

31 giustizia, si era raggiunta una diffusione del 100% di un software nazionale. Per i giudici di pace il sistema gestionale (SIGP) è disponibile in 220 uffici (72% delle sedi circondariali); entro l anno è previsto il completamento della diffusione in tutte le 165 sedi circondariali. Si tratta di applicazioni web-based, realizzate in linguaggio Java, progettate per rendere facilmente fruibili le funzionalità di work-flow finalizzate a gestire le ritualità, gli stati e gli eventi. I dati contenuti e gestiti nei sistemi di gestione dei registri costituiscono l ossatura delle informazioni su cui si basano i servizi di rilevazione statistica nonché tutti i servizi telematici, descritti nel seguito. A questi è collegato il repository documentale, ossia il sistema che gestisce il fascicolo informatico, contenente gli atti in formato elettronico e le ricevute di posta elettronica certificata. Recentemente è stato completato il sistema che permette il passaggio automatico dei dati tra gli uffici di 1 e 2 grado, evitando a questi ultimi la ri-digitazione dei dati. È stato infine realizzato il sistema di gestione degli uffici NEP, denominato GSU, diffuso in alcune sedi del sud Italia, per il quale è in corso di realizzazione il collegamento con l infrastruttura telematica, finalizzato a consentire all utente esterno di richiedere telematicamente una notifica e ricevere la relazione di notificazione in formato elettronico, come previsto dall art. 149 bis c.p.c Strumenti per il magistrato Nel corso del biennio in esame è stato date forte impulso al miglioramento e alla diffusione degli strumenti per il giudice civile, con particolare riferimento alla consolle del magistrato, un applicazione anch essa in tecnologia web (java) che permette al singolo magistrato di gestire ed organizzare il proprio ruolo, di visualizzare gli atti del fascicolo informatico, di prendere appunti, di redigere i provvedimenti e di depositarli telematicamente in cancelleria. È stata inoltre realizzata e diffusa un applicazione light, denominata MAGOffice, limitata alle funzioni di redazione e di deposito telematico, integrata in Microsoft Word. Entrambi gli strumenti permettono il lavoro e il deposito dei provvedimenti da fuori ufficio, attraverso una connessione internet su canale sicuro. Al momento sono oltre 600 i magistrati che fanno uso di questi strumenti Sistema statistico civile Il sistema statistico permette di compilare in automatico i moduli previsti dalla DGSTAT, correggendo eventuali incongruenze rilevate sui dati nei registri. Lo stesso sistema rende disponibili ai magistrati una nutrita serie di report di analisi, denominate 30

32 funzioni informative del magistrato (FIM), che sono state migliorate nel corso del 2010 al fine di rendere più dinamici i report principali. Le FIM sono fruibili direttamente dalla consolle del magistrato e sono segmentate per presidente capo dell ufficio, presidente di sezione e singolo magistrato, in modo da fornire dati a tutti e tre livelli al fine di operare analisi gestionali. Il completamento delle attività nel settore statistico prevede la realizzazione, della quale si dirà al paragrafo Banca dati centralizzata per le statistiche - Datawarehouse, del Datawarehouse Civile (DWHGC) Servizi Telematici: utenti abilitati Nel biennio è stata completata e consolidata l infrastruttura telematica, che rende disponibili i servizi telematici descritti nel seguito per tutti gli uffici giudiziari ai seguenti professionisti e agli enti registrati. Il livello di diffusione di servizi a valore aggiunto ad utenti esterni della giustizia ha raggiunto proporzioni di assoluta rilevanza: oltre avvocati accedono on line dallo studio ai dati dei processi civili di tutta Italia. La tabella che segue mostra in dettaglio le tipologie di utenti collegati: Tipologia utente telematici Avvocato Avvocatura dello stato Enti pubblici 270 Consulenti tecnici Notai 184 TOTALE Gli utenti esterni abilitati (avvocati), che prima del 2009 erano solo 1.321, hanno subito notevoli incrementi nel corso del biennio, raggiungendo al 18/11/2011 la cifra finale di , con questo andamento temporale: 31

33 Il passaggio alla posta elettronica certificata (PEC), resa obbligatoria nel processo civile dal 19 novembre 2011 a seguito dell entrata in vigore del DM n. 44\2011, ha comportato, in pochissimi giorni, il raggiungimento di circa utenti abilitati esterni, censiti e collegati alla data del 28/11/2011, con un incremento pari al 250 %; attualmente sono disponibili gli indirizzi elettronici PEC di circa avvocati italiani e il numero cresce quotidianamente Servizi Telematici: consultazione registri e fascicolo Il servizio consente di consultare via internet, ed in tempo reale, i registri di cancelleria e i documenti elettronici inseriti nel fascicolo informatico di tutti gli uffici giudiziari, evitando agli utenti esterni code allo sportello e risparmiando personale di cancelleria impiegato a fornire informazioni. Il sistema è stato recentemente evoluto per consentire l accesso anche da parte di aziende e cittadini Servizi Telematici: deposito degli atti Questo servizio consente all avvocato o al consulente tecnico di depositare telematicamente dallo studio gli atti di parte e dell ausiliario del giudice, utilizzando l infrastruttura telematica, che è stata recentemente adeguata allo standard della posta elettronica certificata, come disciplinato dal D.M. 21 febbraio 2011 n. 44 e dalle relative specifiche tecniche. Il deposito telematico degli atti, firmati digitalmente e chiusi all interno di una busta elettronica cifrata, permette di azzerare gli oneri di accesso agli uffici, eliminando la gestione cartacea e riducendo i tempi di lavoro amministrativi, così da consentire il recupero del personale. I depositi telematici consentono la riduzione degli oneri di accesso agli uffici, eliminando la gestione cartacea e riducendo i tempi di lavoro amministrativi, così da consentire il recupero del personale. È il caso di notare che fino al 2009 i depositi degli atti telematici erano effettuati a titolo sperimentale (senza valore legale) ed avevano riguardato soltanto atti. Nel biennio sono stati depositati oltre atti di parte con pieno valore legale (in quanto sostitutivi dell originale cartaceo) nei 32 uffici giudiziari indicati nella tabella che segue: 32

34 Tipo ufficio Città Distretto Dec. ingiuntivo Esecuzioni Fallimenti Atti istruttori Volontaria giurisdizione Tribunale Ancona ANCONA X X X X X Tribunale Aosta TORINO X X X Tribunale Bari BARI X Tribunale Bergamo BRESCIA X Tribunale Biella TORINO X X X X X Tribunale Bologna BOLOGNA X X X Tribunale Brescia BRESCIA X X Tribunale Busto MILANO X Arsizio Tribunale Catania CATANIA X X X Tribunale Como MILANO X Tribunale Crema BRESCIA X Tribunale Cremona BRESCIA X Tribunale Firenze FIRENZE X X X Tribunale Genova GENOVA X X X Tribunale Lecco MILANO X X Tribunale Lodi MILANO X Tribunale Macerata ANCONA X Tribunale Mantova BRESCIA X Corte Milano MILANO X d Appello Tribunale Milano MILANO X X X X Tribunale Modena BOLOGNA X X X Tribunale Monza MILANO X X Tribunale Napoli NAPOLI X X Tribunale Novara TORINO X X X X Tribunale Padova VENEZIA X X Tribunale Palermo PALERMO X X Tribunale Parma BOLOGNA X Tribunale Pavia MILANO X Tribunale Pesaro ANCONA X Tribunale Prato FIRENZE X X Tribunale Reggio BOLOGNA X nell Emilia Tribunale Ravenna BOLOGNA X X Tribunale Rimini BOLOGNA X X Tribunale Roma ROMA X X X Tribunale Saluzzo TORINO X X X X X Tribunale Sciacca PALERMO X Tribunale Sondrio MILANO X Tribunale Teramo L AQUILA X Tribunale Torino TORINO X X X Tribunale Trapani PALERMO X Tribunale Varese MILANO X Tribunale Verbania TORINO X X X X Tribunale Verona VENEZIA X X Tribunale Vigevano MILANO X Tribunale Voghera MILANO X * Uffici attivi alla data del 28 novembre

35 Merita di essere evidenziato il risultato raggiunto nel settore della richiesta ed emissione elettronica di decreto ingiuntivo. A fronte di un totale di decreti ingiuntivi emessi nell anno 2010 da tutti i tribunali d Italia, ne sono stati emessi in modalità telematica dalle 29 sedi attive ben a livello nazionale, quindi, il 54 % dei decreti ingiuntivi è emesso in modalità telematica Servizi Telematici: comunicazioni di cancelleria Questo servizio consiste nell invio automatico di un messaggio di posta elettronica certificata dagli uffici giudiziari agli avvocati o ai consulenti tecnici. Il messaggio, con allegato l eventuale provvedimento del giudice, redatto con la consolle del magistrato o scansionato dalla cancelleria, è inviato in automatico (e senza alcun intervento da parte della cancelleria) all indirizzo elettronico del destinatario. Nei seguenti 24 uffici trova applicazione la disposizione di cui all art. 51 del D.L. 112/2008, per cui le comunicazioni avvengono unicamente in modalità telematica: Anno Tipo Ufficio * Data 2009 Tribunale MILANO 01/06/ Corte Appello Tribunale MILANO MONZA 01/07/2010 Tribunale MODENA 02/09/2010 Tribunale RIMINI 16/09/2010 Tribunale BOLOGNA 12/12/2010 Corte Appello Tribunale Corte Appello Tribunale Tribunale Tribunale Tribunale Tribunale Tribunale Tribunale BRESCIA BRESCIA VENEZIA BASSANO DEL GRAPPA BELLUNO PADOVA TREVISO VENEZIA VERONA VICENZA 17/01/ /04/2011 Tribunale TORINO 02/05/2011 Tribunale CREMA 26/06/2011 Tribunale ROVIGO 10/07/2011 Tribunale Tribunale Tribunale Tribunale Tribunale CATANIA LECCO VERBANIA CREMONA REGGIO NELL'EMILIA 20/09/ /10/2011 * Uffici attivi alla data del 28 novembre 2011 È importante sottolineare che i 24 uffici attualmente attivi con il servizio di comunicazione elettronica degli avvisi di cancelleria gestiscono oltre il 16% del carico di lavoro nazionale, pur 34

36 rappresentando, dal punto di vista numerico, soltanto il 12 % degli uffici giudiziari civili di merito (tribunale e corte d appello). Le comunicazioni telematiche consentono di ridurre a zero i tempi di comunicazione, annullando i costi di notifica e i costi del personale UNEP, riducendo significativamente il tempo di lavoro nelle cancellerie, nonché i costi di stampa. Da giugno 2009, data di avvio del primo tribunale, sono state inviate oltre comunicazioni telematiche ex art. 51 DL n. 112/2008. Una prudenziale stima degli effetti di tale innovazione conduce ai seguenti risultati: risparmio di spese vive per oneri di notifica (costo della notificazione tramite servizio postale pari a. 8; costo medio della notificazione tramite ufficiale giudiziario pari a. 20; costo medio ponderato pari a. 14) risparmio di spese vive per oneri connessi alla notifica (costo carta per fotocopiatura atti, costo spedizione \ consegna plico all UNEP: stima. 1,5) Minuti risparmio di oneri gestionali (attività manuali di cancelleria per predisposizione atto, annotazione in registro, consegna atti all UNEP, ritiro atto notificato, inserimento nel fascicolo dell atto oggetto di notifica: stima 5 minuti) È il caso di evidenziare che si tratta di risparmi economici e organizzativi già conseguiti. Questo valore, se proiettato statisticamente su tutti gli uffici giudiziari (corti d appello e tribunali italiani), consente risparmi in costi vivi di notifica stimabili in oltre di euro l anno, mentre il personale di cancelleria liberato da attività manuali connesse alla comunicazione dei provvedimenti è stimabile in oltre 600 unità. Entro la fine dell anno 2011 è pianificata l attivazione di ulteriori 21 sedi: Numero Tipo Ufficio Stato procedura * 1 Corte Appello BOLOGNA Attesa pareri 2 Tribunale PARMA Attesa pareri 3 Tribunale RAVENNA Emesso DM in corso reg. 4 Corte Appello PERUGIA Emesso DM in corso reg. 5 Tribunale FIRENZE Emesso DM in corso reg. 6 Tribunale PRATO Attesa pareri 7 Tribunale GENOVA Emesso DM in corso reg. 8 Tribunale BUSTO ARSIZIO Emesso DM 9 Tribunale PAVIA Emesso DM 10 Tribunale VARESE Alla firma 11 Tribunale SONDRIO Emesso DM in corso reg. 12 Tribunale NAPOLI Attesa pareri 13 Tribunale NOVARA Attesa pareri 14 Tribunale COMO Attesa pareri 15 Tribunale NOCERA INFERIORE Attesa pareri 16 Tribunale AOSTA Attesa pareri 17 Tribunale BIELLA Attesa pareri 35

37 18 Tribunale SALUZZO Attesa pareri 19 Tribunale TERMINI IMERESE Attesa pareri 20 Tribunale TRAPANI Attesa pareri 21 Tribunale ANCONA Attesa pareri *alla data del 28 novembre Servizi Telematici: pagamenti telematici Negli ultimi mesi è stato progettato (insieme a DigitPA) e realizzato il sistema per la gestione telematica dei pagamenti delle spese di giustizia. Il sistema consente all utente esterno (avvocato) di pagare on-line (presso il suo istituto di credito o presso Poste Italiane) il contributo unificato e i diritti di segreteria per il processo civile. Il prestatore del servizio di pagamento (banca, poste italiane) restituisce una ricevuta elettronica, contenente un codice univoco non riutilizzabile e firmata digitalmente, che può essere immediatamente verificata dalla cancelleria. Il sistema è attivo in 8 uffici giudiziari e consente evidenti risparmi di tempo agli avvocati e ai cancellieri Portale dei servizi telematici Il portale dei servizi telematici (che andrà on line il 30 novembre 2011), previsto dal D.M. 21 febbraio 2011 n.44, fornisce informazioni soprattutto di carattere tecnico e pratico sui servizi disponibili e permette l accesso ai servizi di consultazione e di pagamento telematico, di cui si è già detto. Nell area pubblica è possibile accedere da parte di qualunque soggetto e senza formalità alle consultazioni anonime dei registri di cancelleria. Ciò costituisce diretta attuazione della previsione contenuta nell articolo 51, del codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196). I cittadini, dunque, conoscendo gli estremi del procedimento che li riguarda, potranno verificare in tempo reale lo stato delle cause, le attività svolte e le ragioni del rinvio alla successiva udienza, nonché l eventuale definizione in primo o secondo grado della causa. Il sistema gestisce inoltre alcuni servizi centrali, necessari all infrastruttura telematica, quali: il registro generale degli indirizzi di PEC dei professionisti e degli enti pubblici; il sistema di verifica dei certificati di firma i proxy di consultazione per i punti di accesso e per le software house 36

38 Portale delle procedure concorsuali Questo portale fornisce informazioni di carattere generale e specifico sulle procedure di fallimento in cui i soggetti compaiono in qualità di creditori. I creditori possono consultare on line lo stato della procedura, qualora il tribunale autorizzi la pubblicazione delle informazioni contenute nei sistemi gestionali già in uso Portale delle vendite giudiziarie Questo portale, come previsto dal D.M. 31 ottobre 2006, rende disponibili funzioni di ricerca (per il cittadino) e di monitoraggio (per gli uffici giudiziari) degli avvisi di vendita pubblicati sui siti internet autorizzati. È un importante strumento di trasparenza delle procedure di vendita giudiziaria Avvisi telefonici È stato realizzato un servizio di invio di avvisi telefonici agli avvocati (attraverso la piattaforma multicanale ViviFacile) che si registrano sul proprio punto di acceso o sul portale dei servizi telematici e che decidono di ricevere avvisi relativi ad eventi significativi sui procedimenti da questi patrocinati. In pratica l avvocato riceve un sms sul proprio telefono cellulare nel quale gli vengono inviate, senza costi, le informazioni sullo stato dei procedimenti civili in cui è patrocinatore. 37

39 3.2. SETTORE PENALE L obiettivo prioritario, già da tempo presente a questa Amministrazione, è stato quello di migliorare l efficienza del sistema penale in tutte le fasi in cui si articola il processo, a partire dall attività investigativa fino al momento dell esecuzione penale garantendo il trasferimento delle informazioni tra i diversi uffici e rendendo fruibili agli operatori del diritto gli elementi necessari per le decisioni in tempi sempre più veloci. Diversi gli interventi realizzativi, strettamente correlati ed integrati, partendo dal presupposto e dalla necessità di razionalizzare ed implementare i sistemi già esistenti sul territorio, in uno con lo sviluppo di nuovi sistemi per il miglioramento dell efficienza del sistema complessivo. La realizzazione di tali interventi progettuali innesca a sua volta una serie di ricadute sull informatizzazione dell intera area penale permettendo la realizzazione di soluzioni di gestione documentale e di interoperabilità e cooperazione applicativa con altri sistemi nonché di introduzione di sistemi di firma digitale e trasmissione elettronica dei documenti Progetto Ndr1 Notizie Di Reato L Amministrazione, nell ambito dei progetti correlati all automazione della fase investigativa, ha avviato un progetto denominato NDR1 (Sistema informativo tra le forze di Polizia e il Registro Generale delle Procure) che prevede : la trasmissione telematica dei dati relativi alle notizie di reato da parte delle Forze di Polizia verso le procure con conseguente registrazione semplificata sul sistema dei Registri Generali; la trasmissione telematica, da parte delle Procure alle forze di Polizia, delle informazioni relative agli esiti dei procedimenti penali, originati dalle notizie di reato acquisite con conseguente registrazione semplificata al centro elaborazione Dati del Servizio per il Sistema Informativo Interforze. Il progetto è orientato verso gli obiettivi : di miglioramento, in termini di efficienza e di rapidità nell acquisizione, da parte delle Procure della Repubblica, delle notizie di reato provenienti dalle Forze di Polizia attraverso il collegamento con il Ced del Servizio per il Sistema Informativo Interforze; nonché in senso inverso di riduzione dei tempi di trasmissione, dalle procure verso le Forze di polizia attraverso il collegamento con il CED delle informazioni concernenti l iter della notitia criminis nel suo sviluppo all interno del processo penale del rispetto dei requisiti di esattezza e completezza dei dati, come previsto all art. 11 lett. C) e d) del D.Lgs 196/2003, circa le modalità del loro trattamento e, per il Centro Elaborazione Dati, di contribuire ad assicurare l aggiornamento periodico degli stessi in ossequio al disposto dell art 54 comma 3 del medesimo Decreto. La realizzazione del sistema NDR1 si articola in due fasi: 38

40 Fase 1: la prima fase è finalizzata alla realizzazione e all avvio in esercizio di una prima versione del SW NdR (indicata anche come soluzione ponte o soluzione temporanea ). Tale prima versione interfaccia Re.Ge. 2.2 e consente di: o automatizzare l acquisizione delle notizie di reato trasmesse da SDI; o interagire con Re.Ge. 2.2, attraverso opportuni file di import/export; o automatizzare la restituzione a SDI del solo N di iscrizione Re.Ge., attraverso interfacce applicative atte a garantire l interconnessione telematica con il sistema di interoperabilità. Fase 2: la seconda fase è invece finalizzata alla realizzazione e all avvio in esercizio della versione definitiva del SW NdR. Quest ultima, mantenendo valide le interfacce applicative verso il sistema di interoperabilità e le funzionalità di acquisizione da SDI delle notizie di reato, interfaccerà Re.Ge. relazionale e dovrà consentire la restituzione a SDI di tutti gli esiti di sua pertinenza, generati dallo stesso Re.Ge. relazionale e che hanno origine dallo sviluppo delle notizie di reato all interno del processo penale. A giugno del 2008 viene rilasciata l applicazione di NDR1 1 fase, la quale realizza quanto previsto nella prima fase del progetto. Successivamente il progetto subisce un arresto a causa di ritardi da parte Ministero dell Interno che non aveva ancora realizzato il software che consente alla Banca Dati SDI di interagire con il mondo esterno tramite porta di dominio; per tale motivo non si procede alle attività di diffusione dell applicazione NDR1 1 fase (o fase temporanea) sul territorio nazionale. Le attività sono riprese grazie anche alla firma in data 29 ottobre 2009 di un protocollo di intesa tra il Ministero della Giustizia e il Ministero dell Interno dove si stabiliscono gli impegni rispettivi delle parti. Nel 2010 vengono avviate le attività di adeguamento del sistema NDR1 prima fase alla nuova porta di dominio del Ministero della Giustizia, mentre il Ministero dell Interno ha realizzato la parte di collegamento tramite porta di dominio con la banca dati SDI. Ad oggi, sono state effettuate già le prime prove di comunicazione con la banca dati SDI con esito positivo e si stanno pianificando le attività per procedere all avvio operativo in due siti pilota (procure della Repubblica) Notifiche penali telematiche Il decreto legge n. 193 del 29 dicembre 2009 art. 4, convertito con legge del 22 febbraio 2010 n. 24, ha introdotto la possibilità di effettuare le notifiche e le comunicazioni per via telematica mediante PEC a difensori, periti e consulenti, parte offesa, parte civile, responsabile civile e più in generale, a persona diversa dall imputato. 39

41 Già nelle more del perfezionamento del quadro normativo, la cui efficacia era subordinata all emanazione dei decreti contenenti le regole tecniche, è stato realizzato il sistema delle notifiche e comunicazioni penali telematiche che dematerializza l attuale flusso di lavoro cartaceo consentendo la notificazione e comunicazione degli atti giudiziari fra gli uffici di Cancelleria (giudice) e Segreteria (PM), gli Avvocati e altri utenti (uffici giudiziari, parti offese, periti e consulenti, UNEP, ecc,) per via telematica attraverso lo strumento della posta elettronica certificata (PEC). La soluzione realizzata garantisce semplicità di utilizzo grazie ad interfacce semplici ed intuitive, prevedendo altresì il riutilizzo di strumenti e sistemi già in uso presso il Ministero della giustizia, quali la piattaforma documentale centralizzata per i settori penale e civile. Gli effetti positivi immediati sono rappresentati dalla riduzione dei tempi di notifica degli atti, essenzialmente istantanei, dal maggiore controllo delle procedure attraverso il monitoraggio del flusso, la gestione delle anomalie ed il tracciamento delle operazioni, nonché dalla riduzione dei costi. L applicativo del Sistema di Notifiche Penali Telematiche rappresenta pertanto un significativo strumento innovativo delle procedure e flussi, ad oggi esclusivamente cartacei, agendo in via definitiva sulla riduzione dei tempi. L evidente beneficio che l introduzione di uno strumento informatizzato di semplice approccio apporta all operatività del personale degli uffici di cancelleria e segreteria, si riassume anche nella possibilità di una migliore distribuzione dei carichi di lavoro, per lo più eseguiti dal sistema informativo, con la conseguente riallocazione di risorse liberate da processi obsoleti ed onerosi. Ad oggi l applicativo, installato presso il data center di Roma, è raggiungibile da tutti gli uffici giudiziari del territorio grazie ad un semplice collegamento web dalla postazione di lavoro dell operatore. Il servizio è stato attivato il data 28 novembre 2011 al Tribunale e alla Procura della Repubblica di Torino. Al fine di operare in maniera semplice ed organizzata il passaggio da procedure cartacee a quelle telematiche, presso gli uffici tradizionalmente preposti alla notifica e comunicazione degli atti, sono state recentemente avviate delle sessioni di formazione del personale che, al termine, coinvolgeranno tutti gli utilizzatori finali dell applicativo Il Sistema e la Banca Dati delle misure di prevenzione personali e patrimoniali La materia delle misure di prevenzione e i relativi registri di cancelleria sono stati oggetto di profondi interventi innovativi in questi ultimi anni. Grazie ad un finanziamento PON nel 2009 era disponibile il registro informatico delle misure di 40

42 prevenzione (Modello MP3 per le Corti d Appello, il Modello MP4 per le Procure Generali presso le Corti d Appello, il Modello MP5 per i Tribunali, il Modello MP6 per le Procure della Repubblica presso i Tribunali) in grado di alimentare automaticamente la banca dati centrale dei beni confiscati e sequestrati ed in fase di completamento il caricamento dei dati pregressi, grazie a fondi nazionali, nelle regioni del sud (sistema SIPPI). A inizio del 2009 è stato completato il caricamento dei dati pregressi e si è disposto l abbandono dei predetti registri cartacei in favore del registro informatico per le regioni del sud. Queste attività hanno avuto un immediata ripercussione positiva sulla banca dati centrale che ha evidenziato un aumento dei beni oggetto dei provvedimenti ablativi, in media i beni crescono di mille unità al mese, nonché una facilitazione nella compilazione della relazione semestrale al Parlamento. Inoltre, l utilizzo dei registri ha permesso di implementare nuove statistiche e nuove funzioni tra cui la compilazione automatica della trascrizione per i registri immobiliari dei provvedimenti di sequestro e di confisca definitiva. All inizio del 2010 il sistema è stato istallato presso il distretto della Corte di Appello di Milano e ad inizio del 2011 è avvenuto l abbandono dei registri cartacei, per i nuovi procedimenti, in tutti i restanti distretti completando la diffusione del sistema in tutti gli uffici giudiziari coinvolti. Nel contempo si è assicurata la consultazione della Banca Dati centrale all Ufficio del Commissario straordinario per i beni sequestrati e confiscati che ancora oggi, divenuto Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni criminali, istituzione che registra anche i beni confiscati definitivamente ai sensi dell art. 12 sexies legge 356/92. Inoltre, la possibilità di consultazione della banca dati è in fase di perfezionamento in favore del dipartimento analisi criminale del Ministero dell Interno. In questi anni il legislatore ha riformato la materia con diverse leggi (pacchetti sicurezza 2008, 2009 e 2010) e conseguentemente si è intervenuti con delle nuove funzioni per gestire almeno parte delle novità normative introdotte modificando nel contempo le statistiche degli uffici e assicurando la consultazione dei registri alla Direzione Nazionale Antimafia. In merito alla predetta Direzione si stanno completando le attività per assicurare l alimentazione del sistema SIDDA/SIDNA della DNA. Nel corso del 2011 si è consentito agli utenti del sistema SIPPI di poter acquisite direttamente dal registro informatico il certificato penale dei proposti e di compilare automaticamente la scheda del casellario, attuando, in questo modo, la cooperazione applicativa tra il sistema SIPPI e il sistema del casellario, con conseguente riduzione del carico di lavoro per uffici. Questa Direzione, nel frattempo, ha ottenuto un nuovo finanziamento PON 2007/2013 per la realizzazione del Sistema Telematico delle misure di prevenzione che prevede: la messa in sicurezza della sala CED di Napoli; 41

43 la realizzazione del fascicolo informatico delle misure di prevenzione finalizzato alla Archiviazione sostitutiva con conseguente eliminazione del fascicolo cartaceo e la cooperazione con sistemi interni ed esterni al mondo giustizia; Albo degli amministratori, Banca dati dei decreti. Entro la fine del corrente anno verranno distribuite le funzioni di gestione delle camere di consiglio e la compilazione automatica dei fogli complementari con contemporanea formazione del personale da parte dei funzionari della DGSIA. Inoltre, è in corso l esame degli interventi da realizzare a seguito della recente rossima entrata in vigore del Codice Antimafia Gestione documentale I sistemi informativi a supporto delle attività giurisdizionali in uso a questa Amministrazione e deputati a gestire i dati dei registri, hanno iniziato ad essere utilizzati, da alcuni anni, anche quale supporto per la redazione degli atti e successivamente per la memorizzazione degli stessi a livello locale e ad uso esclusivo dell utente del sistema di gestione. Ne consegue che lo scenario che si presentava a questa direzione era quanto mai disomogeneo con uso di tecnologie diverse per ogni sistema con conseguente aumento dei costi di gestione (es.: licenze, assistenza tecnica specialistica, ) e mancanza di interoperabilità tra i sistemi anche per la parte documentale. Si è quindi deciso di verificare i punti in comune tra i diversi sistemi nella gestione dei documenti per ipotizzare soluzioni uniche. Il risultato dell analisi ha portato ad accertare che tutti i sistemi giurisdizionali hanno in comune la necessità di gestire il fascicolo per i singoli affari, fascicolo inteso quale insieme di atti da eventualmente condividere e o trasmettere anche ad altri sistemi (esempio : atti del sistema penale che possono essere fonte per il sistema delle misure di prevenzione). La soluzione progettuale che si è deciso di implementare è un unico repository degli atti e dei fascicoli al servizio di tutti i sistemi implementati per la gestione delle attività giurisdizionali. I vantaggi di una tale scelta possono essere sintetizzati in: economie di gestione (unica tecnologia), omogeneità nel trattamento dei documenti elettronici, facilità nella condivisione e nella migrazione di documenti. La realizzazione dell idea progettuale sopra descritta è stata scomposta in diverse linee progettuali: 1. Realizzazione del gestore unico; 2. Implementazione sui sistemi della fase giurisdizionale le funzioni che consentano di memorizzare nel repository gli atti uniti nel rispettivo fascicolo di riferimento, nonché la possibilità 42

44 di trasmettere ad altri sistemi i propri documenti. Per quanto concerne la realizzazione del gestore unico (punto 1) questa direzione ha acquisito in riuso il software già esistente e funzionante presso il Ministero dell Economia e delle Finanze con le necessarie modifiche per la gestione della materia tipica del nostro Ministero, inoltre ha proceduto all acquisto delle licenze necessarie alla gestione del sistema documentale. Lo stato dell arte alla data odierna è la completa installazione del gestore unico presso il Data Center di Roma Balduina dedicato ai sistemi in esercizio e una installazione dello stesso sistema dedicata alle attività di sviluppo test e collaudo. Va precisato che l infrastruttura sw è stata realizza in modo da poter essere copiata e installata presso altre sedi che sia necessario attivare in rapporto all aumento dei volumi di atti trattati. I passi successivi che questa direzione intendeva attuare dopo l installazione di detto gestore dovevano portare alla realizzazione di un sw idoneo alla conservazione degli atti e dei fascicoli a medio e lungo termine. Per quanto riguarda il punto 2, l implementazione sui sistemi della fase giurisdizionale delle funzioni che consentano di memorizzare nel repository gli atti nonché la possibilità di poterli trasmettere ad altri sistemi è stata portata avanti previa verifica degli applicativi in uso presso gli Uffici e conseguente valutazione della funzionalità dei sistemi, degli impatti organizzativi derivanti dalla loro diffusione e non da ultimo la economicità degli investimenti da effettuare anche in una prospettiva futura di ottimizzazione degli impegni economici presi. A seguito di quest analisi si è deciso di intervenire sui seguenti sistemi già in uso presso gli Uffici e di implementarne dei nuovi per servizi ancora non informatizzati o per i quali l informatizzazione ex novo era la migliore soluzione: Sistemi già in uso presso gli uffici; Processo civile telematico, per il settore civile; per la materia penale relativamente a tutta la fase delle indagini e fino al rinvio a giudizio; NDR2 quale fonte di alimentazione di per le notizie di reato; Sidip per la materia penale relativamente alla fase giudicante; Sistemi nuovi; Notifiche penali finalizzato alla informatizzazione del processo di notifica degli atti; Sit.MP. Sistema telematico delle misure di prevenzione finalizzato alla gestione del fascicolo informatico della materia (Segue): E il sistema che governa l intero ciclo di vita del fascicolo di indagine, dalla sua nascita con la notizia di reato alla sua discovery o archiviazione. L applicativo acquisisce i dati dal registro 43

45 generale penale nella fase di iscrizione. Il sistema nasce in Puglia, presso la Procura della Repubblica di Lecce, grazie ad un finanziamento regionale e qui, grazie anche alla successiva diffusione presso la procura di Bari, si consolida. A seguito di un protocollo di intesa tra la Regione Puglia ed il Ministero della Giustizia, viene eletto a sistema di riferimento della gestione documentale per le Procure e, nel contempo, la Regione si fa carico di finanziare le ulteriori implementazioni necessarie ad assicurare la conservazione degli atti presso il gestore unico repository. Il collaudo del sistema, così evoluto, è stato effettuato nel mese di ottobre 2011 e, quindi si potrà procedere alla formale acquisizione in riuso dalla Regione Puglia, così come previsto dal citato Protocollo di Intesa. Occorre evidenziare che il progetto, grazie anche alla funzionalità che assicura l estrazione dei dati dal registro generale, ha permesso di: dematerializzare gli atti giudiziari e conseguentemente gestire un fascicolo processuale digitale per tutta la fase delle indagini preliminari; automatizzare e gestire i flussi documentali interni ed esterni alla Procura della Repubblica; gestire in modo automatizzato il rilascio delle copie degli atti agli avvocati; realizzare un sistema usabile per i magistrati e che avesse il minimo impatto organizzativo. La diffusione del sistema nelle regioni obiettivo convergenza è una delle attività previste nel progetto nelle BIG HAWK finanziato con fondi europei così come la cooperazione con il sistema SIDIP (documentale del dibattimento) implementazione che permetterà di assicurare la trasmissione del fascicolo a quest ultimo sistema per la fase dibattimentale (Segue): Ndr2 (Trasmissione via PEC delle notizie di reato dai comandi delle 5 forze di polizia (PS, CC, GdF, CFS, Polizia Penitenziaria) verso le procure La ricezione della notizia di reato da parte delle segreterie delle Procure è certamente uno dei nodi cruciali da informatizzare per sveltire la registrazione del procedimento penale e per evitare che la consegna di questi documenti impegni oltre misura le forze dell ordine e il personale degli uffici giudiziari. Con il progetto NDR2 proposto dalla DGSIA, grazie al coordinamento tra il Ministero della Giustizia e le forze di polizia nazionali (PS, GdF, CC, CFP, AmmPen), si è raggiunto un accordo strategico per la trasmissione delle notizie di reato dai comandi delle varie forze dell ordine verso le procure di pertinenza via Posta elettronica certificata. A Seguito di un finanziamento PON si è potuta sperimentare l idea progettuale nelle Procure della provincia di Napoli ed ora, grazie al finanziamento erogato da CNIPA (ora DigitPA) nell ambito della cd. Iniziativa si sta procedendo a consolidare il sistema e entro la fine dell anno, previo 44

46 collaudo, potrà essere messo in esercizio nelle procure di Milano e Monza. Il sistema oltre a questa sua funzione autoconsistente viene ad integrarsi con il progetto infatti è tra gli obiettivi di questa direzione veicolare i documenti e i dati acquisiti dalle procure attraverso NDR2 al sistema il quale, acquisto il documento firmato digitalmente relativo alla notizia di reato e trasmessolo al repository documentale di cui si è già detto, è in grado di trasmettere al registro penale (REGE 3) i dati strutturati necessari alla iscrizione di un procedimento, consentendo al personale della procura di effettuare la registrazione dopo una semplice validazione delle informazioni ricevute (Segue): SIDIP Il Sistema Informativo Dibattimentale Penale (SIDIP) nasce con l obiettivo di informatizzare il Dibattimento del processo penale garantendo l acquisizione informatica dei documenti, la loro produzione informatica durante l udienza e la loro consultazione da parte dei giudici, del pubblico ministero, degli avvocati e dei cancellieri. SIDIP consente la classificazione, la fascicolazione, l indicizzazione, la consultazione e ricerca, la registrazione e trascrizione audio del dibattimento, la gestione informatica dei flussi documentali per quanto riguarda la compilazione del verbale e il rilascio copie digitali degli atti del fascicolo. Consente inoltre di mettere a disposizione delle parti le copie e la struttura ad albero del fascicolo. Negli anni si era progettato il sistema, iniziandone anche la realizzazione, finanziato con i fondi dell Unione Europea (nell ambito del Programma Operativo Nazionale Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d Italia per le Regioni dell Obiettivo 1 Misura I.4 Potenziamento Tecnologico del sistema informativo per la Giustizia). Il sistema consisteva nelle funzionalità necessarie per la gestione dell udienza del dibattimento e dell udienza preliminare, prevedendo l integrazione con il sistema Re.Ge. di gestione del Registro Generale Penale. Ne era stata curata l installazione in cinque sedi pilota (Napoli, Nola, Lecce, Catanzaro e Palermo) presso cui vengono attrezzate le aule multimediali per la videoregistrazione delle udienze. Era stata inoltre anche curata una specifica installazione presso la sede del Tribunale di Parma, per le esigenze del processo cosiddetto Crack Parmalat e presso la sede del Tribunale di Torino per il processo cosiddetto Thyssen All inizio del 2009, la necessità di diffondere un sistema di digitalizzazione degli atti per l ufficio di Procura in uno con la necessità di non disperdere le risorse dell amministrazione, atteso che il sistema non sarebbe stato disponibile in breve tempo, si sviluppa una più adeguata articolazione del sottosistema SIDIP per l informatizzazione del fascicolo del Pubblico Ministero al momento dell invio agli indagati dell avviso di conclusione delle indagini preliminari previsto dall art. 415 bis del Codice di procedura penale, già implementato nella Procura di Pisa e di Genova. Si sviluppano le funzioni relative all efficiente gestione del servizio di rilascio copie degli atti del 45

47 fascicolo del Pubblico ministero agli avvocati degli indagati. Si individua, altresì, un possibile guadagno di efficienza nella gestione del procedimento: 1. Per il rispetto dei tempi di consultazione del fascicolo, di richiesta di rilascio copie da parte dell avvocato, nonché per la loro effettuazione in tempi rapidi da parte del personale delle Procure; 2. Per una limitazione delle copie agli atti effettivamente necessari alla difesa evitando richieste strumentali di copie di fascicoli ingenti, anche di migliaia di pagine, che potessero mettere in difficoltà organizzativa le segreterie giudiziarie con slittamento dei tempi del procedimento; 3. Per evitare l eccessiva movimentazione fisica dei fascicoli cartacei; 4. Per garantire la sicurezza di consultazione senza timore di smarrimento di atti; 5. Per garantire il controllo degli accessi attraverso un sistema di verifica dei log. Tale attività viene svolta all interno di un progetto di diffusione del sistema anche nelle sedi del centro nord. Contemporaneamente, con risorse interne all Amministrazione, si cura l installazione presso la Procura della Repubblica di Catanzaro che già nel 2009, iniziava il rilascio delle copie 415bis con il SIDIP. Si aggiungono in seguito le Procure di Reggio Calabria, Palmi, Vibo Valentia, Siracusa e Caltagirone. Parallelamente viene collaudata la nuova infrastruttura del sistema che da locale diventa distrettuale consentendo la visibilità anche da parte della Corte di Appello oltre alla condivisione di diversi dati interessanti a livello distrettuale. Di conseguenza viene eseguito l upgrade sui distretti di Bologna, Genova, Firenze, Torino, Catanzaro, Palermo, Napoli, Padova. Viene installato nelle sedi di Caltanissetta, Catania, Reggio Calabria, Milano,, E stata avviata una specifica diffusione in alcune Procure del Distretto di Bologna (Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Ravenna, Rimini) e nelle Procure di Milano e Monza. All interno del piano straordinario di digitalizzazione della giustizia è stato previsto l avvio di tutto il distretto della Corte di Appello di Bologna. Parallelamente, il modulo del dibattimento viene ulteriormente sviluppato grazie alla proficua collaborazione del Tribunale di Modena che attiva una convenzione con la Regione Emilia Romagna, il Comune di Modena e una locale Fondazione in uniformità con le direttive di questa Amministrazione. Sempre in tema di dibattimento è previsto l avvio del Tribunale di Monza grazie anche all aiuto del piano straordinario per la digitalizzazione della giustizia. Sulla scorta dello sviluppo del modulo del dibattimento è stato inoltre costituito un gruppo di 46

48 lavoro formato da 4 magistrati per l individuazione delle funzionalità del sistema per il processo di secondo grado. Agli inizi del 2011 il Ministero ha sottoscritto un protocollo di intesa con la Regione Toscana per accompagnare la diffusione di SIDIP in tutti gli uffici del Distretto di Firenze Il gruppo di lavoro ha previsto in tempi brevi l avvio, oltre alla procura di Pisa delle sedi Firenze, Arezzo e Livorno. A seguire le altre. Con il Piano per la Digitalizzazione della giustizia, fornendo l hardware necessario (PC e scanner per i formati A3 ed A4) e una formazione di base del personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, il SIDIP sarà distribuito in 75 uffici giudiziari (37 Tribunali e 38 Procure) Il sistema dell esecuzione e della sorveglianza (SIES) Il Progetto SIES realizza un sistema informativo finalizzato a gestire tutte le attività dell esecuzione penale ed in particolare: 1. le attività della Procura in materia di esecuzione; 2. le attività del Tribunale ed Ufficio di sorveglianza; 3. le attività del Giudice dell Esecuzione. Il progetto è organizzato in moduli funzionali ciascuno dei quali copre una specifica area funzionale: SIEP: sistema di gestione dell esecuzione della Procura (Procura Tribunale e Procura Generale); SIUS: sistema di gestione dell Ufficio e del Tribunale di Sorveglianza; SIGE: sistema di gestione del Giudice dell esecuzione; SIEPE: sistema di gestione dell Ufficio esecuzione penale esterna. Dal 2009 sono state introdotte importanti modifiche ed implementazioni al sistema. In particolare sono state sviluppate e consegnate dal fornitore le versioni dalla 4.0 alla 6.0 ora in distribuzione. E stata completato il sottosistema SIGE con i moduli relativi all istruttoria, alla iscrizione manuale e alle ricerche, alla gestione delle udienze e all emissione delle ordinanze. Per quanto riguarda il sistema SIUS sono stati apportati adeguamenti in relazione all entrata in vigore del la legge n. 199/2010 in materia di detenzione presso il domicilio, il modulo di gestione della remissione del debito con relativa istruttoria e gestione dell udienza ed emissione dell ordinanza e da ultimo la gestione delle misure di sicurezza. Con tale ultimo modulo si è completata la gestione delle attività di competenza della sorveglianza ed il conseguente abbandono dei registri cartacei. Nel 2011 sono state completate le attività per il sistema di interconnessione fra il Sistema 47

49 Informativo del Casellario (SIC) e il Sistema SIES. Attraverso i servizi di cooperazione applicativa si agevola l attività degli utenti dei sistemi SIC e SIES, sostituendo l attuale fase di data entry con la trasmissione automatica al SIC dei provvedimenti giudiziari gestiti sul sistema SIES e quindi si garantisce l alimentazione automatica della banca dati centralizzata del SIC che rappresenta la base per la certificazione del c.d. precedenti penali a livello nazionale. Nell ottica di un approccio integrato fra i sistemi penali è stata inoltre avviata nel 2011 la prima fase di interoperabilità fra il sistema SIES e il Nuovo Sistema del Casellario (c.d. scambio del titolo esecutivo tra il SIC e il SIES) attraverso una sperimentazione presso la Procura generale di Milano e le Procure della Repubblica di Roma e Torino (circolare DAG del 20/06/2011). Entro il mese di ottobre sarà resa disponibile l interconnessione a tutti gli uffici che ne hanno chiesto l abilitazione: 128 Procure e 21 Procure Generali. E in fase di analisi l interconnessione fra NSC e il sottosistema SIUS e quindi delle componenti applicative che permetteranno la trasmissione per via telematica al SIC dei provvedimenti della magistratura di Sorveglianza. E stata completata la diffusione del sottosistema SIEP presso tutte le Procure e Procure Generali, del sottosistema SIUS presso tutti i Tribunali ed Uffici di Sorveglianza. Si sta procedendo alla diffusione del sottosistema SIGE presso gli Uffici del Giudice dell esecuzione. Dopo una prima fase di sperimentazione che ha coinvolto dal marzo 2009 gli uffici giudiziari individuati poli pilota (Torino e Genova) si sta procedendo con la diffusione presso tutti gli uffici interessati. La diffusione è preceduta da edizioni di corso di formazione in aula tenuta da personale dell amministrazione appartenente ai gruppi di lavoro. Attualmente il sistema è in uso presso il tribunale di Firenze, il Tribunale di Ancona, gli Uffici del distretto di Trento, distretto Bolzano, distretto di Genova e di Torino. Dal 2009 sono state consegnate le versioni dalla 4.1 alla 6.0 con le quali è stata completata l automazione delle attività dell Ufficio e del Tribunale di Sorveglianza e risultano coperte il 90% delle attività di Procura ed il modulo destinato al Giudice dell Esecuzione Il registro penale (progetto RE.GE VS. 3) Attualmente negli uffici giudiziari italiani i registri del penale in uso sono di diverse tipologie. Il più diffuso e anche il più obsoleto è il Rege 2.2 basato su linguaggio clipper utilizzato solo per il primo grado e il Giudice di pace. Il sistema è diffuso nella maggior parte del territorio italiano (132 Tribunali, 132 Procure della Repubblica e 808 giudici di pace). Una successiva evoluzione tecnologica ha portato allo sviluppo del sistema Rege relazionale, diffuso sia in primo che in secondo grado nel solo distretto di Torino (comprendente la regione Piemonte e la regione Valle d Aosta), nonché, solo per il secondo grado, in alcune corti di appello. 48

50 Le restanti Corti di appello utilizzano ancora i registri cartacei ovvero hanno il sistema RE.CA., anche questo risalente nel tempo sia come tecnologia che come funzionalità. Nel 2007 si è dato avvio al progetto SICP - sistema informativo della cognizione penale con obiettivi molto ambiziosi il raggiungimento dei quali ha trovato diversi ostacoli lungo il suo articolato percorso di sviluppo. Si fa riferimento in particolare alla unicità della base dati requirente e giudicante, alla scelta operativa di scrivere una parte consistente del codice nel data base oltre alla necessità di porre in collegamento diversi moduli funzionali molto diversi tra di loro e frutto di diverse esperienze. Il sistema ad oggi è in uso nel distretto di Firenze ad eccezione della Corte di Appello e nei circondari di Napoli, Palermo e Genova. La necessità di porre rimedio ai punti deboli emersi nel SICP le attività di assestamento sono tutt ora in corso - in uno con le pressanti esigenze di diverse sedi importanti dove il Rege 2.2 sta arrivando alla fine della sua vita tecnologica ha determinato la necessità di un intervento immediato attraverso una nuova decisione strategica che tenesse conto delle esperienze passate ma che riuscisse a dare una soluzione veloce e adatta alle molteplici esigenze degli uffici giudiziari anche in tema di sicurezza. Il nuovo progetto, oltre a costituire una puntuale attuazione di quanto statuito all art 10 del protocollo di intesa tra il Ministero per la Pubblica amministrazione e l Innovazione e il Ministero di Giustizia per la realizzazione dell innovazione digitale firmato in data , si inserisce pienamente nel piano di consolidamento delle sale server delle Procure messo a punto con la collaborazione del CNIPA (ora DigitPA), come riportato nello studio di fattibilità prodotto nella circostanza. Il disegno architetturale emerso dall indicato studio di fattibilità è stato poi meglio definito dal Regolamento n. 44\2011 (art. 19) che ha imposto una puntuale distinzione tra la fase delle indagini preliminari e quella dell esercizio dell azione penale, con creazione di data center distrettuali o interdistrettuali ove custodire i dati ed i documenti processuali della prima fase. In sostanza il progetto Rege3 Art.60 è finalizzato alla creazione di un registro per il primo e secondo grado attraverso l utilizzazione degli aspetti più innovativi e maggiormente funzionali delle due ultime importanti esperienze in materia di registri penali ( Rege relazionale che ha dato ottimi risultati in Piemonte e SICP la cui analisi funzionale è stata molto approfondita grazie anche alla collaborazione degli utenti finali) compatibili con le sopra indicate esigenze. Il pronti al collaudo è stato dato a fine gennaio e entro l anno saranno concluse le operazioni di collaudo nel centro di elaborazione dati della Balduina. L obiettivo a medio termine è il dispiegamento del nuovo sistema di registro penale presso gli uffici giudiziari, in quei distretti che sono coinvolti in progetti di analogo contenuto finanziati tramite fondi PON Campania, Puglia, Calabria e Sicilia - o anche fondi locali ad es Milano. Si dovrà quindi diffondere il sistema dei registri penali, sia nella sua componente periferica, dedicata agli uffici requirenti sistema Rege 3-, che nella componente centrale sistema art.60 -, dedicata agli uffici giudicanti. La struttura hw centralizzata è già a disposizione. In parte anche 49

51 quella locale. Necessario invece il rinnovo del parco macchine pc. Si dovrà procedere al recupero e/o bonifica di tutti i dati dei procedimenti pendenti presso gli uffici giudiziari di 1 grado e del 2 grado, al trasferimento di tali procedimenti su una base dati strutturata e più facilmente decodificabile, alla diffusione del registro penale e al progressivo addestramento/training on the job del personale coinvolto. Il sistema di registro è composto a livello logico da due elementi. Il registro dell azione penale (art.60) ed il registro per le indagini preliminari (Rege3). Il registro per l azione penale sarà installato fisicamente in una unica istanza presso il CED di Roma. Questo registro sarà utilizzato dai Tribunali e le Corti di Appello dei distretti. Il registro per le indagini preliminari sarà installato fisicamente in più siti, a livello distrettuale o interdistrettuale, sempre sotto la vigilanza del Procuratore della Repubblica e del Procuratore Generale competenti. Gli Uffici del Giudice di Pace, sempre dislocati nei distretti indicati, si attesteranno sui due sistemi in funzione della fase giudiziaria di interesse Sistema informativo minorile Il Nuovo sistema informativo della Giustizia Minorile, ha avuto come obiettivo quello di automatizzare tutti i servizi istituzionali del Dipartimento della Giustizia Minorile e rendere operativa la Nuova Banca Dati dei Minori Adottabili in ottemperanza a quanto stabilito dalla normativa. Le procedure software di automazione dei servizi minorili (sistema SI-SM) sono state finalizzate al raggiungimento dei seguenti obiettivi principali: 1. la razionalizzazione delle attività specifiche dei servizi minorili; 2. l acquisizione e la gestione informatizzata del patrimonio informativo di interesse dei servizi minorili; 3. la possibilità di attuare le interazioni tra le figure professionali operanti nei servizi ed i sottoinsiemi logici preposti alla gestione del patrimonio informativo; 4. l individuazione univoca e certa dei minori oggetto dei servizi, con sistemi di codifica analoghi a quelli al momento in uso presso il DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) relativamente alla popolazione penitenziaria. Tale esigenza comporta che l architettura della Banca Dati Anagrafica dei Minori risulti compatibile con l Anagrafe dei Detenuti in uso presso il DAP, al fine di facilitare sia il trasferimento di dati dall una all altra, sia l applicazione di meccanismi di identificazione dei minori basati sulla rilevazione di impronte digitali; 5. la connessione telematica tra tutti i servizi e tra questi ed il Dipartimento nelle sue articolazioni centrali e periferiche; 6. l apertura e la predisposizione alle funzioni di interoperabilità con sistemi informatici sia 50

52 interni Dominio Giustizia (es.: Re.Ge. e SICAM) sia esterni ad esso; 7. la possibilità di rilevazione dei carichi di lavoro del Personale (psicologi, educatori, etc.) al fine di ottimizzare e meglio distribuire l'assegnazione degli incarichi; 8. la possibilità di svolgere analisi valutative per la misurazione dei risultati conseguiti al termine dei trattamenti dei minori previsti come misure alternative. Il sottosistema SI-SM funzionante dalla fine del 2009 è stato, a tutti gli effetti, innovativo perché ha permesso l automazione di servizi fino ad allora gestiti con modalità quasi esclusivamente cartacee. Per tutto il 2010 ed il 2011 sono state implementate e migliorate le funzionalità del sistema già esistenti. Tuttora sono le procedure informative sono disponibili per tutte le figure professionali operanti nei servizi del Dipartimento. Il sottosistema SI-AIN ha proceduto di pari passo con il sottosistema SI-SM. Esso consentirà, una volta entrato a regime, di acquisire automaticamente dai registri dei Tribunali dei Minori e centralizzare tutte le informazioni di carattere generale relative alle domande di adozione. Fornirà quindi a tutti gli operatori dei Tribunali dei Minori e delle Procure dei Minori informazioni di merito. La piena efficienza del nuovo sottosistema sarà possibile solo dopo il suo totale dispiegamento su tutte le diramazioni territoriali competenti in materia di adozioni. 51

53 3.3. INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE La DGSIA ha il compito di sviluppare e gestire in sicurezza i servizi della rete giustizia e di interconnessione dei sistemi informativi, coordinare il centro gestione firewall e la gestione dei servizi di interoperabilità e cooperazione applicativa, fornire supporto tecnico a tutti i progetti, eseguire studi ed analisi sullo sviluppo e la gestione di progetti informatici e l evoluzione dell assetto tecnologico, gestire i servizi di conduzione dei sistemi (server e postazioni di lavoro) dell Amministrazione. Si tratta, pertanto, di una struttura trasversale che offre servizi infrastrutturali di base alle aree civile e penale e ai CISIA oltre a gestire i servizi telematici erogati agli uffici giudiziari. Le attività poste in essere nel corso del biennio hanno riguardato principalmente le seguenti aree tematiche di interesse, di seguito così riassunte Consolidamento dei centri di calcolo (CED - sale server) I centri di calcolo (CED e sale server) costituiscono il centro nevralgico della infrastruttura informatica dell Amministrazione. Infatti questa Amministrazione, al contrario di altre, non può collocare all esterno una porzione significativa delle proprie basi informative. E pertanto essenziale garantire l affidabilità degli impianti e la sicurezza logica e fisica. Questi obiettivi non sono perseguibili per un grande numero di siti a causa degli ingenti investimenti richiesti. Per questo motivo questa Direzione Generale ha perseguito due strategie: la prima incentrata sulla c.d. distrettualizzazione dei sistemi informativi (area civile e penale) e la seconda basata su investimenti mirati sulle sale principali sale server. Alla fine del 2007 la Corte di Cassazione ha abbandonato i locali che erano adibiti a sala server della Cassazione, in via Damiano Chiesa, nel quartiere Balduina di Roma; all inizio del 2009 grazie anche all intervento del Dipartimento della Giustizia Minorile, questa Direzione ha rilevato i locali tecnici, severamente deteriorati da anni di abbandono, e ha intrapreso un forte piano di investimenti, iniziando dagli impianti tecnologici. Questi interventi, uniti ad acquisti mirati di piattaforme serventi e storage, hanno consentito di approntare un CED che eroga servizi affidabili a circa un terzo degli utenti dell Amministrazione giudiziaria. Ulteriori interventi hanno riguardato il CED Nazionale di Napoli e poche altre sale qualificate alla conduzione di sistemi informativi. Il Ministero della Giustizia disponeva di un ingente patrimonio IT (i soli server sono oltre 6.000) molto frammentato (è dislocato in centinaia di sedi), di caratteristiche disomogenee per età, capacità elaborativa, caratteristiche tecniche etc.. La disponibilità di applicazioni web reingegnerizzate per la gestione del processo civile e del processo penale, consente di rivedere la topologia del sistema informatico della Giustizia, in quanto è possibile prevedere che le 52

54 applicazioni siano installate solo in un numero ridotto di sale server, che offrono il servizio via rete TLC a un numero anche elevato di utenti distribuito sul territorio. Il Ministero ha individuato in circa 30 il numero di sale server con specifiche caratteristiche di sicurezza ed affidabilità, oltre che di efficienza operativa deputate ad erogare servizi di tipo distrettuale si rende quindi necessario quindi procedere ad allestirne un certo numero, al fine di facilitare l avvio delle nuove applicazioni. In collaborazione con CONSIP (Convenzionata con la DGSIA ex art. 4, DL n. 193\2009), ha quindi effettuato una rilevazione dello stato degli impianti e della sicurezza delle sale server attualmente disponibili (circa 170), al fine di verificare il gap tra queste sale e le specifiche base definite per la sala server distrettuale tipo. Sulla base di tali verifiche sono stati quindi ipotizzati i lavori da effettuare nelle sale server risultate in migliori condizioni, al fine di poterle allestire come sale server distrettuali. Il completamento dell intervento, a regime, consentirà notevoli benefici al ministero, sia in termini economici minori costi di gestione delle infrastrutture ICT sia in termini di migliore qualità del servizio e di maggiore sicurezza. Gli obiettivi perseguiti si traducono in: Razionalizzazione degli investimenti su un numero limitato di sale server; Significativo incremento della disponibilità dei sistemi; Sicurezza: accurata valutazione dei rischi e adozione misure per la loro mitigazione. I risultati ottenuti sono stati: Allestimento della sala server nazionale CED Balduina; Consolidamento degli impianti e delle infrastrutture informatiche della sala nazionale di Napoli Assistenza sistemistica ed applicativa Sin dal gennaio 2008, l Amministrazione ha stipulato il contratto esecutivo, in adesione al contratto quadro 4/2007 del CNIPA inerente la conduzione dei sistemi (gestione postazioni di lavoro, WAN e LAN management, system management, assett management), onde assicurare l assistenza sistemistica a tutti gli Uffici Giudiziari distribuiti sull intero territorio nazionale. Tale contratto non contempla, tuttavia, il servizio di assistenza applicativa ai sistemi in uso che è stato assicurato a livello nazionale con servizi centralizzati affidati ad altro fornitore. Le principali conseguenze negative della precedente organizzazione del servizio, erano costituite dalla difficoltà per l utente finale nell individuare il call center da contattare per la risoluzione dei problemi informatici, il rimpallo di responsabilità tra i fornitori circa la mancata soluzione del problema segnalato dall utente, la mancanza di un sistema unitario che consentisse di individuare e registrare le varie problematiche in modo da risolvere in maniera uniforme. In siffatto contesto occorreva razionalizzare l intero servizio di assistenza alle postazioni di lavoro ed ai server degli uffici giudiziari, affidati a diversi fornitori (nell ambito del contratto esecutivo SPC Coop lotto i quello di assistenza sistemistica ed altro RTI fornitore quello per l assistenza 53

55 applicativa) con parziale sovrapposizione delle competenze, duplicazione dei contact center, duplicazione delle attività amministrative e contrattuali. Esigenze di natura tecnica ed organizzativa, connesse alla complessità del progetto di gestione dei servizi di assistenza tecnica ai sistemi informativi automatizzati della giustizia, imponevano un governo unitario e centralizzato, sicché l Amministrazione potesse interloquire con un unico soggetto obbligato ad adempiere a tutte le obbligazioni, mentre l accentramento della conoscenza delle problematiche applicative e sistemistiche consentiva di ottimizzare i costi, razionalizzare gli interventi e realizzare un importante strumento di knowledge management nella disponibilità dell amministrazione. Sussisteva anche la necessità di usufruire di un help desk unitario che si ponga come un effettivo Single Point of Contact (Unico Punto di contatto) in cui l attività iniziale di problem determination di uno specifico intervento di assistenza (applicativa o sistemistica che sia) sia sempre demandato al fornitore e non all utente. Il governo del progetto richiede il possesso di uno specifico knowhow nell ambito dei sistemi dell Amministrazione, giacchè il successo dell intera operazione presuppone la competenza sui sistemi sia da un punto di vista sistemistico sia dal punto di vista applicativo. Obiettivi perseguiti Garantire la continuità dei servizi di gestione sistemi, di gestione postazioni di lavoro e di assistenza applicativa del servizio di Identificazione, Autenticazione e Autorizzazione; Disporre di un nuovo servizio centralizzato per la gestione delle richieste, che funga da Single Point of Contact (SPOC) per tutti gli utenti interni ed esterni del Sistema Informativo del Ministero; Implementare un nuovo modello di erogazione dei servizi di gestione e di assistenza, caratterizzato da un maggiore livello di centralizzazione e automazione delle attività, che consenta: la riduzione ed un maggior controllo dei costi; una maggiore omogeneità ed efficacia nell erogazione; Avvalersi di supporto specialistico qualificato ed a costo predefinito per le attività progettuali da realizzare sul territorio (migrazione di sistemi operativi, diffusione di nuove applicazioni, ecc.). Risultati ottenuti - Abbattimento della spesa corrente di circa 9 milioni/anno; - Incremento dei livelli di servizio erogati; - Razionalizzazione del governo dei fornitori. I contratti quadro stipulati da CNIPA (ora DIGITPA), nell ambito dei quali l amministrazione ha sottoscritto i contratti esecutivi SPCoop Lotto I e SPCoop Lotto 2, andranno a scadenza alla fine di maggio 2012 e l amministrazione si troverà, pertanto, nell impossibilità di assicurare il servizio di 54

56 gestione e assistenza ai sistemi informativi. Nel corso delle riunioni della Commissione SPC, i rappresentanti di DIGITPA hanno comunicato che detto ente non intende procedere a rinnovare i contratti quadro o, comunque, ad effettuare nuova gara per l affidamento di detti servizi. Per fare fronte a tale criticità è stato avviato uno studio, insieme a CONSIP Spa, volto alla predisposizione di una gara europea per l acquisizione, per un periodo di 48 mesi, dei servizi di gestione. Lo studio ha portato alla redazione di due capitolati tecnici che, ottenuto il positivo parere di DigitPA, hanno dato luogo a due gare europee recentemente bandite: 1. gara per l acquisizione dei servizi di presidio delle sedi, di gestione dei sistemi e delle reti, di gestione delle postazioni di lavoro, di assistenza applicativa, di Single Point of Contact, di identificazione, autenticazione e autorizzazione e di supporto specialistico per il Sistema Informativo del Ministero della Giustizia; 2. gara per i siti web (fornitura dei servizi di sviluppo e MEV dei siti web e di software ad hoc, di sicurezza e cooperazione applicativa, di Hosting, di gestione applicativa e web del Ministero della Giustizia) Multivideoconferenza Al fine di garantire la possibilità di celebrare processi in cui fossero coinvolti detenuti o imputati a cui era applicato il regime di detenzione di cui all art. 41 bis dell ordinamento penitenziario, il Ministero della Giustizia, in attuazione della legge n n. 11 e successive modifiche relative alla disciplina della partecipazione al procedimento penale a distanza e dell esame in dibattimento dei collaboratori di giustizia, ha realizzato un servizio di multivideoconferenza e fonia fissa riservata nonché di gestione delle sessioni. Il sistema coniugando la possibilità di rendere cifrato il contenuto delle comunicazioni telefoniche e sfruttando la tecnologia ISDN, ha permesso di collegare tra loro circa 330 sale/aule attrezzate dell Amministrazione tra case circondariali, aule di tribunale e aule Bunker rendendo di fatto possibile, attraverso un Centro servizi e regia messo a disposizione da Telecom Italia, la celebrazione di più di 7000 sessioni l anno di videoconferenza per un totale di oltre sale collegate l anno. Il progetto di evoluzione del servizio di multivideoconferenza si è posto come obiettivo principale il passaggio dalla tecnologia trasmissiva ISDN all utilizzo di reti di tipo IP sia per la componente di multivideoconferenza che per la fonia riservata. A tal fine è stata realizzata una infrastruttura comunicativa di tipo IP utilizzando il Servizio Pubblico di Connettività che ha consentito di garantire livelli di servizio superiori a quelli già in essere pur con un significativo abbattimento della spesa corrente grazie alla eliminazione della quota di traffico ISDN. Per alcune sale di particolare rilievo è stata adottata la tecnologia Telepresenza che consente 55

57 una altissima fedeltà delle videocomunicazioni. Situazione pregressa - Rete di trasporto proprietaria (Telecom Italia); - Apparati obsoleti e privi della necessaria manutenzione; - Trend di spesa in crescita a causa dell accresciuto utilizzo del servizio. Obiettivi perseguiti - Passaggio da una rete proprietaria ad una rete aperta (ampliamento portafoglio possibili fornitori); - Affidabilità: aggiornamento tecnologico delle infrastrutture. Risultati ottenuti - Abbattimento della spesa corrente di 1.5 mln/anno; - Sostituzione di tutti gli apparati costituenti la infrastruttura tecnologica - Allestimento di sale Telepresenza Servizi di interoperabilità (posta elettronica ed internet) I servizi di interoperabilità (posta elettronica ed accesso ad internet) hanno costituito storicamente uno dei maggiori centri di costo della DGSIA. Il contratto in essere, è stato stipulato con il fornitore aggiudicatario della gara SPC relativa alla interoperabilità evoluta. La Direzione ha inteso utilizzare quota parte dell abbattimento dei costi ottenuto con il nuovo contratto SPC per aumentare la platea degli utenti, sia della posta elettronica ordinaria che di quella certificata (PEC). In particolare, fornire di PEC (Posta Elettronica Certificata) il capo ed il dirigente amministrativo di ogni ufficio giudiziario ed estendere le utenze di posta elettronica ordinaria all intero personale giudiziario e amministrativo. La cooperazione applicativa rappresenta un settore di grande interesse per il Ministero delle Giustizia perché fortemente abilitante al raggiungimento di tutti gli obbiettivi miranti alla condivisione delle informazioni e dei servizi. L attenzione è stata rivolta sia alla cooperazione interna tra i sistemi informativi della giustizia, sia alla cooperazione con i domini applicativi delle altre amministrazioni centrali e locali. In merito alla cooperazione esterna si è fatto riferimento al modello SPCoop, che, come previsto dal Codice della Amministrazione Digitale, consente lo scambio informativo a valore legale tra le amministrazioni. In merito alla cooperazione tra i sistemi informativi interni ed alle modalità di accesso dei cittadini al sistema giustizia, si è inteso portare avanti un approfondita attività di analisi mirante alla razionalizzazione ed alla armonizzazione delle infrastrutture già esistenti attraverso l individuazione di un modello, di tecnologie e regole che dovranno rappresentare, in futuro, uno standard per tutti gli applicativi dell amministrazione. L obiettivo è realizzare un bus logico di interconnessione attraverso cui gli applicativi colloquiano, internamente al dominio giustizia, in modalità standard predefinite e con l esterno tramite: - la porta di dominio, con le altre amministrazioni centrai e locali; 56

58 - opportuni sistemi specializzati allo scopo, come il Gestore Centrale del PCT od altri componenti che espletano funzionalità logicamente equivalenti, con i cittadini o particolari categorie di utenti ( es. Avvocati, ordini professionali etc ). La diffusione dei servizi di interoperabilità compiuta a partire dalla fine degli anni 90 aveva portato una situazione a macchia di leopardo. Per realizzare la cooperazione applicativa, portando a completa maturazione le esperienze già acquisite, era necessario consolidare la componente Porta di Dominio, da sottoporre alla procedura di qualificazione nei tempi e modi stabiliti dal CNIPA, e redigere gli Accordi di Servizio, secondo gli standard previsti da SPCoop, per tutti i servizi che il Ministero fornisce alle altre amministrazioni e per tutti quelli che da queste fruisce. Obiettivi perseguiti - Abbattimento della spesa corrente; - Mantenimento del presidio e della infrastrutttura on site ovvero interna all Amministrazione; - Diffusione della Posta Elettronica Certificata (PEC); Risultati ottenuti - Abbattimento dei costi ricorrenti di oltre 1 milione /anno grazie ad un trattamento di favore, rispetto ai canoni SPC, ottenuto con il fornitore qualificato ed ad una rigorosa politica di dismissione delle caselle non più in uso; - Affidabilità del servizio di posta elettronica prossimo al 100%; - Diffusione di oltre caselle di posta (di cui oltre caselle di struttura/ufficio) e caselle PEC agli uffici giudiziari e ministeriali; - Abilitazione e certificazione della Porta di dominio dell Amministrazione; - Avvio della cooperazione applicativa con altre Amministrazioni (es. Equitalia progetto recupero spese di giustizia e progetto relativo alle opposizioni e dei ricorsi proposti innanzi al Giudice di Pace avverso i verbali di accertamento delle violazioni al codice della strada) Sicurezza del sistema informativo della giustizia Vari sono stati, nel periodo, gli interventi di razionalizzazione e potenziamento della sicurezza del sistema informativo della giustizia; tra le principali azioni intraprese si evidenziano, per la loro importanza e rilevanza strategica, il sistema di autenticazione nazionale (ADN) e il Security Operation Center (SOC) e il Log Management (Segue): il sistema di autenticazione nazionale (ADN) L iniziativa nota con la sigla ADN (l acronimo sta per Active Directory Nazionale) fa riferimento ad una collaudata tecnologia e ad una specifica soluzione organizzativa adottate dal Ministero della 57

59 giustizia. La tecnologia, chiamata Active Directory, è stata sviluppata dalla società Microsoft per migliorare la gestione delle utenze facenti capo ad una organizzazione. Mediante essa è, infatti, possibile integrare le modalità di accesso ai sistemi informatici, nonché uniformare la gestione delle utenze e della sicurezza. I vantaggi di questa tecnica sono diversi: per gli utenti una maggiore semplicità nelle procedure di identificazione informatica (con una unica password è possibile accedere ai diversi servizi resi disponibili dall Amministrazione) e la possibilità di utilizzare i servizi informatici anche da postazioni diverse; per l Amministrazione la possibilità di gestire il parco macchine installato e le relative utenze secondo l organizzazione più opportuna. In particolare i vantaggi possono essere così sintetizzati: - maggiore uniformità e coerenza nelle regole per l identificazione informatica degli utenti e l accesso alle risorse elaborative, nonché nella gestione delle configurazioni; - integrazione tra i processi di gestione del personale dell Amministrazione e le procedure di assegnazione e di revoca delle utenze; - aggiornamento automatizzato e centralizzato del software i sistema e dei prodotti antivirus; - possibilità di mantenere traccia delle attività degli amministratori di sistema; - possibilità per l'amministrazione di ottenere lo stato aggiornato della situazione relativo alla numerosità del parco macchine e della tipologia dei sistemi operativi utilizzati; - uniformità e tempestività nell aggiornamento del software. Comunemente si pensa che il ricorso a questa tecnologia comporti la centralizzazione di tutte le attività di gestione delle utenze e della sicurezza, ossia che la configurazione della postazione di lavoro di ciascun utente, a prescindere dall ufficio di appartenenza, sia demandata ad una organizzazione centrale. In realtà, la tecnologia non fissa una specifica modalità di amministrazione delle diverse entità che compongono i sistemi informatici, ma consente di definire schemi articolati in cui ogni specifica attività può essere assegnata ad un determinato livello: generale, di dominio o di unità organizzativa. Nel caso del Ministero della giustizia si è scelta un organizzazione che consta di due aree principali (o domini, secondo la terminologia dell active directory): una è dedicata alla gestione delle applicazioni, l altra alla gestione delle utenze. Ciascun area è organizzata in diverse unità organizzative, ognuna delle quali può a sua volta essere strutturata in altre unità organizzative; le aree sono gestite da amministratori nazionali, le unità organizzative da amministratori di secondo livello. Le aree sono gestite da amministratori di livello nazionale, le unità organizzative da amministratori delegati. Nell area dedicata alla gestione delle utenze, le unità organizzative di primo livello corrispondono a Uffici centrali del Ministero, Dipartimenti o Distretti giudiziari. Ciascuna unità organizzativa di primo livello è gestita da amministratori delegati appartenenti alla Direzione Generale Sistemi Informativi Automatizzati (DGSIA) che ha provveduto a nominarli con atto formale, tenendo conto delle competenze e della dislocazione geografica. Gli amministratori 58

60 delegati delle unità organizzative di primo livello possono a loro volta delegare le attività di competenza ad altri amministratori di sistema. Ciò avviene di norma quando nel distretto sono presenti uffici di dimensioni apprezzabili in cui è stabilmente presente un amministratore di sistema della DGSIA: in tal caso la gestione delle utenze viene demandata a tale soggetto che, operando a diretto contatto con gli utenti, è facilitato nella interazione con i medesimi e può pertanto agire con maggiore efficienza. Attualmente, quando un amministratore di un unità organizzativa di primo livello attua la delega, non perde la possibilità di operare direttamente su quanto è oggetto di delega (definizione utenze, assegnazione privilegi, impostazione regole di sicurezza, variazione configurazioni, ecc.). Questa scelta è stata operata per consentire agli amministratori di primo livello di intervenire, in caso di urgenza, qualora l amministratore locale non sia disponibile (ad esempio perché in ferie). Comunque, di norma, le operazioni più delicate sotto il profilo della sicurezza continuano ad essere svolte dai soggetti che operano presso gli uffici e che godono della piena fiducia di quest ultimi. Gli amministratori nazionali sono stati selezionati nell ambito del personale della DGSIA. Gli amministratori delegati sono stati selezionati nell ambito del personale, già individuato dal Ministero della giustizia, cui è stato assegnato il ruolo di AdSI (amministratore dei servizi informatici), la cui attività è disciplinata dal Decreto 27 aprile Nuove regole procedurali relative alla tenuta dei registri informatizzati dell'amministrazione della giustizia. Gli AdSI assicurano la gestione operativa delle componenti hardware e software del sistema informatico effettuando, anche mediante accesso remoto, tutte le operazioni necessarie a garantire l integrità, la disponibilità, l autenticità e la riservatezza delle informazioni. Tra i compiti assegnati agli AdSI vi è quello di assicurare che il capo dell ufficio giudiziario, o un suo delegato, possa accedere alla infrastruttura logistica condivisa per verificare il rispetto degli standard di sicurezza e della normativa sulla tenuta dei registri. I delegati di distretto sono generalmente 3 per distretto di corte d appello. I nominativi sono indicati dai dirigenti CISIA e fanno parte del personale informatico del CISIA. I delegati di distretto hanno una competenza limitata all ambito degli uffici appartenenti al distretto cui afferiscono. Gli amministratori delegati sono stati individuati tenendo conto della professionalità, dell affidabilità dei soggetti e del rapporto fiduciario con gli uffici giudiziari. Gli AdSI prescelti vengono formalmente delegati dal Direttore Generale SIA alla completa gestione delle attività, assumendosi la responsabilità di amministrazione delle risorse (workstation, server, stampanti, ecc.) facenti capo all unità organizzativa di competenza e divenendo così il principale riferimento tecnico per le relative problematiche. L argomento della sicurezza deve essere necessariamente affrontato riferendosi al all organizzazione complessiva degli Uffici ed alle modalità lavorative adottate, sia di tipo tradizionale che con il supporto dei sistemi informatici. In tale ottica la DGSIA ha attivato un iniziativa volta a monitorare la sicurezza dei sistemi ed a stabilire, congiuntamente con gli uffici interessati, regole, procedure e soluzioni tecniche per migliorare la sicurezza. In tale progetto il sistema ADN svolge un ruolo chiave perché consente di monitorare i diversi fenomeni che possono influire sulla sicurezza degli uffici, sia mediante dati statistici che con informazioni puntuali. Ad esempio è possibile avere informazioni sui tentativi di violazione delle regole di sicurezza oppure 59

61 sulla diffusione di virus in particolari ambiti. Una ulteriore garanzia che il sistema ADN offre è la possibilità di collezionare centralmente ed analizzare le informazioni relative alle attività svolte dagli amministratori di sistema. Con questa soluzione un amministratore non può occultare indebitamente le tracce relative ad eventuali attività improprie e può essere facilmente scoperto nel caso di comportamento non corretto. Occorre infine aggiungere che l adozione della tecnologia active directory non comporta vulnerabilità aggiuntive perché i dati e le comunicazioni sono protetti da opportuni sistemi di sicurezza. Alla data del 15 ottobre 2011 sono stati censiti oltre utenti dell Amministrazione della giustizia ed è stata completata la migrazione al sistema di autenticazione nazionale (ADN) di circa utenti (Segue): il Security Operation Center (SOC) e Log Management La Direzione Generale ha compiuto una complessa opera di rinnovamento della propria infrastruttura ICT mirata a rafforzare le funzioni di sicurezza a supporto dei sistemi informativi del Ministero della Giustizia. In questo ambito gli obiettivi prioritari sono stati razionalizzare, far evolvere in senso innovativo, mettere in sicurezza, le infrastrutture ICT, i sistemi informatici e la rete di telecomunicazione della giustizia, in modo da aumentare la loro efficienza, economicità di gestione, sicurezza dei dati e delle apparecchiature, nel rispetto della normativa vigente circa la tenuta dei dati di interesse dei procedimenti giudiziari, e in modo da permettere l erogazione di servizi in rete affidabili, sicuri e di elevata qualità agli utenti interni ed esterni al Ministero della Giustizia. La costituzione del Security Operation Center (o Centro Monitoraggio e Gestione) prende quindi origine dagli obiettivi di cui sopra e tende a instaziarli in uno specifico disegno architetturale e in un progetto operativo, in accordo anche con alcune delle misure specifiche dettagliate dal Gruppo di Lavoro tra il Ministero della Giustizia e DigitPA e raccolte nel documento INDICAZIONI PER LA SICUREZZA ICT DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. L identificazione di un incidente di sicurezza è un attività complessa che necessita di un analisi accurata del traffico di rete: La raccolta dei log dei Server, dei log dei dispositivi di rete, quali Switch e Router, o degli stessi Firewall non è sufficiente ad identificare i fenomeni più aggressivi che sono disegnati appositamente per non essere intercettati dalle tecnologie indicate. Ogni singolo dispositivo è in grado di rilevare attività pericolose e di sollevare degli allarmi verso un sistema di monitoraggio. Dato che le minacce sono in continua evoluzione tali sistemi devono essere periodicamente aggiornati in modo che siano in grado di identificare le minacce più nuove. Vanno inoltre tarati in modo da rilevare sempre quelli che sono i fenomeni significativi, senza inviare allarmi che non corrispondano ad un effettivo pericolo per i sistemi. Gli allarmi emessi da ogni singola sonda (eventi) devono essere memorizzati ma ulteriormente analizzati per fornire una visione integrata dei fenomeni di attacco che si sviluppano 60

62 nella rete. La correlazione di eventi rilevati su diversi punti di monitoraggio è un elemento cruciale per l individuazione di un attacco in tempi che consentano di limitare i danni. Il SOC consente di far efficacemente fronte alle esigenze sopra espresse. Esso costituisce l insieme di infrastrutture tecnologiche e organizzative che hanno il compito di gestire l infrastruttura di sicurezza del Ministero della Giustizia. Il SOC integra, al suo interno l attuale struttura del Centro Gestione Firewall del Ministero. Parte integrante del SOC è il Sistema di raccolta e analisi degli eventi di sicurezza (infrastruttura SIEM). Un punto di raccolta centralizzato degli eventi di sicurezza prodotti per la loro analisi è, quindi, elemento essenziale del sistema di sicurezza. Il monitoraggio tramite una console unica senza un adeguata intelligenza bordo consente ad un operatore esperto di tenere sotto osservazione un numero limitato di dispositivi che arriva fino ad un massimo di 8 / 10 per operatore. Anche se la configurazione dei dispositivi (tuning) avviene con precisione, il numero di eventi riportati avrà una numerosità difficilmente gestibile oltre i limiti indicati. Per questo motivo si è scelto di dotare il SOC di una soluzione Security Information and Event Management (SIEM). Questa è una piattaforma centralizzata per la raccolta e la correlazione normalizzazione di eventi di sicurezza in real-time, che fornisce le seguenti funzionalità di base: automatizzare l aggregazione, la correlazione e l analisi dei log; snellire il reperimento, la gestione e la risoluzione degli incidenti attraverso uno strumento interno per il tracking della gestione degli incidenti di sicurezza; consentire la descrizione di regole di correlazione per l attivazione automatica di azioni su pattern noti; rendere disponibile una consolle operativa con viste personalizzate per consentire un analisi efficiente degli incidenti di sicurezza; integrare tool d investigazione per consentire indagini su incidenti di sicurezza o su attività anomale; preparare i report atti a documentare le attività relative alla conformità Gli eventi di sicurezza sono raccolti a partire dai dati originali che vengono mantenuti, comunque, presso le proprie console di gestione, ed inviati alla piattaforma SIEM per la elaborazione. La piattaforma SIEM mantiene nel suo database solo gli eventi normalizzati, per consentirne l analisi in real-time. Gli eventi normalizzati vengono mantenuti per un periodo relativamente breve (alcune settimane), per mantenere un elevata efficienza del database. La conservazione dei dati a lungo termine è demandata alla Piattaforma di Log Management che è stata all uopo dimensionata. Il SOC include una piattaforma di Log Management per l adeguamento alla normativa del Garante Privacy relativa al Log degli Amministratori di Sistema ed al collezionamento, archiviazione ed indicizzazione dei log generati dagli apparati di Sicurezza e delle infrastrutture critiche dell Amministrazione. 61

63 Alla data di stesura del presente rapporto sono raccolti nella piattaforma di Log Management tutti i log provenienti dalla infrastruttura ADN e dai principali nodi di rete dell Amministrazione. Inoltre sono raccolti i log prodotti da alcune delle postazioni di lavoro che detengono i dati più riservati. I Log sono archiviati in modo permanente, cifrato e non ripudiabile. L archivio dei Log costituisce una fonte preziosissima per eventuali successive indagini oltre ad essere un efficace deterrente contro azioni malevole. L insieme delle infrastrutture dl SOC al personale specializzato di eseguire le seguenti attività: Verifica degli eventi di sicurezza ed investigazione su probabili incidenti; Gestione e aggiornamento delle politiche di sicurezza; Analisi degli alert di sicurezza; Aggregazione e normalizzazione dei Log Il SOC è stato interamente finanziato da fondi PON sicurezza per lo sviluppo obiettivo convergenza Obiettivo operativo 2.7 Potenziare la dotazione tecnologica della PA ai fini di migliorare l efficienza e la trasparenza dei processi gestionali. 62

64 3.4. ALTRI SETTORI DI INTERVENTO In numerosi altri campi la DGSIA ha sviluppato soluzioni che costituiscono importanti innovazioni del servizio giustizia. Di seguito si enumerano alcune principali azioni intraprese, con i relativi benefici conseguiti Razionalizzazione mainframe DAP Il Sistema Informativo Automatizzato dell Amministrazione Penitenziaria è strutturato funzionalmente ed organizzativamente per fornire i supporti operativi e conoscitivi sia alle funzioni istituzionali ad essa affidate in tema di esecuzione penale: esecuzione delle sentenze di condanna; delle misure cautelari in carcere; delle misure di sicurezza; delle misure alternative alla detenzione sia all attività di gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali in dotazione all amministrazione (auto-amministrazione) al fine di modificare e semplificare i processi di lavoro degli Uffici e di migliorare l efficienza ed il funzionamento interno. In quest ottica, esso ha il compito di fornire servizi non solo a tutte le strutture organizzative, centrali e territoriali, ed ai relativi processi dell Amministrazione Penitenziaria, ma anche nel più vasto contesto degli Uffici Giudiziari e delle Forze di Polizia. In particolare il sistema: - assicura, attraverso il sistema SIAP/AFIS, la completa automazione di tutte le attività di competenza degli istituti e servizi penitenziari, finalizzate alla esecuzione della pena; - gestisce la Banca Dati dei soggetti privati della libertà personale (c.d. Anagrafe Penitenziaria), alimentata automaticamente dalle procedure a disposizione degli istituti e servizi territoriali, le cui informazioni consentono l erogazione di un servizio informativo on-line al quale accedono oltre utenti registrati (istituti e servizi penitenziari; uffici giudiziari; tutte le Forze di Polizia); - fornisce i supporti necessari alla attività di auto-amministrazione (gestione del personale, gestione amministrativo-contabile e dei beni strumentali e patrimoniali); - dispone di un sistema direzionale di supporto alle decisioni, che permette di ottenere dati aggregati e statistici in tempo reale. Situazione pregressa Per quanto riguarda l architettura tecnica di supporto, il sistema informativo penitenziario ha adottato storicamente un architettura funzionale a tre livelli, basata su tecnologie WEB e mainframe: - sistemi centrali basati su mainframe IBM, dislocati a Roma, per la gestione dei dati e degli archivi nazionali, con funzioni di Data Server ; - sistemi server midrange, anch essi centralizzati a Roma, corredati di due componenti fondamentali: Web Server, cioè il front-end destinato alle funzioni di indirizzamento e connessione delle postazioni di lavoro, ed Application Server, destinato ad ospitare la logica elaborativa delle applicazioni; 63

65 - postazioni client distribuite in tutte le sedi, contenenti il modulo di presentazione con interfaccia Web, destinate a consentire l accesso alle funzioni e la fruizione, da parte dell utenza, dei servizi informatizzati. In adempimento a quanto disposto dal CNIPA in occasione del parere espresso sul rinnovo del contratto per la gestione e manutenzione del sistema mainframe centrale, è stato commissionato uno studio di fattibilità per il downsizing del sistema, all esito del quale è stata prodotta una analisi tecnico economica e una road map progettuale. Obiettivi perseguiti La decisione di trasferire dal 1 gennaio 2011 il sistema di trattamento economico del personale di Polizia Penitenziaria al MEF, unita alla necessità di ottimizzare la capacità elaborativa del CED, ha indotto questa Amministrazione ha realizzare un progetto di downsizing del CED del Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria inizialmente volto a dismettere il sistema centrale basato su tecnologia Z/OS IBM con la finalità di mantenere inalterati gli attuali livelli di servizio a fronte di una maggiore economicità di gestione. Con l obiettivo primario di ridurre drasticamente i costi di gestione, a seguito di una complessa analisi tecnica ed economica che ha coinvolto numerosi attori e ha portato ad una dettagliata comparazione analitica delle differenti opzioni tecnologiche, l Amministrazione ha acquisito un nuovo mainframe IBM, ad altissime prestazioni, con uno sconto, sul prezzo di listino, prossimo al 90%. Risultati ottenuti. Oltre all acquisto della nuova potente apparecchiatura di calcolo, che è in grado di assicurare per un lungo periodo elevati livelli di performance al DAP, si sono conseguiti eccezionali risparmi in sede di fornitura con uno sconto del 90% e sono stati raggiunti i seguenti ulteriori risparmi: - Estinzione dei canoni di spesa corrente relative al leasing operativo del mainframe IBM, con risparmio annuale pari a ; - riduzione della spesa corrente annuale del 27 % per i canoni di manutenzione del sw (da ,15 a ,05) Banca dati centralizzata per le statistiche - Datawarehouse Nel periodo di interesse sono stati altresì riavviate la attività volta alla realizzazione della banca dati centralizzata per le statistiche; infatti, il contratto avente ad oggetto la realizzazione di un sistema di DataWarehouse a fini statistici per l Amministrazione della Giustizia, stipulato nel 2004, venne sospeso nel 2006; non appena questo responsabile ha assunto la direzione dell ufficio le attività sono state riavviate e sono, attualmente, in avanzato stato di realizzazione per la parte relativa al processo civile (DWHGC). L intervento realizzativo ha richiesto la predisposizione di un apposito regolamento che è attualmente in fase di emanazione. Nel settore civile, dopo approfondita analisi condotta insieme alla direzione generale di statistica, 64

66 sono stati realizzati gli estrattori dei dati dai sistemi gestionali del processo civile e acquisiti materialmente i dati operazionali dai distretti pilota. Sono in corso le attività di installazione del sistema centrale presso il CED Balduina e proseguono le periodiche estrazioni dei dati dai sistemi gestionali dei registri civili. È bene evidenziare che l attuale sistema di rilevamento statistico, con la raccolta e la trasmissione manuale dei dati contenuti nei sistemi informatici in uso presso gli Uffici Giudiziari ed aggregati secondo modalità complesse e non sempre recepite in modo univoco, richiede un oneroso sforzo da parte dei magistrati, dirigenti e funzionari. Con la alimentazione automatica, seppure controllata, di dati elementari dagli Uffici Giudiziari ad un DataWarehouse (contenitore di dati) centralizzato, il Ministero della Giustizia confida di ottenere: o un più funzionale sistema di rilevazione statistica delle attività che si svolgono presso gli uffici giudiziari; o un discreto e oggettivo insieme di parametri atto a valutare la produttività degli uffici giudiziari allo scopo di: facilitarne la pianificazione dell organizzazione e la distribuzione delle risorse, evidenziare la qualità ed il tipo di risposta del sistema Giustizia o una riduzione dei tempi/persona attualmente dedicati alla raccolta e all invio dei dati, con un recupero di efficienza nelle attività proprie delle risorse coinvolte Gestione integrata degli esiti delle notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari in materia civile e penale La convenzione stipulata dal Ministero della giustizia (DOG e DAG) con Poste S.p.a. per il servizio di gestione integrata degli esiti delle notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari in materia civile e penale, prevede, nell ambito del servizio base, attività complementari : 1. Acquisizione degli estremi identificativi degli atti attraverso un servizio di data entry 2. Produzione automatica della ricevuta di ritorno 3. Scansione degli avvisi di ricevimento per l aggiornamento dell archivio digitale consultabile on-line dal personale dell amministrazione. 4. Servizio di consegna e ritiro degli atti. Secondo quanto previsto in Convenzione queste attività a basso valore aggiunto devono evolvere verso soluzioni tecnologiche avanzate che utilizzino gli strumenti previsti dal Codice dell amministrazione digitale ed in particolare la PEC (posta elettronica certificata). La Convenzione prevede, pertanto, l impegno delle parti a dare corso alle implementazioni tecnologiche necessarie. La direzione SIA ha predisposto un progetto di evoluzione che ha ottenuto il parere favorevole di DigitPA: è stata avviata, congiuntamente con Poste, una sperimentazione sulle sedi di Napoli e Potenza per la trasmissione con PEC degli atti relativi alle raccomandate previste dagli artt. 139 e 157 cpp e dagli artt. 140 e 660 cpc. Di seguito viene riportata una sintetica descrizione delle modalità di lavorazione del servizio 65

67 informatizzato. Il sistema informatico dei registri degli ufficiali giudiziari (GSU) genera in automatico l atto di avviso raccomandato che l ufficiale giudiziario deve obbligatoriamente redigere nelle ipotesi di cui agli art. 157, e 660 c.p.c. e lo trasmette tramite PEC a Poste Italiane che provvede a stamparlo, ad imbustarlo e compilarlo in forma di raccomandata A.R., nei casi in cui questo è previsto dalla legge. I dati relativi al destinatario dell avviso, all ufficio giudiziario richiedente, nonché al giudice, alla sezione, al numero di R.G., all udienza ecc. vengono altresì automaticamente trasmessi a Poste che li inserisce senza possibilità di errori sugli avvisi di ricevimento che debbono essere restituiti all Ufficio giudiziario che ha in origine richiesto la notificazione. Vi è quindi una garanzia pressoché assoluta che la ricevuta di ritorno (documento indispensabile per la validità della notificazione sia in materia civile che penale) sia restituita all ufficio giudiziario ed inserita nel fascicolo. La mancata restituzione dell avviso di ricevimento, come noto a tutti gli operatori della giustizia, è uno dei punti di maggiore criticità del sistema delle notifiche. Attualmente le ricevute di ritorno, redatte a mano, non sempre risultano leggibili e a volte non contengono tutti i dati identificativi relativi all atto cui debbono essere allegate. Gli operatori di Poste Italiane, dopo la consegna, scansionano l immagine dell avviso di ricevimento da inviare all UNEP e la registrano automaticamente nel registro cronologico dell UNEP; pertanto gli Ufficiali Giudiziari possono direttamente fornire notizie agli uffici giudiziari sull esito della spedizione e rilasciare un eventuale stampa della avviso scannerizzato. Sarà, quindi, fortemente ridotto il carico di lavoro per il personale UNEP e saranno eliminati altresì i costi per stampati, buste e quant altro necessario all attuale spedizione manuale dell avviso raccomandato. Non si dovrà più impiegare il personale per la redazione degli avvisi, preparazione di buste, cartoline, distinte ed ogni altra attività connessa, compreso il trasporto all ufficio postale per la spedizione. Il nuovo sistema di invio potrà inoltre comportare un risparmio economico considerevole per l Amministrazione. Attualmente il costo medio della raccomandata è di 6,60 euro. Poste ha ipotizzato un costo di euro 4,27 per le comunicazioni ex art t.139 e 660 Cpc ed euro 4,87 per le comunicazioni ex artt. 140 C.p.c e 157 C.p.p. Il risparmio conseguibile è di euro 2,33 per le comunicazioni ex artt. 139 e 660 C.p.c. e di euro 1,73 per le comunicazioni ex artt. 140 C.p.c. e 157 C.p.p.. In un ufficio come l UNEP di Napoli, dove sono avviate le attività sperimentali, nel primo semestre 2011 sono stati esitati atti in relazione ai quali si può conseguire un risparmio medio annuale di oltre euro Siti web degli uffici giudiziari Nell ambito del progetto interregionale/transnazionale Diffusione delle buone pratiche negli uffici giudiziari è stata prevista la realizzazione di un sito web interattivo per la richiesta da parte dell utenza di certificazioni o documenti sullo stato dei procedimenti. Ciò ha rappresentato l occasione per regolamentare la realizzazione dei siti web da parte degli uffici giudiziari attraverso un riordino e una uniformazione di quelli già esistenti o costituendi secondo i parametri comuni di grafica, usabilità, contenuti e interazione con l utente per soddisfare al meglio le esigenze di 66

68 informazione e fruibilità per il cittadino; sono state, quindi, diffuse a tutti gli uffici giudiziari le linee guida cui attenersi nella realizzazione dei siti web con particolare riferimento ai contenuti minimi essenziali e le caratteristiche grafiche a cui uniformarsi. E stato, altresì, disciplinato il rilascio del logo ufficiale del Ministero della Giustizia del quale possono fregiarsi unicamente i siti che risultano conformi alle linee guida. Ad oggi si sono adeguati alle linee guida ben 102 siti web di uffici giudiziari; agli stessi è stato rilasciato il logo ufficiale Sistema informativo dell amministrazione (SIAMM) Il sistema informatico presiede alcuni ambiti dei servizi amministrativi di competenza del Ministero e/o degli Uffici Giudiziari si compone dei seguenti moduli: Accertamento e Recupero Spese e Pene di Giustizia: - per la tenuta dei registri previsti dal T.U.115/2002 in materia di Spese di Giustizia ; Automezzi: - per la gestione del parco autovetture blindate ed ordinarie in carico al Dipartimento dell Organizzazione Giudiziaria e Uffici Giudiziari; Servizio Elettorale: - gestione del procedimento di nomina dei presidenti di seggio elettorale ordinario e speciale di competenza delle Corti di Appello. Diffuso presso tutte le Corti di Appello; Depositi Giudiziari: - per la gestione dei depositi giudiziari. E stata programmata un attività di manutenzione evolutiva che tenga conto delle modifiche normative intervenute in materia. La piattaforma informatica è stata diffusa presso 856 sedi giudiziarie (erano 575 nel 2009) e, nel contempo, è stata posta in cooperazione applicativa con i sistemi informatici di Equitalia Giustizia in previsione dell avvio delle nuove modalità procedimentali disegnate con la convenzione sottoscritta dal dicastero in data I dati tra i diversi sistemi informatici oggi vengono trasmessi e scambiati attraverso le porte di dominio dei due soggetti pubblici, senza che gli operatori debbano reinserirli manualmente. In dettaglio il report che segue illustra la diffusione sul territorio del sistema per le spese pagate, quelle prenotate e il recupero. 67

69 Distretti: sezioni distaccate Totale Uffici Utenti 2009 DIFFUSIONE MODULI SPESE GIUSTIZIA: Periodo da aprile 2009 a ottobre Spese Pagate - num. Iscrizioni e valori Attivi Attivi 1/A/SG 1/A/SG Lordo 1/A/SG Netto 1/A/SG 1/A/SG Lordo 1/A/SG Netto TOTALE , , , , Spese Prenotate Registro 2ASG Atti Atti Atti Atti , ,43 Recupero Crediti Registro 3ASG Partite Credito Partite Credito Partite Credito Partite Credito , ,40 Come può agevolmente desumersi dal prospetto, a fronte di circa 470 mln di euro di somme iscritte nel registro dei crediti di giustizia nell anno 2009, si è giunti ad una iscrizione per l anno 2011 (quindi solo 10 mesi) per oltre mln di euro. Gli utenti del sistema sono cresciuti da circa del 2009 a oltre nel 2011, mentre gli uffici serviti telematicamente sono passati da 575 a 856. Nello stesso periodo di tempo, per migliorare i processi gestionali interni degli Uffici giudiziari, sono state realizzate le seguenti funzioni evolute: - Tool-bar per consentire l interfaccia telematica tra i dati SIAMM e SI.CO.GE. per semplificare l emissione degli ordinativi secondari di spesa di competenza dei Funzionari Delegati per i capitoli a copertura delle anticipazioni erariali per Spese di Giustizia. Il servizio è stato diffuso in via sperimentale da 31 sedi giudiziarie; sono stati emessi n O.A. su un totale complessivo nazionale di Va programmata un piano di diffusione cui potrà farsi fronte con le risorse previste a copertura del nuovo contratto triennale 2012/2014; - Servizio on-line Liquidazioni Spese di Giustizia: per la compilazione ed inoltro agli Uffici Giudiziari delle richieste di liquidazione di compensi e indennità spettanti a soggetti terzi quali i consulenti tecnici, i testimoni o i gestori di servizi telefonici o di noleggio apparati, liquidati dal Giudice presso il quale si svolge il procedimento e messi in pagamento dal funzionario delegato. Al servizio si accede attraverso il sito Giustizia.it, gli utenti vengono indirizzati secondo la tipologia del richiedente, persona fisica o giuridica e restituisce, a seguito di registrazione, la: gestione dei propri dati anagrafici e fiscali: - informazioni necessarie per consentire all ufficio giudiziario di procedere correttamente alla lavorazione della richiesta di liquidazione; i dati inseriti con la prima registrazione saranno utilizzabili per le successive richieste; invio delle fatture o delle richieste di liquidazione; monitoraggio dello stato delle fatture o delle richieste inviate agli uffici giudiziari per la fase della liquidazione; l indirizzamento della richiesta o fattura alla sede 68

70 giudiziaria che dovrà provvedervi. Sono evidenti i vantaggi: - Per tutti gli utenti c è il vantaggio di poter seguire lo stato di lavorazione dell istanza o della fattura; - Per utilizzare il servizio è sufficiente un computer con il collegamento a internet e una stampante; - Per usufruire anche del servizio di convalida giuridica della richiesta ed essere esonerati dal recarsi in cancelleria per apporre la firma è sufficiente essere dotati di posta elettronica certificata (PEC); - Per visualizzare il file prodotto dal Sistema "Liquidazioni Spese di Giustizia", riepilogativo dell istanza di pagamento creata, è sufficiente scaricare il software Adobe Reader. - Il servizio è stato attivato dal marzo 2011: o utenti registrati: 1907 o istanze inoltrate on-line: persone fisiche 3.706; persone giuridiche o uffici destinatari delle richieste telematiche: 144 o richieste lavorate: Sistema on-line dei giudici di pace Il servizio telematico, realizzato con risorse interne della direzione, consente a tutti (cittadini e avvocati) di compilare on-line i ricorsi in opposizione a sanzione amministrativa e la relativa nota di iscrizione a ruolo con codice a barre per lettura ottica. È possibile: o compilare il ricorso on-line e la relativa nota d iscrizione per proporre opposizione avverso verbali, cartelle esattoriali, ordinanze del prefetto a seguito di violazione del codice della strada o compilare il ricorso on-line e la relativa nota d iscrizione per proporre opposizione avverso ordinanze del prefetto per emissione di assegno a vuoto o compilare il ricorso on-line e la relativa nota d iscrizione per proporre opposizione avverso altre violazioni di competenza del giudice di pace, che non rientrino nelle materie escluse Se l'utente fornisce una potrà ricevere comunicazioni e aggiornamenti sul ricorso, una volta iscritto a ruolo o accedere tramite internet alle informazioni sullo stato dei procedimenti proposti innanzi al giudice di pace contenute nella banca dati del software ministeriale Sistema Informatico Giudice di Pace (SIGP), in uso presso gli uffici del giudice di pace o compilare il ricorso on-line e la relativa nota d iscrizione per richiedere il decreto 69

71 ingiuntivo (D.I.) e la relativa nota di iscrizione a ruolo con codice a barre per lettura ottica. E possibile compilare anche la sola nota di iscrizione a ruolo. Agli utenti che hanno indicato un indirizzo mail il sistema invia automaticamente tutte le informazioni relative agli eventi successivi alla iscrizione a ruolo ( magistrato, sezione, fissazione udienza, emissione provvedimenti, definizione ecc ecc). Gli utenti che adottano tale servizio fruiscono di una corsia preferenziale per il deposito degli atti funzionali all iscrizione a ruolo del fascicolo. Il servizio è accessibile con un computer dotato di collegamento a internet e stampante ed è disponibile da settembre 2009 in tutte le sedi del Giudice di Pace presenti sul territorio italiano. Al 31 ottobre 2011 al servizio on-line GdP sono attestati : 300 uffici del GdP Gli accessi alle pagine internet sono Pagine visitate ricorsi web per O.S.A iscritti: 1. anno anno anno decreti ingiuntivi iscritti on line: 1. anno anno anno Per talune sedi giudiziarie (Roma, Milano, Lucca e Grosseto) nell anno 2011 oltre in 92% dei decreti ingiuntivi è iscritto a ruolo solo con la modalità del servizio on line, decongestionando le cancellerie e riducendo drasticamente i tempi di perfezionamento della iscrizione del fascicolo processuale. 70

72 4. ATTIVITÀ FINANZIATE CON RISORSE EXTRA-BILANCIO 4.1. PON PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE Il Ministero della Giustizia DGSIA, al fine di sopperire alla carenza delle risorse finanziarie, ha presentato due progetti nell ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) Sicurezza per lo Sviluppo Obiettivo Convergenza , afferente all Obiettivo Operativo 2.7 Potenziare la dotazione tecnologica della PA ai fini di migliorare l efficienza e la trasparenza dei processi gestionali. I progetti approvati, cofinanziati nell ambito del PON, sono: Sistema informativo telematico delle misure di prevenzione SIT.MP Banca dati investigativa giudiziaria hypertestuale per l antimafia avverso il crimine BIG HAWK Prima fase. Le regioni interessate agli interventi sono quelle afferenti all Obiettivo Convergenza e più precisamente la Campania, la Calabria, la Puglia e la Sicilia. Preliminarmente occorre precisare che entrambi i progetti sono finalizzati a fornire mezzi e strumenti agli Uffici giudiziari ed, in particolare, ai Procuratori della Repubblica, mediante potenziamento della dotazione tecnologica, per migliorare efficienza e trasparenza dei processi gestionali, diffondere la legalità e conseguire più alti livelli di efficienza e qualità del servizio pubblico della giustizia, sin dalla fase delle indagini. Ciò è tanto più importante trattandosi di settori cruciali e prioritari per contrastare la criminalità organizzata ed in particolare quelli di competenza delle Direzioni Distrettuali Antimafia (DDA) SISTEMA INFORMATIVO TELEMATICO DELLE MISURE DI PREVENZIONE SIT.MP Il sistema SIT.MP nasce dall esperienza positiva del progetto SIPPI con cui si è proceduto alla informatizzazione dei registri misure di prevenzione grazie ai finanziamenti PON 2000/2006 e dalla considerazione che non è mai troppo l impegno nel contrastare le organizzazioni criminali che si infiltrano nel tessuto economico alterandolo investendo proventi illeciti nell acquisto di beni mobili, immobili e aziendali. Ad oggi il patrimonio delle organizzazioni criminali è stato stimato nell ordine di miliardi di euro: edifici, appartamenti, terreni, aziende, risorse finanziarie e monetarie. Si tratta complessivamente di una rilevante risorsa economica che deve essere sottratta al circuito criminale e restituita alla legalità per fini pubblici, sociali e occupazionali. Si muovono in questa prospettiva anche gli interventi normativi degli ultimi anni, legge n. 125/ la legge n.133/ la Legge n. 94/ legge 50/2010, che hanno rafforzato il quadro normativo delle misure di prevenzione personali e patrimoniali per dare pieno compimento agli obiettivi posti dalla legge n. 109/96 sul riutilizzo delle risorse confiscate. 71

73 Per supportare le scelte del legislatore si è ritenuto necessaria la creazione di un evoluto sistema informatico delle misure di prevenzione che informatizzi l intero iter procedurale di prevenzione personale e patrimoniale, e che, con diversi livelli di accesso e soprattutto con adeguate infrastrutture di sicurezza, è reso disponibile alla pluralità di soggetti interessati (Segue): realizzazione del SIT.MP e cooperazione applicativa Si è quindi pensato ad un sistema che assicuri la costante alimentazione della banca dati centrale dei beni sequestrati e confiscati e che ne gestisca il fascicolo digitale delle misure di prevenzione obiettivi che permetteranno di condividere un patrimonio comune di informazioni fruibile da diversi soggetti istituzionali e basato sulla cooperazione applicativa con soluzione tecnologica conforme agli standard DigitPA. Il SIT.MP si pone i seguenti obbiettivi: l integrazione con altri applicativi interni ed esterni alla giustizia, attraverso l innovazione tecnologica, basata sui nuovi standard normativi e tecnologici previsti dal Sistema Pubblico di Connettività; consentire la trasmissione di documenti firmati digitalmente del gestore unico, repository, assicurando la conservazione sostitutiva degli stessi ma ponendosi come successivo obiettivo di raggiungere gli standard previsti dalle norme per realizzare l archiviazione a norma dell intero fascicolo delle misure di prevenzione. Per l interazione applicativa con i sistemi informativi della giustizia il progetto coinvolge la Corte Suprema di Cassazione, il Casellario, il Sistema Informativo della Direzione Distrettuale Antimafia ed il Sistema delle notifiche penali. Per l interazione con altre Amministrazioni o Enti esterni alla giustizia saranno interessate in particolare il Ministero dell Interno; l Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alle organizzazioni criminali; la Conservatoria dei Registri Immobiliari competente per le trascrizioni dei sequestri di beni immobiliari; il Fondo Unico Giustizia. Per il secondo punto il sistema SIT.MP prevede la creazione di un fascicolo elettronico di misure di prevenzione comprensivo dell acquisizione del corrispondente documento cartaceo o digitale certificato. Ciò consentirà, oltre che la disponibilità immediata di tutti gli atti per più soggetti, anche il trasferimento dei fascicoli e degli atti da un ufficio all altro adottando tutti i sistemi di sicurezza del caso. Nell ambito della componente di accesso ai dati è implementato un ulteriore servizio che consente di attivare meccanismi di crittografia e sicurezza dei dati presenti all interno del database (Segue): l infrastruttura di sicurezza logica A tal proposito, considerato che il processo richiede interazioni con molteplici utenti interni ed esterni all Amministrazione, si è reso necessario l intervento di mettere in protezione l intero sistema. Tale intervento considera, quindi, la sicurezza secondo un modello di rete integrato 72

74 multilivello in grado di gestire e trattare tutti i possibili rischi, con livelli adeguati alle specifiche criticità. Gli interventi, quindi, contemplano la sicurezza fisica, a protezione delle sedi e degli ambienti; la sicurezza logica, a protezione degli apparati di rete, dei sistemi server e delle postazioni di lavoro; la sicurezza applicativa e dei dati, a protezione di accessi indebiti e non autorizzati e infine la sicurezza organizzativa, per assicurare corretti comportamenti Inoltre si è provveduto ad effettuare interventi finalizzati alla realizzazione dell infrastruttura nel sito di Napoli per adeguare gli apparati di sicurezza installati presso il CED e, nel contempo, per realizzare il Centro di Monitoraggio e Gestione (CMG) che utilizza gli strumenti centralizzati necessari per la prevenzione, identificazione e gestione degli interventi di sicurezza. Le infrastrutture del CMG di Napoli permettono di realizzare una infrastruttura organizzativa e tecnologica che funga da centro di eccellenza per le problematiche di sicurezza e gestione degli incidenti. Tali attività hanno permesso, altresì, la realizzazione di una infrastruttura completamente integrata, dal punto di vista degli strumenti tecnici e dei processi operativi, con il Centro di Gestione e Sicurezza SPC già in essere. Nel contempo si è ritenuto intervenire su alcune sedi che necessitano di maggior livello di protezione realizzando, nello specifico, le infrastrutture centralizzate di sicurezza perimetrale per il CED e le sale server distrettuali di Napoli, Palermo e Catania. A conclusione del progetto verrà organizzato un convegno al fine di illustrare, divulgare e pubblicizzare gli obiettivi conseguiti nella realizzazione dello stesso. Il progetto, approvato dall Autorità di Gestione del PON in data , si articola in 5 attività per un costo totale pari ad ,00. Dopo un anno dall approvazione del progetto SIT.MP, della durata di tre anni, si è raggiunto un impegno totale pari ad ,83 ed una spesa complessiva pari ad ,30 corrispondenti al 70% della capacità di impegno, al 51% della capacità di spesa e al 73% della velocità di spesa. Le attività, quindi, hanno subito un forte impulso rispetto alle previsioni indicate nella scheda progetto stessa. 73

75 Progetto SIT.MP , , , , , , ,00 - Costo Impegnato Realizzato Serie1 Figura 4 - Avanzamento realizzativo e finanziario al 30 settembre PROGETTO BANCA DATI INVESTIGATIVA GIUDIZIARIA HYPERTESTUALE PER L ANTIMAFIA AVVERSO IL CRIMINE BIG HAWK PRIMA FASE Il secondo progetto, approvato dall Autorità di Gestione del PON, dal titolo Banca dati investigativa giudiziaria hypertestuale per l antimafia avverso il crimine BIG HAWK Prima fase, nasce dall esigenza di fornire un supporto alle Direzioni Distrettuali Antimafia (DDA) per le attività investigative. In particolare, il principale problema delle attività investigative è l enorme mole di informazioni che devono essere trattate durante le indagini quando si opera nel settore della criminalità organizzata. Sono informazioni raccolte durante le indagini stesse, alle quali si aggiungono quelle già in possesso dell Amministrazione, fondamentali per l attività investigativa, ed entrambe devono essere valutate e condivise in tempo reale. L obiettivo del sistema BIG HAWK, dunque, è quello di consentire l integrazione delle informazioni esistenti negli applicativi interni alla giustizia, realizzando l innovazione tecnologica e funzionale dell attuale sistema, e l integrazione e lo scambio dati con altri applicativi esterni opportunamente esplorati con l impiego di appositi strumenti di analisi. La realizzazione del progetto sarà affiancata da un costante servizio specialistico di supporto agli utenti e di dispiegamento degli interventi applicativi realizzati, e dall erogazione di attività di addestramento e soprattutto di training on the job e da successivi interventi di follow up per raggiungere la piena efficacia del processo di apprendimento (Segue): il sistema di supporto alle indagini Per la realizzazione di questa prima fase del progetto BIG HAWK, sarà implementato un polo 74

76 tecnologico presso il CED dell Amministrazione a Napoli che è destinato ad ospitare il sistema di conservazione delle banche dati elettroniche di sei delle dieci DDA del territorio Obiettivo Convergenza e delle altre banche dati a cui possono accedere gli altri soggetti processualmente abilitati, del sistema documentale in cui saranno riversati i documenti dei processi di indagine, del motore di classificazione e catalogazione informazioni e dati, nonché del sistema di acquisizione delle informazioni rilevanti custodite in banche dati esterne (ad esempio le banche dati dell Agenzia delle Entrate, dell INPS, delle Camere di Commercio, ecc.). Per l accesso a banche dati esterne esistono già accordi e protocolli di collaborazione (Anagrafe Tributaria; Archivio dei Rapporti Finanziari; Sistema Informativo Camerale) ed altri sono in corso di definizione (INPS, INA- SAIA) (Segue): la gestione documentale Il progetto BIG HAWK si pone inoltre l obiettivo di diffondere la banca dati dematerializzata degli atti processuali attraverso l istallazione del repository, gestore unico documentale, in modo da permettere un agevole, efficace e sicuro accesso alle informazioni ed agli atti documentali relativi ai procedimenti penali conclusi ed in corso, per effettuare analisi ed elaborazioni statistiche. Il sistema documentale, dal punto di vista architetturale, verrà dispiegato tenendo conto delle esigenze di riservatezza e proprietà del dato degli Uffici di Procura, consentendo solo successivamente a tale fase, la condivisione dei dati a livello del sistema BIG HAWK. Presso i repository confluiranno tutti gli atti e i documenti informatici resi disponibili dagli Uffici di DDA e di Tribunale interessati che andranno a popolare la base dati di riferimento per le analisi ed elaborazioni statistiche a supporto della magistratura dell antimafia (Segue): l infrastruttura di sicurezza logica In considerazione della criticità e della riservatezza dei dati che saranno trattati da BIG HAWK, infatti, verrà adeguato il livello complessivo di sicurezza logica delle infrastrutture tecnologiche delle Regioni Obiettivo Convergenza. Nell ambito del progetto Sistema Informativo Telematico delle Misure di Prevenzione (SIT.MP), già oggetto di finanziamento PON, sono state adeguate le infrastrutture centralizzate di sicurezza perimetrale del sito di Napoli e delle sale server distrettuali di Napoli, Palermo e Catania. In questa iniziativa, quindi, verranno adeguate le infrastrutture centralizzate di sicurezza perimetrale delle sale server distrettuali oggetto dell intervento (Bari e Catanzaro), utilizzando la stessa architettura di riferimento adottata in ambito SIT.MP. E inoltre previsto l adeguamento delle infrastrutture di accesso ai dati, con particolare riferimento alle postazioni di lavoro utilizzate dagli utenti per consultare ed aggiornare la banca dati. L accesso a tali postazioni avverrà utilizzando criteri più stringenti e i dati in esse memorizzati saranno protetti da accessi indebiti anche in caso di smarrimento o furto dei supporti di memorizzazione. Tutte le attività effettuate sulle postazioni dagli utenti o dagli amministratori di sistema saranno tracciate e memorizzate 75

77 centralmente, in modo da poter risalire in ogni momento agli effettivi esecutori (Segue): la diffusione dei registri I dati dei registri penali costituiscono un importante fonte di informazioni da cui i Pubblici Ministeri possono attingere notizie utili alle loro indagini. Tali dati andranno ad integrarsi con le altre informazioni acquisite durante le operazioni d indagine che costituiscono una componente rilevante della base dati delle deduzioni investigative. Il sistema di registro è composto a livello logico da due elementi: Il registro dell azione penale, che verrà installato a livello centrale presso il CED di Napoli, verrà utilizzato dagli Uffici di Tribunale e di Corte di Appello afferenti alle Regioni Obiettivo Convergenza. Il registro per le indagini preliminari, che verrà installato presso le sedi di Procura Generale, verrà utilizzato dagli Uffici di Procura Generale e Procura afferenti alle Regioni Obiettivo Convergenza. In particolare verrà installato presso le cinque sedi le cui sale CED verranno adeguate con gli interventi previsti nel contesto del presente progetto e con il progetto SIT.MP (Napoli, Palermo, Catania, Bari e Catanzaro). Affinché siano massimizzati i benefici e minimizzati i rischi connessi ai cambiamenti organizzativi avviati dall Amministrazione della giustizia, verranno organizzati due convegni che avranno il preciso scopo di pubblicizzare gli obiettivi per facilitare la diffusione del sistema e di informare gli attori sullo stato di avanzamento del progetto. In particolar modo permetteranno di illustrare le modalità con cui si intende perseguire tali obiettivi (attività, priorità di intervento, tempi), di condividere l organizzazione ed i processi di interesse, di misurare e controllare il cambiamento in atto. Tali convegni verranno organizzati, con la partecipazione della DNA, a Napoli e, presumibilmente, a Reggio Calabria. Il Sistema Big Hawk rappresenta, quindi, un modello innovativo di attività investigativa in un settore in cui la circolarità delle informazioni, la continuità, la rapidità dell'azione e la verifica concreta dei risultati, costituiscono la premessa per l'affermazione della sovranità dello Stato nella sua unità di gestione del territorio che consentirà di attivare opportunità di occupazione e sviluppo economico, restituendo ai cittadini la trasparenza e l efficienza della PA con condizioni di maggiore legalità e sicurezza. Ciò consentirà, nel contempo, di restituire le risorse umane alle attività di indagine sul campo dove il fattore umano è insostituibile. In considerazione della rilevanza strategica del progetto e delle disponibilità finanziarie, la progettualità complessiva sarà attinta per fasi implementative coerenti ed incrementali, soprattutto dal punto di vista territoriale e funzionale, mediante la realizzazione di questa prima fase. Il vantaggio progettuale di un tale approccio incrementale è costituito dalla realizzazione del nucleo funzionale centrale e dalla realizzazione delle principali componenti logiche e funzionali a 76

78 livello periferico con limitazione geografica ad una rilevante porzione degli uffici interessati. Il progetto, approvato dall Autorità di Gestione del PON in data , si articola in 7 attività per un costo totale pari ad ,00. Dopo tre mesi dalla data di approvazione del progetto BIG HAWK, della durata di tre anni, si è raggiunto un impegno totale pari ad ,68 ed una imminente spesa pari ad ,24, corrispondenti al 22% della capacità di impegno, al 6% della capacità di spesa e al 29% della velocità di spesa. Progetto BIG HAWK , , , , , , , ,00 - Costo Impegnato Realizzato Serie1 Figura 5 - Avanzamento finanziario realizzativo al 30 settembre

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