QUALE FUTURO PER LA PAC?

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1 QUALE FUTURO PER LA PAC? Roberto Pretolani Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agroalimentare e Ambientale Università degli Studi di Milano Società Agraria di Lombardia, 20 aprile 2011

2 L ennesima riforma della PAC? Con la Comunicazione 672 del della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni, dal titolo: La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio è iniziato il dibattito per il futuro assetto della PAC, che si concluderà entro la fine del 2012

3 L ennesima riforma della PAC? Apparentemente si tratta della quinta fase della riforma della PAC: : Piano Mac Sharry : Agenda : Mid Term Review -> Riforma Fischler : Health Check : Europa 2020 Probabilmente sarà qualcosa di più profondo dell HC, simile per incisività alla riforma Mac Sharry o a quella Fischler

4 Le riforme Pac dal 1992 ad oggi Sostegno agricolo UE (milioni di ) a carico dei consumatori e dei contribuenti (%) % % 70% % % % % 20% % - 0% Sostegno agricolo dai contribuenti % dai consumatori % Fonte: elaborazione su dati OECD (PSE/CSE database)

5 Le riforme Pac dal 1992 ad oggi Bilancio UE e peso del settore agricolo (milioni di ) ,0 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 Fonte: Commissione Europea Agricoltura Totale Inc. % Agricoltura

6 L ennesima riforma della PAC? Lo spostamento del costo della PAC dai consumatori (prezzi garantiti) ai contribuenti (aiuti diretti e sviluppo rurale) e la progressiva riduzione della % del bilancio UE per le politiche agricole facevano temere un «abbandono» della PAC (finisce nel 2013!!) oppure un suo drastico ridimensionamento. Le proposte contenute nel Com 672 predisposto dal Commissario Dacian Ciolos sono, comunque, una buona notizia. La PAC durerà almeno fino al Ma come?

7 La Comunicazione - Perché una riforma? Secondo il documento: «La PAC è chiamata ad affrontare una serie di sfide che costringono l'ue a fare scelte strategiche per il futuro a lungo termine del settore agricolo e delle zone rurali» Da qui «la necessità che la futura PAC continui ad essere una politica comune forte, imperniata su due pilastri» Il documento identifica tre obiettivi strategici: a) Preservare il potenziale di produzione alimentare dell'ue secondo criteri di sostenibilità, al fine di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare a lungo termine per i cittadini europei e contribuire a soddisfare la domanda mondiale di prodotti alimentari, che secondo le stime della FAO dovrebbe subire un incremento del 70% da qui al b) Sostenere le comunità agricole, che forniscono ai cittadini europei una grande varietà di derrate alimentari di pregio e qualità, con una gestione attiva del territorio e delle risorse naturali. c) Preservare la vitalità delle comunità rurali, per le quali l'agricoltura costituisce un'attività economica importante in grado di creare occupazione locale.

8 I motivi della riforma in dettaglio Affrontare le preoccupazioni in materia di sicurezza dell approvvigionamento alimentare, a livello sia UE sia mondiale Migliorare la gestione sostenibile delle risorse naturali Far fronte alle pressioni esercitate dai cambiamenti climatici sull attività agricola Rafforzare la competitività, in presenza di maggiore globalizzazione e più marcata variabilità attesa dei prezzi, mantenendo la produzione agricola in tutta l UE Valorizzare la diversità delle strutture e dei sistemi produttivi dell UE, preservandone il ruolo sociale, territoriale e strutturante Rafforzare la coesione territoriale e sociale nelle zone rurali, promuovendo l occupazione e la diversificazione Ripartire il sostegno della PAC in modo più equo e bilanciato tra Stati membri e tra agricoltori in attività Semplificare l attuazione della PAC, riducendo gli oneri amministrativi per i beneficiari dei fondi

9 Le grandi sfide future

10 Gli obiettivi della riforma 1) Produzione alimentare efficiente a. Contribuire al reddito agricolo e limitarne le fluttuazioni b. Migliorare la competitività del settore agricolo, aumentando la percentuale di valore nella filiera alimentare c. Compensare le difficoltà di produzione delle regioni che presentano specifici vincoli naturali 2) Gestione sostenibile risorse naturali a. Garantire pratiche di produzione sostenibili e una maggiore offerta di beni pubblici ambientali, oggi non remunerati b. Favorire una crescita verde attraverso l'innovazione c. Interventi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico 3) Sviluppo territoriale equilibrato a. Sostenere l'occupazione rurale b. Migliorare l'economia rurale e promuovere la diversificazione c. Favorire la diversità strutturale dei sistemi agricoli

11 Gli strumenti della PAC 2020 I pilastro II pilastro Pagamenti diretti rivisti - Più verdi - Più equamente ripartiti tra paesi e agricoltori - Soggetti a tetti aziendali - Riservati agli agricoltori in attività - Con una condizionalità semplificata - Regime speciale per piccoli agricoltori Misure di mercato semplificate - Razionalizzare e semplificare gli strumenti vigenti (rete di sicurezza) - Politica della qualità riveduta - Miglioramento della filiera alimentare Competitività, innovazione, cambiamento climatico, ambiente - Efficacia dei meccanismi di attuazione - Coerenza tra politiche - Revisione della ripartizione del sostegno tra SM - Pacchetto di strumenti per la gestione del rischio - Politica qualità rafforzata e semplificata

12 I pagamenti diretti: finalità e modalità Finalità: Ridistribuzione, riformulazione e migliore orientamento del sostegno Redistribuzione basata su criteri economici e criteri ambientali agli «agricoltori attivi» - Sostegno del reddito di base Pagamento diretto disaccoppiato di base, uniforme tra gli agricoltori della regione o Stato Membro, soggetto alla condizionalità, soggetto a tetti per azienda (tenuto conto dell intensità di lavoro) - Componente ecologica Obbligatoria, a sostegno di misure ambientali semplici, non contrattuali e annuali, che vadano al di là della condizionalità - Sostegno aggiuntivo per zone svantaggiate Pagamento per superficie, aggiuntivo al reddito, integrativo del sostegno erogato nel secondo pilastro - Aiuto accoppiato facoltativo per problemi specifici di alcune regioni su superficie, rese o capi

13 I pagamenti diretti: finalità e modalità Si potrebbe immaginare una soluzione di questo tipo:

14 Le misure di mercato Finalità: razionalizzare e semplificare gli strumenti - Intervento come rete di sicurezza in caso di crisi di prezzo e turbative di mercato Estendere i periodi di intervento Ricorso a clausole di salvaguardia Ammasso privato - Proposte per una Politica di qualità riveduta - Migliorare il funzionamento delle filiere alimentari Squilibrio del potere negoziale degli attori della filiera Regolare le relazioni contrattuali Ristrutturare e consolidare il settore agricolo Funzionamento dei mercati dei derivati sulle materie prime

15 Dal progetto alle proposte Punti rilevanti della negoziazione: Redistribuzione aiuti diretti tra SM; Regionalizzazione aiuti diretti negli SM; Nuove politiche di mercato; Misure sviluppo rurale e cambiamento climatico Rispetto ai primi due punti, si pone il problema di una più equa distribuzione dell ammontare di risorse tra Paesi, aree e singoli beneficiari. A seconda dei criteri che si individueranno per riallocare le risorse dei pagamenti diretti si potranno verificare ampi scostamenti dalla situazione attuale.

16 Dal progetto alle proposte I passaggi che ci attendono sono i seguenti: Definizione del budget PAC Suddivisione del budget tra I e II pilastro Redistribuzione tra i 27 stati membri Redistribuzione tra regioni italiane Regionalizzazione obbligatoria degli aiuti I punti di incertezza sono ancora molti Vediamo quali sono le variabili in gioco

17 I pagamenti diretti per superficie agricola Lavoro svolto da INEA in collaborazione con il Mipaaf: se si rapportano i massimali dei pagamenti diretti per Paese alla superficie agricola che ha generato i diritti all aiuto, il valore medio comunitario sarebbe pari a poco meno di 300 euro/ha (296,2) e l Italia si collocherebbe al di sopra di tale valore (433,7 euro).

18 I pagamenti diretti rispetto alla PLV agricola Tuttavia, se si tiene conto di altri criteri distributivi delle risorse, la situazione si modifica notevolmente a vantaggio del nostro Paese. La PLV è un parametro di grande interesse per la distribuzione dei pagamenti diretti, perché sintetizza molti criteri oggettivi (specializzazione, forza lavoro, strutture, ecc.). L Italia contribuisce in modo rilevante alla PLV europea (12,7%), ma l importo medio degli aiuti per euro di PLV vede il nostro Paese molto al di sotto (76,7%) rispetto al dato medio europeo (123 euro)

19 Il problema della parità di potere di acquisto E stata posta l attenzione sul fatto che il potere di acquisto tra i 27 Stati membri è molto diverso tra Paese e Paese. In pratica, 100 euro medi di aiuto al settore agricolo corrispondono ad entità molto diverse a seconda se questi 100 euro vengono dati ad un agricoltore tedesco, ad uno italiano o ad uno polacco o bulgaro, dati i diversi livelli di potere di acquisto tra i tre Paesi. Applicando questo criterio della parità di potere di acquisto, si ottengono dei dati molto diversi da quelli di partenza.

20 I pagamenti per superficie e per PLV corretti con la PPP Un flat rate medio europeo di 296,2 per ettaro è pari a 320,9 in Italia, a 379,9 nel Regno Unito, e solo a 121,7 euro in Bulgaria o a 142,8 euro in Romania. Quindi, per avere un flat rate per ettaro rispondente alla PPP in Italia bisognerebbe scendere da 433,6 a 320,9, e non a 296,2. Seguendo lo stesso ragionamento, con la PLV in PPP in Italia bisognerebbe portare l aiuto medio da 94,8 per di PLV a 133,9 (e non a 123,6 ).

21 I massimali secondo criteri oggettivi Un altro modo per agire sulla distribuzione delle risorse è rivedere i massimali individuando criteri oggettivi che tengano contro della potenzialità di produzione da parte dell agricoltura di beni pubblici. Come esempio, INEA ha utilizzato 4 criteri con pesi diversi: 1) Superficie ammissibile; 2) PLV; 3) Popolazione rurale; 4) Aree Natura In realtà, il massimale italiano ricalcolato in questo modo risulta sempre in linea con quello attuale, mentre altri Paesi (Francia, Regno Unito, Danimarca, Grecia, ) vedono il proprio massimale ridursi in modo più netto.

22 Possibili applicazioni di «criteri oggettivi»

23 La situazione attuale degli aiuti PAC Trasferimenti della PAC in Italia e Lombardia, Lombardia 82,1 (7,3%) Lombardia 453,8 (12,2%) Lombardia 572,0 (13,0%) Lombardia 56,4 (7,5%) Lombardia 710,5 (9,8%) Fonte: elaborazione su banca dati spesa pubblica in Agricoltura - INEA, 2010

24 La redistribuzione dei pagamenti diretti a livello regionale: quali criteri?

25 Possibili conseguenze in Lombardia Per la Lombardia si profila una potenziale perdita di massimale tra il 20 ed il 30%. Meuro Peso su Italia Var. % Statu quo 572,0 12,8 SAU 355,5 8,1-37,9% PLV (PPB) 610,0 13,9 6,6% Area Natura ,3 6,0-54,0% Lavoro (ULA) 412,5 9,4-27,9% ,7 9,3-28,9% ,1 10,5-19,2% ,6 9,9-24,4% L unica possibilità è l impiego di correttivi nel riparto nazionale alleandosi con altre regioni penalizzate (Piemonte, Veneto, Umbria, Puglia, Calabria)

26 La situazione attuale (2010) in Lombardia Il PUA è erogato a circa aziende (60% del totale), con una SAU pari al 90% del totale e con 3/4 di ha con titoli. Il PUA medio/ha è 661 al lordo della modulazione; solo la regionalizzazione lo farà scendere a 489 (senza tagli) PUA 2010 Totale Per azienda Per ettaro con senza con senza Totale premi premi premi premi Totale Aziende SAU (ha) ,72 3,96 16, Sup.selezionata (ha) ,33 0, Reddito lordo ( ) Valore titoli Superficie Titoli condiz. particolari Pag.accoppiati Modulazione Totale pagamenti % Pagamenti/reddito 15,9% 18,3% 15,9% 23,0% 15,9% Titoli superficie

27 L attuale distribuzione degli aiuti Derivando da una base storica (settori ed aree), la distribuzione degli aiuti in Lombardia è fortemente concentrata. L 1% delle aziende (608) riceve oltre euro di PUA, il 73% del PUA va al 10% delle aziende. Distribuzione delle aziende e degli aiuti per classe di pagamenti % Aziende % SAU %Reddito (RLS) % Pagamenti < ,0% 3,5% 2,2% 0,9% ,4% 12,9% 9,1% 6,0% ,6% 24,3% 20,4% 19,8% ,2% 37,0% 41,1% 51,7% > ,0% 12,4% 14,1% 21,7% Senza pagamenti 40,8% 9,9% 13,1% 0,0% LOMBARDIA 100,0% 100,0% 100,0% 100,0%

28 L attuale distribuzione degli aiuti Oggi la distribuzione degli aiuti è sostanzialmente analoga a quella del reddito. Il 10% delle aziende concentra il 47% della SAU, il 70% dei redditi e il 60% dei pagamenti. Il 67% delle aziende riceve solo il 9% dei pagamenti. Distribuzione delle aziende e degli aiuti per classe di reddito % Aziende % SAU %Reddito (RLS) % Pagamenti < ,0% 5,0% 1,4% 2,0% ,9% 11,6% 5,2% 6,9% ,9% 14,8% 8,0% 11,0% ,6% 21,5% 15,0% 20,0% > ,6% 47,1% 70,5% 60,0% LOMBARDIA 100,0% 100,0% 100,0% 100,0%

29 L attuale distribuzione degli aiuti Vi è anche un forte squilibrio tra montagna e collina da un lato (43% delle aziende, 25% della Sau e 8% di aiuti) e pianura dall altro (92% dei pagamenti). Distribuzione delle aziende e degli aiuti per fascia altimetrica % Aziende % SAU %Reddito (RLS) % Pagamenti Montagna 21,4% 16,1% 5,2% 3,2% Collina 21,8% 8,7% 10,0% 4,9% Pianura 56,8% 75,2% 84,9% 91,9% LOMBARDIA 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% Proviamo adesso a fare una simulazione delle variazioni nella distribuzione degli aiuti tra aziende, ipotizzando un PUA medio (al lordo modulazione) di 489 euro/ha.

30 Effetti regionalizzazione «flat rate» Per zone altimetriche un pagamento uguale per tutti porterebbe a una significativa redistribuzione del sostegno, dalla pianura alle aree collinari e montane. Mentre la variazione dei premi sarebbe rilevante, la variazione del reddito sarebbe modesta in pianura (-3%) e significativa in montagna (+40%). Effetti della regionalizzazione degli aiuti per fascia altimetrica Reddito (RLS) / ha Pagamenti /ha SAU % Premi/ Reddito Variazione % premi Nuovo reddito / ha Variazione % reddito Nuova % premi/ reddito Montagna ,2% 400,0% ,7% 36,2% Collina ,0% 78,8% ,3% 13,5% Pianura ,8% -18,2% ,2% 15,1% LOMBARDIA ,4% 0,0% ,0% 16,4%

31 Effetti regionalizzazione «flat rate» La penalizzazione sarebbe rilevante per le aziende che oggi hanno maggiori pagamenti e andrebbe a beneficio di quelle oggi meno o non sostenute. Effetti della regionalizzazione degli aiuti per classi di pagamento 2010 Reddito (RLS) / ha Pagamenti /ha SAU % Premi/ Reddito Variazione % premi Nuovo reddito / ha Variazione % reddito Nuova % premi/ reddito < ,6% 288,0% ,1% 21,6% ,9% 114,4% ,4% 20,7% ,9% 22,9% ,7% 18,9% ,7% -28,4% ,9% 15,7% > ,3% -42,8% ,9% 16,3% Senza pagamenti ,0% n.s ,4% 11,1% LOMBARDIA ,4% 0,0% ,0% 16,4%

32 Effetti regionalizzazione «flat rate» Ovviamente vi sarebbe uno spostamento dei premi verso settori meno sostenuti in passato a scapito di quelli più diffusi in Lombardia (cereali e bovini). Effetti della regionalizzazione degli aiuti per orientamento produttivo Reddito (RLS) / ha Pagamenti /ha SAU % Premi/ Reddito Variazione % premi Nuovo reddito / ha Variazione % reddito Nuova % premi/ reddito Cereali ,7% -11,5% ,7% 37,8% Seminativi diversi ,9% 27,0% ,2% 31,8% Ortofloricoltura ,9% 192,7% ,8% 2,6% Viticoltura ,5% 1031,9% ,9% 15,0% Frutticoltura ,7% 355,4% ,6% 11,3% Olivicoltura ,5% 255,8% ,7% 24,8% Arboree miste ,9% 392,0% ,3% 4,0% Bovini da latte ,3% -21,4% ,8% 10,8% Bovini da carne ,0% -27,7% ,1% 32,5% Bovini misti ,8% 35,3% ,4% 29,7% Altri erbivori ,8% 501,8% ,1% 49,0% Granivori ,3% 26,9% ,1% 5,3%

33 Effetti regionalizzazione «flat rate» I premi andrebbero a compensare maggiormente le aziende meno efficienti (per condizioni naturali ma anche per scelte produttive) ed a penalizzare (relativamente) le aziende più gradi e più efficienti (variazione premi -22% ma variazione reddito -3%) Distribuzione delle aziende e degli aiuti per classe di reddito Reddito (RLS) / ha Pagamenti /ha SAU % Premi/ Reddito Variazione % premi Nuovo reddito / ha Variazione % reddito Nuova % premi/ reddito < ,3% 163,6% ,5% 43,1% ,2% 73,0% ,5% 31,8% ,6% 35,2% ,9% 28,3% ,2% 6,6% ,5% 23,3% > ,1% -21,9% ,1% 11,3% LOMBARDIA ,4% 0,0% ,0% 16,4%

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