Successione nel rapporto impositivo Domenica 15 Novembre :28 - Ultimo aggiornamento Domenica 15 Novembre :24

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1 Comm. trib. prov.le Bari, sez. II, 14 ottobre 2009, n. 124 La massima In caso di successione nel rapporto impositivo, tutti gli eredi sono responsabili in proprio e solidalmente per le obbligazioni tributarie del de cuius ; grava sui medesimi l obbligo di comunicare le proprie generalità all Amministrazione ai sensi dell art. 65 d.p.r. n. 600 del 1973, non potendo ricadere sull ente impositore l onere di conoscere ed individuare gli eredi del defunto e di verificarne l esistenza in vita. Nota Un soggetto impugna l avviso di rettifica, con il quale un Comune gli addebita, quale erede dell originario contribuente, l imposta comunale sugli immobili dovuta per l anno 2000, calcolata tenendo conto del valore degli immobili, rideterminato in base alla rendita catastale, rivalutata del 5% ai sensi di legge. 1 / 9

2 Il ricorrente eccepisce l illegittimità della rettifica per difetto di motivazione in ordine alla rivalutazione applicata; carenza di legittimazione passiva e nullità dell accertamento, per omessa individuazione degli eredi del dante causa, in quanto fra questi viene indicato un soggetto deceduto prima della ricezione dell avviso di rettifica; inesistenza dell obbligazione tributaria per alcune unità immobiliari, che, a detta dello stesso, non sono mai appartenute né al dante causa né all istante, e per un immobile alienato prima del 2000; errata determinazione dell imposta con riferimento ad altri immobili in stato di inagibilità, per i quali la rendita indicata e quindi l imposta addebitata devono ritenersi errate, in relazione alle loro oggettive condizioni. Chiede, pertanto, l annullamento dell atto impugnato e la condanna della controparte al pagamento delle spese di giudizio. Si costituisce il Comune per controdedurre che la rivalutazione del 5% delle rendite catastali è prevista direttamente dalla legge; che in via di principio l esatta individuazione degli eredi è a carico dei medesimi, sui quali ricade l obbligo della relativa comunicazione all amministrazione; che, infine, in ordine alle altre questioni, la ricorrente non ha prodotto alcuna documentazione giustificativa, mentre il Comune si è attenuto alle risultanze catastali. La Commissione tributaria provinciale ritiene infondata l eccezione di difetto di motivazione dell impugnato avviso, per non avere il Comune giustificato le ragioni della rivalutazione del 5% delle rendite catastali: si tratta, infatti, di maggiorazione stabilita dall art. 3, comma 48, della legge n. 662/96, che l Ente ha correttamente richiamato nell'atto di rettifica. Inoltre, tutti gli eredi del contribuente originario sono responsabili, in proprio e solidalmente, per le obbligazioni tributarie del defunto (escluse le sanzioni), salvo quelli che abbiano eventualmente rinunciato all eredità o l abbiano accettata con beneficio d'inventario, ma nessuno di essi ha titolo per eccepire il proprio difetto di legittimazione passiva, fondandola sull errato presupposto che il Comune, nella fattispecie, abbia omesso di individuare gli eredi. Infatti, gli enti impositori non hanno l onere di conoscere e individuare questi ultimi, ovvero di verificarne, se conosciuti, l esistenza in vita, essendo al contrario obbligo di questi ultimi comunicare all Ufficio competente le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale, secondo il principio enunciato dall art. 65 del D.P.R. 600/73. Con specifico riferimento all imposta comunale sugli immobili, l art. 15 della legge n. 383 ha disposto che, a partire dal , relativamente agli immobili inclusi nella dichiarazione di successione, l Ufficio presso il quale questa è presentata provvede a 2 / 9

3 trasmetterne una copia a ciascun comune, nel cui territorio sono ubicati gli immobili, con conseguente esonero per gli eredi di presentare a questo ente la dichiarazione in rettifica. Il ricorrente non si è espresso in merito all eventuale avvenuta presentazione della denuncia di successione da parte degli eredi né ha fornito prova che il Comune, prima della notifica dell accertamento, abbia avuto formale conoscenza degli eredi, di cui trattasi, o per diretta iniziativa degli stessi ovvero per effetto del citato art. 15. La notifica dell avviso di rettifica da parte del Comune a soggetto avente causa è pertanto incensurabile sul piano della sua correttezza, a nulla rilevando che lo stesso fosse già deceduto al momento della notifica, per cui devono essere respinte le eccezioni di difetto di legittimazione passiva e di legittimità formulate dal ricorrente. Con riferimento all immobile alienato prima del 2000, la Commissione ritiene non raggiunta la prova specifica della sua traditio, che potrebbe riguardare altro e diverso immobile, così come non è stata dimostrata l effettiva inagibilità di alcuni immobili. La disciplina in materia di imposta comunale sugli immobili contempla la possibilità di conseguire la riduzione dell imposta, per variazioni della situazione oggettiva di un immobile (art. 8 del D.Lgs. n. 504/92), ma a tal fine è necessario che sussistano congiuntamente l inagibilità o inabitabilità e l assenza di utilizzo, risultanti da attestazione comunale e da accertarsi dall Ufficio Tecnico del Comune, con apposita perizia su documentata richiesta del proprietario. Per conseguire il medesimo beneficio, in alternativa, l amministrazione finanziaria riconosce al contribuente anche la possibilità di presentare al Comune un autodichiarazione sostitutiva sia dell attestazione comunale sia della perizia tecnica (circolare dell'agenzia delle Entrate n. 137/E del , punto 20.1), ferma restando la facoltà del Comune di accertare la veridicità della dichiarazione. Orbene, in sede processuale il ricorrente si è limitato ad allegare documentazione meramente fotografica, che riproduce locali non identificati né identificabili, del tutto insufficiente e inidonea a fondare l eventuale concessione del beneficio richiesto. Infine, il ricorrente eccepisce che determinati immobili non sono mai stati di proprietà del de cuius, il che non corrisponde a verità, vista la corrispondenza, desunta dalle risultanze catastali, 3 / 9

4 tra immobili assoggettati a tassazione con quelli indicati nella dichiarazione di successione. Sulla base di queste considerazioni, il giudice tributario respinge il ricorso. Paola Marino Segue il testo della sentenza Comm.trib. prov.le Bari, sez. II, 14 ottobre 2009, n. 124 Fatto 4 / 9

5 Con ricorso n.... la sig.ra M. P. M., rappresentata e difesa dall avv. M. R., impugnava l avviso di rettifica con il quale il Comune di... le aveva addebitato, unitamente agli altri eredi di S. V. L. nelle persone dei signori S. R., S. G. e S. M., l imposta comunale sugli immobili dovuta per l anno 2000, calcolata tenendo conto del valore degli immobili rideterminato in base alla rendita catastale rivalutata del 5% ai sensi di legge. La ricorrente eccepiva: a) illegittimità della rettifica per difetto di motivazione, poiché il Comune non aveva fornito alcuna spiegazione in ordine alla rivalutazione applicata; b) carenza di legittimazione passiva e nullità dell accertamento per omessa individuazione degli eredi del dante causa, in quanto fra essi veniva indicata la sig.ra S. R., che era deceduta prima della ricezione dell avviso di rettifica; c) inesistenza dell'obbligazione tributaria per alcune unità immobiliari, che non erano mai appartenute né al dante causa né all'istante, e per l immobile sito in... sulla strada provinciale..., che era stato alienato prima del 2000; d) errata determinazione dell imposta con riferimento ad altri immobili in stato di inagibilità, per i quali la rendita indicata e quindi l imposta addebitata dovevano ritenersi errate in relazione alle loro oggettive condizioni. Chiedeva, pertanto, l annullamento dell atto impugnato e la condanna della controparte al pagamento delle spese di giudizio. Si costituiva il Comune di... per controdedurre che la rivalutazione del 5% delle rendite catastali era prevista direttamente dalla legge; che in via di principio l esatta individuazione degli eredi è a carico dei medesimi, sui quali ricade l obbligo della relativa comunicazione all amministrazione; che infine in ordine alle altre questioni la ricorrente non aveva prodotto alcuna documentazione giustificativa, mentre il Comune si era attenuto alle risultanze catastali, per cui chiedeva il rigetto del ricorso con vittoria di spese processuali. Il giudizio, interrotto per il decesso della ricorrente ai sensi dell'art. 40 del D. Lgs. 546/92, veniva riassunto a seguito di istanza di trattazione con contestuale richiesta di discussione in pubblica udienza, prodotta in data dal sig. S. M. quale erede della ricorrente, rappresentato e difeso dall avv. M. R., il quale in data depositava memorie illustrative con documenti. Diritto 5 / 9

6 La controversia viene trattata in camera di consiglio, ai sensi dell'art. 33 del D. Lgs. 546/92, in considerazione che la richiesta di discussione in pubblica udienza, sia essa formulata con separata nota ovvero contestualmente ad altro atto processuale, deve essere notificata alla controparte, adempimento questo essenziale ai fini della regolarità del contraddittorio, che tuttavia il ricorrente non prova di aver assolto. Ciò precisato, risulta infondata l eccezione di difetto di motivazione dell impugnato avviso, per non avere il Comune giustificato le ragioni della rivalutazione del 5% delle rendite catastali: si osserva, infatti, trattarsi di maggiorazione stabilita dall art. 3 comma 48 della legge n. 662, onde l Ente ha correttamente adempiuto all obbligo della motivazione con il semplice richiamo a detta disposizione di legge, cui l atto di rettifica fa espresso riferimento. Con il secondo motivo di doglianza il ricorrente, quale avente causa di M. P. a sua volta erede di S. V. L., eccepisce il proprio difetto di legittimazione passiva nonché l illegittimità dell accertamento in conseguenza dell omessa individuazione da parte del Comune degli eredi di S. R., a cui era stato notificato l avviso di rettifica nonostante la stessa fosse già deceduta al momento della notifica. Si osserva preliminarmente che il ricorrente è legittimato nel presente giudizio in quanto erede di M. P. M., a sua volta avente causa di S. V. L. originario titolare dei beni tassati. Ora, tutti gli eredi di quest ultimo sono responsabili in proprio e solidalmente per le obbligazioni tributarie del defunto (escluse le sanzioni), salvo quelli che abbiano eventualmente rinunciato all eredità o l abbiano accettata con beneficio d inventario, ma nessuno di essi ha titolo per eccepire il proprio difetto di legittimazione passiva fondandola sull errato presupposto che il Comune, nella fattispecie, abbia omesso di individuare gli eredi di S. R., defunta cointestataria dell avviso di accertamento. Infatti, non può in linea di principio accollarsi a carico degli enti impositori l onere di conoscere e individuare gli eredi del defunto ovvero di verificarne, se conosciuti, l esistenza in vita, essendo al contrario obbligo di questi ultimi di comunicare all Ufficio competente le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale, secondo il principio enunciato dall art. 65 del D.P.R. 600/73. Con specifico riferimento, poi, all imposta comunale sugli immobili, l'art. 15 della legge 6 / 9

7 n. 383 ha disposto, a partire dal , che per gli immobili inclusi nella dichiarazione di successione, l Ufficio presso il quale questa è presentata provvede a trasmetterne una copia a ciascun comune nel cui territorio sono ubicati gli immobili, con conseguente esonero per gli eredi di presentare al Comune la dichiarazione in rettifica in materia di ICI. Ora, il ricorrente, che nel formulare le eccezioni di cui sopra ha omesso ogni riferimento alla data del decesso di S. R. ed all eventuale avvenuta presentazione della denuncia di successione da parte degli eredi, non fornisce alcuna prova che il Comune di..., prima della notifica dell accertamento, abbia avuto formale conoscenza degli eredi di S. R. o per diretta iniziativa degli stessi ovvero per effetto del citato art. 15. Deve, pertanto, ritenersi correttamente eseguita dal Comune la notifica alla sig.ra S. R. dell avviso di rettifica ad essa intestato, a nulla rilevando che la stessa fosse già deceduta al momento della notifica, e conseguentemente devono essere respinte le eccezioni di difetto di legittimazione passiva e di illegittimità formulate dall odierno ricorrente. Nel merito il ricorrente oppone che l immobile sito in... sulla strada provinciale... era stato alienato nel 1978, per cui nell'anno 2000 non faceva più parte del patrimonio del sig. V. L. S. e quindi degli eredi destinatari dell'atto impugnato. Tale immobile risulta indicato nell avviso di rettifica come fabbricato, identificato al..., mentre nell atto notarile recante il n di repertorio e registrato il al n vol. 176, allegato dal ricorrente al fascicolo di causa a sostegno della propria tesi, risulta una compravendita di suolo edificatorio con capannone provvisoriamente insistente sul medesimo e destinato alla demolizione, contrassegnato in catasto alla... L eccezione non può pertanto essere accolta poiché il ricorrente non ha dimostrato trattarsi del medesimo immobile. Viene, altresì, contestato che gli immobili siti in... al Vicolo..., identificati dai subalterni 0, 1, 2, 3 e 4 erano praticamente dei ruderi dichiarati inagibili dal Comune di..., onde il reddito dominicale da prendersi in considerazione non poteva corrispondere a quello indicato dal Comune in sede d'imposizione. La disciplina in materia di imposta comunale sugli immobili contempla la possibilità di conseguire la riduzione dell imposta per variazioni della situazione oggettiva di un immobile (art. 8 del D.Lgs n. 504), ma a tal fine è necessario che sussistano congiuntamente l inagibilità o inabitabilità e l assenza di utilizzo, risultanti da attestazione comunale e da 7 / 9

8 accertarsi dall Ufficio Tecnico del Comune con apposita perizia su documentata richiesta del proprietario. Per conseguire il medesimo beneficio, in alternativa l amministrazione finanziaria riconosce al contribuente anche la possibilità di presentare al Comune un autodichiarazione sostitutiva sia dell attestazione comunale sia della perizia tecnica (circolare dell Agenzia delle Entrate n. 137/E del , punto 20.1), ferma restando la facoltà del Comune di accertare la veridicità della dichiarazione. Orbene, anche in questo caso il ricorrente non ha fornito in sede processuale alcuna prova documentale atta a dimostrare di avere osservato l uno o l altro degli indicati adempimenti, essendosi limitato ad allegare documentazione meramente fotografica che riproduce locali non identificati né identificabili, del tutto insufficiente e inidonea a fondare l'eventuale concessione del beneficio richiesto. Infine, il ricorrente eccepisce che gli immobili siti in... in via..., via..., via..., via..., via..., non sono mai stati di proprietà del dante causa né conseguentemente dell erede che ha proposto il ricorso introduttivo del presente giudizio, ed a riprova allega copia della dichiarazione di successione presentata a suo tempo dagli eredi di S. V. L., originario dante causa, recante il n. 48 vol. 6 del L eccezione è però contraddetta dal semplice riscontro degli immobili assoggettati a tassazione con quelli indicati nella detta dichiarazione di successione. Infatti, tenendo conto delle risultanze catastali è agevole rilevare che gli indicati immobili sono tutti descritti con i medesimi identificativi catastali sia nell atto di rettifica sia nella dichiarazione successoria, come può riscontrarsi rispettivamente ai nn di quest ultima, onde è infondata l obiezione secondo cui gli immobili in parola non erano mai appartenuti al dante causa. Il ricorso deve pertanto essere rigettato. Si ritiene, tuttavia, equo disporre la compensazione delle spese fra le parti. P.Q.M. La Commissione rigetta il ricorso. Spese compensate. 8 / 9

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